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Buona Pasquetta a tutti!! Come avete passato questi giorni di festa? Io in relax assoluto: complice il tempo, sono rimasta a casa, principalmente fra divano e cucina. A parte questa mattina, che ho fatto una camminata salutare, giusto per dire che ho fatto un pò di movimento per contrastare le libagioni festaiole!! Devo dire però che sono stata bene, sarà che io principalmente sono fatta per muovermi e uscire, ma con queste temperature e niente sole (tranne questa mattina) mi passa la voglia di vestirmi, di andare fuori, e quindi rimango bella felice in semi-pigiama, gironzolando per la casa, a sistemare qui e lì, a dormicchiare, pasticciare in cucina, eccetera...eccetera.... Da domani si ricomincia a sgambettare fra lavoro, palestra, corso CB, e naturalmente cucina, possibilmente dietetica!....mah....golosa come sono? vedremo.... Per gettare le basi (ehm....), oggi ho preparato la pasta frolla: ne ho fatta un bel pò e l'ho congelata per preparazioni future. Ci tenevo a raccontarvela qui, perchè l'ho già fatta ed è buona: è quella di Mister Carlo Cracco....e quindi....<3!! love love love!! hihi! A parte questa mia personale passione per lo chef, la sua frolla è davvero buona (già sperimentata...)!! Per due panetti da 490 gr circa: 500 gr farina 00 50 gr di farina di mandorle 175 gr di zucchero semolato 75 gr di tuorlo d'uovo (5 uova medie circa) 200 gr di burro morbido pizzico di sale In una ciotola mescolare le farine, con lo zucchero e trasferire nel robot da cucina. Lavorare il burro con i tuorli fino a fare una crema, aggiungendo anche un pizzico di sale. Versare nel robot con gli ingredienti secchi e impastare il tutto per 10 minuti. Trasferire in una spianatoia, raccogliere l'impasto con le mani e dividere in due parti uguali, per i due panetti da 490 gr. Utilizzare per biscotti, crostate, e tutto quello che volete di dolce! Vedremo cosa vi preparerò con questa frolla... ;) Buona serata e buon inizio settimana! Mari<3

Fonte: uncicloneincucina.blogspot.it

Durante le festività natalizie, tutti abbiamo a casa del salmone affumicato. Quest'anno io ne avevo una baffa intera e per di più affumicata artigianalmente. Vi lascio immaginare quanto buono fosse! Così ho deciso di andare oltre ai soliti crostini e ai tagliolini panna e salmone, buonissimi, ma troppo classici. Abbiamo sperimentato col pasticcio, che vi pubblicherò domani, e con il risotto... qualcosa di meraviglioso! Per 4 persone: 320 gr. di riso vialone nano 200 gr. di salmone affumicato 1 cipolla piccola 1 cuore di brodo knorr al pesce Per prima cosa preparate il brodo, utilizzate i cuor di brodo piuttosto che il granulare perchè trovo che sia più buono, potete usare anche un brodo vegetale, ma trovo che col brodo di pesce il risultato abbia uno sprint in più. Tritate la cipolla e fatela soffriggere con dell'olio di oliva, attenti a non farla bruciare e caramellare perchè poi prenderà quel sapore dolciastro che non vogliamo. Ora aggiungete il riso e tostatelo per 3 minuti, come ci insegna il caro Cracco (per chi non lo conoscesse, cercatelo su google o guardatevi Masterchef!), non oltre perchè altrimenti brucia. A questo punto unite il brodo un po' per volta, aggiungetene altro soltanto quando il liquido messo in precedenza si sarà assorbido e portate il riso a cottura. Mentre il riso cuoce, tritate il salmone affumicato. Una parte lasciatela così com'è e la userete come guarnizione al piatto, l'altra unitela al riso quando quest'ultimo sarà cotto, insieme al prezzemolo. Mi raccomando, unitelo a fiamma spenta, perchè non vogliamo cuocerlo; si cuocerà man mano con il solo calore del riso. Lasciate riposare qualche minuto e servite decorando con il salmone tenuto da parte. Buon appetito!

Fonte: cucinaconvaleria.blogspot.it

Questo è davvero un piatto delle grandi occasioni. L'ho preparato la settimana scorsa per una cena a casa mia ed è stato il top di tutta la serata... non a caso si ispira ad una ricetta proveniente direttamente dal San Domenico di Imola. E la userò per partecipare al mio primissimo contest! La pasta fatta in casa da me si fa continuamente, nello specifico io specializzata nella pasta ripiena. Questi fagottini (modello imitazione "chiusura Cracco", ergo in questo piatto ci sono le impronte di ben due stellati... e pensare che io sono appena appena un petardo) hanno un ripieno di morbidissimo e saporitissimo formaggio, e vanno impiattati su un velo di salsa ai funghi. FE-NO-ME-NA-LI. FAGOTTINI (ISPIRAZIONE SAN DOMENICO) NELLA SALSA DI FUNGHI per 4 persone Pasta: 300g farina 3 uova sale Farcia: 150 g di ricotta 100g di grana padano grattuggiato 200g di certosa 50 g di pecorino grattuggiato noce moscata sale e pepe bianco 1 tuorlo Salsa: 250 g di funghi misti 50g di chiodini 1 rametto di timo 1 scalogno 1 litro di brodo di pollo 300g di panna fresca 50g burro FAGOTTINI: In una ciotola unire alla ricotta il grana, il tuorlo, la certosa, il pecorino, noce moscata e aggiustare di sale e pepe. Fare l'impasto e farlo riposare mezz'ora. Tirare la sfoglia e farla a quadrati di 6 cm, porvi un cucchiaino colmo di farcia e chiudere il fagottino congiungendo le punte e i lati tra loro in modo da formare una sorta di fagottino quadrato. Mettere in frigo, o ancora meglio in freezer. CREMA DI FUNGHI: Far appassire lo scalogno tritato con l'olio, burro e timo. aggiungere i funghi, brasare fino a far perdere tutta l'acqua, aggiungere il brodo caldo e la panna. Far bollire per 10/15 minuti, togliere il rametto di timo, frullare col mixer, salare e pepare. Saltare in padella i chiodini con un pò di burro. Scolare i fagottini e saltarli nella padella coi chiodini. Presentazione: Disporre salsa di funghi calda nel piatto, adagiarvi sopra i fagottini con i chiodini, una grattuggiata di grana misto a pecorino e un filo di olio buono. Con questa ricetta partecipo al contest:

Fonte: tacchiepeperosa.blogspot.it

Alcuni giorni fa, entrata da Feltrinelli, mi dirigo come mio solito, agli scaffali dei libri di cucina e tra le varie proposte noto anche l'ultimo e probabilmente anche il primo libro dello chef Carlo Cracco. Diciamolo: l'uomo sarà anche bello ma, a mio giudizio, non brilla per simpatia, per cui prima di assumere l'iniziativa di sfogliare le pagine del volumetto, ho dovuto proprio accertarmi che non vi fosse niente in grado di suscitare il mio interesse. Stavo, dunque, per scendere le scale dando per scontata l'inutilità della visita, quando un misto di curiosità e scetticismo hanno stancamente condotto la mia mano a sollevare una copia del libro ed a sfogliarlo con opaco interesse. Cosa mi ha improvvisamente fatto cambiare idea? Il libro è un misto tra accenni di vita personale e ricette semplici: si parte da alcune indicazioni di base attraverso vere e proprie lezioni di cucina, si prosegue con l'indicazione di una determinata ricetta ed al termine viene aggiunto "il tocco dello chef" in grado di far brillare di luce nuova piatti che, ad una veloce scorsa, possono apparire scontati. Insomma, non si tratta della solita raccolta di ricette da chef, dai nomi carichi di straordinarie promesse ed elaborate con una creatività spesso inarrivabile ma di un nuovo modo, molto moderno ed intelligente, di riproporre ricette che se non sono della nonna, hanno ormai spazio nella elaborazione culinaria di chiunque nutra un minimo di interesse per la cucina e cerchi di praticarla. La "lezione di cucina" dissipa dubbi e risponde ad interrogativi che talvolta si pongono di fronte ad eventuali errori e fallimenti ed il "tocco dello chef" ridona novità, attualizzandoli, a piatti che potrebbero andare incontro ad un lento abbandono. Insomma mi è piaciuto, l'ho comprato e l'ho letto. Tra quelle pagine mi ha incuriosito ed affascinato un "tocco": l'accoppiamento di carote e curcuma. Il libro contiene una ricetta di crema di carote dalla quale mi sono del tutto distaccata nel desiderio di ottenere qualcosa di un pochino più saporito rispetto a quanto mi è parso emergesse dalle indicazioni di Cracco ma non mi sono sottratta all'aggiunta della curcuma che non avevo mai provato in vita mia. Chiedendo in giro mi sono state date indicazioni su dove avrei potuto acquistare questa spezia e, una volta trovatala, mi sono detta che se la curcuma ha raggiunto Genova, significa che non è proprio più possibile sottrarsi alle "contaminazioni" esotiche subite dalla cucina negli ultimi venti anni. Inutile, la classe di uno chef non è acqua: una spolverata di curcuma è in grado di rendere questa ricetta semplice e dal sapore quasi banale, un piatto davvero interessante e tale da poter essere preso in considerazione per una cena tra amici raffinata e leggera. Quella che vi indico non è neanche lontanamente la ricetta di Cracco ma solo una mia personale elaborazione, frutto di spicciola ed elementare esperienza. Da Cracco ho tratto solo l'idea di aromatizzare la crema con la curcuma (lui fresca, io.... in polvere) e se non avessi avuto il libro, non avrei mai potuto pensarci.  Crema di carote e curcuma Ingredienti (per 4 persona). 500 gr carote 1 scalogno 1 porro di media grandezza 500 ml acqua sale olio 20 gr burro 50 ml panna 2 gr curcuma in polvere 200 gr di filetto di nasello Tagliare a rondelle sottili le carote ed il porro e metterli da parte. Bollire il nasello. In una pentola larga e dai bordi alti, versare un po' di olio e la noce di burro facendovela sciogliere a fuoco dolcissimo. Aggiungere lo scalogno tritato finemente sino a farlo stufare sempre mantenendo il fuoco bassissimo. A questo punto versare nella pentola le fettine di carota e porro e lasciare che si insaporiscano aggiungendo il sale; quando le verdure si saranno leggermente insaporite, aggiungere l'acqua e portare a bollore. Appena il composto si sarà disfatto, togliere dal fuoco per ridurlo in crema con l'aiuto del frullatore ad immersione. aggiungere la panna e la curcuma. Porre la crema in una zuppiera o porzionarla nei singoli piatti decorando con la polpa sfaldata del nasello. Condire il tutto con un giro di olio a crudo che, a mio giudizio, è essenziale per completare il piatto. .......Sentirete la bontà, la delicatezza e la raffinatezza del sapore. n.d.r.: Cracco consiglia la curcuma fresca: io non solo l'avevo in polvere ma non me la sono sentita di utilizzarla nella quantità che lui sembrerebbe suggerire Per correttezza e per interesse che credo, a questo punto, di aver potuto suscitare, vi trascrivo la ricetta originale dello chef: Ingredienti (per 4 persone) n. 6 carote (cica 500 gr) 20 gr di curcuma fresca (un po' meno se in polvere) (n.d.r.:lascio a voi commenti e riflessioni) olio sale Lavate le carote senza pelarle e fatele cuocere in acqua bollente salata. Quando saranno morbide, scolatele e schiacciatele con una forchetta fino a ridurle in poltiglia e, se necessario, utilizzare anche un mixer o un frullatore ad immersione. Otterrete una purea setosa ed impalpabile, molto liscia che volendo, potrete ultilizzare anche in accompagnamento a carne o pesce....Se invece preferite una crema aggiungete un po' d'acqua o del brodo vegetale. Completare con un filo di olio. Cracco propone l'abbinamento della crema con i canestrelli ovvero capesante in miniatura tipiche della laguna di Venezia. E non ti vado a scoprire che il colore del contest Food & Colors di Essenza in Cucina del mese di novembre 2012 è proprio l'arancio? Anche se allo scadere dei termini, partecipo anch'io perchè questa crema val la pena di essere reclamizzata...

Fonte: secucinosorrido.blogspot.it

Tra tutti gli Chef Italiani quello che io adoro è Carlo Cracco. Lo reputo il miglior Chef Italiano sulla piazza per le sue idee innovative e particolari ma stando sempre molto attento alla tradizione e all’importanza degli ingredienti. Tra i suoi piatti stellati mi ha colpito questo per l’abbinamento Pesce Caffè. Occorrente: · 12 filetti di merluzzo (di circa 7/8 cm di lunghezza) · 2 cucchiai di caffè solubile · 1 tazzina di caffè nero · 12 foglie di limone · 6 cucchiai di miele (io ho usato quello all’erica) · 400 gr Pisellini surgelati · 1 spicchio di aglio · 1 cucchiaino di brodo vegetale granulare Preparazione: Per prima cosa dobbiamo mettere a marinare il nostro filetto di merluzzo. Prendiamo una teglia abbastanza alta, riempiamola di acqua e aggiungiamo una tazzina piena di caffè amaro e 2 cucchiaio da cucina di caffè solubile, mescoliamo bene e poi mettiamo i filetti di merluzzo. Lasciamo marinare per almeno 3 ore abbondanti. A questo punto io do una prima cottura al vapore adagiando i filetti su delle foglie di limone e li lascio cuocere per 5 minuti. Adesso, togliamo i filetti e adagiamoli in una teglia da forno bassa, spennelliamoli con del miele di acacia e mettiamoli in forno preriscaldato a 200° per 4 minuti. Quando li serviamo aggiustiamo di sale, usando un sale nero delle Hawaii. Passiamo ai piselli, versate un po’ di olio dentro una pentola con uno spicchio di aglio schiacciato. Subito dopo versate i piselli ancora surgelati e lasciate andare per qualche minuto a fuoco medio. A parte mettete 1 cucchiaio di brodo vegetale in polvere in un bicchiere e riempite di acqua tiepida. Dopo qualche minuto che i piselli stanno andando sul fuoco aggiungere il bicchiere di brodo ed abbassate la fiamma. Lasciate andare a fuoco basso finché i piselli saranno morbidi ma non rinsecchiti. Togliete dal fuoco, versate i piselli in un bicchiere per frullatori e frullate fino a che non si formerà una crema densa e verde. Consiglio, aggiungete il liquido dei piselli un po’ alla volta, così da creare una crema densa. Adesso per ultima cosa componiamo il piatto, servite al centro di un bel piatto bianco i filetti di merluzzo, e orniamo intorno con la crema di piselli. Un piatto stellato per voi ed i vostri ospiti

Fonte: imaginativecuisine.blogspot.it

In generale tutte le parti del maiale si accostano bene alla frutta che dona morbidezza e sapore. In particolare il maiale con le mele ha le sue origini nel XIV secolo, quando nelle corti rinascimentali si credeva fosse opportuno servire la carne abbinata a ciò di cui si nutrivano gli animali stessi e, nel caso del maiale, questo all'epoca si nutriva prevalentemente di mele. Indubbiamente il sapore dolciastro della frutta si abbina perfettamente alla carne del maiale, ma leggendo questa notizia non ho potuto fare a meno di ripensare a una assai più recente riportata su un sito e riguardante una presunta dichiarazione di Cracco sul suo A gnello in lacrima d’agnello : “ Il segreto è insaporirlo da vivo: preleviamo il latte materno, lo scaldiamo alla brace e lo insaporiamo con olio, prezzemolo, pepe, sale, aglio, coriandolo, noce moscata e rosmarino in modo da farlo abituare a quei sapori sin dalla prima poppata. In questa maniera la carne dell’agnellino acquisisce tutte le sfumature di sapori delle spezie e i profumi della brace in maniera più naturale." Ovviamente è tutta una montatura del sito per far ridere (o inorridire). Tornando alla nostra ricetta dell' Arrosto di Maiale al Forno con Erbe Aromatiche e Mele c'è da dire che si rivela un piatto eccezionale: semplice e ricercato al tempo stesso, delicato, saporito e perfetto da servire anche in occasione di una cena particolare. Ingredienti: 800 g di lonza 2 mele golden 120 g di pancetta tesa alloro salvia rosmarino 1 spicchio di aglio 250 ml di vino bianco olio evo sale pepe fecola di patate Procedimento: Insaporire l'arista con sale e pepe. Incidere profondamente l'arista ricavando delle fette non troppo sottili e senza arrivare a tagliarle completamente. Distanziarle e condirle con sale e pepe e lasciare insaporire. Tagliare le mele, private del torsolo, a fettine dello spessore di circa 5mm, inserirle nei tagli di carne e coprire con la pancetta. Con uno spiedo infilzare l'arrosto per tenerlo compatto oppure legarlo con un spago da cucina. Trasferire la carne in una pirofila oleata profumando con salvia, alloro, rosmarino e uno spicchio d'aglio in camicia. Disporre le restanti mele intorno alla carne. Passare in forno a 180°, dopo 10' irrorare con il vino bianco e coprire con un foglio di alluminio. Proseguire la cottura per circa 1 h irrorando con il suo liquido ogni tanto. Terminata la cottura togliere la carne dalla pirofila e lasciare riposare coperta con l'alluminio. Addensare il fondo di cottura aggiungendo mezzo cucchiaino di fecola e facendo ridurre la salsa per qualche minuto. Servire la carne nappando con la salsa testo Giuli Foodie

Fonte: giulifoodie.blogspot.it

Piatti freschi... please! Siamo alle solite, quando arriva un po' di caldo e gente in giro con piumini e cappotti se ne vede sempre meno.. (stamattina ho incrociato per strada una tipa in infradito.. Oddio, abbiate pietà, vi prego!! Marzo, sole, sì ma... é pur sempre marzoooo) rieccoci... "ma chi c'ha voglia più di piatti fumanti che ti rigirano nello stomaco per tutto il pomeriggio e ti fanno annebbiare la mente ad ogni sussulto.. (ruttino và, avete capito) . Basta preparazioni pesanti dai . Non abbiamo più bisogno di troppe calorie, il nostro corpo ora si deve riscaldare meno e soprattutto con altre energie, per fortuna;-) E qui viene il bello, si mangia con più gusto perchè il cibo fresco rallegra la mente e i pensieri diventano migliori, più freschi appunto. Piaciuta? Ah quanta saggezza in un metro e sessanta... Un'idea per questo momento di transizione verso il caldo nonchè un aiuto contro la noia ai fornelli io ce l'ho: tonno di coniglio , antica e geniale preparazione contadina piemontese che mantiene i sapori della carne stupendamente, se conservata in ottimo olio extravergine d'oliva e aromi. Dopo averlo visto presentare da Federico ed Enrica in una delle ultime puntate di Masterchef mi sono chiesta perchè non pubblicare quello di casa mia, che facciamo da un secolo... ghiotto è ghiotto... e forse non ha niente da invidiare a quello della tv, già! Se solo Cracco assaggiasse il mio... TONNO DI CONIGLIO E PEPERONI INGREDIENTI per 4 persone: 300 gr. di tonno di coniglio ( ricetta qui ) 3 peperoni 1 ciuffo di prezzemolo 7-8 acciughe sott'olio 1 cucchiaino di olio all'aglio olio EVO q.b. fleur de sel q.b. PREPARAZIONE: Pulite i peperoni e arrostiteli in forno adagiandoli su carta forno per 30-40 minuti a 200° e rigirandoli un paio di volte. Quando la pelle sarà diventata nera, toglieteli dal forno e chiudeteli in un sacchetto di plastica per 10 minuti. Aprite in due i peperoni, eliminate il picciolo, i semi e i filamenti; strofinateli con un panno per eliminare la parte abbrustolita e tagliateli a striscioline regolari; sistemateli in una terrina e conditeli con il prezzemolo tritato, l’olio all’aglio, un filo di olio EVO e un pizzico di sale. Composizione del piatto : a iutandovi con un coppapasta rotondo fate uno strato di peperoni e adagiatevi sopra alcuni pezzi di tonno di coniglio; completate con un pizzico di fleur de sel e la salsa di acciuga, ottenuta frullando con il minipimer le acciughe e un filo di olio EVO.

Fonte: feelcook.blogspot.it

Maionese fatta in casa Ci sono alcune volte che sogno, ad occhi aperti, di potermi comprare un casale, di rimetterlo a posto e di trasformarlo in un B&B, magari sulle colline di Camaiore, con tanto verde intorno, viti e ulivi e potermi alzare la mattina presto, spalancare le finestre e vedere il mare. Sogno di coltivare il mio orto con le verdure di stagione tutto l’anno, di fare l’olio, il vino, avere delle galline ovaiole, una mucca per il latte che, sono sicura, finirebbe per morire di vecchiaia, degli asinelli, tanti fiori, alberi da frutto, cani e gatti. Sogno una cantina con i vini più pregiati e i liquori fatti in casa, i salumi appesi al soffitto, le marmellate e le conserve fatte da me, i formaggi. Sogno di alzarmi prestissimo la mattina e fare il pane, di vivere con il ritmo del sole e della natura, cucinare cose naturali, fatte a mano, fatte in casa. Troppo? Può darsi, ma i sogni, almeno quelli, non costano nulla. Sono cresciuta osservando tutti i giorni i gesti di mia madre in cucina, gesti semplici e veri di chi non usa la tecnologia e la chimica per cucinare, ma la sola forza delle braccia e di chi, per fare un piatto parte dall’inizio e non dal tutto pronto. L’ho vista impastare a mano, sempre, le ho visto, anno dopo anno, fare la conserva di pomodoro, talvolta il burro, la frutta sciroppata, il minestrone estivo ed invernale, tagliando una dopo l’altra tutte le verdure fresche, sgranare i fagioli e fare anche la maionese a mano. Lo so, lo faccio anch’io, è più facile mettere nel carrello un tubetto di maionese e poi conservarlo in frigo per molti giorni, ma si può anche fare la maionese fatta in casa, magari non utilizzando dosi eccessive, e consumandola in breve tempo, senza però aggiungere additivi e conservanti ma solo uova, olio e limone. La sorpresa è che, non solo è buonissima, ma ci vuole davvero poco tempo a farla. L’idea mi è venuta perché volevo fare un piatto che necessitava anche di maionese, perciò mi sono detta che potevo farla da me. Mia madre l’ha sempre fatta a mano e cioè con la frusta, mantenendo regolare il ritmo e il verso di rotazione per non farla impazzire con una mano e aggiungendo con l’altra, l’olio a filo. La tendinite al polso non me l’ha permesso e la mia, infatti, non è una versione handmade ma homemade, fatta, utilizzando il robot da cucina. Tuorli 2 uova codice 0 Olio di semi quanto riesce ad essere incorporato Olio evo 20 ml Limone 3 cucchiai di succo Sale Senape (facoltativa) mezzo cucchiaino Mettere i tuorli nel robot da cucina (con le fruste per montare) e sbatterli per 30 secondi poi aggiungere il sale e un pizzico di senape per evitare che la maionese possa impazzire (suggerimento di Carlo Cracco in una puntata di Masterchef Italia), a seguire unire l’olio a filo con calma. Aspettare che l’olio versato sia stato incorporato bene prima di aggiungerne altro. Quando la maionese avrà preso consistenza, aggiungere l’olio evo e il succo di limone, che aiuta la salsa a stabilizzarsi. Ho utilizzato uova del contadino di ottima qualità, d'altronde, decidere di fare un piatto fatto in casa, predispone necessariamente all’attenzione per gli ingredienti utilizzati. In precedenza, avevo adoperato solo l’olio evo ma il sapore della maionese era, decisamente, troppo forte, quasi amarognolo, per non parlare del colore che tendeva al giallo-verde.

Fonte: ilboscodialici.blogspot.it

Spiego subito il significato di craccata . Craccato in questo caso non sta ad indicare quell’applicazione informatica che forza le protezioni di un software per utilizzarlo senza licenze. Per utilizzare un programma è giusto pagare il dovuto corrispettivo. Purtroppo, troppo spesso la gente è convinta che siccome l’informatica è alla portata di tutti e le informazioni una volta in rete sono a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, allora anche i programmi sono tutti gratis. No! Sbagliato! Ci sono sì i programmi freeware, gratuiti, ma ci sono anche quelli a pagamento e nessuna forma di crack è giustificata. Bisogna pagare e basta! Scusate questa premessa che non ha nulla di culinario e torno subito sui binari della cucina. Dicevo… perché craccata… semplicemente perché per fare questa mia seconda versione della Caesar Salad di Leo per partecipare all’ MTChallenge di giugno mi sono voluto ispirare ad un’idea dello Chef Cracco. Ho voluto provare una sua idea geniale. Ebbene sì, rendere i gusci delle cozze commestibili. Perché per un cozzaro cosa può esserci di meglio se non mangiare la cozza con tutto il guscio? :-) Il resto però è esclusivamente frutto della mia fantasia. Ed allora mi sono messo subito all’opera. Ingredienti 5 foglie di lattuga romana 3 fogli di pasta fillo 300 gr. di cozze 1 bustina di nero di seppia 70 gr. di gorgonzola un bicchierino di brandy prezzemolo olio evo Ho pulito le cozze. Una decina, le più belle e grosse, le ho tenute con il guscio, le altre le ho aperte nel solito modo a mano, conservando la loro acqua. Ho fatto aprire in un padellino le cozze con il guscio con un pochino di prezzemolo e un cucchiaio di olio. Una volta aperte ho estratto le cozze e le messe da parte con il loro liquido. Quindi ho preso i gusci, li ho unti con un velo d’olio, li ho internamente rivestiti con la pasta fillo e infornati a 180° C per circa 5 minuti. Quando ho visto che la pasta ha iniziato a colorirsi li ho estratti dal forno. Ho aspettato che si raffreddassero un po’ e poi ho separato i finti gusci di pasta da quelli veri. In un piattino ho messo il contenuto della bustina di nero di seppia che ho allungato con un pochino di olio e acqua di cottura delle cozze. Con un pennellino da cucina ho colorato i gusci di pasta fillo e poi li ho nuovamente infornati per un minutino in maniera tale che il nero di seppia asciugasse e la pasta fillo diventasse bella croccante. In un altro padellino ho messo le cozze aperte a mano e la loro acqua e ho fatto cuocere. Ho tolto le cozze e aggiunto nel liquido del pentolino il gorgonzola tagliato a cubetti che ho fatto sciogliere, restringendo il liquido. Ho aggiunto nuovamente le cozze e ho fatto insaporire il tutto. In un bicchiere ho emulsionato il brandy e l’olio. In un piatto ho tagliato le foglie di lattuga romana e le ho condite con l’emulsione di brandy/olio. Ho messo le cozze aperte nel padellino dentro i finti gusci e poi irrorato il piatto con il gorgonzola fuso nell’acqua delle cozze con le restanti cozze. N.B. Consiglio di non usare sale in quanto l’acqua delle cozze e il gorgonzola danno molta sapidità. Con questa ricetta partecipo alla sfida MTC n. 31 di giugno con la Caesar Salad di Leo .

Fonte: resistenzapoetica.blogspot.it

P { margin-bottom: 0.21cm; } Aggiungerei “a modo mio”… Base di partenza la ricetta di Carlo Cracco dal libro Se vuoi fare il figo usa lo scalogno , a seguire mie personalizzazioni dettate dall’estro del momento. Il vitello tonnato è, secondo me, un piatto perfetto per l’estate, ma la differenza, a mio avviso, la fa lo spessore della fettina di carne che, se tagliata troppo grossa, rischia di rovinare tutto. Qui ci si infighetta, mi direte, ehhhhh ognuno c’ha le proprie fisime, vi rispondo io! INGREDIENTI Per la carne 600 gr di polpa di vitello 1 filetto di acciuga 1 carota 1 costa di sedano Aglio, alloro, burro Per la salsa 200 gr di tonno gocciolato 20 gr acciughe 50 gr di capperi dissalati 2 tuorli d’uovo bolliti e setacciati (secondo la ricetta di Cracco) 1 cucchiaiata di mayo (mia aggiunta, perché a quanto pare la ricetta originale, quella storica, non la prevede) PROCEDIMENTO Rosolate la carne con aglio alloro ed acciuga assieme a carota e sedano affettati sottilmente, aggiungete un paio di mestoli di acqua, salate e lasciate cuocere a pentola coperta. Togliete dal fuoco, lasciate raffreddare e, nel frattempo preparate la salsa. Frullate le verdure con cui avete cotto la carne con un po’ del loro sughetto, assieme al tonno, l’acciuga ed i capperi. Io ho aggiunto una cucchiaiata di maionese, Cracco suggerisce i tuorli d’uovo per amalgamare. Affettate la carne non più spessa di un paio di mm e copritela con una bella cucchiaiata di salsa. Guarnite con qualche cappero.

Fonte: scamorzeaifornelli.blogspot.it

Sembra una b analità, fare la pizza nel forno di casa. Pare semplice, ma tra la perfezione e la ciofeca il passo è breve, anzi brevissimo! Primo e più comune errore, usare troppo lievito. Purtroppo molti credono fermamente che la giusta dose di lievito sia un panetto intero, qualsiasi sia la ricetta. Io che impasto lievitati un giorno sì ed uno pure con un panetto ci campo un mese, just saying. Secondo errore la "farina di manitoba che lievita prima", ed effetto chewing gum assicurato. Terzo errore (anzi orrore), stenderla col mattarello. Ora, non voglio essere l'ennesima foodblogger a dichiarare di aver trovato la ricetta perfetta. Se poi mezzo mondo ci crede delle perfette imbecilli, più montate di Carlo Cracco, un motivo sotto sotto c'è... Ho però trovato la ricetta perfetta per me, quella che combina una lievitazione abbastanza lunga da potermi andare a fare un giro in centro con una pizza digeribile, profumata e buona! Ingredienti (per una teglia): - 340 di farina 00 - 340 gr di farina di semola rimacinata - 400 gr di acqua - 10 ml di olio extravergine di oliva - un cucchiaino di sale - 2 gr di lievito Per condire: - 300 gr di polpa di pomodoro - un cucchiaio di olio extra vergine di oliva - abbondante origano - 150 gr di mozzarella - altro a piacere Procedimento: Mescolate il lievito con l'acqua tiepida, fino a scioglierlo completamente, quindi unitevi l'olio, la farina ed il sale. Conviene sempre miscelare a parte farina e sale, così che quest'ultimo dia meno fastidio al lievito. Trasferite su un piano di lavoro, ed impastate rigorosamente a mano. Nel giro di qualche minuto otterrete un impasto omogeneo ed abbastanza liscio. Dopo aver formato una palla, spolveratelo di farina e mettetelo a lievitare a temperatura ambiente, in un contenitore coperto da un piatto. Nel caso sia particolarmente freddo, potete sfruttare il tepore del forno con la sola lampadina accesa. I tempi di lievitazione sono fondamentali per avere una pizza come si deve. Io impasto alle 10, quindi lascio più che raddoppiare di volume. Ci vogliono circa due ore, quindi sotto mezzogiorno rimetto l'impasto sul piano spolverato di farina, lo lavoro velocemente con la punta delle dita e, dopo aver di nuovo formato la palla, lo rimetto a lievitare. Trascorse altre due ore, quindi alle 14, stessa cosa: farina sul piano di lavoro, impasto con la punta delle dita, e ancora a palla. A questo punto, quindi dopo 4 ore di lievitazione a temperatura ambiente, trasferisco l'impasto in frigo fino a sera. Quando è ora metto di nuovo l'impasto sul piano di lavoro infarinato, e lo allargo con la punta delle dita, tirandolo delicatamente fino a fargli raggiungere la forma della teglia. Passiamo alla cottura. Preriscaldate il forno a 200°C, e nell'intanto lasciate alla pizza il tempo per riposare. Io cuocio la pizza sulla piastra refrattaria di Arrotino Rigotti , ma questa ricetta non delude neanche nelle normali teglie da forno. Mescolate insieme della polpa di pomodoro, abbondante origano e un filo d'olio, quindi distribuite sulla pizza. Cuocete una decina di minuti solo con questo condimento, prima di aggiungere il resto. Alla pizza che vedete nella foto sono stati aggiunti carciofini, salsiccia di manzo e ovviamente la mozzarella. Quest'ultima, è normale mozzarella messa a scolare per una mezz'ora. La mozzarella per pizza davvero non mi piace, e quella di bufala credo sia meglio mangiarla cruda. Il tempo di cottura totale per me è di circa 25-30 minuti, forno statico, teglia posizionata a metà altezza. Tolgo dal forno quando la pasta diventa bella dorata, sia ai lati che sotto. Com'è? Prima di tutto profumata, grazie alla lievitazione ed alla farina di semola. E' morbida e piena di bolle (alveolata, per chi ama i termini foodie), ma con una splendida crosticina dorata. Ovviamente non sa di lievito, e si digerisce alla perfezione! Insomma, perfetta per essere finita prima ancora che io dica "è pronto"! Consigli: Ho evitato volutamente l'uso di zucchero o miele, spesso aggiunti per "attivare" il lievito e velocizzarne l'azione. Non ce n'è davvero bisogno, nonostante il pochissimo lievito! Se come me usate una piastra refrattaria, ricordate di metterla nel forno prima di iniziare a scaldarlo, e di lasciarvela poi una ventina di minuti una volta raggiunta la temperatura giusta. In questo modo il materiale della piastra avrà modo di assorbire calore, ed essere davvero un'arma in più per una pizza perfetta. Se per cuocere u sate una "normale" teglia da forno, consiglio di ungerla appena con un filo d'olio per evitare c he la pizza si attacchi, soprat tutto se non è molto antiaderente. Conditela con quel che più vi piace. Solo vi prego, VI PREGO, niente ananas.

Fonte: langolodellacasalinga.blogspot.it

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