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Finalmente, sabato 28 giugno, è stato celebrato questo matrimonio tanto atteso! L'evento dell'anno, che ha assorbito tutto il mio tempo libero, quasi tutti i miei pensieri e le mie energie. È stato un periodo molto frenetico perché , da perfezionista quale sono, non ho permesso a nessuno che mi aiutasse; troppo alto il rischio che poi ci fosse qualcosa che non mi piacesse. Naturalmente sono stata anche fortunata ad aver incontrato persone che hanno saputo far bene il loro lavoro e che hanno reso ogni particolare mio, così come lo volevo. Innanzitutto bisogna precisare che, rompendo con la tradizione, il matrimonio è stato celebrato a Padova in una incantevole chiesetta di origine mediovale, la Scoletta del Carmine , e non a Brindisi. Sarei diventata matta ad organizzare tutto a distanza col rischio di sentirmi un'invitata al mio matrimonio e poi probabilmente non avrei avuto attorno a me tutti gli amici. Secondo me però vi interessa poco sapere di fiori, di conetti portariso o di scatole porta confetti e non vedete l'ora che io passi a parlarvi della location del ricevimento e del menù. Scegliere il posto dove festeggiare è stato facilissimo, ci ero già stata per un matrimonio di amici un anno fa, ed ero rimasta entusiasta di quello che avevo mangiato. Di conseguenza è stata l'unica scelta e alternativa presentata al mio maritino...per la serie questo o niente. Il posto scelto è stato il ristorante la Montecchia , gestito dalla famiglia Alajmo, che in Veneto è sinonimo d'alta cucina. Qui abbiamo trovato un personale eccelso che ci ha supportato in tutto e che ha curato ogni minimo particolare. La scelta del menù è stata fatta a metà giugno, in quanto, essendo un posto che lavora molto sulla stagionalità dei prodotti, la scelta viene fatta all'ultimo. Questo è stato positivo perché mi ha permesso di assaggiare con calma tutte le portate e di avere un'idea ben precisa di quello che stavo offrendo ai miei ospiti, anche perché il giorno del matrimonio avevo perso completamente l'appetito. Gli ospiti hanno molto gradito ed hanno apprezzato in pieno le nostre scelte, a volte anche un po' azzardate. Ecco a voi il menù. La torta nuziale era con lamponi e cioccolato bianco, una delizia! Spero di non avervi annoiati e ci vediamo presto con nuove ricette...finalmente!!!

Fonte: dinneratmarys.blogspot.it

Avevo un'anitra… Sembra la canzone di Jannacci - Avevo un'anitra... - Sa te ghèt cuse`? - L'a g'ha un'anitra... - Ah, beh; si`, beh. - Un'anitra lacrimava nel mezzo del laghetto ed ogni go, ed ogni goccia andava... - Deren't al làag? - Si`, che tutto l'annacquava! - Pover anidrin - E povero anche il lago - Ah, beh; si`, beh. .... Scusate mi sono fatta prendere dalla musica Ma l’anitra ce l’avevo per davvero in frigor. Problema: Come la cucino? Arrosto, no … con i funghi e le patate, no … all'arancia , scontata … allora? Allora mi avvicino alla libreria, l’occhio cade sul librone di Alajmo “In gredienti” . L’avevo letto con ingordigia, bellissimo, troppo bello, preparazioni splendide, irraggiungibili. L’ho lasciato sedimentare per un bel po' ed ora perché mi viene di prenderlo? Scorro l’indice delle ricette, ecco qui: "Anitra al mandarino" . Mica male come idea, chissà come sarà? Mal me ne incolse, galeotto fu il libro e pure l’anitra. L’ho cucinata seguendo alcuni procedimenti suggeriti da Massimiliano Alajmo, non tutti: la mia cucina e le mie capacità non sono alla Sua Altezza. Però le tecniche di cottura sono da tener presenti. Ultimamente tutti i grandi chefs stanno attuando una cucina attenta alla salute ed allo star bene. Purtroppo però, per dotare le nostre cucine delle attrezzature adatte ci vogliono un sacco di soldi e spazio. Ho fatto come potevo. Anitra al mandarino Per prima cosa ho dovuto sezionare l’anitra separando i petti e le cosce. Pin ho usato il quel coltello lì, il Pontormo delle coltellerie Berti, non è un coltello da disosso però ha fatto il suo dovere dopo una bella affilata. Ho seguito con la punta del coltello il limite dato dalle ossa e … insomma faccio come posso. La carcassa l’ho spezzata e l’ho usata per fare il fondo d’anitra, che servirà per la salsa al mandarino. per le cosce di anatra: occorre preparare il sale aromatico: pestare nel mortaio 4 gr. di pepe nero di Sarawak (che non ho, ho usato il pepe lungo del Bengala) e 4 gr. di anice stellato, mescolarli a 1 cucchiaio e mezzo di sale marino integrale, la scorza di un'arancia e di un limone grattugiata, , 2 gr. di zenzero fresco grattugiato Massaggiare le cosce con il sale aromatico e lasciarle macerare per 2 ore al fresco. Trascorso questo tempo eliminare il sale e legare le cosce con uno spago. Per la cottura "sottovuoto": 1 spicchio di aglio un rametto di timo una macinata di pepe nero un filo di olio extravergine di oliva un pizzico di sale un pizzico di polvere di anice stellato "Confezionarle sottovuoto insieme all'aglio, al timo e al pepe e cuocerle al forno al vapore a 68°C per 24 ore. " Così dice il librone, io non ho il sottovuoto ma ho ancora un paio di sacchetti per la cottura della salama da sugo, vanno bene anche per il forno. Farò il "sottopieno"!! Infilare in forno una teglia con il sacchetto delle cosce appoggiata sulla griglia , sotto posizionare la leccarda con acqua per avere il “forno a vapore” . Temperatura del forno 130°, tempo di cottura 3 ore almeno. Terminata la cottura togliere lo spago alle cosce e rosolarle in padella con l'olio da entrambi i lati per renderle croccanti. Salare, pepare e cospargere con la polvere di anice stellato per il petto di anatra incidere il petto di anatra con tagli incrociati nel lato della pelle Scaldare un filo d'olio d’oliva in una padella e rosolarvi il petto dal lato della pelle. Mantenere la fiamma molto bassa e proseguire la cottura sino a quando la pelle diventerà croccante. Rigirare la carne sull'altro lato, toglierla dal fuoco e lasciare riposare per 5 minuti al caldo. Passare in forno a 130°C per 8 minuti. Riposare la carne altri 8 minuti al caldo e ricavarne 4 cubi per la salsa al mandarino: 150 gr. di fondo d'anatra 100 gr. di fondo bruno 100 gr. di succo di mandarino 20 gr. di zucchero 1/2 cucchiaino di fecola diluita in pochissima acqua fredda Caramellare lo zucchero in una padella e deglassarlo con il succo di mandarino. Aggiungere i fondi, ridurre di 1/3, legare con la fecola e filtrare per la purea di sedano rapa: 750 gr. di acqua 350 gr. di sedano rapa 250 gr. di latte 100 gr. di panna 1/2 dì aglio piccolo 1/2 foglia di alloro un pizzico di sale un filo di olio extravergine di oliva una macinata di pepe nero Cuocere il sedano rapa tagliato a tocchetti nell'acqua bollente e nel latte insieme all'aglio, 'alloro e il sale. Filtrare e frullare con un frullatore il sedano ben cotto unendo l'olio, il sale, il pepe e la panna. “ Trasferire la crema a 45°C nel bicchiere del Pacojet e pacossarla una volta con lama da fresco. Scaldare dolcemente in padella a 60°C, avendo cura di non smontarla” ( così disse Alajmo) Montare la crema con un frullatore mantenendola calda a bagnomaria( così ho fatto io) preparazione: scorze di mandarino sbollentate e tagliate a julienne, una macinata di pepe nero. Disporre su un piatto un cubo di petto d'anatra e una coscia. Guarnire accanto con la salsa al mandarino e la purea di sedano rapa. Cospargere con la julienne dì scorze di mandarino, macinare pepe nero . - Ecco fatto! Ho impiegato un giorno a cucinare, le preparazioni erano tante. Ho fatto due lavastoviglie. Ho sporcato un sacco di pentole, padellini, piatti, posate, contenitori. Ho finito alle dieci di sera le pulizie in cucina Commento di Roby: - E' particolare... A me sembrava molto buona, ma a lui non piace molto il dolce nel salato. Non so se la rifaccio... Vorrei avere la cucina di Alajmo, la brigata di cucina di Alajmo e la sua bravura...farei più in fretta! Volevo specificare che non è una cottura "sous vide", h o solo fatto una cottura in sacchetto per la cottura senza grassi, al forno e a medio/bassa temperatura, se si può considerare tale la temperatura di 130°, per un tempo di 3 ore e l'ho battezzata scherzosamente "sotto pieno" perché è un bel gioco parole. Mi piace la cottura a bassa temperatura, perché la carne resta morbidissima. Non ho ancora provato a cuocere a temperature più basse dei 100°, non so quanto possa incidere sulla mia bolletta della corrente elettrica il forno acceso per 12 ore o più. Tornando a questa preparazione, mi è piaciuta parecchio perché ho evitato di far cuocere la carne dell'anitra immersa nell'intingolo del proprio grasso. La coscia ha rilasciato un pochino di grasso che è risalito, non so per quale ragione fisica (forse perché è più leggero? oppure perché galleggia...), al di sopra del laccio di chiusura. Non ho fatto altro che tagliare il sacchetto sotto al laccio e buttarlo in pattumiera. Nel fondo del sacchetto sono rimasti gli aromi e i succhi rilasciati dalla carne. La rosolatura successiva serve solo a dare sapore, la famosa reazione di Maillard, e croccantezza, quindi a rendere più appetibile al palato l'alimento. Aver poi cosparso con la salsa al mandarino preparata con i fondi d'anitra e bruno ed aver servito con un aromatico purè di sedano rapa ha dato completezza ed equilibrio di sapori al piatto. E' risultato un piatto leggero, di facile digestione proprio per il basso contenuto di grassi. Infatti anche per preparare il fondo d'anitra ho usato solo la carcassa e le ali completamente ripulite dalla pelle e dal grasso. Spero di essere stata esauriente.

Fonte: tentazionidigusto.blogspot.it

Pensandoci, ci sono date che ricorrono nella mia famiglia, fatti e occasioni liete e meno liete, tutte accadute in questo periodo. Enrico non c’è più , scomparso in questo periodo qualche anno fa, ma di lui mi resta un ricordo vivo e struggente. Era primo cugino di mio marito, il maggiore fra tutti i cugini, nato nel '30 e memoria storica della famiglia dopo che sono scomparsi i nostri “vecchi”. Gli volevo molto bene, e purtroppo non ho fatto in tempo a dirglielo come avrei voluto. Aveva la scorza dura, era cresciuto in una famiglia dove il dovere e il lavoro venivano prima di tutto. Pochi i gesti affettuosi, poche le soddisfazioni e le gratificazioni durante la sua infanzia. Solo tanto impegno, dovere e lavoro, lavoro e dovere.. Scorza dura e un carattere abbastanza particolare, spinoso, ruvido e fumantino, ma un gran cuore... Avevo vent'anni quando mi sono sposata, e quando lo incontravo, lui così più grande di me, mi metteva un poco di soggezione, ma poi, a poco a poco, presa confidenza non vedevo l'ora che arrivasse domenica per andare da loro.....era consuetudine andare in baita, una bellissima casa di legno che aveva costruito, insieme al cognato e a Roberto, un lontano cugino, in mezzo a un bosco di loro proprietà sulle Prealpi comasche, sotto il Bolettone. Aveva una bottega artigiana di falegnameria, dove è cresciuto imparando da suo padre. Lavorava molto bene, dalle sue mani e da quelle di suo padre, uscivano mobili molto belli e solidi. Ne ho un esempio nella casa in Friuli, la mia camera da letto infatti è quella della zia Letizia, costruita da suo padre, lo zio Carlo. Ancora oggi, dopo ottant'anni è perfetta.... Inutile dire che tutti gli arredamenti della famiglia, di cugini, di nipoti, parenti e amici, venivano affidati al suo laboratorio, guidato dalle sue mani sicure.. cosa che succede anche ora che c'è suo figlio Maurizio a continuare validamente l'attività di famiglia.. Grande lavoratore, pieno di instancabile energia, preciso e pignolo in tutto quello che faceva.... Quando ci fu il terremoto in Friuli, lui non ci pensò due volte, partì in aiuto di amici a Gemona, portandosi tutto il materiale per costruire alcune case in legno... Ne parlavamo spesso di questo, finché ci tornò con noi a Gemona, per rivedere luoghi che gli erano rimasti nel cuore e per capire come fosse stata ricostruita la cittadina.....ricordo che rimase impressionato da tutto il lavoro fatto e dal risultato.... Grande giocatore di carte, intuitivo ed intelligente...ricordo con nostalgia le interminabili partite a“ciamà el duü”, la briscola chiamata, che facevamo in baita..come si accalorava quando sbagliavo! E più lui si accalorava più io andavo in pallone e meno capivo come dovevo rispondere al gioco...... Era pressocché imbattibile, al primo giro di carte lui aveva già capito chi era il socio nascosto, e come erano distribuiti i “carichi”.... Ho passato delle domeniche bellissime lassù, a contatto con la natura in ogni stagione, a raccogliere mirtilli e fragoline di bosco, castagne e mughetti...a giocare a carte, a vivere la compagnia...eravamo sempre molti lassù, era un appuntamento a cui nessuno rinunciava...si accendeva il fuoco del camino e la polenta non mancava...non poteva mancare.. A lui piaceva, ne voleva sempre un po' con lo zucchero, retaggio di una infanzia in tempi difficili... Era un appassionato della Barbera, immancabile vino alla sua tavola. E non mancava anche qualche bicchierino di grappa a conclusione.....lo rendevano allegro, pronto alla battuta e alla cantata estemporanea. Succedeva spesso che cantassimo lassù, ci piaceva ed eravamo tutti abbastanza intonati.....Arialdo poi, suo cognato, aveva una gran voce da tenore ed era un piacere ascoltarlo. Gli piaceva la cucina tipica lombarda, e aveva le sue preferenze fisse....il risotto, la cotoletta, l'ossobuco, la polenta con la “puccia”, il bollito con la crema di mascarpone e la mostarda... In questi giorni avevo dei bellissimi aranci tarocco, e mi è venuto lo sghiribizzo di fare un poco di mostarda di arance....non ho potuto fare a meno, facendola, di pensare a lui, Enrico, a quante volte ci eravamo ripromessi di ritrovarci per raccontare per filo e per segno la storia della famiglia, io avrei preso appunti e fatto una specie di genealogia con tutti i rami della famiglia Corti.... Non abbiamo fatto in tempo Enrico, a scrivere “la storia della zia Gerumina” non abbiamo fatto in tempo... E non ho fatto in tempo nemmeno a dirti quanto ti ero affezionata, quanto ti volevo bene. Ma tu lo sapevi, vero? Un bacio, ovunque tu sia.. Mostarda di arance da una indicazione di Alajmo, un poco modificata da me per ogni 300 g di arance intere 300 g di acqua 150 g di zucchero 120 g di glucosio 8 gocce di essenza di senape di estrazione naturale Sbollentare le arance e raffreddarle in acqua corrente per 3 volte. Una volta fredde tagliarle sottilmente e rimetterle nella pentola, unire lo zucchero, l’acqua e il glucosio. Cuocere per 10 minuti e riposare una notte. Ripetere l’operazione per altre 2 volte. Ridurre a consistenza sciropposa, raffreddare e aromatizzare con l’essenza di senape e invasare. io ho fatto tre dosi, cioè 900 gr di arance (tarocco) adeguando gli altri ingredienti, e me ne sono usciti 2 vasetti medi e due più piccoli. La senape la metto a sentimento, nel senso che assaggio man mano e mi fermo quando mi sembra giusta per il nostro gusto. Bisogna poi calcolare che un po' svanisce nel tempo e quindi una volta aperto il barattolo meglio assaggiare ed integrare con qualche altra goccia se è il caso.

Fonte: lagallinavintage-giuliana.blogspot.it

Finalmente, sabato 28 giugno, è stato celebrato questo matrimonio tanto atteso! L'evento dell'anno, che ha assorbito tutto il mio tempo libero, quasi tutti i miei pensieri e le mie energie. È stato un periodo molto frenetico perché , da perfezionista quale sono, non ho permesso a nessuno che mi aiutasse; troppo alto il rischio che poi ci fosse qualcosa che non mi piacesse. Naturalmente sono stata anche fortunata ad aver incontrato persone che hanno saputo far bene il loro lavoro e che hanno reso ogni particolare mio, così come lo volevo. Innanzitutto bisogna precisare che, rompendo con la tradizione, il matrimonio è stato celebrato a Padova in una incantevole chiesetta di origine mediovale, la Scoletta del Carmine , e non a Brindisi. Sarei diventata matta ad organizzare tutto a distanza col rischio di sentirmi un'invitata al mio matrimonio e poi probabilmente non avrei avuto attorno a me tutti gli amici. Secondo me però vi interessa poco sapere di fiori, di conetti portariso o di scatole porta confetti e non vedete l'ora che io passi a parlarvi della location del ricevimento e del menù. Scegliere il posto dove festeggiare è stato facilissimo, ci ero già stata per un matrimonio di amici un anno fa, ed ero rimasta entusiasta di quello che avevo mangiato. Di conseguenza è stata l'unica scelta e alternativa presentata al mio maritino...per la serie questo o niente. Il posto scelto è stato il ristorante la Montecchia , gestito dalla famiglia Alajmo, che in Veneto è sinonimo d'alta cucina. Qui abbiamo trovato un personale eccelso che ci ha supportato in tutto e che ha curato ogni minimo particolare. La scelta del menù è stata fatta a metà giugno, in quanto, essendo un posto che lavora molto sulla stagionalità dei prodotti, la scelta viene fatta all'ultimo. Questo è stato positivo perché mi ha permesso di assaggiare con calma tutte le portate e di avere un'idea ben precisa di quello che stavo offrendo ai miei ospiti, anche perché il giorno del matrimonio avevo perso completamente l'appetito. Gli ospiti hanno molto gradito ed hanno apprezzato in pieno le nostre scelte, a volte anche un po' azzardate. Ecco a voi il menù. La torta nuziale era con lamponi e cioccolato bianco, una delizia! Spero di non avervi annoiati e ci vediamo presto con nuove ricette...finalmente!!!

Fonte: dinneratmarys.blogspot.it

Credo che l’estate, in anticipo di alcuni giorni, abbia sistemato le valigie sotto il patio della casa delle vacanze. Ha tolto i quadri dalle pareti, inscatolato piatti e bicchieri e posate, sistemato nella stanza degli attrezzi le sedie a sdraio e l’ombrellone, infilato i costumi nelle buste di plastica trasparente. Non ha ancora provveduto a coprire i divani e togliere i cuscini …ci sono ancora una manciata di giorni…ma la casa si presenta come quelle case da dare in affitto e che aspettano un nuovo inquilino. Già. Lui, l’autunno , è alle porte. Sta arrivando con la sua auto piu’ veloce e per quanto debba ancora sorbirsi parecchi chilometri, io lo sento già arrivare.Il sole meno caldo, l’acqua del mare tranquilla e pulita, il silenzio delle spiagge orfane di bimbi. Eppure non è cosi male il nuovo inquilino. Porterà mattine fresche di rugiada, pomeriggi tiepidi di sole,foglie arrossate, castagne e corbezzoli e funghi, quando pioverà. Ma intanto, non posso che guardare con un velo di struggente malinconia a questa signora che parte per altre regioni lontane e che mi sbircia affettuosa mentre si siede sulle valigie nel tentativo di chiudere tutti i tesori accumulati:amici, risate, pietanze, tramonti infuocati, ristoranti ,dolci al cioccolato, libri , canzoni , fritture di pesce, tuffi e traversate da un capo all'altro della cala. Ciao, estate! Ti va un gelato al basilico? Gelato al basilico con pane carasau e pomodori caramellati (da una ricetta di Massimiliano Alajmo- Dessert al piatto) Per il gelato al basilico: 500 g di latte fresco intero 120 g di panna liquida fresca 120 g di tuorli 200 g di zucchero 30 g di basilico fresco Un pizzico di sale Far prendere il bollore al latte. Sbattere i tuorli con lo zucchero ed il pizzico di sale e aggiungervi il latte bollente. Cuocere sul fornello fino alla temperatura di 82°C.Togliere dal fuoco. Unire le foglie di basilico intere, mescolare e portare a circa 50°C. Incorporare la panna e far raffreddare completamente su un bagno di ghiaccio. Porre in frigorifero per almeno 24 h , eliminare le foglie di basilico passando la crema al setaccio. Versare nella gelatiera e portare a completa preparazione. Per le fette di pomodoro caramellato : Tagliare a fette spesse alcuni pomodori a grappolo. Velare con poco zucchero semolato e un cucchiaino di semi di papavero facendo macerare solo alcuni minuti. Far caramellare una noce di burro con un cucchiaio di zucchero, aggiungere le fette di pomodoro e farle caramellare da entrambe le parti. Completare con un cucchiaino di succo di limone. Presentazione: Adagiare le fette di pomodoro sul piatto. Distribuire un mezzo cucchiaino di semi di papavero. Porre al centro alcuni frammenti di pane carasau scaldato in precedenza con un filo d’olio e sistemarvi sopra alcune querelle di gelato. Completare con alcune foglioline di basilico.

Fonte: idolcidipinella.blogspot.com

“La forza della libertà” Milano, 6-8 marzo 2016 Oltre 100 chef dall'Italia e dal mondo ancora una volta insieme, protagonisti sul palcoscenico di IDENTITÀ GOLOSE, invitati a confrontarsi sul tema “La Forza della Libertà”. Una grande occasione per fare network e per riflettere a 360° sul valore della creatività e della convivialità. Sono attesi chef di fama internazionale (tra i tanti, Matthew Kenney , fondatore della più importante scuola di cucina vegana crudista al mondo e Margarita Forés migliore chef donna per gli Asia’s 50 Best Restaurants) e molti fra i più rappresentativi chef italiani ( Massimiliano Alajmo, Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Enrico Crippa, Niko Romito …). In programma quattro nuovi filoni di approfondimento ( Identità di Caffè, Identità di Formaggio, Identità di Panettone e Identità di Champagne ) e poi spazio all’eccellenza del vino con il Merano WineAward . Infine una eccezionale opportunità dedicata agli appassionati: la Scuola di Identità Golose, l’ABC della cucina d’autore , in collaborazione con Arte del Convivio. È nel segno di un evidente arricchimento che si aprirà la XII edizione di Identità Golose , congresso internazionale di cucina e pasticceria d'autore, in programma a Milano da domenica 6 a martedì 8 marzo, al Mi-Co Milano Congressi, in via Gattamelata 5.Tutti i dettagli su www.Identitagolose.it, di seguito alcune anticipazioni. Tema dell’edizione 2016 è “La forza della libertà” : una riflessione a 360° sul valore della creatività e della convivialità messe a dura prova dalle tensioni che attraversano il pianeta. Reagire significa anche intensificare gli scambi culturali e tecnologici che avvengono nelle cucine e nelle sale dei ristoranti di tutto il mondo. Questo da sempre lo scopo di Identità Golose. La cucina, del resto, è sempre stata cultura, libertà di scambiarsi prodotti, cercare nuovi sapori, contaminarsi attraverso il meglio di civiltà e alimentazioni diverse. Va difesa la curiosità, la gioia davanti a una novità, il sogno di chi intende innovare, di chi si apre al nuovo e si sottopone al giudizio del pubblico nella speranza che risulti gradito. A questo proposito, il piatto simbolo del congresso, non poteva che essere To Bee or not to Bee (una geniale e giocosa trippa decorata che ricorda un nido d'ape) creato da Cristina Bowerman , patronne di Glass Hostaria a Roma. L’apertura dei lavori del congresso sarà affidata, domenica 6 marzo, a Davide Scabin , chef provocatorio e perfezionista che riesce sempre a proporre contenuti che vanno al di là del piatto. Tra gli appuntamenti con la cucina straniera, nella giornata di esordio del congresso, ricordiamo la nuova avanguardia spagnola rappresentata da Ricard Camarena , considerato la nuova punta di diamante della cucina iberica post-­ ‐ El Bulli; dai Paesi Baschi ritornerà a Milano Josean Alija , il “cocinero vegetal”, alla guida del ristorante Nerua al Guggenheim Museum di Bilbao; dal Venezuela è atteso Carlos Garcia , demiurgo di un rinnovato orgoglio nazionale che passa anche attraverso la riscoperta dell’identità culinaria venezuelana. La prima giornata in auditorium si concluderà con un interessante dibattito dal titolo “La stella: sogno impossibile per la pizza?” . Discuteranno sul tema gli alfieri della pizza italiana di qualità: Renato Bosco, Enzo Coccia, Massimo Giovannini, Simone Padoan, Franco Pepe e Gino Sorbillo. Ad arricchire i momenti di riflessione di domenica sarà un appuntamento proposto da S.Pellegrino che prende spunto dal progetto S.Pellegrino Young chef durante il quale si rifletterà su una delle caratteristiche distintive del settore: la disponibilità dei maestri a coltivare e premiare il talento di cuochi giovani e promettenti. Tra gli chef che prenderanno parte al dibattito ci sono Davide Oldani, Andrea Berton, Annie Feolde, Alessandro Negrini, Cristina Bowerman, Matteo Baronetto e Paolo Griffa . Il primo giorno del congresso coinciderà quest’anno anche con l’avvio della sesta edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru, rivolto a chef e sous-chef italiani under 35. Mentre sul palco dell’auditorium si alterneranno fino a martedì i più grandi protagonisti della cucina italiana e internazionale, altre due sale ospiteranno un ricco programma di approfondimento su tematiche specifiche: Domenica 6 marzo Identità di Gelato, Identità di Formaggio, Identità Naturali e Identità di Champagne Lunedì 7 marzo Identità di Caffè, Identità di Pane e Panettone, Identità di Pizza e Identità di Champagne Martedì 8 marzo Identità di Pasta, Identità di Mare e Identità di Champagne A Identità di Gelato salirà in cattedra l’artigiano che fra i primi ha puntato sull’utilizzo della materia prima di qualità nel mondo del gelato, Antonio Cappadonia ; grande attesa anche per la lezione dei marchigiani Moreno Cedroni e Paolo Brunelli . Simone Bonini , ice cream ‐ chef e patron della celebre Carapina , racconterà la sua continua ricerca nella personalizzazione di ogni prodotto. A Identità di Formaggio , sezione di approfondimento organizzata in collaborazione con il Consorzio Tutela Grana Padano, si discuterà del sapiente utilizzo dei prodotti caseari in cucina. La sezione si aprirà con lo chef Andrea Aprea del ristorante Vun del Park Hyatt, che sarà affiancato sul paco dal medico nutrizionista clinico, specialista in medicina interna, professore associato in scienze tecniche dietetiche Maria Letizia Petroni . Insieme i due esploreranno da una parte le caratteristiche nutrizionali del formaggio del Consorzio, dall’altra l’irrinunciabile aspetto legato alla gola. A Identità Naturali , appuntamento organizzato in collaborazione con Alce Nero, proseguirà l’esplorazione iniziata negli anni scorsi sul tema della naturalità, con lo sguardo attento alle declinazioni contemporanee e ad esperienze nuove come il laboratorio di ricerca sulla raccolta, la conservazione e l’utilizzo del cibo selvatico per l’alimentazione umana di Wood*ing : è possibile una sostenibilità alimentare che va oltre al bio e oltre il km zero? Qual è l’importanza della biodiversità naturale spontanea? Tra gli approfondimenti del lunedì troviamo la prima edizione di Identità di Caffè , appuntamento organizzato in collaborazione con Lavazza, in cui sarà possibile incontrare il pastry chef David Gil con Ruben Gonzálezsous chef del ristorante Tickets , entrambi allievi di Albert Adrià. Da Parigi atteso l’arrivo di Denny Imbroisi che, a soli 27 anni, è stato segnalato da Le Figaro “miglior chef italiano a Parigi”. Richard Toix del Passions & Gourmandises di Saint-­ ‐ Benoit racconterà come è riuscito a coniugare la propria passione per l’espresso come ingrediente nelle sue creazioni in abbinamento ai prodotti simbolo della gastronomia francese. Identità di Pizza si arricchisce di due interessanti approfondimenti da seguire con attenzione : Identità di Pane e Identità di Panettone , sempre in collaborazione con Petra® Molino Quaglia. A Identità di Pizza si scoprirà come può un pizzaiolo abbattere gli sprechi, ma anche rinnovare radicalmente l’offerta, utilizzando ad esempio la pasta lievitata non adoperata per la pizza. Lello Ravagnan, Massimo Giovannini e Giuseppe Rizzo ne daranno dimostrazione in diverse ricette. Guest star di Identità di Pizza, il pizzaiolo più celebre d’Australia, Tony Nicolini , origini abruzzesi, uomo di marketing e comunicazione con il pallino per la «pizza gourmet» che vuole sviluppare in Australia usando ingredienti di qualità e d’eccellenza, rigorosamente italiani. Identità Golose torna a parlare di sala con tre lezioni dal palco dell’Audorium. Andrea, Piero e Ugo Alciati , moderati da Oscar Farinetti , racconteranno dell’interazione tra cucina, sala e cantina in strutture diverse, dalla tenuta di Fontanafredda al Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo passando per le diverse strutture di Eataly. Josean Alijia e Matias Perdomo saliranno insieme sul palco per esplorare le dinamiche sala-­ ‐ cucina nei rispettivi ristoranti di Bilbao e Milano. Lo chef Paolo Lopriore dialogherà invece con lo scultore e designer Andrea Salvetti e insieme rifletteranno sul tema della convivialità tra estetica e funzionalità. A Identità di Pasta , un classico fra gli approfondimenti del congresso in collaborazione con Pastificio Felicetti si parlerà a tutto tondo della Pasta in una giornata 100% italiana con lezioni di grandi chef provenienti da tutta Italia: da Carlo Cracco a Cristina Bowerman, da Ciccio Sultano a Davide Scabin . A Identità di Mare sono attesi i protagonisti della cucina a base di pesce e i migliori conoscitori della biodiversità marina, dal siciliano Pino Cuttaia al marchigiano Mauro Uliassi fino a Lionello Cera dell’Antica Osteria Cera, ristorante due stelle Michelin immerso nella laguna veneziana. L’appuntamento è un’ideale estensione della riflessione proposta lo scorso anno a Identità di Montagna: grazie a un crescente numero di chef sensibili alla qualità della materia prima, anche nelle località turistiche viene sempre più valorizzato il ricco patrimonio di risorse locali. Fra le novità nella sezione approfondimenti, c’è grande attesa per Identità di Champagne iniziativa ideata in collaborazione con la Maison Ruinart: tutti i giorni dalle 12:00 alle 15:00 saranno proposte degustazioni dei migliori champagne creati dalla più antica maison di Francia. Le degustazioni saranno presentate dallo chef de cave Frédéric Panaïotis in abbinamento alle creazioni di sei grandi interpreti della cucina italiana: Antonio Guida, Andrea Berton, Claudio Sadler, Moreno Cedroni, Caterina Ceraudo e Franco Pepe . Martedì 8 marzo , grazie alla collaborazione con l’Ufficio economico commerciale del Perù in Italia , la giornata si aprirà con il Perù come nazione ospite: sul palco della sala Auditorium una staffetta di chef provenienti da Lima, Milano e Londra si alternerà per raccontare la cucina peruviana e le sue contaminazioni in patria e nel mondo. Chiuderà la mattina il giovane Virgilio Martinez del ristorante Central di Lima, la cui passione per le materie prime peruviane abbiamo già avuto modo di scoprire in passate edizioni di Identità Golose. Dulcis in fundo torna Dossier Dessert il tradizionale appuntamento organizzato con Valrhona, punta di eccellenza nella produzione di cioccolato di qualità. Un viaggio nel mondo della pasticceria moderna raccontato da alcuni fra i più grandi pasticceri contemporanei, tutti italiani molti dei quali con un ruolo di regia all’interno di importanti insegne internazionali tra Dubai e Tokyo, perché la pasticceria d’autore italiana, così come la grande cucina, è oggi fra le più apprezzate al mondo. Grande esordio nel 2016 per La scuola di Identità Golose, l’ABC della cucina d’autore , realizzata in collaborazione con L’Arte del Convivio . Si tratta di uno spazio aperto da domenica a martedì, dalle 11 alle 19, che ospiterà 6 appuntamenti quotidiani per un totale di 18 incontri fra dolce e salato ad ingresso gratuito. Ai primi 100 visitatori sarà garantito il posto a sedere e la degustazione del piatto presentato nel corso dell'appuntamento prescelto. Se la XII° edizione del congresso si presenta ricchissima sotto il profilo della programmazione, non è da meno l’offerta all’interno dell’area espositiva, tra le cui tante curiosità segnaliamo la prima edizione di un format destinato a crescere: Identità di Strada , un gustoso calendario di degustazioni d’autore offerte su un’originale Apecar, realizzato in collaborazione con Merenda Italiana. Il Congresso è luogo e occasione scelti dalle migliori realtà italiane e internazionali del mondo del food e del beverage per presentare le più interessanti novità in termini di materie prime, prodotti, servizi e tecnologia dedicate alla ristorazione . Identità Golose è orgogliosa di continuare la collaborazione con: Consorzio Tutela Grana Padano, Acqua Panna -­ ‐ S.Pellegrino, Birra Moretti, Lavazza, Fontanafredda, Petra® Molino Quaglia. I main sponsor da sempre arricchiscono la maratona golosa del Congresso con iniziative che coinvolgono la stampa, i cuochi e i congressisti. Si riconfermano medium sponsor altre realtà di rilievo internazionale quali Alce Nero, Felicetti e Valrhona. Debutta a Identità Golose anche Autogrill che per la prima volta sarà presente con uno spazio espositivo dinamico in grado di illustrare e far sperimentare al pubblico l’intero processo produttivo legato all’industrializzazione di un prodotto alimentare. Identità Golose Milano 2016 si pregia della collaborazione con la Camera di Commercio di Ragusa e ERSAF Regione Lombardia. Prosegue la proficua collaborazione con Host, che insieme a Identità Golose ha dato vita a un ambizioso progetto dal titolo Identità Future, che ha debuttato con successo a ottobre e si ripeterà nel 2017. Si conferma infine la partnership con EBNT -­ Ente Bilaterale Nazionale del Tursimo e Job Match. BIGLIETTERIA Ingressi : la formula mezza giornata prevede un costo a partire da € 50. Il pacchetto completo (3 giorni, tutte le sale) costa € 490. Sono disponibili numerose combinazioni adatte a soddisfare tempi e curiosità dei congressisti. Iscrizioni on line sul sito www.identitagolose.it. Per informazioni : [email protected]

Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.it

Questa volta è proprio nuova! Mi arriva dal deserto un'ispirazione: liquirizia. Certo, la liquirizia, quella in rotelle che si mangia guardando la televisione, quella che da bambino giochi e srotolare e a metterla in mille modi prima di mangiartela. No, non quella liquirizia, quella vera, usata come ingrediente, come ha insegnato a fare lo chef Alajmo. Ah, quella liquirizia! E che ci faccio? Intanto me la studio un po'. Poi la cerco e non la trovo. Poco male: compro i tronchetti in erboristeria, li congelo, li passo al tritatutto ed ecco la mia polvere, non impalpabile ma polvere è. Ho in casa un bellissimo riso che mi fa presagire un'ottima riuscita. L'ho trovato a Cibus il maggio scorso. I suoi produttori, la famiglia Merlano , sono naturalmente vercellesi, producono riso da 50 anni con metodi tradizionali, coltivano in baraggia, una zona dal terreno aspro, argilloso, lo pilano a pietra. Il loro Carnaroli è il primo e unico riso Carnaroli DOP italiano. Quando l'ultimo giorno di fiera mi sono avvicinata al loro stand ormai smantellato e ho chiesto notizie del loro riso, mi hanno ascoltato e spiegato, Florence mi ha regalato una scatola del loro Carnaroli (quello indicato per l'alta gastronomia, chicchi splendidi!) e non mi ha guardato con disprezzo come mi era poco prima accaduto, solo perché nonostante sia una blogger, non ho un mio biglietto da visita! Quanto tempo ci si mette a farne uno in un supermercato con dati fasulli? Lasciamo perdere. Tornando alla ricetta, ho incrociato liquirizia e questo splendido riso e ne è uscito qualcosa di niente male, davvero niente male. RISOTTO ALLA CREMA DI PEPERONI, CONIGLIO E LIQUIRIZIA per 4 persone: 250 g riso Carnaroli Merlano alta gastronomia olio evo 1 scalogno 1 l brodo pollo (sedano, carota, cipolla, pimento bianco, alloro, un quarto di gallina) 20 g burro 30 g Parmigiano reggiano per la crema di peperoni: 1 peperone giallo 1 peperone rosso sale olio evo per il coniglio: 1 coscia e il lombo di un coniglio 1 scalogno 1 cipolla 1 rametto di rosmarino vino bianco 2 grani pimento olio evo polvere di liquirizia Crema di peperoni; lavare i peperoni, tagliarli a metà, metterli nel microonde alla massima potenza per 15 minuti circa. Trasferirli in un sacchetto di plastica per alimenti, farli sudare un quarto d'ora e privarli della pelle. Separatamente metterli nel bicchiere del mixer e frullarli con un pizzico di sale e un filo di olio evo. Coniglio; mondarlo per ricavarne solo la polpa, tagliarlo a tocchetti, metterlo in una ciotola con la cipolla, il rosmarino, il pimento e ricoprire di vino bianco. Coprire con pellicola e far riposare in frigo (meglio una notte). In una padella scaldare due cucchiai di olio evo, soffriggere lo scalogno tritato, rosolare i bocconcini di coniglio. Coprire di acqua a filo, mettere il coperchio e cuocere per 30 minuti. Risotto: in una casseruola con due cucchiai di olio evo, tostare il riso. Portarlo a cottura con il brodo bollente. Alla fine unire la crema ottenuta dal peperone giallo. Poi spegnere il fuoco, unire il burro e il Parmigiano per la mantecatura e attendere qualche minuto. Impiattare ponendo un mestolo di risotto al centro di un piatto, allargarlo, completare con qualche goccia di crema di peperone rosso, qualche bocconcino di coniglio e una leggerissima spolverata di liquirizia.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Oltre 130 eventi tra degustazioni, show cooking e minicorsi di cucina, 150 espositori: l’evento gastronomico del Nordest ritorna alla Fiera di Pordenone . Grande attesa per la quinta edizione di “CUCINARE”, il Salone dell’enogastronomia e delle tecnologie per la cucina di Pordenone Fiere che apre le porte a focus dedicati a vino, birra artigianale e cucina green . Quasi ultimato il programma della 5^ edizione di Cucinare, Salone dell’enogastronomia e delle tecnologie per la cucina in programma alla Fiera di Pordenone dall’11 al 14 febbraio 2017 sotto la direzione artistica di Fabrizio Nonis . I 18.000 visitatori di Cucinare 2016, di cui 15% operatori del settore, sono indicatori del successo crescente della manifestazione che punta a diventare l’evento fieristico di riferimento nel Nordest sia per il pubblico professionale che per gli appassionati di cucina, grazie ad un format innovativo che affianca stand commerciali ad un variegato calendario di eventi. Circa 150 gli espositori presenti in fiera, provenienti da 17 Regioni, in rappresentanza dei due macro settori di riferimento di Cucinare: le filiere agroalimentari delle eccellenze made in Italy (aziende vitivinicole, birrifici e distillerie, salumifici, caseifici, oleifici; produttori di pasta, pasticcerie e prodotti da forno; prodotti ittici) e le tecnologie per la cucina (accessori, arredamento e complementi d’arredo per le cucine professionali; attrezzature per cottura, refrigerazione, lavaggio e preparazione per bar, ristoranti). In programma durante il Salone oltre 130 iniziative tra dimostrazioni, degustazioni, minicorsi e show cooking che hanno come protagonisti le associazioni, le istituzioni, i produttori, i ristoratori del territorio tutti impegnati nel presentarne le eccellenze enogastronomiche. Punta di diamante della manifestazione è sicuramente Stars Cooking , l’evento nell’evento ideato e realizzato da Fabrizio Nonis che porta ogni anno alla Fiera di Pordenone chef stellati di fama internazionale e volti noti della TV. C’è grande attesa per conoscere i protagonisti dell’edizione 2017 di questo format che ha ospitato in passato chef del calibro di Carlo Cracco, Luca Montersino, Massimiliano Alajmo, Giancarlo Perbellini, Emanuele Scarello, Gennaro Esposito, Chef Rubio, Luca e Nicola Portinari….. Cucinare 2017 dedicherà approfondimenti ad alcuni settori di riferimento per il settore l’agroalimentare. La novità dell’anno sarà VINUM, 1^ rassegna espositiva dedicata alle aziende vinicole e distillerie, in collaborazione con AIS FVG, FISAR Pordenone e FIS FVG e la media partnership de I Grandi Vini. Un’area della manifestazione sarà dedicata a stand commerciali, confronti, percorsi e degustazioni guidate per far conoscere ed assaggiare ai visitatori vini provenienti da diverse regioni italiane (dall'amarone DOCG alla falanghina del Sannio DOP, dal prosecco DOCG al barbaresco DOCG). Dal vino alla birra: ritorna, rinnovata a Cucinare 2017 la rassegna BEER&CO, l'area espositiva riservata ai birrifici artigianali e beer firm italiani: stand, degustazioni, laboratori e tanti eventi valorizzeranno questo mondo che conta numerosissime eccellenze. Grande attenzione anche per i nuovi stili e buone pratiche alimentari, dal biologico al vegano, alla cucina naturale: è questo il focus di Cucinare Green, un nuovo settore di Cucinare 2017 con un ricco programma di laboratori ed incontri sul tema oltre alla possibilità di acquisto di prodotti certificati negli stand. Tante le collaborazioni prestigiose che affiancano la manifestazione: Friuladria Crédit Agricole, Electrolux Professional e Pasta Zara, main partner, Coop Alleanza 3.0 e ERSA, partner tecnici, Camera di Commercio di Pordenone le collaborazioni. Partecipano all’organizzazione della manifestazione anche : l’accademia di cucina Qucinando convolta nel programma degli eventi, Ecozema e Locata per la mis en place delle degustazioni, FIPE e Ascom Confcommercio di Pordenone che coordineranno la presenza di tanti chef del territorio e per la prima volta Palagurmé di Pordenone, nuovo struttura polifunzionale di Pordenone dedicata a fare formazione e divulgare cultura e qualità del food &beverage, Eurobevande, azienda friulana di distribuzione bevande e servizi e Slow Food del Pordenonese presente con tutti i presidi del Friuli Venezia Giulia e laboratori. Sono media partner della manifestazione Italia a Tavola, Fuocolento, QB Quantobasta, I Grandi Vini e Sconfinando. Espositori d’eccellenza ospiti di fama internazionale, partner prestigiosi, grande popolarità tra addetti ai lavori e appassionati di cucina: ci sono quindi tutti i presupposti affinché la quinta edizione di Cucinare consacri questo evento come punto di riferimento per il business della cucina a Nordest. Cucinare, per piacere per mestiere. Fiera di Pordenone dall’11 al 14 febbraio 2017, orario 10.00-20.00, martedì 14 orario 10.00-18.00. www.cucinare.pn Foto edizione 2016

Fonte: danieladiocleziano.blogspot.it

A cena con L'ospite Una serata con AnnaMaria Pellegrino Ho avuto il grande privilegio di poter partecipare a quella che mi piace definire una serata Eno-Culturale, presso il ristorante Le Corderie in collaborazione con la Tipoteca di Cornuda, in provincia di Treviso. Una serata oltre che piacevole per la convivialità, appagante non solo per il palato ma anche per l'intelletto, un viaggio attraverso la storia della cucina,dei suoi libri, dei suoi ricettari, delle sue figure presenti ormai solo in un lontano passato poco conosciuto dai più, quali lo Scalco, personaggio al quale era affidata la gestione della cucina e per il quale sono nati i primi ricettari, di cui forse il più noto fu un certo Messibugo, e il Trinciante a cui era affidato il compito di tagliare le vivande. Un percorso iniziato ascoltando le parole di un noto professore, continuato nella mostra delle varie e preziosissime opere raccolte dal rinascimento ai nostri giorni, libri e scritti che raccontano la nostra storia, la nostra evoluzione in cucina, il nostro modo di condividere attraverso i secoli. Finito poi al tavolo gustando una meravigliosa cena pensata da AnnaMaria Pellegrino e cucinata da Cristina l'eccellente cuoca delle corderie. Una cena non sola mangiata ma anche raccontata all'arrivo di ogni pietanza, Iniziata con dei "Democratici" spuncetti Veneti Per passare poi ad un risotto allo zafferano e polvere di liquirizia, ispirato al grande Chef Alajmo Una tipica Gallina Padovana con misticanza di radicchio e raperonzolo Finendo poi con una meravigliosa torta caprese Un percorso che continuerà nei prossimi giorni, con la mostra fino al 23 dicembre, e con l ultima cena il 17 dicembre che come ospite vedrà il grandissimo Arrigo Cipriani. Un viaggio che consiglio a tutti di provare, da cui si esce sicuramente più appagati.

Fonte: lecucinedicasanostra.blogspot.it

Per festeggiare la grande 4 e ultima giornata di #STARSCOOKING Cucinare. Per Piacere, Per Mestiere è salito sul palco direttamente dalla Prova del Cuoco, lo chef Diego Bongiovanni . Di persona è esattamente come lo si vede in TV , una persona socievole , simpatica , allegra e molto disponibile con i fan . Lo chef dice di prendere la cucina per gioco, adora creare piatti colorati e ci ricorda una frase del celebre Picasso “ alla fine tutti siamo un po’ artisti “ basta lasciar uscire la creatività che è dentro di noi . Estro, simpatia, fantasia, colori ed emozioni tutte caratteristiche che lui sapientemente traferisce nei suoi piatti . Chi ci conosce sa che io e Diocleziano adoriamo la pasta , felicissimi quindi di poter provare le due ricette di pasta proposte dallo chef Diego Bongiovanni e di assistere in diretta al suo show cooking. Piatto in dimostrazione : Ravioli dal ripieno liquido di pomodoro su purè di basilico Piatto in degustazione: Spaghetti al nero di seppia, uova di trota e crema di caprino Piatti di altissimo livello ; del piatto in degustazione mi ha particolarmente colpito la crema di caprino realizzata anche con un pizzico di grappa e la cottura del cipollotto, prima a secco e poi con olio caldo . Perfetta la combinazione degli ingredienti . Ad allietare il numerosissimo pubblico presente in questa quarta giornata e giorno di #SanValentino a #Starscooking Cucinare. Per Piacere, Per Mestiere è salito sul palco il simpaticissimo chef del gambero rosso Hirohiko Shoda , Lo chef Hiro ha studiato la cucina italiana e lavorato come capo chef nell’alta ristorazione di cucina italiana in Giappone fino a 29 anni . Ha poi deciso di trasferirsi in Italia per poter vivere e toccare con mano la cucina italiana nel posto dove nasce. Durante gli 8 anni passati in Italia ha lavorato al sud e poi al nord presso il ristorante le Calandre di Alajmo a Sarmeola di Rubano, dove ha imparato i meccanismi e le tecniche della ristorazione italiana. Oggi vive a Roma con la sua ragazza Letizia ; e alla domanda qual è il suo piatto preferito Hiro ha risposto : La pasta cacio e pepe . I suoi piatti sono stati un vero e proprio viaggio, una suggestione fondata nella cultura orientale ma con svariati accenni a ingredienti e prodotti tipici del nostro territorio. Per Hiro la cucina infatti è come una storia d'amore, bisogna innamorarsi prima dei prodotti, dei loro profumi e della loro grande qualità, sapere dove sono nati e cresciuti e solo dopo si riesce ad accostarli nel modo più armonico . Piatto in dimostrazione: Nuvola di capesante, lingua salmistrata, arrosto di rapa al lampone e fonduta di Montasio Piatto in degustazione : la pasta degli innamorati , fusilli con succo di rapa rossa, fonduta di Formaggio Montasio , Prosciutto San Daniele croccante e noci Un piatto semplice , ricco di sapori con un mix di ingredienti perfettamente bilanciato, fantastica la presentazione . Ho partecipato alla manifestazione Cucinare . Per piacere , per Mestiere sin dalla prima edizione e ogni anno ci sono sempre ritornata, perché è sempre riuscita a sorprendermi positivamente . Un vero paradiso per “foodies” , molto interessanti oltre agli show cooking i prodotti proposti dai 150 espositori, provenienti da 17 regioni . I formaggi, i liquori e il kit per l’Amatriciana prodotti tra Rieti ed Amatrice sono stati i protagonisti della Fiera Cucinare presso Pordenone Fiere. Un’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Pordenone che, nell’ambito delle iniziative che il Sistema camerale sta mettendo in atto per sostenere le aziende colpite dal sisma, ha sostenuto la partecipazione di una collettiva di aziende reatine e umbre coordinate dalle Cciaa di Rieti e Perugia a cui hanno aderito, per quanto riguarda il territorio reatino, le imprese Agricoop Terminillo di Rieti, Azienda agricola D’Ascenzo di Rieti, Azienda agricola Statuti Samantha di Rieti, Caffè Patrizia di Amatrice, Domisà Liquori di Rieti. Di alcune aziende presenti in fiera vi parlerò nei prossimi post : il laboratorio della storica Macelleria e Salumificio Billy Mio Billy mio con lo chef Davide Scabin e l’azienda agricola Cesare Bertoia Share:

Fonte: danieladiocleziano.blogspot.it

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