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Ci sono delle sere in cui mi sento particolarmente illuminata. Particolarmente ispirata. Esco dall'ufficio e sulla strada di casa ammiro la meraviglia del creato. Cosa vedo, vedo... Vedo il sole al tramonto. Lo stesso sole che ha riscaldato, illuminato e nutrito i primi timidi germogli primaverili durante il giorno. E che adesso li colora in mille modi diversi. Il gioco che fa con le nuvole... le accende di tonalità inaspettate. Vedo gli uccellini. Che vagano ininterrottamente alla ricerca di granaglie. E che disegnano il cielo con figure meravigliose, grazie ai loro voli. Vedo i campi. Che sono sconfinati, distese immense di verde, giallo, oro. Perché il colore dei campi dipende da quale semente ospitano. E i paesaggi meravigliosi che dipingono, delineando l'orizzonte. Vedo gli alberi. Che hanno resistito al gelido inverno. Alla neve, al vento sferzante. E che orgogliosi si mostrano in tutta la loro possanza, braccia al cielo. Aspettando che la linfa ricominci a circolare, che le foglie tornino a popolarli, che i fiori e i frutti che produrranno attirino gli animali, che tra le loro braccia troveranno rifugio. Vedo i camionisti che fanno pipì a bordo strada. In questo idillio, lo spirito cuciniero si impossessa di me. E arrivata a casa comincia il mio Masterchef. La mistery box è il frigorifero: 30 minuti per preparare qualcosa con quello vi giace da più tempo e che sarebbe anche ora se lo facessi fuori. Cracco è la mia mente: "e allora cooooooooooorriiiiiiiiiiiiiii" "veloceeeee, veloceeee" "non devi stare piegata, devi stare drittaaaaaaaa" "sangue freeeeeeddoooooooo, Gretaaaaaa" Barbieri le mie previsioni: "ma questa roba qua è un mappazzone" Davide Bastianich mi osserva dal divano, pronto a giudicare. All'occorrenza, a muorire. Nella puntata di ieri.. L'ingrediente della mistery box, era la rucola. Davide Bastianich aveva cominciato ad osservarmi. Cracco, mi urlava "cooooorriiiiiiiiii vai in dispensaaaaaaaaaaa" "muooooovitiiiiiiiiii, scegli gli ingredientiiiiiiiiiiiii" Barbieri mi intimava "non fare un mappazzone però" Basta, ho deciso. Saranno dei cannoli di brisè, ripieni di mousse di tonno e rucola. Rapido ed indolore. Pronti via. Per i cannoli di brisè - 20 minuti + preparazione 100 g farina 50 g burro 50 g acqua Accendete il forno a 180°C. Impastate gli ingredienti fino ad ottenere una pasta bella omogenea. Mentre il forno si riscalda, ricoprite la pasta con della pellicola e mettetela in freezer (+ rapido del frigorifero). A forno caldo, togliete la pasta, stendetela a 2-3 mm di spessore e formate dei cannoli. Infornate. Mousse di tonno e rucola - 5 minuti 1 scatoletta di tonno sott'olio 20 g burro una manciata di ceci, per ridurre il quantitativo di burro necessario sale, pepe q.b. rucola tagliata (non troppo fine) Frullate il tonno i ceci e il burro fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso. Aggiustate di sale e pepe ed aggiungetevi la rucola tagliata. Quando i cannoli sono pronti, estraeteli dal forno e lasciateli raffreddare 5 minuti. Prendete un sac à poche, farcite e servite. "Mi stai diludendo. Il problema di sto piatto è che mi ha bloccato la gòla come un pallina di catrame. E devo andare all'ospedale. Adesso. Se no, muoro"

Fonte: lericettedifleetstreet.blogspot.it

Vi prende mai quella voglia di raddrizzare un qualcosa che avete mangiato e non vi ha soddisfatto? A me capita sempre più spesso, persino coi panini degli Autogrill. Tornando dalla montagna non abbiamo potuto fermarci nel nostro ristorante preferito perchè era chiuso per ferie, giustamente in valle ne approfittano per riposarsi prima che esploda la piena stagione del Carnevale, e chi ci rimette siamo noi che apposta scegliamo di fare la settimana bianca il più possibile distante da questa festa chiassosa. Non avevamo voglia di cercare una valida alternativa perciò durante la sosta rifornimento sono entrata nell'autogrill sperando di imbroccarne uno con il banco pizza. Invece niente. Solo gran panini, che hanno pensato bene di rinominare Nuovo (Camogli, rustico ecc.). All'apparenza tutti nuovi, invece sempre le vecchie ricette, molto panosi e con poco ripieno. Se per giunta te lo intiepidiscono appena appena, altro che mappazzone, come direbbe chef Barbieri. Ho masticato a fatica il mio 'nuovo Camogli', ossia due fettazze di focaccia (aromatizzata al rosmarino?) con un'ostia di prosciutto cotto, una fettina trasparente di formaggio e qualche pezzo di pomodoro. Per buttarlo giù ho dovuto aiutarmi con quasi un litro d'acqua, alla fine il mio stomaco dilatato mi faceva sembrare un'oca ingozzata. In auto, appena ripartiti, rimuginavo tra me sulla mia stupidità, potevo acquistare qualche buon panino ai cereali integrali e farmelo farcire dal macellaio, prima della partenza, con vero speck. Sempre meglio di quello schifo. Perciò arrivata a casa, una delle tante mattine che sono qui sola soletta, mi sono farcita una gran piadina con gli stessi ingredienti, stimando un costo pari alla metà di quello della famosa catena. In fondo si tratterebbe solo di volontà di far le cose per bene, o magari noi utenti finali potremmo rifiutarci di buttare via 5 euro per simile robaccia. Scegliete la piadina che più vi piace, tradizionale con lo strutto, sfogliata all'olio, integrale, di mais, farro o kamut. Dosi per 2 piadine, che intere fungono da pasto, a metà da snack o per merenda. -ricetta- 2 piadine 100 g cotto, 4 fette 100 g robiola 2 pomodori perini alcune fettine sottili di formaggio (fontina, emmental, provola, toma, pecorino, mozzarella) Scaldo nella padella antiaderente, o su una piastra, le piadine, ammorbidendole da entrambi i lati. Quindi le spalmo con la robiola, sopra ci adagio due fette di cotto per ciascuna che ricopro con fettine di pomodoro che spolvero con un pizzico di sale. Completo con uno strato sottile di formaggio, ripiego a metà e rimetto nella padella perchè si scaldino bene. Le taglio a metà e le servo caldissime assieme a una buona birra, ad esempio una trappista come la Westmalle Tripel, amo le birre di carattere.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Ingredienti per 4 persone : • 500 gr. di baccalà ammollato • 4 rametti di pomodorini a ciliegia • 100 gr. di insalatina • 150 ml. di birra chiara fredda • 100 gr. di farina • 1 albume d’uovo • 1 ciuffo di prezzemolo • 1 stelo di erba cipollina • sale fino q.b. • olio extra vergine di oliva Dante Procedimento : pulire il baccalà da eventuali spine, lavarlo con cura, asciugarlo con carta cucina, poi tagliarlo in piccoli pezzi. Prepariamo quindi la pastella : versate in una terrina la farina con sale fino q.b., unite a filo a filo la birra molto fredda, e continuate ad impastare con una forchetta sino a quando avrete ottenuto un impasto liscio ed omogeneo. A questo punto aggiungete al composto un trito finissimo di prezzemolo ed erba cipollina. Montare l’albume a neve ben ferma ed incorporarlo, mescolando dall’alto al basso al composto di farina e birra. Asciugare nuovamente i cubetti di baccalà con carta cucina , immergerli nella pastella e friggerli in olio extra vergine di oliva caldo. Quando saranno ben dorati farli sgocciolare su carta assorbente. Con lo stesso olio che abbiamo usato per friggere il pesce, a fuoco spento ( ma con l’olio ancora caldo ) immergere per qualche minuto i rametti di pomodorini, poi farli sgocciolare su carta assorbente e spruzzarli con un pizzico di sale. Presentazione : porre sul piatto alcune foglie di insalatina fresca, sopra i cubetti di baccalà in pastella e un rametto di pomodorini fritti. Abbinamento consigliato : birra chiara Può apparire sorprendente questo abbinamento , ma a mio avviso è perfetto , anche nel contesto di una cena d’estate in terrazza. Quanto piace la birra agli italiani e come gli piace berla d’estate con quello che hanno nel frigo? Per scoprirlo AssoBirra lancia l’iniziativa “Cosa c'è nel tuo frigo? Una birra e...” , che si sviluppa principalmente sul web. La campagna ha preso le mosse da un progetto fotografico “Famiglia che vai, frigo che trovi" realizzato da Ambra Zeni, che ha bussato alla porta di 200 famiglie per raccontare, attraverso le immagini del loro frigorifero, le abitudini alimentari dei principali nuclei familiari italiani. Ispirandosi a queste foto, Bruno Barbieri (chef stellato e giudice di Masterchef) e Sandra Salerno (foodblogger “ Un tocco di zenzero ” e chef a domicilio) hanno interpretato gli ingredienti presenti nei frigoriferi degli intervistati, ideando 12 ricette da abbinare con la birra giusta. Ma c’è di più. Attraverso la pagina Facebook “Cosa c'è nel tuo frigo? Una birra e...”, chiunque può condividere una fotografia del proprio frigo di casa e di quello che c’è dentro. A fine campagna, Bruno Barbieri e Sandra Salerno sceglieranno una foto, per ciascuno, più bella e contatteranno personalmente chi l’ha scattata, dandogli tanti consigli e svelandogli qualche trucco del mestiere, per una cena estiva sfiziosa con la birra.

Fonte: danieladiocleziano.blogspot.it

Oggi dopo i bagordi culinari di Carnevale, torniamo a cose più leggere ... ma non insipide!!! Questa è una grandissima ricetta di Bruno Barbieri del Ristorante Arquade di Pedemonte (Vr) ... naturalmente semplificata ad uso e consumo di una cuoca dilettante come me!!! (E' il caso di scusarsi con l'autore!!!) Ingredienti per 4 persone: 1 branzino da 1,2 kg (naturalmente selvaggio) 4 scampi grandi 12 foglie di lattuga Burro aromatizzato ai gamberi Sale Pepe macinato al momento Procedimento: Pulire il pesce, sventrarlo e squamarlo, quindi lavarlo ed asciugarlo. Ricavare 4 filetti: aprire il pesce completamente lungo il ventre, tagliare la lisca centrale all’attaccatura della coda e della testa. Tagliare testa e coda. Far scorrere la lama del coltello tra la polpa e le lisce laterali, fino a staccarle. Separare anche la lisca centrale ed estrarla intera. Questo procedimento non è semplice da fare e neppure da spiegare, ma in pescheria si può chiedere direttamente il filetto. Aprire il filetto a metà nel senso della lunghezza, batterlo leggermente nella parte più spessa, salarlo. Intanto sgusciare gli scampi, togliere il filo nero e lavarli. Sul filetto, spalmare il burro ai gamberi, adagiare lo scampo pulito ed arrotolare. Pulire la lattuga, sbollentarla alcuni secondi in acqua bollente, scolarla e raffreddarla in acqua e ghiaccio e asciugarla con la carta da cucina. Stendere la lattuga (3 foglie) su un tagliere e avvolgerla intorno al rotolino di branzino, ricoprendolo tutto. Avvolgere tutto con la pellicola trasparente da cucina, stringendo bene i bordi. Il brodetto di vongole di accompagnamento: Ingredienti per 4 persone: 1 kg di lupini (selvaggi) Prezzemolo tritato 1 peperoncino piccolo Olio extra vergine di oliva Sale grosso Procedimento: Far spurgare le vongole in acqua salata almeno un paio d’ore in modo che rilascino la sabbia che contengono. Quindi scolarle e metterle in una padella scaldata senza condimenti, coprire e lasciare che si schiudano le valve. Buttare eventuali vongole rimaste chiuse e filtrare il liquido rimasto. In una padella scaldare qualche cucchiaio di olio extra vergine di oliva, farvi imbiondire uno spicchio d’aglio e toglierlo quando avrà profumato l’olio. Aggiungere le vongole e farle insaporire, salare, pepare. In una cocottina da forno, posizionare al centro il rotolino di branzino, intorno le vongole con il loro sughetto ed un filo di olio extra vergine d’oliva. Infornare 5 minuti a 200° coprendo con foglio di carta stagnola.

Fonte: architettandoincucina.blogspot.it

In questi ultimi mesi io e Cri ci siamo incontrate spesso i giovedì sera...oserei dire quasi tutti i giovedì. E perché? Semplice...c’era la seconda edizione di MasterChef! Ora: io sono molto contenta che abbia vinto l’avvocato (e anche Uccia- ovvero Cri-, come la chiamo simpaticamente solo io). La trovavo creativa e piacevolmente simpatica, pronta a non farsi sottomettere e con un bel caratterino. Gli altri due finalisti...mah. Andrea troppo insicuro e Maurizio arrogante e fastidioso. Ma passiamo alla ricetta di oggi. Quante volte avete sentito intitolare i piatti dagli stessi concorrenti con il termine “sbagliato”? Insieme alla definizione “mappazzone” dello chef Barbieri sono le connotazioni che più mi sono rimaste impresse di questa edizione. Bene, oggi li ho voluti rappresentare entrambi. Questo non è certo un curry e l’aspetto... avrebbe sicuramente vinto la demarcazione preferita dello chef emiliano. Pensiero/domanda: ora che la seconda edizione si è conclusa io e Cri dobbiamo inventarci un’altra scusa per la ripetuta visita settimanale. Qualcuno/a di voi ha idee da suggerirci? V. Per il “curry” 1 cipolla bionda 2 zucchine medie 2 carote 2/3 patate 1 pomodoro ramato 200 gr. di ceci lessati 1 peperoncino piccante 150 ml di latte di cocco 1 cucchiaio abbondante di curry in polvere olio di semi di sesamo Per le polpettine di carote 300 gr di carote grattuggiate 80 gr di ricotta salata 1 uovo 50 gr di farina di mais semi di sesamo e di papavero In una pentola di coccio (io ho usato una tajine) stufare la cipolla con il peperoncino, l’olio e poca acqua. Appena sarà leggermente imbiondita aggiungere le patate e lasciar cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti. Aggiungere le carote tagliate a rondelle spesse e le zucchine. Lasciar cuocere altri 5 minuti e aggiungere il pomodoro a filetti a cui avreter tolto la buccia e i semi, i ceci, il latte di cocco e la polvere di curry. Aggiustare di sale e lasciar cuocere a fuoco molto basso per circa 45 minuti. Nel frattempo preparate le polpette. Strizzate bene le carote e impastatele con l’uovo, la farina, un pizzico di sale e la ricotta grattugiata. Formare con le mani delle polpettine e passarne la metà nei semi di sesamo e l’atra metà nei semi di sesamo e papavero mischiati assieme. Distribuirle in una teglia appena unta con un pochino di olio di sesamo e infornare a 200° per circa 20 minuti o fino a doratura. Servire le polpettine sul curry di verdure ancora caldo. Con questa ricetta spero di partecipare al contest di Il blog di Max

Fonte: beufalamode.blogspot.it

Amo molto leggere libri e riviste di cucina, sfogliare, mettere da parte, raccogliere idee e progettare nuovi piatti, magari anche osando un pochettino. Esercizi per imparare perché, come per quasi tutte le cose, di là del talento naturale (non è il mio caso), credo si possano raggiungere livelli decorosi in un certo campo solo applicandosi. E quindi a cucinare si impara...cucinando. Anzi, credo sia una di quelle attività che ti rende migliore perché ti lima, ti affina. Ti riesce bene un piatto? Già ti vedi Barbieri che ti chiede una collaborazione? Poi, come per magia, il sugo è salato, la pasta spessa, il ripieno crudo mentre l'esterno è bruciacchiato e via dicendo. Insomma, uno di quei bei bagni di umiltà che ci sanno rimettere al nostro posto e ricominciare daccapo. Quindi, oggi, niente di speciale solo un piatto molto molto casalingo, rassicurante, reso unico dai profumi: un' acquavite alla mela, un delicato e speziato pepe Melegueta. SPEZZATINO DI CONIGLIO PROFUMATO 1 coniglio già in pezzi e pulito dal midollo olio evo 1/2 cipolla 1/2 gambo di sedano 3 carote 1 mignon di acquavite alla mela 1 dado Cuore di brodo delicato Knorr sale pepe I grani del Paradiso Cannamela (pepe Melegueta) Soffriggere nell'olio la cipolla a fettine, il sedano a dadini, le carote a fettine oblique.Adagiare nella casseruola i pezzi di coniglio e insaporirli con sale e pepe I grani del paradiso Cannamela. Rosolare da entrambi i lati e sfumare con l'acquavite. Aggiungere il Cuore di brodo delicato, un mestolo di acqua , coprire e cuocere per almeno 1 ora. Eventualmente aggiungere acqua se il sugo dovesse restringersi troppo in cottura Servire con polenta fumante (che questa sera non ho fatto ma se ne sentiva la mancanza!).

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Un pranzo da chef! Chi é lo chef? Ma Bruno Barbieri...of course! Io ho replicato...ed ho provato a gustare un piatto di questo grande emiliano, uno chef di tutto rispetto, insomma, uno 'stellato'! Oggi per pranzo ho preparato questo primo piatto: buonissimo! Guardando Masterchef io e mio figlio un giorno ci siamo imbattuti in una ricetta appunto di Barbieri. Mi ha incuriosita molto, i colori erano bellissimi, i sapori me l'immaginavo, l'impiattamento ha divertito molto mio figlio! E così l'altro ieri ho trovato le patate rosse...e il fruttivendolo mi chiede: gnocchi, signora? Siiiiiiiii!!!! Non é un piatto complesso, e il risultato é stato ottimo. Ovviamente nessun giudice l'ha assaggiato, nessun parametro con il piatto originale, solo il mio palato. Mi fido di me!!! Gnocchi di patate in guazzetto di fasolari su fondente di pomodori (Nella ricetta originale usa i tartufi di mare) Per 4 persone Gnocchi 500 gr patate rosse (peso da crude) 125 gr farina 0 70 gr burro 70 gr Parmigiano grattugiato 1 tuorlo Sale q.b. Noce moscata q.b. Guazzetto 20 fasolari (frutti di mare) 6 pomodori ciliegino (nella ricetta originale usa i datterini) Olio Evo 1 spicchio d'aglio 1 ciuffo di prezzemolo 1 ciuffo di basilico Fondente di pomodori 1/2 cipolla bianca 250 gr pomodori ciliegino Olio Evo 1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato Ho preparato prima di tutto gli gnocchi. Ho cotto le patate avvolgendole nell'alluminio, dopo averle lavate, e le ho cotte in forno caldo a 180 gradi per 60 minuti. Dopo cotte le ho spellate e le ho passate con il passa patate mettendole in una ciotola capiente. Ho aggiunto la farina, il burro, il parmigiano, il sale, la noce moscata e il tuorlo ed ho amalgamato bene il tutto. Ho trasferito l'impasto sulla spianatoia infarinata ed l'ho diviso in tante piccole parti: da ogni piccola parte (grande quanto una noce circa) ho realizzato degli gnocchi allungati, con la testa grande e la parte inferiore leggermente appuntita. Li ho messi su un vassoio infarinato che ho messo poi in congelatore. Successivamente ho realizzato il guazzetto e il fondente di pomodori. Per il fondente ho affettato mezza cipolla bianca e l'ho messa in una padella con l'olio Evo, ho acceso e subito dopo ho versato i pomodorini tagliati a metà. Ho aggiunto un mestolo d'acqua calda ed ho fatto cuocere per 5/7 minuti. Spento il fuoco ho salato, ho versato i pomodori in un mixer, ho aggiunto il cucchiaio di parmigiano ed ho azionato il mixer. Ho filtrato il composto e l'ho messo da parte. Ora il guazzetto: in una padella ho messo l'aglio schiacciato, l'olio Evo ed ho fatto riscaldare. Ho versato i fasolari (ben lavati), i pomodorini tagliati a metà, il prezzemolo e il basilico ed ho fatto cuocere chiudendo con un coperchio. Appena i frutti di mare si sono aperti, ho sgusciato più della metà dei frutti. A questo punto ho cotto gli gnocchi in acqua salata (prendendoli direttamente dal congelatore), appena vengono su li ho trasferiti nella padella del guazzetto. Ho saltato leggermente per far insaporire gli gnocchi. Al via l'impiattamento: sulla base del piatto ho versato il fondente di pomodoro, ho adagiato gli gnocchi a raggiera, ho irrorato con il guazzetto e alcuni frutti di mare. Per chi lo desidera, una macinata di pepe e via... Un primo piatto d'impatto visivo ma anche sensoriale!

Fonte: ladolcecucinadipaola.blogspot.it

La prima e unica volta che mi è stato chiesto di cucinare per insegnare una ricetta è stato tanti anni fa. La "lezione di cucina" doveva avvenire durante la preparazione di una cena a casa di cari amici e in presenza di loro amici, a cui i primi avevano decantato ai secondi le lodi della mia catalana di crostacei (la ricetta che avrei dovuto insegnare). Sono un'entusiasta incosciente e come tale ho accettato volentieri, anche solo per trascorrere una serata diversa. Ho cominciato a preparare gli ingredienti della catalana, senza spiegare cosa stessi facendo. Gli amici mi stavano guardando, mi sembrava che non ci fosse bisogno di spiegare e che i miei gesti parlassero da soli. Poi la moglie di uno di questi mi dice: "...ma...perdonami non ci racconti nulla?". Il marito la guarda e le risponde: "non dice nulla perché non ha bisogno di farlo. Non vedi che va a sentimento?" Ecco, questo è il terzo giudice della 42esima sfida dell' MTChallenge ! Siete contenti? Cosa mai vi potrò insegnare io che devo solo imparare da voi? Come potrò fare a trasmettervi la naturalezza, la gestualità e il sentimento con i quali si prepara questa fantastica ricetta? Sto parlando di sua Maestà La Lasagna , pietra miliare della cucina della mia terra, che rispecchia in tutto e per tutto e che si riconosce in tutti i suoi ingredienti principali: la sfoglia, il parmigiano e il ragù di carne. E' un piatto amato da chiunque. Sfido chi riesce a trovare una persona a cui non piacciono! “[...]mi piace la lasagna… e poi mi piaci tu!” tratto da Cuba Libre - Zucchero Fornaciari Due cenni storici. Tra gli strati di pasta della lasagna scorre una storia molto antica, che passa dall'antica Grecia dove c'era una “lasana” (tripode da cucina) e dall'antica Roma, dove veniva cucinato un piatto molto simile a quello odierno e la cui descrizione si trova nel trattato De re coquinaria (L’arte culinaria) di Apicio , gastronomo romano. Secondo l’usanza romana la pasta veniva tagliata a strisce molto larghe, cotta in pentola o su piastre e condita con legumi e formaggio. La lasagna rimase in uso in questo modo per molti secoli, fino a quando l’editore Francesco Zambrini, nel 1863 a Bologna, riportò la ricetta ne Il libro della cucina del sec. XIV, lanciando l’uso delle lasagne a strati condita con il solo formaggio. Non si sa quando questa versione primitiva è arrivata a trasformarsi nella Lasagna alla bolognese. Ma con il passare del tempo, soprattutto a partire di primi del '900, questo piatto fu proposto sempre più frequentemente dai ristoratori bolognesi, fino a quando Paolo Monelli, giornalista e scrittore emiliano, nel 1935 la consacrò nel suo libro Il Ghiottone errante . Le lasagne si sono insediate come ricetta cardine a Bologna, tanto che ogni famiglia del capoluogo emiliano e non solo, ma di tutta l'Emilia Romagna, ne possiede una propria versione. Possono essere gialle oppure verdi, ma condite rigorosamente con il ragù alla bolognese, di cui ugualmente esistono numerose interpretazioni. La Ricetta delle lasagne verdi alla bolognese è stata solennemente decretata dall' Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Bologna San Luca, dopo un scrupoloso esame di tutte le ricette trovate nei testi di cucina e nei ricettari appartenenti alla tradizione delle famiglie bolognesi, con una cerimonia che si è svolta il 28 Maggio 2003. La ricetta è stata poi depositata il 4 luglio 2003 presso la Camera di Commercio di Bologna al Palazzo della Mercanzia. La mia ricetta delle Lasagne verdi al forno. La lasagna è stata negli anni della mia giovinezza il piatto della domenica e di tutte le feste importanti. Per questo motivo quando l'ho scelta come ricetta n. 42 dell'MTC è stato subito chiaro nella mia mente che l'avrei voluta preparare con la mia mamma. Quindi ho inforcato la mia bicicletta, sono andata in stazione, l'ho caricata sul treno e sono andata a Imola. Ho fatto la spesa nei miei negozi storici, quelli in cui sono andata per la maggior parte della mia vita, prima di trasferirmi a Bologna. Ho scelto accuratamente tutti gli ingredienti (sono per una lasagna per 8 persone): per il ragù le parti di maiale, pancetta e lonza, sono di mora romagnola, mentre il macinato di manzo e di vitello sono di mucca di razza romagnola. Il parmigiano è un 24 mesi; il latte, il burro e le uova sono di contadino. Per la sfoglia ho comprato una semola di grano duro Senatore Cappelli e una farina 0 di grano tenero. Mamma mi stava aspettando, pronta per affiancarmi in questa avventura e insegnarmi i suoi trucchi per preparare la lasagna più morbida, vellutata, saporita e succosa che si possa immaginare. Il ragù. Il procedimento. Tritare con la mezzaluna molto finemente la cipolla, il sedano e la carota. Mettere a soffriggere, senza rosolare, in una pentola di coccio la pancetta macinata con quattro cucchiai di olio extravergine d'oliva. Aggiungere gli odori tritati e continuare a soffriggere dolcemente fino a quando le verdure non sono appassite. Unire la carne macinata e mescolare bene con un mestolo facendola rosolare finché non “sfrigola”. Bagnare con il vino fino e mescolare fino a che non è completamente evaporato. Unire la passata e il concentrato, le foglie del basilico, la noce moscata e un pizzico di zucchero per smorzare l'acidità del pomodoro. Salare, portare a bollore e coprire con un coperchio di pirex. Fare cuocere a fuoco lento per due ore. Deve rimanere "lento", sugoso, non deve essere un ragù "concentrato" Il mio ragù rispetto al classico ragù alla bolognese preparato con il solo macinato di manzo e la pancetta, ha in più la lonza di maiale e il vitello che a mio gusto personale lo rendono più saporito. Il ragù alla bolognese ha il latte e la panna, utilizzati per togliere l'acidità del pomodoro. A mio avviso appesantiscono molto il ragù e quindi utilizzo il classico pizzico di zucchero per togliere l'acido. La sfoglia verde. Ingredienti: gr. 300 di farina 0 di grano tenero + un po' gr. 40 di spinaci 3 uova Mettere sul tagliere la farina a fontana con al centro le uova e gli spinaci precedentemente lavati, cotti al vapore e strizzati bene della loro acqua. Siccome le farine non assorbono mai allo stesso modo i liquidi e in questo caso ci sono anche gli spinaci, tre etti ci vogliono ma ne tengo ancora a portata di mano per aggiungerla all'occorrenza mentre impasto. Lavorare molto bene ed energicamente l'impasto fino ad amalgamare completamente gli spinaci e fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina. Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora. Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello. Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello. Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella. La besciamella. Il procedimento. Mettere a bollire il latte tenendone da parte un bicchiere. Nel frattempo sciogliere il burro a fuoco lento, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere il burro dal fuoco e incorporare a poco a poco la farina mescolando con energia per evitare che si formino grumi. Aggiungere il latte bollente un poco per volta. Rimettere la salsa sul fuoco e continuare a rimescolare fino al bollore. Aggiungere alla fine una copiosa grattugiata di noce moscata. Non metto sale nella besciamella perché verrà insaporita dal parmigiano durante la composizione della lasagna. La composizione della lasagna. Mettere a bollire abbondante acqua salata. Preparare una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta. Tagliare la sfoglia in grandi rettangoli. Buttarne un paio per volta nell'acqua bollente e quando riprende il bollore, scolarli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddarli nell'acqua gelida e metterli a scolare bene stesi nello scolapasta. Continuare in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli. In una teglia da forno versare un mestolo di ragù e uno di besciamella e stenderli bene fino a coprire il fondo. Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di ragù, uno di besciamella e una buona manciata di parmigiano grattugiato al momento (in tutto circa un etto e mezzo), fino a riempire lo stampo. Cuocerle in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti. Spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto prima di servirle. I miei consigli. La lasagna è un primo piatto che per la sua completezza diventa un piatto unico ed è quel tipico piatto che non ha mezze misure: che sia fatto di carne, pesce o verdure, deve essere succulento. . Per succulento intendo gustoso, ricco, ma con estrema attenzione all'equilibrio fra gli ingredienti e l'armonia dei sapori. Non deve esserci un elemento che sovrasta l'altro. La lasagna è una sinfonia non una musica da camera o un assolo. Come direbbe il mio conterraneo chef pluri stellato Bruno Barbieri: non deve diventare un mappazzone! :)) Occorre quindi tenere sempre molto umidi gli ingredienti che condiscono la lasagna, non si devono seccare durante la cottura in forno. Suggerisco di utilizzare sempre prodotti freschi e di prima qualità, prediligendo la stagionalità e quindi il km 0. Per quanto riguarda carne e pesce consiglio prodotti provenienti da allevamenti non intensivi. Mi fermo un attimo e ripenso a questi ultimi tre giorni. Stavo rientrando a casa dopo una giornata infinita di lavoro, ero in auto con il mio compagno che accendo l'ipad per vedere se fosse arrivata una mail che stavo aspettando, quando vedo scorrere velocemente le notifiche di facebook che dicevano: Congratulazioni!! Grande, hai vinto!!! e ho pensato, boh..cos'ho vinto? ma ce l'hanno com me? Poi vedo una notifica di Patty, Andante con gusto, che mi urla in maiuscolo SABRYYYY SVEGLIAAA, DOVE SEI???? HAI VINTO L'MTC!!!!!! E io ad alta voce, improvvisamente senza salivazione, completamente agitata e sotto shoc tanto da far preoccupare il mio compagno: Oddio ma cosa stanno dicendo?? ma parlano con me! cos'ho vinto??? ohmmioddiommioddio! Un'emozione fortissima. Giuro che è proprio così, non me l'aspettavo ed è stata una cosa meravigliosa. Sono ancora scombussolata perché poi tutto da quel momento è cambiato. La mia agenda è stata completamente sconvolta e la mia attenzione è andata alla ricetta da preparare. Sono tre giorni che mi destreggio tra caminetti, lasagne e post da scrivere. Ringrazio di cuore Acquaviva scorre per avermi onorata e gratificata con questa vincita. So che non sarò mai alla tua altezza cara, ma spero di non deluderti. Ieri per me, il giorno della preparazione della ricetta, è stato un giorno perfetto. Tutte le cose sono andate come avevo desiderato. Ma ciò che più mi ha riempito il cuore è stata la complicità e la sintonia che ho avuto con la mia mamma nel condividere con lei questo momento. Lei che è un po' generale di ferro come la cara Acquaviva (smack!), è stata dolce e delicata e ho letto nei suoi occhi la felicità e l'orgoglio di partecipare all'Mtc, anche se non so se abbia capito fino in fondo di cosa si tratta veramente. Si è davvero divertita ad aiutarmi a preparare il "set fotografico". Ad un certo punto era sparita nella sua camera a stirare alla perfezione il tovagliolo! Prima di tornare a casa le chiesto di fare una foto insieme per immortalare quella bellissima giornata. Le ho promesso che non l'avrei pubblicata nell'internet, come lo chiama lei, magari un'altra volta, con i capelli freschi da parrucchiera :)) Grazie ancora a tutti per i complimenti e per la fiducia. Grazie Ale, spero di non farti impazzire! E adesso scatenatevi!! Voglio vederne di tutti i colori! Buona Lasagna a tutti!

Fonte: lesmadeleinesdiproust.blogspot.it

Questa ricetta ha un nome lunghissimo ma si può abbreviare così: ravioli di una Marietta delusa. In questi giorni a Forlimpopoli si è tenuta la grande Festa Artusiana in onore del padre della cucina italiana.Non sono una grande conoscitrice dell'Artusi ma era la bibbia culinaria in casa mia. Il mio babbo la sfogliava e risfogliava, andava in cerca di ricette e soprattutto dei racconti, delle descrizioni legate a quelle ricette. Lo vedo ancora chiaramente; libro in mano rivestito di plastica rossa, nella cameretta di fianco alla cucina, con gli occhiali sul naso, seduto alla scrivania ereditata alla chiusura dello zuccherificio dove ha lavorato per tutta una vita, Quando anni dopo abbiamo dovuto chiudere la casa dove siamo cresciuti, ho cercato quel libro e adesso la copertina rossa spicca nella mia cucina, a fianco di Cracco, Barbieri, Montersino, a fianco a loro ma ben più importante di loro per quella storia di silenziosa sintonia fra me e il babbo, in tema di cucina, che è rimasta impigliata fra queste pagine. In occasione della Festa artusiana, c'è il concorso Marietta, dedicato alla fedele governante dell'Artusi, quella che con il cuoco Ruffilli ha tradotto in piatti la Scienza del mangiar bene. Occorreva preparare un piatto ispirato alla filosofia dell'Artusi: territorialità, qualità delle materie prime, le sue tecniche. Mi sono impegnata tantissimo, ho messo insieme i migliori prodotti del mio territorio, ho pensato a come renderli, abbiamo giocato in casa a testare le varie modalità di presentazione di questi tortelli. Ci tenevo ad arrivare alla finale, a conoscere altre Mariette, la città dell' Artusi, a visitare Casa Artusi e soprattutto a rendere il mio babbo fiero di me. Caspita, non ci sono riuscita. Sono sicura che le cinque Mariette della finale hanno preparato piatti casalinghi golosissimi ma un po' di delusione c'è. Bene, calma. Il concorso si ripete ogni anno, ci posso riprovare. A tavola abbiamo gustato questi ravioli e sono sicura che il mio babbo non ha bisogno di questo premio per apprezzarmi e regalarmi il suo affetto. In più mi sa che a quest'ora l'Artusi lui lo ha già conosciuto di persona. Posso sperare che riesca a fargli mettere una buona parola per il prossimo anno! Ravioli con cuore di parmigiano e aceto balsamico conditi con salsa alle pere, prosciutto crudo croccante e scaglie di Parmigiano. Ingredienti per 5 persone: per la sfoglia: 375 g farina 00 125 g semola 5 uova 1 cucchiaio olio evo delicato acqua se occorre per il ripieno: crema di parmigiano: 10 g burro 10 g farina 150 ml brodo vegetale (arricchito con croste di Parmigiano) 50 ml latte 30 g Parmigiano reggiano 3-4 g colla di pesce per la gelatina di aceto balsamico: 100 g aceto balsamico di Modena 5 g addensante per confetture 100 g zucchero per la salsa: 30 g burro mezza pera Abate 1 scalogno due gocce di aceto balsamico sale per completare: 1 cucchiaio di rosmarino tritato 50 g Prosciutto crudo tagliato a listarelle e tostato a secco in padella scaglie di parmigiano Tempo di preparazione: 2 ore Cottura al fornello e uso del frigorifero Pasta: impastare gli ingredienti per la sfoglia, farla riposare in frigo avvolta in pellicola da cucina per un'ora. Crema di Parmigiano: in una piccola casseruola fondere il burro, intriderlo con la farina, diluirlo con il brodo bollente, il latte. Aggiungere il Parmigiano. Passare al mixer e controllare la sapidità. Unire la colla di pesce già ammollata in acqua fredda e sciolta in poco brodo caldo. Frigo. Gelatina di aceto balsamico:mescolare a freddo l'aceto e la polvere addensante, portare a bollore e far bollire per 1 minuto. Unire lo zucchero, mescolare. Far bollire per 3 minuti. Togliere dal fuoco e mescolare per un altro minuto. Versare in un piattino, far raffreddare e porre in frigo la gelatina che si è formata. Ravioli: stendere la pasta a strisce, distribuirvi sopra, a distanza di circa 4 cm l'uno dall'altro, una puntina di gelatina di aceto e un cucchiaino di crema di Parmigiano. Confezionare i ravioli aiutandosi con la rotella dentellata. Salsa: fondere il burro in una padella ampia, soffriggervi dolcemente lo scalogno mondato e tritato, saltarvi la pera lavata, con la buccia e tagliata a dadini. Sale e pepe. Aggiungere un nulla di aceto e fermare la cottura, la pera deve mantenere consistenza. Cuocere i ravioli in acqua bollente salata e quando affiorano trasferirli nella padella con le pere e lasciare che si intridano, a fiamma dolcissima, del loro sapore. Impiattare aggiungendo il rosmarino tritato, il prosciutto croccante e qualche petalo di Parmigiano.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Un piatto semplice, di recupero, quello che ci vuole in questi giorni che risultano essere un'ottima cura per chi come me, spesso fa spesa senza averne bisogno. Certo, il piacere di cercare un ingrediente specifico per quella particolare ricetta che vorresti provare, tornerà e sarà bello accondiscendergli. Ma ora sarebbe bene concentrarsi su quello che già abbiamo in casa evitando di uscire inutilmente. Pane vecchio se ne accumula di frequente, un po' di Parmigiano fa parte del kit di sopravvivenza di un buon emiliano. A casa siamo divisi in due fazioni: chi li detesta e chi ci farebbe il bagno. Oggi siamo a tavola noi della seconda fascia. Il brodo è già pronto. Due fettine di tartufo (quello estivo, accessibile, uno di quelle cose comprate e messe lì e che ora ci sta bene perché siamo in quarantena, motivo in più per trattarci bene) e il clima è già più disteso. La ricetta dei passatelli è dello chef Barbieri ma ogni casa emiliana ne ha una sua, con differenti proporzioni fra pane e Parmigiano. Toccherà provarle tutte! Ora ne abbiamo il tempo. PASSATELLI IN BRODO CON TARTUFO per 4 persone: per i passatelli: 2 uova 1 tuorlo 1 cucchiaino di farina la scorza grattugiata di mezzo limone sale e pepe 75 g di pane vecchio grattugiato 200 g di Parmigiano reggiano grattugiato 1 l di brodo di carne 1 tartufo nero estivo Unire tutti gli ingredienti per i passatelli in una ciotola ed impastarli con le mani umide. Portare il brodo a bollore. Con l'aiuto di uno schiacciapatate con i fori larghi, formare i passatelli direttamente sulla pentola, nella lunghezza desiderata. Cuociono in pochi secondi. Impiattare nelle fondine e completare con qualche fettina di tartufo.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

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