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Ingredienti 6 n Ciliegie Sciroppate 6 n Kiwi 6 cu Liquore All' Arancia 4 n Pompelmo Rosa 4 hg Ribes Rosso 4 hg Sorbetto Al Limone 2 hg Sorbetto D'arancia Preparazione 4 pompelmi rosa 400 g di ribes 200 g di sorbetto di arancia 400 g di sorbetto di limone 6 piccoli kiwi 6 ciliegie sciroppate 6 cucchiai di liquore all'arancia. Mettete in frigo per mezz'ora 6 grossi bicchieri a calice o coppe. Nel frattempo sbucciate i pompelmi al vivo e pelate al vivo anche gli spicchi, raccogliendo in una ciotola il succo che colera durante l'operazione. Mettete gli spicchi in una c i o t o l a , spruzzateli con il liquore all'arancia e lasciateli macerare per mezz'ora. Sbucciate e tagliate a ventaglietti i kiwi. Mettete sul fondo dei bicchieri gelati gli spicchi di pompelmo con il loro succo di macerazione, copriteli con uno strato di sorbetto di limone (dello spessore di 2 dita) e su questo fate uno strato con i ribes, prima sgranati con una forchetta e lavati. Posate nel centro dei ribes una pallina di sorbetto di arancia e tutt'attorno disponete i kiwi. Decorate con una ciliegia sciroppata, snocciolata. A piacere, potete disporre tra i vari strati di gelato e frutta un dischetto di pan di Spagna oppure uno strato di meringnette sbriciolate. In tal caso, sostituirete il sorbetto di limone con sorbetto di menta, per avere una maggiore variazione di colori.

Fonte: donnamoderna.com

Ingredienti 4 n Fragole qb Gelato 2 n Kiwi 250 g Litchi qb Menta Fresca 4 n Mora 150 g Panna Da Montare qb Zucchero A Velo Preparazione 250 g di litchi 4 palline di gelato di mango acquavite di lamponi 320 g di gelato di kiwi 4 grosse fragole, 2 kiwi 4 grosse more 150 g di panna da montare foglie di menta zucchero al velo. COME SI PREPARA 1)  Preparate 4 grosse coppe ben raffreddate nel freezer o nel frigo. Suddividetevi i litchi e spruzzateli con acquavite di lamponi. Continuate a strati con 2 cucchiaiate colme di gelato di kiwi e con uno strato di fettine di kiwi. Montate la panna con 50 g di zucchero al velo e spremetela sui kiwi a corona usando una tasca per dolci montata con bocchetta a stella. Nel centro della corona adagiate una pallina di gelato di mango e contornatela con fettine di fragole disposte in piedi intorno al gelato. Mettete al centro una mora e decorate con 2 foglioline di menta. Tenete in freezer fino al momento di servire.

Fonte: donnamoderna.com

4000 G Melanzane 2000 G Carne Di Montone A Pezzetti 100 Cl Latte 200 G Farina 200 G Burro 200 G Formaggio Groviera 4 Pomodori 4 Cipolle Rosse Sale Pepe 1 Foglia Alloro Cuocere la carne con 1 etto di burro, la cipolla tritata fine, i pomodori a pezzi, il sale, il pepe e l'alloro per 1 ora e mezza senza aggiungere acqua. Preparare a parte un pur

Fonte: paginainizio.com/ricette.htm

Ingredienti » Farina 3 cucchiai » Uova 2 » Zucchero 6 cucchiai » Uvetta Sultanina 50 gr » Noci 6 » Burro q.b. » Latte q.b. Preparazione: Sbattere le uova con lo zucchero, la farina e un po' di vaniglia. Aggiungere alla pasta lentamente del latte sino ad avere una crema piuttosto densa. Versare il composto in una tortiera dopo avervi incorporato l'uvetta (lavata e messa in fusione con del rhum almeno per un'ora) e le noci spezzettate. Cospargere di pezzetti di burro. Mettere il tutto in forno molto caldo e lasciare cuocere per tre quarti d'ora.

Fonte: ricettemania.it

L'alternativa di quest'estate è la pioggia ... o meglio mi correggo quest'estate è incontinente!!! Vabbé non è che si possa far molto a proposito, ci prendiamo quel che viene. Possiamo consolarci con un piatto che di estivo non ha niente ... Via gli ingredienti leggeri, da parte le insalate, le capresi, i carpacci, le paste fredde, i gelati ... Torniamo all'autunno ed ai suoi prodotti!! W il calore delle pentole e dei forni accesi!!! Perché? Perché anche se la chiamano estate, non lo sembra poi tanto!! Padellaccia di funghi, patate e salsiccia 1 salsiccia a capa (a testa, a persona) patate funghi (champignons e porcini - i primi in quantità maggiore dei secondi) 1 carota tritata 1 aglio tritato olio extravergine d'oliva sale q.b. Prepariamo gli ingredienti. Sbucciamo le patate, tagliamole a spicchi non troppo grossi e mettiamole in una ciotola piena d'acqua fredda così che perdano un pò d'amido. Tagliamo anche i funghi a fettine, le salsicce a tocchetti. Tritiamo l'aglio e la cipolla. In una padella facciamo soffriggere nell'olio l'aglio e la cipolla. Aggiungiamo poi le patate, dopo una decina di minuti i funghi. Facciamo cuocere fino a che l'acqua che i funghi hanno prodotto durante la cottura sia completamente evaporata. A questo punto mettiamo in pentola i tocchetti di salsiccia e facciamo cuocere fino a completa cottura della carne. Aggiungiamo sale se ce n'è bisogno e portiamo in tavola caldissimo. E tutta questa pioggia mi porta alla mente questa splendida canzone di Pino Daniele, ancora più bella nella versione live cantata a Piazza Del Plebiscito nel 2008 ... il video lo trovate dopo il testo!! Quanno Chiove E te sento quanno scinne 'e scale 'e corza senza guarda' e te veco tutt'e juorne ca ridenno vaje a fatica' ma mo nun ride cchiù. E luntano se ne va tutt'a vita accussì e t'astipe pe nun muri'. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Se fa scuro e parla 'a luna e te vieste pe' senti' pe' te ogne cosa po' parla' ma te restano 'e parole e 'o scuorno 'e te 'ncuntra' ma passanno quaccheduno votta l'uocchie e se ne va. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Rosa "Un cuoco è formato anche da momenti piccoli, come andare nell’orto" Ciccio Sultano

Fonte: cookinginrosa.blogspot.it

"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......." Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli, con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.E sentivo odori, sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo. Oggi da adulta, una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade. La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace. Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura? Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo curry,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano..... Curry di patate (fonte:ecurry) 2 cucchiai di olio vegetale 1 cucchiaino di semi di cumino 1 bastoncino di cannella 2 bacche di cardamomo (facoltativo) 1 cipolla media rossa 1\2 peperoncino verde 2 spicchi di aglio 1 cucchiaino colmo di zenzero tritato fresco 1 cucchiaino di coriandolo in polvere 1\2 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere 1\2 cucchiaino di curcuma 1 tazza di pomodori freschi (o in scatola) tritati sale prezzemolo fresco Io preferisco cuocere le patate a parte ed aggiungerle solo durante gli ultimi minuti di cottura. Quindi le faccio bollire con la buccia e le tolgo quando ancora si possono tagliare agevolmente. Le faccio raffreddare un pò, poi le sbuccio e le taglio a dadini di media grandezza. Per il curry: per prima cosa tritate l'aglio e mescolatelo insieme allo zenzero fresco tritato. Prendete una padella (possibilmente il wok) e senza aggiungere olio,fate tostare (avendo cura di girare in continuazione) la cannella e i semi di cardamomo. Una volta che avranno sprigionato i loro profumi ed insaporito il fondo della padella,toglieteli. mettete l'olio ,fatelo scaldare e unite i semi di cumino. Fateli friggere,inizierete a sentire il loro aroma caratteristico. A questo punto unite la cipolla tritata e il peperoncino verde. Fatela soffriggere finchè diviene lucida, mescolando con cura. Aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e fate insaporire a fiamma bassa per cinque minuti. Aggiungere i pomodori . A questo punto unite anche il sale,la curcuma, il peperoncino in polvere e il coriandolo (io aggiungo i semini pestati anzichè la versione in polvere). Si fa evaporare l'acqua dei pomodori e si continua la cottura per una decina di minuti. Cinque minuti prima del termine della cottura unite le patate lessate e fate insaporire.Se dovesse restringersi troppo il fondo, unite dell'acqua. Guarnite con coriandolo fresco (se lo trovate) oppure prezzemolo tritato.

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Dopo averla sentita tanto nominare, ed averla assaggiata in Bosnia, mi sono decisa a replicare questo magnifico dolce orientale. Pare sia stata creata nel Palazzo di Topkapi, ad Istanbul, dal 1400 dimora del Sultano e del suo harem. La baklava conta infine varianti, tutte accumunate dalla massiccia presenza di frutta secca, dalla friabilità della pasta fillo (o phyllo che dir si voglia) e dall'uso massiccio di dolcificanti quale zucchero e miele. Sia chiaro, è un dolce che va mangiato a dose piccolissime. Ed è estremamente calorico. Proprio per questo, forse, da una tale soddisfazione prepararlo.... Ingredienti (per una teglia tonda di 16cm di diametro): - 120 gr di pasta fillo - 150 gr di pistacchi - 100 gr di noci - 50 gr di mandorle - 80 gr + 6 cucchiaini di zucchero - 80 gr di burro - mezzo limone - un cucchiaio di miele - un pizzico di cannella Portatovaglioli Fradepo Procedimento: E' tutto piuttosto semplice da fare, ma bisogna organizzarsi un attimo. Per prima cosa pensiamo allo sciroppo. Mettete a bollire 150 ml di acqua con 80 gr di zucchero, il miele, la cannella ed il succo del mezzo limone. Portate a bollore quindi fate andare altri 5-10 minuti, fino ad ottenere uno sciroppo denso ed ambrato. Aggiungete allo sciroppo una punta di scorza di limone, quindi lasciare raffreddare. Nell'intanto occupatevi della frutta secca. Va sgusciata, tostata a fuoco dolce per qualche minuto, frullata con un mixer e tostata di nuovo. Potete mescolare noci e mandorle, ma tenete i pistacchi separati. Questi ultimi in particolare non devono essere salati. Se non trovate di meglio, passateli sotto l'acqua calda per qualche minuto quindi fateli asciugare nella stessa padella in cui li tosterete poi, affinchè ritrovino la loro consistenza croccante. Ad ultimo, fate fondere il burro in un pentolino e stendete sul piano di lavoro i fogli di pasta fillo. Vi consiglio di comprarla già pronta, farla in casa è un lavoro snervante e difficilissimo, dato che la sua bontà sta nella sfoglia così sottile da essere trasparente. Ritagliate delle sfoglie della stessa dimensione della vostra teglia. Io ne ho ricavate 15, ma anche meno non sono un problema. E non gettate i ritagli, sono preziosissimi!!! Ora inizia la composizione vera e propria. Dovete lavorare velocemente perchè altrimenti la fillo, seccandosi, diventerà difficile da trattare. Ecco perchè l'organizzazione è fondamentale! Per prima cosa ungente la vostra teglia con il burro fuso. Copritene il fondo con un terzo delle sfoglie di fillo, ed un terzo circa dei ritagli. Nel farlo, dovete spennellare ogni volta la fillo con il burro, perchè gli strati possano restare divisi tra di loro in cottura e non fare un unico blocco. Conviene quindi adagiare le varie sfoglie direttamente con un pennellino sempre carico di burro fuso, così da lavorare meglio. Sopra le prime sfoglie disponente il composto di noci e mandorle, a cui avrete aggiunto metà dello zucchero rimasto. Proseguite con un altro strato di fillo, e poi andate di pistacchi (anch'essi con lo zucchero dovuto). Infine, coprite il tutto con il resto della fillo. Spennellate anche la superficie di burro. Tagliate il dolce a rombi, cosa che non potrete più fare dopo la cottura per la consistenza che la fillo prenderà. Infornate in forno caldo a 160°C per 25 minuti, poi alzate a 200°C per altri 10-15 minuti fino a doratura perfetta. Estraete la baklava dal forno, versatevi lo sciroppo ormai freddo e lasciare riposare una mezza giornata. Servite a temperatura ambiente o fresca, consiglio dopo un pasto leggero. Consigli: Nello stendere la fillo, mi sembrava di essere tornata bambina con i progettini di Art Attack. Avete presente gli strati di carta igienica da stendere con colla vinilica ed acqua in parti uguali? Ecco, non cambia di molto! Solo che allora finiva che incollavo pure il tappeto del salotto, qui invece devo dire che il risultato è stato decisamente migliore... Per la frutta secca, io come vedete l'ho tenuta abbastanza grossa. Questo mi piace molto, rende croccante il dolce, ma non aiuta la stabilità dei vari piani della baklava.. per una versione più compatta, tritate tutto fino ad ottenere una polvere omogenea. Ah, quasi dimenticavo. La baklava crea dipendenza! Dunque, onde non abbuffarvi voi di questo dolce delizioso, spartitela con numerosi amici! :) Portatovaglioli Fradepo .

Fonte: langolodellacasalinga.blogspot.it

La Recipe-tionist di luglio, scelta da EliFla è la mia cara amica Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico , che seguo da quando ho il blog, perchè le sue ricette non sono mai banali, i suoi post parlano di spettacoli, di film, di libri , della fatica di alcune sue giornate, del confronto con i suoi studenti, ma, soprattutto, perchè lei è vera e sono molto felice di aver potuto provare una delle sue tantissime ricette...a proposito Carla Emilia, ma quanto cucini!!! ^_^ Nell'elenco vario e completo delle sue ricette, a cui ho dedicato un paio di ore, ma ne sarebbero servite almeno un altro paio, alcune mi hanno colpito più di altre. Questa è una del grande Ciccio Sultano , che Carla Emilia ha rivisitato appena appena , lei la propone con una granita di caffè, io non l'ho fatta. CUPOLETTA DI GAMBERI da una ricetta di Ciccio Sultano 12 gamberoni due zucchine 1 grosso pomodoro ramato 70 g di cipolla 1 spicchio d'aglio qualche foglia di basilico 1 peperoncino secco intero, sale, olio EVO un paio di gamberetti per ogni cupoletta sedano carota cipolla Sgusciate i gamberoni tenendo da parte le teste e i gusci; tagliateli a metà e appiattiteli battendoli delicatamente con il batticarne, dopo averli posti tra due fogli di pellicola. Usateli per rivestire 4 stampini usa e getta, meglio se rifasciati di pellicola (così sarà più facile sformare la cupoletta). Mettete in frigo. Tagliate a dadini le zucchine e sbianchitele in acqua bollente salata per 1 minuto; poi scolatele, conservando un po' d'acqua di cottura, e raffreddatele in acqua e ghiaccio. Tritate grossolanamente e separatamente pomodoro (spellato, immergendolo per un attimo, con un taglio a croce in acqua bollente e privato dei semi) e cipolla. Fate imbiondire la cipolla in poco olio, poi unite il pomodoro e fate cuocere velocemente aggiungendo un po' d'acqua se necessario. Da ultimo aggiungete le zucchine, fate insaporire qualche minuto, salate, profumate con il basilico spezzettato, quindi togliete dal fuoco e fate raffreddare. Quando sarà freddo, riempite gli stampini e ponete nuovamente in frigo. Lasciare un paio di cucchiai di composto per la salsa. Passate ora gli scarti dei gamberi in una casseruola con acqua, sedano, carota e cipolla e cuocere per 30 minuti, aggiustare di sale. Versare in una padella un pò di olio, l'aglio e il peperoncino, aggiungere il composto del ripieno delle cupolette e lasciar cuocere, allungare con un pò di fumetto preparato e far addensare. Sgusciare due gamberetti per ogni cupoletta e farli saltare in padella con un filo d'olio. Nappate con questa salsa calda i singoli piatti, rovesciatevi le cupolette, decorate con foglioline di basilico e disporre due gamberetti su ogni cupoletta. Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di luglio di EliFla Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:

Fonte: lacucinadimamma-loredana.blogspot.it

"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......." Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli,con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.e sentivo odori,sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo. Oggi da adulta una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade.La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace.Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura? Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo pollo,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano..... Con questa ricetta partecipo al contest del blog Fool For Food Pollo alle olive,zafferano e uvetta Ingredienti: !00 gr olive verdi petto di pollo intero (non a fette) farina 1 bustina di zafferano olio burro 1 spicchio di aglio sale pepe bianco 50 gr uvetta vino bianco brodo di verdure(1 bicchiere) 1\2 cucchiaino di cannella Fate rinvenire l'uvetta in una tazza con dell'acqua tiepida.tagliate a dadini il pollo e infarinatelo.In una padella fate soffriggere un pò di burro,1 cucchiaio di olio e lo spicchio di aglio.Aggiungete il pollo,il vino,fate sfumare mantenendo però sempre un buon livello di umidità.Aggiungete le olive tagliate a rondelle,il sale e una spruzzata di pepe bianco.Unire un bicchiere di brodo di verdure e lo zafferano.Mettete il coperchio (essenziale perchè il pollo mantenga la sua morbidezza) e portate a cottura con la fiamma al minimo.Cinque minuti prima di spegnere unite l'uvetta e la cannella (se vi piace).Mi raccomando di mantenere sempre un buon livello di liquidi.Il fondo di cottura che accompagna questo pollo è il segreto della sua bontà!

Fonte: lemporio21.blogspot.it

La melanzana era considerata il migliore afrodisiaco - al sultano veniva servita giornalmente - e ancora oggi le spose come si deve si vantano di conoscere almeno cinquanta ricette con questa verdura. Isabel Allende, Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci , Feltrinelli Tra le varie ricette che si trovano nel libro nella sezione Piatti forti c’è questa ricetta che la scrittrice introduce così (p. 302): Questa è un'antica ricetta stimolante che tutti i grandi amatori devono assolutamente conoscere. E' per due persone, ma è meglio prepararne il doppio . Ho seguito il consiglio. Ho trascritto le dosi originarie con le mie variazioni. Ingredienti: 1 melanzana grande o 2 di media grandezza (io ho utilizzato 2 melanzane violette) 1 cipolla (2 cipolle dorate) 4 cucchiai di olio d'oliva (6 cucchiai di olio extra vergine di oliva ) 2 pomodori (4 pomodori ramati) 1 spicchio d'aglio (2 spicchi ) un pizzico di chiodi di garofano in polvere (io normali) 1 cucchiaino di zucchero (2 cucchiaini) 3 cucchiai di parmigiano o pecorino grattugiato (io 5 cucchiai di ricotta salata) sale pepe burro (sostituito con olio extra vergine di oliva) Preparazione: Si taglia la cipolla a fettine sottili, si trita l’aglio si fanno soffriggere nell’olio extra vergine di oliva. Si uniscono i chiodi di garofano, lo zucchero, il sale ed il pepe. Si copre con il coperchio e si fa cuocere a fuoco basso per 3 minuti. Si taglia a fettine le melanzana e i pomodori. In una pirofila imburrata (io l’ho oliata) si mette uno strato di melanzane, si ricopre con parte del trito di cipolla e aglio si cosparge con un po’ di formaggio grattugiato (io ricotta salata). Si prosegue con uno strado di pomodori, il trito di cipolla e aglio il formaggio grattugiato. Io ho aggiunto altri due strati di melanzane, cipolle, formaggio e pomodori. Si termina con qualche ricciolo di burro (io un filo di olio extra vergine di oliva), si copre la pirofila con un foglio d’alluminio e si inforna alla massima temperatura (io a 200°). Dopo mezz’ora si toglie il foglio di alluminio e si lascia cuocere scoperto per 10 minuti circa. Allende consiglia di servire il piatto con del riso. Con questa ricetta partecipo al contest: Cuochi da Biblioteca del blog di Anna Ultimissime dal forno Autori in pentola del blog di Elisa Stasera si cena da noi! §§§ Ringrazio Monica del blog Dolci Gusti per questo gradito premio Lo dono a tutti coloro che passano di qui.

Fonte: sciroppodimirtilliepiccoliequilibri.blogspot.it

Godersela prima della fine Trentadue chef scelgono in un tweet il miglior piatto e il miglior vino. A un passo dall'apocalisse Dinner in the sky : a Londra si può mangiare appesi a una gru a 50 metri da terra. Reggerà alla fine del mondo? Abbiamo chiesto a 32 cuochi l'ultimo desiderio in caso i Maya avessero ragione e domani il mondo dovesse finire: cosa bevi? cosa mangi? eventualmente, in quale ristorante? Occorreva rispondere nelle dimensioni di un tweet da 140 battute. Buona fine del mondo. Andrea Alfieri , Majestic Gourmet, Madonna di Campiglio (Trento) La variazione di foie gras di Norbert Niederkofler con una Cuvée Anna Clementi Rosé Stefano Baiocco , Villa Feltrinelli, Gargnano (Brescia) Farei un bagno dentro a una pasta e fagioli con cotiche, salsicce e costine di maiale. E ci berrei volentieri un 50&50 Avignonesi & Capannelle Italo Bassi , Enoteca Pinchiorri, Firenze I Passatelli in brodo di cappone di mia mamma, insuperabili. E Krug Clos du Mesnil 1988. Come posto, vorrei tornare al Trigabolo di Argenta Cristina Bowerman , Glass Hostaria, Roma Pasta e piselli di mia nonna con tanta pancetta: yummie! Barbera Mossa di Monbaruzzo : mia suocera Elena la cita sempre con occhi sorridenti Chicco Cerea , Da Vittorio, Brusaporto (Bergamo) Con la mia famiglia, pane cotto a legna a fette con burro di malga e acciughe, mortadella, salame, fegato grasso. E un calice di bollicine Lorenzo Cogo , El Coq, Marano Vicentino (Vicenza) Costata di rubia gallega con Viktor Arguinzoniz e una bottiglia di vino tinto. Per concludere, un bicchiere di Alpestre Christian Costardi , Cinzia, Vercelli Mi farei fare un dolce da mio fratello Manuel : Nutella, funghi e tartufo, con un Yquem 1978. Oppure ultima cena dai Troigros a Roanne Pietro D'Agostino , La Capinera, Taormina (Siracusa) Un buon rosè italiano e minestra di pesci, crostacei e chicchi di grano tumminia : le tradizioni sopravvivono al tempo e alle catastrofi Antonio Facciolo , La Brisa, Milan Acciughe, fetta di tortilla de patatas e pane di Altamura tostato. Poi un gin tonic e un Prosecco Millesimato Col Vetoraz . A Minorca Danilo Ingannamorte , Erba Brusca, Milano Mi cucinerei la parmigiana come la faceva mia nonna e comprerei un barattolo enorme di acciughe. Accanto, una cassa di champagne Egly Ouriet mista Antonia Klugmann , L’Argine, Dolegna del Collio (Gorizia) Spaghetti al pomodoro con un bel po' di Grana. Altrimenti, qualunque piatto di Parini . Vino: Montepulciano d'Abruzzo di Valentini Pino Lavarra , Rossellinis a Palazzo Sasso, Ravello (Salerno) Il polpettone di mia mamma oppure una cena da Zuma a Londra. Vino, un Waterbrook 2006, prodotto nello stato di Washington Mauro Mattei , Piazza Duomo, Alba (Cuneo) Se proprio dovessi schiattare, eviterei il ristorante. Scogli, ricci crudi e Wehlener Sonnenhur Auslese di J.J. Prum . Mi basta poco, in fondo Aurora Mazzucchelli , Marconi, Sasso Marconi (Bologna) Vorrei invitare tutti quelli che amo e preparare un piatto di tortellini in brodo, simbolo racchiuso del bene che provo per loro Riccardo Monco , Enoteca Pinchiorri, Firenze Barolo Cannubi San Lorenzo 2003: una bomba. Col panino di piccione del nostro sous chef Alessandro Della Tommasina , il più succulento mai assaggiato Giorgio Nava , 95 Keerom, Città del Capo (Sudafrica) Risotto giallo con ossobuco con un gran Gaja Sperss nel mio ristorante con tutto il mio staff e gli amici più cari Alessandro Negrini , Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano Alle Fiji con Spaghetti pommarola e basilico, champagne, De Andrè e fidanzata. Il giorno dopo cappuccio e gazzetta perché i Maya hanno torto Davide Oldani , D’O, Cornaredo (Milano) Per curiosità, certi Salti in Padella. E un calice di rosso da Bricco in cartone ;) Questo perché, dopo il 21, non potrò che godere di cose migliori Simone Padoan , I Tigli, San Bonifacio (Verona) Con mia figlia e mia moglie all'Ecailler du Bistrot di Parigi a mangiare ostriche annaffiate da un Macon Quintaine Guillemot-Michel Pasquale Palamaro , Indaco del Regina Isabella, Ischia (Napoli) La parmigiana di coniglio di mia nonna e berrei Perrier-Jouët nel ristorante Noma di Copenhagen Alessandro Pipero , Pipero al Rex, Roma Per me tutti i giorni è il 20 dicembre. Se devo scegliere, Clos du Mesnil e spaghetti con telline, pure con sabbia, tanto le mangi uguale Francesco Frank Rizzuti , Cucina del Sud, Potenza La lasagna "fineomunn" che fa mia mamma, insuperabile. Da bere, un Oenothèque 96 di Dom Pérignon Marcello Spadone , La Bandiera, Civitella Casanova (Pescara) La matriciana di mia madre, passata a miglior vita, davanti al focolare di casa, sorseggiando un Montepulciano di Valentini del 1990 Marco Stabile , Ora d’Aria, Firenze Un bel Romanée Conti del 1973, mio anno di nascita, assieme a uno spettacolare tortellino alla crema di parmigiano di Massimo Bottura Ciccio Sultano , Duomo, Ragusa Un Rosso del Conte 1987 (e io nel 1995), con il conte accanto che me lo racconta. E l'agnello di Mario Lo Menzo , l'ultimo dei monzù Simone Tondo , Roseval, Parigi La sarda Cordula con piselli di mia nonna: stomaco, intestino e pancia di agnello con Malvasia di Bosa 2006 di Columbu . Al Su Gologone Pasquale Torrente , Il Convento, Cetara (Sa) Pane, burro e alici al Convento, con uno champagne di Jacques Selosse Matteo Torretta , Al V Piano, Milano Pizza, pata negra, gin tonic con un botto di lime a San Sebastian. Il nostro sommelier Alberto Tasinato pinot nero 2009 Casavyc e lasagne della nonna Mauro Uliassi , Uliassi, Senigallia (Ancona) A casa coi miei cari, spenderei un botto di soldi per qualche kg di caviale beluga malossol iraniano e qualche cassa di Jacques Selosse Rosè Viviana Varese , Alice, Milano Una minestra di verdure e legumi da mangiare a casa con la mia dolce metà Matteo Vigotti , Peck, Milano La Sfogliatella con ricotta di bufala e amarene del ristorante Nonna Sceppa di Paestum. Mai provato un dolce così buono Ilario Vinciguerra , Ilario Vinciguerra, Gallarate (Varese) Gli gnocchi alla sorrentina di mia moglie Marika con un Barolo di Conterno . Sul balcone di casa mia, con vista Monte Rosa Gabriele Zanatta classe 1973, laurea in Filosofia, giornalista freelance, coordina i contenuti del presente sito web, della Guida ai Ristoranti di Identità Golose e collabora con diverse testate pubblicato il 20-12-2012 in PRIMO PIANO

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Oramai, in ogni angolo d’Italia, ogni massaia, marietta o cesarina può improvvisarsi maestra di cucina ed organizzare corsi, a casa propria, a casa vostra o in qualsiasi sede disponibile. Ma per tutti quelli che non si accontentano più della solita ‘quiche lorraine’, e magari guardano con curiosità alla cucina innovativa dei ristoranti stellati, perché non calarsi direttamente nel ventre della balena ed il corso farlo da veri tirocinanti della cucina, fianco a fianco a chef professionisti e di fama mondiale, in un vero ristorante, con veri clienti? Da nord a sud ecco dove tutto ciò è possibile: San Cassiano in Alta Badia (BZ) Norbert Niederkofler al Restaurant St. Hubertus insegna a preparare un menù stellato che poi potrete degustare, direttamente accanto ai fornelli. http://www.n-n.it/corsi-cucina-alta-badia.htm Seregno (MB) Teoria e pratica in cucina con Giancarlo Morelli. A seconda del tema trattato nella lezione è previsto un momento di esperienza sul campo in cucina e un momento pratico di lavoro manuale alle proprie postazioni. E poi si degusta in compagnia anche di amici pigri che vi accompagnano solo negli assaggi. http://www.pomiroeu.com/scuola/ Milano Ogni sabato, Sergio Mei spiega i segreti della cucina di classe. Si potranno preparare menù sempre diversi che potrete degustare a fine lezione. http://www.fourseasons.com/milan/dining/restaurants/il_teatro/ Orta San Giulio (NO) Osservare e apprendere i segreti della cucina due stelle Michelin dello Chef Cannavacciuolo , tutti i giorni presso le cucine con l'intera brigata di Villa Crespi. Degustazione, ricettario e certificato di partecipazione a completare il corso. http://www.villacrespi.it/ita/corsi_di_cucina_new.htm Porto Ercole (GR) Al Pellicano Hotel Antonio Guida, chef premiato con 2 stelle dalla guida Michelin e 3 forchette Gambero Rosso vi accoglie nella sua cucina per lezioni a tema: Pasta, Risotti e Zuppe oppure Pane, Focaccia e Panzanella o ancora Dolci e Piccola Pasticceria. E se non ne avete abbastanza frequentate anche la Cocktail Class per conoscere la storia dei cocktail classici e le leggende che li accompagnano e naturalmente degustarli. http://www.pellicanohotel.com/it/corsi-alta-cucina.html Roma Una vera e propria scuola per amatori o professionisti. Docenti d'eccellenza, didattica innovativa e aule tecnologiche che simulano la cucina di un grande ristorante. Angelo Troiani, chef de Il Convivio, ha aperto Coquis con un corpo insegnanti stellare, da Anthony Genovese a Francesco Apreda, da Claudio Sadler a Cristina Bowerman. http://coquis.it/ Castel di Sangro (AQ) Niko Romito, presso il suo Casadonna, è l’anima del centro di alta formazione professionale. E per appassionati gourmet apre le porte con corsi periodici di 3 o 7 ore. Anche qui con attestato di partecipazione e grembiule. http://www.nikoromitoformazione.it/ Casamicciola Terme (Isola d'Ischia – NA) La superba arte di deliziar cucinando dello chef Nino Di Costanzo e la sua brigata si impara sul campo, con menù a scelta tra cui la pizza tradizionale napoletana e il pane fatto in casa. http://www.termemanzihotel.com/corsi-di-cucina-ischiatana-napoletana&lang=it Sorbo Serpico (AV) Paolo Barrale, chef siciliano d'origine e irpino d'adozione, tiene periodicamente delle lezioni presso il ristorante stellato delle cantine Feudi di San Gregorio, il Marennà. Preparerete un menù completo, abbinato al talento e alla simpatia dello chef. http://www.feudi.it/marenna/ Sant'Agata sui Due Golfi (NA) La storica famiglia Iaccarino offre corsi di cucina mediterranea, tra creatività e tradizione, e grande attenzione alla scelta e valorizzazione dei prodotti campani. http://www.donalfonso.com/it/cooking_school.htm Napoli Si impara la cucina napoletana con Lino Scarallo a Palazzo Petrucci. Per qualche ora sarete parte della sua brigata, imparandone ogni segreto. http://palazzopetrucci.it/in-cucina-con-lo-chef-corso-di-cucina/ Licata (AG) Dalle 9 alle 12, nella cucina di Pino Cuttaia, acquistando familiarità con il lavoro, per poi realizzare tre piatti del menù. http://www.ristorantelamadia.it/ungiornoincucina.php Ragusa Ospiti a casa di Ciccio Sultano per apprendere, passo passo, i segreti e le ricette della sua cucina. http://www.cicciosultano.it/scuola-di-cucina

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