zuccotto gelato misya | rotolo di frittata misya | lumaconi ripieni misya | tomini elettrici chiaverano | amrenas onde comprar | ricette arrosto bi | quiche lorraine carne macinata
Login

Accedi per ricette999 per salvare le tue ricette preferite

Se non sei ancora registrato, registrati ora!

Password Dimenticata?

Bigoli alle vongole con cime di rapa I bigoli alle vongole con cime di rapa, sono un primo sfizioso semplice e veloce da preparare tratta e rielaborata da una ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo. Con questa ricetta partecipo al contest Comfort food di La cucina delle streghe!! Difficoltà ** Costo *** Tempo di preparazione 30' Tempo di cottura 15' Ingredienti (per 4 persone) 500 gr di vongole veraci 200 gr di cime di rapa 320 gr di bigoli 1 spicchio d'aglio un mazzetto di prezzemolo olio e sale Preparazione Iniziamo pulendo le cime di rapa, togliamo i gambi più duri ed esterni e rimuoviamo le foglie immergendole nell'acqua fresca per lavarle. Durante questa fase toglieremo i fiori e li metteremo da parte in quanto cuociono più velocemente. Mettiamo a bollire l'acqua per la pasta nella quale cuoceremo però contemporaneamente sia la pasta che le foglie delle cime di rapa. Ora ci dedicheremo alle vongole. Anzitutto tritiamo il prezzemolo e separiamo i gambi, che ci serviranno appunto per le vongole. Io utilizzo questo simpatico strumento dell'ikea fa un trito abbastanza sottile e sopratutto si lava bene. Ora prendiamo una padella, facciamo un fondo d'olio e scaldiamolo per poi aggiungerci lo spicchio d'aglio schiacciato. Non appena l'aglio imbiondirà aggiungiamo le vongole ancora chiuse e i gambi del prezzemolo precedentemente preparati e dopo aver aggiunto un mestolo d'acqua lontano dal fuoco copriamo con un coperchio. L'acqua calda nell'olio sprigiona una grande quantità di vapore che ci serve per far aprire e cuocere le vongole. Intanto che le vongole si aprono mettiamo nell'acqua bollente salata le foglie di rapa e dopo 10 minuti aggiungiamo la pasta e i fiori. In questo caso la mia pasta aveva un tempo di cottura di 13 minuti. Nel frattempo le vongole dovrebbero essersi aperte, le andremo a pulire togliendo il muscolo dal guscio e filtreremo l'acqua di cottura con un colino. Ci servirà per far saltare la pasta. Come Impiattare Noi abbiamo utilizzato una fondina in quanto la struttura del bigolo non avendo un sugo denso tende a cadere. Per servirlo creiamo un nido al centro del piatto afferrando gli spaghetti con una pinza da cucina direttamente nella padella avvolgendoli su loro stessi con l'aiuto di un mestolo e deponiamo il nido al centro del piatto. Decoriamo col un ciuffo di prezzemolo fresco. Il vino Spaghetti alle vongole : questa pietanza si abbina con Vino Bianco di medio corpo , anche Spumante in particolare con vini prodotti in Sicilia .

Fonte: loscalognodoro.blogspot.it

la ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo La ricetta che vi voglio proporre oggi riguarda la realizzazione di un primo piatto a base di pesce molto saporito: gli Spaghetti con aglio, olio e cozze secondo lo chef Antonino Cannavacciuolo , presentata in occasione della trasmissione Cucine da incubo. Ingredienti: spaghetti , 100gr aglio , 1 spicchio cozze , 10 peperoncino erba cipollina scalogno , 1 vino bianco , un bicchiere prezzemolo , un ciuffetto olio EVO Preparazione: Iniziamo la nostra ricetta partendo dalla preparazione della salsa di cozze: dopo aver ripulito i molluschi nel loro guscio esterno, metteteli ad aprire in una pentola con dell’acqua. Nel frattempo, procedete tagliando finemente il cipollotto e mettendolo a soffriggere in una padella a parte coon dell’olio d’oliva. Una volta che avrà iniziato ad indorarsi, aggiungete la patata che avrete tagliato a cubetti molto piccoli finché non si ammorbidisce. Se necessario aggiungete l’acqua delle cozze per rendere più morbido. Aggiungete anche erba cipollina e sale. Sfumare il tutto con del vino bianco, quindi aggiungete le cozze e spegnete il fuoco finché non iniziano a prendere il colore della cottura. Frullate il tutto e filtrate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Mettete a cuocere gli spaghetti e toglieteli dalla cottura non appena avranno iniziato a piegarsi; trasferiteli quindi in una padella con un po’ di acqua delle cozze e attendete finché non saranno cotti. Nel frattempo in una padella a parte mettete ad indorare l’aglio con del peperoncino e l’olio. Versate poi nella padella gli spaghetti scolati e la crema di cozze. Coprite con una spolverata di prezzemolo e servite. Bon appetit! INITALYFOOD , per la scelta dell'olio extravergine d'oliva consiglia: OLIO EXTRAVERGINE VURDOJ FALANGHINA FEUDI SAN GREGORIO

Fonte: initalyfood.blogspot.it

Dopo i bagordi della "prima festa" depuriamoci con un piatto leggero, semplice, senza mai rinunciare al gusto. Questa ricetta è stata realizzata dallo chef Antonino Cannavacciuolo durante uno degli episodi di Cucine da incubo. Inutile dire che amo questo chef, sarà che siamo conterranei,sarà che ha questo aspetto cosi imponente ma al tempo stesso un'aria da bonaccione...eppoi mi incanta vedere che cucina semplice propone,ingredienti che davvero maneggiamo quotidianamente, utilizzati semplicemente in maniera differente. Risotto Aglio,Olio e Peperoncino Ingredienti per 4 persone: 250 g di Riso Carnaroli 1 spicchio di aglio peperoncino olio evo Brodo Vegetale Burro Vino bianco Sale e pepe q.b Procedimento: -Nella nostra pentola o saltapasta facciamo rosolare insieme il burro con l'aglio tritato finissimo ed il peperoncino. -Uniamo il riso e lasciamolo tostare,bagniamo con 100 ml di vino bianco. -Portiamo a cottura il riso,allungando con brodo vegetale quando necessario. -A pochi minuti dal termine della cottura condiamo con un filo d'olio e se piace, con della bottarga. Un risotto semplice, gustoso ed alternativo,davvero realizzabile con pochissimi ingredienti,spesso da credenza. Mirtill@

Fonte: angolocottura.blogspot.it

I PECCATI GOURMAND A PALAZZINAG: LA CENA SENZA SENSI DI COLPA 6 celebri chef italiani guidano una cooking experience unica alla scoperta di tutte le sfumature sensoriali e morali del cibo Dopo i fasti del cinema e il glamour dei suoi party indimenticabili, PalazzinaG, il 5 stelle veneziano firmato Philippe Starck, si inventa una nuova experience che ha come protagonisti il cibo, in tutte le sue peccaminose declinazioni sensoriali, e i suoi massimi cultori, gli chef più celebri del panorama italiano. 6 famosi cuochi saranno, infatti, le viziose guide di un percorso culinario unico alla scoperta delle sensazioni al limite del lecito che il cibo può creare e che i commensali saranno pronti a scoprire lasciandosi rapire dall’ars culinaria italiana e scoprendo, in un contesto di design unico, le emozioni più intime e profonde create dalla cucina. Tutto è pronto per il primo evento che vedrà una partnership d’eccezione, quella con l’Azienda Canella, casa vinicola celebre in tutto il mondo per il suo Bellini, e la cui filosofia a km zero all’insegna della sostenibilità si accorda alla perfezione con quella di PalazzinaG. Si comincia il 31 gennaio con Chef Rubio, l’irriverente cuoco tatuato formatosi all’ALMA e consacrato al successo da “Unti e Bisunti”, il format dedicato allo street-food autentico cult della tv in onda sul canale DMAX. Si prosegue, poi, a cadenza mensile, con i nomi più celebri della cucina italiana – Antonino Cannavacciuolo, Enrico Cerea, Aurora Mazzucchelli...– che si alterneranno ai fornelli di PalazzinaG per dare vita a una food experience da lasciare letteralmente a bocca aperta e con le percezioni scoperte! Ogni chef, infatti, proporrà un suo personale menu celando nei piatti i suoi sensi di colpa legati al cibo e farà uno show cooking dove coinvolgerà nelle preparazioni i presenti, in un’esperienza che renderà complici tutti i sensi per solleticare le emozioni più intime. Saranno poi i palati dei commensali a cercare nei piatti le tentazioni segrete e i peccati nascosti dagli chef e a scoprirne, a loro volta, di nuovi in un contest peccaminoso reso interattivo dalla possibilità di condividere le proprie impressioni sulle pagine dei social dedicate all’experience, utilizzando gli hastag #cenesenzasensidicolpa, #palazzinagourmand e #unconventionalvenice. Così i commensali diventeranno co-protagonisti delle serate, scoprendo e partecipando in diretta alla raffinata multisensorialità celata da ogni pietanza e dando luogo a una degustazione profondamente e autenticamente sensoriale. Al termine della serata, sarà scelto, insieme allo chef, il senso di colpa postato più originale e il vincitore potrà trascorrere una notte a PalazzinaG...senza sensi di colpa! Per tutto il mese successivo all’evento, poi, il menu ad hoc creato da ciascun chef sarà inserito nella carta ufficiale del ristorante di PalazzinaG: una maniera alternativa di scoprire i gusti più intensi della cucina in cui cultura, storia e sapori rivivono in un’experience al limite della sinestesia nell’atmosfera sofisticata e accogliente di PalazzinaG, un gioiello capace anche di custodire e tramandare i segreti della più autentica gastronomia italiana. PalazzinaG è il primo hotel realizzato da Philippe Starck in Italia: un cinque stelle lusso di nuova generazione dove convivono atmosfere oniriche, materiali preziosi e nuove filosofie di ospitalità. Nei 2800 metri quadri, su tre piani, voluti e realizzati da Emanuele Garosci, ogni singolo elemento degli ambienti e degli arredi, è stato scelto per contribuire a trasmettere l’atmosfera di una casa vissuta, intrisa di fascino e di vita. Celebrata dalle più importanti testate della stampa italiana e internazionale, PalazzinaG, entrando nella “hot list” di Condè Nast Traveller dei 50 migliori alberghi in tutto il mondo, è diventata punto di riferimento di noti nomi dell’imprenditoria internazionale e di celebrities. Posted in: chef rubio , comunicato stampa , eventi , venezia

Fonte: thelunchgirls.blogspot.com.es

Le zeppole di San Giuseppe non mi hanno mai entusiasmato, quando mio marito le acquistava in pasticceria non le mangiavo volentieri, ma a lui sono sempre piaciute. Sul meraviglioso libro di Antonino Cannavacciuolo, "In cucina comando io", ho trovato la sua ricetta, così il giorno di San Valentino le ho preparate per mio marito. Che meraviglia, erano buonissime, completamente diverse da quelle acquistate, un vero abisso di differenza. Purtroppo non avendo una bocchetta a stella per sac à poche idonea (la mia era troppo piccola) sono bruttine, ma la prossima volta mi rifarò! Inserisco la ricetta del GRANDE CHEF, spero che non si arrabbi! E' un peccato non condividere tale bontà! Ingredienti per 4 persone: "Per le zeppole 150 g di farina 00 250 ml di acqua 60 g di burro 3 uova 2 limoni di Sorrento sale Per la crema pasticcera 250 ml di latte intero 2 tuorli 80 g di zucchero semolato 15 g di fatina 00 10 g di maizena 1/2 baccello di vaniglia Per la frittura 1 l di olio di semi di arachidi Per la finitura 50 g di zucchero a velo 50 g di amarene sciroppate Preparazione Per la crema pasticcera , portate il latte a leggera ebollizione con mezzo baccello di vaniglia inciso per il lungo; lavorate a parte lo zucchero e i tuorli con la frusta ed aggiungete la farina 00 setacciata e la maizena; versatevi il latte caldo a filo, amalgamate bene e rimettete sul fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno; fate bollire per un minuto. Togliete il baccello di vaniglia e fate raffreddare la crema in un vassoio con la pellicola a contatto. Per l'impasto delle zeppole , portate a ebollizione l'acqua con il burro e il sale, togliete dal fuoco e incorporate tutta in una volta la farina setacciata, mescolando bene con la frusta. Rimettete sul fuoco e continuate a mescolare energicamente con il cucchiaio di legno per qualche minuto. Spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero, sempre mescolando; versate l'impasto in una ciotola e fatelo intiepidire. Aggiungete la scorza grattugiata di due limoni di Sorrento e le uova, uno alla volta. Mettete il composto così ottenuto in un sac à poche con bocchetta a stella e formate le tipiche zeppole a ciambellina rotonda (diametro circa 5 cm). Questa operazione dovrà essere effettuata direttamente su quadrati di carta forno precedentemente tagliati. Friggete le zeppole di San Giuseppe direttamente con la carta da forno su cui sono appoggiate, che si staccherà da sola dopo qualche secondo di frittura e che andrà rimossa con l'aiuto di una pinza da cucina. La temperatura dell'olio deve rimanere costante tra i 160 °C e i 170 °C in modo che l'interno delle zeppole sia ben cotto. Scolate le zeppole su carta assorbente e poco dopo farcitele con la crema pasticcera, un'amarena (o ciliegia) sciroppata e una spolverata di zucchero a velo. Servire tiepide." Ho provato altre ricette del grande chef : Sautè di frutti di mare; Frittelle di cavolfiore; Impepata di cozze; Pesce in carpione; Pizza di scarola; Insalata di polpo. Sono tutte riuscite alla perfezione. I suoi libri oltre a donarci ricette ineccepibili ci regalano tanti insegnamenti di vita. Lui si pone con "il buon padre di famiglia", è una persona meravigliosa e merita tutto il successo che ha ottenuto con gavetta, sacrificio, passione ed impegno.

Fonte: picetto.blogspot.it

Oggi tocca ad un risotto....ho tratto ispirazione da una delle ricette del grande maestro Antonino Cannavacciuolo, quello omone che con le sue pacche sulle spalle smuove e ridà coraggio e speranza a tanti chef che oramai pensano di essere finiti....ovviamente vi parlo di " Cucine da incubo" il programma che interpreta il grande Cannavacciuolo. La cosa che mi ha sempre stupito di questo grande chef è la semplicità e l'equilibrio che hanno i sui piatti , per me è un genio. Sapori , profumi e consistenze che giocano e si amalgamano tra loro creando dei piatti molto interessanti dove predomina un'apparente semplicità frutto di una maestria e capacità non comune a molti . Insomma mi piaciono i sui piatti!!!Mi sono ispirato ad una sua ricetta che vede protagonisti dei tonnarelli ai carciofi e pecorino che vengono serviti su di una vellutata di patate. Ovviamente per me non c'è gusto a copiare e replicare in maniera fedele la ricetta del grande chef, ma credo sia importante interpretare e metterci qualcosa di proprio. Partendo da queste premesse è nato questo risotto che vi garantisco è un gioco di sapori e consistenze che sicuramente vi stupiranno. Guardate un po' cos'ho preparato! Risotto ai cuori di carciofo su vellutata di patate e briciole di pancetta tostata. Ingredienti per 4 persone. 280 g di riso vialone nano 5-6 cuori di carciofo 2 litri di buon brodo vegetale 1 cipolla 1 spicchio d’aglio Olio extravergine di oliva 1 noce di burro 2 cucchiai di grana padano stagionato Per la vellutata di patate: 2 patate medie ½ cipolla Basilico Timo Olio extravergine di oliva 1 filetto di acciuga Per decorare 3-4 fette di pancetta tesa Preparazione Per la vellutata : far scaldare poco olio extravergine in una casseruola, aggiungere la cipolla tritata finemente e lasciar dorare. Sbucciare le patate e tagliarle a fette molto sottili, aggiungerle al fondo di olio e cipolla e lasciar rosolare brevemente poi versare un paio di mestolini di brodo vegetale e alcune foglioline di timo e basilico e lasciar cuocere a fuoco basso per 5-6 minuti e fino a che non si saranno ben cotte. Frullare il tutto con un mixer ad immersione avendo cura di aggiungere alle patate un po’ di olio extravergine a filo e 1 filetto di acciughe. Tenere in caldo la vellutata e se troppo densa , diluire con un po’ di brodo vegetale. Per i carciofi: io in mancanza di carciofi freschi ho usato i cuori di carciofo al naturale in barattolo, percio’ è bastato tagliarli a fette sottili e ripassarli in padella con un filo d’olio extravergine ed uno spicchio d’aglio. Per decorare il piatto ci servirà della pancetta essiccata, percio’ basterà mettere le fette di pancetta in un padellino e farle essiccare a fuoco dolce dovranno diventare croccanti. Per il risotto: In una casseruola capiente versare un goccio d’olio extravergine, una cipolla tritata finemente e lasciar imbiondire a fuoco basso. Aggiungere il riso e lasciar tostare per qualche minuto. Cuocere il riso aggiungendo di volta in volta il brodo vegetale. A metà cottura aggiungere i carciofi al riso e portare a cottura con altro brodo vegetale. Mantecare il risotto a fuoco spento con una noce di burro e 2 cucchiai di grana grattugiato. Assemblare il piatto disponendo un mestolino di crema di patate sul fondo poi sopra versare il risotto e completare con una chips di pancetta e polvere di pancetta essiccata e qualche fogliolina di basilico. p.s. non ho usato sale perché ho preparato un buon brodo vegetale abbastanza sapido, poi ricordate che la crema di patate di suo è molto saporita per la presenza dell’acciuga e non solo, anche la pancetta per effetto dell’essicazione sarà molto sapida.

Fonte: peppeaifornelli.blogspot.it

Il 9 e il 10 novembre scorsi l’Associazione Professionale Cuochi Italiani si è ritrovata all’Imperial Hotel Tramontano di Sorrento per due giornate dedicate alla formazione professionale, a degustazioni guidate e alla consegna di uno dei riconoscimenti più ambiti per i cuochi: l’Onorificenza Nazionale alla Carriera “ Les Toques Blanches d’Honneur” – Cappelli d’Onore, consegnati alla presenza di oltre 120 chef pervenuti da tutta Italia, direttamente dal direttivo APCI, presieduto da Roberto Carcangiu - Presidente Nazionale e Sonia Re – Direttore Generale a molti dei propri soci, che vedono cosi premiato il loro lavoro. Martedì 10 i congressisti si sono trasferiti alla Scuola Alberghiera di Vico Equense – Nuova Sede Ganimede per seguire un seminario di formazione sulla pasticceria da Ristorazione a cura di Sal De Riso, Maestro Pasticcere Accademico AMPI – Associazione Maestri Pasticceri Italiani che non ha bisogno di presentazioni. Durante il seminario, seguito con grande attenzione da tutti gli chef è stata sottolineata l’importanza della formazione tecnica e scientifica data sui banchi di scuola e non solo quella data dall’affiancamento “a bottega” come era consuetudine un tempo, nonché dell’uso di materie prime di qualità evitando l’uso di additivi e alla valorizzazione del prodotto locale. Da ricordare inoltre che l’istituto ha annoverato tra i suoi allievi oggi famosi, nomi del calibro di Gennaro Esposito (due stelle Michelin), che ha presenziato al seminario o Antonino Cannavacciuolo, giusto per citarne un paio. Il Convegno si è chiuso con un pranzo degustazione al ristorante Acqu'e Sale di Sorrento, durante il quale sono state degustate pizze e focacce di Antonino Esposito, le pietanze gourmet dello chef resident Michele Mazzola e i golosissimi dolci di Sal De Riso. qui tutte le foto.

Fonte: maisonmilady.blogspot.it

il risotto allo zafferano del Bistrot Canacacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Chissà perché ci sono stata tante volte ma non mi sono mai soffermata a guardarle per bene. Ed ora eccoli lì l'alfiere e la regina, immobili nella nebbia che si scioglie come per magia lasciandoli liberi di stagliarsi nell'azzurro del cielo. Con i suoi 121 mt. d'altezza San Gaudenzio è da sempre il simbolo di Novara. Un simbolo che accomuna tutti, senza distinzioni, che cattura lo sguardo anche passando sull'asse autostradale che collega Milano a Torino: impossibile non vederla sovrastare la città. Mi sento ancora più piccola qui sotto con il naso all'insù lalunasulcucchiaio.blogspot.it dopo essere salita sino al secondo balcone della cupola, uno dei più significativi monumenti dell'architettura italiana frutto del genio di Alessandro Antonelli, aperto alle visite, e della suggestiva Sala del compasso, l'enorme strumento antico lungo ben 11 mt. che venne utilizzato dall'Antonelli per disegnare in scala 1:1 le volte che sorreggono la cupola. lalunasulcucchiaio.blogspot.it A 45 m. d'altezza si gode il panorama delle Alpi e degli ampi spazi della pianura padana non a caso Novara è definita Dolceterra tra i due fiumi, il Sesia e il Ticino per indicarne, non solo la dolcezza del panorama, ma anche la ricchezza di prodotti gastronomici che questa terra produce come i rinomati Biscottini di Novara originari del 1500, sono biscotti piuttosto semplici fatti di una pasta senza grassi lalunasulcucchiaio.blogspot.it composta solo di farina, zucchero e uova che dal 1852 il biscottificio Camporelli produce, secondo la ricetta originale, nel piccolo laboratorio proprio nel nucleo storico della città a due passi dalla Basilica, per trovarlo basta seguire il profumo, qui si sfornano 100000 biscottini al giorno, praticamente uno per ogni abitante della città. bicottificio Camporelli lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma la gastronomia di Novara è caratterizzata anche dal riso, dai formaggi e dai salumi; una cucina che per la sua semplicità si discosta da quella opulenta, variata e ricca tipica di Torino, del Monferrato o delle Langhe, qui il riso è ingrediente principe nella cucina, la ricetta più classica è la Paniscia, un primo piatto preparato con riso rosolato in un battuto di lardo, cipolla, burro e salame della duja, salume tipico conservato nel grasso, e fatto cuocere nel brodo vegetale con tutte le verdure impiegate nella preparazione del brodo stesso, come mi spiega con entusiasmo lo chef Gianpiero Cravero del Ristorante Convivium Chef Giampiero Cravero lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ristorante Convivium, sempre in città, in una bella costruzione in stile liberty degli anni '30, Gianpiero definisce la sua cucina "trasversale", da assaggiare qui i piatti tipici del territorio reinterpretati in chiave moderna, il riso è proposto in diverse varietà prodotte in zona, come la polenta di riso Carnaroli con la casola leggera o il baccalà con riso rosso e giardiniera fatta in casa. riso rosso con baccalà e giardiniera leggera Giampiero Cravero allunasulcucchiaio.blogspot.it Ma continuando a parlare di riso e risaie, Luca dell'Azienda Rizzotti di Vespolate mi porta per mano nel magico mondo nascosto dietro un semplice chicco di riso, in questa piccola azienda nulla è lasciato al caso, è infatti una delle uniche aziende che esegue il processo di essiccazione naturale con l'uso di pellet. risi Rizzotti Vespolate lalunasulcucchiaio.blogspot.it Certo questo novarese sa anche conservare i preziosi sapori autentici come la gallina ripiena, un piatto ricco e laborioso che compare sulla tavola dei più nelle grandi occasioni; prevede un ripieno di carne di maiale, carne di vitello, spinaci, erbe aromatiche, uova fresche e le frattaglie della gallina stessa o la fideghina, salume tradizionale che annovera il fegato tra gli ingredienti, parente stretto del salam de la duja, quello della Paniscia per capirci, conservato nel grasso. Le mani esperte di Paola Naggi si muovono sicure e veloci mentre, nella sua cucina del Ristorante Impero, disossa la gallina ruspante e prepara l'impasto per la farcitura. Paola Naggi Ristorante Impero Sizzano lalunasulcucchiaio.blogspot.it Lavorando racconta delle sue avventure televisive, è stata una dei primi partecipanti alla trasmissione "la prova del cuoco", della sua infanzia passata in un angolo della cucina di questo che era il ristorante di famiglia, la gallina ripiena di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it nelle sue parole si percepisce il profondo legame con la madre e con la zia e sorridendo dice: "e io che questo lavoro non lo volevo fare, ho studiato filosofia..." Tra le sue parole la malcelata emozione che ritrovo nei suoi piatti che comunicano passione, serenità e soddisfazione, professionalità, tradizione ed concretezza. Paola ha raggiunto la maturità e la consapevolezza di ciò che vuole e di tutto quello che non le piace in questo mondo della cucina troppo patinata. lo sformatino di cardi con fonduta al gorgonzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it lalunasulcucchiaio.blogspot.it la mosse al cioccolato su crema di cachi di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it Anche i formaggi sono importanti da queste parti il principale e a denominazione d’origine controllata è il gorgonzola, che deve essere prodotto e stagionato nella zona per assumerne la denominazione. Il gorgonzola è un formaggio a pasta cruda di colore bianco paglierino, le cui screziature verdi sono dovute al processo di erborinatura, cioè alla formazione di muffe. Gorgonzola dolce e piccante di Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Si presenta quindi cremoso e morbido con sapore particolare e caratteristico, leggermente piccante il tipo dolce, sapore più deciso e forte il tipo piccante la cui pasta risulta più erborinata, consistente e friabile. Per goderne il massimo della cremosità è bene toglierlo dal frigorifero almeno mezz’ora prima di consumarlo. come nasce il gorgonzola DOP Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Entrambe sono prodotti con latte pastorizzato proveniente da stalle situate nella zona di origine con aggiunta di fermenti lattici e muffe selezionate che conferiscono le caratteristiche venature. la lavorazione manuale del gorgonzola Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it La stagionatura si protrae per almeno 50 giorni per il tipo dolce ed oltre 80 giorni per il tipo piccante ma all'Azienda PALZOLA del Cosorzio Gorgonzola il profondo rispetto di questo prodotto viene prolungata la stagionanatura a 80 e 120 giorni per portare sul mercato un prodotto dalle qualità eccezionali; qui parte della lavorazione è ancora eseguita a mano con pazienza e amore. Lascio solo immaginare la cremosità all'assaggio. lalunasulcucchiaio.blogspot.it Questo ci insegna che ancora oggi possiamo, nonostante sia ritenuto poco attuale anche nell’agricoltura moderna, lavorare sempre più manualmente anche preservando la storicità di chi si è impegnato prima di noi in questa bellissima realtà. A Boca, poco distante, affascina la coltivazione della vite detta a maggiorina, il tradizionale sistema di allevamento formato da quattro viti che si sviluppano secondo i quattro punti cardinali, è ancora presente in molte vigne e facilmente riconoscibile, anche se buona parte di esse è stata convertita a sistemi più moderni e maggiormente diffusi. Azienda Le Piane Boca vigneto coltivato a maggiorina lalunasulcucchiaio.blogspot.it Starei ore ad ascoltare i racconti della Signora Chiara dell'Azienda Le Piane, mi spiega che qui il terreno porfido di origine vulcanica, ghiaioso in superficie è unico nel suo genere in Italia Il clima mite delle Prealpi con autunni caldi, privi di nebbia e il sole dell’esposizione a sud, ma con escursioni termiche importanti, sono le basi per una ottima maturazione dell’uva. Le colline a nord impediscono l’arrivo dei venti freddi. Rese basse favoriscono uve sane e mature. Tutte le vigne sono immerse nei boschi di un parco naturale che favorisce il ricco sviluppo di flora e fauna. Boca, Maggiorina e Mimmo solo alcune delle prestigiose etichette prodotte. Maggiorina Le Piane lalunasulcucchiaio.blogspot.it Prestigioso è anche il Bistrot Canavacciuolo, il nuovo indirizzo in città, proprio sotto i portici del Teatro Coccia. Ottima l’idea di Antonino di affiancare all’impegno principale quello del due stelle Micheline Villa Crespi e alle tre collaborazioni: Il Boscareto Resort a Serralunga d’Alba, Villa Cordevigo Wine Relais a Cavaion Veronese, Laqua Charme & Boutique a Meta di Sorrento), il nuovo Canavacciulo caffè & bistrot nello spazio completamente ristrutturato del Teatro Coccia. Bistrot Canavacciuolo Novara lalunasulcucchiaio.blogspot.it Pelle, ottone, resine, onice messi assieme in un mix eclettico fanno da cornice alla cucina: lo stile è quello a cavallo tra i '50 e i '60 con un accostamento inaspettato di materiali, non nascondo che in alcuni pezzi mi sono rivista bambina, un locale multitasking dalla colazione, e vi assicuro che la sfogliatella napoletana c’è, al dopo teatro passando dalla veloce pausa-pranzo all'aperitivo, con contorno di centrifughe, caffè e cocktail. sfogliatelle del Bistrot Canavacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Dal menù la parmigiana partenopea con una mousse di Grana Padano e un milanesissimo risotto allo zafferano e l'immancabile bunet piemontese. Una pausa di relax non può mancare, un angolo silenzioso immerso nella natura a cinque minuti dal centro, a Lumellogno, alla Torre dei Canonici, un antico casale del'400 ristrutturato con gusto, dove coccolarsi e ritrovare i sapori del territorio a colazione. altare dei Canonici a Lumellogno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma c'è un luogo in questo variegato territorio in cui io, e sicuramente tanti altri, mi sono persa, ad Orfengo, a due passi da Novara c'è la sede di Sambonet Paderno S.p.A, per chi ama cucinare è il paese di Bengodi dove nascono pentole, padelle, posate e ogni altro tipo di accessorio per la cucina e la tavola. La sede della Sambonet-Paderno Spa lalunasulcucchiaio.blogspot.it Sambonet, fondata nel 1856 dall'orafo Giuseppe Sambonet, ha dimostrato negli anni una decisa aspirazione verso la modernità. Per questo la ricerca dello stile, della forma, della funzionalità e l’adattamento ai nuovi stili di vita è sempre stata imprescindibile dalla ricerca del riconoscimento del mercato. Per favorire questa ricerca di concordanze tra design-industria e mercato, è stato costituito un centro di progettazione Sambonet, formato da un gruppo di giovani designer che si avvalgono dei più avanzati strumenti di disegno e prototipazione. Risalente al 1925 e rilevata dai fratelli Pierluigi e Franco Coppo nel 1979, attuali proprietari del Gruppo, Paderno rappresenta oggi il partner di riferimento per i professionisti della ristorazione e per appassionati gourmant, grazie alla vasta gamma di articoli da cucina, di pentolame e utensili affini. la produzione della posateria Sambonet lalunasulcucchiaio.blogspot.it Con la gentilissima Giulia ho avuto modo di vedere da vicino la produzione e di stupirmi davanti alla cura dei minimi dettagli, come per le posate forgiate una alla volta. Che dire vorrei essere dimenticata nell'outlet, anche se già mi perdo nel sito sambonet.it . Pentolame Sambonet-Paderno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Che dire: un Novara che non ti aspetti e dove sicuramente tornare perché le cose da scoprire non sono finite. Un ringraziamento particolare per la simpatia e la gentilezza a Paola, barbara e Paola di ATL Novara Baluardo Quintino Sella, 40 Novara e alla presidente Maria Rosa Fagnoni. www.turismonovara.it www.facebook.com/atlnovara Ristorante Convivium Baluardo Lamarmora Novara Bistrot Canavacciuolo Piazza Martiri della Libertà Novara Caffè Ristorante Impero Via Roma 13 Sizzano No www.palzola.it Azienda Le Piane Boca No www.sambonet.it www.risorizzotti.com www.latorredeicanonici.com Altri momenti di questa e altre esperienze le puoi vedere seguendomi qui https://instagram.com/lalunasulcucchiaio/ https://www.facebook.com/Lalunasulcucchiaio https://mobile.twitter.com/sul_luna

Fonte: lalunasulcucchiaio.blogspot.it

Amo guardare i programmi di cucina e tempo fa, saltellando da un canale all'altro, mi sono imbattuta in un programma in cui lo chef Cannavacciuolo modificava questa ricetta tipicamente romana trasformandola in risotto. Ho provato a rifarla ed il risultato è stato ottimo..eccovi la ricetta! Ingredienti per 4 persone: gr. 350 di riso carnaroli gr. 50 di burro + 30 gr. per mantecare gr. 120 di pecorino romano grattugiato brodo vegetale q.b. pepe Sciogliere il burro in una padella capiente, grattugiare un pò di pepe nero e versarvi il riso, facendolo tostare per circa 2-3 minuti. Aggiungere man mano il brodo vegetale e proseguire la cottura. A cottura ultimata e a fuoco spento, aggiungere il pecorino e altro burro per mantecare. Impiattare e servire con un'altra spolverata di pepe nero.

Fonte: laforchettairriverente.blogspot.it

Ci siamo innamorati di questo panino a prima vista, è stato presentato da Antonino Cannavacciuolo in una delle puntate di cucine da incubo...ed eccolo adesso realizzato da me per il compleanno di mio figlio...non lo lascerò più! Per 8 panini servirà... 24 fette di pane da tramezzino con fetta grande...spennellare di burro e private della crosta esterna...infornate sotto il gril per dorarle... pomodori tagliati a fette ...uovo cotto all'occhio di bue...insalata lattuga con dentro petto di tacchino grigliato e tagliato a listarelle e condita con solo maionese...bakon arrostito in padella...

Fonte: cucinachetipassa.blogspot.it

Lenticchie e salsiccia . Come dire il cacio sui maccheroni. E non solo perché insieme stanno proprio bene, come la sottoscritta davanti ad una Sacher, ma per via di quella leggera brezza che ci schiaffeggia appena mettiamo il naso fuori di casa. Condizioni atmosferiche esagerate? Ma no, solo che nella piazza del paese ormai prendono l'aperitivo le lepri artiche e stamattina un bue muschiato mi ha fatto ciao con la zampa. Quisquilie, direbbe Totò. Quisquilie che risolvo con un piatto robusto e caldo, come le lenticchie e salsicce della mia amica Roberta. Partiamo da un grande preambolo. Il fatto che io abbia un blog non vuol dire che io sia Cannavacciuolo senza barba e panza (oddio per la panza...)

Fonte: lemporio21.blogspot.it

La crostata alla frutta è un dolce sempre piacevole da mangiare, oltre ad essere anche bello ed invitante. In questo caso ho fatto una pasta frolla all'olio. Per la crema ho utilizzato la ricetta di Cannavacciuolo. Per decorare la torta, si può usare qualunque tipo di frutta, ma se si utilizzano mele, pere e banane, occorre prima passarle nel succo di limone per non farle annerire. Ingredienti per la pasta frolla : g. 200 di farina 00 g. 100 di zucchero g. 100 di burro o olio 1 uovo buccia di un limone grattugiata Impastare tutti gli ingredienti con l'ausilio di un robot da cucina, avvolgere l'impasto in pellicola e farlo raffreddare in frigo per almeno 30 minuti. Stendere la pasta con il mattarello su di un foglio di carta forno e posizionarlo su di una teglia per crostata. Posizionare sopra un altro foglio di carta forno e riempirla di fagioli secchi per evitare che in cottura perda la forma. Cuocere per circa 20 minuti, togliere la carta forno con i fagioli e continuare la cottura per altri 10 minuti. Sfornare e fare raffreddare. Per la crema pasticcera 250 ml di latte intero 2 tuorli 80 g di zucchero semolato 15 g di fatina 00 10 g di maizena 1/2 baccello di vaniglia Portate il latte a leggera ebollizione con mezzo baccello di vaniglia inciso per il lungo; lavorate a parte lo zucchero e i tuorli con la frusta ed aggiungete la farina 00 setacciata e la maizena; versatevi il latte caldo a filo, amalgamate bene e rimettete sul fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno; fate bollire per un minuto. Togliete il baccello di vaniglia e versarla ancora calda nella base di pasta frolla. Lasciare raffreddare completamente prima di decorare con la frutta. Per la gelatina che ricopre la frutta 1 bustina di tortagel chiaro Seguire le indicazioni sulla confezione Versala sulla frutta e spennellare anche il bordo dalla crostata. Un grandioso saluto a tutti

Fonte: picetto.blogspot.it

Copyright 2017 ® - Contatti