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Piatti freschi... please! Siamo alle solite, quando arriva un po' di caldo e gente in giro con piumini e cappotti se ne vede sempre meno.. (stamattina ho incrociato per strada una tipa in infradito.. Oddio, abbiate pietà, vi prego!! Marzo, sole, sì ma... é pur sempre marzoooo) rieccoci... "ma chi c'ha voglia più di piatti fumanti che ti rigirano nello stomaco per tutto il pomeriggio e ti fanno annebbiare la mente ad ogni sussulto.. (ruttino và, avete capito) . Basta preparazioni pesanti dai . Non abbiamo più bisogno di troppe calorie, il nostro corpo ora si deve riscaldare meno e soprattutto con altre energie, per fortuna;-) E qui viene il bello, si mangia con più gusto perchè il cibo fresco rallegra la mente e i pensieri diventano migliori, più freschi appunto. Piaciuta? Ah quanta saggezza in un metro e sessanta... Un'idea per questo momento di transizione verso il caldo nonchè un aiuto contro la noia ai fornelli io ce l'ho: tonno di coniglio , antica e geniale preparazione contadina piemontese che mantiene i sapori della carne stupendamente, se conservata in ottimo olio extravergine d'oliva e aromi. Dopo averlo visto presentare da Federico ed Enrica in una delle ultime puntate di Masterchef mi sono chiesta perchè non pubblicare quello di casa mia, che facciamo da un secolo... ghiotto è ghiotto... e forse non ha niente da invidiare a quello della tv, già! Se solo Cracco assaggiasse il mio... TONNO DI CONIGLIO E PEPERONI INGREDIENTI per 4 persone: 300 gr. di tonno di coniglio ( ricetta qui ) 3 peperoni 1 ciuffo di prezzemolo 7-8 acciughe sott'olio 1 cucchiaino di olio all'aglio olio EVO q.b. fleur de sel q.b. PREPARAZIONE: Pulite i peperoni e arrostiteli in forno adagiandoli su carta forno per 30-40 minuti a 200° e rigirandoli un paio di volte. Quando la pelle sarà diventata nera, toglieteli dal forno e chiudeteli in un sacchetto di plastica per 10 minuti. Aprite in due i peperoni, eliminate il picciolo, i semi e i filamenti; strofinateli con un panno per eliminare la parte abbrustolita e tagliateli a striscioline regolari; sistemateli in una terrina e conditeli con il prezzemolo tritato, l’olio all’aglio, un filo di olio EVO e un pizzico di sale. Composizione del piatto : a iutandovi con un coppapasta rotondo fate uno strato di peperoni e adagiatevi sopra alcuni pezzi di tonno di coniglio; completate con un pizzico di fleur de sel e la salsa di acciuga, ottenuta frullando con il minipimer le acciughe e un filo di olio EVO.

Fonte: feelcook.blogspot.it

Buona Pasquetta a tutti!! Come avete passato questi giorni di festa? Io in relax assoluto: complice il tempo, sono rimasta a casa, principalmente fra divano e cucina. A parte questa mattina, che ho fatto una camminata salutare, giusto per dire che ho fatto un pò di movimento per contrastare le libagioni festaiole!! Devo dire però che sono stata bene, sarà che io principalmente sono fatta per muovermi e uscire, ma con queste temperature e niente sole (tranne questa mattina) mi passa la voglia di vestirmi, di andare fuori, e quindi rimango bella felice in semi-pigiama, gironzolando per la casa, a sistemare qui e lì, a dormicchiare, pasticciare in cucina, eccetera...eccetera.... Da domani si ricomincia a sgambettare fra lavoro, palestra, corso CB, e naturalmente cucina, possibilmente dietetica!....mah....golosa come sono? vedremo.... Per gettare le basi (ehm....), oggi ho preparato la pasta frolla: ne ho fatta un bel pò e l'ho congelata per preparazioni future. Ci tenevo a raccontarvela qui, perchè l'ho già fatta ed è buona: è quella di Mister Carlo Cracco....e quindi....<3!! love love love!! hihi! A parte questa mia personale passione per lo chef, la sua frolla è davvero buona (già sperimentata...)!! Per due panetti da 490 gr circa: 500 gr farina 00 50 gr di farina di mandorle 175 gr di zucchero semolato 75 gr di tuorlo d'uovo (5 uova medie circa) 200 gr di burro morbido pizzico di sale In una ciotola mescolare le farine, con lo zucchero e trasferire nel robot da cucina. Lavorare il burro con i tuorli fino a fare una crema, aggiungendo anche un pizzico di sale. Versare nel robot con gli ingredienti secchi e impastare il tutto per 10 minuti. Trasferire in una spianatoia, raccogliere l'impasto con le mani e dividere in due parti uguali, per i due panetti da 490 gr. Utilizzare per biscotti, crostate, e tutto quello che volete di dolce! Vedremo cosa vi preparerò con questa frolla... ;) Buona serata e buon inizio settimana! Mari<3

Fonte: uncicloneincucina.blogspot.it

Questo è davvero un piatto delle grandi occasioni. L'ho preparato la settimana scorsa per una cena a casa mia ed è stato il top di tutta la serata... non a caso si ispira ad una ricetta proveniente direttamente dal San Domenico di Imola. E la userò per partecipare al mio primissimo contest! La pasta fatta in casa da me si fa continuamente, nello specifico io specializzata nella pasta ripiena. Questi fagottini (modello imitazione "chiusura Cracco", ergo in questo piatto ci sono le impronte di ben due stellati... e pensare che io sono appena appena un petardo) hanno un ripieno di morbidissimo e saporitissimo formaggio, e vanno impiattati su un velo di salsa ai funghi. FE-NO-ME-NA-LI. FAGOTTINI (ISPIRAZIONE SAN DOMENICO) NELLA SALSA DI FUNGHI per 4 persone Pasta: 300g farina 3 uova sale Farcia: 150 g di ricotta 100g di grana padano grattuggiato 200g di certosa 50 g di pecorino grattuggiato noce moscata sale e pepe bianco 1 tuorlo Salsa: 250 g di funghi misti 50g di chiodini 1 rametto di timo 1 scalogno 1 litro di brodo di pollo 300g di panna fresca 50g burro FAGOTTINI: In una ciotola unire alla ricotta il grana, il tuorlo, la certosa, il pecorino, noce moscata e aggiustare di sale e pepe. Fare l'impasto e farlo riposare mezz'ora. Tirare la sfoglia e farla a quadrati di 6 cm, porvi un cucchiaino colmo di farcia e chiudere il fagottino congiungendo le punte e i lati tra loro in modo da formare una sorta di fagottino quadrato. Mettere in frigo, o ancora meglio in freezer. CREMA DI FUNGHI: Far appassire lo scalogno tritato con l'olio, burro e timo. aggiungere i funghi, brasare fino a far perdere tutta l'acqua, aggiungere il brodo caldo e la panna. Far bollire per 10/15 minuti, togliere il rametto di timo, frullare col mixer, salare e pepare. Saltare in padella i chiodini con un pò di burro. Scolare i fagottini e saltarli nella padella coi chiodini. Presentazione: Disporre salsa di funghi calda nel piatto, adagiarvi sopra i fagottini con i chiodini, una grattuggiata di grana misto a pecorino e un filo di olio buono. Con questa ricetta partecipo al contest:

Fonte: tacchiepeperosa.blogspot.it

Alcuni giorni fa, entrata da Feltrinelli, mi dirigo come mio solito, agli scaffali dei libri di cucina e tra le varie proposte noto anche l'ultimo e probabilmente anche il primo libro dello chef Carlo Cracco. Diciamolo: l'uomo sarà anche bello ma, a mio giudizio, non brilla per simpatia, per cui prima di assumere l'iniziativa di sfogliare le pagine del volumetto, ho dovuto proprio accertarmi che non vi fosse niente in grado di suscitare il mio interesse. Stavo, dunque, per scendere le scale dando per scontata l'inutilità della visita, quando un misto di curiosità e scetticismo hanno stancamente condotto la mia mano a sollevare una copia del libro ed a sfogliarlo con opaco interesse. Cosa mi ha improvvisamente fatto cambiare idea? Il libro è un misto tra accenni di vita personale e ricette semplici: si parte da alcune indicazioni di base attraverso vere e proprie lezioni di cucina, si prosegue con l'indicazione di una determinata ricetta ed al termine viene aggiunto "il tocco dello chef" in grado di far brillare di luce nuova piatti che, ad una veloce scorsa, possono apparire scontati. Insomma, non si tratta della solita raccolta di ricette da chef, dai nomi carichi di straordinarie promesse ed elaborate con una creatività spesso inarrivabile ma di un nuovo modo, molto moderno ed intelligente, di riproporre ricette che se non sono della nonna, hanno ormai spazio nella elaborazione culinaria di chiunque nutra un minimo di interesse per la cucina e cerchi di praticarla. La "lezione di cucina" dissipa dubbi e risponde ad interrogativi che talvolta si pongono di fronte ad eventuali errori e fallimenti ed il "tocco dello chef" ridona novità, attualizzandoli, a piatti che potrebbero andare incontro ad un lento abbandono. Insomma mi è piaciuto, l'ho comprato e l'ho letto. Tra quelle pagine mi ha incuriosito ed affascinato un "tocco": l'accoppiamento di carote e curcuma. Il libro contiene una ricetta di crema di carote dalla quale mi sono del tutto distaccata nel desiderio di ottenere qualcosa di un pochino più saporito rispetto a quanto mi è parso emergesse dalle indicazioni di Cracco ma non mi sono sottratta all'aggiunta della curcuma che non avevo mai provato in vita mia. Chiedendo in giro mi sono state date indicazioni su dove avrei potuto acquistare questa spezia e, una volta trovatala, mi sono detta che se la curcuma ha raggiunto Genova, significa che non è proprio più possibile sottrarsi alle "contaminazioni" esotiche subite dalla cucina negli ultimi venti anni. Inutile, la classe di uno chef non è acqua: una spolverata di curcuma è in grado di rendere questa ricetta semplice e dal sapore quasi banale, un piatto davvero interessante e tale da poter essere preso in considerazione per una cena tra amici raffinata e leggera. Quella che vi indico non è neanche lontanamente la ricetta di Cracco ma solo una mia personale elaborazione, frutto di spicciola ed elementare esperienza. Da Cracco ho tratto solo l'idea di aromatizzare la crema con la curcuma (lui fresca, io.... in polvere) e se non avessi avuto il libro, non avrei mai potuto pensarci.  Crema di carote e curcuma Ingredienti (per 4 persona). 500 gr carote 1 scalogno 1 porro di media grandezza 500 ml acqua sale olio 20 gr burro 50 ml panna 2 gr curcuma in polvere 200 gr di filetto di nasello Tagliare a rondelle sottili le carote ed il porro e metterli da parte. Bollire il nasello. In una pentola larga e dai bordi alti, versare un po' di olio e la noce di burro facendovela sciogliere a fuoco dolcissimo. Aggiungere lo scalogno tritato finemente sino a farlo stufare sempre mantenendo il fuoco bassissimo. A questo punto versare nella pentola le fettine di carota e porro e lasciare che si insaporiscano aggiungendo il sale; quando le verdure si saranno leggermente insaporite, aggiungere l'acqua e portare a bollore. Appena il composto si sarà disfatto, togliere dal fuoco per ridurlo in crema con l'aiuto del frullatore ad immersione. aggiungere la panna e la curcuma. Porre la crema in una zuppiera o porzionarla nei singoli piatti decorando con la polpa sfaldata del nasello. Condire il tutto con un giro di olio a crudo che, a mio giudizio, è essenziale per completare il piatto. .......Sentirete la bontà, la delicatezza e la raffinatezza del sapore. n.d.r.: Cracco consiglia la curcuma fresca: io non solo l'avevo in polvere ma non me la sono sentita di utilizzarla nella quantità che lui sembrerebbe suggerire Per correttezza e per interesse che credo, a questo punto, di aver potuto suscitare, vi trascrivo la ricetta originale dello chef: Ingredienti (per 4 persone) n. 6 carote (cica 500 gr) 20 gr di curcuma fresca (un po' meno se in polvere) (n.d.r.:lascio a voi commenti e riflessioni) olio sale Lavate le carote senza pelarle e fatele cuocere in acqua bollente salata. Quando saranno morbide, scolatele e schiacciatele con una forchetta fino a ridurle in poltiglia e, se necessario, utilizzare anche un mixer o un frullatore ad immersione. Otterrete una purea setosa ed impalpabile, molto liscia che volendo, potrete ultilizzare anche in accompagnamento a carne o pesce....Se invece preferite una crema aggiungete un po' d'acqua o del brodo vegetale. Completare con un filo di olio. Cracco propone l'abbinamento della crema con i canestrelli ovvero capesante in miniatura tipiche della laguna di Venezia. E non ti vado a scoprire che il colore del contest Food & Colors di Essenza in Cucina del mese di novembre 2012 è proprio l'arancio? Anche se allo scadere dei termini, partecipo anch'io perchè questa crema val la pena di essere reclamizzata...

Fonte: secucinosorrido.blogspot.it

Cosa volete che vi dica? Amo i colori dell'estate, così accesi, caldi ed invitanti, mettono appetito solo a guardarli. Bianco, rosso e verde la fanno da protagonisti nella mia cucina, non per una sorta di patriottismo nazionale, ma perché pasta, pomodoro e basilico è il piatto che più mi piace, che ci rappresenta da sempre, che riesce a far tornare il sorriso e che profuma di casa. Questi tre colori si cercano disperatamente nei viaggi all'estero, nei ristoranti di hotel e villaggi, si cerca sempre tra i piatti del buffet, quel pezzo d'Italia da gustare che rassicura e rallegra la giornata. Bianco, rosso e verde, sono nella mia ricetta di oggi. Pasta sfoglia, pesto alla genovese, capperi, pistacchi tritati grossolanamente e gli immancabili pomodorini Pachino, in queste Tarte Tatin mignon molto appetitose e velocissime da preparare. Ideali per un picnic fuori porta, per una cena o per uno spuntino veloce. "La cucina è istinto. Ma non del tutto. Si parte sempre da una sensazione, da un ingrediente che ti ha colpito. Ma poi si sperimenta. L'obiettivo è valorizzare qualcosa che ti piace o piace a chi è seduto a tavola". C. Cracco - chef Ingredienti per 4 persone: 20 pomodorini Pachino 1 rotolo di pasta sfoglia 40 gr di pesto genovese 2 cucchiai di capperi dissalati granella di pistacchi olio evo Lavate i pomodorini, asciugateli, e tagliateli a metà. Con l'aiuto di un cucchiaino, togliete i semini e l'acqua di vegetazione. Inserite in ogni metà un cappero e nell'altra metà il pesto alla genovese (foto 1). Ungete leggermente gli stampini da tartelletta oppure uno stampo grande a cerniera e cospargete il fondo con la granella di pistacchi. Adagiate i pomodorini con la parte tagliata verso l'alto (foto 2) . Ritagliate dei cerchi di pasta sfoglia, bucherellateli con la forchetta, appoggiateli sui pomodorini, ripiegando il bordo verso l'interno (foto 3) . Cuocete in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti circa, fino a quando la pasta avrà preso un colore dorato. Capovolgete immediatamente e servitele calde oppure fredde. foto 1 foto 3 foto 2

Fonte: lacucinadistagione.blogspot.it

Maionese fatta in casa Ci sono alcune volte che sogno, ad occhi aperti, di potermi comprare un casale, di rimetterlo a posto e di trasformarlo in un B&B, magari sulle colline di Camaiore, con tanto verde intorno, viti e ulivi e potermi alzare la mattina presto, spalancare le finestre e vedere il mare. Sogno di coltivare il mio orto con le verdure di stagione tutto l’anno, di fare l’olio, il vino, avere delle galline ovaiole, una mucca per il latte che, sono sicura, finirebbe per morire di vecchiaia, degli asinelli, tanti fiori, alberi da frutto, cani e gatti. Sogno una cantina con i vini più pregiati e i liquori fatti in casa, i salumi appesi al soffitto, le marmellate e le conserve fatte da me, i formaggi. Sogno di alzarmi prestissimo la mattina e fare il pane, di vivere con il ritmo del sole e della natura, cucinare cose naturali, fatte a mano, fatte in casa. Troppo? Può darsi, ma i sogni, almeno quelli, non costano nulla. Sono cresciuta osservando tutti i giorni i gesti di mia madre in cucina, gesti semplici e veri di chi non usa la tecnologia e la chimica per cucinare, ma la sola forza delle braccia e di chi, per fare un piatto parte dall’inizio e non dal tutto pronto. L’ho vista impastare a mano, sempre, le ho visto, anno dopo anno, fare la conserva di pomodoro, talvolta il burro, la frutta sciroppata, il minestrone estivo ed invernale, tagliando una dopo l’altra tutte le verdure fresche, sgranare i fagioli e fare anche la maionese a mano. Lo so, lo faccio anch’io, è più facile mettere nel carrello un tubetto di maionese e poi conservarlo in frigo per molti giorni, ma si può anche fare la maionese fatta in casa, magari non utilizzando dosi eccessive, e consumandola in breve tempo, senza però aggiungere additivi e conservanti ma solo uova, olio e limone. La sorpresa è che, non solo è buonissima, ma ci vuole davvero poco tempo a farla. L’idea mi è venuta perché volevo fare un piatto che necessitava anche di maionese, perciò mi sono detta che potevo farla da me. Mia madre l’ha sempre fatta a mano e cioè con la frusta, mantenendo regolare il ritmo e il verso di rotazione per non farla impazzire con una mano e aggiungendo con l’altra, l’olio a filo. La tendinite al polso non me l’ha permesso e la mia, infatti, non è una versione handmade ma homemade, fatta, utilizzando il robot da cucina. Tuorli 2 uova codice 0 Olio di semi quanto riesce ad essere incorporato Olio evo 20 ml Limone 3 cucchiai di succo Sale Senape (facoltativa) mezzo cucchiaino Mettere i tuorli nel robot da cucina (con le fruste per montare) e sbatterli per 30 secondi poi aggiungere il sale e un pizzico di senape per evitare che la maionese possa impazzire (suggerimento di Carlo Cracco in una puntata di Masterchef Italia), a seguire unire l’olio a filo con calma. Aspettare che l’olio versato sia stato incorporato bene prima di aggiungerne altro. Quando la maionese avrà preso consistenza, aggiungere l’olio evo e il succo di limone, che aiuta la salsa a stabilizzarsi. Ho utilizzato uova del contadino di ottima qualità, d'altronde, decidere di fare un piatto fatto in casa, predispone necessariamente all’attenzione per gli ingredienti utilizzati. In precedenza, avevo adoperato solo l’olio evo ma il sapore della maionese era, decisamente, troppo forte, quasi amarognolo, per non parlare del colore che tendeva al giallo-verde.

Fonte: ilboscodialici.blogspot.it

Non è semplice fare un regalo. Spesso si cade nella tentazione di regalare ciò che farebbe piacere a se stessi per sopperire ad una effettiva poca conoscenza della persona cui vogliamo destinare la nostra attenzione. Fare un regalo significa dedicare soprattutto attenzione e tempo per scoprire cosa può essere gradito, cosa può essere risposta ai desideri, ai bisogni di chi abbiamo difronte. Certo, qualsiasi regalo rimane comunque apprezzato ma un regalo indovinato, e non parlo sicuramente di valore in denaro, rimane quello che ti spalanca il cuore perché ti fa esclamare: "Ma allora mi conosci davvero! (nonostante a volte faccia ben poco per farmi conoscere...), sai come arrivarmi al cuore!". Sono i regali che ricevi dalle persone che ti vogliono bene davvero, che ti conoscono (in certi momenti meglio di quanto ti conosci tu), che sanno prendersi del tempo per te, per il piacere di vedere un sorriso aprirsi sul tuo viso. Sono i regali che di solito ricevo dalla mia famiglia: la lettera che mio marito mi scrive per Natale, il buono per un massaggio rilassante di mia figlia, il cesto di alimentari di mio figlio Pietro: "Poi mamma ti faccio Cracco per vedere se hai cucinato bene", la super etichettona personalizzata per il barattolo di Nutella di Giovanni, il libro di ricette di Francesco. E quando il regalo è gradito viene spontaneo voler ricambiare perché a gioia sia restituita gioia. In che modo? Traducendo in realtà una delle pagine del ricettario ricevuto. CROSTATA AL CACAO CON FUDGE AL CIOCCOLATO (dal libro "Cioccolato" ed. Gribaudo) per la frolla: 150 g farina 2 cuchiaini di cacao amaro in polvere 2 cucchiaini di zucchero a velo 1 pizzico di sale 50 g burro 1 turlo acqua fredda per il fudge (il ripieno in pratica): 140 g cioccolato fondente tritato 175 g burro 350 g zucchero di canna 100 g farina 1 bustina vanillina 6 uova zucchero a velo. Pasta frolla: impastare tutti gli ingredienti legandoli con acqua fredda dosata a cucchiaini. Lasciare in riposo l'imposto per 30 minuti in frigorifero, avvolto in pellicola da cucina. Ripieno (fudge): Mettere burro e cioccolato in una ciotola di vetro resistente al calore e appoggiata su una pentola di acqua in leggera ebollizione. Mescolare fino ad ottenere un impasto liscio, togliere dal fuocoe far raffreddare. In un'altra ciotola mettere zucchero, farina, vanillina, uova e mescolare. Riprendere la frolla al cacao dal frigorifero, stenderla fino a ricoprire uno stampo da crostata da 22 cm di diametro. Bucherellare il fondo con una forchetta, mettere carta da forno e fagioli secchi e cuocere a 200° per 12 minuti. Togliere dal forno, eliminare fagioli e carta, riempire il guscio con il fudge. Completare la cottura in forno a 170° per 40 minuti circa. Si formerà una bella crosticina leggermente sollevata. Attendere il raffreddamento, spolverizzare di zucchero a velo e servire.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Spiego subito il significato di craccata . Craccato in questo caso non sta ad indicare quell’applicazione informatica che forza le protezioni di un software per utilizzarlo senza licenze. Per utilizzare un programma è giusto pagare il dovuto corrispettivo. Purtroppo, troppo spesso la gente è convinta che siccome l’informatica è alla portata di tutti e le informazioni una volta in rete sono a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, allora anche i programmi sono tutti gratis. No! Sbagliato! Ci sono sì i programmi freeware, gratuiti, ma ci sono anche quelli a pagamento e nessuna forma di crack è giustificata. Bisogna pagare e basta! Scusate questa premessa che non ha nulla di culinario e torno subito sui binari della cucina. Dicevo… perché craccata… semplicemente perché per fare questa mia seconda versione della Caesar Salad di Leo per partecipare all’ MTChallenge di giugno mi sono voluto ispirare ad un’idea dello Chef Cracco. Ho voluto provare una sua idea geniale. Ebbene sì, rendere i gusci delle cozze commestibili. Perché per un cozzaro cosa può esserci di meglio se non mangiare la cozza con tutto il guscio? :-) Il resto però è esclusivamente frutto della mia fantasia. Ed allora mi sono messo subito all’opera. Ingredienti 5 foglie di lattuga romana 3 fogli di pasta fillo 300 gr. di cozze 1 bustina di nero di seppia 70 gr. di gorgonzola un bicchierino di brandy prezzemolo olio evo Ho pulito le cozze. Una decina, le più belle e grosse, le ho tenute con il guscio, le altre le ho aperte nel solito modo a mano, conservando la loro acqua. Ho fatto aprire in un padellino le cozze con il guscio con un pochino di prezzemolo e un cucchiaio di olio. Una volta aperte ho estratto le cozze e le messe da parte con il loro liquido. Quindi ho preso i gusci, li ho unti con un velo d’olio, li ho internamente rivestiti con la pasta fillo e infornati a 180° C per circa 5 minuti. Quando ho visto che la pasta ha iniziato a colorirsi li ho estratti dal forno. Ho aspettato che si raffreddassero un po’ e poi ho separato i finti gusci di pasta da quelli veri. In un piattino ho messo il contenuto della bustina di nero di seppia che ho allungato con un pochino di olio e acqua di cottura delle cozze. Con un pennellino da cucina ho colorato i gusci di pasta fillo e poi li ho nuovamente infornati per un minutino in maniera tale che il nero di seppia asciugasse e la pasta fillo diventasse bella croccante. In un altro padellino ho messo le cozze aperte a mano e la loro acqua e ho fatto cuocere. Ho tolto le cozze e aggiunto nel liquido del pentolino il gorgonzola tagliato a cubetti che ho fatto sciogliere, restringendo il liquido. Ho aggiunto nuovamente le cozze e ho fatto insaporire il tutto. In un bicchiere ho emulsionato il brandy e l’olio. In un piatto ho tagliato le foglie di lattuga romana e le ho condite con l’emulsione di brandy/olio. Ho messo le cozze aperte nel padellino dentro i finti gusci e poi irrorato il piatto con il gorgonzola fuso nell’acqua delle cozze con le restanti cozze. N.B. Consiglio di non usare sale in quanto l’acqua delle cozze e il gorgonzola danno molta sapidità. Con questa ricetta partecipo alla sfida MTC n. 31 di giugno con la Caesar Salad di Leo .

Fonte: resistenzapoetica.blogspot.it

Delle patate si sa quasi tutto, ed anche che sono facili da cucinare e versatili. Cracco lo chef di Milano dice: Sono sempre più frequenti le proposte di piatti di carne o di pesce avvolti in una sottile e croccante crosta di patate. In questi casi,gustando assieme la crosta di copertura e il suo contenuto, si assiste ad un vero trionfo di gusto. Tuttavia dice, quando mi capita di essere solo, con poca voglia di complicarmi la vita con piatti complessi, faccio lessare alcune patate, le affetto, le condisco con sale grosso e ottimo extra vergine, lo cospargo di prezzemolo e mi gusto la ghiottoneria casalinga. E seguiva questa ricetta .. letta e fatta , buona casalinga ma buona. fonte Famiglia Cristiana Home Page Riso & Patate Ingredienti : per 2/3 persone 200 g di riso 200 g di patate mezza cipolla olio extra vergine parmigiano prezzemolo due dita vino bianco una noce di burro In un tegame mettete la cipolla tritata con un goccio di olio, fatela appassire senza lasciarla colorire, unite le patate tagliate a dadini e fatele dorare leggermente , mescolando piano ( 10-15 minuti ) . Togliete le patate dal tegame e tenetele a parte al caldo; nello stesso tegame mettete il riso, tostatelo brevemente e versate il vino , fatelo evaporare a fuoco vivace. A questo punto, aggiungete il brodo poco per volta, e continuate la cottura. A cinque minuti dalla fine cottura, aggiungete le patate. Togliete dal fuoco, aggiungete il burro,il parmigiano, ed il prezzemolo tritato, amalgamate. Fate riposare per un minuto a tegame coperto prima di servire.

Fonte: coolchicstyleconfidential.blogspot.it

Sembra una b analità, fare la pizza nel forno di casa. Pare semplice, ma tra la perfezione e la ciofeca il passo è breve, anzi brevissimo! Primo e più comune errore, usare troppo lievito. Purtroppo molti credono fermamente che la giusta dose di lievito sia un panetto intero, qualsiasi sia la ricetta. Io che impasto lievitati un giorno sì ed uno pure con un panetto ci campo un mese, just saying. Secondo errore la "farina di manitoba che lievita prima", ed effetto chewing gum assicurato. Terzo errore (anzi orrore), stenderla col mattarello. Ora, non voglio essere l'ennesima foodblogger a dichiarare di aver trovato la ricetta perfetta. Se poi mezzo mondo ci crede delle perfette imbecilli, più montate di Carlo Cracco, un motivo sotto sotto c'è... Ho però trovato la ricetta perfetta per me, quella che combina una lievitazione abbastanza lunga da potermi andare a fare un giro in centro con una pizza digeribile, profumata e buona! Ingredienti (per una teglia): - 340 di farina 00 - 340 gr di farina di semola rimacinata - 400 gr di acqua - 10 ml di olio extravergine di oliva - un cucchiaino di sale - 2 gr di lievito Per condire: - 300 gr di polpa di pomodoro - un cucchiaio di olio extra vergine di oliva - abbondante origano - 150 gr di mozzarella - altro a piacere Procedimento: Mescolate il lievito con l'acqua tiepida, fino a scioglierlo completamente, quindi unitevi l'olio, la farina ed il sale. Conviene sempre miscelare a parte farina e sale, così che quest'ultimo dia meno fastidio al lievito. Trasferite su un piano di lavoro, ed impastate rigorosamente a mano. Nel giro di qualche minuto otterrete un impasto omogeneo ed abbastanza liscio. Dopo aver formato una palla, spolveratelo di farina e mettetelo a lievitare a temperatura ambiente, in un contenitore coperto da un piatto. Nel caso sia particolarmente freddo, potete sfruttare il tepore del forno con la sola lampadina accesa. I tempi di lievitazione sono fondamentali per avere una pizza come si deve. Io impasto alle 10, quindi lascio più che raddoppiare di volume. Ci vogliono circa due ore, quindi sotto mezzogiorno rimetto l'impasto sul piano spolverato di farina, lo lavoro velocemente con la punta delle dita e, dopo aver di nuovo formato la palla, lo rimetto a lievitare. Trascorse altre due ore, quindi alle 14, stessa cosa: farina sul piano di lavoro, impasto con la punta delle dita, e ancora a palla. A questo punto, quindi dopo 4 ore di lievitazione a temperatura ambiente, trasferisco l'impasto in frigo fino a sera. Quando è ora metto di nuovo l'impasto sul piano di lavoro infarinato, e lo allargo con la punta delle dita, tirandolo delicatamente fino a fargli raggiungere la forma della teglia. Passiamo alla cottura. Preriscaldate il forno a 200°C, e nell'intanto lasciate alla pizza il tempo per riposare. Io cuocio la pizza sulla piastra refrattaria di Arrotino Rigotti , ma questa ricetta non delude neanche nelle normali teglie da forno. Mescolate insieme della polpa di pomodoro, abbondante origano e un filo d'olio, quindi distribuite sulla pizza. Cuocete una decina di minuti solo con questo condimento, prima di aggiungere il resto. Alla pizza che vedete nella foto sono stati aggiunti carciofini, salsiccia di manzo e ovviamente la mozzarella. Quest'ultima, è normale mozzarella messa a scolare per una mezz'ora. La mozzarella per pizza davvero non mi piace, e quella di bufala credo sia meglio mangiarla cruda. Il tempo di cottura totale per me è di circa 20 minuti, forno statico, teglia posizionata a metà altezza. Tolgo dal forno quando la pasta diventa bella dorata, sia ai lati che sotto. Com'è? Prima di tutto profumata, grazie alla lievitazione ed alla farina di semola. E' morbida e piena di bolle (alveolata, per chi ama i termini foodie), ma con una splendida crosticina dorata. Ovviamente non sa di lievito, e si digerisce alla perfezione! Insomma, perfetta per essere finita prima ancora che io dica "è pronto"! Consigli: Ho evitato volutamente l'uso di zucchero o miele, spesso aggiunti per "attivare" il lievito e velocizzarne l'azione. Non ce n'è davvero bisogno, nonostante il pochissimo lievito! Se come me usate una piastra refrattaria, ricordate di metterla nel forno prima di iniziare a scaldarlo, e di lasciarvela poi una ventina di minuti una volta raggiunta la temperatura giusta. In questo modo il materiale della piastra avrà modo di assorbire calore, ed essere davvero un'arma in più per una pizza perfetta. Se per cuocere u sate una "normale" teglia da forno, consiglio di ungerla appena con un filo d'olio per evitare c he la pizza si attacchi, soprat tutto se non è molto antiaderente. Conditela con quel che più vi piace. Solo vi prego, VI PREGO, niente ananas.

Fonte: langolodellacasalinga.blogspot.it

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