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Bigoli alle vongole con cime di rapa I bigoli alle vongole con cime di rapa, sono un primo sfizioso semplice e veloce da preparare tratta e rielaborata da una ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo. Con questa ricetta partecipo al contest Comfort food di La cucina delle streghe!! Difficoltà ** Costo *** Tempo di preparazione 30' Tempo di cottura 15' Ingredienti (per 4 persone) 500 gr di vongole veraci 200 gr di cime di rapa 320 gr di bigoli 1 spicchio d'aglio un mazzetto di prezzemolo olio e sale Preparazione Iniziamo pulendo le cime di rapa, togliamo i gambi più duri ed esterni e rimuoviamo le foglie immergendole nell'acqua fresca per lavarle. Durante questa fase toglieremo i fiori e li metteremo da parte in quanto cuociono più velocemente. Mettiamo a bollire l'acqua per la pasta nella quale cuoceremo però contemporaneamente sia la pasta che le foglie delle cime di rapa. Ora ci dedicheremo alle vongole. Anzitutto tritiamo il prezzemolo e separiamo i gambi, che ci serviranno appunto per le vongole. Io utilizzo questo simpatico strumento dell'ikea fa un trito abbastanza sottile e sopratutto si lava bene. Ora prendiamo una padella, facciamo un fondo d'olio e scaldiamolo per poi aggiungerci lo spicchio d'aglio schiacciato. Non appena l'aglio imbiondirà aggiungiamo le vongole ancora chiuse e i gambi del prezzemolo precedentemente preparati e dopo aver aggiunto un mestolo d'acqua lontano dal fuoco copriamo con un coperchio. L'acqua calda nell'olio sprigiona una grande quantità di vapore che ci serve per far aprire e cuocere le vongole. Intanto che le vongole si aprono mettiamo nell'acqua bollente salata le foglie di rapa e dopo 10 minuti aggiungiamo la pasta e i fiori. In questo caso la mia pasta aveva un tempo di cottura di 13 minuti. Nel frattempo le vongole dovrebbero essersi aperte, le andremo a pulire togliendo il muscolo dal guscio e filtreremo l'acqua di cottura con un colino. Ci servirà per far saltare la pasta. Come Impiattare Noi abbiamo utilizzato una fondina in quanto la struttura del bigolo non avendo un sugo denso tende a cadere. Per servirlo creiamo un nido al centro del piatto afferrando gli spaghetti con una pinza da cucina direttamente nella padella avvolgendoli su loro stessi con l'aiuto di un mestolo e deponiamo il nido al centro del piatto. Decoriamo col un ciuffo di prezzemolo fresco. Il vino Spaghetti alle vongole : questa pietanza si abbina con Vino Bianco di medio corpo , anche Spumante in particolare con vini prodotti in Sicilia .

Fonte: loscalognodoro.blogspot.it

la ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo La ricetta che vi voglio proporre oggi riguarda la realizzazione di un primo piatto a base di pesce molto saporito: gli Spaghetti con aglio, olio e cozze secondo lo chef Antonino Cannavacciuolo , presentata in occasione della trasmissione Cucine da incubo. Ingredienti: spaghetti , 100gr aglio , 1 spicchio cozze , 10 peperoncino erba cipollina scalogno , 1 vino bianco , un bicchiere prezzemolo , un ciuffetto olio EVO Preparazione: Iniziamo la nostra ricetta partendo dalla preparazione della salsa di cozze: dopo aver ripulito i molluschi nel loro guscio esterno, metteteli ad aprire in una pentola con dell’acqua. Nel frattempo, procedete tagliando finemente il cipollotto e mettendolo a soffriggere in una padella a parte coon dell’olio d’oliva. Una volta che avrà iniziato ad indorarsi, aggiungete la patata che avrete tagliato a cubetti molto piccoli finché non si ammorbidisce. Se necessario aggiungete l’acqua delle cozze per rendere più morbido. Aggiungete anche erba cipollina e sale. Sfumare il tutto con del vino bianco, quindi aggiungete le cozze e spegnete il fuoco finché non iniziano a prendere il colore della cottura. Frullate il tutto e filtrate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Mettete a cuocere gli spaghetti e toglieteli dalla cottura non appena avranno iniziato a piegarsi; trasferiteli quindi in una padella con un po’ di acqua delle cozze e attendete finché non saranno cotti. Nel frattempo in una padella a parte mettete ad indorare l’aglio con del peperoncino e l’olio. Versate poi nella padella gli spaghetti scolati e la crema di cozze. Coprite con una spolverata di prezzemolo e servite. Bon appetit! INITALYFOOD , per la scelta dell'olio extravergine d'oliva consiglia: OLIO EXTRAVERGINE VURDOJ FALANGHINA FEUDI SAN GREGORIO

Fonte: initalyfood.blogspot.it

Le zeppole di San Giuseppe non mi hanno mai entusiasmato, quando mio marito le acquistava in pasticceria non le mangiavo volentieri, ma a lui sono sempre piaciute. Sul meraviglioso libro di Antonino Cannavacciuolo, "In cucina comando io", ho trovato la sua ricetta, così il giorno di San Valentino le ho preparate per mio marito. Che meraviglia, erano buonissime, completamente diverse da quelle acquistate, un vero abisso di differenza. Purtroppo non avendo una bocchetta a stella per sac à poche idonea (la mia era troppo piccola) sono bruttine, ma la prossima volta mi rifarò! Inserisco la ricetta del GRANDE CHEF, spero che non si arrabbi! E' un peccato non condividere tale bontà! Ingredienti per 4 persone: "Per le zeppole 150 g di farina 00 250 ml di acqua 60 g di burro 3 uova 2 limoni di Sorrento sale Per la crema pasticcera 250 ml di latte intero 2 tuorli 80 g di zucchero semolato 15 g di fatina 00 10 g di maizena 1/2 baccello di vaniglia Per la frittura 1 l di olio di semi di arachidi Per la finitura 50 g di zucchero a velo 50 g di amarene sciroppate Preparazione Per la crema pasticcera , portate il latte a leggera ebollizione con mezzo baccello di vaniglia inciso per il lungo; lavorate a parte lo zucchero e i tuorli con la frusta ed aggiungete la farina 00 setacciata e la maizena; versatevi il latte caldo a filo, amalgamate bene e rimettete sul fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno; fate bollire per un minuto. Togliete il baccello di vaniglia e fate raffreddare la crema in un vassoio con la pellicola a contatto. Per l'impasto delle zeppole , portate a ebollizione l'acqua con il burro e il sale, togliete dal fuoco e incorporate tutta in una volta la farina setacciata, mescolando bene con la frusta. Rimettete sul fuoco e continuate a mescolare energicamente con il cucchiaio di legno per qualche minuto. Spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero, sempre mescolando; versate l'impasto in una ciotola e fatelo intiepidire. Aggiungete la scorza grattugiata di due limoni di Sorrento e le uova, uno alla volta. Mettete il composto così ottenuto in un sac à poche con bocchetta a stella e formate le tipiche zeppole a ciambellina rotonda (diametro circa 5 cm). Questa operazione dovrà essere effettuata direttamente su quadrati di carta forno precedentemente tagliati. Friggete le zeppole di San Giuseppe direttamente con la carta da forno su cui sono appoggiate, che si staccherà da sola dopo qualche secondo di frittura e che andrà rimossa con l'aiuto di una pinza da cucina. La temperatura dell'olio deve rimanere costante tra i 160 °C e i 170 °C in modo che l'interno delle zeppole sia ben cotto. Scolate le zeppole su carta assorbente e poco dopo farcitele con la crema pasticcera, un'amarena (o ciliegia) sciroppata e una spolverata di zucchero a velo. Servire tiepide." Ho provato altre ricette del grande chef : Sautè di frutti di mare; Frittelle di cavolfiore; Impepata di cozze; Pesce in carpione; Pizza di scarola; Insalata di polpo. Sono tutte riuscite alla perfezione. I suoi libri oltre a donarci ricette ineccepibili ci regalano tanti insegnamenti di vita. Lui si pone con "il buon padre di famiglia", è una persona meravigliosa e merita tutto il successo che ha ottenuto con gavetta, sacrificio, passione ed impegno.

Fonte: picetto.blogspot.it

il risotto allo zafferano del Bistrot Canacacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Chissà perché ci sono stata tante volte ma non mi sono mai soffermata a guardarle per bene. Ed ora eccoli lì l'alfiere e la regina, immobili nella nebbia che si scioglie come per magia lasciandoli liberi di stagliarsi nell'azzurro del cielo. Con i suoi 121 mt. d'altezza San Gaudenzio è da sempre il simbolo di Novara. Un simbolo che accomuna tutti, senza distinzioni, che cattura lo sguardo anche passando sull'asse autostradale che collega Milano a Torino: impossibile non vederla sovrastare la città. Mi sento ancora più piccola qui sotto con il naso all'insù lalunasulcucchiaio.blogspot.it dopo essere salita sino al secondo balcone della cupola, uno dei più significativi monumenti dell'architettura italiana frutto del genio di Alessandro Antonelli, aperto alle visite, e della suggestiva Sala del compasso, l'enorme strumento antico lungo ben 11 mt. che venne utilizzato dall'Antonelli per disegnare in scala 1:1 le volte che sorreggono la cupola. lalunasulcucchiaio.blogspot.it A 45 m. d'altezza si gode il panorama delle Alpi e degli ampi spazi della pianura padana non a caso Novara è definita Dolceterra tra i due fiumi, il Sesia e il Ticino per indicarne, non solo la dolcezza del panorama, ma anche la ricchezza di prodotti gastronomici che questa terra produce come i rinomati Biscottini di Novara originari del 1500, sono biscotti piuttosto semplici fatti di una pasta senza grassi lalunasulcucchiaio.blogspot.it composta solo di farina, zucchero e uova che dal 1852 il biscottificio Camporelli produce, secondo la ricetta originale, nel piccolo laboratorio proprio nel nucleo storico della città a due passi dalla Basilica, per trovarlo basta seguire il profumo, qui si sfornano 100000 biscottini al giorno, praticamente uno per ogni abitante della città. bicottificio Camporelli lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma la gastronomia di Novara è caratterizzata anche dal riso, dai formaggi e dai salumi; una cucina che per la sua semplicità si discosta da quella opulenta, variata e ricca tipica di Torino, del Monferrato o delle Langhe, qui il riso è ingrediente principe nella cucina, la ricetta più classica è la Paniscia, un primo piatto preparato con riso rosolato in un battuto di lardo, cipolla, burro e salame della duja, salume tipico conservato nel grasso, e fatto cuocere nel brodo vegetale con tutte le verdure impiegate nella preparazione del brodo stesso, come mi spiega con entusiasmo lo chef Gianpiero Cravero del Ristorante Convivium Chef Giampiero Cravero lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ristorante Convivium, sempre in città, in una bella costruzione in stile liberty degli anni '30, Gianpiero definisce la sua cucina "trasversale", da assaggiare qui i piatti tipici del territorio reinterpretati in chiave moderna, il riso è proposto in diverse varietà prodotte in zona, come la polenta di riso Carnaroli con la casola leggera o il baccalà con riso rosso e giardiniera fatta in casa. riso rosso con baccalà e giardiniera leggera Giampiero Cravero allunasulcucchiaio.blogspot.it Ma continuando a parlare di riso e risaie, Luca dell'Azienda Rizzotti di Vespolate mi porta per mano nel magico mondo nascosto dietro un semplice chicco di riso, in questa piccola azienda nulla è lasciato al caso, è infatti una delle uniche aziende che esegue il processo di essiccazione naturale con l'uso di pellet. risi Rizzotti Vespolate lalunasulcucchiaio.blogspot.it Certo questo novarese sa anche conservare i preziosi sapori autentici come la gallina ripiena, un piatto ricco e laborioso che compare sulla tavola dei più nelle grandi occasioni; prevede un ripieno di carne di maiale, carne di vitello, spinaci, erbe aromatiche, uova fresche e le frattaglie della gallina stessa o la fideghina, salume tradizionale che annovera il fegato tra gli ingredienti, parente stretto del salam de la duja, quello della Paniscia per capirci, conservato nel grasso. Le mani esperte di Paola Naggi si muovono sicure e veloci mentre, nella sua cucina del Ristorante Impero, disossa la gallina ruspante e prepara l'impasto per la farcitura. Paola Naggi Ristorante Impero Sizzano lalunasulcucchiaio.blogspot.it Lavorando racconta delle sue avventure televisive, è stata una dei primi partecipanti alla trasmissione "la prova del cuoco", della sua infanzia passata in un angolo della cucina di questo che era il ristorante di famiglia, la gallina ripiena di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it nelle sue parole si percepisce il profondo legame con la madre e con la zia e sorridendo dice: "e io che questo lavoro non lo volevo fare, ho studiato filosofia..." Tra le sue parole la malcelata emozione che ritrovo nei suoi piatti che comunicano passione, serenità e soddisfazione, professionalità, tradizione ed concretezza. Paola ha raggiunto la maturità e la consapevolezza di ciò che vuole e di tutto quello che non le piace in questo mondo della cucina troppo patinata. lo sformatino di cardi con fonduta al gorgonzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it lalunasulcucchiaio.blogspot.it la mosse al cioccolato su crema di cachi di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it Anche i formaggi sono importanti da queste parti il principale e a denominazione d’origine controllata è il gorgonzola, che deve essere prodotto e stagionato nella zona per assumerne la denominazione. Il gorgonzola è un formaggio a pasta cruda di colore bianco paglierino, le cui screziature verdi sono dovute al processo di erborinatura, cioè alla formazione di muffe. Gorgonzola dolce e piccante di Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Si presenta quindi cremoso e morbido con sapore particolare e caratteristico, leggermente piccante il tipo dolce, sapore più deciso e forte il tipo piccante la cui pasta risulta più erborinata, consistente e friabile. Per goderne il massimo della cremosità è bene toglierlo dal frigorifero almeno mezz’ora prima di consumarlo. come nasce il gorgonzola DOP Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Entrambe sono prodotti con latte pastorizzato proveniente da stalle situate nella zona di origine con aggiunta di fermenti lattici e muffe selezionate che conferiscono le caratteristiche venature. la lavorazione manuale del gorgonzola Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it La stagionatura si protrae per almeno 50 giorni per il tipo dolce ed oltre 80 giorni per il tipo piccante ma all'Azienda PALZOLA del Cosorzio Gorgonzola il profondo rispetto di questo prodotto viene prolungata la stagionanatura a 80 e 120 giorni per portare sul mercato un prodotto dalle qualità eccezionali; qui parte della lavorazione è ancora eseguita a mano con pazienza e amore. Lascio solo immaginare la cremosità all'assaggio. lalunasulcucchiaio.blogspot.it Questo ci insegna che ancora oggi possiamo, nonostante sia ritenuto poco attuale anche nell’agricoltura moderna, lavorare sempre più manualmente anche preservando la storicità di chi si è impegnato prima di noi in questa bellissima realtà. A Boca, poco distante, affascina la coltivazione della vite detta a maggiorina, il tradizionale sistema di allevamento formato da quattro viti che si sviluppano secondo i quattro punti cardinali, è ancora presente in molte vigne e facilmente riconoscibile, anche se buona parte di esse è stata convertita a sistemi più moderni e maggiormente diffusi. Azienda Le Piane Boca vigneto coltivato a maggiorina lalunasulcucchiaio.blogspot.it Starei ore ad ascoltare i racconti della Signora Chiara dell'Azienda Le Piane, mi spiega che qui il terreno porfido di origine vulcanica, ghiaioso in superficie è unico nel suo genere in Italia Il clima mite delle Prealpi con autunni caldi, privi di nebbia e il sole dell’esposizione a sud, ma con escursioni termiche importanti, sono le basi per una ottima maturazione dell’uva. Le colline a nord impediscono l’arrivo dei venti freddi. Rese basse favoriscono uve sane e mature. Tutte le vigne sono immerse nei boschi di un parco naturale che favorisce il ricco sviluppo di flora e fauna. Boca, Maggiorina e Mimmo solo alcune delle prestigiose etichette prodotte. Maggiorina Le Piane lalunasulcucchiaio.blogspot.it Prestigioso è anche il Bistrot Canavacciuolo, il nuovo indirizzo in città, proprio sotto i portici del Teatro Coccia. Ottima l’idea di Antonino di affiancare all’impegno principale quello del due stelle Micheline Villa Crespi e alle tre collaborazioni: Il Boscareto Resort a Serralunga d’Alba, Villa Cordevigo Wine Relais a Cavaion Veronese, Laqua Charme & Boutique a Meta di Sorrento), il nuovo Canavacciulo caffè & bistrot nello spazio completamente ristrutturato del Teatro Coccia. Bistrot Canavacciuolo Novara lalunasulcucchiaio.blogspot.it Pelle, ottone, resine, onice messi assieme in un mix eclettico fanno da cornice alla cucina: lo stile è quello a cavallo tra i '50 e i '60 con un accostamento inaspettato di materiali, non nascondo che in alcuni pezzi mi sono rivista bambina, un locale multitasking dalla colazione, e vi assicuro che la sfogliatella napoletana c’è, al dopo teatro passando dalla veloce pausa-pranzo all'aperitivo, con contorno di centrifughe, caffè e cocktail. sfogliatelle del Bistrot Canavacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Dal menù la parmigiana partenopea con una mousse di Grana Padano e un milanesissimo risotto allo zafferano e l'immancabile bunet piemontese. Una pausa di relax non può mancare, un angolo silenzioso immerso nella natura a cinque minuti dal centro, a Lumellogno, alla Torre dei Canonici, un antico casale del'400 ristrutturato con gusto, dove coccolarsi e ritrovare i sapori del territorio a colazione. altare dei Canonici a Lumellogno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma c'è un luogo in questo variegato territorio in cui io, e sicuramente tanti altri, mi sono persa, ad Orfengo, a due passi da Novara c'è la sede di Sambonet Paderno S.p.A, per chi ama cucinare è il paese di Bengodi dove nascono pentole, padelle, posate e ogni altro tipo di accessorio per la cucina e la tavola. La sede della Sambonet-Paderno Spa lalunasulcucchiaio.blogspot.it Sambonet, fondata nel 1856 dall'orafo Giuseppe Sambonet, ha dimostrato negli anni una decisa aspirazione verso la modernità. Per questo la ricerca dello stile, della forma, della funzionalità e l’adattamento ai nuovi stili di vita è sempre stata imprescindibile dalla ricerca del riconoscimento del mercato. Per favorire questa ricerca di concordanze tra design-industria e mercato, è stato costituito un centro di progettazione Sambonet, formato da un gruppo di giovani designer che si avvalgono dei più avanzati strumenti di disegno e prototipazione. Risalente al 1925 e rilevata dai fratelli Pierluigi e Franco Coppo nel 1979, attuali proprietari del Gruppo, Paderno rappresenta oggi il partner di riferimento per i professionisti della ristorazione e per appassionati gourmant, grazie alla vasta gamma di articoli da cucina, di pentolame e utensili affini. la produzione della posateria Sambonet lalunasulcucchiaio.blogspot.it Con la gentilissima Giulia ho avuto modo di vedere da vicino la produzione e di stupirmi davanti alla cura dei minimi dettagli, come per le posate forgiate una alla volta. Che dire vorrei essere dimenticata nell'outlet, anche se già mi perdo nel sito sambonet.it . Pentolame Sambonet-Paderno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Che dire: un Novara che non ti aspetti e dove sicuramente tornare perché le cose da scoprire non sono finite. Un ringraziamento particolare per la simpatia e la gentilezza a Paola, barbara e Paola di ATL Novara Baluardo Quintino Sella, 40 Novara e alla presidente Maria Rosa Fagnoni. www.turismonovara.it www.facebook.com/atlnovara Ristorante Convivium Baluardo Lamarmora Novara Bistrot Canavacciuolo Piazza Martiri della Libertà Novara Caffè Ristorante Impero Via Roma 13 Sizzano No www.palzola.it Azienda Le Piane Boca No www.sambonet.it www.risorizzotti.com www.latorredeicanonici.com Altri momenti di questa e altre esperienze le puoi vedere seguendomi qui https://instagram.com/lalunasulcucchiaio/ https://www.facebook.com/Lalunasulcucchiaio https://mobile.twitter.com/sul_luna

Fonte: lalunasulcucchiaio.blogspot.it

Non maledire ciò che viene dal cielo. Inclusa la pioggia. Non importa cosa ti precipiti addosso, non importa quanto violento il nubifragio o gelida la grandine; non rifiutare quello che il cielo ti manda! Elif Shafak, La bastarda di Istanbul “Giornata uggiosa…” sospira la mia voce a bitchy , mentre si avvolge nel suo boa di struzzo. “Ti correggo, giornata piovosa assai. Tempo da libri, the o cioccolato caldo…al massimo scrivo un po’ per il blog, che ho ignobilmente trascurato” rispondo. “Se fosse una creatura vivente e senziente, sarebbe morta di fame e di sete…” ribatte la mia voce a bitchy , mentre si accende la sua Gauloaise “Ma chi? Ma cosa? Il Blog?” rispondo tossicchiando, perché mi ha sbuffato del fumo in faccia. “In effetti…sono stata una madre ignobile in queste ultime settimane e recupererò! – continuo – “ma potresti, per favore smettere di sbuffarmi del fumo in faccia? Non è da te essere così poco elegante” ribatto. “Va bene…ma, dopo che hai scritto, vai ad impastare qualcosa di buono, vero?” mi sussura la mia voce a bitchy , piegando lievemente la testa da un lato e sorridendo – la sua intenzione è quella di essere gentile, ma ha lo sguardo del gatto che ha ingoiato il canarino. Canarini permettendo, il silenzio dal blog non è dovuto ad una pausa, perché in realtà nelle scorse settimane, tra le tante cose, ho fatto del cucinaggio matto e disperatissimo. Intanto, questo 2016 è iniziato con i festeggiamenti per i 50 anni di matrimonio dei genitori della sottoscritta, come avevo scritto nel post della Bakewell Tart . Quindi, il giorno dell’Epifania abbiamo festeggiato in quel di Roma, con tanto di cerimonia nella chiesa dove 50 anni fa i miei genitori dissero sì. Il giorno prima fu una giornata assai ricca di pioggia, ma il 6 gennaio il sole ci diede un caldo abbraccio, rendendo i festeggiamenti ancora più piacevoli. Le settimane successive ci hanno visto – perché ha partecipato anche la mia voce a bitchy – impegnate nei preparativi per la cresima del mio uomo piccolo e anche dei miei ragazzi del mercoledì. Però, in veste di mamma il mio obiettivo era quello di preparare in casa tutta la festa, sacchetti per i confetti inclusi, e di farla ovviamente senza glutine, senza lattosio e senza proteine del latte. A parte la torta, perché l’uomo piccolo desiderava ardentemente il Profiterole e per me la pasta choux è un Himalaya da scalare, ma ci arriverò. Comunque preparare un buffet per 16 persone, con ricette tipiche veneziane, è stata una bella avventura Curiosi di sapere il menù? Eccolo. § Per la ricetta del primo mi sono liberamente ispirata ad una ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo. §§Per queste ricette tipiche mi sono affidata alle conoscenze di mia suocera, che mi ha insegnato a farle in un intenso pomeriggio di cucinaggio matto e disperatissimo. Mia suocera, mia mamma ed io, tutte e tre davanti ai fornelli, cucinando senza glutine senza lattosio e senza proteine del latte, con tantissimo gusto e tanto divertimento. La cerimonia è stata celebrata il 24 gennaio ed è stata intensa, anche grazie alla presenza del Patriarca e alle sue parole gentili e forti. La festa a casa, con la famiglia di sangue e di cuore, cui mancava solo il pezzo americano, ardentemente presente nei nostri pensieri e cuori, è stata bellissima, piena di risate, ciacole e affetto…con un piccolo incidente di percorso, perché il Profiterole non era ripieno di crema al cioccolato…abbiamo sfiorato la crisi. A parte l’incidente diplomatico del profiterole, è stata proprio la festa che l’uomo piccolo desiderava, come ciliegina sulla torta di un suo momento di vita importante. Anche il buffet è stato gradito da tutti, a riprova che cucinare #senza non significa affatto senza gusto! Anzi! Finito Gennaio, è arrivato Febbraio. Purtroppo, causa malanni stagionali e anche piogge il Carnevale quest'anno non lo abbiamo celebrato, se non fosse che il penultimo giorno, febbricitante e con l'emicrania, mi sono messa a friggere le castagnole marchigiane , ma con una farina diversa ( Il Pane di Anna per dolci senza glutine e senza lattosio e senza proteine del latte) e ho fatto i galani o crostoi! Sono venuti talmente buoni che non ho fatto in tempo a fotografarli. Sarà per il prossimo Carnevale. Per farmi perdonare, qualche scatto dello scorso anno...martedì grasso 2015 con un sole meraviglioso. Lasciando che il sole brilli sempre nel cuore, ringrazio tutti coloro che sono passati a trovarmi qui sul blog e sulla mia pagina di Facebook , grazie per l'affetto! Sono ritornata e ho anche un sacco di ricette. Buona settimana, cari!

Fonte: fabipasticcio.blogspot.it

Ieri ho avuto l'onore di varcare la soglia di Identità Golose, il congresso internazionale di Chef ormai giunto alla settima edizione, al Convention Centre di Milano! Questa ultima giornata è stata dedicata al Piemonte; sul palco Marta Grassi da Novara che ha presentato una cucina del territorio di mezzo, tra acqua dolce e acqua salata, i fratelli Nigro dalle Langhe con un viaggio dolce-salato attorno alla nocciola, Pier Bussetti dalla provincia di Cuneo con la reinterpretazione dei peperoni ripieni e Antonino Cannavacciuolo, il napoletano del Lago d'Orta, con la fusione di cucina nord-sud. Il pomeriggio trascorso in grande dolcezza, in collaborazione con l'Ecole du Grand Chocolat Valrhona Corrado Assenza e Gianluca Fusto, e l'arte dei chocolatiers francesi della celebre scuola Tain l'Hermitage, con i dessert come elemento di relazione. Al termine un gran buffet di dolcezze cioccolatose, firmate dalla scuola francese!!!! Grazie Identità Golose, di questo bellissimo invito, un regalo meraviglioso! http://www.identitagolose.it/

Fonte: atuttacucina.blogspot.it

cliccare sulle foto per ingrandirle Inizio alla grande, il 12 maggio scorso, per la settima edizione de “ Le Strade della Mozzarella ”, il grande congresso gastronomico promosso dal Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop . Un susseguirsi di laboratori e incontri con i più grandi nomi della cucina Italiana e quest’anno anche internazionale, che insieme a maestri gelatieri e pizzaioli, per le loro esibizioni hanno centrato la loro attenzione sulla Mozzarella di bufala e le sue mille sfaccettature cucinarie, utilizzandola in percorsi gustativi e sensoriali dall’antipasto al dolce e perfino al gelato. Nella spettacolare cornice del Savoy Beach Hotel di Paestum, territorio d’origine della Mozzarella, è toccato al piemontese Davide Scabin, che definisce la Mozzarella Dop prodotto “vivo” e per cui non nasconde il suo grande entusiasmo, dare il via alle esibizioni. Per le sue preparazioni ha usato mozzarella lasciata in infusione in coulis di fragole (che ha conferito una delicata colorazione rosa alla parte esterna della mozzarella) oppure nel latte di mandorla usandola poi per gustosi “carpacci” oppure, mozzarella non più freschissima (quando ha già 3 giorni e comincia a perdere elasticità), quindi congelata e successivamente ridotta in pasta, formando poi dei piccoli “timballi” ripieni. Alba Esteve, giovane chef, apre gli “Atelier Pasta Mozzarella e Pummarola” e in linea con le moderne tendenze che vogliono la pasta cotta in acqua aromatizzata, ha preparato dei conchiglioni Pastificio dei Campi freddi, ideali per la stagione estiva cuocendo la pasta in brodo vegetale con cipolla, capperi salati, origano, acqua dei pomodori del piennolo “L’orto di Lucullo”. La salsa è ottenuta frullando i pomodorini in purezza, la mozzarella di bufala campana Dop viene stracciata a mano ed inserita a crudo nelle conchiglie condite con olio di olive taggiasche, olio extravergine e pepe. Un tocco leggermente e piacevolmente piccante è dato da cipolla rossa a crudo tagliata molto sottile. Completano olive taggiasche essiccate ed emulsione di aceto balsamico. Antonino Cannavacciuolo ha espresso il suo orgoglio nel vedere i suoi colleghi più importanti provenienti da tutte le regioni italiane e dall’estero riuniti a Paestum per raccontare la Mozzarella, prodotto che rappresenta un Sud che produce eccellenze e che sa promuoverle. Ambasciatore in Piemonte della pasta di Gragnano e altri prodotti del sud, ha presentato preparazioni con ingredienti prettamente italiani ed una “pizzaiola” cruda, con passato di pomodoro, scampi crudi, germogli e (in omaggio al “bror’ e purp”) una riduzione di acqua di cottura del polipo. Maria Cacialli e il marito Felice Messina, aprono la sezione dedicata a Pizza e Lievitati, moderata da Tommaso Esposito , appassionato e storico della pizza. La pizza fritta di Maria affonda le radici nella storia e nella memoria, ai ricordi di bambina, quando il lunedì la nonna preparava le pizzelle fritte condite con il ragù della domenica. Il testimonial passa quindi a Gianfranco Iervolino : oltre la margherita classica, dal suo percorso di ricerche e sperimentazioni, due nuovi impasti per la base della pizza: una con base alle rape rosse, condita Mozzarella di bufala, Corbarini in acqua e sale , Confettura di Corbarini e formaggio blu di bufala espressione di dolcezza e sapidità in un gradevole ed equilibrato connubio, l’altra, la pizza “Vesuvio”, dai sapori di mare, con impasto base al nero di seppia, mozzarella di bufala, piennolo “L’Orto di Lucullo! , acciughe dissalate e menta del Vesuvio: una pizza, definita dallo stesso Iervolino, “dal disordine perfetto”. Corrado Assenza, pasticcere e gelatiere dalla creatività infinita, ha come missione la ricerca perpetua dell’eccellenza e della perfezione gustativa: per lui la pasticceria va verso gusti salati, il suo intervento è su tecniche e abbinamenti. Presenta bocconcini di pasticceria salata ma con tocchi di inaspettata di dolcezza, da poter gustare in ogni ora del giorno, da colazione al dopocena, non solo al ristorante ma anche e soprattutto al bar. Le sue preparazioni sono elegante arcobaleno di consistenze, sapori e profumi della Sicilia più classica e nel contempo inaspettata, frutto di tecniche ben precise, dove nulla è improvvisato, a cominciare dalla scelta dei prodotti usati, solo nel momento di massima resa. Ecco quindi un cubettato di rapa rossa cotta a vapore e poi abbattuta, con crema di fagiolini frullati ad alta velocità, olio, mozzarella di bufala e miele Melarò al finocchietto. Per l’altro finger, la mozzarella di bufala campana Dop si unisce all’ostrica, accompagnata da spinaci e da una salsa di carote, realizzata con carote cotte a vapore e succo di carota fresco che aggiunge una nota di vellutata dolcezza. Per il gelato, che preferisce alleggerire di zuccheri, a vantaggio della leggerezza senza perdita di sapore, la proposta è a base di latte di bufala, con accattivanti sentori di limone femminello e miele di fiori d’arancio a caratterizzarne il gusto delicato. Grandi personaggi, grandi sapori,grandi prodotti in campo per la Mozzarella di Bufala Campana Dop , l’oro bianco della Campania, regima indiscussa delle tavole non solo italiane. .

Fonte: maisonmilady.blogspot.it

Una pasta come la famosa "Benedetto Cavalieri" merita un po' di impegno, soprattutto la Prima Volta . Acquistata una domenica uggiosa di primavera, -giusto nel momento in cui il tempio dei gastrofighetti Eataly! Manco a dirlo; -) pullulava di annoiati vogliosi di dare un senso alla propria giornata- è precipitata nella dispensa di casa, tra le altre altezzose del gruppo... Lei però, pur essendo l'ultima arrivata, si è fatta fin da subito un po' notare... (enoooorme... migliorassero un pochetto stò packaging, non sarebbe male!). Avendo questo gioellino in casa, la scelta di assaggiarla quanto prima è diventata una priorità. Pacchetto alla mano, l'ho girato e rigirato tra le mani un po' perplessa sul da farsi; buttarla nella cesta della spesa è stato semplice, pensare a cosa realizzarci poi, lì per lì non mi è passato neanche per la testa. L'idea mi è venuta in seguito, insieme ad un grande appetito, guardando in tv il mitico Chef Antonino Cannavacciuolo (esilarante personaggio a mio avviso, oltre che Maestro indiscusso). Io ho apportato qualche modifica di mio gusto al piatto e mi tocca riconoscere che il risultato ha reso onore alla qualità della pasta in questione. Grazie Chef! SPAGHETTONI CON CREMA DI MELANZANE, POMODORINI E FETA INGREDIENTI per 4 persone: 300 gr. di spaghettoni ( Benedetto Cavalieri ) 1 melanzana viola (grande) 10-15 pomodorini datterino 50 gr. di feta 2 rametti di origano fresco 100 ml. di brodo vegetale 1 cucchiaino di olio all'aglio olio EVO q.b. sale e pepe q.b. PREPARAZIONE: lavate e spuntate la melanzana, tagliatela in due nel senso della lunghezza e ungetela con un filo di olio EVO; sistematela in una teglia e infornate a 170° per circa un'ora. Trascorso il tempo di cottura, prelevate la polpa della melanzana aiutandovi con un cucchiaio. Trasferite la polpa in un frullatore, unite qualche fogliolina di origano, l'olio all'aglio e frullate aggiungendo del brodo fino a raggiungere una consistenza cremosa; infine unite un filo di olio EVO e regolate di sale e pepe. Riempite una pentola di acqua e portatela ad ebollizione, salatela e cuocete gli spaghettoni. Nel frattempo, lavate i pomodorini, tagliateli a metà, salateli e fateli saltare in padella con un filo di olio EVO per 3-4 minuti; aggiungete qualche fogliolina di origano fresco e metà della crema di melanzane. Appena la pasta sarà cotta, scolatela e mantecatela direttamente nella padella con i pomodorini e la crema. Sistemate sul fondo di ogni piatto un velo di crema di melanzane, adagiate sopra gli spaghettoni e terminate il piatto con un filo di olio EVO e la feta sbriciolata.

Fonte: feelcook.blogspot.it

Ho conosciuto questo chef attraverso la televisione e sono rimasta affascinata dalla genialità con cui trasforma la semplicità e la freschezza in piccoli capolavori. Aggiungo volentieri anche le sue ricette a quegli "esercizi" cui voglio applicarmi per imparare a cucinare. Speriamo bene! RISOTTO CACIO E PEPE 300 g riso Carnaroli brodo vegetale 50 g pecorino 50 g Parmigiano reggiano 40 g burro sale e pepe prezzemolo Tostare il riso in una casseruola ampia senza condimento muovendo spesso con un cucchiaio di legno. Aggiungere gradualmente il brodo vegetale caldo e portare a a cottura da tenere al dente. Completare fuori fuoco con i formaggi grattugiati, il burro e una generosa macinata di pepe. Lasciar mantecare qualche minuto e servire con scaglie di pecorino, un'altra macinata di pepe, qualche ciuffo di verde per dare colore.

Fonte: fatemicucinare.blogspot.it

Ci siamo innamorati di questo panino a prima vista, è stato presentato da Antonino Cannavacciuolo in una delle puntate di cucine da incubo...ed eccolo adesso realizzato da me per il compleanno di mio figlio...non lo lascerò più! Per 8 panini servirà... 24 fette di pane da tramezzino con fetta grande...spennellare di burro e private della crosta esterna...infornate sotto il gril per dorarle... pomodori tagliati a fette ...uovo cotto all'occhio di bue...insalata lattuga con dentro petto di tacchino grigliato e tagliato a listarelle e condita con solo maionese...bakon arrostito in padella...

Fonte: cucinachetipassa.blogspot.it

Lenticchie e salsiccia . Come dire il cacio sui maccheroni. E non solo perché insieme stanno proprio bene, come la sottoscritta davanti ad una Sacher, ma per via di quella leggera brezza che ci schiaffeggia appena mettiamo il naso fuori di casa. Condizioni atmosferiche esagerate? Ma no, solo che nella piazza del paese ormai prendono l'aperitivo le lepri artiche e stamattina un bue muschiato mi ha fatto ciao con la zampa. Quisquilie, direbbe Totò. Quisquilie che risolvo con un piatto robusto e caldo, come le lenticchie e salsicce della mia amica Roberta. Partiamo da un grande preambolo. Il fatto che io abbia un blog non vuol dire che io sia Cannavacciuolo senza barba e panza (oddio per la panza...)

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Io e la fantasia siamo come il polo Sud e il polo Nord, ci amiamo forse ci stimiamo anche ma solo da lontano, ecco perché avrei fatto bene a non partecipare a questa sfida di mtc e stava per succedere. Una sfida dove la fantasia dovrebbe essere al primo posto e so che ci saranno delle vere meraviglie, potevo saltarla il mio posto in classe me l’ero guadagnato con la sfida precedente, ma solo mettendosi in gioco anche in sfide che non ci rappresentano possiamo crescere e poi la cucina è gioia bisogna pur esprimerlo. La mia proposta è semplice e poco fantasiosa, però è gioiosa mi piacerebbe solo non deludere e ottenere almeno la sufficienza. La sfida consisteva in una MysTeryCloche : creare una ricetta con 4 dei 7 ingredienti proposti, FRAGOLE, RISO, FARAONA, TRIGLIA, PISTACCHI, CAFFE’, LIMONE, più qualche ingrediente base disponibile. Dovendo eliminare faraona e triglie, per l’impossibilità di trovarle o per il periodo o per lontananza da un buon mercato del pesce, ho dovuto concentrarmi sugli altri ingredienti. GELEE CON FRAGOLE, CHIPS DI RISO E CRUMBLE AI PISTACCHI Cubo di gelee con fragole 500 g di fragole 9 g di gelatina in fogli 100 g di zucchero 1 bicchierino di grappa alla fragola Buccia limone a filamenti brinati Ammorbidite in acqua fredda i fogli di gelatina. Frullate 200 g di fragole, mettetele in un pentolino, aggiungete lo zucchero e fatelo sciogliere. Portate ad ebollizione poi togliete dal fuoco e incorporate i fogli di gelatina ben strizzata, mescolate bene e aggiungete la grappa alle fragole e lasciate raffreddare. Tagliate a fettine le altre fragole e mettetele in una coppa, aggiungete il passato di fragole con la gelatina, amalgamate bene poi trasferite nello stampo o in stampini monodose e mettete a raffreddare per una notte. Chips di riso 100 g di riso Roma 350 ml di acqua buccia di un limone timo limone olio di girasole per friggere Questa è un procedimento/ricetta preso da un video dello chef Cannavacciuolo In un pentolino fate cuocere il riso, con le bucce di limone e l’acqua fino a quando avrà assorbito tutta l’acqua e sarà perfettamente cotto, eventualmente aggiungete ancora un goccio d’acqua. Frullate il riso cotto con le scorze di limone fino a quando otterrete una crema vellutata. Spalmate la crema di riso in uno strato sottilissimo su un tappetino in silicone o su della carta forno appoggiata su una teglia. Infornate la teglia e il tappetino in forno preriscaldato a 100 °C per circa un ora o fino a quando la sfoglia sarà asciutta. Quando volete usare la sfoglia di riso, rompetela in pezzi grossolani, riscaldate a 170 °C l’olio di girasole e friggete i pezzi di cialda per pochi secondi, si accartocceranno e gonfieranno in pochi secondi diventando croccantissimi, scolateli trasferiteli su della carta da cucina o per fritti. Le chips di riso sono pronte Crumble ai pistacchi 50 g di burro 50 g di zucchero di canna 50 g di pistacchi (tritati molto sottili) 50 g di farina Amalgamate tutti gli ingredienti, poi coprite l’impasto con della pellicola e trasferite in freezer a raffreddare. Preriscaldare il forno a 160 °C. Prendete l’impasto di pistacchi e grattugiatelo su un foglio di carta forno e infornate per circa 10 minuti, non deve colorare troppo. Sfornate e fate raffreddare. Servire appoggiando sul piatto un po’ di crumble al pistacchio, poi aggiungere una chips di riso su cui appoggeremo un cubo di fragole. Decorare a superficie del cubo con dei pistacchi tritati sottili e qualche fiammifero brinato di limone. Decorare il piatto con qualche altra chips di riso, una fragola a fettine qualche fiorellino di timo limone. Un grazie alla mitica Mai che riesce sempre a stupire con i suoi meravigliosi banner Stampa tutto il post

Fonte: profumiecolori.blogspot.it

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