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Quello che mi piace delle sfide dell'MTC è che mi costringono a non essere pigra in cucina, lo scorso mese con il quinto quarto ho utilizzato ingredienti che non mangiavo da tantissimi anni, questo mese ho preparato un dolce di cui ho sempre sentito parlare ma che non ho mai avuto l'occasione di assaggiare, quindi se non ci fosse stata la sfida penso che non mi sarebbe mai venuto in mente di preparare il Babà. Ho preferito realizzare una versione analcolica, in modo che la potessero mangiare anche i miei bambini e ho deciso di aromatizzare la bagna con delle foglie fresche di melissa, di cui abbonda il mio giardino. Anche i limoni e le ciliegie sono quelli delle piante che crescono appena fuori la porta di casa. Ho seguito alla lettera le dettagliate spiegazioni di Antonietta del blog La Trappola Golosa , vincitrice della sfida dello scorso mese, l'unica variante è stato il tipo e la quantità di lievito di birra, ho impiegato quello secco e l'ho leggermente diminuito in quanto prevedevo di lasciare nel frigorifero il lievitino per una notte...purtroppo in questo periodo tra impegni vari non sono riuscita a trovare un'intera giornata in cui poter stare a casa e prepararmi in pace il mio babà, così ho deciso di iniziare a preparare il lievitino la sera prima in modo da terminare nel primo pomeriggio del giorno dopo. Un'altra piccola variante è stata la quantità di latte, ne ho usato un po' di meno perché altrimenti l'impasto sarebbe diventava troppo liquido, penso che ciò sia dovuto al fatto che ho utilizzato del burro fatto da me con della panna fresca (mi serviva il latticello per una torta così ho deciso di prendere due piccioni con una fava), pur avendolo strizzato molto bene, probabilmente era più acquoso di quello che si acquista. Ingredienti per il babà 300 g di farina bio tipo 0 Manitoba 3 uova cat a grandi 100 g di burro 100 g di latte (ne ho usato un po' di meno) 25 g di zucchero 10 g di lievito di birra (ho usato 2 g di lievito di birra secco) ½ cucchiaino di sale fino per la bagna 1 lt di acqua 400 g di zucchero 1 limone 10 foglie di melissa appena colte per la lucidatura 5 cucchiai di confettura di ciliegie acqua qb. per la crema chantilly 250 ml di panna freschissima 40 g di zucchero a velo 1 bacca di vaniglia per la decorazione ciliegie fresche qb foglie di melissa qb Preparazione del babà Per la realizzazione della chantilly, la sera prima ho versato, in una ciotola dai bordi alti, la panna fresca e ho aggiunto i semini della bacca di vaniglia, tagliandola per la lunghezza con un coltellino affilato e raschiandoli con un cucchiaino e riposto in frigorifero. Il lievitino La sera prima in una piccola ciotola ho preparato il lievitino sciogliendo il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Il primo impasto Ho coperto la ciotola con un panno inumidito e lasciato lievitare tutta la notte in frigorifero. La mattina il lievitino era raddoppiato, l'ho lasciato riposare a temperatura ambiente per una mezzora e l'ho versato in una ciotola capiente all'interno della fontana fatta con i restanti 230 g di farina e aggiunto le uova. Ho impastato seguendo pari passo le indicazioni di Antonietta "schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle", già dopo il secondo cucchiaio di latte ho visto che l'impasto tendeva ad essere troppo molle (penso per via del burro fatto in casa) quindi non ne ho più aggiunto, ho continuato ad impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti, ho coperto e fatto lievitare sino al raddoppio. Il secondo impasto A questo punto ho lavorato il burro a pomata, unendo i restanti 20 g di zucchero e il mezzo cucchiaino di sale. Al primo impasto ho aggiunto il composto di burro e zucchero un po' alla volta, facendo assorbire bene prima di aggiungere la cucchiaiata successiva. Ho lavorato per 5 minuti l'impasto e l'ho rovesciato sulla spianatoia lavorandolo energicamente, piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti sino a quando ha iniziato a "staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto". A questo punto ho imburrato uno stampo col foro centrale e vi ho sistemato l'impasto suddiviso in 6 palline seguendo il procedimento indicato "staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline" Dopo aver disposte le palline tutte attorno allo stampo ho sigillato con l’indice gli spazi tra una e l’altra, ho coperto con un telo umido e lasciato lievitare in forno spento con luce accesa fino a triplicare di volume. Una volta pronto l'impasto l'ho tolto dal forno, lasciandolo coperto, ho portato a 220° la temperatura e infornato il babà, abbassando 200°. Dopo 10 minuti il babà ha iniziato a prendere colore, l'ho coperto con un foglio di alluminio e continuato la cottura per altri 15 minuti. A cottura ultimata ho lasciato intiepidire per 15 minuti e capovolto il babà su di un piatto dai bordi alti 5 cm. La bagna Mentre il babà cuoceva nel forno ho fatto la bagna versando l’acqua in una pentola, aggiungendo lo zucchero e la scorza del limone, facendo molta attenzione che non vi fosse attaccata la parte biancha che è amara ed ho fatto sobbollire per una decina di minuti. Ho spento, versato le foglie fresche di melissa e lasciato in infusione per 3/4 minuti, ho filtrato il tutto e lasciato intiepidire. Con un mestolino ho versato la bagna sul babà tiepido e ogni 15 minuti circa ho raccolto lo sciroppo sul fondo del piatto e irrorato nuovamente il babà, questo finché non si è ben inzuppato. Facendo attenzione, perché il babà una volta inzuppato si rompe facilmente, l'ho trasferito su un piatto da portata. La "gelatina" di ciliegie Nel frattempo ho fatto sciogliere della confettura di ciliegie in un pentolino, aggiungendo poca acqua, a fuoco basso, mescolando continuamente, ho spento, filtrato il tutto con un colino a maglie strette e spennellato la superficie del babà in modo da lucidarlo. La crema chantilly A questo punto ho preparato la crema chantilly: ho tolto dal frigorifero la panna con la vaniglia e l'ho filtrata con un telo, l'ho montatela con uno sbattitore, aggiungendo man mano lo zucchero a velo. Per la decorazione del babà, ho versato all'interno del foro le ciliegie con qualche fogliolina di melissa appena colta servendo con la crema chantilly. Con questa ricetta partecipo alla sfida di Maggio dell 'MTC proposta da Antonietta del blog La Trappola Golosa

Fonte: lemiericetteconesenza.blogspot.it

Questo e' un altro utilizzo della pasta di riporto avanzata, o, per chi la usa, della pasta madre. S ono grissini dalla consistenza leggera e piuttosto friabili , ma attenzione: possono provocare dipendenza ... Per circa una teglia di grissini. Ingredienti : 150 gr di pasta di riporto (meglio se rinfrescata la sera prima) 120 gr farina (1/3 fumetto di mais, ossia finissima e il resto farina 0 ) 50-60 gr circa di acqua 50 gr di burro morbido ma non in pomata 1 cucchiaio di olio EVO + quello per spennellare l'impasto 1 cucchiaino di sale fino Sale grosso da spolverizzare con un macina pepe, q.b. Preparazione : Spezziamo la pasta di riporto ( la p.m.) nel vaso della planetaria e sciogliamola con l'acqua, frusta k velocita' 1-1,5 per 4-5 minuti. Aggiungiamo la farina , quindi il sale e il burro in piccoli fiocchi. Per ultimo l'olio . L'impasto rimane morbido ma non appiccicoso. Stendiamo l'impasto in un panetto rettangolare il piu' regolare possibile, di altezza 1 cm e un lato di circa 15 cm (l'altro lato non l'ho misurato, ma verra' di conseguenza). Spennelliamo un foglio di carta forno con olio EVO e spolverizziamo con farina di mais del tipo finissimo e sale macinato ( se non l'abbiamo possiamo usare la semola ), adagiamo il panetto e spennelliamo la superficie del panetto con olio EVO. Spolveriamo bene con la farina e infine con il sale (che evitera' alla superficie di seccarsi)' quindi disponiamo in una teglia a bordi alti, che ricopriremo con pellicola. In questo modo la pellicola non sara' a contatto con il panetto, che potra' lievitare liberamente. Lasciamo lievitare quasi al raddoppio ( e qui i tempi dipendono da diversi fattori, primo di tutti la temperatura, ma anche la vivacita' della pasta di riporto/madre, etc). Quando vediamo che il panetto si e' gonfiato, prepariamo i grissini: tagliamo una fettina lungo il lato da 15 e tiriamo i bordi con le dita . La pasta si allunghera' facilmente e, cercando di non spezzarli, facciamo arrivare la lunghezza fino alla dimensione della nostra teglia forno. Dopo aver fatto i primi vedremo quale dovra' essere lo spessore ideale per tagliare la fettina di impasto. Accorgimenti : Se si spezza un grissino non cerchiamo di recuperarlo attaccandolo ad altri pezzetti, ne perderebbe in friabilita'. Inforniamo a 220 gradi per una decina di minuti o finche' sono belli dorati .

Fonte: forchettaecucchiaino.blogspot.it

morbidoso e profumato ingredienti: 500 gr di farina 100 gr di burro 2 uova 100 gr di latte 1 piz di sale 1 cucchiaino di zucchero 1 cubetto di lievito di birra per il ripieno 250 gr di ricotta 1 uovo misto di salumi a cubetti emmenthal a cubetti Ho impastato nella macchina del pane, visto il freddo di questi giorni, la mia alice me lo fa stare al calduccio mentre fa la prima lievitazione, chi ha la mp, sa che vanno prima tutti i liquidi e poi i secchi e mai il lievito a contatto con il sale, per chi vorrebbe farlo a mano o nel mixer, sciogliete il lievito nel latte, il burro deve essere a pomata, unite tutti gli ingredienti e lavorate bene bene, fate lievitare fino al raddoppio. In una ciotola unite la ricotta con l'uovo intero, amalgamando bene e unitevi il formaggioe i salumi. Sgonfiate l'impasto e stendetelo in un rettangolo, con la partecorta proprio sotto di voi,  spalmatevi su tutto il rettangolo la ricotta con il misto, piegate un pochino i lembi laterali verso l'interno e poi arrotolate fino alla fine e poggiate il rotolo su di una teglia appena unta e lasciate lievitare. Pennellate il rusticotto con un uovo appena battuto. Infornate a 180°. Una volta cotto lasciatelo coperto con un canovaccio per 10 minuti e poi lo tagliate a fette e servite. la raccolta di natale continua.....

Fonte: theswancake.blogspot.it

La moda dell' aperi-cena , è diventata, in realtà, una bella scusa per un pasto a base di pietanze diverse e stuzzicanti accompagnate da un buon bicchiere di bollicine! Detta così, sembra una cosa veloce... Più facile a dirsi che a farsi! Sì perchè, se ben fatto, un aperitivo così può essere molto più impegnativo rispetto ad una classica cena, poiché si compone di un numero di preparazioni più elevato. Gli appassionati del genere quindi, siano essi i realizzatori o gli utenti finali(!), non si fanno scappare questa occasione per sperimentare piatti nuovi e sfiziosi, magari in singole mono porzioni, fino a trasformare l'occasione in un banchetto pantagruelico! L'ultima volta che uno dei miei più cari amici è stato ospite gradito per un aperi-cena "veloce", in occasione della finale di un noto TALENT SHOW al quale c'eravamo tutti appassionati, guardando la tavola imbandita ha esclamato: "Ecco, questo è il concetto di "aperi-cena frugale" di Anto!!!" Fatto è che ricevere mi piace tanto, almeno quanto cucinare e più si è e meglio è! L'Apericena, che di solito si fa in piedi, consente d'invitare molte più persone rispetto ai posti a sedere disponibili in un piccolo appartamento e di condivedere quindi un festeggiamento, un augurio, una novità con un numero di persone che proprio non pensavo il mio salotto potesse ospitare! Essendo però i destinatari (o cavie che dir si voglia!!!), più o meno gli stessi, ho l'esigenza di variare e quindi, a meno di espresse richieste di BIS, sono sempre alla ricerca di novità nuovi sapori, nuovi profumi, nuovi esperimenti, nuove magie... Magia sì, perchè è proprio quello che accade con questo piatto semplice di sicuro effetto, dai sapori orientali e rotondi. Perchè ciò che fa gonfiare in forno queste PIDE è magia. L'esplosione di sapori in bocca quando si accompagnano, ancora calde e fumanti, all'hummus di ceci è magia. E il viaggio della mente che mi riporta ad Istanbul è un vero e proprio incantesimo! Quando saranno fredde poi, saranno fantastiche farcite con il più classico abbinamento di sapori: prosciutto cotto, fontina, carciofini e maionese!!! HUMMUS DI CECI 500g di ceci cotti 125ml di tahina (pasta di sesamo) 120 ml di olio evo aglio fresco schiacciato (1/2 spicchio, ma poi va a gusti) 1 cucchiaino di pimento succo di limone o lime paprika dolce sale Mettete nel frullatore o nel mixer tutti gli ingredienti, a parte la paprika, e frullate, facendo colare l'olio a filo fino a raggiungere la consistenza desiderata. Deve essere una crema morbida soffice, ma densa, a pomata. Disponete l'hummus così ottenuto in una ciotola o in un piatto di portata un po' concavo. Rigate la superficie con una forchetta in modo da formare dei motivi decorativi a piacere. Cospargete di paprika, decorate con coriandolo e irrorate con olio EVO. PIDE (10 o 12 pezzi) 500g di farina bianca comune 500g di farina forte bianca da pane 10g di cacao in polvere 20g di sale fino 325ml di acqua calda 325ml di yogurt naturale riscaldato 2 cucchiai di olio di oliva extravergine 1 cucchiaio di olio per ungere Amalgamate la farina, il lievito, il sale, l'acqua e lo yogurt, quindi incorporate l'olio e procedete ad impastare per circa 10 minuti, a mano o in impastatrice, fino ad ottenere un impasto liscio e privo di grumi. Date all’impasto una forma tondeggiante e trasferitelo in una ciotola e lasciatelo a fermentare, coperto con un sacchetto di plastica, finché non sarà raddoppiato di volume. Sgonfiatelo e dividetelo in pezzi delle dimensioni di piccoli limoni. Date a ciascuno una forma rotonda poi, usando farina in abbondanza, stendeteli con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di 3-4 millimetri e lasciate riposare altri 5’. Nel frattempo, scaldate a fuoco vivace una larga padella per fritti, con il fondo pesante (o un testo romagnolo per piadina) e regolate il grill del forno al massimo. Sulla padella bollente disponete il primo pane: nel giro di un minuto, o anche meno, dovrebbe gonfiarsi; a quel punto fatelo scivolare in una teglia e ponetelo sotto il grill bollente, a 15cm di distanza dalla fonte di calore di calore e ammirate la vostra creazione crescere!

Fonte: incantesimoculinario.blogspot.it

Eccomi appena di ritorno da Parigi, dove ho fatto il pieno di gadget e "trabiccoli" per cucinare. Ho finalmete trovato chez Culinarion, 99, rue de rennes un fantastico stampino per frollini con tanto di lettere per stamparci sopra qualsiasi parola! Troppo bello. Io ho provato col mio pseudo di twitter @guarinino e col cognome di "un affiliato"! Che divertente. Ovviamete non potevo tornare dalla gita senza i due libri cult di questo periodo, per dirla tutta due enciclopedie. Il primo didattico con passaggi descritto e foto è "Patisserie" di C. Felder ed il secondo, formidabile è Sensations di Conticini. Insomma pesavano talmente tanto (400 pag ciascuno) che ho dovuto farmeli spedire ed il bello è che in Italia per torvare dei libri così belli bisogna spendere un capitale, mentre nel mio caso ho pagato 90 euro compresi di spedizione! Chissà perché i libri di cucina seri, grandi e con le pagine patinate bisogna pagarli circa il doppio. Mahhh Frolla ingredienti: 120 gr burro a pomata 80 gr zucchero a velo 1 baccello di vaniglia 25 gr farina di mandorle 1 pizzico di sale fino 1 uovo (a temperatura ambiente) 200 gr di farina - Mescolare burro e zucchero a velo fino a farlo divetare un composto bianco e leggermente montato - Aggiungere l'uovo, mescolare - Setacciare tutte le polveri e mescolare senza lavorare troppo la pasta, finire di impastare a mano se si è usato precedentemente un'impastatrice. - Impellicolare e mettere in frigo per almeno due ore. Stendere ed usare per torte, crostare o...semplicemente biscotti Per i biscotti io ho infornato 14 minuti a 180°

Fonte: tiramisumacaron.blogspot.it

Questa bellissime ricetta ho avuto il piacere di vederla eseguita direttamente da Luca Montersino, in uno dei corsi che ha tenuto presso La Corte del Conte a Cerlongo di Goito. Eravamo entrambe iscritte, sia io che mia figlia, ed é stata una bellissima esperienza sia per le ricette proposte sia per l'affabilità del maestro, che per la sua bravura. L'ambiente della Corte del Conte inoltre é da qualche anno una location fantastica per questi corsi e l'atmosfera famigliare che si respira é davvero unica . Ogni volta ti sembra di tornare a casa di amici...Laura e Anna , due sorelle, ti accolgono in modo affabile e cortese e ti mettono subito a tuo agio. É davvero un piacere poterci ritornare ...e non vedo l'ora che arrivi domenica 9 marzo per seguire nuovamente Luca e le sue precise spiegazioni. Piccoli hamburger di pollo (tratti dal libro "Piccola pasticceria salata" di Luca Montersino) Ingredienti per 60 porzioni: Per i panini al latte: 375 g farina 360W 185 g latte intero 50 g uova intere 100 g burro 30 g latte intero in polvere 18 g lievito di birra 15 g zucchero semolato 7 g sale 5 g malto d'orzo 25 g semi di sesamo 25 g semi di papavero Per gli hamburger: 400 g petto di pollo 30 g senape granulare 50 g burro 5 g succo di limone 5 g prezzemolo 200 g uova intere q.b. sale e pepe Per la finitura: 50 g pomodori pachino 30 g insalatina fresca 50 g maionese 40 g senape di Dijon Procedimento Per i panini al latte: Impastare la farina con il gancio insieme al latte, le uova intere, il latte in polvere, il lievito di birra, lo zucchero semolato ed il malto fino a rendere la pasta liscia e ben incordata. Aggiungere il burro in pomata e farlo incorporare completamente prima di aggiungere il sale. Lasciar puntare l'impasto per 10 minuti sul tavolo quindi coprirlo con un nylon e metterlo a raffreddare in frigorifero per almeno 3 ore. Stendere l'impasto allo spessore di 1,5 cm e coppare dei cerchietti di 3 cm di diametro. Mettere sulle teglie rivestite di carta da forno e fate lievitare a 30° C con il 75% di umidità. Lucidare con l'uovo, spolverizzare di semi di sesamo e papavero e poi infornare a 250°C con valvola chiusa. Per gli hamburger: Tritare la carne di pollo, aggiungere il resto degli ingredienti ed amalgamare bene senza utilizzare strumenti elettrici in modo che le uova non leghino eccessivamente con la carne ed il composto resti spatolabile; mettere il composto negli stampi in silicone a savarin, salate in superficie e fate cuocere in forno a 240° C. Farcite i paninetti con gli hamburger, decorare con l'insalatina i pomodori ciliegia, la maionese e la senape di Dijon. Fermate il tutto con stecchini di legno. Procedimento con il Bimby: Per i panini al latte: Inserire nel boccale tutti gli ingredienti tranne il burro, il sale e una piccola parte di latte. Impastare a spiga per un paio di minuti , appena l'impasto inizia a compattarsi aggiungere, dal foro del coperchio, il restante latte , il burro a fiocchi ( poco per volta!) e il sale. Puoi procedere come da ricetta. Per gli Hamburger: Tritare la carne a vel 6 , aggiungere tutti gli altri ingredienti e procedere a spiga per pochi sec (10/20 ) verificare che il composto sia uniforme , altrimenti proseguire per qualche sec ancora. Non esagerare perché come scritto sotto l'albume non deve legare troppo. Coppare i panini di una dimensione inferiore a quella dello stampo della carne Una volta raffreddati chiuderli in un sacchetto da congelatore e conservarli in freezer fino al giorno dell'utilizzo Per questa preparazione ho utilizzato Stampi per mini savarin da 3 cm, LINEA CLASSIC SILIKOMART Alcune mie note per approfondire un po' : La farina utilizzata non deve essere troppo forte , la Manitoba del supermercato solitamente va bene. Il latte in polvere serve per rinforzare, ma se non lo avete disponibile potete ometterlo, nel qual caso usate 15 g in più di farina. Lo zucchero, il malto ( o il miele!) servono come nutrimento per il lievito e per dare colorazione all'impasto. In questo caso c'é anche l'uovo che aiuta a colorare l'impasto. Incordare bene l'impasto e aggiungere il burro morbido a fiocchi poco alla volta, facendo attenzione a non far stracciare o rompere la maglia glutinica. Per ultimo inserire il sale in questo caso non per dare sapidità ma per la lievitazione, infatti il sale è un regolatore che evita che il prodotto parta con la lievitazione troppo velocemente In genere gli impasti senza sale necessitano di pochissimo lievito L'impasto deve risultare morbido, pirlare (arrotondare l'impasto appoggiato su un piano e tenendolo tra le mani) e mettere in un contenitore coperto. Raffreddare in frigorifero per rilassare la pasta e non far partire la lievitazione. (NB: io ho usato il lievito madre per cui a questo punto ho lasciato in frigorifero fino al giorno dopo. Potete farlo anche voi ma nel qual caso non utilizzate più di 5 g di lievito di birra.) Anche il burro aiuterà l'impasto ad indurire in modo che poi potrà essere steso a matterello e coppato per fare i panini tutti uguali. Dopo qualche ora, stendere la pasta con il mattarello , all' altezza di un paio di cm. Coppare in una misura più piccola dell'hamburger : 2,5 cm se carne è di 3 cm. Disporre su carta forno e mettere a lievitare. Coprire con pellicola per non far seccare il prodotto oppure, come ho fatto io, mettere in forno con un bicchiere di acqua bollente che manterrà nell'ambiente l'umidità necessaria. I ritagli compattati vanno messi in frigorifero a ricompattare, poi ripetere l' operazione. Quando saranno ben lievitati pennellare, con tuorlo e panna, e cospargere con semi di sesamo e papavero. Il forno dovrà essere altissimo in modo che cuciano fuori, ma all'interno restino morbidi e non si secchino troppo . Vanno Infornato nella parte centrale. Il pollo va macinato , possibilmente nel tritacarne diversamente lo macinate nel Bimby, come ho fatto io. Travasare in una boule, aggiungere le uova intere, il succo di limone, la senape, prezzemolo tritato , sale , pepe e il burro fuso ( perché essendo pollo rimarrebbe troppo asciutto nel caso si usasse il maiale, il burro non servirebbe). Lavorare con le mani per evitare che l'albume dia troppo consistenza all'impasto . In modo che non si formi la farcitura, e il legame tra uovo e pollo, rimanga sgranato e sia così più semplice da dosare con sac à poche negli stampi. Quelli ideali sono gli stampi per i mini savarin che avranno poi il foro per inserire la maionese o la ketchup, ma si possono usare anche quelli bassi da tartelletta ( tondi e piatti). NB: io ho dosato con un due cucchiaini l'impasto ma ovviamente non sono venuti tutti precisi. Battere sul tavolo per livellare. Salare nuovamente in superficie e pepare. La cottura va fatta in un forno molto alto ( anche 250 eventualmente grill) per ottenere l'effetto scottatura simile a quello della piastra. Pochi minuti. Dopo di che non resta che comporre il tutto. Qual'è la meraviglia di questi mini hamburger ? É che si possono congelare ! Io vi racconto la mia esperienza. A dicembre ho dovuto preparare un buffet per i 18 anni di mia figlia e gli invitati erano parecchi quindi ho pensato di ricorrere a queste preparazioni molto comode per l'occasione. Ho preparato parecchi mignon di pasticceria salata e il giorno stesso non ho fatto altro che comporre e riportare il tutto a temperatura ambiente. Li potete preparare nei ritagli di tempo, anche una preparazione per volta , vi bastano davvero 2 stampini da savarin e il gioco é fatto. Preparati gli hamburger e cotti li congelate in comodi sacchetti pronti all'uso. Stessa cosa per i panini , li conservate nei sacchetti appositi e li tenete in congelatore fino al giorno in cui li volete utilizzare . Non vi resterà che comporli in qualche minuto , passarli in forno ad intiepidire ( ma sono ottimi anche a temperatura ambiente!) e li potrete servire ai vostri ospiti stupefatti!

Fonte: lericettedelbimbyemoltealtre.blogspot.it

Ingredienti: per l'impasto 400 gr. di farina Manitoba 2 uova medie intere più 1 tuorlo 50 gr. di burro in pomata 70 gr. di zucchero a velo 6 gr. di backing (lievito per dolci) scorza grattugiata di 1 limone semi di 1/2 bacca di vaniglia 1 pizzico di sale 4 gr. di aceto 10 gr. di Marsala per il ripieno q.b. di Crema di Nocciola per la frittura olio di semi di arachide (ma se preferite olio extravergine di oliva) per la decorazione q.b. di zucchero a velo vanigliato Procedimento Nel cestello della planetaria, (volendo si può anche impastare a mano) inserire la farina, le uova, lo zucchero, il lievito, la scorza grattugiata del limone, i semi della vaniglia, il sale, l'aceto e il Marsala ed impastare molto velocemente fino a che non si formi l'impasto, quindi aggiungere il burro in pomata a piccole quantità per volta e far girare la macchina fino a che non si sia del tutto assorbito. A questo punto prendere l'impasto e avvolgerlo nella pellicola alimentare e farlo riposare per 12 ore in frigorifero. Trascorso il tempo stendere l'impasto a circa 3 mm. di altezza (io ho usato la macchina per stendere la pasta in modo da ottenere la stessa forma e spessore), quindi dividerlo in lunghe strisce rettangolari,con un coppa pasta rotondo, tagliare dei cerchi tutti uguali, inserire al loro interno una noce di crema di nocciola, richiudere con un altro dischetto, pressare bene i bordi per farli aderire e non aprire in cottura, quindi friggere in abbondante olio di semi, a fiamma media e solo per qualche secondo, per evitare di bruciarli (devono restare chiari), farli sgocciolare su carta assorbente, quindi sistemarli su un vassoio di servizio e spolverizzarli con abbondante zucchero a velo vanigliato. Servire caldi per gustare meglio la crema interna fusa. Consiglio: come ripieno potete utilizzare anche della marmellata, della crema pasticciera o della crema al limone, così come mostra la foto sottostante.

Fonte: nonsolodelizie.blogspot.it

Le congiunzioni astrali negative non vanno mai sottovalutate ! Cri vs soufflé storia di un rapporto davvero complicato... Domani faccio il soufflé e fin qui niente di strano....lo sapevo...lo volevo fare per l'MTC...ma la giornata inizia con il piede sbagliato...si perchè volevo riguardarmi la puntata di Accademia Montersino, giusto per ripassare un po’ e il DVD non vuole saperne di funzionare..tric e troc ...un po’ di gridolini isterici e finalmente riparte! Visione molto rilassante ed istruttiva come sempre...allora forse ce la faccio!!! Dlin dlonnnn...il campanello...no ma io no aspetto nessuno non a quest’ora! Falso allarme ...era il postino! Si riparte...inizio a preparare il tutto per fare la salsa...a proprosito era la cosa che mi spaventava di più !!! Non uso le salse , non mi piacciono … non riesco ad apprezzarle e poi non è che dovessi fare una salsa qualsiasi doveva essere una vera sauce velouté , con tanto di roux e fondo vegetale… Allora mi rileggo il post di Fabiana, e si è lei l’artefice di tutto sto casino ...hihi… scherzo! Pronta per fare il mio fondo vegetale … dlin dlonnnn…questa volta la mamma! Ecco, chi mi conosce sa che con mia mamma presente non posso cucinare perchè un continuo...non stancarti ...e perchè lo prepari...ma non potevi fare una pasta...questo si che è un bel problema...va bene mi siedo due chiacchere e intanto la testa è li con il fondo vegetale… "Mamma scusa ma devo proprio preparare una cosetta veloce"...che in realtà proprio veloce non è ...ovviamente finisce “a schifio”..ma pazienza mi farò perdonare...adesso tocca a noi due si parte! Amo i souflé , non li faccio molto spesso, ma ne ho preparati sopratutto alle verdure...l’idea del formaggio però mi attirava e così dopo un po’di tentennamenti la scelta è caduta su un abbinamento che ha me piace molto zucca e scamorza affumicata Quindi ecco il mio soufflé di scamorza affumicata accompagnato da una sauce velouté alla zucca. A profumare il tutto anice stellato e zenzero . L’anice stellato è il frutto di un albero tropicale che ha la caratteristica forma di una stella. Io lo trovo bellissimo! Ha un sapore molto deciso, quindi ne basta pochissimo per insaporire i piatti. Ho deciso di utilizzarlo, assieme allo zenzero per preparare la salsa e devo dire che il risultato mi ha davvero soddisfatto! Se vi va di leggervi qualche informazione a proposito dello zenzero, vi rimando ad un post che ho scritto giusto qualche giorno fa... Alcune note prima di passare la ricetta. Le parti in grassetto sono quelle prese dal post di Fabiana che è la vincitrice della sfida sullo strudel dello scorso mese, e che ha proposto il soufflé come nuova sfida per l’MTChallange del mese di marzo . SOUFFLÉ ALLA SCAMORZA AFFUMICATA CON VELLUTATA DI ZUCCA AL PROFUMO DI ZENZERO E ANICE STELLATO Sauce velouté alla zucca Per il fondo vegetale: Ingredienti 100 g di verdure a mirepoix (è una dadolata di sedano, carota e cipolla di circa 5-6 mm per lato, che talvolta può prevedere un taglio irregolare, io ho usato lo scalogno perchè è più dolce) 200 g di zucca a dadini finocchio Dopo la cottura speziare con : 2 gambi di prezzemolo 1 anice stellato Radice di zenzero fresca 2 grani di pepe nero 500 g di acqua ( nel bimby 200 g ) Preparazione classica: In una casseruola di alluminio con fondo spesso, rosolare delicatamente le verdure con una noce di burro. Coprire con l’acqua raffreddata con il ghiaccio. Lasciare riposare in modo che le verdure rilascino tutti i loro aromi proprio grazie allo shoc termico. Dopo di che portare a bollore. Cuocere al massimo per una 20 di minuti, sono sufficienti per completare il processo di estrazione degli aromi. Verso fine cottura aromatizzare il fondo vegetale con 2 gambi di prezzemolo, l’anice stellato ,una radice di zenzero (ripulita e a fettine) e i due grani di pepe.Il pepe va schiacciato con la lama piatta del coltello prima di essere aggiunto. Lasciare riposare il tutto per una decina di minuti poi filtrare. Estrarre al zucca, separandola dalle altre verdure e ridurla a purea con un passa verdure. Procedimento nel Bimby: Rosolare le verdure con una noce di burro: 5 min 100 °C vel 1 Aggiungere 4/5 cubetti di ghiaccio e 200 g di acqua molto fredda. Dopo 10 minuti cuocere per 15 minuti a 90° C vel 1 Verso fine cottura aggiungendo le spezie. Lasciare riposare per 10 minuti poi separare la zucca da tutto il resto e filtrare il fondo aiutandosi con il cestello Coprire il fondo vegetale con una pellicola. Rendere la zucca a purea: 20 sec vel 7 Per la Salsa Vellutata veloce Ingredienti 15 g di burro 15 g di amido di mais (La maizena rende la salsa più lucida e trasparente , inoltre essendo già il soufflé SENZA GLUTINE ho pensato di fare anche il roux in questo modo!) 200 ml di brodo (vegetale) Procedimento classico: Sciogliere il burro a calore moderato, in una casseruola capiente e aggiungere la maizena. Con l'aiuto di un cucchiaio di legno, mescolare vigorosamente, fino a formare un impasto morbido (roux*). continuare a mescolare fino a quando il roux inizia ad assumere un colore leggermente brunito. Togliere dal fuoco. Aggiungere il brodo caldo, cominciando ad incorporarne due cucchiai: procedere così, fino ad arrivare a un quarto della dose complessiva. Prendere una frusta e gradatamente incorporare il resto del brodo. Mettere la casseruola sul fornello, a fiamma media e far sobbollire per 15-20 minuti. Mescolare spesso con la frusta, per evitare che la salsa si attacchi al forno. Se la salsa dovesse diventare troppo spessa, aggiungere un po' di brodo. ( dal post di Alessandra ) Procedimento nel Bimby: Inserire nel boccale tutti gli ingredienti e cuocere per 8 min a 90° C vel 4 Al termine aggiungere la zucca ridotta a purea e mescolare. Mettere da parte Calcolare 20/30 g di salsa per ogni pozione , una cucchiaiata. *La parola roux è francese e significa rossiccio. In campo gastronomico si riferisce a un composto di burro e farina fatto colorire per più o meno tempo a seconda delle necessità. Infatti si distingue in roux bianco (cotto brevemente), roux biondo (cotto un po’ di più), roux bruno (cotto a lungo). La coloritura si controlla a occhio, non si possono indicare tempi precisi. I roux servono per rendere più densa una minestra o per legare meglio la salsa di una pietanza. In entrambi i casi il cibo acquista più sapore. I Fondi in genere sono brodi di carne, di pesce o vegetale e si uniscono ai roux per ottenere varie salse. Per ottenere un composto senza grumi, se il roux è caldo versate il brodo freddo; se il roux è freddo, aggiungete il brodo caldo. La ricetta che ha scelto Fabiana porta la firma dello chef stellato Cyril Lignac, Per il soufflé alla scamorza affumicata: Ingredienti 300 ml di panna fresca 3 cucchiai da minestra di maizena 30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi 6 uova medie 220 g di scamorza affumicata noce moscata, sale, pepe Parmigiano reggiano grattugiato a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi, circa 3 cucchiai Procedimento con il Bimby: Scaldare il forno a 200°C (io sempre 20 gradi in più di quelli indicati per la cottura, poi abbasso dopo aver infornato, alla temperatura corretta!) Tritare la scamorza: 20 sec vel 6 Tritare il parmiggiano : 20 sec vel 6 Mettere da parte. Sciacquare il boccale asciugare. Inserire nel boccale tutti gli ingredienti per la salsa besciamella: panna, burro, farina , noce moscata e sale Cuocere: 8 min a 90 °C vel 4 Al termine impostare la velocità 4 senza temperatura e aggiungere dal foro del coperchio i tuorli, uno alla volta dopodiché aggiungere la scamorza e mantenere a vel 4 mentre a parte si montano gli albumi. Poi procedere come sotto. Procedimento classico : (di Fabiana) -Innanzi tutto scaldare il forno a 200° -Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi o lo stampo che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale! -Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita. -Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!! -Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente -Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco. -Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre. -Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa. -Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare. -Rompere le uova tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani. -Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo. -Sbriciolare lo zola piccante( o l'erborinato prescelto), unire alla massa e mescolare. -Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e mescolare bene. -L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi. Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato:(( Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni:)))) Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano( faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura. -Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant;)))) -La massa deve risultare ben omogenea. -Versare negli stampi ( o nello stampo) arrivando solo ai 2/3 della loro altezza. -Lisciare delicatamente la superficie con la spatola. Intermezzo -C'è chi sostiene che sia opportuno passare la lama di un coltello tutt'intorno agli stampi per fare in modo che il soufflé cresca dritto. -C'è addirittura chi sostiene d'aprire il forno dopo 3/4 minuti per eseguire questa operazione in rapidità. -E c'è pure chi suggerisce una cottura bagno maria al forno passando dai 200° iniziali ai 180° dopo 10 minuti. Ma noi seguiamo la scuola classica e quindi proseguiamo decidendo di: -Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico. -In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie. L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido e soffice come una nuvola. -Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare. - A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna. -Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio....tempo di accorgersene e sarà già passata;)) A conclusione che scrivere ancora? Che l'MTC è una vera scuola di cucina virtuale...che ogni volta per preparare il piatto richiesto si deve studiare ,ci si deve misurare con nuove preparazioni ma anche su vecchie pietanze rivedendo le modalità di esecuzione... Insomma ogni mese un passo in più ! Grazie a tutte coloro che dedicano il loro tempo ad organizzare queste sfide davvero avvincenti! E poi il soufflé era fantastico ! Una nuvola , leggero soffice si scioglieva in bocca ...di sicuro riproporrò altre versioni seguendo le regole indicate da Alessandra per l’MTC...un solo appunto ancora per quanto riguarda le dosi ! Con questa quantità a me sono usciti 8 souflé in coccottine di 6 cm e 1 grande in una coccotte da 25 cm . Insomma è una bella dose di quelli piccoli secondo me ne escono anche una ventina. Con q uesta ricetta partecipo alla sfida di marzo dell' MTChallange. Il soufflé è la sfida proposta da Fabiana del blog TAGLI E INTAGLI Qui trovate tutte le ricette degli sfidanti e qui tutte le sfide precedenti! Dato che io mi sono innamorata anche di questi disegni ve li propongo , questo è il soufflé visto dalla Robi Qui trovate tutti i visti dalla Robi! Con questa ricetta partecipo al 100 % Gluten Free (Fri)Day Questa raccolta di ricette senza glutine è sempre attiva (le ricette sono tutte ben catalogate in fondo al post dell'evento ) In questa preparazione ho utilizzato Tappeto da forno SILCOPAT 7

Fonte: lericettedelbimbyemoltealtre.blogspot.it

Questo che vi propongo oggi non è un vero Kebab, ma è ugualmente buono e fresco, da poter consumare come finger food oppure durante una cena a base di carne, magari insieme al tradizionale barbeque. Ingredienti: per 4 persone per il pane arabo 1 Kg. di farina 180 w 200 g. di burro in pomata 500 g. di acqua a temperatura ambiente 16 g. di backing (lievito per dolci) per la salsa tzatziki 500 g. di yogurt greco 1 cetriolo 1 spicchio d'aglio q.b. di sale 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva 1 cucchiaio di aceto per il kebab pane arabo 800 gr. di lonza di maiale aromi per arrosti sale olio extravergine di oliva 2 o 3 pomodori grandi qualche foglia di insalata salsa tzatziki Procedimento Lavate e grattugiate il cetriolo con tutta la buccia e l'aglio, privato dell'anima centrale, quindi mettetelo in un colino a sgocciolare per un paio d'ore, per far si che perda la parte liquida. Intanto preparate l'impasto per il pane mettendo in planetaria (potete farlo anche a mano) la farina setacciata insieme al lievito per dolci; azionate la macchina e aggiungete l'acqua a filo, per idratare bene la farina; mescolate per alcuni minuti e per ultimo unite il burro morbido in piccole quantità, pian piano, facendolo assorbire del tutto. Avvolgete l'impasto nella pellicola per alimenti e fatelo riposare per poterlo meglio lavorare in seguito. Riprendete il cetriolo ed eliminate l'acqua di vegetazione che ha perso, quindi unite il sale, l'olio, l'aceto e mescolate; per ultimo unite lo yogurt e miscelate bene il tutto fino ad ottenere una crema. Mettete in frigorifero fino al momento di utilizzarla. Riprendete l'impasto del pane formate delle palline e stendetelo molto sottile, quindi cuocetelo da entrambi i lati in una padella antiaderente ben calda, giusto il tempo che risulti asciutto (deve essere una cottura molto veloce, altrimenti rischiate di bruciarlo). Tagliate la carne a striscioline, i cosiddetti straccetti, e passateli in padella con un filo d'olio, insaporendoli con gli aromi per gli arrosti e aggiustando di sale, giusto il tempo di saldare la carne, quindi togliete dal fuoco e tenete da parte. Riprendete il pane arabo, stendete sulla superficie due o tre cucchiai di salsa tzatziki, mettete qualche foglia di insalata ben lavata e asciugata, alcune fette di pomodori, anch'essi puliti e asciutti, ( io non avevo, l'insalata e ho messo solo dei pomodorini tipo Pachino rossi e molto sodi), un poco di straccetti di carne e ricoprite con la salsa, quindi piegate e arrotolate su se stesso il pane. Procedete così anche per gli altri kebab. Servite con qualche pomodoro e un poco d'insalata.

Fonte: nonsolodelizie.blogspot.it

Questa insalata variopinta e saporita l'ho servita domenica, come antipasto, durante il pranzo all'aperto. E' stato un entrée gradito per i gusti particolari e per i colori vivaci. Le fragole, come anche le pesche, in estate le uso come ingrediente di insalate, soprattutto con il songino, un tipo di verdura che mi piace non solo visivamente ma anche per il sapore delicato e leggermente aromatico. Questi abbinamenti li trovo azzeccati, i gusti si sposano bene e la frutta regala acqua e sali minerali ad un piatto già salutare di suo, rendendolo ideale nella stagione calda. L'elemento croccante è stata una prova bella e buona (detto a posteriori...all'inizio non ci credevo molto...) Ho preparato delle lingue di gatto con la ricetta classica sostituendo allo zucchero il parmigiano, naturalmente con dosi ridotte. Il tutto è stato condito con il classico French dressing, utilizzando però un aceto di mele maturato in barrique, a mio parere eccezionale. Ora passiamo velocemente alla ricetta il tempo per l' MT Challenge sta per scadere, non rpima di aver ringraziato Leo per la proposta! Ingredienti songino fragole salmone affumicato a fette robiola French dressing : 2 cucchiai di olio evo 1 cucchiaio di senape di Digione 1 cucchiaio di aceto di mele maturato in barrique sale e pepe Lingue di gatto salate (per 20 lingue sottili) 50g di burro a pomata 50g di farina 1 albume d'uovo 20g di parmigiano grattugiato 1 pizzico di sale Preparare le Lingue di gatto: Montare il burro con le fruste aggiungendo a poco a poco la farina, aggiustare di sale e inserire il formaggio. A questo punto incorporare 1 albume non montato, mescolare bene fino ad ottenere un composto ben liscio. Inserire il tutto in un sac a poche e formare delle strisce o anche dei bastoncini (come ho fatto io) su carta forno. Cuocere in forno già caldo per 7 minuti a 180°C. French dressing: Sciogliere il sale nell'aceto di mele. Miscelare l'olio con la senape e successivamente unire l'aceto salato e il pepe. Mondare e lavare accuratamente il songino, cercando di lasciare intatti i cespi, asciugare delicatamente con carta assorbente. Lavare e mondare le fragole togliendo il picciolo e dividendole in due parti o più parti, se di grosse dimensioni. Posizionare un poco di robiola sulle fette di salmone e arrotolarle formando un cannolo ripieno. Assemblare mettendo nel piatto il songino, a formare una specie di montagnetta, su cui verranno posizionati i cannoli di salmone alla robiola e cosparso di fragole. Disporre le lingue di gatto al parmigiano a raggiera. Condire con abbondanti gocce di French dressing. Servire subito. Con questa ricetta partecipo all' MTC di Giugno

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Dite che dopo le feste e questo "letargo" invernale sia giunto il momento di ritrovare la forma fisica? Io direi di si, ma con questa ricetta distruggo i vostri buoni propositi...e anche i miei! :P Ma ogni tanto ce lo dovremmo pur concedere uno sfizio, no? ;) Consiglio: se volete gustare la crema come dolce al cucchiaio vi consiglio di farne mezza dose, altrimenti vanno bene queste dosi per farcire una torta (ne avanza pure!). Ingredienti 500 gr di mascarpone 120 gr di zucchero 6 tuorli 3 albumi 1/2 dl di rum cacao amaro Lavorate il mascarpone con le fruste fino a renderlo a pomata. In una ciotola lavorate i tuoi con lo zucchero sino ad ottenere una crema spumosa e aggiungete il rum. Unite il composto di tuorli e zucchero al mascarpone e mescolate omogeneamente. Incorporate poi gli albumi montati a neve fermissima. Mescolate per bene fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Versate la crema in alcune ciotoline e tenetele in frigo. Al momento di servire, spolverizzate con del cacao amaro. ... E adesso vado in palestra con zero sensi di colpa!:P

Fonte: cook-zone.blogspot.it

Prima di tuffarmi in cucina e preparare queste delizie, ho curiosato un po' tra le notizie, per capire perché questi bignè sono così famosi e buoni a tal punto da mantenere in vita una caffetteria da molti anni. Non voglio annoiarvi, ma non sono andata nel New Orleans per mangiare i bignè del Cafè du Monde , quindi non conosco il sapore, ho solo visto le foto, avranno qualcosa di speciale!!! Molti si sono cimentati, come me del resto, nel preparare in un modo casalingo i bignè fritti francesi , ognuno ha la sua ricetta, sinceramente mi sembravano tutti la copia dei nostri bomboloni fritti italiani. Sono convinta che, la ricetta originale del Cafe du Monde non la possiede nessuno. Il termine francese bignè sta per polpetta, quindi sinonimo di consistenza soffice, ben strutturata, deliziosa e non troppo grande, come una polpetta! L'impasto è semplice, va creato solo con gli albumi e non l'uovo intero. La scelta dell'albume ha un motivo, soprattutto per quanto riguarda gli impasti senza glutine. L'albume ricco d'acqua, proteine, gonfia e rende leggerissimo l'impasto, quindi una buona e leggera polpetta adatta per un lungo caffè. Ma ora, grembiule e farina impastiamo senza glutine !! Ingredienti per il lievitino • 100 g di acqua calda non bollente • 1 cucchiaino di lievito secco per impasti salati senza glutine • 1 cucchiaino di sciroppo di riso • 80 g di farina senza glutine Biaglut per il pane Ingredienti per l'impasto principale • Tutto il lievito maturo • 350 g di farina senza glutine (200 g Schar per il pane, 150 g Biaglut per il pane) • 100 g di latte caldo intero • 79 g di albume • 35 g di zucchero semolato • La polpa di 1 bacca di vaniglia • 50 g di burro a pomata Lurpak classico • Un pizzico di sale • Olio di arachidi per friggere quanto basta • Pentola in alluminio stretta e alta • zucchero a velo senza glutine quanto basta Come preparare il lievitino 1. Sciogli in acqua calda il lievito e lo sciroppo di riso. 2. Aggiungi la farina setacciata, mescola bene, sigilla con la pellicola, lascia raddoppiare il suo volume. Come preparare l'impasto principale 1. In una planetaria vera il latte caldo e il lievito maturo, sciogli bene il tutto usando il gancio k. 2. Quando il lievito è stato ben sciolto con il latte, aggiungi tutto assieme: La farina setacciata, l'albume, lo zucchero, il burro, la vaniglia e il sale. Impasta per 15 minuti. 3. Terminato l'impasto, sigilla il contenitore e lascia raddoppiare il suo volume. 4. Dopo la lievitazione, porta l'impasto a riposare in frigo per 1 ora. 5. Trascorsa l'ora di riposo in frigo, porta l'olio a temperatura, fai la prova con uno stecchino, se forma le bollicine costanti l'olio è pronto. 6. Mentre l'olio scalda, spolvera bene la farina su una spianatoia, versa l'impasto, spolvera bene la farina sull'impasto non si deve attaccare al mattarello, con pochi gesti, stendi l'impasto come un rettangolo alto più di mezzo centimetro, taglia i pezzi di pasta. 7. Quando l'olio sarà pronto, friggi non più di due pezzi alla volta, girandoli spesso nell'olio. 8. Friggi tutto l'impasto, fallo ben scolare dal suo olio di frittura su carta paglia, quando saranno ben asciutti, spolvera lo zucchero a velo abbondantemente e generosamente. ©Libera Ferrandino 2016

Fonte: fonduephoto.blogspot.it

E siamo giunti anche questo mese al giorno 20, sembrava che l'inverno non finisse più e invece domani è già primavera, ma oggi non è solo l'ultimo giorno dell'inverno, è anche il giorno dell'appuntamento con L'Italia nel piatto , la nostra rubrica di cucina regionale. Visto che esattamente fra un mese sarà il giorno di pasqua abbiamo pensato di proporre ricette con le uova, uno dei simboli di questa festività! e così il titolo di oggi è: Le uova nel paniere!!! Non sapevo cosa proporre, niente mi sembrava abbastanza tipico, poi con l'aiuto del Cucchiaio d'Argento (ho un'edizione del 1953, regalo di nozze di mia madre), ho scoperto questo Budino di uova ghiacciato. Subito mi sono ricordata della ricetta della una mia vicina di casa, amica di mia nonna che lo preparava spesso e mi era capitato di assaggiarlo più volte. Così ho scartabellato nelle ricette della nonna ed ecco uscire il Cacio Bavarese (così lo chiamava lei), mai avrei pensato fosse tipico e invece .... Ecco la scoperta ... è un dolce freddo tipico di Parma, anzi della bassa Parmense; pare che la ricetta sia presente nel libro "La cucina delle belle famiglie parmigiane" e spesso viene chiamato Budino del Vescovo; pare inoltre che sia stato il dolce preferito da Giuseppe Verdi. A questo punto non avevo più dubbi, questo era il piatto giusto per l'appuntamento regionale. Ho utilizzato le dosi della mia vicina, una sicurezza, utilizzando però il Pan di Spagna invece che i pavesini (mi è sembrata una sua interpretazione); era possibile usare anche i savoiardi, ma mi sembravano troppo spessi per questo uso. E' un dolce freddo delizioso, forse un po' pesante da digerire, ma che vale la pena di assaggiare, le dosi di servizio sono molto ridotte ( una fettina di un paio di cm di spessore, non di più!). Ora passo alla ricetta perchè so che a questo punto siete curiosi di conoscerla, non è vero? Cacio Bavarese - Budino del Vescovo - Budino di uova ghiacciato Ingredienti (per 12 persone) 6 uova medie 100g di zucchero a velo 70g di burro a pomata 1 cucchiaio di rum 2 cucchiai di cacao amaro 1 bacca di vaniglia pan di spagna ( homemade ) alchermes Panna montata per decorare Rassodare le uova, di solito metto le uova mantenute a temperatura ambiente in acqua e metto sul fuoco, quando inizia a sobbollire imposto il timer a 10 minuti, poi raffreddo sotto acqua fredda corrente. Montare il burro con lo zucchero, aggiungere i tuorli dopo averli passati al setaccio (io ho unito tutto assieme mescolando molto bene in modo da rendere omogenea la crema, ma come ho descritto prima è la procedura più corretta). Tagliare la bacca di vaniglia, estrarre i semini con la lama del coltello e unire al composto. Foderare uno stampo da plumcake (10cm x 23cm) con pellicola per alimenti (così ci aiuterà a sformarlo quando è pronto per essere servito), tagliare il pan di spagna in tante fettine sottili (2-3 mm), passarle nell'alchermes e foderare lo stampo disponendole in modo ordinato una vicino all'altra, sia sul fondo sia lateralmente. Versare la metà della crema, lisciare la superficie, appoggiare un'altro stato di pan di spagna imbevuto nell'alchermes. Aggiungere alla crema il cacao amaro, mescolare con cura. Mettere anche la crema al cacao, e tagliare a livello il pan di spagna che sporge e sigillare il dolce con altro pan di spagna imbevuto nell'alchermes. Posizionare in freezer per 2 ore o in frigo per una notte. Togliere dal frigo 10 minuti prima di servirlo, sformarlo e decorarlo con panna montata. Ed ora che ne dite se andiamo a curiosare nelle altre cucine d'Italia? Vediamo un po' che proposte a base di uova troviamo in vista della Santa Pasqua... Valle d'Aosta: Frittata alla savoiarda del blog Cinzia ai fornelli Piemonte: Insalata del venerdì di magro del blog La Casa di Artù Trentino Alto Adige: Frittata allo speck del blog A fiamma dolce Veneto: Frittata di radicchio del blog Le tenerezze di Ely Emilia Romagna: Budino di uova ghiacciato o cacio bavarese del blog Zibaldone Culinario Liguria: Scorsonaea in fracassà del blog Un'arbanella di basilico Marche: Il pancotto alla marchigiana del blog La creatività e i suoi colori Umbria: Frittata al tartufo del blog 2 Amiche in cucina Molise: Coratella cacio e uova del blog La cucina di Mamma Loredana Campania: Uova in purgatorio del blog I sapori del mediterraneo Puglia: Frittata di cicorie del blog Breakfast da Donaflor Sardegna: Frittata con piselli al forno del blog Arte in cucina Come avrete notato mancano delle regioni e quindi proprio per questo abbiamo indetto un contest al fine di riuscire a trovare un rappresentante per ogni regione mancante. Partiremo con la Lombardia e la Calabria, se siete interessati andate a leggere come si partecipa ( qui o qui ). Con questa ricetta partecipo al contest di Kiara Ricette Regionali

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Diffusa oltre che a Capri, soprattutto nella Penisola Sorrentina e nella Costiera Amalfitana, la caprese pare essere un'involontaria creazione risalente agli anni venti del secolo scorso. "La scrittrice sorrentina Cecilia Coppola ne racconta la storia nel suo libro 'Zeppole, struffoli e chiffon rosso': il cuoco Carmine di Fiore dimenticò di mettere la farina in una torta di mandorle che stava preparando per tre malavitosi americani giunti a Capri per acquistare una partita di ghette per Al Capone. Il risultato fu così buono che i tre americani ne pretesero la ricetta e Di Fiore, battezzatala caprese, inizio a produrre la torta con regolarità, avendo in poco tempo grande successo e molti proseliti" (da L'Italia dei dolci" di Slow Food Editore). Come tutte le ricette che si perdono nelle pieghe del tempo, risalire a quella del suo ideatore è impresa destinata al fallimento. In compenso non si contano i tentativi di imitarne l'originale. Quel che è incontrovertibile è che, pur nella sua semplicità, è tra le migliori torte al cioccolato che mano di pasticcere abbia mai creato. E' un dolce che cresce molto poco in cottura e resta di consistenza tendenzialmente compatta. Sulla superficie si presenta croccante ma all'interno è estremamente scioglievole. Con un sapore molto carico di cioccolato. In una parola: irresistibile. Senza farina, quindi perfetta anche per i celiaci, e con le mandorle. E con tanto cioccolato fondente nell'impasto. Nel tentativo di riprodurne l'originale, vagando quà e là nella rete, ho scovato questa ricetta di torta caprese che mi ha convinto da subito per il dosaggio degli ingredienti ma alla quale ho apportato alcune modifiche nel procedimento. Per una tortiera da 26 cm di diametro 250 g di mandorle 250 g di cioccolato (io extrafondente al 70 %) 6 uova intere medie (da 50 g l'una) 200 g di zucchero semolato 200 g di burro Galbani un pizzico di sale Tirare per tempo fuori dal frigorifero le uova ed il burro in modo che raggiungano la temperatura ambientale. Tritare finemente le mandorle con un cutter, senza privarle della pellicina, facendo molta attenzione a non surriscaldarle, diversamente fuoriesce la parte oleosa. In alternativa si può usare la farina di mandorle, ma il risultato non sarà lo stesso perché ne perderà il sapore ed il profumo (la farina di mandorle si deteriora con più velocità della mandorla intera, tanto più se è privata della pellicina che svolge funzione protettiva). Fondere preferibilmente a bagno maria - o al micronde a bassa potenza, diversamente si rischia di bruciarlo - il cioccolato fondente precedentemente sminuzzato e poi lasciarlo intiepidire. Io ho volutamente utilizzato un cioccolato con un'alta percentuale di cacao perché volevo una torta con un buon punto di amaro. In una terrina, unire il burro, precedentemente reso a "pomata" (deve risultare spalmabile e cremoso) al cioccolato e poi i tuorli (i tuorli devono essere utilizzati a temperatura ambientale perché se fossero freddi da frigorifero, a contatto con il cioccolato lo indurirebbero) e la farina di mandorle e mescolare a mano con una spatola quel tanto che serve ad amalgamare gli ingredienti. A parte montare i sei albumi con tutto lo zucchero. Ho scelto di montare gli albumi con lo zucchero, anziché da soli, per ottenere una consistenza più cremosa che facilita la successiva operazione di amalgama al resto dell'impasto. Se gli albumi vengono montanti da soli, c'è troppa differenza di consistenza tra i due composti e gli albumi tendono a smontare quando vengono uniti all'altro composto. Versare su una tortiera imburrata e spolverata con il cacao amaro e cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per 40-45 minuti. Non va cotta troppo: deve restare umida all'interno. Togliere dalla teglia solo quando si è completamente raffreddata.

Fonte: coccoledidolcezza.blogspot.it

So che nel web ci sono molte amiche puriste che detestano il Bimby, perché toglie il piacere di cucinare. E in effetti affidare ad una macchina il mescolare, curare, assaggiare un piatto può privare delle emozioni che la cucina offre. Ma ci sono momenti in cui l'alternativa non è tra cucinare un piatto con tutti i crismi o cucinarlo grazie ad un congegno, ma tra affidarsi ad un congegno per stampare un pranzo o una cena e chiamare uno speedy pizza o una rosticceria. Ecco, talvolta il Bimby è davvero per me un'ancora di salvezza. Questa settimana e quella prima, ad esempio, io sono entrata a scuola alle 9 e ne sono uscita, tra laboratori di Natale, corso per il Primo Soccorso e formazione professionale, alle 19 praticamente tutti i giorni Ci mettiamo i tempi tecnici di spostamento, 1 ora di ginnastica posturale (altrimenti a movimentare bambini che ormai pesano dai 15 ai 20 chili voglio vedere come faccio!) e ci rendiamo conto che lo spazio per manicaretti mantecati difficilmente si trova. Ed ecco che il Bimby diviene una risorsa a cui è difficile rinunciare. Ma eccoci alla ricetta: Viola ama la crema di zucca, anch'essa nel pacco del G.A.S. (ancora per poco, credo), di quelle che praticamente si mangiano con la forchetta. Gli altri della famiglia preferiscono le minestre più liquide. N oi lo facciamo con 500 grammi di zucca, due porri e 2 litri di acqua. Viola frulla quasi tutta la zucca e i porri e si fa la sua pomata (perché la consistenza è quella), io conservo l'acqua di cottura e quel poco che Viola ha lasciato e aggiungo la dose di liquido che ricrea una consistenza accettabile. Ebbene, la scorsa settimana, stante la dose di impegni sopra descritta, proprio quell'acqua di zucca era praticamente l'unico ingrediente che mi era rimasto in frigo. Una minestrina d'acqua insaporita era improponibile, come cena per quattro persone, ne converrete... Ed ecco il colpo di genio: un risotto all'aroma di zucca! Ingredienti 350 grammi di riso (ribe parboiled Penny- la Penny non ci dà una lira, ma è quello migliore finora trovato per fare il risotto col Bimby) 40 grammi di olio evo 2 cipolle piccole 100 grammi di vino bianco secco 800 grammi di brodo di zucca molto molto liquido 1 dado da brodo (noi 1 cucchiaio colmo di dado bimby) 20 grammi di burro 30 grammi di parmigiano grattugiato 50 grammi di parmigiano in scaglie e erba cipollina per guarnire Preparazione Tritate nel boccale del Bimby le cipolle 3 secondi a velocità 5. Mettete a bollire il brodo di zucca. Aggiungete alle cipolle nel boccale del Bimby l'olio e soffriggete per 3 minuti a 100° per 3 minuti a velocità 1 più antiorario. Unite il riso e il vino e tostate senza misurino per 3 minuti a 100° velocità 1 più antiorario. Aggiungete il brodo di zucca bollente in cui avrete scelto il dado. Cuocete senza misurino per 13 minuti a 100° velocità 1 più antiorario. Assaggiate; se il riso fosse ancora crudo per i vostri gusti cuocete altri 2, 3 minuti. Anche se vi sembra troppo crudo, non commettete l'errore di avviare per più di 3 minuti alla volta, per evitare scherzi di cottura. Unite il burro e il parmigiano e fate girare ancora 1 minuto, senza calore, a velocità 1 più antiorario. A cottura ultimata, resterà piuttosto liquido. Potrete servire il risotto all'onda, oppure dosare l'umidità prelevando il riso con una schiumarola. A me piace il riso asciutto e così ho seguito il metodo due, dandogli forma con un ring. Condite poi con scaglie di parmigiano ed erba cipollina, sia la versione all'onda che al ring. p.s: niente vieta che si possa fare questo risotto anche senza bimby, e dunque, sapete meglio di me i passaggi. Basterà, dopo aver soffritto le cipolle in una padella abbastanza ampia, far tostare il riso e sfumarlo prima con il vino e poi con il brodo, aggiunto una ramaiolata alla volta. E mantecare, mantecare, mantecare...

Fonte: cecieviola.blogspot.it

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