crema pasticcera con due uova | lumaconi ripieni misya | amrenas onde comprar | ricette arrosto bi | ricette999.it | ossobuco di carne misya | arista di maiale con cipolle | ariete gran gelato ricettario
Login

Accedi per ricette999 per salvare le tue ricette preferite

Se non sei ancora registrato, registrati ora!

Password Dimenticata?

Queste crespelle sono un'ottima idea per un primo piatto alternativo o da servire come antipasto ad un buffet. Ripiene di pollo, formaggio magro e peperoni. L'idea viene da una puntata del Gambero Rosso Channel, dove Simone Rugiati cucina questo piatto con salmone, yougurt e spinaci. Ma io nel frigo avevo del petto di pollo avanzato..e mi è sembrato ottimo abbinarlo ai peperoni e ad un formaggio spalmabile light che dona al piatto l'acidità e la cremosità giusta. Ingredienti per le crespelle (ricetta di Simone Rugiati): 2 uova 200 g farina 500 ml latte ..e per il ripieno: 1 peperone giallo 1 peperone rosso 1 confezione di formggio spalmabile light (170/180 gr) Un goccio di latte 3/4 fettine di petto di pollo Timo Come si preparano: In una ciotola sbattete le uova con la farina, aggiungete il latte, mischiate bene e lasciate riposare in frigo per una mez'oretta. Intanto pulite i peperoni e fateli in piccoli pezzetti. Mettete in una casseruola con un filo d'olio e fateli cuocere per una ventina di minuti, aggiungendo sale e pepe e acqua calda all'occorrenza. Grigliate i petti di pollo, salate e pepate. Prendete una padella antiaderente non tanto grande, scaldatela bene, ungetela con pochissimo olio. Con un po' di carta spargetelo su tutta la padella togliendo quello in eccesso. Mettete un po' del composto e girate subito la padella per far aderire il composto su tutto il fondo. Dopo circa un minuto (ma controllate!) girate la crespella su sé stessa e fate cuocere ancora per 30/40 secondi. Procedete così fino alla fine del composto. Unite il pollo ai peperoni freddi, poi aggiungete il formaggio ed il timo. Mischiate bene il tutto col formaggio light. Prendete una crespella, adagiate sopra un po' del composto lasciando il bordo come nella foto. Poi arrotolatela su sé stessa e procedete così anche per le altre. Sono ottime anche preparate con largo anticipo, ponetele in frigo e al momento di servirle tagliatele a rondelle di circa 5/6 cm e impiattate.

Fonte: follieaifornelli.blogspot.it

Ultimamente ho un brutto rapporto col pollo.. sará che ne mangio troppo, ma sto diventando insofferente al suo sapore e al suo odore, per cui o lo concio in altri modi oppure non lo mangio proprio. Arriverò a non volerlo più neanche sentire nominare, ma recentemente ho provato la prima soluzione per riuscire a mangiarlo: l'ho trasformato. Ho cambiato marinatura. Il risultato è stato un pollo speziato e caramellato, anche un pò dolce, ma che non dava affatto fastidio anzi, mi ha fatto apprezzare molto quello che stavo mangiando. Per la marinata ho preso spunto da quella che recentemente Simone Rugiati ha mostrato a Cuochi e Fiamme e come al solito l'ho personalizzata. Ho usato 4 sovraccosce le ho spolpate bene non lasciando neanche un pezzetto di carne all'osso e dalla polpa ho ricavato dei bocconcini. Ho preparato la marinatura con un limone spremuto, una cucchiaiata di senape, una di miele, della paprika, del curry e del rosmarino. Ho versato il pollo all'interno della marinata ed ho lasciato riposare per una mezz'oretta. Trascorso questo tempo ho riscaldato una padella senza olio e vi ho versato all'interno il pollo e la marinata. Ho lasciato cuocere a fuoco vivo fin quando il sughetto non si è ristretto e i bocconcini non si sono cotti. Ho terminato la cottura aggiungendo del sale e una manciata di farina di polenta che ha assorbito la marinata ed ha reso croccantissimo il pollo. Ho fatto saltare due minuti ed ho servito con della verdura.

Fonte: polpadigranchio.blogspot.it

In questi giorni sto facendo il pieno di monoporzioni (sia dolci che salate) perché sabato ci sarà il CUCINARTE Finger Food, una serata dedicata agli stuzzichini e mi sto preparando per mostrare ai partecipanti di questa nuova edizione un po' di novità. La millefoglie a casa mia è un must : per ospiti improvvisi, altrettanto improvvise voglie di dolce, bisogno di coccole o consolazione di giornate difficili ... ogni scusa è buona!!! Nel mio frigo non mancano mai un paio di rotoli di pasta sfoglia e i frutti di bosco che i miei figli mangiano in quantità industriali ... fare una dose di crema ci vogliono 10 minuti, così questo diventa un bel dolcetto ruffiano!!! Poca fatica e tanto piacere!!! Da quando poi ho scoperto sul sito di Simone Rugiati, questa crema e me ne sono innamorata!!! Tanto che ho dovuto provarla subito e all'assaggio è esattamente come la immaginavo. Lo zenzero, dona freschezza e brio alla crema pasticcera ed è un bellissimo abbinamento con l'acidità dei frutti di bosco. La riproporrò sicuramente al Cucinarte sabato è buonissima, facile e veloce da fare ... ha tutte le caratteristiche per piacere!!! Ingredienti per 6 millefoglie piccole: Per la sfoglia e la decorazione: 1 confezione di pasta sfoglia da 230 g Zucchero a velo a piacere 2 cestini di frutti di bosco Confettura di frutti di bosco a piacere Per la crema: 6 tuorli 45 g di amido di mais 50 g di radice di zenzero 140 g di zucchero (io 100 g) 400 ml di latte fresco intero 100 ml di panna fresca liquida Preparazione: Per la sfoglia: Riscaldare il forno a 220°. Stendere la sfoglia e ritagliarla con un coppa pasta diametro 8 cm, ricavandone 12 dischetti da bucherellare con la forchetta per non far alzare troppo la sfoglia e cospargere di zucchero a velo. Infornare i dischetti distesi sulla carta forno per circa 10 minuti. Dovranno essere appena dorati. Lasciarli raffreddare su una griglia. Per la crema: Mettere in fusione nel latte la radice di zenzero pelata e grattugiata per almeno mezz’ora, poi far bollire tutto il composto (latte e zenzero) insieme alla panna. Sbattere i tuorli con lo zucchero, poi aggiungere l’amido di mais e mescolare accuratamente. Filtrare il latte con un colino a maglia fitta e versarlo nel composto di uova, mescolando tutto con la frusta. Trasferire tutto in una casseruolina e portarlo ad ebollizione mescolando con la frusta finché non si addensa. A cottura ultimata trasferire la crema in una ciotola, coprirla con la pellicola a contatto e farla raffreddare. Montaggio del dolce: Disporre su un piatto da portata un dischetto di sfoglia. Trasferire la crema in una sac à poche con la bocchetta a stella e riempire il dischetto. Soprapporre un altro dischetto, altri ciuffi di crema e decorare il tutto con i frutti freschi lavati ed asciugati. Decorate il piatto con ciuffi di crema, un filo di confettura di frutti di bosco e frutti freschi.

Fonte: architettandoincucina.blogspot.it

Un vasetto di sottaceti è un vasetto di sottaceti. Popola gli affollati scaffali di un supermercato insieme a tanti altri, uno vale l'altro. Questa, per lo meno, è la credenza - più diffusamente popolare - che ruota intorno alla variegata offerta alimentare di cui, in questa parte di mondo, abbiamo la fortuna di disporre quotidianamente. Ma basta guardare oltre, basta guardare più attentamente, per capire che non è così. Un prodotto vale tanto quanto un altro, solo fino a quando non si comprende cosa si cela dietro la sua produzione. Ci piace riferirci alla qualità delle materie prime, che è condizione necessaria di bontà , ma non si tratta solo di questo. Dietro ogni "buona" produzione c'è un discorso etico che va dalla cura delle risorse umane e del processo produttivo al rispetto per l'ambiente. In altri termini, un'azienda buona guarda tanto alla bontà del suo prodotto, quanto alla sua sostenibilità. Giovedì 23 Luglio, in occasione di una giornata speciale di incontro dedicata a noi foodblogger, ho avuto l'opportunità di conoscere da vicino il mondo di Valbona . E qui ho preso coscienza degli elementi reali su cui si fonda la qualità e la bontà - in senso generale - di un prodotto. E di un'azienda. Ma partiamo dall'inizio. Chi è, Valbona ? Valbona è un'azienda familiare nata nei primi anni '60 - sotto la guida dei fratelli Marchetti - che ormai da 50 anni è specializzata nell'arte conserviera. Il nome Valbona deriva dalla località e dal castello vicini a Lozzo Atestino, il paese in provincia di Padova dove l'azienda ha la propria sede. Dapprima specializzata nella produzione di sottaceti, poi di sott'oli, condimenti per riso, verdure grigliate, sughi e salse pronte, nel 2013 Valbona inizia ad affacciarsi anche al mercato del fresco, con i flan di verdure" Magie della Natura ". Basta arrivare a Lozzo Atestino per avere un primo assaggio della bontà di Valbona: si tratta infatti di un esempio virtuoso di azienda che in paese offre lavoro ad intere famiglie, da generazioni attive nella produzione di verdure e ortaggi sottaceto. Ad illustrarci la storia e i valori dell'azienda è Federico Masella , responsabile marketing di Valbona. Scopriamo tante cose. Una su tutte, il legame di Valbona con il territorio . Nel rispetto del vero made in Italy , in azienda si lavorano eccellenze italiane. Qualche esempio? I pomodori secchi di Puglia e Calabria (tagliati e salati a mano da artigiani specializzati, proprio come una volta), i carciofi di Puglia , il Basilico di Sardegna , il Carciofo spinoso di Sardegna IGP. "Un made in Italy non può dirsi tale se la produzione ha sede in Italia ma si utilizzano materie prime straniere" . Sembrerebbe a prima vista scontato, ma non lo è. Preferibilmente, si opta per un sistema di approvvigionamento a filiera corta e per fornitori orientati a una politica agricola sostenibile. Gli altri due pilastri della vision aziendale sono trasparenza e passione . La prima si sostanzia nell'impegno quotidiano profuso dall'azienda nel garantire la qualità e la salubrità dei propri prodotti; la seconda, è quella che chiunque lavori in Valbona ci mette, per garantire la qualità promessa. Tra la tante cose interessanti che scopriamo di Valbona, non sfugge alla mia attenzione (e al mio entusiasmo, per così dire, fanciullesco) la collaborazione che l'azienda ha avviato con la Disney , dalla quale nascono i flan per bambini " Magie della natura ". Un modo simpatico per far mangiare le verdure ai bambini, anche ai più schizzinosi. Preparati solo con ingredienti vegetali, senza l'aggiunta di uova e grassi animali, i "flan" Valbona sono adatti anche a consumatori che hanno scelto di seguire una dieta vegana. Dopo l'esaustiva presentazione di Federico, esploriamo lo stabilimento, in piena attività produttiva. All'insostituibile lavoro umano di una settantina di operai specializzati, si affiancano tecnologie innovative che hanno come primaria finalità quella di ottimizzare la produzione, nel pieno rispetto dell'ambiente e della sostenibilità energetica. Durante tutte le fasi della produzione viene utilizzato un depuratore biologico che sfrutta batteri naturali per depurare l'acqua. Le acque passano dal depuratore biologico e, a fine ciclo, vengono scaricate in superficie. Questa tecnologia innovativa consente di utilizzare molta meno acqua di quella che veniva utilizzata un tempo. L'acqua del depuratore è sottoposta a costanti controlli da parte delle autorità competenti e anche i fanghi che si depositano sul fondo del depuratore vengono raccolti e consegnati ad un'azienda che li riutilizza per la produzione di energia elettrica . E' così che, ancor prima di metterci in moto verso Aquae Venezia (l'evento espositivo internazionale collaterale a Expo Milano 2015 dedicato all'acqua, dove Valbona espone al pubblico i propri prodotti e le tecnologie che contraddistinguono la propria produzione) già emerge il peculiare legame di Valbona con l'acqua . Ancor prima che nella fase di lavorazione, infatti, l'azienda è attenta a prediligere coltivatori che utilizzano un sistema di irrigazione a goccia, che consiste nel somministrare acqua solo in prossimità della pianta, così da evitare inutili sprechi. Conclusa la visita allo stabilimento, partiamo dunque alla volta di Venezia. Ad Aquae Venezia ci attende per pranzo lo chef (e noto volto televisivo) Simone Rugiati . E' proprio lui a proporre al pubblico alcune ricette speciali, realizzate utilizzando i flan Magie della Natura e, in linea con il tema della manifestazione, utilizzando tecniche di cottura in cui l' acqua sia elemento principale. Così, dopo un delizioso pranzo di mare di cui potete avere un assaggio, ahimè, solo fotografico, assistiamo allo show cooking di Simone, che ci propone un'insalata veneta con baccalà cotto a bassa temperatura, in accompagnamento al flan di peperoni Magie della Natura. E, neanche a dirlo, mi beo di una foto insieme allo chef. Poco prima del termine dello show cooking dobbiamo accomiatarci come frettolose Cenerentole, per non perdere il treno che ci riporterà a Milano. Abbiamo ancora nella mente la memoria di una bellissima giornata trascorsa insieme a Valbona e una borsa piena di delizie che ci consente di proseguire l'avventura gustativa nelle nostre cucine. Chiudo lasciandovi la ricetta facile e gustosa di alcune buonissime mini quiche con funghi e fontina preparate utilizzando i funghi e le verdure grigliate Valbona . Per maggiori informazioni vi invito a visitare il sito internet aziendale all'indirizzo: www.valbona.com Ingredienti per 5 quiche: 1 rotolo pasta brisee (230 g) 250 g ricotta fresca vaccina 1 uovo 1 ciuffetto di origano fresco sale e pepe nero macinato q.b. olio extra vergine di oliva 120 g fontina funghi e verdure grigliate Valbona Foderare con la pasta brisee 5 tortiere monoporzione rotonde, leggermente unte. Mescolare l'uovo alla ricotta, salare, pepare e aggiungere una parte dell'origano fresco sminuzzato. Distribuire il composto di ricotta nelle tortiere. Aggiungere anche la fontina a cubetti e i funghi e le verdure grigliate. Infornare in forno già caldo a 180°C per 30 minuti. Sfornare e lasciare intiepidire. Servire decorando con altre foglioline di origano fresco.

Fonte: menta-piperita.blogspot.it

Ieri per cena avevo preparato delle patate lesse, forse erano un po' troppe, forse eravamo meno affamati, il risultato è stato che ne sono avanzate un bel po'. Per il pranzo avevo già optato per la pasta alla norma, anche perché avevo visto l'ultima puntata di Simone Rugiati, preparava proprio pasta alla norma usando i magic cooker. In frigo mi ritrovavo le mie belle patate lesse, 350gr che farmene? Allora stamattina ho preso la mia decisione:armiamoci di grembiulino, spianatoia e via... Ho schiacciato le patate, ho aggiunto un uovo, il sale,2 cucchiai di grana grattugiato, 400gr di farina. Ho impastato velocemente, ho ricavato i tocchetti ed ho formato gli gnocchi. Ho tagliato a cubetti una melanzana facendola friggere per 8 minuti, a fiamma alta, coperta con magic cooker. Ho fatto cuocere gli gnocchi in acqua bollente per qualche minuto, finché non sono saliti in superficie, li ho scolati bene. A parte ho rosolato la cipolla ed ho preparato un sugo semplice, aggiungendo la metà delle melanzane. Ho lasciato cuocere per 8 minuti al minimo sempre col magic cooker. Al termine ho aggiunto gli gnocchi e le rimanenti melanzane.

Fonte: lacucinadimarib.blogspot.it

Ho mandato in ferie il blog.Ne aveva bisogno poverino.A luglio ha compiuto un anno.E' ancora un bimbo,è piccino direte voi.Io sono convinta invece che per il mio blog gli anni debbano essere contati come per i gatti.Un anno felino sono quindici dei nostri.E lui se ne sentiva addirittura qualcuno in più.Ricette su ricette,continue ricerche ...e dolci,e primi,e secondi.E che sia facile,che sia economico perchè mica pasteggiamo tutti a caviale e champagne! Ultimamente ci guardavamo in cagnesco.Lui stanco,io altrettanto. Lui bisognoso di serrande abbassate e polvere che si accumula. Io il bisogno della realtà,di riappropriarmi di tanti piccoli accenti e virgole che rendono particolare e "simpatica" la mia vita.Tempo e distanza tra me e lui. Ho letto tanto e riflettuto molto. Ho riso con le mie figlie (va beh qualche volta pure qualche urlatina). Ho parlato tanto. Ho ascoltato di più,una cosa che avevo perso senza rendermi conto. Ho imparato a meditare,finalmente.Dopo anni di tentativi vani.Ci sono riuscita e ho scoperto il santo Graal,il mio santo Graal. Ecco,questa è una cosa che mi sento di consigliare a viva voce.Perchè è vero tutto quello che si dice in merito.Si apre una porta.Strana,a tratti surreale in quei venti minuti di puro e semplice respiro.Quando si riaprono gli occhi la realtà ha colori e contorni diversi.Migliori senza dubbio. Dieci giorni solamente di distacco,ma io vivo sempre con l'acceleratore pigiato. E poi...e poi è arrivato il MacGyver con un acquisto fresco fresco:il dominio del blog. Perchè devi tornare ,è ora,mi ha detto. Perchè è la mia creatura. Perchè le serrande vanno alzate e la polvere tolta. Mia mamma dopo che aveva dato una bella pulita alla casa metteva sempre un bel vaso di fiori freschi. Il simbolo della femminilità per eccellenza secondo lei. E io ricomincio proprio da qui. Da un bel vaso di tulipani e da una nuova energia dopo una bella pulizia di fondo. E' vero,questo blog non ha mai lo stesso aspetto...ma in fondo rispecchia proprio la padrona di casa.Mai uguale a se stessa ! E allora ripariamo le danze con le ricette.Ne ho in serbo molte.Tante di dolci,ma non solo.La cosa essenziale però è che saranno tutte:facili,veloci ed economiche! Ben ritrovate a tutte voi! E per ricominciare un bel primo piatto.Un risotto contaminato dalla stagione estiva:risotto al mojito. Un risotto estremamente buono e semplice che pretende però ingredienti di ottima qualità.Rhum di quello bevuto nei peggiori bar di Caracas,menta forte e lime succosi,maturi al punto giusto. Da un'idea iniziale di Simone Rugiati. Risotto al Mojito 320 gr riso vialone nano 50 gr burro 1 lime 1 spicchio di aglio 1/2 cipolla 1 mazzetto di menta fresca olio extravergine d'oliva sale e pepe brodo vegetale quanto basta Tritare aglio e cipolla.fateli rosolare in 25 gr di burro e due cucchiai di olio di oliva.Aggiungere il riso e farlo tostare per due minuti circa. Sfumare con il rum previsto.Una volta evaporato l'alcool unite, un mestolo alla volta, il brodo vegetale.A metà cottura unite metà della scorza grattugiata del lime e metà del mazzetto di menta fresca tritata.Portate a cottura.Un minuto prima unite la scorza del lime , la menta rimanente tritata e il succo del lime stesso.Spegnete,unite il burro rimasto e servite guarnito di foglioline fresche di menta

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Per abitudine guardo pochissima tv, amo il cinema talmente tanto che per me i film o si vedono sul grande schermo oppure a casa, ma rigorosamente in cuffia e senza interruzioni. Se mi capita di iniziare a vederne uno nelle reti generaliste, appena arriva il primo stacco pubblicitario mi disamoro e spengo la tv. In questo sono talebana, persino quando era un'accanita fumatrice non sopportavo la pausa dopo il primo tempo e non approfittavo per uscire a fumare nell'intervallo. Per me il film deve iniziare e finire senza interruzioni... lo so, se non mi fossi occupata di cucina avrei potuto fare la critica cinematografica, mi piace stare al cinema, se e quando posso mi sparo anche quattro spettacoli di fila. Posso apparire matta, ma non c'è niente di piú bello per me che dedicare una quasi giornata alla visione di un certo numero di film, cosa peraltro realizzabile non in estate, quando le programmazioni languono. Mentre ci sono alcuni periodi dell'anno in cui non è difficile infilare quattro-cinque film in un giorno. Ognuno ha le sue manie, una delle mie è questa! A casa quindi la tv è sempre spenta, preferisco di gran lunga la musica. In un solo caso la tv mi fa compagnia, quando ho la febbre e mi manca la concentrazione e la forza per leggere, allora capita che la accenda, e così è successo sere fa, mi ero fatta un latte caldo per calmare gli spasmi della tosse e guardavo Simone Rugiati che non ricordo più cosa stesse cucinando, ho memorizzato solo questa salsa concentrata. Simone vantava i pregi dei pomodori datterini, che io acquisto abitualmente trovandoli ottimi, concordo con lui. E con questi cotti al forno ha preparato una veloce salsa concentrata che si puó conservare in vasetti, sterilizzandola, oppure congelare. Il segreto è approfittare, mentre si cuoce altro in forno, e metterci insieme una teglia con i pomodori, naturalmente con funzione ventilata. L'ho subito provata mentre cuocevo la 'pizza in forma' ed è davvero formidabile, vi consiglio di prepararne un po' e conservarla, merita, ne basta poca per aromatizzare o condire. Il sapore già molto dolce e intenso dei datterini si concentra e si arricchisce di note caramellate. Grazie dell'idea, Simone. La febbre non la ringrazio, mi ha lasciato con una tosse sconquassante. -ricetta- 300 g pomodori datterini olio evo, sale e pepe Fodero una teglia con cartaforno, verso i pomodori, li condisco con un filo d'olio, un pizzicone di sale e pepe macinato fresco. Inforno a 190° fino a che i pomodori non sono appassiti, ci vorranno circa 30/40'. Li verso con il loro succo caramellato in un piccolo robot o in un recipiente alto, se uso la frusta a immersione, e li frullo sino a che diventano una crema densa. Riempio piccoli contenitori e li sterilizzo oppure congelo la salsa in piccoli sacchetti di polietilene. E' ottima per tartine, crostini o per dare un tocco rosa ad un intingolo senza abusare col pomodoro.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Crema di zucca affumicata con funghi pioppini e salsiccia Ingredienti: 500 g di zucca gialla 120 g di salsiccia 200 g di funghi pioppini 4 fette di pane integrale 2 fette di speck 1 porro Erba cipollina Aglio Peperoncino Brodo vegetale Olio extravergine di oliva Sale e pepe q.b Tagliate il porro a rondelle e fatelo imbiondire in una casseruola. Pulite la zucca, tagliatela a dadini e aggiungetela al porro stufato, il peperoncino e coprite con il brodo vegetale. Fate cuocere per 30 minuti, aggiungete 2 fette di speck e frullate fino ad ottenere una crema densa e omogenea. Sfregate le fette di pane, tagliatelo a cubetti e tostatelo in forno per 10/15 minuti a 160 gradi. Togliete la pelle alla salsiccia e formate delle piccole polpette, fatele rosolare in una padella con un filo di olio e 1 spicchio di aglio privato dell'anima centrale. Una volta rosolate, toglietele dalla padella e tenetele da parte. Nella stessa saltate i funghi che avrete pulito in precedenza e una volta cotti tritateli grossolanamente, rituffate i funghi nella padella insieme alle salsicce e fate insaporire. Versate la zuppa in una ciotola, adagiateci sopra le salsicce con i funghi ed il pane croccante, qualche foglia di erba cipollina tritata e servite.

Fonte: sianna-cuochi.blogspot.it

Autore: germy Ingredienti: Gr. 400 Carpaccio di salmone fresco (crudo) No. 2 Finocchi No 2 Pompelmi rosa No. 1 Limone erba cipollina sale - olio - pepe rosa e pepe nero Preparare una salsa citronnette: in una ciotolina mettere il sale e il succo di 1 limone. Sciogliere il sale con una forchetta e quindi unire l'olio. Emulsionare. Marinare il carpaccio di salmone fresco crudo con questa salsina. Pepare con il pepe rosa e mettere qualche filino di erba cipollina. Lasciar marinare mezz'ora. Nel frattemo tagliare i cuori dei 2 finocchi sottilissimi (sarebbe bene metterli un poco in acqua e ghiaccio dopo tagliati per renderli croccanti ma è facoltativo). Spremere il succo di mezzo pompelmo e pelare a vivo il pompelmo restante. Su un piatto di portata o su piatti singoli disporre i finocchi tagliati sottili e condire con sale, pepe nero, olio e il succo del pompelmo. Disporre le fettine di salmone, sgocciolato dalla marinata, sopra il fondo di finocchi. Guarnire con gli spicchi di pompelmo, qualche filino di erba cipollina e irrrorare con poco olio. Ricetta dello chef Simone Rugiati - Gambero Rosso

Fonte: ilnostroricettario.blogspot.com

Dopo un imperdonabile di ritardo di circa 2/3 ere geologiche eccomi qua. Sarà l'estate che mi ispira, ma sono pronta per darvi tante, tantissime idee culinarie e per farvi ingrassare un pò :) del resto le gioie vanno condivise no? Allora, dicevamo. Fa caldo, è estate e vedo che su tutte le tavole impazza la panzanella. La ricetta della panzanella non la metto anche perchè ognuno la fa a modo suo, ad esempio io tento sempre di avvicinarmi il più possibile all'originale toscana fatta da Simone Rugiati in questo video , ma come tutte le ricette di riciclo poi si presta ad essere stravolta in modo da farla corrispondere ai propri gusti. C'è chi mette i cetrioli, chi non bagna il pane con l'aceto, chi mette il tonno, chi le olive. Quindi oggi vi lascio un modo carino per riciclare la panzanella rimasta. Avete presente quando rimane sul fondo il pane che è troppo bagnato e quindi non lo vuole nessuno? Ecco, per questa ricetta del riciclo serve proprio quello. Non metto nemmeno le dosi perchè la "ricetta" è talmente agevole che non serve. Iniziate lavando qualche pomodorino ciliegino, poi tagliate la parte superiore e scavate l'interno che potete o buttare o aggiungere alla panzanella avanzata in modo da impregnare di più il pane. Al pane potete anche aggiungere del tonno, create un mix che può essere preso a cucchiaiate e farcite i pomodorini che avrete precedentemente salato all'interno. Disponeteli in un piatto da portata, condite ulteriormente con un pò di olio e/o pepe e/o origano e/o basilico. un pezzettino di oliva o una piccola mozzarellina ciliegina e via. Panzanella riciclata e antipasto pronto ;) Alla prossima Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto. E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio

Fonte: polpadigranchio.blogspot.it

Ricette999 is a recipe search engine that find recipes with advanced filters like ingredients, categories and keywords.
Ricette999 does not host recipes, only links to other sites. | FAQ | Privacy
Copyright 2019 ® - Contatti