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Bigoli alle vongole con cime di rapa I bigoli alle vongole con cime di rapa, sono un primo sfizioso semplice e veloce da preparare tratta e rielaborata da una ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo. Con questa ricetta partecipo al contest Comfort food di La cucina delle streghe!! Difficoltà ** Costo *** Tempo di preparazione 30' Tempo di cottura 15' Ingredienti (per 4 persone) 500 gr di vongole veraci 200 gr di cime di rapa 320 gr di bigoli 1 spicchio d'aglio un mazzetto di prezzemolo olio e sale Preparazione Iniziamo pulendo le cime di rapa, togliamo i gambi più duri ed esterni e rimuoviamo le foglie immergendole nell'acqua fresca per lavarle. Durante questa fase toglieremo i fiori e li metteremo da parte in quanto cuociono più velocemente. Mettiamo a bollire l'acqua per la pasta nella quale cuoceremo però contemporaneamente sia la pasta che le foglie delle cime di rapa. Ora ci dedicheremo alle vongole. Anzitutto tritiamo il prezzemolo e separiamo i gambi, che ci serviranno appunto per le vongole. Io utilizzo questo simpatico strumento dell'ikea fa un trito abbastanza sottile e sopratutto si lava bene. Ora prendiamo una padella, facciamo un fondo d'olio e scaldiamolo per poi aggiungerci lo spicchio d'aglio schiacciato. Non appena l'aglio imbiondirà aggiungiamo le vongole ancora chiuse e i gambi del prezzemolo precedentemente preparati e dopo aver aggiunto un mestolo d'acqua lontano dal fuoco copriamo con un coperchio. L'acqua calda nell'olio sprigiona una grande quantità di vapore che ci serve per far aprire e cuocere le vongole. Intanto che le vongole si aprono mettiamo nell'acqua bollente salata le foglie di rapa e dopo 10 minuti aggiungiamo la pasta e i fiori. In questo caso la mia pasta aveva un tempo di cottura di 13 minuti. Nel frattempo le vongole dovrebbero essersi aperte, le andremo a pulire togliendo il muscolo dal guscio e filtreremo l'acqua di cottura con un colino. Ci servirà per far saltare la pasta. Come Impiattare Noi abbiamo utilizzato una fondina in quanto la struttura del bigolo non avendo un sugo denso tende a cadere. Per servirlo creiamo un nido al centro del piatto afferrando gli spaghetti con una pinza da cucina direttamente nella padella avvolgendoli su loro stessi con l'aiuto di un mestolo e deponiamo il nido al centro del piatto. Decoriamo col un ciuffo di prezzemolo fresco. Il vino Spaghetti alle vongole : questa pietanza si abbina con Vino Bianco di medio corpo , anche Spumante in particolare con vini prodotti in Sicilia .

Fonte: loscalognodoro.blogspot.it

la ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo La ricetta che vi voglio proporre oggi riguarda la realizzazione di un primo piatto a base di pesce molto saporito: gli Spaghetti con aglio, olio e cozze secondo lo chef Antonino Cannavacciuolo , presentata in occasione della trasmissione Cucine da incubo. Ingredienti: spaghetti , 100gr aglio , 1 spicchio cozze , 10 peperoncino erba cipollina scalogno , 1 vino bianco , un bicchiere prezzemolo , un ciuffetto olio EVO Preparazione: Iniziamo la nostra ricetta partendo dalla preparazione della salsa di cozze: dopo aver ripulito i molluschi nel loro guscio esterno, metteteli ad aprire in una pentola con dell’acqua. Nel frattempo, procedete tagliando finemente il cipollotto e mettendolo a soffriggere in una padella a parte coon dell’olio d’oliva. Una volta che avrà iniziato ad indorarsi, aggiungete la patata che avrete tagliato a cubetti molto piccoli finché non si ammorbidisce. Se necessario aggiungete l’acqua delle cozze per rendere più morbido. Aggiungete anche erba cipollina e sale. Sfumare il tutto con del vino bianco, quindi aggiungete le cozze e spegnete il fuoco finché non iniziano a prendere il colore della cottura. Frullate il tutto e filtrate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Mettete a cuocere gli spaghetti e toglieteli dalla cottura non appena avranno iniziato a piegarsi; trasferiteli quindi in una padella con un po’ di acqua delle cozze e attendete finché non saranno cotti. Nel frattempo in una padella a parte mettete ad indorare l’aglio con del peperoncino e l’olio. Versate poi nella padella gli spaghetti scolati e la crema di cozze. Coprite con una spolverata di prezzemolo e servite. Bon appetit! INITALYFOOD , per la scelta dell'olio extravergine d'oliva consiglia: OLIO EXTRAVERGINE VURDOJ FALANGHINA FEUDI SAN GREGORIO

Fonte: initalyfood.blogspot.it

I PECCATI GOURMAND A PALAZZINAG: LA CENA SENZA SENSI DI COLPA 6 celebri chef italiani guidano una cooking experience unica alla scoperta di tutte le sfumature sensoriali e morali del cibo Dopo i fasti del cinema e il glamour dei suoi party indimenticabili, PalazzinaG, il 5 stelle veneziano firmato Philippe Starck, si inventa una nuova experience che ha come protagonisti il cibo, in tutte le sue peccaminose declinazioni sensoriali, e i suoi massimi cultori, gli chef più celebri del panorama italiano. 6 famosi cuochi saranno, infatti, le viziose guide di un percorso culinario unico alla scoperta delle sensazioni al limite del lecito che il cibo può creare e che i commensali saranno pronti a scoprire lasciandosi rapire dall’ars culinaria italiana e scoprendo, in un contesto di design unico, le emozioni più intime e profonde create dalla cucina. Tutto è pronto per il primo evento che vedrà una partnership d’eccezione, quella con l’Azienda Canella, casa vinicola celebre in tutto il mondo per il suo Bellini, e la cui filosofia a km zero all’insegna della sostenibilità si accorda alla perfezione con quella di PalazzinaG. Si comincia il 31 gennaio con Chef Rubio, l’irriverente cuoco tatuato formatosi all’ALMA e consacrato al successo da “Unti e Bisunti”, il format dedicato allo street-food autentico cult della tv in onda sul canale DMAX. Si prosegue, poi, a cadenza mensile, con i nomi più celebri della cucina italiana – Antonino Cannavacciuolo, Enrico Cerea, Aurora Mazzucchelli...– che si alterneranno ai fornelli di PalazzinaG per dare vita a una food experience da lasciare letteralmente a bocca aperta e con le percezioni scoperte! Ogni chef, infatti, proporrà un suo personale menu celando nei piatti i suoi sensi di colpa legati al cibo e farà uno show cooking dove coinvolgerà nelle preparazioni i presenti, in un’esperienza che renderà complici tutti i sensi per solleticare le emozioni più intime. Saranno poi i palati dei commensali a cercare nei piatti le tentazioni segrete e i peccati nascosti dagli chef e a scoprirne, a loro volta, di nuovi in un contest peccaminoso reso interattivo dalla possibilità di condividere le proprie impressioni sulle pagine dei social dedicate all’experience, utilizzando gli hastag #cenesenzasensidicolpa, #palazzinagourmand e #unconventionalvenice. Così i commensali diventeranno co-protagonisti delle serate, scoprendo e partecipando in diretta alla raffinata multisensorialità celata da ogni pietanza e dando luogo a una degustazione profondamente e autenticamente sensoriale. Al termine della serata, sarà scelto, insieme allo chef, il senso di colpa postato più originale e il vincitore potrà trascorrere una notte a PalazzinaG...senza sensi di colpa! Per tutto il mese successivo all’evento, poi, il menu ad hoc creato da ciascun chef sarà inserito nella carta ufficiale del ristorante di PalazzinaG: una maniera alternativa di scoprire i gusti più intensi della cucina in cui cultura, storia e sapori rivivono in un’experience al limite della sinestesia nell’atmosfera sofisticata e accogliente di PalazzinaG, un gioiello capace anche di custodire e tramandare i segreti della più autentica gastronomia italiana. PalazzinaG è il primo hotel realizzato da Philippe Starck in Italia: un cinque stelle lusso di nuova generazione dove convivono atmosfere oniriche, materiali preziosi e nuove filosofie di ospitalità. Nei 2800 metri quadri, su tre piani, voluti e realizzati da Emanuele Garosci, ogni singolo elemento degli ambienti e degli arredi, è stato scelto per contribuire a trasmettere l’atmosfera di una casa vissuta, intrisa di fascino e di vita. Celebrata dalle più importanti testate della stampa italiana e internazionale, PalazzinaG, entrando nella “hot list” di Condè Nast Traveller dei 50 migliori alberghi in tutto il mondo, è diventata punto di riferimento di noti nomi dell’imprenditoria internazionale e di celebrities. Posted in: chef rubio , comunicato stampa , eventi , venezia

Fonte: thelunchgirls.blogspot.com.es

Le zeppole di San Giuseppe non mi hanno mai entusiasmato, quando mio marito le acquistava in pasticceria non le mangiavo volentieri, ma a lui sono sempre piaciute. Sul meraviglioso libro di Antonino Cannavacciuolo, "In cucina comando io", ho trovato la sua ricetta, così il giorno di San Valentino le ho preparate per mio marito. Che meraviglia, erano buonissime, completamente diverse da quelle acquistate, un vero abisso di differenza. Purtroppo non avendo una bocchetta a stella per sac à poche idonea (la mia era troppo piccola) sono bruttine, ma la prossima volta mi rifarò! Inserisco la ricetta del GRANDE CHEF, spero che non si arrabbi! E' un peccato non condividere tale bontà! Ingredienti per 4 persone: "Per le zeppole 150 g di farina 00 250 ml di acqua 60 g di burro 3 uova 2 limoni di Sorrento sale Per la crema pasticcera 250 ml di latte intero 2 tuorli 80 g di zucchero semolato 15 g di fatina 00 10 g di maizena 1/2 baccello di vaniglia Per la frittura 1 l di olio di semi di arachidi Per la finitura 50 g di zucchero a velo 50 g di amarene sciroppate Preparazione Per la crema pasticcera , portate il latte a leggera ebollizione con mezzo baccello di vaniglia inciso per il lungo; lavorate a parte lo zucchero e i tuorli con la frusta ed aggiungete la farina 00 setacciata e la maizena; versatevi il latte caldo a filo, amalgamate bene e rimettete sul fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno; fate bollire per un minuto. Togliete il baccello di vaniglia e fate raffreddare la crema in un vassoio con la pellicola a contatto. Per l'impasto delle zeppole , portate a ebollizione l'acqua con il burro e il sale, togliete dal fuoco e incorporate tutta in una volta la farina setacciata, mescolando bene con la frusta. Rimettete sul fuoco e continuate a mescolare energicamente con il cucchiaio di legno per qualche minuto. Spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero, sempre mescolando; versate l'impasto in una ciotola e fatelo intiepidire. Aggiungete la scorza grattugiata di due limoni di Sorrento e le uova, uno alla volta. Mettete il composto così ottenuto in un sac à poche con bocchetta a stella e formate le tipiche zeppole a ciambellina rotonda (diametro circa 5 cm). Questa operazione dovrà essere effettuata direttamente su quadrati di carta forno precedentemente tagliati. Friggete le zeppole di San Giuseppe direttamente con la carta da forno su cui sono appoggiate, che si staccherà da sola dopo qualche secondo di frittura e che andrà rimossa con l'aiuto di una pinza da cucina. La temperatura dell'olio deve rimanere costante tra i 160 °C e i 170 °C in modo che l'interno delle zeppole sia ben cotto. Scolate le zeppole su carta assorbente e poco dopo farcitele con la crema pasticcera, un'amarena (o ciliegia) sciroppata e una spolverata di zucchero a velo. Servire tiepide." Ho provato altre ricette del grande chef : Sautè di frutti di mare; Frittelle di cavolfiore; Impepata di cozze; Pesce in carpione; Pizza di scarola; Insalata di polpo. Sono tutte riuscite alla perfezione. I suoi libri oltre a donarci ricette ineccepibili ci regalano tanti insegnamenti di vita. Lui si pone con "il buon padre di famiglia", è una persona meravigliosa e merita tutto il successo che ha ottenuto con gavetta, sacrificio, passione ed impegno.

Fonte: picetto.blogspot.it

Oggi tocca ad un risotto....ho tratto ispirazione da una delle ricette del grande maestro Antonino Cannavacciuolo, quello omone che con le sue pacche sulle spalle smuove e ridà coraggio e speranza a tanti chef che oramai pensano di essere finiti....ovviamente vi parlo di " Cucine da incubo" il programma che interpreta il grande Cannavacciuolo. La cosa che mi ha sempre stupito di questo grande chef è la semplicità e l'equilibrio che hanno i sui piatti , per me è un genio. Sapori , profumi e consistenze che giocano e si amalgamano tra loro creando dei piatti molto interessanti dove predomina un'apparente semplicità frutto di una maestria e capacità non comune a molti . Insomma mi piaciono i sui piatti!!!Mi sono ispirato ad una sua ricetta che vede protagonisti dei tonnarelli ai carciofi e pecorino che vengono serviti su di una vellutata di patate. Ovviamente per me non c'è gusto a copiare e replicare in maniera fedele la ricetta del grande chef, ma credo sia importante interpretare e metterci qualcosa di proprio. Partendo da queste premesse è nato questo risotto che vi garantisco è un gioco di sapori e consistenze che sicuramente vi stupiranno. Guardate un po' cos'ho preparato! Risotto ai cuori di carciofo su vellutata di patate e briciole di pancetta tostata. Ingredienti per 4 persone. 280 g di riso vialone nano 5-6 cuori di carciofo 2 litri di buon brodo vegetale 1 cipolla 1 spicchio d’aglio Olio extravergine di oliva 1 noce di burro 2 cucchiai di grana padano stagionato Per la vellutata di patate: 2 patate medie ½ cipolla Basilico Timo Olio extravergine di oliva 1 filetto di acciuga Per decorare 3-4 fette di pancetta tesa Preparazione Per la vellutata : far scaldare poco olio extravergine in una casseruola, aggiungere la cipolla tritata finemente e lasciar dorare. Sbucciare le patate e tagliarle a fette molto sottili, aggiungerle al fondo di olio e cipolla e lasciar rosolare brevemente poi versare un paio di mestolini di brodo vegetale e alcune foglioline di timo e basilico e lasciar cuocere a fuoco basso per 5-6 minuti e fino a che non si saranno ben cotte. Frullare il tutto con un mixer ad immersione avendo cura di aggiungere alle patate un po’ di olio extravergine a filo e 1 filetto di acciughe. Tenere in caldo la vellutata e se troppo densa , diluire con un po’ di brodo vegetale. Per i carciofi: io in mancanza di carciofi freschi ho usato i cuori di carciofo al naturale in barattolo, percio’ è bastato tagliarli a fette sottili e ripassarli in padella con un filo d’olio extravergine ed uno spicchio d’aglio. Per decorare il piatto ci servirà della pancetta essiccata, percio’ basterà mettere le fette di pancetta in un padellino e farle essiccare a fuoco dolce dovranno diventare croccanti. Per il risotto: In una casseruola capiente versare un goccio d’olio extravergine, una cipolla tritata finemente e lasciar imbiondire a fuoco basso. Aggiungere il riso e lasciar tostare per qualche minuto. Cuocere il riso aggiungendo di volta in volta il brodo vegetale. A metà cottura aggiungere i carciofi al riso e portare a cottura con altro brodo vegetale. Mantecare il risotto a fuoco spento con una noce di burro e 2 cucchiai di grana grattugiato. Assemblare il piatto disponendo un mestolino di crema di patate sul fondo poi sopra versare il risotto e completare con una chips di pancetta e polvere di pancetta essiccata e qualche fogliolina di basilico. p.s. non ho usato sale perché ho preparato un buon brodo vegetale abbastanza sapido, poi ricordate che la crema di patate di suo è molto saporita per la presenza dell’acciuga e non solo, anche la pancetta per effetto dell’essicazione sarà molto sapida.

Fonte: peppeaifornelli.blogspot.it

Il 9 e il 10 novembre scorsi l’Associazione Professionale Cuochi Italiani si è ritrovata all’Imperial Hotel Tramontano di Sorrento per due giornate dedicate alla formazione professionale, a degustazioni guidate e alla consegna di uno dei riconoscimenti più ambiti per i cuochi: l’Onorificenza Nazionale alla Carriera “ Les Toques Blanches d’Honneur” – Cappelli d’Onore, consegnati alla presenza di oltre 120 chef pervenuti da tutta Italia, direttamente dal direttivo APCI, presieduto da Roberto Carcangiu - Presidente Nazionale e Sonia Re – Direttore Generale a molti dei propri soci, che vedono cosi premiato il loro lavoro. Martedì 10 i congressisti si sono trasferiti alla Scuola Alberghiera di Vico Equense – Nuova Sede Ganimede per seguire un seminario di formazione sulla pasticceria da Ristorazione a cura di Sal De Riso, Maestro Pasticcere Accademico AMPI – Associazione Maestri Pasticceri Italiani che non ha bisogno di presentazioni. Durante il seminario, seguito con grande attenzione da tutti gli chef è stata sottolineata l’importanza della formazione tecnica e scientifica data sui banchi di scuola e non solo quella data dall’affiancamento “a bottega” come era consuetudine un tempo, nonché dell’uso di materie prime di qualità evitando l’uso di additivi e alla valorizzazione del prodotto locale. Da ricordare inoltre che l’istituto ha annoverato tra i suoi allievi oggi famosi, nomi del calibro di Gennaro Esposito (due stelle Michelin), che ha presenziato al seminario o Antonino Cannavacciuolo, giusto per citarne un paio. Il Convegno si è chiuso con un pranzo degustazione al ristorante Acqu'e Sale di Sorrento, durante il quale sono state degustate pizze e focacce di Antonino Esposito, le pietanze gourmet dello chef resident Michele Mazzola e i golosissimi dolci di Sal De Riso. qui tutte le foto.

Fonte: maisonmilady.blogspot.it

cliccare sulle foto per ingrandirle Inizio alla grande, il 12 maggio scorso, per la settima edizione de “ Le Strade della Mozzarella ”, il grande congresso gastronomico promosso dal Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop . Un susseguirsi di laboratori e incontri con i più grandi nomi della cucina Italiana e quest’anno anche internazionale, che insieme a maestri gelatieri e pizzaioli, per le loro esibizioni hanno centrato la loro attenzione sulla Mozzarella di bufala e le sue mille sfaccettature cucinarie, utilizzandola in percorsi gustativi e sensoriali dall’antipasto al dolce e perfino al gelato. Nella spettacolare cornice del Savoy Beach Hotel di Paestum, territorio d’origine della Mozzarella, è toccato al piemontese Davide Scabin, che definisce la Mozzarella Dop prodotto “vivo” e per cui non nasconde il suo grande entusiasmo, dare il via alle esibizioni. Per le sue preparazioni ha usato mozzarella lasciata in infusione in coulis di fragole (che ha conferito una delicata colorazione rosa alla parte esterna della mozzarella) oppure nel latte di mandorla usandola poi per gustosi “carpacci” oppure, mozzarella non più freschissima (quando ha già 3 giorni e comincia a perdere elasticità), quindi congelata e successivamente ridotta in pasta, formando poi dei piccoli “timballi” ripieni. Alba Esteve, giovane chef, apre gli “Atelier Pasta Mozzarella e Pummarola” e in linea con le moderne tendenze che vogliono la pasta cotta in acqua aromatizzata, ha preparato dei conchiglioni Pastificio dei Campi freddi, ideali per la stagione estiva cuocendo la pasta in brodo vegetale con cipolla, capperi salati, origano, acqua dei pomodori del piennolo “L’orto di Lucullo”. La salsa è ottenuta frullando i pomodorini in purezza, la mozzarella di bufala campana Dop viene stracciata a mano ed inserita a crudo nelle conchiglie condite con olio di olive taggiasche, olio extravergine e pepe. Un tocco leggermente e piacevolmente piccante è dato da cipolla rossa a crudo tagliata molto sottile. Completano olive taggiasche essiccate ed emulsione di aceto balsamico. Antonino Cannavacciuolo ha espresso il suo orgoglio nel vedere i suoi colleghi più importanti provenienti da tutte le regioni italiane e dall’estero riuniti a Paestum per raccontare la Mozzarella, prodotto che rappresenta un Sud che produce eccellenze e che sa promuoverle. Ambasciatore in Piemonte della pasta di Gragnano e altri prodotti del sud, ha presentato preparazioni con ingredienti prettamente italiani ed una “pizzaiola” cruda, con passato di pomodoro, scampi crudi, germogli e (in omaggio al “bror’ e purp”) una riduzione di acqua di cottura del polipo. Maria Cacialli e il marito Felice Messina, aprono la sezione dedicata a Pizza e Lievitati, moderata da Tommaso Esposito , appassionato e storico della pizza. La pizza fritta di Maria affonda le radici nella storia e nella memoria, ai ricordi di bambina, quando il lunedì la nonna preparava le pizzelle fritte condite con il ragù della domenica. Il testimonial passa quindi a Gianfranco Iervolino : oltre la margherita classica, dal suo percorso di ricerche e sperimentazioni, due nuovi impasti per la base della pizza: una con base alle rape rosse, condita Mozzarella di bufala, Corbarini in acqua e sale , Confettura di Corbarini e formaggio blu di bufala espressione di dolcezza e sapidità in un gradevole ed equilibrato connubio, l’altra, la pizza “Vesuvio”, dai sapori di mare, con impasto base al nero di seppia, mozzarella di bufala, piennolo “L’Orto di Lucullo! , acciughe dissalate e menta del Vesuvio: una pizza, definita dallo stesso Iervolino, “dal disordine perfetto”. Corrado Assenza, pasticcere e gelatiere dalla creatività infinita, ha come missione la ricerca perpetua dell’eccellenza e della perfezione gustativa: per lui la pasticceria va verso gusti salati, il suo intervento è su tecniche e abbinamenti. Presenta bocconcini di pasticceria salata ma con tocchi di inaspettata di dolcezza, da poter gustare in ogni ora del giorno, da colazione al dopocena, non solo al ristorante ma anche e soprattutto al bar. Le sue preparazioni sono elegante arcobaleno di consistenze, sapori e profumi della Sicilia più classica e nel contempo inaspettata, frutto di tecniche ben precise, dove nulla è improvvisato, a cominciare dalla scelta dei prodotti usati, solo nel momento di massima resa. Ecco quindi un cubettato di rapa rossa cotta a vapore e poi abbattuta, con crema di fagiolini frullati ad alta velocità, olio, mozzarella di bufala e miele Melarò al finocchietto. Per l’altro finger, la mozzarella di bufala campana Dop si unisce all’ostrica, accompagnata da spinaci e da una salsa di carote, realizzata con carote cotte a vapore e succo di carota fresco che aggiunge una nota di vellutata dolcezza. Per il gelato, che preferisce alleggerire di zuccheri, a vantaggio della leggerezza senza perdita di sapore, la proposta è a base di latte di bufala, con accattivanti sentori di limone femminello e miele di fiori d’arancio a caratterizzarne il gusto delicato. Grandi personaggi, grandi sapori,grandi prodotti in campo per la Mozzarella di Bufala Campana Dop , l’oro bianco della Campania, regima indiscussa delle tavole non solo italiane. .

Fonte: maisonmilady.blogspot.it

Ecco le foto di alcuni piatti che ho mangiato al ristorante Stellato di Villa Crespi (ve ne ho parlato nello scorso post QUI ) tutti preparati dal grandissimo chef Antonino Cannavacciuolo e dal suo staff di altissimo livello. Pensate che per ogni tavolo ci sono tre camerieri; uno che ti serve, uno che enuncia i piatti ed il sommelier che ad ogni portata ti offre un bicchiere di vino diverso abbinato al piatto, insomma ti fanno sentire super coccolati!!! Purtroppo avevo cosi tanta fretta di provare i piatti che ho dimenticato di fotografarli tutti! Ravioli di grano saraceno ripieni di speck e robiola Gamberi di Sicilia "alla pizzaiola" Gnocchetti di baccala, alghe marine, tartufo di mare Triglia, cime di rapa e patata,guazzetto di provola affumicata Suprema di piccione, fegato grasso al gruè di cacao, salsa al banyuls Zuppetta fredda di nocciole, limone, cioccolato soffiato, cremoso al mascarpone Mondo di passione (una selezione di dolci campani e piemontesi ) Alcuni dei tantissimi premi ricevuti dallo chef Antonino Cannavacciuolo

Fonte: tacco12incucina.blogspot.it

Ci siamo innamorati di questo panino a prima vista, è stato presentato da Antonino Cannavacciuolo in una delle puntate di cucine da incubo...ed eccolo adesso realizzato da me per il compleanno di mio figlio...non lo lascerò più! Per 8 panini servirà... 24 fette di pane da tramezzino con fetta grande...spennellare di burro e private della crosta esterna...infornate sotto il gril per dorarle... pomodori tagliati a fette ...uovo cotto all'occhio di bue...insalata lattuga con dentro petto di tacchino grigliato e tagliato a listarelle e condita con solo maionese...bakon arrostito in padella...

Fonte: cucinachetipassa.blogspot.it

Quante volte sfogliando una rivista di alta cucina o gironzolando nel web ci siamo imbattuti in piatti golosi creati da noti chef e ci è venuta voglia di riassaporarli a casa, a me è capitato spesso. Ma la mancanza della ricetta e soprattutto degli ingredienti utilizzati rende difficile l'impresa. Proprio lo stesso pensiero che ha spinto un gruppo di amici a dare vita ad un progetto ambizioso, quello di rendere disponibile, a casa propria, uno chef virtuale, una ricetta stellata, con gli ingredienti esclusivi, scelti con cura, è nata così L’ Architettura del Gusto . Sono nate così ricette di facile esecuzione e di sicuro successo, che gli Chef si sono prestati a video registrare, per rendere ancora più semplice la loro reinterpretazione. Antipasti, primi piatti, secondi e dessert firmati da proporre agli amici per sentirsi un po' chef, come questi tagliolini davvero golosi I tagliolini all'uovo con zuppetta di pomodorini alla maggiorana, carciofi o violetto di Brindisi e quenelle di ricotta di pecora è il primo piatto pensato da Fabrizio Tesse , milanese di origine, si diploma alla scuola alberghiera di Arona e qui inizia la sua carriera presso la “Taverna del Pittore”, che ai tempi vantava una stella Michelin. In questi anni impara la disciplina di brigata, l’organizzazion e le regole fondamentali del lavoro di gruppo. E’ però il “Caffè Groppi” di Trecate che segna una svolta importante nella sua carriera, infatti, dopo una breve esperienza come chef all’Hotel “La Bussola”, decide di ritornarvi. Le sinergie tra lo chef e lo storico staff regalano al locale la prima stella Michelin. Dopo un’esperienza formativa ed illuminante in Spagna, tornato in Italia, si trasferisce in Liguria, prima ad Arma di Taggia al ristorante “La Conchiglia” e successivamente ai “Balzi Rossi” di Ventimiglia. L’arrivo al “Villa Crespi” di Orta San Giulio segna il suo ritorno in Piemonte dove la sua fantasia può prendere forma, grazie anche all’appoggio dello chef Antonino Cannavacciuolo, fregiato di due stelle Michelin, che lo definisce “un purosangue nato" attualmente è lo chef della Locanda d'Orta con una stella Michelin. Nella confezione per la ricetta dello chef Fabrizio Tesse della “ Locanda d'Orta ”, Orta San Giulio (NO) ci sono: Tagliolini all’uovo 250 g.
Pomodorini 370 g.
Carciofini di Brindisi 310 g.
 Ingredienti aggiuntivi da reperire: 120 g di ricotta di pecora
aglio
maggiorana
aneto e fiori edibili per guarnizione
sale e pepe q.b. La video-ricetta http://www.architetturadelgusto.com/index.php/it/videoricette/10-videoricette/15-locanda-di-orta-videoricetta
 Procedimento (X 4 pers.) Scolare i pomodorini e saltarli in una padella antiaderente precedentemente riscaldata. Successivamente, con l’ausilio di un frullatore a campana, frullare i pomodori aggiungendo maggiorana fresca e olio extra vergine di oliva, ottenendo un’emulsione. Passare la salsa in un passino a maglie fini. Scolare i carciofi dall’olio, utilizzare quest’ultimo come base per la preparazione dei tagliolini. Riscaldare l’olio con due spicchi d’aglio privati dell’anima: una volta dorato aggiungere i carciofi tagliati a julienne. Portare ad ebollizione una pentola di acqua precedentemente salata ed immergervi i tagliolini. Dopo pochi minuti di cottura scolarli ed unirli ai carciofi facendoli saltare in padella per qualche minuto, regolando di sale e pepe. Impiattare in una fondina mettendo la salsa, ottenuta con i pomodorini grigliati e maggiorana, leggermente intiepidita ed adagiarvi i nidi di tagliolini ed i carciofi. Per la finitura: con l’ausilio di due cucchiai da minestra formare delle quenelles di ricotta ed adagiarne una sui tagliolini. Guarnire con qualche cimetta di aneto fresca, fiori edibili e portare in tavola. Nella confezione è presente anche il vino in abbinamento consigliato dallo chef Langhe Arneis Doc, Azienda Agricola del Cavaliere, da servire ad una temperatura di 8/10º C gradi. Insomma un kit completo per vivere un'emozione prima ai fornelli poi a tavola. I fratelli Cerea, Davide Palluda, Enrico Bartolini, Paola Naggi, Fabio Barbaglini e molti altri nomi noti ogniuno con il proprio piatto da portare sulla tua tavola, io sto già pensando alla mia prossima cena tra amici. Qui trovi tutte le informazioni per ricevere le confezioni comodamente a casa www.architetturadelgusto.com

Fonte: lalunasulcucchiaio.blogspot.it

Lenticchie e salsiccia . Come dire il cacio sui maccheroni. E non solo perché insieme stanno proprio bene, come la sottoscritta davanti ad una Sacher, ma per via di quella leggera brezza che ci schiaffeggia appena mettiamo il naso fuori di casa. Condizioni atmosferiche esagerate? Ma no, solo che nella piazza del paese ormai prendono l'aperitivo le lepri artiche e stamattina un bue muschiato mi ha fatto ciao con la zampa. Quisquilie, direbbe Totò. Quisquilie che risolvo con un piatto robusto e caldo, come le lenticchie e salsicce della mia amica Roberta. Partiamo da un grande preambolo. Il fatto che io abbia un blog non vuol dire che io sia Cannavacciuolo senza barba e panza (oddio per la panza...)

Fonte: lemporio21.blogspot.it

La crostata alla frutta è un dolce sempre piacevole da mangiare, oltre ad essere anche bello ed invitante. In questo caso ho fatto una pasta frolla all'olio. Per la crema ho utilizzato la ricetta di Cannavacciuolo. Per decorare la torta, si può usare qualunque tipo di frutta, ma se si utilizzano mele, pere e banane, occorre prima passarle nel succo di limone per non farle annerire. Ingredienti per la pasta frolla : g. 200 di farina 00 g. 100 di zucchero g. 100 di burro o olio 1 uovo buccia di un limone grattugiata Impastare tutti gli ingredienti con l'ausilio di un robot da cucina, avvolgere l'impasto in pellicola e farlo raffreddare in frigo per almeno 30 minuti. Stendere la pasta con il mattarello su di un foglio di carta forno e posizionarlo su di una teglia per crostata. Posizionare sopra un altro foglio di carta forno e riempirla di fagioli secchi per evitare che in cottura perda la forma. Cuocere per circa 20 minuti, togliere la carta forno con i fagioli e continuare la cottura per altri 10 minuti. Sfornare e fare raffreddare. Per la crema pasticcera 250 ml di latte intero 2 tuorli 80 g di zucchero semolato 15 g di fatina 00 10 g di maizena 1/2 baccello di vaniglia Portate il latte a leggera ebollizione con mezzo baccello di vaniglia inciso per il lungo; lavorate a parte lo zucchero e i tuorli con la frusta ed aggiungete la farina 00 setacciata e la maizena; versatevi il latte caldo a filo, amalgamate bene e rimettete sul fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno; fate bollire per un minuto. Togliete il baccello di vaniglia e versarla ancora calda nella base di pasta frolla. Lasciare raffreddare completamente prima di decorare con la frutta. Per la gelatina che ricopre la frutta 1 bustina di tortagel chiaro Seguire le indicazioni sulla confezione Versala sulla frutta e spennellare anche il bordo dalla crostata. Un grandioso saluto a tutti

Fonte: picetto.blogspot.it

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