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Ingredienti 100 g Burro 4 cu Panna Fresca 80 g Parmigiano 400 g Pasta All'uovo qb Pepe Preparazione Fai sciogliere a bagnomaria in un pentolino 100 g di burro. Sbatti leggermente in una grande ciotola 3-4 cucchiai di panna fresca con 80 g di parmigiano reggiano grattugiato al momento. Lessa 400 g di fettuccine, tagliatelle o pappardelle all'uovo fresche in abbondante acqua bollente salata. Tieni da parte 2-3 cucchiai di acqua di cottura della pasta, scolala e trasferiscila nella ciotola con la crema preparata. Unisci poca acqua di cottura della pasta, il burro fuso e mescola. Distribuisci le fettuccine nei piatti, spolverizza con pepe appena macinato, unisci, a piacere,un cucchiaino di burro in pomata e servi subito. © Riproduzione riservata

Fonte: donnamoderna.com

Quello che mi piace delle sfide dell'MTC è che mi costringono a non essere pigra in cucina, lo scorso mese con il quinto quarto ho utilizzato ingredienti che non mangiavo da tantissimi anni, questo mese ho preparato un dolce di cui ho sempre sentito parlare ma che non ho mai avuto l'occasione di assaggiare, quindi se non ci fosse stata la sfida penso che non mi sarebbe mai venuto in mente di preparare il Babà. Ho preferito realizzare una versione analcolica, in modo che la potessero mangiare anche i miei bambini e ho deciso di aromatizzare la bagna con delle foglie fresche di melissa, di cui abbonda il mio giardino. Anche i limoni e le ciliegie sono quelli delle piante che crescono appena fuori la porta di casa. Ho seguito alla lettera le dettagliate spiegazioni di Antonietta del blog La Trappola Golosa , vincitrice della sfida dello scorso mese, l'unica variante è stato il tipo e la quantità di lievito di birra, ho impiegato quello secco e l'ho leggermente diminuito in quanto prevedevo di lasciare nel frigorifero il lievitino per una notte...purtroppo in questo periodo tra impegni vari non sono riuscita a trovare un'intera giornata in cui poter stare a casa e prepararmi in pace il mio babà, così ho deciso di iniziare a preparare il lievitino la sera prima in modo da terminare nel primo pomeriggio del giorno dopo. Un'altra piccola variante è stata la quantità di latte, ne ho usato un po' di meno perché altrimenti l'impasto sarebbe diventava troppo liquido, penso che ciò sia dovuto al fatto che ho utilizzato del burro fatto da me con della panna fresca (mi serviva il latticello per una torta così ho deciso di prendere due piccioni con una fava), pur avendolo strizzato molto bene, probabilmente era più acquoso di quello che si acquista. Ingredienti per il babà 300 g di farina bio tipo 0 Manitoba 3 uova cat a grandi 100 g di burro 100 g di latte (ne ho usato un po' di meno) 25 g di zucchero 10 g di lievito di birra (ho usato 2 g di lievito di birra secco) ½ cucchiaino di sale fino per la bagna 1 lt di acqua 400 g di zucchero 1 limone 10 foglie di melissa appena colte per la lucidatura 5 cucchiai di confettura di ciliegie acqua qb. per la crema chantilly 250 ml di panna freschissima 40 g di zucchero a velo 1 bacca di vaniglia per la decorazione ciliegie fresche qb foglie di melissa qb Preparazione del babà Per la realizzazione della chantilly, la sera prima ho versato, in una ciotola dai bordi alti, la panna fresca e ho aggiunto i semini della bacca di vaniglia, tagliandola per la lunghezza con un coltellino affilato e raschiandoli con un cucchiaino e riposto in frigorifero. Il lievitino La sera prima in una piccola ciotola ho preparato il lievitino sciogliendo il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Il primo impasto Ho coperto la ciotola con un panno inumidito e lasciato lievitare tutta la notte in frigorifero. La mattina il lievitino era raddoppiato, l'ho lasciato riposare a temperatura ambiente per una mezzora e l'ho versato in una ciotola capiente all'interno della fontana fatta con i restanti 230 g di farina e aggiunto le uova. Ho impastato seguendo pari passo le indicazioni di Antonietta "schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle", già dopo il secondo cucchiaio di latte ho visto che l'impasto tendeva ad essere troppo molle (penso per via del burro fatto in casa) quindi non ne ho più aggiunto, ho continuato ad impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti, ho coperto e fatto lievitare sino al raddoppio. Il secondo impasto A questo punto ho lavorato il burro a pomata, unendo i restanti 20 g di zucchero e il mezzo cucchiaino di sale. Al primo impasto ho aggiunto il composto di burro e zucchero un po' alla volta, facendo assorbire bene prima di aggiungere la cucchiaiata successiva. Ho lavorato per 5 minuti l'impasto e l'ho rovesciato sulla spianatoia lavorandolo energicamente, piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti sino a quando ha iniziato a "staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto". A questo punto ho imburrato uno stampo col foro centrale e vi ho sistemato l'impasto suddiviso in 6 palline seguendo il procedimento indicato "staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline" Dopo aver disposte le palline tutte attorno allo stampo ho sigillato con l’indice gli spazi tra una e l’altra, ho coperto con un telo umido e lasciato lievitare in forno spento con luce accesa fino a triplicare di volume. Una volta pronto l'impasto l'ho tolto dal forno, lasciandolo coperto, ho portato a 220° la temperatura e infornato il babà, abbassando 200°. Dopo 10 minuti il babà ha iniziato a prendere colore, l'ho coperto con un foglio di alluminio e continuato la cottura per altri 15 minuti. A cottura ultimata ho lasciato intiepidire per 15 minuti e capovolto il babà su di un piatto dai bordi alti 5 cm. La bagna Mentre il babà cuoceva nel forno ho fatto la bagna versando l’acqua in una pentola, aggiungendo lo zucchero e la scorza del limone, facendo molta attenzione che non vi fosse attaccata la parte biancha che è amara ed ho fatto sobbollire per una decina di minuti. Ho spento, versato le foglie fresche di melissa e lasciato in infusione per 3/4 minuti, ho filtrato il tutto e lasciato intiepidire. Con un mestolino ho versato la bagna sul babà tiepido e ogni 15 minuti circa ho raccolto lo sciroppo sul fondo del piatto e irrorato nuovamente il babà, questo finché non si è ben inzuppato. Facendo attenzione, perché il babà una volta inzuppato si rompe facilmente, l'ho trasferito su un piatto da portata. La "gelatina" di ciliegie Nel frattempo ho fatto sciogliere della confettura di ciliegie in un pentolino, aggiungendo poca acqua, a fuoco basso, mescolando continuamente, ho spento, filtrato il tutto con un colino a maglie strette e spennellato la superficie del babà in modo da lucidarlo. La crema chantilly A questo punto ho preparato la crema chantilly: ho tolto dal frigorifero la panna con la vaniglia e l'ho filtrata con un telo, l'ho montatela con uno sbattitore, aggiungendo man mano lo zucchero a velo. Per la decorazione del babà, ho versato all'interno del foro le ciliegie con qualche fogliolina di melissa appena colta servendo con la crema chantilly. Con questa ricetta partecipo alla sfida di Maggio dell 'MTC proposta da Antonietta del blog La Trappola Golosa

Fonte: lemiericetteconesenza.blogspot.it

Questo e' un altro utilizzo della pasta di riporto avanzata, o, per chi la usa, della pasta madre. S ono grissini dalla consistenza leggera e piuttosto friabili , ma attenzione: possono provocare dipendenza ... Per circa una teglia di grissini. Ingredienti : 150 gr di pasta di riporto (meglio se rinfrescata la sera prima) 120 gr farina (1/3 fumetto di mais, ossia finissima e il resto farina 0 ) 50-60 gr circa di acqua 50 gr di burro morbido ma non in pomata 1 cucchiaio di olio EVO + quello per spennellare l'impasto 1 cucchiaino di sale fino Sale grosso da spolverizzare con un macina pepe, q.b. Preparazione : Spezziamo la pasta di riporto ( la p.m.) nel vaso della planetaria e sciogliamola con l'acqua, frusta k velocita' 1-1,5 per 4-5 minuti. Aggiungiamo la farina , quindi il sale e il burro in piccoli fiocchi. Per ultimo l'olio . L'impasto rimane morbido ma non appiccicoso. Stendiamo l'impasto in un panetto rettangolare il piu' regolare possibile, di altezza 1 cm e un lato di circa 15 cm (l'altro lato non l'ho misurato, ma verra' di conseguenza). Spennelliamo un foglio di carta forno con olio EVO e spolverizziamo con farina di mais del tipo finissimo e sale macinato ( se non l'abbiamo possiamo usare la semola ), adagiamo il panetto e spennelliamo la superficie del panetto con olio EVO. Spolveriamo bene con la farina e infine con il sale (che evitera' alla superficie di seccarsi)' quindi disponiamo in una teglia a bordi alti, che ricopriremo con pellicola. In questo modo la pellicola non sara' a contatto con il panetto, che potra' lievitare liberamente. Lasciamo lievitare quasi al raddoppio ( e qui i tempi dipendono da diversi fattori, primo di tutti la temperatura, ma anche la vivacita' della pasta di riporto/madre, etc). Quando vediamo che il panetto si e' gonfiato, prepariamo i grissini: tagliamo una fettina lungo il lato da 15 e tiriamo i bordi con le dita . La pasta si allunghera' facilmente e, cercando di non spezzarli, facciamo arrivare la lunghezza fino alla dimensione della nostra teglia forno. Dopo aver fatto i primi vedremo quale dovra' essere lo spessore ideale per tagliare la fettina di impasto. Accorgimenti : Se si spezza un grissino non cerchiamo di recuperarlo attaccandolo ad altri pezzetti, ne perderebbe in friabilita'. Inforniamo a 220 gradi per una decina di minuti o finche' sono belli dorati .

Fonte: forchettaecucchiaino.blogspot.it

Questa bellissime ricetta ho avuto il piacere di vederla eseguita direttamente da Luca Montersino, in uno dei corsi che ha tenuto presso La Corte del Conte a Cerlongo di Goito. Eravamo entrambe iscritte, sia io che mia figlia, ed é stata una bellissima esperienza sia per le ricette proposte sia per l'affabilità del maestro, che per la sua bravura. L'ambiente della Corte del Conte inoltre é da qualche anno una location fantastica per questi corsi e l'atmosfera famigliare che si respira é davvero unica . Ogni volta ti sembra di tornare a casa di amici...Laura e Anna , due sorelle, ti accolgono in modo affabile e cortese e ti mettono subito a tuo agio. É davvero un piacere poterci ritornare ...e non vedo l'ora che arrivi domenica 9 marzo per seguire nuovamente Luca e le sue precise spiegazioni. Piccoli hamburger di pollo (tratti dal libro "Piccola pasticceria salata" di Luca Montersino) Ingredienti per 60 porzioni: Per i panini al latte: 375 g farina 360W 185 g latte intero 50 g uova intere 100 g burro 30 g latte intero in polvere 18 g lievito di birra 15 g zucchero semolato 7 g sale 5 g malto d'orzo 25 g semi di sesamo 25 g semi di papavero Per gli hamburger: 400 g petto di pollo 30 g senape granulare 50 g burro 5 g succo di limone 5 g prezzemolo 200 g uova intere q.b. sale e pepe Per la finitura: 50 g pomodori pachino 30 g insalatina fresca 50 g maionese 40 g senape di Dijon Procedimento Per i panini al latte: Impastare la farina con il gancio insieme al latte, le uova intere, il latte in polvere, il lievito di birra, lo zucchero semolato ed il malto fino a rendere la pasta liscia e ben incordata. Aggiungere il burro in pomata e farlo incorporare completamente prima di aggiungere il sale. Lasciar puntare l'impasto per 10 minuti sul tavolo quindi coprirlo con un nylon e metterlo a raffreddare in frigorifero per almeno 3 ore. Stendere l'impasto allo spessore di 1,5 cm e coppare dei cerchietti di 3 cm di diametro. Mettere sulle teglie rivestite di carta da forno e fate lievitare a 30° C con il 75% di umidità. Lucidare con l'uovo, spolverizzare di semi di sesamo e papavero e poi infornare a 250°C con valvola chiusa. Per gli hamburger: Tritare la carne di pollo, aggiungere il resto degli ingredienti ed amalgamare bene senza utilizzare strumenti elettrici in modo che le uova non leghino eccessivamente con la carne ed il composto resti spatolabile; mettere il composto negli stampi in silicone a savarin, salate in superficie e fate cuocere in forno a 240° C. Farcite i paninetti con gli hamburger, decorare con l'insalatina i pomodori ciliegia, la maionese e la senape di Dijon. Fermate il tutto con stecchini di legno. Procedimento con il Bimby: Per i panini al latte: Inserire nel boccale tutti gli ingredienti tranne il burro, il sale e una piccola parte di latte. Impastare a spiga per un paio di minuti , appena l'impasto inizia a compattarsi aggiungere, dal foro del coperchio, il restante latte , il burro a fiocchi ( poco per volta!) e il sale. Puoi procedere come da ricetta. Per gli Hamburger: Tritare la carne a vel 6 , aggiungere tutti gli altri ingredienti e procedere a spiga per pochi sec (10/20 ) verificare che il composto sia uniforme , altrimenti proseguire per qualche sec ancora. Non esagerare perché come scritto sotto l'albume non deve legare troppo. Coppare i panini di una dimensione inferiore a quella dello stampo della carne Una volta raffreddati chiuderli in un sacchetto da congelatore e conservarli in freezer fino al giorno dell'utilizzo Per questa preparazione ho utilizzato Stampi per mini savarin da 3 cm, LINEA CLASSIC SILIKOMART Alcune mie note per approfondire un po' : La farina utilizzata non deve essere troppo forte , la Manitoba del supermercato solitamente va bene. Il latte in polvere serve per rinforzare, ma se non lo avete disponibile potete ometterlo, nel qual caso usate 15 g in più di farina. Lo zucchero, il malto ( o il miele!) servono come nutrimento per il lievito e per dare colorazione all'impasto. In questo caso c'é anche l'uovo che aiuta a colorare l'impasto. Incordare bene l'impasto e aggiungere il burro morbido a fiocchi poco alla volta, facendo attenzione a non far stracciare o rompere la maglia glutinica. Per ultimo inserire il sale in questo caso non per dare sapidità ma per la lievitazione, infatti il sale è un regolatore che evita che il prodotto parta con la lievitazione troppo velocemente In genere gli impasti senza sale necessitano di pochissimo lievito L'impasto deve risultare morbido, pirlare (arrotondare l'impasto appoggiato su un piano e tenendolo tra le mani) e mettere in un contenitore coperto. Raffreddare in frigorifero per rilassare la pasta e non far partire la lievitazione. (NB: io ho usato il lievito madre per cui a questo punto ho lasciato in frigorifero fino al giorno dopo. Potete farlo anche voi ma nel qual caso non utilizzate più di 5 g di lievito di birra.) Anche il burro aiuterà l'impasto ad indurire in modo che poi potrà essere steso a matterello e coppato per fare i panini tutti uguali. Dopo qualche ora, stendere la pasta con il mattarello , all' altezza di un paio di cm. Coppare in una misura più piccola dell'hamburger : 2,5 cm se carne è di 3 cm. Disporre su carta forno e mettere a lievitare. Coprire con pellicola per non far seccare il prodotto oppure, come ho fatto io, mettere in forno con un bicchiere di acqua bollente che manterrà nell'ambiente l'umidità necessaria. I ritagli compattati vanno messi in frigorifero a ricompattare, poi ripetere l' operazione. Quando saranno ben lievitati pennellare, con tuorlo e panna, e cospargere con semi di sesamo e papavero. Il forno dovrà essere altissimo in modo che cuciano fuori, ma all'interno restino morbidi e non si secchino troppo . Vanno Infornato nella parte centrale. Il pollo va macinato , possibilmente nel tritacarne diversamente lo macinate nel Bimby, come ho fatto io. Travasare in una boule, aggiungere le uova intere, il succo di limone, la senape, prezzemolo tritato , sale , pepe e il burro fuso ( perché essendo pollo rimarrebbe troppo asciutto nel caso si usasse il maiale, il burro non servirebbe). Lavorare con le mani per evitare che l'albume dia troppo consistenza all'impasto . In modo che non si formi la farcitura, e il legame tra uovo e pollo, rimanga sgranato e sia così più semplice da dosare con sac à poche negli stampi. Quelli ideali sono gli stampi per i mini savarin che avranno poi il foro per inserire la maionese o la ketchup, ma si possono usare anche quelli bassi da tartelletta ( tondi e piatti). NB: io ho dosato con un due cucchiaini l'impasto ma ovviamente non sono venuti tutti precisi. Battere sul tavolo per livellare. Salare nuovamente in superficie e pepare. La cottura va fatta in un forno molto alto ( anche 250 eventualmente grill) per ottenere l'effetto scottatura simile a quello della piastra. Pochi minuti. Dopo di che non resta che comporre il tutto. Qual'è la meraviglia di questi mini hamburger ? É che si possono congelare ! Io vi racconto la mia esperienza. A dicembre ho dovuto preparare un buffet per i 18 anni di mia figlia e gli invitati erano parecchi quindi ho pensato di ricorrere a queste preparazioni molto comode per l'occasione. Ho preparato parecchi mignon di pasticceria salata e il giorno stesso non ho fatto altro che comporre e riportare il tutto a temperatura ambiente. Li potete preparare nei ritagli di tempo, anche una preparazione per volta , vi bastano davvero 2 stampini da savarin e il gioco é fatto. Preparati gli hamburger e cotti li congelate in comodi sacchetti pronti all'uso. Stessa cosa per i panini , li conservate nei sacchetti appositi e li tenete in congelatore fino al giorno in cui li volete utilizzare . Non vi resterà che comporli in qualche minuto , passarli in forno ad intiepidire ( ma sono ottimi anche a temperatura ambiente!) e li potrete servire ai vostri ospiti stupefatti!

Fonte: lericettedelbimbyemoltealtre.blogspot.it

Quanto siete fortunati, amici lettori, che potete usufruire delle ricette di grandi chef senza dover stare in cucina a faticare come me! Bugia, mi sto divertendo un mondo. Credo che questa sia una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto, pari forse solo ai soggiorni studio-lavoro all'estero. Ma non sono qui a parlare di me. Oggi vi darò una ricetta di uno chef brillante, intelligente, colto e estremamente preparato. Le ore in cucina sono volate via, scandite da tantissimi piatti di alta ristorazione. Rimane un bellissimo ricordo e una serie di ricette che, previa autorizzazione, pubblicherò con i miei soliti tempi da blogger per passione e mamma di un bimbo attivissimo e tendenzialmente insonne, lavoratrice/studentessa nonché compagna di un uomo disoccupato che comincia ad accusare cenni di crollo psicofisico... Bando alle ciance! Lo chef stellato Luca Marchini ( L'Erba del Re, Modena e a breve un secondo locale, sempre a Modena...), aretino di nascita e modenese di adozione, ci presenta il suo Hamburger Modenese, un ode alla terra che lo ha accolto, con Zampone di Modena IGP e un pane brioche con Pera caramellata dell'Emilia Romagna IGP. Un piatto versione street food che vedo molto bene al mio prossimo buffet. Non spaventatevi della presenza dello zampone: questo panino risulta non solo golosissimo, ma equilibrato grazie anche al contrasto con le due salse "sgrassanti", la salsa di cren (o rafano) e la salsa verde. Delizioso. Abbinateci un bel lambrusco di Modena per elevarvi al divino! Ingredienti per 26 hamburger: per il ripieno: 2 zamponi IGP di Modena salsa verde salsa cren Prepariamo le due salse (Attenzione: non sono le dosi dello chef! se non vi soddisferanno, prendetevela con me!); per semplificare il lavoro, ovviamente potrete preparare le salse con alcuni giorni di anticipo, opportunamente conservate in frigo. Per la salsa verde ci occorrerà: 100 g prezzemolo 2 acciughe uno spicchio d'aglio un tuorlo sodo 100 g di mollica di pane ammollata 60 ml di olio extra vergine di oliva 2 cucchiai di capperi sale e pepe q.b. Lo chef consiglia di tagliare il prezzemolo al coltello, sminuzzare il tutto ed emulsionare gli ingredienti senza l'uso del mixer. Per la salsa cren: 100 g di radice di rafano 80 g di aceto di vino bianco 1 cucchiaio di zucchero un pizzico di sale Lavate, sbucciate e tagliate a pezzettini il rafano. Frullatelo insieme agli altri ingredienti fino a che non otterrete una crema liscia. Cuociamo gli zamponi immergendoli con la loro busta in acqua fredda. Appena bolle l'acqua, cuociamo a fuoco medio per 15 minuti. Per i panini: 500 g farina 60 g latte 50 g acqua 145 g burro 4 uova 25 g di lievito (per un impasto lievitato in 3 ore; se avete un pelo di più tempo, anche 15 g) 30 g zucchero 15 g sale pere caramellate Preparate le pere caramellate: sbucciate e tagliate in 4 le pere, togliete torsolo e semini. Cubettate (poco più di un cm per lato). Preparate un caramello con 200 g di zucchero e 200 g di acqua. Lasciate sul fuoco senza toccarlo fino a che non bollirà in tutti i punti. Roteate la padella una volta che il caramello assumerà un aspetto vischioso e comincerà a imbrunire. Versate i cubetti di pera a fuoco spento. Mescolate e versate su carta forno o marmo per far raffreddare. Prepariamo i panini: mettiamo tutta la farina sulla spianatoia, in un contenitore versiamo latte, l'acqua, zucchero e lievito. Facciamo un buco nella farina e versiamo il composto. Cominciamo a mescolare con la farina, senza fretta, in modo da non fare grumi; facciamo questa operazione con una spatola. Inseriamo le uova precedentemente sbattute. Cominciamo ad aggiungerle all'impasto a poco a poco, inglobandole per bene. Quando c'è rimasto poco uovo, disciogliamo in esso il sale (lo chef lo mette alla fine, dopo l'inserimento del burro) e continuiamo a lavorare. Aggiungiamo il burro a pomata e continuiamo a lavorare con la spatola. Una volta che l'impasto avrà preso forma, possiamo lavorarlo con le mani, velocemente, senza scaldare l'impasto. L'operazione dovrà durare circa 20 minuti, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Mettiamo a lievitare coperto da pellicola. Una volta raddoppiato l'impasto, sgonfiamo e facciamo delle palline (circa 25 g) aggiungendo al centro di ognuna di esse 3 pezzettini di pera. Poggiamo sulle teglie ricoperte di carta forno e lasciamo lievitare un'altra mezzora. Inforniamo in forno già caldo per 12-15 minuti a 180° gradi. Assembliamo i nostri hamburger. Togliamo gli zamponi dalle loro buste e priviamoli della pelle. Ricaviamo da ognuno 13 fette. Tagliamo i panini a metà e spalmiamo le due salse. Disponiamo su ognuno una fetta di zampone. Serviamo! anche a luglio!

Fonte: bigshade.blogspot.it

Impazzisco, letteralmente, per una fetta di torta di mele Il profumo in cottura e la scioglievolezza di ogni dolce con le mele mi manda in visibilio e se cercate nel mio blog ne troverete davvero tanti! Questa però batte tutte. O quasi. Ma solo perché sono una grande indecisa... Lo zenzero regala alle mele quel tocco di freschezza che fa venir voglia di prenderne subito un'altra fetta e poi un'altra e una ancora...fino a finirla tutta!!! Un'altra sorpresa è stata la Farina per dolci della Farmo che ho usato per la prima volta grazie all'invio dell'azienda e che, almeno in questa preparazione mi ha soddisfatta pienamente. Tutto ciò ha contribuito a rendere questa torta...una torta d'altri tempi ;) La ricetta l'ho presa sulla pubblicazione di Alice "Il libro delle mele". Libro con tante ricette interessanti e altrettante imprecisioni ed errori di stampa. Qui per esempio, non indica assolutamente che misura di stampo utilizzare e inoltre consiglia un tempo di cottura di soli 15 minuti!!! Una persona con poca esperienza in cucina avrebbe buttato tutto nella spazzatura, di sicuro. Condivido con piacere la ricetta e il procedimento, con le modifiche da me apportate. Ingredienti 220 200 gr di burro a pomata 200 gr di zucchero semolato 100 gr di zucchero semolato 100 gr di zucchero di canna grezzo 4 uova 350 gr di farina per dolci senza glutine (io Farmo) 25 gr di baking 1 bustina di lievito Bio Colombo per dolci 4 mele 1 cm. di zenzero fresco grattugiato (o anche meno se non lo amate troppo) 1 pizzico di sale Imburrare uno stampo a cerniera da 20 cm. e cospargerlo di pangrattato senza glutine. Preriscaldare il forno a 180° ventilato per dolci. In planetaria lavorare lo zucchero con il burro, lo zenzero e il sale. Aggiungere le uova e continuare a lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo. Setacciare la farina e il lievito e unirli in planetaria mescolando ancora. Sbucciare le mele, tagliarle a dadini e aggiungerle al composto mescolando delicatamente con una spatola di gomma. Versare nello stampo e cuocere per circa 40/45 minuti Lasciar raffreddare nello stampo, poi capovolgere e cospargere di zucchero a velo. Ottima calda, tiepida, fredda del giorno dopo. Insomma, una torta da provare!

Fonte: senzaglutinepertuttiigusti.blogspot.it

Voilà la delizia di tutti quelli che " i dolci si, ma solo al cioccolato" (che abitualmente appartengono al genere maschile) e di tutte quelle sante persone che devono superare questa empasse per far felici i propri cari. Un metodo, insomma per ricevere una sana dose di lodi ed apprezzamenti. Ecco! Questa crostata è buona, facile e veloce. Io dovevo smaltire ancora qualche pezzo di uovo di pasqua al cioccolato fondente, quindi ha fatto pure il suo buon servizio svuotarmadietti. E' composta da una base di frolla con sopra una crema al cioccolato che andrà al forno. Pasta frolla Ingredienti: 230 gr farina 140 gr burro a pomata* 1 uovo** 1 tuorlo 90 gr zucchero a velo 40 gr polvere di mandorle 2 gr sale q.b. vaniglia grattuggiata finemente legumi secchi per la cottura della pasta * il burro a pomata ha una consistenza morbida e cremosa, ma non è sciolto. Raggiunge questo stato quando viene lasciato qualche ora fuori dal frigo, oppure dopo mezzo minuto/minuto in microonde a potenza minima.Se il vostro indice affonda nel panetto senza trovar resistenza alcuna, il gioco è fatto! ** Le uova dovrebbero essere a temperatura ambiente per evitare che il burro a contatto con un ingrediente freddo coauguli e formi dei grumetti. -Mettere nell'impastatrice il burro, lo zucchero ed il sale e far girare con la foglia finché monta. Deve diventare un composto arioso e bianco candido. -Aggiungere le uova ed azionare nuovamente la macchina (se ne siete sprovvisti potete usare le fruste piatte del frullino). -Alla fine aggiungere le polveri, fermare l'impastatrice appena si sono amalgamate.E' opportuno amalgamare la farina per poco tempo ed a velocità minima in maniera che la farina non sviluppi troppo glutine e la crostata si mantenga croccante. Questo passaggio si può fare anche a mano. Fare un panetto, avvolgere in pellicola e mettere in frigo. Dopo un'ora tirar fuori la pasta e stenderla dello spessore di 5 mm, foderare una tortiera a bordo basso e cuocere a 170° per 15 minuti. Ganache al cioccolato di Conticini...come sempre ultimamente! Ingredienti: 170 gr cioccolato fondente 70% 30 gr cioccolato al latte 150 gr latte parzialmente scremato 150 gr panna fresca liquida 50 gr uova (1 uovo) - Portare ad ebollizione in una casseruola il latte e la panna - sminuzzare finemente la cioccolata - versare la cioccolata nella casseruola dopo averla ritirata dal fuoco e mescolare - Una volta che il cioccolato è completamente fuso ed amalgamato ai liquidi incorporare l'uovo e mescolare. - Il composto appare semi-liquido Cottura: Versare il composto sulla sulla tortiera in qui si trova la pasta cotta precedentemente e far cuocere il tutto a 150° per 15 - 20 minuti

Fonte: tiramisumacaron.blogspot.it

Le crocchette di patate o crocchè di patate Sono degli sfiziosi bocconcini di patate con mozzarella filante centrale. Pensavo fosse Una ricetta partenopea MENTRE Proprio Oggi MENTRE mi accingevo a SCRIVERE Il Post scopro Che E dell'Emilia Romagna ... un non QUESTO quindi se Credere .. in OGNI Caso zona Qualsiasi Sia l'origine POSSO dirvi Che QUESTO Piatto E fantastico! Oltre ad Essere ONU fritto ... e gia per QUESTO Essere sfizioso .. e Il gioco delle consistenze Che attrae, la crosticina Esterna, il morbido Composto e il cuore filante lo rendono ONU Boccone irresistibile. This ricetta é una mia Elaborazione, infatti invece di Switch to il Composto in uovo sbattuto e pane grattugiato ho Preferito usare la lega, tipica delle arancine, in QUESTO Modo la panatura risulta perfetta ... provate UN PO?! Ingredienti 400g di patate 1 Uovo 20g di burro a pomata 30g di parmigiano reggiano grattugiato mozzarella ben sgocciolata Sale e Pepe lega 100g di farina 200g di acqua vendita riquadro grattugiato olio di arachide per friggere Lessare o cuocere a vapore le patate (io bimby: boccale con 1 litro di acqua, impostare VAROMA VEL1 per 30 minuti). Switch to le patate allo schiacciapatate, UNIRE il formaggio grattugiato, l'uovo e il burro Intero, mescolare Molto bene con ONU Cucchiaio in Modo da rendere omogeneo il Composto. Mettere in frigo per almeno 30 Minuti. Nel frattempo preparare la mozzarella, il Che DEVE Essere ben asciutta (potete utilizzare Quella da pizza, ma ATTENZIONE Che Sia mozzarella e formaggio fuso non ... Leggere bene le Etichette!) E tagliata a parallelepipedi (Lunghi 2cm, larghi 1 centimetro, Profondità 1 centimetro ). Preparare pure la Lega sbattendo in Una terrina l'acqua salata con la farina, meglio se con Una frusta in Modo da evitare il Formarsi dei grumi. Raffreddato il Composto a base di patate prenderne Una cucchiaiata sul palmo della mano, appiattire il Composto inserire la mozzarella e richiudere accuratamente. Switch to la crocchetta Nella lega e poi Nel riquadro grattugiato. Subito friggere in olio ben caldo di tanto (circa 160-170 ° C, non di Più), in Modo Che l'impasto Ancora ben freddo non assorba l'unto. E 'Importante la TEMPERATURA dell'Olio, il Che bassa non DEVE Essere Nè Più, pena l'Assorbimento dell'Olio da altera parte della Polpetta, NE Troppo caldo Altrimenti la panatura abbrustolisce e dovendola togliere Subito, la mozzarella non SI scioglierebbe. Io le preferisco Calde, ma un MOLTI piacciono puro Fredde ... Sono davvero sfiziose, ve le Consiglio!

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Dite che dopo le feste e questo "letargo" invernale sia giunto il momento di ritrovare la forma fisica? Io direi di si, ma con questa ricetta distruggo i vostri buoni propositi...e anche i miei! :P Ma ogni tanto ce lo dovremmo pur concedere uno sfizio, no? ;) Consiglio: se volete gustare la crema come dolce al cucchiaio vi consiglio di farne mezza dose, altrimenti vanno bene queste dosi per farcire una torta (ne avanza pure!). Ingredienti 500 gr di mascarpone 120 gr di zucchero 6 tuorli 3 albumi 1/2 dl di rum cacao amaro Lavorate il mascarpone con le fruste fino a renderlo a pomata. In una ciotola lavorate i tuoi con lo zucchero sino ad ottenere una crema spumosa e aggiungete il rum. Unite il composto di tuorli e zucchero al mascarpone e mescolate omogeneamente. Incorporate poi gli albumi montati a neve fermissima. Mescolate per bene fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Versate la crema in alcune ciotoline e tenetele in frigo. Al momento di servire, spolverizzate con del cacao amaro. ... E adesso vado in palestra con zero sensi di colpa!:P

Fonte: cook-zone.blogspot.it

Questa insalata variopinta e saporita l'ho servita domenica, come antipasto, durante il pranzo all'aperto. E' stato un entrée gradito per i gusti particolari e per i colori vivaci. Le fragole, come anche le pesche, in estate le uso come ingrediente di insalate, soprattutto con il songino, un tipo di verdura che mi piace non solo visivamente ma anche per il sapore delicato e leggermente aromatico. Questi abbinamenti li trovo azzeccati, i gusti si sposano bene e la frutta regala acqua e sali minerali ad un piatto già salutare di suo, rendendolo ideale nella stagione calda. L'elemento croccante è stata una prova bella e buona (detto a posteriori...all'inizio non ci credevo molto...) Ho preparato delle lingue di gatto con la ricetta classica sostituendo allo zucchero il parmigiano, naturalmente con dosi ridotte. Il tutto è stato condito con il classico French dressing, utilizzando però un aceto di mele maturato in barrique, a mio parere eccezionale. Ora passiamo velocemente alla ricetta il tempo per l' MT Challenge sta per scadere, non rpima di aver ringraziato Leo per la proposta! Ingredienti songino fragole salmone affumicato a fette robiola French dressing : 2 cucchiai di olio evo 1 cucchiaio di senape di Digione 1 cucchiaio di aceto di mele maturato in barrique sale e pepe Lingue di gatto salate (per 20 lingue sottili) 50g di burro a pomata 50g di farina 1 albume d'uovo 20g di parmigiano grattugiato 1 pizzico di sale Preparare le Lingue di gatto: Montare il burro con le fruste aggiungendo a poco a poco la farina, aggiustare di sale e inserire il formaggio. A questo punto incorporare 1 albume non montato, mescolare bene fino ad ottenere un composto ben liscio. Inserire il tutto in un sac a poche e formare delle strisce o anche dei bastoncini (come ho fatto io) su carta forno. Cuocere in forno già caldo per 7 minuti a 180°C. French dressing: Sciogliere il sale nell'aceto di mele. Miscelare l'olio con la senape e successivamente unire l'aceto salato e il pepe. Mondare e lavare accuratamente il songino, cercando di lasciare intatti i cespi, asciugare delicatamente con carta assorbente. Lavare e mondare le fragole togliendo il picciolo e dividendole in due parti o più parti, se di grosse dimensioni. Posizionare un poco di robiola sulle fette di salmone e arrotolarle formando un cannolo ripieno. Assemblare mettendo nel piatto il songino, a formare una specie di montagnetta, su cui verranno posizionati i cannoli di salmone alla robiola e cosparso di fragole. Disporre le lingue di gatto al parmigiano a raggiera. Condire con abbondanti gocce di French dressing. Servire subito. Con questa ricetta partecipo all' MTC di Giugno

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Diffusa oltre che a Capri, soprattutto nella Penisola Sorrentina e nella Costiera Amalfitana, la caprese pare essere un'involontaria creazione risalente agli anni venti del secolo scorso. "La scrittrice sorrentina Cecilia Coppola ne racconta la storia nel suo libro 'Zeppole, struffoli e chiffon rosso': il cuoco Carmine di Fiore dimenticò di mettere la farina in una torta di mandorle che stava preparando per tre malavitosi americani giunti a Capri per acquistare una partita di ghette per Al Capone. Il risultato fu così buono che i tre americani ne pretesero la ricetta e Di Fiore, battezzatala caprese, inizio a produrre la torta con regolarità, avendo in poco tempo grande successo e molti proseliti" (da L'Italia dei dolci" di Slow Food Editore). Come tutte le ricette che si perdono nelle pieghe del tempo, risalire a quella del suo ideatore è impresa destinata al fallimento. In compenso non si contano i tentativi di imitarne l'originale. Quel che è incontrovertibile è che, pur nella sua semplicità, è tra le migliori torte al cioccolato che mano di pasticcere abbia mai creato. E' un dolce che cresce molto poco in cottura e resta di consistenza tendenzialmente compatta. Sulla superficie si presenta croccante ma all'interno è estremamente scioglievole. Con un sapore molto carico di cioccolato. In una parola: irresistibile. Senza farina, quindi perfetta anche per i celiaci, e con le mandorle. E con tanto cioccolato fondente nell'impasto. Nel tentativo di riprodurne l'originale, vagando quà e là nella rete, ho scovato questa ricetta di torta caprese che mi ha convinto da subito per il dosaggio degli ingredienti ma alla quale ho apportato alcune modifiche nel procedimento. Per una tortiera da 26 cm di diametro 250 g di mandorle 250 g di cioccolato (io extrafondente al 70 %) 6 uova intere medie (da 50 g l'una) 200 g di zucchero semolato 200 g di burro un pizzico di sale Tirare per tempo fuori dal frigorifero le uova ed il burro in modo che raggiungano la temperatura ambientale. Tritare finemente le mandorle con un cutter, senza privarle della pellicina, facendo molta attenzione a non surriscaldarle, diversamente fuoriesce la parte oleosa. In alternativa si può usare la farina di mandorle, ma il risultato non sarà lo stesso perché ne perderà il sapore ed il profumo (la farina di mandorle si deteriora con più velocità della mandorla intera, tanto più se è privata della pellicina che svolge funzione protettiva). Fondere preferibilmente a bagno maria - o al micronde a bassa potenza, diversamente si rischia di bruciarlo - il cioccolato fondente precedentemente sminuzzato e poi lasciarlo intiepidire. Io ho volutamente utilizzato un cioccolato con un'alta percentuale di cacao perché volevo una torta con un buon punto di amaro. In una terrina, unire il burro, precedentemente reso a "pomata" (deve risultare spalmabile e cremoso) al cioccolato e poi i tuorli (i tuorli devono essere utilizzati a temperatura ambientale perché se fossero freddi da frigorifero, a contatto con il cioccolato lo indurirebbero) e la farina di mandorle e mescolare a mano con una spatola quel tanto che serve ad amalgamare gli ingredienti. A parte montare i sei albumi con tutto lo zucchero. Ho scelto di montare gli albumi con lo zucchero, anziché da soli, per ottenere una consistenza più cremosa che facilita la successiva operazione di amalgama al resto dell'impasto. Se gli albumi vengono montanti da soli, c'è troppa differenza di consistenza tra i due composti e gli albumi tendono a smontare quando vengono uniti all'altro composto. Versare su una tortiera imburrata e spolverata con il cacao amaro e cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per 40-45 minuti. Non va cotta troppo: deve restare umida all'interno. Togliere dalla teglia solo quando si è completamente raffreddata.

Fonte: coccoledidolcezza.blogspot.it

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