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Ingredienti 1 sp Aglio 1 fo Alloro ( Lauro ) 200 g Burro 400 g Fegatini Di Pollo 10 g Gelatina In Fogli qb Pepe qb Sale 2 n Scalogno 2 dl Succo Di Melagrana 2 rm Timo 1 dl Vino Bianco Preparazione 400 g di fegatini di pollo puliti 2 scalogni uno spicchio d'aglio un dl di vino bianco una foglia di alloro 2 rametti di timo 2 dl di succo di melagrana -10 g di gelatina in fogli 200 g di burro sale, pepe 1) Rivestite uno stampo da plum cake da litro con la pellicola per alimenti. Ammorbidite la gelatina in acqua fredda, portate a ebollizione il succo di melagrana, unite la gelatina strizzata e fatela sciogliere su fiamma bassissima. Lasciate intiepidire, versate nello stampo preparato e passate in frigo finche la gelatina si rapprende. Schiacciate l'aglio e sbucciate e tritate gli scalogni. Sciogliete 50 g di burro in una padella antiaderente, unite l'alloro, il timo, gli scalogni e l'aglio preparati e soffriggete per 2-3 minuti. 2) Aggiungete i fegatini di pollo, salate, pepate, bagnate con il vino e fatelo evaporare. Proseguite la cottura per 5 minuti, poi spegnete, eliminate l'aglio, l'alloro e il timo e trasferite il composto nel mixer. Frullate fino a ottenere una crema omogenea, trasferitela in una ciotola, unite il burro rimasto lavorato a pomata e regolate di sale. 3) Riempite lo stampo con il pate, livellate la superficie e passatelo in frigorifero per almeno 8 ore. Sformatelo, eliminate la pellicola e decorate a piacere con chicchi di melagrana e foglie di insalata belga. © Riproduzione riservata

Fonte: donnamoderna.com

Ingredienti 100 g Burro 4 cu Panna Fresca 80 g Parmigiano 400 g Pasta All'uovo qb Pepe Preparazione Fai sciogliere a bagnomaria in un pentolino 100 g di burro. Sbatti leggermente in una grande ciotola 3-4 cucchiai di panna fresca con 80 g di parmigiano reggiano grattugiato al momento. Lessa 400 g di fettuccine, tagliatelle o pappardelle all'uovo fresche in abbondante acqua bollente salata. Tieni da parte 2-3 cucchiai di acqua di cottura della pasta, scolala e trasferiscila nella ciotola con la crema preparata. Unisci poca acqua di cottura della pasta, il burro fuso e mescola. Distribuisci le fettuccine nei piatti, spolverizza con pepe appena macinato, unisci, a piacere,un cucchiaino di burro in pomata e servi subito. © Riproduzione riservata

Fonte: donnamoderna.com

Ingredienti 1/2 litro latte intero 4 uova 200 gr di farina 00 40 gr di burro morbido a pomata 1 pizzico di sale Preparazione Bimby Mettere tutti gli ingredienti nel boccale e azionare per 30 secondi a velocità 4. Lasciare riposare per 30 minuti. Se l'impasto fosse troppo denso aggiungere un goccio di latte. Preparazione tradizionale In una ciotola versare il latte, salare e aggiungere il burro. Iniziare a mescolare, unire le uova intere ed infine la farina setacciata poco per volta. Mescolare ancora fino ad ottenere un composto fluido e senza grumi. Lasciare riposare per almeno 1/2 ora. Sciogliere in una padella una noce di burro e appena completamente fuso aggiungere un mestolo di impasto. Far roteare la padella in modo da stendere l'impasto su tutto il fondo. Lasciare cuocere per 1-2 minuti e appena solidificato in superficie, aiutandosi con una paletta girare la crepes e lasciare cuocere ancora 1-2 minuti, fino a doratura.

Fonte: annaincasa.blogspot.it

In questi giorni mi sono posta la domanda di cosa sia l' Mtchallenge . Un gioco che accomuna blogger e non solo di tutta la penisola, un incontro ed un raffronto mensile con altre persone, uno stimolo mensile ad inventare piatti ed associazioni di sapori più o meno azzardate, una condivisione di ricette che possono essere provate da tutti, ma da cui un giorno, come è già capitato per il paté, potrebbero nascere altri libri. Eppure tra tante ipotesi sono giunta alla concusone che l' Mtchallenge è un "gioco" che aiuta a crescere, non solo in cucina, ma anche culturalmente. E' una sfida, come tante che si incontrano nella vita, ma è una sfida costruttiva, come purtroppo non sono tutte, che ti permette di metterti alla prova e, non solo di cercare di elaborare qualcosa di originale, ma anche di imparare tecniche e ricette con cui mai avresti creduto di raffrontarti. Ma mai come questo mese tutto ciò mi sembra corretto, dato che la sfida lanciata da Fabiana è ciò che terrorizza anche i cuochi provetti, una preparazione che, a dire la verità, se avessi potuto, avrei probablmente rifuggito all'infinto, rinviando in data da stabilire il giorno del primo tentativo che mai sarebbe arrivato. La sfida del mese ha come tema il soufflé. In realtà ho scoperto che è come imparare a nuotare, non ti decidi mai, finché qualcuno non ti getta in acqua e così decidi di provare e scopri di saper nuotare. Quindi non mi resta che rigraziare Fabiana e l' Mtchallenge per la sfida di questo mese ed andarvi a spiegare la mia ricetta. (cliccare per ingrandire) L'idea iniziale ci è venuta dopo aver provato una crema ai carciofi e zafferano che era superlativa ed abbiamo deciso di preparare un soufflé ai carciofi con una salsa allo zafferano di accompagnamento. Ma dato che da cosa nasce cosa, la salsa è diventata una supreme allo zafferano con base un fumetto di gamberi, il soufflé si è arricchito con un sapore agrumato dato dal succo di arancia aggiunto in cottura ai carciofi e da zeste tagliate a julienne per decorazione ed il tutto, per chiudere il cerchio, è stato affiancato dai gamberi marinati nel succco d'arancia e saltati brevemente in padella prima di essere serviti. La parte divertene è stato un regalo di Madre Natura che, conoscendo la mia mancanza di abilità nell'incidere le verdure e nell'utilizzarle come decorazioni mi ha donato un fiore naturale ottenuto semplicemente tagliando la punta dei carciofi e che, con un giudice come Fabiana , non ho potuto resistere alla vogla di mostrarvi. Ma ora passiamo alla ricetta: Soufflé di carciofi agrumati con salsa supreme allo zafferano e gamberi all'arancia Ingredienti Per il soufflé: 4 carciofi 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva 50 ml di vino bianco il succo e le zeste di mezza arancia 300 ml di panna fresca 3 cucchiai da minestra di maizena 30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi 6 uova medie sale, pepe emmental a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi, circa 3 cucchiai Per la salsa supreme allo zafferano 250 ml di vellutata di gamberi 300 ml di panna 3 g di pistilli di zafferano 30 di burro sale e pepe Per la velutata di gamberi: 250 ml di fumetto di pesce otteuto con i carapaci di 10 gamberi 1 carota 1/2 cipolla 1 gambo di sedano 10 g di burro 10 g di farina sale e pepe Per i gamberi: 10 gamberi il succo di mezza arancia Come prima cosa, sgusciare i gamberi e metterli a marinare nel succo d'arancia. Con i carapaci dei gamberi preparare il fumetto, mettendoli in un tegame con acqua fredda, la carota, 1/2 gambo di sedano e 1/2 cipolla tagliate a cubetti. Portare ad ebollizione e lasciare sobbollire per circa mezz'ora. Filtrare cercando di schiacciare le verdure. Mettere il burro in un tegame dal fondo spesso e farlo sciogliere a fuoco basso, aggiungervi la farina setacciata e mescolare per 3 minuti con la frusta. Unirvi quindi il fumetto di gamberi poco alla volta, e cuocere per 30 minuti mescolando di tanto in tanto. Salare e pepare. Filtrare la vellutata in una casseruola, non appena bolle aggiungervi la panna e lasciare cuocere per 5 minuti. Sfregare i pistilli nel palmo della mano ed unirli alla salsa. Lasciare sobbollire altri 5 minuti e filtrare la salsa. Unirvi il burro, salare e pepare. Pulire i carciofi, tagliarli a cubetti e farli saltare brevemente in un tegame in cui avremo riscaldato l'olio. Una volta rosolati, sfumare con il vino bianco. Quando tutto il vino sarà evaporato, aggiungere il succo d'arancia e le zeste di arancia tagliate a julienne e portare a cottura tenendo copreto. Gli ultimi 5 minuti scoprire per fare asciugare bene i carciofi. Salare. Frullarli con il frullino ad immersione. Preparare il soufflé (riporto la ricetta di Fabiana) Innanzi tutto scaldare il forno a 200°. Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale! Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita. Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!! Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco. Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre. Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa. Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare. Rompere le uova tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani. Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo. Unire la purea di carciofi alla massa e mescolare. Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e mescolare bene. L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi. Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato:(( Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni:)))) Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano( faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura. Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant;)))) La massa deve risultare ben omogenea. Versare negli stampi arrivando solo ai 2/3 della loro altezza. Lisciare delicatamente la superficie con la spatola. Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli. In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie. L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido e soffice come una nuvola. Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare. A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna. Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio....tempo di accorgersene e sarà già passata;)) Quando mancheranno 5 minuti al termine della cottura riscaldare due cucchiai d'olio in una padella e saltarvi brevemete i gamberi (occorreranno circa 2-3 minuti). Servire il soufflé (moooolto velocemente) accompagnato dai gamberi all'aranci e dalla salsa supreme allo zafferano. Note mie: abbiamo lasciato i soufflè in forno per un paio di minuti dopo il termine della cottura, ma purtroppo quei minuti ci sono stati fatali...incredibilmente, la seconda infornata con l'impasto dei souflè rimasto in un angolo mentre si cuocevano i primi, ha dato dei risultati migliori...magari il prossimo soufflè che faremo sarà alto 5 piani di morbidezza. Note di Fabio: record assoluto per fare le foto, meno di 4 minuti netti. Anna Luisa e Fabio

Fonte: assaggidiviaggio.blogspot.it

Quello che mi piace delle sfide dell'MTC è che mi costringono a non essere pigra in cucina, lo scorso mese con il quinto quarto ho utilizzato ingredienti che non mangiavo da tantissimi anni, questo mese ho preparato un dolce di cui ho sempre sentito parlare ma che non ho mai avuto l'occasione di assaggiare, quindi se non ci fosse stata la sfida penso che non mi sarebbe mai venuto in mente di preparare il Babà. Ho preferito realizzare una versione analcolica, in modo che la potessero mangiare anche i miei bambini e ho deciso di aromatizzare la bagna con delle foglie fresche di melissa, di cui abbonda il mio giardino. Anche i limoni e le ciliegie sono quelli delle piante che crescono appena fuori la porta di casa. Ho seguito alla lettera le dettagliate spiegazioni di Antonietta del blog La Trappola Golosa , vincitrice della sfida dello scorso mese, l'unica variante è stato il tipo e la quantità di lievito di birra, ho impiegato quello secco e l'ho leggermente diminuito in quanto prevedevo di lasciare nel frigorifero il lievitino per una notte...purtroppo in questo periodo tra impegni vari non sono riuscita a trovare un'intera giornata in cui poter stare a casa e prepararmi in pace il mio babà, così ho deciso di iniziare a preparare il lievitino la sera prima in modo da terminare nel primo pomeriggio del giorno dopo. Un'altra piccola variante è stata la quantità di latte, ne ho usato un po' di meno perché altrimenti l'impasto sarebbe diventava troppo liquido, penso che ciò sia dovuto al fatto che ho utilizzato del burro fatto da me con della panna fresca (mi serviva il latticello per una torta così ho deciso di prendere due piccioni con una fava), pur avendolo strizzato molto bene, probabilmente era più acquoso di quello che si acquista. Ingredienti per il babà 300 g di farina bio tipo 0 Manitoba 3 uova cat a grandi 100 g di burro 100 g di latte (ne ho usato un po' di meno) 25 g di zucchero 10 g di lievito di birra (ho usato 2 g di lievito di birra secco) ½ cucchiaino di sale fino per la bagna 1 lt di acqua 400 g di zucchero 1 limone 10 foglie di melissa appena colte per la lucidatura 5 cucchiai di confettura di ciliegie acqua qb. per la crema chantilly 250 ml di panna freschissima 40 g di zucchero a velo 1 bacca di vaniglia per la decorazione ciliegie fresche qb foglie di melissa qb Preparazione del babà Per la realizzazione della chantilly, la sera prima ho versato, in una ciotola dai bordi alti, la panna fresca e ho aggiunto i semini della bacca di vaniglia, tagliandola per la lunghezza con un coltellino affilato e raschiandoli con un cucchiaino e riposto in frigorifero. Il lievitino La sera prima in una piccola ciotola ho preparato il lievitino sciogliendo il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Il primo impasto Ho coperto la ciotola con un panno inumidito e lasciato lievitare tutta la notte in frigorifero. La mattina il lievitino era raddoppiato, l'ho lasciato riposare a temperatura ambiente per una mezzora e l'ho versato in una ciotola capiente all'interno della fontana fatta con i restanti 230 g di farina e aggiunto le uova. Ho impastato seguendo pari passo le indicazioni di Antonietta "schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle", già dopo il secondo cucchiaio di latte ho visto che l'impasto tendeva ad essere troppo molle (penso per via del burro fatto in casa) quindi non ne ho più aggiunto, ho continuato ad impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti, ho coperto e fatto lievitare sino al raddoppio. Il secondo impasto A questo punto ho lavorato il burro a pomata, unendo i restanti 20 g di zucchero e il mezzo cucchiaino di sale. Al primo impasto ho aggiunto il composto di burro e zucchero un po' alla volta, facendo assorbire bene prima di aggiungere la cucchiaiata successiva. Ho lavorato per 5 minuti l'impasto e l'ho rovesciato sulla spianatoia lavorandolo energicamente, piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti sino a quando ha iniziato a "staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto". A questo punto ho imburrato uno stampo col foro centrale e vi ho sistemato l'impasto suddiviso in 6 palline seguendo il procedimento indicato "staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline" Dopo aver disposte le palline tutte attorno allo stampo ho sigillato con l’indice gli spazi tra una e l’altra, ho coperto con un telo umido e lasciato lievitare in forno spento con luce accesa fino a triplicare di volume. Una volta pronto l'impasto l'ho tolto dal forno, lasciandolo coperto, ho portato a 220° la temperatura e infornato il babà, abbassando 200°. Dopo 10 minuti il babà ha iniziato a prendere colore, l'ho coperto con un foglio di alluminio e continuato la cottura per altri 15 minuti. A cottura ultimata ho lasciato intiepidire per 15 minuti e capovolto il babà su di un piatto dai bordi alti 5 cm. La bagna Mentre il babà cuoceva nel forno ho fatto la bagna versando l’acqua in una pentola, aggiungendo lo zucchero e la scorza del limone, facendo molta attenzione che non vi fosse attaccata la parte biancha che è amara ed ho fatto sobbollire per una decina di minuti. Ho spento, versato le foglie fresche di melissa e lasciato in infusione per 3/4 minuti, ho filtrato il tutto e lasciato intiepidire. Con un mestolino ho versato la bagna sul babà tiepido e ogni 15 minuti circa ho raccolto lo sciroppo sul fondo del piatto e irrorato nuovamente il babà, questo finché non si è ben inzuppato. Facendo attenzione, perché il babà una volta inzuppato si rompe facilmente, l'ho trasferito su un piatto da portata. La "gelatina" di ciliegie Nel frattempo ho fatto sciogliere della confettura di ciliegie in un pentolino, aggiungendo poca acqua, a fuoco basso, mescolando continuamente, ho spento, filtrato il tutto con un colino a maglie strette e spennellato la superficie del babà in modo da lucidarlo. La crema chantilly A questo punto ho preparato la crema chantilly: ho tolto dal frigorifero la panna con la vaniglia e l'ho filtrata con un telo, l'ho montatela con uno sbattitore, aggiungendo man mano lo zucchero a velo. Per la decorazione del babà, ho versato all'interno del foro le ciliegie con qualche fogliolina di melissa appena colta servendo con la crema chantilly. Con questa ricetta partecipo alla sfida di Maggio dell 'MTC proposta da Antonietta del blog La Trappola Golosa

Fonte: lemiericetteconesenza.blogspot.it

Eccomi!!!Mi devo scusare per l'assenza.....è da un bel pò di giorni che non mi faccio vedere....ma sapete mi sono dovuta mettere in punizione...."niente dolci prima di finire il capitolo della tesi"....si esatto....proprio come con i bambini!!!Il brutto è che all'aumentare dello studio è aumentata anche la voglia di fare-mangiare dolci quindi ho avuto una vera e proprio crisi di astinenza ahahah!Comunque ora il capitolo è stato inviato e ho iniziato a cercare il materiale per il successivo, nel frattempo qualche dolcetto ci sta!Poi fra poco inizierò le prove per i biscotti di Natale.....quindi,preparatevi anche voi a mille tipi di biscotti nei prossimi giorni! Intanto,ispirata da diversi Contest culinari oggi vi propongo una panna cotta (quanto è buona fatta in casa!!!) un pò europea,un pò esotica! Infatti questa semplice panna cotta alla vaniglia poggia su un disco di pasta sablèe alle mandorle (pasta tipica francese) ed è accompagnata da una salsa al Mango!Insomma, una veste un pò diversa dal solito e anche raffinata....non trovate??? Dosi per circa 8 porzioni Per la PANNA COTTA 500 ml di panna fresca 150 ml di latte 125 gr di zucchero 8 gr di colla di pesce i semini di 1/2 baccello di vaniglia Prima di tutto mettete a mollo la colla di pesce in acqua fredda. Mettete in un pentolino la panna e il latte con i semini della vaniglia, aggiungete anche lo zucchero e fate cuocere a fuoco basso per circa 10 min. (non deve bollire). Appena la panna arriva a bollore toglietela dal fuoco, strizzate la colla di pesce e immergetela nella panna e mescolate bene. Versate la panna cotta negli stampini fate intiepidire e mettete in frigo (almeno per 6 ore, io l'ho tenuta tutta la notte!). Per la PASTA SABLEE alle mandorle (ricetta presa dal Blog "B per biscotto") 120 g burro a pomata un pizzico di sale fino 50 g zucchero a velo 50 g tpt (Tanto per tanto: metà farina di mandorle, metà zucchero a velo e quindi 25g di mandorle e 25g di zucchero a velo tritati insieme finemente) 1 uovo 200g farina (preparatene però altra nel caso in cui l'impasto sia troppo morbido e altra ancora per spolverizzare il piano da lavoro) Mescolate il burro, che deve essere a temperatura ambiente e molto morbido, con una spatola o un cucchiaio di legno e lavoratelo fino a renderlo cremoso. Aggiungete il sale fino, lo zucchero a velo, il tpt finché il composto non è omogeneo infine unite l'uovo e la farina setacciata un pò per volta, senza lavorare e scaldare troppo l'impasto. Trasferite l'impasto su un piano infarinato e lavorate l'impasto fino a renderlo omogeneo e ad ottenere una palla compatta. Appiattite leggermente la palla di impasto con le mani, ricopritela con pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per almeno due ore. Riprendete la pasta e stendetela a uno spessore di circa mezzo cm, ritagliate dei cerchi leggermente più grandi della grandezza dello stampino della panna cotta e metteteli su una teglia ricoperta di carta forno. Infornate a 180 ° per circa 13-15 min. Per la SALSA AL MANGO 1 mango 3 cucchiai di zucchero Frullate la polpa del mango con lo zucchero.....niente di più semplice! Per il montaggio del dolce, sformate la panna cotta e adagiatela su un disco di pasta sablèe, con un cucchiaino mettete un pò di salsa al mango sulla panna cotta e decorate con qualche fettina di mandorla. Con questa ricetta partecipo al Contest di Simo's Cooking "I dolci al cucchiaio " nella categoria monoporzione; al Contest di Vaty "Contaminazioni" e al Contest sulla "panna cotta"di Cucinando e assaggiando . Ringrazio le blogger per aver organizzato questi bellissimi Contest!!!

Fonte: diariodiunaspirantepasticcera.blogspot.it

La moda dell' aperi-cena , è diventata, in realtà, una bella scusa per un pasto a base di pietanze diverse e stuzzicanti accompagnate da un buon bicchiere di bollicine! Detta così, sembra una cosa veloce... Più facile a dirsi che a farsi! Sì perchè, se ben fatto, un aperitivo così può essere molto più impegnativo rispetto ad una classica cena, poiché si compone di un numero di preparazioni più elevato. Gli appassionati del genere quindi, siano essi i realizzatori o gli utenti finali(!), non si fanno scappare questa occasione per sperimentare piatti nuovi e sfiziosi, magari in singole mono porzioni, fino a trasformare l'occasione in un banchetto pantagruelico! L'ultima volta che uno dei miei più cari amici è stato ospite gradito per un aperi-cena "veloce", in occasione della finale di un noto TALENT SHOW al quale c'eravamo tutti appassionati, guardando la tavola imbandita ha esclamato: "Ecco, questo è il concetto di "aperi-cena frugale" di Anto!!!" Fatto è che ricevere mi piace tanto, almeno quanto cucinare e più si è e meglio è! L'Apericena, che di solito si fa in piedi, consente d'invitare molte più persone rispetto ai posti a sedere disponibili in un piccolo appartamento e di condivedere quindi un festeggiamento, un augurio, una novità con un numero di persone che proprio non pensavo il mio salotto potesse ospitare! Essendo però i destinatari (o cavie che dir si voglia!!!), più o meno gli stessi, ho l'esigenza di variare e quindi, a meno di espresse richieste di BIS, sono sempre alla ricerca di novità nuovi sapori, nuovi profumi, nuovi esperimenti, nuove magie... Magia sì, perchè è proprio quello che accade con questo piatto semplice di sicuro effetto, dai sapori orientali e rotondi. Perchè ciò che fa gonfiare in forno queste PIDE è magia. L'esplosione di sapori in bocca quando si accompagnano, ancora calde e fumanti, all'hummus di ceci è magia. E il viaggio della mente che mi riporta ad Istanbul è un vero e proprio incantesimo! Quando saranno fredde poi, saranno fantastiche farcite con il più classico abbinamento di sapori: prosciutto cotto, fontina, carciofini e maionese!!! HUMMUS DI CECI 500g di ceci cotti 125ml di tahina (pasta di sesamo) 120 ml di olio evo aglio fresco schiacciato (1/2 spicchio, ma poi va a gusti) 1 cucchiaino di pimento succo di limone o lime paprika dolce sale Mettete nel frullatore o nel mixer tutti gli ingredienti, a parte la paprika, e frullate, facendo colare l'olio a filo fino a raggiungere la consistenza desiderata. Deve essere una crema morbida soffice, ma densa, a pomata. Disponete l'hummus così ottenuto in una ciotola o in un piatto di portata un po' concavo. Rigate la superficie con una forchetta in modo da formare dei motivi decorativi a piacere. Cospargete di paprika, decorate con coriandolo e irrorate con olio EVO. PIDE (10 o 12 pezzi) 500g di farina bianca comune 500g di farina forte bianca da pane 10g di cacao in polvere 20g di sale fino 325ml di acqua calda 325ml di yogurt naturale riscaldato 2 cucchiai di olio di oliva extravergine 1 cucchiaio di olio per ungere Amalgamate la farina, il lievito, il sale, l'acqua e lo yogurt, quindi incorporate l'olio e procedete ad impastare per circa 10 minuti, a mano o in impastatrice, fino ad ottenere un impasto liscio e privo di grumi. Date all’impasto una forma tondeggiante e trasferitelo in una ciotola e lasciatelo a fermentare, coperto con un sacchetto di plastica, finché non sarà raddoppiato di volume. Sgonfiatelo e dividetelo in pezzi delle dimensioni di piccoli limoni. Date a ciascuno una forma rotonda poi, usando farina in abbondanza, stendeteli con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di 3-4 millimetri e lasciate riposare altri 5’. Nel frattempo, scaldate a fuoco vivace una larga padella per fritti, con il fondo pesante (o un testo romagnolo per piadina) e regolate il grill del forno al massimo. Sulla padella bollente disponete il primo pane: nel giro di un minuto, o anche meno, dovrebbe gonfiarsi; a quel punto fatelo scivolare in una teglia e ponetelo sotto il grill bollente, a 15cm di distanza dalla fonte di calore di calore e ammirate la vostra creazione crescere!

Fonte: incantesimoculinario.blogspot.it

Questa bellissime ricetta ho avuto il piacere di vederla eseguita direttamente da Luca Montersino, in uno dei corsi che ha tenuto presso La Corte del Conte a Cerlongo di Goito. Eravamo entrambe iscritte, sia io che mia figlia, ed é stata una bellissima esperienza sia per le ricette proposte sia per l'affabilità del maestro, che per la sua bravura. L'ambiente della Corte del Conte inoltre é da qualche anno una location fantastica per questi corsi e l'atmosfera famigliare che si respira é davvero unica . Ogni volta ti sembra di tornare a casa di amici...Laura e Anna , due sorelle, ti accolgono in modo affabile e cortese e ti mettono subito a tuo agio. É davvero un piacere poterci ritornare ...e non vedo l'ora che arrivi domenica 9 marzo per seguire nuovamente Luca e le sue precise spiegazioni. Piccoli hamburger di pollo (tratti dal libro "Piccola pasticceria salata" di Luca Montersino) Ingredienti per 60 porzioni: Per i panini al latte: 375 g farina 360W 185 g latte intero 50 g uova intere 100 g burro 30 g latte intero in polvere 18 g lievito di birra 15 g zucchero semolato 7 g sale 5 g malto d'orzo 25 g semi di sesamo 25 g semi di papavero Per gli hamburger: 400 g petto di pollo 30 g senape granulare 50 g burro 5 g succo di limone 5 g prezzemolo 200 g uova intere q.b. sale e pepe Per la finitura: 50 g pomodori pachino 30 g insalatina fresca 50 g maionese 40 g senape di Dijon Procedimento Per i panini al latte: Impastare la farina con il gancio insieme al latte, le uova intere, il latte in polvere, il lievito di birra, lo zucchero semolato ed il malto fino a rendere la pasta liscia e ben incordata. Aggiungere il burro in pomata e farlo incorporare completamente prima di aggiungere il sale. Lasciar puntare l'impasto per 10 minuti sul tavolo quindi coprirlo con un nylon e metterlo a raffreddare in frigorifero per almeno 3 ore. Stendere l'impasto allo spessore di 1,5 cm e coppare dei cerchietti di 3 cm di diametro. Mettere sulle teglie rivestite di carta da forno e fate lievitare a 30° C con il 75% di umidità. Lucidare con l'uovo, spolverizzare di semi di sesamo e papavero e poi infornare a 250°C con valvola chiusa. Per gli hamburger: Tritare la carne di pollo, aggiungere il resto degli ingredienti ed amalgamare bene senza utilizzare strumenti elettrici in modo che le uova non leghino eccessivamente con la carne ed il composto resti spatolabile; mettere il composto negli stampi in silicone a savarin, salate in superficie e fate cuocere in forno a 240° C. Farcite i paninetti con gli hamburger, decorare con l'insalatina i pomodori ciliegia, la maionese e la senape di Dijon. Fermate il tutto con stecchini di legno. Procedimento con il Bimby: Per i panini al latte: Inserire nel boccale tutti gli ingredienti tranne il burro, il sale e una piccola parte di latte. Impastare a spiga per un paio di minuti , appena l'impasto inizia a compattarsi aggiungere, dal foro del coperchio, il restante latte , il burro a fiocchi ( poco per volta!) e il sale. Puoi procedere come da ricetta. Per gli Hamburger: Tritare la carne a vel 6 , aggiungere tutti gli altri ingredienti e procedere a spiga per pochi sec (10/20 ) verificare che il composto sia uniforme , altrimenti proseguire per qualche sec ancora. Non esagerare perché come scritto sotto l'albume non deve legare troppo. Coppare i panini di una dimensione inferiore a quella dello stampo della carne Una volta raffreddati chiuderli in un sacchetto da congelatore e conservarli in freezer fino al giorno dell'utilizzo Per questa preparazione ho utilizzato Stampi per mini savarin da 3 cm, LINEA CLASSIC SILIKOMART Alcune mie note per approfondire un po' : La farina utilizzata non deve essere troppo forte , la Manitoba del supermercato solitamente va bene. Il latte in polvere serve per rinforzare, ma se non lo avete disponibile potete ometterlo, nel qual caso usate 15 g in più di farina. Lo zucchero, il malto ( o il miele!) servono come nutrimento per il lievito e per dare colorazione all'impasto. In questo caso c'é anche l'uovo che aiuta a colorare l'impasto. Incordare bene l'impasto e aggiungere il burro morbido a fiocchi poco alla volta, facendo attenzione a non far stracciare o rompere la maglia glutinica. Per ultimo inserire il sale in questo caso non per dare sapidità ma per la lievitazione, infatti il sale è un regolatore che evita che il prodotto parta con la lievitazione troppo velocemente In genere gli impasti senza sale necessitano di pochissimo lievito L'impasto deve risultare morbido, pirlare (arrotondare l'impasto appoggiato su un piano e tenendolo tra le mani) e mettere in un contenitore coperto. Raffreddare in frigorifero per rilassare la pasta e non far partire la lievitazione. (NB: io ho usato il lievito madre per cui a questo punto ho lasciato in frigorifero fino al giorno dopo. Potete farlo anche voi ma nel qual caso non utilizzate più di 5 g di lievito di birra.) Anche il burro aiuterà l'impasto ad indurire in modo che poi potrà essere steso a matterello e coppato per fare i panini tutti uguali. Dopo qualche ora, stendere la pasta con il mattarello , all' altezza di un paio di cm. Coppare in una misura più piccola dell'hamburger : 2,5 cm se carne è di 3 cm. Disporre su carta forno e mettere a lievitare. Coprire con pellicola per non far seccare il prodotto oppure, come ho fatto io, mettere in forno con un bicchiere di acqua bollente che manterrà nell'ambiente l'umidità necessaria. I ritagli compattati vanno messi in frigorifero a ricompattare, poi ripetere l' operazione. Quando saranno ben lievitati pennellare, con tuorlo e panna, e cospargere con semi di sesamo e papavero. Il forno dovrà essere altissimo in modo che cuciano fuori, ma all'interno restino morbidi e non si secchino troppo . Vanno Infornato nella parte centrale. Il pollo va macinato , possibilmente nel tritacarne diversamente lo macinate nel Bimby, come ho fatto io. Travasare in una boule, aggiungere le uova intere, il succo di limone, la senape, prezzemolo tritato , sale , pepe e il burro fuso ( perché essendo pollo rimarrebbe troppo asciutto nel caso si usasse il maiale, il burro non servirebbe). Lavorare con le mani per evitare che l'albume dia troppo consistenza all'impasto . In modo che non si formi la farcitura, e il legame tra uovo e pollo, rimanga sgranato e sia così più semplice da dosare con sac à poche negli stampi. Quelli ideali sono gli stampi per i mini savarin che avranno poi il foro per inserire la maionese o la ketchup, ma si possono usare anche quelli bassi da tartelletta ( tondi e piatti). NB: io ho dosato con un due cucchiaini l'impasto ma ovviamente non sono venuti tutti precisi. Battere sul tavolo per livellare. Salare nuovamente in superficie e pepare. La cottura va fatta in un forno molto alto ( anche 250 eventualmente grill) per ottenere l'effetto scottatura simile a quello della piastra. Pochi minuti. Dopo di che non resta che comporre il tutto. Qual'è la meraviglia di questi mini hamburger ? É che si possono congelare ! Io vi racconto la mia esperienza. A dicembre ho dovuto preparare un buffet per i 18 anni di mia figlia e gli invitati erano parecchi quindi ho pensato di ricorrere a queste preparazioni molto comode per l'occasione. Ho preparato parecchi mignon di pasticceria salata e il giorno stesso non ho fatto altro che comporre e riportare il tutto a temperatura ambiente. Li potete preparare nei ritagli di tempo, anche una preparazione per volta , vi bastano davvero 2 stampini da savarin e il gioco é fatto. Preparati gli hamburger e cotti li congelate in comodi sacchetti pronti all'uso. Stessa cosa per i panini , li conservate nei sacchetti appositi e li tenete in congelatore fino al giorno in cui li volete utilizzare . Non vi resterà che comporli in qualche minuto , passarli in forno ad intiepidire ( ma sono ottimi anche a temperatura ambiente!) e li potrete servire ai vostri ospiti stupefatti!

Fonte: lericettedelbimbyemoltealtre.blogspot.it

E' sempre il momento giusto per sgranocchiare un grissino, soprattutto se si tratta di uno stuzzichino veloce e leggero. La ricetta dei Grissini di Asparagi è un ottima idea per un aperitivo gustoso e originale. Appena sfornati, oppure appena riscaldati al momento giusto, sono uno snack a cui è davvero difficile resistere. Per la ricetta ho preparato un impasto lievitato con l'aggiunta di un po' di burro che lo ha reso liscio e vellutato e che in cottura è diventato dorato e croccante. Davvero buoni, anzi buonissimi! Questa è la ricetta: Ingredienti: 100 g di farina di semola rimacinata 300 g di farina 00 bio 1/2 cubetto di lievito fresco 400 ml circa di acqua 1 cucchiaio di burro 20 g di sale un mazzetto di asparagi timo rosmarino olio evo Procedimento: Setacciare le farine e formare una fontana. Sciogliere il lievito in acqua tiepida. Cominciare a impastare, aggiungendo poco alla volta l'acqua, poi il burro ammorbidito a pomata e infine il sale. Lavorare fino ad ottenere un impasto morbido, liscio e omogeneo . Lasciare lievitare in un recipiente coperto per almeno 30'. Nel frattempo pulire gli asparagi e lessarli in acqua salata per 15'. Quindi scolare e adagiare su carta assorbente per eliminare l'acqua in eccesso. Scegliere degli asparagi (circa 20) di medio spessore e ungerli con dell'olio exrtravergine di oliva. Tritare le erbe aromatiche. Stendere la pasta cercando di formare un rettangolo. Disporre gli asparagi in fila allineandoli su una metà dell'impasto. Ricoprire con la sfoglia non farcita. Sigillare la pasta facendo pressione con le dita, tagliare con la rotella liscia i rettangoli ripieni di asparagi. Arrotolare i rettangoli dandogli la forma del grissino. Disporre su una teglia ricoperta di carta forno, spennellare leggermente con olio per far aderire le erbe tritate, spolverare con queste ultime. Lasciare riposare per circa 30'. Infornare in forno caldo (ventilato) a 200° per 15'-20' fino a doratura. testo Giuli Foodie

Fonte: giulifoodie.blogspot.it

Puntata Pronto in Tavola : 29 agosto 2014 Chef : Monica Bianchessi INGREDIENTI : 250 g di biscotti digestive 60 g di burro a pomata Per il ripieno : 400 g di ricotta 70 g di zucchero a velo 1 cucchiaio di essenza alla vaniglia Il succo di 1/2 limone 250 g di panna 100 g di mascarpone Per la guarnizione : 1 vasetto di confettura di ciliegie senza zucchero Mettere i biscotti spezzati grossolanamente con le mani dentro al vaso del mixer, frullarli fino a renderli sabbiosi (foto1) poi aggiungere il burro a pezzetti (va bene anche freddo se si lavora con il mixer) e frullare ancora per intridere la polvere di biscotti di burro. Prendere uno stampo rotondo a cerniera di circa 20 cm di diametro, versare la base preparata e compattarla per bene con il dorso di un cucchiaio (foto2) poi riporlo in frigorifero a raffreddare e solidificare. Passare la ricotta al setaccio per renderla fine (foto3) e farla cadere direttamente dentro una grossa boule (in questa ricetta è stata utilizzata una ricotta molto soda, se fosse più morbida andrebbero aggiunti un paio di fogli di colla di pesce per rendere la torta più compatta), aggiungere lo zucchero a velo e mescolare (se non si ha a disposizione è bene mettere lo zucchero semolato dentro la ricotta la sera precedente in modo da dargli il tempo di sciogliersi completamente e non lasciare granelli in bocca). Aggiungere l'essenza alla vaniglia, il succo di limone e mescolare ancora. In un'altra boule sbattere la panna fresca ben fredda e il mascarpone in modo da ottenere una crema densa ma non troppo montata e poi versarla dentro la boule dove è contenuta la ricotta (foto4) quindi amalgamare bene gli ingredienti con una frusta a mano. Riprendere la base dal frigo, versare all'interno la crema preparata (foto5) e livellare la superficie con il dorso di un cucchiaio, battere un paio di volte lo stampo sul piano di lavoro per assestare la crema (foto6) e lasciare raffreddare in frigorifero per qualche ora e poi passarlo in freezer per solidificare bene tutti gli ingredienti. Trascorso il tempo necessario aprire lo stampo in modo da togliere l'anello (foto7), tagliarla a fette e servirla guarnita con la marmellata di ciliegie senza zucchero (foto8) e amarene sciroppate a scelta (foto9).

Fonte: ricettetv.blogspot.it

Quanto siete fortunati, amici lettori, che potete usufruire delle ricette di grandi chef senza dover stare in cucina a faticare come me! Bugia, mi sto divertendo un mondo. Credo che questa sia una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto, pari forse solo ai soggiorni studio-lavoro all'estero. Ma non sono qui a parlare di me. Oggi vi darò una ricetta di uno chef brillante, intelligente, colto e estremamente preparato. Le ore in cucina sono volate via, scandite da tantissimi piatti di alta ristorazione. Rimane un bellissimo ricordo e una serie di ricette che, previa autorizzazione, pubblicherò con i miei soliti tempi da blogger per passione e mamma di un bimbo attivissimo e tendenzialmente insonne, lavoratrice/studentessa nonché compagna di un uomo disoccupato che comincia ad accusare cenni di crollo psicofisico... Bando alle ciance! Lo chef stellato Luca Marchini ( L'Erba del Re, Modena e a breve un secondo locale, sempre a Modena...), aretino di nascita e modenese di adozione, ci presenta il suo Hamburger Modenese, un ode alla terra che lo ha accolto, con Zampone di Modena IGP e un pane brioche con Pera caramellata dell'Emilia Romagna IGP. Un piatto versione street food che vedo molto bene al mio prossimo buffet. Non spaventatevi della presenza dello zampone: questo panino risulta non solo golosissimo, ma equilibrato grazie anche al contrasto con le due salse "sgrassanti", la salsa di cren (o rafano) e la salsa verde. Delizioso. Abbinateci un bel lambrusco di Modena per elevarvi al divino! Ingredienti per 26 hamburger: per il ripieno: 2 zamponi IGP di Modena salsa verde salsa cren Prepariamo le due salse (Attenzione: non sono le dosi dello chef! se non vi soddisferanno, prendetevela con me!); per semplificare il lavoro, ovviamente potrete preparare le salse con alcuni giorni di anticipo, opportunamente conservate in frigo. Per la salsa verde ci occorrerà: 100 g prezzemolo 2 acciughe uno spicchio d'aglio un tuorlo sodo 100 g di mollica di pane ammollata 60 ml di olio extra vergine di oliva 2 cucchiai di capperi sale e pepe q.b. Lo chef consiglia di tagliare il prezzemolo al coltello, sminuzzare il tutto ed emulsionare gli ingredienti senza l'uso del mixer. Per la salsa cren: 100 g di radice di rafano 80 g di aceto di vino bianco 1 cucchiaio di zucchero un pizzico di sale Lavate, sbucciate e tagliate a pezzettini il rafano. Frullatelo insieme agli altri ingredienti fino a che non otterrete una crema liscia. Cuociamo gli zamponi immergendoli con la loro busta in acqua fredda. Appena bolle l'acqua, cuociamo a fuoco medio per 15 minuti. Per i panini: 500 g farina 60 g latte 50 g acqua 145 g burro 4 uova 25 g di lievito (per un impasto lievitato in 3 ore; se avete un pelo di più tempo, anche 15 g) 30 g zucchero 15 g sale pere caramellate Preparate le pere caramellate: sbucciate e tagliate in 4 le pere, togliete torsolo e semini. Cubettate (poco più di un cm per lato). Preparate un caramello con 200 g di zucchero e 200 g di acqua. Lasciate sul fuoco senza toccarlo fino a che non bollirà in tutti i punti. Roteate la padella una volta che il caramello assumerà un aspetto vischioso e comincerà a imbrunire. Versate i cubetti di pera a fuoco spento. Mescolate e versate su carta forno o marmo per far raffreddare. Prepariamo i panini: mettiamo tutta la farina sulla spianatoia, in un contenitore versiamo latte, l'acqua, zucchero e lievito. Facciamo un buco nella farina e versiamo il composto. Cominciamo a mescolare con la farina, senza fretta, in modo da non fare grumi; facciamo questa operazione con una spatola. Inseriamo le uova precedentemente sbattute. Cominciamo ad aggiungerle all'impasto a poco a poco, inglobandole per bene. Quando c'è rimasto poco uovo, disciogliamo in esso il sale (lo chef lo mette alla fine, dopo l'inserimento del burro) e continuiamo a lavorare. Aggiungiamo il burro a pomata e continuiamo a lavorare con la spatola. Una volta che l'impasto avrà preso forma, possiamo lavorarlo con le mani, velocemente, senza scaldare l'impasto. L'operazione dovrà durare circa 20 minuti, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Mettiamo a lievitare coperto da pellicola. Una volta raddoppiato l'impasto, sgonfiamo e facciamo delle palline (circa 25 g) aggiungendo al centro di ognuna di esse 3 pezzettini di pera. Poggiamo sulle teglie ricoperte di carta forno e lasciamo lievitare un'altra mezzora. Inforniamo in forno già caldo per 12-15 minuti a 180° gradi. Assembliamo i nostri hamburger. Togliamo gli zamponi dalle loro buste e priviamoli della pelle. Ricaviamo da ognuno 13 fette. Tagliamo i panini a metà e spalmiamo le due salse. Disponiamo su ognuno una fetta di zampone. Serviamo! anche a luglio!

Fonte: bigshade.blogspot.it

Partiamo subito con il dire che questo post è dedicato al progetto “MedDiet –Mediterranean Diet and enhancement of Traditional Foodstuff”. Il MedDiet Camp è il primo dei cinque grandi eventi pianificati da MedDiet, progetto strategico finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo 2007-2013. Con un budget complessivo pari a circa 5 milioni di euro e una durata di 30 mesi, il progetto mira a promuovere e valorizzare la Dieta Mediterranea, riconosciuta Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco nel 2010. Oltre all’Italia, che partecipa con Unioncamere in qualità di capofila, il Centro Servizi per le imprese della Camera di Commercio di Cagliari, il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio e l’Associazione nazionale Città dell’Olio quali partners, il progetto coinvolge altri 5 Paesi del Mediterraneo (Egitto, Grecia, Libano, Spagna e Tunisia). Per maggiori dettagli vi rimando al sito www.cittadellolio.it Ho avuto la fortuna di partecipare nei giorni 28 e 29 settembre 2013 alla tappa svoltasi in Sardegna e precisamente a Cagliari, contraddistinta da un fitto programma di iniziative che si sono avviluppate lungo l’arco delle due giornate in maniera dinamica e avvincente, trasportando i partecipanti in un itinerario culinario ricco di sfaccettature. I quasi 50 foodblogger partecipanti hanno potuto ammirare e assaporare le creazioni di chef di fama internazionale come l’italiano Luigi Pomata, il tunisino Jaudet Turki, il libanese Georges El Kik e l’egiziano Moustafa M Elrefaey, con interventi del giornalista enogastronomico Carlo Cambi, dell’antropologa dell’alimentazione Alessadra Guigoni e del fotografo Alessandro Guerani. Un doveroso grazie al dott. Enrico Lupi , Presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio. Ed ancora un grande e sincero grazie alle professionali Federica, Romina e Natascia sempre presenti e disponibili. Un ultimo ringraziamento a tutte le foodblogger partecipanti, alcune già conosciute in altre occasioni, altre conosciute per la prima volta, tutte estremamente preparate e competenti. Ma ora passiamo alla ricetta che dedico a questo evento e a tutti i partecipanti nonché ad Elisa del sito www.saporidielisa.it che mi ha avviato verso il mondo della pasta fresca. L’idea è stata immediata. Una volta sbarcati dal traghetto nel porto di Olbia, i profumi della Sardegna hanno invaso i miei sensi e il tragitto in macchina fino a Cagliari ha fatto il resto. Nello scorrere del paesaggio è stato impossibile non restare affascinati da tutto ciò che mi circondava e in primis dal profumo del mirto selvatico, che è ovunque, inframmezzato dagli esuberanti fichi d’India. Così il piatto è bello pronto, ravioli ripieni di polpa di fico d’India al profumo di mirto. Ovviamente prima di ripartire dalla Sardegna, ho fatto il pieno dei giusti ingredienti. Per raccogliere i fichi d’India mi sono munito di un coltellino e di una bottiglia di plastica vuota da 1,5 l. Ho tagliato l’estremità della bottiglia e con la rimanente parte mi sono aiutato nel tenere fermo il frutto mentre recidevo l’estremità attaccata alla pianta. Strumentazione degna del miglior MacGyver ;-) . Più semplice è stato recuperare il mirto. Ne basta un rametto. Una volta rientrati ho lavato ben bene le foglie di mirto, le ho asciugate ed infine le ho immerse in una padella con l’olio, preriscaldato per un minuto. Ho poi messo l’olio con le foglie di mirto in infusione per tre giorni in un vasetto chiuso. Ingredienti per 4 persone: Per la pasta: 200 g di farina di grano di semola 2 uova Per il ripieno: 5 fichi d’India 2 fogli di pane carasau 20 g di pecorino sardo stagionato Per il condimento: olio evo aromatizzato al mirto Per fare la pasta disporre la farina in una ciotola e amalgamarla con le due uova fino ad ottenere un composto elastico. Lasciare riposare la pasta per almeno 30 minuti avvolta in pellicola. I fichi d’India vanno privati della buccia (facendo attenzione alle spine) e... ...messi in uno schiacciapatate in maniera tale da estrarre la polpa ed eliminare i fastidiosi semini di cui sono ricchi. Amalgamate la polpa ottenuta con il pecorino e del pane carasau ben tritato in maniera tale da ottenere un composto facilmente maneggiabile. Stendete la pasta e con un coppa pasta create dei cerchi. Con un cucchiaino formate delle palline di ripieno e disponetele su un cerchio di pasta. Bagnate i bordi del cerchio di pasta con un pochino di acqua e fate combaciare un altro cerchio e chiudete i bordi facendo attenzione a far fuoriuscire l’aria dall’interno del raviolo. A questo punto non ci resta che far bollire la pasta e buttarci dentro i nostri ravioli. Dopo 3-4 minuti scoliamoi ravioli e mettiamoli in una padella dove abbiamo versato e riscaldato il nostro olio al profumo di mirto e rimestiamo dolcemente per un paio di minuti. Servire caldi con un’altra spolverata di pecorino grattugiato e perché no, due pezzetti di pane carasau che daranno un tocco di croccante al nostro piatto. Grazie a tutti e spero che i miei ravioli vi siano piaciuti.

Fonte: resistenzapoetica.blogspot.it

Le crocchette di patate o crocchè di patate Sono degli sfiziosi bocconcini di patate con mozzarella filante centrale. Pensavo fosse Una ricetta partenopea MENTRE Proprio Oggi MENTRE mi accingevo a SCRIVERE Il Post scopro Che E dell'Emilia Romagna ... un non QUESTO quindi se Credere .. in OGNI Caso zona Qualsiasi Sia l'origine POSSO dirvi Che QUESTO Piatto E fantastico! Oltre ad Essere ONU fritto ... e gia per QUESTO Essere sfizioso .. e Il gioco delle consistenze Che attrae, la crosticina Esterna, il morbido Composto e il cuore filante lo rendono ONU Boccone irresistibile. This ricetta é una mia Elaborazione, infatti invece di Switch to il Composto in uovo sbattuto e pane grattugiato ho Preferito usare la lega, tipica delle arancine, in QUESTO Modo la panatura risulta perfetta ... provate UN PO?! Ingredienti 400g di patate 1 Uovo 20g di burro a pomata 30g di parmigiano reggiano grattugiato mozzarella ben sgocciolata Sale e Pepe lega 100g di farina 200g di acqua vendita riquadro grattugiato olio di arachide per friggere Lessare o cuocere a vapore le patate (io bimby: boccale con 1 litro di acqua, impostare VAROMA VEL1 per 30 minuti). Switch to le patate allo schiacciapatate, UNIRE il formaggio grattugiato, l'uovo e il burro Intero, mescolare Molto bene con ONU Cucchiaio in Modo da rendere omogeneo il Composto. Mettere in frigo per almeno 30 Minuti. Nel frattempo preparare la mozzarella, il Che DEVE Essere ben asciutta (potete utilizzare Quella da pizza, ma ATTENZIONE Che Sia mozzarella e formaggio fuso non ... Leggere bene le Etichette!) E tagliata a parallelepipedi (Lunghi 2cm, larghi 1 centimetro, Profondità 1 centimetro ). Preparare pure la Lega sbattendo in Una terrina l'acqua salata con la farina, meglio se con Una frusta in Modo da evitare il Formarsi dei grumi. Raffreddato il Composto a base di patate prenderne Una cucchiaiata sul palmo della mano, appiattire il Composto inserire la mozzarella e richiudere accuratamente. Switch to la crocchetta Nella lega e poi Nel riquadro grattugiato. Subito friggere in olio ben caldo di tanto (circa 160-170 ° C, non di Più), in Modo Che l'impasto Ancora ben freddo non assorba l'unto. E 'Importante la TEMPERATURA dell'Olio, il Che bassa non DEVE Essere Nè Più, pena l'Assorbimento dell'Olio da altera parte della Polpetta, NE Troppo caldo Altrimenti la panatura abbrustolisce e dovendola togliere Subito, la mozzarella non SI scioglierebbe. Io le preferisco Calde, ma un MOLTI piacciono puro Fredde ... Sono davvero sfiziose, ve le Consiglio!

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Questa insalata variopinta e saporita l'ho servita domenica, come antipasto, durante il pranzo all'aperto. E' stato un entrée gradito per i gusti particolari e per i colori vivaci. Le fragole, come anche le pesche, in estate le uso come ingrediente di insalate, soprattutto con il songino, un tipo di verdura che mi piace non solo visivamente ma anche per il sapore delicato e leggermente aromatico. Questi abbinamenti li trovo azzeccati, i gusti si sposano bene e la frutta regala acqua e sali minerali ad un piatto già salutare di suo, rendendolo ideale nella stagione calda. L'elemento croccante è stata una prova bella e buona (detto a posteriori...all'inizio non ci credevo molto...) Ho preparato delle lingue di gatto con la ricetta classica sostituendo allo zucchero il parmigiano, naturalmente con dosi ridotte. Il tutto è stato condito con il classico French dressing, utilizzando però un aceto di mele maturato in barrique, a mio parere eccezionale. Ora passiamo velocemente alla ricetta il tempo per l' MT Challenge sta per scadere, non rpima di aver ringraziato Leo per la proposta! Ingredienti songino fragole salmone affumicato a fette robiola French dressing : 2 cucchiai di olio evo 1 cucchiaio di senape di Digione 1 cucchiaio di aceto di mele maturato in barrique sale e pepe Lingue di gatto salate (per 20 lingue sottili) 50g di burro a pomata 50g di farina 1 albume d'uovo 20g di parmigiano grattugiato 1 pizzico di sale Preparare le Lingue di gatto: Montare il burro con le fruste aggiungendo a poco a poco la farina, aggiustare di sale e inserire il formaggio. A questo punto incorporare 1 albume non montato, mescolare bene fino ad ottenere un composto ben liscio. Inserire il tutto in un sac a poche e formare delle strisce o anche dei bastoncini (come ho fatto io) su carta forno. Cuocere in forno già caldo per 7 minuti a 180°C. French dressing: Sciogliere il sale nell'aceto di mele. Miscelare l'olio con la senape e successivamente unire l'aceto salato e il pepe. Mondare e lavare accuratamente il songino, cercando di lasciare intatti i cespi, asciugare delicatamente con carta assorbente. Lavare e mondare le fragole togliendo il picciolo e dividendole in due parti o più parti, se di grosse dimensioni. Posizionare un poco di robiola sulle fette di salmone e arrotolarle formando un cannolo ripieno. Assemblare mettendo nel piatto il songino, a formare una specie di montagnetta, su cui verranno posizionati i cannoli di salmone alla robiola e cosparso di fragole. Disporre le lingue di gatto al parmigiano a raggiera. Condire con abbondanti gocce di French dressing. Servire subito. Con questa ricetta partecipo all' MTC di Giugno

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Dite che dopo le feste e questo "letargo" invernale sia giunto il momento di ritrovare la forma fisica? Io direi di si, ma con questa ricetta distruggo i vostri buoni propositi...e anche i miei! :P Ma ogni tanto ce lo dovremmo pur concedere uno sfizio, no? ;) Consiglio: se volete gustare la crema come dolce al cucchiaio vi consiglio di farne mezza dose, altrimenti vanno bene queste dosi per farcire una torta (ne avanza pure!). Ingredienti 500 gr di mascarpone 120 gr di zucchero 6 tuorli 3 albumi 1/2 dl di rum cacao amaro Lavorate il mascarpone con le fruste fino a renderlo a pomata. In una ciotola lavorate i tuoi con lo zucchero sino ad ottenere una crema spumosa e aggiungete il rum. Unite il composto di tuorli e zucchero al mascarpone e mescolate omogeneamente. Incorporate poi gli albumi montati a neve fermissima. Mescolate per bene fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Versate la crema in alcune ciotoline e tenetele in frigo. Al momento di servire, spolverizzate con del cacao amaro. ... E adesso vado in palestra con zero sensi di colpa!:P

Fonte: cook-zone.blogspot.it

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