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Bigoli alle vongole con cime di rapa I bigoli alle vongole con cime di rapa, sono un primo sfizioso semplice e veloce da preparare tratta e rielaborata da una ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo. Con questa ricetta partecipo al contest Comfort food di La cucina delle streghe!! Difficoltà ** Costo *** Tempo di preparazione 30' Tempo di cottura 15' Ingredienti (per 4 persone) 500 gr di vongole veraci 200 gr di cime di rapa 320 gr di bigoli 1 spicchio d'aglio un mazzetto di prezzemolo olio e sale Preparazione Iniziamo pulendo le cime di rapa, togliamo i gambi più duri ed esterni e rimuoviamo le foglie immergendole nell'acqua fresca per lavarle. Durante questa fase toglieremo i fiori e li metteremo da parte in quanto cuociono più velocemente. Mettiamo a bollire l'acqua per la pasta nella quale cuoceremo però contemporaneamente sia la pasta che le foglie delle cime di rapa. Ora ci dedicheremo alle vongole. Anzitutto tritiamo il prezzemolo e separiamo i gambi, che ci serviranno appunto per le vongole. Io utilizzo questo simpatico strumento dell'ikea fa un trito abbastanza sottile e sopratutto si lava bene. Ora prendiamo una padella, facciamo un fondo d'olio e scaldiamolo per poi aggiungerci lo spicchio d'aglio schiacciato. Non appena l'aglio imbiondirà aggiungiamo le vongole ancora chiuse e i gambi del prezzemolo precedentemente preparati e dopo aver aggiunto un mestolo d'acqua lontano dal fuoco copriamo con un coperchio. L'acqua calda nell'olio sprigiona una grande quantità di vapore che ci serve per far aprire e cuocere le vongole. Intanto che le vongole si aprono mettiamo nell'acqua bollente salata le foglie di rapa e dopo 10 minuti aggiungiamo la pasta e i fiori. In questo caso la mia pasta aveva un tempo di cottura di 13 minuti. Nel frattempo le vongole dovrebbero essersi aperte, le andremo a pulire togliendo il muscolo dal guscio e filtreremo l'acqua di cottura con un colino. Ci servirà per far saltare la pasta. Come Impiattare Noi abbiamo utilizzato una fondina in quanto la struttura del bigolo non avendo un sugo denso tende a cadere. Per servirlo creiamo un nido al centro del piatto afferrando gli spaghetti con una pinza da cucina direttamente nella padella avvolgendoli su loro stessi con l'aiuto di un mestolo e deponiamo il nido al centro del piatto. Decoriamo col un ciuffo di prezzemolo fresco. Il vino Spaghetti alle vongole : questa pietanza si abbina con Vino Bianco di medio corpo , anche Spumante in particolare con vini prodotti in Sicilia .

Fonte: loscalognodoro.blogspot.it

Dopo i bagordi della "prima festa" depuriamoci con un piatto leggero, semplice, senza mai rinunciare al gusto. Questa ricetta è stata realizzata dallo chef Antonino Cannavacciuolo durante uno degli episodi di Cucine da incubo. Inutile dire che amo questo chef, sarà che siamo conterranei,sarà che ha questo aspetto cosi imponente ma al tempo stesso un'aria da bonaccione...eppoi mi incanta vedere che cucina semplice propone,ingredienti che davvero maneggiamo quotidianamente, utilizzati semplicemente in maniera differente. Risotto Aglio,Olio e Peperoncino Ingredienti per 4 persone: 250 g di Riso Carnaroli 1 spicchio di aglio peperoncino olio evo Brodo Vegetale Burro Vino bianco Sale e pepe q.b Procedimento: -Nella nostra pentola o saltapasta facciamo rosolare insieme il burro con l'aglio tritato finissimo ed il peperoncino. -Uniamo il riso e lasciamolo tostare,bagniamo con 100 ml di vino bianco. -Portiamo a cottura il riso,allungando con brodo vegetale quando necessario. -A pochi minuti dal termine della cottura condiamo con un filo d'olio e se piace, con della bottarga. Un risotto semplice, gustoso ed alternativo,davvero realizzabile con pochissimi ingredienti,spesso da credenza. [email protected]

Fonte: angolocottura.blogspot.it

Le zeppole di San Giuseppe non mi hanno mai entusiasmato, quando mio marito le acquistava in pasticceria non le mangiavo volentieri, ma a lui sono sempre piaciute. Sul meraviglioso libro di Antonino Cannavacciuolo, "In cucina comando io", ho trovato la sua ricetta, così il giorno di San Valentino le ho preparate per mio marito. Che meraviglia, erano buonissime, completamente diverse da quelle acquistate, un vero abisso di differenza. Purtroppo non avendo una bocchetta a stella per sac à poche idonea (la mia era troppo piccola) sono bruttine, ma la prossima volta mi rifarò! Inserisco la ricetta del GRANDE CHEF, spero che non si arrabbi! E' un peccato non condividere tale bontà! Ingredienti per 4 persone: "Per le zeppole 150 g di farina 00 250 ml di acqua 60 g di burro 3 uova 2 limoni di Sorrento sale Per la crema pasticcera 250 ml di latte intero 2 tuorli 80 g di zucchero semolato 15 g di fatina 00 10 g di maizena 1/2 baccello di vaniglia Per la frittura 1 l di olio di semi di arachidi Per la finitura 50 g di zucchero a velo 50 g di amarene sciroppate Preparazione Per la crema pasticcera , portate il latte a leggera ebollizione con mezzo baccello di vaniglia inciso per il lungo; lavorate a parte lo zucchero e i tuorli con la frusta ed aggiungete la farina 00 setacciata e la maizena; versatevi il latte caldo a filo, amalgamate bene e rimettete sul fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno; fate bollire per un minuto. Togliete il baccello di vaniglia e fate raffreddare la crema in un vassoio con la pellicola a contatto. Per l'impasto delle zeppole , portate a ebollizione l'acqua con il burro e il sale, togliete dal fuoco e incorporate tutta in una volta la farina setacciata, mescolando bene con la frusta. Rimettete sul fuoco e continuate a mescolare energicamente con il cucchiaio di legno per qualche minuto. Spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero, sempre mescolando; versate l'impasto in una ciotola e fatelo intiepidire. Aggiungete la scorza grattugiata di due limoni di Sorrento e le uova, uno alla volta. Mettete il composto così ottenuto in un sac à poche con bocchetta a stella e formate le tipiche zeppole a ciambellina rotonda (diametro circa 5 cm). Questa operazione dovrà essere effettuata direttamente su quadrati di carta forno precedentemente tagliati. Friggete le zeppole di San Giuseppe direttamente con la carta da forno su cui sono appoggiate, che si staccherà da sola dopo qualche secondo di frittura e che andrà rimossa con l'aiuto di una pinza da cucina. La temperatura dell'olio deve rimanere costante tra i 160 °C e i 170 °C in modo che l'interno delle zeppole sia ben cotto. Scolate le zeppole su carta assorbente e poco dopo farcitele con la crema pasticcera, un'amarena (o ciliegia) sciroppata e una spolverata di zucchero a velo. Servire tiepide." Ho provato altre ricette del grande chef : Sautè di frutti di mare; Frittelle di cavolfiore; Impepata di cozze; Pesce in carpione; Pizza di scarola; Insalata di polpo. Sono tutte riuscite alla perfezione. I suoi libri oltre a donarci ricette ineccepibili ci regalano tanti insegnamenti di vita. Lui si pone con "il buon padre di famiglia", è una persona meravigliosa e merita tutto il successo che ha ottenuto con gavetta, sacrificio, passione ed impegno.

Fonte: picetto.blogspot.it

Oggi tocca ad un risotto....ho tratto ispirazione da una delle ricette del grande maestro Antonino Cannavacciuolo, quello omone che con le sue pacche sulle spalle smuove e ridà coraggio e speranza a tanti chef che oramai pensano di essere finiti....ovviamente vi parlo di " Cucine da incubo" il programma che interpreta il grande Cannavacciuolo. La cosa che mi ha sempre stupito di questo grande chef è la semplicità e l'equilibrio che hanno i sui piatti , per me è un genio. Sapori , profumi e consistenze che giocano e si amalgamano tra loro creando dei piatti molto interessanti dove predomina un'apparente semplicità frutto di una maestria e capacità non comune a molti . Insomma mi piaciono i sui piatti!!!Mi sono ispirato ad una sua ricetta che vede protagonisti dei tonnarelli ai carciofi e pecorino che vengono serviti su di una vellutata di patate. Ovviamente per me non c'è gusto a copiare e replicare in maniera fedele la ricetta del grande chef, ma credo sia importante interpretare e metterci qualcosa di proprio. Partendo da queste premesse è nato questo risotto che vi garantisco è un gioco di sapori e consistenze che sicuramente vi stupiranno. Guardate un po' cos'ho preparato! Risotto ai cuori di carciofo su vellutata di patate e briciole di pancetta tostata. Ingredienti per 4 persone. 280 g di riso vialone nano 5-6 cuori di carciofo 2 litri di buon brodo vegetale 1 cipolla 1 spicchio d’aglio Olio extravergine di oliva 1 noce di burro 2 cucchiai di grana padano stagionato Per la vellutata di patate: 2 patate medie ½ cipolla Basilico Timo Olio extravergine di oliva 1 filetto di acciuga Per decorare 3-4 fette di pancetta tesa Preparazione Per la vellutata : far scaldare poco olio extravergine in una casseruola, aggiungere la cipolla tritata finemente e lasciar dorare. Sbucciare le patate e tagliarle a fette molto sottili, aggiungerle al fondo di olio e cipolla e lasciar rosolare brevemente poi versare un paio di mestolini di brodo vegetale e alcune foglioline di timo e basilico e lasciar cuocere a fuoco basso per 5-6 minuti e fino a che non si saranno ben cotte. Frullare il tutto con un mixer ad immersione avendo cura di aggiungere alle patate un po’ di olio extravergine a filo e 1 filetto di acciughe. Tenere in caldo la vellutata e se troppo densa , diluire con un po’ di brodo vegetale. Per i carciofi: io in mancanza di carciofi freschi ho usato i cuori di carciofo al naturale in barattolo, percio’ è bastato tagliarli a fette sottili e ripassarli in padella con un filo d’olio extravergine ed uno spicchio d’aglio. Per decorare il piatto ci servirà della pancetta essiccata, percio’ basterà mettere le fette di pancetta in un padellino e farle essiccare a fuoco dolce dovranno diventare croccanti. Per il risotto: In una casseruola capiente versare un goccio d’olio extravergine, una cipolla tritata finemente e lasciar imbiondire a fuoco basso. Aggiungere il riso e lasciar tostare per qualche minuto. Cuocere il riso aggiungendo di volta in volta il brodo vegetale. A metà cottura aggiungere i carciofi al riso e portare a cottura con altro brodo vegetale. Mantecare il risotto a fuoco spento con una noce di burro e 2 cucchiai di grana grattugiato. Assemblare il piatto disponendo un mestolino di crema di patate sul fondo poi sopra versare il risotto e completare con una chips di pancetta e polvere di pancetta essiccata e qualche fogliolina di basilico. p.s. non ho usato sale perché ho preparato un buon brodo vegetale abbastanza sapido, poi ricordate che la crema di patate di suo è molto saporita per la presenza dell’acciuga e non solo, anche la pancetta per effetto dell’essicazione sarà molto sapida.

Fonte: peppeaifornelli.blogspot.it

il risotto allo zafferano del Bistrot Canacacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Chissà perché ci sono stata tante volte ma non mi sono mai soffermata a guardarle per bene. Ed ora eccoli lì l'alfiere e la regina, immobili nella nebbia che si scioglie come per magia lasciandoli liberi di stagliarsi nell'azzurro del cielo. Con i suoi 121 mt. d'altezza San Gaudenzio è da sempre il simbolo di Novara. Un simbolo che accomuna tutti, senza distinzioni, che cattura lo sguardo anche passando sull'asse autostradale che collega Milano a Torino: impossibile non vederla sovrastare la città. Mi sento ancora più piccola qui sotto con il naso all'insù lalunasulcucchiaio.blogspot.it dopo essere salita sino al secondo balcone della cupola, uno dei più significativi monumenti dell'architettura italiana frutto del genio di Alessandro Antonelli, aperto alle visite, e della suggestiva Sala del compasso, l'enorme strumento antico lungo ben 11 mt. che venne utilizzato dall'Antonelli per disegnare in scala 1:1 le volte che sorreggono la cupola. lalunasulcucchiaio.blogspot.it A 45 m. d'altezza si gode il panorama delle Alpi e degli ampi spazi della pianura padana non a caso Novara è definita Dolceterra tra i due fiumi, il Sesia e il Ticino per indicarne, non solo la dolcezza del panorama, ma anche la ricchezza di prodotti gastronomici che questa terra produce come i rinomati Biscottini di Novara originari del 1500, sono biscotti piuttosto semplici fatti di una pasta senza grassi lalunasulcucchiaio.blogspot.it composta solo di farina, zucchero e uova che dal 1852 il biscottificio Camporelli produce, secondo la ricetta originale, nel piccolo laboratorio proprio nel nucleo storico della città a due passi dalla Basilica, per trovarlo basta seguire il profumo, qui si sfornano 100000 biscottini al giorno, praticamente uno per ogni abitante della città. bicottificio Camporelli lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma la gastronomia di Novara è caratterizzata anche dal riso, dai formaggi e dai salumi; una cucina che per la sua semplicità si discosta da quella opulenta, variata e ricca tipica di Torino, del Monferrato o delle Langhe, qui il riso è ingrediente principe nella cucina, la ricetta più classica è la Paniscia, un primo piatto preparato con riso rosolato in un battuto di lardo, cipolla, burro e salame della duja, salume tipico conservato nel grasso, e fatto cuocere nel brodo vegetale con tutte le verdure impiegate nella preparazione del brodo stesso, come mi spiega con entusiasmo lo chef Gianpiero Cravero del Ristorante Convivium Chef Giampiero Cravero lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ristorante Convivium, sempre in città, in una bella costruzione in stile liberty degli anni '30, Gianpiero definisce la sua cucina "trasversale", da assaggiare qui i piatti tipici del territorio reinterpretati in chiave moderna, il riso è proposto in diverse varietà prodotte in zona, come la polenta di riso Carnaroli con la casola leggera o il baccalà con riso rosso e giardiniera fatta in casa. riso rosso con baccalà e giardiniera leggera Giampiero Cravero allunasulcucchiaio.blogspot.it Ma continuando a parlare di riso e risaie, Luca dell'Azienda Rizzotti di Vespolate mi porta per mano nel magico mondo nascosto dietro un semplice chicco di riso, in questa piccola azienda nulla è lasciato al caso, è infatti una delle uniche aziende che esegue il processo di essiccazione naturale con l'uso di pellet. risi Rizzotti Vespolate lalunasulcucchiaio.blogspot.it Certo questo novarese sa anche conservare i preziosi sapori autentici come la gallina ripiena, un piatto ricco e laborioso che compare sulla tavola dei più nelle grandi occasioni; prevede un ripieno di carne di maiale, carne di vitello, spinaci, erbe aromatiche, uova fresche e le frattaglie della gallina stessa o la fideghina, salume tradizionale che annovera il fegato tra gli ingredienti, parente stretto del salam de la duja, quello della Paniscia per capirci, conservato nel grasso. Le mani esperte di Paola Naggi si muovono sicure e veloci mentre, nella sua cucina del Ristorante Impero, disossa la gallina ruspante e prepara l'impasto per la farcitura. Paola Naggi Ristorante Impero Sizzano lalunasulcucchiaio.blogspot.it Lavorando racconta delle sue avventure televisive, è stata una dei primi partecipanti alla trasmissione "la prova del cuoco", della sua infanzia passata in un angolo della cucina di questo che era il ristorante di famiglia, la gallina ripiena di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it nelle sue parole si percepisce il profondo legame con la madre e con la zia e sorridendo dice: "e io che questo lavoro non lo volevo fare, ho studiato filosofia..." Tra le sue parole la malcelata emozione che ritrovo nei suoi piatti che comunicano passione, serenità e soddisfazione, professionalità, tradizione ed concretezza. Paola ha raggiunto la maturità e la consapevolezza di ciò che vuole e di tutto quello che non le piace in questo mondo della cucina troppo patinata. lo sformatino di cardi con fonduta al gorgonzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it lalunasulcucchiaio.blogspot.it la mosse al cioccolato su crema di cachi di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it Anche i formaggi sono importanti da queste parti il principale e a denominazione d’origine controllata è il gorgonzola, che deve essere prodotto e stagionato nella zona per assumerne la denominazione. Il gorgonzola è un formaggio a pasta cruda di colore bianco paglierino, le cui screziature verdi sono dovute al processo di erborinatura, cioè alla formazione di muffe. Gorgonzola dolce e piccante di Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Si presenta quindi cremoso e morbido con sapore particolare e caratteristico, leggermente piccante il tipo dolce, sapore più deciso e forte il tipo piccante la cui pasta risulta più erborinata, consistente e friabile. Per goderne il massimo della cremosità è bene toglierlo dal frigorifero almeno mezz’ora prima di consumarlo. come nasce il gorgonzola DOP Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Entrambe sono prodotti con latte pastorizzato proveniente da stalle situate nella zona di origine con aggiunta di fermenti lattici e muffe selezionate che conferiscono le caratteristiche venature. la lavorazione manuale del gorgonzola Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it La stagionatura si protrae per almeno 50 giorni per il tipo dolce ed oltre 80 giorni per il tipo piccante ma all'Azienda PALZOLA del Cosorzio Gorgonzola il profondo rispetto di questo prodotto viene prolungata la stagionanatura a 80 e 120 giorni per portare sul mercato un prodotto dalle qualità eccezionali; qui parte della lavorazione è ancora eseguita a mano con pazienza e amore. Lascio solo immaginare la cremosità all'assaggio. lalunasulcucchiaio.blogspot.it Questo ci insegna che ancora oggi possiamo, nonostante sia ritenuto poco attuale anche nell’agricoltura moderna, lavorare sempre più manualmente anche preservando la storicità di chi si è impegnato prima di noi in questa bellissima realtà. A Boca, poco distante, affascina la coltivazione della vite detta a maggiorina, il tradizionale sistema di allevamento formato da quattro viti che si sviluppano secondo i quattro punti cardinali, è ancora presente in molte vigne e facilmente riconoscibile, anche se buona parte di esse è stata convertita a sistemi più moderni e maggiormente diffusi. Azienda Le Piane Boca vigneto coltivato a maggiorina lalunasulcucchiaio.blogspot.it Starei ore ad ascoltare i racconti della Signora Chiara dell'Azienda Le Piane, mi spiega che qui il terreno porfido di origine vulcanica, ghiaioso in superficie è unico nel suo genere in Italia Il clima mite delle Prealpi con autunni caldi, privi di nebbia e il sole dell’esposizione a sud, ma con escursioni termiche importanti, sono le basi per una ottima maturazione dell’uva. Le colline a nord impediscono l’arrivo dei venti freddi. Rese basse favoriscono uve sane e mature. Tutte le vigne sono immerse nei boschi di un parco naturale che favorisce il ricco sviluppo di flora e fauna. Boca, Maggiorina e Mimmo solo alcune delle prestigiose etichette prodotte. Maggiorina Le Piane lalunasulcucchiaio.blogspot.it Prestigioso è anche il Bistrot Canavacciuolo, il nuovo indirizzo in città, proprio sotto i portici del Teatro Coccia. Ottima l’idea di Antonino di affiancare all’impegno principale quello del due stelle Micheline Villa Crespi e alle tre collaborazioni: Il Boscareto Resort a Serralunga d’Alba, Villa Cordevigo Wine Relais a Cavaion Veronese, Laqua Charme & Boutique a Meta di Sorrento), il nuovo Canavacciulo caffè & bistrot nello spazio completamente ristrutturato del Teatro Coccia. Bistrot Canavacciuolo Novara lalunasulcucchiaio.blogspot.it Pelle, ottone, resine, onice messi assieme in un mix eclettico fanno da cornice alla cucina: lo stile è quello a cavallo tra i '50 e i '60 con un accostamento inaspettato di materiali, non nascondo che in alcuni pezzi mi sono rivista bambina, un locale multitasking dalla colazione, e vi assicuro che la sfogliatella napoletana c’è, al dopo teatro passando dalla veloce pausa-pranzo all'aperitivo, con contorno di centrifughe, caffè e cocktail. sfogliatelle del Bistrot Canavacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Dal menù la parmigiana partenopea con una mousse di Grana Padano e un milanesissimo risotto allo zafferano e l'immancabile bunet piemontese. Una pausa di relax non può mancare, un angolo silenzioso immerso nella natura a cinque minuti dal centro, a Lumellogno, alla Torre dei Canonici, un antico casale del'400 ristrutturato con gusto, dove coccolarsi e ritrovare i sapori del territorio a colazione. altare dei Canonici a Lumellogno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma c'è un luogo in questo variegato territorio in cui io, e sicuramente tanti altri, mi sono persa, ad Orfengo, a due passi da Novara c'è la sede di Sambonet Paderno S.p.A, per chi ama cucinare è il paese di Bengodi dove nascono pentole, padelle, posate e ogni altro tipo di accessorio per la cucina e la tavola. La sede della Sambonet-Paderno Spa lalunasulcucchiaio.blogspot.it Sambonet, fondata nel 1856 dall'orafo Giuseppe Sambonet, ha dimostrato negli anni una decisa aspirazione verso la modernità. Per questo la ricerca dello stile, della forma, della funzionalità e l’adattamento ai nuovi stili di vita è sempre stata imprescindibile dalla ricerca del riconoscimento del mercato. Per favorire questa ricerca di concordanze tra design-industria e mercato, è stato costituito un centro di progettazione Sambonet, formato da un gruppo di giovani designer che si avvalgono dei più avanzati strumenti di disegno e prototipazione. Risalente al 1925 e rilevata dai fratelli Pierluigi e Franco Coppo nel 1979, attuali proprietari del Gruppo, Paderno rappresenta oggi il partner di riferimento per i professionisti della ristorazione e per appassionati gourmant, grazie alla vasta gamma di articoli da cucina, di pentolame e utensili affini. la produzione della posateria Sambonet lalunasulcucchiaio.blogspot.it Con la gentilissima Giulia ho avuto modo di vedere da vicino la produzione e di stupirmi davanti alla cura dei minimi dettagli, come per le posate forgiate una alla volta. Che dire vorrei essere dimenticata nell'outlet, anche se già mi perdo nel sito sambonet.it . Pentolame Sambonet-Paderno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Che dire: un Novara che non ti aspetti e dove sicuramente tornare perché le cose da scoprire non sono finite. Un ringraziamento particolare per la simpatia e la gentilezza a Paola, barbara e Paola di ATL Novara Baluardo Quintino Sella, 40 Novara e alla presidente Maria Rosa Fagnoni. www.turismonovara.it www.facebook.com/atlnovara Ristorante Convivium Baluardo Lamarmora Novara Bistrot Canavacciuolo Piazza Martiri della Libertà Novara Caffè Ristorante Impero Via Roma 13 Sizzano No www.palzola.it Azienda Le Piane Boca No www.sambonet.it www.risorizzotti.com www.latorredeicanonici.com Altri momenti di questa e altre esperienze le puoi vedere seguendomi qui https://instagram.com/lalunasulcucchiaio/ https://www.facebook.com/Lalunasulcucchiaio https://mobile.twitter.com/sul_luna

Fonte: lalunasulcucchiaio.blogspot.it

cliccare sulle foto per ingrandirle Inizio alla grande, il 12 maggio scorso, per la settima edizione de “ Le Strade della Mozzarella ”, il grande congresso gastronomico promosso dal Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop . Un susseguirsi di laboratori e incontri con i più grandi nomi della cucina Italiana e quest’anno anche internazionale, che insieme a maestri gelatieri e pizzaioli, per le loro esibizioni hanno centrato la loro attenzione sulla Mozzarella di bufala e le sue mille sfaccettature cucinarie, utilizzandola in percorsi gustativi e sensoriali dall’antipasto al dolce e perfino al gelato. Nella spettacolare cornice del Savoy Beach Hotel di Paestum, territorio d’origine della Mozzarella, è toccato al piemontese Davide Scabin, che definisce la Mozzarella Dop prodotto “vivo” e per cui non nasconde il suo grande entusiasmo, dare il via alle esibizioni. Per le sue preparazioni ha usato mozzarella lasciata in infusione in coulis di fragole (che ha conferito una delicata colorazione rosa alla parte esterna della mozzarella) oppure nel latte di mandorla usandola poi per gustosi “carpacci” oppure, mozzarella non più freschissima (quando ha già 3 giorni e comincia a perdere elasticità), quindi congelata e successivamente ridotta in pasta, formando poi dei piccoli “timballi” ripieni. Alba Esteve, giovane chef, apre gli “Atelier Pasta Mozzarella e Pummarola” e in linea con le moderne tendenze che vogliono la pasta cotta in acqua aromatizzata, ha preparato dei conchiglioni Pastificio dei Campi freddi, ideali per la stagione estiva cuocendo la pasta in brodo vegetale con cipolla, capperi salati, origano, acqua dei pomodori del piennolo “L’orto di Lucullo”. La salsa è ottenuta frullando i pomodorini in purezza, la mozzarella di bufala campana Dop viene stracciata a mano ed inserita a crudo nelle conchiglie condite con olio di olive taggiasche, olio extravergine e pepe. Un tocco leggermente e piacevolmente piccante è dato da cipolla rossa a crudo tagliata molto sottile. Completano olive taggiasche essiccate ed emulsione di aceto balsamico. Antonino Cannavacciuolo ha espresso il suo orgoglio nel vedere i suoi colleghi più importanti provenienti da tutte le regioni italiane e dall’estero riuniti a Paestum per raccontare la Mozzarella, prodotto che rappresenta un Sud che produce eccellenze e che sa promuoverle. Ambasciatore in Piemonte della pasta di Gragnano e altri prodotti del sud, ha presentato preparazioni con ingredienti prettamente italiani ed una “pizzaiola” cruda, con passato di pomodoro, scampi crudi, germogli e (in omaggio al “bror’ e purp”) una riduzione di acqua di cottura del polipo. Maria Cacialli e il marito Felice Messina, aprono la sezione dedicata a Pizza e Lievitati, moderata da Tommaso Esposito , appassionato e storico della pizza. La pizza fritta di Maria affonda le radici nella storia e nella memoria, ai ricordi di bambina, quando il lunedì la nonna preparava le pizzelle fritte condite con il ragù della domenica. Il testimonial passa quindi a Gianfranco Iervolino : oltre la margherita classica, dal suo percorso di ricerche e sperimentazioni, due nuovi impasti per la base della pizza: una con base alle rape rosse, condita Mozzarella di bufala, Corbarini in acqua e sale , Confettura di Corbarini e formaggio blu di bufala espressione di dolcezza e sapidità in un gradevole ed equilibrato connubio, l’altra, la pizza “Vesuvio”, dai sapori di mare, con impasto base al nero di seppia, mozzarella di bufala, piennolo “L’Orto di Lucullo! , acciughe dissalate e menta del Vesuvio: una pizza, definita dallo stesso Iervolino, “dal disordine perfetto”. Corrado Assenza, pasticcere e gelatiere dalla creatività infinita, ha come missione la ricerca perpetua dell’eccellenza e della perfezione gustativa: per lui la pasticceria va verso gusti salati, il suo intervento è su tecniche e abbinamenti. Presenta bocconcini di pasticceria salata ma con tocchi di inaspettata di dolcezza, da poter gustare in ogni ora del giorno, da colazione al dopocena, non solo al ristorante ma anche e soprattutto al bar. Le sue preparazioni sono elegante arcobaleno di consistenze, sapori e profumi della Sicilia più classica e nel contempo inaspettata, frutto di tecniche ben precise, dove nulla è improvvisato, a cominciare dalla scelta dei prodotti usati, solo nel momento di massima resa. Ecco quindi un cubettato di rapa rossa cotta a vapore e poi abbattuta, con crema di fagiolini frullati ad alta velocità, olio, mozzarella di bufala e miele Melarò al finocchietto. Per l’altro finger, la mozzarella di bufala campana Dop si unisce all’ostrica, accompagnata da spinaci e da una salsa di carote, realizzata con carote cotte a vapore e succo di carota fresco che aggiunge una nota di vellutata dolcezza. Per il gelato, che preferisce alleggerire di zuccheri, a vantaggio della leggerezza senza perdita di sapore, la proposta è a base di latte di bufala, con accattivanti sentori di limone femminello e miele di fiori d’arancio a caratterizzarne il gusto delicato. Grandi personaggi, grandi sapori,grandi prodotti in campo per la Mozzarella di Bufala Campana Dop , l’oro bianco della Campania, regima indiscussa delle tavole non solo italiane. .

Fonte: maisonmilady.blogspot.it

Gragnano, nell’antica piazza S.Leone, oggi Piazza Marconi, all’interno della galleria commerciale Garofalo, che fu sede dell’omonimo pastificio. E’ qui, che lo chef Giulio Coppola, 29 enne, con le idee ben chiare, ha caparbiamente voluto il suo ristorante, che da circa 3 anni gestisce con la fidanzata Camilla. Allievo dello stellato Antonino Cannavacciuolo, come lui ha frequentato l’istituto alberghiero di Vico Equense e, ricorda, già dall’età di 13 anni guardava affascinato sua mamma o sua nonna cucinare e cominciava a rubare i segreti di cucina. Fortemente attaccato alla sua città e al suo territorio, realmente sostenitore del Km 0 per i prodotti che usa nella sua cucina: nessun nome ampolloso per le sue forniture, Giulio si affida ai piccoli produttori locali, e così, e non potrebbe essere altrimenti, anche e soprattutto per la pasta, che manco a dirlo, è quella dei pastifici locali. Ci accomodiamo nella bella sala, non ampia, ma accogliente, alle pareti quadri della Gragnano e della Valle dei Mulini dei tempi andati. Inusuale, ma non troppo, considerato il posto, una parete che dà all’esterno della sala: costituita da una vetrina con vari tipi di pasta, contribuisce a dare luminosità alla sala, mentre un’altra parete è caratterizzata da bottiglie vuote- Ci accomodiamo, e sbirciamo con malcelata indifferenza nei piatti degli altri commensali, cominciando ad avere già l’acquolina..qui non c’è menù, tutto dipende dalla disponibilità del giorno, per cui ci affidiamo allo Chef. Giulio ci conquista subito con lo “ scalda animo ”: una sorprendente quanto delicata versione di un cibo di strada, che si veste di nuova eleganza: il brodo di polipo con gamberi di nassa, seppia cruda, vongole e rosmarino, accompagnato da un crostino di pane caldo, il tutto fatto fuori in men che non si dica… ci vorrebbe il bis… cosi, nell’attesa della seconda portata ci buttiamo sui pani, giunti in tavola ancora caldi e fragranti: un bell’assortimento di gusti, pani morbidi o croccanti, ci sono anche frittelle e focaccia… Le pietanze che seguono, alcune dalla presentazione molto singolare, sono un crescendo di sapori e profumi, che si snodando in un singolare percorso tra mare, terra e cucina povera, tra semplicità e garbo, talvolta un tocco di glamour dato dai petali di tartufo bianco, o dalle tecniche di cottura che rendono accattivanti ingredienti non proprio tali… Seppia scottata, su tagliatella di zucca e sfumature al nero di seppia…la tecnica di scottatura della zucca, la rende particolarmente appetibile… Bocconcino di cernia rossa con verdurine disidratate: i profumi si diffondono non appena si rompe la crosta che chiude ermeticamente il contenitore di cottura… Polipo scottato su maionese di cavolfiore, con pomodoro confit, limone e (un’eterea) cialda al nero di seppia… un tantino di limone in meno, non sarebbe stato male… Calamaro dorato con insalatina croccante di carciofi: ideale il punto di frittura e la croccantezza del calamaro, troppo accentuato il gusto di limone della marinatura dei carciofi. Ma qui va chiarito, per quelli che ancora non lo sanno, che Milady non ama molto i sapori acidi, quindi è una questione di gusto personale, considerato che per l’altra commensale, la preparazione era abbastanza equilibrata. Uovo in purgatorio: una versione bianca, “nobilitata” da petali di tartufo bianco, e con uno sfizioso sughetto con cipolle, che ci ha letteralmente obbligato alla “scarpetta”: si, non è fine, ma… quann ‘nce vo’ , nce vo’. i primi: dai classici Paccheri di Gragnano con sfoglie di seppia, vongole, cime di rapa e pomodorini, alla “munnezzaglia”, la pasta mista con ceci, baccalà e lattuga di mare: la croccantezza di quest’ultima aggiunge sfiziosità alla cremosità dei ceci. A questo punto preghiamo Giulio di fermarsi, siamo ormai piene e vorremmo passare ai dolci, ma ecco che arrivano ancora due secondi: Una scaloppa di ricciola, su vellutata di zucca con panna acida e lamelle di tartufo bianco, e un insuperabile agnello in doppia cottura, tenero e delicato e non secco, cosa non frequente per questo tipo di carni. Ma ora, reclamiamo a gran voce i dolci, Giulio è costretto a capitolare: Una sfiziosa bruschetta alla nocciola e pistacchio, affogata al caffè, un classico, delizioso pasticciotto crema e amarena di frolla allo strutto, tiepido e fragrante e un vassoio di piccola pasticceria della casa, che costituirà la nostra…doggy bag. Prima di congedarci, Giulio Coppola ci presenta il suo aiutante in campo, Carmine Sorrentino, e ci strappa la promessa di tornare ad assaggiare altre sue specialità… torneremo, senza ombra di dubbio!!! qui troverete altre foto della giornata. La Galleria Ristorante Piazza Guglielmo Marconi, interno Galleria Garofalo Telefono +39 081 873 30 29 . [email protected] Gragnano [Napoli] si parcheggia facilmente in strada.

Fonte: maisonmilady.blogspot.it

Amo guardare i programmi di cucina e tempo fa, saltellando da un canale all'altro, mi sono imbattuta in un programma in cui lo chef Cannavacciuolo modificava questa ricetta tipicamente romana trasformandola in risotto. Ho provato a rifarla ed il risultato è stato ottimo..eccovi la ricetta! Ingredienti per 4 persone: gr. 350 di riso carnaroli gr. 50 di burro + 30 gr. per mantecare gr. 120 di pecorino romano grattugiato brodo vegetale q.b. pepe Sciogliere il burro in una padella capiente, grattugiare un pò di pepe nero e versarvi il riso, facendolo tostare per circa 2-3 minuti. Aggiungere man mano il brodo vegetale e proseguire la cottura. A cottura ultimata e a fuoco spento, aggiungere il pecorino e altro burro per mantecare. Impiattare e servire con un'altra spolverata di pepe nero.

Fonte: laforchettairriverente.blogspot.it

Ci siamo innamorati di questo panino a prima vista, è stato presentato da Antonino Cannavacciuolo in una delle puntate di cucine da incubo...ed eccolo adesso realizzato da me per il compleanno di mio figlio...non lo lascerò più! Per 8 panini servirà... 24 fette di pane da tramezzino con fetta grande...spennellare di burro e private della crosta esterna...infornate sotto il gril per dorarle... pomodori tagliati a fette ...uovo cotto all'occhio di bue...insalata lattuga con dentro petto di tacchino grigliato e tagliato a listarelle e condita con solo maionese...bakon arrostito in padella...

Fonte: cucinachetipassa.blogspot.it

Quante volte sfogliando una rivista di alta cucina o gironzolando nel web ci siamo imbattuti in piatti golosi creati da noti chef e ci è venuta voglia di riassaporarli a casa, a me è capitato spesso. Ma la mancanza della ricetta e soprattutto degli ingredienti utilizzati rende difficile l'impresa. Proprio lo stesso pensiero che ha spinto un gruppo di amici a dare vita ad un progetto ambizioso, quello di rendere disponibile, a casa propria, uno chef virtuale, una ricetta stellata, con gli ingredienti esclusivi, scelti con cura, è nata così L’ Architettura del Gusto . Sono nate così ricette di facile esecuzione e di sicuro successo, che gli Chef si sono prestati a video registrare, per rendere ancora più semplice la loro reinterpretazione. Antipasti, primi piatti, secondi e dessert firmati da proporre agli amici per sentirsi un po' chef, come questi tagliolini davvero golosi I tagliolini all'uovo con zuppetta di pomodorini alla maggiorana, carciofi o violetto di Brindisi e quenelle di ricotta di pecora è il primo piatto pensato da Fabrizio Tesse , milanese di origine, si diploma alla scuola alberghiera di Arona e qui inizia la sua carriera presso la “Taverna del Pittore”, che ai tempi vantava una stella Michelin. In questi anni impara la disciplina di brigata, l’organizzazion e le regole fondamentali del lavoro di gruppo. E’ però il “Caffè Groppi” di Trecate che segna una svolta importante nella sua carriera, infatti, dopo una breve esperienza come chef all’Hotel “La Bussola”, decide di ritornarvi. Le sinergie tra lo chef e lo storico staff regalano al locale la prima stella Michelin. Dopo un’esperienza formativa ed illuminante in Spagna, tornato in Italia, si trasferisce in Liguria, prima ad Arma di Taggia al ristorante “La Conchiglia” e successivamente ai “Balzi Rossi” di Ventimiglia. L’arrivo al “Villa Crespi” di Orta San Giulio segna il suo ritorno in Piemonte dove la sua fantasia può prendere forma, grazie anche all’appoggio dello chef Antonino Cannavacciuolo, fregiato di due stelle Michelin, che lo definisce “un purosangue nato" attualmente è lo chef della Locanda d'Orta con una stella Michelin. Nella confezione per la ricetta dello chef Fabrizio Tesse della “ Locanda d'Orta ”, Orta San Giulio (NO) ci sono: Tagliolini all’uovo 250 g.
Pomodorini 370 g.
Carciofini di Brindisi 310 g.
 Ingredienti aggiuntivi da reperire: 120 g di ricotta di pecora
aglio
maggiorana
aneto e fiori edibili per guarnizione
sale e pepe q.b. La video-ricetta http://www.architetturadelgusto.com/index.php/it/videoricette/10-videoricette/15-locanda-di-orta-videoricetta
 Procedimento (X 4 pers.) Scolare i pomodorini e saltarli in una padella antiaderente precedentemente riscaldata. Successivamente, con l’ausilio di un frullatore a campana, frullare i pomodori aggiungendo maggiorana fresca e olio extra vergine di oliva, ottenendo un’emulsione. Passare la salsa in un passino a maglie fini. Scolare i carciofi dall’olio, utilizzare quest’ultimo come base per la preparazione dei tagliolini. Riscaldare l’olio con due spicchi d’aglio privati dell’anima: una volta dorato aggiungere i carciofi tagliati a julienne. Portare ad ebollizione una pentola di acqua precedentemente salata ed immergervi i tagliolini. Dopo pochi minuti di cottura scolarli ed unirli ai carciofi facendoli saltare in padella per qualche minuto, regolando di sale e pepe. Impiattare in una fondina mettendo la salsa, ottenuta con i pomodorini grigliati e maggiorana, leggermente intiepidita ed adagiarvi i nidi di tagliolini ed i carciofi. Per la finitura: con l’ausilio di due cucchiai da minestra formare delle quenelles di ricotta ed adagiarne una sui tagliolini. Guarnire con qualche cimetta di aneto fresca, fiori edibili e portare in tavola. Nella confezione è presente anche il vino in abbinamento consigliato dallo chef Langhe Arneis Doc, Azienda Agricola del Cavaliere, da servire ad una temperatura di 8/10º C gradi. Insomma un kit completo per vivere un'emozione prima ai fornelli poi a tavola. I fratelli Cerea, Davide Palluda, Enrico Bartolini, Paola Naggi, Fabio Barbaglini e molti altri nomi noti ogniuno con il proprio piatto da portare sulla tua tavola, io sto già pensando alla mia prossima cena tra amici. Qui trovi tutte le informazioni per ricevere le confezioni comodamente a casa www.architetturadelgusto.com

Fonte: lalunasulcucchiaio.blogspot.it

Lenticchie e salsiccia . Come dire il cacio sui maccheroni. E non solo perché insieme stanno proprio bene, come la sottoscritta davanti ad una Sacher, ma per via di quella leggera brezza che ci schiaffeggia appena mettiamo il naso fuori di casa. Condizioni atmosferiche esagerate? Ma no, solo che nella piazza del paese ormai prendono l'aperitivo le lepri artiche e stamattina un bue muschiato mi ha fatto ciao con la zampa. Quisquilie, direbbe Totò. Quisquilie che risolvo con un piatto robusto e caldo, come le lenticchie e salsicce della mia amica Roberta. Partiamo da un grande preambolo. Il fatto che io abbia un blog non vuol dire che io sia Cannavacciuolo senza barba e panza (oddio per la panza...)

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Io e la fantasia siamo come il polo Sud e il polo Nord, ci amiamo forse ci stimiamo anche ma solo da lontano, ecco perché avrei fatto bene a non partecipare a questa sfida di mtc e stava per succedere. Una sfida dove la fantasia dovrebbe essere al primo posto e so che ci saranno delle vere meraviglie, potevo saltarla il mio posto in classe me l’ero guadagnato con la sfida precedente, ma solo mettendosi in gioco anche in sfide che non ci rappresentano possiamo crescere e poi la cucina è gioia bisogna pur esprimerlo. La mia proposta è semplice e poco fantasiosa, però è gioiosa mi piacerebbe solo non deludere e ottenere almeno la sufficienza. La sfida consisteva in una MysTeryCloche : creare una ricetta con 4 dei 7 ingredienti proposti, FRAGOLE, RISO, FARAONA, TRIGLIA, PISTACCHI, CAFFE’, LIMONE, più qualche ingrediente base disponibile. Dovendo eliminare faraona e triglie, per l’impossibilità di trovarle o per il periodo o per lontananza da un buon mercato del pesce, ho dovuto concentrarmi sugli altri ingredienti. GELEE CON FRAGOLE, CHIPS DI RISO E CRUMBLE AI PISTACCHI Cubo di gelee con fragole 500 g di fragole 9 g di gelatina in fogli 100 g di zucchero 1 bicchierino di grappa alla fragola Buccia limone a filamenti brinati Ammorbidite in acqua fredda i fogli di gelatina. Frullate 200 g di fragole, mettetele in un pentolino, aggiungete lo zucchero e fatelo sciogliere. Portate ad ebollizione poi togliete dal fuoco e incorporate i fogli di gelatina ben strizzata, mescolate bene e aggiungete la grappa alle fragole e lasciate raffreddare. Tagliate a fettine le altre fragole e mettetele in una coppa, aggiungete il passato di fragole con la gelatina, amalgamate bene poi trasferite nello stampo o in stampini monodose e mettete a raffreddare per una notte. Chips di riso 100 g di riso Roma 350 ml di acqua buccia di un limone timo limone olio di girasole per friggere Questa è un procedimento/ricetta preso da un video dello chef Cannavacciuolo In un pentolino fate cuocere il riso, con le bucce di limone e l’acqua fino a quando avrà assorbito tutta l’acqua e sarà perfettamente cotto, eventualmente aggiungete ancora un goccio d’acqua. Frullate il riso cotto con le scorze di limone fino a quando otterrete una crema vellutata. Spalmate la crema di riso in uno strato sottilissimo su un tappetino in silicone o su della carta forno appoggiata su una teglia. Infornate la teglia e il tappetino in forno preriscaldato a 100 °C per circa un ora o fino a quando la sfoglia sarà asciutta. Quando volete usare la sfoglia di riso, rompetela in pezzi grossolani, riscaldate a 170 °C l’olio di girasole e friggete i pezzi di cialda per pochi secondi, si accartocceranno e gonfieranno in pochi secondi diventando croccantissimi, scolateli trasferiteli su della carta da cucina o per fritti. Le chips di riso sono pronte Crumble ai pistacchi 50 g di burro 50 g di zucchero di canna 50 g di pistacchi (tritati molto sottili) 50 g di farina Amalgamate tutti gli ingredienti, poi coprite l’impasto con della pellicola e trasferite in freezer a raffreddare. Preriscaldare il forno a 160 °C. Prendete l’impasto di pistacchi e grattugiatelo su un foglio di carta forno e infornate per circa 10 minuti, non deve colorare troppo. Sfornate e fate raffreddare. Servire appoggiando sul piatto un po’ di crumble al pistacchio, poi aggiungere una chips di riso su cui appoggeremo un cubo di fragole. Decorare a superficie del cubo con dei pistacchi tritati sottili e qualche fiammifero brinato di limone. Decorare il piatto con qualche altra chips di riso, una fragola a fettine qualche fiorellino di timo limone. Un grazie alla mitica Mai che riesce sempre a stupire con i suoi meravigliosi banner Stampa tutto il post

Fonte: profumiecolori.blogspot.it

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