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Tommaso de Mottoni e Nicola Santini preparano un'insalata di sedano e fagioli cannellini a Benvenuti al Gambero Rosso di Francesca Barberini. Nel video e rip...

Si sa, il cioccolato è da sempre considerato il cibo degli Dei. Dai Maya il cioccolato veniva chiamato kakaw uhanal, ovvero "cibo degli Dei", e il suo consumo era riservato solo ad alcune classi della popolazione (sovrani, nobili e guerrieri). I maya amavano la bevanda di cacao preparata con acqua calda. Il cioccolato viene prodotto nelle forme più svariate; la più comune è la tavoletta, ma, sia industrialmente che artigianalmente, il cioccolato viene modellato in forme diverse, specie in occasione di ricorrenze o festività - come nel caso delle uova di Pasqua . Oltre a ciò, il cioccolato è anche un ingrediente di svariati dolciumi, tra cui gelati , torte , biscotti e budini . Un'azienda che è interprete della tradizione del cioccolato di qualità con prodotti competitivi per l’Italia e per i mercati di tutto il mondo è Walcor azienda leader dal 1954, nella produzione di cioccolato, dalle monete di cioccolato alle uova di pasqua, dagli ovetti di cioccolato ai soggetti cavi di cioccolato, e tanti prodotti ancora. E' interprete della tradizione del cioccolato di qualità con idee e prodotti che incontrano i gusti dei golosi nei mercati di tutto il mondo. Fondata da Walter Corsanini, dalle cui iniziali l'azienda prende il nome, Walcor trova le sue radici in un piccolo laboratorio artigianale che produceva il classico “Graffione” cremonese per poi specializzarsi in Monete di cioccolato, Soggetti cavi eUova di Pasqua. Walcor è gestita dagli anni '80 dai due nipoti Carlo e Aldo Santini, che hanno continuato l'opera del nonno, accrescendo la presenza sul mercato e facendo decollare il fatturato. Il successo crescente ha portato l’azienda a lasciare la sua sede originaria in centro a Cremona e trasferirsi nel nuovo millennio in una nuova zona industriale a Pozzaglio ed Uniti, vicino a Cremona, espandendosi in un’area di 80 mila metri quadri. Vi mostro quali squisitezze l'azienda mi ha inviato: - Blocco cioccolato bianco da 200 gr; - Blocco cioccolato al latte da 200 gr ; - Blocco cioccolato extra-fondente da 1 Kg ; -T orta al cioccolato al latte con nocciole , qualità certificata, materie prime selezionate e il packaging salvafreschezza sono i fattori di successo per questo prodotto goloso e irresistibile. Walcor è un'azienda che usa materie prime selezionate, affiancata da serissimi e costanti controlli di qualità. Walcor è presente in tutto il mondo: dall’Europa all’Asia, dall’Australia alla Nuova Zelanda e all’America del nord. L’azienda è presente nei più importanti eventi fieristici internazionali del settore. La quota di esportazione sul fatturato è coperta in larga parte dalla produzione di monete di cioccolato. Vi invito a visitare anche la loro pagina Fb oltre che al loro sito . Walcor è presente in tantissimi supermercati della vs città! A presto Chicca

Fonte: chiccainthekitchen.blogspot.it

Ciao a tutti, eccomi a voi dopo la bellissima esperienza di Vero Tv! Mi sembra di essere ancora lì, lo studio, luminoso e caldo, tutte le persone gentili che mi hanno seguito: Nicola Santini, mio fidato tutor :-D; Maria Teresa Ruta e Cristina Quaranta, simpatiche, semplici e sempre sorridenti; il cuoco Roberto Valbuzzi e Carmen, semplicemente bravissimi; lo staff che mi ha fatto rilassare e detto di non preoccuparmi; e, ultime ma non ultime,le truccatrici e parrucchiere, che su di me hanno fatto un miracolo hahahahaha. Ebbene sì, ho scoperto di essere un animale da palcoscenico (non so se avete visto certe mie espressioni impegnate.... venute naturali ma taaanto assurde hahahahaha). Dopo l'incertezza iniziale, vi assicuro che avevo il cuore in gola, è filato tutto liscio, come se l'avessi sempre fatto (merito loro ovviamente ;-D. Pensavo che la cadenza veneta si sentisse molto di più, ma a parte qualche parola con la r masticata, tutto sommato... sufficiente meno meno hahahahaha. E' stato semplicemente... STU-PEN-DO!!!! Chi mi ha visto (per chi non mi ha visto ecco uno spezzone ), io ero quella "meno smilza" sul divanetto (hahahahaha), sa che ho parlato di biscotti all'olio di rosa.... ebbene... tadàààààààààà, oggi ve li propongo :-D Partiamo da un antefatto. Mia mamma (detta Madre, ormai lo saprete, mia fedele accompagnatrice in questa avventura - compresa l'andata in treno dove, dopo appena cinque minuti dalla partenza e con due ore e mezza di viaggio davanti, ero già verde dalla nausea hahahahah- e "compagna di 1000 avventure"), ha fatto il graaave errore di regalarmi la pistoletta spara biscotti.... praticamente come dare le caramelle ai bambini. Davanti a questo strumento strepitoso i miei occhi si sono fatti grandi grandi e mi sono lanciata nella scelta di una delle molteplici formine. Alla fine, volendo usare quest'olio alla rosa, inviato da Marina Colonna , ho optato per il fiorellino. Ingredienti: 100 gr di fecola di patate 130 gr di farina di mais fioretto 100 gr di yogurt alla vaniglia 100 gr di zucchero di canna ( io ne metterei 80 comunque) 25 ml di olio d'oliva alla rosa Marina Colonna 2 uova 1 cucchiaino di lievito 1pizzico di sale Gemma di Mare Latte qb (opzionale) Procedimento: Sbattete, in una ciotola, le uova con lo zucchero. Unite lo yogurt, l'olio e continuate a mescolare. Aggiungete ora il lievito, il sale e, un pò alla volta la fecola e la farina di mais. Il composto non deve risultare troppo denso o avrà dei problemi con la pistola spara biscotti (i n caso aggiungete un goccio di latte). Inserite l'impasto nella pistola e cominciate a creare i vostri biscotti, "sparandoli" in una teglia rivestita di carta da forno. Preriscaldate il forno a 170° e cuocete per circa 15 minuti (controllate comunque la doratura!). Otterrete dei biscotti profumatissimi e delicati, dove la dolcezza della vaniglia e della rosa ben si sposeranno con l'aspetto più rustico della farina di polenta. e... buon appetito!!!

Fonte: pannifriciusdelicius.blogspot.it

Come mi ero ripromessa, ogni primo del mese, nel periodo dell' Expò, voglio provare una versione diversa di uno dei nostri piatti simbolo; gli spaghetti al pomodoro. Un po' avanti nella giornata, eccomi a rispettare l'impegno che ho preso con me stessa. Li ho appena serviti a tavola e anche questa versione è stata gradita. La ricetta è presa dall'interpretazione di Nadia Santini, miglior chef donna del mondo 2013. E appunto "presa", significa che ho cercato di seguire le sue istruzioni, quanto al risultato....immagino che seppur piacevole, sia comunque lontano dal suo. Mi piacerebbe tantissimo provare in questi mesi la ricetta degli spaghetti al pomodoro di altre chef donna. Qualcuno mi aiuta a cercarle? SPAGHETTI AL POMODORO 2 per 4 persone: 280 g spaghettoni di semola Senatore Cappelli bio 4 pomodori ramati olio evo 2 cipollotti freschi 1 gambo di sedano basilico fresco sale Mettere a bollire una pentola di acqua salata. Quando giunge a bollore buttare gli spaghetti senza romperli. Allo stesso tempo, in una padella saltapasta, soffriggere in 3 - 4 cucchiai di olio evo, i due cipollotti e il sedano lavati e tritati. Unire anche i pomodori lavati, privati della parte centrale e tagliati a spicchi. Salare. A metà cottura della pasta, trasferirla nella padella con i pomodori in modo che completi nel sugo emesso dalle verdure, la sua cottura. Mescolare aiutandosi con due forchette per aiutare la pasta ad impregnarsi bene dei sapori. Eventualmente aggiungere poca dell'acqua di cottura della pasta per mantenere morbidezza e cremosità. Alla fine unire le foglie di basilico lavate e spezzettate con le mani e un filo di olio evo.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Non so se a voi e’ mai capitato, ma io sono davvero di umore nero. Nel trasferire le foto del mio viaggio di nozze, dal telefonino di marito alla scheda di memoria della macchina fotografica, qualcosa e’ andato storto. E più della metà delle mie foto, sono state sovra-scritte e cancellate completamente. Ed è per quello che non vi ho ancora mostrato molte immagini del viaggio. Mi rimangono quelle poche sul mio telefonino, quelle sul telefonino di marito, e quattro insulsi files recuperati dalla scheda… Quindi il giorno che e’ successo tutto questo, praticamente appena tornata dall'idilliaco viaggio, sono uscita di casa e, per consolarmi, mi sono recata dal pescivendolo. Ho comprato una bella gallinella grossa e, per rilassarmi, mi sono messa a cucinare. Dato che avevo poche idee e voglia di pensare a qualcosa originale, ho aperto il ricettario di Nadia Santini, unica donna chef 3 volte stellata dalla Guida Michelin in Italia, e ho preso spunto da un suo piatto per cucinare la mia gallinella fresca fresca. Ingredienti per 4 persone 2 gallinelle di mare circa 700 g in tutto 4 pomodori pelati, scolati dal loro liquido di conservazione 2 cucchiai di capperi dissalati Un cucchiaio di uvetta sultanina Un cipollotto 2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate Un bicchiere di vino bianco secco Olio extravergine d’oliva q.b. Sale e pepe nero di mulinello q.b. Mettete a bagno l’uvetta in un poco di acqua tiepida per una decina di minuti, così da farla rinvenire. Lavate accuratamente le gallinelle sotto l’acqua corrente, quindi evisceratele e ricavatene 4 filetti e dividete ognuno a metà. Se non siete pratici, chiedete in pescheria di prepararli per voi. Mettete 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva in padella, quando sarà caldo, unite in cipollotto affettato sottilmente. Adagiate i filetti di pesce in padella, avendo cura di rosolarli prima dalla parte della polpa, successivamente, girandoli dalla parte della pelle. Aggiungete il vino bianco, fate sfumare e unite i pomodori pelati, spezzettati con le dita. Continuate la cottura a fuoco medio-basso per una decina di minuti, unite allora l’uvetta sultanina, i capperi e le olive e cuocete ancora una decina di minuti circa. Servite ben caldo.

Fonte: laraandthekitchen.blogspot.it

E' terminata l'attesa estenuante per l'elenco della classifica. I giochi son fatti ed ora si ricomincia a lavorare seriamente, fuori dalle scene, lontano dai riflettori, si ricomincia ad impastare,stufare e condire ma soprattutto immaginare, sognare e studiare, studiare e studiare, ma prima di tutto bisogna festeggiare. La cucina economica ne e' testimone. Dopo sette anni di attesa dietro le quinte, i fratelli Roca si sono aggiudicati l'ambito primo posto nella classifica World’s 50 Best Restaurants, una lacrimosa discesa, dal primo al secondo per il Noma di Rene' Redzepi e poi l'attesissima ascesa al podio de l' Osteria Francescana con il geniale Massimo Bottura. E cosi' si festeggia sul podio, partendo dalla prima posizione :  Pellegrinaggio a Santiago de Compostela per i fratelli Roca  La preghiera di Rene Redzepi per far meglio l'anno prossimo Una birrettina con gli amici per Massimo Bottura Una particolare soddisfazione italiana per il premio Veuve Cliquot World’s Best Female Chef 2013, andato a Nadia Santini del ristorante Dal Pescatore che festeggera' continuando a fare quello che ha sempre fatto con grande maestria "cucinare alla grande" con simpatia e modestia.

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Nadia Santini Dal Pescatore Quando nel 1926 i nonni di Antonio Santini inaugurarono il Pescatore, si trattava unicamente di un piccolo ristorante semplice e famigliare. Oggi è uno dei più famosi ristoranti italiani. Tra Cremona e Mantova nella riserva naturale del parco dell’Oglio, i membri della famiglia si dividono i compiti. Ai fornelli, Nadia e Giovanni elaborano una cucina moderna e di ricerca ma anche ricette tramandate da tre generazioni. In sala, Antonio, Alberto e Valentina creano un’atmosfera calorosa e vi stappano le loro migliori bottiglie - vini pregiati della Francia e dell’Italia. Antonio e Nadia Santini hanno raggiunto i vertici della gastronomia internazionale con una “joint venture” tutta familiare. Nadia Santini è stata la prima donna italiana ad essere premiata con le tre stelle Michelin. «Sono legata sentimentalmente a tutti i piatti che ho fatto – aggiunge Nadia Santini – ma un po’ di più a quelli che richiedono il massimo impegno tanto con la testa che con le mani. E sono anche persuasa che la cucina, rispettosa del proprio passato, piaccia a tutti». «Il mio desiderio quotidiano è di oppormi al tempo, alla sua dispersione. Per salvare il gusto, non devo tradire. Tutta la sfida si risolve nel presentare il sapore che conosci in modo invitante». La cucina economica suggerisce una ricetta dello chef Nadia Santini, foie gras con pesche e salsa al passito italiano Ingredienti per 4 persone 300 grammi di foie gras extra; 30 grammi di burro; 40 grammi di frullato di pesca; 1 rametto di rosmarino; 40 grammi di Recioto di soave o vino bianco aromatico; 8 fettine di pesca; pepe e qualche goccia di aceto balsamico. Preparazione Mettete in una padella di alluminio il burro e lasciate soffriggere, aggiungete le pesche frullate,il rosmarino e il passito, salate e pepate. Cuocere per circa 4 minuti finchè si sarà formata una salsa di media consistenza e unitevi le fette di pesca. Continuate la cottura per qualche minuto a fuoco bassissimo. Intanto ungete una padella di teflon con un velo di burro e quando sarà molto caldo adagiatevi il foie gras tagliato a fette alte 1,5 cm.; attendere che si formi la crosta da entrambe le parti girando e rigirando. A questo punto unite il fegato alla salsa. Presentazione Servite il tutto con l’aggiunta di qualche goccia di aceto balsamico ed alcuni grani di sale di Guerande e, se amate unire il caldo e il freddo, anche con un sorbetto di pesca.

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Tavole Accademiche di Pollenzo: nuovo concetto di mensa tra buon cibo e sostenibilità economica e ambientale Presentate a Bra (Cn) le Tavole Accademiche, il nuovo progetto dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che rivoluzionerà il modo di organizzare le mense, garantendo ottimo cibo a prezzi contenuti ed evitando lo spreco. Le Tavole vogliono dare un nuovo significato alla parola mensa, rimandando all’idea di cibo condiviso e a un momento di ritrovo. Saranno 25 gli chef chiamati ad animare le cucine della mensa universitaria a partire da gennaio 2013: da Antonio Santini a Niko Romito, da Ferran Adrià ad Alice Waters. In totale 22 Stelle Michelin da 9 nazioni. Innovativi i principi, a partire dal prezzo: «Il costo della materia prima a disposizione degli chef non dovrà superare i 5 euro», spiega Carlo Petrini, presidente dell’Università e ideatore delle Tavole. Ma attenzione, non ci si deve fermare al puro aspetto economico: «Punteremo anche e soprattutto sulla sostenibilità e sull’eliminazione degli sprechi, restituendo valore a un bistrattato sistema alimentare. E per garantire il successo di quest’iniziativa, abbiamo pensato ad alcuni accorgimenti, come ad esempio l’idea di vendere il cibo avanzato già dal pomeriggio». «In realtà tutta la ristorazione dovrebbe muoversi seguendo questi principi, limitando sprechi e costi. Solo così possiamo fare concorrenza alla crisi, creando una nuova sostenibilità del lavoro, non solo del cibo. Ho aderito immediatamente a questa iniziativa senza nemmeno rifletterci un attimo perché è semplicemente geniale!!», aggiunge Davide Scabin, patron del CombalZero di Rivoli (To), che aprirà le danze delle Tavole Accademiche. Tra i protagonisti di quest’avventura anche Ugo e Piero Alciati, gestori del ristorante Da Guido a Pollenzo, Maura Biancotto e Beppe Barbero, a capo del ristorante e dell’Albergo dell’Agenzia di Pollenzo, e quattro studenti dell’Università, Maya Sfair, Jacqueline Blazer, Lapo Querci e Andrea Riboni che faranno parte della brigata. «L’apertura delle cucine dedicate a Lidia e Guido Alciati, nel complesso dell’Agenzia, permette di ripensare alla mensa e di sganciarla dalla visione odierna come luogo asettico in cui il cibo ha perso il suo carattere di convivialità e bontà», conclude il Rettore dell’Università Piercarlo Grimaldi. Le ricette e le testimonianze dei cuochi entreranno a far parte dei Granai della Memoria, il grande progetto dell’Università volto a tutelare storie e tradizioni italiane. Accanto alle Tavole Accademiche, l’Università ospiterà anche la Scuola di alta cucina domestica italiana, un corso per imparare a cucinare i piatti simbolo della ricca tradizione gastronomica italiana. Oltre all’aspetto pratico ci sarà una parte teorica, con un docente dell’Università che illustrerà la storia e i fattori culturali della tradizione gastronomica della regione in questione. Sia le Tavole Accademiche che la Scuola di alta cucina domestica italiana sono stati pensati seguendo i principi del ridotto impatto ambientale e consumo energetico, in linea con i valori promossi dal concetto di eco-gastronomia, promosso da Slow Food. Scarica il calendario delle Tavole Accademiche http://goo.gl/cf1gd e la cartella stampa completa http://goo.gl/zzmW4 – Ufficio Stampa Slow Food Via della Mendicità Istruita, 14 12042 BRA (Cn), Italia Tel +39 0172 419615/653/666/754 Fax +39 0172 411218

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Queste brioche tradotto dal rumeno dovrebero chiamarsi santini e si fanno in Romania proprio oggi, 9 marzo nel giorno dei Santi che comemora i 40 Martiri di Sevastia che,secondo la tradizione si dice che sianno stati ucisi ai tempi del imperatore Licinius perche si sono rifiutati di rinunciare al Cristianesimo In questo giorno,i uomini devono bere 40 bicchieri di vino rosso,ce rapresentano il sangue dei 40 martiri,chi non riesce deve almeno assagiare o essere spruzzato per avere salute e forza durante tutto l'anno.Le donne in questo giorno devono preparare 40 di questi dolcetti in forma di otto.. Vi auguro una buona giornata!! Ingredienti:550gr farina 125ml latte 125ml acqua 150gr zucchero 1 uovo inteo 80 gr burro 1 bustina lievito secco 1 cucchiaino sale Per spennelare 30ml latte 1 giallo d'uovo Per lo sciroppo 300 ml acqua 150 gr zucchero 1 bustina zuchchero vanigliato 1 essenza rum buccia di limone gratuggiata Inoltre ci serve miele noce macinata Mettiamo in una ciotola la farina,facciamo un buchetto dove aggiungiamo il lievito secco,zucchero,uovo,burro morbido,il latte e l'acqua legermente caldine,il sale,amalgamiamo bene e incominciamo a impastare molto bene,per cca 25 minuti per avere un risultato migliore.a questo punto mettiamo l'impasto a lievitare in un luogo caldo,coperto con uno strofinaccio-fig.1 per 1-1,30 ore.nel fratempo sbattiamo il giallo del uovo,aggiungiamo i 30ml di latte e lasciamo da parte;prepariamo lo sciroppo,metendo in un pentolino l'acqua,lo zucchero,lo zucchero vanigliato e il rum e facciamo bollire,quando è tiepido aggiungiamo anche la buccia del limone Dopo che l'impasto e lievitato-fig.2 lo mettiamo sul tavolo da lavoro,legermente infarinato,non ce ne tanto bisogno perche risulta un impasto molto bello,non appicicoso,se riuscite a fare almeno della farina è meglio cosi si lavora meglio,e formiamo delle palline,se possibile,pesiamo l'impasto pe avere palline piu'o meno dello stesso peso,io formando palline sui 57-60gr ho ricavato una ventina,con le mani stendiamo fomando una salsiccia sotile,lunga cca 50cm,prendiamo i lati con una mano e con l'altr faciamo una treccina-fig.3 che chiudiamo in un cercchio-fig.4 che gireremo a forma di otto-fig.5.appogiamo tutte le brioche su la teglia da forno coperta con la carta e lasciamo lievitare ancora per un ora;trascorso questo tempo,le brioche sono lievitate-fig.6,spenelliamo con il giallo di uovo che avremo mescolato al latte,infornimo a 180° finche diventano dorate.tiriamo fuori la teglia,e spenelliamo ancora con lo sciroppo ,dopo con il miele e poi mettiamo sopra la noce tritata finissima In romana: Ingrediente 550g faina 125ml lapte 125ml apa 150g zahar 1 ou 80g unt 1 plic drojdie uscata 1 lingurita rasa sare Pentru sirop 300ml apa 150g zahar tos 1 plic zahar vanilina 1 esenta de rom Pentru uns 30ml lapte 1galbenus de ou miere miez de nuca Mod de pregatire: Puneti intr-un vas incapator faina, faceti cu mana in mijlocul fainii o gropita, adaugati plicul de drojdie uscata, zaharul, sarea, oul, untul, laptele si apa si incepeti sa framantati, cam 25 – 30 minute (ca sa obtineti un rezultat foarte bLasam mucenicii la crescut inca o ora, la loc caldut.un trebuie sa framantati aluatul foarte bine), pana obtineti un aluat elastic, care sa nu se lipeasca de mana. Lasam aluatul in vasul in care l-am framantat, il acoperim cu un prosop curat si il punem la dospit intr-un loc caldut. Il lasam la dospit timp de 1 ora-fig.1 Intre timp putem sa pregatim siropul Intr-o craticiara punem 300ml apa, adaugam 150g zahar tos, un pliculet de zahar vanilinat, 1 esenta de rom si lasam sa fiarma totul pana obtinem un sirop. Dupa ce a dospit-fig.2 rasturnam aluatul pe suprafata de lucru pe care o infainam in prealabil si incepem sa formam bilute de marimi aproximativ egale.Cel mai bine este sa cantarim aluatul si sa ilimpartim in mod egal,la o bila de 57-60gr vin cam 20 de bucati aproximativ.Luam fiecare bucatica de aluat in parte, il rulam intre suprafata de lucru si podul palmelor pana obtinem un rulou lung (50cm) si subtire.Indoim ruloul in doua, tinem cu un deget de capatul unde este indoitura, si incepem sa inpletim-fig.3 Dupa ce am obtinut inpletitura, formam un cerc, unind capetele impletiturii -fig.4 Dupa ce am obtinut cercul, il incolacim in forma de opt-fig.5 si punem mucenicii astfel obtinuti intr-o tava tapetata cu hartie de copt si ii mai lasam la dospit inca o ora-fig.6 Dupa ce au dospit, ungem mucenicii cu o pensula, cu compozitia obtinuta din lapte si galbenus si ii punem in cuptor pentru 20 minute, pana se rumenesc usor Insiropam bine mucenicii cu siropul preparat mai sus, eu i-am pensulat bile cu o pensula inmuiata in siropul respective, daca doriti, puteti chiar sa ii scufundati in sirop.Dupa ce ii insiropam, ii ungem cu miere si presaram cu nuca Aceasta reteta am gasit-o pe blogul gourmandine ii multumesc mult persoanei chiar daca nu o cunosc,deoarece este foarte buna!!

Fonte: dolcepassatempo.blogspot.it

Per la realizzazione di questa ricetta ho preso spunto dal libro " In cucina con Nadia e Giovanni Santini " della Guido Tommasi Editore. E' un libro a mio parere molto interessante, con tante ricette sfiziose e facilmente ripetibili anche in una cucina di casa. Finora ne ho provato svariate e sono venute sempre bene, ciò significa che è un libro attendibile e ben curato....sono proprio contenta di averlo acquistato!!! Ingredienti (dose per 2-3 persone): 1/2 carota piccola 1/2 costa di sedano 1/2 cipolla piccola 150 g verza 100 g salsiccia di prosciutto (n.1) 1 lt brodo vegetale 150 g riso Vialone Nano q.b. olio extravergine d'oliva q.b. sale e pepe Procedimento Tritare finemente sedano, carota e cipolla e tagliare la verza a listarelle. In un tegame con 2-3 cucchiai d'olio far rosolare il trito di verdure, aggiungere la verza e lasciarla insaporire. Unire la salsiccia sbriciolata e mescolare fino a farla sciogliere bene, coprire con il brodo bollente e cuocere a fuoco basso per 30 minuti. Versare il riso e cuocere per 15 minuti circa, mescolando ogni tanto. Se necessario aggiungere dell'acqua bollente. La preparazione dovrà risultare morbida e brodosa. Nota: per il brodo vegetale metto in una casseruola 1 carota, 1 costa di sedano, 1/2 cipolla e copro con un litro abbondante di acqua, faccio cuocere a fiamma bassa per 30 minuti dal bollore.

Fonte: meditandum.blogspot.it

Non so se a voi e’ mai capitato, ma io sono davvero di umore nero. Nel trasferire le foto del mio viaggio di nozze, dal telefonino di marito alla scheda di memoria della macchina fotografica, qualcosa e’ andato storto. E più della metà delle mie foto, sono state sovra-scritte e cancellate completamente. Ed è per quello che non vi ho ancora mostrato molte immagini del viaggio. Mi rimangono quelle poche sul mio telefonino, quelle sul telefonino di marito, e quattro insulsi files recuperati dalla scheda… Quindi il giorno che e’ successo tutto questo, praticamente appena tornata dall'idilliaco viaggio, sono uscita di casa e, per consolarmi, mi sono recata dal pescivendolo. Ho comprato una bella gallinella grossa e, per rilassarmi, mi sono messa a cucinare. Dato che avevo poche idee e voglia di pensare a qualcosa originale, ho aperto il ricettario di Nadia Santini, unica donna chef 3 volte stellata dalla Guida Michelin in Italia, e ho preso spunto da un suo piatto per cucinare la mia gallinella fresca fresca. Ingredienti per 4 persone 2 gallinelle di mare circa 700 g in tutto 4 pomodori pelati, scolati dal loro liquido di conservazione 2 cucchiai di capperi dissalati Un cucchiaio di uvetta sultanina Un cipollotto 2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate Un bicchiere di vino bianco secco Olio extravergine d’oliva q.b. Sale e pepe nero di mulinello q.b. Mettete a bagno l’uvetta in un poco di acqua tiepida per una decina di minuti, così da farla rinvenire. Lavate accuratamente le gallinelle sotto l’acqua corrente, quindi evisceratele e ricavatene 4 filetti e dividete ognuno a metà. Se non siete pratici, chiedete in pescheria di prepararli per voi. Mettete 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva in padella, quando sarà caldo, unite in cipollotto affettato sottilmente. Adagiate i filetti di pesce in padella, avendo cura di rosolarli prima dalla parte della polpa, successivamente, girandoli dalla parte della pelle. Aggiungete il vino bianco, fate sfumare e unite i pomodori pelati, spezzettati con le dita. Continuate la cottura a fuoco medio-basso per una decina di minuti, unite allora l’uvetta sultanina, i capperi e le olive e cuocete ancora una decina di minuti circa. Servite ben caldo.

Fonte: laraandthekitchen.blogspot.it

Inizia con questa giornata di festa la settimana del calendario del cibo italiano Aifb dedicata alla pasta fresca, con la nostra ambasciatrice Sara Bardelli del blog Qualcosa di rosso . L'Italia è una meravigliosa tavola imbandita quando si parla di pasta fresca, ci sono mille preparazioni legate a curiose usanze e ricordi di famiglia. Io come al solito mi dedico alla mia regione le Marche; ho già in passato pubblicato una pasta molto particolare le Pincinelle che si fanno con la massa del pane, e oggi vi faccio conoscere i Frascarelli , cosa hanno in comune queste due preparazioni? La povertà degli ingredienti, la semplicità nel realizzarle. I "Frascarelli" sono semplicemente fatti con farina e acqua, con l'aiuto di una "frasca" o ramoscello che serve ad innaffiare la farina e un movimento rotatorio con la mano, fa si che si formino dei grumi; più semplice di così. Una volta fatti vanno cotti in acqua bollente salata sino a che non si forma una polenta grumosa e poi conditi con un semplice sugo finto. Piatto tipico del maceratese, ma lo ritroviamo anche nella zona di Fabriano, Sassoferrato e Arcevia (provincia Ancona). Curiosamente vengono chiamati anche " piccicasanti " perchè nell'aspetto assomigliano alla "colla" che si faceva con acqua e farina per appiccicare i santini o ancora "granetti delle puerpere" in quanto miracolosi per stimolare la produzione di latte. Ho scelto di utilizzare una farina tipo 2 perchè in realtà venivano fatti con il tritello, per il condimento il più semplice era il sugo finto, ma poi si andava dietro alle stagioni, quindi nel periodo di lavorazione del maiale il sugo diventava più ricco con salsiccia, costine, oppure insaporiti con i legumi appena raccolti piselli, fagioli, e ancora si poteva gustare come una polentina addolcita dall'"incotto" o vincotto. Se avanzavano, una volta freddi diventano molto sodi, si tagliavano a fette e rosolati in padella con un filo d'olio oppure tritati con il coltello e ripassati con olio e cipolla e una bella manciata di pecorino. ("Ricette , ricordi, racconti" M.Di Chiara) Ingredienti per 4 persone 400 g di farina tipo 2 200 ml di acqua Per il sugo finto lardo o olio extra vergine di oliva odori carota sedano cipolla ... salsa di pomodoro pecorino o parmigiano grattugiato sale Tritare a coltello del lardo con cipolla, carota sedano aglio, si fa rosolare in un tegame di terracotta e poi si aggiunge la passata di pomodoro si aggiusta di sale e lentamente si porta a cottura. Per la realizzazione dei Frascarelli ho fatto un breve video Cottura Tuffare i frascarelli in acqua bollente salata e cuocere per circa 15 minuti, molto dipenderà dalle dimensioni dei grumi. Non vanno scolati ma assorbiranno tutta l'acqua diventando una polenta grumosa, condire con sugo e formaggio grattugiato.

Fonte: ingredienteperduto.blogspot.it

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