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Il piatto romano che amo di più. Due ingredienti per un piatto ME-RA-VI-GLIO-SO. Velocissimo da fare, saporito e che fa colpo. Bisogna avere un buon "cacio" per farli, altrimenti il formaggio a contatto con la pasta calda, diventerà un mappazzone unico (passatemi il termine, Barbieri docet e io sono un'orfana di Masterchef). Altra cosa, potete farla anche con gli spaghetti ma secondo me, con la pasta fresca siamo su un altro livello. Ingredienti: 400 gr. di tonnarelli freschi 200 gr. di pecorino romano non troppo fresco pepe macinato a piacere In una terrina bella capiente mettete il pecorino grattuggiato e il pepe; quando l'acqua bolle buttate la pasta e, quando mancano due minuti alla fine della cottura della pasta, aggiungete un po' alla volta dell'acqua di cottura al pecorino, fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Scolate la pasta e versatela subito nel sugo, mescolate e servite velocissimi. Si formerà una crema che avvolgerà la pasta. Buonissima. Servite caldissima e con delle scaglie di pecorino. Buon appetito!

Fonte: cucinaconvaleria.blogspot.it

Ci sono delle sere in cui mi sento particolarmente illuminata. Particolarmente ispirata. Esco dall'ufficio e sulla strada di casa ammiro la meraviglia del creato. Cosa vedo, vedo... Vedo il sole al tramonto. Lo stesso sole che ha riscaldato, illuminato e nutrito i primi timidi germogli primaverili durante il giorno. E che adesso li colora in mille modi diversi. Il gioco che fa con le nuvole... le accende di tonalità inaspettate. Vedo gli uccellini. Che vagano ininterrottamente alla ricerca di granaglie. E che disegnano il cielo con figure meravigliose, grazie ai loro voli. Vedo i campi. Che sono sconfinati, distese immense di verde, giallo, oro. Perché il colore dei campi dipende da quale semente ospitano. E i paesaggi meravigliosi che dipingono, delineando l'orizzonte. Vedo gli alberi. Che hanno resistito al gelido inverno. Alla neve, al vento sferzante. E che orgogliosi si mostrano in tutta la loro possanza, braccia al cielo. Aspettando che la linfa ricominci a circolare, che le foglie tornino a popolarli, che i fiori e i frutti che produrranno attirino gli animali, che tra le loro braccia troveranno rifugio. Vedo i camionisti che fanno pipì a bordo strada. In questo idillio, lo spirito cuciniero si impossessa di me. E arrivata a casa comincia il mio Masterchef. La mistery box è il frigorifero: 30 minuti per preparare qualcosa con quello vi giace da più tempo e che sarebbe anche ora se lo facessi fuori. Cracco è la mia mente: "e allora cooooooooooorriiiiiiiiiiiiiii" "veloceeeee, veloceeee" "non devi stare piegata, devi stare drittaaaaaaaa" "sangue freeeeeeddoooooooo, Gretaaaaaa" Barbieri le mie previsioni: "ma questa roba qua è un mappazzone" Davide Bastianich mi osserva dal divano, pronto a giudicare. All'occorrenza, a muorire. Nella puntata di ieri.. L'ingrediente della mistery box, era la rucola. Davide Bastianich aveva cominciato ad osservarmi. Cracco, mi urlava "cooooorriiiiiiiiii vai in dispensaaaaaaaaaaa" "muooooovitiiiiiiiiii, scegli gli ingredientiiiiiiiiiiiii" Barbieri mi intimava "non fare un mappazzone però" Basta, ho deciso. Saranno dei cannoli di brisè, ripieni di mousse di tonno e rucola. Rapido ed indolore. Pronti via. Per i cannoli di brisè - 20 minuti + preparazione 100 g farina 50 g burro 50 g acqua Accendete il forno a 180°C. Impastate gli ingredienti fino ad ottenere una pasta bella omogenea. Mentre il forno si riscalda, ricoprite la pasta con della pellicola e mettetela in freezer (+ rapido del frigorifero). A forno caldo, togliete la pasta, stendetela a 2-3 mm di spessore e formate dei cannoli. Infornate. Mousse di tonno e rucola - 5 minuti 1 scatoletta di tonno sott'olio 20 g burro una manciata di ceci, per ridurre il quantitativo di burro necessario sale, pepe q.b. rucola tagliata (non troppo fine) Frullate il tonno i ceci e il burro fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso. Aggiustate di sale e pepe ed aggiungetevi la rucola tagliata. Quando i cannoli sono pronti, estraeteli dal forno e lasciateli raffreddare 5 minuti. Prendete un sac à poche, farcite e servite. "Mi stai diludendo. Il problema di sto piatto è che mi ha bloccato la gòla come un pallina di catrame. E devo andare all'ospedale. Adesso. Se no, muoro"

Fonte: lericettedifleetstreet.blogspot.it

Ehehhehh! non avete voglia di accendere il forno? avete acquistato delle magnifiche patate novelle e volete accompagnarle a una semplice bistecca? Vi manca il tempo per una cottura lenta nel forno? Fate come me, tagliatele a tocchi, asciugatele bene e fatele arrostire in padella, con poco olio e aromi, sembreranno cotte nel forno. Pochi grassi e tanto sapore, circa 30' in tutto per preparazione e cottura. Oggi parlo poco anche perchè questa ricetta è registrata, sono attualmente a Londra, vi racconterò al mio ritorno della cena di ieri sera al ristorante dello chef Bruno Barbieri, il Cotidie. Spero ci abbiano trattato bene. Sono fiduciosa. Le patate non sono mai abbastanza, calcolatene 200 g a persona. I peperoncini freschi li conservo sott'olio così mi durano nel frigorifero per mesi e li utilizzo interi. -ricetta- patate a pasta gialla, compatte 1 peperoncino piccante 1 spicchio di aglio prezzemolo sale aromatico olio evo Scaldo un velo d'olio in una padella, ne uso una rivestita in ceramica, grande invenzione. Metto il peperoncino e l'aglio schiacciato e li faccio insaporire senza che brucino, poi butto le patate che ho pelato, lavato e asciugato e tagliato a tocchi. Le faccio dorare e rivestire di condimento, poi scuoto ogni tanto la padella portandole a cottura. Solo alla fine elimino l'aglio e aggiungo il sale. Le trasferisco, scolandole dal velo d'olio residuo, in una terrina e le spolvero con un po' di prezzemolo tritato.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Alberto, uno dei colleghi associati del consorte, nonché padre del nostro capitano in seconda all'isola (che non è quella dei Famosi), ci aveva riportato dalla Sicilia un pacco di questa meravigliosa pasta che avevamo imparato a conoscere durante la nostra vacanza in provincia di Trapani. Le 'busiate', una specie di fusilli arrotolati su un ferro, immagino. La versione integrale che ci ha riportato meritava un sugo degno della qualità della pasta. Pertanto ho preparato un saporito sugo con pomodori datterini gialli, quelli che pubblicizza chef Barbieri, per intenderci, e pomodori secchi da me messi in conserva sott'olio. Gustosissima pasta... da fare il bis se solo ne fosse avanzata almeno una forchettata! Dosi per 4 -ricetta- 500 g busiate integrali artigianali 1 vasetto, credo sui 300 g, di pomodori datterini gialli 10 pomodori secchi sott'olio 1 scalogno olio evo sale, pepe Se ben ricordo le busiate necessitavano di circa 16' di cottura, pertanto mentre si scaldava l'acqua salata per lessarle e cuocerle, ho fatto il sugo. Ho scolato i pomodori secchi da me prodotti, ovviamente, e li ho tritati. Ho tritato anche lo scalogno e l'ho fatto appassire nella padella assieme a un generoso giro d'olio, poi ho aggiunto i datterini gialli senza scolarli, ho fatto rosolare e cuocere per almeno 10'. Quindi ho scolato la pasta e l'ho versata direttamente nella padella del sugo, facendola saltare perché assorbisse il sugo al meglio. L'ho quindi porzionata nei piatti e servita.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Ingredienti per 4 persone : • 500 gr. di baccalà ammollato • 4 rametti di pomodorini a ciliegia • 100 gr. di insalatina • 150 ml. di birra chiara fredda • 100 gr. di farina • 1 albume d’uovo • 1 ciuffo di prezzemolo • 1 stelo di erba cipollina • sale fino q.b. • olio extra vergine di oliva Dante Procedimento : pulire il baccalà da eventuali spine, lavarlo con cura, asciugarlo con carta cucina, poi tagliarlo in piccoli pezzi. Prepariamo quindi la pastella : versate in una terrina la farina con sale fino q.b., unite a filo a filo la birra molto fredda, e continuate ad impastare con una forchetta sino a quando avrete ottenuto un impasto liscio ed omogeneo. A questo punto aggiungete al composto un trito finissimo di prezzemolo ed erba cipollina. Montare l’albume a neve ben ferma ed incorporarlo, mescolando dall’alto al basso al composto di farina e birra. Asciugare nuovamente i cubetti di baccalà con carta cucina , immergerli nella pastella e friggerli in olio extra vergine di oliva caldo. Quando saranno ben dorati farli sgocciolare su carta assorbente. Con lo stesso olio che abbiamo usato per friggere il pesce, a fuoco spento ( ma con l’olio ancora caldo ) immergere per qualche minuto i rametti di pomodorini, poi farli sgocciolare su carta assorbente e spruzzarli con un pizzico di sale. Presentazione : porre sul piatto alcune foglie di insalatina fresca, sopra i cubetti di baccalà in pastella e un rametto di pomodorini fritti. Abbinamento consigliato : birra chiara Può apparire sorprendente questo abbinamento , ma a mio avviso è perfetto , anche nel contesto di una cena d’estate in terrazza. Quanto piace la birra agli italiani e come gli piace berla d’estate con quello che hanno nel frigo? Per scoprirlo AssoBirra lancia l’iniziativa “Cosa c'è nel tuo frigo? Una birra e...” , che si sviluppa principalmente sul web. La campagna ha preso le mosse da un progetto fotografico “Famiglia che vai, frigo che trovi" realizzato da Ambra Zeni, che ha bussato alla porta di 200 famiglie per raccontare, attraverso le immagini del loro frigorifero, le abitudini alimentari dei principali nuclei familiari italiani. Ispirandosi a queste foto, Bruno Barbieri (chef stellato e giudice di Masterchef) e Sandra Salerno (foodblogger “ Un tocco di zenzero ” e chef a domicilio) hanno interpretato gli ingredienti presenti nei frigoriferi degli intervistati, ideando 12 ricette da abbinare con la birra giusta. Ma c’è di più. Attraverso la pagina Facebook “Cosa c'è nel tuo frigo? Una birra e...”, chiunque può condividere una fotografia del proprio frigo di casa e di quello che c’è dentro. A fine campagna, Bruno Barbieri e Sandra Salerno sceglieranno una foto, per ciascuno, più bella e contatteranno personalmente chi l’ha scattata, dandogli tanti consigli e svelandogli qualche trucco del mestiere, per una cena estiva sfiziosa con la birra.

Fonte: danieladiocleziano.blogspot.it

In questi ultimi mesi io e Cri ci siamo incontrate spesso i giovedì sera...oserei dire quasi tutti i giovedì. E perché? Semplice...c’era la seconda edizione di MasterChef! Ora: io sono molto contenta che abbia vinto l’avvocato (e anche Uccia- ovvero Cri-, come la chiamo simpaticamente solo io). La trovavo creativa e piacevolmente simpatica, pronta a non farsi sottomettere e con un bel caratterino. Gli altri due finalisti...mah. Andrea troppo insicuro e Maurizio arrogante e fastidioso. Ma passiamo alla ricetta di oggi. Quante volte avete sentito intitolare i piatti dagli stessi concorrenti con il termine “sbagliato”? Insieme alla definizione “mappazzone” dello chef Barbieri sono le connotazioni che più mi sono rimaste impresse di questa edizione. Bene, oggi li ho voluti rappresentare entrambi. Questo non è certo un curry e l’aspetto... avrebbe sicuramente vinto la demarcazione preferita dello chef emiliano. Pensiero/domanda: ora che la seconda edizione si è conclusa io e Cri dobbiamo inventarci un’altra scusa per la ripetuta visita settimanale. Qualcuno/a di voi ha idee da suggerirci? V. Per il “curry” 1 cipolla bionda 2 zucchine medie 2 carote 2/3 patate 1 pomodoro ramato 200 gr. di ceci lessati 1 peperoncino piccante 150 ml di latte di cocco 1 cucchiaio abbondante di curry in polvere olio di semi di sesamo Per le polpettine di carote 300 gr di carote grattuggiate 80 gr di ricotta salata 1 uovo 50 gr di farina di mais semi di sesamo e di papavero In una pentola di coccio (io ho usato una tajine) stufare la cipolla con il peperoncino, l’olio e poca acqua. Appena sarà leggermente imbiondita aggiungere le patate e lasciar cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti. Aggiungere le carote tagliate a rondelle spesse e le zucchine. Lasciar cuocere altri 5 minuti e aggiungere il pomodoro a filetti a cui avreter tolto la buccia e i semi, i ceci, il latte di cocco e la polvere di curry. Aggiustare di sale e lasciar cuocere a fuoco molto basso per circa 45 minuti. Nel frattempo preparate le polpette. Strizzate bene le carote e impastatele con l’uovo, la farina, un pizzico di sale e la ricotta grattugiata. Formare con le mani delle polpettine e passarne la metà nei semi di sesamo e l’atra metà nei semi di sesamo e papavero mischiati assieme. Distribuirle in una teglia appena unta con un pochino di olio di sesamo e infornare a 200° per circa 20 minuti o fino a doratura. Servire le polpettine sul curry di verdure ancora caldo. Con questa ricetta spero di partecipare al contest di Il blog di Max

Fonte: beufalamode.blogspot.it

Amo molto leggere libri e riviste di cucina, sfogliare, mettere da parte, raccogliere idee e progettare nuovi piatti, magari anche osando un pochettino. Esercizi per imparare perché, come per quasi tutte le cose, di là del talento naturale (non è il mio caso), credo si possano raggiungere livelli decorosi in un certo campo solo applicandosi. E quindi a cucinare si impara...cucinando. Anzi, credo sia una di quelle attività che ti rende migliore perché ti lima, ti affina. Ti riesce bene un piatto? Già ti vedi Barbieri che ti chiede una collaborazione? Poi, come per magia, il sugo è salato, la pasta spessa, il ripieno crudo mentre l'esterno è bruciacchiato e via dicendo. Insomma, uno di quei bei bagni di umiltà che ci sanno rimettere al nostro posto e ricominciare daccapo. Quindi, oggi, niente di speciale solo un piatto molto molto casalingo, rassicurante, reso unico dai profumi: un' acquavite alla mela, un delicato e speziato pepe Melegueta. SPEZZATINO DI CONIGLIO PROFUMATO 1 coniglio già in pezzi e pulito dal midollo olio evo 1/2 cipolla 1/2 gambo di sedano 3 carote 1 mignon di acquavite alla mela 1 dado Cuore di brodo delicato Knorr sale pepe I grani del Paradiso Cannamela (pepe Melegueta) Soffriggere nell'olio la cipolla a fettine, il sedano a dadini, le carote a fettine oblique.Adagiare nella casseruola i pezzi di coniglio e insaporirli con sale e pepe I grani del paradiso Cannamela. Rosolare da entrambi i lati e sfumare con l'acquavite. Aggiungere il Cuore di brodo delicato, un mestolo di acqua , coprire e cuocere per almeno 1 ora. Eventualmente aggiungere acqua se il sugo dovesse restringersi troppo in cottura Servire con polenta fumante (che questa sera non ho fatto ma se ne sentiva la mancanza!).

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Un pranzo da chef! Chi é lo chef? Ma Bruno Barbieri...of course! Io ho replicato...ed ho provato a gustare un piatto di questo grande emiliano, uno chef di tutto rispetto, insomma, uno 'stellato'! Oggi per pranzo ho preparato questo primo piatto: buonissimo! Guardando Masterchef io e mio figlio un giorno ci siamo imbattuti in una ricetta appunto di Barbieri. Mi ha incuriosita molto, i colori erano bellissimi, i sapori me l'immaginavo, l'impiattamento ha divertito molto mio figlio! E così l'altro ieri ho trovato le patate rosse...e il fruttivendolo mi chiede: gnocchi, signora? Siiiiiiiii!!!! Non é un piatto complesso, e il risultato é stato ottimo. Ovviamente nessun giudice l'ha assaggiato, nessun parametro con il piatto originale, solo il mio palato. Mi fido di me!!! Gnocchi di patate in guazzetto di fasolari su fondente di pomodori (Nella ricetta originale usa i tartufi di mare) Per 4 persone Gnocchi 500 gr patate rosse (peso da crude) 125 gr farina 0 70 gr burro 70 gr Parmigiano grattugiato 1 tuorlo Sale q.b. Noce moscata q.b. Guazzetto 20 fasolari (frutti di mare) 6 pomodori ciliegino (nella ricetta originale usa i datterini) Olio Evo 1 spicchio d'aglio 1 ciuffo di prezzemolo 1 ciuffo di basilico Fondente di pomodori 1/2 cipolla bianca 250 gr pomodori ciliegino Olio Evo 1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato Ho preparato prima di tutto gli gnocchi. Ho cotto le patate avvolgendole nell'alluminio, dopo averle lavate, e le ho cotte in forno caldo a 180 gradi per 60 minuti. Dopo cotte le ho spellate e le ho passate con il passa patate mettendole in una ciotola capiente. Ho aggiunto la farina, il burro, il parmigiano, il sale, la noce moscata e il tuorlo ed ho amalgamato bene il tutto. Ho trasferito l'impasto sulla spianatoia infarinata ed l'ho diviso in tante piccole parti: da ogni piccola parte (grande quanto una noce circa) ho realizzato degli gnocchi allungati, con la testa grande e la parte inferiore leggermente appuntita. Li ho messi su un vassoio infarinato che ho messo poi in congelatore. Successivamente ho realizzato il guazzetto e il fondente di pomodori. Per il fondente ho affettato mezza cipolla bianca e l'ho messa in una padella con l'olio Evo, ho acceso e subito dopo ho versato i pomodorini tagliati a metà. Ho aggiunto un mestolo d'acqua calda ed ho fatto cuocere per 5/7 minuti. Spento il fuoco ho salato, ho versato i pomodori in un mixer, ho aggiunto il cucchiaio di parmigiano ed ho azionato il mixer. Ho filtrato il composto e l'ho messo da parte. Ora il guazzetto: in una padella ho messo l'aglio schiacciato, l'olio Evo ed ho fatto riscaldare. Ho versato i fasolari (ben lavati), i pomodorini tagliati a metà, il prezzemolo e il basilico ed ho fatto cuocere chiudendo con un coperchio. Appena i frutti di mare si sono aperti, ho sgusciato più della metà dei frutti. A questo punto ho cotto gli gnocchi in acqua salata (prendendoli direttamente dal congelatore), appena vengono su li ho trasferiti nella padella del guazzetto. Ho saltato leggermente per far insaporire gli gnocchi. Al via l'impiattamento: sulla base del piatto ho versato il fondente di pomodoro, ho adagiato gli gnocchi a raggiera, ho irrorato con il guazzetto e alcuni frutti di mare. Per chi lo desidera, una macinata di pepe e via... Un primo piatto d'impatto visivo ma anche sensoriale!

Fonte: ladolcecucinadipaola.blogspot.it

(cliccare sulla foto per ingrandirla) Oramai mancano poche ore alla messa in onda di Masterchef ! Stasera alle ore 21, su Cielo, andra' in onda la prima puntata del talent di cucina piu' seguito in Australia, USA e tanti altri paesi. L'avventura e' nata a febbraio quando mi hanno contattato per partecipare al casting, io non sapevo dell'esistenza di questo talent e ingenuamente sono andata, ma ora a posteriori, posso gridare ai quattro venti, meno male che non mi hanno presa, perche' il livello e' talmente alto, quello dei concorrenti, intendo, che sarei uscita subito! Personalmente non conosco piu' di 6 tipi di vini, tantomeno i tagli meno pregiati delle carni, come si cucinano al meglio, come accostare un tipo di pesce ad alcuni aromi! Insomma le sfide di Masterchef sono rivolte ad aspiranti chef,e qui, parliamoci chiaro, ci divertiamo in cucina, come dice il grande Gordon Ramsey, se non sei un vero chef, non cucinare al di fuori della tua cucina, ah ah! Poi pero' a giugno mi hanno invitato, sembrava all'inizio, alla registrazione di una puntata, invece siamo andati li in Via Mecenate e non c'era un pubblico, ma alcune blogger erano state invitate per cucinare per la giuria e a sorpresa ci e' capitato di dover cucinare, e sottolineo "dover" un petto d'anatra! La sorpresa piu' grande e' stata trovarmi davanti a Carlo Cracco, Joe Bastianich e Bruno Barbieri, che dopo aver assaggiato il nostro petto d'anatra hanno simulato il verdetto che riservano ai concorrenti di Masterchef! Io non avevo mai cucinato un petto d'anatra in vita mia e mi hanno stroncato alla grande, con sputi finali e tanto di piatto scaraventato per terra, ah ah! Che divertimento! Vabbe' sorvoliamo va! (cliccare sulla foto per ingrandirla) Quindi per questo grande giorno avrei voluto imparare a cucinare un petto d'anatra come si deve, con i preziosi consigli di Cracco, ma ahimè, non ho avuto tempo, quindi pubblico questi gnocchi dalle patate viola che ho scoperto sul blog di Chiara , che ho avuto modo di conoscere quel bellissimo pomeriggio di giugno! Appena li ho visti sul suo blog dovevo subito rifarli! Ho girato in lungo e in largo ma alla fine le ho trovate le patate viola, che ve ne pare? La ricetta e' la classica per gli gnocchi (dose per 6 persone): 1 kg di patate 300 gr di farina (meta' grano duro e meta' 00) un uovo sale noce moscata - work in progress - (cliccare sulla foto per ingrandirla) Poi meta' li ho conditi burro e salvia, e come vedrete nella prima foto, il colore intenso degli gnocchi rimane inalterato, invece l'altra meta' l'ho condita con pesto e code di gambero, erano buonissimi, ma se li preparerete per una cena a sorpresa per amici il colore violetto della patata viene coperto parecchio! Questa e' l'acqua di cottura degli gnocchi, che colore eh?

Fonte: unastellatraifornelli.blogspot.it

Questa ricetta ha un nome lunghissimo ma si può abbreviare così: ravioli di una Marietta delusa. In questi giorni a Forlimpopoli si è tenuta la grande Festa Artusiana in onore del padre della cucina italiana.Non sono una grande conoscitrice dell'Artusi ma era la bibbia culinaria in casa mia. Il mio babbo la sfogliava e risfogliava, andava in cerca di ricette e soprattutto dei racconti, delle descrizioni legate a quelle ricette. Lo vedo ancora chiaramente; libro in mano rivestito di plastica rossa, nella cameretta di fianco alla cucina, con gli occhiali sul naso, seduto alla scrivania ereditata alla chiusura dello zuccherificio dove ha lavorato per tutta una vita, Quando anni dopo abbiamo dovuto chiudere la casa dove siamo cresciuti, ho cercato quel libro e adesso la copertina rossa spicca nella mia cucina, a fianco di Cracco, Barbieri, Montersino, a fianco a loro ma ben più importante di loro per quella storia di silenziosa sintonia fra me e il babbo, in tema di cucina, che è rimasta impigliata fra queste pagine. In occasione della Festa artusiana, c'è il concorso Marietta, dedicato alla fedele governante dell'Artusi, quella che con il cuoco Ruffilli ha tradotto in piatti la Scienza del mangiar bene. Occorreva preparare un piatto ispirato alla filosofia dell'Artusi: territorialità, qualità delle materie prime, le sue tecniche. Mi sono impegnata tantissimo, ho messo insieme i migliori prodotti del mio territorio, ho pensato a come renderli, abbiamo giocato in casa a testare le varie modalità di presentazione di questi tortelli. Ci tenevo ad arrivare alla finale, a conoscere altre Mariette, la città dell' Artusi, a visitare Casa Artusi e soprattutto a rendere il mio babbo fiero di me. Caspita, non ci sono riuscita. Sono sicura che le cinque Mariette della finale hanno preparato piatti casalinghi golosissimi ma un po' di delusione c'è. Bene, calma. Il concorso si ripete ogni anno, ci posso riprovare. A tavola abbiamo gustato questi ravioli e sono sicura che il mio babbo non ha bisogno di questo premio per apprezzarmi e regalarmi il suo affetto. In più mi sa che a quest'ora l'Artusi lui lo ha già conosciuto di persona. Posso sperare che riesca a fargli mettere una buona parola per il prossimo anno! Ravioli con cuore di parmigiano e aceto balsamico conditi con salsa alle pere, prosciutto crudo croccante e scaglie di Parmigiano. Ingredienti per 5 persone: per la sfoglia: 375 g farina 00 125 g semola 5 uova 1 cucchiaio olio evo delicato acqua se occorre per il ripieno: crema di parmigiano: 10 g burro 10 g farina 150 ml brodo vegetale (arricchito con croste di Parmigiano) 50 ml latte 30 g Parmigiano reggiano 3-4 g colla di pesce per la gelatina di aceto balsamico: 100 g aceto balsamico di Modena 5 g addensante per confetture 100 g zucchero per la salsa: 30 g burro mezza pera Abate 1 scalogno due gocce di aceto balsamico sale per completare: 1 cucchiaio di rosmarino tritato 50 g Prosciutto crudo tagliato a listarelle e tostato a secco in padella scaglie di parmigiano Tempo di preparazione: 2 ore Cottura al fornello e uso del frigorifero Pasta: impastare gli ingredienti per la sfoglia, farla riposare in frigo avvolta in pellicola da cucina per un'ora. Crema di Parmigiano: in una piccola casseruola fondere il burro, intriderlo con la farina, diluirlo con il brodo bollente, il latte. Aggiungere il Parmigiano. Passare al mixer e controllare la sapidità. Unire la colla di pesce già ammollata in acqua fredda e sciolta in poco brodo caldo. Frigo. Gelatina di aceto balsamico:mescolare a freddo l'aceto e la polvere addensante, portare a bollore e far bollire per 1 minuto. Unire lo zucchero, mescolare. Far bollire per 3 minuti. Togliere dal fuoco e mescolare per un altro minuto. Versare in un piattino, far raffreddare e porre in frigo la gelatina che si è formata. Ravioli: stendere la pasta a strisce, distribuirvi sopra, a distanza di circa 4 cm l'uno dall'altro, una puntina di gelatina di aceto e un cucchiaino di crema di Parmigiano. Confezionare i ravioli aiutandosi con la rotella dentellata. Salsa: fondere il burro in una padella ampia, soffriggervi dolcemente lo scalogno mondato e tritato, saltarvi la pera lavata, con la buccia e tagliata a dadini. Sale e pepe. Aggiungere un nulla di aceto e fermare la cottura, la pera deve mantenere consistenza. Cuocere i ravioli in acqua bollente salata e quando affiorano trasferirli nella padella con le pere e lasciare che si intridano, a fiamma dolcissima, del loro sapore. Impiattare aggiungendo il rosmarino tritato, il prosciutto croccante e qualche petalo di Parmigiano.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Un piatto semplice, di recupero, quello che ci vuole in questi giorni che risultano essere un'ottima cura per chi come me, spesso fa spesa senza averne bisogno. Certo, il piacere di cercare un ingrediente specifico per quella particolare ricetta che vorresti provare, tornerà e sarà bello accondiscendergli. Ma ora sarebbe bene concentrarsi su quello che già abbiamo in casa evitando di uscire inutilmente. Pane vecchio se ne accumula di frequente, un po' di Parmigiano fa parte del kit di sopravvivenza di un buon emiliano. A casa siamo divisi in due fazioni: chi li detesta e chi ci farebbe il bagno. Oggi siamo a tavola noi della seconda fascia. Il brodo è già pronto. Due fettine di tartufo (quello estivo, accessibile, uno di quelle cose comprate e messe lì e che ora ci sta bene perché siamo in quarantena, motivo in più per trattarci bene) e il clima è già più disteso. La ricetta dei passatelli è dello chef Barbieri ma ogni casa emiliana ne ha una sua, con differenti proporzioni fra pane e Parmigiano. Toccherà provarle tutte! Ora ne abbiamo il tempo. PASSATELLI IN BRODO CON TARTUFO per 4 persone: per i passatelli: 2 uova 1 tuorlo 1 cucchiaino di farina la scorza grattugiata di mezzo limone sale e pepe 75 g di pane vecchio grattugiato 200 g di Parmigiano reggiano grattugiato 1 l di brodo di carne 1 tartufo nero estivo Unire tutti gli ingredienti per i passatelli in una ciotola ed impastarli con le mani umide. Portare il brodo a bollore. Con l'aiuto di uno schiacciapatate con i fori larghi, formare i passatelli direttamente sulla pentola, nella lunghezza desiderata. Cuociono in pochi secondi. Impiattare nelle fondine e completare con qualche fettina di tartufo.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

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