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Scopri su www.prometeoenergia.it tutto il gusto del "Made in Marche" con le 6 videoricette esclusive di Moreno Cedroni... e ricorda che anche il gas e l'ener...

Strati di pasta all’uovo fatta in casa, besciamella debordante e una crosticina croccante in superficie. Chi può resistere alla lasagna? E’ buona con qualunque ingrediente verrebbe da dire, perfino con una ciabatta..... e di ciabattata più che di ciabatta si è trattato l’ultima volta che ne ho mangiata una al ristorante. Perché se questa estate è stata anomala per certi versi, alcune consuetudini non muoiono mai: le inculate fregature di ferragosto. Di ritorno da un Trentino freddo e umido, il 15 segnava 10 °C, ci volevamo fermare per pranzo, ma per non mangiare in autogrill, optiamo per uscire dall'autostrada e salire fino a Berceto paesino carino lungo la Cisa. Atmosfera di festa, i locali strapieni e, con la minaccia della pioggia, a nostro rischio e pericolo, prendiamo un tavolo in un bar trattoria nella piazza, in mezzo alle bancarelle del mercato, giusto per mangiare un piatto e rientrare a casa. Ci viene esposto il menù del giorno e in 3 prendiamo 3 lasagne con il culatello, in alternativa a quello con il ragù. La cameriera si scusa varie volte per il servizio perché proprio alla buona, ma non importa. Arrivano tre piatti di lasagne con porzioni tutte diverse, ma non importa. Sono passabili e tanto ci basta, poi vado a pagare e mi viene dato un conto di 60 euro, spiego che noi non abbiamo preso l’intero menù che, peraltro, nessuno aveva detto dovessimo prendere per forza. Per per 3 piatti di lasagne e basta? Chiedo io sempre più scandalizzata, "sì questo è il prezzo delle 3 lasagne", "e l’acqua e il vino?" penso. Noi ci ha fatto pagare l'intero menù del giorno. Punto. Se penso che una lasagna fantastica mangiata al Clandestino di Moreno Cedroni a Portonovo nelle Marche, proprio sul mare mi era costata molto meno, rimango basita e sono tentata di fare e dire qualcosa o farmi dare il secondo da portare via ma, alla fine, vengo via, voglio solo tornare a casa. Quella lasagna mi si ripropone e mi si ripropone ancora…..mica l’ho veramente digerita. Ora che l’ho detto però mi sento meglio e posso ripensare invece ai ricordi che può evocare in me la lasagna. Sono tutti legati alle domeniche in famiglia, alla festa e rivedo i gesti di mia madre nel tirare la pasta, nel fare il sugo e la besciamella, gesti sempre uguali, ripetuti all’infinito. La lasagna è casa, è il caldo mentre fuori fa freddo, è l'aria di famiglia, è lo stare insieme al tavolino finalmente. Per anni le ho mangiate sempre e solo con il ragù poi qualche ardimentoso iniziò a farle al pesto e poi con il pesce, con le zucchine e anche mia mamma si convinse che poteva osare. Sono nate le lasagne ai carciofi più buone che abbia mai sentito, con i carciofi prima stufati e poi schiacciati e passati al setaccio in modo da creare una cremina fantastica che, senza pezzi, si scioglie sul palato. La mia versione per l’MTC, in risposta alla versione presentata da Sabrina , è una lasagna che profuma di mare, una pasta realizzata con farina di Enkir e nero di seppia, un ragù di calamari e gamberi e una besciamella aromatizzata al lime. Delicata e fresca. Per il ragù di mare Calamari 200 g Gamberi 200 g Carota 1 piccola Sedano un gambo Cipolla bionda piccola Basilico 2/3 foglie Passata di pomodoro qualche cucchiaio Olio evo Aglio 1 Sale e pepe Peperoncino 1 (ma anche 2 se piace) Vino bianco secco Lavare e pulire i calamari e tagliarli a rondelle. Sgusciare i gamberi. Tagliare finemente gli odori dopo averli puliti e lavati. Scaldare l’olio con l’aglio e il peperoncino e far soffriggere il trito di carota sedano e cipolla. Sfumare con il vino bianco. Dopo qualche minuto buttare i calamari e i gamberi e far insaporire bene. Aggiungere la passata e aggiustare di sale e pepe. Far cuocere per 7/8 minuti e aggiungere il basilico spezzato con le mani. Togliere dal fuoco. Si può lasciare così a pezzi grandi ma io ho preferito poi passare tutto al mixer per ridurre e uniformare i pezzi che comunque devono risultare ancora ben visibili (insomma non fare una pappa). Per la pasta Farina 0 di Enkir g 250 Semola di grano duro rimacinata di Altamura (regalo gradito della mia amica Ilaria) 100 g Uova 3 Nero di seppia 2 sacche Un goccio d’acqua per sciogliere il nero Mettere sul tagliere le farine a fontana con al centro le uova e il nero di seppia sciolto in un goccio di acqua tiepida in 2/3 volte. Lavorare molto bene ed energicamente l'impasto fino ad amalgamare completamente gli ingredienti e fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina. Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora. Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello. Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello. Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella. Per la besciamella Latte 1,5 lt Burro 120 g Farina 150 g Sale Lime 1 Mettere a bollire il latte tenendone da parte un bicchiere. Nel frattempo sciogliere il burro a fuoco lento, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere il burro dal fuoco e incorporare a poco a poco la farina mescolando con energia per evitare che si formino grumi. Aggiungere il latte bollente un poco per volta. Salare. Rimettere la salsa sul fuoco e continuare a rimescolare fino al bollore. Aggiungere alla fine il succo di 1 lime e la buccia grattugiata. Comporre la lasagna Mettere a bollire abbondante acqua salata. Preparare una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta. Tagliare la sfoglia in grandi rettangoli. Buttarne un paio per volta nell'acqua bollente e quando riprende il bollore, scolarli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddarli nell'acqua gelida e metterli a scolare bene stesi nello scolapasta. Continuare in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli. In una teglia da forno versare un mestolo di ragù e uno di besciamella e stenderli bene fino a coprire il fondo. Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di ragù, uno di besciamella fino a riempire lo stampo. Cuocerle in forno preriscaldato a 180° per 25/30 minuti. Spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto prima di servirle. Con questa ricetta partecipo all 'MTC di Ottobre

Fonte: ilboscodialici.blogspot.it

Che vi credete? Siamo dei blogger seri noi! Abbiamo anche l'inviata speciale! Mille e mille grazie a Francesca Belli che ha voluto scrivere per noi della sua partecipazione in quello che di sicuro è stato un vortice di profumi, esperienze, conoscenze e meraviglie. Si è appena conclusa l'undicesima edizione di Identità Golose, congresso internazionale degli chef che si tiene ogni anno a Milano e vede coinvolto il gotha mondiale. Il tema di quest'anno, "Una sana intelligenza", da un lato è in linea con quanto tracciato nelle precedenti edizioni, dall'altro sicuramente anticipa parte delle tematiche che ci vedranno coinvolti all'Expo che si terrà a Milano tra un paio di mesi. Come dice l'ideatore di Identità Golose, Paolo Marchi, "l'intelligenza sta tutta nella capacità di star golosamente bene mangiando salute", una sintesi perfetta. Anche l'edizione 2015 ha coinvolto i più grandi cuochi italiani e stranieri in un tourbillon di interventi e show cooking davvero impressionante. Alcuni chef, ammettiamolo, ormai sono vere celebrità che con le loro apparizioni televisive hanno davvero influenzato il modo di concepire anche quotidianamente la preparazione di un pasto. Oggi anche la casalinga abituata a predisporre un pasto per ciurme di familiari affamati cade nella trappola dell'impiattamento e del dover presentare un piatto bello, da mangiare con gli occhi oltre che da gustare con gli altri sensi. A questo hanno contribuito le numerose trasmissioni televisive e mediatiche aventi a tema il food e certamente gli innumerevoli eventi legate a tale ambito. I cuochi hanno un altro compito proprio in virtù del loro potere mediatico: ora devono comunicare anche salute, sia nel piatto grazie alla ricerca di ingredienti di stagione, sia nel cercare di nutrire e preservare il nostro pianeta. Devono convincere il pubblico che una cottura prolungata rischia di alterare le proprietà degli alimenti e distruggerne i principi attivi nutrizionali. Passare da un periodo da onnivori a uno da vegetariani o vegani non significa nutrirsi con piatti tristi da dieta estrema, mangiare sano non è punitivo! Fatte tali premesse, devo ammettere che a scrivere di Identità Golose narrando i vari interventi degli chef o contemplando singolarmente i vari argomenti trattati, il rischio di cadere nel tranello della retorica o dell’ennesima ripetizione in stile copia-incolla di quanto già scritto da altri e dall'ufficio stampa dell'evento stesso è davvero alto. Ecco perché, per evitare di farmi influenzare nella stesura del mio scritto, ho deciso di non leggere nulla di quello che chi mi ha preceduto ha già pubblicato on line, ma di partire dalle mie emozioni ovvero da tutto ciò che mi ha colpito e impressionato o commosso di questa edizione. Essendo la terza volta che partecipavo, diciamo che gli attacchi da selfie compulsivo con gli chef incontrati e l'emozione nell'intrattenersi con loro in una conversazione non sono stati così forti da farmi perdere gli interventi che si sono svolti nelle varie sale. Certo, in questi casi il dono dell'ubiquità sarebbe fantastico perché è risultato davvero difficile destreggiarsi tra i numerosi interventi in ognuna delle sale della fiera. Se deciderete di partecipare, ricordatevi sempre di scaricare con largo anticipo il programma e di tracciare una personale scaletta delle priorità. E' impossibile seguire tutto perché c'è sempre l'imprevisto, persone da salutare e foto assolutamente da scattare. Questo mi porta a spendere due parole sulle ormai famose famigerate food bloggers che invadono gli spazi del MiCo. In un evento dove molti partecipano anche per incontrare, per farsi vedere, per farsi fotografare, intervistare e per scambiarsi contatti e apparire, le food bloggers danno quel tocco di glamour che non guasta mai. Sono fashion food bloggers, nella gran parte dei casi. Come facciano ad essere quasi tutte magre, considerando il numero folle di assaggi cui sono sottoposte, è un mistero peraltro non meno inspiegabile di come queste stakanoviste del post riescano a correre da un punto all'altro a caccia di foto su tacchi da sfilata e spesso in look da red carpet e a rifugiarsi in sala stampa per poi produrre in pochi minuti recensioni, foto ritoccate e commenti da postare su ogni genere di social. Le food bloggers sono forze della natura. Un piattino di prelibatezze e un bicchiere di ottimo vino in mano non mancano mai a Identità Golose. Se pensate di assaggiare tutto quanto vi viene proposto, beh digiunate almeno tre giorni prima. Anche perché è tutto favoloso e appetitoso e quasi certamente prodotto dalla mano di un top chef e magari prima di riassaggiare simili rarità passerà un po' di tempo. Quest'anno alle dieci del mattino assistevo alla semifinale in cui si sfidavano dieci giovanissimi chef per il talent San Pellegrino di fronte ad una super giuria stellata e avrei dovuto assaggiare ben dieci piatti essendo nel parterre. ..Il baccalà la mattina, per quanto cucinato bene, può risultare indigesto! Invece vi racconto dell'emozione e dei visi puliti di questi ragazzi che mi hanno commosso così come i loro abbracci alle fidanzate e ai familiari mentre attendevano il verdetto. In giuria, che nomi!! Dalla Bowerman a Cedroni, Cerea, Oldani, Iaccarino, Cracco. Questi giovani volti inseguono il loro sogno e non temono di sacrificarsi per rincorrerlo! Bravi, un applauso commosso di fronte alle loro lacrime e anche a quelle della bravissima e competente oltre che a me personalmente molto simpatica conduttrice, Francesca Romana Barberini, noto volto del Gambero Rosso Channel. Beh, mi sono commossa anche tuffandomi in un mare di praline e di assaggi cioccolatosi, mentre volavo da uno stand all'altro per incontrarmi con varie amiche. Mi ha emozionato, anzi direi turbato, incontrare dal vivo per la prima volta un personaggio la cui mamma era amica della mia un po' di anni orsono, un mio conterraneo in verità dai modi un po' spigolosi ma davvero un grande Massimo Bottura pluristellato e pluriincoronato chef dell'Osteria Francescana di Modena. I suoi interventi nei tre giorni di Identità hanno generato code pazzesche all'entrata delle sale dove si esibiva coi suoi piatti. Assistere in prima persona alle sue lezioni è davvero esaltante, anche nelle lezioni di vita quotidiana volte al recupero di quanto viene generalmente scartato perché "si butta troppa roba”, dice, “e ci vuole un gesto di umiltà e di generosità”. Così con le bucce di patate e pastinaca si ottengono ottimi passatelli da fare in brodo, dopo averle essiccate e unite all'impasto e pure affumicate per insaporire il brodo stesso. Con le banane mature quasi marce si ottiene un inverosimile gelato, lui lo chiama pesto di cemento, da aromatizzare con habanero tostato e distillato di banana, sino ad arrivare alla creazione di un dolce con le briciole di pane raffermo fatte caramellare e croccantare nello zucchero. Certo a noi paiono follie forse.. ma tra un po' riprenderò anche il tema della follia, vedrete. Lo stesso Bottura ha chiuso con il suo intervento a Identità di Pasta la tre giorni di Identità Golose sperimentando meraviglie per il palato, come un trittico di primi piatti con dei ravioli in brodo di alzavola ripieni di anguilla cotta sottovuoto nella sua gelatina, una volta eliminatane la parte grassa. Ecco questi non sono riuscita ad addentarli ..l'anguilla mi crea qualche problema, lo ammetto pur essendo cresciuta tra i canali della campagna modenese. Ho apprezzato invece gli spaghetti cotti in un'acqua di basilico, con una leggera crema al parmigiano e pinoli, insomma degli spaghetti al pesto senza pesto, un volo pindarico riuscitissimo. Per ultimo uno spaghetto mascherato da lasagna, ottenuto dopo aver cotto e frullato gli spaghetti stessi e averne colorato l'impasto con pomodoro, con parmigiano e biete sino ad avere una lasagna tricolore che verrà fritta e servita con un ragout battuto al coltello e una crema di parmigiano. Anche una tradizionalista emiliana come me ammette che questa lasagna ha un perché: merita una standing ovation. A proposito di follia, Viviana Varese ha aperto il suo intervento con queste parole: "La creatività è uscire fuori dagli schemi. La follia è il mezzo per farlo”. Una Viviana emozionata ma seria mentre ha illustrato i fattori di successo della sua impresa e ha presentato la squadra che l'accompagna nella routine di gestione del suo ristorante Alice presso Eataly. Una squadra che contempla anche una realizzatrice di sogni ..ecco mentre Viviana illustra i suoi piatti dai nomi romanzeschi e Disneyani, tipo il Cappellaio Matto, un cous cous di spaghetti che in realtà sono frutto di innumerevoli preparazioni prima di arrivare al risultato finale e sono pertanto tutto fuorché semplici nonostante i fantasiosi nomi. Il pubblico è muto e attento e curioso di assaggiare questi quadri colorati, i suoi piatti, peraltro quasi tutti senza glutine anche perché "una cucina sempre più sana è il futuro dell'alta ristorazione" come afferma Viviana. I suoi gnocchi colorati, sei colori e sei diverse preparazioni, piatto intitolato Follia, sono più fotografati di un attore famoso. E lei gentilmente ci omaggia pure di un flaconcino contenente un mix di 7 tipi di pepe che sono la base della sua acqua al cacio, il fondo degli gnocchetti colorati. Per non parlare delle tagliatelle di Cicerone, rigorosamente gluten-free, con farina di ceci e un tripudio di sapori nel condimento, dalla cipolla cotta a bassa temperatura al baccalà. Insomma avrete capito che il pomeriggio chiusa a Identità di pasta mi ha lasciato estasiata e un bel due kg di ricordi sulla pancia... Anche se l'alternativa in contemporanea era un susseguirsi di lezioni sui dolci! Perché non è finita. Vi lascio con un altro grande intrattenitore nonostante fosse influenzato, Davide Scabin del Combal Zero di Rivoli, che ci lascia increduli preparando una matriciana perfetta in pentola a pressione risparmiando tempo, sale - noi italiani ne usiamo 4 volte di troppo-, e soprattutto acqua. Con una tale cottura si utilizza l'82% di acqua in meno che moltiplicato per il consumo pro capite italiano di pasta l'anno ci porterebbe a risparmiare ben 17 miliardi di litri d'acqua.. Scettici? Provateci, era eccezionale. Come Scabin invita gli italiani a ricredere nel loro gusto e i ristoranti anche di fascia bassa di emozionare i clienti col cibo, un altro grande chef americano, Mr Tony Mantuano da Chicago, ci ricorda che noi italiani dobbiamo aver cura dei nostri prodotti eccellenti e unici, dobbiamo preservare il buon nome del nostro cibo che è fonte di parte della nostra ricchezza e non permettere che venga malamente imitato. Non ho citato molti altri momenti o interventi, sarebbe troppo lunga. Alla prossima. E' una promessa.

Fonte: apprendistipasticcioni.blogspot.it

Expo 2015 si è chiuso ed io, che mi ero ripromessa di visitarlo più volte, ho avuto problemi che mi hanno impedito di realizzare il mio progetto. Difficoltà che ho potuto considerare superate solo ad ottobre quando l'Area era ormai presa d'assalto da una marea di visitatori desiderosi di non perdersi questa opportunità. Se da un lato ero animata dalla "curiosità" di conoscere le specificità degli altri Paesi con riguardo al cibo, dall'altro intendevo comprendere il senso di una manifestazione di tal genere. La prima visita mi è stata utile per conoscere il "sito" e capire come fosse logisticamente organizzato Ma la vera svolta nella comprensione di Expo è avvenuta il 14 ottobre. In quella data, prima di accedere al padiglione CIBUS per un evento offertomi da DHL, ho avuto la possibilità di visitare il Biodiversity Park, Area Tematica di Expo Milano 2015 dedicata alla biodiversità. Nel prendere visione dei filmati previsti nel percorso, mi è tornata alla mente l'emozione vissuta ad ottobre 2014 quando avevo visto concretizzarsi la sinergia realizzatasi tra Slow Food e DHL per l'allestimento del Padiglione Terra Nostra all'interno del Salone del Gusto : cura e passione avevano animato il trasporto svolto da DHL non solo di sementi ma anche di prodotti freschi nati dal lavoro di contadini e piccoli produttori viventi in zone estreme dell'Asia e dell'Africa, nel desiderio di farne conoscere la specificità ad una società industrializzata come quella nella quale viviamo. Con la visita ad Expo, ho capito il significato dell'espressione "Nutrire il pianeta". Solo avendo grande cura della terra che abitiamo, avremo la possibilità di dare concretezza al diritto al cibo sano, sufficiente e nutriente che spetta ad ogni uomo. Un diritto fondamentale che può realizzarsi solo se vi sarà l'impegno a cessare ogni sfruttamento intensivo della terra, rendendole la possibilità di produrre ciò che le è specifico in quella determinata zona e creando le condizioni affinchè i campi situati nelle zone più sperdute del mondo possano essere irrigati in maniera equilibrata senza essere colpiti dalla bruciante siccità o da devastanti inondazioni. Solo diversificando le coltivazioni e recuperando la specificità di semenze che rischiano l'estinzione potremo davvero restituire alla terra la sua forza per nutrire tanto il Pianeta quanto la popolazione che lo abita, nel rispetto del clima, dell'assetto idrogeologico e delle proprietà organiche di ogni suolo. La Carta di Milano che potete leggere qui , proprio a questo si riferisce. E giunta a questo punto credo meriti una sottolineatura il grande dono che ha ricevuto l'Italia sin dalla creazione del mondo. La sua magnifica storia culturale, sociale, umana e ...culinaria affondano le proprie radici nel clima. L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo che conosce davvero le quattro stagioni (e Vivaldi non avrebbe potuto comporre ciò che ha composto, se non fosse nato in Italia). Avere quattro stagioni, con l'equilibrio tipico della latitudine alla quale viviamo, ci ha permesso di sviluppare la creatività in moltissimi campi dello scibile umano e di essere quelli che siamo anche dal punto di vista dell'arte e della letteratura. A maggior ragione il nostro clima ci ha consentito di costruire una storia della cucina che nessun altro può permettersi. Abbiamo tra le mani un potenziale che potremmo far fiorire solo mettendoci a riflettere un attimo.... Da quella visita, io sono un'italiana più convinta che mai. Anzi, ho anche deciso di....smettere di lamentarmi del freddo: primavera, estate, autunno ed inverno come li abbiamo noi, sono esattamente la radice della nostra forza. Forse questa foto....di un cibo semplicissimo come le patate aiuta a comprendere cosa si intenda per biodiversità in Italia e nel mondo Ecco...la biodiversità riguarda ogni genere di semente. Quel 14 ottobre, colta da cotanta "illuminazione" ed invitata da DHL ho avuto l'opportunità di partecipare ad una sfida culinaria tra squadre di foodblogger sotto la guida di Moreno Cedroni, chef patron dei locali Madonnina del pescatore di Senigallia, il Clandestino di Portonovo e di Anikò sempre a Senigallia. Cedroni ha proposto alcuni piatti per la realizzazione dei quali, nel nostro ruolo di sfidanti, abbiamo dovuto sviluppare alcune componenti secondo le sue indicazioni. Qui potete godervi il video della serata :-) Poichè mi piace cucinare ma, non essendolo, non amo affatto darmi arie da professionista della cucina, vi proporrò una ricettina semplicissima. Un purè al lime. Sembra non particolarmente appagante l'abbinamento tra un filetto di pesce ed un purè di patate, ma la "sapienza" autentica sta nel saperne equilibrare i sapori ed allora anche un purè diventa un accompagnamento per creare un secondo piatto elegante ed equilibrato Carpaccio tiepido di orata, purè al lime, salsa rucola Sfilettate 500 g di orate togliendo le spine centrali e ricavatene fette sottili. Disponetele a cerchio sopra un foglio di carta da forno . Per il salmoriglio tritate 6 g di rosmarino ed unitelo a 100 g di olio extravergine, 20 g d’acqua, 2 g di succo di limone . Per il pure al lime 500 g di patate 40 g di olio extravergine di oliva 200 ml di latte sale lime cuocete le patate avvolte con la pellicola 7/8 minuti nel microonde, quindi sbucciatele e passatele nel passapatate, raccogliendole in un recipiente che vi consenta di amalgamare gi successivi ingredienti aiutandovi con una frusta. Unite l'olio extravergine e, a seguire, il latte tiepido sino ad ottenere la consistenza desiderata. Regolare di sale e grattate in maniera equilibrata le zeste di un lime. Per la salsa rucola, sbollentate 20 g di rucola poi aggiungete nel frullatore 50 g d’acqua 20 g di olio extravergine ed un pizzico di sale: frullate e passate al setaccio. Infornate il pesce a 180° per un paio di minuti, rovesciate sul piatto, aggiungete il salmoriglio, il purè al centro e la salsa di rucola intorno. .

Fonte: secucinosorrido.blogspot.it

Avete mica per caso notato che ultimamente mi è presa con le arance? Prima il riso Venere , poi le arance condite , ed ancora i fusilli integrali ...... I motivi sono molteplici: si tratta di frutta rigorosamente di stagione, si sposano con il dolce e con il salato, sono capaci di dare un aroma particolare anche a preparazioni molto semplici, sono sane e salutari......se non vi bastasse tutto ciò un incoraggiamento ulteriore in tal senso mi è arrivato da " La Cucina Italiana " , che ha lanciato una nuova, importante iniziativa: una collaborazione tra la rivista, lo chef Moreno Cedroni ( QUI potete scaricare le sue Ricette della Salute), i suoi Special Ambassadors (di cui sono onorata di fare parte!), e l'AIRC , a sostegno della campagna " Le arance della salute " . Come ormai da diversi anni, s abato 26 gennaio torna nelle piazze italiane l’appuntamento con le Arance della Salute. Con un contributo di 9 euro sarà possibile acquistare una cassetta da due chili e mezzo di arance rosse di Sicilia e un numero speciale della rivista dell'associazione, con i consigli e le ricette per una sana e gustosa alimentazione. Ecco quindi un altro piatto che vede protagonista l'arancia, ancora una volta sposata ai sapori del mare, a dar vita ad un risotto cremoso ed aromatico. Tempo di preparazione: 30 minuti Ingredienti per 2 persone: 200 gr. di riso Carnaroli un'arancia non trattata mezza cipolla piccola 20 gr. di burro 1/2 bicchiere di vino bianco secco brodo vegetale un piccolo trancio di bottarga (io di cefalo della Cooperativa dei Pescatori di Orbetello ) erba cipollina per guarnire (io, purtroppo, ho dovuto usare quella secca) sale e pepe q.b. In una casseruola far imbiondire la cipollina tritata con 10 gr. di burro. Unire il riso e lasciarlo tostare un paio di minuti. Sfumare con il vino bianco, lasciare evaporare e portare a cinque minuti dalla fine della cottura allungando con del brodo vegetale caldo e mescolando spesso. Cinque minuti prima della fine della cottura prevista, unire il succo filtrato di un'arancia, aggiustare se necessario di sale e finire di cuocere. Prima di servire, mantecare coni rimanenti 10 gr. di burro. Servire completando con la bottarga grattugiata al momento, con l'erba cipollina sminuzzata e, a piacere, con del pepe macinato al momento. E ricordatevi il 26 gennaio di andarvi a comprare le vostre Arance della Salute!

Fonte: thedreamingseed.blogspot.it

La ricetta di oggi l’ho tratta dal libro Caffè in cucina a cura di Debora Bionda e Carlo Vischi ricevuto grazie alla vincita del contest di Cinzia ed Elena : Tutti i sapori del caffè , nella sezione ricette salate con i Ravioli di sfoglia al caffè ripieni di zucca . Il libro Caffè in cucina nasce da un progetto editoriale di Lavazza con l’editore Gribaudo, curato da due esperti di gastronomia Debora Bionda e Carlo Vischi ed ha la prefazione firmata dallo chef catalano Ferran Adrià. Nel libro si possono trovare curiosità sulla scoperta, sull’origine del caffè fino alle quarantotto ricette proposte da ventiquattro chef italiani e non, solo per citare alcuni nomi: Massimo Bottura, Davide Scabin, Igles Corelli, Moreno Cedroni. Le ricette sono corredate dagli abbinamenti dei vini, da pensieri e ricordi legati al caffè, oltre che da belle foto dei piatti. Mi sono cimentata - è doveroso dire in punta di piedi - con una ricetta salata di Moreno Cedroni: Totani con finocchi, fonduta e polvere di caffè. Appena l’ho letta mi ha incuriosito l’abbinamento della fonduta e della polvere di caffè ai totani e ai finocchi; provandola, ho constato che hanno dato al piatto oltre a due note di colore anche un sapore e profumo molto gradevole. Non c’erano dubbi! Ricetta di Moreno Cedroni tratta da Caffè in cucina a cura di Debora Bionda e Carlo Vischi, Gribaudo, 2007 Ingredienti: 200 g di totani 300 g di finocchi 5 g di zucchero 5 g di soia 5 g di olio extra vergine di oliva caffè in polvere sale Per la fonduta: 50 g di fontina 1 dl di latte 1 tuorlo Preparazione: Si puliscono i totani e si tagliano a julienne. Si lavano i finocchi e si tagliano a fettine, si fanno sbollentarli per 10 secondi, si sgocciolano e si lasciano raffreddare. Si mettono in bicchiere del frullatore 200 g di finocchi con l'acqua, lo zucchero, e un pizzico di sale. Una volta frullato, si passa al setaccio la purea ottenuta. Si condiscono i rimanenti finocchi (100 g) con la soia e l'olio extravergine di oliva. Per la fonduta si taglia la fontina a dadini e si mette a bagnomaria con il latte. Quando il formaggio sarà sciolto si aggiunge il tuorlo e si amalgama. Si continua la cottura fino a raggiungere la temperatura di 85° C (Io non avendo il termometro, l'ho cotta fino a che non si è addensata un po'). Al termine della cottura si filtra ad un setaccio fine (io non l’ho filtrata) e si lascia raffreddare. In una padella antiaderente calda si scottano i totani, si salano e si aggiungono ai finocchi. Su un piatto si fa con un cucchiaio una striscia di fonduta e una striscia di salsa ai finocchi, nel centro si sistemano dei mucchietti di totani e finocchi. Infine si spolverizza il piatto con caffè in polvere. Ringrazio di cuore Cinzia ed Elena.

Fonte: sciroppodimirtilliepiccoliequilibri.blogspot.it

Finalmente ho provato la salsa lamponi e zenzero di Moreno Cedroni.....innanzitutto voglio ringraziare per tutti i suggerimenti ricevuti da parte vostra, alcuni dei vostri abbinamenti erano più o meno quelli che avevo pensato anch'io....ma quanto ci sbagliavamo! Risolutiva è stata Alex , che è risalita al sito di Moreno Cedroni ....ragazzi, io non ci avevo proprio pensato! Ho quindi scoperto che gli abbinamenti sono con: tonno crudo , pesce spada crudo , pesci e carni affumicate , uova bollite ...... Tra l'altro sul sito c'è anche una ricetta , che io ho subito provato....eccola! Per 4 persone Per le uova: scaldare una padella antiaderente, se di diametro di 25 cm ci stanno tutte e 4. Quando ben calda abbassare la fiamma, rompere le uova e farle delicatamente atterrare sul piano della padella. Si noterà che la chiara inizierà a rapprendersi e di conseguenza diventare bianca. Nel momento in cui il tiorlo comincia a scaldarsi, coprire la padella per pochi minuti fino a quando il rosso inizierà a cambiare colore. Raffreddare velocemente. Per il tonno affumicato: affettarlo sottile (ho usato quello già affettato...più pratico!) Panino (io ho usato delle fette di pane trentino comprato ai semi di girasole comprato domenico ad una fiera) : renderlo fragrante e adagiare sulla parte inferiore delle foglie di insalata tenere tipo lollo (io non avendo l'insalata ho usato dei pomodorini) . ricoprire di fette di tonno, porvi sopra l'uovo con un pizzico di sale nella parte bianca (e una macinata di pepe) , irrorando con la salsa di lamponi e zenzero e dell'olio extravergine di oliva. Coprire quindi con l'altra metà del panino. Che dire: un gran panino davvero mitico, una grande armonia di sapori!! Veniamo alla salsa: il sapore prevalente è senza dubbio la senape ma sul finale prevalgono le note di lampone (lo zenzero quasi non si sente, o per lo meno, io non lo sento) è morbida e vellutata....una vera delizia! Assaggiandola mi sono resa conto che l'idea di abbinarla a dei formaggi è da scartare....non legherebbe proprio, però con della carne semplicemente cotta sulla griglia la voglio provare! Se vi capita questa salsa tra le mani non fatevela scappare....è assolutamente da provare! Il panino ce lo siamo pappati sorseggiando un Prosecco di Valdobbiadene di Gancia, comprato sempre domenica (la fiera era a Canelli - Asti - dove si trova la ditta Gancia, di cui abbiamo visitato le cantine.....e svuotato l'enoteca!!!!!!) ********************* Aggornamento: la salsa l'ho provata anche così, semplicemente sulle uova sode....DIVINA!!!

Fonte: curiosandoincucina.blogspot.it

Un piatto semplice ma molto gustoso.....procediamo. Per 2 persone: 140 gr di maccheroni (o paccheri o quello che volete) cima di rapa (non so proprio dirvi quanto pesasse....diciamo che poteva essere un quarto di un cespo intero) 100 gr di salsiccia piccante sale Pulite, lavate tagliate le cime di rapa e fatele scottare per 10 minuti in acqua salata. Nel frattempo sgranate la salsiccia e mettetela a rosolare in una padella antiaderente (non è necessario aggiungere olio). Far cuocere per una decina di minuti, quindi aggiungere la cima e lasciar insaporire. Se necessario aggiustare di sale: direi che se usate la salsisccia piccante non dovrebbe essere necessario pepare (a meno che amiate i sapori moooolto piccanti), se la salsiccia è dolce a voi la scelta. Nel frattempo nella stessa acqua della cima fate cuocere la pasta. Una volta giunta a cottura trasferite la pasta con un pò di acqua di cottura nella padella del condimento e fate saltare qualche minuto per insaporire. Buon appetito! **************************** Ho bisogno un consiglio da voi? Secondo voi qual è il modo migliore per utilizzare una salsa di lamponi e zenzero....nei cui ingredienti sono presenti: olio evo, aceto di lamponi, lamponi, zenzero, senape? Io ho già in mente una cosa, ma vorrei qualche suggerimento da voi perchè siccome penso proprio sia una squisitezza (è di Moreno Cedroni) mi spiacerebbe proprio sprecarla! Graaaaaaazie!!!!!

Fonte: curiosandoincucina.blogspot.it

Da poco è andata in scena Milano la XII edizione di Identità Golose, il Congresso ideato da Paolo Marchi. Quest'anno il tema è stato la forza della Libertà e Paolo Marchi ha spiegato”portiamo al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica la voglia di conoscenza e curiosità aprendo una riflessione a 360° sul valore della libera creatività e della libera convivialità. La novità è stata la scuola di cucina ma al di là di tutte le novità anche quest'anno i grandi chef italiani sono stati i protagonisti: da Massimo Bottura a Carlo Cracco, da Davide Scabin a Davide Oldani, da Moreno Cedroni a Niko Romito , elenco ancora lunghissimo, immaginate come sia stato difficile scegliere un giorno e selezionare i vari incontri. Ho scelto martedì e appena arrivata sono subito andata verso l’Auditorium per ascoltare Carlo Cracco , ma, ahimé, ho potuto assistere solo alla parte finale del suo intervento, alla presentazione del terzo piatto, un dolce. Il Rocher che nasce da una specie di bignè, ha spiegato lo chef, ottenuto da seitan crudo bagnato con acqua di nocciole e poi lavato per diventare il guscio del bignè il cui cuore è una ganache di gianduia con cuore di nocciola soffiata. A seguire Massimo Bottura che ha iniziato parlando da dietro le quinte del cuoco contemporaneo, “…la creatività è l'inciampo felice, quando stai percorrendo una strada, non sai dove stai andando ,tutto ad un tratto inciampi e vedi il mondo da un'altra prospettiva, se non ti sei perso nella quotidianità e sei in una posizione critica tu riesci a vedere il mondo come un bambino curioso che da sotto il tavolo ruba un tortellino crudo….” mentre sul palco cucinavano i suoi sous chef Takahiko Kondo e Davide Di Fabio. Una sosta golosa nello spazio di Molino Quaglia e Petra® che partecipano quest'anno come main sponsor, con un forte messaggio a favore di un'alimentazione che rispetta la centralità dei carboidrati nella dieta mediterranea. In linea con quella libertà che il congresso di quest'anno reclama e che deve spingerci a un rapporto più sereno con il cibo, inteso come fonte di energia utile piuttosto che ostacolo etico o pericolo per la salute. Intorno al tavolo, con al centro Corrado Assenza , abbiamo potuto degustare un pane alle barbabietole rosse candite che accompagnava la robiola di Roccaverano. Al centro il cuoco, attorno gli ospiti immersi in prima linea nell’esperienza del piatto. Un po’ cucina un po’ racconto che si snoda imprevedibilmente secondo le direzioni tracciate dal dibattito intorno al tavolo. Dopo ci si può concedere un assaggio delle nuove birre Moretti: La Bianca , birra non filtrata con malti chiari di frumento italiano, la nuova weiss all’italiana; Birra Moretti alla Pugliese , con fico d’India e grano arso pugliesi, e Birra Moretti a lla Lucana , con alloro emalto d’orzo lucani, le due nuove esclusive ricette presentate all’interno Le Regionali . E’ la volta poi della Sala Blu 2, per Identità di Pane e Panettone con Lucca Cantarin . Il pasticcere di Padova presenta il suo panett’ONE, un panettone soffice e delizioso, che ha innovato e personalizzato aggiungendo pasta frolla tradizionale o al cioccolato all'impasto classico. Nell a sua lezione ha spiegato tutto il procedimento per la realizzazione del panettone , e ha concluso infilzando il panettone con i ferri per metterlo ad asciugare capovolto, sottoloneando l'impo rtanza del lavoro artigianale. Nella Sala Blu 1, per Identità di Caffè , è il momento della fatina bionda Loretta Fanella che ha maturato la sua esperienza nelle cucine di Ferran Adrià a Barcellona, da Carlo Cracco e da Giorgio Pinchiorri e che ora è insegnante del Convivium Lab. La pastry chef presenta due dessert in cui ha abbinato il caffè alla frutta. Nel primo dessert panna cotta, mousse e cremoso sono presentati sotto forma di “sassi” glassati con arancia, ciliegia e cioccolato, e accostati da germogli di liquirizia, fiori eduli, menta e streusel con caffé macinato e decorato con delicate farfalle realizzate con un croccante ai frutti rossi. Il secondo, Tropical-me, è una composta di mango, frutto della passione e ananas, crema di mandorla e una “schiuma” di gelatina di frutto della passione frullata e montata, un financier di mandorle e nocciole bagnato con il caffè e presentato in un bicchiere come se fosse un cappuccino. Ancora un giro nell’area espositiva, per conoscere lo zafferano rosso biologico greco Krokos Kozanis , coltivato fin dal XVII secolo, frutto di una cooperativa che riunisce più di 1500 produttori per una produzione di ben 6000 kg di zafferano di cui il 40% biologico. Accanto c’è Open Blue che produce il Cobia, pesce da allevato in mare aperto, poi troviamo Tutte le Spezie del Mondo con la selezione proveniente dai posti più remoti del globo; subito dopo l’ingresso c’è Alce Nero , medium sponsor di Identità, con i Muffin di agrumi di Simone Salvini . Il tempo per assistere, nella Sc uola di Identità Golose, al secondo appuntamento del pomeriggio con Lola Torres, insegnante de L’Arte del Convivio e Fabiano Omodeo, bar tender e docente AIBES che è l’ora di andare, il treno non aspetta, pensando già alla prossima edizione ! Un ringraziamento a Elisa Pella e a MAGENTAbureau per l'opportunità concessa e per il materiale

Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.it

Ho pulito e lavato le alici e le ho fatte riposare a strati con poco salgemma integrale aromatizzato alle erbe. Al centro del piatto c'è una fettina di pane con sarda in saòr-fra e alici ho trovato anche una sarda (sarda sfilettata, infarinata e fritta in olio extravergine, dove poi ho fatto appassire due scalogni, bagnati poi con aceto balsamico e portati a cottura dolcissimamente aggiungendo acqua q.b. (si devono disfare); immancabile-per me- la guarnizione con due chicchi di uvetta ed un pinolo); alle ore 12 si vede un "alicino" (=panino di alici) ripieno di ricotta di pecora aromatizzata con menta e maggiorana. Procediamo poi in senso orario per trovare: rotolini alici-peperone grigliato e cappero di Pantelleria; pane, burro e alici (grazie a " La Ballera "); alici marinate di Cedroni (grazie a " Gourmet "); rotolini di alici e prosciutto di Parma. Tutte le alici sono rigorosamente CRUDE (e qui si conferma la fiducia nel pescivendolo).

Fonte: venereincucina.blogspot.com

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