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Ho pulito e lavato le alici e le ho fatte riposare a strati con poco salgemma integrale aromatizzato alle erbe. Al centro del piatto c'è una fettina di pane con sarda in saòr-fra e alici ho trovato anche una sarda (sarda sfilettata, infarinata e fritta in olio extravergine, dove poi ho fatto appassire due scalogni, bagnati poi con aceto balsamico e portati a cottura dolcissimamente aggiungendo acqua q.b. (si devono disfare); immancabile-per me- la guarnizione con due chicchi di uvetta ed un pinolo); alle ore 12 si vede un "alicino" (=panino di alici) ripieno di ricotta di pecora aromatizzata con menta e maggiorana. Procediamo poi in senso orario per trovare: rotolini alici-peperone grigliato e cappero di Pantelleria; pane, burro e alici (grazie a " La Ballera "); alici marinate di Cedroni (grazie a " Gourmet "); rotolini di alici e prosciutto di Parma. Tutte le alici sono rigorosamente CRUDE (e qui si conferma la fiducia nel pescivendolo).
Fonte: venereincucina.blogspot.comChe vi credete? Siamo dei blogger seri noi! Abbiamo anche l'inviata speciale! Mille e mille grazie a Francesca Belli che ha voluto scrivere per noi della sua partecipazione in quello che di sicuro è stato un vortice di profumi, esperienze, conoscenze e meraviglie. Si è appena conclusa l'undicesima edizione di Identità Golose, congresso internazionale degli chef che si tiene ogni anno a Milano e vede coinvolto il gotha mondiale. Il tema di quest'anno, "Una sana intelligenza", da un lato è in linea con quanto tracciato nelle precedenti edizioni, dall'altro sicuramente anticipa parte delle tematiche che ci vedranno coinvolti all'Expo che si terrà a Milano tra un paio di mesi. Come dice l'ideatore di Identità Golose, Paolo Marchi, "l'intelligenza sta tutta nella capacità di star golosamente bene mangiando salute", una sintesi perfetta. Anche l'edizione 2015 ha coinvolto i più grandi cuochi italiani e stranieri in un tourbillon di interventi e show cooking davvero impressionante. Alcuni chef, ammettiamolo, ormai sono vere celebrità che con le loro apparizioni televisive hanno davvero influenzato il modo di concepire anche quotidianamente la preparazione di un pasto. Oggi anche la casalinga abituata a predisporre un pasto per ciurme di familiari affamati cade nella trappola dell'impiattamento e del dover presentare un piatto bello, da mangiare con gli occhi oltre che da gustare con gli altri sensi. A questo hanno contribuito le numerose trasmissioni televisive e mediatiche aventi a tema il food e certamente gli innumerevoli eventi legate a tale ambito. I cuochi hanno un altro compito proprio in virtù del loro potere mediatico: ora devono comunicare anche salute, sia nel piatto grazie alla ricerca di ingredienti di stagione, sia nel cercare di nutrire e preservare il nostro pianeta. Devono convincere il pubblico che una cottura prolungata rischia di alterare le proprietà degli alimenti e distruggerne i principi attivi nutrizionali. Passare da un periodo da onnivori a uno da vegetariani o vegani non significa nutrirsi con piatti tristi da dieta estrema, mangiare sano non è punitivo! Fatte tali premesse, devo ammettere che a scrivere di Identità Golose narrando i vari interventi degli chef o contemplando singolarmente i vari argomenti trattati, il rischio di cadere nel tranello della retorica o dell’ennesima ripetizione in stile copia-incolla di quanto già scritto da altri e dall'ufficio stampa dell'evento stesso è davvero alto. Ecco perché, per evitare di farmi influenzare nella stesura del mio scritto, ho deciso di non leggere nulla di quello che chi mi ha preceduto ha già pubblicato on line, ma di partire dalle mie emozioni ovvero da tutto ciò che mi ha colpito e impressionato o commosso di questa edizione. Essendo la terza volta che partecipavo, diciamo che gli attacchi da selfie compulsivo con gli chef incontrati e l'emozione nell'intrattenersi con loro in una conversazione non sono stati così forti da farmi perdere gli interventi che si sono svolti nelle varie sale. Certo, in questi casi il dono dell'ubiquità sarebbe fantastico perché è risultato davvero difficile destreggiarsi tra i numerosi interventi in ognuna delle sale della fiera. Se deciderete di partecipare, ricordatevi sempre di scaricare con largo anticipo il programma e di tracciare una personale scaletta delle priorità. E' impossibile seguire tutto perché c'è sempre l'imprevisto, persone da salutare e foto assolutamente da scattare. Questo mi porta a spendere due parole sulle ormai famose famigerate food bloggers che invadono gli spazi del MiCo. In un evento dove molti partecipano anche per incontrare, per farsi vedere, per farsi fotografare, intervistare e per scambiarsi contatti e apparire, le food bloggers danno quel tocco di glamour che non guasta mai. Sono fashion food bloggers, nella gran parte dei casi. Come facciano ad essere quasi tutte magre, considerando il numero folle di assaggi cui sono sottoposte, è un mistero peraltro non meno inspiegabile di come queste stakanoviste del post riescano a correre da un punto all'altro a caccia di foto su tacchi da sfilata e spesso in look da red carpet e a rifugiarsi in sala stampa per poi produrre in pochi minuti recensioni, foto ritoccate e commenti da postare su ogni genere di social. Le food bloggers sono forze della natura. Un piattino di prelibatezze e un bicchiere di ottimo vino in mano non mancano mai a Identità Golose. Se pensate di assaggiare tutto quanto vi viene proposto, beh digiunate almeno tre giorni prima. Anche perché è tutto favoloso e appetitoso e quasi certamente prodotto dalla mano di un top chef e magari prima di riassaggiare simili rarità passerà un po' di tempo. Quest'anno alle dieci del mattino assistevo alla semifinale in cui si sfidavano dieci giovanissimi chef per il talent San Pellegrino di fronte ad una super giuria stellata e avrei dovuto assaggiare ben dieci piatti essendo nel parterre. ..Il baccalà la mattina, per quanto cucinato bene, può risultare indigesto! Invece vi racconto dell'emozione e dei visi puliti di questi ragazzi che mi hanno commosso così come i loro abbracci alle fidanzate e ai familiari mentre attendevano il verdetto. In giuria, che nomi!! Dalla Bowerman a Cedroni, Cerea, Oldani, Iaccarino, Cracco. Questi giovani volti inseguono il loro sogno e non temono di sacrificarsi per rincorrerlo! Bravi, un applauso commosso di fronte alle loro lacrime e anche a quelle della bravissima e competente oltre che a me personalmente molto simpatica conduttrice, Francesca Romana Barberini, noto volto del Gambero Rosso Channel. Beh, mi sono commossa anche tuffandomi in un mare di praline e di assaggi cioccolatosi, mentre volavo da uno stand all'altro per incontrarmi con varie amiche. Mi ha emozionato, anzi direi turbato, incontrare dal vivo per la prima volta un personaggio la cui mamma era amica della mia un po' di anni orsono, un mio conterraneo in verità dai modi un po' spigolosi ma davvero un grande Massimo Bottura pluristellato e pluriincoronato chef dell'Osteria Francescana di Modena. I suoi interventi nei tre giorni di Identità hanno generato code pazzesche all'entrata delle sale dove si esibiva coi suoi piatti. Assistere in prima persona alle sue lezioni è davvero esaltante, anche nelle lezioni di vita quotidiana volte al recupero di quanto viene generalmente scartato perché "si butta troppa roba”, dice, “e ci vuole un gesto di umiltà e di generosità”. Così con le bucce di patate e pastinaca si ottengono ottimi passatelli da fare in brodo, dopo averle essiccate e unite all'impasto e pure affumicate per insaporire il brodo stesso. Con le banane mature quasi marce si ottiene un inverosimile gelato, lui lo chiama pesto di cemento, da aromatizzare con habanero tostato e distillato di banana, sino ad arrivare alla creazione di un dolce con le briciole di pane raffermo fatte caramellare e croccantare nello zucchero. Certo a noi paiono follie forse.. ma tra un po' riprenderò anche il tema della follia, vedrete. Lo stesso Bottura ha chiuso con il suo intervento a Identità di Pasta la tre giorni di Identità Golose sperimentando meraviglie per il palato, come un trittico di primi piatti con dei ravioli in brodo di alzavola ripieni di anguilla cotta sottovuoto nella sua gelatina, una volta eliminatane la parte grassa. Ecco questi non sono riuscita ad addentarli ..l'anguilla mi crea qualche problema, lo ammetto pur essendo cresciuta tra i canali della campagna modenese. Ho apprezzato invece gli spaghetti cotti in un'acqua di basilico, con una leggera crema al parmigiano e pinoli, insomma degli spaghetti al pesto senza pesto, un volo pindarico riuscitissimo. Per ultimo uno spaghetto mascherato da lasagna, ottenuto dopo aver cotto e frullato gli spaghetti stessi e averne colorato l'impasto con pomodoro, con parmigiano e biete sino ad avere una lasagna tricolore che verrà fritta e servita con un ragout battuto al coltello e una crema di parmigiano. Anche una tradizionalista emiliana come me ammette che questa lasagna ha un perché: merita una standing ovation. A proposito di follia, Viviana Varese ha aperto il suo intervento con queste parole: "La creatività è uscire fuori dagli schemi. La follia è il mezzo per farlo”. Una Viviana emozionata ma seria mentre ha illustrato i fattori di successo della sua impresa e ha presentato la squadra che l'accompagna nella routine di gestione del suo ristorante Alice presso Eataly. Una squadra che contempla anche una realizzatrice di sogni ..ecco mentre Viviana illustra i suoi piatti dai nomi romanzeschi e Disneyani, tipo il Cappellaio Matto, un cous cous di spaghetti che in realtà sono frutto di innumerevoli preparazioni prima di arrivare al risultato finale e sono pertanto tutto fuorché semplici nonostante i fantasiosi nomi. Il pubblico è muto e attento e curioso di assaggiare questi quadri colorati, i suoi piatti, peraltro quasi tutti senza glutine anche perché "una cucina sempre più sana è il futuro dell'alta ristorazione" come afferma Viviana. I suoi gnocchi colorati, sei colori e sei diverse preparazioni, piatto intitolato Follia, sono più fotografati di un attore famoso. E lei gentilmente ci omaggia pure di un flaconcino contenente un mix di 7 tipi di pepe che sono la base della sua acqua al cacio, il fondo degli gnocchetti colorati. Per non parlare delle tagliatelle di Cicerone, rigorosamente gluten-free, con farina di ceci e un tripudio di sapori nel condimento, dalla cipolla cotta a bassa temperatura al baccalà. Insomma avrete capito che il pomeriggio chiusa a Identità di pasta mi ha lasciato estasiata e un bel due kg di ricordi sulla pancia... Anche se l'alternativa in contemporanea era un susseguirsi di lezioni sui dolci! Perché non è finita. Vi lascio con un altro grande intrattenitore nonostante fosse influenzato, Davide Scabin del Combal Zero di Rivoli, che ci lascia increduli preparando una matriciana perfetta in pentola a pressione risparmiando tempo, sale - noi italiani ne usiamo 4 volte di troppo-, e soprattutto acqua. Con una tale cottura si utilizza l'82% di acqua in meno che moltiplicato per il consumo pro capite italiano di pasta l'anno ci porterebbe a risparmiare ben 17 miliardi di litri d'acqua.. Scettici? Provateci, era eccezionale. Come Scabin invita gli italiani a ricredere nel loro gusto e i ristoranti anche di fascia bassa di emozionare i clienti col cibo, un altro grande chef americano, Mr Tony Mantuano da Chicago, ci ricorda che noi italiani dobbiamo aver cura dei nostri prodotti eccellenti e unici, dobbiamo preservare il buon nome del nostro cibo che è fonte di parte della nostra ricchezza e non permettere che venga malamente imitato. Non ho citato molti altri momenti o interventi, sarebbe troppo lunga. Alla prossima. E' una promessa.
Fonte: apprendistipasticcioni.blogspot.itPer un pranzetto coi fiocchi, vi propongo una pasta risottata molto buona, Orecchiette con cozze, ceci e pomodorini . La risottatura, lo dice il nome stesso, è una tecnica di cottura che consente di cuocere la pasta come un risotto, direttamente nel sugo, opportunamente diluito. Lo chef Moreno Cedroni è uno dei grandi fautori di questa tecnica. Ci spiega che la risottattura non permette all'amido contenuto nella pasta di disperdersi nell'acqua, ma interagisce di continuo con il sugo, rendendo i piatti veramente speciali. Per questo piatto ho usato le orecchiette fresche che hanno pochi minuti di cottura, per cui bisogna fare particolare attenzione che restino al dente e che a fine cottura la salsa non resti molto liquida, ma morbida e vellutata. Ingredienti: 300 gr di orecchiette fresche 300 gr di ceci lessati 300 gr di pomodorini ciliegini 1 kg di cozze 1 dl di olio extravergine d'oliva 1 rametto di rosmarino 1 rametto di timo 1 cucchiaino raso di aglio e peperoncino Ariosto sale Preparazione: Lessate i ceci e teneteli da parte con il loro liquido di cottura. Pulite le cozze, lavatele accuratamente, fatele aprire in un tegame coperto a fuoco vivace. Sgusciatele e filtrate accuratamente il liquido di cottura e versatelo sopra i molluschi. Dividete i pomodorini a metà, eliminate i semi e cuoceteli con l'olio emulsionato con aglio e peperoncino , aggiungete il rosmarino e il timo tritati finemente e un pizzico di sale se serve. Cuocete i pomodorini per 10 minuti circa, poi unite una parte del liquido di cottura riscaldato, sia delle cozze sia dei ceci, mescolate e fate insaporire la salsa per qualche minuto, poi aggiungete le orecchiette fresche che cuocerete nella salsa abbastanza liquida, aggiungendo, se necessario, altro liquido di cottura e mescolando di tanto in tanto. Poco prima di terminare la cottura aggiungete i ceci lessati e per ultimi i molluschi. Il piatto dovrà avere una consistenza morbida, ma non troppo liquida.
Fonte: italiansdoeatbetter.blogspot.itPrimi piatti Ingredienti per 4 persone : - 300 gr. di paccheri - ½ salsiccia - 150 gr. di seppie - 100 gr. di totani - 100 gr. di erbe di campo ( io ho usato del tarassaco ) - 300 ml. di brodo vegetale - 1 spicchio d’aglio, sale e pepe Procedimento : in una padella soffrigere l’olio con l’aglio tritato, unite la salsiccia spellata e sbriciolata con le mani. Tagliate le seppie e i totani a dadini e uniteli in padella , quando le seppie diventeranno bianche aggiungere le erbe di campo ( precedentemente precotte, appena scottate ) il brodo il sale e il pepe, continuare la cottura sino a quando il sugo si sara’ ristretto. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla al dente , saltarla nel sugo affinche’ raggiunga una consistenza cremosa. ( Se vi fa piacere potete aggiungere al sugo un goccio di limone ) Buon appetito. Ho visto questa ricetta alcuni anni fa in TV ed è opera dello chef Moreno Cedroni, e ogni anno a questa stagione la ripropongo visto che adesso è il periodo esatto per le erbe di campo; oggi ho deciso di proporla anche a Voi amici del forum. Come vino io abbino questo piatto a del prosecco frizzante.
Fonte: danieladiocleziano.blogspot.itAvete mica per caso notato che ultimamente mi è presa con le arance? Prima il riso Venere , poi le arance condite , ed ancora i fusilli integrali ...... I motivi sono molteplici: si tratta di frutta rigorosamente di stagione, si sposano con il dolce e con il salato, sono capaci di dare un aroma particolare anche a preparazioni molto semplici, sono sane e salutari......se non vi bastasse tutto ciò un incoraggiamento ulteriore in tal senso mi è arrivato da " La Cucina Italiana " , che ha lanciato una nuova, importante iniziativa: una collaborazione tra la rivista, lo chef Moreno Cedroni ( QUI potete scaricare le sue Ricette della Salute), i suoi Special Ambassadors (di cui sono onorata di fare parte!), e l'AIRC , a sostegno della campagna " Le arance della salute " . Come ormai da diversi anni, s abato 26 gennaio torna nelle piazze italiane l’appuntamento con le Arance della Salute. Con un contributo di 9 euro sarà possibile acquistare una cassetta da due chili e mezzo di arance rosse di Sicilia e un numero speciale della rivista dell'associazione, con i consigli e le ricette per una sana e gustosa alimentazione. Ecco quindi un altro piatto che vede protagonista l'arancia, ancora una volta sposata ai sapori del mare, a dar vita ad un risotto cremoso ed aromatico. Tempo di preparazione: 30 minuti Ingredienti per 2 persone: 200 gr. di riso Carnaroli un'arancia non trattata mezza cipolla piccola 20 gr. di burro 1/2 bicchiere di vino bianco secco brodo vegetale un piccolo trancio di bottarga (io di cefalo della Cooperativa dei Pescatori di Orbetello ) erba cipollina per guarnire (io, purtroppo, ho dovuto usare quella secca) sale e pepe q.b. In una casseruola far imbiondire la cipollina tritata con 10 gr. di burro. Unire il riso e lasciarlo tostare un paio di minuti. Sfumare con il vino bianco, lasciare evaporare e portare a cinque minuti dalla fine della cottura allungando con del brodo vegetale caldo e mescolando spesso. Cinque minuti prima della fine della cottura prevista, unire il succo filtrato di un'arancia, aggiustare se necessario di sale e finire di cuocere. Prima di servire, mantecare coni rimanenti 10 gr. di burro. Servire completando con la bottarga grattugiata al momento, con l'erba cipollina sminuzzata e, a piacere, con del pepe macinato al momento. E ricordatevi il 26 gennaio di andarvi a comprare le vostre Arance della Salute!
Fonte: thedreamingseed.blogspot.itLa ricetta di oggi l’ho tratta dal libro Caffè in cucina a cura di Debora Bionda e Carlo Vischi ricevuto grazie alla vincita del contest di Cinzia ed Elena : Tutti i sapori del caffè , nella sezione ricette salate con i Ravioli di sfoglia al caffè ripieni di zucca . Il libro Caffè in cucina nasce da un progetto editoriale di Lavazza con l’editore Gribaudo, curato da due esperti di gastronomia Debora Bionda e Carlo Vischi ed ha la prefazione firmata dallo chef catalano Ferran Adrià. Nel libro si possono trovare curiosità sulla scoperta, sull’origine del caffè fino alle quarantotto ricette proposte da ventiquattro chef italiani e non, solo per citare alcuni nomi: Massimo Bottura, Davide Scabin, Igles Corelli, Moreno Cedroni. Le ricette sono corredate dagli abbinamenti dei vini, da pensieri e ricordi legati al caffè, oltre che da belle foto dei piatti. Mi sono cimentata - è doveroso dire in punta di piedi - con una ricetta salata di Moreno Cedroni: Totani con finocchi, fonduta e polvere di caffè. Appena l’ho letta mi ha incuriosito l’abbinamento della fonduta e della polvere di caffè ai totani e ai finocchi; provandola, ho constato che hanno dato al piatto oltre a due note di colore anche un sapore e profumo molto gradevole. Non c’erano dubbi! Ricetta di Moreno Cedroni tratta da Caffè in cucina a cura di Debora Bionda e Carlo Vischi, Gribaudo, 2007 Ingredienti: 200 g di totani 300 g di finocchi 5 g di zucchero 5 g di soia 5 g di olio extra vergine di oliva caffè in polvere sale Per la fonduta: 50 g di fontina 1 dl di latte 1 tuorlo Preparazione: Si puliscono i totani e si tagliano a julienne. Si lavano i finocchi e si tagliano a fettine, si fanno sbollentarli per 10 secondi, si sgocciolano e si lasciano raffreddare. Si mettono in bicchiere del frullatore 200 g di finocchi con l'acqua, lo zucchero, e un pizzico di sale. Una volta frullato, si passa al setaccio la purea ottenuta. Si condiscono i rimanenti finocchi (100 g) con la soia e l'olio extravergine di oliva. Per la fonduta si taglia la fontina a dadini e si mette a bagnomaria con il latte. Quando il formaggio sarà sciolto si aggiunge il tuorlo e si amalgama. Si continua la cottura fino a raggiungere la temperatura di 85° C (Io non avendo il termometro, l'ho cotta fino a che non si è addensata un po'). Al termine della cottura si filtra ad un setaccio fine (io non l’ho filtrata) e si lascia raffreddare. In una padella antiaderente calda si scottano i totani, si salano e si aggiungono ai finocchi. Su un piatto si fa con un cucchiaio una striscia di fonduta e una striscia di salsa ai finocchi, nel centro si sistemano dei mucchietti di totani e finocchi. Infine si spolverizza il piatto con caffè in polvere. Ringrazio di cuore Cinzia ed Elena.
Fonte: sciroppodimirtilliepiccoliequilibri.blogspot.itLa colazione di Capodanno Ripartire di slancio dopo i bagordi con una ricetta presentata in due versioni: energy e junk food La Colazione dello sciatore preparata da Federico Zanasi , chef modenese che si divide in inverno tra l'hotel Principe delle Nevi di Cervinia (Aosta) e in estate al Clandestino di Moreno Cedroni a Portonovo (Ancona) Come riprendersi dai bagordi del Capodanno? Con una supercolazione, che potete fare in due modi. La prima è la colazione dello sciatore , un’opzione energy , più elaborata che trovate in hotel da noi a Cervinia, per tipi che hanno voglia di rimettersi subito in pista. La seconda è un’opzione più semplice, più junk food : è per quelli che si svegliano a casa e vogliono usare creativamente ingredienti che si trovano in quasi ogni dispensa. O reperibili facilmente al supermercato. Buon risveglio. RICETTA 1 La colazione dello sciatore (hotel) per il croccante 100 g burro 110 g zucchero di canna 115 g farina di mandorle 100g farina tipo “00” 40 g nocciole tritate 10 g yogurt in polvere 1 buccia d’arancia Mettere tutti gli ingredienti - tranne yogurt e arancia - in planetaria e formare un panetto. Congelare, grattugiare e cuocere a 150°C per 12 minuti. Fuori dal forno, spolverare con buccia d’arancia e yogurt in polvere. per le carote 100 g sciroppo 30°b 2 carote tagliate a cubetti 1 bacca di vaniglia Bollire lo sciroppo con la vaniglia, spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. per il cremoso al lime 200 g latte intero 8 g glucosio 8 g gelatina 400 g panna fresca 35% M.G. 380 g cioccolato bianco Sciogliere il cioccolato a 45°C e aggiungere il glucosio. Portare il latte a ebollizione, aggiungere la gelatina. Versare poco alla volta sul cioccolato in modo da ottenere una consistenza elastica e brillante. Aggiungere la panna liquida e fredda. Mescolare per qualche secondo e lasciar cristallizzare per una notte in frigorifero a 5°C. Grattugiare la buccia di un lime. per il gelato al latte di montagna 250 g latte 250 g panna 35% M.G. 125 g di zucchero 5 g zucchero invertito 10 g glucosio 1 g farina di carrube Portare il latte e la panna a 45°C, aggiungere zuccheri e stabilizzante. Portare tutto a 85°C, raffreddare e far riposare in frigo 12 ore e poi mantecare. È importante rispettare il volume e la capacità della turbina. per il succo Energy 1 kg carote con estremità verde 2 arance con la buccia 2 limoni 100 g sciroppo 30° baumè Centrifugare e passare lo sciroppo al setaccio, aggiungere lo sciroppo e conservare in frigorifero. per la crema di nocciole 200 g nocciole tostate 40 g olio di semi 50 g zucchero semolato Frullare al minipimer e conservare in un sac-à-poche. per la torta di carote 500 g carote grattugiate 500 g mandorle in farina 100 g farina 100 g farina 00 450 g zucchero 250 g tuorli 350 g albume a neve Succo e scorza grattugiata di due limoni Granella di mandorle per le tortiere Imburrare bene delle tortiere con bordo alto cm 2, 5-3 e farvi aderire della granella di mandorle fine. A parte, sbattere bene i rossi d’uovo con metà dello zucchero, quindi miscelare le carote grattugiate, il succo e la scorza grattugiata dei due limoni, le mandorle ridotte in farina, la fecola e la farina setacciate assieme e per ultimi gli albumi montati a neve ferma con l’altra metà dello zucchero. Versare nelle tortiere riempiendo a tre quarti e cuocere a 180°C per 25 minuti. Presentazione Adagiare nel piatto un cucchiaio di yogurt, coprire per metà col croccante di nocciole e alcuni cubi di torta di carote, sistemare il cremoso e adagiarvi l’insalata di arance e carote sopra, fare 3 piccoli spuntoni di crema alle nocciole e completare col gelato al latte. Servire con il succo Energy. RICETTA 2 La Colazione junk food (casalinga) per il croccante Un pacchetto di biscotti Digestive che triteremo con un mortaio, batticarne, mattarello, bottiglia vuota. 30 g nocciole tritate 1 grattata di buccia d’arancia per le carote Grattugiare finemente una carota e condirla con sciroppo di zucchero di canna (se si guarda bene, soprattutto dopo le feste, se ne trova sempre una bottiglia iniziata). per il cremoso al lime Prendere un Müller al cioccolato bianco e grattugiarci sopra un po’ di lime. per il gelato al latte di montagna Una confezione di Häagen-Dazs (o la marca che preferite) alla vaniglia. per il succo Energy Succo Ace della vostra marca preferita per la crema di nocciole Nutella. per la torta di carote Plum cake alla carota, Camille del Mulino Bianco, Magdalen alla carota... Presentazione Dopo aver svuotato la dispensa, assembliamo i nostri acquisti in una capiente ciotola con le stesse modalità del primo dessert. Federico Zanasi, modenese, già sous-chef di Moreno Cedroni , si divide d'inverno tra il Principe delle Nevi di Cervinia (Aosta) e d'estate al Clandestino a Portonovo (Ancona) credit/ideantitagolose.it da identitagolose.it 31-12-2012
Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.itPer un pelo...per un pelo son arrivata tardi..:)) E quindi propongo la mia ricetta "fuori concorso"... No, confesso la verità, non ho trovato il coppapasta a forma di cuore, l'ho perso nei meandri della mia cucina...sarà finito da qualche parte, prima o poi uscirà fuori, ma per partecipare al primo e romantico contest di Eli-Fla , sarà troppo tardi....Avrei potuto rimediare in altro modo, disegnando un cuore sulla tartare con i ribes ad esempio, cosa che ho fatto con risultato molto scadente, ma volevo il mio coppacuore e senza di quello nulla...non si poteva.. Però Fla cara, dolce e vulcanica amica, ti dedico il cuore appeso all'uscio di casa mia e se ti va, malgrado il mio ritardo, provala questa tartare...è semplicemente deliziosa. Ti mando un abbraccio forte forte e spero di rivederti presto nella nostra Bologna... Tartare di capasanta e avocado. Ingredienti per 2 persone : 4 capesante 1/2 avocado foglie di maggiorana olio evo, fleur de sel, pepe bianco una punta di cucchiaino di senape di Digione un cucchiaino di succo di limone freschissimo o di aceto di mele un rametto di ribes L'altra sera ho seguito su youtube, alcune lezioni tenute da Moreno Cedroni, un vero genio della cucina, che mi hanno ispirata nella preparazione di questa tartare. Mettere a bollire un tegamino di acqua. Pulire perfettamente le capesante dalla sacchetta di sabbia, sciacquarle e, con l'aiuto di una schiumarola, passarle per una quindicina di secondi nell'acqua bollente per dare loro uno shock termico. Questo le farà avere un aspetto traslucido e le renderà più tenere. Scolarle perfettamente. Tagliare a pezzetti piccoli un mezzo avocado e metterlo in una ciotola. Tagliare anche le capesante a tartare. Preparare il condimento : emulsionare tre cucchiai di olio evo delicato, un cucchiaino di succo di limone o di aceto di mele, macinare una buona presa di pepe bianco e di fleur de sel. Aggiungere la puntina di un cucchiaio di senape di Digione e le foglioline di maggiorana. Condire la tartare e porre in frigorifero coperta per circa un'ora. Servirla con una manciata di chicchi di ribes. Ho suggerito l'aceto di mele al posto del succo di limone, perchè personalmente non lo amo accostato al pesce. L'altra sera ero a cena in un ristorante a Cesenatico e sul menù c'era scritto: Noi ci impegnamo a preparare un fritto croccante, vi preghiamo di non rovinarlo con il limone. Beh condivido totalmente, anche se non c'è fritto. Bonne nuit.... Sabrina
Fonte: lesmadeleinesdiproust.blogspot.itFinalmente ho provato la salsa lamponi e zenzero di Moreno Cedroni.....innanzitutto voglio ringraziare per tutti i suggerimenti ricevuti da parte vostra, alcuni dei vostri abbinamenti erano più o meno quelli che avevo pensato anch'io....ma quanto ci sbagliavamo! Risolutiva è stata Alex , che è risalita al sito di Moreno Cedroni ....ragazzi, io non ci avevo proprio pensato! Ho quindi scoperto che gli abbinamenti sono con: tonno crudo , pesce spada crudo , pesci e carni affumicate , uova bollite ...... Tra l'altro sul sito c'è anche una ricetta , che io ho subito provato....eccola! Per 4 persone Per le uova: scaldare una padella antiaderente, se di diametro di 25 cm ci stanno tutte e 4. Quando ben calda abbassare la fiamma, rompere le uova e farle delicatamente atterrare sul piano della padella. Si noterà che la chiara inizierà a rapprendersi e di conseguenza diventare bianca. Nel momento in cui il tiorlo comincia a scaldarsi, coprire la padella per pochi minuti fino a quando il rosso inizierà a cambiare colore. Raffreddare velocemente. Per il tonno affumicato: affettarlo sottile (ho usato quello già affettato...più pratico!) Panino (io ho usato delle fette di pane trentino comprato ai semi di girasole comprato domenico ad una fiera) : renderlo fragrante e adagiare sulla parte inferiore delle foglie di insalata tenere tipo lollo (io non avendo l'insalata ho usato dei pomodorini) . ricoprire di fette di tonno, porvi sopra l'uovo con un pizzico di sale nella parte bianca (e una macinata di pepe) , irrorando con la salsa di lamponi e zenzero e dell'olio extravergine di oliva. Coprire quindi con l'altra metà del panino. Che dire: un gran panino davvero mitico, una grande armonia di sapori!! Veniamo alla salsa: il sapore prevalente è senza dubbio la senape ma sul finale prevalgono le note di lampone (lo zenzero quasi non si sente, o per lo meno, io non lo sento) è morbida e vellutata....una vera delizia! Assaggiandola mi sono resa conto che l'idea di abbinarla a dei formaggi è da scartare....non legherebbe proprio, però con della carne semplicemente cotta sulla griglia la voglio provare! Se vi capita questa salsa tra le mani non fatevela scappare....è assolutamente da provare! Il panino ce lo siamo pappati sorseggiando un Prosecco di Valdobbiadene di Gancia, comprato sempre domenica (la fiera era a Canelli - Asti - dove si trova la ditta Gancia, di cui abbiamo visitato le cantine.....e svuotato l'enoteca!!!!!!) ********************* Aggornamento: la salsa l'ho provata anche così, semplicemente sulle uova sode....DIVINA!!!
Fonte: curiosandoincucina.blogspot.itSono tornata. Quante emozioni. Il mio cuore è pieno. Pieno di riconoscenza per tutte le persone che hanno creduto in me… per tutto l’affetto che ho ricevuto…. Sono frastornata ma felice e di una felicità così pura e semplice che da tempo non provavo. Ho capito che qualcosa di ‘magico’ sarebbe accaduto nella mia vita appena ho messo il mio piedino nella hall di quel mondo fatato che è La Maison Moschino ….mi sono ritrovata dentro nuvole di tutte le forme…che sensazione di leggerezza e stupore… Quando poi, per la pausa pranzo, Anna ed io, ci siamo ritrovate sedute ad una tavola apparecchiata con una tale eleganza ma ancor più apprezzabile perchè discreta e non ostentata …. ed un cuore era lì che ci aspettava…. bhe…ne ero certa..quello sarebbe stato il sogno non solo mio, ma anche di tutte le amiche che, di lì a poche ore, avrei incontrato a Milano! Sotto la doccia, quel venerdì mattina, ho cercato di lavar via tutto quello che di negativo, bislacco e doloroso mi ero portata dietro e credo di esserci riuscita. Sono arrivata al Teatro 7 di Milano, la mattina verso le nove e due persone splendide erano lì ad aspettarmi… Due persone dalla pazienza incredibile che mi hanno aiutata a sistemare la location nel modo più appropriato perchè tutto potesse funzionare al meglio..…. Ma soprattutto c’era lei, Veronica, il mio angelo custode. Veronica che ha saputo incoraggiarmi nel modo più delicato…mi ha detto….sii te stessa Laura…ed io, così, ho fatto…... E’ quando però le ho viste arrivare…. quando le ho viste entrare così radiose ed emozionate come me…ecco, in quel preciso istante, nonostante il nodo in gola, ho capito che il mio posto era proprio lì con loro, in mezzo, a loro e mi sono sentita a casa. E proprio come quando si organizza una festa tra amici ci si diverte a cucinare insieme così abbiamo fatto noi.. con una grande armonia… C’era tanta allegria, voglia di conoscersi, non c’erano invidie o competizioni, solo un grande e naturale spirito di collaborazione. La farina, lo zucchero, viaggiavano da una postazione all’altra; chi lavava la frutta,chi pesava gli ingredienti, chi sbucciava le mele, chi montava le uova, chi ungeva le teglie, insomma, ognuno aiutava l’altro. Ecco, adesso che le prime torte sono in forno…. per un attimo mi metto in disparte, voglio ‘godermi’ lo spettacolo che ho di fronte agli occhi: chiacchierano tra di loro, ridono, scherzano, si abbracciano….. sono felici, soddisfatti nel vedere crescere le ‘nostre’ torte dentro i forni ..e mentre il profumo si spande per la stanza … addolcisce i nostri animi… perchè alla fine, ognuno di noi è arrivato lì, portandosi dietro anche cose non facili da superare ma che fanno parte della vita. Poi è arrivato il momento del caffè, una piccola pausa , ci siamo seduti intorno al tavolo e come spesso accade tra amici è venuto spontaneo cominciare a raccontarci le storie che stanno dietro le torte preparate insieme. Che momento indimenticabile!!!!! Abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo commossi, e i racconti scorrevano via con una spontaneità che mi faceva venire i brividi…. abbiamo raccontato ricordi molto intensi, così privati e così veri, ci siamo raccontate per quello che siamo ed è stato bellissimo...attimi irripetibili.. e io vi ringrazio ancora pubblicamente per quello che mi avete donato! Cosa può nascere da un incontro ….pura e inimmaginabile Magia! Vero Vivi ? Voglio ringraziare Vallé, perché ha dato, a noi blogger, la possibilità di ritrovarci ancora una volta insieme e di vivere un’esperienza così unica e intensa. Ringrazio quei tre cuori … Veronica Suzzani, Anna Pasqualetti e Chiara Crocetti della MindShare perchè hanno, incredibilmente, creduto in me. Ringrazio Antonella e Gualtiero del Teatro 7 di Milano per la pazienza, la professionalità che li ha contraddistinti. Ringrazio il fotografo Roberto Granatiero e il simpatico cameraman perchè sono riusciti a divincolarsi tra ragazze impazzite di gioia. Ringrazio Cristina Elia ( Kuricettario ) e cuoca di Vallé perchè senza di lei non sarebbe stata la stessa cosa ed io l’adoro! Ringrazio Marina Malvezzi perchè incontrandola poco prima dell’inizio dell’evento, con il suo modo di fare spontaneo e la sua simpatia mi ha aiutato a capire che era ‘naurale’ che io fossi lì. Ringrazio la Maison Moschino che ci ha accolto in un mondo da sogno… Ringrazio i braccio destro di Moreno Cedroni, Antonio Bufi (e tutto il suo staff) per averci regalato una cena, al Clandestino , di inusitata delicatezza, una vera esperienza per il palato che consiglio a tutti! Ringrazio le mie amiche e colleghe blogger…. per la loro dolcissima spontaneità, per l’affetto e la stima che mi hanno regalato. Sono state meravigliose e se la giornata è stata un vero successo è anche grazie a loro! Ringrazio …. la Pippi…cioè ..la sottoscritta…perchè nonostante stia vivendo un periodo non facile….mi ha sorpreso per la sua capacità di riscoprire quello che è veramente importante nella vita: l’amore e l’affetto, sì, ma quelli sinceri e spontanei… null’altro conta. e poi..voglio dire….ho vinto pure l’OSCAR!!!!!! Grazie a voi che mi leggete sempre e che siete riusciti ad arrivare fin qui. La Pippi tornerà presto alla prossima Ps. qui l’elenco delle mie amiche in rigoroso ordine sparso: Anna di Anna the Nice Elena di Meno male che sono golosa Claudia di Verdecardamomo Chiara di Sorelle in Pentola Viviana di Cosa ti preparo per cena Morena di Menta e Cioccolato Nadia di Mamma che Buono! Simona di Le Pellegrine Artusi Marta di Streghetta in Cucina Annalisa di In cucina con Me Loriana di La Mercante di Spezie Aurelia di Profumi in Cucina Marzia di Il Mondo di Adrenalina Claudia di Scorza d’arancia
Fonte: iocomesono-pippi.blogspot.comSono tornata. Quante emozioni. Il mio cuore è pieno. Pieno di riconoscenza per tutte le persone che hanno creduto in me… per tutto l’affetto che ho ricevuto…. Sono frastornata ma felice e di una felicità così pura e semplice che da tempo non provavo. Ho capito che qualcosa di ‘magico’ sarebbe accaduto nella mia vita appena ho messo il mio piedino nella hall di quel mondo fatato che è La Maison Moschino ….mi sono ritrovata dentro nuvole di tutte le forme…che sensazione di leggerezza e stupore… Quando poi, per la pausa pranzo, Anna ed io, ci siamo ritrovate sedute ad una tavola apparecchiata con una tale eleganza ma ancor più apprezzabile perchè discreta e non ostentata …. ed un cuore era lì che ci aspettava…. bhe…ne ero certa..quello sarebbe stato il sogno non solo mio, ma anche di tutte le amiche che, di lì a poche ore, avrei incontrato a Milano! Sotto la doccia, quel venerdì mattina, ho cercato di lavar via tutto quello che di negativo, bislacco e doloroso mi ero portata dietro e credo di esserci riuscita. Sono arrivata al Teatro 7 di Milano, la mattina verso le nove e due persone splendide erano lì ad aspettarmi… Due persone dalla pazienza incredibile che mi hanno aiutata a sistemare la location nel modo più appropriato perchè tutto potesse funzionare al meglio..…. Ma soprattutto c’era lei, Veronica, il mio angelo custode. Veronica che ha saputo incoraggiarmi nel modo più delicato…mi ha detto….sii te stessa Laura…ed io, così, ho fatto…... E’ quando però le ho viste arrivare…. quando le ho viste entrare così radiose ed emozionate come me…ecco, in quel preciso istante, nonostante il nodo in gola, ho capito che il mio posto era proprio lì con loro, in mezzo, a loro e mi sono sentita a casa. E proprio come quando si organizza una festa tra amici ci si diverte a cucinare insieme così abbiamo fatto noi.. con una grande armonia… C’era tanta allegria, voglia di conoscersi, non c’erano invidie o competizioni, solo un grande e naturale spirito di collaborazione. La farina, lo zucchero, viaggiavano da una postazione all’altra; chi lavava la frutta,chi pesava gli ingredienti, chi sbucciava le mele, chi montava le uova, chi ungeva le teglie, insomma, ognuno aiutava l’altro. Ecco, adesso che le prime torte sono in forno…. per un attimo mi metto in disparte, voglio ‘godermi’ lo spettacolo che ho di fronte agli occhi: chiacchierano tra di loro, ridono, scherzano, si abbracciano….. sono felici, soddisfatti nel vedere crescere le ‘nostre’ torte dentro i forni ..e mentre il profumo si spande per la stanza … addolcisce i nostri animi… perchè alla fine, ognuno di noi è arrivato lì, portandosi dietro anche cose non facili da superare ma che fanno parte della vita. Poi è arrivato il momento del caffè, una piccola pausa , ci siamo seduti intorno al tavolo e come spesso accade tra amici è venuto spontaneo cominciare a raccontarci le storie che stanno dietro le torte preparate insieme. Che momento indimenticabile!!!!! Abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo commossi, e i racconti scorrevano via con una spontaneità che mi faceva venire i brividi…. abbiamo raccontato ricordi molto intensi, così privati e così veri, ci siamo raccontate per quello che siamo ed è stato bellissimo...attimi irripetibili.. e io vi ringrazio ancora pubblicamente per quello che mi avete donato! Cosa può nascere da un incontro ….pura e inimmaginabile Magia! Vero Vivi ? Voglio ringraziare Vallé, perché ha dato, a noi blogger, la possibilità di ritrovarci ancora una volta insieme e di vivere un’esperienza così unica e intensa. Ringrazio quei tre cuori … Veronica Suzzani, Anna Pasqualetti e Chiara Crocetti della MindShare perchè hanno, incredibilmente, creduto in me. Ringrazio Antonella e Gualtiero del Teatro 7 di Milano per la pazienza, la professionalità che li ha contraddistinti. Ringrazio il fotografo Roberto Granatiero e il simpatico cameraman perchè sono riusciti a divincolarsi tra ragazze impazzite di gioia. Ringrazio Cristina Elia ( Kuricettario ) e cuoca di Vallé perchè senza di lei non sarebbe stata la stessa cosa ed io l’adoro! Ringrazio Marina Malvezzi perchè incontrandola poco prima dell’inizio dell’evento, con il suo modo di fare spontaneo e la sua simpatia mi ha aiutato a capire che era ‘naurale’ che io fossi lì. Ringrazio la Maison Moschino che ci ha accolto in un mondo da sogno… Ringrazio i braccio destro di Moreno Cedroni, Antonio Bufi (e tutto il suo staff) per averci regalato una cena, al Clandestino , di inusitata delicatezza, una vera esperienza per il palato che consiglio a tutti! Ringrazio le mie amiche e colleghe blogger…. per la loro dolcissima spontaneità, per l’affetto e la stima che mi hanno regalato. Sono state meravigliose e se la giornata è stata un vero successo è anche grazie a loro! Ringrazio …. la Pippi…cioè ..la sottoscritta…perchè nonostante stia vivendo un periodo non facile….mi ha sorpreso per la sua capacità di riscoprire quello che è veramente importante nella vita: l’amore e l’affetto, sì, ma quelli sinceri e spontanei… null’altro conta. e poi..voglio dire….ho vinto pure l’OSCAR!!!!!! Grazie a voi che mi leggete sempre e che siete riusciti ad arrivare fin qui. La Pippi tornerà presto alla prossima Ps. qui l’elenco delle mie amiche in rigoroso ordine sparso: Anna di Anna the Nice Elena di Meno male che sono golosa Claudia di Verdecardamomo Chiara di Sorelle in Pentola Viviana di Cosa ti preparo per cena Morena di Menta e Cioccolato Nadia di Mamma che Buono! Simona di Le Pellegrine Artusi Marta di Streghetta in Cucina Annalisa di In cucina con Me Loriana di La Mercante di Spezie Aurelia di Profumi in Cucina Marzia di Il Mondo di Adrenalina Claudia di Scorza d’arancia
Fonte: iocomesono-pippi.blogspot.com