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Ingredienti 6 n Ciliegie Sciroppate 6 n Kiwi 6 cu Liquore All' Arancia 4 n Pompelmo Rosa 4 hg Ribes Rosso 4 hg Sorbetto Al Limone 2 hg Sorbetto D'arancia Preparazione 4 pompelmi rosa 400 g di ribes 200 g di sorbetto di arancia 400 g di sorbetto di limone 6 piccoli kiwi 6 ciliegie sciroppate 6 cucchiai di liquore all'arancia. Mettete in frigo per mezz'ora 6 grossi bicchieri a calice o coppe. Nel frattempo sbucciate i pompelmi al vivo e pelate al vivo anche gli spicchi, raccogliendo in una ciotola il succo che colera durante l'operazione. Mettete gli spicchi in una c i o t o l a , spruzzateli con il liquore all'arancia e lasciateli macerare per mezz'ora. Sbucciate e tagliate a ventaglietti i kiwi. Mettete sul fondo dei bicchieri gelati gli spicchi di pompelmo con il loro succo di macerazione, copriteli con uno strato di sorbetto di limone (dello spessore di 2 dita) e su questo fate uno strato con i ribes, prima sgranati con una forchetta e lavati. Posate nel centro dei ribes una pallina di sorbetto di arancia e tutt'attorno disponete i kiwi. Decorate con una ciliegia sciroppata, snocciolata. A piacere, potete disporre tra i vari strati di gelato e frutta un dischetto di pan di Spagna oppure uno strato di meringnette sbriciolate. In tal caso, sostituirete il sorbetto di limone con sorbetto di menta, per avere una maggiore variazione di colori.

Fonte: donnamoderna.com

L'alternativa di quest'estate è la pioggia ... o meglio mi correggo quest'estate è incontinente!!! Vabbé non è che si possa far molto a proposito, ci prendiamo quel che viene. Possiamo consolarci con un piatto che di estivo non ha niente ... Via gli ingredienti leggeri, da parte le insalate, le capresi, i carpacci, le paste fredde, i gelati ... Torniamo all'autunno ed ai suoi prodotti!! W il calore delle pentole e dei forni accesi!!! Perché? Perché anche se la chiamano estate, non lo sembra poi tanto!! Padellaccia di funghi, patate e salsiccia 1 salsiccia a capa (a testa, a persona) patate funghi (champignons e porcini - i primi in quantità maggiore dei secondi) 1 carota tritata 1 aglio tritato olio extravergine d'oliva sale q.b. Prepariamo gli ingredienti. Sbucciamo le patate, tagliamole a spicchi non troppo grossi e mettiamole in una ciotola piena d'acqua fredda così che perdano un pò d'amido. Tagliamo anche i funghi a fettine, le salsicce a tocchetti. Tritiamo l'aglio e la cipolla. In una padella facciamo soffriggere nell'olio l'aglio e la cipolla. Aggiungiamo poi le patate, dopo una decina di minuti i funghi. Facciamo cuocere fino a che l'acqua che i funghi hanno prodotto durante la cottura sia completamente evaporata. A questo punto mettiamo in pentola i tocchetti di salsiccia e facciamo cuocere fino a completa cottura della carne. Aggiungiamo sale se ce n'è bisogno e portiamo in tavola caldissimo. E tutta questa pioggia mi porta alla mente questa splendida canzone di Pino Daniele, ancora più bella nella versione live cantata a Piazza Del Plebiscito nel 2008 ... il video lo trovate dopo il testo!! Quanno Chiove E te sento quanno scinne 'e scale 'e corza senza guarda' e te veco tutt'e juorne ca ridenno vaje a fatica' ma mo nun ride cchiù. E luntano se ne va tutt'a vita accussì e t'astipe pe nun muri'. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Se fa scuro e parla 'a luna e te vieste pe' senti' pe' te ogne cosa po' parla' ma te restano 'e parole e 'o scuorno 'e te 'ncuntra' ma passanno quaccheduno votta l'uocchie e se ne va. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Rosa "Un cuoco è formato anche da momenti piccoli, come andare nell’orto" Ciccio Sultano

Fonte: cookinginrosa.blogspot.it

"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......." Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli, con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.E sentivo odori, sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo. Oggi da adulta, una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade. La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace. Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura? Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo curry,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano..... Curry di patate (fonte:ecurry) 2 cucchiai di olio vegetale 1 cucchiaino di semi di cumino 1 bastoncino di cannella 2 bacche di cardamomo (facoltativo) 1 cipolla media rossa 1\2 peperoncino verde 2 spicchi di aglio 1 cucchiaino colmo di zenzero tritato fresco 1 cucchiaino di coriandolo in polvere 1\2 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere 1\2 cucchiaino di curcuma 1 tazza di pomodori freschi (o in scatola) tritati sale prezzemolo fresco Io preferisco cuocere le patate a parte ed aggiungerle solo durante gli ultimi minuti di cottura. Quindi le faccio bollire con la buccia e le tolgo quando ancora si possono tagliare agevolmente. Le faccio raffreddare un pò, poi le sbuccio e le taglio a dadini di media grandezza. Per il curry: per prima cosa tritate l'aglio e mescolatelo insieme allo zenzero fresco tritato. Prendete una padella (possibilmente il wok) e senza aggiungere olio,fate tostare (avendo cura di girare in continuazione) la cannella e i semi di cardamomo. Una volta che avranno sprigionato i loro profumi ed insaporito il fondo della padella,toglieteli. mettete l'olio ,fatelo scaldare e unite i semi di cumino. Fateli friggere,inizierete a sentire il loro aroma caratteristico. A questo punto unite la cipolla tritata e il peperoncino verde. Fatela soffriggere finchè diviene lucida, mescolando con cura. Aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e fate insaporire a fiamma bassa per cinque minuti. Aggiungere i pomodori . A questo punto unite anche il sale,la curcuma, il peperoncino in polvere e il coriandolo (io aggiungo i semini pestati anzichè la versione in polvere). Si fa evaporare l'acqua dei pomodori e si continua la cottura per una decina di minuti. Cinque minuti prima del termine della cottura unite le patate lessate e fate insaporire.Se dovesse restringersi troppo il fondo, unite dell'acqua. Guarnite con coriandolo fresco (se lo trovate) oppure prezzemolo tritato.

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Tantissime ricette della cucina araba , dedicate a tutti coloro che amano i sapori ricchi di gusto e che rimandano a terre lontane. Le ricette arabe hanno ingredienti particolare ma non sempre facilissimi da trovare: in questa sezione vedremo insieme come realizzare a casa propria dei piatti particolari, anche rivisitati in chiave occidentale che piaceranno a tutta la famiglia. Si tratta di una cucina particolare, perfetta ad esempio per stupire i vostri ospiti durante una cena particolare e dai gusti forti. 1.- Verdure ripiene di couscous e pomodori. 2.- Tabulè di cuscus con cozze e finocchio. 3.- Tabulè con tofu e peperoncini. 4.- Tabulè alla frutta. 5.- Cous Cous con verdure e pollo. 6.- Delizia del sultano. 7.- Il caffè turco è diffuso in buona parte dei paesi del medio oriente, della penisola balcanica e del mondo arabo. 8.- Cuscus freddo con pomodori e cipollotti. 9.- Cuscus vegetariano con salsa alla tahina. 10.- La cucina nigeriana risulta quanto meno sorprendente, per l’uso d’ingredienti per noi sconosciuti e per il modo in cui sono cucinati. Se ti è piaciuta la ricetta, iscriviti al feed cliccando sull’immagine per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Fonte: lacucinadisusana.blogspot.com.ar

Magari lo cucino con le mandorle del campo della mia famiglia, con le arance biologiche e con il cioccolato equo e solidale? Il gusto alla mandorla, arancia e cioccolato... di CalogeroM <a data-pin-do="embedUser" href="http://www.pinterest.com/CMRicette/"data-pin-scale-width="80" data-pin-scale-height="200" data-pin-board-width="400">Visita il profilo di Calogero su Pinterest.</a><!-- Please call pinit.js only once per page --><script type="text/javascript" async src="//assets.pinterest.com/js/pinit.js"></script> Stupendo l'abbinamento frutta secca - agrumi di Gilles Carbone della gelateria Il Geko di piazza Morbegno (Milano) con il Gelato del sultano ... <blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Mandorla, arancia e cioccolato, Castello Sforzesco, Milano, Gelato Festival <a href="https://twitter.com/CMViaggi">@CMViaggi</a> <a href="https://twitter.com/CalogeroMira">@CalogeroMira</a>... <a href="http://t.co/r4cWojYvdQ">http://t.co/r4cWojYvdQ</a></p>&mdash; CMRicette (@CMRicette) <a href="https://twitter.com/CMRicette/statuses/473922702181269504">3 Giugno 2014</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script> Panna oltre al latte qui? <!-- Place this tag in your head or just before your close body tag. --> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js"></script> <!-- Place this tag where you want the widget to render. --> <div class="g-post" data-href="https://plus.google.com/108207171961009482025/posts/ZKsPhvNf83t"></div> Vi piace questo variegato al cioccolato? Martedì tre giugno '14

Fonte: CMRicette.blogspot.com

Godersela prima della fine Trentadue chef scelgono in un tweet il miglior piatto e il miglior vino. A un passo dall'apocalisse Dinner in the sky : a Londra si può mangiare appesi a una gru a 50 metri da terra. Reggerà alla fine del mondo? Abbiamo chiesto a 32 cuochi l'ultimo desiderio in caso i Maya avessero ragione e domani il mondo dovesse finire: cosa bevi? cosa mangi? eventualmente, in quale ristorante? Occorreva rispondere nelle dimensioni di un tweet da 140 battute. Buona fine del mondo. Andrea Alfieri , Majestic Gourmet, Madonna di Campiglio (Trento) La variazione di foie gras di Norbert Niederkofler con una Cuvée Anna Clementi Rosé Stefano Baiocco , Villa Feltrinelli, Gargnano (Brescia) Farei un bagno dentro a una pasta e fagioli con cotiche, salsicce e costine di maiale. E ci berrei volentieri un 50&50 Avignonesi & Capannelle Italo Bassi , Enoteca Pinchiorri, Firenze I Passatelli in brodo di cappone di mia mamma, insuperabili. E Krug Clos du Mesnil 1988. Come posto, vorrei tornare al Trigabolo di Argenta Cristina Bowerman , Glass Hostaria, Roma Pasta e piselli di mia nonna con tanta pancetta: yummie! Barbera Mossa di Monbaruzzo : mia suocera Elena la cita sempre con occhi sorridenti Chicco Cerea , Da Vittorio, Brusaporto (Bergamo) Con la mia famiglia, pane cotto a legna a fette con burro di malga e acciughe, mortadella, salame, fegato grasso. E un calice di bollicine Lorenzo Cogo , El Coq, Marano Vicentino (Vicenza) Costata di rubia gallega con Viktor Arguinzoniz e una bottiglia di vino tinto. Per concludere, un bicchiere di Alpestre Christian Costardi , Cinzia, Vercelli Mi farei fare un dolce da mio fratello Manuel : Nutella, funghi e tartufo, con un Yquem 1978. Oppure ultima cena dai Troigros a Roanne Pietro D'Agostino , La Capinera, Taormina (Siracusa) Un buon rosè italiano e minestra di pesci, crostacei e chicchi di grano tumminia : le tradizioni sopravvivono al tempo e alle catastrofi Antonio Facciolo , La Brisa, Milan Acciughe, fetta di tortilla de patatas e pane di Altamura tostato. Poi un gin tonic e un Prosecco Millesimato Col Vetoraz . A Minorca Danilo Ingannamorte , Erba Brusca, Milano Mi cucinerei la parmigiana come la faceva mia nonna e comprerei un barattolo enorme di acciughe. Accanto, una cassa di champagne Egly Ouriet mista Antonia Klugmann , L’Argine, Dolegna del Collio (Gorizia) Spaghetti al pomodoro con un bel po' di Grana. Altrimenti, qualunque piatto di Parini . Vino: Montepulciano d'Abruzzo di Valentini Pino Lavarra , Rossellinis a Palazzo Sasso, Ravello (Salerno) Il polpettone di mia mamma oppure una cena da Zuma a Londra. Vino, un Waterbrook 2006, prodotto nello stato di Washington Mauro Mattei , Piazza Duomo, Alba (Cuneo) Se proprio dovessi schiattare, eviterei il ristorante. Scogli, ricci crudi e Wehlener Sonnenhur Auslese di J.J. Prum . Mi basta poco, in fondo Aurora Mazzucchelli , Marconi, Sasso Marconi (Bologna) Vorrei invitare tutti quelli che amo e preparare un piatto di tortellini in brodo, simbolo racchiuso del bene che provo per loro Riccardo Monco , Enoteca Pinchiorri, Firenze Barolo Cannubi San Lorenzo 2003: una bomba. Col panino di piccione del nostro sous chef Alessandro Della Tommasina , il più succulento mai assaggiato Giorgio Nava , 95 Keerom, Città del Capo (Sudafrica) Risotto giallo con ossobuco con un gran Gaja Sperss nel mio ristorante con tutto il mio staff e gli amici più cari Alessandro Negrini , Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano Alle Fiji con Spaghetti pommarola e basilico, champagne, De Andrè e fidanzata. Il giorno dopo cappuccio e gazzetta perché i Maya hanno torto Davide Oldani , D’O, Cornaredo (Milano) Per curiosità, certi Salti in Padella. E un calice di rosso da Bricco in cartone ;) Questo perché, dopo il 21, non potrò che godere di cose migliori Simone Padoan , I Tigli, San Bonifacio (Verona) Con mia figlia e mia moglie all'Ecailler du Bistrot di Parigi a mangiare ostriche annaffiate da un Macon Quintaine Guillemot-Michel Pasquale Palamaro , Indaco del Regina Isabella, Ischia (Napoli) La parmigiana di coniglio di mia nonna e berrei Perrier-Jouët nel ristorante Noma di Copenhagen Alessandro Pipero , Pipero al Rex, Roma Per me tutti i giorni è il 20 dicembre. Se devo scegliere, Clos du Mesnil e spaghetti con telline, pure con sabbia, tanto le mangi uguale Francesco Frank Rizzuti , Cucina del Sud, Potenza La lasagna "fineomunn" che fa mia mamma, insuperabile. Da bere, un Oenothèque 96 di Dom Pérignon Marcello Spadone , La Bandiera, Civitella Casanova (Pescara) La matriciana di mia madre, passata a miglior vita, davanti al focolare di casa, sorseggiando un Montepulciano di Valentini del 1990 Marco Stabile , Ora d’Aria, Firenze Un bel Romanée Conti del 1973, mio anno di nascita, assieme a uno spettacolare tortellino alla crema di parmigiano di Massimo Bottura Ciccio Sultano , Duomo, Ragusa Un Rosso del Conte 1987 (e io nel 1995), con il conte accanto che me lo racconta. E l'agnello di Mario Lo Menzo , l'ultimo dei monzù Simone Tondo , Roseval, Parigi La sarda Cordula con piselli di mia nonna: stomaco, intestino e pancia di agnello con Malvasia di Bosa 2006 di Columbu . Al Su Gologone Pasquale Torrente , Il Convento, Cetara (Sa) Pane, burro e alici al Convento, con uno champagne di Jacques Selosse Matteo Torretta , Al V Piano, Milano Pizza, pata negra, gin tonic con un botto di lime a San Sebastian. Il nostro sommelier Alberto Tasinato pinot nero 2009 Casavyc e lasagne della nonna Mauro Uliassi , Uliassi, Senigallia (Ancona) A casa coi miei cari, spenderei un botto di soldi per qualche kg di caviale beluga malossol iraniano e qualche cassa di Jacques Selosse Rosè Viviana Varese , Alice, Milano Una minestra di verdure e legumi da mangiare a casa con la mia dolce metà Matteo Vigotti , Peck, Milano La Sfogliatella con ricotta di bufala e amarene del ristorante Nonna Sceppa di Paestum. Mai provato un dolce così buono Ilario Vinciguerra , Ilario Vinciguerra, Gallarate (Varese) Gli gnocchi alla sorrentina di mia moglie Marika con un Barolo di Conterno . Sul balcone di casa mia, con vista Monte Rosa Gabriele Zanatta classe 1973, laurea in Filosofia, giornalista freelance, coordina i contenuti del presente sito web, della Guida ai Ristoranti di Identità Golose e collabora con diverse testate pubblicato il 20-12-2012 in PRIMO PIANO

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Oramai, in ogni angolo d’Italia, ogni massaia, marietta o cesarina può improvvisarsi maestra di cucina ed organizzare corsi, a casa propria, a casa vostra o in qualsiasi sede disponibile. Ma per tutti quelli che non si accontentano più della solita ‘quiche lorraine’, e magari guardano con curiosità alla cucina innovativa dei ristoranti stellati, perché non calarsi direttamente nel ventre della balena ed il corso farlo da veri tirocinanti della cucina, fianco a fianco a chef professionisti e di fama mondiale, in un vero ristorante, con veri clienti? Da nord a sud ecco dove tutto ciò è possibile: San Cassiano in Alta Badia (BZ) Norbert Niederkofler al Restaurant St. Hubertus insegna a preparare un menù stellato che poi potrete degustare, direttamente accanto ai fornelli. http://www.n-n.it/corsi-cucina-alta-badia.htm Seregno (MB) Teoria e pratica in cucina con Giancarlo Morelli. A seconda del tema trattato nella lezione è previsto un momento di esperienza sul campo in cucina e un momento pratico di lavoro manuale alle proprie postazioni. E poi si degusta in compagnia anche di amici pigri che vi accompagnano solo negli assaggi. http://www.pomiroeu.com/scuola/ Milano Ogni sabato, Sergio Mei spiega i segreti della cucina di classe. Si potranno preparare menù sempre diversi che potrete degustare a fine lezione. http://www.fourseasons.com/milan/dining/restaurants/il_teatro/ Orta San Giulio (NO) Osservare e apprendere i segreti della cucina due stelle Michelin dello Chef Cannavacciuolo , tutti i giorni presso le cucine con l'intera brigata di Villa Crespi. Degustazione, ricettario e certificato di partecipazione a completare il corso. http://www.villacrespi.it/ita/corsi_di_cucina_new.htm Porto Ercole (GR) Al Pellicano Hotel Antonio Guida, chef premiato con 2 stelle dalla guida Michelin e 3 forchette Gambero Rosso vi accoglie nella sua cucina per lezioni a tema: Pasta, Risotti e Zuppe oppure Pane, Focaccia e Panzanella o ancora Dolci e Piccola Pasticceria. E se non ne avete abbastanza frequentate anche la Cocktail Class per conoscere la storia dei cocktail classici e le leggende che li accompagnano e naturalmente degustarli. http://www.pellicanohotel.com/it/corsi-alta-cucina.html Roma Una vera e propria scuola per amatori o professionisti. Docenti d'eccellenza, didattica innovativa e aule tecnologiche che simulano la cucina di un grande ristorante. Angelo Troiani, chef de Il Convivio, ha aperto Coquis con un corpo insegnanti stellare, da Anthony Genovese a Francesco Apreda, da Claudio Sadler a Cristina Bowerman. http://coquis.it/ Castel di Sangro (AQ) Niko Romito, presso il suo Casadonna, è l’anima del centro di alta formazione professionale. E per appassionati gourmet apre le porte con corsi periodici di 3 o 7 ore. Anche qui con attestato di partecipazione e grembiule. http://www.nikoromitoformazione.it/ Casamicciola Terme (Isola d'Ischia – NA) La superba arte di deliziar cucinando dello chef Nino Di Costanzo e la sua brigata si impara sul campo, con menù a scelta tra cui la pizza tradizionale napoletana e il pane fatto in casa. http://www.termemanzihotel.com/corsi-di-cucina-ischiatana-napoletana&lang=it Sorbo Serpico (AV) Paolo Barrale, chef siciliano d'origine e irpino d'adozione, tiene periodicamente delle lezioni presso il ristorante stellato delle cantine Feudi di San Gregorio, il Marennà. Preparerete un menù completo, abbinato al talento e alla simpatia dello chef. http://www.feudi.it/marenna/ Sant'Agata sui Due Golfi (NA) La storica famiglia Iaccarino offre corsi di cucina mediterranea, tra creatività e tradizione, e grande attenzione alla scelta e valorizzazione dei prodotti campani. http://www.donalfonso.com/it/cooking_school.htm Napoli Si impara la cucina napoletana con Lino Scarallo a Palazzo Petrucci. Per qualche ora sarete parte della sua brigata, imparandone ogni segreto. http://palazzopetrucci.it/in-cucina-con-lo-chef-corso-di-cucina/ Licata (AG) Dalle 9 alle 12, nella cucina di Pino Cuttaia, acquistando familiarità con il lavoro, per poi realizzare tre piatti del menù. http://www.ristorantelamadia.it/ungiornoincucina.php Ragusa Ospiti a casa di Ciccio Sultano per apprendere, passo passo, i segreti e le ricette della sua cucina. http://www.cicciosultano.it/scuola-di-cucina

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

La cucina araba è molto ricca e varia , così come profondamente diversi sono i paesi che appartengono al mondo arabo. Per comodità possiamo dividere questo mondo in tre grandi regioni: il Mashreq, l'Oriente che comprende l'Arabia Saudita, gli Stati del Golfo, lo Yemen, l'Irak, la Siria, il Libano, la Palestina, la Giordania e il Maghreb, l'Occidente, che comprende il Marocco, l'Algeria, la Tunisia, la Libia, senza dimenticare Sudan ed Egitto che in un certo senso collegano l'Occidente all'Oriente. Ogni regione esprime nella cucina le sue tradizioni ed il suo passato. Nell'Arabia Saudita il montone arrostito deriva chiaramente da una civiltà beduina dedita alla pastorizia e al nomadismo. 1.- Tabulè di cuscus con cozze e finocchio. 2.- Tabulè con tofu e peperoncini. 3.- Tabulè alla frutta. 4.- Cous Cous con verdure e pollo. 5.- Delizia del sultano. 6.- Il caffè turco è diffuso in buona parte dei paesi del medio oriente, della penisola balcanica e del mondo arabo. 7.- Cuscus freddo con pomodori e cipollotti. 8.- Cuscus vegetariano con salsa alla tahina. 9.- Come preparare un tipico piatto di tutto il Maghreb: la shorba. 10.- Cous cous con ceci e asparagi. 11.- Couscous alle seppioline. Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog: Trovato questo articolo interessante? Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google, Linkedin, Instagram o Pinterest. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie! CONDIVIDI SU!

Fonte: lacucinadisusana.blogspot.com.ar

Tantissime ricette della cucina araba , dedicate a tutti coloro che amano i sapori ricchi di gusto e che rimandano a terre lontane. Le ricette arabe hanno ingredienti particolare ma non sempre facilissimi da trovare: in questa sezione vedremo insieme come realizzare a casa propria dei piatti particolari, anche rivisitati in chiave occidentale che piaceranno a tutta la famiglia. Si tratta di una cucina particolare, perfetta ad esempio per stupire i vostri ospiti durante una cena particolare e dai gusti forti. 1.- Verdure ripiene di couscous e pomodori. 2.- Tabulè di cuscus con cozze e finocchio. 3.- Tabulè con tofu e peperoncini. 4.- Tabulè alla frutta. 5.- Cous Cous con verdure e pollo. 6.- Delizia del sultano. 7.- Il caffè turco è diffuso in buona parte dei paesi del medio oriente, della penisola balcanica e del mondo arabo. 8.- Cuscus freddo con pomodori e cipollotti. 9.- Cuscus vegetariano con salsa alla tahina. 10.- La cucina nigeriana risulta quanto meno sorprendente, per l’uso d’ingredienti per noi sconosciuti e per il modo in cui sono cucinati. Se ti è piaciuta la ricetta, iscriviti al feed cliccando sull’immagine per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog: Trovato questo articolo interessante? Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google, Linkedin, Instagram o Pinterest. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie! CONDIVIDI SU!

Fonte: lacucinadisusana.blogspot.com.ar

Caffè Propaganda dopo il restyling degli spazi, ha riaperto le porte al pubblico il 19 aprile, inaugurando un nuovo corso avanguardista . Alle pareti, come nelle metropolitane parigine, le “carrelage métro” degli inizi del ‘900, riflettono la luce dei bellissimi lampadari a goccia, il pavimento alterna il fascino retrò delle cementine al parquet a listoni scuri. La parola d’ordine di Caffè Propaganda è “Avanguardia” , espressione di un contemporaneo concetto di accoglienza che si rispecchia anche negli spazi del locale che sono suddivisi per zone tematiche: il bar mixology ove al centro sono i grandi distillati e gli alchimisti Patrick Pistolesi e Livio Morena e il ristorante vero e proprio, guidato dal nuovo chef Fabio Pecelli, già executive chef di blasonati ristoranti della capitale. La sfida non è solo inventare qualcosa di nuovo nel piatto o nel bicchiere ma far sentire l’ospite parte integrante di un nuovo scenario catapultandolo in un mondo di alchimie alcoliche e di meraviglie create da una cucina rigorosa e personale, questo è l’obiettivo di Maurizio Bistocchi, Daniele Quattrini ed Edoardo Caracciolo . All’ingresso, la prima sala, rimane il regno del re del mixology romano Patrick Pistolesi , bar manager, coadiuvato da Livio Morena, bar tender, insieme al loro team. ”Hotel Avanguardia” , è la carta dei cocktails che farà attraversare il mondo intero tra racconti, suggestioni, profumi e sapori diversi, attraverso le camere d’albergo di varie nazioni e continenti, e in ognuna verrà presentato un whiskey o un rhum, una vodka o un gin accompagnato dal cocktail che più di ogni altro lo rappresenta. Della stessa stanza verrà presentata la sua evoluzione, cioè la sua anima all’avanguardia, con un cocktail di nuova concezione creato dal bar manager Patrick Pistolesi. Il percorso ovviamente non sarebbe completo se non fosse accompagnato da piatti che ne esaltassero le sensazioni olfattive e gustative: benché in quest’area la cucina abbia lasciato spazio al bar, lo chef Fabio Pecelli ha inserito in ogni stanza dell’Hotel Avanguardia una combinazione di piatti, lasciando all’ospite la libertà di scegliere ove sostare e quanto soffermarsi. Una selezione di proposte realizzate esclusivamente per il Bar completano la proposta gastronomica. Infine, ogni martedì e mercoledì si potranno degustare 14 distillati purissimi. Una porta in ferro e vetro ornata da una tenda rossa, introduce nella zona ristorante, regno dello chef Fabio Pecelli , giovane veterano delle cucine della capitale. Non ancora trentenne, ha importanti esperienze in ristoranti stellati (come il Reale di Niko Romito o il Giuda Ballerino), responsabilità da executive chef (Pastificio San Lorenzo) e da resident chef della scuola di formazione culinaria Coquis - Ateneo della Cucina Italiana. Decide da ragazzino che il suo posto è in cucina, racconta: “Non sono mai stanco: cucinare è per me continua meraviglia. Di ogni piatto provo a immaginare come renderlo degno di essere ricordato. Questo è ciò che desidero: scardinare idee pregresse su un piatto e provare a regalare forti sensazioni gustative”. Per il giovane chef, l’Avanguardia in cucina è aver fatto proprie le tradizioni e le tecniche per proporre piatti dal gusto immediato ma che rompano l’idea di un piatto come fosse un pregiudizio, donandogli in più un grafismo riconoscibile che riporta ai colori degli ingredienti. A sostenere la sua ricerca nelle materie prime, sono intervenuti i soci proprietari che hanno dato vita a Monterotondo a un vero e proprio orto biodinamico che rifornirà il Caffè Propaganda degli ortaggi e delle verdure necessarie come le misticanze. Partendo dalla selezione di farine, macinate a pietra, tutti gli alimenti utilizzati al Caffè Propaganda (tranne la pasta secca) vengono realizzati in cucina: dai pani ai grissini, dagli appetizer come il Sofficino ripieno o il Cono di broccoletti e pecorino a tutte le paste fresche. Per il pranzo viene offerto un menu più leggero e dinamico, nella Carta serale la ricerca e la dedizione dello chef trovano miglior espressione: il Tortello liquido di carbonara (una sfoglia che racchiude tutto il gusto della carbonara allo stato liquido, con zabaione salato e guanciale croccante); il Lenzuolo di seppia alla Luciana con pane nero cafone, la seppia viene ridotta quasi in polvere, poi ricostruita e unita con gli altri elementi classici del piatto come le patate e il pomodoro; la Quaglietta farcita , il suo sugo e il suo ovetto; la Pluma di maiale iberico, cenere, cipolla, mela e senape, carne cotta a bassa temperatura; infine, l ’ Ovo…Misù , che simboleggia la nascita del tiramisù, con un guscio croccante, tutto da assaggiare, che rappresenta una dedica particolare a Paolo Parisi e alle sue uova, le uniche utilizzate al Caffè Propaganda. I l pasto trova la sua conclusione con una deliziosa bomba fritta alla crema che arriva in tavola bollente, fritta al momento, incartata e sigillata dal suo adesivo “Boom!” : un richiamo divertente e fumettistico per raccontare un’esplosione di romanità per il palato. Due importanti e blasonati professionisti del settore completano il team: Enrico Camelio , formatore e professionista della sala, e Valerio Capriotti , già direttore di sala e sommelier presso il bistellato Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa (eletto Sommelier dell’anno da Identità Golose). Via Claudia 15, 00184 Roma (+39) 06 9453 4255 Martedì - Domenica | 12:00 - 02:00 [email protected] www.caffepropaganda.it

Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.it

Lo strudel (dal tedesco Strudel , "vortice") è un dolce a pasta arrotolata o ripiena che può essere dolce o salata, ma nella sua versione più conosciuta è dolce a base di mele, pinoli, uvetta e cannella. La sua ricetta ci arriva addirittura dall’VIII secolo a.C., ovvero dal tempo degli Assiri; dolci simili si ritrovano anche nell’Antica Grecia del III secolo a.C. Probabilmente, anche grazie alla via della seta la ricetta si è diffusa andando però a modificare quella originale in diverse varianti: baklava, gullac, borek e strudel. Lo strudel deriva quindi da una serie di nomi, forme e luoghi differenti una delle più vicine è l'antico dolce baklava che seguiva le varie conquiste territoriali ottomane ; dal 1526 il sultano Solimano il Magnifico avrebbe diffuso la sua ricetta nei territori conquistati, ovvero fino all'Ungheria. I continui contatti tra l'impero ottomanno e quello austriaco fecero sì che anche la ricetta dello strudel passasse dall’impero Austriaco , che conquistò l'Ungheria nel 1699 all'impero austro-ungarico nel 1867 e quindi nel regno delle Tre Venezie. In Italia viene tradizionalmente preparato nei territori un tempo compresi nell’Impero, principalmente Alto Adige, Trentino. Veneto e Friuli Venezia Giulia Ogni luogo ha poi la sua ricetta: con la pasta frolla, con pasta da strudel (tradizionale, sottile: vi si arrotolano le mele dentro prima di metterla in forno) o con pasta sfoglia. Ne esistono anche versioni con altri tipi di frutta: pere, albicocche, frutti di bosco e c'è anche chi applica la formula dello strudel anche per preparare torte salate, ad esempio con verdure, crauti e salumi. Gli ingredienti tipici sono: uvetta, mele, zucchero, cannella, noci o pinoli ed un rosso d'uovo. La Val di Non, in Trentino, è una zona dove vi è una particolare tradizione dello strudel, data anche la presenza di coltivazioni di mele DOP . Qui si prepara con mele di tipo Golden Delicious sia perché si trova in ogni stagione ma anche perché zuccherine e in grado di tenere la cottura, mantenendo allo stesso tempo la morbidezza grazie all'apporto di pectina. In questo strudel ho utilizzato la mela Ambrosia. Dolcissima e croccante ideale per questo dolce. Fonte: Wikipedia LE IMMAGINI E I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO SONO DI PROPRIETA’ DELL’AUTORE E SONO PROTETTI DALLA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE N. 633/1941 E SUCCESSIVE MODIFICHE. COPYRIGHT © 2010-2050. TUTTI I DIRITTI RISERVATI A IL POMODORO ROSSO DI MARIA ANTONIETTA GRASSI. VIETATA LA RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, DI TESTI O FOTO, SENZA AUTORIZZAZIONE. Ingredienti per 6 persone Per una sfoglia di circa 250 gr.: 1 00 gr. di farina 100 gr. di burro 1 dl di acqua Sale q.b. Per il ripieno: 4 mele Ambrosia 100 gr. di uvetta sultanina 100 gr. di pinoli o di noci 3 o 4 biscotti secchi tipo gallette 3 cucchiai di zucchero di canna o se preferite di zucchero semolato 1 bustina di zucchero a velo 2 cucchiai di cacao 1 bicchierino di rum Mezzo limone 1 rosso d’uovo Un pizzico di cannella Procedimento Aggiungete il sale alla farina e iniziate ad impastare unendo l’acqua poco alla volta. Quando avrete ottenuto un composto morbido ed omogeneo, formate una palla, fate un incisione a forma di croce e lasciatela riposare 10 minuti in frigo avvolta nella pellicola trasparente. Nel frattempo ammorbidite il burro e formate un piccolo quadrato. Stendete la pasta con il mattarello e formate un quadrato su cui adagerete il quadrato di burro e richiudetelo accuratamente all’interno della pasta. Stendentela in lunghezza conservando la larghezza iniziale, piegatela in tre parti, fatela ruotare di un quarto di giro, stendetela nuovamente. Piegatela e lasciatela riposare in luogo fresco per 30 minuti. Ripetete altre due volte le medesime operazioni. A questo punto la pasta è pronta per essere utilizzata. In altermativa acquistatela già pronta da stendere. Accendere il forno a 180° Lavate l’uvetta sultanina e mettetela a mollo per 15 minuti. Sbucciate le mele, tagliatele a dadini piccoli e mettetele in una ciotola. Aggiungete il succo di limone e il rum, Mescolate bene e lasciate riposare per 4/5 minuti. Nel frattempo stendente la pasta in una sfoglia sottile e rettangolare , sbriciolate finemente i biscotti e distribuiteveli sopra. Scolate e asciugate l’uvetta ed infarinatela un po’. Aggiungetela alle mele insieme ai pinoli, allo zucchero, alla cannella ed al cacao. Mescolate bene il tutto e distribuite sulla pasta. Chiudetela a formare un rettangolo e sigillate bene i bordi. Eseguite 4 tagli obliqui, spennellate con il rosso d’uovo allungato con un cucchiaio d’acqua e leggermente sbattuto. Infornate per circa 40 minuti. Quando sarà freddo spolverizzatelo con lo zucchero a velo

Fonte: ilpomodororosso.blogspot.it

Il termine Çilbir in Turchia indica delle uova in camicia depositate su un letto di yogurt insaporito di aglio tritato ed aneto, a cui viene poi unito un burro aromatizzato con pepe di Aleppo, ma quando non è disponibile si può sostituire con la paprika affumicata o/e peperoncino. Nell'era ottomana, il termine çilbir indicava solamente le uova in camicia. Nel corso dei secoli, i cuochi affinarono la ricetta, diventando quella attualmente conosciuta che, all’inizio del XX secolo, era la preferita del sultano Abdul Hamid II. Çilbir l’ho accompagnato con il pane turco, il Bazlama . Ingredienti: 4 uova 8 cucchiai di yogurt intero 40 g di burro salato paprika affumicata 1 peperoncino a pezzetti 1 spicchio d'aglio barbe di finocchio o aneto prezzemolo sale aceto di vino bianco Preparazione: In una ciotola si mette lo yogurt, si aggiunge il sale, l’aglio schiacciato e le barbe di finocchio o aneto. Si mescola il tutto. In un pentolino si fa sciogliere il burro con la paprika affumicata, ed il peperoncino a pezzettini fino ad ottenere una salsa ambrata. Si fa bollire l’acqua si aggiunge un po’ di aceto di vino bianco. Si sguscia l’uovo su un piattino e prima di lasciarlo scivolare nell’acqua bollente, si gira quest’ultima con un cucchiaio facendo una sorta di mulinello. Si lascia rassodare l’albume intorno al tuorlo e si cuoce per 2-3 minuti. Si prende con una schiumarola l’uovo e si posa su un piano di lavoro; si procede alla stessa maniera con le altre uova. Su ogni ciotola o piatto si mette un po’ di salsa di yogurt, si aggiunge il burro alla paprika e peperoncino, sopra si deposita l’uovo in camicia. Si aggiunge altro burro alla paprika ed a piacere prezzemolo e barbe di finocchio o aneto.

Fonte: sciroppodimirtilliepiccoliequilibri.blogspot.it

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