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Ci sono delle sere in cui mi sento particolarmente illuminata. Particolarmente ispirata. Esco dall'ufficio e sulla strada di casa ammiro la meraviglia del creato. Cosa vedo, vedo... Vedo il sole al tramonto. Lo stesso sole che ha riscaldato, illuminato e nutrito i primi timidi germogli primaverili durante il giorno. E che adesso li colora in mille modi diversi. Il gioco che fa con le nuvole... le accende di tonalità inaspettate. Vedo gli uccellini. Che vagano ininterrottamente alla ricerca di granaglie. E che disegnano il cielo con figure meravigliose, grazie ai loro voli. Vedo i campi. Che sono sconfinati, distese immense di verde, giallo, oro. Perché il colore dei campi dipende da quale semente ospitano. E i paesaggi meravigliosi che dipingono, delineando l'orizzonte. Vedo gli alberi. Che hanno resistito al gelido inverno. Alla neve, al vento sferzante. E che orgogliosi si mostrano in tutta la loro possanza, braccia al cielo. Aspettando che la linfa ricominci a circolare, che le foglie tornino a popolarli, che i fiori e i frutti che produrranno attirino gli animali, che tra le loro braccia troveranno rifugio. Vedo i camionisti che fanno pipì a bordo strada. In questo idillio, lo spirito cuciniero si impossessa di me. E arrivata a casa comincia il mio Masterchef. La mistery box è il frigorifero: 30 minuti per preparare qualcosa con quello vi giace da più tempo e che sarebbe anche ora se lo facessi fuori. Cracco è la mia mente: "e allora cooooooooooorriiiiiiiiiiiiiii" "veloceeeee, veloceeee" "non devi stare piegata, devi stare drittaaaaaaaa" "sangue freeeeeeddoooooooo, Gretaaaaaa" Barbieri le mie previsioni: "ma questa roba qua è un mappazzone" Davide Bastianich mi osserva dal divano, pronto a giudicare. All'occorrenza, a muorire. Nella puntata di ieri.. L'ingrediente della mistery box, era la rucola. Davide Bastianich aveva cominciato ad osservarmi. Cracco, mi urlava "cooooorriiiiiiiiii vai in dispensaaaaaaaaaaa" "muooooovitiiiiiiiiii, scegli gli ingredientiiiiiiiiiiiii" Barbieri mi intimava "non fare un mappazzone però" Basta, ho deciso. Saranno dei cannoli di brisè, ripieni di mousse di tonno e rucola. Rapido ed indolore. Pronti via. Per i cannoli di brisè - 20 minuti + preparazione 100 g farina 50 g burro 50 g acqua Accendete il forno a 180°C. Impastate gli ingredienti fino ad ottenere una pasta bella omogenea. Mentre il forno si riscalda, ricoprite la pasta con della pellicola e mettetela in freezer (+ rapido del frigorifero). A forno caldo, togliete la pasta, stendetela a 2-3 mm di spessore e formate dei cannoli. Infornate. Mousse di tonno e rucola - 5 minuti 1 scatoletta di tonno sott'olio 20 g burro una manciata di ceci, per ridurre il quantitativo di burro necessario sale, pepe q.b. rucola tagliata (non troppo fine) Frullate il tonno i ceci e il burro fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso. Aggiustate di sale e pepe ed aggiungetevi la rucola tagliata. Quando i cannoli sono pronti, estraeteli dal forno e lasciateli raffreddare 5 minuti. Prendete un sac à poche, farcite e servite. "Mi stai diludendo. Il problema di sto piatto è che mi ha bloccato la gòla come un pallina di catrame. E devo andare all'ospedale. Adesso. Se no, muoro"
Fonte: lericettedifleetstreet.blogspot.itAmo molto leggere libri e riviste di cucina, sfogliare, mettere da parte, raccogliere idee e progettare nuovi piatti, magari anche osando un pochettino. Esercizi per imparare perché, come per quasi tutte le cose, di là del talento naturale (non è il mio caso), credo si possano raggiungere livelli decorosi in un certo campo solo applicandosi. E quindi a cucinare si impara...cucinando. Anzi, credo sia una di quelle attività che ti rende migliore perché ti lima, ti affina. Ti riesce bene un piatto? Già ti vedi Barbieri che ti chiede una collaborazione? Poi, come per magia, il sugo è salato, la pasta spessa, il ripieno crudo mentre l'esterno è bruciacchiato e via dicendo. Insomma, uno di quei bei bagni di umiltà che ci sanno rimettere al nostro posto e ricominciare daccapo. Quindi, oggi, niente di speciale solo un piatto molto molto casalingo, rassicurante, reso unico dai profumi: un' acquavite alla mela, un delicato e speziato pepe Melegueta. SPEZZATINO DI CONIGLIO PROFUMATO 1 coniglio già in pezzi e pulito dal midollo olio evo 1/2 cipolla 1/2 gambo di sedano 3 carote 1 mignon di acquavite alla mela 1 dado Cuore di brodo delicato Knorr sale pepe I grani del Paradiso Cannamela (pepe Melegueta) Soffriggere nell'olio la cipolla a fettine, il sedano a dadini, le carote a fettine oblique.Adagiare nella casseruola i pezzi di coniglio e insaporirli con sale e pepe I grani del paradiso Cannamela. Rosolare da entrambi i lati e sfumare con l'acquavite. Aggiungere il Cuore di brodo delicato, un mestolo di acqua , coprire e cuocere per almeno 1 ora. Eventualmente aggiungere acqua se il sugo dovesse restringersi troppo in cottura Servire con polenta fumante (che questa sera non ho fatto ma se ne sentiva la mancanza!).
Fonte: fatemicucinare.blogspot.itUn pranzo da chef! Chi é lo chef? Ma Bruno Barbieri...of course! Io ho replicato...ed ho provato a gustare un piatto di questo grande emiliano, uno chef di tutto rispetto, insomma, uno 'stellato'! Oggi per pranzo ho preparato questo primo piatto: buonissimo! Guardando Masterchef io e mio figlio un giorno ci siamo imbattuti in una ricetta appunto di Barbieri. Mi ha incuriosita molto, i colori erano bellissimi, i sapori me l'immaginavo, l'impiattamento ha divertito molto mio figlio! E così l'altro ieri ho trovato le patate rosse...e il fruttivendolo mi chiede: gnocchi, signora? Siiiiiiiii!!!! Non é un piatto complesso, e il risultato é stato ottimo. Ovviamente nessun giudice l'ha assaggiato, nessun parametro con il piatto originale, solo il mio palato. Mi fido di me!!! Gnocchi di patate in guazzetto di fasolari su fondente di pomodori (Nella ricetta originale usa i tartufi di mare) Per 4 persone Gnocchi 500 gr patate rosse (peso da crude) 125 gr farina 0 70 gr burro 70 gr Parmigiano grattugiato 1 tuorlo Sale q.b. Noce moscata q.b. Guazzetto 20 fasolari (frutti di mare) 6 pomodori ciliegino (nella ricetta originale usa i datterini) Olio Evo 1 spicchio d'aglio 1 ciuffo di prezzemolo 1 ciuffo di basilico Fondente di pomodori 1/2 cipolla bianca 250 gr pomodori ciliegino Olio Evo 1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato Ho preparato prima di tutto gli gnocchi. Ho cotto le patate avvolgendole nell'alluminio, dopo averle lavate, e le ho cotte in forno caldo a 180 gradi per 60 minuti. Dopo cotte le ho spellate e le ho passate con il passa patate mettendole in una ciotola capiente. Ho aggiunto la farina, il burro, il parmigiano, il sale, la noce moscata e il tuorlo ed ho amalgamato bene il tutto. Ho trasferito l'impasto sulla spianatoia infarinata ed l'ho diviso in tante piccole parti: da ogni piccola parte (grande quanto una noce circa) ho realizzato degli gnocchi allungati, con la testa grande e la parte inferiore leggermente appuntita. Li ho messi su un vassoio infarinato che ho messo poi in congelatore. Successivamente ho realizzato il guazzetto e il fondente di pomodori. Per il fondente ho affettato mezza cipolla bianca e l'ho messa in una padella con l'olio Evo, ho acceso e subito dopo ho versato i pomodorini tagliati a metà. Ho aggiunto un mestolo d'acqua calda ed ho fatto cuocere per 5/7 minuti. Spento il fuoco ho salato, ho versato i pomodori in un mixer, ho aggiunto il cucchiaio di parmigiano ed ho azionato il mixer. Ho filtrato il composto e l'ho messo da parte. Ora il guazzetto: in una padella ho messo l'aglio schiacciato, l'olio Evo ed ho fatto riscaldare. Ho versato i fasolari (ben lavati), i pomodorini tagliati a metà, il prezzemolo e il basilico ed ho fatto cuocere chiudendo con un coperchio. Appena i frutti di mare si sono aperti, ho sgusciato più della metà dei frutti. A questo punto ho cotto gli gnocchi in acqua salata (prendendoli direttamente dal congelatore), appena vengono su li ho trasferiti nella padella del guazzetto. Ho saltato leggermente per far insaporire gli gnocchi. Al via l'impiattamento: sulla base del piatto ho versato il fondente di pomodoro, ho adagiato gli gnocchi a raggiera, ho irrorato con il guazzetto e alcuni frutti di mare. Per chi lo desidera, una macinata di pepe e via... Un primo piatto d'impatto visivo ma anche sensoriale!
Fonte: ladolcecucinadipaola.blogspot.it(cliccare sulla foto per ingrandirla) Oramai mancano poche ore alla messa in onda di Masterchef ! Stasera alle ore 21, su Cielo, andra' in onda la prima puntata del talent di cucina piu' seguito in Australia, USA e tanti altri paesi. L'avventura e' nata a febbraio quando mi hanno contattato per partecipare al casting, io non sapevo dell'esistenza di questo talent e ingenuamente sono andata, ma ora a posteriori, posso gridare ai quattro venti, meno male che non mi hanno presa, perche' il livello e' talmente alto, quello dei concorrenti, intendo, che sarei uscita subito! Personalmente non conosco piu' di 6 tipi di vini, tantomeno i tagli meno pregiati delle carni, come si cucinano al meglio, come accostare un tipo di pesce ad alcuni aromi! Insomma le sfide di Masterchef sono rivolte ad aspiranti chef,e qui, parliamoci chiaro, ci divertiamo in cucina, come dice il grande Gordon Ramsey, se non sei un vero chef, non cucinare al di fuori della tua cucina, ah ah! Poi pero' a giugno mi hanno invitato, sembrava all'inizio, alla registrazione di una puntata, invece siamo andati li in Via Mecenate e non c'era un pubblico, ma alcune blogger erano state invitate per cucinare per la giuria e a sorpresa ci e' capitato di dover cucinare, e sottolineo "dover" un petto d'anatra! La sorpresa piu' grande e' stata trovarmi davanti a Carlo Cracco, Joe Bastianich e Bruno Barbieri, che dopo aver assaggiato il nostro petto d'anatra hanno simulato il verdetto che riservano ai concorrenti di Masterchef! Io non avevo mai cucinato un petto d'anatra in vita mia e mi hanno stroncato alla grande, con sputi finali e tanto di piatto scaraventato per terra, ah ah! Che divertimento! Vabbe' sorvoliamo va! (cliccare sulla foto per ingrandirla) Quindi per questo grande giorno avrei voluto imparare a cucinare un petto d'anatra come si deve, con i preziosi consigli di Cracco, ma ahimè, non ho avuto tempo, quindi pubblico questi gnocchi dalle patate viola che ho scoperto sul blog di Chiara , che ho avuto modo di conoscere quel bellissimo pomeriggio di giugno! Appena li ho visti sul suo blog dovevo subito rifarli! Ho girato in lungo e in largo ma alla fine le ho trovate le patate viola, che ve ne pare? La ricetta e' la classica per gli gnocchi (dose per 6 persone): 1 kg di patate 300 gr di farina (meta' grano duro e meta' 00) un uovo sale noce moscata - work in progress - (cliccare sulla foto per ingrandirla) Poi meta' li ho conditi burro e salvia, e come vedrete nella prima foto, il colore intenso degli gnocchi rimane inalterato, invece l'altra meta' l'ho condita con pesto e code di gambero, erano buonissimi, ma se li preparerete per una cena a sorpresa per amici il colore violetto della patata viene coperto parecchio! Questa e' l'acqua di cottura degli gnocchi, che colore eh?
Fonte: unastellatraifornelli.blogspot.itVoglio assolutamente condividere con voi questo piacevole e croccantoso appetizer che ho trovato e 'testato' in ogni senso! Ieri sera ho sperimentato questa ricettina che passa quasi in sordina su uno degli ultimi numeri di Sale&Pepe, è di così facile e breve esecuzione che occupa una mezza colonna, però non mi aspettavo un risultato così...Diciamolo: le foto su riviste come quella sono stupende! La maggior parte delle volte uno viene invogliato a spignattare per ore solo per portare in tavola un capolavoro come quello dell'immagine e poi si trova irrimediabilmente con un piatto informe, il classico 'mappazzone' per dirla alla Bruno Barbieri (mito!!!), magari di un sapore pessimo. Stavolta invece la realtà è molto simile alla 'fantasia' per cui pollice su !!! con questa ricetta ho deciso di partecipare al contest di Fragole&cioccolato Ingredienti una lattina di ceci precotti (circa 400 g) 4 cucchiai di maizena spezie a piacere sale olio per friggere (io semi di arachide) Procedimento Scolare i ceci dall'acqua di governo e sciacquarli. Asciugarli per bene tamponando, quindi passarli in una ciotola in cui sarà stata messo l'amido di mais e delicatamente muoverli per far sì che si rivestano completamente. Lasciare riposare nella ciotola almeno 10 minuti. Nel frattempo portare in temperatura in una padella a bordi alti l'olio. Passare i ceci in un setaccio a maglia grossa per elimiare l'eccesso di amido, quindi tuffarli nell'olio bollente. Nell'arco di pochi minuti inizieranno a formare una crosticina, girateli molto spesso, anzi teneteli proprio in movimento durante la cottura. Una volta pronti trasferirli su un foglio di carta per alimenti per assorbire l'eccesso d'olio e poi velocemente passarli nelle spezie. Io ho provato 3 varianti: la prima molto semplice solo con sale fino (poco sennò diventano immangiabili!), la seconda variante è stata con un mix di curry birmano e sale, la terza versione piccantina con paprika dolce, peperoncino in polvere e sale rosso. Ovviamente son da servire caldi, se non si consumano appena 'preparati' occorre metterli su un foglio di carta forno e scaldare a 100° statico per qualche minuto.
Fonte: laraviolavagabonda.blogspot.itLa prima e unica volta che mi è stato chiesto di cucinare per insegnare una ricetta è stato tanti anni fa. La "lezione di cucina" doveva avvenire durante la preparazione di una cena a casa di cari amici e in presenza di loro amici, a cui i primi avevano decantato ai secondi le lodi della mia catalana di crostacei (la ricetta che avrei dovuto insegnare). Sono un'entusiasta incosciente e come tale ho accettato volentieri, anche solo per trascorrere una serata diversa. Ho cominciato a preparare gli ingredienti della catalana, senza spiegare cosa stessi facendo. Gli amici mi stavano guardando, mi sembrava che non ci fosse bisogno di spiegare e che i miei gesti parlassero da soli. Poi la moglie di uno di questi mi dice: "...ma...perdonami non ci racconti nulla?". Il marito la guarda e le risponde: "non dice nulla perché non ha bisogno di farlo. Non vedi che va a sentimento?" Ecco, questo è il terzo giudice della 42esima sfida dell' MTChallenge ! Siete contenti? Cosa mai vi potrò insegnare io che devo solo imparare da voi? Come potrò fare a trasmettervi la naturalezza, la gestualità e il sentimento con i quali si prepara questa fantastica ricetta? Sto parlando di sua Maestà La Lasagna , pietra miliare della cucina della mia terra, che rispecchia in tutto e per tutto e che si riconosce in tutti i suoi ingredienti principali: la sfoglia, il parmigiano e il ragù di carne. E' un piatto amato da chiunque. Sfido chi riesce a trovare una persona a cui non piacciono! “[...]mi piace la lasagna… e poi mi piaci tu!” tratto da Cuba Libre - Zucchero Fornaciari Due cenni storici. Tra gli strati di pasta della lasagna scorre una storia molto antica, che passa dall'antica Grecia dove c'era una “lasana” (tripode da cucina) e dall'antica Roma, dove veniva cucinato un piatto molto simile a quello odierno e la cui descrizione si trova nel trattato De re coquinaria (L’arte culinaria) di Apicio , gastronomo romano. Secondo l’usanza romana la pasta veniva tagliata a strisce molto larghe, cotta in pentola o su piastre e condita con legumi e formaggio. La lasagna rimase in uso in questo modo per molti secoli, fino a quando l’editore Francesco Zambrini, nel 1863 a Bologna, riportò la ricetta ne Il libro della cucina del sec. XIV, lanciando l’uso delle lasagne a strati condita con il solo formaggio. Non si sa quando questa versione primitiva è arrivata a trasformarsi nella Lasagna alla bolognese. Ma con il passare del tempo, soprattutto a partire di primi del '900, questo piatto fu proposto sempre più frequentemente dai ristoratori bolognesi, fino a quando Paolo Monelli, giornalista e scrittore emiliano, nel 1935 la consacrò nel suo libro Il Ghiottone errante . Le lasagne si sono insediate come ricetta cardine a Bologna, tanto che ogni famiglia del capoluogo emiliano e non solo, ma di tutta l'Emilia Romagna, ne possiede una propria versione. Possono essere gialle oppure verdi, ma condite rigorosamente con il ragù alla bolognese, di cui ugualmente esistono numerose interpretazioni. La Ricetta delle lasagne verdi alla bolognese è stata solennemente decretata dall' Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Bologna San Luca, dopo un scrupoloso esame di tutte le ricette trovate nei testi di cucina e nei ricettari appartenenti alla tradizione delle famiglie bolognesi, con una cerimonia che si è svolta il 28 Maggio 2003. La ricetta è stata poi depositata il 4 luglio 2003 presso la Camera di Commercio di Bologna al Palazzo della Mercanzia. La mia ricetta delle Lasagne verdi al forno. La lasagna è stata negli anni della mia giovinezza il piatto della domenica e di tutte le feste importanti. Per questo motivo quando l'ho scelta come ricetta n. 42 dell'MTC è stato subito chiaro nella mia mente che l'avrei voluta preparare con la mia mamma. Quindi ho inforcato la mia bicicletta, sono andata in stazione, l'ho caricata sul treno e sono andata a Imola. Ho fatto la spesa nei miei negozi storici, quelli in cui sono andata per la maggior parte della mia vita, prima di trasferirmi a Bologna. Ho scelto accuratamente tutti gli ingredienti (sono per una lasagna per 8 persone): per il ragù le parti di maiale, pancetta e lonza, sono di mora romagnola, mentre il macinato di manzo e di vitello sono di mucca di razza romagnola. Il parmigiano è un 24 mesi; il latte, il burro e le uova sono di contadino. Per la sfoglia ho comprato una semola di grano duro Senatore Cappelli e una farina 0 di grano tenero. Mamma mi stava aspettando, pronta per affiancarmi in questa avventura e insegnarmi i suoi trucchi per preparare la lasagna più morbida, vellutata, saporita e succosa che si possa immaginare. Il ragù. Il procedimento. Tritare con la mezzaluna molto finemente la cipolla, il sedano e la carota. Mettere a soffriggere, senza rosolare, in una pentola di coccio la pancetta macinata con quattro cucchiai di olio extravergine d'oliva. Aggiungere gli odori tritati e continuare a soffriggere dolcemente fino a quando le verdure non sono appassite. Unire la carne macinata e mescolare bene con un mestolo facendola rosolare finché non “sfrigola”. Bagnare con il vino fino e mescolare fino a che non è completamente evaporato. Unire la passata e il concentrato, le foglie del basilico, la noce moscata e un pizzico di zucchero per smorzare l'acidità del pomodoro. Salare, portare a bollore e coprire con un coperchio di pirex. Fare cuocere a fuoco lento per due ore. Deve rimanere "lento", sugoso, non deve essere un ragù "concentrato" Il mio ragù rispetto al classico ragù alla bolognese preparato con il solo macinato di manzo e la pancetta, ha in più la lonza di maiale e il vitello che a mio gusto personale lo rendono più saporito. Il ragù alla bolognese ha il latte e la panna, utilizzati per togliere l'acidità del pomodoro. A mio avviso appesantiscono molto il ragù e quindi utilizzo il classico pizzico di zucchero per togliere l'acido. La sfoglia verde. Ingredienti: gr. 300 di farina 0 di grano tenero + un po' gr. 40 di spinaci 3 uova Mettere sul tagliere la farina a fontana con al centro le uova e gli spinaci precedentemente lavati, cotti al vapore e strizzati bene della loro acqua. Siccome le farine non assorbono mai allo stesso modo i liquidi e in questo caso ci sono anche gli spinaci, tre etti ci vogliono ma ne tengo ancora a portata di mano per aggiungerla all'occorrenza mentre impasto. Lavorare molto bene ed energicamente l'impasto fino ad amalgamare completamente gli spinaci e fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina. Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora. Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello. Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello. Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella. La besciamella. Il procedimento. Mettere a bollire il latte tenendone da parte un bicchiere. Nel frattempo sciogliere il burro a fuoco lento, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere il burro dal fuoco e incorporare a poco a poco la farina mescolando con energia per evitare che si formino grumi. Aggiungere il latte bollente un poco per volta. Rimettere la salsa sul fuoco e continuare a rimescolare fino al bollore. Aggiungere alla fine una copiosa grattugiata di noce moscata. Non metto sale nella besciamella perché verrà insaporita dal parmigiano durante la composizione della lasagna. La composizione della lasagna. Mettere a bollire abbondante acqua salata. Preparare una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta. Tagliare la sfoglia in grandi rettangoli. Buttarne un paio per volta nell'acqua bollente e quando riprende il bollore, scolarli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddarli nell'acqua gelida e metterli a scolare bene stesi nello scolapasta. Continuare in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli. In una teglia da forno versare un mestolo di ragù e uno di besciamella e stenderli bene fino a coprire il fondo. Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di ragù, uno di besciamella e una buona manciata di parmigiano grattugiato al momento (in tutto circa un etto e mezzo), fino a riempire lo stampo. Cuocerle in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti. Spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto prima di servirle. I miei consigli. La lasagna è un primo piatto che per la sua completezza diventa un piatto unico ed è quel tipico piatto che non ha mezze misure: che sia fatto di carne, pesce o verdure, deve essere succulento. . Per succulento intendo gustoso, ricco, ma con estrema attenzione all'equilibrio fra gli ingredienti e l'armonia dei sapori. Non deve esserci un elemento che sovrasta l'altro. La lasagna è una sinfonia non una musica da camera o un assolo. Come direbbe il mio conterraneo chef pluri stellato Bruno Barbieri: non deve diventare un mappazzone! :)) Occorre quindi tenere sempre molto umidi gli ingredienti che condiscono la lasagna, non si devono seccare durante la cottura in forno. Suggerisco di utilizzare sempre prodotti freschi e di prima qualità, prediligendo la stagionalità e quindi il km 0. Per quanto riguarda carne e pesce consiglio prodotti provenienti da allevamenti non intensivi. Mi fermo un attimo e ripenso a questi ultimi tre giorni. Stavo rientrando a casa dopo una giornata infinita di lavoro, ero in auto con il mio compagno che accendo l'ipad per vedere se fosse arrivata una mail che stavo aspettando, quando vedo scorrere velocemente le notifiche di facebook che dicevano: Congratulazioni!! Grande, hai vinto!!! e ho pensato, boh..cos'ho vinto? ma ce l'hanno com me? Poi vedo una notifica di Patty, Andante con gusto, che mi urla in maiuscolo SABRYYYY SVEGLIAAA, DOVE SEI???? HAI VINTO L'MTC!!!!!! E io ad alta voce, improvvisamente senza salivazione, completamente agitata e sotto shoc tanto da far preoccupare il mio compagno: Oddio ma cosa stanno dicendo?? ma parlano con me! cos'ho vinto??? ohmmioddiommioddio! Un'emozione fortissima. Giuro che è proprio così, non me l'aspettavo ed è stata una cosa meravigliosa. Sono ancora scombussolata perché poi tutto da quel momento è cambiato. La mia agenda è stata completamente sconvolta e la mia attenzione è andata alla ricetta da preparare. Sono tre giorni che mi destreggio tra caminetti, lasagne e post da scrivere. Ringrazio di cuore Acquaviva scorre per avermi onorata e gratificata con questa vincita. So che non sarò mai alla tua altezza cara, ma spero di non deluderti. Ieri per me, il giorno della preparazione della ricetta, è stato un giorno perfetto. Tutte le cose sono andate come avevo desiderato. Ma ciò che più mi ha riempito il cuore è stata la complicità e la sintonia che ho avuto con la mia mamma nel condividere con lei questo momento. Lei che è un po' generale di ferro come la cara Acquaviva (smack!), è stata dolce e delicata e ho letto nei suoi occhi la felicità e l'orgoglio di partecipare all'Mtc, anche se non so se abbia capito fino in fondo di cosa si tratta veramente. Si è davvero divertita ad aiutarmi a preparare il "set fotografico". Ad un certo punto era sparita nella sua camera a stirare alla perfezione il tovagliolo! Prima di tornare a casa le chiesto di fare una foto insieme per immortalare quella bellissima giornata. Le ho promesso che non l'avrei pubblicata nell'internet, come lo chiama lei, magari un'altra volta, con i capelli freschi da parrucchiera :)) Grazie ancora a tutti per i complimenti e per la fiducia. Grazie Ale, spero di non farti impazzire! E adesso scatenatevi!! Voglio vederne di tutti i colori! Buona Lasagna a tutti!
Fonte: lesmadeleinesdiproust.blogspot.itQuesta ricetta ha un nome lunghissimo ma si può abbreviare così: ravioli di una Marietta delusa. In questi giorni a Forlimpopoli si è tenuta la grande Festa Artusiana in onore del padre della cucina italiana.Non sono una grande conoscitrice dell'Artusi ma era la bibbia culinaria in casa mia. Il mio babbo la sfogliava e risfogliava, andava in cerca di ricette e soprattutto dei racconti, delle descrizioni legate a quelle ricette. Lo vedo ancora chiaramente; libro in mano rivestito di plastica rossa, nella cameretta di fianco alla cucina, con gli occhiali sul naso, seduto alla scrivania ereditata alla chiusura dello zuccherificio dove ha lavorato per tutta una vita, Quando anni dopo abbiamo dovuto chiudere la casa dove siamo cresciuti, ho cercato quel libro e adesso la copertina rossa spicca nella mia cucina, a fianco di Cracco, Barbieri, Montersino, a fianco a loro ma ben più importante di loro per quella storia di silenziosa sintonia fra me e il babbo, in tema di cucina, che è rimasta impigliata fra queste pagine. In occasione della Festa artusiana, c'è il concorso Marietta, dedicato alla fedele governante dell'Artusi, quella che con il cuoco Ruffilli ha tradotto in piatti la Scienza del mangiar bene. Occorreva preparare un piatto ispirato alla filosofia dell'Artusi: territorialità, qualità delle materie prime, le sue tecniche. Mi sono impegnata tantissimo, ho messo insieme i migliori prodotti del mio territorio, ho pensato a come renderli, abbiamo giocato in casa a testare le varie modalità di presentazione di questi tortelli. Ci tenevo ad arrivare alla finale, a conoscere altre Mariette, la città dell' Artusi, a visitare Casa Artusi e soprattutto a rendere il mio babbo fiero di me. Caspita, non ci sono riuscita. Sono sicura che le cinque Mariette della finale hanno preparato piatti casalinghi golosissimi ma un po' di delusione c'è. Bene, calma. Il concorso si ripete ogni anno, ci posso riprovare. A tavola abbiamo gustato questi ravioli e sono sicura che il mio babbo non ha bisogno di questo premio per apprezzarmi e regalarmi il suo affetto. In più mi sa che a quest'ora l'Artusi lui lo ha già conosciuto di persona. Posso sperare che riesca a fargli mettere una buona parola per il prossimo anno! Ravioli con cuore di parmigiano e aceto balsamico conditi con salsa alle pere, prosciutto crudo croccante e scaglie di Parmigiano. Ingredienti per 5 persone: per la sfoglia: 375 g farina 00 125 g semola 5 uova 1 cucchiaio olio evo delicato acqua se occorre per il ripieno: crema di parmigiano: 10 g burro 10 g farina 150 ml brodo vegetale (arricchito con croste di Parmigiano) 50 ml latte 30 g Parmigiano reggiano 3-4 g colla di pesce per la gelatina di aceto balsamico: 100 g aceto balsamico di Modena 5 g addensante per confetture 100 g zucchero per la salsa: 30 g burro mezza pera Abate 1 scalogno due gocce di aceto balsamico sale per completare: 1 cucchiaio di rosmarino tritato 50 g Prosciutto crudo tagliato a listarelle e tostato a secco in padella scaglie di parmigiano Tempo di preparazione: 2 ore Cottura al fornello e uso del frigorifero Pasta: impastare gli ingredienti per la sfoglia, farla riposare in frigo avvolta in pellicola da cucina per un'ora. Crema di Parmigiano: in una piccola casseruola fondere il burro, intriderlo con la farina, diluirlo con il brodo bollente, il latte. Aggiungere il Parmigiano. Passare al mixer e controllare la sapidità. Unire la colla di pesce già ammollata in acqua fredda e sciolta in poco brodo caldo. Frigo. Gelatina di aceto balsamico:mescolare a freddo l'aceto e la polvere addensante, portare a bollore e far bollire per 1 minuto. Unire lo zucchero, mescolare. Far bollire per 3 minuti. Togliere dal fuoco e mescolare per un altro minuto. Versare in un piattino, far raffreddare e porre in frigo la gelatina che si è formata. Ravioli: stendere la pasta a strisce, distribuirvi sopra, a distanza di circa 4 cm l'uno dall'altro, una puntina di gelatina di aceto e un cucchiaino di crema di Parmigiano. Confezionare i ravioli aiutandosi con la rotella dentellata. Salsa: fondere il burro in una padella ampia, soffriggervi dolcemente lo scalogno mondato e tritato, saltarvi la pera lavata, con la buccia e tagliata a dadini. Sale e pepe. Aggiungere un nulla di aceto e fermare la cottura, la pera deve mantenere consistenza. Cuocere i ravioli in acqua bollente salata e quando affiorano trasferirli nella padella con le pere e lasciare che si intridano, a fiamma dolcissima, del loro sapore. Impiattare aggiungendo il rosmarino tritato, il prosciutto croccante e qualche petalo di Parmigiano.
Fonte: fatemicucinare.blogspot.it“Non si può dare un agio migliore … delle botteghe del caffè, le quali vengono da me raccomandate quale ricetta principale per accordare di nuovo lo spirito.” così scriveva Gaspare Gozzi ne L’osservatore veneto parlando delle botteghe del caffè. Cafè Merenda , la nuova apertura in zona Marconi, in via Luigi Magrini 6/8, nata dalla collaborazione tra le foodblogger Chiara Caruso - “Cucinando con mia sorella” - e la sua socia Claudia Tiberti - “Verdecardamomo” è un luogo che da “un agio migliore” come a casa propria ma non solo. Cafè Merenda è u n porto sicuro, dove approdare durante la giornata, per una pausa rilassante o per il piacere di una tranquilla conversazione, per un distensivo momento d’incontro o per trascorrere piacevolmente un po’ di tempo sorseggiando un tè e gustando una torta o pane e burro e marmellata ritrovando i sapori di una volta. L’idea di base è semplice e ricorda la merenda d’altri tempi, pane e olio o pane burro e zucchero, ma la realizzazione è sofisticata e mai banale. La proposta di Cafè Merenda è ampia ma con un denominatore comune: garantire l’alta qualità degli ingredienti e della materia prima, privilegiando stagionalità e prodotti locali. Si parte al mattino per la colazione con un buon caffè scelto tra le diverse miscele in carta, accompagnato da fragranti lieviti e frolle oppure con uno zabaione fatto sul momento. A pranzo si possono gustare sandwich e bagel, croissant salati, zuppe ed estratti con ingredienti freschi. A merenda si può scegliere tra una ricca selezione di tè, da accompagnare con una fetta delle torte “fluffose” che sono tra le specialità delle padrone di casa. All’ora dell’ aperitivo si può optare per un cocktail o per un calice di vino o birra, e taglieri. La supervisione di questo articolato menu è di Armando Palmieri , il pastry chef che ha avuto come maestri Igles Corelli, Davide Mazza, Maurizio Santin, Luca Montersino e Giuseppe Giuliano,che ha frequentato uno stage in Francia presso Epicerie Sucrèe Fauchon e che vanta collaborazioni di eccellenza come quelle presso Percorsi di Gusto di Marzia Buzzanca e il Cotidie di Bruno Barbieri a Londra. La realizzazione è invece affidata ad Alessandra D’Amato , sua allieva, determinata a portare avanti le idee e gli insegnamenti del maestro, con la volontà, inoltre, di ingaggiare una dura lotta agli sprechi alimentari , argomento su cui è molto sensibile e che incontra l’approvazione di Chiara e Claudia. Il locale è stato progettato dai designer Ilaria Innocenti e Giorgio Laboratore , che, dopo aver conosciuto le proprietarie, hanno immaginato uno spazio casalingo ma allo stesso tempo funzionale. Una dimensione quasi domestica, una grande cucina dove invitare gli amici. Un luogo caldo ed accogliente da frequentare come una casa. CAFÈ MERENDA Via Luigi Magrini 6/8 (zona Marconi) www.merendaroma.it [email protected] Aperto tutti i giorni dalle ore 6.45 alle 21.00.
Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.itQuando tutti rientrano, la sottoscritta parte. Sarò via per tre settimane, andrò in vacanza in uno splendido posto dell' America latina e più precisamente in Perù . Lontana dal caos e dal quotidianità milanese, mi rilasserò, penserò al mio futuro, ai cambiamenti che voglio apportare alla mia vita. Penserò al mio blog e al modo migliore per aiutare tutte le persone che per la prima volta si trovano ad affrontare la celiachia. Ho tanti progetti in testa. Ho apportato già alcuni cambiamenti e al mio ritorno ce ne saranno altri. Vorrei creare nuove sezioni, ad esempio una dedicata alla cucina per i bimbi celiaci che mi scrivono, una per intolleranze alimentari come latte, soia e uova, e molte altre. Molti sono i progetti che ho in testa. Al mio rientro dovrò ritagliarmi più tempo per poter raggiungere gli obbiettivi che mi sono posta. Fortunatamente ho ricevuto un grande aiuto. Per il mio compleanno mi è stata donata, dal mio uomo e family, una bellissima planetaria verde mela. Gli amici invece per tenermi in allenamento hanno pensato di riempirmi la casa di libri di cucina. KitchenAid green apple Questi in foto sono alcuni dei libri che mi sono stati regalati ed alcuni che mi sono auto regalata. Ho approfittato dei super sconti estivi della bibliotheca culinaria . Non sono brava a recensire i libri ma vorrei farvi comunque un elenco e una piccola descrizione, vi venisse voglia di acquistarne qualcuno. Per le recensioni vere e proprie vi rimando a lei e a lei , troverete molti dei libri di cui vi parlerò. Gelati e sorbetti di Caroline Liddell e Robin Weir: la copertina non aiuta molto, ma il libro è fantastico. Spiega in modo dettagliato come fare un buon gelato a casa, partendo dagli utensili finendo ai metodi di conservazione. Le ricette sono 300 e delle più svariate, un esempio il gelato all'avocado e caffè! La felicita è servita di Trish Deseine: un libro adorabile e con delle bellisime foto. Scritto per chi non ha tempo ma non vuole rinunciare ad una buona cucina. Un libro che insegna ad organizzarsi ad esempio preparando le pietanze in anticipo. Trish dice:"un libro di ricette genuine che non temono di essere riscaldate, dimenticate sul fuoco e sul forno, oppure abbandonate in frigo per una notte". Un libro di ricette semplificate e rivisitate. Piccoli spuntini tra amici di Trish Deseine 150 ricette semplicissime e mille idee per ricevere tutto l'anno e in tutte le occasioni. Metti una sera a cena di Trish Deseine: Organizzare una festa e non presentare il solito menù. Con Trish si può. In questo libro trovate 140 ricette genuine e semplici che richiedono solo un minimo sforzo per prepararle, rendendo così originale il vostro party. Fresco di Michele Cranston: grande autrice australiana, autrice dei libri Marie Claire con questo libro ci invita al consumo dei prodotti freschi di stagione e dispensa consigli su come cucinarli. Il libro è diviso in quattro stagioni. All'inizio di ogni stagione si trova l'elenco dei prodotti freschi che possiamo trovare. Pausa Caffe di Susie Theodorou: ho speso poco per questo libro e se l'avessi comprato a prezzo pieno mi sare pentita dell'acquisto. Nessuna ricetta originale, l'unica parte veramente interessante è il capitolo sul caffe: origine, torrefazione, miscele e preparazione dei vari caffè. Molto bella la parte fotografica. Fatto in casa di Francesca Badi e Cristina Bottari: vi rimando a lei per la descrizione di questo libro e mi associo in pienoal suo resoconto. Aggiungo solo una cosa, sono fantastiche le idee per il packaging delle conserve e dei liquori, utili sicuramente per i pensierini di natale. Torte creative di Romana Gardani: per chi vuole come me iniziare ad imparare a decorare torte, muffin e biscotti questo è il libro ideale. Compratelo e non fate come me che sono partita subito con i bellissimi libri di Mich Turner e alla fine non ho concluso niente! Choco una passione fondente di Maureen McKeon: per descrivere questo libro devo citare un pezzo che c'è nell'introduzione: " Niente stimola i sensi come il cioccolato" Provate ad aprire questo libro e vi sentirete stimolare tutti i sensi. Non vedo l'ora di preparare qualcosa di questo libro. Pasticceria salata di Ernst Knam: l'ho acqiìuistato perchè scontato, 55€ per 150 pagine mi sembrano un po' eccessive. Lei ne parla davvero bene e mi fido del suo giudizio. Proverò. Squisitamente senza glutine di Bruno Barbieri: finalmente un cuoco che si occcupa del problema celiachia e gli dedica anche un libro. Questo libro curatissimo nei minimi particolari, ricco di ricette sfiziose che partono dall'antipasto per finire al dolce. Come tocco finale la preparazione di grissini, focacce e friselle tutte glutenfree. Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico di Massimo Bottura, A tutto tonno di Carmelo Chiaramonte e Una giornata in cucina di Paolo Lopriore: non so, questi libri scritti da grandi cuochi mi lasciano un po' stranita. Ho letto le ricette e trovo i procedimenti troppo coplessi. Forse sto dando un giudizio affrettato e dovrei provare almeno una ricetta, ma comunque non so li riacquisterei. 7 giorni in cucina di Bill Granger: un modo semplice di pianificare la settimana e vivere la cucina senza stress. Il libro e diviso in 7 giorni, ricco di ricette che vanno dalla colazione alla cena. Happy Hour di Franco Luise: dalla collana Cartoline dalla cucina ecco un libro con ricette per l'aperitivo. Nel libro si possono trovare 6 menù diversi dal vegetariano al tutto carne, per accontentare tutti. Morbidi e cuori teneri di Paul Simon: golosissime ricette fotografate dalla grande Akiko Ida. Consiglio vivamente l'acquisto a chi come me è super golosa, questo libro nasconde delle vere delizie. Bicchierini dello chef di Philippe Conticini: ricette dolci e salate direttamente da uno dei primi chef che ha presentato i suoi dessert e piatti nei bicchieri. Bicchieri tutto cioccolato di Josè Maréchal: la mia passione per il cioccolato non poteva farmi mancare questo gioiellino. Caffè molto goloso di Josè Maréchal: un buon caffè da assaporare con delizie monoporzione che vanno dai sablè allo zenzero ai tartufi di cioccolata.
Fonte: ilricettariodianna.blogspot.comHo raccolto la mia personale sfida con lo Scrigno di Venere ed eccomi qui a preparare questo magnifico piatto che è diventato un “classico” di Masterchef fortemente caldeggiato dallo chef Barbieri. Una preparazione intrigante e impegnativa tutta bolognese che vede in un vero e proprio gioiello di pasta brisèe un ripieno di tortellini saltati con besciamella e ragù. Uno scrigno dunque, ma c’è da chiedersi, perché proprio di Venere? Sicuramente è una preparazione bellissima, ma credo che il nome sia dovuto a una delle leggende più accreditate sull’origine dei tortellini che parla di un oste che volle imitare la bellezza dell’ombelico di Venere riproducendolo in cucina. Di fatto l’origine del nome dello Scrigno di Venere si deve al ristorante "Al Cantunzein" dove lo chef nel 1968 proponeva questo piatto segreto ai propri clienti, invitandoli a scoprire man mano i suoi ingredienti. Il significato di scrigno era legato in questo caso, sia alla forma chiusa, sia all’idea di segreto. Non ho avuto l’opportunità di assaggiare uno Scrigno di Venere doc, ma posso solo dire che è un piatto squisito ed è così che l’ho preparato: Ingredienti x 4 persone: Per i tortellini 400 g di farina 4 uova intere 80 g macinato di manzo 80 g di macinato maiale, 80 g mortadella 80 prosciutto crudo 1 uovo 80 g parmigiano ½ cucchiaio di pangrattato sale e pepe noce moscata q.b. Per il ragù alla bolognese : 300 g di macinato di manzo 50 g di cipolla 50 g di carota 50 g di sedano 60g di pancetta tesa ½ l. di latte 1 noce di burro 1 cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro sale pepe Per la pasta brisé: 200 g di farina 00, 100 g burro 70 ml acqua Per la besciamella: 250 ml di latte fresco 25 g di burro 25 g di farina 00 noce moscata sale e pepe 1 tuorlo d’uovo per finire Procedimento: Preparare i tortellini Formare una fontana con la farina setacciata, aggiungere le uova al centro cominciando ad incorporare la farina man mano con la forchetta partendo dai bordi. Impastare per ottenere un panetto liscio e morbido, coprirlo con la pellicola e lasciare riposare. Tirare la pasta piuttosto sottile, tagliarla formando dei quadrati 3x3. Mettere al centro una nocciolina di ripieno, chiudere a triangolino, unire gli estremi della base girando intorno al dito e rigirare la parte senza ripieno per dare la classica forma di tortellino. Preparare la brisée mescolando la farina con il burro freddo. Aggiungere l’acqua ghiacciata, impastare velocemente per formare un panetto omogeneo e compatto. Avvolgere con la pellicola e lasciare riposare in frigorifero. Preparare il ragù alla bolognese In un tegame rosolare la carne con una noce di burro, unire il misto fatto con la pancetta tagliata finemente e gli odori tritati fino a quando la carne sarà bruna. A questo punto bagnare con mezzo bicchiere di latte. Aggiungere il concentrato di pomodoro, mescolare, condire con sale e pepe. Aggiungere man mano il rimanente latte e lasciare sobbollire fino a quando il liquido non sarà del tutto assorbito . Preparare la besciamella Sciogliere il burro in un pentolino, aggiungere in un solo colpo la farina. Fare tostare per avere un roux, aggiungere il latte freddo. Unire una grattatina di noce moscata sale e pepe e terminare la cottura. Comporre il piatto Cuocere i tortellini in abbondante acqua salata lasciandoli al dente. Condire i tortellini saltandoli in padella per insaporirli con il ragù e la besciamella. Lasciare raffreddare. Nel frattempo stendere la pasta brisèe dello spessore di circa 3 mm, foderare con carta forno o ungere una teglia a cerniera, adagiarvi la pasta brisée, bucherellare il fondo riempire con i tortellini non premendo ma cercando di non lasciare spazi vuoti. Coprire con la rimanente pasta brisé Sigillare i bordi, tagliare la pasta in eccesso. In una ciotolina sbattere un tuorlo con poco latte. Spennellare la superficie del e infornare a 180°, per circa 20’ e a 200° per circa 15’. Lasciare riposare qualche minuto prima di sformare e servire caldo. testo Giuli Foodie
Fonte: giulifoodie.blogspot.itUn piatto semplice, di recupero, quello che ci vuole in questi giorni che risultano essere un'ottima cura per chi come me, spesso fa spesa senza averne bisogno. Certo, il piacere di cercare un ingrediente specifico per quella particolare ricetta che vorresti provare, tornerà e sarà bello accondiscendergli. Ma ora sarebbe bene concentrarsi su quello che già abbiamo in casa evitando di uscire inutilmente. Pane vecchio se ne accumula di frequente, un po' di Parmigiano fa parte del kit di sopravvivenza di un buon emiliano. A casa siamo divisi in due fazioni: chi li detesta e chi ci farebbe il bagno. Oggi siamo a tavola noi della seconda fascia. Il brodo è già pronto. Due fettine di tartufo (quello estivo, accessibile, uno di quelle cose comprate e messe lì e che ora ci sta bene perché siamo in quarantena, motivo in più per trattarci bene) e il clima è già più disteso. La ricetta dei passatelli è dello chef Barbieri ma ogni casa emiliana ne ha una sua, con differenti proporzioni fra pane e Parmigiano. Toccherà provarle tutte! Ora ne abbiamo il tempo. PASSATELLI IN BRODO CON TARTUFO per 4 persone: per i passatelli: 2 uova 1 tuorlo 1 cucchiaino di farina la scorza grattugiata di mezzo limone sale e pepe 75 g di pane vecchio grattugiato 200 g di Parmigiano reggiano grattugiato 1 l di brodo di carne 1 tartufo nero estivo Unire tutti gli ingredienti per i passatelli in una ciotola ed impastarli con le mani umide. Portare il brodo a bollore. Con l'aiuto di uno schiacciapatate con i fori larghi, formare i passatelli direttamente sulla pentola, nella lunghezza desiderata. Cuociono in pochi secondi. Impiattare nelle fondine e completare con qualche fettina di tartufo.
Fonte: fatemicucinare.blogspot.it"La pasta al forno" , è questo il tema de L'Italia nel piatto, la rubrica mensile che in questo appuntamento raccoglierà le ricette delle paste al forno delle varie regioni. La mia proposta è: Ziti al forno, un piatto ricco di profumo e sapore, corposo e sostanzioso, il piatto della domenica e dei giorni di festa! La pasta al forno è uno dei simboli della gastronomia pugliese, immancabile sulle nostre tavole ma che si prepara anche da portare per una gita fuori porta, che sia al mare o in campagna è il piatto apprezzato sempre da tutti! E' un piatto speciale, una ricetta facile e anche se i tempi di preparazione non sono brevi, saremo ripagati dalla bontà e dalla squisitezza del risultato finale! Per questo primo piatto si possono usare vari tipi di pasta come maccheroni (penne, ziti, ecc.) oppure orecchiette fresche, in questo caso ho usato gli ziti spezzati, un tipo di maccheroni che mia madre usava e che comprava spesso quelli lunghi e poi lei li spezzava! I condimenti per la pasta al forno possono variare, con le uova sode e mortadella oltre a mozzarelle e polpettine questo piatto diventa super sostanzioso tanto da poter essere un piatto unico, oppure più leggero con solo mozzarella e carne macinata condita conun semplice sugo. Comunque sia, la crosticina in superficie non deve mancare per rendere il piatto speciale e prelibato! Orecchiette con polpettine al forno, trovate a questo link la mia versione con orecchiette. https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2022/12/orecchiette-con-le-polpettine-al-forno.html Ingredienti Per il ragù : 600 g. di carne mista a pezzi per ragù (vitello, maiale, agnello) 1,5 l. di salsa di pomodoro 1 cipolla olio evo sale peperoncino (a piacere) q.b. di vino rosso per sfumare le brasciole Per la pasta al forno: 500 g. di ziti 350 g. di mozzarelle 400 g. di carne macinata mista vino bianco secco formaggio pecorino romano grattugiato olio evo sale 2 uova sode (facoltativo) io senza qualche fetta di mortadella (facoltativo) io senza Procedimento per il ragù misto In una pentola far dorare la cipolla affettata o tritata finemente, aggiungere i pezzi di carne e far rosolare bene, sfumare con vino, aggiungere poi la passata di pomodoro, il sale e peperoncino e portare a cottura a fuoco lento fino a quando la carne risulterà ben cotta e teniamo da parte. Procedimento per la pasta al forno In un tegame con olio far rosolare bene la carne macinata, sfumare con un pò di vino bianco e far cuocere. Nel frattempo lessare in una pentola gli ziti, scolarli molto al dente (continueranno la cottura in forno), una volta scolati versarli nella pentola, condire con qualche mestolo di sugo del ragù e un po' di pecorino grattugiato. Ora prepariamo assembliamo la pasta al forno. In un tegame da forno mettere uno strato di sugo, uno strato di pasta, cospargere di altro pecorino, mozzarella stracciata, carne macinata, (a piacere uova sode a pezzi e qualche fetta di mortadella), coprire con altro sugo, ripetere gli strati di pasta e condimenti e terminare con uno strato di sugo e pecorino grattugiato. Infornare a 200° per circa 30 minuti e terminare la cottura dopo che si sarà formata una bella crosticina in superficie. Lasciare riposare la pasta al forno per una decina di minuti prima di servire. Qui di seguito trovate le ricette delle altre rappresentanti regionali: Liguria: Tortino di spaghetti alla genovese Lombardia. Pizzoccheri con funghi e taleggio gratinati al forno Trentino-Alto Adige: Schunchenfletz gratinati Veneto: Pasticcio clandestino: lasagna di zucca e formaggi dei partigiani Friuli-Venezia Giulia. Lasagne al ragù bianco e porri Emilia-Romagna. Lo scrigno di Venere di Bruno Barbieri Toscana. Pasta al forno toscana: le lasagne Umbria. Lasagne al tartufo e salsiccia Marche. Fregnacce Marchigiane Lazio. Gli stracci di Antrodoco Abruzzo. Timballo di maccheroni: la pasta al forno delle domeniche abruzzesi Molise. Timballo molisano di maccheroni alla chitarra Campania. Pasta e patate con la provola, al forno Puglia. Ziti al forno Basilicata: Pasta al forno con polpettine Calabria: A pasta chijna calabrese Sicilia. Tagano di Aragona Sardegna. Suppas Pagina Facebook: www.facebook.com/LItaliaNelPiatto Instagram: @italianelpiatto. https://www.instagram.com/italianelpiatto/ Condividi Ottieni link Facebook Twitter Pinterest Email Altre app
Fonte: breakfastdadonaflor.blogspot.it