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Ingredienti » Spaghetti 320 gr » Uova Di Salmone 50 gr » Aneto 1 mazzetto » Succo Di Limone q.b. Preparazione: Far cuocere gli spaghetti in acqua salata. Nel frattempo, tritare finemente l'aneto. A cottura ultimata, raffreddare gli spaghetti sotto l'acqua corrente. Asciugarli con carta assorbente (scottex) e condirle con sale, olio e succo di limone. Infine, cospargerli con le uova di salmone e l'aneto tritato.

Fonte: ricettemania.it

English version here . La foto Dati EXIF (uguali per tutte e 3 le foto): apertura: f/2.8 tempo di esposizione: 1/4000 secondi ISO: 100 distanza focale: 50 mm Alla luce del sole sulla spiaggia (troppa luce!!!) con il treppiede nuovo. Dovevo abbassare l'apertura a f/4 mi sa... La storiella In questo periodo sono particolarmente interssato a due argomenti: il risotto e la food photography ! Il risotto è uno dei piatti italiani più conosciuti, esiste una procedura standard per prepararlo: base di grasso (burro od olio) con cipolla o scalogno, tostatura del riso, sfumatura con il vino, cottura con il brodo, mantecatura. Ho trovato una buona versione ASI, 100 kcal/100 g. Per una porzione di 60 g di riso 50 g di cipolla e 120 g di verdura, mantecatura con una sottiletta (dai non facciamo i puristi, eh ;-)). Sta settimana ho testato risotto con carote e cavolo cappuccio. Ho letto un sacco di cose relative alla food photography . Posso dire che non ci sono problemi tecnici relativi alla luce, esposizione, treppiedi, ma anche quelli relativi alla componente "artistica": il food styling , appunto. Devo imparare molto a questo proposito. L'unica maniera è guardare un mucchio di belle fotografie, dedurne le regole e fare pratica, pratica, pratica! Ah, non guardare l'orologio... prendersi tempo, un mucchio di tempo. ;-) La ricetta Ho sperimentato 2 modi di preparare il risotto. ll primo "tradizionale" tostando il riso nel fondo di cipolla e burro con le verdure (ci si mette meno). Il secondo cucinando soffritto e verdure a parte, tostando il riso a secco, aggiungendo gli ingredienti a fine cottura del riso. In questa maniera il riso si tosta meglio. Forse. ;-) Ingredienti Carote: 120 g Riso Arborio o Carnaroli: 60 g Vino bianco secco: 50 ml Acqua bollente salata o brodo vegetale: 600-700 ml Sottilette: 1 (21 g) Pepe Prezzemolo Preparazione Preferisco la preparazione "alternativa" perch&ecute; il risotto risulta più cremoso. Metodo tradizionale: Portare ad ebollizione l'acqua salata / brodo Tritare cipolla e carote (imparate qui come si usa il coltello!) Mettere la cipolla in una pentola con fondo spesso, coprire con un dito d'acqua, cuocere a fuoco basso per circa 5 minuti. La cipolla la faccio "sudare" non soffriggere Aggiungere le carote, cuocere per circa 5 minuti Aggiungere il riso, tostarlo per circa 1 minuto fino a che i chicchi diventino lucidi e inizino ad attaccarsi alla pentola Sfumare con il vino, aspettare che l'alcol evapori completamente, altrimenti il sapore finale sarà amaro Coprire il riso con l'acqua salata / brodo Cuocere il riso aggiungendo altra acqua salata / brodo nel momento in cui la precedente sia evaporata Quando il riso è al dente spegnere il fuoco, aggiungere la sottiletta, pepe, prezzemolo, regolare di sale Coprire e lasciar riposare per un paio di minuti Impiattare. Mi piace la consistenza all'onda, cremosa quando si versa il risotto sul piatto si dispone su tutta la larghezza ruotando e battendo leggermente sul fondo del piatto. Metodo alternativo: Portare ad ebollizione l'acqua salata / brodo Tagliare le carote e cuocerle al vapore fino a che diventino morbide, ridurle a crema schiacciandole con una forchetta Mettere la cipolla tritata in una pentola con fondo spesso, coprire con un dito d'acqua, cuocere a fuoco basso per circa 5 minuti. La cipolla la faccio "sudare" non soffriggere Rimuovere la cipolla dalla pentola e mettere da parte Tostare il riso per circa 1 minuto fino a che i chicchi diventino lucidi e inizino ad attaccarsi alla pentola. Meglio usare 6 di burro, in questo caso 50 kcal in più Sfumare con il vino, aspettare che l'alcol evapori completamente, altrimenti il sapore finale sarà amaro Coprire il riso con l'acqua salata / brodo Cuocere il riso aggiungendo altra acqua salata / brodo nel momento in cui la precedente sia evaporata 2 minuti prima di raggiungere la cottura del riso aggiungere cipolla e carote Quando il riso è al dente spegnere il fuoco, aggiungere la sottiletta, pepe, prezzemolo, regolare di sale Coprire e lasciar riposare per un paio di minuti Impiattare. Mi piace la consistenza all'onda, cremosa quando si versa il risotto sul piatto si dispone su tutta la larghezza ruotando e battendo leggermente sul fondo del piatto. Dati nutrizionali Calorie totali 333 kcal Peso finale 350 g Calorie per 100 g 95 kcal N. porzioni 1 Peso porzione 350 g Calorie porzione 333 kcal Carboidrati 75% Proteine 14% Grassi 11% L'angolo della cultura Risotto: http://en.wikipedia.org/wiki/Risotto http://en.wikipedia.org/wiki/Arborio_rice http://en.wikipedia.org/wiki/Carnaroli http://feelcook.blogspot.com/2010/10/risotto-alla-zucca-e-toma-dalpeggio.html http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/01/risotto-alla-milanese-versione-marchesi-via-fassone http://www.gualtieromarchesi.it/ http://www.spigoloso.com/cucina/fai-come-lo-chef-risotto-oro-e-zafferano-di-gualtiero-marchesi/ http://www.youtube.com/watch?v=hJdS39j0VRA http://v.youku.com/v_show/id_XMTk0Mjk4ODMy.html http://blog.paperogiallo.net/2010/09/risotto_alla_barbera.html Food photography: http://www.learnfoodphotography.com http://vimeo.com/14267793 http://www.rongoldmanphotography.com/gallery9.htm http://www.harwoodpodcast.com/photographyguild/photography-guild-17-food-photography.html http://whatscookingmexico.com/food-photography/ Share The photo EXIF data (for both 3 photos): aperture: f/2.8 shutter speed: 1/4000 seconds ISO: 100 focal lenght: 50 mm The little story In this period I'm interested about two arguments: risotto and food photography! Risotto is one of the most popular Italian dish, there is a classical standard procedure to cook it: base of fat (butter and/or oil) with onion or shallot, roasting, wine, cooking by adding stock, "mantecatura". I found a good ASI version, with 100 kcal/100 g. For a portion of 60 g of rice, 50 g of onion and 120 g of vegetable. This week I tested carrot and cabbage risotto. I read a lot of things about food photography. I could say that there aren't only technical problem relating to lighting, exposure, tripods, but also with the "artistic" component: food styling. I have a lot of thing to learn about. The only way is watching other stunning photos, understand rules and practice, practice, practice! Ah, and not watching the clock... take your time, a lot of time. The recipe I have two way to make risotto. The first is the "traditional way" by toasting rice with onions and vegetables. The second one by cooking vegetables separately and toast the rice directely in the pot in a "dry way" (a secco) and add vegetables at the end. In this way the rice is toasted better. Maybe. ;-) Ingredients Carrots: 120 g Rice, Arborio or Carnaroli: 60 g White dry wine: 50 ml Onion or shallot: 50 g Boiling salty water, or vegetable stock: 600-700 g Cheese slice: 1 (21 g) Pepper Parsley Preparation I prefer the "alternative way" because the risotto is more creamy. Traditional way: Bring salty water or stock at boiling Mince onion and carrots (learn here how to use a knife like a chef!) Put the onion in a pot with thick bottom, cover with water and cook at low heat for about 5 minutes Stir in the carrots, cook for about 2-3 minutes Add the rice, toast it for about 1 minutes until it becomes translucent and it attaches on the pot. Add the wine and wait until the alcool is completely evaporated Add salty water / stock until cover the rice, stir Add salty water / stock when the previous one is completely absorbed. Rice cooking takes about 15-25 minutes (it depends on the quantity) When rice is "al dente" turn off the fire, add the slice of cheese, parsley, pepper and stir together. Cover the pot and leave for a couple of minutes Serve on a plate. I like risotto "all'onda" it means that is creamy and when you put it on a plate it will cover all the surface when you beat with your hand on the bottom of the plate (mmm... do you understand?) "Alternative" way: Bring salty water or stock at boiling Cut carrots and steaming until they become soft, mash them. Put the onion in a pot with thick bottom, cover with water and cook at low heat for about 5 minutes Remove the onion from the pot and put aside Wash the pot, warm it, add the rice, toast it for about 1 minutes until it becomes translucent and it attaches on the pot. It's better to toast on melted butter, 6 g will increase the recipe of 50 kcal. Add the wine and wait until the alcool is completely evaporated Add salty water / stock until cover the rice, stir Add salty water / stock when the previous one is completely absorbed. Rice cooking takes about 15-25 minutes (it depends on the quantity) 2 minutes before rice is cooked add onion and mashed carrots When rice is "al dente" turn off the fire, add the slice of cheese, parsley, pepper and stir together. Cover the pot and leave for a couple of minutes Serve on a plate. I like risotto "all'onda" it means that is creamy and when you put it on a plate it will cover all the surface when you beat with your hand on the bottom of the plate (mmm... do you understand?) Nutritional facts Total calories 333 kcal Final weight 350 g Calories 100 g 95 kcal N. portions 1 Weight per portion 350 g Calories per portion 333 kcal Carbohydrate 75% Proteins 14% Fat 11% The culture corner Risotto: http://en.wikipedia.org/wiki/Risotto http://en.wikipedia.org/wiki/Arborio_rice http://en.wikipedia.org/wiki/Carnaroli http://feelcook.blogspot.com/2010/10/risotto-alla-zucca-e-toma-dalpeggio.html http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/01/risotto-alla-milanese-versione-marchesi-via-fassone http://www.gualtieromarchesi.it/ http://www.spigoloso.com/cucina/fai-come-lo-chef-risotto-oro-e-zafferano-di-gualtiero-marchesi/ http://www.youtube.com/watch?v=hJdS39j0VRA http://v.youku.com/v_show/id_XMTk0Mjk4ODMy.html http://blog.paperogiallo.net/2010/09/risotto_alla_barbera.html Food photography: http://www.learnfoodphotography.com http://vimeo.com/14267793 http://www.rongoldmanphotography.com/gallery9.htm http://www.harwoodpodcast.com/photographyguild/photography-guild-17-food-photography.html http://whatscookingmexico.com/food-photography/ Share

Fonte: lospadellatore.blogspot.it

Gli uomini hanno fatto Dio a similitudine di loro... E lo hanno conciato pel dì delle feste... Francesco Domenico Guerrazzi ( 1804-1873) Tanto per cominciare bene la settimana oggi propongo un primo semplice che richiede poco tempo per la sua preparazione ma...... Gli ingredienti debbono essere di prima qualità....quindi occhio, per prima cosa, alla scelta della pasta e noi in Italia non abbiamo che l'imbarazzo della scelta: Voiello, De Cecco, Garofalo, Rummo , Barilla tanto per citare qualche ditta produttrice.. Va da sé che non stata sponsorizzata da nessuna di queste aziende.. Ricordo ancora, quando ero ad Ann Arbor ( Michigan) quanto fui contenta di trovare in un piccolo supermercato gestito da iraqueni di Baghdad un unico tipo di pasta italiana...la Rummo ..la spaghettata in programma sarebbe stata un successo... E poi cosa prevede l'amatriciana?? il GUANCIALE!!! E la vaschetta che appare più sotto, contenente 60 gr (io ne usate due), conteneva l'ingrediente perfetto per preparate un'Amatriciana come si deve.. Sono anche andata a sfogliare il grande libro di Gualtiero Marchesi..tanto per andare sul sicuro ma poi ho apportato delle piccole modifiche alla sua ricetta ( lo scalogno, una maggior quantità di pomodorini e del prezzemolo aggiunto all'ultimo momento)... Pochi minuti di preparazione per un piatto davvero speciale!!! INGREDIENTI per 4 persone 280-320 gr di bucatini ( a seconda dell'appetito) 120 gr di guanciale stagionato Terre Ducali 1 scalogno 12-15 Pomodorini di Pachino IGP 1 ciuffo di prezzemolo pecorino romano q.b. Ecco qui sotto come si presenta la bella confezione del guanciale stagionato .. La tentazione di mangiarlo così come è con il pane è stata grande!!! Per prima cosa porre sul fuoco una pentola per la cottura della pasta... Appena raggiunge l'ebollizione buttare la pasta, in questo caso i bucatini e salare con moderazione.... Mentre la pasta cuoce in un largo tegame antiaderente far soffriggere in pochissimo olio lo scalogno tritato fine con il guanciale un poco sfilacciato... Lavare ed asciugare i pomodorini... Tagliarli a metà e farli saltare in padella con il soffritto... Occorreranno pochi minuti di cottura.. Ora scolare la pasta al dente e versarla nella padella facendola saltare per bene in modo che si insaporisca ... Aggiungere una bella spolverata di pecorino romano e del prezzemolo tritato... La ricetta non sarà molto rispettosa della tradizione ma vi assicuro che è stata comunque gradita molto... A tutte le amiche auguro un buon inizio di settimana!!!

Fonte: atavolaconmammazan.blogspot.com

La carne del petto di pollo è tra le più digeribili e al contempo ricca di proteine e di ferro. Già, perchè non è solo la carne rossa a essere una buona fonte di ferro, anche pollo e tacchino fanno la loro parte. Si cuoce in poco tempo e per il suo sapore neutro si presta a essere farcito. Questa ricetta è ricca ma leggera allo stesso tempo perchè, una volta che ho formato i pacchetti, li faccio cuocere in forno. Ma se avessi voglia di farli più golosi, e più calorici, posso impanarli o infarinarli e friggerli in una padella con olio e burro. Il sapore si accentuerà ancora di più. E' un secondo piatto adatto alla quotidianità ma anche a un pranzo tra amici, abbinato a un buon contorno può fare da piatto unico. Se non volete scaloppare voi il petto, ricavandone 8 fette a cuore, fatevelo fare dal macellaio. In abbinamento abbiamo stappato un Chianti Rufina DOCG Riserva del 2003, il Nipozzano dei Marchesi Frescobaldi, nonostante i 10 anni di invecchiamento ancora perfetto, vivo e gradevole. Dosi per 4 -ricetta- 600 g fette di petto di pollo 100 g prosciutto cotto (4 fette) 80 g provolone piccante in fettine maggiorana olio evo sale, pepe Stendo le fette di pollo sul tagliere e le batto leggermente. Su metà di loro spargo un po' di sale e poi metto fettine di formaggio e una fetta di prosciutto. Ricopro con un'altra fetta di petto di pollo e chiudo le due estremità con degli stecchini. Allineo i pacchetti su una placca rivestita di cartaforno e appena oliata, li condisco con un pizzico di sale e pepe e spargo alcune foglioline di maggiorana. Irroro con un filino di olio e metto in forno a 180° per circa 10' per parte, poi accendo il grill e faccio rosolare per altri 10'. Io li ho accompagnati con un'insalata di radicchio di Chioggia.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Preparare la pasta fresca mi riporta alle domeniche mattina di tanti anni fa, quando mio padre –che in cucina mette piede solo per mangiare :P – decideva di mettersi all’opera. Le uniche cose che preparava erano gli gnocchi e la pasta fresca, reclutava me e le mie sorelle come piccole aiutanti e mamma come supervisore. Ricordo tagliatelle stese ad asciugare e farina ovunque, ma che divertimento! Quando ho visto che tra le farine che il mulino Grassi mi aveva inviato per il contest Impastando di impara c’era anche la farina di semola per pasta fresca non ho saputo resistere alla tentazione di fare la sfoglina. Una volta aperta la confezione, seconda sorpresa: una farina semi-integrale e profumatissima. Ho iniziato a impastare pensando a come esaltarla: volevo che la sfoglia fosse al centro dell’attenzione, più importante di tutti gli altri ingredienti. Ho pensato a una lasagna assemblata al momento e mi sono ricordata del raviolo aperto di Gualtiero Marchesi, così ho deciso di richiamare la sua idea, anche se con ingredienti meno nobili, per dirgli grazie per quello che ha regalato alla cucina italiana. La sfoglia va tirata sottile, eppure resta consistente e porosa, il sapore intenso del grano Kronos non è coperto, ma soltanto accompagnato dagli altri (pochissimi) ingredienti. È un piatto perfetto per le feste in arrivo: saporitissimo, di stagione, comodo da preparare in anticipo ed elegante. Ravioli aperti con broccoli e gamberi Ingredienti Per la sfoglia 1 uovo medio 100 g di semola Kronos di Molino Grassi Per i ravioli (per quattro persone) 8 sfoglie di pasta fresca quadrate 20 gamberi 1 broccolo Bisque di gamberi Procedimento Per la sfoglia Formare una fontana con la farina nella ciotola della planetaria. Mescolare le uova tra loro con una forchetta, versarle al centro della fontana di farina e incorporarle con una forchetta. Azionare la planetaria col gancio K e lavorare fino a ottenere un impasto omogeneo, ribaltando un paio di volte. Rovesciare l’impasto su una spianatoia spolverata con un po’ di semola e lavorarlo brevemente ma energicamente con le mani umide (in questo modo l’impasto assorbirà altra acqua se gli è necessaria) impasto liscio ed omogeneo. Riporre l’impasto sotto una ciotola di vetro a campana per mezzora. Stendere la pasta sottilmente e ricavarne dei quadrati di 10cm x 10cm. Sbianchire la pasta in acqua bollente per 10 secondi, scolarla con una schiumarola e farla asciugare su un telo. La pasta così preparata può essere conservata in un contenitore ermetico in frigorifero per una giornata, o in congelatore per diversi mesi. Per i ravioli Lessare i broccoli in acqua bollente salata, lasciandoli al dente, scolarli conservando l’acqua di cottura e passarli subito in una ciotola con acqua e ghiaccio per mantenere il colore brillante. Scolare i broccoli dall’acqua fredda, tenerne da parte alcune cimette per la decorazione e frullare il resto con un po’ di acqua di cottura fino a ottenere una crema liscia. Scaldare la crema e tenerla in caldo. Sgusciare i gamberi (teste e carapaci possono essere usati per realizzare la bisque) e privarli del filetto nero, sciacquarli e saltarli in padella aggiungendo soltanto qualche cucchiaio di bisque. Tenerli in caldo. Lessare la pasta al dente, scolarla con una schiumarola, quindi porre la metà delle sfoglie in una padella con un filo d’olio e spadellarle con delicatezza in modo da asciugarle e renderle lucide. Metterle da parte e versare nella padella un paio di cucchiai di bisque, aggiungere il resto delle sfoglie e spadellarle fino a che non diventano scure e leggermente caramellate. Disporre sul fondo di un piatto caldo la sfoglia scura, coprirla con un cucchiaio di crema di broccoli, disporre quattro gamberi negli angoli della sfoglia, completare con le cimette di broccoli tagliate a fette e coprire con l’altra sfoglia ruotata di 45° (come si vede nelle foto).Disporvi al centro un cucchiaino di bisque e decorare con i gamberi e le cimette di broccoli avanzate. Servire subito. Note La bisque, la sfoglia e la crema di broccoli possono essere preparati un giorno prima. I gamberi e la pasta possono essere cotti con mezzora di anticipo, al momento di servire basterà effettuare il passaggio delle sfoglie in padella e assemblare i ravioli. Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi:

Fonte: anexperimentalcook.blogspot.it

Non sono un'appassionata di questo dolce, ma questa versione, il "Tiramisù caldo", mi aveva piuttosto incuriosita. E' di Matteo Torretta, un giovane chef il cui curriculum è di tutto rispetto: la sua prima esperienza lavorativa è nel ristorante di Gualtiero Marchesi, il fondatore della "cucina italiana", e passa per i ristoranti di pluristellati chef quali Perbellini, Cracco, Cannavacciuolo e Berasategui. Che dite...bisognava provare! Mentre la eseguivo ero alquanto perplessa perchè sembrava piuttosto pesante, per cui ho apportato delle modifiche, assaggiandola però si è rivelata veramente notevole. L'abbiamo consumata fredda ma mi riprometto di assaggiarla anche nella versione originale. Riporto le modifiche tra parentesi accanto alla ricetta originale. Ingredienti per 4 persone: 200 g di caffè 3 fogli di gelatina (4g) 200 g di zucchero 150 g di mascarpone 200 g di panna 200 g di savoiardi 20 g di marsala 20 g di zucchero a velo 4 tuorli q.b di cacao Procedimento : sciogliere la colla di pesce nel caffè caldo (l'ho leggermente zuccherato) , suddividerla nelle coppe e mettere in frigo a gelificare per almeno 25 minuti. Nel frattempo montare la panna con il mascarpone e lo zucchero(l'ho ridotto a 120 g) fino ad ottenere un composto spumoso e morbido. Frullare i savoiardi (li ho spezzettati) fino ad ottenere una polvere fine. Cuocere a bagnomaria (portando a 85°) i tuorli con lo zucchero (ne ho messo 50 g), il marsala (ne ho messo 70 g), e con la frusta montare fino ad ottenere uno zabaione spumoso( ho aggiunto montando circa 40 g di panna liquida). (La quantità totale dello zucchero è la stessa anche se io l'ho ripartita diversamente) Montaggio: Prendere le coppe dal frigo, con il caffè gelificato, e disporvi i savoiardi, poi la mousse di mascarpone e infine lo zabaione caldo (io freddo). Concludere con una leggera spolverata di cacao e servire.

Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.it

Seduta in rigoroso ed irreale silenzio, ascolto il susseguirsi di note che nascono da un pianoforte a coda durante un concerto. Emozione allo stato puro, mischiata alla morbosa curiosità di sapere quale sarà il brano successivo e la consecutiva sequenza di accordi. Nella musica, come nella cucina, esistono note che si legano perfettamente tra di loro, che vanno d'accordo, e che dalla loro unione nasce un'armonia. Sapori ed ingredienti che devono per forza stare insieme, impossibile separarli, l'uno deve obbligatoriamente accompagnare l'altro. Nascono così in natura ingredienti delicati, poco decisi, con colori tenui, altri invece più vivaci, spiccati , profumati e particolari. Nella costruzione di un piatto, come di un'armonia, cerco di accostare intensità e gusti diversi tra loro, creando un contrasto, certa che dalla loro unione nasca il piatto perfetto. La mozzarella di bufala, dolce, delicata, accompagnata dal pomodoro più acido e dal croccante dei taralli pugliesi. Tutta per voi la mia caprese un pò chic , la mia perfetta armonia... " Cosi come per saper suonare Chopin devi conoscere bene la musica, per saper cucinare un pesce devi conoscere la qualità della sua carne ..." G. Marchesi Vino consigliato: Fiano di Ciro Picariello Ingredienti per 2 persone: 1 bufala campana 200 gr di pomodorini ciliegia 10 taralli 1 pizzico di origano secco 6 foglie di basilico fresco olio evo sale , pepe Riducete la bufala a pezzettoni e lasciatela sgocciolare per 10 minuti in un colino ( foto 1 ). Lavate i pomodorini e tagliatene un paio a metà ed i restanti in 4 spicchi ( foto 2 ). Avvolgete i taralli in un foglio di carta da forno e spezzettateli grossolanamente con un batticarne. In una ciotola emulsionate 2 cucchiai di olio con un pizzico origano secco, 4 foglie di basilico, sale e pepe. Alternate gli strati nei bicchieri partendo dai pomodorini a spicchi, bufala e taralli. Completate con i pomodorini tagliati a metà, irrorate con l'emulsione preparata in precedenza e decorate con 1 foglia di basilico fresco ( foto 3 ). foto 1 foto 3 foto 2

Fonte: lacucinadistagione.blogspot.it

Oggi vi portiamo in giro alla scoperta di meravigliosi profumi...quei profumi che ci regalano le stupende erbe aromatiche sparse ovunque nella nostra incantevole penisola! Il tema di questa puntata della rubrica dell'Italia nel piatto è infatti: Erbe aromatiche e profumi di fine estate Le focacce qui da noi dominano le nostre tavole, ne trovate di tutti i gusti, si mangiano a pranzo, a merenda, a cena e...a colazione anche! Nella mia cucina trovate oggi un'aromatica focaccia con le patate e rosmarino , morbida, fragrante e soprattutto profumatissima, un'alternativa della classica focaccia pugliese con pomodori ed origano. Il legame che unisce la Puglia ed il rosmarino è il sole caldo ed avvolgente ed il mare di un azzurro fantastico, questa pianta aromatica cresce spontanea nei terreni asciutti e luminosi, sulle coste ed in riva al mare. L'origine del nome pare derivi dal latino da rosa e maris cioè rosa del mare , secondo altri da rhusus e maris cioè arbusto di mare oppure ros e maris cioè rugiada del mare. In cucina trova ampio spazio in molte ricette ed insaporisce molto gli arrosti , a rametti o con gli aghi tritati. Le foglie, fresche o secche, l'olio essenziale come pianta medicinale. Bellissime anche come piante ornamentali nei giardini come macchie, bordure o nei vasi su balconi e terrazze. un abbraccio MILENA Focaccia con patate e rosmarino Ingredienti: 150 g. di semola rimacinata 150 g. di farina 00 2 patate piccole lesse 10 g. di lievito di birra 1/2 cucchiaio di sale fino 1 cucchiaino di zucchero 200 ml. circa di acqua tiepida olio evo patate a fette q.b. rosmarino sale fino Procedimento. Preparare l'impasto mettendo sulla spianatoia la farina a fontana, al centro il sale fino, le patate lesse passate, lo zucchero ed il lievito sciolto in poca acqua tiepida. Aggiungere poi man mano la restante acqua tiepida ed iniziare ad impastare, regolarsi con la quantità di acqua, a volte le patate sono più acquose e quindi diminuire la quantità di acqua, l'impasto deve risultare ne troppo liquido ne duro ma abbastanza morbido. Ungere bene di olio evo una teglia ed adagiarvi il panetto, coprire con un canovaccio e mettere a lievitare per circa 1 ora e mezza nel forno spento. Una volta che l'impasto è lievitato spargere un pò di olio evo sulla superficie ed eventualmente allargare con le mani fino a coprire il tegame, salare leggermente e coprire con delle fette sottili di patate crude, salare leggermente anche queste ed infine spolverare con aghi di rosmarino. Infornare a 230° circa per circa mezz'ora o fino a cottura e doratura. https://www.facebook.com/LItaliaNelPiatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/ Andiamo a scoprire i profumi delle altre regioni: Piemonte: Timballo di verdure grigliate al profumo di menta di Pancalieri http://j.mp/ timballo-verdure-grigliate Friuli-Venezia Giulia: Gnocchi di rape rosse http:// ilpiccoloartusi.weebly.com/ litalia-nel-piatto/g nocchi-di-rape-rosse-fonduta-d i-latteria-fresco-san-daniele- croccante-per-litalia-nel-piat to. Lombardia: Frittata di erbe fini di Gualtiero Marchesi http://www.kucinadikiara.it/ 2015/09/ frittata-alle-erbe-fini-di-gual tiero.html Emilia Romagna: Liquore al basilico http:// zibaldoneculinario.blogspot.com /2015/09/ liquore-al-basilico-per-litalia -nel.html Liguria: torta di zucchine al profumo di maggiorana http:// arbanelladibasilico.blogspot.co m/2015/09/ litalia-nel-piatto-erbe-aromati che-e.html Toscana: Acciughe sotto pesto http:// acquacottaf.blogspot.com/2015/ 09/acciughe-sotto-pesto.html Umbria: Bocconcini di maiale al serpollo http:// www.dueamicheincucina.ifood.it/ 2015/09/ bocconcini-di-maiale-al-serpoll o.html Puglia: Focaccia con patate e rosmarino http://breakfastdadonaflor.blogspot.it/2015/09/cucina-pugliese-focaccia-con-patate-e.html Calabria: L'origano selvatico calabrese http:// ilmondodirina.blogspot.com/ 2015/09/ lorigano-selvatico-calabrese-pr oprieta.html Sardegna: Su Pistu..." Fregau " http://blog.alice.tv/ dolci-tentazioni-d-autore/2015/ 09/15/su-pistu-fregau/ Il nostro blog - http:// litalianelpiatto.blogspot.it/

Fonte: breakfastdadonaflor.blogspot.it

Bisognerebbe solo i libri che mordono e pungono... Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno in testa..a che serve leggerlo? Franz Kafka ( 1883-1924) Mi è capitato d leggere su FB una feroce disputa tra due blogger . La prima rivendicava la "maternità" di una ricetta... L'altra la gabellava come sua... Ora non ho approfondito la questione in essere tra le due ma comunque, proprio per l'etica che deve regnare nel nostro " mondo" molto particolare e piuttosto competitivo, l'unica via da seguire è quella dell'onestà.. Se si decide di pubblicare una ricetta che non ci appartiene si deve sempre citare la fonte... A me qualche volta è capitato di non essere in grado di citare la fonte ma mi sono sempre premurata di scrivere nel corpo del post che se l'autore o l'autrice della ricetta in questione si riconoscesse in quanto da me postato di contattarmi affinché lo possa linkare correttamente.. E' molto semplice non trovate care amiche?? Per la ricetta che pubblico oggi devo ringraziare il mio caro Gualtiero Marchesi fonte di ispirazione non solo per questa ma anche per altre ricette che trovo nel suo magnifico ricettario che consulto a casa di mia figlia durante le mie sessioni di babysiteraggio che ultimanemente sono diventate frequenti!!! Sta accadento esattamente come capitava a me tanti anni fa... Non sapevo mai se al mattino uno o tutti e due i miei figli stavano bene e se quel giorno sarei riuscita ad andare a lavorare!! Scendendo nei particolari relativi alla salsa questa può accompagnare ed impreziosire non solo i gamberoni che avevo a disposizione ma anche del semplice riso pilaf o carni alla griglia.. Consiglio alle amiche di non modificare gli ingredienti: ognuno di essi ha il suo perché!!! Le foto sono state scattate un istante prima di andare in tavola.. e di fretta pure..altrimenti si raffreddava tutto!! Tempo di preparazione ; circa 30' ( soprattutto per la cottura della salsa) Costo: medio Difficoltà:* INGREDIENTI PER DUE PERSONE 20 GAMBERONI 2 SPICCHI D'AGLIO POCO OLIO EXTRAVERGINE E BURRO PER LA SALSA AL CURRY 2 CUCCHIAINI DI CURRY DOLCE O PICCANTE 1 PUNTINA DI CANNELLA 1 PUNTINA DI ZENZERO IN POLVERE 4 BACCHE DI CARDAMOMO 30 GR DI BURRO 1 PUNTINA DI ZUCCHERO 1 PUNTINA DI SALE 1 CIPOLLOTTO TRITATO 1 SPICCHIO D'AGLIO TRITATO Ecco qui sotto il cipolotto, privato della sua codina e lo spicchio d'aglio senza il germe centrale.. Vanno tritati finemente.. E fatti appassire dolcemente nel burro... Qui sotto si possono vedere i semini di 4 bacche di cardamomo.. Si devono pestare con un batticarne... E le altre spezie che rendono unica questa salsa.. I secondo piano il curry dolce acquistato al Salone dell'Oriente A sinistra lo zenzero in polvere e a destra la cannella.. Mescolare le 4 spezie e aggiungerle al trito di cipollotto e aglio ormai appassiti nel burro .. Cuocere sempre a fuoco medio mescolando con cura quindi aggiungere una tazza di acqua bollente.. Mescolare di tanto in tanto.. Passati circa 25'/30' filtrare il tutto e tenere in caldo... Ecco come si presenta la salsina al curry che, come ho scritto in precedenza può accompagnare sia del riso pilaf che delle carni o gamberoni grigliati.. Ed ecco qui sotto i gamberoni che non ho grigliato per motivi "tecnici" ma semplicemete fatti "saltare" in padella antiaderente.. Eliminare il carapace avendo cura di lasciare attaccate al corpo la testa e la codina.. Sciacquare e asciugare con carta da cucina.. Quindi farli salare con delicatezza in padella con olio, poco burro e un paio di spicchi d'aglio.. Accomodarli in un piatto da portata riscaldato.. E napparli con la salsa che deve essere ben calda.... Buona giornata a tutti!!!!

Fonte: atavolaconmammazan.blogspot.com

Sedetevi qui con me e dedicatemi 5 minuti del vostro tempo, proverò a raccontarvi, soprattutto con le immagini, le emozioni di una giornata molto speciale. Vi porterò con me tra le colline fiorentine per un tour che ha coinvolto alcune blogger, tra cui la sottoscritta, promosso dal Consorzio Laudemio. In epoca medioevale con laudemio si intendeva la parte migliore del raccolto delle olive che veniva destinato ai Signori della terra, oggi è diventato più semplicemente il simbolo di qualità e di pregio tanto che, nel 1986, è nato il Consorzio Laudemio che, attraverso delle regole più severe e più restrittive rispetto alla normativa vigente, si è posto lo scopo di promuovere e valorizzare un prodotto di assoluto pregio all’interno della produzione di olio toscano. Il Laudemio è infatti un blend di cultivar raccolte e frante nello stesso giorno a temperatura controllata e caratterizzato da un colore verde brillante e da un gusto intenso e piccante. Prima di ‘partire’ per il nostro viaggio, vi lascio però la ricetta di questa zuppa di legumi e farro, arricchita dal profumo di rosmarino ed ispirata alla cremosissima zuppa che ci è stata servita durante il pranzo al Castello di Nipozzano, ospiti dell’azienda dei Marchesi De’ Frescobaldi . Ingredienti: 400 gr tra farro, fave secche e lenticchie rosse 1 litro di brodo vegetale 1 porro 1 carota 30 gr parmigiano reggiano grattugiato abbondante rosmarino fresco Olio extravergine Laudemio sale di Cervia pepe nero fette di pane abbrustolite Sciacquate il misto di legumi e farro, mettetelo in una ciotola e ricoprite con acqua fredda lasciando in ammollo per almeno sei ore. In una casseruola fate scaldare pochi cucchiai di olio, unite la carota tagliata a cubetti e poi tostate il misto di legumi e farro, bagnate con il brodo vegetale bollente e portate a cottura aggiungendo il resto del brodo. Cuocete circa 30 minuti a fuoco dolce, aggiungendo se necessario altro brodo. In una padella fate appassire il porro lavato e affettato sottilmente. A fine cottura aggiungete il porro nella zuppa, il rosmarino tritato finemente, regolate di sale e pepe e condite con una dose generosa di olio extravergine laudemio e un paio di cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato. Tagliate il pane posato molto sottilmente, spruzzatelo con olio extravergine e fatelo tostare sotto il grill. Servite la zuppa con le fette di pane tostato. Una zuppa cremosa che ho voluto accostare alla Marocca di Casola, un pane antico, tipico della Lunigiana, fatto con farina di castagne, farina di grano e patate lesse e che oggi è diventato Presidio Slow Food. Il suo sapore intenso, esaltato dalla tostatura, lo rende perfetto per accompagnare il gusto delicato e morbido dei pochi e semplici ingredienti di questa pietanza. Ma veniamo al viaggio. Tutto è cominciato una mattina di novembre da questo luogo incantato sulle colline fiorentine:il castello di Nipozzano, della famiglia dei Marchesi de’ Frescobaldi. Lo spettacolo che ci si è aperto davanti agli occhi aveva quasi dell’incredibile e la fitta nebbia non ha fatto altro che rendere questa esperienza ancora più magica… Ci siamo addentrate nella tenuta dove si stava procedendo alla raccolta delle olive, l’immensità del paesaggio era condensata dentro le goccioline di nebbia che sfumava i contorni di tutto ciò che ci circondava, annullando quasi totalmente i colori… Qui tutto è bello, anche gli uomini addetti alla raccolta delle olive che si muovono in sincrono tra loro e che hanno accolto con sorriso divertito queste sette donne, armate di macchina fotografica, che si sono intrufolate tra un albero d’olivo e l’altro per ‘rubare’ qualche istantanea del loro lavoro. Quando la nebbia è così fitta anche i rumori sono come trattenuti e ovattati e lo sguardo non riesce a spingersi oltre una certa distanza…così, mentre cammini, ti accorgi poco alla volta di ciò che ti sta intorno….. percependo il mondo attraverso piccoli particolari… Poi con il trascorrere delle ore il sole ha scaldato l’aria e la nebbia lentamente si è ritirata lasciandoci sbalordite dall’immensità che si è svelata…. e i colori trattenuti fino a quel momento dalla nebbia sono finalmente esplosi…. insieme al profumo quasi pungente delle olive appena frante … Dopo la passeggiata tra gli ulivi, siamo tornati alla residenza dei Marchesi de’ Frescobaldi dove abbiamo ricevuto un’accoglienza impeccabile, piena di attenzioni e di calore che ci ha messo subito tutte a nostro agio rapite dalla bellezza di questo palazzo così elegante e sobrio allo stesso tempo… L’agronomo dell’azienda, Gianni Maggi, che ci ha accompagnato in questa prima parte della giornata, rispondendo con simpatia e competenza a tutte le nostre domande e curiosità ci ha anche simpaticamente guidato nella degustazione di alcune etichette della cantina dell’azienda. Le bravissime cuoche, Lia e Manila, ci hanno invece riscaldato il cuore preparandoci un pranzo squisito accettando persino di farsi fotografare nel loro regno, grazie! La seconda parte del tour ci ha invece portate presso il Frantoio Santa Tea di proprietà della famiglia Gonnelli dal 1585 . Una storia antica che racconta di una passione per la terra che si tramanda da generazione in generazione fino ad arrivare ai nostri giorni con la bella Serena Gonnelli. Una parte della struttura dell’azienda di famiglia è dedicata al museo in cui si può notare una pietra incisa che testimonia l’epoca di costruzione del frantoio, il 1426. Il podere di Santa Tea oggi produce olive da agricoltura biologica e il suo frantoio rappresenta una delle realtà più avanzate sia da un punto di vista tecnologico che qualitativo,infatti l’impianto si compone di 4 linee di produzione ed è stato studiato e realizzato dall’officina meccanica all’interno del frantoio stesso. Qui, nell’elegante spaccio dell’azienda Gonnelli, Paolo Mori, maestro d’olio ci ha accompagnato in una divertente ed interessantissima degustazione di ben 4 tipi differenti tipi d’olio. Non mi resta che ringraziare il Consorzio Laudemio, l’azienda dei Marchesi De’ Frescobaldi nella persona di Gianni Maggi, Il Frantoio Santa tea della famiglia Gonnelli e le mie compagne di viaggio: In attesa di un seguito a questa meravigliosa storia….. with love Pippi

Fonte: iocomesono-pippi.blogspot.com

"TWO IS MEGLI CHE UAN"! Ricordate la famosa pubblicità?! Mi è venuta in mente, perchè oggi vi propongo una ricetta doppia versione, se così si può dire. Con lo stesso impasto ho preparato questa scenografica coupelle: poi riempita con una golosissima mousse al cioccolato (eterna adorata di mio marito che vorrebbe che gli preparassi sempre e solo quella) e parte dei miei biscottini natalizi da regalare agli amici: Le lingue di gatto Le cialde da riempire. Prima... ...E dopo la cura! La realizzazione della coupelle/tulipe è abbastanza semplice, richiede solo rapidità d'esecuzione ed anche un pizzico di abilità manuale. Un pò come queste coupelle, che avevo realizzato e trovate qui , sebbene le tulipes siano una versione dolce. Ed ora la ricetta tratta dal mio "primo amore", il librone di cucina di Gualtiero Marchesi di cui già vi ho parlato: Ingredienti: Per la TULIPE/COUPELLE e le lingue di gatto : 100 gr farina 100 gr burro 100 gr zucchero a velo 4 albumi 1 bustina di vanillina Procedimento: Montare bene il burro con lo zucchero aggiungendo gradatamente la farina setacciata e la vanillina. Montare a neve ben ferma gli albumi ed incorporarli con delicatezza al composto con l'aiuto di una spatola. Mettere il composto su una teglia ricoperta di carta da forno dando, con l'aiuto di un cucchiaio, la forma circolare per le cialde ed allugata a bastoncino per le lingue di gatto. Mettere in forno già caldo a 200°C per 7-8 minuti. Questa è la fase più importante, va monitorata attentamente, la temperatura ed il tempo di cottura sono quelli ottimali per il mio forno, ma dovrete calibrare i tempi col vostro. State attenti quando coloriscono un pò i bordi è già ora di rimuovere le cialde. Io ho utilizzato una pinza per prelevare il disco e dare subito la forma di "tulipe" utilizzando una ciotola rovesciata, mentre per le lingue di gatto arrotolate ho usato un bastoncino. Ingredienti: Per la mousse al cioccolato: 250 gr di cioccolato amaro fondente 2 uova intere + 1 albume 1 cucchiaino di burro 3 cucchiai d'acqua 1 cucchiaio e mezzo di zucchero mezzo bicchiere di panna liquida 1 tazzina di caffè forte Procedimento: Sciogliere il cioccolato a bagno maria ed unire gradatamente il burro, l'acqua ed il caffè continuando a mescolare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciar raffreddare a temperatura ambiente. Nel frattempo montare a neve gli albumi e la panna e e poi tenerli in frigo. Poi, sempre con lo sbattitore elettrico, montare i tuorli con lo zucchero finchè diventino bianchi. Unire il cioccolato ormai freddo ai tuorli e poi delicatamente con una spatola (girando da sotto in su) unire la panna e gli albumi a neve. Lasciar raffreddare in frigo per almeno 4 ore prima di servire. Io ho servito la mousse nelle cialde, riempiendole con una siringa da pasticcere e guarnendo con palline argentate. Allora che ne pensate? Let me know...

Fonte: anastasiagrimaldi.blogspot.it

Gualtiero Marchesi docet: la controversia tra il brodo e il lesso da Oltre il fornello Il procedimento per ottenere un buon brodo ha il principio di estrarre dalla carne tutte le sostanze solubili e quindi anche il sapore. Per questo motivo la carne va immersa in acqua fredda e portata lentamente fino quasi a bollire. Il liquido poi viene poi schiumato e aromatizzato con verdure (sedano, carota e cipolla), spezie (chiodo di garofano) e erbe aromatiche (gambo di prezzemolo, maggiorana). E' consigliato utilizzare pezzi piccoli di carne. Il procedimento per ottenere un buon bollito invece è esattamente il contrario. E' necessario impedire la dispersione dei succhi nutritivi contenuti nella carne. Bisogna quindi preparare in precedenza un brodo aromatizzato con le verdure, le erbe aromatiche e le spezie e immergere la carne nel liquido bollente. In questo modo si forma una superficie protettiva sulla carne che evita la fuoriuscita delle sostanze estrattive. Per lo stesso motivo è bene utilizzare tagli grossi. Per entrambe le preparazioni la cottura deve essere controllata (bassa temperatura), non deve superare i 94/95 gradi. Deve quindi sobbollire. In questo modo da una parte si ottiene un brodo limpido che non necessita della chiarificazione con l'albume che porta via sapore, Dall'altra parte la bassa temperatura consente una penetrazione calibrata del calore nella carne, rendendola, così, tenera senza essere filacciosa e asciutta. Un buon lesso non deve essere stracotto. L'operazione di schiumatura è da ripetere frequentemente, in modo da mantenere il brodo sempre limpido. La prima schiumatura è tuttavia la più importante e va eseguita con tempismo, altrimenti il brodo si intorbidirebbe e le sue qualità organolettiche verrebbero compromesse e con queste, anche quelle della carne. Altro elemento importante è il sale. Riguardo al brodo, se si sbaglia la salatura iniziale, questo viene irrimediabilmente compromesso. E' consigliabile salarlo alla fine, soprattutto se si deve fare un brodo ristretto. Per ottenere una carne più digeribile, è meglio non salare il brodo ma condirla con sale grosso macinato al momento. E' vero che un buon brodo impoverisce la carne che lo produce, togliendone parte del sapore, ma non per questo deve andare buttata. Si può utilizzare nella preparazione di polpette o di fresche insalate oppure in umido. Stessa cosa vale per il brodo prodotto per ottenere il bollito. Non sarà sicuramente adatto per i tortellini, ma potrà essere impiegato per cucinare gustosi risotti o aggiunto alla preparazione di arrosti e stracotti. Insalata con tonno di coniglio e limoni aromatizzati alle olive Ricetta di Cristiana di Beuf à la mode I limoni alle olive: 3 limoni non trattati 8 olive nere 3 cucchiai di succo di limone 1/2 cucchiaio di sale grosso 1/2 peperoncino Lavate i limoni, tagliateli a metà per il senso della lunghezza. Affettateli molto sottilmente nel senso della larghezza. Trasferite le fettine in una ciotola che le possa contenere tranquillamente. Tritate finemente le olive, aggiungetevi il succo di limone, il peperoncino e il sale. Unite gli ingredienti ai limoni e rigirateli in modo tale che la pasta alle olive ricopra in maniera uniforme le fettine di limone. Coprite e trasferite in frigorifero per un paio di giorni. Il tonno di coniglio: 1kg di coniglio pulito 1 carota 1 sedano 1 cipolla 3 chiodi di garofano timo olio extra vergine di oliva sale e pepe mie aggiunte: 2 bacche di ginepro, i semi di una bacca di cardamomo, pepe lungo e Sichuan, due rametti di maggiorana, due gambi di prezzemolo, un pezzetto di foglia di lemon grass, una foglia di alloro Sbucciate e lavate le verdure. Portate a bollore l'acqua con le verdure, le erbe aromatiche e le spezie. Quando l'acqua avrà raggiunto il bollore unite il coniglio e fate cuocere per circa un'ora a fiamma bassissima. Spegnete la fiamma e fate raffreddare la carne all'interno del liquido. Una volta freddo disossate il coniglio e fatelo asciugare lasciandolo su un tagliere in pendenza per un paio d'ore. Prendete un barattolo di vetro sterilizzato per confetture. Come procedere per sterilizzare in modo corretto e sicuro ne parlo qui: http://lesmadeleinesdiproust.blogspot.it/2011/07/sterelizzazione-e-invasamento-caldo.html Trasferitevi il coniglio riducendolo in piccoli pezzi con l'aiuto delle mani. Dovrete alternare il coniglio all'olio, condite ogni strato con del sale. Pressate bene affinché la carne sia ben compatta. Chiudete il barattolo e trasferite in frigorifero per un giorno. Trascorso un giorno riprendete il coniglio, toglietelo dal barattolo e trasferitelo in un altro, sempre sterilizzato, alternando questa volta alla carne le fettine di limone e qualche grano di pepe. Riponete in frigorifero ancora per un giorno prima di consumarlo. Si mantiene per un paio di settimane, avendo l'accortezza di mantenere la superficie coperta di olio. Se invece volete conservarlo, immergete i vasetti in abbondante acqua fredda, che li ricopra abbondantemente e fate bollire per 40/60 minuti, poi spegnete e lasciate che si raffreddino all'interno dell’acqua e conservateli per 5 o 6 mesi al massimo. L'insalata: songino ( io radicchi di campo) crostini di pane (quadrati di pane leggermente unti con olio extra vergine di oliva e passati in forno) olive nere tonno di coniglio con fettine di limone maggiorana Assemblate l'insalata unendo i vari ingredienti secondo il proprio gusto. Condite con olio extra vergine di oliva, sale, pepe e le foglioline di maggiorana. Cara Cris, so perfettamente che ti saresti immaginata una bella coda alla vaccinara per il tuo The Recipe-tionist , ma ahimè sono a dieta e il coniglio è più indicato, visto che, come te, sul blog ci va quello che cucino al momento e le foto sono quelle fatte al piatto sulla tavola apparecchiata. Non credere però di non avermi fatta contenta (ma..la doppia negazione???? :))) perché è una vita che volevo fare il tonno di coniglio ed è proprio capitato a fagiolo. Domani parto per un fine settimana lungo con la mia adorata Cindystar e questo è proprio un gran bel cibo pronto all'uso da lasciare al mio compagno che in cucina non sa fare nulla. Grazie di cuore a te per le bellissime ricette (tutte perfette) e alla cara Flavia che ci ospita ogni mese con il suo entusiasmo contagioso. Un abbraccio. Questa ricetta partecipa a The Recipe-tionist di marzo-aprile.

Fonte: lesmadeleinesdiproust.blogspot.it

Avete presente quante vite può avere un arrosto? Basta un profumo a cambiarne la sorte. (Gualtiero Marchesi) Non sono una grandissima amante della carne, ma non la disdegno, diciamo che due volte a settimana in casa la carne viene mangiata, ma tra tutte le preparazioni quella che amo di più sono gli arrosti. Amo le lente cotture e ancor di più amo la loro praticità, la comodità di poterlo cucinare prima non ha prezzo. Succulento, morbido e prelibato, l’arrosto di vitello è il sapore delle feste, delle domeniche in famiglia, dei pranzi in compagnia, quelli gustosi pieni di cose buone. Può essere gourmet, ma anche leggero o sfizioso, facile o elaborato da preparare. Va comunque cucinato con pazienza ed attenzione, ma il risultato sarà sempre qualcosa di speciale che conquisterà tutti i commensali, dal più godereccio al più sofisticato. Oggi vi propongo una ricetta facile da preparare la cui resa dipende soprattutto dalla qualità della materia prima, e anche dal taglio che sceglierete, i tagli di carne più adatti per ottenere un arrosto di vitello morbido e succulento sono la noce, la sottofesa o lo scamone. Per comodità vi consiglio di farlo legare dal macellaio con la rete apposita, così la carne conserverà bene la forma durante la cottura. L'arrosto di vitello cotto in pentola, è la preparazione ideale per chi non ha voglia, tempo o possibilità di utilizzare il forno, l'importante sarà “ sigillare ” all'inizio della cottura il pezzo di carne nell'olio e nel burro così da conservarne all'interno i sughi e gli umori, poi si aggiungeranno le verdure e si procederà con la cottura vera e propria. Ingredienti 1 kg di vitello (noce, sottofesa o scamone) 40 gr di burro Olio extravergine di oliva q.b. 100 gr di sedano pulito e tritato 100 gr di cipolla pulita e tritata 150 gr di carote pulite e tritate 350 ml di vino bianco secco 100 ml di Marsala sale q.b. 1 lt di brodo vegetale n.b Tutti i pesi delle verdure sono al netto degli scarti Procedimento Pulite e tritate grossolanamente la cipolla, le carote e i gambi di sedano e teneteli da parte. Prendete una pentola abbastanza capiente e versate dell'olio extravergine d'oliva e il burro, non appena saranno caldi mettete l’arrosto nella pentola e, con l’ausilio di due palette di legno, fatelo rosolare in modo uniforme su tutti i lati, comprese le estremità del taglio di carne: in questo modo l'arrosto conserverà il suo sapore e resterà morbido e succulento. (Mi raccomando durante la cottura non bucate mai l’arrosto con la forchetta ne perderebbe in morbidezza). Salate, sfumate con il Marsala e aggiungete il trito di verdure, distribuendolo uniformemente nel tegame con la carne. Unite 100 ml di vino e fate cuocere l’arrosto coperto e a fuoco basso per circa un’ora e mezza, girando ogni tanto l’arrosto su sé stesso. Durante questo tempo, man mano che il fondo di cottura si asciuga, aggiungete poco per volta il restante vino, e ed eventualmente se necessitasse per i proseguo della cottura, qualche mestolo di brodo caldo. Se non siete molto esperte nella preparazione degli arrosti, per il controllo della cottura della carne, determinante per una riuscita perfetta del vostro piatto, vi consiglio l’utilizzo di un termometro da carne per misurare la temperatura “al cuore” (il punto più profondo del pezzo di carne). Ricordate che, nel caso cuoceste un pezzo di carne molto grosso, lasciare la carne leggermente indietro di cottura al centro permette di averla perfettamente cotta altrove. Ogni carne ha una cottura diversa, in questo caso Il vitello è “ rosa ” quando è a 60°, al punto a 68° e ben cotto a 75°. Mentre nel caso cuoceste del manzo, sarebbe cotto a puntino quando la temperatura al cuore fosse di 58-60°, mentre è da considerarsi più o meno al sangue dai 44° ai 55° e ben cotto da 65° a 68°. Quindi, a fine cottura della carne, togliete l'arrosto dalla pentola e avvolgetelo ben stretto nella carta stagnola, facendo così si disperderà lentamente il calore dall'interno del pezzo, mantenendo di conseguenza tutta la sua morbidezza. Nel frattempo seguitate a cuocere le verdure nel fondo di cottura, aggiungendo altro brodo, fino a quando non saranno quasi sfatte. Trasferite a questo punto le verdure in un recipiente alto per poterle frullare con l'ausilio di un mixer ad immersione, così da ottenere una salsa vellutata. Tagliate l'arrosto in fette e servitelo abbondantemente salsato. Potrete conservare l'arrosto di vitello in frigo per 3 giorni al massimo, coperto con pellicola trasparente o all'interno di un contenitore ermetico. Prima di consumarlo, riscaldate il sugo e adagiateci dentro le fettine, per servirlo ben caldo. Buon appetito! Buona vita e alla prossima ricetta!

Fonte: lacucinadiesme.blogspot.it

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