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Ingredienti 6 n Ciliegie Sciroppate 6 n Kiwi 6 cu Liquore All' Arancia 4 n Pompelmo Rosa 4 hg Ribes Rosso 4 hg Sorbetto Al Limone 2 hg Sorbetto D'arancia Preparazione 4 pompelmi rosa 400 g di ribes 200 g di sorbetto di arancia 400 g di sorbetto di limone 6 piccoli kiwi 6 ciliegie sciroppate 6 cucchiai di liquore all'arancia. Mettete in frigo per mezz'ora 6 grossi bicchieri a calice o coppe. Nel frattempo sbucciate i pompelmi al vivo e pelate al vivo anche gli spicchi, raccogliendo in una ciotola il succo che colera durante l'operazione. Mettete gli spicchi in una c i o t o l a , spruzzateli con il liquore all'arancia e lasciateli macerare per mezz'ora. Sbucciate e tagliate a ventaglietti i kiwi. Mettete sul fondo dei bicchieri gelati gli spicchi di pompelmo con il loro succo di macerazione, copriteli con uno strato di sorbetto di limone (dello spessore di 2 dita) e su questo fate uno strato con i ribes, prima sgranati con una forchetta e lavati. Posate nel centro dei ribes una pallina di sorbetto di arancia e tutt'attorno disponete i kiwi. Decorate con una ciliegia sciroppata, snocciolata. A piacere, potete disporre tra i vari strati di gelato e frutta un dischetto di pan di Spagna oppure uno strato di meringnette sbriciolate. In tal caso, sostituirete il sorbetto di limone con sorbetto di menta, per avere una maggiore variazione di colori.

Fonte: donnamoderna.com

Ingredienti » Farina 3 cucchiai » Uova 2 » Zucchero 6 cucchiai » Uvetta Sultanina 50 gr » Noci 6 » Burro q.b. » Latte q.b. Preparazione: Sbattere le uova con lo zucchero, la farina e un po' di vaniglia. Aggiungere alla pasta lentamente del latte sino ad avere una crema piuttosto densa. Versare il composto in una tortiera dopo avervi incorporato l'uvetta (lavata e messa in fusione con del rhum almeno per un'ora) e le noci spezzettate. Cospargere di pezzetti di burro. Mettere il tutto in forno molto caldo e lasciare cuocere per tre quarti d'ora.

Fonte: ricettemania.it

L'alternativa di quest'estate è la pioggia ... o meglio mi correggo quest'estate è incontinente!!! Vabbé non è che si possa far molto a proposito, ci prendiamo quel che viene. Possiamo consolarci con un piatto che di estivo non ha niente ... Via gli ingredienti leggeri, da parte le insalate, le capresi, i carpacci, le paste fredde, i gelati ... Torniamo all'autunno ed ai suoi prodotti!! W il calore delle pentole e dei forni accesi!!! Perché? Perché anche se la chiamano estate, non lo sembra poi tanto!! Padellaccia di funghi, patate e salsiccia 1 salsiccia a capa (a testa, a persona) patate funghi (champignons e porcini - i primi in quantità maggiore dei secondi) 1 carota tritata 1 aglio tritato olio extravergine d'oliva sale q.b. Prepariamo gli ingredienti. Sbucciamo le patate, tagliamole a spicchi non troppo grossi e mettiamole in una ciotola piena d'acqua fredda così che perdano un pò d'amido. Tagliamo anche i funghi a fettine, le salsicce a tocchetti. Tritiamo l'aglio e la cipolla. In una padella facciamo soffriggere nell'olio l'aglio e la cipolla. Aggiungiamo poi le patate, dopo una decina di minuti i funghi. Facciamo cuocere fino a che l'acqua che i funghi hanno prodotto durante la cottura sia completamente evaporata. A questo punto mettiamo in pentola i tocchetti di salsiccia e facciamo cuocere fino a completa cottura della carne. Aggiungiamo sale se ce n'è bisogno e portiamo in tavola caldissimo. E tutta questa pioggia mi porta alla mente questa splendida canzone di Pino Daniele, ancora più bella nella versione live cantata a Piazza Del Plebiscito nel 2008 ... il video lo trovate dopo il testo!! Quanno Chiove E te sento quanno scinne 'e scale 'e corza senza guarda' e te veco tutt'e juorne ca ridenno vaje a fatica' ma mo nun ride cchiù. E luntano se ne va tutt'a vita accussì e t'astipe pe nun muri'. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Se fa scuro e parla 'a luna e te vieste pe' senti' pe' te ogne cosa po' parla' ma te restano 'e parole e 'o scuorno 'e te 'ncuntra' ma passanno quaccheduno votta l'uocchie e se ne va. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Rosa "Un cuoco è formato anche da momenti piccoli, come andare nell’orto" Ciccio Sultano

Fonte: cookinginrosa.blogspot.it

INGREDIENTI per 2/3 persone 100 g di farina integrale 65 g di acqua 1 cucchiaio e mezzo di olio e.v.o. 1 pizzico di sale 30 g di uva sultanina 50 g di mandorle a lamelle 50 g di pistacchi sgusciati 2 bicchieri di latte scremato (grasso 0%) 250 g di yogurt greco scremato (grasso 0%) 2 cucchiai di maizena 50 g di zucchero 8 capsule di cardamomo verde 1 cucchiaio di miele 1 pizzico di cannella polverizzata PREPARAZIONE Preparate delle sfoglie di pasta fillo nel modo seguente. Unite a poco a poco alla farina integrale, disposta a fontana, l'acqua calda (non bollente), l'olio e il sale. Impastate per qualche minuto in un luogo caldo, perché la pasta non si deve raffreddare. Infarinate la palla ottenuta (potete anche dividerla in più parti) e avvolgetela prima in un canovaccio, poi in una coperta. Dopo 40 minuti stendete l'impasto con il mattarello fino a ottenere delle sfoglie sottilissime. Potete aiutarvi con la macchinetta per la pasta. Mettete le sfoglie l'una sull'altra separate da fogli di carta da forno leggermente unta e cuoceteli a 170° per 10/15 minuti, finché non saranno croccanti. Togliete le sfoglie e portate il forno a 220° C. Sbriciolate la pasta fillo in una pirofila alternandola all'uvetta, alle lamelle di mandorle e ai pistacchi tritati. Mescolate lo yogurt con la maizena. Continuando a mescolare, scaldate il composto fino all'ebollizione e fatelo sobbollire per 5 minuti. L'aggiunta di maizena a freddo (o di 1 albume sbattuto per ogni 125 g) servirà a stabilizzare lo yogurt, cioè ad evitare che il calore lo faccia cagliare. A parte portate ad ebollizione il latte con lo zucchero, il miele e i semi di cardamomo estratti dalle capsule e pestati finissimi. Con questo latte aromatizzato diluite il composto di yogurt. Versate 2/3 del composto di yogurt e latte nella pirofila, facendo in modo che la pasta fillo si impregni bene, ricoprite con il resto del composto e cospargete di cannella. Infornate e cuocete per 10 minuti a 220°. Per tovaglia un telo di lino grezzo tessuto a mano, per centrotavola un vecchio cestino di conchiglie fossili, pietre e nummuliti raccolti in uno wadi , per posate semplici cucchiai scavati nel legno, per dessert una versione personale dell' Om 'Ali , il dolce preferito di un antico sultano: può bastare tutta questa messa in scena a ricreare l'atmosfera di una cena ai margini del deserto? Forse no, però se avete un sultano nei paraggi… potete provarci. Om 'Ali vuol dire 'la madre di Ali', cioè la donna che si dice abba inventato questa sorta di 'pudding' mediorientale. La mia è una versione un po' più leggera del normale, che prevede l'uso di latte e yogurt magro (invece che di latte intero e panna) e di pasta fillo fatta con farina integrale. Gli altri ingredienti, invece, nonché il procedimento, sono gli stessi della ricetta originale che ho letto in un libro di cucina egiziana. Se volete qualcosa di più strong, con panna e pasta sfoglia, e, soprattutto, se volete conoscere le due ben diverse storie (una sanguinaria, l'altra romantica) che si raccontano a proposito dell'origine di questo dolce, andate a vedere qui (in inglese) o qui (in italiano). Con questo post partecipo alla raccolta di Ricette Pasticcione, evento ospitato dal blog Apprendisti Pasticcioni: http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/p/eventi.html .

Fonte: acquacottaf.blogspot.it

"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......." Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli, con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.E sentivo odori, sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo. Oggi da adulta, una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade. La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace. Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura? Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo curry,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano..... Curry di patate (fonte:ecurry) 2 cucchiai di olio vegetale 1 cucchiaino di semi di cumino 1 bastoncino di cannella 2 bacche di cardamomo (facoltativo) 1 cipolla media rossa 1\2 peperoncino verde 2 spicchi di aglio 1 cucchiaino colmo di zenzero tritato fresco 1 cucchiaino di coriandolo in polvere 1\2 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere 1\2 cucchiaino di curcuma 1 tazza di pomodori freschi (o in scatola) tritati sale prezzemolo fresco Io preferisco cuocere le patate a parte ed aggiungerle solo durante gli ultimi minuti di cottura. Quindi le faccio bollire con la buccia e le tolgo quando ancora si possono tagliare agevolmente. Le faccio raffreddare un pò, poi le sbuccio e le taglio a dadini di media grandezza. Per il curry: per prima cosa tritate l'aglio e mescolatelo insieme allo zenzero fresco tritato. Prendete una padella (possibilmente il wok) e senza aggiungere olio,fate tostare (avendo cura di girare in continuazione) la cannella e i semi di cardamomo. Una volta che avranno sprigionato i loro profumi ed insaporito il fondo della padella,toglieteli. mettete l'olio ,fatelo scaldare e unite i semi di cumino. Fateli friggere,inizierete a sentire il loro aroma caratteristico. A questo punto unite la cipolla tritata e il peperoncino verde. Fatela soffriggere finchè diviene lucida, mescolando con cura. Aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e fate insaporire a fiamma bassa per cinque minuti. Aggiungere i pomodori . A questo punto unite anche il sale,la curcuma, il peperoncino in polvere e il coriandolo (io aggiungo i semini pestati anzichè la versione in polvere). Si fa evaporare l'acqua dei pomodori e si continua la cottura per una decina di minuti. Cinque minuti prima del termine della cottura unite le patate lessate e fate insaporire.Se dovesse restringersi troppo il fondo, unite dell'acqua. Guarnite con coriandolo fresco (se lo trovate) oppure prezzemolo tritato.

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Dopo averla sentita tanto nominare, ed averla assaggiata in Bosnia, mi sono decisa a replicare questo magnifico dolce orientale. Pare sia stata creata nel Palazzo di Topkapi, ad Istanbul, dal 1400 dimora del Sultano e del suo harem. La baklava conta infine varianti, tutte accumunate dalla massiccia presenza di frutta secca, dalla friabilità della pasta fillo (o phyllo che dir si voglia) e dall'uso massiccio di dolcificanti quale zucchero e miele. Sia chiaro, è un dolce che va mangiato a dose piccolissime. Ed è estremamente calorico. Proprio per questo, forse, da una tale soddisfazione prepararlo.... Ingredienti (per una teglia tonda di 16cm di diametro): - 120 gr di pasta fillo - 150 gr di pistacchi - 100 gr di noci - 50 gr di mandorle - 80 gr + 6 cucchiaini di zucchero - 80 gr di burro - mezzo limone - un cucchiaio di miele - un pizzico di cannella Portatovaglioli Fradepo Procedimento: E' tutto piuttosto semplice da fare, ma bisogna organizzarsi un attimo. Per prima cosa pensiamo allo sciroppo. Mettete a bollire 150 ml di acqua con 80 gr di zucchero, il miele, la cannella ed il succo del mezzo limone. Portate a bollore quindi fate andare altri 5-10 minuti, fino ad ottenere uno sciroppo denso ed ambrato. Aggiungete allo sciroppo una punta di scorza di limone, quindi lasciare raffreddare. Nell'intanto occupatevi della frutta secca. Va sgusciata, tostata a fuoco dolce per qualche minuto, frullata con un mixer e tostata di nuovo. Potete mescolare noci e mandorle, ma tenete i pistacchi separati. Questi ultimi in particolare non devono essere salati. Se non trovate di meglio, passateli sotto l'acqua calda per qualche minuto quindi fateli asciugare nella stessa padella in cui li tosterete poi, affinchè ritrovino la loro consistenza croccante. Ad ultimo, fate fondere il burro in un pentolino e stendete sul piano di lavoro i fogli di pasta fillo. Vi consiglio di comprarla già pronta, farla in casa è un lavoro snervante e difficilissimo, dato che la sua bontà sta nella sfoglia così sottile da essere trasparente. Ritagliate delle sfoglie della stessa dimensione della vostra teglia. Io ne ho ricavate 15, ma anche meno non sono un problema. E non gettate i ritagli, sono preziosissimi!!! Ora inizia la composizione vera e propria. Dovete lavorare velocemente perchè altrimenti la fillo, seccandosi, diventerà difficile da trattare. Ecco perchè l'organizzazione è fondamentale! Per prima cosa ungente la vostra teglia con il burro fuso. Copritene il fondo con un terzo delle sfoglie di fillo, ed un terzo circa dei ritagli. Nel farlo, dovete spennellare ogni volta la fillo con il burro, perchè gli strati possano restare divisi tra di loro in cottura e non fare un unico blocco. Conviene quindi adagiare le varie sfoglie direttamente con un pennellino sempre carico di burro fuso, così da lavorare meglio. Sopra le prime sfoglie disponente il composto di noci e mandorle, a cui avrete aggiunto metà dello zucchero rimasto. Proseguite con un altro strato di fillo, e poi andate di pistacchi (anch'essi con lo zucchero dovuto). Infine, coprite il tutto con il resto della fillo. Spennellate anche la superficie di burro. Tagliate il dolce a rombi, cosa che non potrete più fare dopo la cottura per la consistenza che la fillo prenderà. Infornate in forno caldo a 160°C per 25 minuti, poi alzate a 200°C per altri 10-15 minuti fino a doratura perfetta. Estraete la baklava dal forno, versatevi lo sciroppo ormai freddo e lasciare riposare una mezza giornata. Servite a temperatura ambiente o fresca, consiglio dopo un pasto leggero. Consigli: Nello stendere la fillo, mi sembrava di essere tornata bambina con i progettini di Art Attack. Avete presente gli strati di carta igienica da stendere con colla vinilica ed acqua in parti uguali? Ecco, non cambia di molto! Solo che allora finiva che incollavo pure il tappeto del salotto, qui invece devo dire che il risultato è stato decisamente migliore... Per la frutta secca, io come vedete l'ho tenuta abbastanza grossa. Questo mi piace molto, rende croccante il dolce, ma non aiuta la stabilità dei vari piani della baklava.. per una versione più compatta, tritate tutto fino ad ottenere una polvere omogenea. Ah, quasi dimenticavo. La baklava crea dipendenza! Dunque, onde non abbuffarvi voi di questo dolce delizioso, spartitela con numerosi amici! :) Portatovaglioli Fradepo .

Fonte: langolodellacasalinga.blogspot.it

Una gita a Roma decisa all'ultimo minuto per vedere la mostra di Henri Cartier Bresson e messaggi, a dire il vero poco speranzosi dato il breve preavviso, agli amici conigli romani, e invece un vero bagno di affetti e l'invito graditissimo di Orietta e Marcello, ovvero Quore e Ebbubba. Ovviamente l'unica domenica di tempo grigio e spiovviginoso di tutto gennaio, visto che volevamo fare una passeggiata sulla spiaggia! Ma noi impavidi siamo riusciti nel nostro intento e dopo avere sperimentato la metropolitana romana e il trenino La freccia del mare, siamo approdati a Ostia Lido! Baci, abbracci e anche un po' di emozione: con Marcello non ci vedevamo da un sacco di anni! E poi le chiacchiere con Viola, così sottile e così forte e decisa. Le coccole dei due miciotti e la passeggiata lungo la bellissima spiaggia e dentro il paese. E il buonissimo pranzo di Orietta: spaghetti con pesto di pomodorini secchi e basilico, polpette di ricotta e lenticchie allo yogurt e cumino. Talmente buono che il Sultano ha chiesto se sapevo farle anche io...così ho estorto le ricette a Orietta, ed ora eccole qui di seguito. Spaghetti al pesto di pomodorini secchi. per 5 persone 3 vasetti di pomodorini secchi sott'olio passati al mixer e saltati in padella, con l'aggiunta di qualche fogliolina di basilico fresco. 400g. circa di spaghetti, lessati al dente e conditi con i pomodorini secchi. Polpette di ricotta 500 g. di ricotta; un uovo; una zucchina cruda tritata; sale; pangrattato; semi di finocchio. Mescoli tutto aggiungendo pangrattato fino ad avere la giusta consistenza per le polpette. Poi le metti in forno a 180° con un filo d'olio per un quarto d'ora per lato. Fine. Lenticchie allo yogurt e cumino 3 barattoli di lenticchie scolate; un vasetto e mezzo di yogurt bianco; semi di cumino; uno spicchio di aglio. Fare insaporire le lenticchie, l'aglio, lo yogurt e i semi di cumino a fuoco medio-basso per circa 20 minuti, aggiustando di sale. Fine.

Fonte: ricetteconiglie.blogspot.com

La cucina araba è molto ricca e varia , così come profondamente diversi sono i paesi che appartengono al mondo arabo. Per comodità possiamo dividere questo mondo in tre grandi regioni: il Mashreq, l'Oriente che comprende l'Arabia Saudita, gli Stati del Golfo, lo Yemen, l'Irak, la Siria, il Libano, la Palestina, la Giordania e il Maghreb, l'Occidente, che comprende il Marocco, l'Algeria, la Tunisia, la Libia, senza dimenticare Sudan ed Egitto che in un certo senso collegano l'Occidente all'Oriente. Ogni regione esprime nella cucina le sue tradizioni ed il suo passato. Nell'Arabia Saudita il montone arrostito deriva chiaramente da una civiltà beduina dedita alla pastorizia e al nomadismo. 1.- Tabulè di cuscus con cozze e finocchio. 2.- Tabulè con tofu e peperoncini. 3.- Tabulè alla frutta. 4.- Cous Cous con verdure e pollo. 5.- Delizia del sultano. 6.- Il caffè turco è diffuso in buona parte dei paesi del medio oriente, della penisola balcanica e del mondo arabo. 7.- Cuscus freddo con pomodori e cipollotti. 8.- Cuscus vegetariano con salsa alla tahina. 9.- Come preparare un tipico piatto di tutto il Maghreb: la shorba. 10.- Cous cous con ceci e asparagi. 11.- Couscous alle seppioline. Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sulla maglietta per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Fonte: lacucinadisusana.blogspot.com.ar

La Recipe-tionist di luglio, scelta da EliFla è la mia cara amica Carla Emilia del blog Un'arbanella di basilico , che seguo da quando ho il blog, perchè le sue ricette non sono mai banali, i suoi post parlano di spettacoli, di film, di libri , della fatica di alcune sue giornate, del confronto con i suoi studenti, ma, soprattutto, perchè lei è vera e sono molto felice di aver potuto provare una delle sue tantissime ricette...a proposito Carla Emilia, ma quanto cucini!!! ^_^ Nell'elenco vario e completo delle sue ricette, a cui ho dedicato un paio di ore, ma ne sarebbero servite almeno un altro paio, alcune mi hanno colpito più di altre. Questa è una del grande Ciccio Sultano , che Carla Emilia ha rivisitato appena appena , lei la propone con una granita di caffè, io non l'ho fatta. CUPOLETTA DI GAMBERI da una ricetta di Ciccio Sultano 12 gamberoni due zucchine 1 grosso pomodoro ramato 70 g di cipolla 1 spicchio d'aglio qualche foglia di basilico 1 peperoncino secco intero, sale, olio EVO un paio di gamberetti per ogni cupoletta sedano carota cipolla Sgusciate i gamberoni tenendo da parte le teste e i gusci; tagliateli a metà e appiattiteli battendoli delicatamente con il batticarne, dopo averli posti tra due fogli di pellicola. Usateli per rivestire 4 stampini usa e getta, meglio se rifasciati di pellicola (così sarà più facile sformare la cupoletta). Mettete in frigo. Tagliate a dadini le zucchine e sbianchitele in acqua bollente salata per 1 minuto; poi scolatele, conservando un po' d'acqua di cottura, e raffreddatele in acqua e ghiaccio. Tritate grossolanamente e separatamente pomodoro (spellato, immergendolo per un attimo, con un taglio a croce in acqua bollente e privato dei semi) e cipolla. Fate imbiondire la cipolla in poco olio, poi unite il pomodoro e fate cuocere velocemente aggiungendo un po' d'acqua se necessario. Da ultimo aggiungete le zucchine, fate insaporire qualche minuto, salate, profumate con il basilico spezzettato, quindi togliete dal fuoco e fate raffreddare. Quando sarà freddo, riempite gli stampini e ponete nuovamente in frigo. Lasciare un paio di cucchiai di composto per la salsa. Passate ora gli scarti dei gamberi in una casseruola con acqua, sedano, carota e cipolla e cuocere per 30 minuti, aggiustare di sale. Versare in una padella un pò di olio, l'aglio e il peperoncino, aggiungere il composto del ripieno delle cupolette e lasciar cuocere, allungare con un pò di fumetto preparato e far addensare. Sgusciare due gamberetti per ogni cupoletta e farli saltare in padella con un filo d'olio. Nappate con questa salsa calda i singoli piatti, rovesciatevi le cupolette, decorate con foglioline di basilico e disporre due gamberetti su ogni cupoletta. Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di luglio di EliFla Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:

Fonte: lacucinadimamma-loredana.blogspot.it

"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......." Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli,con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.e sentivo odori,sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo. Oggi da adulta una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade.La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace.Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura? Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo pollo,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano..... Con questa ricetta partecipo al contest del blog Fool For Food Pollo alle olive,zafferano e uvetta Ingredienti: !00 gr olive verdi petto di pollo intero (non a fette) farina 1 bustina di zafferano olio burro 1 spicchio di aglio sale pepe bianco 50 gr uvetta vino bianco brodo di verdure(1 bicchiere) 1\2 cucchiaino di cannella Fate rinvenire l'uvetta in una tazza con dell'acqua tiepida.tagliate a dadini il pollo e infarinatelo.In una padella fate soffriggere un pò di burro,1 cucchiaio di olio e lo spicchio di aglio.Aggiungete il pollo,il vino,fate sfumare mantenendo però sempre un buon livello di umidità.Aggiungete le olive tagliate a rondelle,il sale e una spruzzata di pepe bianco.Unire un bicchiere di brodo di verdure e lo zafferano.Mettete il coperchio (essenziale perchè il pollo mantenga la sua morbidezza) e portate a cottura con la fiamma al minimo.Cinque minuti prima di spegnere unite l'uvetta e la cannella (se vi piace).Mi raccomando di mantenere sempre un buon livello di liquidi.Il fondo di cottura che accompagna questo pollo è il segreto della sua bontà!

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Caffè Propaganda dopo il restyling degli spazi, ha riaperto le porte al pubblico il 19 aprile, inaugurando un nuovo corso avanguardista . Alle pareti, come nelle metropolitane parigine, le “carrelage métro” degli inizi del ‘900, riflettono la luce dei bellissimi lampadari a goccia, il pavimento alterna il fascino retrò delle cementine al parquet a listoni scuri. La parola d’ordine di Caffè Propaganda è “Avanguardia” , espressione di un contemporaneo concetto di accoglienza che si rispecchia anche negli spazi del locale che sono suddivisi per zone tematiche: il bar mixology ove al centro sono i grandi distillati e gli alchimisti Patrick Pistolesi e Livio Morena e il ristorante vero e proprio, guidato dal nuovo chef Fabio Pecelli, già executive chef di blasonati ristoranti della capitale. La sfida non è solo inventare qualcosa di nuovo nel piatto o nel bicchiere ma far sentire l’ospite parte integrante di un nuovo scenario catapultandolo in un mondo di alchimie alcoliche e di meraviglie create da una cucina rigorosa e personale, questo è l’obiettivo di Maurizio Bistocchi, Daniele Quattrini ed Edoardo Caracciolo . All’ingresso, la prima sala, rimane il regno del re del mixology romano Patrick Pistolesi , bar manager, coadiuvato da Livio Morena, bar tender, insieme al loro team. ”Hotel Avanguardia” , è la carta dei cocktails che farà attraversare il mondo intero tra racconti, suggestioni, profumi e sapori diversi, attraverso le camere d’albergo di varie nazioni e continenti, e in ognuna verrà presentato un whiskey o un rhum, una vodka o un gin accompagnato dal cocktail che più di ogni altro lo rappresenta. Della stessa stanza verrà presentata la sua evoluzione, cioè la sua anima all’avanguardia, con un cocktail di nuova concezione creato dal bar manager Patrick Pistolesi. Il percorso ovviamente non sarebbe completo se non fosse accompagnato da piatti che ne esaltassero le sensazioni olfattive e gustative: benché in quest’area la cucina abbia lasciato spazio al bar, lo chef Fabio Pecelli ha inserito in ogni stanza dell’Hotel Avanguardia una combinazione di piatti, lasciando all’ospite la libertà di scegliere ove sostare e quanto soffermarsi. Una selezione di proposte realizzate esclusivamente per il Bar completano la proposta gastronomica. Infine, ogni martedì e mercoledì si potranno degustare 14 distillati purissimi. Una porta in ferro e vetro ornata da una tenda rossa, introduce nella zona ristorante, regno dello chef Fabio Pecelli , giovane veterano delle cucine della capitale. Non ancora trentenne, ha importanti esperienze in ristoranti stellati (come il Reale di Niko Romito o il Giuda Ballerino), responsabilità da executive chef (Pastificio San Lorenzo) e da resident chef della scuola di formazione culinaria Coquis - Ateneo della Cucina Italiana. Decide da ragazzino che il suo posto è in cucina, racconta: “Non sono mai stanco: cucinare è per me continua meraviglia. Di ogni piatto provo a immaginare come renderlo degno di essere ricordato. Questo è ciò che desidero: scardinare idee pregresse su un piatto e provare a regalare forti sensazioni gustative”. Per il giovane chef, l’Avanguardia in cucina è aver fatto proprie le tradizioni e le tecniche per proporre piatti dal gusto immediato ma che rompano l’idea di un piatto come fosse un pregiudizio, donandogli in più un grafismo riconoscibile che riporta ai colori degli ingredienti. A sostenere la sua ricerca nelle materie prime, sono intervenuti i soci proprietari che hanno dato vita a Monterotondo a un vero e proprio orto biodinamico che rifornirà il Caffè Propaganda degli ortaggi e delle verdure necessarie come le misticanze. Partendo dalla selezione di farine, macinate a pietra, tutti gli alimenti utilizzati al Caffè Propaganda (tranne la pasta secca) vengono realizzati in cucina: dai pani ai grissini, dagli appetizer come il Sofficino ripieno o il Cono di broccoletti e pecorino a tutte le paste fresche. Per il pranzo viene offerto un menu più leggero e dinamico, nella Carta serale la ricerca e la dedizione dello chef trovano miglior espressione: il Tortello liquido di carbonara (una sfoglia che racchiude tutto il gusto della carbonara allo stato liquido, con zabaione salato e guanciale croccante); il Lenzuolo di seppia alla Luciana con pane nero cafone, la seppia viene ridotta quasi in polvere, poi ricostruita e unita con gli altri elementi classici del piatto come le patate e il pomodoro; la Quaglietta farcita , il suo sugo e il suo ovetto; la Pluma di maiale iberico, cenere, cipolla, mela e senape, carne cotta a bassa temperatura; infine, l ’ Ovo…Misù , che simboleggia la nascita del tiramisù, con un guscio croccante, tutto da assaggiare, che rappresenta una dedica particolare a Paolo Parisi e alle sue uova, le uniche utilizzate al Caffè Propaganda. I l pasto trova la sua conclusione con una deliziosa bomba fritta alla crema che arriva in tavola bollente, fritta al momento, incartata e sigillata dal suo adesivo “Boom!” : un richiamo divertente e fumettistico per raccontare un’esplosione di romanità per il palato. Due importanti e blasonati professionisti del settore completano il team: Enrico Camelio , formatore e professionista della sala, e Valerio Capriotti , già direttore di sala e sommelier presso il bistellato Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa (eletto Sommelier dell’anno da Identità Golose). Via Claudia 15, 00184 Roma (+39) 06 9453 4255 Martedì - Domenica | 12:00 - 02:00 [email protected] www.caffepropaganda.it

Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.it

In questi ultimi mesi mi sono adattata ad una nuova quotidianità. Lenta, piacevole, raccolta. Così, adesso che pare si sia tornati ad una parvenza di normalità , accade che ci siano mattine in cui faccia ancora un po' fatica ad uscire o che, traviata da questa insolita indolenza, non lo faccia affatto, anche quando dispensa e frigorifero iniziano a reclamare un nuovo rifornimento. Quando questa lentezza , che normalmente non mi appartiene, riesce a prendere il sopravvento, mi affido a piatti improvvisati " con quel che c'è ", quelli realizzati con ingredienti semplici ma capaci di dare forma ad un piatto gustosissimo. Cosi è stato con gli Spaghetti con Filetti di Tonno in Olio Extravergine di Oliva, Pomodori Piccadilly e Mandorle Tostate , delizia entrata di diritto nella categoria " veloci, dinamici, svelti...e buonissimi! " A presto! Maria Grazia Spaghetti, vanto tricolore che arriva da lontano Esistono diverse versioni che riguardano storia ed origine degli spaghetti. Partiamo da quella che inizia nel VI secolo a.C, nella Valle dell'Indo, in Asia Occidentale, il territorio che oggi corrisponde in buona parte alla zona occupata dal Pakistan. Pare che lo spaghetto fosse nato come semplice scarto della lavorazione della pasta preparata con un attento processo di essiccazione nelle cucine del Sultano di Bahavalpur. Considerato cibo di seconda scelta, era destinato ai pasti degli inservienti di corte. Un giorno, il figlio del Sultano, facendo visita alle cucine ed osservando quel particolare tipo di pasta, sembra fosse rimasto colpito da quanto questa fosse dritta e rigida e la paragonò al portamento impettito dei soldati del padre. Nella lingua locale, sipahee significa soldato e questo fu il nome con cui i cuochi di corte decisero di battezzare quel particolare tipo di pasta. Il viaggio degli spaghetti verso l'Italia inizia con Marco Polo che, nel XIII secolo, dopo averne gustato un piatto con i gamberi preparato per lui da un mercante turco, decise di diffonderne la ricetta, una volta rientrato nella sua Venezia. Il nome turco spahi si trasformò presto in spaghetti . Ma anche questa versione dell'origine degli spaghetti non è certa, in quanto pare che, secondo altre ricostruzioni, le prime tracce di questo formato risalirebbero a molto tempo prima della nascita di Marco Polo. Infatti, nel 1154, il geografo Al-Idrin fece cenno ad un " cibo di farina a forma di fili ", prodotto a Trabia, centro in provincia di Palermo. (altre informazioni su: La vera storia degli spaghetti , Chi ha inventato gli spaghetti? ) Spaghetti con Filetti di Tonno in Olio Extravergine di Oliva, Pomodori Piccadilly e Mandorle Tostate Ingredienti (per 4 persone) 320 g di spaghetti 500 g di pomodori Piccadilly 350 g di filetti di tonno in olio extravergine di oliva la scorza di 1 limone biologico 5 cucchiai di olio extravergine di oliva della Riviera Ligure 40 g di mandorle pelate 1 spicchio d'aglio Lavare i pomodori Piccadilly ed il limone biologico. Ricavare da quest'ultimo la scorza e dividere i pomodorini a metà. Scaldare un padellino dal fondo antiaderente, tostare le mandorle pelate e, coprendole con un tovagliolo di cotone, spezzettarle grossolanamente con l'ausilio di un batticarne. Durante il tempo di cottura degli spaghetti, scaldare l'olio extravergine di oliva in una larga padella dal fondo antiaderente, unire un piccolo spicchio d'aglio privato della radice interna, schiacciarlo leggermente, farlo rosolare rapidamente ed eliminarlo. Unire i pomodori Piccadilly, salare e cuocere per un paio di minuti. Unire i filetti di tonno ben sgocciolati e spezzettati, lasciar rosolare per qualche secondo. Scolare gli spaghetti piuttosto al dente e condirli subito con il sugo di tonno e pomodorini. Completare ogni porzione con le mandorle tostate e la scorza di limone. ~ Spaghetti, la cottura perfetta Non è difficile preparare un ottimo piatto di spaghetti cotti al dente. Bastano poche, infallibili mosse: scegliere una pentola alta ed utilizzare 1 litro d'acqua per ogni 100 g di pasta, utilizzare 10/12 g di sale grosso per litro d'acqua, afferrare gli spaghetti come fossero un mazzo di fiori ed immergerli nell'acqua al centro della pentola, lasciando che si aprano a ventaglio, piegarli leggermente con l'ausilio di un mestolo di legno facendo in modo che siano tutti immersi e mescolarli con un forchettone, far riprendere il bollore a fuoco vivo, abbassare la fiamma, mescolare frequentemente e controllare la cottura rispettando i tempi indicati sulla confezione, prima di scolarli, prelevare 2 mestoli di acqua di cottura, da utilizzare, eventualmente per la mantecatura, al momento di condirli, per un risultato ottimale, scolarli molto al dente o un paio di minuti prima della fine della cottura, da terminare in una larga padella. In questo modo, infatti, il condimento riesce ad amalgamarsi perfettamente alla pasta e si ottiene un sapore più intenso e pieno. (fonti: La Grande Cucina Italiana - Scuola di Cucina, Spaghetti che passione! di Giuliana Bonomo)

Fonte: cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.it

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