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Scopri su www.prometeoenergia.it tutto il gusto del "Made in Marche" con le ricette esclusive di Moreno Cedroni e ricorda che anche il gas e l'energia elettr...

PROGETTO GRANDI CHEF MORENO CEDRONI DELLA MADONNINA DEL PESCATORE PRESENTA: SALMONE SCOZZESE CON GELATINA ALL'ACETO BALSAMICO DI MODENA DUE VITTORIE, CAVOLFI...

Doppio aiuto alla nostra salute oggi. Solidali con l'iniziativa di La Cucina Italiana a sostegno dell'AIR C e per ricordarvi che proprio oggi Sabato 25 gennaio torna l’appuntamento con le “ Arance della Salute ”*, scelte dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro come simbolo dell’alimentazione sana e protettiva. Ventimila volontari, affiancati in molti casi dai ricercatori, distribuiscono in duemila piazze 330mila reticelle contenenti 2,5 kg di arance rosse. Con un contributo minimo di 9 euro è possibile sostenere concretamente il lavoro dei ricercatori e portare a casa un pieno di vitamine. Per accompagnare gli italiani ad adottare abitudini sane a tavola, con le “Arance della Salute” viene distribuito lo speciale “Il cibo giusto per ogni età. Consigli per una sana alimentazione”. E poi la mia continua ricerca di light, ma buono! Per l'ispirazione di oggi nella preparazione di un piatto "leggero con gusto" sono andata a rubacchiare in casa di Chef Moreno Cedroni, uno dei miei preferiti. L'idea è nata quando un giorno per caso ho visto in rete un filmato nel quale lui spiegava la ricetta del pollo in salsa di finocchi e olive nere. Io ho sostituito le sovraccosce di pollo da lui suggerite con fette di arista di maiale private di tutto il grasso e io, un po' per nobilitare i soliti finocchi sempre presenti nelle diete, un po' perchè la ricetta mi era veramente piaciuta, l'ho reinterpretata così. Adesso non ci resta che frullare i finocchi, tritare le olive e impiattare Adagiamo l'arista su una base di salsa di finocchi, cospargiamo con un po' di olive tritate e serviamola guarnita da un paio di fette di arancia e un ciuffetto di finocchio selvatico. Se seguiamo un regime dietetico ancora più light possiamo tranquillamente diminuire ancor di più l'olio. Calcolate, però,che due cucchiai erano stati usati nella marinatura, ma poi bocconcini di arista sono stati scolati prima di essere caramellati... Che dite, secondo voi ci sono riuscita anche stavolta? Spero proprio di sì. La ricetta merita molto, sia con il pollo che con l'arista. Entrambe carni bianche e magre che possiamo tranquillamente gustare senza appesantirci troppo. E se poi serve anche a invogliarci ad andare a acquistare le arance nelle nostre piazze per aiutare la ricerca sul cancro... ho fatto veramente centro!!! Questi frutti sono vermente versatili. Possiamo usarli in cucina sia per ricette dolci che salate! Di seguito alcune delle mie ricette già pubblicate. Ciambella bassa con arancia e mandorle Panettone alternativo con cioccolata e arancia Ciambellone con arancia e carote Fette di arista all'arancia Petto di pollo con kunquat e arancia Risotto ai carciofi al profumo d'arancia Torta agli agrumi protal Muffins arancia e cioccolata Ciambellone degli otto vasetti

Fonte: elly-chezentity.blogspot.it

Ho pulito e lavato le alici e le ho fatte riposare a strati con poco salgemma integrale aromatizzato alle erbe. Al centro del piatto c'è una fettina di pane con sarda in saòr-fra e alici ho trovato anche una sarda (sarda sfilettata, infarinata e fritta in olio extravergine, dove poi ho fatto appassire due scalogni, bagnati poi con aceto balsamico e portati a cottura dolcissimamente aggiungendo acqua q.b. (si devono disfare); immancabile-per me- la guarnizione con due chicchi di uvetta ed un pinolo); alle ore 12 si vede un "alicino" (=panino di alici) ripieno di ricotta di pecora aromatizzata con menta e maggiorana. Procediamo poi in senso orario per trovare: rotolini alici-peperone grigliato e cappero di Pantelleria; pane, burro e alici (grazie a " La Ballera "); alici marinate di Cedroni (grazie a " Gourmet "); rotolini di alici e prosciutto di Parma. Tutte le alici sono rigorosamente CRUDE (e qui si conferma la fiducia nel pescivendolo).

Fonte: venereincucina.blogspot.com

Expo 2015 si è chiuso ed io, che mi ero ripromessa di visitarlo più volte, ho avuto problemi che mi hanno impedito di realizzare il mio progetto. Difficoltà che ho potuto considerare superate solo ad ottobre quando l'Area era ormai presa d'assalto da una marea di visitatori desiderosi di non perdersi questa opportunità. Se da un lato ero animata dalla "curiosità" di conoscere le specificità degli altri Paesi con riguardo al cibo, dall'altro intendevo comprendere il senso di una manifestazione di tal genere. La prima visita mi è stata utile per conoscere il "sito" e capire come fosse logisticamente organizzato Ma la vera svolta nella comprensione di Expo è avvenuta il 14 ottobre. In quella data, prima di accedere al padiglione CIBUS per un evento offertomi da DHL, ho avuto la possibilità di visitare il Biodiversity Park, Area Tematica di Expo Milano 2015 dedicata alla biodiversità. Nel prendere visione dei filmati previsti nel percorso, mi è tornata alla mente l'emozione vissuta ad ottobre 2014 quando avevo visto concretizzarsi la sinergia realizzatasi tra Slow Food e DHL per l'allestimento del Padiglione Terra Nostra all'interno del Salone del Gusto : cura e passione avevano animato il trasporto svolto da DHL non solo di sementi ma anche di prodotti freschi nati dal lavoro di contadini e piccoli produttori viventi in zone estreme dell'Asia e dell'Africa, nel desiderio di farne conoscere la specificità ad una società industrializzata come quella nella quale viviamo. Con la visita ad Expo, ho capito il significato dell'espressione "Nutrire il pianeta". Solo avendo grande cura della terra che abitiamo, avremo la possibilità di dare concretezza al diritto al cibo sano, sufficiente e nutriente che spetta ad ogni uomo. Un diritto fondamentale che può realizzarsi solo se vi sarà l'impegno a cessare ogni sfruttamento intensivo della terra, rendendole la possibilità di produrre ciò che le è specifico in quella determinata zona e creando le condizioni affinchè i campi situati nelle zone più sperdute del mondo possano essere irrigati in maniera equilibrata senza essere colpiti dalla bruciante siccità o da devastanti inondazioni. Solo diversificando le coltivazioni e recuperando la specificità di semenze che rischiano l'estinzione potremo davvero restituire alla terra la sua forza per nutrire tanto il Pianeta quanto la popolazione che lo abita, nel rispetto del clima, dell'assetto idrogeologico e delle proprietà organiche di ogni suolo. La Carta di Milano che potete leggere qui , proprio a questo si riferisce. E giunta a questo punto credo meriti una sottolineatura il grande dono che ha ricevuto l'Italia sin dalla creazione del mondo. La sua magnifica storia culturale, sociale, umana e ...culinaria affondano le proprie radici nel clima. L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo che conosce davvero le quattro stagioni (e Vivaldi non avrebbe potuto comporre ciò che ha composto, se non fosse nato in Italia). Avere quattro stagioni, con l'equilibrio tipico della latitudine alla quale viviamo, ci ha permesso di sviluppare la creatività in moltissimi campi dello scibile umano e di essere quelli che siamo anche dal punto di vista dell'arte e della letteratura. A maggior ragione il nostro clima ci ha consentito di costruire una storia della cucina che nessun altro può permettersi. Abbiamo tra le mani un potenziale che potremmo far fiorire solo mettendoci a riflettere un attimo.... Da quella visita, io sono un'italiana più convinta che mai. Anzi, ho anche deciso di....smettere di lamentarmi del freddo: primavera, estate, autunno ed inverno come li abbiamo noi, sono esattamente la radice della nostra forza. Forse questa foto....di un cibo semplicissimo come le patate aiuta a comprendere cosa si intenda per biodiversità in Italia e nel mondo Ecco...la biodiversità riguarda ogni genere di semente. Quel 14 ottobre, colta da cotanta "illuminazione" ed invitata da DHL ho avuto l'opportunità di partecipare ad una sfida culinaria tra squadre di foodblogger sotto la guida di Moreno Cedroni, chef patron dei locali Madonnina del pescatore di Senigallia, il Clandestino di Portonovo e di Anikò sempre a Senigallia. Cedroni ha proposto alcuni piatti per la realizzazione dei quali, nel nostro ruolo di sfidanti, abbiamo dovuto sviluppare alcune componenti secondo le sue indicazioni. Qui potete godervi il video della serata :-) Poichè mi piace cucinare ma, non essendolo, non amo affatto darmi arie da professionista della cucina, vi proporrò una ricettina semplicissima. Un purè al lime. Sembra non particolarmente appagante l'abbinamento tra un filetto di pesce ed un purè di patate, ma la "sapienza" autentica sta nel saperne equilibrare i sapori ed allora anche un purè diventa un accompagnamento per creare un secondo piatto elegante ed equilibrato Carpaccio tiepido di orata, purè al lime, salsa rucola Sfilettate 500 g di orate togliendo le spine centrali e ricavatene fette sottili. Disponetele a cerchio sopra un foglio di carta da forno . Per il salmoriglio tritate 6 g di rosmarino ed unitelo a 100 g di olio extravergine, 20 g d’acqua, 2 g di succo di limone . Per il pure al lime 500 g di patate 40 g di olio extravergine di oliva 200 ml di latte sale lime cuocete le patate avvolte con la pellicola 7/8 minuti nel microonde, quindi sbucciatele e passatele nel passapatate, raccogliendole in un recipiente che vi consenta di amalgamare gi successivi ingredienti aiutandovi con una frusta. Unite l'olio extravergine e, a seguire, il latte tiepido sino ad ottenere la consistenza desiderata. Regolare di sale e grattate in maniera equilibrata le zeste di un lime. Per la salsa rucola, sbollentate 20 g di rucola poi aggiungete nel frullatore 50 g d’acqua 20 g di olio extravergine ed un pizzico di sale: frullate e passate al setaccio. Infornate il pesce a 180° per un paio di minuti, rovesciate sul piatto, aggiungete il salmoriglio, il purè al centro e la salsa di rucola intorno. .

Fonte: secucinosorrido.blogspot.it

Per un pranzetto coi fiocchi, vi propongo una pasta risottata molto buona, Orecchiette con cozze, ceci e pomodorini . La risottatura, lo dice il nome stesso, è una tecnica di cottura che consente di cuocere la pasta come un risotto, direttamente nel sugo, opportunamente diluito. Lo chef Moreno Cedroni è uno dei grandi fautori di questa tecnica. Ci spiega che la risottattura non permette all'amido contenuto nella pasta di disperdersi nell'acqua, ma interagisce di continuo con il sugo, rendendo i piatti veramente speciali. Per questo piatto ho usato le orecchiette fresche che hanno pochi minuti di cottura, per cui bisogna fare particolare attenzione che restino al dente e che a fine cottura la salsa non resti molto liquida, ma morbida e vellutata. Ingredienti: 300 gr di orecchiette fresche 300 gr di ceci lessati 300 gr di pomodorini ciliegini 1 kg di cozze 1 dl di olio extravergine d'oliva 1 rametto di rosmarino 1 rametto di timo 1 cucchiaino raso di aglio e peperoncino Ariosto sale Preparazione: Lessate i ceci e teneteli da parte con il loro liquido di cottura. Pulite le cozze, lavatele accuratamente, fatele aprire in un tegame coperto a fuoco vivace. Sgusciatele e filtrate accuratamente il liquido di cottura e versatelo sopra i molluschi. Dividete i pomodorini a metà, eliminate i semi e cuoceteli con l'olio emulsionato con aglio e peperoncino , aggiungete il rosmarino e il timo tritati finemente e un pizzico di sale se serve. Cuocete i pomodorini per 10 minuti circa, poi unite una parte del liquido di cottura riscaldato, sia delle cozze sia dei ceci, mescolate e fate insaporire la salsa per qualche minuto, poi aggiungete le orecchiette fresche che cuocerete nella salsa abbastanza liquida, aggiungendo, se necessario, altro liquido di cottura e mescolando di tanto in tanto. Poco prima di terminare la cottura aggiungete i ceci lessati e per ultimi i molluschi. Il piatto dovrà avere una consistenza morbida, ma non troppo liquida.

Fonte: italiansdoeatbetter.blogspot.it

Avete mica per caso notato che ultimamente mi è presa con le arance? Prima il riso Venere , poi le arance condite , ed ancora i fusilli integrali ...... I motivi sono molteplici: si tratta di frutta rigorosamente di stagione, si sposano con il dolce e con il salato, sono capaci di dare un aroma particolare anche a preparazioni molto semplici, sono sane e salutari......se non vi bastasse tutto ciò un incoraggiamento ulteriore in tal senso mi è arrivato da " La Cucina Italiana " , che ha lanciato una nuova, importante iniziativa: una collaborazione tra la rivista, lo chef Moreno Cedroni ( QUI potete scaricare le sue Ricette della Salute), i suoi Special Ambassadors (di cui sono onorata di fare parte!), e l'AIRC , a sostegno della campagna " Le arance della salute " . Come ormai da diversi anni, s abato 26 gennaio torna nelle piazze italiane l’appuntamento con le Arance della Salute. Con un contributo di 9 euro sarà possibile acquistare una cassetta da due chili e mezzo di arance rosse di Sicilia e un numero speciale della rivista dell'associazione, con i consigli e le ricette per una sana e gustosa alimentazione. Ecco quindi un altro piatto che vede protagonista l'arancia, ancora una volta sposata ai sapori del mare, a dar vita ad un risotto cremoso ed aromatico. Tempo di preparazione: 30 minuti Ingredienti per 2 persone: 200 gr. di riso Carnaroli un'arancia non trattata mezza cipolla piccola 20 gr. di burro 1/2 bicchiere di vino bianco secco brodo vegetale un piccolo trancio di bottarga (io di cefalo della Cooperativa dei Pescatori di Orbetello ) erba cipollina per guarnire (io, purtroppo, ho dovuto usare quella secca) sale e pepe q.b. In una casseruola far imbiondire la cipollina tritata con 10 gr. di burro. Unire il riso e lasciarlo tostare un paio di minuti. Sfumare con il vino bianco, lasciare evaporare e portare a cinque minuti dalla fine della cottura allungando con del brodo vegetale caldo e mescolando spesso. Cinque minuti prima della fine della cottura prevista, unire il succo filtrato di un'arancia, aggiustare se necessario di sale e finire di cuocere. Prima di servire, mantecare coni rimanenti 10 gr. di burro. Servire completando con la bottarga grattugiata al momento, con l'erba cipollina sminuzzata e, a piacere, con del pepe macinato al momento. E ricordatevi il 26 gennaio di andarvi a comprare le vostre Arance della Salute!

Fonte: thedreamingseed.blogspot.it

La ricetta di oggi l’ho tratta dal libro Caffè in cucina a cura di Debora Bionda e Carlo Vischi ricevuto grazie alla vincita del contest di Cinzia ed Elena : Tutti i sapori del caffè , nella sezione ricette salate con i Ravioli di sfoglia al caffè ripieni di zucca . Il libro Caffè in cucina nasce da un progetto editoriale di Lavazza con l’editore Gribaudo, curato da due esperti di gastronomia Debora Bionda e Carlo Vischi ed ha la prefazione firmata dallo chef catalano Ferran Adrià. Nel libro si possono trovare curiosità sulla scoperta, sull’origine del caffè fino alle quarantotto ricette proposte da ventiquattro chef italiani e non, solo per citare alcuni nomi: Massimo Bottura, Davide Scabin, Igles Corelli, Moreno Cedroni. Le ricette sono corredate dagli abbinamenti dei vini, da pensieri e ricordi legati al caffè, oltre che da belle foto dei piatti. Mi sono cimentata - è doveroso dire in punta di piedi - con una ricetta salata di Moreno Cedroni: Totani con finocchi, fonduta e polvere di caffè. Appena l’ho letta mi ha incuriosito l’abbinamento della fonduta e della polvere di caffè ai totani e ai finocchi; provandola, ho constato che hanno dato al piatto oltre a due note di colore anche un sapore e profumo molto gradevole. Non c’erano dubbi! Ricetta di Moreno Cedroni tratta da Caffè in cucina a cura di Debora Bionda e Carlo Vischi, Gribaudo, 2007 Ingredienti: 200 g di totani 300 g di finocchi 5 g di zucchero 5 g di soia 5 g di olio extra vergine di oliva caffè in polvere sale Per la fonduta: 50 g di fontina 1 dl di latte 1 tuorlo Preparazione: Si puliscono i totani e si tagliano a julienne. Si lavano i finocchi e si tagliano a fettine, si fanno sbollentarli per 10 secondi, si sgocciolano e si lasciano raffreddare. Si mettono in bicchiere del frullatore 200 g di finocchi con l'acqua, lo zucchero, e un pizzico di sale. Una volta frullato, si passa al setaccio la purea ottenuta. Si condiscono i rimanenti finocchi (100 g) con la soia e l'olio extravergine di oliva. Per la fonduta si taglia la fontina a dadini e si mette a bagnomaria con il latte. Quando il formaggio sarà sciolto si aggiunge il tuorlo e si amalgama. Si continua la cottura fino a raggiungere la temperatura di 85° C (Io non avendo il termometro, l'ho cotta fino a che non si è addensata un po'). Al termine della cottura si filtra ad un setaccio fine (io non l’ho filtrata) e si lascia raffreddare. In una padella antiaderente calda si scottano i totani, si salano e si aggiungono ai finocchi. Su un piatto si fa con un cucchiaio una striscia di fonduta e una striscia di salsa ai finocchi, nel centro si sistemano dei mucchietti di totani e finocchi. Infine si spolverizza il piatto con caffè in polvere. Ringrazio di cuore Cinzia ed Elena.

Fonte: sciroppodimirtilliepiccoliequilibri.blogspot.it

La colazione di Capodanno Ripartire di slancio dopo i bagordi con una ricetta presentata in due versioni: energy e junk food La Colazione dello sciatore preparata da Federico Zanasi , chef modenese che si divide in inverno tra l'hotel Principe delle Nevi di Cervinia (Aosta) e in estate al Clandestino di Moreno Cedroni a Portonovo (Ancona) Come riprendersi dai bagordi del Capodanno? Con una supercolazione, che potete fare in due modi. La prima è la colazione dello sciatore , un’opzione energy , più elaborata che trovate in hotel da noi a Cervinia, per tipi che hanno voglia di rimettersi subito in pista. La seconda è un’opzione più semplice, più junk food : è per quelli che si svegliano a casa e vogliono usare creativamente ingredienti che si trovano in quasi ogni dispensa. O reperibili facilmente al supermercato. Buon risveglio. RICETTA 1 La colazione dello sciatore (hotel) per il croccante 100 g burro 110 g zucchero di canna 115 g farina di mandorle 100g farina tipo “00” 40 g nocciole tritate 10 g yogurt in polvere 1 buccia d’arancia Mettere tutti gli ingredienti - tranne yogurt e arancia - in planetaria e formare un panetto. Congelare, grattugiare e cuocere a 150°C per 12 minuti. Fuori dal forno, spolverare con buccia d’arancia e yogurt in polvere. per le carote 100 g sciroppo 30°b 2 carote tagliate a cubetti 1 bacca di vaniglia Bollire lo sciroppo con la vaniglia, spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. per il cremoso al lime 200 g latte intero 8 g glucosio 8 g gelatina 400 g panna fresca 35% M.G. 380 g cioccolato bianco Sciogliere il cioccolato a 45°C e aggiungere il glucosio. Portare il latte a ebollizione, aggiungere la gelatina. Versare poco alla volta sul cioccolato in modo da ottenere una consistenza elastica e brillante. Aggiungere la panna liquida e fredda. Mescolare per qualche secondo e lasciar cristallizzare per una notte in frigorifero a 5°C. Grattugiare la buccia di un lime. per il gelato al latte di montagna 250 g latte 250 g panna 35% M.G. 125 g di zucchero 5 g zucchero invertito 10 g glucosio 1 g farina di carrube Portare il latte e la panna a 45°C, aggiungere zuccheri e stabilizzante. Portare tutto a 85°C, raffreddare e far riposare in frigo 12 ore e poi mantecare. È importante rispettare il volume e la capacità della turbina. per il succo Energy 1 kg carote con estremità verde 2 arance con la buccia 2 limoni 100 g sciroppo 30° baumè Centrifugare e passare lo sciroppo al setaccio, aggiungere lo sciroppo e conservare in frigorifero. per la crema di nocciole 200 g nocciole tostate 40 g olio di semi 50 g zucchero semolato Frullare al minipimer e conservare in un sac-à-poche. per la torta di carote 500 g carote grattugiate 500 g mandorle in farina 100 g farina 100 g farina 00 450 g zucchero 250 g tuorli 350 g albume a neve Succo e scorza grattugiata di due limoni Granella di mandorle per le tortiere Imburrare bene delle tortiere con bordo alto cm 2, 5-3 e farvi aderire della granella di mandorle fine. A parte, sbattere bene i rossi d’uovo con metà dello zucchero, quindi miscelare le carote grattugiate, il succo e la scorza grattugiata dei due limoni, le mandorle ridotte in farina, la fecola e la farina setacciate assieme e per ultimi gli albumi montati a neve ferma con l’altra metà dello zucchero. Versare nelle tortiere riempiendo a tre quarti e cuocere a 180°C per 25 minuti. Presentazione Adagiare nel piatto un cucchiaio di yogurt, coprire per metà col croccante di nocciole e alcuni cubi di torta di carote, sistemare il cremoso e adagiarvi l’insalata di arance e carote sopra, fare 3 piccoli spuntoni di crema alle nocciole e completare col gelato al latte. Servire con il succo Energy. RICETTA 2 La Colazione junk food (casalinga) per il croccante Un pacchetto di biscotti Digestive che triteremo con un mortaio, batticarne, mattarello, bottiglia vuota. 30 g nocciole tritate 1 grattata di buccia d’arancia per le carote Grattugiare finemente una carota e condirla con sciroppo di zucchero di canna (se si guarda bene, soprattutto dopo le feste, se ne trova sempre una bottiglia iniziata). per il cremoso al lime Prendere un Müller al cioccolato bianco e grattugiarci sopra un po’ di lime. per il gelato al latte di montagna Una confezione di Häagen-Dazs (o la marca che preferite) alla vaniglia. per il succo Energy Succo Ace della vostra marca preferita per la crema di nocciole Nutella. per la torta di carote Plum cake alla carota, Camille del Mulino Bianco, Magdalen alla carota... Presentazione Dopo aver svuotato la dispensa, assembliamo i nostri acquisti in una capiente ciotola con le stesse modalità del primo dessert. Federico Zanasi, modenese, già sous-chef di Moreno Cedroni , si divide d'inverno tra il Principe delle Nevi di Cervinia (Aosta) e d'estate al Clandestino a Portonovo (Ancona) credit/ideantitagolose.it da identitagolose.it 31-12-2012

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Moreno Cedroni Madonnina del Pescatore Moreno Cedroni con una mano sul cuore che batte di tradizioni culinarie marchigiane , e l’altra ad afferrare sogni surrealisti miroiani.Cedroni colpisce per la sua grande abilità nel creare nuovi piatti come un esploratore audace e al contempo estremamente accorto , minuzioso nello scavare tra le varie percezioni del nostro palato e tra ricordi ad esso legati .Ogni sua creazione è la narrazione del nostro passato con un vocabolario del futuro e le illustrazioni di una fiaba mai raccontata. Nel ristorante la Madonnina del Pescatore di Senigallia, lo chef Moreno Cedroni dirige una cucina esigente, un laboratorio modernissimo ispirato a questi concetti. L’architettura e l’ambientazione, progettata da Fabio Ceccarelli, riflettono una modernità prudente e attenta al servizio, flessibile e composta, secondo i criteri dell’essenzialità. La spiaggia e il mare rappresentano, per altri versi, la sopravvivenza di un paesaggio resistente alle ondate del turismo di massa lontano dalle raffinatezze della civilizzazione: laboratorio, ambienti artificiali e naturali rappresentano, quindi, i componenti del ristorante perfetto. La cucina economica ha selezionato per voi una ricetta di Moreno Cedroni, che figata! Ingredienti per 4 persone: Per le sfoglie di fico 4 fichi zucchero q.b. Per la gelatina 150 g di fichi 25 g di zucchero Per la frittata di fichi 100 g di uovo sbattuto 30 g di panna 1 g di sale Per il gelato allo Sherry 220 g di latte 80 g di zucchero 12 g di latte in polvere 2 g di farina di carrube 30 g di tuorli 20 g di Sherry dolce Per la granita di sakè 140 g di sakè 200 g di acqua 70 g di zucchero Per il prosciutto croccante 50 g di prosciutto crudo Per le patatine 100 g di patate olio di semi di girasole Procedimento: Per le foglie di fico Sbucciare i fichi, mettendo da parte la buccia. Adagiare ogni pezzo di polpa su un quadrato di carta da forno, coprire con pellicola da cucina e stendere con il matterello o a mano; riporre in frigorifero se l’utilizzo non è immediato. Cuocere le bucce con metà del loro peso in zucchero per 5 minuti. Per la gelatina Cuocere i fichi con lo zucchero fino a 105 °C; la gelatina si formerà spontaneamente. Per la frittata di fichi Cuocere in una padella antiaderente a fuoco lento 80 g di bucce cotte nello zucchero con l’uovo sbattuto, la panna e il sale, in modo da ottenere 4 frittatine. Per il gelato allo Sherry Portare a ebollizione il latte con lo zucchero, il latte in polvere e la farina di carrube; versare sui tuorli, mescolare e cuocere a 85 °C. Passare al setaccio e aggiungere lo Sherry dolce, poi mantecare a – 8 °C. Per la granita di sakè Portare a ebollizione l’acqua con lo zucchero, raffreddare e aggiungere il sakè, mescolare e congelare. Per il prosciutto croccante Tagliare il prosciutto a listarelle e passarle in forno a 180 °C fino a renderle croccanti. Per le patatine fritte Pelare le patate, ricavarne delle fettine sottili, tenerle a bagno, poi sbollentarle, asciugarle e friggerle a 130 °C, finché non diventano croccanti. Finitura Disporre alla base del piatto la frittata e le patatine rotte, adagiare sopra la pallina di gelato, la sfoglia di polpa di fico, la gelatina e il prosciutto croccante; versare la granita di sakè tutt’intorno al dolce, in modo che possa essere raccolta con il cucchiaio insieme agli altri elementi.

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Finalmente ho provato la salsa lamponi e zenzero di Moreno Cedroni.....innanzitutto voglio ringraziare per tutti i suggerimenti ricevuti da parte vostra, alcuni dei vostri abbinamenti erano più o meno quelli che avevo pensato anch'io....ma quanto ci sbagliavamo! Risolutiva è stata Alex , che è risalita al sito di Moreno Cedroni ....ragazzi, io non ci avevo proprio pensato! Ho quindi scoperto che gli abbinamenti sono con: tonno crudo , pesce spada crudo , pesci e carni affumicate , uova bollite ...... Tra l'altro sul sito c'è anche una ricetta , che io ho subito provato....eccola! Per 4 persone Per le uova: scaldare una padella antiaderente, se di diametro di 25 cm ci stanno tutte e 4. Quando ben calda abbassare la fiamma, rompere le uova e farle delicatamente atterrare sul piano della padella. Si noterà che la chiara inizierà a rapprendersi e di conseguenza diventare bianca. Nel momento in cui il tiorlo comincia a scaldarsi, coprire la padella per pochi minuti fino a quando il rosso inizierà a cambiare colore. Raffreddare velocemente. Per il tonno affumicato: affettarlo sottile (ho usato quello già affettato...più pratico!) Panino (io ho usato delle fette di pane trentino comprato ai semi di girasole comprato domenico ad una fiera) : renderlo fragrante e adagiare sulla parte inferiore delle foglie di insalata tenere tipo lollo (io non avendo l'insalata ho usato dei pomodorini) . ricoprire di fette di tonno, porvi sopra l'uovo con un pizzico di sale nella parte bianca (e una macinata di pepe) , irrorando con la salsa di lamponi e zenzero e dell'olio extravergine di oliva. Coprire quindi con l'altra metà del panino. Che dire: un gran panino davvero mitico, una grande armonia di sapori!! Veniamo alla salsa: il sapore prevalente è senza dubbio la senape ma sul finale prevalgono le note di lampone (lo zenzero quasi non si sente, o per lo meno, io non lo sento) è morbida e vellutata....una vera delizia! Assaggiandola mi sono resa conto che l'idea di abbinarla a dei formaggi è da scartare....non legherebbe proprio, però con della carne semplicemente cotta sulla griglia la voglio provare! Se vi capita questa salsa tra le mani non fatevela scappare....è assolutamente da provare! Il panino ce lo siamo pappati sorseggiando un Prosecco di Valdobbiadene di Gancia, comprato sempre domenica (la fiera era a Canelli - Asti - dove si trova la ditta Gancia, di cui abbiamo visitato le cantine.....e svuotato l'enoteca!!!!!!) ********************* Aggornamento: la salsa l'ho provata anche così, semplicemente sulle uova sode....DIVINA!!!

Fonte: curiosandoincucina.blogspot.it

Da poco è andata in scena Milano la XII edizione di Identità Golose, il Congresso ideato da Paolo Marchi. Quest'anno il tema è stato la forza della Libertà e Paolo Marchi ha spiegato”portiamo al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica la voglia di conoscenza e curiosità aprendo una riflessione a 360° sul valore della libera creatività e della libera convivialità. La novità è stata la scuola di cucina ma al di là di tutte le novità anche quest'anno i grandi chef italiani sono stati i protagonisti: da Massimo Bottura a Carlo Cracco, da Davide Scabin a Davide Oldani, da Moreno Cedroni a Niko Romito , elenco ancora lunghissimo, immaginate come sia stato difficile scegliere un giorno e selezionare i vari incontri. Ho scelto martedì e appena arrivata sono subito andata verso l’Auditorium per ascoltare Carlo Cracco , ma, ahimé, ho potuto assistere solo alla parte finale del suo intervento, alla presentazione del terzo piatto, un dolce. Il Rocher che nasce da una specie di bignè, ha spiegato lo chef, ottenuto da seitan crudo bagnato con acqua di nocciole e poi lavato per diventare il guscio del bignè il cui cuore è una ganache di gianduia con cuore di nocciola soffiata. A seguire Massimo Bottura che ha iniziato parlando da dietro le quinte del cuoco contemporaneo, “…la creatività è l'inciampo felice, quando stai percorrendo una strada, non sai dove stai andando ,tutto ad un tratto inciampi e vedi il mondo da un'altra prospettiva, se non ti sei perso nella quotidianità e sei in una posizione critica tu riesci a vedere il mondo come un bambino curioso che da sotto il tavolo ruba un tortellino crudo….” mentre sul palco cucinavano i suoi sous chef Takahiko Kondo e Davide Di Fabio. Una sosta golosa nello spazio di Molino Quaglia e Petra® che partecipano quest'anno come main sponsor, con un forte messaggio a favore di un'alimentazione che rispetta la centralità dei carboidrati nella dieta mediterranea. In linea con quella libertà che il congresso di quest'anno reclama e che deve spingerci a un rapporto più sereno con il cibo, inteso come fonte di energia utile piuttosto che ostacolo etico o pericolo per la salute. Intorno al tavolo, con al centro Corrado Assenza , abbiamo potuto degustare un pane alle barbabietole rosse candite che accompagnava la robiola di Roccaverano. Al centro il cuoco, attorno gli ospiti immersi in prima linea nell’esperienza del piatto. Un po’ cucina un po’ racconto che si snoda imprevedibilmente secondo le direzioni tracciate dal dibattito intorno al tavolo. Dopo ci si può concedere un assaggio delle nuove birre Moretti: La Bianca , birra non filtrata con malti chiari di frumento italiano, la nuova weiss all’italiana; Birra Moretti alla Pugliese , con fico d’India e grano arso pugliesi, e Birra Moretti a lla Lucana , con alloro emalto d’orzo lucani, le due nuove esclusive ricette presentate all’interno Le Regionali . E’ la volta poi della Sala Blu 2, per Identità di Pane e Panettone con Lucca Cantarin . Il pasticcere di Padova presenta il suo panett’ONE, un panettone soffice e delizioso, che ha innovato e personalizzato aggiungendo pasta frolla tradizionale o al cioccolato all'impasto classico. Nell a sua lezione ha spiegato tutto il procedimento per la realizzazione del panettone , e ha concluso infilzando il panettone con i ferri per metterlo ad asciugare capovolto, sottoloneando l'impo rtanza del lavoro artigianale. Nella Sala Blu 1, per Identità di Caffè , è il momento della fatina bionda Loretta Fanella che ha maturato la sua esperienza nelle cucine di Ferran Adrià a Barcellona, da Carlo Cracco e da Giorgio Pinchiorri e che ora è insegnante del Convivium Lab. La pastry chef presenta due dessert in cui ha abbinato il caffè alla frutta. Nel primo dessert panna cotta, mousse e cremoso sono presentati sotto forma di “sassi” glassati con arancia, ciliegia e cioccolato, e accostati da germogli di liquirizia, fiori eduli, menta e streusel con caffé macinato e decorato con delicate farfalle realizzate con un croccante ai frutti rossi. Il secondo, Tropical-me, è una composta di mango, frutto della passione e ananas, crema di mandorla e una “schiuma” di gelatina di frutto della passione frullata e montata, un financier di mandorle e nocciole bagnato con il caffè e presentato in un bicchiere come se fosse un cappuccino. Ancora un giro nell’area espositiva, per conoscere lo zafferano rosso biologico greco Krokos Kozanis , coltivato fin dal XVII secolo, frutto di una cooperativa che riunisce più di 1500 produttori per una produzione di ben 6000 kg di zafferano di cui il 40% biologico. Accanto c’è Open Blue che produce il Cobia, pesce da allevato in mare aperto, poi troviamo Tutte le Spezie del Mondo con la selezione proveniente dai posti più remoti del globo; subito dopo l’ingresso c’è Alce Nero , medium sponsor di Identità, con i Muffin di agrumi di Simone Salvini . Il tempo per assistere, nella Sc uola di Identità Golose, al secondo appuntamento del pomeriggio con Lola Torres, insegnante de L’Arte del Convivio e Fabiano Omodeo, bar tender e docente AIBES che è l’ora di andare, il treno non aspetta, pensando già alla prossima edizione ! Un ringraziamento a Elisa Pella e a MAGENTAbureau per l'opportunità concessa e per il materiale

Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.it

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