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Filippo La Mantia, cuoco siciliano, definisce il cus cus "cibo degli dei" (siamo arrivati alle citazioni culinarie... mamma mia: livello di invasamento altissimo!!!) e per quanto ci riguarda ha perfettamente ragione; questo piatto poi è semplicemente eccezionale. Ingredienti per 4 persone - 500 gr di cus cus - 200 gr di pistacchi di bronte (no salati!) - 500 gr di gamberi rossi - salsa di pomodoro - 1 cipolla - 2 spicchi d'aglio - scorza grattugiata di mezzo limone - cannella - peperoncino - prezzemolo - sale e olio d'liva Preparazione Per il brodo di gamberi 1. Armatevi di pazienza: sgusciare i gamberi e schiacciare bene le teste per recuperarne il contenuto in una ciotolina e tenete da parte pure i gusci... e ovviamente anche la polpa!! 2. In una padella versate un filo d'olio e tostate i gusci per qualche minuto fino a che prenderanno bene colore. 3. Si comincia a cucinare: preparate un trito con mezza cipolla, l'aglio, una manciata di prezzemolo e un pizzico di peperoncino e soffriggete il tutto con un po' d'olio insieme al contenuto delle teste dei gamberi . Mescolare e unite i gusci tostati, la salsa di pomodoro e mezzo litro d'acqua. Fate cucinare cucinare per 40 minuti aggiustate di sale e una volta terminata la cottura filtrate il brodo e coprite. Per il cus cus 1. tritate i pistacchi e unirli al cus cus, aggiungete la scorza di limone e un pizzico di cannella . 2. nel frattempo preparate un soffrittino con mezza cipolla, uno spicchio d'aglio; una volta pronto unire anch'esso al cus cus. 3. Poco prima di servire a tavola versare 3 mestoli di brodo bollente sul cus cus e mescolare per bene. Presentazione 1. Far saltare i gamberi in una padella unta d'olio; 2. Posare il cus cus sul piatto, magari aiutandovi con una formina, versare del brodo nel piatto e decorare con dei gamberi. Spolverateci sopra della grana di pistacchi avanzata, metteteci due pistacchi interi incima e portate a tavola.

Fonte: chiccodicaffecucina.blogspot.com

Ehilà, come state? Innanzitutto volevo ringraziarvi per aver aderito con molto entusiasmo al mio Linky Party ! State linkando delle cose bellissime che sono sicura che saranno di ispirazione per tutte noi mamme e non! Vi ricordo che il primo linky finirà domenica, ma che lunedì ne inizierà di nuovo un altro. Quindi pensateci, che vi aspetto numerose! Intanto oggi vi propongo il piatto "boom-boom" che ho preparato ieri per S. Valentino. Lo devo ammettere, alla fine ero esausta, soprattutto perchè, per prepararlo ho sporcato mezzo mondo e a ripulire la cucina ci ho messo un botto. Ma alla fine, il risultato ha appagato tutti ed il marito adesso mi LOVVA più di prima! Ah-ha!!! ;-D Buoni vero? Ah volevo chiedervi una cosa: sapete mica se esistono delle macchinette-giocattolo che riproducono la macchina per fare la pasta in casa (la Imperia per intenderci)? Non riuscivo a staccare più Alessio da quella vera perchè, a modo suo, mi voleva aiutare nella preparazione (fortuna che è arrivato da scuola, quando già avevo quasi finito)... insomma, per convincerlo a lasciarmi la macchina, gli ho dovuto promettere che gliela avrei comprata di quelle giocattolo. Ma ora dove vado a beccarla? :-0 Ne sapete qualcosa??? Ravioloni di pesce con pesto di agrumi (x 3 persone) Impasto : 300 gr farina di grano tenero 00 3 uova 3/4 di una bustina di zafferano un goccio olio e.v.o. sale Ripieno : 300 gr di filetto di salmone 200 gr di filetto di cernia 6 mazzancolle 1 uovo 2-3 cucchiaini di ricotta 3 cucchiaini circa di amido di mais estratto di pomodoro erba cipollina prezzemolo olio e.v.o. vino bianco 2 spicchi di aglio sale pepe Condimento : 50 gr mandorle pelate e sgusciate 50 gr pistacchi pelati e sgusciati 2 arance 30 gr capperi sotto sale 1 mazzetto di basilico olio e.v.o. 25 gr di pistacchi in granella o sminuzzati e tostati In una tazzina ho diluito lo zafferano con un goccio d'olio, amalgamando con una forchetta. Ho setacciato la farina e l'ho disposta a fontana sulla spianatoia, creando al centro un incavo dove ho versato le uova, lo zafferano ed un pizzico di sale. Ho lavorato energicamente l'impasto fino ad ottenere un composto omogeneo ed elastico. Ho fatto una palla, l'ho avvolta con della pellicola e l'ho fatta riposare per circa mezz'ora. Nel frattempo ho preparato il ripieno . Ho rosolato in padella 2 spicchi d'aglio con l'olio ed ho fatto insaporire da una parte e dall'altra i filetti di pesce. Poi ho sfumato con il vino bianco ed ho continuato la cottura per qualche minuto, cercando di disfare il pesce con un cucchaio di legno. Quando il pesce si è cotto, l'ho trasferito in una terrina, mentre nella stessa padella dove ho cotto il pesce ho saltato le mazzancolle per qualche minuto. Ho tolto le mazzancolle, le ho pulite e spezzettate e le ho unite all'altro pesce nella terrina. Ho unito al pesce l'uovo, la ricotta, l'estratto di pomodoro, l'erba cipollina, il prezzemolo, il sale, il pepe ed ho amalgamato bene, aggiungendo poco per volta l'amido di mais fino ad ottenere la consistenza voluta (circa 3 cucchiaini). Ho steso la pasta con la macchinetta formando delle strisce. Ho messo dei mucchietti consistenti di ripieno su una sfoglia di pasta ed ho ricoperto con un'altra sfoglia, modellando con le mani il ripieno per avvicinarmi alla forma del cuore. Poi con le dita ho sigillato bene i contorni del cuore, ho posizionato la formina a cuore sulla pasta ed ho sformato il raviolone, chiudendo ancora meglio i bordi con una forchetta. Ho preparato il pesto di agrumi, pelando le arance a vivo e mettendo tutti gli ingredienti nel mixer. Ho adattato alle mie esigenze la ricetta del famoso chef mio conterraneo, Filippo La Mantia, in maniera da avere un condimento fresco, aromatico, ma che non coprisse troppo il sapore del pesce del ripieno. Ho infatti usato sia mandorle che pistacchi, ho diminuito un po' la dose di capperi ed aumentato la dose di basilico. Ho infine tostato a parte dei pistacchi in granella da mettere sopra la pasta. Una volta che tutto è pronto (finalmente!), non rimane che far cuocere i ravioloni in acqua calda per circa 6 minuti e condire con il pesto di agrumi e con la granella di pistacchi tostata. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest

Fonte: creamamma.blogspot.it

Quando un po' di settimane fa mi contattò Oriella di Cantiere per propormi una sfida, ne fui felice, poi ho scoperto chi dovevo sfidare... Filippo La Mantia.... La sfida era creare una o più ricetta utilizzando l' Amaro Averna ... La Mantia ha creato tutto un menù per Natale usando l' Averna , la ricetta che avrei voluto presentare era un'altra, più elaborata, però devo dire che anche questa mi ha dato soddisfazione. Una torta senza uova ne burro, con grano saraceno e al cioccolato per il nostro dolce della domenica ... un connubio che ho trovato ottimo e poi lo zabaglione... ho voluto provare a sostituire il vino liquoroso e devo dire che mi è piaciuto anche questo. A chi piace il gusto leggermente "amarognolo" dell'Amaro è ottimo e poi le fragoline regalano una nota di contrasto che rende il tutto amabile :-P Torta di Saraceno al Cacao (senza uova e senza burro) con Zabaglione all'Averna e Fragoline Per la torta: 100 gr di farina 00, 100 gr di farina di grano saraceno, 50 gr di cacao amaro, 250 gr di zucchero semolato, 250 ml di latte intero, mezza bustina di lievito per dolci, 1 cucchiaino di bicarbonato, zucchero a velo (per decorare) Per lo zabaglione all'Averna: 4 tuorli, 4 cucchiai di Amaro Averna, 100 gr di zucchero, fragoline di bosco (una manciata). Prepariamo la torta. In una ciotola setacciamo le due farine, uniamo il cacao (sempre setacciandolo) e lo zucchero. Uniamo il latte a filo mescolando con una frusta cercando di non far formare grumi. Unire il lievito e il bicarbonato setacciati, mescoliamo bene e versiamo in uno stampo da 20 cm di diametro e infornare a 180°C per 20 minuti (vale la prova stecchino). Sfornare, sformare e lasciar raffreddare. Preparare lo zabaglione. In una pentola antiaderente mettere i tuorli d'uovo, unire lo zucchero e sbattere a lungo con una frusta elettrica (o a mano) fino a che il composto risulti bello gonfio e spumoso. Unire l'Amaro Averna un cucchiaio per volta facendo assorbire bene. Trasferire la pentola sul fuoco a bagnomaria e sempre mescolando lasciar addensare lo zabaglione (non raggiungere il bollore). Togliere dal fuoco e lasciar intiepidire, unire le fragoline e servire da accompagnamento alla fetta di torta di grano saraceno spolverata abbondantemente di zucchero a velo.

Fonte: lacasadibetty.blogspot.it

Sì, sì, lo so che i cannoli siciliani li ho già postati una volta, ma ora, a riguardare il post a distanza di anni, mi sono sembrati talmente miseri, mal riusciti, con una foto così orribile che mi sembra persin impossibile aver avuto il coraggio di postare una schifezza del genere. Schifezza esteticamente, ovvio, perchè il gusto, da come mi ricordo, era assolutamente onesto e decoroso. Ma se riguardo l'immagine di quel post, oltre alla vergogna di cui sopra per la foto, il terribile piatto rosso, la composizione mal riuscita e la scorza del cannolo che tutto sembra meno quello che deve sembrare, provo anche un po' di soddisfazione. Soddisfazione per i "progressi" fatti. Per questi anni di spadellamenti furiosi, di "prove di laboratorio", di bignè collassati appena sfornati, di pan di Spagna che sapevano orribilmente di uovo, di uova pastorizzate con lo sciroppo di zucchero non esattamente a filo e che si sono subito trasformate in un ammasso di grumi invece che in una morbida crema alias "pate à bombe", di gnocchetti alla parigina trasformatisi anch'essi in una massa informe e molliccia che tra loro e le uova raggrumate, come schifo, non so chi fosse peggio, il tutto condito da cristonamenti vari e lanci nella spazzatura. Ma anche anni di gare, o meglio, "contest" - come si usa dire qui e guai a usare l'obsoleto termine "gara" o "sfida" o "singolar tenzone" che mi farebbero subito riconoscere come appartenente all'età medioevale, a cui in effetti appartengo, - e quindi "contest", in cui mi sono piazzata a volte malissimo, a volte benino, a volte benissimo, non so bene per quale santo. Anni di foto scartate, ritoccate, rifatte di sana pianta con la luce migliore, per presentare al meglio un piatto già meritevole di suo in quanto riuscito come Dio comanda o, al contrario, per aggiustare una preparazione pietosa e renderla presentabile. Ecco, ripensando ai "progressi" culinari che ho fatto, devo dire di essere contenta. Sono solo ricette di una dilettante, certo, ma anche queste richiedono cura e applicazione, come ogni attività umana, e il vedere tangibilmente dei miglioramenti, per quanto lievi, mi regala un attimo di gratificazione e soddisfazione. Come per questi cannoli. HO ritrovato la ricotta di pecora. Non solo. Ho imparato a riconoscere quando mi rifilano quella vecchia ormai già più vicina al trasformarsi in pecorino, con un vago afror di piedi che te lo raccomando, da quella veramente fresca, che è più morbida, acquosa, meno compatta e, soprattutto, non ha gusto di piedi nè di pecorino. E avendo trovato la ricotta di pecora, fresca, vuoi non rifare i cannoli siciliani? Certo che no! E poi ora ho anche imparato, toccando con mano in seguito a varie ricette provate, tipo la torta ricotta e pere di Salvatore De Riso o la sempreverde cassata siciliana, che passare la ricotta al setaccio serve veramente, e non è solo uno sbattimento per cuochi snob. Ma ho anche imparato che, anche se passi la ricotta al setaccio, una bella frullata finale col minipimer aggiusta tutto ancora meglio del setaccio regalandoti una bella crema morbida e vellutata che manco dieci setacci tutti assieme riuscirebbero a fare! Pratica. Esperienza. Un po' di furbizia. Gli anni che passano. E mi regalano questi cannoli. Grazie all'esperienza, ho ottenuto una crema di ricotta sofficissima e buonissima. Grazie alla furbizia .....stavolta ho comprato le scorze già fatte e io le ho solo più farcite! P.S: e non mi sento nemmeno in colpa! Per me, la scorza, nei cannoli siciliani, non ha un vero motivo di esistere, se non come mero contenitore della morbida crema. Molte volte, la lascio. Non mi fa impazzire. Ad ogni modo, la ricetta per la scorza la posto lo stesso, anche perché altrimenti come farei ad intitolare il post" cannoli siciliani"? E' di Filippo La Mantia, quindi la sua riuscita e la sua bontà sono assicurate, anche se questa volta non ho materialmente eseguito la ricetta. E oltretutto...le scorze acquistate pronte non erano manco buone! Quando li ho fatti io, magari i cannoli non erano esteticamente belli ma come gusto erano ottimi, mentre invece questa volta, invece della ricotta, mi hanno rifilato i cannoli, vecchi.....Va bè, godiamoci la crema, che è quella che conta!.-) CANNOLI SICILIANI (da Filippo La Mantia, "Oste e Cuoco") per 4 persone: Per la scorza : 400 gr di farina di grano duro 75 gr di strutto (o burro) 1 uovo e un tuorlo 40 gr di zucchero semolato 1/4 l di Malvasia aroma di vaniglia zucchero a velo olio extra vergine di oliva Per la farcia: 500 gr di ricotta 250 gr di zucchero semolato 100 gr di gocce di cioccolato fondente 5 foglioline di menta scorzette di arancia candite ESECUZIONE: Per la scorza: in una ciotola impastate a lungo farina, zucchero, strutto o burro, aroma di vaniglia, uova e Malvasia fino ad ottenere una pasta corposa (consigliato il riposo in frigo per una mezz'oretta per fare distendere la pasta e poterla poi stendere più agevolmente). Con il mattarello tirate delle sfoglie sottilissime, ritagliate dei quadrati (o dei cerchi di 10 cm di diametro) di circa 4 cm. di lato. Avvolgete ogni quadrato (o cerchio) su delle bacchette di metallo ( o cilindi di metallo per cannoli di diametro di 2,5 cm e lunghezza 12,5 cm, unti di olio) e con le dita unire i lembi dell'impasto che si incontrano, aiutandovi con un po' di albume; importante è non stringere troppo la pasta intorno ai cilindi, di modo che, in cottura, i cannoli abbiano modo di gonfiare leggermente. Intanto scaldate abbondante olio in una pentola e quando avrà raggiunto la giusta temperatura, immergete i cannoli per pochi minuti fin quando non avranno assunto un bel colore dorato. Estraeteli , metteteli a sgocciolare su un piatto rivestito con carta da cucina per assorbire l'olio in eccesso e , quando saranno quasi freddi, sfilate i cilindri di metallo. Per la crema di ricotta: Mescolate la ricotta (prima preventivamente passata una o due volte attraverso un setaccio a maglie fini) con lo zucchero (meglio ancora utilizzare il frullatore ad immersione, o minipimer, come ho fatto io), le gocce di cioccolato (io le ho omesse) e infine le foglie di menta lavate e tritate. Riempite i cannoli con la farcia solo al momento di servire, per non rendere molle la scorza, aiutandovi con un sac ò poche, mettete alle estremità un pezzetto di scorza di arancia candita e servite subito.

Fonte: alcaffedelapaix.blogspot.it

Quando ho notato questi ravioli sul banco frigo del supermercato non ho resistito, ho letto gli ingredienti ed ho subito deciso di acquistarli. Si tratta di una pasta fresca all’uovo realizzata con il 4% di mirtilli. Il ripieno è composto da ricotta e speck. Questi ravioli sono un prodotto tipico del Trentino, solitamente vengono conditi con burro e salvia , oppure con sughi saporiti a base di cacciagione. Io li ho conditi con un pesto che ricorda, per alcuni dei suoi ingredienti, il celebre pesto di Filippo La Mantia. Ingredienti per 4 persone : • 300 gr. di ravioli speck e mirtilli Valsugana Sapori • 1 cucchiaio di capperi Bonomo&Giglio • 2 cucchiai di mandorle affettate Life • 2 clementine bio • 4 grani di pepe rosa • 1 stelo di basilico • 1 stelo di prezzemolo • 4 fragole • olio Flaminio delicato extra vergine di oliva • condimento Flaminio mosto d’uva cotto • una noce di burro Procedimento : inserite nel vaso del mixer i capperi dissalati, le mandorle,il prezzemolo, il basilico,il pepe rosa, la buccia di una clementina , il succo di due clementine e l’olio extra vergine di oliva . Frullate sino ad ottenere un composto omogeneo. Cuocete in abbondate acqua salata i ravioli, scolateli al dente e fateli saltare con una noce di burro. A fuoco spento aggiungere il pesto di agrumi, capperi e mandorle, fate saltare velocemente. Presentazione: porre al centro del piatto i ravioli, sopra, al centro una fragole affettata e condita com qualche goccia di condimento Flaminio a base aceto balsamico e mosto d’uva cotto. Vino consigliato: Riesling Italico D.O.C Oggi 8 marzo è la festa della donna , dedico questa semplice ricetta a tutte le donne in particolare a queste donne che mi hanno gentilmente omaggiata con i loro premi : • Annaira L’angolo di Annaira • Rossella Ma che ti sei mangiato? • Silvia acquaefarina-sississima • Nikichan Zafeiry Recetas de una Gatita enamorada

Fonte: danieladiocleziano.blogspot.it

Che bello quando, con Marcella, andiamo da Eataly per la pausa pranzo. Marcella, come me, è appassionata di cucina, ma oltretutto è anche esperta di nuove tendenze, come dicevo in un post precedente dove presentavo il suo pesto agli agrumi mutuato da Filippo La Mantia, non solo in campo di arte moderna, che è la sua passione, oltre che il suo mestiere, ma anche in campo gastronomico culinario. E anche oggi, da Eataly, mentre tranquille come due pasque giravamo tra farine speciali, olii di ogni regione d'Italia, risi di ogni tipo, al limone, all'ortica, creme varie di cioccolato, gianduia, nocciole, marmellate, libri, biscotti e chi più ne ha più ne metta, insomma, mentre giravamo per questo paradiso, mi stupisce ancora una volta: "Sai, ho comprato l'utensile per fare gli spaghetti di carote, zucchini..." "ah" dico io, pensando a quei tristissimi banchetti nei mercatini dove vendono da trent'anni le solite "novità" alias mandoline per tagliare la verdura, coltelli per fare la medesima a striscioline e penso : "Beh, questa roba la conosco pure io, non è una novità". Ovviamente sbagliavo. Infatti, nel reparto libri, vedo subito che quello di cui parla Marcella è una nuova tendenza, molto..trendy (wow) in campo culinario: un ...coso che fa la verdura a mo ' di spaghetti, di filini, insomma, presenta la verdura in un modo molto invitante. E dopo questa botta di novità mi fa, così, come se niente fosse... "ah, sai, l'altra sera ho fatto il Danubio...". Argh! Il Danubio, lo punto da settimane, lo guardo, dico..gli devo sacrificare due giorni, accidenti, e poi chissà come viene, è difficile etc etc...e mentre io elucubro, lei l'hai già fatto, senza tante storie. Col bimby, trovando la ricetta qui su cookaround, da dove proviene anche la foto, in quattro e quattr'otto. E quella che vedete è la foto del suo Danubio bimbesco. Ma non mi trova sprovveduta, e infatti ribatto subito "e io sai che faccio stasera? La brioche Nanterre!" Evvai di lievitati dolci, è una moda anche questa. E quindi fiinisco qui questo post, devo andare a impastare la Nanterre (il panbrioche, mi corregge Marcella), di modo da potercela gustare domani. Giusto per dire, che i lievitati dolci mi stanno mooolto intrigando! A domani, con la Nanterre !

Fonte: alcaffedelapaix.blogspot.it

Ovvero, la cucina di Marcella. Ho la fortuna, infatti, di conoscere un’esteta, un’esperta nonché curatrice di arte moderna sia per mestiere che per diletto, la quale trasferisce questa sua passione per l’arte anche nel cibo, nella ricerca e nella preparazione di piatti nuovi, particolari, interessanti e …gourmands. Detto ciò, dopo aver ascoltato la rassegna delle prelibatezze da lei preparate per l’ultima cena con gli amici, le chiedo una ricettina da postare sul mio blog, qualcosa di carino, sfizioso, intrigante…Ed infatti non mi delude, non mi ero sbagliata. Eccola che il giorno dopo arriva con una barattolino per me! E dentro il barattolino…ecco il celebre pesto di agrumi di Filippo La Mantia. Celebre per chi non è una neofita della cucina come me, che, infatti, vado subito sulla rete ad informarmi sul medesimo. E scopro che, oltre ad essere un bell’uomo, ex fotografo di cronaca nera “stufo di vedere sempre e soltanto morti”, si è dato alla cucina..alla cucina della sua terra, la bella Sicilia, con un approccio nuovo, fresco, liberandola da quell’aura di cucina pesante, grassa, massiccia, bandendo soffritti vari, agli, cipolle e inserendo ingredienti freschi della sua isola, agrumi sopra tutto, e poi capperi, mandorle, melanzane, il tutto però rivisitato in modo leggero, dove gli olii e i condimenti non offuscano il sapore vero ed essenziale dei singoli ingredienti. Ed ecco quindi questo ottimo pesto che, leggo, è la base di molte preparazioni del nostro, che infatti declina in vari modi, arricchendolo di volta in volta con pomodorini, avocado, alici, pomodori secchi sott'olio e quant’altro l’ispirazione gli consigli. Io l’ho assaggiato, quello, appunto, regalatomi da Marcella: è veramente strepitoso, il sapore dolce ma leggeremente agro degli..agrumi (bel gioco di parole, eh?) contrasta col sapido dei capperi e la cremosità delle mandorle, il tutto legato dalla freschezza del basilico fresco. E’ una salsa veramente versatile, che si può utilizzare sopra a dei caldi spaghetti integrali (integrali perché esaltano maggiormente il sapoere di questo gustosissimo pesto, come consiglia lo stesso La Mantia, anche se nella mia foto vedete dei comuni spaghetti) oppure per insaporire cous cous, carni, pesce azzurro o croccanti insalate. Insomma, una salsa ottima…anche così, a cucchiate ☺ Ah, nelle foto che vedete, il pesto non ha il normale colore verdolino dato dal basilico in quanto, non essendoci in giro basilico “vero”, ruspante, ma solo di serra, cioè abbastanza insipido, Marcella, da brava chef, lo ha sostituito con due cucchiaini di basilico secco, buono sì, ma non colorato come quello fresco. La ricetta originale, comunque, prevede un mazzetto di basilico fresco, come sotto riportato. Con questa ricetta, inoltre, partecipo ad un contest a cui tengo più che ad altri. E’ il contest del blog "oggi pane e salame, domani…" , che raccoglie ricette in relazione ad una malattia femminile di cui forse non si parla ancora abbastanza, l’endometriosi, in collaborazione con due associazioni molto attive: la "Illa for people", associazione senza scopo di lucro che si propone di aiutare tutte le fasce di persone più deboli e sfortunate con una rete di solidarietà radicata sul territorio, e la A.P.E., associazione di donne che hanno sperimentato questa malattia sulla propria pelle e che si propone di creare una rete di aiuto e sostegno per chi è affetto da endometriosi. E a questo proposito, devo dire che la ricetta proposta per questo contest, o meglio, il suo autore, si adatta perfettamente a questi scopi benefici: Filippo La Mantia, infatti, è anche promotore dell’iniziativa. “ caponata for life” : chi la ordina, nel suo ristorante, regala automaticamente un euro ai bambini malati di Aids in Africa (circa10.000 euro/anno)! Cibi belli, ma anche...buoni! CONTEST "PER BENE" PESTO AGLI AGRUMI DI FILIPPO LA MANTIA Per 4 persone: 4 arance a spicchi a cui avrete tolto benissimo il filamento centrale bianco e amaro (togliere benissimo ogni parte bianca, amara, delle arance) 50 gr capperi sotto sale lasciati in ammollo a lungo (almeno mezz’ora) in acqua tiepida per dissalarli 200 gr di mandorle pelate un bel mazzetto di basilico fresco 50 cl di olio extra vergine di oliva Inserire gli ingredienti nel robot da cucina e frullare per circa due minuti, fino ad avere una crema omogenea. Utilizzare a crudo per condire pasta ma anche insalate, carni, pesce azzurro etc etc..

Fonte: alcaffedelapaix.blogspot.it

Alcuni giorni fa a Palermo si e'celebrato un matrimonio d'eccezzione ,tra la ballerina d'etoille Eleonora Abbagnato ed il calciatore del palermo Federico Balzaretti. Le cifre che girano attorno al matrimonio sono da capogiro,come possiamo immagginare...il vestito della sposa, una nuvola bianca del valore di 50.000€,di Dolce e Gabbana. La location e'stata la Cappella Palatina,cerimonia blindatissina!!! Tra i testimoni dello sposo,il calciatore bianconero Chiellini;le fedi sono state"scortate"dalle due bimbe di Balzaretti,di 5 e 3 anni. Volti noti tra gli invitati,tantissimi calciatori,il corpo di ballo dell'Operà di Parigi,i comici Ficarra e Picone, Eros Ramazzotti e Morgan. Ma passiamo a quello che, a noi food blogger, interessa di piu'..il banchetto nuziale!! Ma passiamo a quello che, a noi food blogger, interessa di piu'..il banchetto nuziale!! Paesagio bellissimo , si e'infatti tenuto a Mondello,Alle Terrazze,locale gestito dal cuoco Natale Giunta,volto noto per le settimanali partecipazioni alla trasmissione tv"La prova del Cuoco". Lo chef scelto dagli sposi,cui si e'affiancato Natale Giunta, e' Filippo La Mantia. La cucina vantava una brigata di almeno 20 persone!! il menu'e'un chiaro richiamo alla cucina e sapori tradizionali siciliani,in onore della sposa,tra le portate: Assaggini di cibo di strada Gambero rosso di Mazara con sorbetto di arancia sanguinella Parmigiana con cioccolato di Modica Timballetto di anelletti al forno Pasta col pesto di agrumi e la bottarga di tonno Tonno ammuttunnatu Il maialino di suino nero dei Nebrodi laccato con miele di zibibbo di Pantelleria e con insalatina di pomodorini e capperi. Segue poi un trionfo di pasticceria, sfoglie di cannolo, cassatelle, ed altro ancora. Il vino, bianchi e rossi rigorosamente siciliani, di una nota cantina. [email protected]

Fonte: angolocottura.blogspot.it

Dopo aver letto che esistono più di 50 ricette diverse per ottenere questo splendido piatto a base di melanzane, mi sono lasciata tentare dalla ricetta di Filippo La Mantia. Forse perchè lui stesso ha detto di averla, sì trasformata, ma anche alleggerita. Che sia di buon auspicio per questa estate che stenta ad arrivare. Ingredienti 8 melanzane 2 kg pomodori rossi maturi 2 mazzi di basilico 30 g di origano 100 g di pinoli 100 g di mandorle 100 g di uvetta sultanina 100 g di capperi sotto sale 150 cc aceto di vino bianco 150 g di zucchero semolato Tagliate a cubetti le melanzane e immergele in acqua e sale per circa quindici minuti ( io le h lasciate per circa 1 ora) Preparare la salsa: tagliare i pomodori a quarti e metterli dentro un pentolone, aggiungendo del basilico, origano, qualche cappero e un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Quando il tutto sarà ben cotto trasferite il composto nel passa pomodoro e ricavatene una salsa abbastanza densa. Preparare un frullatore e trasferite la salsa aggiungendo qualche foglia di basilico. Frullate il tutto e ripassate in una pentola facendo cucinare a fiamma dolce per circa quindici minuti. A questo punto sciacquare le melanzane, tamponarle con un panno e preparate un tegame con olio extravergine sul fuoco. Quando l'olio raggiungerà una temperatura alta, e prima che inizi a fumare, iniziate a friggere i tocchetti di melanzane. Poi asciugatele ben bene con della carta assorbente in modo da eliminare più olio di frittura possibile. Trasferite il tutto in una casseruola capiente, aggiungere tutti gli ingredienti, compresa la salsa di pomodoro e rimescolare molto dolcemente. Servire questo meraviglios antipasto con dell'ottimo pane. La caponata può essere conservata in barattoli poichè lo zucchero e l'aceto ne facilitano la conservazione. Note : io, per due sole melanzane, ho usato 2 cucchiai di aceto ed 1 solo di zucchero ed ho omesso le mandorle. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Fonte: croce-delizia.blogspot.it

Sedanini al pesto di agrumi Ingredienti: 300 g sedanini 2 arance Basilico 50 g di capperi sotto sale di Pantelleria 50 g di mandorle pelate di Avola 2 pomodorini di Pachino 2 acciughe sott’olio 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva 1 melanzana 100 g di caciocavallo ragusano Olio extravergine d’oliva Sale Cuocere la pasta in acqua bollente salata. Mettere l’olio a riscaldare in una padella. Tagliare le melanzane a fette e, quando l’olio è caldo, friggerle. Sbucciare le arance a vivo e mettere la polpa nel frullatore: aggiungere l’olio, il basilico, le mandorle, i capperi, le acciughe e i pomodori. Frullare per circa un minuto. Scolare la pasta e la mantecarle nel tegame sul fuoco con il pesto di agrumi, le melanzane fritte, una spolverizzata di caciocavallo grattugiato ed un filo di olio. Impiattare i sedanini aggiungendo il resto del caciocavallo grattugiato e qualche foglia di basilico. Questa ricetta è stata proposta dallo Chef Filippo La Mantia

Fonte: sianna-cuochi.blogspot.it

Ed ecco l'atteso (spero), ultimo (per ora) esperimento targato ricotta affumicata . Ma per questa miniserie nessun finale a sorpresa. Diciamo un finale aperto, considerato che sto cercando di farmi venire qualche altra ideuzza a tema. Del resto, lo avevo preannunciato che per un po' sarei stata insopportabilmente monotematica. Concludo, così (ma la ricotta affumicata tornerà. Un po' come Bobby Ewing in Dallas ^_^ ) con un risottino dai sapori contrastanti e irresistibili. Felice fine settimana! Maria Grazia Risotto affumicato ai fichi (per 3 persone) Ingredienti 300 g di riso Carnaroli 60 g di fondino di speck 30 g di ricotta affumicata 8 fichi 1/2 cipolla bianca 1/2 bicchiere di Pinot Rosa brodo vegetale (carota, sedano, cipolla, alloro) 3 cucchiai di olio extravergine di oliva olio extravergine di oliva qb (per saltare i fichi) Preparare il brodo vegetale con una piccola carota, un gambo di sedano, mezza cipolla bianca e una foglia di alloro. Tagliare la cipolla e tritarla finemente insieme allo speck. Far rosolare il trito in 3 cucchiai di olio evo per circa 5 minuti. Unire il riso e tostarlo per un paio di minuti, continuando a mescolare con un cucchiaio di legno, affinché il riso non si attacchi al fondo del tegame. Unire il Pinot Rosa e continuare la cottura, bagnando regolarmente con qualche mestolo di brodo vegetale. Lavare i fichi, tagliarne a cubetti cinque ed unirli al riso a circa 5 minuti dalla fine della cottura. Una manciata di secondi prima di spegnere il fuoco, unire la ricotta affumicata grattugiata a lamelle (con una grattugia a fori grossi). In un padellino antiaderente e unto con poco olio extravergine di oliva, rosolare i fichi rimasti (e tagliati a fettine) per pochissimi secondi (non devono cuocere ma solo avere un aspetto lucido ). Impiattare il risotto e decorare ogni porzione con qualche fettina di fico. ~ Questa ricetta è stata selezionata da Chiara Maci e dallo chef Filippo La Mantia per Cuoco di Fulmine by Ponti. Sono così entrata a far parte della rosa dei cinque finalisti del web cooking game #BlindPlate Ponti

Fonte: cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.it

Anche questo piatto l'ho preparato ieri, la domenica cucino tutta la mattina! Non mi dispiace alzarmi presto e non mi pesa nemmeno lavare una montagna di piatti, anche perchè i risulati sono sempre buoni! Questo primo piatto l'ho preso su un libro di Filippo La Mantia, è nato per smaltire i pomodori secchi che mia suocera mi regala e che io non sapevo mai come consumare perchè conditi con l'olio a me proprio non piacciono, così ho pensato di cucinarli e ne è venuto fuori un primo piatto con i fiocchi! I pomodori secchi legano molto bene con le mandorle, il loro sapore forte è mitigato dalla dolcezza delle mandorle e dall'aspro della scorza del limone, da provare se già non lo conoscete. Ingredienti per 2: 200 g di fileja o maccheroni al ferro 20 g di mandorle pelate 30 g di pomodori secchi 1 cucchiaino di origano 1 cucchiaio di pana grattato scorza grattugiata di 1/2 limone biologico 3 cucchiai d'olio sale e pepe Mettere ammollo i pomodori in poca acqua fredda tritare le mandorle grossolanamente e grattare il limone in un padellino mettere un filo d'olio e il pane grattato e tostarlo 3-4' mescolando spesso in una pentola saltapasta mettere l'olio, le mandorle, i pomodori, l'origano e la scorza grattata e saltarli insieme 2-3' intanto cuocere la pasta e saltarla nella pentola col condimento aggiungere un filo d'olio a crudo ed impiattare cospargendo ogni piatto col pane tostato e un pò di formaggio grattugiato VOTO 9 1/2

Fonte: storiegolose.blogspot.it

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