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la ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo La ricetta che vi voglio proporre oggi riguarda la realizzazione di un primo piatto a base di pesce molto saporito: gli Spaghetti con aglio, olio e cozze secondo lo chef Antonino Cannavacciuolo , presentata in occasione della trasmissione Cucine da incubo. Ingredienti: spaghetti , 100gr aglio , 1 spicchio cozze , 10 peperoncino erba cipollina scalogno , 1 vino bianco , un bicchiere prezzemolo , un ciuffetto olio EVO Preparazione: Iniziamo la nostra ricetta partendo dalla preparazione della salsa di cozze: dopo aver ripulito i molluschi nel loro guscio esterno, metteteli ad aprire in una pentola con dell’acqua. Nel frattempo, procedete tagliando finemente il cipollotto e mettendolo a soffriggere in una padella a parte coon dell’olio d’oliva. Una volta che avrà iniziato ad indorarsi, aggiungete la patata che avrete tagliato a cubetti molto piccoli finché non si ammorbidisce. Se necessario aggiungete l’acqua delle cozze per rendere più morbido. Aggiungete anche erba cipollina e sale. Sfumare il tutto con del vino bianco, quindi aggiungete le cozze e spegnete il fuoco finché non iniziano a prendere il colore della cottura. Frullate il tutto e filtrate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Mettete a cuocere gli spaghetti e toglieteli dalla cottura non appena avranno iniziato a piegarsi; trasferiteli quindi in una padella con un po’ di acqua delle cozze e attendete finché non saranno cotti. Nel frattempo in una padella a parte mettete ad indorare l’aglio con del peperoncino e l’olio. Versate poi nella padella gli spaghetti scolati e la crema di cozze. Coprite con una spolverata di prezzemolo e servite. Bon appetit! INITALYFOOD , per la scelta dell'olio extravergine d'oliva consiglia: OLIO EXTRAVERGINE VURDOJ FALANGHINA FEUDI SAN GREGORIO

Fonte: initalyfood.blogspot.it

Le zeppole di San Giuseppe non mi hanno mai entusiasmato, quando mio marito le acquistava in pasticceria non le mangiavo volentieri, ma a lui sono sempre piaciute. Sul meraviglioso libro di Antonino Cannavacciuolo, "In cucina comando io", ho trovato la sua ricetta, così il giorno di San Valentino le ho preparate per mio marito. Che meraviglia, erano buonissime, completamente diverse da quelle acquistate, un vero abisso di differenza. Purtroppo non avendo una bocchetta a stella per sac à poche idonea (la mia era troppo piccola) sono bruttine, ma la prossima volta mi rifarò! Inserisco la ricetta del GRANDE CHEF, spero che non si arrabbi! E' un peccato non condividere tale bontà! Ingredienti per 4 persone: "Per le zeppole 150 g di farina 00 250 ml di acqua 60 g di burro 3 uova 2 limoni di Sorrento sale Per la crema pasticcera 250 ml di latte intero 2 tuorli 80 g di zucchero semolato 15 g di fatina 00 10 g di maizena 1/2 baccello di vaniglia Per la frittura 1 l di olio di semi di arachidi Per la finitura 50 g di zucchero a velo 50 g di amarene sciroppate Preparazione Per la crema pasticcera , portate il latte a leggera ebollizione con mezzo baccello di vaniglia inciso per il lungo; lavorate a parte lo zucchero e i tuorli con la frusta ed aggiungete la farina 00 setacciata e la maizena; versatevi il latte caldo a filo, amalgamate bene e rimettete sul fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno; fate bollire per un minuto. Togliete il baccello di vaniglia e fate raffreddare la crema in un vassoio con la pellicola a contatto. Per l'impasto delle zeppole , portate a ebollizione l'acqua con il burro e il sale, togliete dal fuoco e incorporate tutta in una volta la farina setacciata, mescolando bene con la frusta. Rimettete sul fuoco e continuate a mescolare energicamente con il cucchiaio di legno per qualche minuto. Spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero, sempre mescolando; versate l'impasto in una ciotola e fatelo intiepidire. Aggiungete la scorza grattugiata di due limoni di Sorrento e le uova, uno alla volta. Mettete il composto così ottenuto in un sac à poche con bocchetta a stella e formate le tipiche zeppole a ciambellina rotonda (diametro circa 5 cm). Questa operazione dovrà essere effettuata direttamente su quadrati di carta forno precedentemente tagliati. Friggete le zeppole di San Giuseppe direttamente con la carta da forno su cui sono appoggiate, che si staccherà da sola dopo qualche secondo di frittura e che andrà rimossa con l'aiuto di una pinza da cucina. La temperatura dell'olio deve rimanere costante tra i 160 °C e i 170 °C in modo che l'interno delle zeppole sia ben cotto. Scolate le zeppole su carta assorbente e poco dopo farcitele con la crema pasticcera, un'amarena (o ciliegia) sciroppata e una spolverata di zucchero a velo. Servire tiepide." Ho provato altre ricette del grande chef : Sautè di frutti di mare; Frittelle di cavolfiore; Impepata di cozze; Pesce in carpione; Pizza di scarola; Insalata di polpo. Sono tutte riuscite alla perfezione. I suoi libri oltre a donarci ricette ineccepibili ci regalano tanti insegnamenti di vita. Lui si pone con "il buon padre di famiglia", è una persona meravigliosa e merita tutto il successo che ha ottenuto con gavetta, sacrificio, passione ed impegno.

Fonte: picetto.blogspot.it

il risotto allo zafferano del Bistrot Canacacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Chissà perché ci sono stata tante volte ma non mi sono mai soffermata a guardarle per bene. Ed ora eccoli lì l'alfiere e la regina, immobili nella nebbia che si scioglie come per magia lasciandoli liberi di stagliarsi nell'azzurro del cielo. Con i suoi 121 mt. d'altezza San Gaudenzio è da sempre il simbolo di Novara. Un simbolo che accomuna tutti, senza distinzioni, che cattura lo sguardo anche passando sull'asse autostradale che collega Milano a Torino: impossibile non vederla sovrastare la città. Mi sento ancora più piccola qui sotto con il naso all'insù lalunasulcucchiaio.blogspot.it dopo essere salita sino al secondo balcone della cupola, uno dei più significativi monumenti dell'architettura italiana frutto del genio di Alessandro Antonelli, aperto alle visite, e della suggestiva Sala del compasso, l'enorme strumento antico lungo ben 11 mt. che venne utilizzato dall'Antonelli per disegnare in scala 1:1 le volte che sorreggono la cupola. lalunasulcucchiaio.blogspot.it A 45 m. d'altezza si gode il panorama delle Alpi e degli ampi spazi della pianura padana non a caso Novara è definita Dolceterra tra i due fiumi, il Sesia e il Ticino per indicarne, non solo la dolcezza del panorama, ma anche la ricchezza di prodotti gastronomici che questa terra produce come i rinomati Biscottini di Novara originari del 1500, sono biscotti piuttosto semplici fatti di una pasta senza grassi lalunasulcucchiaio.blogspot.it composta solo di farina, zucchero e uova che dal 1852 il biscottificio Camporelli produce, secondo la ricetta originale, nel piccolo laboratorio proprio nel nucleo storico della città a due passi dalla Basilica, per trovarlo basta seguire il profumo, qui si sfornano 100000 biscottini al giorno, praticamente uno per ogni abitante della città. bicottificio Camporelli lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma la gastronomia di Novara è caratterizzata anche dal riso, dai formaggi e dai salumi; una cucina che per la sua semplicità si discosta da quella opulenta, variata e ricca tipica di Torino, del Monferrato o delle Langhe, qui il riso è ingrediente principe nella cucina, la ricetta più classica è la Paniscia, un primo piatto preparato con riso rosolato in un battuto di lardo, cipolla, burro e salame della duja, salume tipico conservato nel grasso, e fatto cuocere nel brodo vegetale con tutte le verdure impiegate nella preparazione del brodo stesso, come mi spiega con entusiasmo lo chef Gianpiero Cravero del Ristorante Convivium Chef Giampiero Cravero lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ristorante Convivium, sempre in città, in una bella costruzione in stile liberty degli anni '30, Gianpiero definisce la sua cucina "trasversale", da assaggiare qui i piatti tipici del territorio reinterpretati in chiave moderna, il riso è proposto in diverse varietà prodotte in zona, come la polenta di riso Carnaroli con la casola leggera o il baccalà con riso rosso e giardiniera fatta in casa. riso rosso con baccalà e giardiniera leggera Giampiero Cravero allunasulcucchiaio.blogspot.it Ma continuando a parlare di riso e risaie, Luca dell'Azienda Rizzotti di Vespolate mi porta per mano nel magico mondo nascosto dietro un semplice chicco di riso, in questa piccola azienda nulla è lasciato al caso, è infatti una delle uniche aziende che esegue il processo di essiccazione naturale con l'uso di pellet. risi Rizzotti Vespolate lalunasulcucchiaio.blogspot.it Certo questo novarese sa anche conservare i preziosi sapori autentici come la gallina ripiena, un piatto ricco e laborioso che compare sulla tavola dei più nelle grandi occasioni; prevede un ripieno di carne di maiale, carne di vitello, spinaci, erbe aromatiche, uova fresche e le frattaglie della gallina stessa o la fideghina, salume tradizionale che annovera il fegato tra gli ingredienti, parente stretto del salam de la duja, quello della Paniscia per capirci, conservato nel grasso. Le mani esperte di Paola Naggi si muovono sicure e veloci mentre, nella sua cucina del Ristorante Impero, disossa la gallina ruspante e prepara l'impasto per la farcitura. Paola Naggi Ristorante Impero Sizzano lalunasulcucchiaio.blogspot.it Lavorando racconta delle sue avventure televisive, è stata una dei primi partecipanti alla trasmissione "la prova del cuoco", della sua infanzia passata in un angolo della cucina di questo che era il ristorante di famiglia, la gallina ripiena di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it nelle sue parole si percepisce il profondo legame con la madre e con la zia e sorridendo dice: "e io che questo lavoro non lo volevo fare, ho studiato filosofia..." Tra le sue parole la malcelata emozione che ritrovo nei suoi piatti che comunicano passione, serenità e soddisfazione, professionalità, tradizione ed concretezza. Paola ha raggiunto la maturità e la consapevolezza di ciò che vuole e di tutto quello che non le piace in questo mondo della cucina troppo patinata. lo sformatino di cardi con fonduta al gorgonzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it lalunasulcucchiaio.blogspot.it la mosse al cioccolato su crema di cachi di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it Anche i formaggi sono importanti da queste parti il principale e a denominazione d’origine controllata è il gorgonzola, che deve essere prodotto e stagionato nella zona per assumerne la denominazione. Il gorgonzola è un formaggio a pasta cruda di colore bianco paglierino, le cui screziature verdi sono dovute al processo di erborinatura, cioè alla formazione di muffe. Gorgonzola dolce e piccante di Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Si presenta quindi cremoso e morbido con sapore particolare e caratteristico, leggermente piccante il tipo dolce, sapore più deciso e forte il tipo piccante la cui pasta risulta più erborinata, consistente e friabile. Per goderne il massimo della cremosità è bene toglierlo dal frigorifero almeno mezz’ora prima di consumarlo. come nasce il gorgonzola DOP Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Entrambe sono prodotti con latte pastorizzato proveniente da stalle situate nella zona di origine con aggiunta di fermenti lattici e muffe selezionate che conferiscono le caratteristiche venature. la lavorazione manuale del gorgonzola Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it La stagionatura si protrae per almeno 50 giorni per il tipo dolce ed oltre 80 giorni per il tipo piccante ma all'Azienda PALZOLA del Cosorzio Gorgonzola il profondo rispetto di questo prodotto viene prolungata la stagionanatura a 80 e 120 giorni per portare sul mercato un prodotto dalle qualità eccezionali; qui parte della lavorazione è ancora eseguita a mano con pazienza e amore. Lascio solo immaginare la cremosità all'assaggio. lalunasulcucchiaio.blogspot.it Questo ci insegna che ancora oggi possiamo, nonostante sia ritenuto poco attuale anche nell’agricoltura moderna, lavorare sempre più manualmente anche preservando la storicità di chi si è impegnato prima di noi in questa bellissima realtà. A Boca, poco distante, affascina la coltivazione della vite detta a maggiorina, il tradizionale sistema di allevamento formato da quattro viti che si sviluppano secondo i quattro punti cardinali, è ancora presente in molte vigne e facilmente riconoscibile, anche se buona parte di esse è stata convertita a sistemi più moderni e maggiormente diffusi. Azienda Le Piane Boca vigneto coltivato a maggiorina lalunasulcucchiaio.blogspot.it Starei ore ad ascoltare i racconti della Signora Chiara dell'Azienda Le Piane, mi spiega che qui il terreno porfido di origine vulcanica, ghiaioso in superficie è unico nel suo genere in Italia Il clima mite delle Prealpi con autunni caldi, privi di nebbia e il sole dell’esposizione a sud, ma con escursioni termiche importanti, sono le basi per una ottima maturazione dell’uva. Le colline a nord impediscono l’arrivo dei venti freddi. Rese basse favoriscono uve sane e mature. Tutte le vigne sono immerse nei boschi di un parco naturale che favorisce il ricco sviluppo di flora e fauna. Boca, Maggiorina e Mimmo solo alcune delle prestigiose etichette prodotte. Maggiorina Le Piane lalunasulcucchiaio.blogspot.it Prestigioso è anche il Bistrot Canavacciuolo, il nuovo indirizzo in città, proprio sotto i portici del Teatro Coccia. Ottima l’idea di Antonino di affiancare all’impegno principale quello del due stelle Micheline Villa Crespi e alle tre collaborazioni: Il Boscareto Resort a Serralunga d’Alba, Villa Cordevigo Wine Relais a Cavaion Veronese, Laqua Charme & Boutique a Meta di Sorrento), il nuovo Canavacciulo caffè & bistrot nello spazio completamente ristrutturato del Teatro Coccia. Bistrot Canavacciuolo Novara lalunasulcucchiaio.blogspot.it Pelle, ottone, resine, onice messi assieme in un mix eclettico fanno da cornice alla cucina: lo stile è quello a cavallo tra i '50 e i '60 con un accostamento inaspettato di materiali, non nascondo che in alcuni pezzi mi sono rivista bambina, un locale multitasking dalla colazione, e vi assicuro che la sfogliatella napoletana c’è, al dopo teatro passando dalla veloce pausa-pranzo all'aperitivo, con contorno di centrifughe, caffè e cocktail. sfogliatelle del Bistrot Canavacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Dal menù la parmigiana partenopea con una mousse di Grana Padano e un milanesissimo risotto allo zafferano e l'immancabile bunet piemontese. Una pausa di relax non può mancare, un angolo silenzioso immerso nella natura a cinque minuti dal centro, a Lumellogno, alla Torre dei Canonici, un antico casale del'400 ristrutturato con gusto, dove coccolarsi e ritrovare i sapori del territorio a colazione. altare dei Canonici a Lumellogno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma c'è un luogo in questo variegato territorio in cui io, e sicuramente tanti altri, mi sono persa, ad Orfengo, a due passi da Novara c'è la sede di Sambonet Paderno S.p.A, per chi ama cucinare è il paese di Bengodi dove nascono pentole, padelle, posate e ogni altro tipo di accessorio per la cucina e la tavola. La sede della Sambonet-Paderno Spa lalunasulcucchiaio.blogspot.it Sambonet, fondata nel 1856 dall'orafo Giuseppe Sambonet, ha dimostrato negli anni una decisa aspirazione verso la modernità. Per questo la ricerca dello stile, della forma, della funzionalità e l’adattamento ai nuovi stili di vita è sempre stata imprescindibile dalla ricerca del riconoscimento del mercato. Per favorire questa ricerca di concordanze tra design-industria e mercato, è stato costituito un centro di progettazione Sambonet, formato da un gruppo di giovani designer che si avvalgono dei più avanzati strumenti di disegno e prototipazione. Risalente al 1925 e rilevata dai fratelli Pierluigi e Franco Coppo nel 1979, attuali proprietari del Gruppo, Paderno rappresenta oggi il partner di riferimento per i professionisti della ristorazione e per appassionati gourmant, grazie alla vasta gamma di articoli da cucina, di pentolame e utensili affini. la produzione della posateria Sambonet lalunasulcucchiaio.blogspot.it Con la gentilissima Giulia ho avuto modo di vedere da vicino la produzione e di stupirmi davanti alla cura dei minimi dettagli, come per le posate forgiate una alla volta. Che dire vorrei essere dimenticata nell'outlet, anche se già mi perdo nel sito sambonet.it . Pentolame Sambonet-Paderno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Che dire: un Novara che non ti aspetti e dove sicuramente tornare perché le cose da scoprire non sono finite. Un ringraziamento particolare per la simpatia e la gentilezza a Paola, barbara e Paola di ATL Novara Baluardo Quintino Sella, 40 Novara e alla presidente Maria Rosa Fagnoni. www.turismonovara.it www.facebook.com/atlnovara Ristorante Convivium Baluardo Lamarmora Novara Bistrot Canavacciuolo Piazza Martiri della Libertà Novara Caffè Ristorante Impero Via Roma 13 Sizzano No www.palzola.it Azienda Le Piane Boca No www.sambonet.it www.risorizzotti.com www.latorredeicanonici.com Altri momenti di questa e altre esperienze le puoi vedere seguendomi qui https://instagram.com/lalunasulcucchiaio/ https://www.facebook.com/Lalunasulcucchiaio https://mobile.twitter.com/sul_luna

Fonte: lalunasulcucchiaio.blogspot.it

Non maledire ciò che viene dal cielo. Inclusa la pioggia. Non importa cosa ti precipiti addosso, non importa quanto violento il nubifragio o gelida la grandine; non rifiutare quello che il cielo ti manda! Elif Shafak, La bastarda di Istanbul “Giornata uggiosa…” sospira la mia voce a bitchy , mentre si avvolge nel suo boa di struzzo. “Ti correggo, giornata piovosa assai. Tempo da libri, the o cioccolato caldo…al massimo scrivo un po’ per il blog, che ho ignobilmente trascurato” rispondo. “Se fosse una creatura vivente e senziente, sarebbe morta di fame e di sete…” ribatte la mia voce a bitchy , mentre si accende la sua Gauloaise “Ma chi? Ma cosa? Il Blog?” rispondo tossicchiando, perché mi ha sbuffato del fumo in faccia. “In effetti…sono stata una madre ignobile in queste ultime settimane e recupererò! – continuo – “ma potresti, per favore smettere di sbuffarmi del fumo in faccia? Non è da te essere così poco elegante” ribatto. “Va bene…ma, dopo che hai scritto, vai ad impastare qualcosa di buono, vero?” mi sussura la mia voce a bitchy , piegando lievemente la testa da un lato e sorridendo – la sua intenzione è quella di essere gentile, ma ha lo sguardo del gatto che ha ingoiato il canarino. Canarini permettendo, il silenzio dal blog non è dovuto ad una pausa, perché in realtà nelle scorse settimane, tra le tante cose, ho fatto del cucinaggio matto e disperatissimo. Intanto, questo 2016 è iniziato con i festeggiamenti per i 50 anni di matrimonio dei genitori della sottoscritta, come avevo scritto nel post della Bakewell Tart . Quindi, il giorno dell’Epifania abbiamo festeggiato in quel di Roma, con tanto di cerimonia nella chiesa dove 50 anni fa i miei genitori dissero sì. Il giorno prima fu una giornata assai ricca di pioggia, ma il 6 gennaio il sole ci diede un caldo abbraccio, rendendo i festeggiamenti ancora più piacevoli. Le settimane successive ci hanno visto – perché ha partecipato anche la mia voce a bitchy – impegnate nei preparativi per la cresima del mio uomo piccolo e anche dei miei ragazzi del mercoledì. Però, in veste di mamma il mio obiettivo era quello di preparare in casa tutta la festa, sacchetti per i confetti inclusi, e di farla ovviamente senza glutine, senza lattosio e senza proteine del latte. A parte la torta, perché l’uomo piccolo desiderava ardentemente il Profiterole e per me la pasta choux è un Himalaya da scalare, ma ci arriverò. Comunque preparare un buffet per 16 persone, con ricette tipiche veneziane, è stata una bella avventura Curiosi di sapere il menù? Eccolo. § Per la ricetta del primo mi sono liberamente ispirata ad una ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo. §§Per queste ricette tipiche mi sono affidata alle conoscenze di mia suocera, che mi ha insegnato a farle in un intenso pomeriggio di cucinaggio matto e disperatissimo. Mia suocera, mia mamma ed io, tutte e tre davanti ai fornelli, cucinando senza glutine senza lattosio e senza proteine del latte, con tantissimo gusto e tanto divertimento. La cerimonia è stata celebrata il 24 gennaio ed è stata intensa, anche grazie alla presenza del Patriarca e alle sue parole gentili e forti. La festa a casa, con la famiglia di sangue e di cuore, cui mancava solo il pezzo americano, ardentemente presente nei nostri pensieri e cuori, è stata bellissima, piena di risate, ciacole e affetto…con un piccolo incidente di percorso, perché il Profiterole non era ripieno di crema al cioccolato…abbiamo sfiorato la crisi. A parte l’incidente diplomatico del profiterole, è stata proprio la festa che l’uomo piccolo desiderava, come ciliegina sulla torta di un suo momento di vita importante. Anche il buffet è stato gradito da tutti, a riprova che cucinare #senza non significa affatto senza gusto! Anzi! Finito Gennaio, è arrivato Febbraio. Purtroppo, causa malanni stagionali e anche piogge il Carnevale quest'anno non lo abbiamo celebrato, se non fosse che il penultimo giorno, febbricitante e con l'emicrania, mi sono messa a friggere le castagnole marchigiane , ma con una farina diversa ( Il Pane di Anna per dolci senza glutine e senza lattosio e senza proteine del latte) e ho fatto i galani o crostoi! Sono venuti talmente buoni che non ho fatto in tempo a fotografarli. Sarà per il prossimo Carnevale. Per farmi perdonare, qualche scatto dello scorso anno...martedì grasso 2015 con un sole meraviglioso. Lasciando che il sole brilli sempre nel cuore, ringrazio tutti coloro che sono passati a trovarmi qui sul blog e sulla mia pagina di Facebook , grazie per l'affetto! Sono ritornata e ho anche un sacco di ricette. Buona settimana, cari!

Fonte: fabipasticcio.blogspot.it

Ieri ho avuto l'onore di varcare la soglia di Identità Golose, il congresso internazionale di Chef ormai giunto alla settima edizione, al Convention Centre di Milano! Questa ultima giornata è stata dedicata al Piemonte; sul palco Marta Grassi da Novara che ha presentato una cucina del territorio di mezzo, tra acqua dolce e acqua salata, i fratelli Nigro dalle Langhe con un viaggio dolce-salato attorno alla nocciola, Pier Bussetti dalla provincia di Cuneo con la reinterpretazione dei peperoni ripieni e Antonino Cannavacciuolo, il napoletano del Lago d'Orta, con la fusione di cucina nord-sud. Il pomeriggio trascorso in grande dolcezza, in collaborazione con l'Ecole du Grand Chocolat Valrhona Corrado Assenza e Gianluca Fusto, e l'arte dei chocolatiers francesi della celebre scuola Tain l'Hermitage, con i dessert come elemento di relazione. Al termine un gran buffet di dolcezze cioccolatose, firmate dalla scuola francese!!!! Grazie Identità Golose, di questo bellissimo invito, un regalo meraviglioso! http://www.identitagolose.it/

Fonte: atuttacucina.blogspot.it

Finalmente al ristorante è arrivato l'abbattitore "Fresco", così, anche se son da solo, posso preparare i risotti per i clienti. Cosa cambia con questo ammenicolo? Semplice, si cuoce per 12 minuti il risotto, lo si abbatte e si finisce in 5 minuti al momento dell'ordine. Ho voluto provare un risotto che ha preparato il grandissimo Chef Canavacciuolo a Cucine da Incubo, ha unito la cremosità del risotto con il sapore deciso e tipico della pasta cacio e pepe, geniale! Ingredienti (x6) 480 gr. riso carnaroli (più è di qualità meglio è) 50 gr. burro + 30 gr. per mantecare 2 litri brodo vegetale 100 gr. pecorino romano grattato pepe Preparazione: Non avendo visto come il grande Chef ha preparato il risotto, ho deciso di improvvisare. Ho sciolto il burro in una padella capiente, senza aggiungere cipolla, per esaltare alla fine il gusto del pecorino. Ho tostato il riso per 2 minuti a fiamma viva sino a farlo "cantare". A questo punto ho iniziato ad incorporare liquidi, un mestolo alla volta per 12 minuti esatti. Ho lasciato il riso molto all'onda ed ho spento, mantecando con il burro. Ho messo il risotto in due teglie, in uno strato sottile e l'ho abbattuto in positivo sino al completo raffreddamento. A questo punto quando mi è arrivato il primo ordine, ho messo la dose in padella, ho aggiunto brodo caldo, poco per volta ed ho portato a cottura. Ho spento il fuoco e mantecato con pecorino ed alcune gocce di limone per esaltare i sapori. Se fate una base così neutra potrete anche fare variazioni al risotto all'ultimo momento, io per esempio ho preparato alcune porzioni mantecando con il pesto. Lo stesso procedimento lo potete fare anche utilizzando il freezer, mettete il risotto in due teglie in uno strato sottile e riponete nel congelatore sino a raffreddamento. Il grande Chef Raimondo Mendolia, uno dei massimi esperti nelle preparazioni di primi piatti ha sottolineato quanto la credenza che il freezer si rovini con il caldo sia assolutamente priva di fondamento. BUON APPETITO!!!!!!!!!!!!!

Fonte: desperatehousecooker.blogspot.it

Ci siamo innamorati di questo panino a prima vista, è stato presentato da Antonino Cannavacciuolo in una delle puntate di cucine da incubo...ed eccolo adesso realizzato da me per il compleanno di mio figlio...non lo lascerò più! Per 8 panini servirà... 24 fette di pane da tramezzino con fetta grande...spennellare di burro e private della crosta esterna...infornate sotto il gril per dorarle... pomodori tagliati a fette ...uovo cotto all'occhio di bue...insalata lattuga con dentro petto di tacchino grigliato e tagliato a listarelle e condita con solo maionese...bakon arrostito in padella...

Fonte: cucinachetipassa.blogspot.it

Quante volte sfogliando una rivista di alta cucina o gironzolando nel web ci siamo imbattuti in piatti golosi creati da noti chef e ci è venuta voglia di riassaporarli a casa, a me è capitato spesso. Ma la mancanza della ricetta e soprattutto degli ingredienti utilizzati rende difficile l'impresa. Proprio lo stesso pensiero che ha spinto un gruppo di amici a dare vita ad un progetto ambizioso, quello di rendere disponibile, a casa propria, uno chef virtuale, una ricetta stellata, con gli ingredienti esclusivi, scelti con cura, è nata così L’ Architettura del Gusto . Sono nate così ricette di facile esecuzione e di sicuro successo, che gli Chef si sono prestati a video registrare, per rendere ancora più semplice la loro reinterpretazione. Antipasti, primi piatti, secondi e dessert firmati da proporre agli amici per sentirsi un po' chef, come questi tagliolini davvero golosi I tagliolini all'uovo con zuppetta di pomodorini alla maggiorana, carciofi o violetto di Brindisi e quenelle di ricotta di pecora è il primo piatto pensato da Fabrizio Tesse , milanese di origine, si diploma alla scuola alberghiera di Arona e qui inizia la sua carriera presso la “Taverna del Pittore”, che ai tempi vantava una stella Michelin. In questi anni impara la disciplina di brigata, l’organizzazion e le regole fondamentali del lavoro di gruppo. E’ però il “Caffè Groppi” di Trecate che segna una svolta importante nella sua carriera, infatti, dopo una breve esperienza come chef all’Hotel “La Bussola”, decide di ritornarvi. Le sinergie tra lo chef e lo storico staff regalano al locale la prima stella Michelin. Dopo un’esperienza formativa ed illuminante in Spagna, tornato in Italia, si trasferisce in Liguria, prima ad Arma di Taggia al ristorante “La Conchiglia” e successivamente ai “Balzi Rossi” di Ventimiglia. L’arrivo al “Villa Crespi” di Orta San Giulio segna il suo ritorno in Piemonte dove la sua fantasia può prendere forma, grazie anche all’appoggio dello chef Antonino Cannavacciuolo, fregiato di due stelle Michelin, che lo definisce “un purosangue nato" attualmente è lo chef della Locanda d'Orta con una stella Michelin. Nella confezione per la ricetta dello chef Fabrizio Tesse della “ Locanda d'Orta ”, Orta San Giulio (NO) ci sono: Tagliolini all’uovo 250 g.
Pomodorini 370 g.
Carciofini di Brindisi 310 g.
 Ingredienti aggiuntivi da reperire: 120 g di ricotta di pecora
aglio
maggiorana
aneto e fiori edibili per guarnizione
sale e pepe q.b. La video-ricetta http://www.architetturadelgusto.com/index.php/it/videoricette/10-videoricette/15-locanda-di-orta-videoricetta
 Procedimento (X 4 pers.) Scolare i pomodorini e saltarli in una padella antiaderente precedentemente riscaldata. Successivamente, con l’ausilio di un frullatore a campana, frullare i pomodori aggiungendo maggiorana fresca e olio extra vergine di oliva, ottenendo un’emulsione. Passare la salsa in un passino a maglie fini. Scolare i carciofi dall’olio, utilizzare quest’ultimo come base per la preparazione dei tagliolini. Riscaldare l’olio con due spicchi d’aglio privati dell’anima: una volta dorato aggiungere i carciofi tagliati a julienne. Portare ad ebollizione una pentola di acqua precedentemente salata ed immergervi i tagliolini. Dopo pochi minuti di cottura scolarli ed unirli ai carciofi facendoli saltare in padella per qualche minuto, regolando di sale e pepe. Impiattare in una fondina mettendo la salsa, ottenuta con i pomodorini grigliati e maggiorana, leggermente intiepidita ed adagiarvi i nidi di tagliolini ed i carciofi. Per la finitura: con l’ausilio di due cucchiai da minestra formare delle quenelles di ricotta ed adagiarne una sui tagliolini. Guarnire con qualche cimetta di aneto fresca, fiori edibili e portare in tavola. Nella confezione è presente anche il vino in abbinamento consigliato dallo chef Langhe Arneis Doc, Azienda Agricola del Cavaliere, da servire ad una temperatura di 8/10º C gradi. Insomma un kit completo per vivere un'emozione prima ai fornelli poi a tavola. I fratelli Cerea, Davide Palluda, Enrico Bartolini, Paola Naggi, Fabio Barbaglini e molti altri nomi noti ogniuno con il proprio piatto da portare sulla tua tavola, io sto già pensando alla mia prossima cena tra amici. Qui trovi tutte le informazioni per ricevere le confezioni comodamente a casa www.architetturadelgusto.com

Fonte: lalunasulcucchiaio.blogspot.it

Lenticchie e salsiccia . Come dire il cacio sui maccheroni. E non solo perché insieme stanno proprio bene, come la sottoscritta davanti ad una Sacher, ma per via di quella leggera brezza che ci schiaffeggia appena mettiamo il naso fuori di casa. Condizioni atmosferiche esagerate? Ma no, solo che nella piazza del paese ormai prendono l'aperitivo le lepri artiche e stamattina un bue muschiato mi ha fatto ciao con la zampa. Quisquilie, direbbe Totò. Quisquilie che risolvo con un piatto robusto e caldo, come le lenticchie e salsicce della mia amica Roberta. Partiamo da un grande preambolo. Il fatto che io abbia un blog non vuol dire che io sia Cannavacciuolo senza barba e panza (oddio per la panza...)

Fonte: lemporio21.blogspot.it

La crostata alla frutta è un dolce sempre piacevole da mangiare, oltre ad essere anche bello ed invitante. In questo caso ho fatto una pasta frolla all'olio. Per la crema ho utilizzato la ricetta di Cannavacciuolo. Per decorare la torta, si può usare qualunque tipo di frutta, ma se si utilizzano mele, pere e banane, occorre prima passarle nel succo di limone per non farle annerire. Ingredienti per la pasta frolla : g. 200 di farina 00 g. 100 di zucchero g. 100 di burro o olio 1 uovo buccia di un limone grattugiata Impastare tutti gli ingredienti con l'ausilio di un robot da cucina, avvolgere l'impasto in pellicola e farlo raffreddare in frigo per almeno 30 minuti. Stendere la pasta con il mattarello su di un foglio di carta forno e posizionarlo su di una teglia per crostata. Posizionare sopra un altro foglio di carta forno e riempirla di fagioli secchi per evitare che in cottura perda la forma. Cuocere per circa 20 minuti, togliere la carta forno con i fagioli e continuare la cottura per altri 10 minuti. Sfornare e fare raffreddare. Per la crema pasticcera 250 ml di latte intero 2 tuorli 80 g di zucchero semolato 15 g di fatina 00 10 g di maizena 1/2 baccello di vaniglia Portate il latte a leggera ebollizione con mezzo baccello di vaniglia inciso per il lungo; lavorate a parte lo zucchero e i tuorli con la frusta ed aggiungete la farina 00 setacciata e la maizena; versatevi il latte caldo a filo, amalgamate bene e rimettete sul fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno; fate bollire per un minuto. Togliete il baccello di vaniglia e versarla ancora calda nella base di pasta frolla. Lasciare raffreddare completamente prima di decorare con la frutta. Per la gelatina che ricopre la frutta 1 bustina di tortagel chiaro Seguire le indicazioni sulla confezione Versala sulla frutta e spennellare anche il bordo dalla crostata. Un grandioso saluto a tutti

Fonte: picetto.blogspot.it

INGREDIENTI 8 Gamberi rossi 350 g Riso n° 1 Cipolla n° 2 Carote n° 2 coste di Sedano 100 g Prezzemolo n° 1 Limone n° 1 Arancia Sale q.b. Pepe q.b. Olio q.b. PREPARAZIONE Pulite i gamberi e privateli della testa. Mettete in una pentola olio, cipolla, carote e sedano. Fate soffriggere leggermente e aggiungete le teste dei gamberi. Versate dell'acqua fredda e aggiungete prezzemolo, una buccia di limone e una di arancia. Portate quindi a ebollizione. Togliete infine le impurità del gambero. Fate cuocere per 20 minuti, passate al colino e filtrate. Fate tostare il riso in una padella calda, aggiungete il brodo e portare a cottura. Mantecate con olio, sale, buccia grattugiata di arancia e limone, succo di limone. Fate una tartare di gamberi, metteteli in una ciotola. Quindi aggiungete olio e sale. Impiattate il riso, aggiungete del prezzemolo e delle quenelle fatte con i gamberi. Tratto da Antonino Cannavacciuolo in "Il piatto forte è l’emozione - 50 ricette dal sud al nord” Ed. Einaudi Stile Libero Extra

Fonte: pescheriabonito.blogspot.it

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