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Gli uomini hanno fatto Dio a similitudine di loro... E lo hanno conciato pel dì delle feste... Francesco Domenico Guerrazzi ( 1804-1873) Tanto per cominciare bene la settimana oggi propongo un primo semplice che richiede poco tempo per la sua preparazione ma...... Gli ingredienti debbono essere di prima qualità....quindi occhio, per prima cosa, alla scelta della pasta e noi in Italia non abbiamo che l'imbarazzo della scelta: Voiello, De Cecco, Garofalo, Rummo , Barilla tanto per citare qualche ditta produttrice.. Va da sé che non stata sponsorizzata da nessuna di queste aziende.. Ricordo ancora, quando ero ad Ann Arbor ( Michigan) quanto fui contenta di trovare in un piccolo supermercato gestito da iraqueni di Baghdad un unico tipo di pasta italiana...la Rummo ..la spaghettata in programma sarebbe stata un successo... E poi cosa prevede l'amatriciana?? il GUANCIALE!!! E la vaschetta che appare più sotto, contenente 60 gr (io ne usate due), conteneva l'ingrediente perfetto per preparate un'Amatriciana come si deve.. Sono anche andata a sfogliare il grande libro di Gualtiero Marchesi..tanto per andare sul sicuro ma poi ho apportato delle piccole modifiche alla sua ricetta ( lo scalogno, una maggior quantità di pomodorini e del prezzemolo aggiunto all'ultimo momento)... Pochi minuti di preparazione per un piatto davvero speciale!!! INGREDIENTI per 4 persone 280-320 gr di bucatini ( a seconda dell'appetito) 120 gr di guanciale stagionato Terre Ducali 1 scalogno 12-15 Pomodorini di Pachino IGP 1 ciuffo di prezzemolo pecorino romano q.b. Ecco qui sotto come si presenta la bella confezione del guanciale stagionato .. La tentazione di mangiarlo così come è con il pane è stata grande!!! Per prima cosa porre sul fuoco una pentola per la cottura della pasta... Appena raggiunge l'ebollizione buttare la pasta, in questo caso i bucatini e salare con moderazione.... Mentre la pasta cuoce in un largo tegame antiaderente far soffriggere in pochissimo olio lo scalogno tritato fine con il guanciale un poco sfilacciato... Lavare ed asciugare i pomodorini... Tagliarli a metà e farli saltare in padella con il soffritto... Occorreranno pochi minuti di cottura.. Ora scolare la pasta al dente e versarla nella padella facendola saltare per bene in modo che si insaporisca ... Aggiungere una bella spolverata di pecorino romano e del prezzemolo tritato... La ricetta non sarà molto rispettosa della tradizione ma vi assicuro che è stata comunque gradita molto... A tutte le amiche auguro un buon inizio di settimana!!!
Fonte: atavolaconmammazan.blogspot.comCreare è dare una forma.... Al proprio destino.... Albert Camus (1913-1960) Gualtiero Marchesi definisce questo piatto:" Un delicato antipasto statunitense" ma visti gli ingredienti, credo che le amiche lo possano definire un secondo piatto.... Sostanzioso anche!!! Un pochino costoso...pure ma che potrebbe rappresentare una portata in un pranzo importante visto l'insolito connubio tra avocado e petto di pollo... Lascio loro decidere come collocare la portata all'interno del loro menù, sempre che la ricetta sia di loro gradimento!!!! Tempo di preparazione: circa 40'/50' ( ma si può preparare in due tempi) Costo: medio Difficoltà:* INGREDIENTI 2 avocadi 250 gr di petto di pollo Per la besciamella 1/2 litro scarso di brodo (usare quello in cui sono stati lessati i petti di pollo) 2 cucchiai di farina 25 gr di burro 2 cucchiai di parmigiano grattugiato 4 cucchiai di panna 1 cucchiaio di brandy sale e pepe q.b. Lessare i petti di pollo con le verdure da brodo ( sedano, carota cipolla) per circa 20'... Scolarli per bene, asciugarli e farli raffreddare. Metterli per il momento da parte. Prepariamo la besciamella: In un pentolino di misura media far fondere il burro e aggiungere la farina.... Farla tostare leggermente e quindi a poco a poco unire il brodo caldo. Usare una frustina per eliminare gli eventuali grumi che si possono formare. La salsa ottenuta deve essere ben cotta e un poco liquida. Levare dal fuoco unire il brandy, il parmigiano.... E la panna mescolando il tutto accuratamente.... Su un tagliere e con un coltello affilato tagliare il petto di pollo a fettine sottilissime.... Mescolarle alla besciamella.... Lavare gli avocadi, asciugarli accuratamente e tagliarli a metà eliminando il grosso nocciolo.... Con un coltellino affilato svuotarli dalla polpa cercando di mantenere integro il guscio.... Quindi frullare la polpa fino ad ottenete una crema liscia e omogenea e aggiungerla alla besciamella... Salare e pepare q.b. Ottenuta una mix ben amalgamato colmare i gusci di avocado facendo in modo da creare una cupoletta al centro.... Spolverizzare con il parmigiano ( io me ne sono dimenticata...) Infornare in forno preriscaldato e ventilato a 200° per circa 20'... Con una paletta sollevare delicatamente i mezzi avocadi appena sono tiepidi e disporli nei piatti individuali.... Buon appetito!!!!
Fonte: atavolaconmammazan.blogspot.comCiao a tutti e buona settimana. Dopo un fine settimana di fuoco, tra lavoro, feste di compleanno, lavatrici, ferri da stiro e un'avventura di pulizia nella giungla (ops scusate... camera) della pulce (sai quando entri non sai quando esci...), eccomi finalmente tornata ad una connessione umana. A casa non si riusciva a prendere neanche una misera tacchetta sigh sigh Qui si gela, ieri bora e gelo, oggi meno vento ma taaaaaanto freddo!!!! Non riesco a scaldarmi :-C Mi ci vorrebbe proprio una fettina di questa torta che ho preparato sabato pomeriggio E' un dolce semplice, che bene si accompagna al latte o lo yogurt per la colazione, ma che fa la sua degna figura anche davanti a una tazza di tea per la merenda del pomeriggio. Io l'ho provato in entrambe le occasioni... quindi parlo per esperienza ;-D L'ho chiamato Torta del bosco, perché ha i mirtilli, le nocciole... e mi fa ricordare le belle passeggiate di quest'estate.... è bello nelle giornate fredde scaldarsi il cuore con i bei ricordi! Ingredienti: 250 gr di yogurt biologico di mirtilli 100 gr di farina di avena integrale 100 gr di farina 00 100 gr di semolino di farro 100 gr di zucchero di canna 2 cucchiai di miele d'arancio 2 uova 50 ml di panna da montare 1 pizzico di sale 1 bustina di lievito 250 gr di cioccolato gianduia con le nocciole 100 gr di Philadelphia light Procedimento: Sbattete lo yogurt con lo zucchero ed il miele, fino ad ottenere una crema omogenea. Aggiungete le uova una alla volta, continuando a sbattere,inserendo la seconda solo quando la prima sarà ben amalgamata. Versate la panna liquida nel composto e con la frusta elettrica "montate" per qualche minuto. A parte setacciate le farine, con il lievito ed il sale ed aggiungetele un pò alla volta al composto, continuando a mescolare per evitare grumi ed amalgamare bene il tutto. Scaldate il forno a 180°, imburrate uno stampo rotondo diametro cm 24 e versatevi il composto. Cucinate per circa 45/50 minuti (Fate la prova dello stecchino). Nel frattempo sciogliete a bagnomaria la gianduia con il Philadelphia, finché non formeranno una crema morbida. Sfornate il dolce e mettetelo a raffreddare su una gratella. Posizionate un foglio di carta da forno sotto la gratella e, con una spatola, cominciate a spalmare la glassa sul dolce. Fate riposare in frigo per un'ora. Trascorso il tempo, mettete il dolce su un piatto di portata e servite. Il dolce è molto soffice, spumoso. Il gusto delicato dell'impasto viene arricchito dalla glassa corposa e golosa. Con l'occasione vi presento la mia nuova collaborazione Broggi Azienda di Passirano (Bs), nata nel 1818, specializzata nella produzione di posateria e vasellame: linea classica e moderna a rappresentare l'eccellenza del made in Italy. Le posate che vedete nelle foto sono della linea Gualtiero Marchesi. Dimenticavo... Volete una fetta? Con questo post partecipo al contest di Scorribande in cucina e La cucina che vale ed al contest di Prezzemolino
Fonte: pannifriciusdelicius.blogspot.itOggi vi portiamo in giro alla scoperta di meravigliosi profumi...quei profumi che ci regalano le stupende erbe aromatiche sparse ovunque nella nostra incantevole penisola! Il tema di questa puntata della rubrica dell'Italia nel piatto è infatti: Erbe aromatiche e profumi di fine estate Le focacce qui da noi dominano le nostre tavole, ne trovate di tutti i gusti, si mangiano a pranzo, a merenda, a cena e...a colazione anche! Nella mia cucina trovate oggi un'aromatica focaccia con le patate e rosmarino , morbida, fragrante e soprattutto profumatissima, un'alternativa della classica focaccia pugliese con pomodori ed origano. Il legame che unisce la Puglia ed il rosmarino è il sole caldo ed avvolgente ed il mare di un azzurro fantastico, questa pianta aromatica cresce spontanea nei terreni asciutti e luminosi, sulle coste ed in riva al mare. L'origine del nome pare derivi dal latino da rosa e maris cioè rosa del mare , secondo altri da rhusus e maris cioè arbusto di mare oppure ros e maris cioè rugiada del mare. In cucina trova ampio spazio in molte ricette ed insaporisce molto gli arrosti , a rametti o con gli aghi tritati. Le foglie, fresche o secche, l'olio essenziale come pianta medicinale. Bellissime anche come piante ornamentali nei giardini come macchie, bordure o nei vasi su balconi e terrazze. un abbraccio MILENA Focaccia con patate e rosmarino Ingredienti: 150 g. di semola rimacinata 150 g. di farina 00 2 patate piccole lesse 10 g. di lievito di birra 1/2 cucchiaio di sale fino 1 cucchiaino di zucchero 200 ml. circa di acqua tiepida olio evo patate a fette q.b. rosmarino sale fino Procedimento. Preparare l'impasto mettendo sulla spianatoia la farina a fontana, al centro il sale fino, le patate lesse passate, lo zucchero ed il lievito sciolto in poca acqua tiepida. Aggiungere poi man mano la restante acqua tiepida ed iniziare ad impastare, regolarsi con la quantità di acqua, a volte le patate sono più acquose e quindi diminuire la quantità di acqua, l'impasto deve risultare ne troppo liquido ne duro ma abbastanza morbido. Ungere bene di olio evo una teglia ed adagiarvi il panetto, coprire con un canovaccio e mettere a lievitare per circa 1 ora e mezza nel forno spento. Una volta che l'impasto è lievitato spargere un pò di olio evo sulla superficie ed eventualmente allargare con le mani fino a coprire il tegame, salare leggermente e coprire con delle fette sottili di patate crude, salare leggermente anche queste ed infine spolverare con aghi di rosmarino. Infornare a 230° circa per circa mezz'ora o fino a cottura e doratura. https://www.facebook.com/LItaliaNelPiatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/ Andiamo a scoprire i profumi delle altre regioni: Piemonte: Timballo di verdure grigliate al profumo di menta di Pancalieri http://j.mp/ timballo-verdure-grigliate Friuli-Venezia Giulia: Gnocchi di rape rosse http:// ilpiccoloartusi.weebly.com/ litalia-nel-piatto/g nocchi-di-rape-rosse-fonduta-d i-latteria-fresco-san-daniele- croccante-per-litalia-nel-piat to. Lombardia: Frittata di erbe fini di Gualtiero Marchesi http://www.kucinadikiara.it/ 2015/09/ frittata-alle-erbe-fini-di-gual tiero.html Emilia Romagna: Liquore al basilico http:// zibaldoneculinario.blogspot.com /2015/09/ liquore-al-basilico-per-litalia -nel.html Liguria: torta di zucchine al profumo di maggiorana http:// arbanelladibasilico.blogspot.co m/2015/09/ litalia-nel-piatto-erbe-aromati che-e.html Toscana: Acciughe sotto pesto http:// acquacottaf.blogspot.com/2015/ 09/acciughe-sotto-pesto.html Umbria: Bocconcini di maiale al serpollo http:// www.dueamicheincucina.ifood.it/ 2015/09/ bocconcini-di-maiale-al-serpoll o.html Puglia: Focaccia con patate e rosmarino http:// breakfastdadonaflor.blogspot.co m/2015/09/ cucina-pugliesefocaccia-con-pat ate-e.html Calabria: L'origano selvatico calabrese http:// ilmondodirina.blogspot.com/ 2015/09/ lorigano-selvatico-calabrese-pr oprieta.html Sardegna: Su Pistu..." Fregau " http://blog.alice.tv/ dolci-tentazioni-d-autore/2015/ 09/15/su-pistu-fregau/ Il nostro blog - http:// litalianelpiatto.blogspot.it/
Fonte: breakfastdadonaflor.blogspot.itSeduta in rigoroso ed irreale silenzio, ascolto il susseguirsi di note che nascono da un pianoforte a coda durante un concerto. Emozione allo stato puro, mischiata alla morbosa curiosità di sapere quale sarà il brano successivo e la consecutiva sequenza di accordi. Nella musica, come nella cucina, esistono note che si legano perfettamente tra di loro, che vanno d'accordo, e che dalla loro unione nasce un'armonia. Sapori ed ingredienti che devono per forza stare insieme, impossibile separarli, l'uno deve obbligatoriamente accompagnare l'altro. Nascono così in natura ingredienti delicati, poco decisi, con colori tenui, altri invece più vivaci, spiccati , profumati e particolari. Nella costruzione di un piatto, come di un'armonia, cerco di accostare intensità e gusti diversi tra loro, creando un contrasto, certa che dalla loro unione nasca il piatto perfetto. La mozzarella di bufala, dolce, delicata, accompagnata dal pomodoro più acido e dal croccante dei taralli pugliesi. Tutta per voi la mia caprese un pò chic , la mia perfetta armonia... " Cosi come per saper suonare Chopin devi conoscere bene la musica, per saper cucinare un pesce devi conoscere la qualità della sua carne ..." G. Marchesi Vino consigliato: Fiano di Ciro Picariello Ingredienti per 2 persone: 1 bufala campana 200 gr di pomodorini ciliegia 10 taralli 1 pizzico di origano secco 6 foglie di basilico fresco olio evo sale , pepe Riducete la bufala a pezzettoni e lasciatela sgocciolare per 10 minuti in un colino ( foto 1 ). Lavate i pomodorini e tagliatene un paio a metà ed i restanti in 4 spicchi ( foto 2 ). Avvolgete i taralli in un foglio di carta da forno e spezzettateli grossolanamente con un batticarne. In una ciotola emulsionate 2 cucchiai di olio con un pizzico origano secco, 4 foglie di basilico, sale e pepe. Alternate gli strati nei bicchieri partendo dai pomodorini a spicchi, bufala e taralli. Completate con i pomodorini tagliati a metà, irrorate con l'emulsione preparata in precedenza e decorate con 1 foglia di basilico fresco ( foto 3 ). foto 1 foto 3 foto 2
Fonte: lacucinadistagione.blogspot.itOggi è il giorno di Quanti modi di fare e rifare, la simpatica rubrica che ci porta nei diversi blog dei partecipanti a preparare una loro ricetta del cuore. Questo mese siamo da Marika del blog La stufa economica a preparare il Tucèn ed fa'sol e ov, cioè il "puccino" (sughetto) di fagioli con le uova, che come dice è un piatto della tradizione, di tanti anni fa, quando la carne era poca e la fame tanta...in questo modo consumavano un piatto completo e ricchissimo di proteine. Questo sughetto si preparava anche a casa mia, era la mia nonna che lo amava particolarmente, solo che invece di usare fagioli era a base di piselli e tonno (che era poco in proporzione, ma essenziale per dare sapore). Da qui la mia variante di oggi: fagioli, piselli e tonno... voi che ne dite? Vi ispira? Noi che lo abbiamo assaggiato siamo rimasti soddisfatti. Vi sottolineo che ho usato dei fagioli secchi di Lamon IGP, un tipo di fagiolo veneto coltivato fin dall'antichità, della famiglia dei borlotti, dal gusto deciso e aromatico. Ingredienti per 4 persone 220g di fagioli di Lamon secchi 250g di piselli già cotti 1cipolla 200g di passata di pomodoro 52g di tonno all'olio d'oliva sgocciolato 3 cucchiai di olio 4 uova rametto di rosmarino sale e pepe Mettere in ammollo in acqua per una notte o fagioli secchi. Il giorno successivo, mettere a cuocere i fagioli in acqua e un rametto di rosmarino per circa 1,5-2 ore. Tritare finemente la cipolla, soffriggerla con l'olio evo, bagnare con un poco di acqua in mdodo da renderla quasi trasparente, aggiungere la passata. Cuocere circa 15 minuti a fuoco basso. Nel frattempo rassodare le uova, che devono essere a temperatura ambiente. Come fare? Ecco due possibilità... Immergerle in acqua bollente e cuocerle per 10 minuti esatti. Finita la cottura dell'uovo, passare subito sotto l'acqua fredda, in modo da bloccare la cottura. far bollire l'acqua, immergere delicatamente far riprendere il bollore. Spegnere e attendere 30 minuti. Passato il tempo immergerle in acqua fredda e ghiaccio per fermare la cottura (Metodo Gualtiero Marchesi) Il mangiatore di fagioli di Annibale Carracci Nel sugo di pomodoro aggiungere i fagioli e i piselli già cotti, aggiustare di sale e pepe, lasciare insaporire cuocendo ancora 10 minuti. Aggiungere il tonno sgocciolato e le uova tagliate a metà. Servire tutto ben caldo, con tanto pane casereccio giusto per fare una golosa "scarpetta". Questa ricetta partecipa all'iniziativa Quanti modi di fare e rifare e ricordo che il prossimo mese ci troveremo tutte nel blog di Silvia Una stella tra i fornelli a cucinare i meravigliosi Pici all'aglione non li conoscete? Ma allora non sapete cosa vi siete persi finora! Coraggio provate a prepararli, noi v i aspettiamo!!!!!!!
Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.itBuon lunedì, e come ogni lunedì che si rispetti partiamo con una ricetta Light and Tasty , giusto per aiutare chi ha delle buoni intenzioni! Oggi si parlerà di UOVA... ingrediente bistrattato a causa della concentrazione elevata di colesterolo, presente nel tuorlo, ma io ricordo che quando ero piccolina del colesterolo non ne parlava nessuno... sembrava non fosse mai esistito...poi è ha preso il sopravvento (stessa storia dello spread in economia ...e chi lo conosceva prima di Monti????) e in un attimo abbiamo demonizzato uova, burro e carne. Ora si inizia a valutare meglio. Questi prodotti presentano anche elementi positivi, le uova per esempio sono ricche di vitamine e colina, per la crescita dei bambini sono consigliati, il pediatra di mio figlio diceva almeno due alla settimana. Sostengo quindi che, con moderazione, tutto possa e debba essere consumato in modo da dare al nostro organismo giusti apporti nutritivi, per star bene io seguo la regola "alimentazione varia il più possibile".... Ma passiamo alla ricetta...ho optato per le uova sode, in modo da evitare qualsiasi tipo di grasso in cottura, ma attenzione a prepararle come si deve! Le uova sode non devono presentare quell'alone verdognolo che a volte capita di vedere...quello è solfuro di ferro! Il calore troppo elevato o per troppo tempo fa in modo che il solfuro di idrogeno presente nell'albume si combini con il ferro del tuorlo. Questo comporta una perdita di ferro e una peggiore digeribilità, la mia nonna parlava addirittura di tossicità! Quindi per evitare questo rischio lascio un paio di metodi di cottura, entrambi corretti e degni di nota oltre ad una ricetta veloce e colorata da utilizzare come piatto unico in caso di dieta, o come secondo piatto o come antipasto estivo, naturalmente conteggianod mezzo uovo a testa.... Ingredienti per 1 persona (320 kcal) 2 uova 20g di peperone rosso 20g di peperone giallo 1 oliva (10g) 1 acciuga (10g) 2 cucchiaini di olio evo (10g) sale insalata Rassodare le uova, che devono essere a temperatura ambiente. Come fare? Ecco due possibilità... Immergerle in acqua bollente e cuocerle per 10 minuti esatti. Finita la cottura dell'uovo, passare subito sotto l'acqua fredda, in modo da bloccare la cottura. far bollire l'acqua, immergere delicatamente far riprendere il bollore. Spegnere e attendere 30 minuti. Passato il tempo immergerle in acqua fredda e ghiaccio per fermare la cottura (Metodo Gualtiero Marchesi) Nel frattempo tagliare a cubetti piccoli i peperoni, scaldare l'olio e saltare velocemente le verdure per qualche minuto. Far raffreddare. Tagliare a cubetti piccoli pure l'oliva e l'acciuga. Togliere il guscio, tagliare a metà, recuperare il tuorlo rassodato, metterlo in un piatto, aggiungere i peperoni, l'acciuga e l'oliva. Aggiustare di sale e aggiungere il cucchiaino di olio, mescolare in modo da condire al meglio. Riempire gli albumi con questa farcia e posizionarli in un piatto fondo con insalatina fresca scondita. Ma vediamo le altre proposte delle foodblogger appartenenti al gruppo... Yrma del blog A fiamma dolce: Uova ripiene alla crema bianca light Cinzia del blog Cinzia ai fornelli: Uovo in camicia con porri vinaigrette e prosciutto di Parma Eva del blog In cucina da Eva: Polpettone con uova sode Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico: Omelette soffiata ai finocchi Tania del blog Cucina che ti passa: Omelette di soli albumi ai funghi
Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.itQuale modo migliore per conoscere due nuove amiche cuochine?! Ma certo partecipare alla loro prima raccolta! Sto parlando di Stefy e Rosy , che fino ad ora, lo ammetto, non conoscevo... (d'altronde ci sono così tante food-blogger nella blogosfera, che ci vorrebbero almeno 2 vite intere per seguirvi tutte), ma d'ora in poi ragazze, vi seguirò con vero piacere, anche perchè son davvero brave, sapete? Ehi, ma avete visto che deliziosi cioccolatini preparano? Alla Ferrero fanno un baffo... mi spiace doverlo dire proprio io (che abito a Torino e ovviamente lo stabilimento di Alba, della Ferrero appunto, è per noi un vero e proprio motivo d'orgoglio), ma i loro cioccolatini (MA LI AVETE VISTI?!) sembrano proprio quelli originali e poi chissà che buoni... Bene ragazze e ora veniamo al sodo, vediamo un pò che "ricettuzza" mi sono inventata per la vostra raccolta, trattasi del mio strudel di mele, preso in origine da una ricetta di Gualtiero Marchesi, oramai da me collaudatissima! L'ho già fatto tante di quelle volte e devo dire che piace sempre a tutti. Eccola a voi I ngredienti: Per la sfoglia: 250 gr farina 00 1 albume 50 gr burro 1 cucchiaio di acqua tiepida 3 cucchiai rasi di zucchero 1 pizzico di sale Per il ripieno: 1 /2 chilo di mele (meglio se renette) 3 cucchiai di zucchero il succo e la scorza grattuggiata di un limone 1 pizzico di cannella in polvere 2 cucchiai di uva sultanina ammorbidita in acqua tiepida 30 gr di mandorle pelate 30 gr di gherigli di noce pelati 30 gr di nocciole pelate 30 gr di pinoli 2 cucchiai di pane grattuggiato 50 gr di burro 1 tuorlo d'uovo 2 bustine di zucchero a velo Procedimento: Preparate la sfoglia setacciandola su una spianatoia ed aggiungendo al centro uno alla volta e gradatamente tutti gli ingredienti (tenendo da parte il tuorlo dell'uovo). Impastare bene finchè l'impasto risulti liscio sbattendolo diverse volte sulla spianatoia, poi formare una bella palla e lasciar riposare coperto in un luogo tiepido per un'oretta. Intanto lavate e sbucciate le mele togliendo il torsolo ed affettandole molto sottilmente. Lasciatele ora in una terrina con acqua e succo di limone, perchè non anneriscano. Tritate bene la frutta secca e scolate ed asciugate l'uvetta. Fate rosolare il pangrattato nel burro fuso. Disponete sulla spianatoia un tovagliolo e adagiatevi la sfoglia ben tirata col mattarello, cercando di darle una forma ovale. Ora spennellate la superficie della sfoglia col burro e adagiatevi le mele, avendo cura di lasciare circa 2 dita dal bordo della sfoglia. Distribuite poi in modo uniforme le mele sulla superficie e aggiungete tutta la frutta secca, la cannella, l'uvetta strizzata e il pangrattato rosolato bene. Ora sollevando con cura i bordi senza far rompere la sfoglia, arrotolate lo strudel su se stesso con l'aiuto del tovagliolo e poi chiudetelo schiacciando bene i bordi in modo da sigillarlo bene. Spennelate la superficie dello strudel con il tuorlo e un pò di burro fuso e ponetelo in forno già caldo per 15 minuti a 200°C e poi abbassate il calore continuando la cottura per altri 45 minuti a 180°C. Lasciate raffreddare e servite, se vi piace, cosparso di zucchero a velo (io ho usato quello normale, perchè ero rimasta senza!) Il procedimento è un pò laborioso è vero, ma vi assicuro che ne vale proprio la pena! E dopo questa lunga premessa... l'avrete capito che con questa ricetta partecipo alla raccolta di Stefy e Rosy? Mah... Ed eccovi il banner: In bocca al lupo a tutti i partecipanti e... che vinca il migliore!
Fonte: anastasiagrimaldi.blogspot.itGualtiero Marchesi docet: la controversia tra il brodo e il lesso da Oltre il fornello Il procedimento per ottenere un buon brodo ha il principio di estrarre dalla carne tutte le sostanze solubili e quindi anche il sapore. Per questo motivo la carne va immersa in acqua fredda e portata lentamente fino quasi a bollire. Il liquido poi viene poi schiumato e aromatizzato con verdure (sedano, carota e cipolla), spezie (chiodo di garofano) e erbe aromatiche (gambo di prezzemolo, maggiorana). E' consigliato utilizzare pezzi piccoli di carne. Il procedimento per ottenere un buon bollito invece è esattamente il contrario. E' necessario impedire la dispersione dei succhi nutritivi contenuti nella carne. Bisogna quindi preparare in precedenza un brodo aromatizzato con le verdure, le erbe aromatiche e le spezie e immergere la carne nel liquido bollente. In questo modo si forma una superficie protettiva sulla carne che evita la fuoriuscita delle sostanze estrattive. Per lo stesso motivo è bene utilizzare tagli grossi. Per entrambe le preparazioni la cottura deve essere controllata (bassa temperatura), non deve superare i 94/95 gradi. Deve quindi sobbollire. In questo modo da una parte si ottiene un brodo limpido che non necessita della chiarificazione con l'albume che porta via sapore, Dall'altra parte la bassa temperatura consente una penetrazione calibrata del calore nella carne, rendendola, così, tenera senza essere filacciosa e asciutta. Un buon lesso non deve essere stracotto. L'operazione di schiumatura è da ripetere frequentemente, in modo da mantenere il brodo sempre limpido. La prima schiumatura è tuttavia la più importante e va eseguita con tempismo, altrimenti il brodo si intorbidirebbe e le sue qualità organolettiche verrebbero compromesse e con queste, anche quelle della carne. Altro elemento importante è il sale. Riguardo al brodo, se si sbaglia la salatura iniziale, questo viene irrimediabilmente compromesso. E' consigliabile salarlo alla fine, soprattutto se si deve fare un brodo ristretto. Per ottenere una carne più digeribile, è meglio non salare il brodo ma condirla con sale grosso macinato al momento. E' vero che un buon brodo impoverisce la carne che lo produce, togliendone parte del sapore, ma non per questo deve andare buttata. Si può utilizzare nella preparazione di polpette o di fresche insalate oppure in umido. Stessa cosa vale per il brodo prodotto per ottenere il bollito. Non sarà sicuramente adatto per i tortellini, ma potrà essere impiegato per cucinare gustosi risotti o aggiunto alla preparazione di arrosti e stracotti. Insalata con tonno di coniglio e limoni aromatizzati alle olive Ricetta di Cristiana di Beuf à la mode I limoni alle olive: 3 limoni non trattati 8 olive nere 3 cucchiai di succo di limone 1/2 cucchiaio di sale grosso 1/2 peperoncino Lavate i limoni, tagliateli a metà per il senso della lunghezza. Affettateli molto sottilmente nel senso della larghezza. Trasferite le fettine in una ciotola che le possa contenere tranquillamente. Tritate finemente le olive, aggiungetevi il succo di limone, il peperoncino e il sale. Unite gli ingredienti ai limoni e rigirateli in modo tale che la pasta alle olive ricopra in maniera uniforme le fettine di limone. Coprite e trasferite in frigorifero per un paio di giorni. Il tonno di coniglio: 1kg di coniglio pulito 1 carota 1 sedano 1 cipolla 3 chiodi di garofano timo olio extra vergine di oliva sale e pepe mie aggiunte: 2 bacche di ginepro, i semi di una bacca di cardamomo, pepe lungo e Sichuan, due rametti di maggiorana, due gambi di prezzemolo, un pezzetto di foglia di lemon grass, una foglia di alloro Sbucciate e lavate le verdure. Portate a bollore l'acqua con le verdure, le erbe aromatiche e le spezie. Quando l'acqua avrà raggiunto il bollore unite il coniglio e fate cuocere per circa un'ora a fiamma bassissima. Spegnete la fiamma e fate raffreddare la carne all'interno del liquido. Una volta freddo disossate il coniglio e fatelo asciugare lasciandolo su un tagliere in pendenza per un paio d'ore. Prendete un barattolo di vetro sterilizzato per confetture. Come procedere per sterilizzare in modo corretto e sicuro ne parlo qui: http://lesmadeleinesdiproust.blogspot.it/2011/07/sterelizzazione-e-invasamento-caldo.html Trasferitevi il coniglio riducendolo in piccoli pezzi con l'aiuto delle mani. Dovrete alternare il coniglio all'olio, condite ogni strato con del sale. Pressate bene affinché la carne sia ben compatta. Chiudete il barattolo e trasferite in frigorifero per un giorno. Trascorso un giorno riprendete il coniglio, toglietelo dal barattolo e trasferitelo in un altro, sempre sterilizzato, alternando questa volta alla carne le fettine di limone e qualche grano di pepe. Riponete in frigorifero ancora per un giorno prima di consumarlo. Si mantiene per un paio di settimane, avendo l'accortezza di mantenere la superficie coperta di olio. Se invece volete conservarlo, immergete i vasetti in abbondante acqua fredda, che li ricopra abbondantemente e fate bollire per 40/60 minuti, poi spegnete e lasciate che si raffreddino all'interno dell’acqua e conservateli per 5 o 6 mesi al massimo. L'insalata: songino ( io radicchi di campo) crostini di pane (quadrati di pane leggermente unti con olio extra vergine di oliva e passati in forno) olive nere tonno di coniglio con fettine di limone maggiorana Assemblate l'insalata unendo i vari ingredienti secondo il proprio gusto. Condite con olio extra vergine di oliva, sale, pepe e le foglioline di maggiorana. Cara Cris, so perfettamente che ti saresti immaginata una bella coda alla vaccinara per il tuo The Recipe-tionist , ma ahimè sono a dieta e il coniglio è più indicato, visto che, come te, sul blog ci va quello che cucino al momento e le foto sono quelle fatte al piatto sulla tavola apparecchiata. Non credere però di non avermi fatta contenta (ma..la doppia negazione???? :))) perché è una vita che volevo fare il tonno di coniglio ed è proprio capitato a fagiolo. Domani parto per un fine settimana lungo con la mia adorata Cindystar e questo è proprio un gran bel cibo pronto all'uso da lasciare al mio compagno che in cucina non sa fare nulla. Grazie di cuore a te per le bellissime ricette (tutte perfette) e alla cara Flavia che ci ospita ogni mese con il suo entusiasmo contagioso. Un abbraccio. Questa ricetta partecipa a The Recipe-tionist di marzo-aprile.
Fonte: lesmadeleinesdiproust.blogspot.itAvete presente quante vite può avere un arrosto? Basta un profumo a cambiarne la sorte. (Gualtiero Marchesi) Non sono una grandissima amante della carne, ma non la disdegno, diciamo che due volte a settimana in casa la carne viene mangiata, ma tra tutte le preparazioni quella che amo di più sono gli arrosti. Amo le lente cotture e ancor di più amo la loro praticità, la comodità di poterlo cucinare prima non ha prezzo. Succulento, morbido e prelibato, l’arrosto di vitello è il sapore delle feste, delle domeniche in famiglia, dei pranzi in compagnia, quelli gustosi pieni di cose buone. Può essere gourmet, ma anche leggero o sfizioso, facile o elaborato da preparare. Va comunque cucinato con pazienza ed attenzione, ma il risultato sarà sempre qualcosa di speciale che conquisterà tutti i commensali, dal più godereccio al più sofisticato. Oggi vi propongo una ricetta facile da preparare la cui resa dipende soprattutto dalla qualità della materia prima, e anche dal taglio che sceglierete, i tagli di carne più adatti per ottenere un arrosto di vitello morbido e succulento sono la noce, la sottofesa o lo scamone. Per comodità vi consiglio di farlo legare dal macellaio con la rete apposita, così la carne conserverà bene la forma durante la cottura. L'arrosto di vitello cotto in pentola, è la preparazione ideale per chi non ha voglia, tempo o possibilità di utilizzare il forno, l'importante sarà “ sigillare ” all'inizio della cottura il pezzo di carne nell'olio e nel burro così da conservarne all'interno i sughi e gli umori, poi si aggiungeranno le verdure e si procederà con la cottura vera e propria. Ingredienti 1 kg di vitello (noce, sottofesa o scamone) 40 gr di burro Olio extravergine di oliva q.b. 100 gr di sedano pulito e tritato 100 gr di cipolla pulita e tritata 150 gr di carote pulite e tritate 350 ml di vino bianco secco 100 ml di Marsala sale q.b. 1 lt di brodo vegetale n.b Tutti i pesi delle verdure sono al netto degli scarti Procedimento Pulite e tritate grossolanamente la cipolla, le carote e i gambi di sedano e teneteli da parte. Prendete una pentola abbastanza capiente e versate dell'olio extravergine d'oliva e il burro, non appena saranno caldi mettete l’arrosto nella pentola e, con l’ausilio di due palette di legno, fatelo rosolare in modo uniforme su tutti i lati, comprese le estremità del taglio di carne: in questo modo l'arrosto conserverà il suo sapore e resterà morbido e succulento. (Mi raccomando durante la cottura non bucate mai l’arrosto con la forchetta ne perderebbe in morbidezza). Salate, sfumate con il Marsala e aggiungete il trito di verdure, distribuendolo uniformemente nel tegame con la carne. Unite 100 ml di vino e fate cuocere l’arrosto coperto e a fuoco basso per circa un’ora e mezza, girando ogni tanto l’arrosto su sé stesso. Durante questo tempo, man mano che il fondo di cottura si asciuga, aggiungete poco per volta il restante vino, e ed eventualmente se necessitasse per i proseguo della cottura, qualche mestolo di brodo caldo. Se non siete molto esperte nella preparazione degli arrosti, per il controllo della cottura della carne, determinante per una riuscita perfetta del vostro piatto, vi consiglio l’utilizzo di un termometro da carne per misurare la temperatura “al cuore” (il punto più profondo del pezzo di carne). Ricordate che, nel caso cuoceste un pezzo di carne molto grosso, lasciare la carne leggermente indietro di cottura al centro permette di averla perfettamente cotta altrove. Ogni carne ha una cottura diversa, in questo caso Il vitello è “ rosa ” quando è a 60°, al punto a 68° e ben cotto a 75°. Mentre nel caso cuoceste del manzo, sarebbe cotto a puntino quando la temperatura al cuore fosse di 58-60°, mentre è da considerarsi più o meno al sangue dai 44° ai 55° e ben cotto da 65° a 68°. Quindi, a fine cottura della carne, togliete l'arrosto dalla pentola e avvolgetelo ben stretto nella carta stagnola, facendo così si disperderà lentamente il calore dall'interno del pezzo, mantenendo di conseguenza tutta la sua morbidezza. Nel frattempo seguitate a cuocere le verdure nel fondo di cottura, aggiungendo altro brodo, fino a quando non saranno quasi sfatte. Trasferite a questo punto le verdure in un recipiente alto per poterle frullare con l'ausilio di un mixer ad immersione, così da ottenere una salsa vellutata. Tagliate l'arrosto in fette e servitelo abbondantemente salsato. Potrete conservare l'arrosto di vitello in frigo per 3 giorni al massimo, coperto con pellicola trasparente o all'interno di un contenitore ermetico. Prima di consumarlo, riscaldate il sugo e adagiateci dentro le fettine, per servirlo ben caldo. Buon appetito! Buona vita e alla prossima ricetta!
Fonte: lacucinadiesme.blogspot.itPer il contest enogastronomico "Bacco Natale" ho realizzato questi ravioli ripieni di zucca e salsiccia affiancato dal buonissimo vino che mi ha gentilmente inviato la cantina La Braccesca . La Tenuta La Braccesca è situata a pochi chilometri da Montepulciano, al confine tra la Toscana e l’Umbria e si estende su un territorio dove un tempo sorgeva l’antica fattoria dei conti Bracci, da cui deriva il nome e lo stemma: un braccio coperto da armatura che regge una spada. Dal 1990 la tenuta è di proprietà dei Marchesi Antinori. Le terre de La Braccesca si trovano in due zone vicinissime ma molto differenti: Montepulciano, classica e prestigiosa terra del “ Nobile ”, e Cortona, che si è affacciata con autorevolezza sul panorama internazionale dei vini di qualità grazie soprattutto alle varietà internazionali. Queste due “anime” rappresentano lo stile de La Braccesca, nel rispetto per la tradizione e costante ricerca, nell’armonia tra antico e nuovo, nella conoscenza del proprio lavoro e nella passione per la qualità. Il vino Nobile di Montepulciano si presenta di colore rosso rubno e al naso si percepiscono subito le note di frutta fresca rossa unita al sentore piacevole di vaniglia. Al palato è ben equilibrato, morbido, contraddistinto da tannini setosi e da una buona freschezza lungo il finale. Ingredienti per il ripieno: 400 g di zucca pulita 250 g di salsiccia sbriciolata 1 cipolla olio evo sale q b cannella zenzero pepe nero 100 g di parmigiano reggiano 10-20 g pangrattato (se necessario) Ingredienti per la pasta: 2 uova 200 g di farina di semola sale Per il condimento: burro chiarificato 300 g di salsiccia sbriciolata prezzemolo Procedimento: Iniziate preparando il ripieno: tagliate la cipolla e mettetela in padella con olio ad imbiondire a fiamma bassa. Aggiungete la zucca pulita e tagliata a cubetti (la cottura dipende dalla grandezza dei cubetti che realizzate) . Quando mancano 5 minuti alla cottura della zucca aggiungete la salsiccia sbriciolata e aggiustate di sale con pepe, zenzero e cannella. Lasciate raffreddare bene e poi aggiungete il parmigiano reggiano (se la zucca ha rilasciato tanta acqua aggiungere anche 10-20 g di pangrattato). Per la pasta disponete la farina sulla spianatoia a fontana e al centro inserite le uova con pizzico di sale. Impastate bene la pasta, fate riposare 10 minuti e poi stendete la sfoglia molto sottile. Per realizzare i ravioli potete aiutarvi con lo stampo per i ravioli o tagliarli a mano. Disponete l'impasto raffreddato al centro dei ravioli, bagnate leggermente i bordi della pasta con acqua e sovrapponete,chiudendo il raviolo, una seconda sfoglia sottile. Disponete i ravioli su una spianatoia infarinata e fate asciugare bene la pasta coperta da un canovaccio sottile. Per il condimento fate sciogliere a fiamma bassa il burro chiarificato e fate rosolare la salsiccia sbriciolata. Cuocete la pasta in acqua bollente salata per circa 12 minuti e poi saltate delicatamente i ravioli nel condimento precedentemente preparato. Servite con una spolverata di prezzemolo tritato. #MovimentoTurismoVinoToscana #mtvtoscana #BaccoNatale #CantineAperte
Fonte: ricettedibricioledipane.blogspot.itIl risotto! Questo è il titolo dell'uscita di oggi di Light and Tasty , un classico piatto della cucina italiana, originario della Lombardia che poi si è diffuso in tutto il nord Italia. Analizzando il piatto dal punto di vista chimico è in pratica la gelatinizzazione dell'amido a causa della cottura, tutto questo crea una cremina che lega i chicchi tra loro formando un composto denso ma non asciutto. Tra le varie qualità di riso, ne esistono alcune particolarmente adatte alla preparazione del risotto (Arborio, Carnaroli, Vialone Nano). Gli altri ingredienti possono variare in base al gusto che si vuole imprimere al piatto. La procedura di base prevede la tostatura del chicco di riso a secco (come dice il grande chef Marchesi) o in sostanza grassa, seguito poi da una cottura in cui si deve aggiungere il liquido lentamente per consentirne l'assorbimento graduale e garantire durante la cottura un costante equilibrio di umidità (io cuocio a fuoco alto e con liquido di aggiunta bollente). Segue poi la mantecatura con sostanza grassa lontano dal fuoco, ideale è lasciare riposare il riso per un paio di minuti coperto da un telo pulito prima di servirlo. Qui ho mantecato con un poco di latte evitando il burro visto il carattere delle rubrica (ogni tanto cerco di ricordarmi che dovrebbero essere ricetta light!), e aggiunto un prodotto sapido come lo speck per compensare la dolcezza della zucca. A noi è piaciuto, provatelo e fatemi sapere . Ingredienti per 2 persone 200g di zucca tagliata a cubetti piccoli 140g di riso carnaroli 750ml di brodo vegetale 50ml di vino bianco 2 cucchiai di olio evo 50ml di latte 50g di speck sale Scaldare l'olio evo, tostare il riso mescolando con cura. Sfumare con il vino, continuare la cottura aggiungendo a poco a poco il brodo vegetale ben caldo, in cui si è cotto la zucca a cubetti, e la zucca stessa per circa 17-18 minuti. Nel frattempo in una padella antiaderente ben calda tostare le fette di speck in modo da renderle croccanti, tagliare una parte a quadretti e una parte a listarelle. A cottura, spegnere il fuoco, inserire lo speck tagliato a quadrettini, e mantecare con un goccio di latte muovendo il tegame e mescolando. Impiattare il risotto all'onda e decorare con lo speck croccante, tagliato a listarelle. Ecco le altre proposte Risotto salsiccia porri e vino rosso di Carla Emilia Risotto primavera improvvisato di Catia Risotto con carote al forno, arancia e sesamo di Daniela Risotto ai piselli spezzati (vegan) di Flavia Risotto alla melagrana di Franca Risotto con radicchio di Treviso, zucca, robiola di capra e mandorle di Milena Risotto ai carciofi di Serena
Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.itEra da tempo che volevo provarci e sapevo anche a chi rivolgermi per trovare la ricetta giusta, ma non sapevo dove trovare un macellaio di fiducia che mi desse ossa di vitello giuste allo scopo. Poi circa 6 mesi fa ho provato a fornirmi da una azienda agricola del territorio, che alleva animali appartenenti alla razza Limousine importata direttamente dalla Francia e che gestisce l'allevamento secondo le regole della zootecnia biologica (Reg. CE 1804/99 e successive modifiche ed integrazioni), e devo ammettere che la qualità della carne si sente. Ho richiesto quindi anche le ossa e mi sono approcciata all'avventura. La ricetta è di Mapi del blog La Apple Pie di Mary Pie ( qui ) che prende spunto da “Il grande libro dei cuochi”, a cura di Gualtiero Marchesi, con le osservazioni e la ricetta dello Chef Shaun Hill. Ma passiamo alla preparazione: Ingredienti 3 kg di ossi di vitello crudi 6 l acqua 500 g cipolle 300 g coste di sedano 300 g carote Si inizia con la preparazione delle verdure, le cipolle meglio se ramate e con buccia devono essere lavate e tagliate a pezzettoni. Si pelano le carote, si lavano e tagliano a tocchetti. Il sedano viene lavato accuratamente e tagliato grossolanamente. Si ricopre la leccarda del forno con carta forno, si dispongono le ossa e le si fanno arrostire in forno per 40 minuti a 200 °C. A metà cottura aggiungere le verdure. Trasferire gli ossi in una pentola grande, tenendo a parte le verdure. Si elimina il grasso dalla leccarda, e tramite la carta si versa tutto il resto nella pentola, staccare i residui attaccati con l'aiuto di una paletta. Coprire con acqua e portare ad ebollizione. Eliminare la schiuma che si forma via via in superficie, quindi unire le verdure. Cuocere a pentola scoperta per 8 ore, rabboccando il livello dell'acqua e schiumando di tanto in tanto. Filtrare il brodo versandolo in altra pentola e farlo raffreddare a temperatura ambiente, poi riporlo in frigorifero. Il giorno dopo sgrassarlo, togliendo la parte chiara in superficie. Il brodo freddo di frigorifero risulterà gelatinoso. Dividere in contenitori da freezer, così da conservarlo porzionato. E' ottimo come brodo (dopo averlo allungato almeno di 1/4 con acqua) oppure anche come insaporitore di salse o sughi.
Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it