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Gli uomini hanno fatto Dio a similitudine di loro... E lo hanno conciato pel dì delle feste... Francesco Domenico Guerrazzi ( 1804-1873) Tanto per cominciare bene la settimana oggi propongo un primo semplice che richiede poco tempo per la sua preparazione ma...... Gli ingredienti debbono essere di prima qualità....quindi occhio, per prima cosa, alla scelta della pasta e noi in Italia non abbiamo che l'imbarazzo della scelta: Voiello, De Cecco, Garofalo, Rummo , Barilla tanto per citare qualche ditta produttrice.. Va da sé che non stata sponsorizzata da nessuna di queste aziende.. Ricordo ancora, quando ero ad Ann Arbor ( Michigan) quanto fui contenta di trovare in un piccolo supermercato gestito da iraqueni di Baghdad un unico tipo di pasta italiana...la Rummo ..la spaghettata in programma sarebbe stata un successo... E poi cosa prevede l'amatriciana?? il GUANCIALE!!! E la vaschetta che appare più sotto, contenente 60 gr (io ne usate due), conteneva l'ingrediente perfetto per preparate un'Amatriciana come si deve.. Sono anche andata a sfogliare il grande libro di Gualtiero Marchesi..tanto per andare sul sicuro ma poi ho apportato delle piccole modifiche alla sua ricetta ( lo scalogno, una maggior quantità di pomodorini e del prezzemolo aggiunto all'ultimo momento)... Pochi minuti di preparazione per un piatto davvero speciale!!! INGREDIENTI per 4 persone 280-320 gr di bucatini ( a seconda dell'appetito) 120 gr di guanciale stagionato Terre Ducali 1 scalogno 12-15 Pomodorini di Pachino IGP 1 ciuffo di prezzemolo pecorino romano q.b. Ecco qui sotto come si presenta la bella confezione del guanciale stagionato .. La tentazione di mangiarlo così come è con il pane è stata grande!!! Per prima cosa porre sul fuoco una pentola per la cottura della pasta... Appena raggiunge l'ebollizione buttare la pasta, in questo caso i bucatini e salare con moderazione.... Mentre la pasta cuoce in un largo tegame antiaderente far soffriggere in pochissimo olio lo scalogno tritato fine con il guanciale un poco sfilacciato... Lavare ed asciugare i pomodorini... Tagliarli a metà e farli saltare in padella con il soffritto... Occorreranno pochi minuti di cottura.. Ora scolare la pasta al dente e versarla nella padella facendola saltare per bene in modo che si insaporisca ... Aggiungere una bella spolverata di pecorino romano e del prezzemolo tritato... La ricetta non sarà molto rispettosa della tradizione ma vi assicuro che è stata comunque gradita molto... A tutte le amiche auguro un buon inizio di settimana!!!
Fonte: atavolaconmammazan.blogspot.comIn questi giorni sono piena di tensione, forse è il cambio di stagione, le tante cose da fare e da organizzare, i bambini che danno da fare e prendono tanto tempo; mi sento disorganizzata e molto confusionaria, cosa che di solito io sono proprio il contrario. Vorrei pubblicare mille ricette, ne ho veramente tante in testa e a malapena riesco ad appuntarmi qualche ingrediente in modo strampalato. Avevo diversi piatti che per mancanza di tempo non sono riuscita a fotografare, so che molti diranno: "Va bè, una foto non ci vuole mica tanto a farla", avete ragione senz'altro, ma purtroppo è più forte di me, io sono una perfezionista e se non ho la luce giusta e le decorazioni necessarie non riesco a scattare. So che in tanti non condividono questa filosofia e ammiro, veramente, le persone che non si fanno questi tipi di problemi, forse sono loro che veramente si divertono ad avere un blog, non io.... Scusate il piccolo sfogo, oggi è venerdì, mi devo distendere in preparazione di un nuovo fine settimana e finalmente riesco a pubblicare questa ciambella di pane molto golosa e decorativa, che potete farcire con quello che più preferite, perfetta per i buffet di compleanno, cene informali tra amici o un semplice aperitivo accompagnata da un bicchiere di bollicine.... Ecco la ricetta e buon fine settimana! Ingredienti per uno stampo a ciambella da 25 cm: 500 gr di farina 00 250 ml di acqua 13 gr di lievito di birra 1 pizzico di sale 3 cucchiai di olio evo 2 salsicce 50 gr di pomodorini semi secchi (si trovano già pronti in barattolo) 100 gr di formaggio tipo fontina o scamorza Mettete la farina in una ciotola con l'olio. Fate sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e versatelo nella farina. Impastate bene, aggiungete il sale. Trasferite l'impasto nella spianatoia e lavoratelo bene con le mani fino ad ottenere una palla. Copritela con la pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio del volume, circa un paio d'ore. Stendete la pasta con il mattarello cercando di darle una forma rettangolare. Farcite con la salsiccia, i pomodorini e il formaggio. Arrotolate la pasta e trasferitala sullo stampo da ciambella leggermente unto di olio. Lasciate lievitare ancora per un'ora (non è necessario coprirla). Cuocete in forno a 170° per 40 minuti. Se volete potete decorare con mazzetti di erbe aromatiche fresche e mastro di rafia intorno alla ciambella. Ed ora veniamo al bello...il mio premio! Ringrazio di cuore la mia amica Manu del blog Ricami di Pastafrolla che mi ha fatto un dolce e inaspettato, quanto gradito regalo: il premio Liebster Blog Award. Questo premio consiste nel rispondere a undici domande e formularne altre undici a 11 blog che riteniamo "Liebster" che significa carini, amabili. E' un modo molto simpatico per conoscere le persone che stanno dietro ai nostri blog preferiti e che come noi hanno la passione di cucinare e condividere successi e fallimenti, in modo sempre molto divertente, mettendosi sempre in gioco con amore e ironia. Non è obbligatorio partecipare ma se volete farlo, dovete prelevare i seguenti banner, rispondere alle mie domande e farne altre ai vostri 11 blog preferiti. Ecco le domande alle quali vado subito a rispondere: 1. Da dove nasce la tua passione per la cucina? Da dove nasce non lo so, forse dal fatto che mi piace molto mangiare e dall'amore per le materie prime di qualità. 2. Che ti po di viaggiatore sei: all inclusive o zaino in spalla? Prima dei figli, ero sicuramente zaino in spalla, adesso all inclusive e nonni al seguito! 3. Le tue letture preferite? Mi piacciono tantissimo i romanzi di Sophie Kinsella. 4. Un sogno nel cassetto? Fare della mi passione un lavoro, il sogno di tutti i sogni. 5. Ti senti un futuro Masterchef? No, di sicuro non sono all'altezza e poi ci vuole un'abbondante dose di fortuna che io non ho! 6. La tentazione a cui non sai resistere? Non so resistere alla tentazioni di comprare un paio di scarpe tacco 12! 7. Se potessi scegliere un ristorante nel mondo dove cenare in quale andresti? Ce ne sono tanti, ma io sono una legata alla tradizione italiana e quindi andrei al Ristorante Gualtiero Marchesi a Brescia. 8. Il film davanti al quale piangi ogni volta che lo guardi? Io piango per niente, quindi potrei dire La Vita è bella di Benigni come Il Re Leone della Disney. 9. Il tuo ingrediente segreto? Non ho un ingrediente segreto in particolare, però un filo di olio a crudo ci sta sempre bene. 10. Se le tue cavie culinarie non apprezzano qualche esperimento li costringi a mangiarlo comunque? Assolutamente no, i gusti sono gusti.... 11. Cosa non manca mai nella tua dispensa? Non manca mai olio extravergine di oliva, quello buono, toscano, prodotto nelle colline di nostra proprietà. Ed ora le mie 11 domande e di seguito i blog a cui vorrei passare il premio. Molti dei miei blog preferiti hanno già partecipato a questo gioco e ricevuto il premio quindi per non stressarli ulteriormente non glielo passerò di nuovo, ma ci tengo a dire che siete stati nei miei primi pensieri! 1. Dimmi come mangi e ti dirò chi sei: quali sono i tuoi cinque piatti preferiti? 2. Qual'è il piatto che ti riesce meglio? 3. Quale ingrediente proprio non sopporti? 4. Qual'è invece quello che non ti stancheresti mai di mangiare? 5. Sei geloso/a delle tue cose? 6. Ami più il pesce o la carne? 7. Stai attenta alla linea o non sai resistere davanti ad un vassoio di bignè? 8. Sei una stakanovista o te la prendi sempre con calma anche sul lavoro? 9. Dove trovi l'ispirazione per le tue ricette? 10. Il tuo chef preferito? 11. E ora la domanda di tutte le domande: è più importante essere o avere? 1. La ricetta che Vale 2. Pane e Pomodoro 3. Le ricette di Pepi 4 . Il Rovo di bosco 5. Il pan di zenzero 6. Idee nel gusto 7. A Thai Pianist 8. Giulia Pignatelli 9. Lory B. Bistrot 10. Il mio saper fare 11. Lamponi e tulipani SHARE:
Fonte: cucinascacciapensieri.blogspot.itSeduta in rigoroso ed irreale silenzio, ascolto il susseguirsi di note che nascono da un pianoforte a coda durante un concerto. Emozione allo stato puro, mischiata alla morbosa curiosità di sapere quale sarà il brano successivo e la consecutiva sequenza di accordi. Nella musica, come nella cucina, esistono note che si legano perfettamente tra di loro, che vanno d'accordo, e che dalla loro unione nasce un'armonia. Sapori ed ingredienti che devono per forza stare insieme, impossibile separarli, l'uno deve obbligatoriamente accompagnare l'altro. Nascono così in natura ingredienti delicati, poco decisi, con colori tenui, altri invece più vivaci, spiccati , profumati e particolari. Nella costruzione di un piatto, come di un'armonia, cerco di accostare intensità e gusti diversi tra loro, creando un contrasto, certa che dalla loro unione nasca il piatto perfetto. La mozzarella di bufala, dolce, delicata, accompagnata dal pomodoro più acido e dal croccante dei taralli pugliesi. Tutta per voi la mia caprese un pò chic , la mia perfetta armonia... " Cosi come per saper suonare Chopin devi conoscere bene la musica, per saper cucinare un pesce devi conoscere la qualità della sua carne ..." G. Marchesi Vino consigliato: Fiano di Ciro Picariello Ingredienti per 2 persone: 1 bufala campana 200 gr di pomodorini ciliegia 10 taralli 1 pizzico di origano secco 6 foglie di basilico fresco olio evo sale , pepe Riducete la bufala a pezzettoni e lasciatela sgocciolare per 10 minuti in un colino ( foto 1 ). Lavate i pomodorini e tagliatene un paio a metà ed i restanti in 4 spicchi ( foto 2 ). Avvolgete i taralli in un foglio di carta da forno e spezzettateli grossolanamente con un batticarne. In una ciotola emulsionate 2 cucchiai di olio con un pizzico origano secco, 4 foglie di basilico, sale e pepe. Alternate gli strati nei bicchieri partendo dai pomodorini a spicchi, bufala e taralli. Completate con i pomodorini tagliati a metà, irrorate con l'emulsione preparata in precedenza e decorate con 1 foglia di basilico fresco ( foto 3 ). foto 1 foto 3 foto 2
Fonte: lacucinadistagione.blogspot.itOggi è il giorno di Quanti modi di fare e rifare, la simpatica rubrica che ci porta nei diversi blog dei partecipanti a preparare una loro ricetta del cuore. Questo mese siamo da Marika del blog La stufa economica a preparare il Tucèn ed fa'sol e ov, cioè il "puccino" (sughetto) di fagioli con le uova, che come dice è un piatto della tradizione, di tanti anni fa, quando la carne era poca e la fame tanta...in questo modo consumavano un piatto completo e ricchissimo di proteine. Questo sughetto si preparava anche a casa mia, era la mia nonna che lo amava particolarmente, solo che invece di usare fagioli era a base di piselli e tonno (che era poco in proporzione, ma essenziale per dare sapore). Da qui la mia variante di oggi: fagioli, piselli e tonno... voi che ne dite? Vi ispira? Noi che lo abbiamo assaggiato siamo rimasti soddisfatti. Vi sottolineo che ho usato dei fagioli secchi di Lamon IGP, un tipo di fagiolo veneto coltivato fin dall'antichità, della famiglia dei borlotti, dal gusto deciso e aromatico. Ingredienti per 4 persone 220g di fagioli di Lamon secchi 250g di piselli già cotti 1cipolla 200g di passata di pomodoro 52g di tonno all'olio d'oliva sgocciolato 3 cucchiai di olio 4 uova rametto di rosmarino sale e pepe Mettere in ammollo in acqua per una notte o fagioli secchi. Il giorno successivo, mettere a cuocere i fagioli in acqua e un rametto di rosmarino per circa 1,5-2 ore. Tritare finemente la cipolla, soffriggerla con l'olio evo, bagnare con un poco di acqua in mdodo da renderla quasi trasparente, aggiungere la passata. Cuocere circa 15 minuti a fuoco basso. Nel frattempo rassodare le uova, che devono essere a temperatura ambiente. Come fare? Ecco due possibilità... Immergerle in acqua bollente e cuocerle per 10 minuti esatti. Finita la cottura dell'uovo, passare subito sotto l'acqua fredda, in modo da bloccare la cottura. far bollire l'acqua, immergere delicatamente far riprendere il bollore. Spegnere e attendere 30 minuti. Passato il tempo immergerle in acqua fredda e ghiaccio per fermare la cottura (Metodo Gualtiero Marchesi) Il mangiatore di fagioli di Annibale Carracci Nel sugo di pomodoro aggiungere i fagioli e i piselli già cotti, aggiustare di sale e pepe, lasciare insaporire cuocendo ancora 10 minuti. Aggiungere il tonno sgocciolato e le uova tagliate a metà. Servire tutto ben caldo, con tanto pane casereccio giusto per fare una golosa "scarpetta". Questa ricetta partecipa all'iniziativa Quanti modi di fare e rifare e ricordo che il prossimo mese ci troveremo tutte nel blog di Silvia Una stella tra i fornelli a cucinare i meravigliosi Pici all'aglione non li conoscete? Ma allora non sapete cosa vi siete persi finora! Coraggio provate a prepararli, noi v i aspettiamo!!!!!!!
Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.itUn cosidetto piatto forte, anche nella mia cucina. Non sono moltissimi e nemmeno tanto spesso, ho un ricordo diverso per quanto riguarda la mia infanzia, mia nonna, una bravissima cuoca, sia mia mamma li facevano spesso, umido, brasato, tutti i tagli di carne considerati ognuno per un tipo di cottura, che li esaltassse. Comunque anche il mio stinco ha fatto la sua figura, come si dice, era impiattato meglio e, la tavola sistemata con il colore bianco dalla tovaglia ai piatti, qualche tocco di rosso dato dal vino e un centro tavola di melograne di cui alcune aperte. Una citazione di Gualtiero Marchesi: - lo scopo della cottura in umido è di provocare uno scambio aromatico tra il liquido in cui viene cucinato l'alimento e l'alimento stesso -. STINCO DI VITELLO ALL'AMARONE ingredienti: uno stinco di vitello di circa 1,5 kg 5 chiodi di garofano burro un rametto di rosmarino qualche foglia di alloro 5 bacche di ginepro 3 bicchieri di amarone brodo fecola di patate sale & pepe Tagliate lo stinco in profondità, ( 4/5 tagli ) inserite le bacche di ginepro leggermente schiacciate. In una piccola ciotola lavorate il burro 25 g, con il sale e abbondante pepe, spalmatelo sullo stinco, e nelle incisioni. Sistematelo in una pirofila alta da forno, con il rosmarino e l'alloro, cuocetelo per 30 minuti a 180°, bagnate a questo punto con 1 bicchiere e mezzo di vino ed un bicchiere di brodo, coprite con carta d'alluminio e proseguite per un'altra ora, la cottura. Giratelo un paio di volte. Quindi bagnatelo con il restante vino e continuate la cottura per un'altra ora ancora. Togliete lo stinco e mettetelo a parte scolato dal suo fondo di cottura ed avvolto in carta d'alluminio. Filtrate il fondo di cottura, mettetelo in un pentolino unite la fecola di patate un cucchiaino, una noce di burro e i chiodi di garofano, fate addensare a fuoco dolce. Servite lo stinco con il sughetto a parte.
Fonte: coolchicstyleconfidential.blogspot.itBisognerebbe solo i libri che mordono e pungono... Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno in testa..a che serve leggerlo? Franz Kafka ( 1883-1924) Mi è capitato d leggere su FB una feroce disputa tra due blogger . La prima rivendicava la "maternità" di una ricetta... L'altra la gabellava come sua... Ora non ho approfondito la questione in essere tra le due ma comunque, proprio per l'etica che deve regnare nel nostro " mondo" molto particolare e piuttosto competitivo, l'unica via da seguire è quella dell'onestà.. Se si decide di pubblicare una ricetta che non ci appartiene si deve sempre citare la fonte... A me qualche volta è capitato di non essere in grado di citare la fonte ma mi sono sempre premurata di scrivere nel corpo del post che se l'autore o l'autrice della ricetta in questione si riconoscesse in quanto da me postato di contattarmi affinché lo possa linkare correttamente.. E' molto semplice non trovate care amiche?? Per la ricetta che pubblico oggi devo ringraziare il mio caro Gualtiero Marchesi fonte di ispirazione non solo per questa ma anche per altre ricette che trovo nel suo magnifico ricettario che consulto a casa di mia figlia durante le mie sessioni di babysiteraggio che ultimanemente sono diventate frequenti!!! Sta accadento esattamente come capitava a me tanti anni fa... Non sapevo mai se al mattino uno o tutti e due i miei figli stavano bene e se quel giorno sarei riuscita ad andare a lavorare!! Scendendo nei particolari relativi alla salsa questa può accompagnare ed impreziosire non solo i gamberoni che avevo a disposizione ma anche del semplice riso pilaf o carni alla griglia.. Consiglio alle amiche di non modificare gli ingredienti: ognuno di essi ha il suo perché!!! Le foto sono state scattate un istante prima di andare in tavola.. e di fretta pure..altrimenti si raffreddava tutto!! Tempo di preparazione ; circa 30' ( soprattutto per la cottura della salsa) Costo: medio Difficoltà:* INGREDIENTI PER DUE PERSONE 20 GAMBERONI 2 SPICCHI D'AGLIO POCO OLIO EXTRAVERGINE E BURRO PER LA SALSA AL CURRY 2 CUCCHIAINI DI CURRY DOLCE O PICCANTE 1 PUNTINA DI CANNELLA 1 PUNTINA DI ZENZERO IN POLVERE 4 BACCHE DI CARDAMOMO 30 GR DI BURRO 1 PUNTINA DI ZUCCHERO 1 PUNTINA DI SALE 1 CIPOLLOTTO TRITATO 1 SPICCHIO D'AGLIO TRITATO Ecco qui sotto il cipolotto, privato della sua codina e lo spicchio d'aglio senza il germe centrale.. Vanno tritati finemente.. E fatti appassire dolcemente nel burro... Qui sotto si possono vedere i semini di 4 bacche di cardamomo.. Si devono pestare con un batticarne... E le altre spezie che rendono unica questa salsa.. I secondo piano il curry dolce acquistato al Salone dell'Oriente A sinistra lo zenzero in polvere e a destra la cannella.. Mescolare le 4 spezie e aggiungerle al trito di cipollotto e aglio ormai appassiti nel burro .. Cuocere sempre a fuoco medio mescolando con cura quindi aggiungere una tazza di acqua bollente.. Mescolare di tanto in tanto.. Passati circa 25'/30' filtrare il tutto e tenere in caldo... Ecco come si presenta la salsina al curry che, come ho scritto in precedenza può accompagnare sia del riso pilaf che delle carni o gamberoni grigliati.. Ed ecco qui sotto i gamberoni che non ho grigliato per motivi "tecnici" ma semplicemete fatti "saltare" in padella antiaderente.. Eliminare il carapace avendo cura di lasciare attaccate al corpo la testa e la codina.. Sciacquare e asciugare con carta da cucina.. Quindi farli salare con delicatezza in padella con olio, poco burro e un paio di spicchi d'aglio.. Accomodarli in un piatto da portata riscaldato.. E napparli con la salsa che deve essere ben calda.... Buona giornata a tutti!!!!
Fonte: atavolaconmammazan.blogspot.comlalunasulcucchiaio.blogspot.it Se un giorno deciderai di scoprire la forza della vita che è in te, non dovrai fare altro che fermarti a guardare un seme mentre germoglia" Un piccolo seme che da' origine ad un alimento prezioso che in diverse varietà viene coltivato e consumato in tutti i paesi del globo. Il riso (Oryza sativa) è un cereale della famiglia delle graminacee alla base della dieta di molte popolazioni. Soltanto in Italia si coltivano più di cinquanta varietà di riso, diverse per forma (chicchi corti o lunghi), dimensione (piccoli o grossi) e contenuti (glutinoso, integrale, brillato, parboiled). Un altro prezioso frutto che la natura ci dona è la zucca ha dalle importanti proprietà nutritive, benefiche e terapeutiche, è sicuramente l’ortaggio autunnale per eccellenza e viene spesso impiegata per la preparazione di numerose ricette. È un’ottima fonte di vitamine e di sostanze antiossidanti. In modo particolare la zucca, insieme alle carote, fornisce al nostro organismo il betacarotene, indispensabile per la formazione della vitamina A, ha proprietà diuretiche e lassative non trascurabili. Viene definita "maiale dell'orto" perché non si getta nessuna parte, infatti se ne consumano la polpa, buccia e semi che, se opportunamente essiccati e salati, sono un sano e stuzzicante spuntino, dai semi si ricava anche l'olio con un caratteristico sapore " tostato" usato sia in cosmesi che in cucina per condire. Vediamo come trasformarla in un delizioso piatto completo Ingredienti (per 4 porzioni) 300 g zucca mantovana 300 g riso Carnaroli sale, pepe nero macinato al momento 2 cucchiai semi di zucca decorticati 120 g Gorgonzola DOP dolce 50 g zucchero semolato peperoncino secco Procedimento Privare la zucca della scorza e dei semi e ridurre a cubetti di 2 cm. circa di lato. Riscaldare il riso a diretto contatto con la pentola in cui verrà cotto senza alcun condimento. Meglio una pentola in acciaio, con fondo spesso che garantisce continuità di temperatura, riducendo gli sbalzi termici. Il calore deve essere medio-alto, evitando però di bruciare il riso. Tostare il riso per almeno 2' min circa muovendolo spesso con un mestolo. Grattugiare poca polpa di zucca unendola direttamente al riso tostato e salare. Portare a cottura il risotto unendo semplice acqua calda leggermente salata poco alla volta, mescolando spesso. Nel frattempo, tostare i semi di zucca in una padella antiaderente, conservandoli a parte; nella stessa padella mettere lo zucchero, il peperoncino e i cubetti di zucca e rosolare sfumando con qualche cucchiaiata d'acqua. Tagliare il gorgonzola freddo a pezzetti e incorporare al risotto mantecandolo, coprire con un canovaccio e lasciar riposare almeno 2' min.. Disporre nei piatti da portata e distribuire i dadini di zucca caramellata e i semi tostati sul risotto terminando la preparazione. lalunasulcucchiaio.blogspot.it Per questa preparazione ho utilizzato RISO BUONO Carnaroli Gran Riserva, un riso che viene fatto invecchiare un anno da grezzo, questo procedimento “dell’Agin” era già conosciuto e praticato in antichità da molte popolazioni. Infatti dopo l’essiccazione il riso non ha ancora acquisito tutte le caratteristiche di massima qualità. Il riso invecchiato e conservato bene aumenta notevolmente il proprio volume originale e questo crea una minore dispersione di amido e minerali nella cottura. I chicchi del nostro Carnaroli Gran Riserva non si attaccano durante la cottura e la mantengono meglio evitando di scuocere.Oltre alle sue qualità organolettiche e nutrizionali, il riso prodotto a Casalbeltrame, nella tenuta LA MONDINA di proprietà della famiglia LUIGI GUIDOBONO CAVALCHINI, ha dalla sua parte la forza della tradizione, una tradizione che viene da lontano, iniziata sul finire del XVII sec. quando la nobile famiglia dei Gautieri, lasciata la contea di Nizza, venne a stabilirsi in queste terre novaresi, introducendo, nel tempo, importanti ristrutturazioni soprattutto nei metodi d’irrigazione e nelle forme di coltivazione. Una tradizione che è continuata, a seguito di successioni ereditarie, prima con i marchesi Cuttica di Cassine e, attualmente, con i baroni Guidobono Cavalchini.La tradizione trae la sua forza non soltanto dallo scorrere dei decenni: essa diventa vera forza motrice nella misura in cui si accompagna con i sacrifici di generazioni, con l’attaccamento al proprio territorio, con l’amore verso la natura e il suo assoluto rispetto, con l’impegno a raggiungere livelli sempre più elevati www.risobuono.it Questo piatto è stato cucinato per la manifestazione RISOEXPO 2016 a Novara. #EXPORICE #EXPORICE2016 Dal 4 settembre al 16 ottobre si è svolto #ExpoRice2016 con tanti appuntamenti nella bassa Novarese: tour in bici e in bus tra le risaie, spettacoli, animazioni per bambini, mostre fotografiche, laboratori di cucina e didattici, degustazioni di prodotti tipici e iniziative culturali. www.turismonovara.it
Fonte: lalunasulcucchiaio.blogspot.itGualtiero Marchesi docet: la controversia tra il brodo e il lesso da Oltre il fornello Il procedimento per ottenere un buon brodo ha il principio di estrarre dalla carne tutte le sostanze solubili e quindi anche il sapore. Per questo motivo la carne va immersa in acqua fredda e portata lentamente fino quasi a bollire. Il liquido poi viene poi schiumato e aromatizzato con verdure (sedano, carota e cipolla), spezie (chiodo di garofano) e erbe aromatiche (gambo di prezzemolo, maggiorana). E' consigliato utilizzare pezzi piccoli di carne. Il procedimento per ottenere un buon bollito invece è esattamente il contrario. E' necessario impedire la dispersione dei succhi nutritivi contenuti nella carne. Bisogna quindi preparare in precedenza un brodo aromatizzato con le verdure, le erbe aromatiche e le spezie e immergere la carne nel liquido bollente. In questo modo si forma una superficie protettiva sulla carne che evita la fuoriuscita delle sostanze estrattive. Per lo stesso motivo è bene utilizzare tagli grossi. Per entrambe le preparazioni la cottura deve essere controllata (bassa temperatura), non deve superare i 94/95 gradi. Deve quindi sobbollire. In questo modo da una parte si ottiene un brodo limpido che non necessita della chiarificazione con l'albume che porta via sapore, Dall'altra parte la bassa temperatura consente una penetrazione calibrata del calore nella carne, rendendola, così, tenera senza essere filacciosa e asciutta. Un buon lesso non deve essere stracotto. L'operazione di schiumatura è da ripetere frequentemente, in modo da mantenere il brodo sempre limpido. La prima schiumatura è tuttavia la più importante e va eseguita con tempismo, altrimenti il brodo si intorbidirebbe e le sue qualità organolettiche verrebbero compromesse e con queste, anche quelle della carne. Altro elemento importante è il sale. Riguardo al brodo, se si sbaglia la salatura iniziale, questo viene irrimediabilmente compromesso. E' consigliabile salarlo alla fine, soprattutto se si deve fare un brodo ristretto. Per ottenere una carne più digeribile, è meglio non salare il brodo ma condirla con sale grosso macinato al momento. E' vero che un buon brodo impoverisce la carne che lo produce, togliendone parte del sapore, ma non per questo deve andare buttata. Si può utilizzare nella preparazione di polpette o di fresche insalate oppure in umido. Stessa cosa vale per il brodo prodotto per ottenere il bollito. Non sarà sicuramente adatto per i tortellini, ma potrà essere impiegato per cucinare gustosi risotti o aggiunto alla preparazione di arrosti e stracotti. Insalata con tonno di coniglio e limoni aromatizzati alle olive Ricetta di Cristiana di Beuf à la mode I limoni alle olive: 3 limoni non trattati 8 olive nere 3 cucchiai di succo di limone 1/2 cucchiaio di sale grosso 1/2 peperoncino Lavate i limoni, tagliateli a metà per il senso della lunghezza. Affettateli molto sottilmente nel senso della larghezza. Trasferite le fettine in una ciotola che le possa contenere tranquillamente. Tritate finemente le olive, aggiungetevi il succo di limone, il peperoncino e il sale. Unite gli ingredienti ai limoni e rigirateli in modo tale che la pasta alle olive ricopra in maniera uniforme le fettine di limone. Coprite e trasferite in frigorifero per un paio di giorni. Il tonno di coniglio: 1kg di coniglio pulito 1 carota 1 sedano 1 cipolla 3 chiodi di garofano timo olio extra vergine di oliva sale e pepe mie aggiunte: 2 bacche di ginepro, i semi di una bacca di cardamomo, pepe lungo e Sichuan, due rametti di maggiorana, due gambi di prezzemolo, un pezzetto di foglia di lemon grass, una foglia di alloro Sbucciate e lavate le verdure. Portate a bollore l'acqua con le verdure, le erbe aromatiche e le spezie. Quando l'acqua avrà raggiunto il bollore unite il coniglio e fate cuocere per circa un'ora a fiamma bassissima. Spegnete la fiamma e fate raffreddare la carne all'interno del liquido. Una volta freddo disossate il coniglio e fatelo asciugare lasciandolo su un tagliere in pendenza per un paio d'ore. Prendete un barattolo di vetro sterilizzato per confetture. Come procedere per sterilizzare in modo corretto e sicuro ne parlo qui: http://lesmadeleinesdiproust.blogspot.it/2011/07/sterelizzazione-e-invasamento-caldo.html Trasferitevi il coniglio riducendolo in piccoli pezzi con l'aiuto delle mani. Dovrete alternare il coniglio all'olio, condite ogni strato con del sale. Pressate bene affinché la carne sia ben compatta. Chiudete il barattolo e trasferite in frigorifero per un giorno. Trascorso un giorno riprendete il coniglio, toglietelo dal barattolo e trasferitelo in un altro, sempre sterilizzato, alternando questa volta alla carne le fettine di limone e qualche grano di pepe. Riponete in frigorifero ancora per un giorno prima di consumarlo. Si mantiene per un paio di settimane, avendo l'accortezza di mantenere la superficie coperta di olio. Se invece volete conservarlo, immergete i vasetti in abbondante acqua fredda, che li ricopra abbondantemente e fate bollire per 40/60 minuti, poi spegnete e lasciate che si raffreddino all'interno dell’acqua e conservateli per 5 o 6 mesi al massimo. L'insalata: songino ( io radicchi di campo) crostini di pane (quadrati di pane leggermente unti con olio extra vergine di oliva e passati in forno) olive nere tonno di coniglio con fettine di limone maggiorana Assemblate l'insalata unendo i vari ingredienti secondo il proprio gusto. Condite con olio extra vergine di oliva, sale, pepe e le foglioline di maggiorana. Cara Cris, so perfettamente che ti saresti immaginata una bella coda alla vaccinara per il tuo The Recipe-tionist , ma ahimè sono a dieta e il coniglio è più indicato, visto che, come te, sul blog ci va quello che cucino al momento e le foto sono quelle fatte al piatto sulla tavola apparecchiata. Non credere però di non avermi fatta contenta (ma..la doppia negazione???? :))) perché è una vita che volevo fare il tonno di coniglio ed è proprio capitato a fagiolo. Domani parto per un fine settimana lungo con la mia adorata Cindystar e questo è proprio un gran bel cibo pronto all'uso da lasciare al mio compagno che in cucina non sa fare nulla. Grazie di cuore a te per le bellissime ricette (tutte perfette) e alla cara Flavia che ci ospita ogni mese con il suo entusiasmo contagioso. Un abbraccio. Questa ricetta partecipa a The Recipe-tionist di marzo-aprile.
Fonte: lesmadeleinesdiproust.blogspot.itQuando «Il Buon Riso» mi ha contattata per una nuova iniziativa, #ilbuonrisodimamma, sono stata subito entusiasta. Il motto di questa iniziativa, “ricorda, reinventa, condividi”, sembrava così connaturale con il mio concetto di cucina, che immaginavo avrei realizzato prestissimo quello che l'azienda chiedeva, creare un piatto con il loro riso in due versioni: – fedele alla ricetta della mamma – reinterpretata con un tocco contemporaneo nella scelta degli ingredienti, nella preparazione, nell'impiattamento. Al contrario delle mie (e forse delle loro) aspettative, la mia risposta non è stata affatto veloce. Ogni volta che provavo a reinventare un piatto di riso che cucinava la mamma, mi sembrava un tentativo subito fallito di comunicare ciò che l'azienda chiedeva, il “legame indissolubile che attraversa la vita di tutti noi” (cit. dalla lettera di accompagnamento ricevuta da Il Buon Riso, insieme ai loro prodotti). Ma pochi giorni fa, cercando fra le stoviglie di mamma, nella casa ormai disabitata che mi ha vista crescere, giocare, studiare e, perché no, cucinare i miei primi piatti con lei o senza di lei, ho trovato un piatto decorato con fiorellini rossi e foglioline verdi, un modestissimo piatto da cucina, marchiato S.C. Richard, la Società Ceramica Richard, che si fuse nel 1896 con la Manifattura dei Marchesi Ginori, da cui nacque la famosa ditta di ceramiche Richard-Ginori. Vista la data (un terminus ante quem ?), sarà stato un piatto della nonna? Non lo so, so solo che su quel tipo di piatti ci ho mangiato per tanti anni, prima che, insieme alla cucina nuova degli anni '70, i miei rinnovassero anche le stoviglie. Devo dire che mi si è 'stretto' il cuore. L'immagine di mamma giovane che mi portava il riso a letto, quando avevo la febbre per le solite influenze o per le malattie esantematiche infantili (non esistevano tutti i vaccini di oggi!), mi è subito tornata alla mente. In quel piatto ho rivisto il mucchietto di riso contornato dalla crema di riso fatta alla sua maniera, con il passaverdura, e negli anni successivi con quello strano e rumorosissimo aggeggio infernale che arrivò a velocizzare il lavoro in cucina, il frullatore. Se ricordo bene, da noi, nella Toscana degli anni '50 e '60, non arrivavano altro che il riso originario e il riso Arborio. Il riso Arborio , che prende il nome dall'omonima cittadina in provincia di Vercelli, è un riso a chicchi grandi che aumenta molto di volume perché assorbe benissimo il condimento. Lei lessava l'Arborio finché fosse abbastanza morbido per poterne ridurre una parte quasi a crema. A volte aggiungeva anche latte, perché lo riteneva un toccasana per dare proteine ai malati. Altre proteine venivano dai riccioli di burro e dalla neve di parmigiano, insomma, una poesia. E come tutte le poesie, inutile imitare, meglio solo ispirarsi e creare a nuovo. Così mi sono ispirata a quel piatto inteso non tanto come cibo, ma come contenitore, in particolare a quella delicata decorazione floreale sul bordo, che ho cercato di ricreare con un anello di riso decorato con il finocchietto e i chicchi della melagrana, perché mamma teneva moltissimo al melograno del nostro giardino. Anche la quenelle rosa è a base di succo di melagrana e crema di 'labna' che autoproduco dallo yogurt. La glassa è fatta con succo di melagrana e fecola. L'altra quenelle che arricchisce il piatto, che in questo modo da riso per malati diventa riso gourmet, è a base di polpa di tamarindo e ricotta. Lo sciroppo di tamarindo era all'epoca venduto in farmacia, ma ce n'era una versione più dolce che mettevamo sul gelato. Solo in tempi recenti ho scoperto il frutto, che ha una nota piuttosto aspra. A mamma sarebbe senz'altro piaciuto. E il parmigiano del piatto originario dove è finito? Non l'ho del tutto eliminato dal nuovo piatto. Riproducendo la cottura pilaf che, se ricordo bene, cominciò ad andare di moda in Italia alla metà degli anni '70, ho utilizzato un brodo né di verdura, né di carne, ma fatto con le croste di parmigiano. Una delizia! Tocco finale: rigatino croccante. Sul sito Foodpairing ho visto che il tamarindo viene abbinato al bacon. Qui invece l'ho accostato al rigatino toscano che, a differenza della pancetta (ottenuta dalla pancia del maiale), si ricava dalla parte che sta fra la schiena (da cui viene il lardo) e la pancia. INGREDIENTI per 1 piatto – Riso pilaf 75 g di riso Arborio ( riso superfino Arborio Il Buon Riso) 1 crosta di parmigiano (50 g) 500 ml di acqua finocchietto chiodo di garofano aglio Mezzo scalogno olio e.v.o. sale pepe – Quenelle rosa 10 ml di succo di melagrana 20 g di labna (crema spalmabile ottenuta dallo yogurt, vedi qui ) – Quenelle marrone 40 g di frutti di tamarindo (= 20 g di polpa) 20 g di ricotta di pecora – Glassa alla melagrana 150 ml di succo di melagrana 2 cucchiaini di fecola di patate – 25 g di rigatino – 5 germogli di finocchietto – 15 chicchi di melagrana – 15 g di pistacchi tritati finissimi PREPARAZIONE Preparare il brodo di croste di parmigiano : raschiare le croste, lavarle e metterle in acqua fredda con finocchietto, chiodo di garofano e una puntina d'aglio. Far bollire semi-coperto per un'ora in modo che restino almeno 150 ml di liquido. Filtrare il brodo e aggiustare di sale e pepe. Nel frattempo, preparare le quenelles con gli ingredienti indicati. Amalgamare labna e succo di melagrana in una tazza e conservare in frigorifero. Tritare e schiacciare la polpa di tamarindo e amalgamarla alla ricotta. Conservare in frigorifero. Accendere il forno a 200° C. Passare alla cottura pilaf del riso . Fra rosolare sul fornello, in un contenitore che può andare in forno (io ho usato una 'pignatta' di terracotta) lo scalogno, unire il riso , far insaporire (non importa tostare) e versarvi il brodo bollente. Trasferire in forno, coprire e lasciare coperto 15 minuti senza girare. A fine cottura sgranare il riso. Il chicco sarà asciutto, ma saporito all'interno. Mettere in forno anche il rigatino tritato finché è divenuto croccante. Nel frattempo, unire la fecola di patate al succo di melagrana , riscaldare per far addensare. Impiattare : sistemare il riso ad anello, deporvi le quenelles formate prelevando il composto con due cucchiai. Sovrapporre il rigatino. Decorare con fiorellini formati da finocchietto e chicchi di melagrana. Contornare di glassa alla melagrana e formare una striscia con i pistacchi.
Fonte: acquacottaf.blogspot.itPer il contest enogastronomico "Bacco Natale" ho realizzato questi ravioli ripieni di zucca e salsiccia affiancato dal buonissimo vino che mi ha gentilmente inviato la cantina La Braccesca . La Tenuta La Braccesca è situata a pochi chilometri da Montepulciano, al confine tra la Toscana e l’Umbria e si estende su un territorio dove un tempo sorgeva l’antica fattoria dei conti Bracci, da cui deriva il nome e lo stemma: un braccio coperto da armatura che regge una spada. Dal 1990 la tenuta è di proprietà dei Marchesi Antinori. Le terre de La Braccesca si trovano in due zone vicinissime ma molto differenti: Montepulciano, classica e prestigiosa terra del “ Nobile ”, e Cortona, che si è affacciata con autorevolezza sul panorama internazionale dei vini di qualità grazie soprattutto alle varietà internazionali. Queste due “anime” rappresentano lo stile de La Braccesca, nel rispetto per la tradizione e costante ricerca, nell’armonia tra antico e nuovo, nella conoscenza del proprio lavoro e nella passione per la qualità. Il vino Nobile di Montepulciano si presenta di colore rosso rubno e al naso si percepiscono subito le note di frutta fresca rossa unita al sentore piacevole di vaniglia. Al palato è ben equilibrato, morbido, contraddistinto da tannini setosi e da una buona freschezza lungo il finale. Ingredienti per il ripieno: 400 g di zucca pulita 250 g di salsiccia sbriciolata 1 cipolla olio evo sale q b cannella zenzero pepe nero 100 g di parmigiano reggiano 10-20 g pangrattato (se necessario) Ingredienti per la pasta: 2 uova 200 g di farina di semola sale Per il condimento: burro chiarificato 300 g di salsiccia sbriciolata prezzemolo Procedimento: Iniziate preparando il ripieno: tagliate la cipolla e mettetela in padella con olio ad imbiondire a fiamma bassa. Aggiungete la zucca pulita e tagliata a cubetti (la cottura dipende dalla grandezza dei cubetti che realizzate) . Quando mancano 5 minuti alla cottura della zucca aggiungete la salsiccia sbriciolata e aggiustate di sale con pepe, zenzero e cannella. Lasciate raffreddare bene e poi aggiungete il parmigiano reggiano (se la zucca ha rilasciato tanta acqua aggiungere anche 10-20 g di pangrattato). Per la pasta disponete la farina sulla spianatoia a fontana e al centro inserite le uova con pizzico di sale. Impastate bene la pasta, fate riposare 10 minuti e poi stendete la sfoglia molto sottile. Per realizzare i ravioli potete aiutarvi con lo stampo per i ravioli o tagliarli a mano. Disponete l'impasto raffreddato al centro dei ravioli, bagnate leggermente i bordi della pasta con acqua e sovrapponete,chiudendo il raviolo, una seconda sfoglia sottile. Disponete i ravioli su una spianatoia infarinata e fate asciugare bene la pasta coperta da un canovaccio sottile. Per il condimento fate sciogliere a fiamma bassa il burro chiarificato e fate rosolare la salsiccia sbriciolata. Cuocete la pasta in acqua bollente salata per circa 12 minuti e poi saltate delicatamente i ravioli nel condimento precedentemente preparato. Servite con una spolverata di prezzemolo tritato. #MovimentoTurismoVinoToscana #mtvtoscana #BaccoNatale #CantineAperte
Fonte: ricettedibricioledipane.blogspot.it