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Dolci e torte sì, ma biscotti fatti da lui non ne avevo mai vista l'ombra ... ho sempre pensato dipendesse dal fatto che tutto quello che è un po' più laborioso, nell'ambiente domestico, lo annoia o comunque gli possa togliere tempo al relax, a pennello gli calza la frase "massima resa con il minimo sforzo". La sua cucina è buona, pratica e senza tanti fronzoli, secondo lui la pasta, anzi gli spaghetti, si abbinano con tutto e comunque anche in bianco sono deliziosi quindi perché perderci troppo tempo? Ama fare i piatti della tradizione purché non necessitino di troppa attenzione, lui ha le sue regole e guai a contraddirlo anche se a dimostrare il contrario è Marchesi; il maiale al latte e l'arrosto sono sue specialità e ammetto che qui mi batte alla grande. Non cura il lato estetico e in spregio ai convenevoli, la tavola la prepara a modo suo perché oltre ad essere anticonformista, sostiene che il galateo o si rispetta in tutto e per tutto o l'ettichetta può anche andare a farsi benedire. Io, l'esatto suo contrario, con un pantagruelico senso dell'ordine, vivo tra schemi in continua rivoluzione e con un uomo, che per quanto sia impegnativo, mi fa sorridere e stare bene e che quando mi presenta i suoi primi biscotti, mi commuove. BISCOTTI ALLE MANDORLE Ingredienti per circa 20 biscotti 250 g pasta di mandorle 100 g zucchero a velo scorza di 1/2 limone non trattato grattugiata 1 albume mandorle pelate per decorare Come si preparano Con le mani, impastate al marzapane lo zucchero a velo, aggiungete l'albume leggermente sbattuto e la buccia di limone gratuggiata. Rendete l'impasto omogeneo e trasferitelo in frigo per almeno 2 ore. Dall'impasto ricavate tante palline grandi quasi come una noce, appiattitele leggermente e distribuitele sulla placca del forno rivestita di carta oleata. Su ciascun biscotto poggiate una mandorla e infornate a 160° per circa 15 minuti. Con i suoi biscotti partecipo al giveaway della dolce e amica Valentina, " Qualcosa di dolce ... che Vale "
Fonte: aspassoperingredienti.blogspot.itMartedì 10 febbraio ho partecipato ad Identità golose e come sempre sono rimasta affascinata! Si celebrava il Veneto e per questo si sono avvicendati diversi chef di questa regione, dall'ormai onnipresente chef Cracco (persona simpatica e di piacevole ascolto), che ha illustrato e decantato il broccolo fiolaro di Creazzo, fino a chef Perbellini passando per gli chef Cogo, Cera e Damini... eccoli tutti schierati: Ognuno di loro ha preparato almeno un piatto importante ed ecco alcuni esempi: Chef Cracco - Tuorlo marinato con purè e cime di Broccolo fiolaro di Creazzo con foie gras e polvere di pomodoro Chef Cogo -Tortello di rosa canina, mostarda vicentina, latticello, Grana Padano e zeste di limone Sempre della Regione Veneto vi era uno stand dedicato con tante eccellenze esposte... Ho avuto poi il piacere di degustare i nuovi prodotti di Birra Moretti: le birre regionali. La Siciliana - una birra fresca, aromatica, dal profumo di arancia,dal gusto leggermente amarognolo e con toni floreali - risulta molto gradevole da bere da sola, ma è indicata anche per i piatti a base di pesce e volendo anche con i dolci. La Toscana - una birra corposa e dagli aromi definiti - ha un gusto deciso e rotondo, e un profumo intenso con aroma di castagna e sentori di erbe secche e quasi di spezie. E' sicuramente abbinabile alla pasta, ma anche a certi piatti di carne, se non troppo importanti. La degustazione è stata sapientemente guidata da Prof Giorgio Colli. Particolarmente importante per me è stato anche l'incontro con Chef Scabin, che ci ha raccontato il suo rapporto con la pasta e ci ha illustrato la sua ricerca per rendere meno banale, se così si può dire, questo prodotto. Dalle cotture alternative in pentola a pressione, fino al temperaggio dello spaghetto (mantenuto poi sott'olio): un intervento davvero interessante e simpatico da parte di uno chef bravo e intelligente. e ora qualche altra foto del congresso ... in libertà! Chef Paolo Lo Priore - La cassoeula Tortello di Baccalà mantecato - pasta preparata con farina Petra Gran Pasta Chef Ziska del ristorante Koks -Torshavn -Isole Fær Øer - Danimarca Prodotti di prima qualità esposte e per finire il gran maestro Lo Chef Gualtiero Marchesi Ringrazio la gentilissima Elisa Penna e MAGENTAbureau per avermi invitata anche quest'anno. La presenza in questo tempio di cultura enogastronomica, apre la mente, dona spunti, idee e riflessioni, avrò da meditare per un anno intero.... aspettando Identità golose 2016!
Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.itOggi vi portiamo in giro alla scoperta di meravigliosi profumi...quei profumi che ci regalano le stupende erbe aromatiche sparse ovunque nella nostra incantevole penisola! Il tema di questa puntata della rubrica dell'Italia nel piatto è infatti: Erbe aromatiche e profumi di fine estate Le focacce qui da noi dominano le nostre tavole, ne trovate di tutti i gusti, si mangiano a pranzo, a merenda, a cena e...a colazione anche! Nella mia cucina trovate oggi un'aromatica focaccia con le patate e rosmarino , morbida, fragrante e soprattutto profumatissima, un'alternativa della classica focaccia pugliese con pomodori ed origano. Il legame che unisce la Puglia ed il rosmarino è il sole caldo ed avvolgente ed il mare di un azzurro fantastico, questa pianta aromatica cresce spontanea nei terreni asciutti e luminosi, sulle coste ed in riva al mare. L'origine del nome pare derivi dal latino da rosa e maris cioè rosa del mare , secondo altri da rhusus e maris cioè arbusto di mare oppure ros e maris cioè rugiada del mare. In cucina trova ampio spazio in molte ricette ed insaporisce molto gli arrosti , a rametti o con gli aghi tritati. Le foglie, fresche o secche, l'olio essenziale come pianta medicinale. Bellissime anche come piante ornamentali nei giardini come macchie, bordure o nei vasi su balconi e terrazze. un abbraccio MILENA Focaccia con patate e rosmarino Ingredienti: 150 g. di semola rimacinata 150 g. di farina 00 2 patate piccole lesse 10 g. di lievito di birra 1/2 cucchiaio di sale fino 1 cucchiaino di zucchero 200 ml. circa di acqua tiepida olio evo patate a fette q.b. rosmarino sale fino Procedimento. Preparare l'impasto mettendo sulla spianatoia la farina a fontana, al centro il sale fino, le patate lesse passate, lo zucchero ed il lievito sciolto in poca acqua tiepida. Aggiungere poi man mano la restante acqua tiepida ed iniziare ad impastare, regolarsi con la quantità di acqua, a volte le patate sono più acquose e quindi diminuire la quantità di acqua, l'impasto deve risultare ne troppo liquido ne duro ma abbastanza morbido. Ungere bene di olio evo una teglia ed adagiarvi il panetto, coprire con un canovaccio e mettere a lievitare per circa 1 ora e mezza nel forno spento. Una volta che l'impasto è lievitato spargere un pò di olio evo sulla superficie ed eventualmente allargare con le mani fino a coprire il tegame, salare leggermente e coprire con delle fette sottili di patate crude, salare leggermente anche queste ed infine spolverare con aghi di rosmarino. Infornare a 230° circa per circa mezz'ora o fino a cottura e doratura. https://www.facebook.com/LItaliaNelPiatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/ Andiamo a scoprire i profumi delle altre regioni: Piemonte: Timballo di verdure grigliate al profumo di menta di Pancalieri http://j.mp/ timballo-verdure-grigliate Friuli-Venezia Giulia: Gnocchi di rape rosse http:// ilpiccoloartusi.weebly.com/ litalia-nel-piatto/g nocchi-di-rape-rosse-fonduta-d i-latteria-fresco-san-daniele- croccante-per-litalia-nel-piat to. Lombardia: Frittata di erbe fini di Gualtiero Marchesi http://www.kucinadikiara.it/ 2015/09/ frittata-alle-erbe-fini-di-gual tiero.html Emilia Romagna: Liquore al basilico http:// zibaldoneculinario.blogspot.com /2015/09/ liquore-al-basilico-per-litalia -nel.html Liguria: torta di zucchine al profumo di maggiorana http:// arbanelladibasilico.blogspot.co m/2015/09/ litalia-nel-piatto-erbe-aromati che-e.html Toscana: Acciughe sotto pesto http:// acquacottaf.blogspot.com/2015/ 09/acciughe-sotto-pesto.html Umbria: Bocconcini di maiale al serpollo http:// www.dueamicheincucina.ifood.it/ 2015/09/ bocconcini-di-maiale-al-serpoll o.html Puglia: Focaccia con patate e rosmarino http:// breakfastdadonaflor.blogspot.co m/2015/09/ cucina-pugliesefocaccia-con-pat ate-e.html Calabria: L'origano selvatico calabrese http:// ilmondodirina.blogspot.com/ 2015/09/ lorigano-selvatico-calabrese-pr oprieta.html Sardegna: Su Pistu..." Fregau " http://blog.alice.tv/ dolci-tentazioni-d-autore/2015/ 09/15/su-pistu-fregau/ Il nostro blog - http:// litalianelpiatto.blogspot.it/
Fonte: breakfastdadonaflor.blogspot.itSeduta in rigoroso ed irreale silenzio, ascolto il susseguirsi di note che nascono da un pianoforte a coda durante un concerto. Emozione allo stato puro, mischiata alla morbosa curiosità di sapere quale sarà il brano successivo e la consecutiva sequenza di accordi. Nella musica, come nella cucina, esistono note che si legano perfettamente tra di loro, che vanno d'accordo, e che dalla loro unione nasce un'armonia. Sapori ed ingredienti che devono per forza stare insieme, impossibile separarli, l'uno deve obbligatoriamente accompagnare l'altro. Nascono così in natura ingredienti delicati, poco decisi, con colori tenui, altri invece più vivaci, spiccati , profumati e particolari. Nella costruzione di un piatto, come di un'armonia, cerco di accostare intensità e gusti diversi tra loro, creando un contrasto, certa che dalla loro unione nasca il piatto perfetto. La mozzarella di bufala, dolce, delicata, accompagnata dal pomodoro più acido e dal croccante dei taralli pugliesi. Tutta per voi la mia caprese un pò chic , la mia perfetta armonia... " Cosi come per saper suonare Chopin devi conoscere bene la musica, per saper cucinare un pesce devi conoscere la qualità della sua carne ..." G. Marchesi Vino consigliato: Fiano di Ciro Picariello Ingredienti per 2 persone: 1 bufala campana 200 gr di pomodorini ciliegia 10 taralli 1 pizzico di origano secco 6 foglie di basilico fresco olio evo sale , pepe Riducete la bufala a pezzettoni e lasciatela sgocciolare per 10 minuti in un colino ( foto 1 ). Lavate i pomodorini e tagliatene un paio a metà ed i restanti in 4 spicchi ( foto 2 ). Avvolgete i taralli in un foglio di carta da forno e spezzettateli grossolanamente con un batticarne. In una ciotola emulsionate 2 cucchiai di olio con un pizzico origano secco, 4 foglie di basilico, sale e pepe. Alternate gli strati nei bicchieri partendo dai pomodorini a spicchi, bufala e taralli. Completate con i pomodorini tagliati a metà, irrorate con l'emulsione preparata in precedenza e decorate con 1 foglia di basilico fresco ( foto 3 ). foto 1 foto 3 foto 2
Fonte: lacucinadistagione.blogspot.itPuntata Metti una sera... : 15 maggio 2013 Chef : Viviana Lapertosa Ricetta: Risotto dell'umile Marchesi INGREDIENTI (per 2 persone): 160 g di riso carnaroli Scorza di limone q.b. Pane raffermo q.b. 3 cucchiai di burro 1 manciata di funghi secchi 4 fette di prosciutto crudo 1/4 cucchiaino di polvere di zafferano 1/2 cucchiaino di pistilli di zafferano 2 cucchiai di succo di limone Mettere a bollire una pentola con acqua salata e porre sul fuoco anche un altro tegame antiaderente a scaldare vuoto. Quando quest'ultimo è bello caldo versare il riso, farlo tostare pochi secondi e aggiungere un mestolo di acqua dell'altra pentola smuovendo il tegame e iniziare la cottura aggiungendo ogni tanto un mestolo d'acqua e mescolando il riso. Togliere la crosta ad un pezzo di pane casereccio e dividere la mollica interna in pezzi poi frullarla con la scorza di limone in modo da ottenere un composto grossolano che ricordi il formaggio grattugiato. Porre in una padella di piccole dimensioni un cucchiaio di burro e farlo sciogliere poi versare il pane frullato e renderlo dorato. Mettere nel mixer i funghi secchi e ridurli in polvere. Adagiare le fette di prosciutto crudo ben distese e separate su una placca da forno rivestita di carta da forno quindi ricoprirlo con un altro foglio di carta e con una teglia capovolta in modo da tenerlo ben pressato. Metterlo nel forno caldo per 15 minuti in modo da renderlo croccante (foto1) poi sbriciolarlo con le mani su un foglio di carta assorbente in modo da asciugarlo ulteriormente. Mettere in una ciotola due cucchiai di burro a temperatura ambiente con la polvere e i pistilli di zafferano, versare il succo di limone e lavorarlo con una forchetta poi porlo in frigorifero a raffreddare. Quando il riso sarà cotto inserire un cucchiaio abbondante di burro allo zafferano (foto2) e mantecare a fuoco spento poi lasciarlo riposare qualche minuto. Distribuire sui fondi dei piatti una spolverata di polvere di funghi e una di polvere di prosciutto, dividere il risotto mettendolo nel centro e con un movimento ondulatorio del braccio lasciarlo scivolare fino ai bordi in modo che le polveri sottostanti si intravedino. Ultimare con una spolverata di pane e servire (foto3). Ricetta: Golden Cocktail INGREDIENTI (per 2 persone): 1/2 cucchiaino di pistilli di zafferano 1/2 bottiglietta piccola di sake Martini q.b. 2 foglie d'oro alimentari Mettere sul fondo dei bicchieri da cocktail mezzo cucchiaino di pistilli di zafferano. Versare nel mixer qualche cubetto di ghiaccio, il sake, una spruzzata di martini e shakerare. Dividere il cocktail nei due bicchieri e porre al di sopra una foglia d'oro poi servire.
Fonte: ricettetv.blogspot.itQuelli che vi propongo oggi sono in assoluto i migliori involtini di carne che io abbia mai fatto: non che abbiamo noente di particolare però sono venuti gustosissimi.......dipenderà probabilmente dall'ottima qualità della carne utilizzata. Eccovi la ricetta.... Per 2 persone: 4 fettine di manzo tagliato sottile (circa 280/300 gr in tutto) 300 gr di cicoria surgelata 50 gr di speck a fette 4 cucchiai di tripolo concentrato di pomodoro 1 spicchio d'aglio olio evo prezzemolo e basilico (in estate, quando le mie piantine sono nel pieno della produzione, li raccolto, li lavo, li trito e li congelo in modo da avere una bella scorta per l'inverno) sale e pepe Fate sbollentare la cicoria in acqua leggermente salata, quindi scolatela, strizzatela per bene e fatela intiepidire. Fate soffriggere lo spicchio d'aglio in un cucchiaio d'olio, aggiungete il triplo concentrato di pomodoro sciolto in un bicchiere di acqua. Fate cuocere per 20 minuti aggiungendo acqua calda se dovesse asciugare troppo. Nel frattempo preparate gli involtini. Allargate le fettine di carne su un piano. pepate, salate se lo desiderate, tenendo conto che lo speck è già bello saportio, coprite con le fettine di speck e quindi con la cicoria. Arrotolate cercando di chiudere bene il ripieno all'interno quindi fermate con degli stecchini per involtini oppure con stuzzicadenti. Aggiungeteli al sugo e fate cuocere per non meno di 45 minuti. A fine cottura il fondo dovrà risultare bello ristretto: aggiustate di sale, pepate e cospargete con il prezzemolo ed il basilico tritati. Servite ben caldo magari accompagnando con una polenta fumante oppure un purè di patate. Vi garantisco che erano davverto buonissimi!!! Con questa ricetta partecipo all' Abbecedario Culinario di Trottoria MuVara ...simao alla lettera I come Involtini ***************************************** Prima di lasciarvi volevo mostrarvi qualche foto fatta lunedì sera durante l'incontro a Bollate con Davide Oldani, di cui vi ho parlato qui ! Le foto sono inguardabili, la luce era davvero pessima.....ma quando mi ricapita.....quindi ve le mostro ugualmente. Davide ha parlato dei sui inizi, delle sue esperienze con grandi maestri come Marchesi e Ducasse, dei suoi sogni, di quelli già realizzati e di quelli ancora da realizzare, degli inizi del D'O, ha parlato....parlato....parlato (definendosi un pessimo oratore.....modesto!!!!) e noi abbiamo ascoltato.....ascoltato....ascoltato.....e cercato di assimilare qualcosina....io lo avrei ascoltato all'ìinfinito! Il signore che vedete di schiena è Tony Sarcina della scuola Altopalato di Milano : persona molto intelligente e ironica!!!!! Mi piacerebbe proprio partecipare ad uno dei loro corsi! Per concludere degnamente la serata.....mi sono avvicinata con discrezione, gli ho fatto i complimenti e...... mi sono fatta autografare il suo secondo libro....... Quello che vedete nella foto è stato un mio tentativo di rendere omaggio allo chef riproducendo il suo famosissimo Zafferano e riso.....tentativo miseramente fallito.....non mi spiego il perchè, ho seguito le indicazioni alla lettera......ve beh vuol dire che mi toccherà andarlo a mandare direttamente al D'O!!!!! A proposito: se siete interessanti le prenotazioni per le cene sono praticamente al completo fino a novembre 2010!!!!!! Ahhhhhhhhhh! Alla prossima!
Fonte: curiosandoincucina.blogspot.itBisognerebbe solo i libri che mordono e pungono... Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno in testa..a che serve leggerlo? Franz Kafka ( 1883-1924) Mi è capitato d leggere su FB una feroce disputa tra due blogger . La prima rivendicava la "maternità" di una ricetta... L'altra la gabellava come sua... Ora non ho approfondito la questione in essere tra le due ma comunque, proprio per l'etica che deve regnare nel nostro " mondo" molto particolare e piuttosto competitivo, l'unica via da seguire è quella dell'onestà.. Se si decide di pubblicare una ricetta che non ci appartiene si deve sempre citare la fonte... A me qualche volta è capitato di non essere in grado di citare la fonte ma mi sono sempre premurata di scrivere nel corpo del post che se l'autore o l'autrice della ricetta in questione si riconoscesse in quanto da me postato di contattarmi affinché lo possa linkare correttamente.. E' molto semplice non trovate care amiche?? Per la ricetta che pubblico oggi devo ringraziare il mio caro Gualtiero Marchesi fonte di ispirazione non solo per questa ma anche per altre ricette che trovo nel suo magnifico ricettario che consulto a casa di mia figlia durante le mie sessioni di babysiteraggio che ultimanemente sono diventate frequenti!!! Sta accadento esattamente come capitava a me tanti anni fa... Non sapevo mai se al mattino uno o tutti e due i miei figli stavano bene e se quel giorno sarei riuscita ad andare a lavorare!! Scendendo nei particolari relativi alla salsa questa può accompagnare ed impreziosire non solo i gamberoni che avevo a disposizione ma anche del semplice riso pilaf o carni alla griglia.. Consiglio alle amiche di non modificare gli ingredienti: ognuno di essi ha il suo perché!!! Le foto sono state scattate un istante prima di andare in tavola.. e di fretta pure..altrimenti si raffreddava tutto!! Tempo di preparazione ; circa 30' ( soprattutto per la cottura della salsa) Costo: medio Difficoltà:* INGREDIENTI PER DUE PERSONE 20 GAMBERONI 2 SPICCHI D'AGLIO POCO OLIO EXTRAVERGINE E BURRO PER LA SALSA AL CURRY 2 CUCCHIAINI DI CURRY DOLCE O PICCANTE 1 PUNTINA DI CANNELLA 1 PUNTINA DI ZENZERO IN POLVERE 4 BACCHE DI CARDAMOMO 30 GR DI BURRO 1 PUNTINA DI ZUCCHERO 1 PUNTINA DI SALE 1 CIPOLLOTTO TRITATO 1 SPICCHIO D'AGLIO TRITATO Ecco qui sotto il cipolotto, privato della sua codina e lo spicchio d'aglio senza il germe centrale.. Vanno tritati finemente.. E fatti appassire dolcemente nel burro... Qui sotto si possono vedere i semini di 4 bacche di cardamomo.. Si devono pestare con un batticarne... E le altre spezie che rendono unica questa salsa.. I secondo piano il curry dolce acquistato al Salone dell'Oriente A sinistra lo zenzero in polvere e a destra la cannella.. Mescolare le 4 spezie e aggiungerle al trito di cipollotto e aglio ormai appassiti nel burro .. Cuocere sempre a fuoco medio mescolando con cura quindi aggiungere una tazza di acqua bollente.. Mescolare di tanto in tanto.. Passati circa 25'/30' filtrare il tutto e tenere in caldo... Ecco come si presenta la salsina al curry che, come ho scritto in precedenza può accompagnare sia del riso pilaf che delle carni o gamberoni grigliati.. Ed ecco qui sotto i gamberoni che non ho grigliato per motivi "tecnici" ma semplicemete fatti "saltare" in padella antiaderente.. Eliminare il carapace avendo cura di lasciare attaccate al corpo la testa e la codina.. Sciacquare e asciugare con carta da cucina.. Quindi farli salare con delicatezza in padella con olio, poco burro e un paio di spicchi d'aglio.. Accomodarli in un piatto da portata riscaldato.. E napparli con la salsa che deve essere ben calda.... Buona giornata a tutti!!!!
Fonte: atavolaconmammazan.blogspot.comSedetevi qui con me e dedicatemi 5 minuti del vostro tempo, proverò a raccontarvi, soprattutto con le immagini, le emozioni di una giornata molto speciale. Vi porterò con me tra le colline fiorentine per un tour che ha coinvolto alcune blogger, tra cui la sottoscritta, promosso dal Consorzio Laudemio. In epoca medioevale con laudemio si intendeva la parte migliore del raccolto delle olive che veniva destinato ai Signori della terra, oggi è diventato più semplicemente il simbolo di qualità e di pregio tanto che, nel 1986, è nato il Consorzio Laudemio che, attraverso delle regole più severe e più restrittive rispetto alla normativa vigente, si è posto lo scopo di promuovere e valorizzare un prodotto di assoluto pregio all’interno della produzione di olio toscano. Il Laudemio è infatti un blend di cultivar raccolte e frante nello stesso giorno a temperatura controllata e caratterizzato da un colore verde brillante e da un gusto intenso e piccante. Prima di ‘partire’ per il nostro viaggio, vi lascio però la ricetta di questa zuppa di legumi e farro, arricchita dal profumo di rosmarino ed ispirata alla cremosissima zuppa che ci è stata servita durante il pranzo al Castello di Nipozzano, ospiti dell’azienda dei Marchesi De’ Frescobaldi . Ingredienti: 400 gr tra farro, fave secche e lenticchie rosse 1 litro di brodo vegetale 1 porro 1 carota 30 gr parmigiano reggiano grattugiato abbondante rosmarino fresco Olio extravergine Laudemio sale di Cervia pepe nero fette di pane abbrustolite Sciacquate il misto di legumi e farro, mettetelo in una ciotola e ricoprite con acqua fredda lasciando in ammollo per almeno sei ore. In una casseruola fate scaldare pochi cucchiai di olio, unite la carota tagliata a cubetti e poi tostate il misto di legumi e farro, bagnate con il brodo vegetale bollente e portate a cottura aggiungendo il resto del brodo. Cuocete circa 30 minuti a fuoco dolce, aggiungendo se necessario altro brodo. In una padella fate appassire il porro lavato e affettato sottilmente. A fine cottura aggiungete il porro nella zuppa, il rosmarino tritato finemente, regolate di sale e pepe e condite con una dose generosa di olio extravergine laudemio e un paio di cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato. Tagliate il pane posato molto sottilmente, spruzzatelo con olio extravergine e fatelo tostare sotto il grill. Servite la zuppa con le fette di pane tostato. Una zuppa cremosa che ho voluto accostare alla Marocca di Casola, un pane antico, tipico della Lunigiana, fatto con farina di castagne, farina di grano e patate lesse e che oggi è diventato Presidio Slow Food. Il suo sapore intenso, esaltato dalla tostatura, lo rende perfetto per accompagnare il gusto delicato e morbido dei pochi e semplici ingredienti di questa pietanza. Ma veniamo al viaggio. Tutto è cominciato una mattina di novembre da questo luogo incantato sulle colline fiorentine:il castello di Nipozzano, della famiglia dei Marchesi de’ Frescobaldi. Lo spettacolo che ci si è aperto davanti agli occhi aveva quasi dell’incredibile e la fitta nebbia non ha fatto altro che rendere questa esperienza ancora più magica… Ci siamo addentrate nella tenuta dove si stava procedendo alla raccolta delle olive, l’immensità del paesaggio era condensata dentro le goccioline di nebbia che sfumava i contorni di tutto ciò che ci circondava, annullando quasi totalmente i colori… Qui tutto è bello, anche gli uomini addetti alla raccolta delle olive che si muovono in sincrono tra loro e che hanno accolto con sorriso divertito queste sette donne, armate di macchina fotografica, che si sono intrufolate tra un albero d’olivo e l’altro per ‘rubare’ qualche istantanea del loro lavoro. Quando la nebbia è così fitta anche i rumori sono come trattenuti e ovattati e lo sguardo non riesce a spingersi oltre una certa distanza…così, mentre cammini, ti accorgi poco alla volta di ciò che ti sta intorno….. percependo il mondo attraverso piccoli particolari… Poi con il trascorrere delle ore il sole ha scaldato l’aria e la nebbia lentamente si è ritirata lasciandoci sbalordite dall’immensità che si è svelata…. e i colori trattenuti fino a quel momento dalla nebbia sono finalmente esplosi…. insieme al profumo quasi pungente delle olive appena frante … Dopo la passeggiata tra gli ulivi, siamo tornati alla residenza dei Marchesi de’ Frescobaldi dove abbiamo ricevuto un’accoglienza impeccabile, piena di attenzioni e di calore che ci ha messo subito tutte a nostro agio rapite dalla bellezza di questo palazzo così elegante e sobrio allo stesso tempo… L’agronomo dell’azienda, Gianni Maggi, che ci ha accompagnato in questa prima parte della giornata, rispondendo con simpatia e competenza a tutte le nostre domande e curiosità ci ha anche simpaticamente guidato nella degustazione di alcune etichette della cantina dell’azienda. Le bravissime cuoche, Lia e Manila, ci hanno invece riscaldato il cuore preparandoci un pranzo squisito accettando persino di farsi fotografare nel loro regno, grazie! La seconda parte del tour ci ha invece portate presso il Frantoio Santa Tea di proprietà della famiglia Gonnelli dal 1585 . Una storia antica che racconta di una passione per la terra che si tramanda da generazione in generazione fino ad arrivare ai nostri giorni con la bella Serena Gonnelli. Una parte della struttura dell’azienda di famiglia è dedicata al museo in cui si può notare una pietra incisa che testimonia l’epoca di costruzione del frantoio, il 1426. Il podere di Santa Tea oggi produce olive da agricoltura biologica e il suo frantoio rappresenta una delle realtà più avanzate sia da un punto di vista tecnologico che qualitativo,infatti l’impianto si compone di 4 linee di produzione ed è stato studiato e realizzato dall’officina meccanica all’interno del frantoio stesso. Qui, nell’elegante spaccio dell’azienda Gonnelli, Paolo Mori, maestro d’olio ci ha accompagnato in una divertente ed interessantissima degustazione di ben 4 tipi differenti tipi d’olio. Non mi resta che ringraziare il Consorzio Laudemio, l’azienda dei Marchesi De’ Frescobaldi nella persona di Gianni Maggi, Il Frantoio Santa tea della famiglia Gonnelli e le mie compagne di viaggio: In attesa di un seguito a questa meravigliosa storia….. with love Pippi
Fonte: iocomesono-pippi.blogspot.comBuon lunedì, e come ogni lunedì che si rispetti partiamo con una ricetta Light and Tasty , giusto per aiutare chi ha delle buoni intenzioni! Oggi si parlerà di UOVA... ingrediente bistrattato a causa della concentrazione elevata di colesterolo, presente nel tuorlo, ma io ricordo che quando ero piccolina del colesterolo non ne parlava nessuno... sembrava non fosse mai esistito...poi è ha preso il sopravvento (stessa storia dello spread in economia ...e chi lo conosceva prima di Monti????) e in un attimo abbiamo demonizzato uova, burro e carne. Ora si inizia a valutare meglio. Questi prodotti presentano anche elementi positivi, le uova per esempio sono ricche di vitamine e colina, per la crescita dei bambini sono consigliati, il pediatra di mio figlio diceva almeno due alla settimana. Sostengo quindi che, con moderazione, tutto possa e debba essere consumato in modo da dare al nostro organismo giusti apporti nutritivi, per star bene io seguo la regola "alimentazione varia il più possibile".... Ma passiamo alla ricetta...ho optato per le uova sode, in modo da evitare qualsiasi tipo di grasso in cottura, ma attenzione a prepararle come si deve! Le uova sode non devono presentare quell'alone verdognolo che a volte capita di vedere...quello è solfuro di ferro! Il calore troppo elevato o per troppo tempo fa in modo che il solfuro di idrogeno presente nell'albume si combini con il ferro del tuorlo. Questo comporta una perdita di ferro e una peggiore digeribilità, la mia nonna parlava addirittura di tossicità! Quindi per evitare questo rischio lascio un paio di metodi di cottura, entrambi corretti e degni di nota oltre ad una ricetta veloce e colorata da utilizzare come piatto unico in caso di dieta, o come secondo piatto o come antipasto estivo, naturalmente conteggianod mezzo uovo a testa.... Ingredienti per 1 persona (320 kcal) 2 uova 20g di peperone rosso 20g di peperone giallo 1 oliva (10g) 1 acciuga (10g) 2 cucchiaini di olio evo (10g) sale insalata Rassodare le uova, che devono essere a temperatura ambiente. Come fare? Ecco due possibilità... Immergerle in acqua bollente e cuocerle per 10 minuti esatti. Finita la cottura dell'uovo, passare subito sotto l'acqua fredda, in modo da bloccare la cottura. far bollire l'acqua, immergere delicatamente far riprendere il bollore. Spegnere e attendere 30 minuti. Passato il tempo immergerle in acqua fredda e ghiaccio per fermare la cottura (Metodo Gualtiero Marchesi) Nel frattempo tagliare a cubetti piccoli i peperoni, scaldare l'olio e saltare velocemente le verdure per qualche minuto. Far raffreddare. Tagliare a cubetti piccoli pure l'oliva e l'acciuga. Togliere il guscio, tagliare a metà, recuperare il tuorlo rassodato, metterlo in un piatto, aggiungere i peperoni, l'acciuga e l'oliva. Aggiustare di sale e aggiungere il cucchiaino di olio, mescolare in modo da condire al meglio. Riempire gli albumi con questa farcia e posizionarli in un piatto fondo con insalatina fresca scondita. Ma vediamo le altre proposte delle foodblogger appartenenti al gruppo... Yrma del blog A fiamma dolce: Uova ripiene alla crema bianca light Cinzia del blog Cinzia ai fornelli: Uovo in camicia con porri vinaigrette e prosciutto di Parma Eva del blog In cucina da Eva: Polpettone con uova sode Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico: Omelette soffiata ai finocchi Tania del blog Cucina che ti passa: Omelette di soli albumi ai funghi
Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.itGualtiero Marchesi docet: la controversia tra il brodo e il lesso da Oltre il fornello Il procedimento per ottenere un buon brodo ha il principio di estrarre dalla carne tutte le sostanze solubili e quindi anche il sapore. Per questo motivo la carne va immersa in acqua fredda e portata lentamente fino quasi a bollire. Il liquido poi viene poi schiumato e aromatizzato con verdure (sedano, carota e cipolla), spezie (chiodo di garofano) e erbe aromatiche (gambo di prezzemolo, maggiorana). E' consigliato utilizzare pezzi piccoli di carne. Il procedimento per ottenere un buon bollito invece è esattamente il contrario. E' necessario impedire la dispersione dei succhi nutritivi contenuti nella carne. Bisogna quindi preparare in precedenza un brodo aromatizzato con le verdure, le erbe aromatiche e le spezie e immergere la carne nel liquido bollente. In questo modo si forma una superficie protettiva sulla carne che evita la fuoriuscita delle sostanze estrattive. Per lo stesso motivo è bene utilizzare tagli grossi. Per entrambe le preparazioni la cottura deve essere controllata (bassa temperatura), non deve superare i 94/95 gradi. Deve quindi sobbollire. In questo modo da una parte si ottiene un brodo limpido che non necessita della chiarificazione con l'albume che porta via sapore, Dall'altra parte la bassa temperatura consente una penetrazione calibrata del calore nella carne, rendendola, così, tenera senza essere filacciosa e asciutta. Un buon lesso non deve essere stracotto. L'operazione di schiumatura è da ripetere frequentemente, in modo da mantenere il brodo sempre limpido. La prima schiumatura è tuttavia la più importante e va eseguita con tempismo, altrimenti il brodo si intorbidirebbe e le sue qualità organolettiche verrebbero compromesse e con queste, anche quelle della carne. Altro elemento importante è il sale. Riguardo al brodo, se si sbaglia la salatura iniziale, questo viene irrimediabilmente compromesso. E' consigliabile salarlo alla fine, soprattutto se si deve fare un brodo ristretto. Per ottenere una carne più digeribile, è meglio non salare il brodo ma condirla con sale grosso macinato al momento. E' vero che un buon brodo impoverisce la carne che lo produce, togliendone parte del sapore, ma non per questo deve andare buttata. Si può utilizzare nella preparazione di polpette o di fresche insalate oppure in umido. Stessa cosa vale per il brodo prodotto per ottenere il bollito. Non sarà sicuramente adatto per i tortellini, ma potrà essere impiegato per cucinare gustosi risotti o aggiunto alla preparazione di arrosti e stracotti. Insalata con tonno di coniglio e limoni aromatizzati alle olive Ricetta di Cristiana di Beuf à la mode I limoni alle olive: 3 limoni non trattati 8 olive nere 3 cucchiai di succo di limone 1/2 cucchiaio di sale grosso 1/2 peperoncino Lavate i limoni, tagliateli a metà per il senso della lunghezza. Affettateli molto sottilmente nel senso della larghezza. Trasferite le fettine in una ciotola che le possa contenere tranquillamente. Tritate finemente le olive, aggiungetevi il succo di limone, il peperoncino e il sale. Unite gli ingredienti ai limoni e rigirateli in modo tale che la pasta alle olive ricopra in maniera uniforme le fettine di limone. Coprite e trasferite in frigorifero per un paio di giorni. Il tonno di coniglio: 1kg di coniglio pulito 1 carota 1 sedano 1 cipolla 3 chiodi di garofano timo olio extra vergine di oliva sale e pepe mie aggiunte: 2 bacche di ginepro, i semi di una bacca di cardamomo, pepe lungo e Sichuan, due rametti di maggiorana, due gambi di prezzemolo, un pezzetto di foglia di lemon grass, una foglia di alloro Sbucciate e lavate le verdure. Portate a bollore l'acqua con le verdure, le erbe aromatiche e le spezie. Quando l'acqua avrà raggiunto il bollore unite il coniglio e fate cuocere per circa un'ora a fiamma bassissima. Spegnete la fiamma e fate raffreddare la carne all'interno del liquido. Una volta freddo disossate il coniglio e fatelo asciugare lasciandolo su un tagliere in pendenza per un paio d'ore. Prendete un barattolo di vetro sterilizzato per confetture. Come procedere per sterilizzare in modo corretto e sicuro ne parlo qui: http://lesmadeleinesdiproust.blogspot.it/2011/07/sterelizzazione-e-invasamento-caldo.html Trasferitevi il coniglio riducendolo in piccoli pezzi con l'aiuto delle mani. Dovrete alternare il coniglio all'olio, condite ogni strato con del sale. Pressate bene affinché la carne sia ben compatta. Chiudete il barattolo e trasferite in frigorifero per un giorno. Trascorso un giorno riprendete il coniglio, toglietelo dal barattolo e trasferitelo in un altro, sempre sterilizzato, alternando questa volta alla carne le fettine di limone e qualche grano di pepe. Riponete in frigorifero ancora per un giorno prima di consumarlo. Si mantiene per un paio di settimane, avendo l'accortezza di mantenere la superficie coperta di olio. Se invece volete conservarlo, immergete i vasetti in abbondante acqua fredda, che li ricopra abbondantemente e fate bollire per 40/60 minuti, poi spegnete e lasciate che si raffreddino all'interno dell’acqua e conservateli per 5 o 6 mesi al massimo. L'insalata: songino ( io radicchi di campo) crostini di pane (quadrati di pane leggermente unti con olio extra vergine di oliva e passati in forno) olive nere tonno di coniglio con fettine di limone maggiorana Assemblate l'insalata unendo i vari ingredienti secondo il proprio gusto. Condite con olio extra vergine di oliva, sale, pepe e le foglioline di maggiorana. Cara Cris, so perfettamente che ti saresti immaginata una bella coda alla vaccinara per il tuo The Recipe-tionist , ma ahimè sono a dieta e il coniglio è più indicato, visto che, come te, sul blog ci va quello che cucino al momento e le foto sono quelle fatte al piatto sulla tavola apparecchiata. Non credere però di non avermi fatta contenta (ma..la doppia negazione???? :))) perché è una vita che volevo fare il tonno di coniglio ed è proprio capitato a fagiolo. Domani parto per un fine settimana lungo con la mia adorata Cindystar e questo è proprio un gran bel cibo pronto all'uso da lasciare al mio compagno che in cucina non sa fare nulla. Grazie di cuore a te per le bellissime ricette (tutte perfette) e alla cara Flavia che ci ospita ogni mese con il suo entusiasmo contagioso. Un abbraccio. Questa ricetta partecipa a The Recipe-tionist di marzo-aprile.
Fonte: lesmadeleinesdiproust.blogspot.itPer il contest enogastronomico "Bacco Natale" ho realizzato questi ravioli ripieni di zucca e salsiccia affiancato dal buonissimo vino che mi ha gentilmente inviato la cantina La Braccesca . La Tenuta La Braccesca è situata a pochi chilometri da Montepulciano, al confine tra la Toscana e l’Umbria e si estende su un territorio dove un tempo sorgeva l’antica fattoria dei conti Bracci, da cui deriva il nome e lo stemma: un braccio coperto da armatura che regge una spada. Dal 1990 la tenuta è di proprietà dei Marchesi Antinori. Le terre de La Braccesca si trovano in due zone vicinissime ma molto differenti: Montepulciano, classica e prestigiosa terra del “ Nobile ”, e Cortona, che si è affacciata con autorevolezza sul panorama internazionale dei vini di qualità grazie soprattutto alle varietà internazionali. Queste due “anime” rappresentano lo stile de La Braccesca, nel rispetto per la tradizione e costante ricerca, nell’armonia tra antico e nuovo, nella conoscenza del proprio lavoro e nella passione per la qualità. Il vino Nobile di Montepulciano si presenta di colore rosso rubno e al naso si percepiscono subito le note di frutta fresca rossa unita al sentore piacevole di vaniglia. Al palato è ben equilibrato, morbido, contraddistinto da tannini setosi e da una buona freschezza lungo il finale. Ingredienti per il ripieno: 400 g di zucca pulita 250 g di salsiccia sbriciolata 1 cipolla olio evo sale q b cannella zenzero pepe nero 100 g di parmigiano reggiano 10-20 g pangrattato (se necessario) Ingredienti per la pasta: 2 uova 200 g di farina di semola sale Per il condimento: burro chiarificato 300 g di salsiccia sbriciolata prezzemolo Procedimento: Iniziate preparando il ripieno: tagliate la cipolla e mettetela in padella con olio ad imbiondire a fiamma bassa. Aggiungete la zucca pulita e tagliata a cubetti (la cottura dipende dalla grandezza dei cubetti che realizzate) . Quando mancano 5 minuti alla cottura della zucca aggiungete la salsiccia sbriciolata e aggiustate di sale con pepe, zenzero e cannella. Lasciate raffreddare bene e poi aggiungete il parmigiano reggiano (se la zucca ha rilasciato tanta acqua aggiungere anche 10-20 g di pangrattato). Per la pasta disponete la farina sulla spianatoia a fontana e al centro inserite le uova con pizzico di sale. Impastate bene la pasta, fate riposare 10 minuti e poi stendete la sfoglia molto sottile. Per realizzare i ravioli potete aiutarvi con lo stampo per i ravioli o tagliarli a mano. Disponete l'impasto raffreddato al centro dei ravioli, bagnate leggermente i bordi della pasta con acqua e sovrapponete,chiudendo il raviolo, una seconda sfoglia sottile. Disponete i ravioli su una spianatoia infarinata e fate asciugare bene la pasta coperta da un canovaccio sottile. Per il condimento fate sciogliere a fiamma bassa il burro chiarificato e fate rosolare la salsiccia sbriciolata. Cuocete la pasta in acqua bollente salata per circa 12 minuti e poi saltate delicatamente i ravioli nel condimento precedentemente preparato. Servite con una spolverata di prezzemolo tritato. #MovimentoTurismoVinoToscana #mtvtoscana #BaccoNatale #CantineAperte
Fonte: ricettedibricioledipane.blogspot.it