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Il sapore inconfondibile del rombo e la morbidezza del fegato grasso, in salsa di topinambur e aceto balsamico, con il tocco finale delle fragole.

Scopri su www.prometeoenergia.it tutto il gusto del "Made in Marche" con le ricette esclusive di Moreno Cedroni e ricorda che anche il gas e l'energia elettr...

PROGETTO GRANDI CHEF MORENO CEDRONI DELLA MADONNINA DEL PESCATORE PRESENTA: SALMONE SCOZZESE CON GELATINA ALL'ACETO BALSAMICO DI MODENA DUE VITTORIE, CAVOLFI...

Ho pulito e lavato le alici e le ho fatte riposare a strati con poco salgemma integrale aromatizzato alle erbe. Al centro del piatto c'è una fettina di pane con sarda in saòr-fra e alici ho trovato anche una sarda (sarda sfilettata, infarinata e fritta in olio extravergine, dove poi ho fatto appassire due scalogni, bagnati poi con aceto balsamico e portati a cottura dolcissimamente aggiungendo acqua q.b. (si devono disfare); immancabile-per me- la guarnizione con due chicchi di uvetta ed un pinolo); alle ore 12 si vede un "alicino" (=panino di alici) ripieno di ricotta di pecora aromatizzata con menta e maggiorana. Procediamo poi in senso orario per trovare: rotolini alici-peperone grigliato e cappero di Pantelleria; pane, burro e alici (grazie a " La Ballera "); alici marinate di Cedroni (grazie a " Gourmet "); rotolini di alici e prosciutto di Parma. Tutte le alici sono rigorosamente CRUDE (e qui si conferma la fiducia nel pescivendolo).

Fonte: venereincucina.blogspot.com

Vado spesso a Senigallia a mangiare i panini di Moreno cedroni all' Anikò, se qualcuno è della zona conoscerà sicuramente, il mio panino preferito è salmone, mozzarella pomodoro e una vinaigrette balsamica.......ma nel menù troverete anche panini stranissimi come quello con mortadella, pere, cioccolato e gorgonzola.....non ho mai avuto il coraggio di assaggiarlo... .qui vi lascio il link del sito così potete andare a prendere ispirazione......mentre io oggi mi sono fatta il mio panino...ottimo e chi di noi non ama i panini, e ogni tanto è anche bello sostituirli ad un pasto, l'importante è che il panino sia sano, buono e gustoso.....ne sa qualcosa Moreno!!

Fonte: blogalpeperoncino.blogspot.com

Expo 2015 si è chiuso ed io, che mi ero ripromessa di visitarlo più volte, ho avuto problemi che mi hanno impedito di realizzare il mio progetto. Difficoltà che ho potuto considerare superate solo ad ottobre quando l'Area era ormai presa d'assalto da una marea di visitatori desiderosi di non perdersi questa opportunità. Se da un lato ero animata dalla "curiosità" di conoscere le specificità degli altri Paesi con riguardo al cibo, dall'altro intendevo comprendere il senso di una manifestazione di tal genere. La prima visita mi è stata utile per conoscere il "sito" e capire come fosse logisticamente organizzato Ma la vera svolta nella comprensione di Expo è avvenuta il 14 ottobre. In quella data, prima di accedere al padiglione CIBUS per un evento offertomi da DHL, ho avuto la possibilità di visitare il Biodiversity Park, Area Tematica di Expo Milano 2015 dedicata alla biodiversità. Nel prendere visione dei filmati previsti nel percorso, mi è tornata alla mente l'emozione vissuta ad ottobre 2014 quando avevo visto concretizzarsi la sinergia realizzatasi tra Slow Food e DHL per l'allestimento del Padiglione Terra Nostra all'interno del Salone del Gusto : cura e passione avevano animato il trasporto svolto da DHL non solo di sementi ma anche di prodotti freschi nati dal lavoro di contadini e piccoli produttori viventi in zone estreme dell'Asia e dell'Africa, nel desiderio di farne conoscere la specificità ad una società industrializzata come quella nella quale viviamo. Con la visita ad Expo, ho capito il significato dell'espressione "Nutrire il pianeta". Solo avendo grande cura della terra che abitiamo, avremo la possibilità di dare concretezza al diritto al cibo sano, sufficiente e nutriente che spetta ad ogni uomo. Un diritto fondamentale che può realizzarsi solo se vi sarà l'impegno a cessare ogni sfruttamento intensivo della terra, rendendole la possibilità di produrre ciò che le è specifico in quella determinata zona e creando le condizioni affinchè i campi situati nelle zone più sperdute del mondo possano essere irrigati in maniera equilibrata senza essere colpiti dalla bruciante siccità o da devastanti inondazioni. Solo diversificando le coltivazioni e recuperando la specificità di semenze che rischiano l'estinzione potremo davvero restituire alla terra la sua forza per nutrire tanto il Pianeta quanto la popolazione che lo abita, nel rispetto del clima, dell'assetto idrogeologico e delle proprietà organiche di ogni suolo. La Carta di Milano che potete leggere qui , proprio a questo si riferisce. E giunta a questo punto credo meriti una sottolineatura il grande dono che ha ricevuto l'Italia sin dalla creazione del mondo. La sua magnifica storia culturale, sociale, umana e ...culinaria affondano le proprie radici nel clima. L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo che conosce davvero le quattro stagioni (e Vivaldi non avrebbe potuto comporre ciò che ha composto, se non fosse nato in Italia). Avere quattro stagioni, con l'equilibrio tipico della latitudine alla quale viviamo, ci ha permesso di sviluppare la creatività in moltissimi campi dello scibile umano e di essere quelli che siamo anche dal punto di vista dell'arte e della letteratura. A maggior ragione il nostro clima ci ha consentito di costruire una storia della cucina che nessun altro può permettersi. Abbiamo tra le mani un potenziale che potremmo far fiorire solo mettendoci a riflettere un attimo.... Da quella visita, io sono un'italiana più convinta che mai. Anzi, ho anche deciso di....smettere di lamentarmi del freddo: primavera, estate, autunno ed inverno come li abbiamo noi, sono esattamente la radice della nostra forza. Forse questa foto....di un cibo semplicissimo come le patate aiuta a comprendere cosa si intenda per biodiversità in Italia e nel mondo Ecco...la biodiversità riguarda ogni genere di semente. Quel 14 ottobre, colta da cotanta "illuminazione" ed invitata da DHL ho avuto l'opportunità di partecipare ad una sfida culinaria tra squadre di foodblogger sotto la guida di Moreno Cedroni, chef patron dei locali Madonnina del pescatore di Senigallia, il Clandestino di Portonovo e di Anikò sempre a Senigallia. Cedroni ha proposto alcuni piatti per la realizzazione dei quali, nel nostro ruolo di sfidanti, abbiamo dovuto sviluppare alcune componenti secondo le sue indicazioni. Qui potete godervi il video della serata :-) Poichè mi piace cucinare ma, non essendolo, non amo affatto darmi arie da professionista della cucina, vi proporrò una ricettina semplicissima. Un purè al lime. Sembra non particolarmente appagante l'abbinamento tra un filetto di pesce ed un purè di patate, ma la "sapienza" autentica sta nel saperne equilibrare i sapori ed allora anche un purè diventa un accompagnamento per creare un secondo piatto elegante ed equilibrato Carpaccio tiepido di orata, purè al lime, salsa rucola Sfilettate 500 g di orate togliendo le spine centrali e ricavatene fette sottili. Disponetele a cerchio sopra un foglio di carta da forno . Per il salmoriglio tritate 6 g di rosmarino ed unitelo a 100 g di olio extravergine, 20 g d’acqua, 2 g di succo di limone . Per il pure al lime 500 g di patate 40 g di olio extravergine di oliva 200 ml di latte sale lime cuocete le patate avvolte con la pellicola 7/8 minuti nel microonde, quindi sbucciatele e passatele nel passapatate, raccogliendole in un recipiente che vi consenta di amalgamare gi successivi ingredienti aiutandovi con una frusta. Unite l'olio extravergine e, a seguire, il latte tiepido sino ad ottenere la consistenza desiderata. Regolare di sale e grattate in maniera equilibrata le zeste di un lime. Per la salsa rucola, sbollentate 20 g di rucola poi aggiungete nel frullatore 50 g d’acqua 20 g di olio extravergine ed un pizzico di sale: frullate e passate al setaccio. Infornate il pesce a 180° per un paio di minuti, rovesciate sul piatto, aggiungete il salmoriglio, il purè al centro e la salsa di rucola intorno. .

Fonte: secucinosorrido.blogspot.it

Per un pranzetto coi fiocchi, vi propongo una pasta risottata molto buona, Orecchiette con cozze, ceci e pomodorini . La risottatura, lo dice il nome stesso, è una tecnica di cottura che consente di cuocere la pasta come un risotto, direttamente nel sugo, opportunamente diluito. Lo chef Moreno Cedroni è uno dei grandi fautori di questa tecnica. Ci spiega che la risottattura non permette all'amido contenuto nella pasta di disperdersi nell'acqua, ma interagisce di continuo con il sugo, rendendo i piatti veramente speciali. Per questo piatto ho usato le orecchiette fresche che hanno pochi minuti di cottura, per cui bisogna fare particolare attenzione che restino al dente e che a fine cottura la salsa non resti molto liquida, ma morbida e vellutata. Ingredienti: 300 gr di orecchiette fresche 300 gr di ceci lessati 300 gr di pomodorini ciliegini 1 kg di cozze 1 dl di olio extravergine d'oliva 1 rametto di rosmarino 1 rametto di timo 1 cucchiaino raso di aglio e peperoncino Ariosto sale Preparazione: Lessate i ceci e teneteli da parte con il loro liquido di cottura. Pulite le cozze, lavatele accuratamente, fatele aprire in un tegame coperto a fuoco vivace. Sgusciatele e filtrate accuratamente il liquido di cottura e versatelo sopra i molluschi. Dividete i pomodorini a metà, eliminate i semi e cuoceteli con l'olio emulsionato con aglio e peperoncino , aggiungete il rosmarino e il timo tritati finemente e un pizzico di sale se serve. Cuocete i pomodorini per 10 minuti circa, poi unite una parte del liquido di cottura riscaldato, sia delle cozze sia dei ceci, mescolate e fate insaporire la salsa per qualche minuto, poi aggiungete le orecchiette fresche che cuocerete nella salsa abbastanza liquida, aggiungendo, se necessario, altro liquido di cottura e mescolando di tanto in tanto. Poco prima di terminare la cottura aggiungete i ceci lessati e per ultimi i molluschi. Il piatto dovrà avere una consistenza morbida, ma non troppo liquida.

Fonte: italiansdoeatbetter.blogspot.it

Avete mica per caso notato che ultimamente mi è presa con le arance? Prima il riso Venere , poi le arance condite , ed ancora i fusilli integrali ...... I motivi sono molteplici: si tratta di frutta rigorosamente di stagione, si sposano con il dolce e con il salato, sono capaci di dare un aroma particolare anche a preparazioni molto semplici, sono sane e salutari......se non vi bastasse tutto ciò un incoraggiamento ulteriore in tal senso mi è arrivato da " La Cucina Italiana " , che ha lanciato una nuova, importante iniziativa: una collaborazione tra la rivista, lo chef Moreno Cedroni ( QUI potete scaricare le sue Ricette della Salute), i suoi Special Ambassadors (di cui sono onorata di fare parte!), e l'AIRC , a sostegno della campagna " Le arance della salute " . Come ormai da diversi anni, s abato 26 gennaio torna nelle piazze italiane l’appuntamento con le Arance della Salute. Con un contributo di 9 euro sarà possibile acquistare una cassetta da due chili e mezzo di arance rosse di Sicilia e un numero speciale della rivista dell'associazione, con i consigli e le ricette per una sana e gustosa alimentazione. Ecco quindi un altro piatto che vede protagonista l'arancia, ancora una volta sposata ai sapori del mare, a dar vita ad un risotto cremoso ed aromatico. Tempo di preparazione: 30 minuti Ingredienti per 2 persone: 200 gr. di riso Carnaroli un'arancia non trattata mezza cipolla piccola 20 gr. di burro 1/2 bicchiere di vino bianco secco brodo vegetale un piccolo trancio di bottarga (io di cefalo della Cooperativa dei Pescatori di Orbetello ) erba cipollina per guarnire (io, purtroppo, ho dovuto usare quella secca) sale e pepe q.b. In una casseruola far imbiondire la cipollina tritata con 10 gr. di burro. Unire il riso e lasciarlo tostare un paio di minuti. Sfumare con il vino bianco, lasciare evaporare e portare a cinque minuti dalla fine della cottura allungando con del brodo vegetale caldo e mescolando spesso. Cinque minuti prima della fine della cottura prevista, unire il succo filtrato di un'arancia, aggiustare se necessario di sale e finire di cuocere. Prima di servire, mantecare coni rimanenti 10 gr. di burro. Servire completando con la bottarga grattugiata al momento, con l'erba cipollina sminuzzata e, a piacere, con del pepe macinato al momento. E ricordatevi il 26 gennaio di andarvi a comprare le vostre Arance della Salute!

Fonte: thedreamingseed.blogspot.it

La ricetta di oggi l’ho tratta dal libro Caffè in cucina a cura di Debora Bionda e Carlo Vischi ricevuto grazie alla vincita del contest di Cinzia ed Elena : Tutti i sapori del caffè , nella sezione ricette salate con i Ravioli di sfoglia al caffè ripieni di zucca . Il libro Caffè in cucina nasce da un progetto editoriale di Lavazza con l’editore Gribaudo, curato da due esperti di gastronomia Debora Bionda e Carlo Vischi ed ha la prefazione firmata dallo chef catalano Ferran Adrià. Nel libro si possono trovare curiosità sulla scoperta, sull’origine del caffè fino alle quarantotto ricette proposte da ventiquattro chef italiani e non, solo per citare alcuni nomi: Massimo Bottura, Davide Scabin, Igles Corelli, Moreno Cedroni. Le ricette sono corredate dagli abbinamenti dei vini, da pensieri e ricordi legati al caffè, oltre che da belle foto dei piatti. Mi sono cimentata - è doveroso dire in punta di piedi - con una ricetta salata di Moreno Cedroni: Totani con finocchi, fonduta e polvere di caffè. Appena l’ho letta mi ha incuriosito l’abbinamento della fonduta e della polvere di caffè ai totani e ai finocchi; provandola, ho constato che hanno dato al piatto oltre a due note di colore anche un sapore e profumo molto gradevole. Non c’erano dubbi! Ricetta di Moreno Cedroni tratta da Caffè in cucina a cura di Debora Bionda e Carlo Vischi, Gribaudo, 2007 Ingredienti: 200 g di totani 300 g di finocchi 5 g di zucchero 5 g di soia 5 g di olio extra vergine di oliva caffè in polvere sale Per la fonduta: 50 g di fontina 1 dl di latte 1 tuorlo Preparazione: Si puliscono i totani e si tagliano a julienne. Si lavano i finocchi e si tagliano a fettine, si fanno sbollentarli per 10 secondi, si sgocciolano e si lasciano raffreddare. Si mettono in bicchiere del frullatore 200 g di finocchi con l'acqua, lo zucchero, e un pizzico di sale. Una volta frullato, si passa al setaccio la purea ottenuta. Si condiscono i rimanenti finocchi (100 g) con la soia e l'olio extravergine di oliva. Per la fonduta si taglia la fontina a dadini e si mette a bagnomaria con il latte. Quando il formaggio sarà sciolto si aggiunge il tuorlo e si amalgama. Si continua la cottura fino a raggiungere la temperatura di 85° C (Io non avendo il termometro, l'ho cotta fino a che non si è addensata un po'). Al termine della cottura si filtra ad un setaccio fine (io non l’ho filtrata) e si lascia raffreddare. In una padella antiaderente calda si scottano i totani, si salano e si aggiungono ai finocchi. Su un piatto si fa con un cucchiaio una striscia di fonduta e una striscia di salsa ai finocchi, nel centro si sistemano dei mucchietti di totani e finocchi. Infine si spolverizza il piatto con caffè in polvere. Ringrazio di cuore Cinzia ed Elena.

Fonte: sciroppodimirtilliepiccoliequilibri.blogspot.it

Costoletta di rombo in pastella di birra con erbe di campo ricetta Moreno Cedroni da La terra dei cuochi Ispirate dal grande chef Moreno Cedroni, l'inventore del "sushi all'italiana", le due candidate all'eliminazione Imma e Livia si cimentano nella difficile preparazione di un piatto a base di pesce, fiore all'occhiello del cuoco ospite della prima puntata. Vediamo quindi nel dettaglio gli ingredienti, la preparazione ed il video della ricetta intitolata Costoletta di rombo in pastella di birra con erbe di campo cucinata per noi da Moreno Cedroni ! Foto tratte dalla video ricetta del programma La terra dei cuochi in onda su RAI 1 Ma ecco la lista degli ingredienti e il procedimento utilizzato da Moreno Cedroni per cucinare questo buonissimo piatto dal titolo "Costoletta di rombo in pastella di birra con erbe di campo" nella sua trasmissione televisiva "La terra dei cuochi"! Durata ricetta Costoletta di rombo in pastella di birra con erbe di campo 20 min Ingredienti Costoletta di rombo in pastella di birra con erbe di campo Birra q.b. Uova 1 Farina q.b. Sale q.b. Rombo 1 Rosmarino 1 rametto Olio Extravergine D'oliva q.b. Aglio 1 spicchio Erbette Di Campo q.b. Procedimento per cucinare la ricetta Costoletta di rombo in pastella di birra con erbe di campo di Moreno Cedroni Per la pastella mescolate della birra ben fredda, l'albume dell'uovo, la farina e il sale fino ad ottenere un composto uniforme e denso. In una padella capiente fate dorare lo spicchio d'aglio con un filo di olio. Prendete la costoletta del rombo già sfilettata e passatela nella pastella, poi fatela cuocere da tutti i lati in padella per pochi minuti. Per le erbette di campo di accompagnamento, sbollentate queste in acqua salata per pochi minuti, quindi scolatele e ripassatele in padella con un filo di olio. Servite infine la costoletta di rombo su un letto di erbette di campo e decorate con del rosmarino. E...buon appetito!! Video della ricetta Costoletta di rombo in pastella di birra con erbe di campo presentato da Moreno Cedroni in tv Per poter vedere il video della ricetta "Costoletta di rombo in pastella di birra con erbe di campo" cucinata dalla bravissima Moreno Cedroni, guardate il video in basso! Se la ricetta "Costoletta di rombo in pastella di birra con erbe di campo" di Moreno Cedroni tratta dal programma tv "La terra dei cuochi" vi è piaciuta e l'avete cucinata anche voi, lasciate il vostro commento, saremo ben contenti di riportare le vostre opinioni

Fonte: ricettealessandroborghese.blogspot.it

Un piatto semplice ma molto gustoso.....procediamo. Per 2 persone: 140 gr di maccheroni (o paccheri o quello che volete) cima di rapa (non so proprio dirvi quanto pesasse....diciamo che poteva essere un quarto di un cespo intero) 100 gr di salsiccia piccante sale Pulite, lavate tagliate le cime di rapa e fatele scottare per 10 minuti in acqua salata. Nel frattempo sgranate la salsiccia e mettetela a rosolare in una padella antiaderente (non è necessario aggiungere olio). Far cuocere per una decina di minuti, quindi aggiungere la cima e lasciar insaporire. Se necessario aggiustare di sale: direi che se usate la salsisccia piccante non dovrebbe essere necessario pepare (a meno che amiate i sapori moooolto piccanti), se la salsiccia è dolce a voi la scelta. Nel frattempo nella stessa acqua della cima fate cuocere la pasta. Una volta giunta a cottura trasferite la pasta con un pò di acqua di cottura nella padella del condimento e fate saltare qualche minuto per insaporire. Buon appetito! **************************** Ho bisogno un consiglio da voi? Secondo voi qual è il modo migliore per utilizzare una salsa di lamponi e zenzero....nei cui ingredienti sono presenti: olio evo, aceto di lamponi, lamponi, zenzero, senape? Io ho già in mente una cosa, ma vorrei qualche suggerimento da voi perchè siccome penso proprio sia una squisitezza (è di Moreno Cedroni) mi spiacerebbe proprio sprecarla! Graaaaaaazie!!!!!

Fonte: curiosandoincucina.blogspot.it

Da poco è andata in scena Milano la XII edizione di Identità Golose, il Congresso ideato da Paolo Marchi. Quest'anno il tema è stato la forza della Libertà e Paolo Marchi ha spiegato”portiamo al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica la voglia di conoscenza e curiosità aprendo una riflessione a 360° sul valore della libera creatività e della libera convivialità. La novità è stata la scuola di cucina ma al di là di tutte le novità anche quest'anno i grandi chef italiani sono stati i protagonisti: da Massimo Bottura a Carlo Cracco, da Davide Scabin a Davide Oldani, da Moreno Cedroni a Niko Romito , elenco ancora lunghissimo, immaginate come sia stato difficile scegliere un giorno e selezionare i vari incontri. Ho scelto martedì e appena arrivata sono subito andata verso l’Auditorium per ascoltare Carlo Cracco , ma, ahimé, ho potuto assistere solo alla parte finale del suo intervento, alla presentazione del terzo piatto, un dolce. Il Rocher che nasce da una specie di bignè, ha spiegato lo chef, ottenuto da seitan crudo bagnato con acqua di nocciole e poi lavato per diventare il guscio del bignè il cui cuore è una ganache di gianduia con cuore di nocciola soffiata. A seguire Massimo Bottura che ha iniziato parlando da dietro le quinte del cuoco contemporaneo, “…la creatività è l'inciampo felice, quando stai percorrendo una strada, non sai dove stai andando ,tutto ad un tratto inciampi e vedi il mondo da un'altra prospettiva, se non ti sei perso nella quotidianità e sei in una posizione critica tu riesci a vedere il mondo come un bambino curioso che da sotto il tavolo ruba un tortellino crudo….” mentre sul palco cucinavano i suoi sous chef Takahiko Kondo e Davide Di Fabio. Una sosta golosa nello spazio di Molino Quaglia e Petra® che partecipano quest'anno come main sponsor, con un forte messaggio a favore di un'alimentazione che rispetta la centralità dei carboidrati nella dieta mediterranea. In linea con quella libertà che il congresso di quest'anno reclama e che deve spingerci a un rapporto più sereno con il cibo, inteso come fonte di energia utile piuttosto che ostacolo etico o pericolo per la salute. Intorno al tavolo, con al centro Corrado Assenza , abbiamo potuto degustare un pane alle barbabietole rosse candite che accompagnava la robiola di Roccaverano. Al centro il cuoco, attorno gli ospiti immersi in prima linea nell’esperienza del piatto. Un po’ cucina un po’ racconto che si snoda imprevedibilmente secondo le direzioni tracciate dal dibattito intorno al tavolo. Dopo ci si può concedere un assaggio delle nuove birre Moretti: La Bianca , birra non filtrata con malti chiari di frumento italiano, la nuova weiss all’italiana; Birra Moretti alla Pugliese , con fico d’India e grano arso pugliesi, e Birra Moretti a lla Lucana , con alloro emalto d’orzo lucani, le due nuove esclusive ricette presentate all’interno Le Regionali . E’ la volta poi della Sala Blu 2, per Identità di Pane e Panettone con Lucca Cantarin . Il pasticcere di Padova presenta il suo panett’ONE, un panettone soffice e delizioso, che ha innovato e personalizzato aggiungendo pasta frolla tradizionale o al cioccolato all'impasto classico. Nell a sua lezione ha spiegato tutto il procedimento per la realizzazione del panettone , e ha concluso infilzando il panettone con i ferri per metterlo ad asciugare capovolto, sottoloneando l'impo rtanza del lavoro artigianale. Nella Sala Blu 1, per Identità di Caffè , è il momento della fatina bionda Loretta Fanella che ha maturato la sua esperienza nelle cucine di Ferran Adrià a Barcellona, da Carlo Cracco e da Giorgio Pinchiorri e che ora è insegnante del Convivium Lab. La pastry chef presenta due dessert in cui ha abbinato il caffè alla frutta. Nel primo dessert panna cotta, mousse e cremoso sono presentati sotto forma di “sassi” glassati con arancia, ciliegia e cioccolato, e accostati da germogli di liquirizia, fiori eduli, menta e streusel con caffé macinato e decorato con delicate farfalle realizzate con un croccante ai frutti rossi. Il secondo, Tropical-me, è una composta di mango, frutto della passione e ananas, crema di mandorla e una “schiuma” di gelatina di frutto della passione frullata e montata, un financier di mandorle e nocciole bagnato con il caffè e presentato in un bicchiere come se fosse un cappuccino. Ancora un giro nell’area espositiva, per conoscere lo zafferano rosso biologico greco Krokos Kozanis , coltivato fin dal XVII secolo, frutto di una cooperativa che riunisce più di 1500 produttori per una produzione di ben 6000 kg di zafferano di cui il 40% biologico. Accanto c’è Open Blue che produce il Cobia, pesce da allevato in mare aperto, poi troviamo Tutte le Spezie del Mondo con la selezione proveniente dai posti più remoti del globo; subito dopo l’ingresso c’è Alce Nero , medium sponsor di Identità, con i Muffin di agrumi di Simone Salvini . Il tempo per assistere, nella Sc uola di Identità Golose, al secondo appuntamento del pomeriggio con Lola Torres, insegnante de L’Arte del Convivio e Fabiano Omodeo, bar tender e docente AIBES che è l’ora di andare, il treno non aspetta, pensando già alla prossima edizione ! Un ringraziamento a Elisa Pella e a MAGENTAbureau per l'opportunità concessa e per il materiale

Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.it

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