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Ingredienti 1 sp Aglio 1 fo Alloro ( Lauro ) 200 g Burro 400 g Fegatini Di Pollo 10 g Gelatina In Fogli qb Pepe qb Sale 2 n Scalogno 2 dl Succo Di Melagrana 2 rm Timo 1 dl Vino Bianco Preparazione 400 g di fegatini di pollo puliti 2 scalogni uno spicchio d'aglio un dl di vino bianco una foglia di alloro 2 rametti di timo 2 dl di succo di melagrana -10 g di gelatina in fogli 200 g di burro sale, pepe 1) Rivestite uno stampo da plum cake da litro con la pellicola per alimenti. Ammorbidite la gelatina in acqua fredda, portate a ebollizione il succo di melagrana, unite la gelatina strizzata e fatela sciogliere su fiamma bassissima. Lasciate intiepidire, versate nello stampo preparato e passate in frigo finche la gelatina si rapprende. Schiacciate l'aglio e sbucciate e tritate gli scalogni. Sciogliete 50 g di burro in una padella antiaderente, unite l'alloro, il timo, gli scalogni e l'aglio preparati e soffriggete per 2-3 minuti. 2) Aggiungete i fegatini di pollo, salate, pepate, bagnate con il vino e fatelo evaporare. Proseguite la cottura per 5 minuti, poi spegnete, eliminate l'aglio, l'alloro e il timo e trasferite il composto nel mixer. Frullate fino a ottenere una crema omogenea, trasferitela in una ciotola, unite il burro rimasto lavorato a pomata e regolate di sale. 3) Riempite lo stampo con il pate, livellate la superficie e passatelo in frigorifero per almeno 8 ore. Sformatelo, eliminate la pellicola e decorate a piacere con chicchi di melagrana e foglie di insalata belga. © Riproduzione riservata

Fonte: donnamoderna.com

Ingredienti 1 fo Alloro ( Lauro ) 150 g Burro 600 g Code Di Gamberi 20 g Erba Cipollina qb Pane Briosciato 1 n Peperoncino 2 n Pompelmo Rosa .5 n Porri qb Sale 5 dl Vino Bianco Preparazione 600 g di code di gambero - 5 dl di vino bianco - una foglia di alloro - mezzo porro - un peperoncino piccante - 20 g di erba cipollina - 2 pompelmi rosa - pane briosciato - 150 g di burro - sale 1) Versate il vino e 2,5 dl di acqua in una casseruola e portate a ebollizione con l'alloro, una presa di sale e il porro tagliato a pezzetti. Sciacquate i gamberi sotto l'acqua corrente, sfilate il filo intestinale e tuffateli nella casseruola. Cuoceteli per 3-4 minuti a fiamma bassissima. 2) Scolateli, lasciateli raffreddare ed eliminate il carapace. Private il peperoncino dei semi e tritatelo finissimo. Lavorate il burro a pomata, frullate le code dei gamberi con il succo di un pompelmo e incorporate la purea ottenuta al burro. 3) Passate il composto attraverso un setaccio a maglie fini, mescolate la crema con il peperoncino e l'erba cipollina sforbiciata e regolate di sale. Pelate al vivo il secondo pompelmo, prelevate la polpa e riducetene meta a dadini. Mescolate questi ultimi alla mousse di gamberi e compattatela in 4 ciotoline di vetro. Fate raffreddare in frigo e servite con il pane tostato e i dadini di pompelmo rimasto. Il vino giusto Il Riesling alsaziano, vino di razza dai profumi fruttati e minerali, ha una persistenza gustativa all'altezza del piatto. © Riproduzione riservata

Fonte: donnamoderna.com

Ingredienti 1/2 litro latte intero 4 uova 200 gr di farina 00 40 gr di burro morbido a pomata 1 pizzico di sale Preparazione Bimby Mettere tutti gli ingredienti nel boccale e azionare per 30 secondi a velocità 4. Lasciare riposare per 30 minuti. Se l'impasto fosse troppo denso aggiungere un goccio di latte. Preparazione tradizionale In una ciotola versare il latte, salare e aggiungere il burro. Iniziare a mescolare, unire le uova intere ed infine la farina setacciata poco per volta. Mescolare ancora fino ad ottenere un composto fluido e senza grumi. Lasciare riposare per almeno 1/2 ora. Sciogliere in una padella una noce di burro e appena completamente fuso aggiungere un mestolo di impasto. Far roteare la padella in modo da stendere l'impasto su tutto il fondo. Lasciare cuocere per 1-2 minuti e appena solidificato in superficie, aiutandosi con una paletta girare la crepes e lasciare cuocere ancora 1-2 minuti, fino a doratura.

Fonte: annaincasa.blogspot.it

"Pericolosamente Mtchallenger" questo potrebbe essere il mio soprannome, valutando le mie partecipazioni alle ultime edizioni ... sempre di corsa ... sempre all'ultimo minuto (una volta anche fuori tempo massimo per 'sbadataggine conclamata'!) .. sempre sofferta ... ma sempre appassionata ... bhè direi che mi sono quasi descritta proprio come sono io, in parte, ci sarà pur qualcosa di buono anche se ben nascosto no? E proprio scavando ... scavando ... mi sono ricordata che, sebbene pareva che avessi scoperto solo da pochi anni e solo per 'reazione' la passione culinaria, non è proprio così!!! E chi me lo ha fatto ricordare? Fabiana ... mitica Fabiana .. poetessa, maga, incantatrice del cibo ... non ci credete? Date un'occhiata solo alle prime pagine del suo blog ... poi ne riparliamo! Lei ci propone il soufflè per la sfida marzolina dell'Mtchallenge ... e la mia mente vola, a tanti anni fa, troppi, oppure pochi, non so, dipende dai punti di vista, da con chi e come guardi a questi anni! E comunque, io tra i 16 e i 18 anni, insieme alla mia amica Susy che abitava al piano di sopra, ne abbiamo combinato di 'spatasci' nella cucina dei miei; appena loro chiudevano la porta, era un tripudio di caccavelle, foglietti volanti, farina, zucchero e chi più ne aveva più ne metteva ...e c'era una ricetta che per la sottoscritta era diventata un chiodo fisso ... il soufflè!!! Non me fosse riuscito uno!!!! Ne facevo a bizzeffe, dolci, salati, al cioccolato al caffè, ai formaggi alle verdure ...niente si spatasciavano subito ed irrimediabilmente, senza vergogna alcuna! Ora lo so il perchè ... l'irruenza, la fretta l'entusiasmo di quell'età che voleva veder realizzato tutto e subito e perfetto! Ma poi ... arriva Lei ! E fa il miracolo!!! Mi sono commossa ... ho saltato ... ho urlato ... ho esultato ... ho ballato .. davanti a questa paradisiaca visione del mio soufflè che cresceva meravigliosamente nel mio forno pure 'acciaccato' .. sono stata ovviamente presa in giro come sempre ma .. sapete che c'è??? Non me ne frega niente!!!! Io l'ho amata questa mia 'creazione' tanto che non volevo nemmeno sfornarla e farla mangiare a nessuno ... ma poi ...mi sono voluta togliere la soddisfazione di far capire che oltre ad esere bellissimo era anche buonissimo il mio soufflè!!! SOUFFLE' AL GORGONZOLA CON CREMINA AI FUNGHI Per il soufflé: 300 ml di panna fresca 3 cucchiai da minestra di maizena 30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi 6 uova medie 220 g di gorgonzola piccante( o altro erborinato) noce moscata, sale, pepe emmental a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi (nel mio caso un unico stampo) circa 3 cucchiai Seguite passo passo le istruzioni di Fabiana e anche voi potrete assaggiare questa vera delizia: -Innanzi tutto scaldare il forno a 200° -Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi o lo stampo che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale! -Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita. -Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!! -Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente -Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco. -Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre. -Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa. -Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare. -Rompere le uova tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani. -Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo. -Sbriciolare lo zola piccante( o l'erborinato prescelto), unire alla massa e mescolare. -Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e mescolare bene. -L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi. Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato:(( Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni:)))) Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano( faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura. -Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant;)))) -La massa deve risultare ben omogenea. -Versare negli stampi ( o nello stampo) arrivando solo ai 2/3 della loro altezza. -Lisciare delicatamente la superficie con la spatola. -Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico. -In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie. L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido e soffice come una nuvola. -Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare. - A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna. -Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio....tempo di accorgersene e sarà già passata;)) Per la cremina ai funghi: 300 gr di funghi champignon puliti e affettati sottilmente aglio olio extra vergine di oliva sale pepe panna da cucina fatta in casa con: 50 gr di latte a temperatura ambiente 100 gr olio di semi di arachide 1 pizzico di sale noce moscata Far cuocere i funghi in padella con olio sale e pepe. Metterli da parte e preparare la panna da cucina con il minipimer nel quale avrete messo tutti gli ingredienti. A parte frullare i funghi tenendone qualcuno intero e unire la cremina di funghi alla panna

Fonte: gliamorididida.blogspot.it

La settimana appena trascorsa è stata devastante per me, e sono felice che sia finita!!!! Ho avuto le coliche renali…. Dolori atroci, no comment!!!! Poi, come se non bastasse, mi è venuto un bell’ascesso in bocca… un male atroce!!! La domanda è: ma qualcuno mi vuole male???? No perché io non capisco come possano arrivare tutti sti dolori uno dopo l’altro… Adesso sto meglio, sono sotto cura antibiotica ma l’importante è guarire e, come sempre, il miglior modo per distrarsi e non pensare è dedicarsi alla cucina o meglio, ai dolciiiiiiiii, la mia passioneeeeeee!!!! La sfida dell’MTC è arrivata in mio soccorso!!! Il tema del mese, il babà, apparteneva alla categoria “prima o poi lo farò”, e finalmente l’ho fattooooooo!!!! Non ho voluto apportare grosse varianti alla ricetta originale, ho semplicemente dato un tocco di limone!!!! Ho preferito una bagna al limonello anziché al rum, il resto è rimasto invariato. Che bontà!!!!! Babà al Limoncello Ingredienti: 300 g di farina bio tipo 0 Manitoba 3 uova cat a grandi 100 g di burro 100 g di latte 25 g di zucchero 10 g di lievito di birra ½ cucchiaino di sale fino Procedimento (come spiegato da Antonietta) Lievitino Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito. Primo impasto Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio. Secondo impasto In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto una cucchiaiata alla volta facendo assorbire bene prima di aggiungere la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna. Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto. Ricavarne 11 palline e sistemarle negli stampini monoporzione precedentemente imburrati. Ogni pallina deve arrivare a metà altezza dello stampino. Sistemarli in una teglia e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa fino a quando triplicano di volume, fuoriuscendo dal bordo superiore formando una calottina di circa 2 cm. Preriscaldare il forno a 200°, infornare, abbassare a 180° e cuocere per 20 minuti. A metà cottura coprire con un foglio di alluminio. A cottura ultimata lasciar intiepidire per 10 minuti, staccarli delicatamente dagli stampini (basta reggere lo stampino con una mano e con l’altra tirare e contemporaneamente roteare leggermente la calottina) e adagiarli in una ciotola larga. Versare l’acqua in una pentola, aggiungere lo zucchero e la scorza di limone, evitando accuratamente la parte bianca e lasciar sobbollire per 10 minuti. Spegnere, lasciar intiepidire, passarlo attraverso un colino a maglie strette. Dopo aver versato lo sciroppo sopra, rigirarli dentro di esso ogni 10/15 minuti e comunque finché al tatto non abbiano la consistenza di una spugna inzuppata. Scolarli dallo sciroppo e adagiarli su un piatto da portata. Crema pasticcera al limone Ingredienti: 250 ml di latte 2 tuorli d'uovo 75 gr di zucchero semolato 15 gr di amido di mais 1/2 Limone Procedimento: montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema chiara e spumosa. Aggiungete l'amido di mais e montate ancora. In un pentolino antiaderente fate bollire il latte con il succo di mezzo limone, quando inizierà a bollire versateci il composto di uova montate e proseguite con la cottura per un minuto. Vedrete che la crema si addenserà velocemente, continuate a mescolare a fuoco spento. Fate raffreddare la crema velocemente a bagnomaria in acqua ghiacciata. Per l’inzuppo: 250 ml di limoncello Amarene Fabbri Gelatina di albicocche Irrorare i babà con il limoncello, spennellarli con la gelatina di albicocche precedentemente sciolta a fuoco lentissimo. Tagliare a metà i babà e farcirli con la crema. Aggiungere 3 amarene. Con questa ricetta partecipo all'MTC di Maggio:

Fonte: morenaincucina.blogspot.it

Questo e' un altro utilizzo della pasta di riporto avanzata, o, per chi la usa, della pasta madre. S ono grissini dalla consistenza leggera e piuttosto friabili , ma attenzione: possono provocare dipendenza ... Per circa una teglia di grissini. Ingredienti : 150 gr di pasta di riporto (meglio se rinfrescata la sera prima) 120 gr farina (1/3 fumetto di mais, ossia finissima e il resto farina 0 ) 50-60 gr circa di acqua 50 gr di burro morbido ma non in pomata 1 cucchiaio di olio EVO + quello per spennellare l'impasto 1 cucchiaino di sale fino Sale grosso da spolverizzare con un macina pepe, q.b. Preparazione : Spezziamo la pasta di riporto ( la p.m.) nel vaso della planetaria e sciogliamola con l'acqua, frusta k velocita' 1-1,5 per 4-5 minuti. Aggiungiamo la farina , quindi il sale e il burro in piccoli fiocchi. Per ultimo l'olio . L'impasto rimane morbido ma non appiccicoso. Stendiamo l'impasto in un panetto rettangolare il piu' regolare possibile, di altezza 1 cm e un lato di circa 15 cm (l'altro lato non l'ho misurato, ma verra' di conseguenza). Spennelliamo un foglio di carta forno con olio EVO e spolverizziamo con farina di mais del tipo finissimo e sale macinato ( se non l'abbiamo possiamo usare la semola ), adagiamo il panetto e spennelliamo la superficie del panetto con olio EVO. Spolveriamo bene con la farina e infine con il sale (che evitera' alla superficie di seccarsi)' quindi disponiamo in una teglia a bordi alti, che ricopriremo con pellicola. In questo modo la pellicola non sara' a contatto con il panetto, che potra' lievitare liberamente. Lasciamo lievitare quasi al raddoppio ( e qui i tempi dipendono da diversi fattori, primo di tutti la temperatura, ma anche la vivacita' della pasta di riporto/madre, etc). Quando vediamo che il panetto si e' gonfiato, prepariamo i grissini: tagliamo una fettina lungo il lato da 15 e tiriamo i bordi con le dita . La pasta si allunghera' facilmente e, cercando di non spezzarli, facciamo arrivare la lunghezza fino alla dimensione della nostra teglia forno. Dopo aver fatto i primi vedremo quale dovra' essere lo spessore ideale per tagliare la fettina di impasto. Accorgimenti : Se si spezza un grissino non cerchiamo di recuperarlo attaccandolo ad altri pezzetti, ne perderebbe in friabilita'. Inforniamo a 220 gradi per una decina di minuti o finche' sono belli dorati .

Fonte: forchettaecucchiaino.blogspot.it

La moda dell' aperi-cena , è diventata, in realtà, una bella scusa per un pasto a base di pietanze diverse e stuzzicanti accompagnate da un buon bicchiere di bollicine! Detta così, sembra una cosa veloce... Più facile a dirsi che a farsi! Sì perchè, se ben fatto, un aperitivo così può essere molto più impegnativo rispetto ad una classica cena, poiché si compone di un numero di preparazioni più elevato. Gli appassionati del genere quindi, siano essi i realizzatori o gli utenti finali(!), non si fanno scappare questa occasione per sperimentare piatti nuovi e sfiziosi, magari in singole mono porzioni, fino a trasformare l'occasione in un banchetto pantagruelico! L'ultima volta che uno dei miei più cari amici è stato ospite gradito per un aperi-cena "veloce", in occasione della finale di un noto TALENT SHOW al quale c'eravamo tutti appassionati, guardando la tavola imbandita ha esclamato: "Ecco, questo è il concetto di "aperi-cena frugale" di Anto!!!" Fatto è che ricevere mi piace tanto, almeno quanto cucinare e più si è e meglio è! L'Apericena, che di solito si fa in piedi, consente d'invitare molte più persone rispetto ai posti a sedere disponibili in un piccolo appartamento e di condivedere quindi un festeggiamento, un augurio, una novità con un numero di persone che proprio non pensavo il mio salotto potesse ospitare! Essendo però i destinatari (o cavie che dir si voglia!!!), più o meno gli stessi, ho l'esigenza di variare e quindi, a meno di espresse richieste di BIS, sono sempre alla ricerca di novità nuovi sapori, nuovi profumi, nuovi esperimenti, nuove magie... Magia sì, perchè è proprio quello che accade con questo piatto semplice di sicuro effetto, dai sapori orientali e rotondi. Perchè ciò che fa gonfiare in forno queste PIDE è magia. L'esplosione di sapori in bocca quando si accompagnano, ancora calde e fumanti, all'hummus di ceci è magia. E il viaggio della mente che mi riporta ad Istanbul è un vero e proprio incantesimo! Quando saranno fredde poi, saranno fantastiche farcite con il più classico abbinamento di sapori: prosciutto cotto, fontina, carciofini e maionese!!! HUMMUS DI CECI 500g di ceci cotti 125ml di tahina (pasta di sesamo) 120 ml di olio evo aglio fresco schiacciato (1/2 spicchio, ma poi va a gusti) 1 cucchiaino di pimento succo di limone o lime paprika dolce sale Mettete nel frullatore o nel mixer tutti gli ingredienti, a parte la paprika, e frullate, facendo colare l'olio a filo fino a raggiungere la consistenza desiderata. Deve essere una crema morbida soffice, ma densa, a pomata. Disponete l'hummus così ottenuto in una ciotola o in un piatto di portata un po' concavo. Rigate la superficie con una forchetta in modo da formare dei motivi decorativi a piacere. Cospargete di paprika, decorate con coriandolo e irrorate con olio EVO. PIDE (10 o 12 pezzi) 500g di farina bianca comune 500g di farina forte bianca da pane 10g di cacao in polvere 20g di sale fino 325ml di acqua calda 325ml di yogurt naturale riscaldato 2 cucchiai di olio di oliva extravergine 1 cucchiaio di olio per ungere Amalgamate la farina, il lievito, il sale, l'acqua e lo yogurt, quindi incorporate l'olio e procedete ad impastare per circa 10 minuti, a mano o in impastatrice, fino ad ottenere un impasto liscio e privo di grumi. Date all’impasto una forma tondeggiante e trasferitelo in una ciotola e lasciatelo a fermentare, coperto con un sacchetto di plastica, finché non sarà raddoppiato di volume. Sgonfiatelo e dividetelo in pezzi delle dimensioni di piccoli limoni. Date a ciascuno una forma rotonda poi, usando farina in abbondanza, stendeteli con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di 3-4 millimetri e lasciate riposare altri 5’. Nel frattempo, scaldate a fuoco vivace una larga padella per fritti, con il fondo pesante (o un testo romagnolo per piadina) e regolate il grill del forno al massimo. Sulla padella bollente disponete il primo pane: nel giro di un minuto, o anche meno, dovrebbe gonfiarsi; a quel punto fatelo scivolare in una teglia e ponetelo sotto il grill bollente, a 15cm di distanza dalla fonte di calore di calore e ammirate la vostra creazione crescere!

Fonte: incantesimoculinario.blogspot.it

Eccomi appena di ritorno da Parigi, dove ho fatto il pieno di gadget e "trabiccoli" per cucinare. Ho finalmete trovato chez Culinarion, 99, rue de rennes un fantastico stampino per frollini con tanto di lettere per stamparci sopra qualsiasi parola! Troppo bello. Io ho provato col mio pseudo di twitter @guarinino e col cognome di "un affiliato"! Che divertente. Ovviamete non potevo tornare dalla gita senza i due libri cult di questo periodo, per dirla tutta due enciclopedie. Il primo didattico con passaggi descritto e foto è "Patisserie" di C. Felder ed il secondo, formidabile è Sensations di Conticini. Insomma pesavano talmente tanto (400 pag ciascuno) che ho dovuto farmeli spedire ed il bello è che in Italia per torvare dei libri così belli bisogna spendere un capitale, mentre nel mio caso ho pagato 90 euro compresi di spedizione! Chissà perché i libri di cucina seri, grandi e con le pagine patinate bisogna pagarli circa il doppio. Mahhh Frolla ingredienti: 120 gr burro a pomata 80 gr zucchero a velo 1 baccello di vaniglia 25 gr farina di mandorle 1 pizzico di sale fino 1 uovo (a temperatura ambiente) 200 gr di farina - Mescolare burro e zucchero a velo fino a farlo divetare un composto bianco e leggermente montato - Aggiungere l'uovo, mescolare - Setacciare tutte le polveri e mescolare senza lavorare troppo la pasta, finire di impastare a mano se si è usato precedentemente un'impastatrice. - Impellicolare e mettere in frigo per almeno due ore. Stendere ed usare per torte, crostare o...semplicemente biscotti Per i biscotti io ho infornato 14 minuti a 180°

Fonte: tiramisumacaron.blogspot.it

Ingredienti: per l'impasto 400 gr. di farina Manitoba 2 uova medie intere più 1 tuorlo 50 gr. di burro in pomata 70 gr. di zucchero a velo 6 gr. di backing (lievito per dolci) scorza grattugiata di 1 limone semi di 1/2 bacca di vaniglia 1 pizzico di sale 4 gr. di aceto 10 gr. di Marsala per il ripieno q.b. di Crema di Nocciola per la frittura olio di semi di arachide (ma se preferite olio extravergine di oliva) per la decorazione q.b. di zucchero a velo vanigliato Procedimento Nel cestello della planetaria, (volendo si può anche impastare a mano) inserire la farina, le uova, lo zucchero, il lievito, la scorza grattugiata del limone, i semi della vaniglia, il sale, l'aceto e il Marsala ed impastare molto velocemente fino a che non si formi l'impasto, quindi aggiungere il burro in pomata a piccole quantità per volta e far girare la macchina fino a che non si sia del tutto assorbito. A questo punto prendere l'impasto e avvolgerlo nella pellicola alimentare e farlo riposare per 12 ore in frigorifero. Trascorso il tempo stendere l'impasto a circa 3 mm. di altezza (io ho usato la macchina per stendere la pasta in modo da ottenere la stessa forma e spessore), quindi dividerlo in lunghe strisce rettangolari,con un coppa pasta rotondo, tagliare dei cerchi tutti uguali, inserire al loro interno una noce di crema di nocciola, richiudere con un altro dischetto, pressare bene i bordi per farli aderire e non aprire in cottura, quindi friggere in abbondante olio di semi, a fiamma media e solo per qualche secondo, per evitare di bruciarli (devono restare chiari), farli sgocciolare su carta assorbente, quindi sistemarli su un vassoio di servizio e spolverizzarli con abbondante zucchero a velo vanigliato. Servire caldi per gustare meglio la crema interna fusa. Consiglio: come ripieno potete utilizzare anche della marmellata, della crema pasticciera o della crema al limone, così come mostra la foto sottostante.

Fonte: nonsolodelizie.blogspot.it

Dopo un Luglio da dimenticare, da queste parti , finalmente, l'estate 2014 è decollata! ....E se a tanti il gran caldo toglie la voglia di pasticciare e di accendere il forno, io continuo imperterrita a dedicarmi alla mia passione e a sperimentare nuove ricette! Confesso di non aver mai assaggiato le vere brioche col tuppo siciliane, o meglio, una sola volta qualche anno fa in occasione di un mio breve soggiorno nella provincia di Siracusa. Buonissime, per carità, ma grande fu la delusione quando mi presentarono una brioche completamente diversa nella forma e sprovvista del caratteristico "tuppo". Non ho quindi termini di paragone, ma, come tantissime altre volte, mi sono fidata della ricetta di Adriano e vi posso assicurare che queste sono di una bontà pazzesca: leggere, sofficissime e profumate! Unico rammarico: averle consumate con della confettura e non con della granita, o del gelato, di cui ero sprovvista! Ma, credetemi, ho intenzione di rifarmi al più presto! ;-) Piatto e coltello Villa d'Este Home La ricetta è tratta integralmente dal blog Profumo di lievito , di cui vi consiglio caldamente la visione, fondamentale per scoprire come formare le brioche. Brioche col tuppo Ingredienti per ca. 11 pezzi: 500gr farina 00 forte (w 330 molino Rossetto – Caputo rossa – manitoba del super) 265gr latte intero 1 uovo medio 80gr zucchero 75gr burro (di cui 20gr fuso) 15gr strutto 10gr lievito fresco 10gr sale 3 cucchiaini colmi di miele fluido ½ stecca di vaniglia 1 cucchiaino di estratto di vaniglia Per la lucidatura: 1 uovo, 1 cucchiaio abbondante di latte e un pizzico di sale, miscelati insieme. Preparazione Incidiamo la bacca, raschiamo i semini e mettiamo tutto nel latte, insieme ad un cucchiaino dello zucchero previsto. Portiamo quasi ad ebollizione, spegniamo e lasciamo raffreddare coperto. Togliamo via la bacca, ripristiniamo il peso del latte, aggiungiamo il lievito, sciogliamo il tutto ed amalgamiamo 245gr di farina (presa dal totale). Copriamo e portiamo a maturazione. Quando sulla superficie apparranno dei solchi netti, aggiungiamo un cucchiaio di zucchero e poco più di metà della farina rimasta. Avviamo la macchina con la foglia a bassa velocità, dopo un paio di minuti portiamo la velocità a ca. 90 rpm e lasciamo formare il glutine. Ad impasto quasi incordato, aggiungiamo l’uovo battuto, in tre volte, seguito da una parte di zucchero e, dopo qualche secondo, dalla farina sufficiente a mantenere la consistenza. Ad ogni inserimento dei tre ingredienti, attendiamo che l’impasto ritorni elastico e ribaltiamolo nella ciotola, prima del successivo. Con l’ultima parte di uovo uniamo anche il sale. Esauriti i tre ingredienti, aggiungiamo il burro morbido (ma non in pomata) in due volte, a piccoli pezzi e ribaltando la massa ad ogni porzione. Inseriamo allo stesso modo prima il burro fuso lentamente, poi lo strutto, il miele, seguito dall’estratto di vaniglia. Ad impasto incordato, montiamo il gancio ed impastiamo fino ad ottenere il velo, ribaltando l’impasto a metà lavorazione (ca 2') Arrotondiamo, trasferiamo in una ciotola, copriamo e dopo 30’ trasferiamo in frigo (4 – 5°) da 6 a 12 ore. Riportiamo a temp. ambiente per un’oretta, poi diamo un giro di pieghe del tipo 2 , senza serrare eccessivamente. Mettiamo le pieghe sotto, arrotondiamo delicatamente e copriamo a campana. Dopo 15’, spezziamo in pezzature da 90gr ed arrotondiamo stretto. Ripartendo dalla prima, rotoliamo sotto il taglio della mano, fino a staccarne un pezzetto di ca. ¼. Rendiamo conica la base della sfera piccola e serriamo quella grande sigillandone la base tra pollice e indice. Infariniamo pollice, indice e medio della mano sinistra, infiliamole unite al centro della pallina grande, divarichiamole delicatamente ed infiliamo il cono della sfera piccola nel foro che si sarà creato. Rilasciamo e rifiniamo la forma. Trasferiamo in una teglia rivestita di carta forno, copriamo con pellicola e lasciamo quasi triplicare a 28° (di questi tempi la casa è un perfetto lievitatore ;), pennelliamo con la lucidatura ed inforniamo a 170° fino a cottura (ca. 15 – 17’). Sforniamo e lasciamo raffreddare su una gratella.

Fonte: lacuocadentro.blogspot.it

cupcakes al doppio cioccolato e cuore di arancio , a photo by fugzu on Flickr. Prosegue la sperimentazione sui cupcakes di mia figlia Clara. Vi copio la ricetta e vi anticipo che ne ha fatta mezza dose ottenendo 7 cupcakes: ne potrete fare anche 8 un po' meno "cicciotti". Cupcakes al cioccolato con chocolate fudge frosting   INGREDIENTI per 12-16 cupcakes: cacao amaro in polvere di ottima qualità 50g acqua bollente 140ml burro morbido (a pomata) 115g zucchero 200g uova 2 grandi farina 00 180g sale 1 pizzico lievito per dolci 2 cucchiaini scarsi marmellata di arance Per il frosting: cioccolato fondente 120g ( al 52%) burro morbido 150g zucchero a velo 160g PROCEDIMENTO   In un’ampia terrina versare l’acqua bollente ed aggiungere il cacao amaro fino a completo assorbimento. Lasciar raffreddare. Accendere il forno a 180°-200°C. Foderare una teglia per muffins con 12 pirottini leggermente spennellati con pochissimo olio o burro. Versare in una ciotola gli ingredienti secchi: setacciare la farina con il lievito, aggiungere il pizzico di sale e tenere da parte. Preparare le basi: con uno sbattitore elettrico, in un'ampia terrina, battere a crema il burro, già morbido, con lo zucchero fino ad ottenere un composto liscio. Aggiungere le uova, uno per volta, assicurandosi che vengano assorbite bene. Aggiungere, man mano, i composti secchi: la farina e il lievito precedentemente setacciati. Infine, unire il composto di cacao e acqua ormai freddo. Continuare a rimestare fino ad ottenere un composto liscio. Riempire i pirottini per circa 2/3 ed infornare per 20-25 minuti in forno già caldo. Una volta pronte, lasciar raffreddare le basi. Preparare il frosting: far sciogliere, a bagnomaria, il cioccolato fondente e lasciar raffreddare. Con uno sbattitore elettrico lavorare il burro morbido per almeno un minuto, aggiungere lo zucchero a velo e continuare per altri 2 minuti. Incorporare il cioccolato fuso, a bassa velocità. Continuare a lavorare il tutto, aumentando la velocità dello sbattitore, per 2-3 minuti per ottenere un impasto liscio e lucido. Realizzare le decorazioni: con una sac à poche munita di bocchetta a stella distribuire il frosting sui cupcakes. La ricetta è tratta da Joyofbaking e leggermente modificata da me. SUGGERIMENTI: • IMPORTANTE: non sempre sono necessari tutti gli ml di composto acqua bollente+cacao amaro: perciò se l'impasto di base vi sembrasse troppo liquido aggiungete unicamente quello che vi sembra necessario: anche solo metà composto! • E' possibile farcire i cupcakes con della marmellata di arance a piacere: il binomio cioccolato-arancia è in assoluto uno dei miei preferiti! • Le basi, una volta fredde, si possono congelare avvolte singolarmente in pellicola trasparente, e poi, decorare, poco prima di servire. E' preferibile scongelarle a temperatura ambiente, più o meno un'ora prima di decorarle. Naturalmente i cupcakes andranno consumati entro breve tempo! CONSIDERAZIONI I cupcakes sono sofficissimi e di ottimo sapore. Appena raggiunta la temperatura ambiente Clara ha estratto una piccola porzione centrale e ha inserito un po' di marmellata di arance. Con l'aiuto di una siringa da dolci ha poi decorato ( si può fare anche il giorno dopo, ammorbidendo il composto con un cucchiaio) con il frosting, qualche codetta di cioccolato e grani di zucchero bianco. Consistenze , e profumi sono perfetti sono però dolcetti carichi, da veri golosi!

Fonte: ilmondodiluvi.blogspot.it

Ci sono persone che adorano andare dal parrucchiere: ogni paio di mesi vanno a farsi regolare le punte, a rifarsi il colore o tagliarsi la frangetta. Alcune, addirittura, hanno l'appuntamento settimanale fisso per shampoo e messa in piega. E poi ci sono io, che sto rimandando di andarci da mesi tanto che gli specchi stanno iniziando ad entrare in sciopero quando li passo davanti. Una volta andai da una parrucchiera e le dissi "voglio un taglio scalato, con le punte a V perché odio i tagli dritti". Uscii con un taglio che più perpendicolare al pavimento non c'era. Un'altra andai per farmi fare delle méches scure. Uscii dal salone che sembravo avere in testa le strisce pedonali. Poi ci fu la volta in cui dissi alla parrucchiera "voglio farmi un taglio scalato con la frangetta". Uscii che sembravo Ligabue. Ma la più traumatica di tutte fu quando, tranquilla dalla parrucchiera, questa si mette ad urlare "ma che hai fatto qui???". Mezzo sbiancamento ed una tachicardia dopo, mi riprendo e le chiedo cosa c'era che non andava. Al che mi mostra un centimetro quadrato della mia adorata testa... senza un capello! E qui arriva l'altra metà dello sbiancamento, con conseguente busta di carta immaginaria da cui reperire quell'ultima particella di ossigeno che mi permetteva di mantenermi ancora seduta sulla sedia. Pensandoci bene era un punto della testa in cui mi prudeva in continuazione e, senza rendermene conto, continuavo a grattare. Allora rispondo alla parrucchiera che, essendo che andavo spesso in piscina, poteva trattarsi di un fungo. "Io ho lavorato per molto tempo in un istituto per la cura dei capelli. Lo so cos'é. Ti consiglio di andare a farti vedere il più presto possibile da uno specialista perché altrimenti potrebbe essere troppo tardi". E lì mi é venuto il primo mezzo infarto della mia vita "Ma non é semplicemente un fungo?" chiedo io, iniziando a muovermi sulla sedia come se improvvisamente si fosse trasformata nella sedia elettrica. "Nono, io lo so cos'é. Ma non te lo posso dire.". Ma come no? Se sai cos'é dimmelo per buona pace del mio cuore. "No, non sarei professionale se te lo dicessi. Vai da uno specialista." Ma scusa, sei professionale se mi fai prendere un infarto con conseguente ansia perenne e non lo saresti se mi dici cosa pensi possa essere, cosicché posso iniziare a curarmi? Vabbé. L'appuntamento va avanti e ogni 10 minuti la sento dire "Oh guarda quanti capelli nuovi stanno ricrescendo, bene, sono contenta che ricrescano" (che tradotto suonava molto simile a "pensavo già stesse diventando completamente calva ma invece la natura mi sta smentendo"). Allarmata corro a casa e prendo appuntamento con la dermatologa... che ovviamente può prendermi da lì a 4 mesi. 4 mesi in cui ogni notte mi pareva di sentire i miei capelli lanciare l'ultimo grido disperato e salutare per sempre la mia testa. Responso della dermatologa: poteva trattarsi di un piccolo fungo come di uno sfogo da stress. Morale della favola, ho messo per alcuni mesi una pomata antimicotica e, più calma dopo il consulto professionale e per nulla allarmato della dermatologa, i capelli hanno ricominciato a crescere. Ora mi rimane solo da lavorare sul trauma che mi ha provocato quel geniaccio di una parrucchiera (al che ho scoperto che la paura di rimenere calvi non é una paura tipicamente maschile, come avevo sempre creduto!). Ah, e volete sapere qual'é il bello? Circa un annetto dopo il consulto allarmante la parrucchiera mi ha scritto regalandomi un buono per un trattamento da lei perché non ci ero più andata. Ma va???? (Il buono ovviamente é finito tra i rifiuti nel giro di 5 minuti!). E mentre io son qui a prendere coraggio per smetterla di rimandare un taglio di capelli, vi lascio con queste deliziose polpettine (adattate partendo da questa ricetta ). Facili, veloci e gustosissime sono perfette per un buon aperitivo tra amici. Ingredienti: 500g petto di pollo a dadini 90g spinaci surgelati 30g pangrattato sale pepe ev. peperoncino farina per l'impanatura Procedimento: Con un robot da cucina frullare il pollo crudo, gli spinaci, il pangrattato, il sale, il pepe ed il peperoncino. Quando il composto risulterà omogeneo (ma non troppo fine) formare delle palline del diametro di 4-5cm (o più grandi se preferite) e schiacciarle leggermente con le mani. Se l'impasto dovesse essere troppo molle aggiungere dell'altro pangrattato. Rotolare le polpettine nella farina, quindi cuocerle in una padella antiaderente con un filo d'olio finché saranno dorate. Buon appetito! Con questa ricetta partecipo al contest " Polpettiamo " del blog Squisito .

Fonte: limonestracciatella.blogspot.ch

Le crocchette di patate o crocchè di patate Sono degli sfiziosi bocconcini di patate con mozzarella filante centrale. Pensavo fosse Una ricetta partenopea MENTRE Proprio Oggi MENTRE mi accingevo a SCRIVERE Il Post scopro Che E dell'Emilia Romagna ... un non QUESTO quindi se Credere .. in OGNI Caso zona Qualsiasi Sia l'origine POSSO dirvi Che QUESTO Piatto E fantastico! Oltre ad Essere ONU fritto ... e gia per QUESTO Essere sfizioso .. e Il gioco delle consistenze Che attrae, la crosticina Esterna, il morbido Composto e il cuore filante lo rendono ONU Boccone irresistibile. This ricetta é una mia Elaborazione, infatti invece di Switch to il Composto in uovo sbattuto e pane grattugiato ho Preferito usare la lega, tipica delle arancine, in QUESTO Modo la panatura risulta perfetta ... provate UN PO?! Ingredienti 400g di patate 1 Uovo 20g di burro a pomata 30g di parmigiano reggiano grattugiato mozzarella ben sgocciolata Sale e Pepe lega 100g di farina 200g di acqua vendita riquadro grattugiato olio di arachide per friggere Lessare o cuocere a vapore le patate (io bimby: boccale con 1 litro di acqua, impostare VAROMA VEL1 per 30 minuti). Switch to le patate allo schiacciapatate, UNIRE il formaggio grattugiato, l'uovo e il burro Intero, mescolare Molto bene con ONU Cucchiaio in Modo da rendere omogeneo il Composto. Mettere in frigo per almeno 30 Minuti. Nel frattempo preparare la mozzarella, il Che DEVE Essere ben asciutta (potete utilizzare Quella da pizza, ma ATTENZIONE Che Sia mozzarella e formaggio fuso non ... Leggere bene le Etichette!) E tagliata a parallelepipedi (Lunghi 2cm, larghi 1 centimetro, Profondità 1 centimetro ). Preparare pure la Lega sbattendo in Una terrina l'acqua salata con la farina, meglio se con Una frusta in Modo da evitare il Formarsi dei grumi. Raffreddato il Composto a base di patate prenderne Una cucchiaiata sul palmo della mano, appiattire il Composto inserire la mozzarella e richiudere accuratamente. Switch to la crocchetta Nella lega e poi Nel riquadro grattugiato. Subito friggere in olio ben caldo di tanto (circa 160-170 ° C, non di Più), in Modo Che l'impasto Ancora ben freddo non assorba l'unto. E 'Importante la TEMPERATURA dell'Olio, il Che bassa non DEVE Essere Nè Più, pena l'Assorbimento dell'Olio da altera parte della Polpetta, NE Troppo caldo Altrimenti la panatura abbrustolisce e dovendola togliere Subito, la mozzarella non SI scioglierebbe. Io le preferisco Calde, ma un MOLTI piacciono puro Fredde ... Sono davvero sfiziose, ve le Consiglio!

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Questa insalata variopinta e saporita l'ho servita domenica, come antipasto, durante il pranzo all'aperto. E' stato un entrée gradito per i gusti particolari e per i colori vivaci. Le fragole, come anche le pesche, in estate le uso come ingrediente di insalate, soprattutto con il songino, un tipo di verdura che mi piace non solo visivamente ma anche per il sapore delicato e leggermente aromatico. Questi abbinamenti li trovo azzeccati, i gusti si sposano bene e la frutta regala acqua e sali minerali ad un piatto già salutare di suo, rendendolo ideale nella stagione calda. L'elemento croccante è stata una prova bella e buona (detto a posteriori...all'inizio non ci credevo molto...) Ho preparato delle lingue di gatto con la ricetta classica sostituendo allo zucchero il parmigiano, naturalmente con dosi ridotte. Il tutto è stato condito con il classico French dressing, utilizzando però un aceto di mele maturato in barrique, a mio parere eccezionale. Ora passiamo velocemente alla ricetta il tempo per l' MT Challenge sta per scadere, non rpima di aver ringraziato Leo per la proposta! Ingredienti songino fragole salmone affumicato a fette robiola French dressing : 2 cucchiai di olio evo 1 cucchiaio di senape di Digione 1 cucchiaio di aceto di mele maturato in barrique sale e pepe Lingue di gatto salate (per 20 lingue sottili) 50g di burro a pomata 50g di farina 1 albume d'uovo 20g di parmigiano grattugiato 1 pizzico di sale Preparare le Lingue di gatto: Montare il burro con le fruste aggiungendo a poco a poco la farina, aggiustare di sale e inserire il formaggio. A questo punto incorporare 1 albume non montato, mescolare bene fino ad ottenere un composto ben liscio. Inserire il tutto in un sac a poche e formare delle strisce o anche dei bastoncini (come ho fatto io) su carta forno. Cuocere in forno già caldo per 7 minuti a 180°C. French dressing: Sciogliere il sale nell'aceto di mele. Miscelare l'olio con la senape e successivamente unire l'aceto salato e il pepe. Mondare e lavare accuratamente il songino, cercando di lasciare intatti i cespi, asciugare delicatamente con carta assorbente. Lavare e mondare le fragole togliendo il picciolo e dividendole in due parti o più parti, se di grosse dimensioni. Posizionare un poco di robiola sulle fette di salmone e arrotolarle formando un cannolo ripieno. Assemblare mettendo nel piatto il songino, a formare una specie di montagnetta, su cui verranno posizionati i cannoli di salmone alla robiola e cosparso di fragole. Disporre le lingue di gatto al parmigiano a raggiera. Condire con abbondanti gocce di French dressing. Servire subito. Con questa ricetta partecipo all' MTC di Giugno

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

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