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Finalmente, sabato 28 giugno, è stato celebrato questo matrimonio tanto atteso! L'evento dell'anno, che ha assorbito tutto il mio tempo libero, quasi tutti i miei pensieri e le mie energie. È stato un periodo molto frenetico perché , da perfezionista quale sono, non ho permesso a nessuno che mi aiutasse; troppo alto il rischio che poi ci fosse qualcosa che non mi piacesse. Naturalmente sono stata anche fortunata ad aver incontrato persone che hanno saputo far bene il loro lavoro e che hanno reso ogni particolare mio, così come lo volevo. Innanzitutto bisogna precisare che, rompendo con la tradizione, il matrimonio è stato celebrato a Padova in una incantevole chiesetta di origine mediovale, la Scoletta del Carmine , e non a Brindisi. Sarei diventata matta ad organizzare tutto a distanza col rischio di sentirmi un'invitata al mio matrimonio e poi probabilmente non avrei avuto attorno a me tutti gli amici. Secondo me però vi interessa poco sapere di fiori, di conetti portariso o di scatole porta confetti e non vedete l'ora che io passi a parlarvi della location del ricevimento e del menù. Scegliere il posto dove festeggiare è stato facilissimo, ci ero già stata per un matrimonio di amici un anno fa, ed ero rimasta entusiasta di quello che avevo mangiato. Di conseguenza è stata l'unica scelta e alternativa presentata al mio maritino...per la serie questo o niente. Il posto scelto è stato il ristorante la Montecchia , gestito dalla famiglia Alajmo, che in Veneto è sinonimo d'alta cucina. Qui abbiamo trovato un personale eccelso che ci ha supportato in tutto e che ha curato ogni minimo particolare. La scelta del menù è stata fatta a metà giugno, in quanto, essendo un posto che lavora molto sulla stagionalità dei prodotti, la scelta viene fatta all'ultimo. Questo è stato positivo perché mi ha permesso di assaggiare con calma tutte le portate e di avere un'idea ben precisa di quello che stavo offrendo ai miei ospiti, anche perché il giorno del matrimonio avevo perso completamente l'appetito. Gli ospiti hanno molto gradito ed hanno apprezzato in pieno le nostre scelte, a volte anche un po' azzardate. Ecco a voi il menù. La torta nuziale era con lamponi e cioccolato bianco, una delizia! Spero di non avervi annoiati e ci vediamo presto con nuove ricette...finalmente!!!

Fonte: dinneratmarys.blogspot.it

Lo Chef Matteo Aloe ad Identità Milano, manifestazione giunta all'XI Edizione, curata ed ideata da Paolo Marchi di Identità Golose che quest'anno ha come tema "Una sana intelligenza". Fra i vari protagonisti che vi si avvicenderanno, tra incontri e assaggi, vi sarà Matteo Aloe, per parlare di cucina sostenibile, sia per il pianeta che per la salute. Lo chef Matteo Aloe di Berberè a Identità Milano In occasione dell'XI edizione del Congresso italiano di cucina d'autore, domenica 8 febbraio in Sala Blu alle ore 16.15, per la sezione Identità Naturali, si svolgerà l'incontro/workshop con Matteo Aloe, chef e patron di Berberè Identità Milano, Via Gattamelata GATE 14, Milano Nell' XI edizione Identità Milano (8-10 febbraio), il primo congresso italiano di cucina d’autore curato e ideato da Paolo Marchi di Identità Golose che quest'anno ha scelto come tema "Una sana intelligenza", fra i protagonisti della sezione Identità Naturali , ciclo di incontri organizzati in Sala Blu domenica 8 febbraio con l'obiettivo di parlare di cucina sostenibile sia per la salute che per il pianeta, ci sarà alle ore 16.15 Matteo Aloe , chef e patron insieme al fratello Salvatore di Berberè , giovane società che, partendo dalla grande tradizione italiana per l’arte della pizza, rielabora il piatto pop nazionale in chiave creativa ma “gourmet-free”, valorizzandone l’artigianalità e l’eccellenza qualitativa. All'interno di questa kermesse dinamica e ricca di fermenti che accoglie sul palco non solo i più grandi professionisti della cucina e della pasticceria (da Carlo Cracco a Massimo Bottura, da Massimiliano Alajmo a Davide Scabin, Nadia Santini e Heinz Beck) ma anche artigiani di grande esperienza, la sezione Identità Naturali, che si svolgerà domenica , nasce dall’idea di unire sullo stesso palco per un’intera giornata chef che hanno visioni molto diverse del concetto di “naturale”, “salutare” o “sostenibile”, ma le cui cucine fondano le proprie radici negli ingredienti più semplici e per certi versi “poveri", come legumi, cerali, ortaggi rielaborati per dare vita alle più interessanti avanguardie gastronomiche. Naturale inteso come innovazione, salute e rispetto per l’ambiente, temi che verranno affrontati nell’ormai prossimo Expo Milano 2015. L'appuntamento con Matteo Aloe dal titolo "Gestione di un'insegna naturale" è in programma per le ore 16.15. Il lavoro di Aloe è stato fin dal principio concentrato sulla ricerca di una cucina gustosa, ma anche sana ed ecologica, che ha portato alla creazione, insieme al fratello, di Berberè. Aloe racconterà com'è nato e come si è sviluppato il progetto, cosa significa fare cucina naturale, coniugando una corretta gestione imprenditoriale con scelte coraggiose, chiare e coerenti su artigianalità, stagionalità, biologico, riduzione dell’impiego di carne e pesce e centralità di ortaggi, cereali e legumi. Inoltre ci sarà spazio anche per la cucina con gli show cooking, in cui lo chef presenterà tre ricette: la pizza a lievitazione naturale, bandiera di Berberè, proposta con cavolo nero, prosciutto cotto di Mora Romagnola, senape e fiordilatte; una formula di pausa pranzo o merenda take away a base di cereali, Shakeat! insalata di risi invernale, per dimostrare che fast non vuol dire trash; infine un dolce Patate e lamponi. Nell'incontro verrà presentato anche un video racconto che in pochi minuti descrive lo spirito di Berberè e i suoi valori. Il video, realizzato da Seiperdue su concept di Comunicattive con la regia di Davide Labanti , ricrea l'atmosfera delle "favole" di Wes Anderson con l'obiettivo di rappresentare il cuore del progetto, fatto di artigianalità, stagionalità, sostenibilità ma anche di coerenza, accessibilità, bellezza e bontà, e di passione, quella che guida tutte le persone che lavorano per Berberè: grazie alla partecipazione diretta di Salvatore e Matteo Aloe, di Massimo Giuliana, lo Chef di pizza, dei giovani artigiani pizzaioli, delle ragazze e dei ragazzi della cucina e della sala, il video racconta in maniera ironica e leggera la “poetica” della pizza Berberè. Posted in: chef matteo aloe , comunicato stampa , eventi , identità milano , milano

Fonte: thelunchgirls.blogspot.com.es

Quanti sono i ragazzi, signore e pensionati che in questo momento stanno sognando di poter guardare un pomodorino con lo stesso occhio consapevole e professionale? Sicuramente tanti, molti in cerca di uno sbocco professionale altri influenzati dagli innumerevoli spettacoli di video-cooking. Qualcuno mosso anche da un'innata passione. Presto questo sarà possibile perchè.... ...un corso di alta formazione professionale finalizzata ad apprendere le migliori tecniche di cucina con i migliori chef e professionisti di gastronomia, pasticceria e sommellerie del panorama nazionale è in partenza. Non solo una scuola di cucina ma un corso di studi che eleva il pensiero, un corso di alta formazione professionale finalizzata ad apprendere le migliori tecniche di cucina ma soprattutto un percorso destinato ad "aprire le menti", fornendo stimoli culturali ed estetici utili a sviluppare la personalità del futuro chef, la sua creatività, la sua originale visione della cucina. Il Master potrà contare, come punto di forza, su di un corpo docente d'eccezione ed in particolare sul contributo formativo dei cuochi stellati "Cavalieri della Cucina Italiana", Massimiliano Alajmo, Antonio Cannavacciuolo, Andrea Berton, Chicco Cerea, Ciccio Sultano, Davide Scabin, Gennaro Esposito, Giancarlo Perbellini, Giovanni Santini, Heinz Beck, Massimo Bottura, Mauro Uliassi, Moreno Cedroni, Niko Romito. "Con questo Master vogliamo contraddire la visione tecnicista di cucina ridotta quasi solo all'aspetto estetico - ha affermato Massimiliano Alajmo nel corso della conferenza stampa - e far invece emergere il pensiero che essa sia cultura, intimità, espressione. Sarà quindi un percorso formativo che intende non tanto "saziare" quanto stimolare gli appetiti culturali degli allievi". Il Master della Cucina Italiana, partirà il 4 febbraio 2013 a Creazzo (Vicenza) presso la nuova sede del Centro Formazione Esac (nuova struttura di Confcommercio Vicenza per la formazione aziendale e food). E’ diretto a tutti i diplomati degli istituti alberghieri italiani che abbiano conseguito almeno una minima esperienza di base in cucine professionali. La selezione è già in corso, la durata prevista è non superiore ai 9 mesi. Due le fasi: una residenziale (con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche dal lunedì al venerdì di 8 ore giornaliere) e una pratica, di quattro mesi in un prestigioso ristorante italiano non ancora ben definito. Iscriviti con un click http://www.mastercucinaitaliana.it/a_ITA_14747_1.php Info 0444-964300 [email protected] Consigliato da La cucina economica

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Eh già, ho dovuto mettere il 2 perché, mentre scrivevo, il titolo mi suonava di già fatto. Veloce ricerca avanzata nel forum di Coquinaria ed ecco il risultato: Una cena in giallo... La memoria funziona ancora! Ok...ok... è un topic del 2009, lo so che nei diversamente giovani la memoria a lungo termine è quella che va meglio...non infierite plis! Ciò non toglie che il colore giallo mi piaccia! Ho le pareti della sala gialle, ho messo la tovaglia gialla, i sottopiatti di paglia gialli, alcuni piatti gialli, i bicchieri con base dal giallo all'arancio, un girasole giallo al centro della tavola, ma siamo in estate ecchédiamine! Secondo i cromo terapeuti il giallo, essendo il colore del sole, dà energia, forza, vitalità, perché le sue vibrazioni sono simili a quelle dei raggi solari. Invece n ell'antica Grecia era il colore dei pazzi che si dovevano vestire di giallo per essere riconosciuti...ehm... ma io non ero vestita di giallo!! Avevo il vestito rosso!! Utilizzare il giallo stimola la razionalità e il cervello sinistro, migliora le funzioni gastriche e tonifica il sistema linfatico, stimola la digestione (anoressia, inappetenza, flatulenza, emorroidi interne, eczema) ed aiuta ad eliminare le tossine attraverso il fegato e l'intestino. E allora giallo sia!! Le foto sono quel che sono, ragazzi non sono più quella di una volta, ho perso tanto in concentrazione, organizzazione e resistenza però non ho perso le idee, ma se ne avessi meno e mi rendessi conto del mio stato fisico e mentale sarebbe sicuramente meglio. Per fortuna è arrivata in soccorso la Carla, una delle ospiti, che mi ha dato un validissimo aiuto, altrimenti avremmo cenato alle ore piccole! Grazie Carlina!! Ed ecco qui: La tavola gialla Focaccina con paté di trota e Granita di arance, gamberi rossi e cozze La granita è una mia interpretazione di una ricetta di Alajmo e mal me ne doveva incogliere quando ho deciso di provare a riprodurla... infatti nella foto si vede che la granita si stava sciogliendo rapidamente Granita di arance, gamberi rossi e cozze dal libro In .g redienti di Massimiliano e Raffaele Alajmo ingredienti per 4 per la granita di arance 125 gr. di succo di arance sanguinella 40 gr. di acqua 1 /2 cucchiaino di olio extravergine Costa dei Trabocchi di oliva una percezione di zucchero un pizzico di sale Porre gli ingredienti nella sorbettiera e mantecare sino a raggiungere la consistenza. (Io l'ho messa in un contenitore da freezer ed ogni tanto rimescolavo con una forchetta finché non ha raggiunto la consistenza voluta.) Conservare la granita a -16°C per i gamberi rossi 1 It. di acqua 16 gamberi rossi 1 cucchiaio dì sale grosso Eliminare la testa dei gamberi e lessare le code in acqua salata. Privarle del carapace e dell'intestino e tagliarli a tocchetti per le cozze 20 cozze 100 gr. di vino bianco 10 gr. di cipolla bianca tritata 5 gr. di prezzemolo 1/2 spicchio di aglio un filo di olio extravergine di oliva Spurgare le cozze in acqua e sale; scaldare una padella con un filo di olio, quindi rosolarvi la cipolla, l'aglio e il prezzemolo appena battuto. Unire le cozze ben pulite, sfumare con il vino bianco e incoperchiare. Cuocere a fuoco basso sino a quando i mitili si aprono. Eliminare i gusci e filtrare il succo per l'insalata 40 gr. di finocchio a julienne 20 gr. di radicchio rosso a julienne 2 gr. di olio extravergine di oliva Costa dei Trabocchi un pizzico di sale Condire le verdure con l'olio e il sale preparazione un pizzico di fior di sale olio extravergine di oliva, io ho usato l'ottimo Costa dei Trabocchi In un tegamino intiepidire un filo di olio, unirvi le cozze, i gamberi e un cucchiaino di succo di cozze. In un bicchiere trasparente disporre 40 gr. di granita e cospargerla con un filo dì olio. Coprire con 8 pezzi di gamberi, 5 cozze ben calde e il loro sugo di cottura. Proseguire con un altro filo di olio, poco fior di sale e coprire con Pinsalatina a julienne. Servire immediatamente accorgimenti Per spurgare bene le cozze, si consiglia di stenderle in una placca di acciaio senza sovrapporle, coprendole con acqua salata e carta stagnola. Questo espediente simula in parte "l'habitat marino", permettendo ai mitili di espellere tutta la sabbia Paté di trota Ingredienti: 2 trotelle 1 l. court bouillon . 2 cipollotti prezzemolo 1 ciuffo noce moscata 10 gherigli di noce 100 g burro sale e pepe Preparazione Bollite nel court bouillon le trotelle, dopo averle pulite, per circa 30 m. Gettate via la testa, diliscatele con cura, passate quindi la carne al frullatore ed impastatela con un soffritto di cipolla e prezzemolo tritati finissimi, sale, pepe, noce moscata. Aggiungete le noci pestate al mortaio o passate nel frullatore. A parte fate sciogliere il burro e unitelo al composto, mescolate molto bene per amalgamarlo e mettete il paté in una terrina a forma di pesce e lasciatelo riposare per almeno 2 ore in frigorifero. Oppure mettete l'impasto sopra ad un foglio di carta forno e formate un rotolo. Servite con crostini o focaccine di pane con semi. Paella Valenciana a modo mio Ingredienti per 8 persone Un pollo di circa un kg, 400 g di riso del tipo che tiene la cottura, 200 g di prosciutto cotto in una sola fetta, 200 g di salsiccia secca piccante (chorizos) oppure salsiccetta a nastro e peperoncino, 250 g di piselli sgusciati, 350 g di pomodori pelati, 8 gamberoni, 8 scamponi 750 g di vongole, 1 sacchetto di cozze vino bianco, 20 pistilli di zafferano oppure una bustina e mezza, un ciuffo di prezzemolo, un grosso peperone rosso, brodo, un limone, una cipolla, aglio, olio, sale, pepe. Preparazione: 1. Sventrate, fiammeggiate e lavate il pollo, poi tagliatelo a piccoli pezzi, cercando di eliminare più ossa possibile. Mettete le carcasse del pollo in una pentola d’acqua con gli odori e preparate il brodo che servirà dopo. 2. Mettete nella padella dove intendete cuocere la paella 3 cucchiai di olio e, non appena sarà caldo, fatevi rosolare i pezzi di pollo, a fuoco moderato, in modo che si colorino uniformemente. 3. Nel frattempo mondate e tritate finemente la cipolla, uno spicchio di aglio e il prezzemolo e fateli soffriggere piano, in un'altra padella, con 2 cucchiai di olio. Dopodiché unite i pomodori pelati triturati, e fate cuocere 10 minuti. 4. Tagliate a dadini il prosciutto, a rondelle la salsiccia e uniteli al pomodoro, insieme con i piselli, prima mondati, lavati e sbollentati. Salate e fate cuocere piano per una decina di minuti. 5. Ora rovesciate tutti questi ingredienti nella padellona del pollo e amalgamateli delicatamente con questo. Continuate la cottura per altri 10 minuti. 6. A parte, in una casseruola larga e bassa, fate aprire le vongole a fuoco vivo (dopo averle ben lavate) unendo un bicchiere di vino bianco. Poi eliminate i molluschi rimasti chiusi e unite gli altri agli ingredienti che stanno cuocendo.Lo stesso fate per le cozze, dopo averle raschiate e lavate, avendo l’accortezza di eliminare mezza valva a quasi tutte. 7. Aggiungete ora il peperone lavato, asciugato, mondato e tagliato a listarelle, poi su tutto distribuite il riso, regolate di sale e pepate. 8. Mettete i pistilli o le bustine di zafferanodi zafferano in un mestolo di brodo. Spremete il limone e filtrate il succo. 9. Versate sugli ingredienti il brodo con lo zafferano (filtrato) e il succo del limone, poi bagnate con altri 6/7 mestoli di brodo caldo. Fate prendere l'ebollizione sul fornello, appoggiate sopra i gamberoni e gli scamponi, coprite il recipiente e passatelo in forno caldo a 180° lasciandovelo per circa 15minuti. 10. A fine cottura smuovete gli ingredienti con una paletta e servite la paella ben bollente Zuppetta di melone con zabaione ghiacciato al Porto Anche qui il doppio colore non è voluto, è capitato perché ho voluto seguire due ricette invece che una e... ormai si sa che i dolci non sono il mio forte! Vabbé. Ho chiesto aiuto alla mia amica Pinella che con tanta disponibilità e gentilezza ha cercato di riequilibrare le percentuali degli ingredienti della piramide, in più ha chiesto ad una pasticcera e mi ha inviato la sua risposta: "Pinella i calcoli che hai fatto sono perfetti! Per quanto riguarda il problemino del porto ghiacciato sul fondo, potrebbe essere una banale questione di temperatura o di squilibrio tra gli ingredienti. La crema troppo calda a contatto con la panna potrebbe aver fatto rompere il legame che teneva saldo lo zabaione e causare quindi la colatura di Porto. Come dicevo, potrebbe esserci uno squilibrio dato che gli albumi così "a crudo" apportano una notevole quantità di acqua!" Quindi questa è la versione corretta della: Zuppetta di melone con piramide ghiacciata al Porto e ventaglio di sfoglia Per quattro porzioni: Perla zuppetta: 500 g di melone, tagliato a pezzetti 1,5 di d'acqua 100 g di zucchero lo scorza di 1 limone Per la piramide: 6 tuorli 175 g di zucchero 3 dl di Porto 3 dl di panna Meringa italiana fatta con 3 albumi e 65 gr di zucchero Per lo spiedino: 24 palline di melone 4 cimette di menta Procedimento: Per la zuppetta: far bollire in una casseruola l'acqua con lo zucchero e la scorza del limone. Lasciare riposare 30minuti. Versare lo sciroppo sul melone e frullare nel mixer. Conservare al fresco. Per la piramide: montare a bagnomaria i tuorli con lo zucchero e il Porto. Togliere dal fuoco e sbattere finché il composto sarà freddo e ben montato. Unire gli albumi montati a neve con la tecnica della meringa italiana : mettere lo zucchero in un pentolino con un paio di cucchiai di acqua, porre al fuoco e fare bollire fino a raggiungere la temperatura di 121°. Intanto montare gli albumi a neve, unire a filo lo sciroppo di zucchero bollente continuando a montare fino al raffreddamento. P er ultima unire la panna montata "a becco" (non troppo ferma). Mettere il composto in stampi a piramide e passare nel freezer per almeno 4 ore. Per gli spiedini di melone, ricavare con l'apposito scavino 24 palline di melone. Infilzarne quattro in un bastoncino di legno e decorare la punta con una cimetta di menta. Ripetere l'operazione formando altri tre spiedini. Velare i piatti con la zuppetta di melone e sformare le piramidi su un lato. Appoggiarvi gli spiedini, i ventagli di sfoglia e decorare con palline di melone. Guarnire, a piacere, con gocce di Porto ridotto a consistenza sciropposa e bastoncini di pasta fillo cosparsi di zucchero a velo ...e mi sono dimenticata questo ultimo passaggio!

Fonte: tentazionidigusto.blogspot.it

Beh... visto il nome del Blog mi sembrava giusto iniziare con la ricetta di un piatto al sapore di caffè; la preparazione è molto semplice, il gusto particolare e si fa certamente bella figura. Mitico Alajmo! Ingredienti per 4 persone: - 320 gr di riso vialone nano - 15 gr di cipolla tritata - 12 gr di olio extra vergine di oliva - 8 chicchi di caffè - 70 gr di vino bianco secco - brodo di gallina quanto basta - 60/70 gr di burro - 100/120 gr di parmigiano - sale e zucchero quanto basta - polvere di caffè - capperi di Pantelleria dissalati e tritati Preparazione: Tostare il riso in un fondo di cipolla e olio, sfumare con il vino bianco, unire i chicchi di caffè (se non li avete usate un sacchettino da filtro da the, riempitelo con un po' di polvere di caffe e chiudetelo bene) e procedere con il brodo di gallina unito poco per volta. Portare a cottura e aggiustare di sapore, togliere i chicchi di caffè, mantecare con burro e parmigiano e emulsionare eventualmente con un goccio di brodo bollente in modo tale che il risotto sia ben "sugoso". Presentazione: Servire su piatto piano cosparso di polvere di caffè aiutandovi con un cinese ...un colino a maglie strette. Allargare per bene il riso e cospargere la superficie di capperi tritati. Segnare il bordo del piatto con una pennellata di polvere di caffè diluita con il brodo bollente.

Fonte: chiccodicaffecucina.blogspot.com

Qual'è il vostro sogno più grande ? Il mio è quello di frequentare il Corso per Pasticcere Professionista al Campus Etoile Academy . Otto mesi, di cui 12 settimane di studi totalmente pratici e approfondimenti all'interno del Campus e 16/20 settimane di stage presso strutture convenzionate. Di corsi alla Boscolo Etoile Academy - così si chiamava inizialmente - fondata dal maestro Rossano Boscolo ne ho frequentati più d'uno, finché la scuola era ubicata a Sottomarina ma non avevo ancora avuto modo di entrare al Campus di Tuscania. Quale emozione quindi l'essere stata scelta - avevo partecipato con la crostata di riso e ricotta al cioccolato e con la torta "all rice" - tra i sedici semifinalisti del Premio Rice Food Blogger e ritrovarmi pure tra i cinque vincitori !! Con un know-how trentennale nel mondo della formazione gastronomica, il Campus Etoile Academy è in assoluto la prima scuola di cucina nata in Italia ed il primo Campus italiano della Gastronomia, un polo didattico all'avanguardia incentrato su una metodologia totalmente pratica e dotato di postazioni lavoro individuali attrezzate con le più moderne tecnologie. Ad ognuno dei semifinalisti è stata assegnata per l'appunto una postazione di lavoro e tutto l'occorrente necessario per creare un piatto di riso. Ma la sfida non è finita ! La finalissima si disputerà il 2 luglio a Lucignano: ci attende un fine settimana da sogno. Leggete un po... http://www.risateerisotti.it/ http://www.scuoladicucinaetoile.com/ http://www.comune.lucignano.ar.it/ “ Risate&Risotti”, divertimento, alta cucina e tanti premi Food blogger e chef saranno selezionati da una giuria d’eccellenza Nuovo appuntamento per “Risate&Risotti” edizione 2016, prima di dare il via alla summer edition , con nuove divertenti serate in affascinanti location. Un’edizione di diciotto imperdibili appuntamenti, sapientemente ideati dall’eclettico Luca Puzzuoli, che ha attraversato ristoranti e agriturismo d’Italia, portando con sé divertimento e alta cucina. Quasi tremila i partecipanti che hanno potuto degustare i piatti di noti chef, e tra una portata e l’altra, godere di spettacoli di cabaret. Ma non solo, centosessanta ricette ricevute dai food blogger di tutta Italia per partecipare al contest “Rice Food Blogger”, dedicato alla compianta chef orvietana Giuseppina Carboni, che nelle sue cinque edizioni ha visto la partecipazione di centinaia di cultori, ma soprattutto influencer, del buon cibo, cimentarsi nelle più svariate preparazioni a base di riso. E inoltre il premio chef emergente “Lido Romiti”, conteso quest’anno da oltre 60 chef. Sarà Lucignano, cuore pulsante della Valdichiana, nella splendida piazza San Francesco, ad ospitare il prossimo appuntamento di “Risate&Risotti”, la sera del 2 luglio, dove, oltre alla cena-spettacolo verranno premiati i vincitori delle due competizioni. Cinque i food blogger arrivati alla finale, dopo essere stati selezionati al Campus Etoile Academy di Tuscania , polo didattico gastronomico voluto dallo chef Rossano Boscolo. Cristiana Curri ( Le chicche di Cristiana ), Ilaria Bertinelli ( Uno chef per Gaia ), Marco Domati ( Niente dieta da domani ), Cristina Dianin ( Coccole di dolcezza ), Bianca e Marta Berti ( Tritabiscotti ), si contenderanno lo scettro di “cuochi del riso” . Alessandra Civilla, chef executive del ristorante Alex a Lecce e Valentina Bartolozzi, capo partita in diversi ristoranti del gruppo Alajmo. si contenderanno invece il titolo di chef emergente “Lido Romiti” edizione 2016. La prestigiosa giuria sarà composta dal presidente Chef Rossano Boscolo , Campus Etoile Academy di Tuscania, Titti Dell'Erba, vicedirettore RistoNews, Giampaolo Trombetti, direttore Alice TV, Luca Govoni , responsabile Storia e Cultura della scuola di cucina internazionale ALMA di Parma, Chef Silvia Baracchi , (1 stella Michelin) del Resort "Il Falconiere" di Cortona. La cena della serata sarà curata dagli chef del posto Marcello Varignani, del ristorante “La Rocca”, e Susanna Del Cipolla del ristorante “Il Goccino” che proporranno il riso in una sorprendente interpretazione. Vini nobili, riserve, doc e igt delle cantine toscane Fattoria Santa Vittoria, Agricola Fabbriche Palma , Gattavecchi , e la piemontese La Bollina , accompagneranno le squisite pietanze. Ad allietare la serata il comico romano Nino Taranto, recentemente arrivato in finale nella trasmissione "Eccezionale Veramente" de La 7. La serata sarà ripresa da Marcopolotv , media partner insieme a RistoNews e Alice, mentre la fotografia sarà curata da Fabio Alessandrini. Oltre al patrocinio del Comune di Lucignano, grandi brands hanno sostenuto questa edizione di “Risate&Risotti” : Pasta Panarese della Val D’Orcia, Riso Maremma, l’ unico prodotto in centro Italia, Tipografia Ceccarelli di Grotte di Castro, Hot Point Ariston, Enginering, azienda leader in Italia per la tecnologia, Frantoio Mancianti, olio di alta qualità prodotto sul lago Trasimeno, Campus Etoile Academy, TOO Italy azienda artigiana di borse ecologiche, Borgo Tessile, Risolì, produttori pentole, Friul Trota, Boscovivo azienda di tartufi, Consorzio Parmigiano Reggiano, Bottega artigianale Michelangeli, Caseificio The Green Valley, Macelleria gastronomia rosticceria Barbara e Gilberto, Panificio Redi M. & Scarpelli M. & C.

Fonte: coccoledidolcezza.blogspot.it

Questa volta è proprio nuova! Mi arriva dal deserto un'ispirazione: liquirizia. Certo, la liquirizia, quella in rotelle che si mangia guardando la televisione, quella che da bambino giochi e srotolare e a metterla in mille modi prima di mangiartela. No, non quella liquirizia, quella vera, usata come ingrediente, come ha insegnato a fare lo chef Alajmo. Ah, quella liquirizia! E che ci faccio? Intanto me la studio un po'. Poi la cerco e non la trovo. Poco male: compro i tronchetti in erboristeria, li congelo, li passo al tritatutto ed ecco la mia polvere, non impalpabile ma polvere è. Ho in casa un bellissimo riso che mi fa presagire un'ottima riuscita. L'ho trovato a Cibus il maggio scorso. I suoi produttori, la famiglia Merlano , sono naturalmente vercellesi, producono riso da 50 anni con metodi tradizionali, coltivano in baraggia, una zona dal terreno aspro, argilloso, lo pilano a pietra. Il loro Carnaroli è il primo e unico riso Carnaroli DOP italiano. Quando l'ultimo giorno di fiera mi sono avvicinata al loro stand ormai smantellato e ho chiesto notizie del loro riso, mi hanno ascoltato e spiegato, Florence mi ha regalato una scatola del loro Carnaroli (quello indicato per l'alta gastronomia, chicchi splendidi!) e non mi ha guardato con disprezzo come mi era poco prima accaduto, solo perché nonostante sia una blogger, non ho un mio biglietto da visita! Quanto tempo ci si mette a farne uno in un supermercato con dati fasulli? Lasciamo perdere. Tornando alla ricetta, ho incrociato liquirizia e questo splendido riso e ne è uscito qualcosa di niente male, davvero niente male. RISOTTO ALLA CREMA DI PEPERONI, CONIGLIO E LIQUIRIZIA per 4 persone: 250 g riso Carnaroli Merlano alta gastronomia olio evo 1 scalogno 1 l brodo pollo (sedano, carota, cipolla, pimento bianco, alloro, un quarto di gallina) 20 g burro 30 g Parmigiano reggiano per la crema di peperoni: 1 peperone giallo 1 peperone rosso sale olio evo per il coniglio: 1 coscia e il lombo di un coniglio 1 scalogno 1 cipolla 1 rametto di rosmarino vino bianco 2 grani pimento olio evo polvere di liquirizia Crema di peperoni; lavare i peperoni, tagliarli a metà, metterli nel microonde alla massima potenza per 15 minuti circa. Trasferirli in un sacchetto di plastica per alimenti, farli sudare un quarto d'ora e privarli della pelle. Separatamente metterli nel bicchiere del mixer e frullarli con un pizzico di sale e un filo di olio evo. Coniglio; mondarlo per ricavarne solo la polpa, tagliarlo a tocchetti, metterlo in una ciotola con la cipolla, il rosmarino, il pimento e ricoprire di vino bianco. Coprire con pellicola e far riposare in frigo (meglio una notte). In una padella scaldare due cucchiai di olio evo, soffriggere lo scalogno tritato, rosolare i bocconcini di coniglio. Coprire di acqua a filo, mettere il coperchio e cuocere per 30 minuti. Risotto: in una casseruola con due cucchiai di olio evo, tostare il riso. Portarlo a cottura con il brodo bollente. Alla fine unire la crema ottenuta dal peperone giallo. Poi spegnere il fuoco, unire il burro e il Parmigiano per la mantecatura e attendere qualche minuto. Impiattare ponendo un mestolo di risotto al centro di un piatto, allargarlo, completare con qualche goccia di crema di peperone rosso, qualche bocconcino di coniglio e una leggerissima spolverata di liquirizia.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

A cena con L'ospite Una serata con AnnaMaria Pellegrino Ho avuto il grande privilegio di poter partecipare a quella che mi piace definire una serata Eno-Culturale, presso il ristorante Le Corderie in collaborazione con la Tipoteca di Cornuda, in provincia di Treviso. Una serata oltre che piacevole per la convivialità, appagante non solo per il palato ma anche per l'intelletto, un viaggio attraverso la storia della cucina,dei suoi libri, dei suoi ricettari, delle sue figure presenti ormai solo in un lontano passato poco conosciuto dai più, quali lo Scalco, personaggio al quale era affidata la gestione della cucina e per il quale sono nati i primi ricettari, di cui forse il più noto fu un certo Messibugo, e il Trinciante a cui era affidato il compito di tagliare le vivande. Un percorso iniziato ascoltando le parole di un noto professore, continuato nella mostra delle varie e preziosissime opere raccolte dal rinascimento ai nostri giorni, libri e scritti che raccontano la nostra storia, la nostra evoluzione in cucina, il nostro modo di condividere attraverso i secoli. Finito poi al tavolo gustando una meravigliosa cena pensata da AnnaMaria Pellegrino e cucinata da Cristina l'eccellente cuoca delle corderie. Una cena non sola mangiata ma anche raccontata all'arrivo di ogni pietanza, Iniziata con dei "Democratici" spuncetti Veneti Per passare poi ad un risotto allo zafferano e polvere di liquirizia, ispirato al grande Chef Alajmo Una tipica Gallina Padovana con misticanza di radicchio e raperonzolo Finendo poi con una meravigliosa torta caprese Un percorso che continuerà nei prossimi giorni, con la mostra fino al 23 dicembre, e con l ultima cena il 17 dicembre che come ospite vedrà il grandissimo Arrigo Cipriani. Un viaggio che consiglio a tutti di provare, da cui si esce sicuramente più appagati.

Fonte: lecucinedicasanostra.blogspot.it

Per festeggiare la grande 4 e ultima giornata di #STARSCOOKING Cucinare. Per Piacere, Per Mestiere è salito sul palco direttamente dalla Prova del Cuoco, lo chef Diego Bongiovanni . Di persona è esattamente come lo si vede in TV , una persona socievole , simpatica , allegra e molto disponibile con i fan . Lo chef dice di prendere la cucina per gioco, adora creare piatti colorati e ci ricorda una frase del celebre Picasso “ alla fine tutti siamo un po’ artisti “ basta lasciar uscire la creatività che è dentro di noi . Estro, simpatia, fantasia, colori ed emozioni tutte caratteristiche che lui sapientemente traferisce nei suoi piatti . Chi ci conosce sa che io e Diocleziano adoriamo la pasta , felicissimi quindi di poter provare le due ricette di pasta proposte dallo chef Diego Bongiovanni e di assistere in diretta al suo show cooking. Piatto in dimostrazione : Ravioli dal ripieno liquido di pomodoro su purè di basilico Piatto in degustazione: Spaghetti al nero di seppia, uova di trota e crema di caprino Piatti di altissimo livello ; del piatto in degustazione mi ha particolarmente colpito la crema di caprino realizzata anche con un pizzico di grappa e la cottura del cipollotto, prima a secco e poi con olio caldo . Perfetta la combinazione degli ingredienti . Ad allietare il numerosissimo pubblico presente in questa quarta giornata e giorno di #SanValentino a #Starscooking Cucinare. Per Piacere, Per Mestiere è salito sul palco il simpaticissimo chef del gambero rosso Hirohiko Shoda , Lo chef Hiro ha studiato la cucina italiana e lavorato come capo chef nell’alta ristorazione di cucina italiana in Giappone fino a 29 anni . Ha poi deciso di trasferirsi in Italia per poter vivere e toccare con mano la cucina italiana nel posto dove nasce. Durante gli 8 anni passati in Italia ha lavorato al sud e poi al nord presso il ristorante le Calandre di Alajmo a Sarmeola di Rubano, dove ha imparato i meccanismi e le tecniche della ristorazione italiana. Oggi vive a Roma con la sua ragazza Letizia ; e alla domanda qual è il suo piatto preferito Hiro ha risposto : La pasta cacio e pepe . I suoi piatti sono stati un vero e proprio viaggio, una suggestione fondata nella cultura orientale ma con svariati accenni a ingredienti e prodotti tipici del nostro territorio. Per Hiro la cucina infatti è come una storia d'amore, bisogna innamorarsi prima dei prodotti, dei loro profumi e della loro grande qualità, sapere dove sono nati e cresciuti e solo dopo si riesce ad accostarli nel modo più armonico . Piatto in dimostrazione: Nuvola di capesante, lingua salmistrata, arrosto di rapa al lampone e fonduta di Montasio Piatto in degustazione : la pasta degli innamorati , fusilli con succo di rapa rossa, fonduta di Formaggio Montasio , Prosciutto San Daniele croccante e noci Un piatto semplice , ricco di sapori con un mix di ingredienti perfettamente bilanciato, fantastica la presentazione . Ho partecipato alla manifestazione Cucinare . Per piacere , per Mestiere sin dalla prima edizione e ogni anno ci sono sempre ritornata, perché è sempre riuscita a sorprendermi positivamente . Un vero paradiso per “foodies” , molto interessanti oltre agli show cooking i prodotti proposti dai 150 espositori, provenienti da 17 regioni . I formaggi, i liquori e il kit per l’Amatriciana prodotti tra Rieti ed Amatrice sono stati i protagonisti della Fiera Cucinare presso Pordenone Fiere. Un’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Pordenone che, nell’ambito delle iniziative che il Sistema camerale sta mettendo in atto per sostenere le aziende colpite dal sisma, ha sostenuto la partecipazione di una collettiva di aziende reatine e umbre coordinate dalle Cciaa di Rieti e Perugia a cui hanno aderito, per quanto riguarda il territorio reatino, le imprese Agricoop Terminillo di Rieti, Azienda agricola D’Ascenzo di Rieti, Azienda agricola Statuti Samantha di Rieti, Caffè Patrizia di Amatrice, Domisà Liquori di Rieti. Di alcune aziende presenti in fiera vi parlerò nei prossimi post : il laboratorio della storica Macelleria e Salumificio Billy Mio Billy mio con lo chef Davide Scabin e l’azienda agricola Cesare Bertoia Share:

Fonte: danieladiocleziano.blogspot.it

Metti una sera a cena, c'è già caldo ma hai aspettato così tanto di avere un pomeriggio per cucinare che non ti importa di accendere il forno. In programma hai delle semplici uova e tali rimarranno ma vuoi festeggiare questo tempo ritrovato e cerchi il colore, il particolare che dice cura, attenzione. Cucini canticchiando "Siamo campioni del mondo, siamo campioni del mondo..." perché l'Italia ha vinto davvero il campionato del mondo. Tre goal decisivi di Romito, Alajmo e Crippa. ma la chiosa da maestro è una sola: Bottura. Sono affascinata dalla passione e dall'energia di questo chef. Sono ispirata dalla cura, dalla ricerca continua, dalla sua capacità di stupirsi, di entusiasmarsi, dall'amore per la sua famiglia, dalla fierezza per i suoi figli, dal modo in cui respira la sua terra, dallo sguardo con cui sa cogliere dalle diversità, le ricchezze di cui tutti abbiamo bisogno, dalla generosità con cui presta il suo genio agli ultimi della terra, in un tempo pesante che lui sembra nemmeno vedere perché ha uno sguardo che va oltre. Non credo che andrò mai alla Francescana (anche se ho la foto davanti!) ma non importa. Quando sento che al mondo ci sono persone che partendo da una cucina vogliono cambiare il mondo, mi sento anch'io parte della sua brigata! Grazie chef. Cercherò anch'io di cambiare il mondo. Dalla mia cucina. PEPERONI CON LE UOVA per 4 persone: 1 peperone rosso 1 peperone giallo olio evo menta e basilico 1 spicchio di aglio sale e pepe 4 uova 4 acciughe Lavare i peperoni, ungerli leggermente di olio, un pizzico di sale e cuocerli in forno a 200° per circa 30-40 minuti. Trasferirli in un sacchetto di plastica e farli sudare alcuni minuti. la pelle si staccherà facilmente; privarli dei semi e del picciolo, tagliarli a falde, stenderli su un piatto, controllare la sapidità e condirli con un filo di olio evo, erbe aromatiche e qualche lamella di aglio. Coprire con pellicola da cucina e mettere al fresco. Portare a bollore dell'acqua salata, immergervi le uova, contare 4 minuti dalla ripresa del bollore. Passarle sotto acqua fredda e spellarle. Impiattare ponendo qualche peperone al centro del piatto, sopra sistemare un uovo tagliato a metà e completare con un'acciuga ed eventualmente un pizzico di pepe.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

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