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Di ricette di Paoletta (Anice e Cannella) e di Adriano Continisio (profumo di lievito) ne ho postate già diverse, no, perchè se qualcuno non l'avesse ancora capito, per me sono dei miti. Paoletta e Adriano girano l'Italia portando, nelle strutture che li ospitano, corsi sulla panificazione dolce e salata. Secondo il mio modestissimo parere sono i migliori, e lo dimostra anche il fatto che quando si eseguono correttamente le loro ricette il risultato è eccellente. Mica la solita pizza e i soliti fichi. Desiderate fare un babà? volete gestire correttamente la pasta madre? vi va di sapere come effettuare in maniera precisa un taglio su una forma di pane prima di metterlo in forno? E che ce vo'! o si leggono i loro blog o si va ai loro corsi. I corsi di una giornata, in linea di massima, iniziano intorno alle 10 e finiscono, se tutto va bene, dopo 12 ore. Si avete letto bene, dodici ore, almeno. Perchè così tanto? semplice, i tempi di lievitazione quando si utilizza il lievito madre sono biblici. Comunque fra un passaggio e l'altro se proprio c'è un attimo di pausa non si spreca tempo, Adriano nel mentre, ti spiega di tutto e di più. Che tipo il nostro Adriano, un orso con il cuore di panna. Sembra severo? no, non lo sembra, lo è. :-) Ma che ci importa se ci fa rifare il taglio sulla pagnotta mille volte finché non è perfetto? ma che ci importa se ci fa pulire la ciotola con la spatola finché non c'è traccia di impasto?, perché se no c'è squilibrio negli ingredienti. :-( l'ultimo grammo di residuo d'impasto L'importante è che lui non sappia che io, a casa, le ciotole le lascio talmente piene di residui che se di brioche ne sono previste 12 si e no ne ricavo una decina. :-D Ma lui questo non dovrà mai saperlo..... Mentre Adriano spiega intanto pensi, oddio ma come ho fatto fin'ora? La temperatura nel cuore del lievito madre prima di rinfrescarlo? ossantamadonna..... e chi l'ha mai fatto. Nei rinfreschi mai cambiare il tipo di farina se non si traumatizzano i micro organismi. I batteri lattici del mio lievito naturale? quanto prima, li dovrò mandare in analisi, altro che traumi. Sappiate però che quando "lui" spiega, gli orizzonti non si aprono: si spalancano E' un grande! spennelare la pagnotta dalla farina in eccesso così si tiene il rasoio dispiace mangiarlo tanto è bello da vedere che alveolatura Questo è il pane da me realizzato al corso. Sentite il profumo? Paoletta che ci aiuta con i kranz Paoletta invece? Paoletta è una fatina del bosco, lei non si sposta fra una planetaria e l'altra, svolazza. Precisa, ordinata, attenta, spennella la farina depositata sugli impasti per il kranz con una delicatezza tale che sembra temi di fargli del male. Sempre garbatamente vigile, ti segue passo passo e riesce perfino a rimediare a quell'impasto che si era incordato precocemente, perchè di cucchiai di farina non ne avevamo aggiunti 12 ma bensì 17. :-( Lei c'è sempre, appena ha un attimo la vedi al pc portatile che interagisce con i fan della sua pagina di facebook. Le richieste di spiegazioni si contano a decine. Lei risponde a tutti. Il suo gruppo su face "Paoletta di anice e cannella" è molto seguito. Periodicamente vi si organizzano le "giornate", per esempio: il babà day, il pangoccioli day, le mini tarte tropezienne day.... Viene postata la ricetta e chi vi partecipa viene seguito ora per ora durante tutta la lavorazione, alla fine della giornata si crea un album con tutte le foto delle preparazioni. Riesce ad unire via web, centinaia di persone in tutta Italia (e forse anche all'estero) con una unica e sola ricetta, carino no? Ancora foto della giornata del corso, questi kranz? Li abbiamo fatti io e Lorenza, belli vero?!!!! Sinceramente non sono semplici da realizzare, ma non mi preoccupo, se mai dovesse sfuggirmi un passaggio o qualcosa non mi è chiara, accendo il pc, vado sulla pagina fan della nostra fatina e.... sono sicura che in brevissimo tempo arriva la soluzione. Paolè, viste le tue origini umbre: se sbaja 'nchi lu preti su l'ardàre e lu contadinu co lu vordarecchje. Ma il burro per i kranz dev'essere danese o bavarese? spatolato o a pomata, le pieghe prima a tre o prima a quattro? oddiooooo nun me ricordo cchiù!!! :-(

Fonte: ilprofumodeitarocchi.blogspot.it

TORTA SOFFICE DI MELE E CANNELLA UN CLASSICO SEMPRE OTTIMO E FACILE DA FARE 200 gr di farina 3 uova intere 150 gr di burro 100 gr di zucchero la scorza di 1 limone 1/2 bustina di lievito in polvere 4 mele renetta cannella 1 pizzico di sale Preparazione Montate il burro a pomata con lo zucchero e la scorza di un limone. Unite le uova intere, una alla volta, non unendo il sucessivo fino a quando il precedente non sia ben amalgamato. Unitela farina, il lievito in polvere e un pizzico di sale. Sbucciate 4 mele renette e tagliatele a fette sottili, bagnatele con il succo del limone e una generosa spolverata di canella. Sistemate le mele a raggiera. Cuocete a fuoco caldo a 170° per 40 minuti circa. Usate una tortiera di silicone o a molla, naturalmente foderata con carta forno.

Fonte: ladolceilaria.blogspot.it

Eccomi!!!Mi devo scusare per l'assenza.....è da un bel pò di giorni che non mi faccio vedere....ma sapete mi sono dovuta mettere in punizione...."niente dolci prima di finire il capitolo della tesi"....si esatto....proprio come con i bambini!!!Il brutto è che all'aumentare dello studio è aumentata anche la voglia di fare-mangiare dolci quindi ho avuto una vera e proprio crisi di astinenza ahahah!Comunque ora il capitolo è stato inviato e ho iniziato a cercare il materiale per il successivo, nel frattempo qualche dolcetto ci sta!Poi fra poco inizierò le prove per i biscotti di Natale.....quindi,preparatevi anche voi a mille tipi di biscotti nei prossimi giorni! Intanto,ispirata da diversi Contest culinari oggi vi propongo una panna cotta (quanto è buona fatta in casa!!!) un pò europea,un pò esotica! Infatti questa semplice panna cotta alla vaniglia poggia su un disco di pasta sablèe alle mandorle (pasta tipica francese) ed è accompagnata da una salsa al Mango!Insomma, una veste un pò diversa dal solito e anche raffinata....non trovate??? Dosi per circa 8 porzioni Per la PANNA COTTA 500 ml di panna fresca 150 ml di latte 125 gr di zucchero 8 gr di colla di pesce i semini di 1/2 baccello di vaniglia Prima di tutto mettete a mollo la colla di pesce in acqua fredda. Mettete in un pentolino la panna e il latte con i semini della vaniglia, aggiungete anche lo zucchero e fate cuocere a fuoco basso per circa 10 min. (non deve bollire). Appena la panna arriva a bollore toglietela dal fuoco, strizzate la colla di pesce e immergetela nella panna e mescolate bene. Versate la panna cotta negli stampini fate intiepidire e mettete in frigo (almeno per 6 ore, io l'ho tenuta tutta la notte!). Per la PASTA SABLEE alle mandorle (ricetta presa dal Blog "B per biscotto") 120 g burro a pomata un pizzico di sale fino 50 g zucchero a velo 50 g tpt (Tanto per tanto: metà farina di mandorle, metà zucchero a velo e quindi 25g di mandorle e 25g di zucchero a velo tritati insieme finemente) 1 uovo 200g farina (preparatene però altra nel caso in cui l'impasto sia troppo morbido e altra ancora per spolverizzare il piano da lavoro) Mescolate il burro, che deve essere a temperatura ambiente e molto morbido, con una spatola o un cucchiaio di legno e lavoratelo fino a renderlo cremoso. Aggiungete il sale fino, lo zucchero a velo, il tpt finché il composto non è omogeneo infine unite l'uovo e la farina setacciata un pò per volta, senza lavorare e scaldare troppo l'impasto. Trasferite l'impasto su un piano infarinato e lavorate l'impasto fino a renderlo omogeneo e ad ottenere una palla compatta. Appiattite leggermente la palla di impasto con le mani, ricopritela con pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per almeno due ore. Riprendete la pasta e stendetela a uno spessore di circa mezzo cm, ritagliate dei cerchi leggermente più grandi della grandezza dello stampino della panna cotta e metteteli su una teglia ricoperta di carta forno. Infornate a 180 ° per circa 13-15 min. Per la SALSA AL MANGO 1 mango 3 cucchiai di zucchero Frullate la polpa del mango con lo zucchero.....niente di più semplice! Per il montaggio del dolce, sformate la panna cotta e adagiatela su un disco di pasta sablèe, con un cucchiaino mettete un pò di salsa al mango sulla panna cotta e decorate con qualche fettina di mandorla. Con questa ricetta partecipo al Contest di Simo's Cooking "I dolci al cucchiaio " nella categoria monoporzione; al Contest di Vaty "Contaminazioni" e al Contest sulla "panna cotta"di Cucinando e assaggiando . Ringrazio le blogger per aver organizzato questi bellissimi Contest!!!

Fonte: diariodiunaspirantepasticcera.blogspot.it

Con il Gruppo di Paoletta di Anice e Cannella abbiamo fatto recentemente tutti insieme, anche se virtualmente, il Pandoro con la ricetta di Adriano . Alla fine abbiamo confrontati i risultati postando le foto dei nostri lavori. Si tratta di un pandoro senza sfogliatura, veloce e facile da fare anche per i principianti. E' una ricetta senz'altro da rifare anche se io preferisco come consistenza il pandoro sfogliato che, come ben sapete, produco in casa ormai da anni. Con la ricetta proposta si potevano fare: 1 pandoro da 1 kg e uno da 500 gr oppure 2 pandoro da 750 gr. Io ho preferito dimezzare la dose e fare un solo pandoro da 750 gr, usare lievito di birra disidratato anziché lievito fresco e ridurre la quantità di uova. Il risultato è stato comunque buono.... Ingredienti (per un pandoro da 750 gr): La farina utilizzata è una farina panettone W380 del Molino Bertolo . Farina 320 gr, zucchero 125 gr, burro 130 gr, panna 75 gr, acqua 95 gr, 2 tuorli + 1 uovo, cioccolato bianco 40 gr, lievito di birra disidratato 2,5 gr (oppure 8 gr di fresco), sale 5,5 gr, miele di acacia 1 cucchiaino, 1 stecca di vaniglia . Procedimento: Sera: fare un poolish con 75 gr di acqua, 40 gr di farina, 1 gr di lievito disidratato, la raschiatura di 1/4 di stecca di vaniglia. Mettere in frigo, in un contenitore ermetico, a 5° per 12 ore. Al mattino: tirare fuori dal frigo il poolish. Preparare una biga: sciogliere 1,5 gr di lievito disidratato ed il miele in 20 gr di acqua tiepida, unire 40 gr di farina ed un tuorlo. Coprire e far raddoppiare (un'ora circa). Mettere i due lieviti nella ciotola dell'impastatrice, aggiungere 75 gr di farina e iniziare a lavorare, con la foglia, portando a velocità 2, incordare. Aggiungere 15 gr di zucchero e lavorare. Rallentare a velocità 1 inserire un tuorlo con 20 gr di zucchero, incordare. Sostituire la foglia con il gancio, rivoltare l'impasto nella ciotola, avviare e serrare l'incordatura. Impasto incordato: è un impasto che ha l'aspetto del chewingum, è elastico e se lo tiri non si spezza (Beh, tutto ha un limite!). Serrare l'incordatura: renderla forte. A velocità 1,5 inserire 40 gr di burro a pomata e lavorare finché l'impasto diventa elastico. Coprire la ciotola con carta pellicola e far lievitare, a 26°, fino al raddoppio. Preparare un'emulsione mettendo in un bagnomaria tiepido 40 gr di burro, 25 gr di panna, il cioccolato e la raschiatura di 1/4 di stecca di vaniglia. Mettere nella ciotola i 50 gr di panna rimanenti, l'albume dell'uovo intero, 110 gr di farina e avviare la foglia incordando a velocità 2. Rallentare, inserire il tuorlo e incordare. Aggiungere il sale, i 90 gr di zucchero e la farina rimasta (55 gr), continuare a lavorare finché l'impasto sarà ben incordato. A questo punto aggiungere, a cucchiaiate, l'emulsione tiepida fermandoci di tanto in tanto per serrare l'incordatura. Montare il gancio, inserire il burro rimanente (50 gr a temperatura ambiente) e lavorando a velocità 1,5 aggiungere la raschiatura della mezza bacca di vaniglia. Lavorare l'impasto finchè sarà liscio e lucido. Fare riposare per mezz'ora poi dare le pieghe di secondo tipo (prendere un lembo della pasta, stenderlo leggermente e portarlo al centro. Prendere l'angolo che si è formato a destra, stenderlo e portarlo al centro. Continuare così finendo il giro). Dopo 15 minuti avvolgere stretto e mettere nello stampo imburrato (se avete uno stampo antiaderente non serve imburrare), coprire con pellicola e far lievitare a 26° finché raggiunge il bordo. Sarà pronto da infornare quando guardando di traverso si vede la cupola fuoriuscire dallo stampo. Infornare a 180° per i primi 8 minuti, ossia finchè lievita, poi ridurre a 170° e continuare la cottura per circa 30 minuti. Prima di sfornare è meglio controllare la cottura infilzando il pandoro verso il cuore con uno stecchino (che dovrà uscire asciutto) o con una sonda (la temperatura interna dovrà essere di 96°). Attendere il raffreddamento prima di sformare. Cospargere di zucchero a velo. 

Fonte: cioccolatoalpeperoncino.blogspot.it

Questo e' un altro utilizzo della pasta di riporto avanzata, o, per chi la usa, della pasta madre. S ono grissini dalla consistenza leggera e piuttosto friabili , ma attenzione: possono provocare dipendenza ... Per circa una teglia di grissini. Ingredienti : 150 gr di pasta di riporto (meglio se rinfrescata la sera prima) 120 gr farina (1/3 fumetto di mais, ossia finissima e il resto farina 0 ) 50-60 gr circa di acqua 50 gr di burro morbido ma non in pomata 1 cucchiaio di olio EVO + quello per spennellare l'impasto 1 cucchiaino di sale fino Sale grosso da spolverizzare con un macina pepe, q.b. Preparazione : Spezziamo la pasta di riporto ( la p.m.) nel vaso della planetaria e sciogliamola con l'acqua, frusta k velocita' 1-1,5 per 4-5 minuti. Aggiungiamo la farina , quindi il sale e il burro in piccoli fiocchi. Per ultimo l'olio . L'impasto rimane morbido ma non appiccicoso. Stendiamo l'impasto in un panetto rettangolare il piu' regolare possibile, di altezza 1 cm e un lato di circa 15 cm (l'altro lato non l'ho misurato, ma verra' di conseguenza). Spennelliamo un foglio di carta forno con olio EVO e spolverizziamo con farina di mais del tipo finissimo e sale macinato ( se non l'abbiamo possiamo usare la semola ), adagiamo il panetto e spennelliamo la superficie del panetto con olio EVO. Spolveriamo bene con la farina e infine con il sale (che evitera' alla superficie di seccarsi)' quindi disponiamo in una teglia a bordi alti, che ricopriremo con pellicola. In questo modo la pellicola non sara' a contatto con il panetto, che potra' lievitare liberamente. Lasciamo lievitare quasi al raddoppio ( e qui i tempi dipendono da diversi fattori, primo di tutti la temperatura, ma anche la vivacita' della pasta di riporto/madre, etc). Quando vediamo che il panetto si e' gonfiato, prepariamo i grissini: tagliamo una fettina lungo il lato da 15 e tiriamo i bordi con le dita . La pasta si allunghera' facilmente e, cercando di non spezzarli, facciamo arrivare la lunghezza fino alla dimensione della nostra teglia forno. Dopo aver fatto i primi vedremo quale dovra' essere lo spessore ideale per tagliare la fettina di impasto. Accorgimenti : Se si spezza un grissino non cerchiamo di recuperarlo attaccandolo ad altri pezzetti, ne perderebbe in friabilita'. Inforniamo a 220 gradi per una decina di minuti o finche' sono belli dorati .

Fonte: forchettaecucchiaino.blogspot.it

Cercavo un'idea per Halloween che fosse qualcosa di "diverso" ,girovagando nel web ho visto questo post e mi sono ricordata delle brioche allo yogurt di Adriano ,che mi riproponevo di fare da parecchio tempo, e dei loro coreografici tagli. Ho pensato allora di impastarle subito e di provarle in due versioni, quelle originali e queste zucchette vuote o farcite di marmellata di albicocche. La ricetta presa dal blog "Profumo di lievito" Ingredienti: 500 g di farina W 300, in alternativa metà manitoba commerciale e metà farina 0 per pizza 100 g di latte 150 g di yogurt magro 2 uova + un tuorlo 100 g di zucchero 60 g di burro fuso (per me a pomata morbidissima) 1 cucchiaio di miele 12 g di lievito fresco 7 g di sale 2 cucchiai di rum ( per me uno di rum e uno di estratto di vaniglia) scorza grattugiata di un limone Fare un poolish sciogliendo il lievito nel latte con un cucchiaino di miele, 90 g di farina e la scorza di mezzo limone e aspettare finchè non è bello gonfio . Nel frattempo unire allo yogurt la scorza grattugiata dell'altro mezzo limone. Nella planetaria con la foglia mettere il poolish e mescolare, unire le due uova e il tuorlo e metà dello zucchero e tanta farina quanta ne serve per ottenere un impasto che sia abbastanza denso da incordare con la foglia. Una volta incordato unire a un terzo dello yogurt, un terzo dello zucchero rimasto ed un terzo della farina, incordare ancora. Proseguire così fino ad esaurimento degli ingredienti, insieme all'ultimo terzo di zucchero unire anche il sale e il cucchiaino di miele rimasto. Quando l'impasto è incordato unire il burro in tre volte capovolgendo ogni volta l'impasto. Per ultimo unire il cucchiaio di rum. Continuare ad impastare fino a che tutto l'impasto non si aggrappa alla foglia e lascia pulita la ciotola. A questo punto montare il gancio e impastare ancora un pochino, capovolgendo l'impasto un paio di volte finché non risulta liscio ed elastico e non fa il velo (allargando, con le mani bagnate, un pezzo piccolo di impasto si assottiglia moltissimo fino a formare un velo). Lasciare raddoppiare l'impasto nella ciotola coperta. Capovolgere su un piano abbastanza infarinato e fare le pieghe di tipo due . Prendere un lembo di impasto e portarlo al centro, prendere l'angolo che si è formato e portarlo al centro fino a che non si è compiuto un giro completo. Capovolgere e coprire a campana, lasciar riposare 15 minuti. Spezzare dei pezzi di impasto di 40 gr e procedere alla formatura. Ho fatto le palline come illustrato in questo video. (Per quelle farcite: dopo quindici minuti le ho capovolte, schiacciate con le mani e farcite con mezzo cucchiaino di marmellata. Ho chiuso la pallina e sigillato strizzando con le mani. Le ho messe sulla teglia con la chiusura sotto.) Metterle in teglia ben distanziate e pennellarle con l'albume rimasto e lasciar lievitare fino al raddoppio. Spennellarle ancora con l'albume e fare i tagli con le forbici. (Per fare le zucchette ho fatto piccoli tagli uno dopo l'altro. Per quelle ripiene ho fatto i tagli meno profondi per paura che uscisse la marmellata. Ho infilato al cento mezzo gheriglio di noce.) Infornare a 170 gradi fino a coloritura. All'uscita dal forno, ancora calde pennellare con gelatina di albicocche (per me marmellata di albicocche diluita con un pochino di acqua e scaldata al microonde) Queste le zucchette farcite con i tagli meno profondi: E di seguito le brioche classiche.... Sono delle brioche profumatissime e morbidissime. Si possono conservare chiuse in un sacchetto di plastica alcuni giorni o surgelare L'idea delle zucchette è molto carina anche come panini al latte o all'olio. Ho tagliato le zucchette vuote e le ho farcite con la nutella.... carine anche così.

Fonte: cartolinedallamiacucina.blogspot.it

La pasta frolla... chi non conosce questa ricetta ormai universale, credo che di varianti ne esistano all'infinito, ma io sono una persona che quando trovo la ricetta giusta, quella che mi piace e conforme alle mie esigenze, beh non la lascio più! da quando mia figlia Sara mi ha fatto assaggiare questa, non l'ho più lasciata...premetto che Sara frequenta la scuola Alberghiera, è al secondo anno e l'anno scorso le venne la voglia di preparare dei biscottini...fece questa ricetta insegnatele a scuola, Sabatino rimase deliziato e stupito non solo per la bontà ma anche perché l'esecutrice era Sara ahahahah!era incredulo anzi credo che ancora oggi non crede che lei abbia fatto dei biscotti ahahahaha... Beh diciamolo ho una figlia che odia letteralmente stare in cucina, e chissà quel giorno quale vena ispiratrice la colpì ehehehe!purtroppo persi la ricetta, mia figlia non solo non se la ricordava più ma l'aveva persa pure Lei e così per quasi un'anno continuavo a supplicarla di chiedere ai suoi professori di farsela dare, ma ahimè se avessi chiesto un miracolo a Padre Pio sarei stata sicuramente esaudita :) tutto questo fino a ieri, quando Rosalba una mia carissima amica nonché una grande cuoca, sempre disponibile e pronta a dare ottimi consigli, anche lei ha un meraviglioso blog di cucina e si chiama MIELE E VANIGLIA, mi ha iniziato a parlare di pasta frolla ecc...beh mi è venuta la voglia di fare dei biscotti nonostante abbia la casa invasa da pandori e panettoni e allora come fare??? idea!ho chiesto la ricetta ad un compagno di scuola di mia figlia, Guglielmo, un carissimo ragazzo a cui voglio un mondo di bene e che vorrei tanto avere come genero, ma evidentemente cupido sarà in pensione per non lanciare la sua freccia sigh! se non fosse stato per questo ragazzo, il quale mi ha inviato la ricetta tramite sms, sarei ancora oggi a supplicare invano mia figlia Sara! e ora per paura di riperderla voglio condividerla con voi, sperando che voi la proviate e mi date la vostra opinione. Guglielmo GRAZIE MILLE! INGREDIENTI: - 500 g di farina 00 ideale per biscotti - 250 g di burro morbido non fuso o strutto - 250 g di zucchero (se decideste di volerli decorare con la royal icing o con il run out, mi raccomando riducete la quantità di zucchero, per evitare biscotti eccessivamente dolci!) - 100 g di uova (equivalgono a 2 uova medie, secondo i professori si possono anche omettere in quanto hanno solo una funzione legante, secondo me, rendono l'impasto più friabile) - aroma naturale (vaniglia, limone o arancio grattugiato, ecc...) - sale un pizzico PROCEDIMENTO: PRIMA TECNICA: (VEDI AGGIORNAMENTO) Prendete lo zucchero semolato, ponetelo in un robot o nel bimby e riducetelo in polvere... Pesate tutti gli ingredienti, ponete i solidi in una ciotola abbastanza capiente, ( la colorazione brunastra è l'aroma di arancio in polvere auto prodotto), mettete il burro ammorbidito a pomata o lo strutto nella planetaria e con il gancio a foglia, fate andare fino a ridurlo in crema, aggiungetevi a questo punto lo zucchero a velo, fate amalgamare bene il tutto, aggiungetevi le uova con un pizzico di sale continuate ad amalgamare, quando le uova si saranno ben incorporati, solo a questo punto aggiungetevi tutto in un colpo la farina con l'aroma, inizialmente sembra di avere un impasto duro e mi raccomando non fatevi venire la tentazione di aggiungervi liquidi, ma continuate in modo veloce a impastare... otterrete un impasto morbido e asciutto, chiudetelo in un sacchetto da freezer e ponetelo a riposare nella parte bassa del frigorifero per almeno 30 minuti, sarebbe meglio anche per tutta la notte, io per questioni di tempo l'ho lasciato giusto 10 minuti. Tiratela fuori dal frigo, e sulla spianatoia spolverizzata con poca farina, stendete con un mattarello la pasta frolla, come potrete notare non avete bisogno di farvi aiutare dalla carta forno, e usatela secondo le vostre esigenze....io ho fatto dei biscotti ed una torta di mele... I tempi di cottura sono: forno ventilato a 160°C per 20 minuti, oppure forno statico 180°C, io faccio cuocere prima nella parte bassa del forno e poi giusto pochi minuti nella parte alta per colorire.Mi raccomando i tempi possono variare da forno a forno di solito ci vogliono da un minimo di 15 min. a un max. di 25'. Eccoli sfornati e spolverizzati di zucchero a velo...per la torta vi posterò presto il link... GUGLIELMO QUESTI LI DEDICO A TE! AGGIORNAMENTI: Credo che un singolo post non sarebbe sufficiente per parlare della pasta frolla, ci sono infinite ricette e sistemi per poterla fare (tra cui ricordate il famoso sistema 1-2-3-1, cioè 100 g di zucchero, 200 g di burro, 300 g di farina e 1 uovo) ma io ho scelto questa di mia figlia... Ho eseguito la ricetta del mio post anche con una seconda tecnica, quella che tutti conosciamo, e cioè sbriciolando nella farina il burro e aggiungendovi poi le uova e lo zucchero semolato, impastare il tutto velocemente, poi formare una palla e porre a riposare in frigo, sinceramente con questo sistema, ho percepito dei piccoli grumi di zucchero in bocca e non mi piace. .. Personalmente preferisco adottare la prima tecnica, quella descritta nel mio post, in primis perchè, riducendo lo zucchero semolato in zucchero a velo, non sento più quei grumi in bocca, secundis, evito di doverla maneggiare troppo.. . Un'altra cosa che ho imparato è il riposo in frigo, è molto importante...più riposa e più diventa friabile...per questo quando la preparo la metto in frigorifero almeno per una notte. Un'altra cosa da non sottovalutare è come intenderete usare la pasta frolla, se per esempio, scegliete di fare dei biscotti destinati ad essere decorati con delle tecniche come P.E. la royal icing o il run out, allora vi suggerisco di ridurre la quantità di zucchero nell'impasto, è un consiglio del tutto personale, questo, per evitare che i vostri biscotti meravigliosamente decorati, risulteranno essere eccessivamente dolci (parlo per esperienza personale) oppure optate per una pasta frolla al cacao, che esalterà anche le vostre decorazioni! Altra cosa e non meno importante è la cottura, appena fatti, i biscotti sono meravigliosamente friabili, e croccanti, ma il giorno dopo potrebbero non risultare così friabili come il giorno prima, nonostante una conservazione eccezionale, beh ho fatto diverse ricerche in merito, ma non credo che si possa rimediare a questo, alcuni pasticceri dicono di passare del burro fuso in superficie, chi afferma di mettere del latte in polvere nell'impasto, sinceramente non ho provato nulla in proposito, se voi conoscete un modo non esitate a scriverlo!

Fonte: lapassionedicigno.blogspot.it

Ho adottato questo nuovo metodo per fare la pasta frolla: utilizzo la Macchina del Pane.... Questo strumento lo uso spesso, ma che più che per fare il pane, per impastare: sia le paste lievitate con il programma da 1,30 ora che per le paste frolle o le paste all'uovo (programma 15 minuti). Nel caso della frolla si può utilizzare anche il bimby o un classico mixer. Ingredienti 400g di farina debole 200g di zucchero a velo 200g di burro a pomata 1 uovo intero 3 tuorli un pizzico di sale 1 bacca di vaniglia un cucchiaio di latte Impastare la farina con il burro a pomata, il sale e lo zucchero nell'impastatrice per almeno 5 minuti per avere l'effetto sabbiato. Aggiungere i liquidi (uova, tuorli e latte)e i semi di vaniglia, raccolti precedentemente in una scodella, e interrompere il programma nel momento in cui tutto risulta amalgamato. Avvolgere in carta forno e raffreddare per almeno 1 ora in frigorifero.

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Queste tortine, così piccole da stare dentro una "tazza", sono veramente piccoli lussi per il palato. Ormai famosissime, deliziose sia nell'aspetto che nel sapore, suscitano interessi nel campo della pasticceria e persino anche in quello della moda. Moda e cupcakes cosa li unisce? L'amore per le forme sinuose, per l'aspetto estetico curato, così piccoli e preziosi, quasi come un gioiello che completa un bel vestito, così un cupcake può rendere unico un pomeriggio passato con le amiche. Girovagando nel web ho trovato questo sito di moda e vendita online: Stylight ,dove vi consiglio di fare un giretto ci sono cose fantastiche, e ci sono anche i cupcakes. Stylight ha creato una Cupcake Cityguide quindi, se passeggiando in alcune bellissime città come Bari, Firenze, Milano... all'improvviso vi venisse voglia di una pausa dolce e peccaminosa, consultate pure la guida e potrete così gustare il vostro cupcake preferito. In attesa di andare in queste meravigliose pasticcerie vi dò la ricetta dei miei cupcakes Cupcakes al cioccolato bianco e lamponi Riscaldate il forno a 180° e preparate la teglia disponendo i pirottini. Ingredienti: per 12 tortine: (io come pirottini ho usato delle cialde per gelato) 185 gr. di burro pomata 170 gr. di zucchero semolato fine 1 cucchiaino di estratto di vaniglia 3 uova intere 125 gr. di farina autolievitante 30 gr. di farina 00 125 gr. di latte 100 gr. di cioccolato bianco spezzettato 150 gr. di lamponi Per decorare panna e lamponi. Procedimento: Mescolare con le fruste elettriche lo zucchero con il burro e la vaniglia, sino ad ottenere un composto soffice e cremoso. Unire le uova uno alla volta, sbattendo bene prima di unire il successivo. Setacciare le farine e inserirle nell'impasto alternandole al latte e al cioccolato. Distribuire un cucchiaio del composto nei pirottini o cialde, poi mettiamo 2-3 lamponi e copriamo con il resto dell'impasto, riempiendo circa i 3/4 del pirottino. (Lasciate qualche lampone per la decorazione). Infornare per circa 20-25 min., comunque controllate sempre la cottura con lo stecchino. Lasciamoli raffreddare completamente sopra ad una griglia. Una volta freddi non ci resta che guarnirli con un ciuffetto di panna e un goloso lampone.

Fonte: ingredienteperduto.blogspot.it

Lo scorso fine settimana eravamo invitati a cena a casa di amici e abbiamo portato questo dolcetto. E' opera di mio marito, e comunque il supporto morale è stato mio...e non è cosa da poco! Vi posto la ricetta, può sembrare elaborata, ma in realtà è solo un poco laboriosa, ne vale la pena, però! Ingredienti Per la frolla baci di dama: 150g zucchero di canna 240g zucchero semolato 150g nocciole tostate 240g mandorle con buccia 420g farina debole 380g burro 30g tuorlo d'uovo Per la crema 450g panna montata 50g liquore al maraschino 300g crema pasticcera 6g colla di pesce Per decorare 150g zucchero semolato 50g acqua 80g riso soffiato Amarene Fabbri a piacere Preparare la frolla : tritare le mandorle con le nocciole (meglio se precedentemente congelate per evitare formazione di olio) in un cutter. Unire gli zuccheri al burro in pomata, poi le farine e il tuorlo. Mescolare finché il composto risulterà omogeneo.Far raffreddare in frigo almeno 1 ora. Preparare due dischi di frolla alle nocciole/mandorle dello stesso diametro utilizzando una tortiera, 24cm di diametro, foderata con carta forno (uno servirà per il fondo uno da mettere a metà) e cuocerli in forno a 160°C per 15 minuti uno alla volta. Fare raffreddare i dischi e rifilarli dello diametro della tortiera dato che nella cottura si saranno allargati leggermente. Preparare la crema :in una ciotola prendere un cucchiaio di crema pasticcera e unirvi la colla di pesce già ammollata e ben strizzata. Mettere la ciotola nel microonde a scaldare leggermente il tutto, per sciogliere la colla di pesce. Togliere dal microonde la ciotola e mescolare il composto finché avrà inglobato la colla di pesce. Aggiungere il composto della ciotola alla rimanente crema pasticcera e aggiungere anche il maraschino. Mescolare bene la crema pasticcera, crema pasticcera con colla di pesce e maraschino. Aggiungere la crema pasticcera ottenuta alla panna montata mescolando dal basso verso l'alto ( si sprigionerò un delizioso profumo di maraschino). Assemblaggio :mettere il primo disco sul fondo della tortiera. Aggiungere la chantilly al maraschino. Inserire delle (tante per i golosi!) amarene Fabbri con disposizione casuale. Mettere il secondo disco. Aggiungervi sopra la rimanente crema chantilly e lisciare bene la superficie. Mettere in congelatore Quando sarà ben congelata, spalmare sopra la torta un leggero strato di crema pasticcera che avrà la funzione di colla. Preparare il riso soffiato caramellato : scaldare il riso soffiato al microonde finché risulterà ben caldo al tatto. Mettere l'acqua e poi lo zucchero in una padella larga , scaldare fino a 119°C continuando a mescolare con un cucchiaio di legno per evitare che lo zucchero caramelli in un punto. Raggiunti in 119° circa aggiungere il riso soffiato ben caldo tutto in un colpo. Mescolare fino a ottenere una bella sabbiatura superficiale. Man mano che passa il tempo acquisirà sempre più il colore del caramello (senza esagerare altrimenti diventa amaro). E' sufficiente un colore appena ambrato. Togliere dalla padella e stendere su una carta da forno per evitare che si appiccichi formando una palla. Decorare:aggiungere il riso soffiato caramellato con disposizione casuale e altre amarene per richiamare quelle all'interno! La torta si conserva in freezer, ma togliere 2 ore prima della consumazione. Consiglio: Quando farete la crema pasticcera fatene un po' di più dei 300 g della ricetta. Vi servirà come collante sulla superficie della torta e per provare a fare delle crepes attorcigliate da sovrapporre per abbellire il vostro capolavoro. Per preparare le crepes attorcigliate : stendere un sottile strato di crema pasticcera su un pezzetto di carta forno (è importate che lo spessore sia il più possibile uniforme). Mettere nel microonde per circa 1 minuto e mezzo, staccare dalla carta forno con un tarocchino e arricciare la crepes su se stessa. Disporla sulla sommità della torta. Con questa ricetta partecipo al contest del blog " sorelle in pentola "

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Non lasciatevi turbare dal nome altisonante del titolo è che non potevo chiamare il mio soufflé, soufflé di paraculini, il nome volgare di questi cefalopodi, dalle mie parti. Presa dal panico di attirami visite inopportune, equivocando il tema del post, ho chiesto aiuto alla signora del mare che, con la grazia che solitamente la contraddistingue, mi ha suggerito questo nome. Grazie Cristina mi hai salvato. L’avevo detto nell’altro post, quasi quasi ne faccio un altro. Dire che ci ho preso gusto è poco, mi piace un sacco l’idea di stupire amici a cena con un soufflè caldo e gonfio (anche se per poco) per antipasto…presto lo farò. Questa versione è scaturita dal mio alter ego marino, perché se ho dato questo nome al blog è perché mi rispecchia molto. L’anima è di bosco ma la mia realtà ora è di mare perciò, come una sola persona con due anime, dovevo dare il mio contributo “sabbioso”. Ho lasciato fare al caso, mi sono presentato dal fido pescivendolo Claudio e ho visto subito questi moscardini piccolissimi “Signora gliene faccio un chilo?” “Claudio costano un occhio della testa e poi sai che devi pulirmeli tu” “Ok 3 etti le bastano”…”vedi che ora si ragiona? E mi raccomando lasciamene alcuni interi” “ Ma che gli fa le foto e poi le mette nel computer?” Mi conoscono proprio tutti ormai! Il miele di spiaggia è una novità per me, alla quale non ho saputo resistere, è un miele millefiori da piante tipiche retrodunali molto particolare e dal sapore deciso. Viene prodotto in Versilia insieme al miele di macchia, altra specialità che presto dovrò assaggiare. Per 4 pax monoporzione servono: Per il soufflé: Novellame di moscardini (paraculini) 300 g (180 puliti e 90 circa cotti) Olive verdi e capperi 20 g Aglio 1 spicchio Peperoncino 1 Olio Cognac (o vino bianco) per sfumare Basilico 1 foglia o basilico in polvere Panna fresca150 ml Maizena 1 1/2 cucchiai da minestra Burro 15 g di + quanto basta per ungere gli stampi Uova 3 medie Sale Pepe Farina di mais per gli stampini Per la salsa Fondo di cottura 150 ml Miele di spiaggia 1 cucchiaino Agaranta 1 cucchiaino Pulire i paraculini privandoli dei visceri, lavarli sotto acqua corrente. Scaldare l’olio in padella e soffriggere l’aglio e il peperoncino, toglierli e aggiungere i piccoli moscardini. Sfumare con il cognac. Aggiungere le olive, i capperi e il basilico. Lasciar cuocere 3 minuti e spegnere il fuoco. Passare tutto al colino per raccogliere il fondo di cottura. Rimettere sul fuoco e aggiungere un cucchiaino di miele di spiaggia e un cucchiaino di agaranta. Togliere dal fuoco e mettere da parte. Tritare al mixer i moscardini con capperi e olive, raccogliere tutto e pesare. Il totale deve essere 110 g se non viene raggiunto questo peso aggiungere qualche oliva e cappero. Innanzi tutto scaldare il forno a 200° C Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi o lo stampo che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi. Questo è un passaggio assolutamente fondamentale! Con lo stesso criterio spargere la farina di mais negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita. Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!! Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente. Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco. Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre. Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa. Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare. Rompere le uova tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani. Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo. Unire alla massa i moscardini tritati al mixer . Salare, pepare, e mescolare bene. L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi. Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato. Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni. Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant. La massa deve risultare ben omogenea. Versare negli stampi (o nello stampo) arrivando solo ai 2/3 della loro altezza. Lisciare delicatamente la superficie con la spatola. Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico. In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie. L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido e soffice come una nuvola. Accompagnare con il fondo . Per la cottura si possono utilizzare tutti i tipi di contenitori, purchè ovviamente resistenti al calore, tazzine, cocottes, bicchierini, vasetti. Con questa ricetta partecipo alla sfida di marzo 2014 dell' MTC. e al Gluten Free (Fri)day

Fonte: ilboscodialici.blogspot.it

Allora, a dire la verità la Tarte Tatin non mi ha mai entusiasmato molto. Tutte quelle mele messe così, che sembrano buttate a caso, mollate senza troppo impegno su una tortiera e poi ricoperte da una lenzuolata di pasta, in verità non mi hanno mai ispirato granché. Oltretutto così spesse, così grossolane, tagliate a quarti, per quanto rivestite da uno strato di caramello e uno di pasta frolla, non hanno mai davvero trovato una vera sintonia con il mio palato e con il mio gusto: la mia impressione è sempre stata quella di mangiarmi una semplice mela cotta insieme a un po' di pasta, niente di più. Che poi, per carità, buona la mela cotta ma ...ecco, un dolce è un'altra cosa. Ebbene, allora devo dire che questa Tarte Tatin di Philippe Conticini è davvero un'altra cosa. E' una torta, una coccola, un dolce vero, con tutta la bontà, la dolcezza e il godimento che un vero dolce deve saper regalare: d'altronde, mica vogliamo ingrassare così, senza motivo, senza godere appieno delle gioie del palato? Conticini - Dio ce l'abbia in gloria - bisogna dire che è davvero un genio della pasticceria. Anche lui, come me (ebbene sì, mi piace pensare di essere accomunata a mr Conticini da un gran palato) deve aver notato che quelle mele così, buttate a quarti o cmq o spicchi grossi e spessi (così dice la ricetta originale) non sono proprio il massimo per un dolce. E così, lui, le mette a fettine sottilissime, praticamente un velo, tagliate con la mandolina. In questo modo l'effetto mela cotta si attenua di tantissimo, e fa avvicinare questa torta a mio parere sopravvalutata a un vero dolce come Dio comanda. E' da precisare però che le mele tagliate a fettine sottilissime non sono l'unica cosa che rende questo dolce speciale; infatti, quello che lo rende davvero unico è lo sciroppo. Uno sciroppo così buono, così particolare, così ...unico che ve lo mangereste a cucchiaiate o a mestolate, così, nudo e crudo. Uno sciroppo complicato, fatto con ingredienti particolari, ricercati, da pasticciere - e francese, per giunta - e non reperibili in nessun negozio fisico se non faticosamente online? Macché! Gli ingredienti e la preparazione di questo nettare sono così semplici e umili che non credereste che possano dar luogo a una tale squisitezza. Ma Conticini sa il fatto suo, e con un po' di zucchero, succo di limone, burro e fior di sale sapientemente dosati ha creato questa magia. E tra tutti gli ingredienti, quello che dà la spinta a questo sciroppo è il fior di sale. Davvero, un ingrediente capace di tramutare un semplice sciroppo di limone nell'ottava meraviglia del mondo. E di trasformare una banale Tarte Tatin in un vero e appagantissimo dolce, per il quale vale davvero la pena di ingrassare. Note: sotto riporto la ricetta di Conticini. Ma se volete vedere il genio all'opera, guardate il suo video su Facebook : c'è solo da imparare! TARTE TATIN DI PHILIPPE CONTICINI Per 4 stampini da crostata da circa 10 cm di diametro e 3 cm di altezza (oppure per una tortiera di 20 cm di diametro) Per il caramello: 100 gr zucchero 10 gr di acqua Fate scaldare acqua e zucchero in u pentolino a fiamma moderata senza mescolare, girando solo eventualmente il pentolino di tanto in tanto, fino all’ottenimento di un caramello biondo. Versare 15 gr di caramello sul fondo di 4 stampi da crostata antiaderente di 10 cm di diametro, a cui avrete foderato il fondo con della carta forno ritagliata di misura; questo servirà a sformare meglio il dolce. Per lo sciroppo Tatin 100 gr di acqua 100 gr di zuchero 100 gr di burro chiarificato 50 gr succo di limone la polpa di mezza bacca di vaniglia (o un cucchiaino e mezzo di estratto naturale) 4 gr di fior di sale Fate scaldare tutti gli ingredienti in un pentolino. Tenete da parte, e al momento dell’utilizzo, mixate il tutto per qualche secondo con un frullatore a immersione per affinare la struttura. Per la pasta sablée (ma può anche essere utilizzata pasta sfoglia, frolla o cosa si preferisce) 70 gr burro 30 gr zucchero 40 gr farina di mandorle 1 tuorlo 65 gr farina 1,5 gr di fior di sale Mettere il burro a pomata, molto morbido, in una terrina, aggiungete lo zucchero a velo e la farina di mandorle. Girare energicamente: il composto dovrà essere molto morbido e cremoso. Aggiungete il tuorlo, la farina e il fior di sale e finite di mescolare con una frusta, per il minor tempo possibile. Mettete l’impasto in una tasca da pasticciere con beccuccio liscio da 14 mm, imburrate e infarinate un cerchio da 20 cm (o una tortiera, o degli stampini singoli), mettetelo su una teglia coperta con carta forno o Silpat ed estrudete quindi l’impasto all’interno dei cerchi (o della tortiera) ad un’altezza di mezzo cm di altezza, non di più. Cuocete a 160-170° per circa 17 minuti, fino a doratura. Togliete il cerchio e fate raffreddare completamente. Per le mele 3-4 mele grandi tipo Golden (hanno più pectina, dice Conticini) Pelate le mele, e con una mandolina affettatele al minimo spessore possibile (1-2 mm), senza romperle. Per il montaggio del dolce Versare 15 gr di caramello sul fondo di 4 stampi da crostata antiaderente di 10 cm di diametro, a cui avrete foderato il fondo con della carta forno ritagliata di misura (questo servirà a sformare meglio il dolce). Al fondo dello stampo, direttamente sul caramello già indurito, fate un primo strato con le più belle fette di mele, disposte a raggiera, abbastanza vicine una all’altra. Fate un secondo strato nella stessa maniera, premendo delicatamente sui bordi e negli angolo dello stampo, poi riempite l’interno dello stampo mettendo 175 gr di fette di mela se utilizzate gli stampini singoli (qui, essendo l’interno, non è più il caso di disporle in bella maniera, ma solo di avere uno strato omogeno di uguale spessore dappertutto). Praticamente, per ogni stampino occorerà circa una mela media. Lasciate da parte solo qualche fettina di mela. A questo punto, versate con un cuccchiaio 20 gr di sciroppo Tatin sulla superficie, mettete le ultime fettine di mela e versate qualche altra goccia di sciroppo con un cucchiaio. Con la punta di un coltello, praticate dei piccoli tagli profondi sulla superficie delle mele, di modo che lo sciroppo possa spandersi all’interno durante la cottura. Infornate a 160°C per 30 minuti più altri 10 minuti a 150°C. Una volta tolta dal forno, ricoprite le mele con un foglio di carta forno e poi, con un peso o con il fondo di un altro stampo, premete delicatamente sulla superficie: questo servirà a dare uniformità al dolce. Quando il dolce è ancora caldo, toglietelo delicatamente dallo stampo, passando eventualmente una spatolina sottile lungo i bordi, e poi rovesciatelo sulla pasta sablée o sfoglia precedentmente cotta e ritagliata della forma dello stampo. Prima di servire, spennellate ancora con lo sciroppo Tatin con l'aiuto di un cucchiaio o di un pennellino. Nota: Conticini consiglia di fare il giorno precedente la base di mele, metterla in frigo per un giorno, di modo che i sapori si assestino, e rovesciarla poi sulla base di pasta il giorno successivo.

Fonte: alcaffedelapaix.blogspot.it

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