rotolo di frittata vegetariano | zuccotto gelato misya | rotolo frittata vegetariano | Amaretti morbidi misya | conchiglioni ripieni | flan parisien bimby | rotolo di frittata misya
Login

Accedi per ricette999 per salvare le tue ricette preferite

Se non sei ancora registrato, registrati ora!

Password Dimenticata?

Ingredienti 4 n Fragole qb Gelato 2 n Kiwi 250 g Litchi qb Menta Fresca 4 n Mora 150 g Panna Da Montare qb Zucchero A Velo Preparazione 250 g di litchi 4 palline di gelato di mango acquavite di lamponi 320 g di gelato di kiwi 4 grosse fragole, 2 kiwi 4 grosse more 150 g di panna da montare foglie di menta zucchero al velo. COME SI PREPARA 1)  Preparate 4 grosse coppe ben raffreddate nel freezer o nel frigo. Suddividetevi i litchi e spruzzateli con acquavite di lamponi. Continuate a strati con 2 cucchiaiate colme di gelato di kiwi e con uno strato di fettine di kiwi. Montate la panna con 50 g di zucchero al velo e spremetela sui kiwi a corona usando una tasca per dolci montata con bocchetta a stella. Nel centro della corona adagiate una pallina di gelato di mango e contornatela con fettine di fragole disposte in piedi intorno al gelato. Mettete al centro una mora e decorate con 2 foglioline di menta. Tenete in freezer fino al momento di servire.

Fonte: donnamoderna.com

L'alternativa di quest'estate è la pioggia ... o meglio mi correggo quest'estate è incontinente!!! Vabbé non è che si possa far molto a proposito, ci prendiamo quel che viene. Possiamo consolarci con un piatto che di estivo non ha niente ... Via gli ingredienti leggeri, da parte le insalate, le capresi, i carpacci, le paste fredde, i gelati ... Torniamo all'autunno ed ai suoi prodotti!! W il calore delle pentole e dei forni accesi!!! Perché? Perché anche se la chiamano estate, non lo sembra poi tanto!! Padellaccia di funghi, patate e salsiccia 1 salsiccia a capa (a testa, a persona) patate funghi (champignons e porcini - i primi in quantità maggiore dei secondi) 1 carota tritata 1 aglio tritato olio extravergine d'oliva sale q.b. Prepariamo gli ingredienti. Sbucciamo le patate, tagliamole a spicchi non troppo grossi e mettiamole in una ciotola piena d'acqua fredda così che perdano un pò d'amido. Tagliamo anche i funghi a fettine, le salsicce a tocchetti. Tritiamo l'aglio e la cipolla. In una padella facciamo soffriggere nell'olio l'aglio e la cipolla. Aggiungiamo poi le patate, dopo una decina di minuti i funghi. Facciamo cuocere fino a che l'acqua che i funghi hanno prodotto durante la cottura sia completamente evaporata. A questo punto mettiamo in pentola i tocchetti di salsiccia e facciamo cuocere fino a completa cottura della carne. Aggiungiamo sale se ce n'è bisogno e portiamo in tavola caldissimo. E tutta questa pioggia mi porta alla mente questa splendida canzone di Pino Daniele, ancora più bella nella versione live cantata a Piazza Del Plebiscito nel 2008 ... il video lo trovate dopo il testo!! Quanno Chiove E te sento quanno scinne 'e scale 'e corza senza guarda' e te veco tutt'e juorne ca ridenno vaje a fatica' ma mo nun ride cchiù. E luntano se ne va tutt'a vita accussì e t'astipe pe nun muri'. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Se fa scuro e parla 'a luna e te vieste pe' senti' pe' te ogne cosa po' parla' ma te restano 'e parole e 'o scuorno 'e te 'ncuntra' ma passanno quaccheduno votta l'uocchie e se ne va. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Rosa "Un cuoco è formato anche da momenti piccoli, come andare nell’orto" Ciccio Sultano

Fonte: cookinginrosa.blogspot.it

"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......." Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli, con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.E sentivo odori, sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo. Oggi da adulta, una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade. La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace. Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura? Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo curry,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano..... Curry di patate (fonte:ecurry) 2 cucchiai di olio vegetale 1 cucchiaino di semi di cumino 1 bastoncino di cannella 2 bacche di cardamomo (facoltativo) 1 cipolla media rossa 1\2 peperoncino verde 2 spicchi di aglio 1 cucchiaino colmo di zenzero tritato fresco 1 cucchiaino di coriandolo in polvere 1\2 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere 1\2 cucchiaino di curcuma 1 tazza di pomodori freschi (o in scatola) tritati sale prezzemolo fresco Io preferisco cuocere le patate a parte ed aggiungerle solo durante gli ultimi minuti di cottura. Quindi le faccio bollire con la buccia e le tolgo quando ancora si possono tagliare agevolmente. Le faccio raffreddare un pò, poi le sbuccio e le taglio a dadini di media grandezza. Per il curry: per prima cosa tritate l'aglio e mescolatelo insieme allo zenzero fresco tritato. Prendete una padella (possibilmente il wok) e senza aggiungere olio,fate tostare (avendo cura di girare in continuazione) la cannella e i semi di cardamomo. Una volta che avranno sprigionato i loro profumi ed insaporito il fondo della padella,toglieteli. mettete l'olio ,fatelo scaldare e unite i semi di cumino. Fateli friggere,inizierete a sentire il loro aroma caratteristico. A questo punto unite la cipolla tritata e il peperoncino verde. Fatela soffriggere finchè diviene lucida, mescolando con cura. Aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e fate insaporire a fiamma bassa per cinque minuti. Aggiungere i pomodori . A questo punto unite anche il sale,la curcuma, il peperoncino in polvere e il coriandolo (io aggiungo i semini pestati anzichè la versione in polvere). Si fa evaporare l'acqua dei pomodori e si continua la cottura per una decina di minuti. Cinque minuti prima del termine della cottura unite le patate lessate e fate insaporire.Se dovesse restringersi troppo il fondo, unite dell'acqua. Guarnite con coriandolo fresco (se lo trovate) oppure prezzemolo tritato.

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Dopo averla sentita tanto nominare, ed averla assaggiata in Bosnia, mi sono decisa a replicare questo magnifico dolce orientale. Pare sia stata creata nel Palazzo di Topkapi, ad Istanbul, dal 1400 dimora del Sultano e del suo harem. La baklava conta infine varianti, tutte accumunate dalla massiccia presenza di frutta secca, dalla friabilità della pasta fillo (o phyllo che dir si voglia) e dall'uso massiccio di dolcificanti quale zucchero e miele. Sia chiaro, è un dolce che va mangiato a dose piccolissime. Ed è estremamente calorico. Proprio per questo, forse, da una tale soddisfazione prepararlo.... Ingredienti (per una teglia tonda di 16cm di diametro): - 120 gr di pasta fillo - 150 gr di pistacchi - 100 gr di noci - 50 gr di mandorle - 80 gr + 6 cucchiaini di zucchero - 80 gr di burro - mezzo limone - un cucchiaio di miele - un pizzico di cannella Portatovaglioli Fradepo Procedimento: E' tutto piuttosto semplice da fare, ma bisogna organizzarsi un attimo. Per prima cosa pensiamo allo sciroppo. Mettete a bollire 150 ml di acqua con 80 gr di zucchero, il miele, la cannella ed il succo del mezzo limone. Portate a bollore quindi fate andare altri 5-10 minuti, fino ad ottenere uno sciroppo denso ed ambrato. Aggiungete allo sciroppo una punta di scorza di limone, quindi lasciare raffreddare. Nell'intanto occupatevi della frutta secca. Va sgusciata, tostata a fuoco dolce per qualche minuto, frullata con un mixer e tostata di nuovo. Potete mescolare noci e mandorle, ma tenete i pistacchi separati. Questi ultimi in particolare non devono essere salati. Se non trovate di meglio, passateli sotto l'acqua calda per qualche minuto quindi fateli asciugare nella stessa padella in cui li tosterete poi, affinchè ritrovino la loro consistenza croccante. Ad ultimo, fate fondere il burro in un pentolino e stendete sul piano di lavoro i fogli di pasta fillo. Vi consiglio di comprarla già pronta, farla in casa è un lavoro snervante e difficilissimo, dato che la sua bontà sta nella sfoglia così sottile da essere trasparente. Ritagliate delle sfoglie della stessa dimensione della vostra teglia. Io ne ho ricavate 15, ma anche meno non sono un problema. E non gettate i ritagli, sono preziosissimi!!! Ora inizia la composizione vera e propria. Dovete lavorare velocemente perchè altrimenti la fillo, seccandosi, diventerà difficile da trattare. Ecco perchè l'organizzazione è fondamentale! Per prima cosa ungente la vostra teglia con il burro fuso. Copritene il fondo con un terzo delle sfoglie di fillo, ed un terzo circa dei ritagli. Nel farlo, dovete spennellare ogni volta la fillo con il burro, perchè gli strati possano restare divisi tra di loro in cottura e non fare un unico blocco. Conviene quindi adagiare le varie sfoglie direttamente con un pennellino sempre carico di burro fuso, così da lavorare meglio. Sopra le prime sfoglie disponente il composto di noci e mandorle, a cui avrete aggiunto metà dello zucchero rimasto. Proseguite con un altro strato di fillo, e poi andate di pistacchi (anch'essi con lo zucchero dovuto). Infine, coprite il tutto con il resto della fillo. Spennellate anche la superficie di burro. Tagliate il dolce a rombi, cosa che non potrete più fare dopo la cottura per la consistenza che la fillo prenderà. Infornate in forno caldo a 160°C per 25 minuti, poi alzate a 200°C per altri 10-15 minuti fino a doratura perfetta. Estraete la baklava dal forno, versatevi lo sciroppo ormai freddo e lasciare riposare una mezza giornata. Servite a temperatura ambiente o fresca, consiglio dopo un pasto leggero. Consigli: Nello stendere la fillo, mi sembrava di essere tornata bambina con i progettini di Art Attack. Avete presente gli strati di carta igienica da stendere con colla vinilica ed acqua in parti uguali? Ecco, non cambia di molto! Solo che allora finiva che incollavo pure il tappeto del salotto, qui invece devo dire che il risultato è stato decisamente migliore... Per la frutta secca, io come vedete l'ho tenuta abbastanza grossa. Questo mi piace molto, rende croccante il dolce, ma non aiuta la stabilità dei vari piani della baklava.. per una versione più compatta, tritate tutto fino ad ottenere una polvere omogenea. Ah, quasi dimenticavo. La baklava crea dipendenza! Dunque, onde non abbuffarvi voi di questo dolce delizioso, spartitela con numerosi amici! :) Portatovaglioli Fradepo .

Fonte: langolodellacasalinga.blogspot.it

La Recipe-tionist di luglio, scelta da EliFla è la mia cara amica Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico , che seguo da quando ho il blog, perchè le sue ricette non sono mai banali, i suoi post parlano di spettacoli, di film, di libri , della fatica di alcune sue giornate, del confronto con i suoi studenti, ma, soprattutto, perchè lei è vera e sono molto felice di aver potuto provare una delle sue tantissime ricette...a proposito Carla Emilia, ma quanto cucini!!! ^_^ Nell'elenco vario e completo delle sue ricette, a cui ho dedicato un paio di ore, ma ne sarebbero servite almeno un altro paio, alcune mi hanno colpito più di altre. Questa è una del grande Ciccio Sultano , che Carla Emilia ha rivisitato appena appena , lei la propone con una granita di caffè, io non l'ho fatta. CUPOLETTA DI GAMBERI da una ricetta di Ciccio Sultano 12 gamberoni due zucchine 1 grosso pomodoro ramato 70 g di cipolla 1 spicchio d'aglio qualche foglia di basilico 1 peperoncino secco intero, sale, olio EVO un paio di gamberetti per ogni cupoletta sedano carota cipolla Sgusciate i gamberoni tenendo da parte le teste e i gusci; tagliateli a metà e appiattiteli battendoli delicatamente con il batticarne, dopo averli posti tra due fogli di pellicola. Usateli per rivestire 4 stampini usa e getta, meglio se rifasciati di pellicola (così sarà più facile sformare la cupoletta). Mettete in frigo. Tagliate a dadini le zucchine e sbianchitele in acqua bollente salata per 1 minuto; poi scolatele, conservando un po' d'acqua di cottura, e raffreddatele in acqua e ghiaccio. Tritate grossolanamente e separatamente pomodoro (spellato, immergendolo per un attimo, con un taglio a croce in acqua bollente e privato dei semi) e cipolla. Fate imbiondire la cipolla in poco olio, poi unite il pomodoro e fate cuocere velocemente aggiungendo un po' d'acqua se necessario. Da ultimo aggiungete le zucchine, fate insaporire qualche minuto, salate, profumate con il basilico spezzettato, quindi togliete dal fuoco e fate raffreddare. Quando sarà freddo, riempite gli stampini e ponete nuovamente in frigo. Lasciare un paio di cucchiai di composto per la salsa. Passate ora gli scarti dei gamberi in una casseruola con acqua, sedano, carota e cipolla e cuocere per 30 minuti, aggiustare di sale. Versare in una padella un pò di olio, l'aglio e il peperoncino, aggiungere il composto del ripieno delle cupolette e lasciar cuocere, allungare con un pò di fumetto preparato e far addensare. Sgusciare due gamberetti per ogni cupoletta e farli saltare in padella con un filo d'olio. Nappate con questa salsa calda i singoli piatti, rovesciatevi le cupolette, decorate con foglioline di basilico e disporre due gamberetti su ogni cupoletta. Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di luglio di EliFla Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:

Fonte: lacucinadimamma-loredana.blogspot.it

"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......." Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli,con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.e sentivo odori,sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo. Oggi da adulta una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade.La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace.Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura? Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo pollo,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano..... Con questa ricetta partecipo al contest del blog Fool For Food Pollo alle olive,zafferano e uvetta Ingredienti: !00 gr olive verdi petto di pollo intero (non a fette) farina 1 bustina di zafferano olio burro 1 spicchio di aglio sale pepe bianco 50 gr uvetta vino bianco brodo di verdure(1 bicchiere) 1\2 cucchiaino di cannella Fate rinvenire l'uvetta in una tazza con dell'acqua tiepida.tagliate a dadini il pollo e infarinatelo.In una padella fate soffriggere un pò di burro,1 cucchiaio di olio e lo spicchio di aglio.Aggiungete il pollo,il vino,fate sfumare mantenendo però sempre un buon livello di umidità.Aggiungete le olive tagliate a rondelle,il sale e una spruzzata di pepe bianco.Unire un bicchiere di brodo di verdure e lo zafferano.Mettete il coperchio (essenziale perchè il pollo mantenga la sua morbidezza) e portate a cottura con la fiamma al minimo.Cinque minuti prima di spegnere unite l'uvetta e la cannella (se vi piace).Mi raccomando di mantenere sempre un buon livello di liquidi.Il fondo di cottura che accompagna questo pollo è il segreto della sua bontà!

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Raccolta di notizie sull'isola di Rodi e ricordi della nostra visita in questo luogo Suggerimenti: 1) Prima di prenotare l'alloggio controllare le recensioni dei viaggiatori sul web; 2) Noleggiare l'auto in loco, valutando le varie offerte. I costi del noleggio auto variano considerevolmente nelle diverse agenzie e di solito le proposte in hotel sono sì più vantaggiose di quelle fatte prima della partenza in Italia, ma molto molto meno vantaggiose di altre offerte locali. 3) L'hall inclusive è uno spreco se si preferiscono molte escursioni alla scoperta dell'isola, e se si desidera gustare giornalmente i piatti della cucina locale nelle taverne tipiche, e a questo proposito, meglio non scegliere i locali "troppo turistici" che offrono anche i piatti internazionali oltre a proporre piatti greci, ma prediligere la cucina tipica nelle taverne che servono esclusivamente piatti greci senza infiltrazioni straniere. RHODOS Rodi , dal greco Ῥόδος (Rodos, si pronuncia: Ròdhos), è la più grande delle isole del Dodecaneso e la più orientale delle maggiori isole del mar Egeo . [1] È situata a circa 17,7 km dalle coste della Turchia. La popolazione ammonta a 130.000 persone (2004), di cui circa 60-70.000 risiedono nella città di Rodi che è la capitale della prefettura del Dodecaneso, e include anche le vicine isole di Simi, Piscopie e Castelrosso. Storicamente, era famosa per il Colosso di Rodi statua del dio Helios, una delle sette meraviglie del mondo . La città medievale è patrimonio dell'umanità. Sul suo territorio è presente il parco acquatico più grande d'Europa: il Water Park Il Dodecaneso Il Dodecaneso o Dodecanneso (in greco Δωδεκάνησα (pr. Dodekánisa) , dal significato letterale " dodici isole ") è un arcipelago della Grecia , compreso tra l' Asia Minore (odierna Turchia ), l'isola di Creta a Sud, le Cicladi ad Ovest e l'isola di Samo a Nord. Il capoluogo era la città di Rodi . vedi anche Kos: http://lafattoriadiassunta.blogspot.it/2012/06/aria-di-vacanze-isola-di-kos.html Geografia Rodi è la capitale del complesso delle isole dell’Egeo sudorientale, denominate Dodecaneso, è anche la più grande coprendo una superficie 1.398 km 2 con una popolazione di 163.476 abitanti. Ha una forma romboidale con una lunghezza di 80 km e una larghezza di 38 km. Una catena montuosa che si sviluppa in senso longitudinale, divide l’isola in due zone climatiche. La costa est è quella più calda, invece la costa ovest è la più ventilata. Rodi, malgrado la presenza di pianure e di alcune vallate fertili presso i litorali, è una delle isole più montuose del mare Egeo. Tuttavia, le montagne dell’isola non sono particolarmente alte, ad eccezione del monte Atàviro di 1.215 m dal livello del mare. Il nome del monte, di lingua preellenica, testimonia l’esistenza nelle isole di leggende e culti antichissimi, come quelle di Giove Ataviro e del leggendario re Altaimene . Ad est del monte Atàviro, vicino al paese di Empona, Sàlaco e Apollona, sorge verdissimo il monte Profitis Ilias (Profeta Elia) alto 800 metri, che deve il suo nome al convento omonimo, dai versanti ombrosi interrorri da fonti cristalline, che ospitava i famosi cervi di Rodi, una delle caratteristiche dell’isola. A nord-ovest del monte Atàviro sorge il monte Acramitis (823 metri) vicino al paese di Monòlitos . A nord-est sorgono le montagne Periòli, Leucòpagos, quest’ultimo con il convento della Madonna di Calòpetra in cima, costruito attorno al 1782. Cùmulli e il monte Paradisi, come il paese omonimo, traggono il nome dagli splendidi giardini, orgoglio dei banchieri fiorentini dell’era dei Cavalieri. Il monte Filerimos , ha preso il nome da un gentiluomo del medio evo, con in cima l’acropoli di Ialisò, nota per il tempo di Athena Poliade. Infine la collina dell’acropoli antica di Rodi con i templi di Giove Poliè e di Athena Poliade, l’odierno monte Smith oppure il medievale Santo Stefano, dal nome della chiesa bizantina che esisteva fino al XIX secolo. Rodi deve alla sua latitudine tutti i privilegi del clima mediterraneo: inverno mite con abbondanti piogge ed estate fresca grazie alle brezze marine e ai venti settentrionali forti, caratteristica delle isole del mar Egeo. Il clima dolce, la terra fertile e le acque abbondanti di fonti bellissime come quella della Ninfa Koskinistì e Tragoùdi (canto) sul monte del profeta Elia e sul monte Periòli, fanno di Rodi una vera isola di smeraldo , una delle più fertili del mare Egeo, dalle vaste selve, il cui legname andava alla volta dei cantieri navali di Costantinopoli, dalla ricca agricoltura e dall’infinità di fiori. Rodi è la sede della Prefettura delle isole del Dodecaneso. L’isola è divisa amministrativamente in 10 Comuni: Comune di Rodos (Abitanti: 53.709 ); L alyssos (Abitanti: 10.107) ; Kalithea (Area: 109.750 km2 / Abitanti: 10.251) ; Afantou (Abitanti: 6.712) ; Petaloudes (Area: 89.300 km 2 / Abitanti: 12.132) ; Lindos (Abitanti: 3.633) ; Archangelos (Abitanti: 7.779) ; Notia Rodos (Area: 379 km 2 / Abitanti: 4.315) ; Atavyros (Abitanti: 3.225) ; Kamiros (Area: 211.875 km 2 / Abitanti: 5.145). La città di Rodi La bellissima isola di Rodi sorge tra Oriente ed Occidente. Rodi città è divisa in due parti: quella moderna che si estende dalla punta nord dell’isola verso sud, occupando in parte l’area del Monte Smith che domina la città ed arriva fino ai quartieri più recenti di Analipsi. La Città Medievale (o Città Vecchia) si sviluppa attorno al porto ed è circondata dalle vecchie e ancora imponenti fortificazioni, dalla fossa, percorribile, con il teatro all’ aperto, oltre che da estesi giardini. Il centro commerciale e amministrativo si stende nelle vie prossime alla platìa (piazza) Kìpru ed il vicino vecchio porto di Mandraki. Niohori, nella parte nord-ovest, con le sue spiagge e i suoi club è pieno di vita e soprattutto frequentato dai turisti. Vicino alla punta, presso la spiaggia dell’Acquario, si trova il Casino' delle Rose . L’edificio originalmente costruito negli anni 30 era sede del famoso Grande Albergo delle Rose considerato il più prestigioso ed esclusivo albergo del Mediterraneo del suo tempo. È stato recentemente rinnovato interamente per offrire le più moderne comodità. La città di Rodi ha spiagge bellissime e facilmente accessibili. Forse la più bella è quella chiamata Kato Petres, nella parte sud-ovest della città. La più conosciuta è la spiaggia dell’Acquario, mentre la spiaggia di Zèfiros , tutta di finissima sabbia, è la meno conosciuta. Origine del Nome Il nome deriva dal Greco antico ῥ οδον ( rhodon ), che significava rosa (anche se attualmente il fiore si denomina Triandafiglià - τριανταφυλλιά), e ricorrente è la denominazione di Isola delle rose . La rosa è uno dei simboli di Rodi, frequentemente impresso sui conii delle monete. Non è comunque certa l'origine del nome, e coesistono teorie che lo collegano alla mitologia : Rodo era la ninfa figlia di Poseidone e di Afrodite . Altre figure rappresentative dell'isola sono il cervo , la cui statua domina il principale ingresso portuale, e di cui vari esemplari pascolano lungo i percorsi dei parchi delle mura, e l' Ibisco , onnipresente fiore che decora ville e giardini. Secondo leggende popolari furono i cervi, e non Forbante a liberare l'Isola dai serpenti. Accanto a questi, altri appellativi caratterizzano o caratterizzavano Rodi che era variamente definita: Οφιούσα, Αστερία, Τρινακρία, Κορυμβία, Τελχινίς, Μακαρία, Ποντία, Αιθρία, Ποήεσσα Questi nomi, per lo più dall'antichità classica, erano dati per le caratteristiche dell'isola, come i molti serpenti, per il bel cielo notturno, per la forma e l'altimetria dell'isola, per il nome dei suoi primi abitanti, e poi felice, marina, dal tempo bellissimo e dalla lussureggiante vegetazione La città Medievale di Rodi Le mura di Rodi Le mura di Rodi, ritenute un capolavoro di architettura militare, furono innalzate verso la metà del XIV secolo sul tracciato delle precedenti, rifatte dopo l'assedio turco del 1480 e dopo il terremoto dell'anno successivo. Furono munite di bastioni e torri di avvistamento. Il bastione di San Giorgio ha forma poligonale; quello del Carretto, circolare. Nelle mura si aprono alcune porte, tra cui la porta d'Amboise e la porta di San Atanasio attraverso la quale Solimano il Magnifico fece il suo ingresso nella città nel 1522 . La porta Marina, sul fronte del mare, è ornata di due torri merlate. Collachio Collachio è il nome del quartiere fortificato che ospitava le rappresentanze diplomatiche chiamate allora "Alberghi delle Lingue" e gli edifici pubblici dell' ordine cavalleresco . Ospedale dei Cavalieri L'Ospedale dei cavalieri è un edificio del XV secolo , restaurato negli anni del dominio italiano. Oggi ospita il museo archeologico. Il palazzo dell'Armeria Il palazzo dell'Armeria è un edificio del XIV secolo destinato a luogo di degenza. Oggi ospita il museo delle arti decorative. Via dei cavalieri La via dei Cavalieri (in Lingua greca : odòs Ippotòn) è la strada più suggestiva di Rodi lungo la quale erano situati gli "Alberghi delle Lingue". L'ordine dei cavalieri di San Giovanni era diviso per lingue, in quanto a quei tempi non esisteva ancora il concetto di nazione. Gli alberghi servivano anche da ricovero per i pellegrini diretti a Gerusalemme, che spesso sostavano a Rodi. La via dei Cavalieri inizia in corrispondenza del Nuovo Ospedale dei Cavalieri, in successione troviamo l'Albergo della lingua d'Italia, il Palazzo del Grande Maestro Francese, l'Albergo della Lingua di Francia, l'Albergo della Lingua di Spagna e l'Albergo della Lingua di Provenza. La via termina davanti a un grande portone gotico, che congiunge il Palazzo del Grande Maestro con la chiesa di San Giovanni , oggi distrutta. Palazzo del Gran Maestro Il Palazzo del Gran Maestro fu costruito nel XIV secolo , trasformato in galera nel periodo ottomano e andò distrutto nel 1856 per l'esplosione di una polveriera alloggiata nella chiesa di San Giovanni , che sorgeva nella parte opposta della piazza. Fu innalzato di nuovo negli anni del dominio italiano; la ricostruzione finì nel 1940 , poco prima che gli italiani lasciassero l'isola. L'ingresso con le sue imponenti torri è uno dei pochi elementi originali. Al suo interno presenta un grande cortile porticato; i suoi interni sono lussuosamente decorati. In un angolo della via dei Cavalieri si trova il primo ospizio dei Cavalieri, la cui costruzione durò dal 1440 al 1489 ; oggi è la sede del Museo archeologico. Moschea di Solimano La moschea fu eretta in onore di Solimano il Magnifico dopo l'espugnazione della città nel 1522 , l'odierno edificio fu ricostruito nel 1808 . Peculiarità dell'edificio è il suo intonaco rosa acceso, l'interno è caratterizzato da una generale sobrietà. La moschea è utilizzata ancora oggi come luogo di culto da parte della comunità turca, ma in genere è chiusa. "Per visitare tutta la città medievale di Rodi, che ha una superficie di 800 Kmq circa e dispone di un centinaio di monumenti, è indispensabile avere parecchio tempo e seguire diversi itinerari. La città medievale, proclamata nel 1988 monumento protetto dall’UNESCO per il suo valore di patrimonio culturale mondiale, si sviluppava attorno al porto più importante dell’isola, allora chiamato ‘Emporiò, protetta da bastioni forti ed imponenti. Durante il dominio dei Cavalieri nella città risiedevano Greci ed una la piccola comunità di Ebrei mentre i Cavalieri occupavano il Castello, centro amministrativo e religioso dell’isola. Questo conteneva edifici di funzioni diverse come l’Armeria, l’Ospedale e, il più importante di tutti, il palazzo del grande Maestro. Costruzioni importanti del castello erano anche le residenze, che contenevano le dimore e le sale di riunioni di Cavalieri della stessa nazionalità. Iniziamo il nostro primo itinerario dalla porta della Libertà, ricostruita nel 1924. Raggiungiamo la Piazza dell’Arsenale con le rovine del tempio di Venere del III secolo a.C. Di fronte al tempio sorge l’Albergo (Auberge, Residenza) di Overna e alla sua destra l’Armeria costruita dal gran Maestro R. de Pins nel XIV secolo. Procedendo per la via stretta dietro all’Albergo di Overna raggiungiamo una chiesa bizantina del XIII secolo che i Latini trasformarono in propria cattedrale due secoli più tardi e che alla fine diventò moschea sotto il nome Ederùm Tjamì. Oggi la chiesa è restituita alla sua forma iniziale con l’eliminazione delle aggiunte eseguite durante il dominio ottomano. Vicino all’albergo dell’Overna ha inizio la odòs Ippoton (via dei Cavalieri) dalla piazza dell’Ospedale che contiene anche l’Albergo d’Inghilterra. Questo edificio è stato distrutto nel XIX secolo e poi ricostruito sulla sua forma originale. L’ Ospedale dei Cavalieri costruito di fronte all’Albergo dell’Inghilterra ospita oggi il Museo Archeologico . La sua costruzione fu iniziata dal Gran Maestro de Lastic, grazie ad una offerta del suo predecessore Fluvian, ma passarono diversi anni fino al suo completamento, avvenuto negli anni del d’Aubusson. Sopra l’ingresso dell’Albergo esiste un rilievo con due angeli che sostengono lo scudo dell’Ordine e sotto il rilievo l’epigrafe della fondazione. La via dei Cavalieri, aperta nel XV secolo, col suo tracciato rettilineo sembra che segue le tracce di una strada antica. Oggi è affiancata da bellissime costruzioni dell’era dei Cavalieri costituendo un esemplare perfetto dello stile gotico e, più precisamente, delle forme che detto stile creò nella Provenza, la Spagna e l’Italia. Predendo la strada in salita verso il Palazzo del Gran Maestro, vediamo a sinistra il prospetto settentrionale dell’Ospedale e di fronte a quest’ultimo, l’Albergo della Lingua d’Italia costruito verso il 1519, esempio tipico di dimora cavalleresca, accanto un piccolo palazzo anonimo e subito dopo l’Albergo della Lingua di Francia costruito dai grandi Maestri d’Aubusson e d’Amboise verso la fine del XV e gli inizi del XVI secolo. Questo edificio, il più ricco e decorato di Rodi, costituisce, sembra, solo una parte della residenza della Lingua di Francia. Un vicolo stretto, subito dopo la costruzione, conduce alla chiesa gotica di San Demetrio (1499), costruita sui residui di un tempio rinomato del dio Dionisio, come c’informano le fonti antiche. Tornando sulla via dei cavalieri incontriamo, dopo la via che conduce alla chiesa di San Demetrio, una chiesa piccola con baldacchino in pietra, gotico, e gli scudi del Papa, della Francia e dell’Inghilterra. Subito dopo la chiesa sorge la “cappellania” della Francia cioè la dimora del cappellano dei Cavalieri Francesi e della chiesa sopra descritta. Procedendo arriviamo ad un arco costruito verticalmente alla strada con sopra una costruzione. Dopo l’arco, vediamo a destra, l’Albergo della Lingua di Provenza e di fronte, al lato sinistro della strada, interrotto dall’arco, sorge l’Albergo della Lingua di Spagna, costruito ad intervalli tra il 1421 e il 1512 dai Gran Maestri Fluvian e d’Amboise. Seguendo la strada a destra della biblioteca Ahmat Hafoùz che sorge di fronte alla moschea di Solimeno, arriviamo nel cuore del quartiere medievale turco, perfettamente conservato. Il quartiere è rimasto inalterato dall’era dei Cavalieri, fino ad oggi, anzi si può dire che gli elementi che costituiscono il suo carattere particolare sono aumentati con il passare degli anni. Le costruzioni più importanti del quartiere turco sono diverse tra cui la moschea Taketji (23), chiesa trasformata del XV secolo, ma moschea del Sultano Mustafà (24) costruita il 1765 ed un’edificio di bagni pubblici (hamàm) piuttosto recente, dove sono stati impiegati abbondanti marmi antichi (25). Procedendo verso sud nel quartiere turco e prendendo un vicolo stretto a sinistra, arriviamo ad una chiesa ortodossa o cattolica, trasformata ugualmente dai Turchi in moschea, della Abdùl-Tjelil Djamì (djamì = moschea). Gli elementi gotici sono datati al XV secolo, ma la costruzione è più vecchia. Vicino alla Porta di Sant’Anastasio, esiste un’altra moschea piccola, ugualmente una chiesa trasformata, il Babù-Mestùd Djami (27), cioè la moschea della porta immurata; questo nome turco fa riferimento ad una favola turca, riguardo alla Porta di Sant’Anastasio. Nel quartiere turco vale la pena di visitare anche il Retjèp Pascià Djamì (28) ad est della Porta di Sant’Anastasio, costruito nel 1588 e decorato con abbondanti ceramiche persiane. Le colonne del portico e della fontana provengono da costruzioni bizantine e cavalleresche. Più a nord sorge il Pejal el Din Djamì (29), piccola chiesa bizantina affrescata, il Demirlì Djamì (30), la moschea dell’Ibraim Pascià (31) e il Hutai Djamì (32). Il Demirlì Djamì era la chiesa bizantina a forma di croce iscritta. Gli studiosi sono del parere che detta chiesa è stata costruita in sostituzione della cattedrale ortodossa ceduta ai Cavalieri nel XIV secolo e trasformata più tardi al noto Ederùm Djamì del Castello. Le atre importanti moschee sono quella dell’Ibraim Pascià costruita nel 1531, cioé una delle più vecchie costruzioni turche e il Hutau Tjamì, la piccola chiesa dei cavalieri trasformata in moschea. Non lontano dal Hutaj Tjamì sorge la Porta di San Giovanni (o porta Koskinù) (33) che, secondo l’epigrafe bilingue immurata, è stata costruita nel 1457. Alla sua costruzione partecipò il capomastro greco Michele Kuntìs. Sono interessanti gli scudi dei grandi maestri de Milly, Fluvian, Zacosta e d’Aubusson. A nord della porta di San Giovanni incontriamo il Dolaplì Djamì (34), importante chiesa medievale a forma di croce libera, costruita nel XV secolo e di funzione ortodossa, malgrado gli abbondanti elementi gotici che contiene. Partendo dal Dolaplì Djamì e attraversando il quartiere ebraico pieno di dimore cavalleresche in passato, raggiungiamo la Porta dei Mulini (35) aperta verso il porto detto Emporiò; sembra che nel medioevo la porta aveva il nome di Santa Caterina. Seguendo la via parallela alle mura che affiancano il mare, in direzione sudovest, raggiungiamo l’ospedale vecchio di Santa Caterina (36) fondato nel 1392 dal cavaliere italiano Fra Domenico d’Alemagna per offrire ospitalità e cure mediche agli italiani nobili che visitavano l’isola. Non lontano da questo ospedale, al lato destro della strada, sorge il palazzo dell’Ammiragliato (37), dimora in realtà del metropolita (arcivescovo) ortodosso dell’isola, malgrado lo stile gotico della costruzione. L’intera ricostruzione e l’allestimento del palazzo offrono l’immagine completa di una casa rodiota del XV secolo". Cfr. http://www.rodi.it/isola-di-rodi/citta-medievale-rodi/ Foto ricordo : Rodi. Agosto 2010 - Il Grande Albergo delle Rose "La storia interessante di quest’albergo, veramente storico, è identica alla storia di Rodi nel periodo tra le due guerre mondiali. Era Mario Lago , allora governatore italiano del Dodecaneso occupato, quello che per la prima volta ha parlato della sua costruzione, nel lontano 10 di Luglio del 1924. La somma stanziata per il progetto era di 4.500.000 di lire italiane. I soldi provenivano da fonti del governo Italiano, dalla Banca Commerciale, dall’azienda Triestino ma anche dagli abitanti di Rodi che erano stati obbligati ad offrire, oltre la mano d’opera, anche una considerevole somma di soldi. Il 26 Marzo del 1925, su disegni dell’architetto Florestano de Fausto, ebbero inizio i lavori di costruzione. L’inaugurazione dell’albergo avviene il 25 di Maggio del 1927, in presenza del vice ministro degli Affari Esteri del governo fascista, Bodrero. Venne battezzato Grande Albergo delle Rose. Ed effettivamente, l’albergo era molto grande e pieno di rose. L’albergo aveva trentotto aule nello scantinato, ventotto stanze nel pianterreno, quarantadue stanze nel primo e secondo piano, diciotto stanze nel terzo piano e ventisei mansarde. Durante gli anni trenta e fino agli inizi della seconda guerra mondiale il Gran Albergo delle Rose era considerato il migliore albergo del Mediterraneo. Ospitava la gente più ricca dell’epoca. Sceicchi e ricchi Europei erano i clienti abituali. Dopo la guerra, l’albergo ha continuato il suo funzionamento. È su quest’albergo che fu firmata la fondazione dello stato di Israele nel 1948, e il trattato tra l’allora Presidente di Cipro Makarios ed il Generale Grivas nel 1961. Oggi, dopo estesi lavori di restauro, funziona come sede del Casino di Rodi". Cfr. http://www.rodi.it/isola-di-rodi/attrazioni/grande-albergo-delle-rose/ Alla scoperta di Rodi città La città di Rodi è molto facile da scoprire anche se si è a piedi. Oltre la città medievale dove ogni stradina è piena di fascino esistono, fuori dalle mura, dei posti bellissimi e percorsi molto interessanti che non dovete assolutamente mancare di visitare. Partiamo dal centro commerciale che con la sua varietà di negozi, banche e bar, è sempre pieno di vita ed è una buona occasione per distrarsi, curiosando per le vetrine. La gita più classica è quella lungo il porto di Mandraki dalla piazza del Municipio fino alla torre di Aghios (San) Nikòlaos . Vi darà l’opportunità di ammirare tutta una serie di edifici costruiti durante l’occupazione fascista oltre i caratteristici mulini di Rodi. Nel distretto nord-ovest ( Niohòri ) della città si trovano le sue spiagge principali; quella più frequentata anche perchè più protetta dai venti estivi è quella che si estende lungo la parte est della punta. Punto di incontro abituale dei Rodiesi per il bagno odierno, viene chiamata con vari nomi a seconda di una divisione molto utile per darsi un appuntamento: Aquàrio , Rolòi , Trambolino , Paralìa . Se si vuole ammirare una vista magnifica, indisturbata, di tutta la città e del mare che la circonda fino alle coste della Turchia, bisogna fare forza e camminare fino al Monte Smith . Sicuramente la migliore ora per visitarlo è poco prima del tramonto per avere l’opportunità di ammirare uno spettacolo veramente indimenticabile. Per i più pigri tra noi che non hanno alcuna voglia di camminare, il Comune ha pensato ad una soluzione che non manca di divertimento; il così detto “trenino” che parte dalla piazza del Municipio e fa un completo giro della città. Da non perdere: · L’acropoli di Rodi e l’antico stadio · La Galleria d’Arte Municipale · L’Albergo delle Rose · La Stazione Idrobiologica di Rodi (Acquario) · Il parco di Rodini [1] · Lo spettacolo Sound and Vision Nella città Medievale : · Il Palazzo del Grande Maestro · Il Museo Archeologico (L’Ospedale dei Cavalieri) · Il Museo Bizantino (chiesa della Madonna del Castello) · La torre dell’orologio Passeggiate: · Il teatro all’aperto e la fossa della città vecchia. · Il giro delle mura della città vecchia. · La via Ippotòn · Una passeggiata a Kato Petres · Visita Monte Smith Cfr. http://www.rodi.it/isola-di-rodi/citta/scopri-la-citta-di-rodi/ Il Parco di Rodini che si trova a 3 km dalla città verso Faliraki è una riserva di cervi, animale simbolo di Rodi. Il parco è un'oasi di verde attraversato da canali e ruscelli e con uno spazio precedentemente adibito a un piccolo giardino zoologico, attualmente vuoto. Qui fu costruita nel 330 a.C. la famosa Scuola della Retorica, frequentata anche da Giulio Cesare e Cassio, ma di cui oggi rimangono ben poche tracce. Cfr. http://www.rodi-turismo.com/web/it/rodi/faliraki.html Eptà Pigès , le Sette Sorgenti Con le sue sette sorgenti di acqua fresca questa foresta al centro dell’isola è un’ oasi di fresco che merita una visita. L’acqua delle sorgenti è raccolta in piccolo laghetto costruito dagli italiani per irrigare gli aranceti di Kolymbia. Il lago è facilmente raggiungibile grazie a un sentiero nel verde ed è anche possibile introdursi in un tunnel di 185 metri con l’acqua fino alle caviglie. Noterete anche alcuni pavoni che camminano impettiti nelle vicinanze delle sorgenti e del laghetto. Kalithea Poco lontano dalla città si trovano le terme di kalithea, questa opera orientaleggiante fatta dagli italiani a opera dell’architetto Pietro Lombardi ricorda l’occupazione italiana di Rodi. V icina a Rodi città La spiaggia di Kallithea è famosa per le sue calde sorgenti terapeutiche. La vegetazione circostante comprende alberi di pini e palme. Gli edifici, influenzati dall’architettura araba, hanno bellissimi mosaici in parte in restauro. L’acqua del mare è color smeraldo. Le città e i villaggi dell’isola di rodi La città di Lindos L indos, è un villaggio tutto bianco che si trova nel sud est dell'isola, a circa 56 km da Rodi . In Anticamente era protetto dalla rocca fortificata dai Cavalieri e sulla quale erano sorti l’ Acropoli e il santuario della Dea Athena Lindia . Lindos è circondato da una baia a Nord e da una spiaggietta a sud, è una delle tre città che durante l’epoca arcaica e classica dominarono l’isola e il tiranno Cleobulo del IV secolo a.C. fu incluso fra i 7 saggi dell’antichità . L'abitato, dichiarato monumento storico, ha saputo conservare il proprio carattere architettonico ed i tradizionali motivi ornamentali. Le casette-cubo con i tetti piatti, i portoni monumentali che nascondono cortili immersi nei fiori, le viuzze a choclaki rivestite di ciottoli bianchi e neri fanno da cornice al porticciolo riparato e si arrampicano fino ai piedi dell'antica acropoli. Si arriva fino a su a piedi seguendo le suggestive viuzze oppure con il taxi di Lindos, ossia l'asinello. L'acropoli di Lindos, costruita su una ripida rupe alta 116 metri domina il mare. I monumenti testimoniano la forza e la ricchezza di cui godette in epoca antica. Lindos è una pennellata di bianco sulle pendici aspre e brulle della montagna costiera. La città, del VI secolo a.C., era una delle più potenti della Grecia arcaica. La sua Acropoli domina dall’alto il paese e regala un panorama unico e indimenticabile . Ma Lindos è anche famosa per le sue notti di eccesso . Tra gli anni ’60 e ’70, prima di essere scoperta dal turismo di massa, divenne meta prediletta di artisti e scrittori, bohémien, hippy e musicisti rock come David Gilmour dei Pink Floyd o registi come Bernardo Bertolucci. Ci venivano per il clima, la retsina e i prezzi bassi. Erano attirati anche dalla vita contadina e salutare degli abitanti e cominciarono a comprare le cosiddette “ case dei capitani ”, meraviglie dell’architettura locale. Protetta da alte pareti, ogni casa ha un cortile di entrata con un mosaico di ciottoli bianchi e neri sul pavimento. Molto suggestiva è l'insenatura di San Paolo a sud dell'Acropoli. La baia di San Paolo , la più bella spiaggia di Lindos . Si trova in un porticciolo naturale appena sotto l’Acropoli. Secondo la leggenda, San Paolo approdò qui nel 58 d.C., durante la missione per evangelizzare l’isola. Cfr. http://sandrocristina.blogspot.it/2011/12/lindos-e-un-suggestivo-paesetto-tutto.html Rocca di Lindos In cima alla rocca ci sono i resti del castello dei Cavalieri e dell’ acropoli . È possibile arrivare ai piedi del castello in sella a un asino o a piedi. Il santuario , un tempo frequentatissimo dai devoti di Athena , è in stile ellenistico ed oggi se ne possono ammirare solamente alcune rovine. Chiesa della Panagia Si trova al centro del paese e conserva stupendi affreschi e icone del XVII secolo. Foto ricordo : Rodi. Lindos. Agosto 2010 Haraki (l'unico paese di Rodi proprio sul mare) Haraki ( Charaki ) si trova sulla costa, deviando poco dopo il villaggio di Archangelos. Questo è rimasto uno dei paesini più tipicamente greci dell' Isola di Rodi , per ora ancora non invaso dalle grandi catene alberghiere e piegato al turismo di massa. In questo villaggio le abitazioni sono di proprietari greci che hanno casa al mare. L'agglomerato urbano si snoda tutto attorno ad una bellissima baia , con un mare cristallino e spiaggia per metà di ciottoli e per metà di sassolini finissimi . Le abitazioni e le strutture ricettive si trovano a non più di 15 metri dalla spiaggia attraversando una strada interdetta al passaggio di autovetture (quindi molto adatto per vacanze di famiglia con bimbi piccoli). Ai piedi di una fortezza si trova una tranquilla baia abitata un tempo da pescatori. Oggi le case ristrutturate sono affittate ai numerosi turisti stranieri. Da Haraki iniziano alcuni sentieri che arrivano fino a Lindos , passando per campi, ulivi e piccole bellissime spiagge. Da qui è possibile imbarcarsi per poche ore verso spiagge meno frequentate. Gennadi Si arriva a Gennadi (Yennadi), piccolo paese con una grande spiaggia, percorrendo una panoramica strada costiera da Lindos . È la più importante località del Sud dell’isola di Rodi ed in pullman è ben collegata con Rodi città e Apolakià (sulla costa Ovest). Lachanià Lachanià é un villaggio rurale nell’estremo sud dell’isola. Negli ultimi anni è diventato il luogo più ecologico di Rodi : anche qui vive una comunità di artisti e scrittori. A sud di Lachanià, una spiaggia meno frequentata delle altre è Plymiri . Ha sabbia fine ed è protetta da due promontori rocciosi. Lahania è un paese immerso nel verde e circondato da sorgenti. Ancora oggi il borgo mantiene l’architettura e l’atmosfera di un tempo ed è molto visitato da artisti, pittori, musicisti e grandi artigiani. G irando per le stradine di questo piccolo paese si respira un'atmosfera simile a quella trasmessa da vecchie foto di famiglia, oppure nei film ambientati in piccoli paesi e ispirati ai primi anni del 900'. Κalathos – Pilona – Pefki - Lardos Poco distante da Lindos si trova Kalathos con la sua spiaggia sabbiosa, Vlicha ed i moderni complessi alberghieri, Pilona con la chiesa di Kiras, Pefki con la spiaggia organizzata ed infrastrutture turistiche moderne, Lardos con l'omonima spiaggia, la tranquilla insenatura di Glistra e i suoi ristorantini tradizionali. Archangelos Il villaggio, noto soprattutto per le sue ceramiche, si trova vicino le rovine di un antico castello dei Cavalieri di Rodi . È un luogo ancora poco turistico ma con delle spiagge suggestive, con un piccolo porticciolo e casette di pescatori. A pochi chilometri c’è la spiaggia di Stegna dove si trovano caratteristici ristoranti. Katavia Katavia è a sud-ovest dell’isola, ha una caratteristica piazza con pochi ma accoglienti locali dove potersi ristorare. A pochi chilometri ci sono altre località da poter visitare. Kalavarda Kalavarda si trova proseguendo sulla costa ovest, a circa 30 chilometri da Rodi, alla quale è ben collegata da una linea di pullman. Famosissima la sua spiaggia raggiungibile tramite un piccolo sentiero. A pochi chilometri ci sono le rovine di Kamiros , una delle prime città dell’isola. Il nucleo urbano della città ellenica si sviluppa a terrazzamenti su una collina. Nella piccola acropoli c’è il tempio di Athena Kamiras . Proseguendo da Kalavarda verso Sud si arriva a Skala Kamiros , porticciolo turistico per l’isola di Halki, ai piedi del castello di Kamiros. Nella piazza del paese ci sono "caffè" che preparano degli ottimi ouzo. Faliraki Faliraki è il primo centro abitato sulla strada interna che scende da Rodi città . La spiaggia di Faliraki è la più sviluppata dell’isola e una delle più cosmopolite di Rodi. Si trova a nord-est, a 14 km da Rodi città. E’ una spiaggia di sabbia dorata, dalle acque cristalline, che si estende per oltre 4 km. E’una delle più organizzate di Rodi, col maggior numero di hotel, resort e beach-bar (Le spiaggie di sabbia larghe e spaziose di Faliraki ricordano molto i litorali della costa centro-adriatica in Italia) . Nei pressi di alcuni hotel è possibile salire sui trenini per un giro turistico della zona. A Faliraki c’è un piccolo porto di pescatori. Lardos Lardos è un piccolo paese a 8 km da Lindos . Presso Lardos, tra le verdi foreste abitate da cervi e daini, sorge il Monastero di Ipsenis . Nei pressi c’è anche il monastero di Thari con affreschi del XII secolo. Proseguendo per “Castle” si arriva alle rovine del castello di Asklipiio e alla chiesa di Kimisi Theotokou del XI secolo che racchiude affreschi dei secoli XII-XIV. Afantou Il villaggio offre campi da golf e si trova proseguendo a sud, dopo Faliraki. La spiaggia del villaggio di Afantou , si estende vicino a un campo da golf, a circa 23 km a sud-est della città di Rodi, è una spiaggia di sabbia e ciottoli, meno attrezzata di altre, per cui è anche meno affollata. Nelle vicinanze si trovano un grosso numero di taverne e alloggi. Spiagge Rodi è famosa per le bellissime spiagge e il mare cristallino (caratteristica comune a tutte le isole greche). La costa occidentale dell’isola di Rodi è caratterizzata da lidi di ghiaia, invece la costa est si differenzia per i litorali sabbiosi. Il visitatore troverà lunghe lingue di pura sabbia dorata e granulosa, come quella di Agathi, spiagge ultrachilometriche come quella di Faliraki e litorali panoramici, incorniciati da suggestive rocce come quello di Anthony Quinn a Ladikò. La costa, a volte rocciosa, frastagliata, decorata dalla macchia mediterranea, si alterna ad ampie o strette tracce di sabbia e ciottoli levigati dal mare. Quasi tutte le spiagge hanno un minimo di attrezzatura ricettiva. A vigilare e a riscuotere ci sono dei bagnini statali. I bar-ristoranti sono di privati. La varieta’ delle sue spiagge permette di soddisfare tutti i gusti e ogni localita’ e’ facilmente raggiungibile con la macchina, il motorino e talvolta anche con i mezzi pubblici. Le u niche spiagge consigliabili della costa occidentale , quella più esposta alle onde, sono le cale sabbiose che si trovano a 5 Km dal castello di Monolithos . Frequentate dai naturisti, queste insenature di roccia calcarea sono ricche di grotte . Cfr. http://www.rodi.it/isola-di-rodi/spiagge/ Foto ricordo : Rodi. Monolithos. Agosto 2010 Kalithea Spiaggia di sabbia molto frequentata. Posizione: 10 km a sud di Rodi Località più vicina: Kalithea La spiaggia di Tassos Beach , si trova a kalithea, è molto bella con la spiaggia di sabbia che scende nell'acqua e di fianco la roccia con gli scogli. Traganu La spiaggia è organizzata solo in parte, mentre il resto è libero. E’ formata da piccoli ciottoli di colore chiaro, e le acque sono pulite e cristalline. All’estremità della spiaggia vi è una splendida e suggestiva insenatura. Nelle vicinanze c’è una taverna tipica. Posizione : a 15 km a sud est di Rodi città, e a circa 4 km dalla spiaggia di Faliraki. Tsampika La spiaggia di Tsampika è a 30 km da Rodi, dopo Kolymbia, subito prima del villaggio di Archangelos. Qui il clima è rovente! Ottimo mare, spiaggia sabbiosa, ma c’è troppo caldo. Posizione: 20 Km prima di Lindos. Stegna Splendida spiaggia, dalla tipica atmosfera greca nella quale è possibile e piacevole immergersi. A circa 35 km da Rodi. La località più vicina è Archangelos Agathi - Haraki (Charaki) La piccola e incantevole spiaggia sabbiosa di Agathi si trova in una pittoresca insenatura, poco distante dalla spiaggia di Haraki e al castello medioevale di Feraklos , a 38 km a sud-est di Rodi città e a 10 km a nord del villaggio di Lindos. Ha sabbia dorata e acque color smeraldo. E’ attrezzata con sdraio, ombrelloni e docce, oltre a punti ristoro per bibite e snacks Località più vicina: Charaki Kalathos La spiaggia di kalathos è situata a 50 km a sud-est di Rodi città e a 65 km dall’aereoporto. La sabbia si presenta soffice e dorata e le acque sono cristalline e pulite. E’ una spiaggia attrezzata, e nei dintorni ci sono taverne. Vlicha Immensa spiaggia di sassi, a pochi km a nord di Lindos, raggiungibile tramite sentieri anche da Haraki. Località più vicina: Lindos Agios Pavlos La piccola baia di Aghios Pavlos si trova sotto l’acropolis di Lindos, a breve distanza a piedi dal villaggio, e a 50 km a sud-est di Rodi città. Una leggenda locale spiega che questa baia ha preso il nome dall’apostolo Paolo, che el 43 d.C. era andato lì a portare il cristianesimo. La cappella bianca sulla spiaggia è dedicata appunto a lui. Spiaggia di ciottoli, sabbia dorata e rocce. E’ una spiaggia attrezzata e abbastanza frequentata da turisti attratti dalle acque calde del mare. Località più vicina: Lindos Gennadi Grande spiaggia sabbiosa, molto turistica. Si trova proseguendo a sud dopo Kiotari, a circa 30 km a sud di Lindos, dopo Kiotari. Località più vicina: Gennadi Plimiri A Sud della baia di Plimiri c’è una spiaggia poco nota al turismo di massa. Spiaggia dalla sabbia fine, poco frequentata e ventosa. Gli abitanti del posto la chiamano “ Hawaii ” per la sua sabbia fine. Ci si arriva da Plimiri da una strada sterrata. Posizione : Superato Lachania, sull costa sud-est e a 10 km da Katavia Località più vicina: Katavia Prassonissi – Katavia La spiaggia richiama gli appassionati di windsurf di tutta Europa a causa del forte vento e delle forti correnti. In agosto è molto frequentata. Posizione: A sud, sulla punta estrema dell’isola, dove si incontrano i due mari (mar mediterraneo e mar Egeo) a pochi chilometri da Katavia Località più vicina: Katavia Fourni Beach – Monolithos Sulla costa sud occidentale. Bella distesa di sabbia e di ghiaia dalla quale ammirare bellissimi tramonti. Posizione: 2 km a sud da Monolithos Località più vicina: Monolithos Kalavarda Spiaggia attrezzata e frequentata, ben collegata con Rodi città. Posizione: sulla costa occidentale a circa 30 km da Rodi, proseguendo a sud dopo l’aereoporto e prima di Kamiros. Località più vicina: Kalavarda Ialissos Spiaggia di ghiaia, dominata dal monte Filerimos , dal quale ammirare uno splendido paesaggio. Posizione: a 10 km da Rodi Località più vicina : Ialissos Le spiagge più belle di Rodi La costa orientale è un susseguirsi di baie con spiagge incastonate tra gli scogli. La costa a occidentale è continuamente esposta ai venti che soffiano da Nord-Ovest. Questa costa è bassa e in parte frastagliata d alle rocce, in parte sabbiosa. Dalla bella spiaggia di Agios Pavlos (San Paolo) di Lindos fino alla lunga spiaggia sabbiosa di Tsambika, sormontata dallo spettacolare promontorio dell’omonimo monastero e poi ancora fino alla selvaggia penisola di Prassonissi, famoso paradiso dei surfisti nell’estremo punto sud, Rodi offre delle ricchissime varietà di spiagge straordinarie e panorami spettacolari. Meravigliosa è la limpidezza delle acque. E infine la costa sud - ovest, con le rocce scolpite dal vento, gli stagni costieri, gli antichi castelli con panorami di una bellezza straordinaria; un’area poco conosciuta ma bellissima con natura incontaminata abbellita qua e là da scogli e isolotti. Alcune spiagge, in alta stagione, possono essere affollate ma restano comunque accoglienti. La costa est è meno battuta dal vento con il mare di solito calmo al contrario della parte ovest che è molto più esposta al vento estivo dell’Egeo (il meltemi ). Le coste da sud ovest e la costa ovest sono ideali per il windsurf. Nella maggior parte delle spiagge è possibile affittare sdraio con parasole a circa 3,50 euro a persona (dipende dalla spiaggia e dalla stagione) ". Cfr. http://turistipercaso.it/grecia/10358/rodi-una-spiaggia-al-giorno.html Afantou La spiaggia Afantou di Rodi è situata circa 22 km a sud est di Rodi città, a ridosso del villaggio omonimo. Si tratta di una spiaggia mista di sabbia e ciottoli, caratterizzata da un bellissimo litorale lungo e molto ampio, a tratti completamente libero, a tratti attrezzato con lettini ed ombrelloni. Il mare è molto bello, azzurro, limpido e cristallino, con fondali che diventano profondi piuttosto velocemente, ideale per nuotare e rinfrescarsi anche nei mesi più caldi. La spiaggia non è mai troppo affollata, anche per il fatto che offre molti meno servizi rispetto a quelli di altre spiagge vicine. Sull’arenile si trovano chioschi ove è possibile noleggiare attrezzature per praticare il windsurf, qui sport ideale nei giorni ventosi. Nelle vicinanze della spiaggia si possono inoltre trovare taverne e diverse tipologie d’alloggio nell’adiacente villaggio. Cfr . http://www.rodi.it/isola-di-rodi/spiagge/afantou-spiaggia/ Anthony Quinn Situata a circa 17 km dalla capitale dell’isola di Rodi, appena fuori da Faliraki, nella località di Ladikò , la spiaggia di Anthony Quinn è sicuramente una delle più suggestive dell’isola.Ha preso il nome dal famoso attore holywoodiano per il fatto che qui furono girate alcune scene del film I Cannoni di Navarone con Anthony Quinn , il quale per anni ha avuto una grande proprietà in quest’area. Si tratta di una stratta splendida spiaggia di sabbia e ghiaia caratterizzata da uno stretto litorale irregolare e frastagliato, incastonato tra colline ricoperte di verde e punteggiato verso riva da diversi scogli che entrano anche in mare. Il mare è bellissimo, turchese, cristallino e di una trasparenza straordinaria, con fondali per lo più sabbiosi e bassi, ideale per nuotare, fare il bagno ma sopra tutto per immersioni subacquee vista la straordinaria ricchezza del fondale marino. La spiaggia è ben attrezzata con lettini, ombrelloni ed un chiosco ove rinfrescarsi e mangiare qualche spuntino. Cfr. http://www.rodi.it/isola-di-rodi/spiagge/ Agathi La spiaggia Agathi di Rodi è situata sulla cosa orientale, a circa 38 km a sud est da Rodi città e a 10 km dal villaggio di Lindos. Si tratta di una bellissima spiaggia, sicuramente una delle migliori sull’isola, ideale per famiglie con bambini. Incastonata all’interno di una pittoresca insenatura circondata da un paesaggio selvaggio e montuoso la spiaggia è coperta di soffice sabbia dorata, ricca di fascino e suggestione. Il mare è molto bello, azzurro e turchese, limpido, cristallino e con fondali sabbiosi e digradanti, ideale per nuotare e fare il bagno. Nelle vicinanze si trovano la spiaggia di Haraki e il bel castello medievale di Feraklos. La spiaggia è attrezzata con docce, lettini ed ombrelloni ed offre tre piccoli chioschi ove rinfrescarsi e mangiare qualche spuntino. Cfr. http://www.rodi.it/isola-di-rodi/spiagge/ Lardos (spiaggia) La spiaggia di Lardos è una bellissima spiaggia mista di sabbia e ciottoli, situata sulla costa sud-orientale di Rodi, a circa 3 km di distanza dal villaggio omonimo, 7 km da Lindos e circa 57 km dalla città di Rodi. Una tra le numerose spiagge di Rodi che sono state premiate con la Bandiera Blu , si distingue per la bella organizzazione, adatta per bambini.Lunga più di 1 km e circa 250 m. in larghezza, la spiaggia non diventa mai troppo affollata, anche in alta stagione. Per lo più viene usata dagli ospiti del vicino Princess Beach Hotel. Offre sport acquatici e vari altri divertimenti (pista carting), ristoranti dove si può mangiare pesce e vari bar alcuni con piscina. La spiaggia di Lardos è ideale per una giornata tranquilla e rilassante sotto il sole. Il vicino villaggio di Lardos merita una visita. Si tratta di un tipico villaggio greco con gente calda aperta e buon cibo. Cfr. http://www.rodi.it/isola-di-rodi/spiagge/ Baia di Kiotari La baia di Kiotari si estende sul lato magnifico e pittoresco del sud-est dell’isola di Rodi. L’ampia spiaggia che non soffre di saturazione turistica, è del tipo misto con parti in sabbia e parti in ciottoli. Il mare è tra i più puri del mediterraneo. Lungo il mare ci sono numerosi grandi alberghi di lusso e villaggi turistici moderni e spaziosi, ben amalgamati con la natura circostante. Nell’omonimo picolo villaggio che offre un’atmosfera tranquilla, amichevole e familiare, tutto è incentrato attorno il turismo. Camminando in giro troverete alcuni negozi e mini-market, noleggi, ristoranti, bar e piscine, mentre sulla spiaggia ci sono numerosissimi sport acquatici. Sebbene il resort dista circa 60 km dalla città di Rodi, e 15 km da Lindos, è ben collegato con regolare servizio di mezzi pubblici. Cfr. http://www.rodi.it/isola-di-rodi/spiagge/ Prassonissi Prassonissi è il nome del capo più meridionale dell’isola di Rodi, un isolotto con faro (nissi sign. isola), collegato con la terra da una stretta lingua di sabbia di cui la larghezza, influenzata dalla marea, varia durante la giornata. Questa particolare morfologia permette la formazione di due splendidi baie sabbiose con quella nella parte est prevalentemente più calma in estate mentre a quella ovest più mossa. La caratteristica principale di questa baia è il vento, particolarmente durante i mesi di luglio e agosto, quando soffiano i venti settentrionali chiamati Meltemi . La località è famosa per essere un paradiso per i surfisti , dove ogni anno vengono organizzate gare internazionali. Il paesaggio che la circonda è veramente idilliaco e le acque che la bagnano incredibilmente cristalline. A causa del vento e quasi impossibile di piantare un ombrellone e generalmente non è la spiaggia ideale per nuotare ad l’eccezione di poche giornate in estate quando il vento calma e Prassonissi diventa una uno dei posti più belli al mondo. La spiaggia è ben attrezzata ed offre la possibilità di noleggiare attrezzature per surf, windsurf e kitesurf, prendere lezioni di windsurf e kitesurf nelle varie scuole che basano qui, mentre nelle vicinanze si trovano taverne e camere in affitto. Spesso durante la sera vengono organizzati feste e vari divertimenti. Chi vuole fuggire dalla folla può esplorare la penisola in fondo all’istmo, dove ci si può tuffare dagli scogli. Prassonissi dista circa 94 km dalla capitale e 45 km da Lindos. Per arrivare fino cui è meglio seguire la superstrada della costa orientale ma è possibile fare il giro dell’isola e tornare seguendo la strada sulla costa occidentale. Cfr . http://www.rodi.it/isola-di-rodi/spiagge/ Rodi in Autunno I l profumo della terra bagnata dopo le prime piogge, colori pallidi, mare calmo e caldo. Ormai la grande massa dei turisti ha fatto le valigie e la città è tutta vostra. Il sole estivo splende ancora alto nel cielo azzurro, invitandovi a lasciarvi andare su una spiaggia color rame. Potete vivere Rodi anche se non siete qui in vacanza ma per lavoro! E ciò perché la città dispone di ottime infrastrutture alberghiere per qualsiasi tipo di congressi e convegni – (a Rodi si sono tenuti molti dei vertici della U.E.). Fate una passeggiata sul molo con i suggestivi palazzi in stile neocoloniale e italiano: la nuova Agorà, la Banca Nazionale, i Tribunali, Il Teatro Nazionale, la Capitaneria di Porto, le Poste, il Municipio, la Prefettura del Dodecaneso. Visitate la chiesa dell’Evangelismo (???), basilica gotica a tre navate, con gli affreschi di Fotis Kontoglu. Assaggiate specialità gastronomiche internazionali in qualcuno dei numerosissimi ristoranti e nel tardo pomeriggio provate momenti delicati e dolci in una vecchia pasticceria. Il tramonto verrà a completare questa festa dei colori. La pennellata finale di questa magia che si chiama Rodi autunnale. http://www.rodi.it/clima/rodi-in-autunno/ Il tempo A Rodi rimane il caldo estivo, c’è sole e vento leggero. Le spiagge sono piene. Settembre è caldo ma meno afoso. Settembre forse è il miglior mese per visitare Rodi. Il clima estivo continua anche nel mese di ottobre con temperature sopra 22-26 gradi, molto sole e qualche goccia di pioggia. Escursioni da Rodi Dal porto Mandraki in meno di due ore di caicco (partenza di fronte al Mercato Nuovo, ogni giorno alle 9.00 si può raggiungere l' isola Symi , bellissima e suggestiva per le rocce e il mare purissimo. Il suo villaggio è situato una baia da dove si possono noleggiare fuoribordo in plastica per l'e­scursione delle coste. All'andata il caicco fa scalo anche all'isolato monastero di Panormitis che dispone di una foresteria affiancata da due taverne. E' possibile anche spostarsi più velocemente in aliscafo. La bellezza di Symi merita però almeno un pernottamento perché poche ore non sono sufficienti per goderne la bellezza e l'atmosfera romantica. Un’altra isoletta è Chalki che si trova ancora più vicina a Rodi, di fronte a Skala Kameirou sulla costa occidentale. Fu un’isola di pescatori di spugne prima che questi emigrassero in Florida all'inizio del 1900. Il suo porticciolo, Nimporio, è una perla del Mediterraneo. Altra isola raggiungibile da Rodi ma in più tempo, circa 5/6 ore di traghetto, è la bellissima Kastellorizo , che fu l'indimenticabile scenario del film Mediterraneo di Gabriele Salvatores vincitore dell'Oscar nel 1990. L'isola è vicinissima alla costa turca. Le spiagge di Simi Agia Marina, Agios Georgios, Nanou, Pedi Bay e Agios Vassilios Tra le più belle spiagge dell’isola, raggiungibili anche con taxi-boat. Posizione: a pochi chilometri da Simi Località più vicina: Simi città Baia di Nimborios Piccole spiagge nascoste tra gli scogli e difficilmente raggiungibili, frequentate da nudisti. Posizione: a pochi chilometri a Nord di Simi città Località più vicina: Simi città Siti da vedere Monolithos Arroccato sul monte Akramitis e ancora sconosciuto dai turisti, Monolithos offre degli incantevoli paesaggi. Da visitare un vero nido d’aquila del XV secolo e il lido Fourni Beach. Scendendo più a Sud si arriva a Apolakia e alle sue distese di sabbia. Risalendo per il caratteristico borgo di montagna di Messanagros si arriva al monastero di Skiadi : panorama da mozzafiato. Cfr. http://www.rodigrecia.net/monolithos/ Monte Filerimos Il monte roccioso sovrasta tutto il panorama del Nord dell’isola. A 5 chilometri c’è il litorale di Ialissos , il primo insediamento risalente al periodo miceneo ed era una delle tre città che dominava l’isola prima dell’ascesa della vicina Rodi. Da visitare dei resti di un tempio e una fontana di quel periodo. Un monastero eretto dai cavalieri di San Giovanni in onore della Vergine conserva all’interno un chiostro medievale stupendo. Inoltre, una cappella sotteranea svela degli affreschi del XIV secolo, purtroppo i volti delle figure umane sono stati cancellati dai turchi per motivi religiosi. In cima al monte Filerimos c’è una via crucis che termina presso una croce enorme sulla quale è possibile salire per ammirare il fantastico paesaggio. Cfr. http://www.rodigrecia.net/monte-filerimos/ Valle delle Farfalle La Valle delle Farfalle (petalùdes in Greco), è un parco naturale situato vicino alla costa occidentale dell’isola di Rodi, ad una distanza di 23 km dalla capitale. Si tratta di uno dei biotopi più rari dell’Europa dove avviene un fenomeno unico nel suo genere, la concentrazione di milioni di farfalle della specie Panaxia Quadripunctaria , nei mesi di luglio e agosto. Questa specie di farfalle è abbastanza comune nei paesi del Mediterraneo, nell’Europa continentale e nell’Asia occidentale. Appartiene alla famiglia degli Arctidi , farfalle notturne di qualche centimetro di dimensioni caratterizzate da colorazioni bruno-rossastre. [1] La Valle delle Farfalle appartiene alla rete delle zone protette Natura 2001 insieme a Eptà Pigès e il monte Profitis Elias . Un piccolo fiume, chiamato Pelecanos , scorre tutto l’anno nella stretta e verdissima valle che termina con una cascata su una grande vasca. Nei precipizi ripidi ai lati del fiume, la densa vegetazione costituita principalmente da alti alberi di zitià , un albero sempreverde che espelle un passito aromatico (si pensa che questo attira le farfalle), crea l’ambiente ideale per queste farfalle che vivono sugli alberi e si nutrono dalle foglie. È all’inizio del giugno che il bruco si trasforma in una falena bellissima che emigra verso le aree umide. Volando solo durante la notte, le farfalle trascorrono l’intera estate nel fresca e umido habitat della valle. Si accoppiano durante le ultime settimane di agosto e verso il mese di settembre, la maggior parte, femmine, vola via dalla valle. Volando, in alcuni casi per più di 25 km, arrivano al luogo scelto, solitamente in posti bui e sicuri tra cespugli e piante, per deporre le uova e poi morire. La valle è piena di sentieri e percorsi per i visitatori che vogliono osservare un fenomeno unico passeggiando in un ambiente naturale particolarmente suggestivo. Da luglio agli inizi di settembre milioni di farfalle sono appaiate sugli alberi, coprendo in alcuni casi, interi tronchi d’albero, in riposo per la notte. Ma a parte le farfalle, la valle è piena di vegetazione lussureggiante e di ricca fauna. Esiste anche un piccolo ma interessante Museo di Storia Naturale dove i visitatori possono conoscere al meglio la Valle delle Farfalle e il suo ecosistema unico. Negli ultimi anni si registra un calo nella popolazione delle farfalle a causa del deterioramento ecologico causato dagli recenti incendi ma anche dall’impatto antropico [2] . Il nostro suggerimento sarebbe quello di visitare questo bellissimo luogo fuori dalla stagione dell’emigrazione delle farfalle. Ma se comunque decidete di vedere questo straordinario fenomeno, sarà bene prendere ogni cura a non disturbare le farfalle e mostrare particolare rispetto verso l’ambiente naturale. 1. Il nome della famiglia deriva da Arctos (in Greco orso) perché i bruchi presentano una folta peluria bruna che ricorda il manto degli orsi. 2. Segnali dal fantastico mondo delle farfalle . Cfr. http://www.rodi.it/isola-di-rodi/itinerari/valle-delle-farfalle/ Foto ricordo: R odi. Agosto 2010 Gastronomia Ristoranti che hanno fatto storia, ambientati in costruzioni medievali recuperate, in dimore signorili, ristorantini per il pesce direttamente sull'acqua, trattorie di paese nell'entroterra per colori piu ruspanti: la cucina di Rodi offre un'intera gamma di sapori e colori che ogni volta si sposano con l'habitat circostante. I piatti che consigliamo di assaggiare sono: pittaroudia (polpettine di ceci), "kapamas" (capretto al forno con fagioli o ceci), soupioriso (risotto con inchiostro di seppia), manatsouki (brocca in ceramica, dove dalla vigilia si mettono a bollire i fagioli o i ceci nel forno a legna), rifiki (dorso di agnello o di capretto con ripieno di riso cotto per un'intera notte in casseruola di terracotta), salamoia (mizitra in salamoia con pepe in grano), iaprakia (dolmades con foglie di vite e ripieno di riso). Non mancano certamente i sapori dolci che entusiasmano come: melekouni (dolce tradizionale come il pasteli preparato in occasione di battesimi o di matrimoni), talagoundes (chiacchiere con miele, noci, sesamo e cannella). Piatti principali: Insalata greca (horiàtiki salàta, letteralmente “insalata contadina”): pomodori, cetrioli, peperoni verdi, olive, cipolla e feta, condita con olio di oliva e origano. E’ un piatto quasi irrinunciabile, soprattutto d’estate, ancora economico e dal quale ci si serve un po’ tutti (non serve ordinarne una a testa). Dolmàdes : foglie di vite farcite con carne Mousakàs : piatto celebre, fatto di carne trita alternata a strati di melanzane, patate, il tutto ricoperto da besciamella. Talvolta il mousakàs è servito in terrina: buon segno. http://lafattoriadiassunta.blogspot.it/2012/06/moussaka-ricetta-dalla-cucina-greca.html Papoutsàkia : Melanzane grigliate con ripieno di carne Gemistà : pomodori e/o peperoni ripieni di riso Brizòla : cotoletta di maiale e manzo Paidàkia : costolette di agnello Keftèdes : polpette aromatizzate alla menta e all’origano Stifado : carne di coniglio o manzo sminuzzata con cipolle La maggior parte dei ristoranti e delle taverne e aperta durante la stagione turistica (da aprile a fine ottobre - primi giorni di novembre) fatto eccezione dei ristorantini dell'entroterra ed altri ristoranti della citta che sono aperti tutto l'anno. Di solito i ristoranti sono aperti solo di sera; la taverne invece di solito sono aperte mezzogiorno e sera. Il vino di Rodi Associati al vino frizzante, le viti di Rodi hanno sposato i loro frutti ai momenti felici di tutti i Greci. Di dimensione ragguardevole per i criteri di un'isola, la viticoltura copre all'incirca 1500 ettari. Non c'e dubbio che durante il vostro soggiorno sull'isola cadrete nella tentazione di soccombare alla bonta di un vino della zona. Rodi offre tre vini di denominazione di origine: · -Vino bianco di qualita superiore ottenuto dalla varieta Athiri, varieta tipica dell'arcipelago coltivata in zona sin dall'antichità. · -Vino rosso di qualita superiore ottenuta da una varieta coltivata su tutte le isole dell'arcipelago. La varieta Μandilaria sembra infatti aver trovato a Rodi (dove spesso viene anche chiamata con il nome Amorghiano) l'habitat piu adatto. · -Vino bianco amabile DOC prodotto dalla fusione di due varieta con caratteristiche che lo avvicinano al moscato. Troviamo il Moscato bianco classico tipo Samos ed il Moscato Trani proveniente dall'Italia che fondendosi insieme liberano un sapore di albicocca secca, caramella e frutta secca procurando una gradevole sensazione alle nostre papille gustative. I produttori locali si sono specializzati nella produzione di spumanti anche con il metodo Champenois (seconda fermentazione in bottiglia). Coloro che desiderano pero approfondire la loro conoscenza sui vini di Rodi devono sapere che le viti migliori si trovano sul versante nordoccidentale dell'isola, con esposizione a nord, sulle pendici di Attaviros. In particolare ad Embonas esistono molte cantine tradizionali a gestione familiare, di cui molte ospitano anche delle piccole collezioni etnografiche. Il visitatore puo fare la degustazione dei prodotti (vino, ouzo, souma, champagne) e seguire una visita guidata nelle sale dove invecchia il vino. Cfr . http://www.rhodestravels.com/gastronomia.html Foto ricordo: Rodi. Agosto 2010 Il Colosso di Rodi Nel 305 a.C. il generale Demetrio , figlio di un successore di Alessandro Magno , invase Rodi con un' armata di 40.000 uomini. La città di Rodi era ben difesa e Demetrio costruì delle enormi catapulte montate sulle navi, per distruggere le mura della città. Dopo che una tempesta gli distrusse le navi, fu costretto a costruire una torre d'assedio ancora più grande delle precedenti catapulte: i rodiesi allagarono il terreno prospiciente le mura, impedendo alla torre d' assedio di muoversi e rendendola inoffensiva. L'assedio fu tolto nel 304 a.C. , quando il generale Politemo arrivò con una flotta in difesa della città e Demetrio dovette ripiegare abbandonando la maggior parte dell'equipaggiamento. Per celebrare la loro vittoria, i rodiesi decisero di costruire una gigantesca statua in onore di Helios , il loro dio protettore. La costruzione fu affidata a Caletus che aveva già costruito statue di ragguardevoli dimensioni. Il suo maestro Lisippo aveva costruito una statua di Zeus nella antica agorà di Taranto ritenuta per la sua altezza pari a 40 cubiti (18 metri ). La statua era alta circa 32 metri. Secondo l'opinione di alcuni storici, la struttura era costituita da colonne di pietra con delle putrelle di ferro inserite al suo interno, a cui venivano agganciate le piastre di bronzo del rivestimento esterno. Per costruirla fu usata come impalcatura la torre di assedio abbandonata sul posto da Demetrio. La costruzione terminò nel 282 a.C. , dopo 12 anni. La statua restò in piedi per 56 anni, fino a che Rodi fu colpita da un terremoto nel 226 a.C. , che fece crollare la statua nel mare. Politemo si offrì di ricostruirla, ma i rodiesi rifiutarono temendo l'ira del dio Helios a seguito della ricostruzione (che veniva interpretata come un'offesa nei riguardi del dio). La statua pertanto rimase sdraiata sul fondo per 800 anni ed anche così era talmente impressionante che molti andavano comunque a Rodi per ammirarla. Tuttavia, nel 654 , quando Rodi fu conquistata dagli arabi , questi ultimi portarono via la statua tagliandola in un numero imprecisato di blocchi, di cui si persero ben presto le tracce. Secondo alcune ricostruzioni tradizionali, il Colosso di Rodi doveva raffigurare il dio Helios con le gambe divaricate ed i piedi poggiati alle estremità del porto di Mandraki (dove ora sono presenti le due colonne su cui poggiano dei cervi in bronzo) ed essere alto al punto da permettere il transito delle navi all'interno del porto; infatti si dice che fungesse anche da faro. Questa immagine tradizionale rispecchia una teoria ormai superata, dato che per garantire il passaggio delle navi le dimensioni della statua (32 metri di altezza) sarebbero state chiaramente insufficienti. Nel corso degli anni sono state avanzate numerose ipotesi di ricostruzione della Meraviglia, sebbene nessun progetto sia mai stato avviato. Nel 2000 l'allora sindaco di Rodi George Iannopoulos annunciò un bando pubblico per una ricostruzione che avrebbe impiegate le stesse tecniche dell'originale, con un costo stimato in circa 10 mila dracme di allora, e con la speranza di ultimarlo in tempo per l'inaugurazione delle Olimpiadi di Atene del 2004 . Un ulteriore progetto, dal costo stimato in 200 milioni di Euro per una struttura alta tra i 60 e i 100 metri, è stato avanzato nel 2008 , guidato dal dottor Dimitris Koutoulas in Grecia e portato avanti dall'artista tedesco Gert Hof. Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Colosso_di_Rodi Storia Antichità L'isola era abitata già nel Neolitico , anche se rimangono poche tracce di questa cultura. Nel XVI secolo a.C. i Micenei raggiunsero Rodi, e più tardi la mitologia greca farà riferimento alla stirpe dei Telchini di Rodi, associandoli a Danao , che era soprannominato Telchinis . Invasa dagli Achei nel XV secolo a.C. , l'isola conobbe un periodo di sviluppo nel XI secolo a.C. , con l' arrivo dei Dori che costruirono le tre importanti città di Lindo , Ialiso e Camiro , che insieme a Cos , Cnido e Alicarnasso (queste ultime sulla costa dell' Asia minore ) dettero vita alla Esapoli dorica . Nelle Olimpiche di Pindaro si narrava che l'isola fosse nata dall'unione di Helios , dio del sole , con la ninfa oceanina Rodi (Rodo, Roda o Rode) e le città presero i nomi dei loro tre figli. Come testimoniato dai grandi santuari di Lindo e Camiro, nel VII secolo a.C. Rodi divenne uno dei punti cardine del commercio mediterraneo. Dopo che Atene sconfisse gli invasori Persiani nel 478 a.C. , le tre città aderirono alla Lega ateniese . Allo scoppio della guerra del Peloponneso nel 431 a.C. , Rodi si mantenne neutrale pur facendo parte della Lega. La guerra terminò nel 404 a.C. , con Rodi che decise di mantenere la non belligeranza per tutta la durata delle ostilità. Nel 408 a.C. le tre città si unirono per formare un'unica unità politica: si costruì perciò una nuova capitale nella parte settentrionale dell'isola, la città di Rodi, i cui lavori di costruzione furono condotti dall'architetto ateniese Ippodamo . Il generale indebolimento della Grecia in seguito alla guerra del Peloponneso fece sì che l'isola fosse prima conquistata da Mausolo di Alicarnasso , poi dai Persiani nel 340 a.C. , infine da Alessandro Magno nel 322 a.C. Dopo la morte di Alessandro, tre dei suoi generali ( Tolomeo , Seleuco e Antigono ) si divisero l'impero: Rodi strinse forti legami culturali e commerciali con i Tolomei di Alessandria per formare così la lega rodo-egiziana che controllò i traffici commerciali nell'Egeo per tutto il III secolo a.C. La città divenne un centro marittimo, commerciale e culturale di grande importanza la cui moneta circolava per tutto il Mediterraneo. Le sue famose scuole di filosofia , scienza , letteratura e retorica rivaleggiavano con quelle di Alessandria . Fra i più importanti esponenti di questo grande momento di sviluppo vi furono il maestro di retorica Eschine , Apollonio di Rodi , gli astronomi Ipparco e Gemino , il filologo e grammatico Dionisio Trace . La scuola di scultura dell'isola sviluppò uno stile drammatico e ricco noto come " barocco ellenistico ". Nel 305 a.C. , il figlio di Antigono assediò Rodi al fine di rompere l'alleanza. Dopo un anno, nel 304 a.C. , si arrivò a un accordo di pace e l'assedio fu tolto: gli abitanti dell'isola decisero di vendere gli equipaggiamenti abbandonati dagli assedianti per poter così erigere una statua al dio Helios, statua conosciuta come il Colosso di Rodi . Nel 164 a.C. Rodi stipulò un trattato con Roma . Nell'isola giungevano i figli delle nobili famiglie romane per seguire le lezioni dei maestri di retorica, fra i quali Ermàgora di Temno ( II secolo a.C. ), autore tra l'altro, secondo Suida , di una Ars rhetorica (che peraltro non va affatto identificata tout-court con la Rhetorica ad Herennium , opera fino al XVI secolo attribuita a Cicerone e dalla critica successiva ascritta invece, sulla fede di Quintiliano , al retore latino Cornificio del I secolo a.C. ). Inizialmente Rodi fu un'importante alleata di Roma, ma finì poi col perdere i privilegi acquisiti, tant'è che venne saccheggiata da Cassio . Mantenne tuttavia una grande importanza commerciale. Significativo è il fatto che il provvedimento fondamentale dell'antico diritto marittimo abbia preso il nome di lex rhodia de jactu . Nel I secolo d.C. l'imperatore Tiberio trascorse un breve esilio a Rodi. Cristianizzata da San Paolo , dopo la caduta dell' Impero Romano d'Occidente appartenne per dieci secoli all' impero bizantino . Ciononostante, venne più volte occupata: dagli arabi guidati da Mu'awiya ibn Abi Sufyan nel 672 . Durante la prima crociata venne ripresa da Alessio I Comneno . http://it.wikipedia.org/wiki/Rodi Medioevo Nel 1309 l'isola passò sotto il controllo dei Cavalieri Ospitalieri che furono perciò noti come Cavalieri di Rodi . La città fu ricostruita come un modello ideale di città medievale europea: di questo periodo rimangono molti monumenti famosi fra cui il Palazzo del Gran Maestro. Le possenti mura costruite dai cavalieri permisero all'isola di resistere agli attacchi del sultano dell' Egitto nel 1444 e di Maometto II nel 1480 . Tuttavia, nel dicembre del 1522 Rodi non poté resistere al grande esercito di Solimano il Magnifico . Ai pochi cavalieri rimasti fu concesso di ritirarsi a Malta , mentre l'isola restò sotto il dominio ottomano per quattro secoli. L'occupazione italiana Occupato già dal 1912 durante la guerra di Libia , l'isola venne assegnata all' Italia con i trattati che posero fine alla guerra Italo-Turca insieme alle altre isole dell' arcipelago del Dodecaneso . La città di Rodi costituì il capoluogo di una provincia la cui sigla automobilistica era RD. Durante il governo fascista italiano, nel 1923 il governatorato di Rodi fu affidato a Mario Lago che riuscì a far convivere pacificamente le diverse etnie dell'isola, restaurando numerose opere monumentali, e costruendo infrastrutture e edifici pubblici (strade, scuole, ospedali...). Durante tale periodo uno dei cervi della porta marittima dell'isola venne sostituito dalla lupa capitolina . Nel 1936 fu nominato nuovo governatore De Vecchi . In seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale e all'entrata dell' Italia nel conflitto, anche l'isola fu teatro di scontri bellici, i più violenti dei quali si verificarono nell'autunno del 1943 , quando in seguito alla caduta del governo fascista e alla proclamazione dell'armistizio l' 8 settembre fra il nuovo governo italiano fedele al re Vittorio Emanuele III e le forze alleate anglo-americane, vi fu l'inizio dei combattimenti fra le truppe tedesche del generale Kleeman e quelle italiane (guidate dal governatore Campioni e dall'ammiraglio Mascherpa ). Gli aspri scontri nell'isola di Rodi e nel resto dell'arcipelago videro dopo qualche settimana la resa delle forze italiane sopraffatte dai nazisti, col controllo da parte di questi ultimi dell'intero Dodecaneso fino alla fine della guerra. Nel 1947 , a seguito dei trattati di Parigi , l' Italia fu costretta a cedere il Dodecaneso alla Grecia , come riparazione per l'aggressione militare condotta nel 1940 - 1941 . Per secoli l'isola di Rodi ebbe una importante comunità ebraica. Si trattava soprattutto di ebrei che erano stati espulsi dalla Spagna e che parlavano il latino . Durante la seconda guerra mondiale, fino all'estate del 1943 Rodi rimase sotto il controllo del governo fascista italiano, il quale, pur avendo emanato già nel 1938 le leggi razziali, di fatto non mise in pratica nessun atto violento verso la comunità ebraica, che non venne pertanto deportata nonostante le incessanti pressioni naziste. In seguito alla caduta del governo fascista e all'armistizio stipulato dall'Italia con gli Alleati, le forze naziste occuparono l'isola, procedendo poi nel 1944 all'arresto ed alla deportazione gli Ebrei, che ormai non potevano più godere della protezione italiana. Alla fine del conflitto, fra i pochi superstiti allo sterminio nei lager, solo alcuni decisero di far ritorno nell'isola. Essi aprirono in memoria, un importante museo chiamato il "Museo degli Ebrei di Rodi". Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Rodi Termini ed espressioni correnti in greco Sì, no = né, òhi Buongiorno = kalimera Arrivederci = adìo, già sas Signore/ra = kìrie/kiria Prego per favore = paracalò Grazie (mille) = efkaristo (polì) Non capisco = den catalavèno Buono = kalò Asciugamano = petséta Guasto = apotychìa Asciugacapelli = pistòlaki Marito/ moglie = sýzygo / gynaìka(pronucia ginecà) AAA Informazioni Questo è un catalogo di telefoni utili durante la vostra permanenza a Rodi. Sono inclusi telefoni di emergenza in caso necessità di soccorso. Ricordiamo che il prefisso telefonico internazionale per la Grecia è il 0030 mentre a Rodi esistono tre codici di area (22410, 22440 e 22460). CONSOLATO ITALIANO +30 22410 27342 POLIZIA: 100 PRONTO SOCCORSO: 166 POMPIERI: 199 POLIZIA FORESTALE : 191 POLIZIA CENTRALINO: +30 22410 23849 & 23278 POLIZIA PER TURISTI (Multilingua): +30 22410 27423 VIGILI URBANI: +30 22410 22346 OSPEDALE GENERALE CENTRALINO: +30 22410 80100 OSPEDALE PRONTO SOCCORSO: +30 22410 25580 FALIRAKI PRONTO SOCCORSO: +30 22410 85555 IALISSOS PRONTO SOCCORSO +30 22410 91444 KALITHIES PRONTO SOCCORSO +30 22410 85209 EMBONA PRONTO SOCCORSO +30 22460 41321 & 41367 ARCHANGELOS PRONTO SOCCORSO +30 22440 22400 & 22255 GENNADI PRONTO SOCCORSO +30 22440 43233 KRITO RODOS MEDICAL CENTER [1] : +30 22410 30020 CAPITANERIA DEL PORTO (Centralino): +30 22410 22220 POLIZIA PORTUALE: +30 22410 27634 GUARDIA COSTALE: +30 22410 27634 PALLAZZO DI GIUSTIZIA: +30 22410 27726 OGGETTI SMARRITI: +30 22410 23294 Cfr. http://www.rodi.it/soggiorno/informazioni/ Il KRITO Medical Center , basato sulla isola di Rodi in Grecia, ha fornito costantemente elevata qualità dei servizi sanitari per oltre 12 anni. Noi siamo il principale centro e solo medica sull'isola di Rodi, che offre 10 medici con vari campi di competenza. Tutti i pazienti trattati con KRITO Medical Center ricevere rapido, efficiente e professionale assistenza medica attraverso il nostro personale cordiale e multilingue. KRITO Medical Center offre ai residenti e visitatori i più alti standard di assistenza sanitaria ed è operativo 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana e 365 giorni l'anno. I pazienti possono essere esaminati presso il nostro centro medico, nonché al loro hotel o alloggio. Accettiamo tutte le riconosciute e le politiche di assicurazione medica, per cui ciascuno dei nostri ospiti si sentiranno familiare e sicuro in un paese straniero . Cfr. http://www.rodi.it/soggiorno/informazioni/

Fonte: lafattoriadiassunta.blogspot.it

La melanzana era considerata il migliore afrodisiaco - al sultano veniva servita giornalmente - e ancora oggi le spose come si deve si vantano di conoscere almeno cinquanta ricette con questa verdura. Isabel Allende, Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci , Feltrinelli Tra le varie ricette che si trovano nel libro nella sezione Piatti forti c’è questa ricetta che la scrittrice introduce così (p. 302): Questa è un'antica ricetta stimolante che tutti i grandi amatori devono assolutamente conoscere. E' per due persone, ma è meglio prepararne il doppio . Ho seguito il consiglio. Ho trascritto le dosi originarie con le mie variazioni. Ingredienti: 1 melanzana grande o 2 di media grandezza (io ho utilizzato 2 melanzane violette) 1 cipolla (2 cipolle dorate) 4 cucchiai di olio d'oliva (6 cucchiai di olio extra vergine di oliva ) 2 pomodori (4 pomodori ramati) 1 spicchio d'aglio (2 spicchi ) un pizzico di chiodi di garofano in polvere (io normali) 1 cucchiaino di zucchero (2 cucchiaini) 3 cucchiai di parmigiano o pecorino grattugiato (io 5 cucchiai di ricotta salata) sale pepe burro (sostituito con olio extra vergine di oliva) Preparazione: Si taglia la cipolla a fettine sottili, si trita l’aglio si fanno soffriggere nell’olio extra vergine di oliva. Si uniscono i chiodi di garofano, lo zucchero, il sale ed il pepe. Si copre con il coperchio e si fa cuocere a fuoco basso per 3 minuti. Si taglia a fettine le melanzana e i pomodori. In una pirofila imburrata (io l’ho oliata) si mette uno strato di melanzane, si ricopre con parte del trito di cipolla e aglio si cosparge con un po’ di formaggio grattugiato (io ricotta salata). Si prosegue con uno strado di pomodori, il trito di cipolla e aglio il formaggio grattugiato. Io ho aggiunto altri due strati di melanzane, cipolle, formaggio e pomodori. Si termina con qualche ricciolo di burro (io un filo di olio extra vergine di oliva), si copre la pirofila con un foglio d’alluminio e si inforna alla massima temperatura (io a 200°). Dopo mezz’ora si toglie il foglio di alluminio e si lascia cuocere scoperto per 10 minuti circa. Allende consiglia di servire il piatto con del riso. Con questa ricetta partecipo al contest: Cuochi da Biblioteca del blog di Anna Ultimissime dal forno Autori in pentola del blog di Elisa Stasera si cena da noi! §§§ Ringrazio Monica del blog Dolci Gusti per questo gradito premio Lo dono a tutti coloro che passano di qui.

Fonte: sciroppodimirtilliepiccoliequilibri.blogspot.it

Godersela prima della fine Trentadue chef scelgono in un tweet il miglior piatto e il miglior vino. A un passo dall'apocalisse Dinner in the sky : a Londra si può mangiare appesi a una gru a 50 metri da terra. Reggerà alla fine del mondo? Abbiamo chiesto a 32 cuochi l'ultimo desiderio in caso i Maya avessero ragione e domani il mondo dovesse finire: cosa bevi? cosa mangi? eventualmente, in quale ristorante? Occorreva rispondere nelle dimensioni di un tweet da 140 battute. Buona fine del mondo. Andrea Alfieri , Majestic Gourmet, Madonna di Campiglio (Trento) La variazione di foie gras di Norbert Niederkofler con una Cuvée Anna Clementi Rosé Stefano Baiocco , Villa Feltrinelli, Gargnano (Brescia) Farei un bagno dentro a una pasta e fagioli con cotiche, salsicce e costine di maiale. E ci berrei volentieri un 50&50 Avignonesi & Capannelle Italo Bassi , Enoteca Pinchiorri, Firenze I Passatelli in brodo di cappone di mia mamma, insuperabili. E Krug Clos du Mesnil 1988. Come posto, vorrei tornare al Trigabolo di Argenta Cristina Bowerman , Glass Hostaria, Roma Pasta e piselli di mia nonna con tanta pancetta: yummie! Barbera Mossa di Monbaruzzo : mia suocera Elena la cita sempre con occhi sorridenti Chicco Cerea , Da Vittorio, Brusaporto (Bergamo) Con la mia famiglia, pane cotto a legna a fette con burro di malga e acciughe, mortadella, salame, fegato grasso. E un calice di bollicine Lorenzo Cogo , El Coq, Marano Vicentino (Vicenza) Costata di rubia gallega con Viktor Arguinzoniz e una bottiglia di vino tinto. Per concludere, un bicchiere di Alpestre Christian Costardi , Cinzia, Vercelli Mi farei fare un dolce da mio fratello Manuel : Nutella, funghi e tartufo, con un Yquem 1978. Oppure ultima cena dai Troigros a Roanne Pietro D'Agostino , La Capinera, Taormina (Siracusa) Un buon rosè italiano e minestra di pesci, crostacei e chicchi di grano tumminia : le tradizioni sopravvivono al tempo e alle catastrofi Antonio Facciolo , La Brisa, Milan Acciughe, fetta di tortilla de patatas e pane di Altamura tostato. Poi un gin tonic e un Prosecco Millesimato Col Vetoraz . A Minorca Danilo Ingannamorte , Erba Brusca, Milano Mi cucinerei la parmigiana come la faceva mia nonna e comprerei un barattolo enorme di acciughe. Accanto, una cassa di champagne Egly Ouriet mista Antonia Klugmann , L’Argine, Dolegna del Collio (Gorizia) Spaghetti al pomodoro con un bel po' di Grana. Altrimenti, qualunque piatto di Parini . Vino: Montepulciano d'Abruzzo di Valentini Pino Lavarra , Rossellinis a Palazzo Sasso, Ravello (Salerno) Il polpettone di mia mamma oppure una cena da Zuma a Londra. Vino, un Waterbrook 2006, prodotto nello stato di Washington Mauro Mattei , Piazza Duomo, Alba (Cuneo) Se proprio dovessi schiattare, eviterei il ristorante. Scogli, ricci crudi e Wehlener Sonnenhur Auslese di J.J. Prum . Mi basta poco, in fondo Aurora Mazzucchelli , Marconi, Sasso Marconi (Bologna) Vorrei invitare tutti quelli che amo e preparare un piatto di tortellini in brodo, simbolo racchiuso del bene che provo per loro Riccardo Monco , Enoteca Pinchiorri, Firenze Barolo Cannubi San Lorenzo 2003: una bomba. Col panino di piccione del nostro sous chef Alessandro Della Tommasina , il più succulento mai assaggiato Giorgio Nava , 95 Keerom, Città del Capo (Sudafrica) Risotto giallo con ossobuco con un gran Gaja Sperss nel mio ristorante con tutto il mio staff e gli amici più cari Alessandro Negrini , Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano Alle Fiji con Spaghetti pommarola e basilico, champagne, De Andrè e fidanzata. Il giorno dopo cappuccio e gazzetta perché i Maya hanno torto Davide Oldani , D’O, Cornaredo (Milano) Per curiosità, certi Salti in Padella. E un calice di rosso da Bricco in cartone ;) Questo perché, dopo il 21, non potrò che godere di cose migliori Simone Padoan , I Tigli, San Bonifacio (Verona) Con mia figlia e mia moglie all'Ecailler du Bistrot di Parigi a mangiare ostriche annaffiate da un Macon Quintaine Guillemot-Michel Pasquale Palamaro , Indaco del Regina Isabella, Ischia (Napoli) La parmigiana di coniglio di mia nonna e berrei Perrier-Jouët nel ristorante Noma di Copenhagen Alessandro Pipero , Pipero al Rex, Roma Per me tutti i giorni è il 20 dicembre. Se devo scegliere, Clos du Mesnil e spaghetti con telline, pure con sabbia, tanto le mangi uguale Francesco Frank Rizzuti , Cucina del Sud, Potenza La lasagna "fineomunn" che fa mia mamma, insuperabile. Da bere, un Oenothèque 96 di Dom Pérignon Marcello Spadone , La Bandiera, Civitella Casanova (Pescara) La matriciana di mia madre, passata a miglior vita, davanti al focolare di casa, sorseggiando un Montepulciano di Valentini del 1990 Marco Stabile , Ora d’Aria, Firenze Un bel Romanée Conti del 1973, mio anno di nascita, assieme a uno spettacolare tortellino alla crema di parmigiano di Massimo Bottura Ciccio Sultano , Duomo, Ragusa Un Rosso del Conte 1987 (e io nel 1995), con il conte accanto che me lo racconta. E l'agnello di Mario Lo Menzo , l'ultimo dei monzù Simone Tondo , Roseval, Parigi La sarda Cordula con piselli di mia nonna: stomaco, intestino e pancia di agnello con Malvasia di Bosa 2006 di Columbu . Al Su Gologone Pasquale Torrente , Il Convento, Cetara (Sa) Pane, burro e alici al Convento, con uno champagne di Jacques Selosse Matteo Torretta , Al V Piano, Milano Pizza, pata negra, gin tonic con un botto di lime a San Sebastian. Il nostro sommelier Alberto Tasinato pinot nero 2009 Casavyc e lasagne della nonna Mauro Uliassi , Uliassi, Senigallia (Ancona) A casa coi miei cari, spenderei un botto di soldi per qualche kg di caviale beluga malossol iraniano e qualche cassa di Jacques Selosse Rosè Viviana Varese , Alice, Milano Una minestra di verdure e legumi da mangiare a casa con la mia dolce metà Matteo Vigotti , Peck, Milano La Sfogliatella con ricotta di bufala e amarene del ristorante Nonna Sceppa di Paestum. Mai provato un dolce così buono Ilario Vinciguerra , Ilario Vinciguerra, Gallarate (Varese) Gli gnocchi alla sorrentina di mia moglie Marika con un Barolo di Conterno . Sul balcone di casa mia, con vista Monte Rosa Gabriele Zanatta classe 1973, laurea in Filosofia, giornalista freelance, coordina i contenuti del presente sito web, della Guida ai Ristoranti di Identità Golose e collabora con diverse testate pubblicato il 20-12-2012 in PRIMO PIANO

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Oramai, in ogni angolo d’Italia, ogni massaia, marietta o cesarina può improvvisarsi maestra di cucina ed organizzare corsi, a casa propria, a casa vostra o in qualsiasi sede disponibile. Ma per tutti quelli che non si accontentano più della solita ‘quiche lorraine’, e magari guardano con curiosità alla cucina innovativa dei ristoranti stellati, perché non calarsi direttamente nel ventre della balena ed il corso farlo da veri tirocinanti della cucina, fianco a fianco a chef professionisti e di fama mondiale, in un vero ristorante, con veri clienti? Da nord a sud ecco dove tutto ciò è possibile: San Cassiano in Alta Badia (BZ) Norbert Niederkofler al Restaurant St. Hubertus insegna a preparare un menù stellato che poi potrete degustare, direttamente accanto ai fornelli. http://www.n-n.it/corsi-cucina-alta-badia.htm Seregno (MB) Teoria e pratica in cucina con Giancarlo Morelli. A seconda del tema trattato nella lezione è previsto un momento di esperienza sul campo in cucina e un momento pratico di lavoro manuale alle proprie postazioni. E poi si degusta in compagnia anche di amici pigri che vi accompagnano solo negli assaggi. http://www.pomiroeu.com/scuola/ Milano Ogni sabato, Sergio Mei spiega i segreti della cucina di classe. Si potranno preparare menù sempre diversi che potrete degustare a fine lezione. http://www.fourseasons.com/milan/dining/restaurants/il_teatro/ Orta San Giulio (NO) Osservare e apprendere i segreti della cucina due stelle Michelin dello Chef Cannavacciuolo , tutti i giorni presso le cucine con l'intera brigata di Villa Crespi. Degustazione, ricettario e certificato di partecipazione a completare il corso. http://www.villacrespi.it/ita/corsi_di_cucina_new.htm Porto Ercole (GR) Al Pellicano Hotel Antonio Guida, chef premiato con 2 stelle dalla guida Michelin e 3 forchette Gambero Rosso vi accoglie nella sua cucina per lezioni a tema: Pasta, Risotti e Zuppe oppure Pane, Focaccia e Panzanella o ancora Dolci e Piccola Pasticceria. E se non ne avete abbastanza frequentate anche la Cocktail Class per conoscere la storia dei cocktail classici e le leggende che li accompagnano e naturalmente degustarli. http://www.pellicanohotel.com/it/corsi-alta-cucina.html Roma Una vera e propria scuola per amatori o professionisti. Docenti d'eccellenza, didattica innovativa e aule tecnologiche che simulano la cucina di un grande ristorante. Angelo Troiani, chef de Il Convivio, ha aperto Coquis con un corpo insegnanti stellare, da Anthony Genovese a Francesco Apreda, da Claudio Sadler a Cristina Bowerman. http://coquis.it/ Castel di Sangro (AQ) Niko Romito, presso il suo Casadonna, è l’anima del centro di alta formazione professionale. E per appassionati gourmet apre le porte con corsi periodici di 3 o 7 ore. Anche qui con attestato di partecipazione e grembiule. http://www.nikoromitoformazione.it/ Casamicciola Terme (Isola d'Ischia – NA) La superba arte di deliziar cucinando dello chef Nino Di Costanzo e la sua brigata si impara sul campo, con menù a scelta tra cui la pizza tradizionale napoletana e il pane fatto in casa. http://www.termemanzihotel.com/corsi-di-cucina-ischiatana-napoletana&lang=it Sorbo Serpico (AV) Paolo Barrale, chef siciliano d'origine e irpino d'adozione, tiene periodicamente delle lezioni presso il ristorante stellato delle cantine Feudi di San Gregorio, il Marennà. Preparerete un menù completo, abbinato al talento e alla simpatia dello chef. http://www.feudi.it/marenna/ Sant'Agata sui Due Golfi (NA) La storica famiglia Iaccarino offre corsi di cucina mediterranea, tra creatività e tradizione, e grande attenzione alla scelta e valorizzazione dei prodotti campani. http://www.donalfonso.com/it/cooking_school.htm Napoli Si impara la cucina napoletana con Lino Scarallo a Palazzo Petrucci. Per qualche ora sarete parte della sua brigata, imparandone ogni segreto. http://palazzopetrucci.it/in-cucina-con-lo-chef-corso-di-cucina/ Licata (AG) Dalle 9 alle 12, nella cucina di Pino Cuttaia, acquistando familiarità con il lavoro, per poi realizzare tre piatti del menù. http://www.ristorantelamadia.it/ungiornoincucina.php Ragusa Ospiti a casa di Ciccio Sultano per apprendere, passo passo, i segreti e le ricette della sua cucina. http://www.cicciosultano.it/scuola-di-cucina

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Tantissime ricette della cucina araba , dedicate a tutti coloro che amano i sapori ricchi di gusto e che rimandano a terre lontane. Le ricette arabe hanno ingredienti particolare ma non sempre facilissimi da trovare: in questa sezione vedremo insieme come realizzare a casa propria dei piatti particolari, anche rivisitati in chiave occidentale che piaceranno a tutta la famiglia. Si tratta di una cucina particolare, perfetta ad esempio per stupire i vostri ospiti durante una cena particolare e dai gusti forti. 1.- Verdure ripiene di couscous e pomodori. 2.- Tabulè di cuscus con cozze e finocchio. 3.- Tabulè con tofu e peperoncini. 4.- Tabulè alla frutta. 5.- Cous Cous con verdure e pollo. 6.- Delizia del sultano. 7.- Il caffè turco è diffuso in buona parte dei paesi del medio oriente, della penisola balcanica e del mondo arabo. 8.- Cuscus freddo con pomodori e cipollotti. 9.- Cuscus vegetariano con salsa alla tahina. 10.- La cucina nigeriana risulta quanto meno sorprendente, per l’uso d’ingredienti per noi sconosciuti e per il modo in cui sono cucinati. Se ti è piaciuta la ricetta, iscriviti al feed cliccando sull’immagine per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog: Trovato questo articolo interessante? Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google, Linkedin, Instagram o Pinterest. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie! CONDIVIDI SU!

Fonte: lacucinadisusana.blogspot.com.ar

Caffè Propaganda dopo il restyling degli spazi, ha riaperto le porte al pubblico il 19 aprile, inaugurando un nuovo corso avanguardista . Alle pareti, come nelle metropolitane parigine, le “carrelage métro” degli inizi del ‘900, riflettono la luce dei bellissimi lampadari a goccia, il pavimento alterna il fascino retrò delle cementine al parquet a listoni scuri. La parola d’ordine di Caffè Propaganda è “Avanguardia” , espressione di un contemporaneo concetto di accoglienza che si rispecchia anche negli spazi del locale che sono suddivisi per zone tematiche: il bar mixology ove al centro sono i grandi distillati e gli alchimisti Patrick Pistolesi e Livio Morena e il ristorante vero e proprio, guidato dal nuovo chef Fabio Pecelli, già executive chef di blasonati ristoranti della capitale. La sfida non è solo inventare qualcosa di nuovo nel piatto o nel bicchiere ma far sentire l’ospite parte integrante di un nuovo scenario catapultandolo in un mondo di alchimie alcoliche e di meraviglie create da una cucina rigorosa e personale, questo è l’obiettivo di Maurizio Bistocchi, Daniele Quattrini ed Edoardo Caracciolo . All’ingresso, la prima sala, rimane il regno del re del mixology romano Patrick Pistolesi , bar manager, coadiuvato da Livio Morena, bar tender, insieme al loro team. ”Hotel Avanguardia” , è la carta dei cocktails che farà attraversare il mondo intero tra racconti, suggestioni, profumi e sapori diversi, attraverso le camere d’albergo di varie nazioni e continenti, e in ognuna verrà presentato un whiskey o un rhum, una vodka o un gin accompagnato dal cocktail che più di ogni altro lo rappresenta. Della stessa stanza verrà presentata la sua evoluzione, cioè la sua anima all’avanguardia, con un cocktail di nuova concezione creato dal bar manager Patrick Pistolesi. Il percorso ovviamente non sarebbe completo se non fosse accompagnato da piatti che ne esaltassero le sensazioni olfattive e gustative: benché in quest’area la cucina abbia lasciato spazio al bar, lo chef Fabio Pecelli ha inserito in ogni stanza dell’Hotel Avanguardia una combinazione di piatti, lasciando all’ospite la libertà di scegliere ove sostare e quanto soffermarsi. Una selezione di proposte realizzate esclusivamente per il Bar completano la proposta gastronomica. Infine, ogni martedì e mercoledì si potranno degustare 14 distillati purissimi. Una porta in ferro e vetro ornata da una tenda rossa, introduce nella zona ristorante, regno dello chef Fabio Pecelli , giovane veterano delle cucine della capitale. Non ancora trentenne, ha importanti esperienze in ristoranti stellati (come il Reale di Niko Romito o il Giuda Ballerino), responsabilità da executive chef (Pastificio San Lorenzo) e da resident chef della scuola di formazione culinaria Coquis - Ateneo della Cucina Italiana. Decide da ragazzino che il suo posto è in cucina, racconta: “Non sono mai stanco: cucinare è per me continua meraviglia. Di ogni piatto provo a immaginare come renderlo degno di essere ricordato. Questo è ciò che desidero: scardinare idee pregresse su un piatto e provare a regalare forti sensazioni gustative”. Per il giovane chef, l’Avanguardia in cucina è aver fatto proprie le tradizioni e le tecniche per proporre piatti dal gusto immediato ma che rompano l’idea di un piatto come fosse un pregiudizio, donandogli in più un grafismo riconoscibile che riporta ai colori degli ingredienti. A sostenere la sua ricerca nelle materie prime, sono intervenuti i soci proprietari che hanno dato vita a Monterotondo a un vero e proprio orto biodinamico che rifornirà il Caffè Propaganda degli ortaggi e delle verdure necessarie come le misticanze. Partendo dalla selezione di farine, macinate a pietra, tutti gli alimenti utilizzati al Caffè Propaganda (tranne la pasta secca) vengono realizzati in cucina: dai pani ai grissini, dagli appetizer come il Sofficino ripieno o il Cono di broccoletti e pecorino a tutte le paste fresche. Per il pranzo viene offerto un menu più leggero e dinamico, nella Carta serale la ricerca e la dedizione dello chef trovano miglior espressione: il Tortello liquido di carbonara (una sfoglia che racchiude tutto il gusto della carbonara allo stato liquido, con zabaione salato e guanciale croccante); il Lenzuolo di seppia alla Luciana con pane nero cafone, la seppia viene ridotta quasi in polvere, poi ricostruita e unita con gli altri elementi classici del piatto come le patate e il pomodoro; la Quaglietta farcita , il suo sugo e il suo ovetto; la Pluma di maiale iberico, cenere, cipolla, mela e senape, carne cotta a bassa temperatura; infine, l ’ Ovo…Misù , che simboleggia la nascita del tiramisù, con un guscio croccante, tutto da assaggiare, che rappresenta una dedica particolare a Paolo Parisi e alle sue uova, le uniche utilizzate al Caffè Propaganda. I l pasto trova la sua conclusione con una deliziosa bomba fritta alla crema che arriva in tavola bollente, fritta al momento, incartata e sigillata dal suo adesivo “Boom!” : un richiamo divertente e fumettistico per raccontare un’esplosione di romanità per il palato. Due importanti e blasonati professionisti del settore completano il team: Enrico Camelio , formatore e professionista della sala, e Valerio Capriotti , già direttore di sala e sommelier presso il bistellato Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa (eletto Sommelier dell’anno da Identità Golose). Via Claudia 15, 00184 Roma (+39) 06 9453 4255 Martedì - Domenica | 12:00 - 02:00 info@caffepropaganda.it www.caffepropaganda.it

Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.it

Copyright 2017 ® - Contatti