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Ingredienti 6 n Ciliegie Sciroppate 6 n Kiwi 6 cu Liquore All' Arancia 4 n Pompelmo Rosa 4 hg Ribes Rosso 4 hg Sorbetto Al Limone 2 hg Sorbetto D'arancia Preparazione 4 pompelmi rosa 400 g di ribes 200 g di sorbetto di arancia 400 g di sorbetto di limone 6 piccoli kiwi 6 ciliegie sciroppate 6 cucchiai di liquore all'arancia. Mettete in frigo per mezz'ora 6 grossi bicchieri a calice o coppe. Nel frattempo sbucciate i pompelmi al vivo e pelate al vivo anche gli spicchi, raccogliendo in una ciotola il succo che colera durante l'operazione. Mettete gli spicchi in una c i o t o l a , spruzzateli con il liquore all'arancia e lasciateli macerare per mezz'ora. Sbucciate e tagliate a ventaglietti i kiwi. Mettete sul fondo dei bicchieri gelati gli spicchi di pompelmo con il loro succo di macerazione, copriteli con uno strato di sorbetto di limone (dello spessore di 2 dita) e su questo fate uno strato con i ribes, prima sgranati con una forchetta e lavati. Posate nel centro dei ribes una pallina di sorbetto di arancia e tutt'attorno disponete i kiwi. Decorate con una ciliegia sciroppata, snocciolata. A piacere, potete disporre tra i vari strati di gelato e frutta un dischetto di pan di Spagna oppure uno strato di meringnette sbriciolate. In tal caso, sostituirete il sorbetto di limone con sorbetto di menta, per avere una maggiore variazione di colori.

Fonte: donnamoderna.com

Ingredienti 4 n Fragole qb Gelato 2 n Kiwi 250 g Litchi qb Menta Fresca 4 n Mora 150 g Panna Da Montare qb Zucchero A Velo Preparazione 250 g di litchi 4 palline di gelato di mango acquavite di lamponi 320 g di gelato di kiwi 4 grosse fragole, 2 kiwi 4 grosse more 150 g di panna da montare foglie di menta zucchero al velo. COME SI PREPARA 1)  Preparate 4 grosse coppe ben raffreddate nel freezer o nel frigo. Suddividetevi i litchi e spruzzateli con acquavite di lamponi. Continuate a strati con 2 cucchiaiate colme di gelato di kiwi e con uno strato di fettine di kiwi. Montate la panna con 50 g di zucchero al velo e spremetela sui kiwi a corona usando una tasca per dolci montata con bocchetta a stella. Nel centro della corona adagiate una pallina di gelato di mango e contornatela con fettine di fragole disposte in piedi intorno al gelato. Mettete al centro una mora e decorate con 2 foglioline di menta. Tenete in freezer fino al momento di servire.

Fonte: donnamoderna.com

4000 G Melanzane 2000 G Carne Di Montone A Pezzetti 100 Cl Latte 200 G Farina 200 G Burro 200 G Formaggio Groviera 4 Pomodori 4 Cipolle Rosse Sale Pepe 1 Foglia Alloro Cuocere la carne con 1 etto di burro, la cipolla tritata fine, i pomodori a pezzi, il sale, il pepe e l'alloro per 1 ora e mezza senza aggiungere acqua. Preparare a parte un pur

Fonte: paginainizio.com/ricette.htm

500 G Cipolline 20 G Uvetta Sultanina 1/2 Bicchiere Vino Bianco Secco 1 Bicchiere Brodo Timo Sale Pepe Mondate e lavate le cipolline, sbollentatele per pochi minuti in acqua salata. Sgocciolatele bene, mettetele in un tegame, salate, pepate, cospargete di timo e bagnate con mezzo bicchiere di vino. Lasciate evaporare a fiamma vivace, quindi abbassate il fuoco e versate un bicchiere di brodo caldo. Coprite e cuocete per 30 minuti. A fine cottura aggiungete le uvette prima ammorbidite in acqua tiepida e poi strizzate. Mescolate e dopo 5 minuti spegnete. Passate il composto su un piatto da portata caldo e servite.

Fonte: paginainizio.com/ricette.htm

L'alternativa di quest'estate è la pioggia ... o meglio mi correggo quest'estate è incontinente!!! Vabbé non è che si possa far molto a proposito, ci prendiamo quel che viene. Possiamo consolarci con un piatto che di estivo non ha niente ... Via gli ingredienti leggeri, da parte le insalate, le capresi, i carpacci, le paste fredde, i gelati ... Torniamo all'autunno ed ai suoi prodotti!! W il calore delle pentole e dei forni accesi!!! Perché? Perché anche se la chiamano estate, non lo sembra poi tanto!! Padellaccia di funghi, patate e salsiccia 1 salsiccia a capa (a testa, a persona) patate funghi (champignons e porcini - i primi in quantità maggiore dei secondi) 1 carota tritata 1 aglio tritato olio extravergine d'oliva sale q.b. Prepariamo gli ingredienti. Sbucciamo le patate, tagliamole a spicchi non troppo grossi e mettiamole in una ciotola piena d'acqua fredda così che perdano un pò d'amido. Tagliamo anche i funghi a fettine, le salsicce a tocchetti. Tritiamo l'aglio e la cipolla. In una padella facciamo soffriggere nell'olio l'aglio e la cipolla. Aggiungiamo poi le patate, dopo una decina di minuti i funghi. Facciamo cuocere fino a che l'acqua che i funghi hanno prodotto durante la cottura sia completamente evaporata. A questo punto mettiamo in pentola i tocchetti di salsiccia e facciamo cuocere fino a completa cottura della carne. Aggiungiamo sale se ce n'è bisogno e portiamo in tavola caldissimo. E tutta questa pioggia mi porta alla mente questa splendida canzone di Pino Daniele, ancora più bella nella versione live cantata a Piazza Del Plebiscito nel 2008 ... il video lo trovate dopo il testo!! Quanno Chiove E te sento quanno scinne 'e scale 'e corza senza guarda' e te veco tutt'e juorne ca ridenno vaje a fatica' ma mo nun ride cchiù. E luntano se ne va tutt'a vita accussì e t'astipe pe nun muri'. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Se fa scuro e parla 'a luna e te vieste pe' senti' pe' te ogne cosa po' parla' ma te restano 'e parole e 'o scuorno 'e te 'ncuntra' ma passanno quaccheduno votta l'uocchie e se ne va. E aspiette che chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna' ma po' quanno chiove l'acqua te 'nfonne e va tanto l'aria s'adda cagna'. Rosa "Un cuoco è formato anche da momenti piccoli, come andare nell’orto" Ciccio Sultano

Fonte: cookinginrosa.blogspot.it

"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......." Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli, con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.E sentivo odori, sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo. Oggi da adulta, una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade. La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace. Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura? Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo curry,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano..... Curry di patate (fonte:ecurry) 2 cucchiai di olio vegetale 1 cucchiaino di semi di cumino 1 bastoncino di cannella 2 bacche di cardamomo (facoltativo) 1 cipolla media rossa 1\2 peperoncino verde 2 spicchi di aglio 1 cucchiaino colmo di zenzero tritato fresco 1 cucchiaino di coriandolo in polvere 1\2 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere 1\2 cucchiaino di curcuma 1 tazza di pomodori freschi (o in scatola) tritati sale prezzemolo fresco Io preferisco cuocere le patate a parte ed aggiungerle solo durante gli ultimi minuti di cottura. Quindi le faccio bollire con la buccia e le tolgo quando ancora si possono tagliare agevolmente. Le faccio raffreddare un pò, poi le sbuccio e le taglio a dadini di media grandezza. Per il curry: per prima cosa tritate l'aglio e mescolatelo insieme allo zenzero fresco tritato. Prendete una padella (possibilmente il wok) e senza aggiungere olio,fate tostare (avendo cura di girare in continuazione) la cannella e i semi di cardamomo. Una volta che avranno sprigionato i loro profumi ed insaporito il fondo della padella,toglieteli. mettete l'olio ,fatelo scaldare e unite i semi di cumino. Fateli friggere,inizierete a sentire il loro aroma caratteristico. A questo punto unite la cipolla tritata e il peperoncino verde. Fatela soffriggere finchè diviene lucida, mescolando con cura. Aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e fate insaporire a fiamma bassa per cinque minuti. Aggiungere i pomodori . A questo punto unite anche il sale,la curcuma, il peperoncino in polvere e il coriandolo (io aggiungo i semini pestati anzichè la versione in polvere). Si fa evaporare l'acqua dei pomodori e si continua la cottura per una decina di minuti. Cinque minuti prima del termine della cottura unite le patate lessate e fate insaporire.Se dovesse restringersi troppo il fondo, unite dell'acqua. Guarnite con coriandolo fresco (se lo trovate) oppure prezzemolo tritato.

Fonte: lemporio21.blogspot.it

"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......." Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli,con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.e sentivo odori,sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo. Oggi da adulta una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade.La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace.Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura? Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo pollo,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano..... Con questa ricetta partecipo al contest del blog Fool For Food Pollo alle olive,zafferano e uvetta Ingredienti: !00 gr olive verdi petto di pollo intero (non a fette) farina 1 bustina di zafferano olio burro 1 spicchio di aglio sale pepe bianco 50 gr uvetta vino bianco brodo di verdure(1 bicchiere) 1\2 cucchiaino di cannella Fate rinvenire l'uvetta in una tazza con dell'acqua tiepida.tagliate a dadini il pollo e infarinatelo.In una padella fate soffriggere un pò di burro,1 cucchiaio di olio e lo spicchio di aglio.Aggiungete il pollo,il vino,fate sfumare mantenendo però sempre un buon livello di umidità.Aggiungete le olive tagliate a rondelle,il sale e una spruzzata di pepe bianco.Unire un bicchiere di brodo di verdure e lo zafferano.Mettete il coperchio (essenziale perchè il pollo mantenga la sua morbidezza) e portate a cottura con la fiamma al minimo.Cinque minuti prima di spegnere unite l'uvetta e la cannella (se vi piace).Mi raccomando di mantenere sempre un buon livello di liquidi.Il fondo di cottura che accompagna questo pollo è il segreto della sua bontà!

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Tantissime ricette della cucina araba , dedicate a tutti coloro che amano i sapori ricchi di gusto e che rimandano a terre lontane. Le ricette arabe hanno ingredienti particolare ma non sempre facilissimi da trovare: in questa sezione vedremo insieme come realizzare a casa propria dei piatti particolari, anche rivisitati in chiave occidentale che piaceranno a tutta la famiglia. Si tratta di una cucina particolare, perfetta ad esempio per stupire i vostri ospiti durante una cena particolare e dai gusti forti. 1.- Verdure ripiene di couscous e pomodori. 2.- Tabulè di cuscus con cozze e finocchio. 3.- Tabulè con tofu e peperoncini. 4.- Tabulè alla frutta. 5.- Cous Cous con verdure e pollo. 6.- Delizia del sultano. 7.- Il caffè turco è diffuso in buona parte dei paesi del medio oriente, della penisola balcanica e del mondo arabo. 8.- Cuscus freddo con pomodori e cipollotti. 9.- Cuscus vegetariano con salsa alla tahina. 10.- La cucina nigeriana risulta quanto meno sorprendente, per l’uso d’ingredienti per noi sconosciuti e per il modo in cui sono cucinati. Se ti è piaciuta la ricetta, iscriviti al feed cliccando sull’immagine per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog: Trovato questo articolo interessante? Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google, Linkedin, Instagram o Pinterest. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie! CONDIVIDI SU!

Fonte: lacucinadisusana.blogspot.com.ar

Caffè Propaganda dopo il restyling degli spazi, ha riaperto le porte al pubblico il 19 aprile, inaugurando un nuovo corso avanguardista . Alle pareti, come nelle metropolitane parigine, le “carrelage métro” degli inizi del ‘900, riflettono la luce dei bellissimi lampadari a goccia, il pavimento alterna il fascino retrò delle cementine al parquet a listoni scuri. La parola d’ordine di Caffè Propaganda è “Avanguardia” , espressione di un contemporaneo concetto di accoglienza che si rispecchia anche negli spazi del locale che sono suddivisi per zone tematiche: il bar mixology ove al centro sono i grandi distillati e gli alchimisti Patrick Pistolesi e Livio Morena e il ristorante vero e proprio, guidato dal nuovo chef Fabio Pecelli, già executive chef di blasonati ristoranti della capitale. La sfida non è solo inventare qualcosa di nuovo nel piatto o nel bicchiere ma far sentire l’ospite parte integrante di un nuovo scenario catapultandolo in un mondo di alchimie alcoliche e di meraviglie create da una cucina rigorosa e personale, questo è l’obiettivo di Maurizio Bistocchi, Daniele Quattrini ed Edoardo Caracciolo . All’ingresso, la prima sala, rimane il regno del re del mixology romano Patrick Pistolesi , bar manager, coadiuvato da Livio Morena, bar tender, insieme al loro team. ”Hotel Avanguardia” , è la carta dei cocktails che farà attraversare il mondo intero tra racconti, suggestioni, profumi e sapori diversi, attraverso le camere d’albergo di varie nazioni e continenti, e in ognuna verrà presentato un whiskey o un rhum, una vodka o un gin accompagnato dal cocktail che più di ogni altro lo rappresenta. Della stessa stanza verrà presentata la sua evoluzione, cioè la sua anima all’avanguardia, con un cocktail di nuova concezione creato dal bar manager Patrick Pistolesi. Il percorso ovviamente non sarebbe completo se non fosse accompagnato da piatti che ne esaltassero le sensazioni olfattive e gustative: benché in quest’area la cucina abbia lasciato spazio al bar, lo chef Fabio Pecelli ha inserito in ogni stanza dell’Hotel Avanguardia una combinazione di piatti, lasciando all’ospite la libertà di scegliere ove sostare e quanto soffermarsi. Una selezione di proposte realizzate esclusivamente per il Bar completano la proposta gastronomica. Infine, ogni martedì e mercoledì si potranno degustare 14 distillati purissimi. Una porta in ferro e vetro ornata da una tenda rossa, introduce nella zona ristorante, regno dello chef Fabio Pecelli , giovane veterano delle cucine della capitale. Non ancora trentenne, ha importanti esperienze in ristoranti stellati (come il Reale di Niko Romito o il Giuda Ballerino), responsabilità da executive chef (Pastificio San Lorenzo) e da resident chef della scuola di formazione culinaria Coquis - Ateneo della Cucina Italiana. Decide da ragazzino che il suo posto è in cucina, racconta: “Non sono mai stanco: cucinare è per me continua meraviglia. Di ogni piatto provo a immaginare come renderlo degno di essere ricordato. Questo è ciò che desidero: scardinare idee pregresse su un piatto e provare a regalare forti sensazioni gustative”. Per il giovane chef, l’Avanguardia in cucina è aver fatto proprie le tradizioni e le tecniche per proporre piatti dal gusto immediato ma che rompano l’idea di un piatto come fosse un pregiudizio, donandogli in più un grafismo riconoscibile che riporta ai colori degli ingredienti. A sostenere la sua ricerca nelle materie prime, sono intervenuti i soci proprietari che hanno dato vita a Monterotondo a un vero e proprio orto biodinamico che rifornirà il Caffè Propaganda degli ortaggi e delle verdure necessarie come le misticanze. Partendo dalla selezione di farine, macinate a pietra, tutti gli alimenti utilizzati al Caffè Propaganda (tranne la pasta secca) vengono realizzati in cucina: dai pani ai grissini, dagli appetizer come il Sofficino ripieno o il Cono di broccoletti e pecorino a tutte le paste fresche. Per il pranzo viene offerto un menu più leggero e dinamico, nella Carta serale la ricerca e la dedizione dello chef trovano miglior espressione: il Tortello liquido di carbonara (una sfoglia che racchiude tutto il gusto della carbonara allo stato liquido, con zabaione salato e guanciale croccante); il Lenzuolo di seppia alla Luciana con pane nero cafone, la seppia viene ridotta quasi in polvere, poi ricostruita e unita con gli altri elementi classici del piatto come le patate e il pomodoro; la Quaglietta farcita , il suo sugo e il suo ovetto; la Pluma di maiale iberico, cenere, cipolla, mela e senape, carne cotta a bassa temperatura; infine, l ’ Ovo…Misù , che simboleggia la nascita del tiramisù, con un guscio croccante, tutto da assaggiare, che rappresenta una dedica particolare a Paolo Parisi e alle sue uova, le uniche utilizzate al Caffè Propaganda. I l pasto trova la sua conclusione con una deliziosa bomba fritta alla crema che arriva in tavola bollente, fritta al momento, incartata e sigillata dal suo adesivo “Boom!” : un richiamo divertente e fumettistico per raccontare un’esplosione di romanità per il palato. Due importanti e blasonati professionisti del settore completano il team: Enrico Camelio , formatore e professionista della sala, e Valerio Capriotti , già direttore di sala e sommelier presso il bistellato Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa (eletto Sommelier dell’anno da Identità Golose). Via Claudia 15, 00184 Roma (+39) 06 9453 4255 Martedì - Domenica | 12:00 - 02:00 [email protected] www.caffepropaganda.it

Fonte: mmmbuonissimo.blogspot.it

In questi ultimi mesi mi sono adattata ad una nuova quotidianità. Lenta, piacevole, raccolta. Così, adesso che pare si sia tornati ad una parvenza di normalità , accade che ci siano mattine in cui faccia ancora un po' fatica ad uscire o che, traviata da questa insolita indolenza, non lo faccia affatto, anche quando dispensa e frigorifero iniziano a reclamare un nuovo rifornimento. Quando questa lentezza , che normalmente non mi appartiene, riesce a prendere il sopravvento, mi affido a piatti improvvisati " con quel che c'è ", quelli realizzati con ingredienti semplici ma capaci di dare forma ad un piatto gustosissimo. Cosi è stato con gli Spaghetti con Filetti di Tonno in Olio Extravergine di Oliva, Pomodori Piccadilly e Mandorle Tostate , delizia entrata di diritto nella categoria " veloci, dinamici, svelti...e buonissimi! " A presto! Maria Grazia Spaghetti, vanto tricolore che arriva da lontano Esistono diverse versioni che riguardano storia ed origine degli spaghetti. Partiamo da quella che inizia nel VI secolo a.C, nella Valle dell'Indo, in Asia Occidentale, il territorio che oggi corrisponde in buona parte alla zona occupata dal Pakistan. Pare che lo spaghetto fosse nato come semplice scarto della lavorazione della pasta preparata con un attento processo di essiccazione nelle cucine del Sultano di Bahavalpur. Considerato cibo di seconda scelta, era destinato ai pasti degli inservienti di corte. Un giorno, il figlio del Sultano, facendo visita alle cucine ed osservando quel particolare tipo di pasta, sembra fosse rimasto colpito da quanto questa fosse dritta e rigida e la paragonò al portamento impettito dei soldati del padre. Nella lingua locale, sipahee significa soldato e questo fu il nome con cui i cuochi di corte decisero di battezzare quel particolare tipo di pasta. Il viaggio degli spaghetti verso l'Italia inizia con Marco Polo che, nel XIII secolo, dopo averne gustato un piatto con i gamberi preparato per lui da un mercante turco, decise di diffonderne la ricetta, una volta rientrato nella sua Venezia. Il nome turco spahi si trasformò presto in spaghetti . Ma anche questa versione dell'origine degli spaghetti non è certa, in quanto pare che, secondo altre ricostruzioni, le prime tracce di questo formato risalirebbero a molto tempo prima della nascita di Marco Polo. Infatti, nel 1154, il geografo Al-Idrin fece cenno ad un " cibo di farina a forma di fili ", prodotto a Trabia, centro in provincia di Palermo. (altre informazioni su: La vera storia degli spaghetti , Chi ha inventato gli spaghetti? ) Spaghetti con Filetti di Tonno in Olio Extravergine di Oliva, Pomodori Piccadilly e Mandorle Tostate Ingredienti (per 4 persone) 320 g di spaghetti 500 g di pomodori Piccadilly 350 g di filetti di tonno in olio extravergine di oliva la scorza di 1 limone biologico 5 cucchiai di olio extravergine di oliva della Riviera Ligure 40 g di mandorle pelate 1 spicchio d'aglio Lavare i pomodori Piccadilly ed il limone biologico. Ricavare da quest'ultimo la scorza e dividere i pomodorini a metà. Scaldare un padellino dal fondo antiaderente, tostare le mandorle pelate e, coprendole con un tovagliolo di cotone, spezzettarle grossolanamente con l'ausilio di un batticarne. Durante il tempo di cottura degli spaghetti, scaldare l'olio extravergine di oliva in una larga padella dal fondo antiaderente, unire un piccolo spicchio d'aglio privato della radice interna, schiacciarlo leggermente, farlo rosolare rapidamente ed eliminarlo. Unire i pomodori Piccadilly, salare e cuocere per un paio di minuti. Unire i filetti di tonno ben sgocciolati e spezzettati, lasciar rosolare per qualche secondo. Scolare gli spaghetti piuttosto al dente e condirli subito con il sugo di tonno e pomodorini. Completare ogni porzione con le mandorle tostate e la scorza di limone. ~ Spaghetti, la cottura perfetta Non è difficile preparare un ottimo piatto di spaghetti cotti al dente. Bastano poche, infallibili mosse: scegliere una pentola alta ed utilizzare 1 litro d'acqua per ogni 100 g di pasta, utilizzare 10/12 g di sale grosso per litro d'acqua, afferrare gli spaghetti come fossero un mazzo di fiori ed immergerli nell'acqua al centro della pentola, lasciando che si aprano a ventaglio, piegarli leggermente con l'ausilio di un mestolo di legno facendo in modo che siano tutti immersi e mescolarli con un forchettone, far riprendere il bollore a fuoco vivo, abbassare la fiamma, mescolare frequentemente e controllare la cottura rispettando i tempi indicati sulla confezione, prima di scolarli, prelevare 2 mestoli di acqua di cottura, da utilizzare, eventualmente per la mantecatura, al momento di condirli, per un risultato ottimale, scolarli molto al dente o un paio di minuti prima della fine della cottura, da terminare in una larga padella. In questo modo, infatti, il condimento riesce ad amalgamarsi perfettamente alla pasta e si ottiene un sapore più intenso e pieno. (fonti: La Grande Cucina Italiana - Scuola di Cucina, Spaghetti che passione! di Giuliana Bonomo)

Fonte: cookinggrace-graceinthekitchen.blogspot.it

Il termine Çilbir in Turchia indica delle uova in camicia depositate su un letto di yogurt insaporito di aglio tritato ed aneto, a cui viene poi unito un burro aromatizzato con pepe di Aleppo, ma quando non è disponibile si può sostituire con la paprika affumicata o/e peperoncino. Nell'era ottomana, il termine çilbir indicava solamente le uova in camicia. Nel corso dei secoli, i cuochi affinarono la ricetta, diventando quella attualmente conosciuta che, all’inizio del XX secolo, era la preferita del sultano Abdul Hamid II. Çilbir l’ho accompagnato con il pane turco, il Bazlama . Ingredienti: 4 uova 8 cucchiai di yogurt intero 40 g di burro salato paprika affumicata 1 peperoncino a pezzetti 1 spicchio d'aglio barbe di finocchio o aneto prezzemolo sale aceto di vino bianco Preparazione: In una ciotola si mette lo yogurt, si aggiunge il sale, l’aglio schiacciato e le barbe di finocchio o aneto. Si mescola il tutto. In un pentolino si fa sciogliere il burro con la paprika affumicata, ed il peperoncino a pezzettini fino ad ottenere una salsa ambrata. Si fa bollire l’acqua si aggiunge un po’ di aceto di vino bianco. Si sguscia l’uovo su un piattino e prima di lasciarlo scivolare nell’acqua bollente, si gira quest’ultima con un cucchiaio facendo una sorta di mulinello. Si lascia rassodare l’albume intorno al tuorlo e si cuoce per 2-3 minuti. Si prende con una schiumarola l’uovo e si posa su un piano di lavoro; si procede alla stessa maniera con le altre uova. Su ogni ciotola o piatto si mette un po’ di salsa di yogurt, si aggiunge il burro alla paprika e peperoncino, sopra si deposita l’uovo in camicia. Si aggiunge altro burro alla paprika ed a piacere prezzemolo e barbe di finocchio o aneto.

Fonte: sciroppodimirtilliepiccoliequilibri.blogspot.it

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