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Queste crespelle sono un'ottima idea per un primo piatto alternativo o da servire come antipasto ad un buffet. Ripiene di pollo, formaggio magro e peperoni. L'idea viene da una puntata del Gambero Rosso Channel, dove Simone Rugiati cucina questo piatto con salmone, yougurt e spinaci. Ma io nel frigo avevo del petto di pollo avanzato..e mi è sembrato ottimo abbinarlo ai peperoni e ad un formaggio spalmabile light che dona al piatto l'acidità e la cremosità giusta. Ingredienti per le crespelle (ricetta di Simone Rugiati): 2 uova 200 g farina 500 ml latte ..e per il ripieno: 1 peperone giallo 1 peperone rosso 1 confezione di formggio spalmabile light (170/180 gr) Un goccio di latte 3/4 fettine di petto di pollo Timo Come si preparano: In una ciotola sbattete le uova con la farina, aggiungete il latte, mischiate bene e lasciate riposare in frigo per una mez'oretta. Intanto pulite i peperoni e fateli in piccoli pezzetti. Mettete in una casseruola con un filo d'olio e fateli cuocere per una ventina di minuti, aggiungendo sale e pepe e acqua calda all'occorrenza. Grigliate i petti di pollo, salate e pepate. Prendete una padella antiaderente non tanto grande, scaldatela bene, ungetela con pochissimo olio. Con un po' di carta spargetelo su tutta la padella togliendo quello in eccesso. Mettete un po' del composto e girate subito la padella per far aderire il composto su tutto il fondo. Dopo circa un minuto (ma controllate!) girate la crespella su sé stessa e fate cuocere ancora per 30/40 secondi. Procedete così fino alla fine del composto. Unite il pollo ai peperoni freddi, poi aggiungete il formaggio ed il timo. Mischiate bene il tutto col formaggio light. Prendete una crespella, adagiate sopra un po' del composto lasciando il bordo come nella foto. Poi arrotolatela su sé stessa e procedete così anche per le altre. Sono ottime anche preparate con largo anticipo, ponetele in frigo e al momento di servirle tagliatele a rondelle di circa 5/6 cm e impiattate.

Fonte: follieaifornelli.blogspot.it

Quando le persone sanno che ami cucinare, che ti piace provare questo o quello, che azzardi, accosti, mescoli e frulli, allora a volte ti pensano. Quando vedono qualcosa che potrebbe stare tanto bene nella tua cucina, allora magari pensano che potrebbe farti venire un'idea oppure no, oppure due. Come questo sale alla liquirizia, visto, comprato e regalato alla sottoscritta dalla sorella assaggiatrice, forse con la segreta speranza di trovarlo, prima o poi, in qualche ricettina da assaggio. Sulla confezione c'è scritto che il sale alla liquirizia si usa con i crostacei, con le carni, con i formaggi e con il riso..come questo: Gli ingredienti per due persone: 180 g. di riso arborio Curtiriso , 1 cipollotto, olio extra vergine di oliva Dante , sale, pecorino grattugiato, pepe, sale alla liquirizia. In una pentola ho leggermente soffritto il cipollotto tritato nell'olio, poi ho unito il riso e ho lasciato tostare per 3 minuti, mescolando. A questo punto....visto che non c'è il brodo negli ingredienti?? Seguo il consiglio di Simone Rugiati, quando voglio che un particolare ingrediente esalti il sapore del mio risotto, allora niente brodo, neanche vegetale, ma solo acqua bollente salata. Dunque, aggiungo acqua bollente e lascio cuocere il riso aggiungendone altra fino a cottura ultimata. Spengo il fuoco, aggiusto di sale, unisco il pecorino grattugiato, il pepe e manteco. Impiatto e spolvero con il sale alla liquirizia. Risultato egregio! Cacio e pepe forever...e la liquirizia ci sta proprio bene!!!

Fonte: merincucina.blogspot.it

Inauguriamo oggi la sezione After Ring come direbbe Simone Rugiati, ossia una serie di ricette quasi elementari, ma velocissime, tali da poter essere preparate subito dopo il suono del campanello, quando magari sono arrivati degli ospiti a sorpresa e non si sa cosa fare. Ho da poco scoperto questo salume eccezionale, la fesa di tacchino. Io amo tantissimo pranzare o cenare con della bresaola condita con rucola e parmigiano, ma considerato il prezzo a volte desisto dal comprarla. Poi invece, come ho detto, ho scoperto la fesa di tacchino. Non so perchè ma non l'ho mai presa, e invece costa poco ed è dolcissima. Io la preparo con della rucola condita a parte con olio e limone e delle scaglie di parmigiano.

Fonte: polpadigranchio.blogspot.it

Ultimamente ho un brutto rapporto col pollo.. sará che ne mangio troppo, ma sto diventando insofferente al suo sapore e al suo odore, per cui o lo concio in altri modi oppure non lo mangio proprio. Arriverò a non volerlo più neanche sentire nominare, ma recentemente ho provato la prima soluzione per riuscire a mangiarlo: l'ho trasformato. Ho cambiato marinatura. Il risultato è stato un pollo speziato e caramellato, anche un pò dolce, ma che non dava affatto fastidio anzi, mi ha fatto apprezzare molto quello che stavo mangiando. Per la marinata ho preso spunto da quella che recentemente Simone Rugiati ha mostrato a Cuochi e Fiamme e come al solito l'ho personalizzata. Ho usato 4 sovraccosce le ho spolpate bene non lasciando neanche un pezzetto di carne all'osso e dalla polpa ho ricavato dei bocconcini. Ho preparato la marinatura con un limone spremuto, una cucchiaiata di senape, una di miele, della paprika, del curry e del rosmarino. Ho versato il pollo all'interno della marinata ed ho lasciato riposare per una mezz'oretta. Trascorso questo tempo ho riscaldato una padella senza olio e vi ho versato all'interno il pollo e la marinata. Ho lasciato cuocere a fuoco vivo fin quando il sughetto non si è ristretto e i bocconcini non si sono cotti. Ho terminato la cottura aggiungendo del sale e una manciata di farina di polenta che ha assorbito la marinata ed ha reso croccantissimo il pollo. Ho fatto saltare due minuti ed ho servito con della verdura.

Fonte: polpadigranchio.blogspot.it

In questi giorni sto facendo il pieno di monoporzioni (sia dolci che salate) perché sabato ci sarà il CUCINARTE Finger Food, una serata dedicata agli stuzzichini e mi sto preparando per mostrare ai partecipanti di questa nuova edizione un po' di novità. La millefoglie a casa mia è un must : per ospiti improvvisi, altrettanto improvvise voglie di dolce, bisogno di coccole o consolazione di giornate difficili ... ogni scusa è buona!!! Nel mio frigo non mancano mai un paio di rotoli di pasta sfoglia e i frutti di bosco che i miei figli mangiano in quantità industriali ... fare una dose di crema ci vogliono 10 minuti, così questo diventa un bel dolcetto ruffiano!!! Poca fatica e tanto piacere!!! Da quando poi ho scoperto sul sito di Simone Rugiati, questa crema e me ne sono innamorata!!! Tanto che ho dovuto provarla subito e all'assaggio è esattamente come la immaginavo. Lo zenzero, dona freschezza e brio alla crema pasticcera ed è un bellissimo abbinamento con l'acidità dei frutti di bosco. La riproporrò sicuramente al Cucinarte sabato è buonissima, facile e veloce da fare ... ha tutte le caratteristiche per piacere!!! Ingredienti per 6 millefoglie piccole: Per la sfoglia e la decorazione: 1 confezione di pasta sfoglia da 230 g Zucchero a velo a piacere 2 cestini di frutti di bosco Confettura di frutti di bosco a piacere Per la crema: 6 tuorli 45 g di amido di mais 50 g di radice di zenzero 140 g di zucchero (io 100 g) 400 ml di latte fresco intero 100 ml di panna fresca liquida Preparazione: Per la sfoglia: Riscaldare il forno a 220°. Stendere la sfoglia e ritagliarla con un coppa pasta diametro 8 cm, ricavandone 12 dischetti da bucherellare con la forchetta per non far alzare troppo la sfoglia e cospargere di zucchero a velo. Infornare i dischetti distesi sulla carta forno per circa 10 minuti. Dovranno essere appena dorati. Lasciarli raffreddare su una griglia. Per la crema: Mettere in fusione nel latte la radice di zenzero pelata e grattugiata per almeno mezz’ora, poi far bollire tutto il composto (latte e zenzero) insieme alla panna. Sbattere i tuorli con lo zucchero, poi aggiungere l’amido di mais e mescolare accuratamente. Filtrare il latte con un colino a maglia fitta e versarlo nel composto di uova, mescolando tutto con la frusta. Trasferire tutto in una casseruolina e portarlo ad ebollizione mescolando con la frusta finché non si addensa. A cottura ultimata trasferire la crema in una ciotola, coprirla con la pellicola a contatto e farla raffreddare. Montaggio del dolce: Disporre su un piatto da portata un dischetto di sfoglia. Trasferire la crema in una sac à poche con la bocchetta a stella e riempire il dischetto. Soprapporre un altro dischetto, altri ciuffi di crema e decorare il tutto con i frutti freschi lavati ed asciugati. Decorate il piatto con ciuffi di crema, un filo di confettura di frutti di bosco e frutti freschi.

Fonte: architettandoincucina.blogspot.it

Adoro il chutney come salsa d'accompagnamento per le carni arrostite. Si può preparare con qualunque tipo di frutta. Io seguo la ricetta che ho visto preparare a Simone Rugiati e mi viene benissimo. Ingredienti: 1 cipolla rossa 100/200 g di zucchero di canna (dipende dalla dolcezza dei frutti utilizzati) 1 pizzico di sale 1/2 bicchiere di aceto bianco 1/2 bicchiere di succo di lime 1 cucchiaio di semi di senape o senape in polvere 1 cucchiaio di curcuma 1 kg di pesche tabacchiere 100 g di mirtilli rossi disidratati 1 pezzo di zenzero 1 peperoncino piccante (meglio un pezzettino di Habanero Chocolate conosciuto anche come Black Congo) Mettere i mirtilli rossi disidratati a rinvenire in acqua tiepida. Tagliare la cipolla e metterla in una pentola sul fuoco, aggiungere lo zucchero e sfumare con l'aceto, aggiungere lo zenzero tagliato a fettine, il peperoncino e lasciare andare, sfumare con il lime ed aggiungere la frutta tagliata a pezzi. Aggiungere un pizzico di senape in polvere (io preferisco i semi di senape) e la curcuma, lasciare cuocere fino alla cottura desiderata ed invasare nei vasi sterili mentre bolle, tappare e lasciare fare il sottovuoto.

Fonte: picetto.blogspot.it

Un vasetto di sottaceti è un vasetto di sottaceti. Popola gli affollati scaffali di un supermercato insieme a tanti altri, uno vale l'altro. Questa, per lo meno, è la credenza - più diffusamente popolare - che ruota intorno alla variegata offerta alimentare di cui, in questa parte di mondo, abbiamo la fortuna di disporre quotidianamente. Ma basta guardare oltre, basta guardare più attentamente, per capire che non è così. Un prodotto vale tanto quanto un altro, solo fino a quando non si comprende cosa si cela dietro la sua produzione. Ci piace riferirci alla qualità delle materie prime, che è condizione necessaria di bontà , ma non si tratta solo di questo. Dietro ogni "buona" produzione c'è un discorso etico che va dalla cura delle risorse umane e del processo produttivo al rispetto per l'ambiente. In altri termini, un'azienda buona guarda tanto alla bontà del suo prodotto, quanto alla sua sostenibilità. Giovedì 23 Luglio, in occasione di una giornata speciale di incontro dedicata a noi foodblogger, ho avuto l'opportunità di conoscere da vicino il mondo di Valbona . E qui ho preso coscienza degli elementi reali su cui si fonda la qualità e la bontà - in senso generale - di un prodotto. E di un'azienda. Ma partiamo dall'inizio. Chi è, Valbona ? Valbona è un'azienda familiare nata nei primi anni '60 - sotto la guida dei fratelli Marchetti - che ormai da 50 anni è specializzata nell'arte conserviera. Il nome Valbona deriva dalla località e dal castello vicini a Lozzo Atestino, il paese in provincia di Padova dove l'azienda ha la propria sede. Dapprima specializzata nella produzione di sottaceti, poi di sott'oli, condimenti per riso, verdure grigliate, sughi e salse pronte, nel 2013 Valbona inizia ad affacciarsi anche al mercato del fresco, con i flan di verdure" Magie della Natura ". Basta arrivare a Lozzo Atestino per avere un primo assaggio della bontà di Valbona: si tratta infatti di un esempio virtuoso di azienda che in paese offre lavoro ad intere famiglie, da generazioni attive nella produzione di verdure e ortaggi sottaceto. Ad illustrarci la storia e i valori dell'azienda è Federico Masella , responsabile marketing di Valbona. Scopriamo tante cose. Una su tutte, il legame di Valbona con il territorio . Nel rispetto del vero made in Italy , in azienda si lavorano eccellenze italiane. Qualche esempio? I pomodori secchi di Puglia e Calabria (tagliati e salati a mano da artigiani specializzati, proprio come una volta), i carciofi di Puglia , il Basilico di Sardegna , il Carciofo spinoso di Sardegna IGP. "Un made in Italy non può dirsi tale se la produzione ha sede in Italia ma si utilizzano materie prime straniere" . Sembrerebbe a prima vista scontato, ma non lo è. Preferibilmente, si opta per un sistema di approvvigionamento a filiera corta e per fornitori orientati a una politica agricola sostenibile. Gli altri due pilastri della vision aziendale sono trasparenza e passione . La prima si sostanzia nell'impegno quotidiano profuso dall'azienda nel garantire la qualità e la salubrità dei propri prodotti; la seconda, è quella che chiunque lavori in Valbona ci mette, per garantire la qualità promessa. Tra la tante cose interessanti che scopriamo di Valbona, non sfugge alla mia attenzione (e al mio entusiasmo, per così dire, fanciullesco) la collaborazione che l'azienda ha avviato con la Disney , dalla quale nascono i flan per bambini " Magie della natura ". Un modo simpatico per far mangiare le verdure ai bambini, anche ai più schizzinosi. Preparati solo con ingredienti vegetali, senza l'aggiunta di uova e grassi animali, i "flan" Valbona sono adatti anche a consumatori che hanno scelto di seguire una dieta vegana. Dopo l'esaustiva presentazione di Federico, esploriamo lo stabilimento, in piena attività produttiva. All'insostituibile lavoro umano di una settantina di operai specializzati, si affiancano tecnologie innovative che hanno come primaria finalità quella di ottimizzare la produzione, nel pieno rispetto dell'ambiente e della sostenibilità energetica. Durante tutte le fasi della produzione viene utilizzato un depuratore biologico che sfrutta batteri naturali per depurare l'acqua. Le acque passano dal depuratore biologico e, a fine ciclo, vengono scaricate in superficie. Questa tecnologia innovativa consente di utilizzare molta meno acqua di quella che veniva utilizzata un tempo. L'acqua del depuratore è sottoposta a costanti controlli da parte delle autorità competenti e anche i fanghi che si depositano sul fondo del depuratore vengono raccolti e consegnati ad un'azienda che li riutilizza per la produzione di energia elettrica . E' così che, ancor prima di metterci in moto verso Aquae Venezia (l'evento espositivo internazionale collaterale a Expo Milano 2015 dedicato all'acqua, dove Valbona espone al pubblico i propri prodotti e le tecnologie che contraddistinguono la propria produzione) già emerge il peculiare legame di Valbona con l'acqua . Ancor prima che nella fase di lavorazione, infatti, l'azienda è attenta a prediligere coltivatori che utilizzano un sistema di irrigazione a goccia, che consiste nel somministrare acqua solo in prossimità della pianta, così da evitare inutili sprechi. Conclusa la visita allo stabilimento, partiamo dunque alla volta di Venezia. Ad Aquae Venezia ci attende per pranzo lo chef (e noto volto televisivo) Simone Rugiati . E' proprio lui a proporre al pubblico alcune ricette speciali, realizzate utilizzando i flan Magie della Natura e, in linea con il tema della manifestazione, utilizzando tecniche di cottura in cui l' acqua sia elemento principale. Così, dopo un delizioso pranzo di mare di cui potete avere un assaggio, ahimè, solo fotografico, assistiamo allo show cooking di Simone, che ci propone un'insalata veneta con baccalà cotto a bassa temperatura, in accompagnamento al flan di peperoni Magie della Natura. E, neanche a dirlo, mi beo di una foto insieme allo chef. Poco prima del termine dello show cooking dobbiamo accomiatarci come frettolose Cenerentole, per non perdere il treno che ci riporterà a Milano. Abbiamo ancora nella mente la memoria di una bellissima giornata trascorsa insieme a Valbona e una borsa piena di delizie che ci consente di proseguire l'avventura gustativa nelle nostre cucine. Chiudo lasciandovi la ricetta facile e gustosa di alcune buonissime mini quiche con funghi e fontina preparate utilizzando i funghi e le verdure grigliate Valbona . Per maggiori informazioni vi invito a visitare il sito internet aziendale all'indirizzo: www.valbona.com Ingredienti per 5 quiche: 1 rotolo pasta brisee (230 g) 250 g ricotta fresca vaccina 1 uovo 1 ciuffetto di origano fresco sale e pepe nero macinato q.b. olio extra vergine di oliva 120 g fontina funghi e verdure grigliate Valbona Foderare con la pasta brisee 5 tortiere monoporzione rotonde, leggermente unte. Mescolare l'uovo alla ricotta, salare, pepare e aggiungere una parte dell'origano fresco sminuzzato. Distribuire il composto di ricotta nelle tortiere. Aggiungere anche la fontina a cubetti e i funghi e le verdure grigliate. Infornare in forno già caldo a 180°C per 30 minuti. Sfornare e lasciare intiepidire. Servire decorando con altre foglioline di origano fresco.

Fonte: menta-piperita.blogspot.it

Questi, devo dire, che li ho spudoratamente copiati da quel simpaticissimo cuoco di Gambero Rosso, Simone Rugiati, che a me fa morire :-) Semplicissima, del resto, il pesce, quello buono, è sempre meglio gustarlo nella sua semplicità, ma di effetto e light INGREDIENTI 4 calamari 1 limone 4 foglie di limone non trattato un cucchiaio di olio songino per il letto Pulire i calamari e conservare i tentacoli (vi serviranno per un'altra ricetta ) Infilare nel calamaro un coltello dalla lama larga e incidere i calamari. Infilare una foglia di limone lavata dentro Riscaldare la piastra, adagiarci i calamari, preparare un battuto di olio e limone e inumidirli con un rametto di origano Mettete l'insalata nel piatto, irrorate con il battuto imasto ed adagiate sopra i calamari Ed eccoli pronti in 10 minuti, saporiti e light Con questa cottura, rimane tutto il sapore sel mare e l'interno viene cotto ma morbido

Fonte: leleccorniedidanita.blogspot.it

Ho mandato in ferie il blog.Ne aveva bisogno poverino.A luglio ha compiuto un anno.E' ancora un bimbo,è piccino direte voi.Io sono convinta invece che per il mio blog gli anni debbano essere contati come per i gatti.Un anno felino sono quindici dei nostri.E lui se ne sentiva addirittura qualcuno in più.Ricette su ricette,continue ricerche ...e dolci,e primi,e secondi.E che sia facile,che sia economico perchè mica pasteggiamo tutti a caviale e champagne! Ultimamente ci guardavamo in cagnesco.Lui stanco,io altrettanto. Lui bisognoso di serrande abbassate e polvere che si accumula. Io il bisogno della realtà,di riappropriarmi di tanti piccoli accenti e virgole che rendono particolare e "simpatica" la mia vita.Tempo e distanza tra me e lui. Ho letto tanto e riflettuto molto. Ho riso con le mie figlie (va beh qualche volta pure qualche urlatina). Ho parlato tanto. Ho ascoltato di più,una cosa che avevo perso senza rendermi conto. Ho imparato a meditare,finalmente.Dopo anni di tentativi vani.Ci sono riuscita e ho scoperto il santo Graal,il mio santo Graal. Ecco,questa è una cosa che mi sento di consigliare a viva voce.Perchè è vero tutto quello che si dice in merito.Si apre una porta.Strana,a tratti surreale in quei venti minuti di puro e semplice respiro.Quando si riaprono gli occhi la realtà ha colori e contorni diversi.Migliori senza dubbio. Dieci giorni solamente di distacco,ma io vivo sempre con l'acceleratore pigiato. E poi...e poi è arrivato il MacGyver con un acquisto fresco fresco:il dominio del blog. Perchè devi tornare ,è ora,mi ha detto. Perchè è la mia creatura. Perchè le serrande vanno alzate e la polvere tolta. Mia mamma dopo che aveva dato una bella pulita alla casa metteva sempre un bel vaso di fiori freschi. Il simbolo della femminilità per eccellenza secondo lei. E io ricomincio proprio da qui. Da un bel vaso di tulipani e da una nuova energia dopo una bella pulizia di fondo. E' vero,questo blog non ha mai lo stesso aspetto...ma in fondo rispecchia proprio la padrona di casa.Mai uguale a se stessa ! E allora ripariamo le danze con le ricette.Ne ho in serbo molte.Tante di dolci,ma non solo.La cosa essenziale però è che saranno tutte:facili,veloci ed economiche! Ben ritrovate a tutte voi! E per ricominciare un bel primo piatto.Un risotto contaminato dalla stagione estiva:risotto al mojito. Un risotto estremamente buono e semplice che pretende però ingredienti di ottima qualità.Rhum di quello bevuto nei peggiori bar di Caracas,menta forte e lime succosi,maturi al punto giusto. Da un'idea iniziale di Simone Rugiati. Risotto al Mojito 320 gr riso vialone nano 50 gr burro 1 lime 1 spicchio di aglio 1/2 cipolla 1 mazzetto di menta fresca olio extravergine d'oliva sale e pepe brodo vegetale quanto basta Tritare aglio e cipolla.fateli rosolare in 25 gr di burro e due cucchiai di olio di oliva.Aggiungere il riso e farlo tostare per due minuti circa. Sfumare con il rum previsto.Una volta evaporato l'alcool unite, un mestolo alla volta, il brodo vegetale.A metà cottura unite metà della scorza grattugiata del lime e metà del mazzetto di menta fresca tritata.Portate a cottura.Un minuto prima unite la scorza del lime , la menta rimanente tritata e il succo del lime stesso.Spegnete,unite il burro rimasto e servite guarnito di foglioline fresche di menta

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Crema di zucca affumicata con funghi pioppini e salsiccia Ingredienti: 500 g di zucca gialla 120 g di salsiccia 200 g di funghi pioppini 4 fette di pane integrale 2 fette di speck 1 porro Erba cipollina Aglio Peperoncino Brodo vegetale Olio extravergine di oliva Sale e pepe q.b Tagliate il porro a rondelle e fatelo imbiondire in una casseruola. Pulite la zucca, tagliatela a dadini e aggiungetela al porro stufato, il peperoncino e coprite con il brodo vegetale. Fate cuocere per 30 minuti, aggiungete 2 fette di speck e frullate fino ad ottenere una crema densa e omogenea. Sfregate le fette di pane, tagliatelo a cubetti e tostatelo in forno per 10/15 minuti a 160 gradi. Togliete la pelle alla salsiccia e formate delle piccole polpette, fatele rosolare in una padella con un filo di olio e 1 spicchio di aglio privato dell'anima centrale. Una volta rosolate, toglietele dalla padella e tenetele da parte. Nella stessa saltate i funghi che avrete pulito in precedenza e una volta cotti tritateli grossolanamente, rituffate i funghi nella padella insieme alle salsicce e fate insaporire. Versate la zuppa in una ciotola, adagiateci sopra le salsicce con i funghi ed il pane croccante, qualche foglia di erba cipollina tritata e servite.

Fonte: sianna-cuochi.blogspot.it

" E' proprio vero che tutto dipende da come lo si guarda ", pensavo questo mentre, qualche giorno fa assaporavo serena un bel piatto di pasta e patate con la mia famiglia . Si, perchè se è vero che siamo in ottobre e le giornate qui in Garfagnana sono proprio autunnali (pioggerella e cielo grigio) è anche vero che è piacevolissimo preparare e gustare un piatto ricco e saporito come la pasta e patate . Un piatto per niente adatto al clima estivo! Quindi bye bye cocomero e benvenuta minestra calda ! Per ogni cosa c'è sempre un lato positivo, se riusciamo a coglierlo tutto diventa più godibile e facile da affrontare. Quanto sono saggia oggi....sarà l'età? ^_- Meglio non approfondire e...... torniamo in cucina! La Pasta e patate è una ricetta semplice e casalinga, una di quelle ricette da provare e riprovare con quello che si ha in dispensa, dal formato di pasta (vari ed eventuali) alle croste del parmigiano. Potete insaporirla con le erbe aromatiche che più vi piacciono e renderla più gustosa con l'aggiunta del guanciale o prosciutto, insomma è una "minestra" che potete personalizzare a vostro gusto e gradimento. La ricetta della pasta e patate c he vi propongo è liberamente tratta (ossa copiata ^_-) da una puntata di Cuochi e Fiamme di Simone Rugiati della scorsa settimana e ve la presento servita in cocottine rosse...perchè le adoro ^_^ PASTA e PATATE Ingredienti (4 persone): 1 cipolla grande 2 gambi di sedano 2 carote qualche foglia di salvia 1 spicchio d'aglio 4 patate medie 250 g di pasta di vari formati brodo vegetale qb cotenna di prosciutto olio evo crosta di parmigiano In una casseruola con i bordi alti soffriggete metà degli odori (cipolla, sedano e carota) con qualche cucchiaio di olio evo e la cotenna (o in mancanza un salume a dadini). Con la restante parte di odori preparate il brodo vegetale. Pelate e tagliate a tocchetti le patate. Pulite la crosta di parmigiano grattando la parte lucida. Unite al soffritto lo spicchio d'aglio schiacciato, le patate tagliate, la crosta del formaggio e qualche foglia di salvia. Fate insaporire bene quindi bagnate con il brodo vegetale caldo. A questo punto potete unire la pasta (se la usate di vari formati spezzettatela con la mani o con un mattarello) continuando ad aggiungere il brodo fino a cottura ultimata. Aggiustate di sale e pepe. Togliete la crosta di formaggio e passatela in una padella calda da entrambi i lati, quindi tagliatela a listarelle. Servite la pasta e patate con il formaggio tagliato, una spolverata di pepe fresco e foglie di salvia profumata....... Buon appetito! Conta i fiori del tuo giardino, mai le foglie che cadono. (Romano Battaglia) Alla prox ricetta ^_^

Fonte: puffinincucina.blogspot.it

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