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Vi prende mai quella voglia di raddrizzare un qualcosa che avete mangiato e non vi ha soddisfatto? A me capita sempre più spesso, persino coi panini degli Autogrill. Tornando dalla montagna non abbiamo potuto fermarci nel nostro ristorante preferito perchè era chiuso per ferie, giustamente in valle ne approfittano per riposarsi prima che esploda la piena stagione del Carnevale, e chi ci rimette siamo noi che apposta scegliamo di fare la settimana bianca il più possibile distante da questa festa chiassosa. Non avevamo voglia di cercare una valida alternativa perciò durante la sosta rifornimento sono entrata nell'autogrill sperando di imbroccarne uno con il banco pizza. Invece niente. Solo gran panini, che hanno pensato bene di rinominare Nuovo (Camogli, rustico ecc.). All'apparenza tutti nuovi, invece sempre le vecchie ricette, molto panosi e con poco ripieno. Se per giunta te lo intiepidiscono appena appena, altro che mappazzone, come direbbe chef Barbieri. Ho masticato a fatica il mio 'nuovo Camogli', ossia due fettazze di focaccia (aromatizzata al rosmarino?) con un'ostia di prosciutto cotto, una fettina trasparente di formaggio e qualche pezzo di pomodoro. Per buttarlo giù ho dovuto aiutarmi con quasi un litro d'acqua, alla fine il mio stomaco dilatato mi faceva sembrare un'oca ingozzata. In auto, appena ripartiti, rimuginavo tra me sulla mia stupidità, potevo acquistare qualche buon panino ai cereali integrali e farmelo farcire dal macellaio, prima della partenza, con vero speck. Sempre meglio di quello schifo. Perciò arrivata a casa, una delle tante mattine che sono qui sola soletta, mi sono farcita una gran piadina con gli stessi ingredienti, stimando un costo pari alla metà di quello della famosa catena. In fondo si tratterebbe solo di volontà di far le cose per bene, o magari noi utenti finali potremmo rifiutarci di buttare via 5 euro per simile robaccia. Scegliete la piadina che più vi piace, tradizionale con lo strutto, sfogliata all'olio, integrale, di mais, farro o kamut. Dosi per 2 piadine, che intere fungono da pasto, a metà da snack o per merenda. -ricetta- 2 piadine 100 g cotto, 4 fette 100 g robiola 2 pomodori perini alcune fettine sottili di formaggio (fontina, emmental, provola, toma, pecorino, mozzarella) Scaldo nella padella antiaderente, o su una piastra, le piadine, ammorbidendole da entrambi i lati. Quindi le spalmo con la robiola, sopra ci adagio due fette di cotto per ciascuna che ricopro con fettine di pomodoro che spolvero con un pizzico di sale. Completo con uno strato sottile di formaggio, ripiego a metà e rimetto nella padella perchè si scaldino bene. Le taglio a metà e le servo caldissime assieme a una buona birra, ad esempio una trappista come la Westmalle Tripel, amo le birre di carattere.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Ehehhehh! non avete voglia di accendere il forno? avete acquistato delle magnifiche patate novelle e volete accompagnarle a una semplice bistecca? Vi manca il tempo per una cottura lenta nel forno? Fate come me, tagliatele a tocchi, asciugatele bene e fatele arrostire in padella, con poco olio e aromi, sembreranno cotte nel forno. Pochi grassi e tanto sapore, circa 30' in tutto per preparazione e cottura. Oggi parlo poco anche perchè questa ricetta è registrata, sono attualmente a Londra, vi racconterò al mio ritorno della cena di ieri sera al ristorante dello chef Bruno Barbieri, il Cotidie. Spero ci abbiano trattato bene. Sono fiduciosa. Le patate non sono mai abbastanza, calcolatene 200 g a persona. I peperoncini freschi li conservo sott'olio così mi durano nel frigorifero per mesi e li utilizzo interi. -ricetta- patate a pasta gialla, compatte 1 peperoncino piccante 1 spicchio di aglio prezzemolo sale aromatico olio evo Scaldo un velo d'olio in una padella, ne uso una rivestita in ceramica, grande invenzione. Metto il peperoncino e l'aglio schiacciato e li faccio insaporire senza che brucino, poi butto le patate che ho pelato, lavato e asciugato e tagliato a tocchi. Le faccio dorare e rivestire di condimento, poi scuoto ogni tanto la padella portandole a cottura. Solo alla fine elimino l'aglio e aggiungo il sale. Le trasferisco, scolandole dal velo d'olio residuo, in una terrina e le spolvero con un po' di prezzemolo tritato.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Detta così, mi rendo conto possa, ad un audience superficiale, non attrarre! Spesso, però, riuscire ad andare oltre le apparenze, leggere tra le righe o utilizzare l’arte dell’esegesi, è l’arma vincente. Come in questo caso. Quello che vi propongo oggi, è una ricetta che mi è stata ispirata da una visita in libreria. Sono convinto che il binomio formazione&informazione sia sempre vincente nella vita. Così, quando mi capita una libreria a tiro, non me la faccio scappare. Ed armato di curiosità, mi spulcio tutti i titoli delle sezioni che riguardano le mie passioni. Mentre ero a Foggia, in trasferta dai “soceri”, a Natale, scegliendo un libro che riempisse i pochissimi vuoti lasciati dalle staffette alimentari (+3 kg in 5 gg recita il poco onorabile bollettino dei bagordi), mi sono imbattuto nella nuova edizione di un libro, a mio modo di vedere, assolutamente geniale, soprattutto per il momento economico che viviamo: “L’arte di utilizzare gli avanzi della mensa” di Olindo Guerrini. Testo del 1918 che ultimamente è stato “rieditato” con il contributo dello Chef del “mappazzone”, il 7 stelle Michelin, Bruno Barbieri. La chiave di lettura, il trait-union delle 800 ricette è semplice ed efficace e ripercorre un po’, la fisica, con il primo principio della termodinamica: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Quello che ai più, sembra un avanzo, con un’analisi più attenta, invece, può essere una valida risorsa. Quanti di voi, seduti - appunto – nelle mense aziendali hanno visto l’arrosto del lunedì trasformarsi, magicamente, nel polpettone del martedì, per poi finire nel ripieno dei tortelli del mercoledì? Se questo meccanismo, che dal punto di vista del gusto è perverso, ma da quello economico è assolutamente corretto, viene gestito con sapienza, come nel caso del buon forlinese, allora gusto ed economicità convergono. Così è nata l’idea di fare la stessa cosa alla chiusura delle feste. Il 6 sera ispezione del frigo. Il report delle materie prime, utilizzabili allo scopo, recitava: bottiglia iniziata di spumante (italiano) e melograno. Come unire un alcolico ed un elemento fresco, ma tendenzialmente acido? Con un elemento neutro: il riso. Per fare il risotto consiglio un carnaroli o il vianone nano. In questo, caso, proprio per cercare di rientrare in forma ho seguito la via dell’integrale. Vi dirò, con quale accortezza, non è una situazione di ripiego. Anzi…è proprio una bella alternativa…Ecco il mio risotto integrale allo spumante con melograno in chicchi … Ingredienti per 4 persone: 400 g di riso integrale; 500 ml di spumante; 300 ml di brodo vegetale; Olio evo aromatizzato alla cipolla; 1 melograno olio evo qb (x mantecare) Parmiggiano Reggiano qb; olio aromatizzato al basilico Marina Colonna Dal momento che, di fatto, anche se gustoso, è una pietanza che tenderebbe al dietetico, il primo passo è evitare il soffritto. Per non rinunciare al gusto, però, l’alternativa è utilizzare un olio aromatizzato alla cipolla. Olio aromatizzato alla cipolla: mondare una cipolla, tagliarla in 4 spicchi e farla riposare in una terrina con olio evo. Lasciatela in “immersione” per circa un’ora. In questo tempo, per osmosi, l’essenza della cipolla aromatizzerà l’olio. Secondo step, per accellerare l’operazione, utilizzate il microonde. Max potenza (750W nel mio caso) per 5 minuti. All’apertura del microonde avrete la cucina inondata di odore di cipolle…ergo…aprite anche una finestra… In una capiente padella a bordi alti, fate scaldare quest’olio. A temperatura raggiunta, unite il riso. Come fare a capire se olio è a temperatura? Innanzitutto fatevi aiutare dall’esperienza, ma poi, gli altri sensi dovranno soccorrervi. In questo caso è l’udito. Il suono dovrà essere uno “tschhhhh” deciso. A tostatura avvenuta, versate lo spumante. Per fare questa operazione, così come ogni volta che unite una base alcolica in una preparazione sul fuoco, spostatevi dal fornello (o alzate leggermente la pentola/padella dal fuoco). A fuoco dolce, fate assorbire, rimestando di tanto in tanto. Mentre il riso si ubriaca, tagliate il melograno (adagio...se non volete trasformare il vostro piano di cucina, in uno scenario degno di CSI) e, con pazienza, ricavatene i chicchi, che tamponerete con della carta assorbente. Considerate che il riso integrale, per struttura organolettica, assorbe più liquido. Lo spumante non vi basterà per arrivare a cottura. Integrate, secondo necessità, con del brodo vegetale, e portate a cottura. Mantecate con olio evo (niente burro, ricordate che il vostro obiettivo è portare la tanto “odiata” lancetta della bilancia verso sinistra) e parmigiano. Tenete conto che non rilasciando molto amido in cottura il riso integrale, la cremina dovrete crearla nella fase di mantecatura, con il giusto mix di grasso e formaggio. Impiattate e guarnite con il melograno, giro di olio evo aromatizzato al basilico, riposo di un paio di minuti e via... Soluzione raffinata per valorizzare, in una portata unica (visto che è una piatto Food&beverage), gli avanzi delle feste. Buon Appetito 1

Fonte: nonsolobamboo.blogspot.it

Un pranzo da chef! Chi é lo chef? Ma Bruno Barbieri...of corse! Io ho replicato...ed ho provato a gustare un piatto di questo grande emiliano, uno chef di tutto rispetto, insomma, uno 'stellato'! Oggi per pranzo ho preparato questo primo piatto: buonissimo! Guardando Masterchef io e mio figlio un giorno ci siamo imbattuti in una ricetta appunto di Barbieri. Mi ha incuriosita molto, i colori erano bellissimi, i sapori me l'immaginavo, l'impiattamento ha divertito molto mio figlio! E così l'altro ieri ho trovato le patate rosse...e il fruttivendolo mi chiede: gnocchi, signora? Siiiiiiiii!!!! Non é un piatto complesso, e il risultato é stato ottimo. Ovviamente nessun giudice l'ha assaggiato, nessun parametro con il piatto originale, solo il mio palato. Mi fido di me!!! Gnocchi di patate in guazzetto di fasolari su fondente di pomodori (Nella ricetta originale usa i tartufi di mare) Per 4 persone Gnocchi 500 gr patate rosse (peso da crude) 125 gr farina 0 70 gr burro 70 gr Parmigiano grattugiato 1 tuorlo Sale q.b. Noce moscata q.b. Guazzetto 20 fasolari (frutti di mare) 6 pomodori ciliegino (nella ricetta originale usa i datterini) 1 spicchio d'aglio 1 ciuffo di prezzemolo 1 ciuffo di basilico Fondente di pomodori 1/2 cipolla bianca 250 gr pomodori ciliegino Olio Evo 1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato Ho preparato prima di tutto gli gnocchi. Ho cotto le patate avvolgendole nell'alluminio, dopo averle lavate, e le ho cotte in forno caldo a 180 gradi per 60 minuti. Dopo cotte le ho spellate e le ho passate con il passa patate mettendole in una ciotola capiente. Ho aggiunto la farina, il burro, il parmigiano, il sale, la noce moscata e il tuorlo ed ho amalgamato bene il tutto. Ho trasferito l'impasto sulla spianatoia infarinata ed l'ho diviso in tante piccole parti: da ogni piccola parte (grande quanto una noce circa) ho realizzato degli gnocchi allungati, con la testa grande e la parte inferiore leggermente appuntita. Li ho messi su un vassoio infarinato che ho messo poi in congelatore. Successivamente ho realizzato il guazzetto e il fondente di pomodori. Per il fondente ho affettato mezza cipolla bianca e l'ho messa in una padella con l'olio Evo, ho acceso e subito dopo ho versato i pomodorini tagliati a metà. Ho aggiunto un mestolo d'acqua calda ed ho fatto cuocere per 5/7 minuti. Spento il fuoco ho salato, ho versato i pomodori in un mixer, ho aggiunto il cucchiaio di parmigiano ed ho azionato il mixer. Ho filtrato il composto e l'ho messo da parte. Ora il guazzetto: in una padella ho messo l'aglio schiacciato, l'olio Evo ed ho fatto riscaldare. Ho versato i fasolari (ben lavati), i pomodorini tagliati a metà, il prezzemolo e il basilico ed ho fatto cuocere chiudendo con un coperchio. Appena i frutti di mare si sono aperti, ho sgusciato più della metà dei frutti. A questo punto ho cotto gli gnocchi in acqua salata (prendendoli direttamente dal congelatore), appena vengono su li ho trasferiti nella padella del guazzetto. Ho saltato leggermente per far insaporire gli gnocchi. Al via l'impiattamento: sulla base del piatto ho versato il fondente di pomodoro, ho adagiato gli gnocchi a raggiera, ho irrorato con il guazzetto e alcuni frutti di mare. Per chi lo desidera, una macinata di pepe e via... Un primo piatto d'impatto visivo ma anche sensoriale!

Fonte: ladolcecucinadipaola.blogspot.it

Ingredienti per 4 persone : • 500 gr. di baccalà ammollato • 4 rametti di pomodorini a ciliegia • 100 gr. di insalatina • 150 ml. di birra chiara fredda • 100 gr. di farina • 1 albume d’uovo • 1 ciuffo di prezzemolo • 1 stelo di erba cipollina • sale fino q.b. • olio extra vergine di oliva Dante Procedimento : pulire il baccalà da eventuali spine, lavarlo con cura, asciugarlo con carta cucina, poi tagliarlo in piccoli pezzi. Prepariamo quindi la pastella : versate in una terrina la farina con sale fino q.b., unite a filo a filo la birra molto fredda, e continuate ad impastare con una forchetta sino a quando avrete ottenuto un impasto liscio ed omogeneo. A questo punto aggiungete al composto un trito finissimo di prezzemolo ed erba cipollina. Montare l’albume a neve ben ferma ed incorporarlo, mescolando dall’alto al basso al composto di farina e birra. Asciugare nuovamente i cubetti di baccalà con carta cucina , immergerli nella pastella e friggerli in olio extra vergine di oliva caldo. Quando saranno ben dorati farli sgocciolare su carta assorbente. Con lo stesso olio che abbiamo usato per friggere il pesce, a fuoco spento ( ma con l’olio ancora caldo ) immergere per qualche minuto i rametti di pomodorini, poi farli sgocciolare su carta assorbente e spruzzarli con un pizzico di sale. Presentazione : porre sul piatto alcune foglie di insalatina fresca, sopra i cubetti di baccalà in pastella e un rametto di pomodorini fritti. Abbinamento consigliato : birra chiara Può apparire sorprendente questo abbinamento , ma a mio avviso è perfetto , anche nel contesto di una cena d’estate in terrazza. Quanto piace la birra agli italiani e come gli piace berla d’estate con quello che hanno nel frigo? Per scoprirlo AssoBirra lancia l’iniziativa “Cosa c'è nel tuo frigo? Una birra e...” , che si sviluppa principalmente sul web. La campagna ha preso le mosse da un progetto fotografico “Famiglia che vai, frigo che trovi" realizzato da Ambra Zeni, che ha bussato alla porta di 200 famiglie per raccontare, attraverso le immagini del loro frigorifero, le abitudini alimentari dei principali nuclei familiari italiani. Ispirandosi a queste foto, Bruno Barbieri (chef stellato e giudice di Masterchef) e Sandra Salerno (foodblogger “ Un tocco di zenzero ” e chef a domicilio) hanno interpretato gli ingredienti presenti nei frigoriferi degli intervistati, ideando 12 ricette da abbinare con la birra giusta. Ma c’è di più. Attraverso la pagina Facebook “Cosa c'è nel tuo frigo? Una birra e...”, chiunque può condividere una fotografia del proprio frigo di casa e di quello che c’è dentro. A fine campagna, Bruno Barbieri e Sandra Salerno sceglieranno una foto, per ciascuno, più bella e contatteranno personalmente chi l’ha scattata, dandogli tanti consigli e svelandogli qualche trucco del mestiere, per una cena estiva sfiziosa con la birra.

Fonte: danieladiocleziano.blogspot.it

Amo molto leggere libri e riviste di cucina, sfogliare, mettere da parte, raccogliere idee e progettare nuovi piatti, magari anche osando un pochettino. Esercizi per imparare perché, come per quasi tutte le cose, di là del talento naturale (non è il mio caso), credo si possano raggiungere livelli decorosi in un certo campo solo applicandosi. E quindi a cucinare si impara...cucinando. Anzi, credo sia una di quelle attività che ti rende migliore perché ti lima, ti affina. Ti riesce bene un piatto? Già ti vedi Barbieri che ti chiede una collaborazione? Poi, come per magia, il sugo è salato, la pasta spessa, il ripieno crudo mentre l'esterno è bruciacchiato e via dicendo. Insomma, uno di quei bei bagni di umiltà che ci sanno rimettere al nostro posto e ricominciare daccapo. Quindi, oggi, niente di speciale solo un piatto molto molto casalingo, rassicurante, reso unico dai profumi: un' acquavite alla mela, un delicato e speziato pepe Melegueta. SPEZZATINO DI CONIGLIO PROFUMATO 1 coniglio già in pezzi e pulito dal midollo olio evo 1/2 cipolla 1/2 gambo di sedano 3 carote 1 mignon di acquavite alla mela 1 dado Cuore di brodo delicato Knorr sale pepe I grani del Paradiso Cannamela (pepe Melegueta) Soffriggere nell'olio la cipolla a fettine, il sedano a dadini, le carote a fettine oblique.Adagiare nella casseruola i pezzi di coniglio e insaporirli con sale e pepe I grani del paradiso Cannamela. Rosolare da entrambi i lati e sfumare con l'acquavite. Aggiungere il Cuore di brodo delicato, un mestolo di acqua , coprire e cuocere per almeno 1 ora. Eventualmente aggiungere acqua se il sugo dovesse restringersi troppo in cottura Servire con polenta fumante (che questa sera non ho fatto ma se ne sentiva la mancanza!).

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Finora mi ero dedicata solo alle torte decorate e i cupcakes non li avevo mai considerati, ma da quando ho fatto il corso alla fiera di Golositalia li ho molto rivalutati e ora mi sbizzarrisco a crearne sempre di diversi :-) Vi faccio una carrellata di foto di quelli che ho fatto :-) Per fare la base di pasta di zucchero di alcuni cupcakes ho utilizzato i coppapasta con le "cappette" della Silikomart , danno un effetto diverso rispetto ai coppapasta lisci, secondo me più carino e movimentato e poi si possono creare anche delle decorazioni utilizzando i diversi diametri che ci sono nella confezione. P.s.: tra qualche ora incontrerò Bruno Barbieri.....sono super emozionata!!!! A presto con le foto!!!! - Kiki -

Fonte: lericettedikiki.blogspot.it

(cliccare sulla foto per ingrandirla) Oramai mancano poche ore alla messa in onda di Masterchef ! Stasera alle ore 21, su Cielo, andra' in onda la prima puntata del talent di cucina piu' seguito in Australia, USA e tanti altri paesi. L'avventura e' nata a febbraio quando mi hanno contattato per partecipare al casting, io non sapevo dell'esistenza di questo talent e ingenuamente sono andata, ma ora a posteriori, posso gridare ai quattro venti, meno male che non mi hanno presa, perche' il livello e' talmente alto, quello dei concorrenti, intendo, che sarei uscita subito! Personalmente non conosco piu' di 6 tipi di vini, tantomeno i tagli meno pregiati delle carni, come si cucinano al meglio, come accostare un tipo di pesce ad alcuni aromi! Insomma le sfide di Masterchef sono rivolte ad aspiranti chef,e qui, parliamoci chiaro, ci divertiamo in cucina, come dice il grande Gordon Ramsey, se non sei un vero chef, non cucinare al di fuori della tua cucina, ah ah! Poi pero' a giugno mi hanno invitato, sembrava all'inizio, alla registrazione di una puntata, invece siamo andati li in Via Mecenate e non c'era un pubblico, ma alcune blogger erano state invitate per cucinare per la giuria e a sorpresa ci e' capitato di dover cucinare, e sottolineo "dover" un petto d'anatra! La sorpresa piu' grande e' stata trovarmi davanti a Carlo Cracco, Joe Bastianich e Bruno Barbieri, che dopo aver assaggiato il nostro petto d'anatra hanno simulato il verdetto che riservano ai concorrenti di Masterchef! Io non avevo mai cucinato un petto d'anatra in vita mia e mi hanno stroncato alla grande, con sputi finali e tanto di piatto scaraventato per terra, ah ah! Che divertimento! Vabbe' sorvoliamo va! (cliccare sulla foto per ingrandirla) Quindi per questo grande giorno avrei voluto imparare a cucinare un petto d'anatra come si deve, con i preziosi consigli di Cracco, ma ahimè, non ho avuto tempo, quindi pubblico questi gnocchi dalle patate viola che ho scoperto sul blog di Chiara , che ho avuto modo di conoscere quel bellissimo pomeriggio di giugno! Appena li ho visti sul suo blog dovevo subito rifarli! Ho girato in lungo e in largo ma alla fine le ho trovate le patate viola, che ve ne pare? La ricetta e' la classica per gli gnocchi (dose per 6 persone): 1 kg di patate 300 gr di farina (meta' grano duro e meta' 00) un uovo sale noce moscata - work in progress - (cliccare sulla foto per ingrandirla) Poi meta' li ho conditi burro e salvia, e come vedrete nella prima foto, il colore intenso degli gnocchi rimane inalterato, invece l'altra meta' l'ho condita con pesto e code di gambero, erano buonissimi, ma se li preparerete per una cena a sorpresa per amici il colore violetto della patata viene coperto parecchio! Questa e' l'acqua di cottura degli gnocchi, che colore eh?

Fonte: unastellatraifornelli.blogspot.it

La prima e unica volta che mi è stato chiesto di cucinare per insegnare una ricetta è stato tanti anni fa. La "lezione di cucina" doveva avvenire durante la preparazione di una cena a casa di cari amici e in presenza di loro amici, a cui i primi avevano decantato ai secondi le lodi della mia catalana di crostacei (la ricetta che avrei dovuto insegnare). Sono un'entusiasta incosciente e come tale ho accettato volentieri, anche solo per trascorrere una serata diversa. Ho cominciato a preparare gli ingredienti della catalana, senza spiegare cosa stessi facendo. Gli amici mi stavano guardando, mi sembrava che non ci fosse bisogno di spiegare e che i miei gesti parlassero da soli. Poi la moglie di uno di questi mi dice: "...ma...perdonami non ci racconti nulla?". Il marito la guarda e le risponde: "non dice nulla perché non ha bisogno di farlo. Non vedi che va a sentimento?" Ecco, questo è il terzo giudice della 42esima sfida dell' MTChallenge ! Siete contenti? Cosa mai vi potrò insegnare io che devo solo imparare da voi? Come potrò fare a trasmettervi la naturalezza, la gestualità e il sentimento con i quali si prepara questa fantastica ricetta? Sto parlando di sua Maestà La Lasagna , pietra miliare della cucina della mia terra, che rispecchia in tutto e per tutto e che si riconosce in tutti i suoi ingredienti principali: la sfoglia, il parmigiano e il ragù di carne. E' un piatto amato da chiunque. Sfido chi riesce a trovare una persona a cui non piacciono! “[...]mi piace la lasagna… e poi mi piaci tu!” tratto da Cuba Libre - Zucchero Fornaciari Due cenni storici. Tra gli strati di pasta della lasagna scorre una storia molto antica, che passa dall'antica Grecia dove c'era una “lasana” (tripode da cucina) e dall'antica Roma, dove veniva cucinato un piatto molto simile a quello odierno e la cui descrizione si trova nel trattato De re coquinaria (L’arte culinaria) di Apicio , gastronomo romano. Secondo l’usanza romana la pasta veniva tagliata a strisce molto larghe, cotta in pentola o su piastre e condita con legumi e formaggio. La lasagna rimase in uso in questo modo per molti secoli, fino a quando l’editore Francesco Zambrini, nel 1863 a Bologna, riportò la ricetta ne Il libro della cucina del sec. XIV, lanciando l’uso delle lasagne a strati condita con il solo formaggio. Non si sa quando questa versione primitiva è arrivata a trasformarsi nella Lasagna alla bolognese. Ma con il passare del tempo, soprattutto a partire di primi del '900, questo piatto fu proposto sempre più frequentemente dai ristoratori bolognesi, fino a quando Paolo Monelli, giornalista e scrittore emiliano, nel 1935 la consacrò nel suo libro Il Ghiottone errante . Le lasagne si sono insediate come ricetta cardine a Bologna, tanto che ogni famiglia del capoluogo emiliano e non solo, ma di tutta l'Emilia Romagna, ne possiede una propria versione. Possono essere gialle oppure verdi, ma condite rigorosamente con il ragù alla bolognese, di cui ugualmente esistono numerose interpretazioni. La Ricetta delle lasagne verdi alla bolognese è stata solennemente decretata dall' Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Bologna San Luca, dopo un scrupoloso esame di tutte le ricette trovate nei testi di cucina e nei ricettari appartenenti alla tradizione delle famiglie bolognesi, con una cerimonia che si è svolta il 28 Maggio 2003. La ricetta è stata poi depositata il 4 luglio 2003 presso la Camera di Commercio di Bologna al Palazzo della Mercanzia. La mia ricetta delle Lasagne verdi al forno. La lasagna è stata negli anni della mia giovinezza il piatto della domenica e di tutte le feste importanti. Per questo motivo quando l'ho scelta come ricetta n. 42 dell'MTC è stato subito chiaro nella mia mente che l'avrei voluta preparare con la mia mamma. Quindi ho inforcato la mia bicicletta, sono andata in stazione, l'ho caricata sul treno e sono andata a Imola. Ho fatto la spesa nei miei negozi storici, quelli in cui sono andata per la maggior parte della mia vita, prima di trasferirmi a Bologna. Ho scelto accuratamente tutti gli ingredienti (sono per una lasagna per 8 persone): per il ragù le parti di maiale, pancetta e lonza, sono di mora romagnola, mentre il macinato di manzo e di vitello sono di mucca di razza romagnola. Il parmigiano è un 24 mesi; il latte, il burro e le uova sono di contadino. Per la sfoglia ho comprato una semola di grano duro Senatore Cappelli e una farina 0 di grano tenero. Mamma mi stava aspettando, pronta per affiancarmi in questa avventura e insegnarmi i suoi trucchi per preparare la lasagna più morbida, vellutata, saporita e succosa che si possa immaginare. Il ragù. Il procedimento. Tritare con la mezzaluna molto finemente la cipolla, il sedano e la carota. Mettere a soffriggere, senza rosolare, in una pentola di coccio la pancetta macinata con quattro cucchiai di olio extravergine d'oliva. Aggiungere gli odori tritati e continuare a soffriggere dolcemente fino a quando le verdure non sono appassite. Unire la carne macinata e mescolare bene con un mestolo facendola rosolare finché non “sfrigola”. Bagnare con il vino fino e mescolare fino a che non è completamente evaporato. Unire la passata e il concentrato, le foglie del basilico, la noce moscata e un pizzico di zucchero per smorzare l'acidità del pomodoro. Salare, portare a bollore e coprire con un coperchio di pirex. Fare cuocere a fuoco lento per due ore. Deve rimanere "lento", sugoso, non deve essere un ragù "concentrato" Il mio ragù rispetto al classico ragù alla bolognese preparato con il solo macinato di manzo e la pancetta, ha in più la lonza di maiale e il vitello che a mio gusto personale lo rendono più saporito. Il ragù alla bolognese ha il latte e la panna, utilizzati per togliere l'acidità del pomodoro. A mio avviso appesantiscono molto il ragù e quindi utilizzo il classico pizzico di zucchero per togliere l'acido. La sfoglia verde. Ingredienti: gr. 300 di farina 0 di grano tenero + un po' gr. 40 di spinaci 3 uova Mettere sul tagliere la farina a fontana con al centro le uova e gli spinaci precedentemente lavati, cotti al vapore e strizzati bene della loro acqua. Siccome le farine non assorbono mai allo stesso modo i liquidi e in questo caso ci sono anche gli spinaci, tre etti ci vogliono ma ne tengo ancora a portata di mano per aggiungerla all'occorrenza mentre impasto. Lavorare molto bene ed energicamente l'impasto fino ad amalgamare completamente gli spinaci e fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina. Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora. Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello. Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello. Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella. La besciamella. Il procedimento. Mettere a bollire il latte tenendone da parte un bicchiere. Nel frattempo sciogliere il burro a fuoco lento, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere il burro dal fuoco e incorporare a poco a poco la farina mescolando con energia per evitare che si formino grumi. Aggiungere il latte bollente un poco per volta. Rimettere la salsa sul fuoco e continuare a rimescolare fino al bollore. Aggiungere alla fine una copiosa grattugiata di noce moscata. Non metto sale nella besciamella perché verrà insaporita dal parmigiano durante la composizione della lasagna. La composizione della lasagna. Mettere a bollire abbondante acqua salata. Preparare una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta. Tagliare la sfoglia in grandi rettangoli. Buttarne un paio per volta nell'acqua bollente e quando riprende il bollore, scolarli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddarli nell'acqua gelida e metterli a scolare bene stesi nello scolapasta. Continuare in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli. In una teglia da forno versare un mestolo di ragù e uno di besciamella e stenderli bene fino a coprire il fondo. Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di ragù, uno di besciamella e una buona manciata di parmigiano grattugiato al momento (in tutto circa un etto e mezzo), fino a riempire lo stampo. Cuocerle in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti. Spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto prima di servirle. I miei consigli. La lasagna è un primo piatto che per la sua completezza diventa un piatto unico ed è quel tipico piatto che non ha mezze misure: che sia fatto di carne, pesce o verdure, deve essere succulento. . Per succulento intendo gustoso, ricco, ma con estrema attenzione all'equilibrio fra gli ingredienti e l'armonia dei sapori. Non deve esserci un elemento che sovrasta l'altro. La lasagna è una sinfonia non una musica da camera o un assolo. Come direbbe il mio conterraneo chef pluri stellato Bruno Barbieri: non deve diventare un mappazzone! :)) Occorre quindi tenere sempre molto umidi gli ingredienti che condiscono la lasagna, non si devono seccare durante la cottura in forno. Suggerisco di utilizzare sempre prodotti freschi e di prima qualità, prediligendo la stagionalità e quindi il km 0. Per quanto riguarda carne e pesce consiglio prodotti provenienti da allevamenti non intensivi. Mi fermo un attimo e ripenso a questi ultimi tre giorni. Stavo rientrando a casa dopo una giornata infinita di lavoro, ero in auto con il mio compagno che accendo l'ipad per vedere se fosse arrivata una mail che stavo aspettando, quando vedo scorrere velocemente le notifiche di facebook che dicevano: Congratulazioni!! Grande, hai vinto!!! e ho pensato, boh..cos'ho vinto? ma ce l'hanno com me? Poi vedo una notifica di Patty, Andante con gusto, che mi urla in maiuscolo SABRYYYY SVEGLIAAA, DOVE SEI???? HAI VINTO L'MTC!!!!!! E io ad alta voce, improvvisamente senza salivazione, completamente agitata e sotto shoc tanto da far preoccupare il mio compagno: Oddio ma cosa stanno dicendo?? ma parlano con me! cos'ho vinto??? ohmmioddiommioddio! Un'emozione fortissima. Giuro che è proprio così, non me l'aspettavo ed è stata una cosa meravigliosa. Sono ancora scombussolata perché poi tutto da quel momento è cambiato. La mia agenda è stata completamente sconvolta e la mia attenzione è andata alla ricetta da preparare. Sono tre giorni che mi destreggio tra caminetti, lasagne e post da scrivere. Ringrazio di cuore Acquaviva scorre per avermi onorata e gratificata con questa vincita. So che non sarò mai alla tua altezza cara, ma spero di non deluderti. Ieri per me, il giorno della preparazione della ricetta, è stato un giorno perfetto. Tutte le cose sono andate come avevo desiderato. Ma ciò che più mi ha riempito il cuore è stata la complicità e la sintonia che ho avuto con la mia mamma nel condividere con lei questo momento. Lei che è un po' generale di ferro come la cara Acquaviva (smack!), è stata dolce e delicata e ho letto nei suoi occhi la felicità e l'orgoglio di partecipare all'Mtc, anche se non so se abbia capito fino in fondo di cosa si tratta veramente. Si è davvero divertita ad aiutarmi a preparare il "set fotografico". Ad un certo punto era sparita nella sua camera a stirare alla perfezione il tovagliolo! Prima di tornare a casa le chiesto di fare una foto insieme per immortalare quella bellissima giornata. Le ho promesso che non l'avrei pubblicata nell'internet, come lo chiama lei, magari un'altra volta, con i capelli freschi da parrucchiera :)) Grazie ancora a tutti per i complimenti e per la fiducia. Grazie Ale, spero di non farti impazzire! E adesso scatenatevi!! Voglio vederne di tutti i colori! Buona Lasagna a tutti!

Fonte: lesmadeleinesdiproust.blogspot.it

Dopo una pessima giornata, sono tre le cose che più mi rilassano e rasserenano: la lettura di un buon libro, una corsetta fuori all'aria aperta e spadellare. Dopo una giornata che dire snervante è dire poco, ho così deciso di buttarmi sulla cucina: tanto c'è sempre qualcuno a godere del prodotto della mia tensione nervosa accumulata! Quello che propongo a voi oggi è il menù di questa mia serata dopo una giornata NO, per un téte-à-téte assolutamente distensivo: polpettine VEG di melanzana profumate alla menta e spaghetti in crema piccante di broccoletti, il tutto servito con una deliziosa mousse di burrata. Ma cominciamo con le sfiziosità: polpettine di verdure, ideali per un buffet, un aperitivo o come antipasto. Le polpette VEG sono un'ottima alternativa alle più classiche, a base di carne e si prestano alle più disparate e originali varianti (ricordiamo che lo Chef Barbieri ha ampiamente trattato l'argomento in un libro dedicato). Questa volta la mia proposta vede delle polpettine di melanzana, legate con uovo, parmigiano e pangrattato, profumate con qualche fogliolina di menta. Le ho farcite con il "guscio contenitore" della burrata, accompagnandole con una mousse ottenuta passando al mixer il cuore della burrata con del latte e un filo d'olio EVO. Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti! La Lista degli Ingredienti Per le polpettine veg 300gr di melanzane 60gr di pangrattato 60gr di parmigiano reggiano 1 burrata (della quale preleverete la parte esterna, per la facitura) 1 cucchiaio di tahina 1 uovo di media grandezza (bio) 1 spicchio d'aglio peperoncino, a piacere menta, 5/6 foglioline olio EVO, q.b. sale, q.b. Per la mousse 1 burrata (il contenuto) latte intero, qualche cucchiaio olio EVO, q.b. sale, q.b. pepe, q.b. Per la guarnizione menta, qualche fogliolina Come procedere Lavate e spellate le vostre melanzane, tagliatele a dadini e fatele dorare in una padella dove avrete precedentemente fatto soffriggere un poco d'olio EVO, uno spicchio d'aglio in camicia e del peperoncino. Una volta che saranno cotte, passatele al mixer, aggiugendo le foglioline di menta e un cucchiaio di tahina. Trasferite il composto ottenuto finora in una ciotola pittosto capiente, dove andrete ad incorporare i restanti ingredienti: il pangrattato, il parmigiano, l'uovo. Aggiustate di sale e pepe e mescolate bene il tutto fino a che gli ingredienti siano perfettamente amalgamati. Avendo ottenuto un composto morbido ma lavorabile, potrete partire con la preparazione delle polpettine, delle dimensioni di una noce, e farcirle con la burrata ridotta a tocchetti (la parte esterna). Preriscaldate il forno ventilato a 200° e cuocete le polpettine per 20' circa, in una pirofila unta con un filo d'olio. Poco prima di aver ultimato la cottura, passate alla funzione grill. Sfruttate il tempo di cottura delle polpette per preparare la mousse di burrata. Passate al mixer il cuore della burrata con qualche cucchiaio di latte intero e un filo d'olio, aggiungete un pizzico di sale e pepe. Et voilà, avrete ottenuto un'ottima salsa d'accompagnamento per le vostre polpettine VEG. I miei Suggerimenti Impiattate singolarmente le polpettine creando una base con la mousse di burrata e decorando con qualche fogliolina di menta. E' difficile stabilire con certezza quali siano le giuste proporzioni per ottenere un composto adatto a realizzare le vostre polpette. Se ritenete che sia troppo morbido e poco lavorabile, aggiungete del pangrattato fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Fonte: angolodelleghiottonerie.blogspot.it

Oggi con la rubrica di Quanti modi di fare e rifare ci troviamo in Emilia Romagna, nella mia regione a cucinare un classico dei classici: il ragù alla bolognese! La ricetta è depositata presso la Camera di Commercio di Bologna, per merito della delegazione regionale dell'Accademia Italiana della Cucina. Vi sono anche versioni attualizzate, giusto per riuscire a dare delle leggere varianti, come ad esempio la scelta dei tagli di carne, prima si richiedeva la "cartella", parte muscolare del diaframma, ora sono ammesse anche pancia, fesone di spalla e fusello, tutti debitamente macinati. Si consente anche di sostituire la salsa di pomodoro o il concentrato con pelati o passata di pomodoro, una cosa però rimane definita: la cottura, che deve essere lenta e molto lunga! Prova di maccheroni al pettine Per quanto riguarda i maccheroni, sono rimasta un po' restia al loro utilizzo, non li considero una pasta emiliana, con il ragù ci metterei le classiche tagliatelle. Mi sono poi ricordata dei maccheroni al pettine, tipici delle Valli Mirandolesi in provincia di Modena, ma poi ho provato a preparare quelli tipici di Mirandola, ma ho fatto qualche errore nella preparazione e non li ho essiccati a dovere, questo ha comportato che durante la cottura si sono appiattiti, formando il classico "mappazzone" come dice il buon Barbieri! Quindi ho optato per una pasta di semola di grano duro trafilata al bronzo. Ecco qui la mia interpretazione. Ingredienti per 4 persone 300 g di carne di manzo macinata due volte 50 g di pancetta dolce tagliata a cubetti piccoli 150 ml di vino rosso corposo 200 g di passata di pomodoro 50 ml di latte 4 cucchiai di olio evo 1 costa di sedano 1 carota 1 cipolla piccola 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro brodo di carne sale e pepe 360 g di Maccheroni di semola di grano duro In una casseruola scaldare l'olio con la pancetta, unire le verdure tritate a cubetti regolari e piccoli. Aggiungere la carne, mescolare e farla rosolare con cura, pepare e sfumare con il vino. Dopo aver evaporato l'alcol a fuoco alto, inserire la passata e il concentrato, aggiustare di sale e proseguire la cottura a fuoco basso aggiungendo di tanto in tanto il brodo in modo che non si asciughi troppo. Il sugo deve sobbollire per almeno 2 ore, sempre a fuoco basso...il classico "pippiare" termine che rende bene l'idea del rumore che fa il ragù durante la cottura. Al termine si aggiunge il latte, utile a correggere l'acidità del pomodoro. Cuocere al dente la pasta desiderata, in questo caso i maccheroni di semola, seguendo i tempi indicati sulla confezione, scolare e condire con il ragù. Consiglio una spolverata abbondante di Parmigiano Reggiano grattugiato, giusto per non farsi mancare niente! Con questa ricetta partecipo a Quanti modi di fare e rifare

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Un piatto semplice, di recupero, quello che ci vuole in questi giorni che risultano essere un'ottima cura per chi come me, spesso fa spesa senza averne bisogno. Certo, il piacere di cercare un ingrediente specifico per quella particolare ricetta che vorresti provare, tornerà e sarà bello accondiscendergli. Ma ora sarebbe bene concentrarsi su quello che già abbiamo in casa evitando di uscire inutilmente. Pane vecchio se ne accumula di frequente, un po' di Parmigiano fa parte del kit di sopravvivenza di un buon emiliano. A casa siamo divisi in due fazioni: chi li detesta e chi ci farebbe il bagno. Oggi siamo a tavola noi della seconda fascia. Il brodo è già pronto. Due fettine di tartufo (quello estivo, accessibile, uno di quelle cose comprate e messe lì e che ora ci sta bene perché siamo in quarantena, motivo in più per trattarci bene) e il clima è già più disteso. La ricetta dei passatelli è dello chef Barbieri ma ogni casa emiliana ne ha una sua, con differenti proporzioni fra pane e Parmigiano. Toccherà provarle tutte! Ora ne abbiamo il tempo. PASSATELLI IN BRODO CON TARTUFO per 4 persone: per i passatelli: 2 uova 1 tuorlo 1 cucchiaino di farina la scorza grattugiata di mezzo limone sale e pepe 75 g di pane vecchio grattugiato 200 g di Parmigiano reggiano grattugiato 1 l di brodo di carne 1 tartufo nero estivo Unire tutti gli ingredienti per i passatelli in una ciotola ed impastarli con le mani umide. Portare il brodo a bollore. Con l'aiuto di uno schiacciapatate con i fori larghi, formare i passatelli direttamente sulla pentola, nella lunghezza desiderata. Cuociono in pochi secondi. Impiattare nelle fondine e completare con qualche fettina di tartufo.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

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