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"Romagna e Sangiovese, sei sempre nel mio cuore..." Vi ho già detto quanto amo la mia Romagna, una terra ricca di tradizioni, di cultura, di sorrisi, di calore...e di azdore, di noi azdore...si mi ci metto anche io....chi sono le azdore? Ve lo dico subito. Azdora (o Arzdora) è un termine dialettale che in italiano significa "reggitrice, massaia"; indica la donna di casa romagnola, sostenitrice della famiglia, legatissima alle tradizioni della propria terra, in particolare riguardo alla cucina. L'azdora sà cucinare tutto, conosce ogni segreto, ogni trucco; è meglio di Bastianich, Ramsay, Cracco e Montersino...messi insieme. " Che dire di lei, musa ispiratrice dei nostri pensieri più grati, quando, seduti a tavola, mangiamo di gusto, con trasporto quasi estatico, i buoni piatti che lei ha preparato, complice il suo matterello". Quante cose buone offre la Romagna...davvero tante...tante varietà di pasta al mattarello, chi non conosce i caplèt, ovvero i cappelletti? ^_^ E poi la piada romagnola, definita da Giovanni Pascoli il "pane dei romagnoli" simbolo di questa terra, che unisce i romagnoli tanto quanto li separa la sua ricetta (eh si, non ne esiste solo una) ^_^ Oggi vi lascio la ricetta di uno dei tipi di pasta strettamente romagnoli, i passatelli. E' una pasta "particolare" nel senso che per prepararla non si usa farina, ma semplicemente pangrattato, parmigiano o grana, uova, sale e pepe. Una pasta che da prepararsi è semplice, ma bisogna seguire bene le dosi, per evitare che in cottura si sfaldi. L'impasto infatti deve risultare sodo ma non troppo duro, altrimenti quando andrete a passarli (a parte che vi farete dei bicipiti degni del miglior Tyson) si romperanno inevitabilmente in cottura. Ieri si usava questo strumento qui: Oggi invece si può tranquillamente usare uno schiacciapatate ^_^ Seguendo le dosi che ora vi lascio, otterrete dei passatelli che potrete preparare sia in brodo che asciutti. Ingredienti per 4 persone: pangrattato, 7 cucchiai parmigiano o grana grattugiati (o anche entrambi), 6 cucchiai 3 uova acqua calda o brodo caldo, 2 cucchiai un pizzico di sale pepe Preparazione: mettete pangrattato e parmigiano in una ciotola e mescolateli con un cucchiaio. In un'altra ciotolina sgusciate le uova e sbattetele con una forchetta, unite l'acqua o il brodo e sbattete ancora. Versate le uova nella ciotola col mix di pangrattato e formaggio e impastate, aggiustate di sale e pepe, formate una palla e otterrete una pasta soda ma come dicevo più sopra non deve essere troppo dura. A questo punto mettete sul fuoco una pentola con del buon brodo di carne o anche vegetale e, quando bolle, versatevi dentro i passatelli facendoli cadere direttamente dallo schiacciapatate; dividete la palla in quarti e passate ogni quarto allo schiacciapatate, staccando i passatelli con l'aiuto di un coltello e facendoli cadere direttamente nel brodo bollente. Cuocete un minuto e servite ^_^ BUON APPETITO BURDE'L!! (ragazzi) ^_^

Fonte: fiordvaniglia.blogspot.it

Piatti freschi... please! Siamo alle solite, quando arriva un po' di caldo e gente in giro con piumini e cappotti se ne vede sempre meno.. (stamattina ho incrociato per strada una tipa in infradito.. Oddio, abbiate pietà, vi prego!! Marzo, sole, sì ma... é pur sempre marzoooo) rieccoci... "ma chi c'ha voglia più di piatti fumanti che ti rigirano nello stomaco per tutto il pomeriggio e ti fanno annebbiare la mente ad ogni sussulto.. (ruttino và, avete capito) . Basta preparazioni pesanti dai . Non abbiamo più bisogno di troppe calorie, il nostro corpo ora si deve riscaldare meno e soprattutto con altre energie, per fortuna;-) E qui viene il bello, si mangia con più gusto perchè il cibo fresco rallegra la mente e i pensieri diventano migliori, più freschi appunto. Piaciuta? Ah quanta saggezza in un metro e sessanta... Un'idea per questo momento di transizione verso il caldo nonchè un aiuto contro la noia ai fornelli io ce l'ho: tonno di coniglio , antica e geniale preparazione contadina piemontese che mantiene i sapori della carne stupendamente, se conservata in ottimo olio extravergine d'oliva e aromi. Dopo averlo visto presentare da Federico ed Enrica in una delle ultime puntate di Masterchef mi sono chiesta perchè non pubblicare quello di casa mia, che facciamo da un secolo... ghiotto è ghiotto... e forse non ha niente da invidiare a quello della tv, già! Se solo Cracco assaggiasse il mio... TONNO DI CONIGLIO E PEPERONI INGREDIENTI per 4 persone: 300 gr. di tonno di coniglio ( ricetta qui ) 3 peperoni 1 ciuffo di prezzemolo 7-8 acciughe sott'olio 1 cucchiaino di olio all'aglio olio EVO q.b. fleur de sel q.b. PREPARAZIONE: Pulite i peperoni e arrostiteli in forno adagiandoli su carta forno per 30-40 minuti a 200° e rigirandoli un paio di volte. Quando la pelle sarà diventata nera, toglieteli dal forno e chiudeteli in un sacchetto di plastica per 10 minuti. Aprite in due i peperoni, eliminate il picciolo, i semi e i filamenti; strofinateli con un panno per eliminare la parte abbrustolita e tagliateli a striscioline regolari; sistemateli in una terrina e conditeli con il prezzemolo tritato, l’olio all’aglio, un filo di olio EVO e un pizzico di sale. Composizione del piatto : a iutandovi con un coppapasta rotondo fate uno strato di peperoni e adagiatevi sopra alcuni pezzi di tonno di coniglio; completate con un pizzico di fleur de sel e la salsa di acciuga, ottenuta frullando con il minipimer le acciughe e un filo di olio EVO.

Fonte: feelcook.blogspot.it

Questo è davvero un piatto delle grandi occasioni. L'ho preparato la settimana scorsa per una cena a casa mia ed è stato il top di tutta la serata... non a caso si ispira ad una ricetta proveniente direttamente dal San Domenico di Imola. E la userò per partecipare al mio primissimo contest! La pasta fatta in casa da me si fa continuamente, nello specifico io specializzata nella pasta ripiena. Questi fagottini (modello imitazione "chiusura Cracco", ergo in questo piatto ci sono le impronte di ben due stellati... e pensare che io sono appena appena un petardo) hanno un ripieno di morbidissimo e saporitissimo formaggio, e vanno impiattati su un velo di salsa ai funghi. FE-NO-ME-NA-LI. FAGOTTINI (ISPIRAZIONE SAN DOMENICO) NELLA SALSA DI FUNGHI per 4 persone Pasta: 300g farina 3 uova sale Farcia: 150 g di ricotta 100g di grana padano grattuggiato 200g di certosa 50 g di pecorino grattuggiato noce moscata sale e pepe bianco 1 tuorlo Salsa: 250 g di funghi misti 50g di chiodini 1 rametto di timo 1 scalogno 1 litro di brodo di pollo 300g di panna fresca 50g burro FAGOTTINI: In una ciotola unire alla ricotta il grana, il tuorlo, la certosa, il pecorino, noce moscata e aggiustare di sale e pepe. Fare l'impasto e farlo riposare mezz'ora. Tirare la sfoglia e farla a quadrati di 6 cm, porvi un cucchiaino colmo di farcia e chiudere il fagottino congiungendo le punte e i lati tra loro in modo da formare una sorta di fagottino quadrato. Mettere in frigo, o ancora meglio in freezer. CREMA DI FUNGHI: Far appassire lo scalogno tritato con l'olio, burro e timo. aggiungere i funghi, brasare fino a far perdere tutta l'acqua, aggiungere il brodo caldo e la panna. Far bollire per 10/15 minuti, togliere il rametto di timo, frullare col mixer, salare e pepare. Saltare in padella i chiodini con un pò di burro. Scolare i fagottini e saltarli nella padella coi chiodini. Presentazione: Disporre salsa di funghi calda nel piatto, adagiarvi sopra i fagottini con i chiodini, una grattuggiata di grana misto a pecorino e un filo di olio buono. Con questa ricetta partecipo al contest:

Fonte: tacchiepeperosa.blogspot.it

Nevica a più non posso (ancora!) e siamo reduci da una serie di cene e pranzi di degustazione, quindi oggi è meglio andare sul leggero. Tra le molte cose che ho cucinato nelle ultime 72 ore c'erano dei fagioli cannellini, preventivamente messi a bagno e poi lessati. Il famoso chef Cracco suggerisce nel titolo del suo ultimo libro che, se in cucina si vuol essere 'fighi' (passatemi il termine, lo usa lui) bisogna usare lo scalogno, io allora sono figherrima perchè questo profumato bulbo, nè cipolla nè aglio, con un delicato sapore e che non è mai indigesto, lo uso da quando ho iniziato a cucinare, imparando ad apprezzarlo nei nostri viaggi in Francia dov'è usato pressochè dappertutto. Non era facile acquistarlo sino ad alcuni anni fa, ora invece se ne trovano anche di più varietà e tra i maggiori produttori c'è la Romagna. L'ho usato soffritto, anzi caramellato, per guarnire questa semplice crema di cannellini. Se volete fare una cosa sbrigativa potete frullare, con l'aggiunta di un po' di brodo vegetale, i fagioli in scatola ben sciacquati, i tempi si riducono drasticamente e la vostra corroborante zuppa sarà pronta in pochi minuti, mentre la scaldate fate andare gli scalogni e le guarnizioni di sfoglia. Tuttavia usando fagioli secchi il gusto è nettamente migliore. Io ne ho approfittato per finire i cannellini di Sorano che avevo acquistato a Firenze ed è inutile che vi dica che la crema è deliziosa. Da un avanzo di pasta sfoglia ho ricavato, con un piccolo coppapasta, dei crostini che ho cotto in forno, ma si può guarnire con pane a dadini, fatti asciugare in padella. Dosi per 4 300 g cannellini secchi (o due scatole di pronti) brodo vegetale 3 scalogni mezzo rotolo di pasta sfoglia olio evo, sale Lesso i cannellini che ho tenuto a bagno per 12 ore, poi li faccio intiepidire prima di ridurli a crema, con un frullino a immersione, aggiungendo parte del loro brodo di cottura a seconda della consistenza che preferisco. In un padellino faccio soffriggere lentamente gli scalogni, pelati e tagliati a fettine, in un velo d'olio evo, li salo e li porto a cottura sino a che diventano trasparenti senza bruciare. Spennello di latte i crostini che ho ricavato dalla sfoglia e li cuocio per circa 10' in forno a 200°. Scaldo la crema e la scodello, la condisco con un po' di scalogno e con qualche crostino. Porto in tavola anche pepe nero macinato fresco o formaggio, a piacere. Se uso fagioli in scatola, li scolo e li sciacquo molto bene, scaldo del brodo vegetale per allungare e li frullo.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Buongiorno e buon giovedì, stamattina colazione veloce, nel senso che ho preparato tutto il giorno prima, messo in un barattolo, e chiuso a chiave, da sguardi e soprattutto pance indiscrete. La ricetta che ho scelto è quello di chef Carlo Cracco, tratta dal libro " Valle D'Aosta", ricetta tipica anche del Piemonte. Come tutte le ricette che ci vengono tramandate dal passato, venivano fatti con i resti di impasto del pane, e dopo la cottura passati nello zucchero o nel miele, anche se da fonti storiche erano preparati già alla corte dei Savoia, molto apprezzati dalle dame. Col passare del tempo la base di pane è rimasta la stessa, ma è stata aggiunta la sfogliatura di burro. Stamattina, visto che avevo preparato il tutto ieri quando in casa ero da sola, dal mio regno non saliva nessun profumino e quindi, qualcuno ha pensato che la serie delle colazionei speciali era stata rinviata, e si era rassegnato alla classica colazione, ma alla vista di questi splendidi dolcetti e soprattutto al sapore si è ricreduto e come sempre ha apprezzato, e quando è andato al lavoro, una porzioncina l'ha accompagnato per il viaggio. Non mi resta che augurarvi buona colazione. INGREDIENTI 500 gr di farina 0 200 gr di burro ( 200/250 ml circa di acqua) 5 gr di birra fresco 5 gr di sale 180 gr di zucchero semolato (io di canna) PROCEDIMENTO Sciogliete il lievito nell'acqua e lavorate l'impasto, aggiungendo alla fine il sale, deve risultare elastico di media consistenza, ponete il tutto in una boule, coprite con pellicola e lasciate lievitare per circa 1 ora. Nel frattempo fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente, quando l'impasto è raddoppiato (in inverno ovviamente ci vuole più tempo) , incorporatevi il burro morbido, un poco alla volta e poi lasciate riposare ancora per 1 ora. Trascorso questo tempo, formate dei cilindretti lunghi 10 max 15 centimetri larghi 1cm, chiudeteli semplicemente accostando le due estremità, passateli nello zucchero e cuoceteli a 220 gradi per 15 minuti. Una volta freddi riponeteli in una scatola p.s (quando incorporate il burro, all'inizio, sarete tentate di aggiungere la farina, non fatelo, incominciate ad unirlo, al massimo potete usare qualche manciata per il piano di lavoro, l'impasto deve risultare morbido, ma non appiccicoso) Alla prossima versione.

Fonte: laversionedianna.blogspot.it

Allora si! Esiste un pò di giustizia a questo mondo? Forse... ...tanto per cominciare stasera a fare l'areosol e leggere la storia a Tommaso ci è andato il mio compagno, al contrario delle altre sere nelle quali sono sempre andata io!!!!!!!!!!!! Areosol come cura per la tosse, assieme a cortisone ed antibiotici, Tommaso e Gianmarco, entrambi sono malati....e per colpa di quest'influenza domani siamo costretti a rinunciare al primo pic nic della stagione! I nostri amici hanno organizzato una piccola gita fuori porta con tanto di borse termiche cariche di viveri, ma noi purtroppo siamo costretti a rimanere a casa e tenere i bimbi riguardati! Pazienza, speriamo comunque che si il primo pic nic di una lunga serie alle quali noi parteciperemo....in piena salute!!! Io, però mi consolo, perchè venerdì vado a Roma, a conoscere finalmente, le ragazze che ormai da qualche mese segue sul web!!!! Emozionata come al primo giorno si scuola, frastornata e felice!!!!! Ed ora (finalmente!) ecco una ricetta semplice e salutare per tutte quelli che come me, domani stanno a casina!!!! Ringrazio di cuore Paola per avermi inviato come premio per la vincita del suo contest ben 6 pacchi di riso Riserva San Massimo con il quale farò sicuramente altre ricette! Ingredienti per 4 persone: 300 gr di riso (io ho usato il Carnaroli Riserva San Massimo) 1 cipollotto 1 carota (bella grande) 60 gr di piselli 60 gr di fagiolini 100 gr di asparagi 100 gr di burrata olio evo sale pepe bianco 1 noce di burro Pulite e tagliate tutte le verdure a cubetti di mezzo cm circa. (Per essere precisi, professionali e in tema con la stagione, tagliate a primavera tutte le verdure) Mettete a bollire un litro di acqua, salatela con del sale grosso e sbiancate le verdure (tranne il cipollotto) per 3-4 minuti. Tuffatele in una bacinella con acqua freddissima e scolatele. Non buttate via l'acqua di cottura! Sarà un ottimo brodo per cuocere il riso! Scaldate due o tre cucchiai di olio in una casseruola e fate rosolare il cipollotto, aggiungete il riso e fate tostare dai 3 ai 5 minuti (come dice Cracco). Quando sarà diventato bello trasparente, sentirete anche il profumo della tostatura, a questo punto copritelo con l'acqua delle verdure e fate cuocere per circa 15 minuti. Se volete prima di aggiungete l'acqua potete sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco...io lo faccio raramente perchè in casa non ce l' ho quasi mai, ma è così che si dovrebbe fare un buon risotto! Spezzate con le mani o tagliate la burrata. Cinque minuti prima della fine della cottura del riso aggiungete le verdure e la burrata e mescolate bene per far sciogliere il formaggio. Togliete dal fuoco, mantecate con una noce di burro e servite! SHARE:

Fonte: cucinascacciapensieri.blogspot.it

Maionese fatta in casa Ci sono alcune volte che sogno, ad occhi aperti, di potermi comprare un casale, di rimetterlo a posto e di trasformarlo in un B&B, magari sulle colline di Camaiore, con tanto verde intorno, viti e ulivi e potermi alzare la mattina presto, spalancare le finestre e vedere il mare. Sogno di coltivare il mio orto con le verdure di stagione tutto l’anno, di fare l’olio, il vino, avere delle galline ovaiole, una mucca per il latte che, sono sicura, finirebbe per morire di vecchiaia, degli asinelli, tanti fiori, alberi da frutto, cani e gatti. Sogno una cantina con i vini più pregiati e i liquori fatti in casa, i salumi appesi al soffitto, le marmellate e le conserve fatte da me, i formaggi. Sogno di alzarmi prestissimo la mattina e fare il pane, di vivere con il ritmo del sole e della natura, cucinare cose naturali, fatte a mano, fatte in casa. Troppo? Può darsi, ma i sogni, almeno quelli, non costano nulla. Sono cresciuta osservando tutti i giorni i gesti di mia madre in cucina, gesti semplici e veri di chi non usa la tecnologia e la chimica per cucinare, ma la sola forza delle braccia e di chi, per fare un piatto parte dall’inizio e non dal tutto pronto. L’ho vista impastare a mano, sempre, le ho visto, anno dopo anno, fare la conserva di pomodoro, talvolta il burro, la frutta sciroppata, il minestrone estivo ed invernale, tagliando una dopo l’altra tutte le verdure fresche, sgranare i fagioli e fare anche la maionese a mano. Lo so, lo faccio anch’io, è più facile mettere nel carrello un tubetto di maionese e poi conservarlo in frigo per molti giorni, ma si può anche fare la maionese fatta in casa, magari non utilizzando dosi eccessive, e consumandola in breve tempo, senza però aggiungere additivi e conservanti ma solo uova, olio e limone. La sorpresa è che, non solo è buonissima, ma ci vuole davvero poco tempo a farla. L’idea mi è venuta perché volevo fare un piatto che necessitava anche di maionese, perciò mi sono detta che potevo farla da me. Mia madre l’ha sempre fatta a mano e cioè con la frusta, mantenendo regolare il ritmo e il verso di rotazione per non farla impazzire con una mano e aggiungendo con l’altra, l’olio a filo. La tendinite al polso non me l’ha permesso e la mia, infatti, non è una versione handmade ma homemade, fatta, utilizzando il robot da cucina. Tuorli 2 uova codice 0 Olio di semi quanto riesce ad essere incorporato Olio evo 20 ml Limone 3 cucchiai di succo Sale Senape (facoltativa) mezzo cucchiaino Mettere i tuorli nel robot da cucina (con le fruste per montare) e sbatterli per 30 secondi poi aggiungere il sale e un pizzico di senape per evitare che la maionese possa impazzire (suggerimento di Carlo Cracco in una puntata di Masterchef Italia), a seguire unire l’olio a filo con calma. Aspettare che l’olio versato sia stato incorporato bene prima di aggiungerne altro. Quando la maionese avrà preso consistenza, aggiungere l’olio evo e il succo di limone, che aiuta la salsa a stabilizzarsi. Ho utilizzato uova del contadino di ottima qualità, d'altronde, decidere di fare un piatto fatto in casa, predispone necessariamente all’attenzione per gli ingredienti utilizzati. In precedenza, avevo adoperato solo l’olio evo ma il sapore della maionese era, decisamente, troppo forte, quasi amarognolo, per non parlare del colore che tendeva al giallo-verde.

Fonte: ilboscodialici.blogspot.it

Ebbene sì, dopo tante trattative, ecco approdato alla mia mensa il pluristellato chef e giudice di Masterchef, Carlo Cracco!!!Non ci crede nessuno vero? Però la bufala non è del tutto "bufala" perché Carlo Cracco è venuto davvero a casa mia, e ha persino cucinato per me e la mia famiglia. Lo ha fatto dalle pagine del suo libro "Se vuoi fare il figo usa lo scalogno" (ecco, magari sul titolo ci si poteva lavorare un po'...) ed. Rizzoli. L'acquisto è di domenica scorsa. Di solito il pomeriggio della domenica lo dedichiamo a qualche giretto fra le nostre colline per poi concludere in una libreria. Cerco di controllarmi sull'acquisto dei libri di cucina perchè credo di essere malata. Domenica però la libreria mi ha accolto così: "Sconti su tutti i libri di cucina..."e come potevo deludere tanta generosità. Così, complice la generosità di mio marito (non mi ha mai limitato in questi "vizi"), il signor Cracco è scivolato in una bella shopper di carta, dritto dritto, fino alla mia cucina. Il libro è interessante. Sottotitola: "Dalla pratica alla grammatica: imparare a cucinare in 60 ricette". Mi sono cimentata in base al tempo che avevo a disposizione. Ho scelto una ricetta del gruppo II di difficoltà, ho seguito tutte le istruzioni e....guardate cosa mi ha portato il signor Cracco per ringraziarmi dell'ospitalità che gli avevo concesso? Un bel mazzo di...grissini! Macché, non è vero nemmeno questa! I grissini me li sono preparata da sola ma le istruzioni date dal suo libro erano così chiare e semplici che quasi i grissini si facevano da soli! GRISSINI PIEMONTESI 480 g. farina 00 220 ml di acqua 75 ml di olio evo 15 g. lievito di birra (ho usato quello granulare, una bustina) 1 cucchiaino di miele (lui suggerisce il malto ma non lo avevo) 10 g. di sale 3 g. di zucchero Per rifinire: acqua olio evo parmigiano paprika dolce Non ho seguito alla lettera il suo procedimento ma il risultato è stato davvero buono. Mettere acqua, olio e sale nell'impastatrice. Aggiungere la farina, il miele, il lievito e lo zucchero. Impastare a velocità 1 (Ken...)per 10 minuti circa.Mettere a lievitare per tre ore circa, in una terrina ricoperta di pellicola e in un posto lontano da correnti d'aria (forno con la luce accesa). Prendere l'impasto, sgonfiarlo, dividerlo in tre filoni e con una spatola rigida, cominciare a dividerli in tanti bastoncini lunghi. Completare il confezionamento dei grissini con le mani, cercando di tenere lo stesso spessore per tutta la lunghezza. Si evitano così spiacevoli sorprese in cottura. Appoggiare i grissini su una placca da forno ricoperta di cartaforno. Per diversificare i gusti dei grissini rifinire in questo modo: - con un pennello bagnare il grissino con poco olio in cui è stata sciolta paprika (dolce p piccante, a piacere) - con un pennello bagnare il grissino con un' emulsione di acqua e olio e cospargere di parmigiano - con un pennello bagnare il grissino con un' emulsione di acqua e olio e cospargere di semi pi papavero. Cuocere a 190° per 10 minuti circa. Servire accompagnando con prosciutto cotto, crudo e, come va dalle mie parti, cicciolata. PS: povero Cracco, la prima ricetta e già tante variazioni...speriamo non se la prenda troppo e torni presto a cena da me!

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Ciao golosastri! Questi sono i primi muffin che io abbia mai cucinato. Li ho fatti in occasione di una delle tante cenetta che organizzo con i miei amici. Cercavo un antipasto che si cuocesse da solo in modo da avere il tempo di preparare anche altro e così ho provato a fare questi muffin che fortunatamente sono venuti bene e sono piaciuti anche al mio Cracco personale, non che il mio moroso, il quale non perde occasione di valutare, nel bene o nel male, i piatti che gli propongo... No commet! Vediamo cosa ho combinato. INGREDIENTI PER 12 MUFFIN: - 120 gr di farina - 2 uova - 100 gr di ricotta - 80 gr di scamorza affumicata - 40 gr di noci sgusciate - 100 gr di prosciutto cotto a cubetti - 8 gr di lievito istantaneo - 1 cucchiaio di olio di semi - sale e pepe Iniziate sbattendo le uova e unitevi la ricotta e il prosciutto cotto, amalgamate bene. In un'altra ciotola unite la farina setacciata, la scamorza tagliata a pezzettini, le noci spezzettate e per ultimo il lievito. Unite poi quest'ultimo composto a quello precedente, mescolate bene, aggiungete sale e pepe. Versate l'impasto negli stampini fino a 2/3 della capacità. Infornate il tutto in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti circa (finchè saranno gonfi ). Buon appetite!

Fonte: thekitchennook.blogspot.it

Spiego subito il significato di craccata . Craccato in questo caso non sta ad indicare quell’applicazione informatica che forza le protezioni di un software per utilizzarlo senza licenze. Per utilizzare un programma è giusto pagare il dovuto corrispettivo. Purtroppo, troppo spesso la gente è convinta che siccome l’informatica è alla portata di tutti e le informazioni una volta in rete sono a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, allora anche i programmi sono tutti gratis. No! Sbagliato! Ci sono sì i programmi freeware, gratuiti, ma ci sono anche quelli a pagamento e nessuna forma di crack è giustificata. Bisogna pagare e basta! Scusate questa premessa che non ha nulla di culinario e torno subito sui binari della cucina. Dicevo… perché craccata… semplicemente perché per fare questa mia seconda versione della Caesar Salad di Leo per partecipare all’ MTChallenge di giugno mi sono voluto ispirare ad un’idea dello Chef Cracco. Ho voluto provare una sua idea geniale. Ebbene sì, rendere i gusci delle cozze commestibili. Perché per un cozzaro cosa può esserci di meglio se non mangiare la cozza con tutto il guscio? :-) Il resto però è esclusivamente frutto della mia fantasia. Ed allora mi sono messo subito all’opera. Ingredienti 5 foglie di lattuga romana 3 fogli di pasta fillo 300 gr. di cozze 1 bustina di nero di seppia 70 gr. di gorgonzola un bicchierino di brandy prezzemolo olio evo Ho pulito le cozze. Una decina, le più belle e grosse, le ho tenute con il guscio, le altre le ho aperte nel solito modo a mano, conservando la loro acqua. Ho fatto aprire in un padellino le cozze con il guscio con un pochino di prezzemolo e un cucchiaio di olio. Una volta aperte ho estratto le cozze e le messe da parte con il loro liquido. Quindi ho preso i gusci, li ho unti con un velo d’olio, li ho internamente rivestiti con la pasta fillo e infornati a 180° C per circa 5 minuti. Quando ho visto che la pasta ha iniziato a colorirsi li ho estratti dal forno. Ho aspettato che si raffreddassero un po’ e poi ho separato i finti gusci di pasta da quelli veri. In un piattino ho messo il contenuto della bustina di nero di seppia che ho allungato con un pochino di olio e acqua di cottura delle cozze. Con un pennellino da cucina ho colorato i gusci di pasta fillo e poi li ho nuovamente infornati per un minutino in maniera tale che il nero di seppia asciugasse e la pasta fillo diventasse bella croccante. In un altro padellino ho messo le cozze aperte a mano e la loro acqua e ho fatto cuocere. Ho tolto le cozze e aggiunto nel liquido del pentolino il gorgonzola tagliato a cubetti che ho fatto sciogliere, restringendo il liquido. Ho aggiunto nuovamente le cozze e ho fatto insaporire il tutto. In un bicchiere ho emulsionato il brandy e l’olio. In un piatto ho tagliato le foglie di lattuga romana e le ho condite con l’emulsione di brandy/olio. Ho messo le cozze aperte nel padellino dentro i finti gusci e poi irrorato il piatto con il gorgonzola fuso nell’acqua delle cozze con le restanti cozze. N.B. Consiglio di non usare sale in quanto l’acqua delle cozze e il gorgonzola danno molta sapidità. Con questa ricetta partecipo alla sfida MTC n. 31 di giugno con la Caesar Salad di Leo .

Fonte: resistenzapoetica.blogspot.it

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