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6 PORZIONI 100 g Mix per dolci lievitati setacciato 90 g Zucchero semolato 100 g Burro 100 g Mandorle dolci o nocciole tostate 1,5 g Sale fino 0,5 g Vaniglia...

4 PORZIONI 240 g Pane senza glutine al rosmarino 50 g Bacon 200 g Pomodorini ciliegia 250 g funghi porcini freschi 30 g Olive nere piccole Taggiasche 15 ml O...

4 PORZIONI 280 g Pomodori freschi maturi 40 g Carote 60 g Zucchine 40 g Peperoni gialli 4 Foglie di basilico 2 g Aglio 15 ml Olio extra vergine di oliva 3 g ...

4 PORZIONI 250 g Mix per pane classico o pizza setacciato 130 ml Acqua 2 g Sale fino (se non presente nel mix) 3 g Olio extra vergine di oliva Energia per po...

6 PORZIONI PER LE MONETE 400 g Patate a pasta bianca 70 g Farina senza glutine o mix per pane,per pasta fresca o multiuso setacciato 40 g Farina di Carruba 2...

4 PORZIONI 360 g Petto di pollo 100 g Pane grattugiato senza glutine 30 g Farina senza glutine multiuso 2 n Uova intere 200 g Pasta base per torte salate 2 g...

La prima volta che ho avuto a che fare con questa torta avevo le stesse perplessità della ragazza ecuadoriana dalla quale l'ho presa. Non c'è burro. Non c'è latte. Non c'è lievito. E' vero che le ricette quelle strane,quelle che sembrano senza senso ,sono le mie preferite. Mica vi posso proporre la ricetta degli spaghetti aglio,olio e peperoncino. Non sono una chef nè tantomeno mi sento più brava delle altre. Ognuno lo spaghetto se lo fa a modo proprio. Ecco perchè come sento le parole...ricetta magica...ricetta veloce...ricetta con uno,due massimo quattro ingredienti....mi si drizzano le antennine da blogger e provo. Acciderbolinaperdincibacco mi sono detta,non è che verrà un mappazzone che poi mi sogno Bruno Barbieri da qui all'eternità? Non è che verrà talmente asciutta da aver bisogno di tre bottiglie d'acqua per mandar giù una mollica? Non è che verrà tipo frittata? Non è che...? "A mà,e provala!" Ecco della serie:cara e tenera mammina falla finita. Ho provato. E riprovato. E provato ancora per la terza volta. Perchè mi piace. Perchè viene proprio bene. Perchè basta avere l'accortezza di scegliere tre mele belle grosse. Quattro se sono di medie dimensioni. Perchè è proprio la quantità della mela a rendere superfluo il grasso,il liquido e il lievito! Ci vuole una mezz'oretta per prepararla. Va via come il pane poi. Magari si attacca un pò meno ai fianchi,un pò di più sulla culotte de cheval ^_^ Nelle foto vedete la versione con la crosta croccante ottenuta spolverando la superficie prima della cottura con tre cucchiai di zucchero semolato. Se la preferite meno rustica saltate pure questo passaggio e spolveratela di zucchero a velo dopo la cottura. (dal blog Las recetas de Laylita )

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Ingredienti per 4 persone : • 500 gr. di baccalà ammollato • 4 rametti di pomodorini a ciliegia • 100 gr. di insalatina • 150 ml. di birra chiara fredda • 100 gr. di farina • 1 albume d’uovo • 1 ciuffo di prezzemolo • 1 stelo di erba cipollina • sale fino q.b. • olio extra vergine di oliva Dante Procedimento : pulire il baccalà da eventuali spine, lavarlo con cura, asciugarlo con carta cucina, poi tagliarlo in piccoli pezzi. Prepariamo quindi la pastella : versate in una terrina la farina con sale fino q.b., unite a filo a filo la birra molto fredda, e continuate ad impastare con una forchetta sino a quando avrete ottenuto un impasto liscio ed omogeneo. A questo punto aggiungete al composto un trito finissimo di prezzemolo ed erba cipollina. Montare l’albume a neve ben ferma ed incorporarlo, mescolando dall’alto al basso al composto di farina e birra. Asciugare nuovamente i cubetti di baccalà con carta cucina , immergerli nella pastella e friggerli in olio extra vergine di oliva caldo. Quando saranno ben dorati farli sgocciolare su carta assorbente. Con lo stesso olio che abbiamo usato per friggere il pesce, a fuoco spento ( ma con l’olio ancora caldo ) immergere per qualche minuto i rametti di pomodorini, poi farli sgocciolare su carta assorbente e spruzzarli con un pizzico di sale. Presentazione : porre sul piatto alcune foglie di insalatina fresca, sopra i cubetti di baccalà in pastella e un rametto di pomodorini fritti. Abbinamento consigliato : birra chiara Può apparire sorprendente questo abbinamento , ma a mio avviso è perfetto , anche nel contesto di una cena d’estate in terrazza. Quanto piace la birra agli italiani e come gli piace berla d’estate con quello che hanno nel frigo? Per scoprirlo AssoBirra lancia l’iniziativa “Cosa c'è nel tuo frigo? Una birra e...” , che si sviluppa principalmente sul web. La campagna ha preso le mosse da un progetto fotografico “Famiglia che vai, frigo che trovi" realizzato da Ambra Zeni, che ha bussato alla porta di 200 famiglie per raccontare, attraverso le immagini del loro frigorifero, le abitudini alimentari dei principali nuclei familiari italiani. Ispirandosi a queste foto, Bruno Barbieri (chef stellato e giudice di Masterchef) e Sandra Salerno (foodblogger “ Un tocco di zenzero ” e chef a domicilio) hanno interpretato gli ingredienti presenti nei frigoriferi degli intervistati, ideando 12 ricette da abbinare con la birra giusta. Ma c’è di più. Attraverso la pagina Facebook “Cosa c'è nel tuo frigo? Una birra e...”, chiunque può condividere una fotografia del proprio frigo di casa e di quello che c’è dentro. A fine campagna, Bruno Barbieri e Sandra Salerno sceglieranno una foto, per ciascuno, più bella e contatteranno personalmente chi l’ha scattata, dandogli tanti consigli e svelandogli qualche trucco del mestiere, per una cena estiva sfiziosa con la birra.

Fonte: danieladiocleziano.blogspot.it

In questi ultimi mesi io e Cri ci siamo incontrate spesso i giovedì sera...oserei dire quasi tutti i giovedì. E perché? Semplice...c’era la seconda edizione di MasterChef! Ora: io sono molto contenta che abbia vinto l’avvocato (e anche Uccia- ovvero Cri-, come la chiamo simpaticamente solo io). La trovavo creativa e piacevolmente simpatica, pronta a non farsi sottomettere e con un bel caratterino. Gli altri due finalisti...mah. Andrea troppo insicuro e Maurizio arrogante e fastidioso. Ma passiamo alla ricetta di oggi. Quante volte avete sentito intitolare i piatti dagli stessi concorrenti con il termine “sbagliato”? Insieme alla definizione “mappazzone” dello chef Barbieri sono le connotazioni che più mi sono rimaste impresse di questa edizione. Bene, oggi li ho voluti rappresentare entrambi. Questo non è certo un curry e l’aspetto... avrebbe sicuramente vinto la demarcazione preferita dello chef emiliano. Pensiero/domanda: ora che la seconda edizione si è conclusa io e Cri dobbiamo inventarci un’altra scusa per la ripetuta visita settimanale. Qualcuno/a di voi ha idee da suggerirci? V. Per il “curry” 1 cipolla bionda 2 zucchine medie 2 carote 2/3 patate 1 pomodoro ramato 200 gr. di ceci lessati 1 peperoncino piccante 150 ml di latte di cocco 1 cucchiaio abbondante di curry in polvere olio di semi di sesamo Per le polpettine di carote 300 gr di carote grattuggiate 80 gr di ricotta salata 1 uovo 50 gr di farina di mais semi di sesamo e di papavero In una pentola di coccio (io ho usato una tajine) stufare la cipolla con il peperoncino, l’olio e poca acqua. Appena sarà leggermente imbiondita aggiungere le patate e lasciar cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti. Aggiungere le carote tagliate a rondelle spesse e le zucchine. Lasciar cuocere altri 5 minuti e aggiungere il pomodoro a filetti a cui avreter tolto la buccia e i semi, i ceci, il latte di cocco e la polvere di curry. Aggiustare di sale e lasciar cuocere a fuoco molto basso per circa 45 minuti. Nel frattempo preparate le polpette. Strizzate bene le carote e impastatele con l’uovo, la farina, un pizzico di sale e la ricotta grattugiata. Formare con le mani delle polpettine e passarne la metà nei semi di sesamo e l’atra metà nei semi di sesamo e papavero mischiati assieme. Distribuirle in una teglia appena unta con un pochino di olio di sesamo e infornare a 200° per circa 20 minuti o fino a doratura. Servire le polpettine sul curry di verdure ancora caldo. Con questa ricetta spero di partecipare al contest di Il blog di Max

Fonte: beufalamode.blogspot.it

Amo molto leggere libri e riviste di cucina, sfogliare, mettere da parte, raccogliere idee e progettare nuovi piatti, magari anche osando un pochettino. Esercizi per imparare perché, come per quasi tutte le cose, di là del talento naturale (non è il mio caso), credo si possano raggiungere livelli decorosi in un certo campo solo applicandosi. E quindi a cucinare si impara...cucinando. Anzi, credo sia una di quelle attività che ti rende migliore perché ti lima, ti affina. Ti riesce bene un piatto? Già ti vedi Barbieri che ti chiede una collaborazione? Poi, come per magia, il sugo è salato, la pasta spessa, il ripieno crudo mentre l'esterno è bruciacchiato e via dicendo. Insomma, uno di quei bei bagni di umiltà che ci sanno rimettere al nostro posto e ricominciare daccapo. Quindi, oggi, niente di speciale solo un piatto molto molto casalingo, rassicurante, reso unico dai profumi: un' acquavite alla mela, un delicato e speziato pepe Melegueta. SPEZZATINO DI CONIGLIO PROFUMATO 1 coniglio già in pezzi e pulito dal midollo olio evo 1/2 cipolla 1/2 gambo di sedano 3 carote 1 mignon di acquavite alla mela 1 dado Cuore di brodo delicato Knorr sale pepe I grani del Paradiso Cannamela (pepe Melegueta) Soffriggere nell'olio la cipolla a fettine, il sedano a dadini, le carote a fettine oblique.Adagiare nella casseruola i pezzi di coniglio e insaporirli con sale e pepe I grani del paradiso Cannamela. Rosolare da entrambi i lati e sfumare con l'acquavite. Aggiungere il Cuore di brodo delicato, un mestolo di acqua , coprire e cuocere per almeno 1 ora. Eventualmente aggiungere acqua se il sugo dovesse restringersi troppo in cottura Servire con polenta fumante (che questa sera non ho fatto ma se ne sentiva la mancanza!).

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Questa ricetta ha un nome lunghissimo ma si può abbreviare così: ravioli di una Marietta delusa. In questi giorni a Forlimpopoli si è tenuta la grande Festa Artusiana in onore del padre della cucina italiana.Non sono una grande conoscitrice dell'Artusi ma era la bibbia culinaria in casa mia. Il mio babbo la sfogliava e risfogliava, andava in cerca di ricette e soprattutto dei racconti, delle descrizioni legate a quelle ricette. Lo vedo ancora chiaramente; libro in mano rivestito di plastica rossa, nella cameretta di fianco alla cucina, con gli occhiali sul naso, seduto alla scrivania ereditata alla chiusura dello zuccherificio dove ha lavorato per tutta una vita, Quando anni dopo abbiamo dovuto chiudere la casa dove siamo cresciuti, ho cercato quel libro e adesso la copertina rossa spicca nella mia cucina, a fianco di Cracco, Barbieri, Montersino, a fianco a loro ma ben più importante di loro per quella storia di silenziosa sintonia fra me e il babbo, in tema di cucina, che è rimasta impigliata fra queste pagine. In occasione della Festa artusiana, c'è il concorso Marietta, dedicato alla fedele governante dell'Artusi, quella che con il cuoco Ruffilli ha tradotto in piatti la Scienza del mangiar bene. Occorreva preparare un piatto ispirato alla filosofia dell'Artusi: territorialità, qualità delle materie prime, le sue tecniche. Mi sono impegnata tantissimo, ho messo insieme i migliori prodotti del mio territorio, ho pensato a come renderli, abbiamo giocato in casa a testare le varie modalità di presentazione di questi tortelli. Ci tenevo ad arrivare alla finale, a conoscere altre Mariette, la città dell' Artusi, a visitare Casa Artusi e soprattutto a rendere il mio babbo fiero di me. Caspita, non ci sono riuscita. Sono sicura che le cinque Mariette della finale hanno preparato piatti casalinghi golosissimi ma un po' di delusione c'è. Bene, calma. Il concorso si ripete ogni anno, ci posso riprovare. A tavola abbiamo gustato questi ravioli e sono sicura che il mio babbo non ha bisogno di questo premio per apprezzarmi e regalarmi il suo affetto. In più mi sa che a quest'ora l'Artusi lui lo ha già conosciuto di persona. Posso sperare che riesca a fargli mettere una buona parola per il prossimo anno! Ravioli con cuore di parmigiano e aceto balsamico conditi con salsa alle pere, prosciutto crudo croccante e scaglie di Parmigiano. Ingredienti per 5 persone: per la sfoglia: 375 g farina 00 125 g semola 5 uova 1 cucchiaio olio evo delicato acqua se occorre per il ripieno: crema di parmigiano: 10 g burro 10 g farina 150 ml brodo vegetale (arricchito con croste di Parmigiano) 50 ml latte 30 g Parmigiano reggiano 3-4 g colla di pesce per la gelatina di aceto balsamico: 100 g aceto balsamico di Modena 5 g addensante per confetture 100 g zucchero per la salsa: 30 g burro mezza pera Abate 1 scalogno due gocce di aceto balsamico sale per completare: 1 cucchiaio di rosmarino tritato 50 g Prosciutto crudo tagliato a listarelle e tostato a secco in padella scaglie di parmigiano Tempo di preparazione: 2 ore Cottura al fornello e uso del frigorifero Pasta: impastare gli ingredienti per la sfoglia, farla riposare in frigo avvolta in pellicola da cucina per un'ora. Crema di Parmigiano: in una piccola casseruola fondere il burro, intriderlo con la farina, diluirlo con il brodo bollente, il latte. Aggiungere il Parmigiano. Passare al mixer e controllare la sapidità. Unire la colla di pesce già ammollata in acqua fredda e sciolta in poco brodo caldo. Frigo. Gelatina di aceto balsamico:mescolare a freddo l'aceto e la polvere addensante, portare a bollore e far bollire per 1 minuto. Unire lo zucchero, mescolare. Far bollire per 3 minuti. Togliere dal fuoco e mescolare per un altro minuto. Versare in un piattino, far raffreddare e porre in frigo la gelatina che si è formata. Ravioli: stendere la pasta a strisce, distribuirvi sopra, a distanza di circa 4 cm l'uno dall'altro, una puntina di gelatina di aceto e un cucchiaino di crema di Parmigiano. Confezionare i ravioli aiutandosi con la rotella dentellata. Salsa: fondere il burro in una padella ampia, soffriggervi dolcemente lo scalogno mondato e tritato, saltarvi la pera lavata, con la buccia e tagliata a dadini. Sale e pepe. Aggiungere un nulla di aceto e fermare la cottura, la pera deve mantenere consistenza. Cuocere i ravioli in acqua bollente salata e quando affiorano trasferirli nella padella con le pere e lasciare che si intridano, a fiamma dolcissima, del loro sapore. Impiattare aggiungendo il rosmarino tritato, il prosciutto croccante e qualche petalo di Parmigiano.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

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