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Buona Pasquetta a tutti!! Come avete passato questi giorni di festa? Io in relax assoluto: complice il tempo, sono rimasta a casa, principalmente fra divano e cucina. A parte questa mattina, che ho fatto una camminata salutare, giusto per dire che ho fatto un pò di movimento per contrastare le libagioni festaiole!! Devo dire però che sono stata bene, sarà che io principalmente sono fatta per muovermi e uscire, ma con queste temperature e niente sole (tranne questa mattina) mi passa la voglia di vestirmi, di andare fuori, e quindi rimango bella felice in semi-pigiama, gironzolando per la casa, a sistemare qui e lì, a dormicchiare, pasticciare in cucina, eccetera...eccetera.... Da domani si ricomincia a sgambettare fra lavoro, palestra, corso CB, e naturalmente cucina, possibilmente dietetica!....mah....golosa come sono? vedremo.... Per gettare le basi (ehm....), oggi ho preparato la pasta frolla: ne ho fatta un bel pò e l'ho congelata per preparazioni future. Ci tenevo a raccontarvela qui, perchè l'ho già fatta ed è buona: è quella di Mister Carlo Cracco....e quindi....<3!! love love love!! hihi! A parte questa mia personale passione per lo chef, la sua frolla è davvero buona (già sperimentata...)!! Per due panetti da 490 gr circa: 500 gr farina 00 50 gr di farina di mandorle 175 gr di zucchero semolato 75 gr di tuorlo d'uovo (5 uova medie circa) 200 gr di burro morbido pizzico di sale In una ciotola mescolare le farine, con lo zucchero e trasferire nel robot da cucina. Lavorare il burro con i tuorli fino a fare una crema, aggiungendo anche un pizzico di sale. Versare nel robot con gli ingredienti secchi e impastare il tutto per 10 minuti. Trasferire in una spianatoia, raccogliere l'impasto con le mani e dividere in due parti uguali, per i due panetti da 490 gr. Utilizzare per biscotti, crostate, e tutto quello che volete di dolce! Vedremo cosa vi preparerò con questa frolla... ;) Buona serata e buon inizio settimana! Mari<3

Fonte: uncicloneincucina.blogspot.it

Buona domenica a tutti. Eccomi di nuovo alle prese con la cucina al volo. Sempre di fretta; turni su turni e mai tempo per mettermi ai fornelli. Ho un sacco di ricette segnate su vari fogli, foglietti e post it che mi sono segnata, dicendomi ogni volta, domani la provo. Tra l'altro, comprando anche tutti gli ingredienti, che alla fine mi sono risolta utilizzare per altri scopi, perche' finiva che mi scadevano nel frigo. Oggi pero' ho comprato qualcosa che non c'e' pericolo che scada: un libro di cucina. Anzi, un signor libro di cucina: 'Se vuoi fare il figo usa lo scalogno' di Carlo Cracco. Sicuramente ne avrete gia' sentito parlare, sia del libro, che di lui. L'ho trovato scontato e l'ho subito comprato; era da un po' che lo addocchiavo sullo scaffale dei libri, e per un motivo o per l'altro non l'ho mai preso, ma oggi e' diventato mio. Mi piace com'e' scritto e le ricette sono abbastanza abbordabili a tutti; non quelle ricette improponibili, di alta cucina, che non ti puoi permettere nemmeno con tre mesi di stipendio, e se te le puoi permettere, ti vengono una cosa inguardabile e improponibile anche al cane. Ho gia' segnato parecchie ricette che voglio assolutamente provare. Passiamo alla ricetta, che ho fatto da secoli, e che riesco a postare solamente ora, al limite dello scadere del contest a cui la faccio partecipare. Mi piace trasformare le ricette che normalmente sono dolci in salate e quelle che normalmente sono salate, in dolci. I cupcakes siamo soliti a mangiarli dolci, con creme e frosting piene di burro&zucchero, super caloriche e super buone; questa volta li ho voluti provare salati, con il parmigiano che adoro, e con il pesto, che a parer mio, e' perfetto per un frosting. INGREDIENTI. PER CIRCA 12/15 cupcakes 115 g di farina di mais (quella per la polenta classica) 115 g di farina manitoba 1/2 bustina di lievito di birra 20 g di zucchero 2 pizzichi di sale 60 g di parmigiano grattugiato 2 uova 225 ml di latte 50 g di burro PER IL FROSTING 100 g di pesto (fresco e' meglio) 150 g di philadelphia 10 g di parmigiano grattugiato 1 filo d'olio extravergine d'oliva POMODORINI&PINOLI PER DECORARE PROCEDIMENTO Scaldiamo il forno a 180°C. In una terrina setacciamo le farine con il lievito, lo zucchero e il sale. In un'altra terrina uniamo le uova, il latte e il burro, ammorbidito, e mescoliamo con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto omogeneo. Uniamo il composto alla farina e mescoliamo, evitando la formazione dei soliti grumi antipatici. A questo punto aggiungiamo il parmigiano e lo incorporiamo per bene al composto. Versiamo il composto nei pirottini e inforniamo per 20 minuti nel forno gia' caldo. Sforniamo e li facciamo raffreddare. ... Nel frattempo prepariamo il frosting al pesto. Io l'ho fatto prima scongelare, perche' ne avevo dei bicchierini di pesto fresco, nel congelatore. Mettiamo nel bicchiere del minipimer il pesto con il philadelphia, il parmigiano grattugiato e l'olio. Frulliamo per pochi secondi, in modo che si amalgami tutto per bene e lasciamo riposare per qualche minuto. ... Una volta raffreddati i cupcakes, mettiamo il frosting in un sac a poche e li decoriamo. Aggiungendo per guarnizione un pomodorino e due pinoli. Pronti per essere gustati. Con questi cupcakes salati partecipo al contesto di Ely : Colora il tuo autunno per la categoria GRATìAMO.

Fonte: pastaepasticcino.blogspot.it

Questo è davvero un piatto delle grandi occasioni. L'ho preparato la settimana scorsa per una cena a casa mia ed è stato il top di tutta la serata... non a caso si ispira ad una ricetta proveniente direttamente dal San Domenico di Imola. E la userò per partecipare al mio primissimo contest! La pasta fatta in casa da me si fa continuamente, nello specifico io specializzata nella pasta ripiena. Questi fagottini (modello imitazione "chiusura Cracco", ergo in questo piatto ci sono le impronte di ben due stellati... e pensare che io sono appena appena un petardo) hanno un ripieno di morbidissimo e saporitissimo formaggio, e vanno impiattati su un velo di salsa ai funghi. FE-NO-ME-NA-LI. FAGOTTINI (ISPIRAZIONE SAN DOMENICO) NELLA SALSA DI FUNGHI per 4 persone Pasta: 300g farina 3 uova sale Farcia: 150 g di ricotta 100g di grana padano grattuggiato 200g di certosa 50 g di pecorino grattuggiato noce moscata sale e pepe bianco 1 tuorlo Salsa: 250 g di funghi misti 50g di chiodini 1 rametto di timo 1 scalogno 1 litro di brodo di pollo 300g di panna fresca 50g burro FAGOTTINI: In una ciotola unire alla ricotta il grana, il tuorlo, la certosa, il pecorino, noce moscata e aggiustare di sale e pepe. Fare l'impasto e farlo riposare mezz'ora. Tirare la sfoglia e farla a quadrati di 6 cm, porvi un cucchiaino colmo di farcia e chiudere il fagottino congiungendo le punte e i lati tra loro in modo da formare una sorta di fagottino quadrato. Mettere in frigo, o ancora meglio in freezer. CREMA DI FUNGHI: Far appassire lo scalogno tritato con l'olio, burro e timo. aggiungere i funghi, brasare fino a far perdere tutta l'acqua, aggiungere il brodo caldo e la panna. Far bollire per 10/15 minuti, togliere il rametto di timo, frullare col mixer, salare e pepare. Saltare in padella i chiodini con un pò di burro. Scolare i fagottini e saltarli nella padella coi chiodini. Presentazione: Disporre salsa di funghi calda nel piatto, adagiarvi sopra i fagottini con i chiodini, una grattuggiata di grana misto a pecorino e un filo di olio buono. Con questa ricetta partecipo al contest:

Fonte: tacchiepeperosa.blogspot.it

Nevica a più non posso (ancora!) e siamo reduci da una serie di cene e pranzi di degustazione, quindi oggi è meglio andare sul leggero. Tra le molte cose che ho cucinato nelle ultime 72 ore c'erano dei fagioli cannellini, preventivamente messi a bagno e poi lessati. Il famoso chef Cracco suggerisce nel titolo del suo ultimo libro che, se in cucina si vuol essere 'fighi' (passatemi il termine, lo usa lui) bisogna usare lo scalogno, io allora sono figherrima perchè questo profumato bulbo, nè cipolla nè aglio, con un delicato sapore e che non è mai indigesto, lo uso da quando ho iniziato a cucinare, imparando ad apprezzarlo nei nostri viaggi in Francia dov'è usato pressochè dappertutto. Non era facile acquistarlo sino ad alcuni anni fa, ora invece se ne trovano anche di più varietà e tra i maggiori produttori c'è la Romagna. L'ho usato soffritto, anzi caramellato, per guarnire questa semplice crema di cannellini. Se volete fare una cosa sbrigativa potete frullare, con l'aggiunta di un po' di brodo vegetale, i fagioli in scatola ben sciacquati, i tempi si riducono drasticamente e la vostra corroborante zuppa sarà pronta in pochi minuti, mentre la scaldate fate andare gli scalogni e le guarnizioni di sfoglia. Tuttavia usando fagioli secchi il gusto è nettamente migliore. Io ne ho approfittato per finire i cannellini di Sorano che avevo acquistato a Firenze ed è inutile che vi dica che la crema è deliziosa. Da un avanzo di pasta sfoglia ho ricavato, con un piccolo coppapasta, dei crostini che ho cotto in forno, ma si può guarnire con pane a dadini, fatti asciugare in padella. Dosi per 4 300 g cannellini secchi (o due scatole di pronti) brodo vegetale 3 scalogni mezzo rotolo di pasta sfoglia olio evo, sale Lesso i cannellini che ho tenuto a bagno per 12 ore, poi li faccio intiepidire prima di ridurli a crema, con un frullino a immersione, aggiungendo parte del loro brodo di cottura a seconda della consistenza che preferisco. In un padellino faccio soffriggere lentamente gli scalogni, pelati e tagliati a fettine, in un velo d'olio evo, li salo e li porto a cottura sino a che diventano trasparenti senza bruciare. Spennello di latte i crostini che ho ricavato dalla sfoglia e li cuocio per circa 10' in forno a 200°. Scaldo la crema e la scodello, la condisco con un po' di scalogno e con qualche crostino. Porto in tavola anche pepe nero macinato fresco o formaggio, a piacere. Se uso fagioli in scatola, li scolo e li sciacquo molto bene, scaldo del brodo vegetale per allungare e li frullo.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Queste capesante sono una vera leccornia, le faccio principalmente per le occasioni speciali, come ad esempio per San Valentino.... Le ho mangiate per la prima volta qualche hanno fa, preparate da un' amica di famiglia, la stessa del persico all'uva, questa donna (Assunta) è una fonte inesauribile di idee!!! Io però le ho preparate in due versioni, oltre a quella di Assunta, ho preso spunto da una puntata dei menù di Benedetta, dove era ospite Carlo Cracco, che ha preparato delle cozze ricreando i gusci con la pasta fillo, io qui ho cercato di ricreare i gusci delle capesante allo stesso modo. Vi lascio alla ricetta... LaMarcy Ingredienti per 2 persone: 4 capesante 100gr di porcini surgelati 1 spicchio d'aglio piccolo prezzemolo qb sale qb 4 cucchiai di marsala olio evo 2 cucchiai 1 foglio di pasta fillo pane grattuggiato qb Preparazione: Laviamo le capesante e le stacchiamo dai gusci che asciugheremo per bene, prendiamo un foglio di pasta fillo e lo inseriamo tra due gusci unti con dell'olio, ritagliamo l'eccesso che esce dai bordi e cuociamo in forno a 150° per 10 minuti. Nel frattempo soffriggiamo l'aglio con l'olio in una padella e uniamo i funghi e il prezzemolo, aggiustiamo di sale, aggiungiamo dell'acqua e lasciamo cuocere per 20 minuti, se occorre aggiungete ancora acqua. A cottura ultimata frulliamoli a crema. Nel fondo di cottura dei funghi passiamo le capesante per un paio di minuti e le sfumiamo col marsala. Sformiamo i nostri gusci di pasta, vi adagiamo sopra una capasanta, una cucchiaiata di funghi, una spolverata di pan grattato e un filo d'olio Appoggiamole nei gusci originali e inforniamo a 220° per 8/10 minuti. Per le classiche procediamo allo stesso modo e le lasciamo nei loro gusci. Cuoiamo insieme alle alle altre.

Fonte: cucinainprosa.blogspot.it

In generale tutte le parti del maiale si accostano bene alla frutta che dona morbidezza e sapore. In particolare il maiale con le mele ha le sue origini nel XIV secolo, quando nelle corti rinascimentali si credeva fosse opportuno servire la carne abbinata a ciò di cui si nutrivano gli animali stessi e, nel caso del maiale, questo all'epoca si nutriva prevalentemente di mele. Indubbiamente il sapore dolciastro della frutta si abbina perfettamente alla carne del maiale, ma leggendo questa notizia non ho potuto fare a meno di ripensare a una assai più recente riportata su un sito e riguardante una presunta dichiarazione di Cracco sul suo A gnello in lacrima d’agnello : “ Il segreto è insaporirlo da vivo: preleviamo il latte materno, lo scaldiamo alla brace e lo insaporiamo con olio, prezzemolo, pepe, sale, aglio, coriandolo, noce moscata e rosmarino in modo da farlo abituare a quei sapori sin dalla prima poppata. In questa maniera la carne dell’agnellino acquisisce tutte le sfumature di sapori delle spezie e i profumi della brace in maniera più naturale." Ovviamente è tutta una montatura del sito per far ridere (o inorridire). Tornando alla nostra ricetta dell' Arrosto di Maiale al Forno con Erbe Aromatiche e Mele c'è da dire che si rivela un piatto eccezionale: semplice e ricercato al tempo stesso, delicato, saporito e perfetto da servire anche in occasione di una cena particolare. Ingredienti: 800 g di lonza 2 mele golden 120 g di pancetta tesa alloro salvia rosmarino 1 spicchio di aglio 250 ml di vino bianco olio evo sale pepe fecola di patate Procedimento: Insaporire l'arista con sale e pepe. Incidere profondamente l'arista ricavando delle fette non troppo sottili e senza arrivare a tagliarle completamente. Distanziarle e condirle con sale e pepe e lasciare insaporire. Tagliare le mele, private del torsolo, a fettine dello spessore di circa 5mm, inserirle nei tagli di carne e coprire con la pancetta. Con uno spiedo infilzare l'arrosto per tenerlo compatto oppure legarlo con un spago da cucina. Trasferire la carne in una pirofila oleata profumando con salvia, alloro, rosmarino e uno spicchio d'aglio in camicia. Disporre le restanti mele intorno alla carne. Passare in forno a 180°, dopo 10' irrorare con il vino bianco e coprire con un foglio di alluminio. Proseguire la cottura per circa 1 h irrorando con il suo liquido ogni tanto. Terminata la cottura togliere la carne dalla pirofila e lasciare riposare coperta con l'alluminio. Addensare il fondo di cottura aggiungendo mezzo cucchiaino di fecola e facendo ridurre la salsa per qualche minuto. Servire la carne nappando con la salsa testo Giuli Foodie

Fonte: giulifoodie.blogspot.it

Allora si! Esiste un pò di giustizia a questo mondo? Forse... ...tanto per cominciare stasera a fare l'areosol e leggere la storia a Tommaso ci è andato il mio compagno, al contrario delle altre sere nelle quali sono sempre andata io!!!!!!!!!!!! Areosol come cura per la tosse, assieme a cortisone ed antibiotici, Tommaso e Gianmarco, entrambi sono malati....e per colpa di quest'influenza domani siamo costretti a rinunciare al primo pic nic della stagione! I nostri amici hanno organizzato una piccola gita fuori porta con tanto di borse termiche cariche di viveri, ma noi purtroppo siamo costretti a rimanere a casa e tenere i bimbi riguardati! Pazienza, speriamo comunque che si il primo pic nic di una lunga serie alle quali noi parteciperemo....in piena salute!!! Io, però mi consolo, perchè venerdì vado a Roma, a conoscere finalmente, le ragazze che ormai da qualche mese segue sul web!!!! Emozionata come al primo giorno si scuola, frastornata e felice!!!!! Ed ora (finalmente!) ecco una ricetta semplice e salutare per tutte quelli che come me, domani stanno a casina!!!! Ringrazio di cuore Paola per avermi inviato come premio per la vincita del suo contest ben 6 pacchi di riso Riserva San Massimo con il quale farò sicuramente altre ricette! Ingredienti per 4 persone: 300 gr di riso (io ho usato il Carnaroli Riserva San Massimo) 1 cipollotto 1 carota (bella grande) 60 gr di piselli 60 gr di fagiolini 100 gr di asparagi 100 gr di burrata olio evo sale pepe bianco 1 noce di burro Pulite e tagliate tutte le verdure a cubetti di mezzo cm circa. (Per essere precisi, professionali e in tema con la stagione, tagliate a primavera tutte le verdure) Mettete a bollire un litro di acqua, salatela con del sale grosso e sbiancate le verdure (tranne il cipollotto) per 3-4 minuti. Tuffatele in una bacinella con acqua freddissima e scolatele. Non buttate via l'acqua di cottura! Sarà un ottimo brodo per cuocere il riso! Scaldate due o tre cucchiai di olio in una casseruola e fate rosolare il cipollotto, aggiungete il riso e fate tostare dai 3 ai 5 minuti (come dice Cracco). Quando sarà diventato bello trasparente, sentirete anche il profumo della tostatura, a questo punto copritelo con l'acqua delle verdure e fate cuocere per circa 15 minuti. Se volete prima di aggiungete l'acqua potete sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco...io lo faccio raramente perchè in casa non ce l' ho quasi mai, ma è così che si dovrebbe fare un buon risotto! Spezzate con le mani o tagliate la burrata. Cinque minuti prima della fine della cottura del riso aggiungete le verdure e la burrata e mescolate bene per far sciogliere il formaggio. Togliete dal fuoco, mantecate con una noce di burro e servite! SHARE:

Fonte: cucinascacciapensieri.blogspot.it

Maionese fatta in casa Ci sono alcune volte che sogno, ad occhi aperti, di potermi comprare un casale, di rimetterlo a posto e di trasformarlo in un B&B, magari sulle colline di Camaiore, con tanto verde intorno, viti e ulivi e potermi alzare la mattina presto, spalancare le finestre e vedere il mare. Sogno di coltivare il mio orto con le verdure di stagione tutto l’anno, di fare l’olio, il vino, avere delle galline ovaiole, una mucca per il latte che, sono sicura, finirebbe per morire di vecchiaia, degli asinelli, tanti fiori, alberi da frutto, cani e gatti. Sogno una cantina con i vini più pregiati e i liquori fatti in casa, i salumi appesi al soffitto, le marmellate e le conserve fatte da me, i formaggi. Sogno di alzarmi prestissimo la mattina e fare il pane, di vivere con il ritmo del sole e della natura, cucinare cose naturali, fatte a mano, fatte in casa. Troppo? Può darsi, ma i sogni, almeno quelli, non costano nulla. Sono cresciuta osservando tutti i giorni i gesti di mia madre in cucina, gesti semplici e veri di chi non usa la tecnologia e la chimica per cucinare, ma la sola forza delle braccia e di chi, per fare un piatto parte dall’inizio e non dal tutto pronto. L’ho vista impastare a mano, sempre, le ho visto, anno dopo anno, fare la conserva di pomodoro, talvolta il burro, la frutta sciroppata, il minestrone estivo ed invernale, tagliando una dopo l’altra tutte le verdure fresche, sgranare i fagioli e fare anche la maionese a mano. Lo so, lo faccio anch’io, è più facile mettere nel carrello un tubetto di maionese e poi conservarlo in frigo per molti giorni, ma si può anche fare la maionese fatta in casa, magari non utilizzando dosi eccessive, e consumandola in breve tempo, senza però aggiungere additivi e conservanti ma solo uova, olio e limone. La sorpresa è che, non solo è buonissima, ma ci vuole davvero poco tempo a farla. L’idea mi è venuta perché volevo fare un piatto che necessitava anche di maionese, perciò mi sono detta che potevo farla da me. Mia madre l’ha sempre fatta a mano e cioè con la frusta, mantenendo regolare il ritmo e il verso di rotazione per non farla impazzire con una mano e aggiungendo con l’altra, l’olio a filo. La tendinite al polso non me l’ha permesso e la mia, infatti, non è una versione handmade ma homemade, fatta, utilizzando il robot da cucina. Tuorli 2 uova codice 0 Olio di semi quanto riesce ad essere incorporato Olio evo 20 ml Limone 3 cucchiai di succo Sale Senape (facoltativa) mezzo cucchiaino Mettere i tuorli nel robot da cucina (con le fruste per montare) e sbatterli per 30 secondi poi aggiungere il sale e un pizzico di senape per evitare che la maionese possa impazzire (suggerimento di Carlo Cracco in una puntata di Masterchef Italia), a seguire unire l’olio a filo con calma. Aspettare che l’olio versato sia stato incorporato bene prima di aggiungerne altro. Quando la maionese avrà preso consistenza, aggiungere l’olio evo e il succo di limone, che aiuta la salsa a stabilizzarsi. Ho utilizzato uova del contadino di ottima qualità, d'altronde, decidere di fare un piatto fatto in casa, predispone necessariamente all’attenzione per gli ingredienti utilizzati. In precedenza, avevo adoperato solo l’olio evo ma il sapore della maionese era, decisamente, troppo forte, quasi amarognolo, per non parlare del colore che tendeva al giallo-verde.

Fonte: ilboscodialici.blogspot.it

Spiego subito il significato di craccata . Craccato in questo caso non sta ad indicare quell’applicazione informatica che forza le protezioni di un software per utilizzarlo senza licenze. Per utilizzare un programma è giusto pagare il dovuto corrispettivo. Purtroppo, troppo spesso la gente è convinta che siccome l’informatica è alla portata di tutti e le informazioni una volta in rete sono a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, allora anche i programmi sono tutti gratis. No! Sbagliato! Ci sono sì i programmi freeware, gratuiti, ma ci sono anche quelli a pagamento e nessuna forma di crack è giustificata. Bisogna pagare e basta! Scusate questa premessa che non ha nulla di culinario e torno subito sui binari della cucina. Dicevo… perché craccata… semplicemente perché per fare questa mia seconda versione della Caesar Salad di Leo per partecipare all’ MTChallenge di giugno mi sono voluto ispirare ad un’idea dello Chef Cracco. Ho voluto provare una sua idea geniale. Ebbene sì, rendere i gusci delle cozze commestibili. Perché per un cozzaro cosa può esserci di meglio se non mangiare la cozza con tutto il guscio? :-) Il resto però è esclusivamente frutto della mia fantasia. Ed allora mi sono messo subito all’opera. Ingredienti 5 foglie di lattuga romana 3 fogli di pasta fillo 300 gr. di cozze 1 bustina di nero di seppia 70 gr. di gorgonzola un bicchierino di brandy prezzemolo olio evo Ho pulito le cozze. Una decina, le più belle e grosse, le ho tenute con il guscio, le altre le ho aperte nel solito modo a mano, conservando la loro acqua. Ho fatto aprire in un padellino le cozze con il guscio con un pochino di prezzemolo e un cucchiaio di olio. Una volta aperte ho estratto le cozze e le messe da parte con il loro liquido. Quindi ho preso i gusci, li ho unti con un velo d’olio, li ho internamente rivestiti con la pasta fillo e infornati a 180° C per circa 5 minuti. Quando ho visto che la pasta ha iniziato a colorirsi li ho estratti dal forno. Ho aspettato che si raffreddassero un po’ e poi ho separato i finti gusci di pasta da quelli veri. In un piattino ho messo il contenuto della bustina di nero di seppia che ho allungato con un pochino di olio e acqua di cottura delle cozze. Con un pennellino da cucina ho colorato i gusci di pasta fillo e poi li ho nuovamente infornati per un minutino in maniera tale che il nero di seppia asciugasse e la pasta fillo diventasse bella croccante. In un altro padellino ho messo le cozze aperte a mano e la loro acqua e ho fatto cuocere. Ho tolto le cozze e aggiunto nel liquido del pentolino il gorgonzola tagliato a cubetti che ho fatto sciogliere, restringendo il liquido. Ho aggiunto nuovamente le cozze e ho fatto insaporire il tutto. In un bicchiere ho emulsionato il brandy e l’olio. In un piatto ho tagliato le foglie di lattuga romana e le ho condite con l’emulsione di brandy/olio. Ho messo le cozze aperte nel padellino dentro i finti gusci e poi irrorato il piatto con il gorgonzola fuso nell’acqua delle cozze con le restanti cozze. N.B. Consiglio di non usare sale in quanto l’acqua delle cozze e il gorgonzola danno molta sapidità. Con questa ricetta partecipo alla sfida MTC n. 31 di giugno con la Caesar Salad di Leo .

Fonte: resistenzapoetica.blogspot.it

- cliccare sulla foto per ingrandirla - Finalmente ce l'ho fatta! Ho cucinato un petto d'anatra, come andrebbe cucinato un petto d'anatra, era da giugno che volevo farlo, da quando mi sono trovata davanti la giuria di MasterChef e sono stata trattata come una pivellina che mangia hamburger tutte le sere, ah ah! E di quelli surgelati, per giunta! Li c'è spiegato tutto, nel post degli gnocchi viola :-D Stasera grande seratona MasterChef, ogni mercoledì sera noi seguaci ci apparecchiamo davanti alla tv sin dalle 20,30, con tanto di prole pigiamata e pronta ad andare a letto da sola, mariti che si inventano riunioni, o si rinchiudono in cucina, pur di non dare *fastidio* :-D Comunque la ricetta è molto semplice, e in linea di massima un buon petto d'anatra deve essere cotto il meno possibile, la carne deve rimanere bella rosa, e deve rimanere bella tenera e succosa. La ricetta che ho scelto io, ovviamente, è con il pepe rosa, dovrò pur ammortizzare il costosissimo barattolino comprato non a caso da Peck (visto che il Cracco/ristorante si trova nei paraggi, è oramai diventata tappa fissa, non si sa mai che riesco per caso ad incontrarlo) ma non c'è niente da fare neanche se rimanessi appostata li sul marciapiede 12 ore al giorno arriverei ad avere una tal *botta di fortuna* ma che il ristorante ha per caso un'entrata laterale??????? Vabbè veniamo alla ricetta, che tra l'altro, aggiungo io, neanche questa avrebbe soddisfatto i palati stra esigenti della super giuria di MasterChef, in quanto il succo della carne probabilmente ne è rimasto troppo poco, e il sapore dolce e speziato delle mele sovrastava completamente il sapore delicatissimo del petto d'anatra :-D Pero' è quella che volevo io, con le mele e il pepe rosa, anzi se andate a vedere il sito dell'alberghiera, dove l'ho presa, vedete la foto del petto d'anatra come dovrebbe essere, ancora più al sangue. Ingredienti per 4 persone: 2 petti d'anatra (peso totale di circa 700-800 gr) 2 grandi mele sale un bicchierino di cognac 4 cucchiai di zucchero di canna pepe rosa a piacere Incidete i petti d'anatra con delle x dalla parte della pelle. Salare e porre i petti d'anatra dal lato della pelle su una padella fatta precedentemente scaldare, senza esagerare: la pelle deve diventare croccante lentamente. Quando la pelle sarà dorata, giriamoli e teniamoceli per qualche minuto. Poi togliamo i petti e mettiamoli in forno per 5 minuti, senza il grasso di cottura. L'importante è usare una teglia di grandezza adeguata ai petti, deve essere della misura dei petti in modo che il succo che ne uscirà non verrà disperso o evaporerà nel forno. Togliere dalla padella l'eventuale grasso che si sarà formato e far caramellare le mele con lo zucchero di canna, fiammeggiare con il cognac e aggiungere un po' di acqua e il pepe, aggiustare di sale. Io ho impiattato mettendo al centro dei piatti 2-3 cucchiai di mele, le fettine di petto d'anatra attorno e il sughino sopra.

Fonte: unastellatraifornelli.blogspot.it

Era una vita che volevo fare la tortilla, ma ogni volta facevo la frittata di patate Ma non è una frittata di patate Poi è arrivata Mai, del blog Il colore della curcuma, che con la sfida n 72, mi ha introdotta nel meraviglioso mondo della tortilla. Con questa sfida l'Mtc cambia veste rispetto a come è stato strutturato per ben otto anni e prende tutta un'altra strada, rimanendo sempre una scuola di cucina. Si chiude allo stesso modo di come cominciò, infatti "In principio fu l'uovo", ma come dice Alessandra Gennaro, mente acuta e fautrice di questa meravigliosa macchina che ha fatto scuola in questi anni, si chiude solo il primo tomo della storia dell?Mtc. E anche io chiudo allo stesso modo di come furono i miei inizi, chiedendo l'intervento dell'amico-cugino-blogger Pasquale Alberico, I Sapori del Mediterraneo. Questo non è un post a quattro mani ma a tre mani. Si leggete bene Purtroppo ho il braccio destro ingessato dal 2 aprile.......ma ho voluto cucinare comunque Pasquale si è occupato delle foto e di eseguire la tortilla classica, molto più laboriosa della versione creativa. Sbucciare tutte quelle patate e ridurle a tocchetti irregolari e poi girare la tortilla e poi ancora fotografare...... E siamo tornati così ai vecchi tempi, agli inizi; insieme abbiamo ricordato di quando facemmo le arancine e di quante lui ne mangiò in auto sulla strada del ritorno; e poi la pasqualina e poi ancora i pici con il nostro coniglio all'ischitana. Devo dire la verità quei tempi dell'Mtc mi mancano davvero tanto. Ma dobbiamo essere aperti al nuovo, a nuove strade da percorrere, con uno spirito di umiltà e tanta voglia di imparare. Ho molta difficoltà a scrivere con la sinistra per cui termino questo post con l'augurio di percorrere ancora tanta altra sreda i nsieme La tortilla classica (Ricetta eseguita da Pasquale Alberico con la "supervisione" di Golino Antonietta - per essere sicuri che si facesse come lei voleva) Ingredienti (per una padella di 25 cm di diametro) Kg 1,2 di patate al netto degli scarti 11 uova 1 cipolla doreta grande olio extra vergine sale Foto di Mai Esteve Foto di Mai Esteve Lavate le patate e sbucciatele, tagliatele a pezzi irregolari, friggetele con dell' olio e dopo 5 minuti aggiungete la cipolla tagliata a fettine molto sottili. Già qui ci sono diversi tipi di pensieri su come deve essere il taglio delle patate. Salate mentre friggono e girate ogni tanto per non bruciarle, sarebbe meglio farle saltare per non spappolarle troppo. In una ciotola sbattete le uova e salate. Quando le patate e la cipolla sono cotte e dorate, versatele dentro il recipiente con le uova sbattute, tenendo cura di non versarci l'olio ma lasciarlo nella padella e amalgamare. A questo punto versate il composto nella padella, a fuoco basso. e controllare di tanto in tanto con un mestolo di legno che non bruci. Adesso arriva la parte più temuta... GIRARLA! Ma niente panico. Dovete soltanto avere un piatto abbastanza grande da coprire giusto la padell a: appoggiate la mano sopra mentre con l'altra mano reggete la padella e giriate, accompagnando con il piatto. Fate cuocere all'altro lato. Far scivolare la tortilla dalla padella su un piatto da portata e servite. A questo punto Mai dice: Una cosa la quale ci tengo a dire, alla quale magari molti di voi arrufferete il naso, è che la tortilla non deve mai risultare secca a o ben cotta dentro, deve risultare "bavosa", "umidiccia" … insomma un po' cruda! Termine che nel dialetto antico di Marcianise si traduceva " Aunosa" La tortilla creativa con patata in oleocottura, camicia di albume, tuorlo fritto e confettura di cipolle al miele (ricetta eseguita da Golino Antonietta) Nella versione creativa ho voluto usare gli stessi ingredienti della tortilla classica, ad eccezione di qualche piccola aggiunta, destrutturandola e utilizzando metodi di cottura differenti. Il tuorlo fritto, è ormai noto, è di Cracco. Era da tempo che volevo provare questa procedura e quale migliore occasione di questa! Come era da tempo che volevo provare l'oleocottura applicata a un vegetale. Mentre la camicia di albume è semplicemente un uovo in camicia senza tuorlo e qui mi è stato prezioso l'Mtc di ottobre 2013 quando imparai finalmente a fare l' uovo alla Benedict Confettura di cipolle? No questa non è nuova per me: amo fare queste "cose strane" Per la patata in oleocottura 1 - 2 grosse patate un padellino da 12 cm di diametro un coppapasta da 5 cm di diametro olio di girasole Affettare la patata e ricavarne due dischi alti poco più di 2 cm. Trasferirli nel padellino, coprire di olio e posizionarlo su una fiamma bassa o una piastra elettrica mantenendo la temperatura tra 70 e 80° per almeno 90 minuti. Scolare le fette di patata, adagiarle su carta assorbente e far raffeddare Scaldare di nuovo l'olio e portarlo a 175°, riprendere le fette di patata una alla volta e friggerle giusto il tempo di ottenere una crosticina dorata (circa 1 minuto) Rimettere su carta per fritti Per il tuorlo fritto 2 uova pangrattato olio di girasole Sgusciare le uova in due ciotoline separate, prelevare i tuorli e adagiarli su del pangrattato; coprire con altro pangrattato e trasferire in freezer per 5 ore A questo punto adagiare un tuorlo alla volta su un ragno e friggere per almeno 30 secondi a 170* Per la camicia di albume 2 albumi In una casseruola da 24 cm di diametro, versare circa 5 cm di acqua e scaldarla a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola. Versare delicatamente un albume alla volta sulla superficie dell'acqua, lasciando che vada dolcemente a fondo. Far cuocere per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare eventualmente dal fondo della pentola. Con un mestolo forato togliete gli albumi dall'acqua scolandoli molto bene e se fosse necessario tamponare il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l'acqua in eccesso. Per la confettura di cipolla 1 cipolla da 120 g circa 50 g di miele millefiori 50 ml di acqua 1 pizzico di sale 1 pizzico di pepe Pulire la cipolla, tagliarla a fette sottili e tritarla Trasferirla in una piccola casseruola e aggiungere il resto degli ingredienti Lasciar cuocere a fuoco dolce e coperto per 30 minuti Assemblaggio Posizionare su un piatto da portata le fette di patata, adagiare sopra l'albume e poi il tuorlo Guarnire con la confettura di cipolla e volendo dell'erba cipollina Con questa ricetta partecipo alla sfida n 72 dell'Mtc

Fonte: latrappolagolosa.blogspot.it

E dopo Cracco, posto una ricetta di Massimo Bottura, per iniziare l'anno ai massimi livelli. Come sempre, tv e giornali durante periodo delle feste ci propongono ricette, trucchi e suggerimenti per il riciclo e l'esaltazione degli avanzi di pranzi e cenoni. Quest'anno di vacche magre, addirittura, mi sembra che si sia partiti subito con i piatti da ricavare dagli avanzi, già settimane prima del Natale, senza aver proposto prima i piatti delle feste: avanzi di che, quindi? Comunque, di sicuro il panettone non è mancato in nessuna casa! Questa ricetta si basa sul dolce milanese e francamente lo esalta davvero, ne rimangono i profumi e anche per chi non amasse i canditi, se ne preserva l'aroma ma non la " fastidiosa" consistenza in bocca. Era la proposta "avanzi" di Massimo Bottura, pubblicata da una rivista femminile. INGREDIENTI - per 10 soufflé mono porzione . 300 g panettone . 6 uova . 40 g zucchero . 50 g burro . 100 g cioccolato bianco . Farina e burro per gli stampini PROCEDIMENTO Passare il panettone nel tritatutto e ridurlo ad una farina di grana grossa. In un pentolino sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco spezzettato e il burro. Separare tuorli ed albumi. Montare i tuorli con lo zucchero per ottenere una crema spumosa. Aggiungere a questa il cioccolato fuso e il panettone, mescolando bene per ottenere un composto ben omogeneo. Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale ed unirli poi con attenzione al resto del composto. Scaldare il forno a 180gradi. Imburrare ed infarinare degli stampini individuali (ma si può preparare anche un soufflè grande ovviamente) e riempirli avendo cura di lasciare dello spazio per l'espansione durante la cottura. Cuocere per 10-12 minuti circa - nel caso di uno stampo unico grande il tempo aumenta. I miei soufflè sono risultati soffici e morbidi dentro, li ho solo trovati un po' dolci, perchè lo era particolarmente il cioccolato bianco che ho usato. La prossima volta proverò saltando l'aggiunta del cioccolato fuso all'impasto ed aggiungendo solo un cubetto di cioccolato bianco al centro come nei miei tortini al cioccolato fondente .

Fonte: buonocomeilpane.blogspot.com

Quando cerchi ingredienti che inizino con una determinata lettera e, alla fine, è l'ingrediente che trova te! Infatti per la lettera C del Viaggio nel Mondo degli Ingredienti, mi ero segnata un paio di ricette da provare per il nostro Bel Paese ma, guardando la prima puntata della prima serie di DINNER CLUB, ho letteralmente fatto un salto sul divano! Infatti Chef Cracco e Fabio De Luigi hanno viaggiato sul Fiume Po, scendendo lungo le sue rive con una piccola barca e la prima tappa è stato ad un attracco dove, in compagnia di alcuni signori locali, hanno gustato una focaccia ricchissima di cipolle, chiamata TIRÒT (con l'accento sulla O!). Mi sono emozionata tanto perchè il Po non è quasi mai citato come méta turistica... E invece a me, già solo sentirlo menzionare, evoca CASA, la mia Ferrara, le gite in bicicletta.... Quindi, anche se questa focaccia è tipica del mantovano, mi ha conquistata subito e ho cercato la ricetta, scoprendo che, come sempre, una cosina così buona non poteva che nascere dalle necessità contadine! Infatti pare che venisse impastata dalle massaie la mattina per poi essere cotta e portata nei campi per pranzo o come merenda e che le cipolle dorate utilizzate siano, oggi come allora, proprio quelle coltivate in queste zone, fino alla provincia ferrarese. Quindi, inforchiamo la bicicletta e pedaliamo lungo le rive del Po per l' ITALIA ! TIRÒT - Focaccia con cipolle, di Felonica 500 g di farina "0" 500 g di cipolle dorate (peso pulite) 300 g di acqua 8 g di lievito di birra fresco 150 g di strutto 10 g di sale olio evo qb Ovviamente si può impastare a mano, ma io ho preferito la versione "pulita", ovvero lasciare lavorare la mia planetaria! ^___^ Per prima cosa, eliminare la pellicola dorata e i due "poli" delle cipolle, quindi affettarle più sottilmente possibile (io con la mandolina e qualche litro di lacrime...) e tenere da parte in un colino, così da eliminare il loro liquido. Montare il gancio a uncino, versare nella ciotola la farina, l'acqua e il lievito sbriciolandolo con le dita Avviare e lasciare impastare fino a quando è tutto amalgamato, aggiungendo a questo punto il sale e poi lo strutto morbido (a temperatura ambiente). Lasciare andare fino a che è incordato ma ancora molto morbido. Aggiungere ora le cipolle e dare qualche altro giro finchè sono bene amalgamate nell'impasto. Il tutto deve risultare morbido e poco appiccicoso. Trasferire in una ciotola unta con un velo di olio evo, coprire e lasciare lievitare almeno un'ora in luogo tiepido (io nel forno spento). A questo punto ungere molto bene una teglia rettangolare da pizza, oppure usare direttamente la leccarda del forno. Se come me avete un forno da 60 cm, preparate due leccarde o due teglie da pizza. Ribaltare l'impasto sulla teglia (o dividerlo a metà sulle due a disposizione), bagnarsi bene le dita con l'olio evo e allargarlo bene fino ai bordi, per avere uno strato sottile massimo mezzo cm. e senza bucarlo. Lasciarlo riposare ancora 20-30 minuti quindi infornare a forno già caldo a 200° per almeno 30 minuti o fino a quando è ben dorato in superficie. Il mio forno, che è vecchissimo, ci ha messo quasi 45 minuti! Ma tanto prima o poi lo estirpo... :DDD Inutile descrivere il profumo sparso per tutta casa... sembrava di stare in pizzeria o in una panetteria! E anche questa è finita nel mio quaderno delle ricette del cuore!! Come sempre, ricordo che potete seguire il nostro Viaggio così: FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/716181916730894 INSTAGRAM: #unmondodingredienti e #abcincucina

Fonte: gatadaplarr.blogspot.com

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