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Ingredienti 100 g Burro 4 cu Panna Fresca 80 g Parmigiano 400 g Pasta All'uovo qb Pepe Preparazione Fai sciogliere a bagnomaria in un pentolino 100 g di burro. Sbatti leggermente in una grande ciotola 3-4 cucchiai di panna fresca con 80 g di parmigiano reggiano grattugiato al momento. Lessa 400 g di fettuccine, tagliatelle o pappardelle all'uovo fresche in abbondante acqua bollente salata. Tieni da parte 2-3 cucchiai di acqua di cottura della pasta, scolala e trasferiscila nella ciotola con la crema preparata. Unisci poca acqua di cottura della pasta, il burro fuso e mescola. Distribuisci le fettuccine nei piatti, spolverizza con pepe appena macinato, unisci, a piacere,un cucchiaino di burro in pomata e servi subito. © Riproduzione riservata

Fonte: donnamoderna.com

Ingredienti 1/2 litro latte intero 4 uova 200 gr di farina 00 40 gr di burro morbido a pomata 1 pizzico di sale Preparazione Bimby Mettere tutti gli ingredienti nel boccale e azionare per 30 secondi a velocità 4. Lasciare riposare per 30 minuti. Se l'impasto fosse troppo denso aggiungere un goccio di latte. Preparazione tradizionale In una ciotola versare il latte, salare e aggiungere il burro. Iniziare a mescolare, unire le uova intere ed infine la farina setacciata poco per volta. Mescolare ancora fino ad ottenere un composto fluido e senza grumi. Lasciare riposare per almeno 1/2 ora. Sciogliere in una padella una noce di burro e appena completamente fuso aggiungere un mestolo di impasto. Far roteare la padella in modo da stendere l'impasto su tutto il fondo. Lasciare cuocere per 1-2 minuti e appena solidificato in superficie, aiutandosi con una paletta girare la crepes e lasciare cuocere ancora 1-2 minuti, fino a doratura.

Fonte: annaincasa.blogspot.it

In questi giorni mi sono posta la domanda di cosa sia l' Mtchallenge . Un gioco che accomuna blogger e non solo di tutta la penisola, un incontro ed un raffronto mensile con altre persone, uno stimolo mensile ad inventare piatti ed associazioni di sapori più o meno azzardate, una condivisione di ricette che possono essere provate da tutti, ma da cui un giorno, come è già capitato per il paté, potrebbero nascere altri libri. Eppure tra tante ipotesi sono giunta alla concusone che l' Mtchallenge è un "gioco" che aiuta a crescere, non solo in cucina, ma anche culturalmente. E' una sfida, come tante che si incontrano nella vita, ma è una sfida costruttiva, come purtroppo non sono tutte, che ti permette di metterti alla prova e, non solo di cercare di elaborare qualcosa di originale, ma anche di imparare tecniche e ricette con cui mai avresti creduto di raffrontarti. Ma mai come questo mese tutto ciò mi sembra corretto, dato che la sfida lanciata da Fabiana è ciò che terrorizza anche i cuochi provetti, una preparazione che, a dire la verità, se avessi potuto, avrei probablmente rifuggito all'infinto, rinviando in data da stabilire il giorno del primo tentativo che mai sarebbe arrivato. La sfida del mese ha come tema il soufflé. In realtà ho scoperto che è come imparare a nuotare, non ti decidi mai, finché qualcuno non ti getta in acqua e così decidi di provare e scopri di saper nuotare. Quindi non mi resta che rigraziare Fabiana e l' Mtchallenge per la sfida di questo mese ed andarvi a spiegare la mia ricetta. (cliccare per ingrandire) L'idea iniziale ci è venuta dopo aver provato una crema ai carciofi e zafferano che era superlativa ed abbiamo deciso di preparare un soufflé ai carciofi con una salsa allo zafferano di accompagnamento. Ma dato che da cosa nasce cosa, la salsa è diventata una supreme allo zafferano con base un fumetto di gamberi, il soufflé si è arricchito con un sapore agrumato dato dal succo di arancia aggiunto in cottura ai carciofi e da zeste tagliate a julienne per decorazione ed il tutto, per chiudere il cerchio, è stato affiancato dai gamberi marinati nel succco d'arancia e saltati brevemente in padella prima di essere serviti. La parte divertene è stato un regalo di Madre Natura che, conoscendo la mia mancanza di abilità nell'incidere le verdure e nell'utilizzarle come decorazioni mi ha donato un fiore naturale ottenuto semplicemente tagliando la punta dei carciofi e che, con un giudice come Fabiana , non ho potuto resistere alla vogla di mostrarvi. Ma ora passiamo alla ricetta: Soufflé di carciofi agrumati con salsa supreme allo zafferano e gamberi all'arancia Ingredienti Per il soufflé: 4 carciofi 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva 50 ml di vino bianco il succo e le zeste di mezza arancia 300 ml di panna fresca 3 cucchiai da minestra di maizena 30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi 6 uova medie sale, pepe emmental a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi, circa 3 cucchiai Per la salsa supreme allo zafferano 250 ml di vellutata di gamberi 300 ml di panna 3 g di pistilli di zafferano 30 di burro sale e pepe Per la velutata di gamberi: 250 ml di fumetto di pesce otteuto con i carapaci di 10 gamberi 1 carota 1/2 cipolla 1 gambo di sedano 10 g di burro 10 g di farina sale e pepe Per i gamberi: 10 gamberi il succo di mezza arancia Come prima cosa, sgusciare i gamberi e metterli a marinare nel succo d'arancia. Con i carapaci dei gamberi preparare il fumetto, mettendoli in un tegame con acqua fredda, la carota, 1/2 gambo di sedano e 1/2 cipolla tagliate a cubetti. Portare ad ebollizione e lasciare sobbollire per circa mezz'ora. Filtrare cercando di schiacciare le verdure. Mettere il burro in un tegame dal fondo spesso e farlo sciogliere a fuoco basso, aggiungervi la farina setacciata e mescolare per 3 minuti con la frusta. Unirvi quindi il fumetto di gamberi poco alla volta, e cuocere per 30 minuti mescolando di tanto in tanto. Salare e pepare. Filtrare la vellutata in una casseruola, non appena bolle aggiungervi la panna e lasciare cuocere per 5 minuti. Sfregare i pistilli nel palmo della mano ed unirli alla salsa. Lasciare sobbollire altri 5 minuti e filtrare la salsa. Unirvi il burro, salare e pepare. Pulire i carciofi, tagliarli a cubetti e farli saltare brevemente in un tegame in cui avremo riscaldato l'olio. Una volta rosolati, sfumare con il vino bianco. Quando tutto il vino sarà evaporato, aggiungere il succo d'arancia e le zeste di arancia tagliate a julienne e portare a cottura tenendo copreto. Gli ultimi 5 minuti scoprire per fare asciugare bene i carciofi. Salare. Frullarli con il frullino ad immersione. Preparare il soufflé (riporto la ricetta di Fabiana) Innanzi tutto scaldare il forno a 200°. Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale! Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita. Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!! Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco. Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre. Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa. Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare. Rompere le uova tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani. Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo. Unire la purea di carciofi alla massa e mescolare. Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e mescolare bene. L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi. Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato:(( Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni:)))) Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano( faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura. Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant;)))) La massa deve risultare ben omogenea. Versare negli stampi arrivando solo ai 2/3 della loro altezza. Lisciare delicatamente la superficie con la spatola. Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli. In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie. L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido e soffice come una nuvola. Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare. A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna. Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio....tempo di accorgersene e sarà già passata;)) Quando mancheranno 5 minuti al termine della cottura riscaldare due cucchiai d'olio in una padella e saltarvi brevemete i gamberi (occorreranno circa 2-3 minuti). Servire il soufflé (moooolto velocemente) accompagnato dai gamberi all'aranci e dalla salsa supreme allo zafferano. Note mie: abbiamo lasciato i soufflè in forno per un paio di minuti dopo il termine della cottura, ma purtroppo quei minuti ci sono stati fatali...incredibilmente, la seconda infornata con l'impasto dei souflè rimasto in un angolo mentre si cuocevano i primi, ha dato dei risultati migliori...magari il prossimo soufflè che faremo sarà alto 5 piani di morbidezza. Note di Fabio: record assoluto per fare le foto, meno di 4 minuti netti. Anna Luisa e Fabio

Fonte: assaggidiviaggio.blogspot.it

La settimana appena trascorsa è stata devastante per me, e sono felice che sia finita!!!! Ho avuto le coliche renali…. Dolori atroci, no comment!!!! Poi, come se non bastasse, mi è venuto un bell’ascesso in bocca… un male atroce!!! La domanda è: ma qualcuno mi vuole male???? No perché io non capisco come possano arrivare tutti sti dolori uno dopo l’altro… Adesso sto meglio, sono sotto cura antibiotica ma l’importante è guarire e, come sempre, il miglior modo per distrarsi e non pensare è dedicarsi alla cucina o meglio, ai dolciiiiiiiii, la mia passioneeeeeee!!!! La sfida dell’MTC è arrivata in mio soccorso!!! Il tema del mese, il babà, apparteneva alla categoria “prima o poi lo farò”, e finalmente l’ho fattooooooo!!!! Non ho voluto apportare grosse varianti alla ricetta originale, ho semplicemente dato un tocco di limone!!!! Ho preferito una bagna al limonello anziché al rum, il resto è rimasto invariato. Che bontà!!!!! Babà al Limoncello Ingredienti: 300 g di farina bio tipo 0 Manitoba 3 uova cat a grandi 100 g di burro 100 g di latte 25 g di zucchero 10 g di lievito di birra ½ cucchiaino di sale fino Procedimento (come spiegato da Antonietta) Lievitino Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito. Primo impasto Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio. Secondo impasto In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto una cucchiaiata alla volta facendo assorbire bene prima di aggiungere la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna. Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto. Ricavarne 11 palline e sistemarle negli stampini monoporzione precedentemente imburrati. Ogni pallina deve arrivare a metà altezza dello stampino. Sistemarli in una teglia e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa fino a quando triplicano di volume, fuoriuscendo dal bordo superiore formando una calottina di circa 2 cm. Preriscaldare il forno a 200°, infornare, abbassare a 180° e cuocere per 20 minuti. A metà cottura coprire con un foglio di alluminio. A cottura ultimata lasciar intiepidire per 10 minuti, staccarli delicatamente dagli stampini (basta reggere lo stampino con una mano e con l’altra tirare e contemporaneamente roteare leggermente la calottina) e adagiarli in una ciotola larga. Versare l’acqua in una pentola, aggiungere lo zucchero e la scorza di limone, evitando accuratamente la parte bianca e lasciar sobbollire per 10 minuti. Spegnere, lasciar intiepidire, passarlo attraverso un colino a maglie strette. Dopo aver versato lo sciroppo sopra, rigirarli dentro di esso ogni 10/15 minuti e comunque finché al tatto non abbiano la consistenza di una spugna inzuppata. Scolarli dallo sciroppo e adagiarli su un piatto da portata. Crema pasticcera al limone Ingredienti: 250 ml di latte 2 tuorli d'uovo 75 gr di zucchero semolato 15 gr di amido di mais 1/2 Limone Procedimento: montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema chiara e spumosa. Aggiungete l'amido di mais e montate ancora. In un pentolino antiaderente fate bollire il latte con il succo di mezzo limone, quando inizierà a bollire versateci il composto di uova montate e proseguite con la cottura per un minuto. Vedrete che la crema si addenserà velocemente, continuate a mescolare a fuoco spento. Fate raffreddare la crema velocemente a bagnomaria in acqua ghiacciata. Per l’inzuppo: 250 ml di limoncello Amarene Fabbri Gelatina di albicocche Irrorare i babà con il limoncello, spennellarli con la gelatina di albicocche precedentemente sciolta a fuoco lentissimo. Tagliare a metà i babà e farcirli con la crema. Aggiungere 3 amarene. Con questa ricetta partecipo all'MTC di Maggio:

Fonte: morenaincucina.blogspot.it

Questo e' un altro utilizzo della pasta di riporto avanzata, o, per chi la usa, della pasta madre. S ono grissini dalla consistenza leggera e piuttosto friabili , ma attenzione: possono provocare dipendenza ... Per circa una teglia di grissini. Ingredienti : 150 gr di pasta di riporto (meglio se rinfrescata la sera prima) 120 gr farina (1/3 fumetto di mais, ossia finissima e il resto farina 0 ) 50-60 gr circa di acqua 50 gr di burro morbido ma non in pomata 1 cucchiaio di olio EVO + quello per spennellare l'impasto 1 cucchiaino di sale fino Sale grosso da spolverizzare con un macina pepe, q.b. Preparazione : Spezziamo la pasta di riporto ( la p.m.) nel vaso della planetaria e sciogliamola con l'acqua, frusta k velocita' 1-1,5 per 4-5 minuti. Aggiungiamo la farina , quindi il sale e il burro in piccoli fiocchi. Per ultimo l'olio . L'impasto rimane morbido ma non appiccicoso. Stendiamo l'impasto in un panetto rettangolare il piu' regolare possibile, di altezza 1 cm e un lato di circa 15 cm (l'altro lato non l'ho misurato, ma verra' di conseguenza). Spennelliamo un foglio di carta forno con olio EVO e spolverizziamo con farina di mais del tipo finissimo e sale macinato ( se non l'abbiamo possiamo usare la semola ), adagiamo il panetto e spennelliamo la superficie del panetto con olio EVO. Spolveriamo bene con la farina e infine con il sale (che evitera' alla superficie di seccarsi)' quindi disponiamo in una teglia a bordi alti, che ricopriremo con pellicola. In questo modo la pellicola non sara' a contatto con il panetto, che potra' lievitare liberamente. Lasciamo lievitare quasi al raddoppio ( e qui i tempi dipendono da diversi fattori, primo di tutti la temperatura, ma anche la vivacita' della pasta di riporto/madre, etc). Quando vediamo che il panetto si e' gonfiato, prepariamo i grissini: tagliamo una fettina lungo il lato da 15 e tiriamo i bordi con le dita . La pasta si allunghera' facilmente e, cercando di non spezzarli, facciamo arrivare la lunghezza fino alla dimensione della nostra teglia forno. Dopo aver fatto i primi vedremo quale dovra' essere lo spessore ideale per tagliare la fettina di impasto. Accorgimenti : Se si spezza un grissino non cerchiamo di recuperarlo attaccandolo ad altri pezzetti, ne perderebbe in friabilita'. Inforniamo a 220 gradi per una decina di minuti o finche' sono belli dorati .

Fonte: forchettaecucchiaino.blogspot.it

Ne vogliamo parlare? Ne vogliamo parlare! Delle pubblicità. Considerando che praticamente l'ultimo terzo di ferie l'ho trascorso ad aspettare la pioggia, stare sul divano per vedere se il mio culo c' ha il memory system come i materassi e guardare la tv, alea iacta est! Il dado è tratto. Odio ufficialmente la tv. E la amo. E la odio. E più la odio, più la amo. Perchè mi offre degli splendidi spaccati di demenza. Che dovrei odiare per riuscire a schiacciarmi i pochi neuroni che mi sono rimasti, tipo le bolle del cellophane. Però che amo perchè dona alla mia demenza una possibilità di catapultarmi un giorno nel mondo delle pubblicità. Con successo. Op! Ginocchia al petto, abbomba! Riescono ancora a stupirmi i pubblicitari. Ma cosa gli mettevano le mamme nel biberon? Brodo di Dash? Vogliamo soprassedere sull'immagine della figura femminile che ne esce, tanto per dirne una? No. Non vogliamo. Si può riassumere in poche parole. Noi donne saremmo tormentate da fastidiosi e continui pruriti intimi, a proposito dei quali ci troviamo a fare delle lunghe chiacchierate con le nostri madri, che ci consolerebbero sul fatto che capiti anche a loro (genetica. Molto rassicurante). Che se ti vesti di rosa dopo che il bruciore ti ha impedito di andare in palestra con le solite amiche sgallinate starai sicuramente meglio. Splendida l'ultima che si presenta con una fascia nera a coprirle la faccia per la vergogna e che decide che non si deve più vergognare. Ehccerto. Perchè ad un pranzo conviviale non offri a tutti una spalmata di pomata con un bel “prosit”?! Invecchiando finiremo a fare le postine e un adesivo per la dentiera ci permetterà di fracassare gli altrui baloon, mangiando bruscolini e noci come se piovessero. A casa degli altri. Che poi. Niente di più assurdo. La maggior parte degli utenti al postino sparerebbe col pompa. Perchè ce ne sbattiamo che l'ambasciator non porta pena: lui porta le bollette. Quindi due fette di torta gliele diamo di cartongesso. Però vabbè. Se ci va bene, noi donne riusciremo anche a sorprenderci. Si. Con la diarrea. Toh. Che stupore. La diarrea. E l'uomo? No, per capire. Non gli capita oppure se gli capita non si stupisce? La sua attenzione non è destata dalla consistenza, dura o molle? Beh. Ecco. Riesce a sorprendermi davvero questa diarrea. Pure se dell'uomo. Potrebbe anche partirci un embolo e andare a caccia di finlandesi, anestetizzandoli nei boschi con la cerbottana. Ho appreso da questo spot che i finlandesi adorano vestirsi come dei cinghiali tra l'altro. E qui sono vittima di un ulteriore disagio: il cinghiale che ti si siede sulle ginocchia se mangi pesante è in realtà un finlandese dai denti splendenti? Ah, sono finiti i tempi in cui eravamo così fortunate che ad un appuntamento al buio davanti alla Tour Eiffel ti si presentava Jude Law. O quando dall'ufficio guardavi un operaio bere la coca light e ti scoppiavano i bottoni della camicetta, ammazzando i piccioni in volo. Ora possiamo spaziare dalle caramelle che piacciono a Marco e gli fanno ballare la paranza ad un giardiniere obeso nudo che fa la cyclette. Devo capire il nesso con il fertilizzante. Devo davvero chiedere a Molly di darmi una di quelle capsule molli e vedere di far partire le sinapsi! Sono finiti i tempi, anche, dello scoiattolo scoreggione che spegneva l'incendio e, grazie alla stessa gomma da masticare, dei capezzoli estensibili, alla ispettore Gadget, con cui suonare le ringhiere dei vicini. Ora il bambino è diventato una marionetta. Non c'è limite al peggio. Rivoglio davvero quella caspita di capsula molle. Voglio stare lucida ancora un attimo per sostituire Giovanna, che sverniciava la ringhiera in autoreggenti, con Marco. O il giardiniere. O il finlandese. Che poi sarebbe un cinghiale. In autoreggenti.

Fonte: tacchiepeperosa.blogspot.it

La moda dell' aperi-cena , è diventata, in realtà, una bella scusa per un pasto a base di pietanze diverse e stuzzicanti accompagnate da un buon bicchiere di bollicine! Detta così, sembra una cosa veloce... Più facile a dirsi che a farsi! Sì perchè, se ben fatto, un aperitivo così può essere molto più impegnativo rispetto ad una classica cena, poiché si compone di un numero di preparazioni più elevato. Gli appassionati del genere quindi, siano essi i realizzatori o gli utenti finali(!), non si fanno scappare questa occasione per sperimentare piatti nuovi e sfiziosi, magari in singole mono porzioni, fino a trasformare l'occasione in un banchetto pantagruelico! L'ultima volta che uno dei miei più cari amici è stato ospite gradito per un aperi-cena "veloce", in occasione della finale di un noto TALENT SHOW al quale c'eravamo tutti appassionati, guardando la tavola imbandita ha esclamato: "Ecco, questo è il concetto di "aperi-cena frugale" di Anto!!!" Fatto è che ricevere mi piace tanto, almeno quanto cucinare e più si è e meglio è! L'Apericena, che di solito si fa in piedi, consente d'invitare molte più persone rispetto ai posti a sedere disponibili in un piccolo appartamento e di condivedere quindi un festeggiamento, un augurio, una novità con un numero di persone che proprio non pensavo il mio salotto potesse ospitare! Essendo però i destinatari (o cavie che dir si voglia!!!), più o meno gli stessi, ho l'esigenza di variare e quindi, a meno di espresse richieste di BIS, sono sempre alla ricerca di novità nuovi sapori, nuovi profumi, nuovi esperimenti, nuove magie... Magia sì, perchè è proprio quello che accade con questo piatto semplice di sicuro effetto, dai sapori orientali e rotondi. Perchè ciò che fa gonfiare in forno queste PIDE è magia. L'esplosione di sapori in bocca quando si accompagnano, ancora calde e fumanti, all'hummus di ceci è magia. E il viaggio della mente che mi riporta ad Istanbul è un vero e proprio incantesimo! Quando saranno fredde poi, saranno fantastiche farcite con il più classico abbinamento di sapori: prosciutto cotto, fontina, carciofini e maionese!!! HUMMUS DI CECI 500g di ceci cotti 125ml di tahina (pasta di sesamo) 120 ml di olio evo aglio fresco schiacciato (1/2 spicchio, ma poi va a gusti) 1 cucchiaino di pimento succo di limone o lime paprika dolce sale Mettete nel frullatore o nel mixer tutti gli ingredienti, a parte la paprika, e frullate, facendo colare l'olio a filo fino a raggiungere la consistenza desiderata. Deve essere una crema morbida soffice, ma densa, a pomata. Disponete l'hummus così ottenuto in una ciotola o in un piatto di portata un po' concavo. Rigate la superficie con una forchetta in modo da formare dei motivi decorativi a piacere. Cospargete di paprika, decorate con coriandolo e irrorate con olio EVO. PIDE (10 o 12 pezzi) 500g di farina bianca comune 500g di farina forte bianca da pane 10g di cacao in polvere 20g di sale fino 325ml di acqua calda 325ml di yogurt naturale riscaldato 2 cucchiai di olio di oliva extravergine 1 cucchiaio di olio per ungere Amalgamate la farina, il lievito, il sale, l'acqua e lo yogurt, quindi incorporate l'olio e procedete ad impastare per circa 10 minuti, a mano o in impastatrice, fino ad ottenere un impasto liscio e privo di grumi. Date all’impasto una forma tondeggiante e trasferitelo in una ciotola e lasciatelo a fermentare, coperto con un sacchetto di plastica, finché non sarà raddoppiato di volume. Sgonfiatelo e dividetelo in pezzi delle dimensioni di piccoli limoni. Date a ciascuno una forma rotonda poi, usando farina in abbondanza, stendeteli con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di 3-4 millimetri e lasciate riposare altri 5’. Nel frattempo, scaldate a fuoco vivace una larga padella per fritti, con il fondo pesante (o un testo romagnolo per piadina) e regolate il grill del forno al massimo. Sulla padella bollente disponete il primo pane: nel giro di un minuto, o anche meno, dovrebbe gonfiarsi; a quel punto fatelo scivolare in una teglia e ponetelo sotto il grill bollente, a 15cm di distanza dalla fonte di calore di calore e ammirate la vostra creazione crescere!

Fonte: incantesimoculinario.blogspot.it

Questa bellissime ricetta ho avuto il piacere di vederla eseguita direttamente da Luca Montersino, in uno dei corsi che ha tenuto presso La Corte del Conte a Cerlongo di Goito. Eravamo entrambe iscritte, sia io che mia figlia, ed é stata una bellissima esperienza sia per le ricette proposte sia per l'affabilità del maestro, che per la sua bravura. L'ambiente della Corte del Conte inoltre é da qualche anno una location fantastica per questi corsi e l'atmosfera famigliare che si respira é davvero unica . Ogni volta ti sembra di tornare a casa di amici...Laura e Anna , due sorelle, ti accolgono in modo affabile e cortese e ti mettono subito a tuo agio. É davvero un piacere poterci ritornare ...e non vedo l'ora che arrivi domenica 9 marzo per seguire nuovamente Luca e le sue precise spiegazioni. Piccoli hamburger di pollo (tratti dal libro "Piccola pasticceria salata" di Luca Montersino) Ingredienti per 60 porzioni: Per i panini al latte: 375 g farina 360W 185 g latte intero 50 g uova intere 100 g burro 30 g latte intero in polvere 18 g lievito di birra 15 g zucchero semolato 7 g sale 5 g malto d'orzo 25 g semi di sesamo 25 g semi di papavero Per gli hamburger: 400 g petto di pollo 30 g senape granulare 50 g burro 5 g succo di limone 5 g prezzemolo 200 g uova intere q.b. sale e pepe Per la finitura: 50 g pomodori pachino 30 g insalatina fresca 50 g maionese 40 g senape di Dijon Procedimento Per i panini al latte: Impastare la farina con il gancio insieme al latte, le uova intere, il latte in polvere, il lievito di birra, lo zucchero semolato ed il malto fino a rendere la pasta liscia e ben incordata. Aggiungere il burro in pomata e farlo incorporare completamente prima di aggiungere il sale. Lasciar puntare l'impasto per 10 minuti sul tavolo quindi coprirlo con un nylon e metterlo a raffreddare in frigorifero per almeno 3 ore. Stendere l'impasto allo spessore di 1,5 cm e coppare dei cerchietti di 3 cm di diametro. Mettere sulle teglie rivestite di carta da forno e fate lievitare a 30° C con il 75% di umidità. Lucidare con l'uovo, spolverizzare di semi di sesamo e papavero e poi infornare a 250°C con valvola chiusa. Per gli hamburger: Tritare la carne di pollo, aggiungere il resto degli ingredienti ed amalgamare bene senza utilizzare strumenti elettrici in modo che le uova non leghino eccessivamente con la carne ed il composto resti spatolabile; mettere il composto negli stampi in silicone a savarin, salate in superficie e fate cuocere in forno a 240° C. Farcite i paninetti con gli hamburger, decorare con l'insalatina i pomodori ciliegia, la maionese e la senape di Dijon. Fermate il tutto con stecchini di legno. Procedimento con il Bimby: Per i panini al latte: Inserire nel boccale tutti gli ingredienti tranne il burro, il sale e una piccola parte di latte. Impastare a spiga per un paio di minuti , appena l'impasto inizia a compattarsi aggiungere, dal foro del coperchio, il restante latte , il burro a fiocchi ( poco per volta!) e il sale. Puoi procedere come da ricetta. Per gli Hamburger: Tritare la carne a vel 6 , aggiungere tutti gli altri ingredienti e procedere a spiga per pochi sec (10/20 ) verificare che il composto sia uniforme , altrimenti proseguire per qualche sec ancora. Non esagerare perché come scritto sotto l'albume non deve legare troppo. Coppare i panini di una dimensione inferiore a quella dello stampo della carne Una volta raffreddati chiuderli in un sacchetto da congelatore e conservarli in freezer fino al giorno dell'utilizzo Per questa preparazione ho utilizzato Stampi per mini savarin da 3 cm, LINEA CLASSIC SILIKOMART Alcune mie note per approfondire un po' : La farina utilizzata non deve essere troppo forte , la Manitoba del supermercato solitamente va bene. Il latte in polvere serve per rinforzare, ma se non lo avete disponibile potete ometterlo, nel qual caso usate 15 g in più di farina. Lo zucchero, il malto ( o il miele!) servono come nutrimento per il lievito e per dare colorazione all'impasto. In questo caso c'é anche l'uovo che aiuta a colorare l'impasto. Incordare bene l'impasto e aggiungere il burro morbido a fiocchi poco alla volta, facendo attenzione a non far stracciare o rompere la maglia glutinica. Per ultimo inserire il sale in questo caso non per dare sapidità ma per la lievitazione, infatti il sale è un regolatore che evita che il prodotto parta con la lievitazione troppo velocemente In genere gli impasti senza sale necessitano di pochissimo lievito L'impasto deve risultare morbido, pirlare (arrotondare l'impasto appoggiato su un piano e tenendolo tra le mani) e mettere in un contenitore coperto. Raffreddare in frigorifero per rilassare la pasta e non far partire la lievitazione. (NB: io ho usato il lievito madre per cui a questo punto ho lasciato in frigorifero fino al giorno dopo. Potete farlo anche voi ma nel qual caso non utilizzate più di 5 g di lievito di birra.) Anche il burro aiuterà l'impasto ad indurire in modo che poi potrà essere steso a matterello e coppato per fare i panini tutti uguali. Dopo qualche ora, stendere la pasta con il mattarello , all' altezza di un paio di cm. Coppare in una misura più piccola dell'hamburger : 2,5 cm se carne è di 3 cm. Disporre su carta forno e mettere a lievitare. Coprire con pellicola per non far seccare il prodotto oppure, come ho fatto io, mettere in forno con un bicchiere di acqua bollente che manterrà nell'ambiente l'umidità necessaria. I ritagli compattati vanno messi in frigorifero a ricompattare, poi ripetere l' operazione. Quando saranno ben lievitati pennellare, con tuorlo e panna, e cospargere con semi di sesamo e papavero. Il forno dovrà essere altissimo in modo che cuciano fuori, ma all'interno restino morbidi e non si secchino troppo . Vanno Infornato nella parte centrale. Il pollo va macinato , possibilmente nel tritacarne diversamente lo macinate nel Bimby, come ho fatto io. Travasare in una boule, aggiungere le uova intere, il succo di limone, la senape, prezzemolo tritato , sale , pepe e il burro fuso ( perché essendo pollo rimarrebbe troppo asciutto nel caso si usasse il maiale, il burro non servirebbe). Lavorare con le mani per evitare che l'albume dia troppo consistenza all'impasto . In modo che non si formi la farcitura, e il legame tra uovo e pollo, rimanga sgranato e sia così più semplice da dosare con sac à poche negli stampi. Quelli ideali sono gli stampi per i mini savarin che avranno poi il foro per inserire la maionese o la ketchup, ma si possono usare anche quelli bassi da tartelletta ( tondi e piatti). NB: io ho dosato con un due cucchiaini l'impasto ma ovviamente non sono venuti tutti precisi. Battere sul tavolo per livellare. Salare nuovamente in superficie e pepare. La cottura va fatta in un forno molto alto ( anche 250 eventualmente grill) per ottenere l'effetto scottatura simile a quello della piastra. Pochi minuti. Dopo di che non resta che comporre il tutto. Qual'è la meraviglia di questi mini hamburger ? É che si possono congelare ! Io vi racconto la mia esperienza. A dicembre ho dovuto preparare un buffet per i 18 anni di mia figlia e gli invitati erano parecchi quindi ho pensato di ricorrere a queste preparazioni molto comode per l'occasione. Ho preparato parecchi mignon di pasticceria salata e il giorno stesso non ho fatto altro che comporre e riportare il tutto a temperatura ambiente. Li potete preparare nei ritagli di tempo, anche una preparazione per volta , vi bastano davvero 2 stampini da savarin e il gioco é fatto. Preparati gli hamburger e cotti li congelate in comodi sacchetti pronti all'uso. Stessa cosa per i panini , li conservate nei sacchetti appositi e li tenete in congelatore fino al giorno in cui li volete utilizzare . Non vi resterà che comporli in qualche minuto , passarli in forno ad intiepidire ( ma sono ottimi anche a temperatura ambiente!) e li potrete servire ai vostri ospiti stupefatti!

Fonte: lericettedelbimbyemoltealtre.blogspot.it

Ingredienti: per l'impasto 400 gr. di farina Manitoba 2 uova medie intere più 1 tuorlo 50 gr. di burro in pomata 70 gr. di zucchero a velo 6 gr. di backing (lievito per dolci) scorza grattugiata di 1 limone semi di 1/2 bacca di vaniglia 1 pizzico di sale 4 gr. di aceto 10 gr. di Marsala per il ripieno q.b. di Crema di Nocciola per la frittura olio di semi di arachide (ma se preferite olio extravergine di oliva) per la decorazione q.b. di zucchero a velo vanigliato Procedimento Nel cestello della planetaria, (volendo si può anche impastare a mano) inserire la farina, le uova, lo zucchero, il lievito, la scorza grattugiata del limone, i semi della vaniglia, il sale, l'aceto e il Marsala ed impastare molto velocemente fino a che non si formi l'impasto, quindi aggiungere il burro in pomata a piccole quantità per volta e far girare la macchina fino a che non si sia del tutto assorbito. A questo punto prendere l'impasto e avvolgerlo nella pellicola alimentare e farlo riposare per 12 ore in frigorifero. Trascorso il tempo stendere l'impasto a circa 3 mm. di altezza (io ho usato la macchina per stendere la pasta in modo da ottenere la stessa forma e spessore), quindi dividerlo in lunghe strisce rettangolari,con un coppa pasta rotondo, tagliare dei cerchi tutti uguali, inserire al loro interno una noce di crema di nocciola, richiudere con un altro dischetto, pressare bene i bordi per farli aderire e non aprire in cottura, quindi friggere in abbondante olio di semi, a fiamma media e solo per qualche secondo, per evitare di bruciarli (devono restare chiari), farli sgocciolare su carta assorbente, quindi sistemarli su un vassoio di servizio e spolverizzarli con abbondante zucchero a velo vanigliato. Servire caldi per gustare meglio la crema interna fusa. Consiglio: come ripieno potete utilizzare anche della marmellata, della crema pasticciera o della crema al limone, così come mostra la foto sottostante.

Fonte: nonsolodelizie.blogspot.it

Puntata Pronto in Tavola : 29 agosto 2014 Chef : Monica Bianchessi INGREDIENTI : 250 g di biscotti digestive 60 g di burro a pomata Per il ripieno : 400 g di ricotta 70 g di zucchero a velo 1 cucchiaio di essenza alla vaniglia Il succo di 1/2 limone 250 g di panna 100 g di mascarpone Per la guarnizione : 1 vasetto di confettura di ciliegie senza zucchero Mettere i biscotti spezzati grossolanamente con le mani dentro al vaso del mixer, frullarli fino a renderli sabbiosi (foto1) poi aggiungere il burro a pezzetti (va bene anche freddo se si lavora con il mixer) e frullare ancora per intridere la polvere di biscotti di burro. Prendere uno stampo rotondo a cerniera di circa 20 cm di diametro, versare la base preparata e compattarla per bene con il dorso di un cucchiaio (foto2) poi riporlo in frigorifero a raffreddare e solidificare. Passare la ricotta al setaccio per renderla fine (foto3) e farla cadere direttamente dentro una grossa boule (in questa ricetta è stata utilizzata una ricotta molto soda, se fosse più morbida andrebbero aggiunti un paio di fogli di colla di pesce per rendere la torta più compatta), aggiungere lo zucchero a velo e mescolare (se non si ha a disposizione è bene mettere lo zucchero semolato dentro la ricotta la sera precedente in modo da dargli il tempo di sciogliersi completamente e non lasciare granelli in bocca). Aggiungere l'essenza alla vaniglia, il succo di limone e mescolare ancora. In un'altra boule sbattere la panna fresca ben fredda e il mascarpone in modo da ottenere una crema densa ma non troppo montata e poi versarla dentro la boule dove è contenuta la ricotta (foto4) quindi amalgamare bene gli ingredienti con una frusta a mano. Riprendere la base dal frigo, versare all'interno la crema preparata (foto5) e livellare la superficie con il dorso di un cucchiaio, battere un paio di volte lo stampo sul piano di lavoro per assestare la crema (foto6) e lasciare raffreddare in frigorifero per qualche ora e poi passarlo in freezer per solidificare bene tutti gli ingredienti. Trascorso il tempo necessario aprire lo stampo in modo da togliere l'anello (foto7), tagliarla a fette e servirla guarnita con la marmellata di ciliegie senza zucchero (foto8) e amarene sciroppate a scelta (foto9).

Fonte: ricettetv.blogspot.it

Ingredienti: Pere 800 g Acqua 625 g Succo e buccia di limone 1 Zucchero raffinato 385 g Baccello di vaniglia 1 Burro a pomata 125 g Uova 3 Panna montata 160 g Farina 00 100 g Farina autolievitante 100 g Mandorle tostate e lamellate 40 g Cioccolato extrafondente tagliato grossolanamente 100 g Farina di mandorle 60 g Dolce ideale per la colazione ma non solo: questa torta di pere e vaniglia , la cui ricetta ci giunge dalla lontana Australia (si chiama infatti Vanilla Pear Almond Cake ) è perfetta anche per l’ora del thè o semplicemente servita come dessert! Vi svelo la preparazione, passo dopo passo per realizzare questa facilissima e golosissima torta di pere e vaniglia! Preparazione: 20’ Cottura : 90’ Pelare le pere e cuocerle in acqua e zucchero (1 quarto del pesato) per 30 minuti. Togliere le pere e lasciar ridurre lo sciroppo della metà e metterlo da parte. Riscaldare il forno a 180°. Battere il burro con lo zucchero rimanente, finchè è spumoso e soffice, aggiungere battendo le uova, una alla volta, aggiungere la panna montata, 2 cucchiai di sciroppo di pere, la farina, la farina di mandorle, le mandorle a lamelle e il cioccolato fondente. In una teglia a cerniera mettere il composto ed inserire poi le pere intere in verticale lasciando fuori i piccioli. Infornare per 1 ora e mezza a 180° lasciare immobile  il dolce a forno spento per 10 minuti. Servire il dolce tiepido, irrorato del restante sciroppo. Se ti è piaciuta la ricetta, iscriviti al feed cliccando sull'immagine per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog: Condividilo sulla tua bacheca su Facebook, sulla tua rete di contatti Twitter o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google, Linkedin, Instagram o Pinterest. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie! CONDIVIDI SU!

Fonte: ilmondodeidolci.blogspot.it

Dite che dopo le feste e questo "letargo" invernale sia giunto il momento di ritrovare la forma fisica? Io direi di si, ma con questa ricetta distruggo i vostri buoni propositi...e anche i miei! :P Ma ogni tanto ce lo dovremmo pur concedere uno sfizio, no? ;) Consiglio: se volete gustare la crema come dolce al cucchiaio vi consiglio di farne mezza dose, altrimenti vanno bene queste dosi per farcire una torta (ne avanza pure!). Ingredienti 500 gr di mascarpone 120 gr di zucchero 6 tuorli 3 albumi 1/2 dl di rum cacao amaro Lavorate il mascarpone con le fruste fino a renderlo a pomata. In una ciotola lavorate i tuoi con lo zucchero sino ad ottenere una crema spumosa e aggiungete il rum. Unite il composto di tuorli e zucchero al mascarpone e mescolate omogeneamente. Incorporate poi gli albumi montati a neve fermissima. Mescolate per bene fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Versate la crema in alcune ciotoline e tenetele in frigo. Al momento di servire, spolverizzate con del cacao amaro. ... E adesso vado in palestra con zero sensi di colpa!:P

Fonte: cook-zone.blogspot.it

I Panini Mignon al Latte con Crema al Formaggio e Salmone li ho realizzati per il buffet del mio compleanno e sono stati particolarmente apprezzati dai miei ospiti. Poiché mi erano avanzati alcuni panini vuoti che avevo surgelato, in questi giorni li ho scongelati e farciti, erano molto soffici e sembravano appena usciti dal forno! Per la preparazione dei panini ho utilizzato una ricetta del maestro Montersino, mentre per la farcia ho preso ispirazione da un vecchio libricino di ricette della Kraft. Ingredienti Panini al latte di Luca Montersino: 375 gr di farina 360W 188 gr di latte intero 50 gr di uova intere 100 gr di burro 30 gr di latte intero in polvere 15 gr di lievito di birra fresco 15 gr di zucchero 7 gr di sale 5 gr di malto d'orzo Farcia: 3:1 Philadelphia e maionese * un pizzico di sale salmone affumicato a fette qb rucola qb * a 3 cucchiai di Philadelphia va aggiunto 1 cucchiaio di maionese Preparazione Panini: Impastate la farina con il latte, le uova, il latte in polvere, il lievito di birra, lo zucchero ed il malto. Appena gli ingredienti si saranno amalgamati, aggiungete il burro a pomata ed il sale. Coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigo per 3 ore. Riprendete l’impasto e formate delle palline (io di 35 gr l'uno). Adagiate i panini in una teglia rivestita con carta da forno avendo cura di disporli ben distanziati l’uno dall’altro. Lasciate lievitare sino al raddoppio. Montersino consiglia di cuocere i panini in forno preriscaldato a 200°C per circa 15 minuti, io invece li ho infornati nel forno ventilato preriscaldato a 150°C e li ho fatti cuocere per circa 20 minuti. In tutti i casi vi consiglio di regolarvi sempre in base al vostro forno. Sfornateli e lasciateli raffreddare su di una gratella. Farcia: La proporzione di questo ripieno è 3:1, ossia a tre cucchiai di Philadelphia va aggiunto uno di maionese. Moltiplicate le dosi in base al numero di panini da farcire. In una terrina mescolate la Philadelphia con la maionese ed un pizzico di sale fino ad ottenere una crema liscia e senza grumi. Tagliate a metà ogni panino e spalmate l'interno delle due metà con la crema al formaggio. Sulla prima metà adagiate una fetta di salmone e qualche foglia di rucola, poi con la seconda metà ricoprite la farcia ricomponendo il panino.

Fonte: italiansdoeatbetter.blogspot.it

Questa insalata variopinta e saporita l'ho servita domenica, come antipasto, durante il pranzo all'aperto. E' stato un entrée gradito per i gusti particolari e per i colori vivaci. Le fragole, come anche le pesche, in estate le uso come ingrediente di insalate, soprattutto con il songino, un tipo di verdura che mi piace non solo visivamente ma anche per il sapore delicato e leggermente aromatico. Questi abbinamenti li trovo azzeccati, i gusti si sposano bene e la frutta regala acqua e sali minerali ad un piatto già salutare di suo, rendendolo ideale nella stagione calda. L'elemento croccante è stata una prova bella e buona (detto a posteriori...all'inizio non ci credevo molto...) Ho preparato delle lingue di gatto con la ricetta classica sostituendo allo zucchero il parmigiano, naturalmente con dosi ridotte. Il tutto è stato condito con il classico French dressing, utilizzando però un aceto di mele maturato in barrique, a mio parere eccezionale. Ora passiamo velocemente alla ricetta il tempo per l' MT Challenge sta per scadere, non rpima di aver ringraziato Leo per la proposta! Ingredienti songino fragole salmone affumicato a fette robiola French dressing : 2 cucchiai di olio evo 1 cucchiaio di senape di Digione 1 cucchiaio di aceto di mele maturato in barrique sale e pepe Lingue di gatto salate (per 20 lingue sottili) 50g di burro a pomata 50g di farina 1 albume d'uovo 20g di parmigiano grattugiato 1 pizzico di sale Preparare le Lingue di gatto: Montare il burro con le fruste aggiungendo a poco a poco la farina, aggiustare di sale e inserire il formaggio. A questo punto incorporare 1 albume non montato, mescolare bene fino ad ottenere un composto ben liscio. Inserire il tutto in un sac a poche e formare delle strisce o anche dei bastoncini (come ho fatto io) su carta forno. Cuocere in forno già caldo per 7 minuti a 180°C. French dressing: Sciogliere il sale nell'aceto di mele. Miscelare l'olio con la senape e successivamente unire l'aceto salato e il pepe. Mondare e lavare accuratamente il songino, cercando di lasciare intatti i cespi, asciugare delicatamente con carta assorbente. Lavare e mondare le fragole togliendo il picciolo e dividendole in due parti o più parti, se di grosse dimensioni. Posizionare un poco di robiola sulle fette di salmone e arrotolarle formando un cannolo ripieno. Assemblare mettendo nel piatto il songino, a formare una specie di montagnetta, su cui verranno posizionati i cannoli di salmone alla robiola e cosparso di fragole. Disporre le lingue di gatto al parmigiano a raggiera. Condire con abbondanti gocce di French dressing. Servire subito. Con questa ricetta partecipo all' MTC di Giugno

Fonte: zibaldoneculinario.blogspot.it

Diffusa oltre che a Capri, soprattutto nella Penisola Sorrentina e nella Costiera Amalfitana, la caprese pare essere un'involontaria creazione risalente agli anni venti del secolo scorso. "La scrittrice sorrentina Cecilia Coppola ne racconta la storia nel suo libro 'Zeppole, struffoli e chiffon rosso': il cuoco Carmine di Fiore dimenticò di mettere la farina in una torta di mandorle che stava preparando per tre malavitosi americani giunti a Capri per acquistare una partita di ghette per Al Capone. Il risultato fu così buono che i tre americani ne pretesero la ricetta e Di Fiore, battezzatala caprese, inizio a produrre la torta con regolarità, avendo in poco tempo grande successo e molti proseliti" (da L'Italia dei dolci" di Slow Food Editore). Come tutte le ricette che si perdono nelle pieghe del tempo, risalire a quella del suo ideatore è impresa destinata al fallimento. In compenso non si contano i tentativi di imitarne l'originale. Quel che è incontrovertibile è che, pur nella sua semplicità, è tra le migliori torte al cioccolato che mano di pasticcere abbia mai creato. E' un dolce che cresce molto poco in cottura e resta di consistenza tendenzialmente compatta. Sulla superficie si presenta croccante ma all'interno è estremamente scioglievole. Con un sapore molto carico di cioccolato. In una parola: irresistibile. Senza farina, quindi perfetta anche per i celiaci, e con le mandorle. E con tanto cioccolato fondente nell'impasto. Nel tentativo di riprodurne l'originale, vagando quà e là nella rete, ho scovato questa ricetta di torta caprese che mi ha convinto da subito per il dosaggio degli ingredienti ma alla quale ho apportato alcune modifiche nel procedimento. Per una tortiera da 26 cm di diametro 250 g di mandorle 250 g di cioccolato (io extrafondente al 70 %) 6 uova intere medie (da 50 g l'una) 200 g di zucchero semolato 200 g di burro Galbani un pizzico di sale Tirare per tempo fuori dal frigorifero le uova ed il burro in modo che raggiungano la temperatura ambientale. Tritare finemente le mandorle con un cutter, senza privarle della pellicina, facendo molta attenzione a non surriscaldarle, diversamente fuoriesce la parte oleosa. In alternativa si può usare la farina di mandorle, ma il risultato non sarà lo stesso perché ne perderà il sapore ed il profumo (la farina di mandorle si deteriora con più velocità della mandorla intera, tanto più se è privata della pellicina che svolge funzione protettiva). Fondere preferibilmente a bagno maria - o al micronde a bassa potenza, diversamente si rischia di bruciarlo - il cioccolato fondente precedentemente sminuzzato e poi lasciarlo intiepidire. Io ho volutamente utilizzato un cioccolato con un'alta percentuale di cacao perché volevo una torta con un buon punto di amaro. In una terrina, unire il burro, precedentemente reso a "pomata" (deve risultare spalmabile e cremoso) al cioccolato e poi i tuorli (i tuorli devono essere utilizzati a temperatura ambientale perché se fossero freddi da frigorifero, a contatto con il cioccolato lo indurirebbero) e la farina di mandorle e mescolare a mano con una spatola quel tanto che serve ad amalgamare gli ingredienti. A parte montare i sei albumi con tutto lo zucchero. Ho scelto di montare gli albumi con lo zucchero, anziché da soli, per ottenere una consistenza più cremosa che facilita la successiva operazione di amalgama al resto dell'impasto. Se gli albumi vengono montanti da soli, c'è troppa differenza di consistenza tra i due composti e gli albumi tendono a smontare quando vengono uniti all'altro composto. Versare su una tortiera imburrata e spolverata con il cacao amaro e cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per 40-45 minuti. Non va cotta troppo: deve restare umida all'interno. Togliere dalla teglia solo quando si è completamente raffreddata.

Fonte: coccoledidolcezza.blogspot.it

So che nel web ci sono molte amiche puriste che detestano il Bimby, perché toglie il piacere di cucinare. E in effetti affidare ad una macchina il mescolare, curare, assaggiare un piatto può privare delle emozioni che la cucina offre. Ma ci sono momenti in cui l'alternativa non è tra cucinare un piatto con tutti i crismi o cucinarlo grazie ad un congegno, ma tra affidarsi ad un congegno per stampare un pranzo o una cena e chiamare uno speedy pizza o una rosticceria. Ecco, talvolta il Bimby è davvero per me un'ancora di salvezza. Questa settimana e quella prima, ad esempio, io sono entrata a scuola alle 9 e ne sono uscita, tra laboratori di Natale, corso per il Primo Soccorso e formazione professionale, alle 19 praticamente tutti i giorni Ci mettiamo i tempi tecnici di spostamento, 1 ora di ginnastica posturale (altrimenti a movimentare bambini che ormai pesano dai 15 ai 20 chili voglio vedere come faccio!) e ci rendiamo conto che lo spazio per manicaretti mantecati difficilmente si trova. Ed ecco che il Bimby diviene una risorsa a cui è difficile rinunciare. Ma eccoci alla ricetta: Viola ama la crema di zucca, anch'essa nel pacco del G.A.S. (ancora per poco, credo), di quelle che praticamente si mangiano con la forchetta. Gli altri della famiglia preferiscono le minestre più liquide. N oi lo facciamo con 500 grammi di zucca, due porri e 2 litri di acqua. Viola frulla quasi tutta la zucca e i porri e si fa la sua pomata (perché la consistenza è quella), io conservo l'acqua di cottura e quel poco che Viola ha lasciato e aggiungo la dose di liquido che ricrea una consistenza accettabile. Ebbene, la scorsa settimana, stante la dose di impegni sopra descritta, proprio quell'acqua di zucca era praticamente l'unico ingrediente che mi era rimasto in frigo. Una minestrina d'acqua insaporita era improponibile, come cena per quattro persone, ne converrete... Ed ecco il colpo di genio: un risotto all'aroma di zucca! Ingredienti 350 grammi di riso (ribe parboiled Penny- la Penny non ci dà una lira, ma è quello migliore finora trovato per fare il risotto col Bimby) 40 grammi di olio evo 2 cipolle piccole 100 grammi di vino bianco secco 800 grammi di brodo di zucca molto molto liquido 1 dado da brodo (noi 1 cucchiaio colmo di dado bimby) 20 grammi di burro 30 grammi di parmigiano grattugiato 50 grammi di parmigiano in scaglie e erba cipollina per guarnire Preparazione Tritate nel boccale del Bimby le cipolle 3 secondi a velocità 5. Mettete a bollire il brodo di zucca. Aggiungete alle cipolle nel boccale del Bimby l'olio e soffriggete per 3 minuti a 100° per 3 minuti a velocità 1 più antiorario. Unite il riso e il vino e tostate senza misurino per 3 minuti a 100° velocità 1 più antiorario. Aggiungete il brodo di zucca bollente in cui avrete scelto il dado. Cuocete senza misurino per 13 minuti a 100° velocità 1 più antiorario. Assaggiate; se il riso fosse ancora crudo per i vostri gusti cuocete altri 2, 3 minuti. Anche se vi sembra troppo crudo, non commettete l'errore di avviare per più di 3 minuti alla volta, per evitare scherzi di cottura. Unite il burro e il parmigiano e fate girare ancora 1 minuto, senza calore, a velocità 1 più antiorario. A cottura ultimata, resterà piuttosto liquido. Potrete servire il risotto all'onda, oppure dosare l'umidità prelevando il riso con una schiumarola. A me piace il riso asciutto e così ho seguito il metodo due, dandogli forma con un ring. Condite poi con scaglie di parmigiano ed erba cipollina, sia la versione all'onda che al ring. p.s: niente vieta che si possa fare questo risotto anche senza bimby, e dunque, sapete meglio di me i passaggi. Basterà, dopo aver soffritto le cipolle in una padella abbastanza ampia, far tostare il riso e sfumarlo prima con il vino e poi con il brodo, aggiunto una ramaiolata alla volta. E mantecare, mantecare, mantecare...

Fonte: cecieviola.blogspot.it

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