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Bigoli alle vongole con cime di rapa I bigoli alle vongole con cime di rapa, sono un primo sfizioso semplice e veloce da preparare tratta e rielaborata da una ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo. Con questa ricetta partecipo al contest Comfort food di La cucina delle streghe!! Difficoltà ** Costo *** Tempo di preparazione 30' Tempo di cottura 15' Ingredienti (per 4 persone) 500 gr di vongole veraci 200 gr di cime di rapa 320 gr di bigoli 1 spicchio d'aglio un mazzetto di prezzemolo olio e sale Preparazione Iniziamo pulendo le cime di rapa, togliamo i gambi più duri ed esterni e rimuoviamo le foglie immergendole nell'acqua fresca per lavarle. Durante questa fase toglieremo i fiori e li metteremo da parte in quanto cuociono più velocemente. Mettiamo a bollire l'acqua per la pasta nella quale cuoceremo però contemporaneamente sia la pasta che le foglie delle cime di rapa. Ora ci dedicheremo alle vongole. Anzitutto tritiamo il prezzemolo e separiamo i gambi, che ci serviranno appunto per le vongole. Io utilizzo questo simpatico strumento dell'ikea fa un trito abbastanza sottile e sopratutto si lava bene. Ora prendiamo una padella, facciamo un fondo d'olio e scaldiamolo per poi aggiungerci lo spicchio d'aglio schiacciato. Non appena l'aglio imbiondirà aggiungiamo le vongole ancora chiuse e i gambi del prezzemolo precedentemente preparati e dopo aver aggiunto un mestolo d'acqua lontano dal fuoco copriamo con un coperchio. L'acqua calda nell'olio sprigiona una grande quantità di vapore che ci serve per far aprire e cuocere le vongole. Intanto che le vongole si aprono mettiamo nell'acqua bollente salata le foglie di rapa e dopo 10 minuti aggiungiamo la pasta e i fiori. In questo caso la mia pasta aveva un tempo di cottura di 13 minuti. Nel frattempo le vongole dovrebbero essersi aperte, le andremo a pulire togliendo il muscolo dal guscio e filtreremo l'acqua di cottura con un colino. Ci servirà per far saltare la pasta. Come Impiattare Noi abbiamo utilizzato una fondina in quanto la struttura del bigolo non avendo un sugo denso tende a cadere. Per servirlo creiamo un nido al centro del piatto afferrando gli spaghetti con una pinza da cucina direttamente nella padella avvolgendoli su loro stessi con l'aiuto di un mestolo e deponiamo il nido al centro del piatto. Decoriamo col un ciuffo di prezzemolo fresco. Il vino Spaghetti alle vongole : questa pietanza si abbina con Vino Bianco di medio corpo , anche Spumante in particolare con vini prodotti in Sicilia .

Fonte: loscalognodoro.blogspot.it

Un amico ha la moglie al mare, l'altro ha la moglie dai suoi, volete lasciarli da soli? Ne ho invitati un paio d'altri per aumentare la compagnia ed ecco qua. Roby come solito mi aiuta ad apparecchiare. Nel togliere il servizio di piatti dall'armadio appoggia in mezzo al tavolo due piatti da portata, li guardo e penso che potrebbero rimanere lì come centro tavola con dentro un ananas ed altra frutta. Roby termina il lavoro con la sua fantasia e direi che la tavola non è venuta male. La mattina ero andata in pescheria poco speranzosa, di solito il martedì non è il giorno migliore, invece... Antipasto: Cappesante alla veneziana con asparagi di mare Ho tolto l'intestino alle cappesante lasciandole attaccate alla valva, le ho passate sotto l'acqua corrente per togliere i residui di sabbia quindi le ho asciugate con della carta da cucina. Ho spolverato su ciascuna un pizzico di pane grattugiato e mezzo cucchiaio d'olio extravergine di oliva Costa dei Trabocchi scaldato precedentemente con dello scalogno tritato, un pochino di prezzemolo, sale e pepe,poi le ho messe in forno caldo finché non sono ben gratinate. Nel piatto le ho composte con un ciuffo di asparagi di mare precedentemente lavati, sbollentati e conditi con olio e limone, niente sale perchè sono già salati. Primo: Riso venere alle erbe con gamberi al rosmarino Ingredienti per 6 persone: Riso venere 500 gr Gamberi Rossi 3/4 per persona Pomodori ramati 750 gr ½ scalogno 2 spicchi d’aglio Brandy mezzo bicchierino Rosmarino 2 rametti Un trito di erbe (rosmarino, timo, maggiorana, santoreggia, salvia, basilico ) Olio d’oliva extra vergine Costa dei Trabocchi Sgusciare i gamberi e conservare le code. Eliminare con uno stuzzicadenti il budellino. In una casseruola far stufare uno scalogno tritato e uno spicchio d'aglio in camicia con poco olio d'oliva, aggiungere i carapaci dei gamberi, far sudare, bagnare con i il brandy, il pomodoro tagliato a pezzetti e 1 cucchiaio di pomodoro concentrato, aggiungere poca acqua e portare a ebollizione per venti minuti. Quindi passare al passaverdura schiacciando bene (o al tritacarne), in modo da recuperare più succo possibile, poi passare al colino cinese e far addensare la salsa aggiustando di sale e peperoncino. Far cuocere il riso in acqua bollente salata e scolarlo. In una padella soffriggere in alcuni cucchiai di olio extravergine uno spicchio d’aglio, un pizzico di peperoncino e delle erbe tritate (rosmarino, timo, maggiorana, santoreggia, salvia, basilico e prezzemolo), togliere l’aglio quando è colorito e farvi saltare il riso. Scottare le code di gamberi in un sauté di olio e rosmarino tritato. Versare il riso nei piatti dandogli la forma con un cerchietto (coppapasta) di cm 7 di diametro, sistemare nel mezzo i gamberi con la salsa e servire. Secondo: Zuppetta di cozze, vongole veraci e calamari Ingredienti per 6: Un sacchetto di cozze Un sacchetto di vongole veraci 1 kg di calamari 700 gr di pomodori pelati a filetti 3 spicchi d’aglio 1 scalogno olio extravergine d'oliva Costa dei Trabocchi sale e peperoncino basilico e origano Mettere le vongole a spurgare in acqua e sale per alcune ore. Grattare i gusci delle cozze con la paglietta d'acciaio, togliere gli sfilacci e metterle, man mano che sono pulite, in una bacinella. In una larga padella colorire uno spicchio d'aglio ed un pezzetto di peperoncino in alcuni cucchiai d'olio. Versarvi i pomodori a filetti, salare, aggiungere un pizzico d'origano, alcune foglie di basilico e portare a cottura in 20/30 minuti. Pulire i calamari togliendo le interiora, gli occhi, il becco, la pellicina scura che li ricopre e tagliarli a strisce. Saltare i calamari in olio e scalogno tritato e sfumare con vino bianco quindi aggiungerli nella padella del sugo di pomodoro. Nel frattempo in una larga padella far aprire separatamente le cozze e le vongole veraci in un soffritto di olio, aglio, prezzemolo sfumando con vino bianco solo le vongole. Sgusciare di mezza valva quasi tutte le conchiglie, lasciandone alcune per la decorazione. Filtrare il liquido di cottura delle vongole e versarlo nella padella allungando il sugo di pomodori e calamari. Aggiungere le cozze e le vongole e far cuocere pochi minuti. Servire con crostini di pane. Dolce: Cannolo d'ananas con mousse al cioccolato bianco E' una libera interpretazione di un dessert dello chef Cannavacciuolo di Villa Crespi, l'ho trovato in rete nel loro sito, mi è piaciuto moltissimo. Quando mi sono messa ad affettare l'ananas però mi sono pentita...le fette si rompevano invece che arrotolarsi! Accidenti a loro... ho pensato allora di cambiare il nome e fare una millefoglie di ananas Le ho messe a marinare nello sciroppo e quando le ho tolte alla sera per utilizzarle ... Miracolo!!! si arrotolavano bene! Ingredienti per 6 persone 1 ananas 1 mango 1 vaschetta di fragole 1 vaschetta di lamponi 1 vaschetta di more 12 ciliegie Per lo sciroppo: 250 gr di acqua 250 gr di zucchero Per la mousse bianca: 2 tuorli d’uovo grandi 6 gr. (3 fogli) di gelatina 200 gr di cioccolato bianco Un po’ di latte 200 gr di panna da montare Per Ananas: sbucciare l’ananas, tagliarlo nel senso della lunghezza con l’affettatrice sul numero 3 e farlo marinare mezza giornata nello sciroppo. ( la ricetta originale diceva 4/5 ore, lo chef ha detto mezza giornata o anche una notte intera ) Per Sciroppo: mescolare l'acqua con lo zucchero e portarlo a 80°. Per Mousse bianca: semi-montare la panna, montare i tuorli d’uovo ben fermi con le fruste elettriche; nel frattempo far fondere a bagnomaria il cioccolato tritato e portarlo a 35°, ammorbidire la colla di pesce in acqua fredda, strizzarla e scioglierla con un goccio di latte. Mescolare i composti in questo ordine preciso : versare la colla di pesce sciolta nei tuorli d’uovo montati senza mescolare, versare velocemente i tuorli sulla panna ed il cioccolato fuso, amalgamare velocemente e far addensare per 5 ore in frigorifero. Per il mango : centrifugare il mango aggiungendo la punta di un cucchiaino di acido ascorbico ( lo usa tantissimo, fa l’effetto del limone e mantiene il colore della frutta e della verdura, ben vivo ), passare al chinois. Per comporre il cannolo: asciugare la fetta di ananas marinata, fare una striscia di mousse in mezzo a questa aiutandosi con la la tasca da pasticceria . Con una spatola avvolgere la fetta di ananas formando un cannolo, tagliare le due estremità a losanga. Disporre sul piatto con i frutti di bosco disposti attorno. La ricetta di Cannavacciuolo prevedeva una salsa di mango a specchio sotto ai cannoli, ma il mango … mango pe’ niente che l’ho trovato... Pensavo di sostituirla con una salsa di pesche tabacchiere molto profumate, poi non ho più fatto in tempo e l’ho servito così.

Fonte: tentazionidigusto.blogspot.it

la ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo La ricetta che vi voglio proporre oggi riguarda la realizzazione di un primo piatto a base di pesce molto saporito: gli Spaghetti con aglio, olio e cozze secondo lo chef Antonino Cannavacciuolo , presentata in occasione della trasmissione Cucine da incubo. Ingredienti: spaghetti , 100gr aglio , 1 spicchio cozze , 10 peperoncino erba cipollina scalogno , 1 vino bianco , un bicchiere prezzemolo , un ciuffetto olio EVO Preparazione: Iniziamo la nostra ricetta partendo dalla preparazione della salsa di cozze: dopo aver ripulito i molluschi nel loro guscio esterno, metteteli ad aprire in una pentola con dell’acqua. Nel frattempo, procedete tagliando finemente il cipollotto e mettendolo a soffriggere in una padella a parte coon dell’olio d’oliva. Una volta che avrà iniziato ad indorarsi, aggiungete la patata che avrete tagliato a cubetti molto piccoli finché non si ammorbidisce. Se necessario aggiungete l’acqua delle cozze per rendere più morbido. Aggiungete anche erba cipollina e sale. Sfumare il tutto con del vino bianco, quindi aggiungete le cozze e spegnete il fuoco finché non iniziano a prendere il colore della cottura. Frullate il tutto e filtrate fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Mettete a cuocere gli spaghetti e toglieteli dalla cottura non appena avranno iniziato a piegarsi; trasferiteli quindi in una padella con un po’ di acqua delle cozze e attendete finché non saranno cotti. Nel frattempo in una padella a parte mettete ad indorare l’aglio con del peperoncino e l’olio. Versate poi nella padella gli spaghetti scolati e la crema di cozze. Coprite con una spolverata di prezzemolo e servite. Bon appetit! INITALYFOOD , per la scelta dell'olio extravergine d'oliva consiglia: OLIO EXTRAVERGINE VURDOJ FALANGHINA FEUDI SAN GREGORIO

Fonte: initalyfood.blogspot.it

Ultimamente stiamo notando un po' di fermento e novità nel mondo della ristorazione anche dalle nostre parti. Il merito di questi cambiamenti a cui stiamo assistendo è il numero sempre crescente di giovani chef che propongono una cucina più moderna, molto curata, senza dimenticare il punto di partenza di una cucina ben radicata nella tradizione e l'utilizzo di materie prime sempre genuine e freschissime. Ci è così tornata voglia di girare, andare a scoprire nuovi posti e provare piatti nuovi. A tal proposito vogliamo segnalarvi il sito Quandoo.it ottimo per prenotare facilmente e comodamente un tavolo nel proprio ristorante preferito. Tra i vari ristoranti provati, ce n'è uno che amiamo particolarmente, di cui oggi vi parleremo in quanto lo consideriamo una delle migliori proposte sul territorio. Siamo infatti nella vicina (per noi) Gragnano, città storica della pasta trafilata al bronzo dove Giulio Coppola, giovane chef con alle spalle un importante percorso formativo (e si vede tutto) presso Villa Crespi alla corte dello chef stellato Antonio Cannavacciuolo, presenta la sua cucina all'interno del suo locale " La Galleria ". Il ristorante prende il nome dalla Galleria commerciale nella quale si trovava e dove ha iniziato l'attività nel 2010, ma si potrebbe pensare che prenda il nome anche dai piatti che si susseguono, belli come dei dipinti. Da pochi mesi ha cambiato sede e si è trasferito in Piazza Aubry, sempre a Gragnano. Vista la tipologia di cucina, il ristorante meritava una location così ed un piccolo restyling. L'arredo è elegante e sobrio allo stesso tempo, i tavoli molto ben apparecchiati, con le note di colore del blue dei bicchieri e dei graziosi centrotavola a forma di riccio. La cucina della galleria è soprattutto una cucina di mare e questo lo si capisce subito. Ma non solo. Proprio l'ambiente soft che ti avvolge in un abbraccio, permette di apprezzare al meglio i piatti, senza distrazioni e senza inutili orpelli. Non solo il ristorante ha cambiato sede, ma anche la cucina, già ottima, si è già evoluta, in un crescendo che ci fa augurare allo chef e al suo staff traguardi importanti. Anzi, possiamo anticiparvi che già a Marzo ci sarà una prima sorpresa, un riconoscimento sicuramente meritato, sul campo, in attesa di traguardi ancora più alti. Ma veniamo alla cucina. Il menu che presenta La Galleria comprende piatti di mare e di terra, ha il giusto assortimento tra antipasti, primi, secondi e dolci. La carta dei vini comprende circa 95 etichette. Insomma, c'è l'imbarazzo della scelta e viene voglia di tornare più volte per scoprire tutti i piatti del menu o per riassaporarne qualcuno che ha entusiasmato particolarmente. Il menu che abbiamo avuto modo di provare è stato appena introdotto. Si nota la cura del particolare già nella presentazione easy chic, che porta il ristorante un gradino più in alto rispetto ad altri. I sapori restano in ogni caso puliti. Anche il cestino del pane, preparato dallo chef, è sempre curato ed offre diverse tipologie di pani e grissini che variano sempre. Iniziamo il nostro percorso dallo "Scalda animo con biscotto Agerola", ovvero dell'ottimo polpo, tenerissimo nel suo brodo, nel quale viene inzuppato il tipico biscotto di Agerola sbriciolato. Il piatto si presenta accattivante, col tentacolo che fuoriesce dalla boule di vetro trasparente e si avverte l'intensissimo profumo della zuppa che si può gustare da sola o accompagnata dal biscotto. Visto che siamo nella città della pasta, Giulio ci presenta un classico della cucina partenopea. Qui i piatti della tradizione che pensavi di conoscere da sempre, ti rivelano un lato nascosto, il loro animo più nobile. Ci viene presentata la frittata di pasta, ovviamente rivista dallo chef, su una crema di zucca ed una salsa al formaggio. Un altro antipasto in cui i sapori e le consistenze si sposano perfettamente. A questo punto Giulio ci sorprende presentandoci del pesce fresco che più fresco non si potrebbe: degli scampi vivi, pieni di uova. Inutile dirvi che avevano il sapore del mare. Proseguiamo con la triglia e la sua pizza di scarole. Lo chef ama esaltare pesci "poveri" ma non per questo meno saporiti, purtroppo troppo spesso bistrattati. Il sapore caratteristico della triglia si coniuga in ottimo modo col sapore della nostra pizza di scarole, altro piatto della tradizione. Un'altra novità inserita nel menu è la sogliola alla mugnaia. Giulio la presenta in un modo impeccabile, tanto che ci sembra di essere innanzi ad un quadro. La sogliola è morbida e succosa e si assapora con un crumble al limone che completa il piatto in maniera perfetta. Siamo arrivati ai primi. Iniziamo con un corallino nella classica zuppa di pesce. La zuppa viene cotta 5 ore, in maniera da concentrarsi molto, quindi viene filtrata ed è pronta per la cottura della pasta. Viene servita con dei pezzi di pesce cotti a basse temperature che ne conservano tutti i sapori e la tenerezza delle carni. Nella terra della pasta Giulio riesce a sorprendere anche con un risotto. Le sue esperienze al nord evidentemente si fanno sentire. Ci viene servito infatti un risotto di riso Carnaroli al limone, con animelle di vitello e battuto di gamberi. Il piatto si presenta molto bene, è profumato ed invoglia all'assaggio. Ne risulta un piatto equilibrato e saporito. Il riso, come sempre anche le paste, sono cotti alla perfezione. Siamo arrivati ai secondi. Ci viene presentata una spigola su crema di finocchi e capperi in agrodolce. Altro piatto riuscitissimo, la spigola è saporitissima, la crema di finocchi, con cui lega perfettamente, ne esalta il sapore ed i capperi danno quel tocco di vivacità al piatto. Segue il sauro bianco su polenta bianca ed ortaggi marinati. Il sauro è un altro di quei pesci che difficilmente si trova nei menu dei ristoranti ed invece è molto saporito e lo chef riesce a valorizzarlo appieno. La polenta bianca, più delicata di quella gialla, si mantiene morbida e gli ortaggi fanno da giusto contorno a questo piatto. Giulio ama far arrivare a tavola degli "sfizi" durante il pranzo. Ci viene così portata una bruschettina di pane di segale con lardo, asparagi, pomodori e scamorza. Da leccarsi i baffi! E' il momento del dolce. Riceviamo un elegante soufflé glacé all'arancia con biscotto morbido al cioccolato e mandorle e composta di albicocche del Vesuvio. Il gelato è della giusta consistenza, il dolce ricorda un po' gli accostamenti della Sacher, è avvolgente, con la nota dolce ed intensa delle albicocche del Vesuvio. A chiudere il pranzo (o la cena), come sempre, le coccole finali, con una serie di sfizioserie di piccola pasticceria, tipo la sfogliatella frolla, i cornettini al cioccolato ed il fagottino al cioccolato. E non manca una selezione di ottima cioccolata. Sembra un pasto molto generoso, lo è, ma si riesce a fare tutto il percorso senza appesantirsi eccessivamente, come succede quando i piatti sono cucinati bene. E' comunque una cucina leggera, ma gustosa. Inoltre c'è sempre la possibilità della scelta à la carte e, sempre presente in menu, c'è il menu degustazione delle paste, tocco in più per chi arriva a Gragnano proprio per concedersi diversi assaggi di pasta. Giulio utilizza una selezione delle migliori della zona. La sala, così come la cantina, sono curate da Camilla, sempre attenta nel servizio, vigile ma non invadente, pronta ad illustrare alla perfezione i piatti man mano che vengono serviti, e a consigliare i giusti abbinamenti dei vini con i piatti proposti dallo chef. Periodicamente ci sono anche delle interessanti serate a tema o a più mani, per questo vi invito a tenervi aggiornati sulla pagina Facebook dello Chef Giulio Coppola. Dimenticavamo, il conto. La sorpresa finale, ve ne andrete contentissimi per quello che avete mangiato e col portafoglio non addolorato. Giulio è molto attento a questo aspetto. Vi sorprenderete. Il locale ha anche un angolo bar molto grazioso, uno show room in cui sono in vendita alcuni prodotti selezionati e poi c'è la cantina, sita in una bella cornice. Insomma, un ristorante dove si mangia veramente bene, un conto più che onesto...non vi resta che provarlo di persona! Ristorante la Galleria Piazza Aubry Gragnano (NA) 081 873 30 29 Fabio e Anna Luisa

Fonte: assaggidiviaggio.blogspot.it

Oggi tocca ad un risotto....ho tratto ispirazione da una delle ricette del grande maestro Antonino Cannavacciuolo, quello omone che con le sue pacche sulle spalle smuove e ridà coraggio e speranza a tanti chef che oramai pensano di essere finiti....ovviamente vi parlo di " Cucine da incubo" il programma che interpreta il grande Cannavacciuolo. La cosa che mi ha sempre stupito di questo grande chef è la semplicità e l'equilibrio che hanno i sui piatti , per me è un genio. Sapori , profumi e consistenze che giocano e si amalgamano tra loro creando dei piatti molto interessanti dove predomina un'apparente semplicità frutto di una maestria e capacità non comune a molti . Insomma mi piaciono i sui piatti!!!Mi sono ispirato ad una sua ricetta che vede protagonisti dei tonnarelli ai carciofi e pecorino che vengono serviti su di una vellutata di patate. Ovviamente per me non c'è gusto a copiare e replicare in maniera fedele la ricetta del grande chef, ma credo sia importante interpretare e metterci qualcosa di proprio. Partendo da queste premesse è nato questo risotto che vi garantisco è un gioco di sapori e consistenze che sicuramente vi stupiranno. Guardate un po' cos'ho preparato! Risotto ai cuori di carciofo su vellutata di patate e briciole di pancetta tostata. Ingredienti per 4 persone. 280 g di riso vialone nano 5-6 cuori di carciofo 2 litri di buon brodo vegetale 1 cipolla 1 spicchio d’aglio Olio extravergine di oliva 1 noce di burro 2 cucchiai di grana padano stagionato Per la vellutata di patate: 2 patate medie ½ cipolla Basilico Timo Olio extravergine di oliva 1 filetto di acciuga Per decorare 3-4 fette di pancetta tesa Preparazione Per la vellutata : far scaldare poco olio extravergine in una casseruola, aggiungere la cipolla tritata finemente e lasciar dorare. Sbucciare le patate e tagliarle a fette molto sottili, aggiungerle al fondo di olio e cipolla e lasciar rosolare brevemente poi versare un paio di mestolini di brodo vegetale e alcune foglioline di timo e basilico e lasciar cuocere a fuoco basso per 5-6 minuti e fino a che non si saranno ben cotte. Frullare il tutto con un mixer ad immersione avendo cura di aggiungere alle patate un po’ di olio extravergine a filo e 1 filetto di acciughe. Tenere in caldo la vellutata e se troppo densa , diluire con un po’ di brodo vegetale. Per i carciofi: io in mancanza di carciofi freschi ho usato i cuori di carciofo al naturale in barattolo, percio’ è bastato tagliarli a fette sottili e ripassarli in padella con un filo d’olio extravergine ed uno spicchio d’aglio. Per decorare il piatto ci servirà della pancetta essiccata, percio’ basterà mettere le fette di pancetta in un padellino e farle essiccare a fuoco dolce dovranno diventare croccanti. Per il risotto: In una casseruola capiente versare un goccio d’olio extravergine, una cipolla tritata finemente e lasciar imbiondire a fuoco basso. Aggiungere il riso e lasciar tostare per qualche minuto. Cuocere il riso aggiungendo di volta in volta il brodo vegetale. A metà cottura aggiungere i carciofi al riso e portare a cottura con altro brodo vegetale. Mantecare il risotto a fuoco spento con una noce di burro e 2 cucchiai di grana grattugiato. Assemblare il piatto disponendo un mestolino di crema di patate sul fondo poi sopra versare il risotto e completare con una chips di pancetta e polvere di pancetta essiccata e qualche fogliolina di basilico. p.s. non ho usato sale perché ho preparato un buon brodo vegetale abbastanza sapido, poi ricordate che la crema di patate di suo è molto saporita per la presenza dell’acciuga e non solo, anche la pancetta per effetto dell’essicazione sarà molto sapida.

Fonte: peppeaifornelli.blogspot.it

il risotto allo zafferano del Bistrot Canacacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Chissà perché ci sono stata tante volte ma non mi sono mai soffermata a guardarle per bene. Ed ora eccoli lì l'alfiere e la regina, immobili nella nebbia che si scioglie come per magia lasciandoli liberi di stagliarsi nell'azzurro del cielo. Con i suoi 121 mt. d'altezza San Gaudenzio è da sempre il simbolo di Novara. Un simbolo che accomuna tutti, senza distinzioni, che cattura lo sguardo anche passando sull'asse autostradale che collega Milano a Torino: impossibile non vederla sovrastare la città. Mi sento ancora più piccola qui sotto con il naso all'insù lalunasulcucchiaio.blogspot.it dopo essere salita sino al secondo balcone della cupola, uno dei più significativi monumenti dell'architettura italiana frutto del genio di Alessandro Antonelli, aperto alle visite, e della suggestiva Sala del compasso, l'enorme strumento antico lungo ben 11 mt. che venne utilizzato dall'Antonelli per disegnare in scala 1:1 le volte che sorreggono la cupola. lalunasulcucchiaio.blogspot.it A 45 m. d'altezza si gode il panorama delle Alpi e degli ampi spazi della pianura padana non a caso Novara è definita Dolceterra tra i due fiumi, il Sesia e il Ticino per indicarne, non solo la dolcezza del panorama, ma anche la ricchezza di prodotti gastronomici che questa terra produce come i rinomati Biscottini di Novara originari del 1500, sono biscotti piuttosto semplici fatti di una pasta senza grassi lalunasulcucchiaio.blogspot.it composta solo di farina, zucchero e uova che dal 1852 il biscottificio Camporelli produce, secondo la ricetta originale, nel piccolo laboratorio proprio nel nucleo storico della città a due passi dalla Basilica, per trovarlo basta seguire il profumo, qui si sfornano 100000 biscottini al giorno, praticamente uno per ogni abitante della città. bicottificio Camporelli lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma la gastronomia di Novara è caratterizzata anche dal riso, dai formaggi e dai salumi; una cucina che per la sua semplicità si discosta da quella opulenta, variata e ricca tipica di Torino, del Monferrato o delle Langhe, qui il riso è ingrediente principe nella cucina, la ricetta più classica è la Paniscia, un primo piatto preparato con riso rosolato in un battuto di lardo, cipolla, burro e salame della duja, salume tipico conservato nel grasso, e fatto cuocere nel brodo vegetale con tutte le verdure impiegate nella preparazione del brodo stesso, come mi spiega con entusiasmo lo chef Gianpiero Cravero del Ristorante Convivium Chef Giampiero Cravero lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ristorante Convivium, sempre in città, in una bella costruzione in stile liberty degli anni '30, Gianpiero definisce la sua cucina "trasversale", da assaggiare qui i piatti tipici del territorio reinterpretati in chiave moderna, il riso è proposto in diverse varietà prodotte in zona, come la polenta di riso Carnaroli con la casola leggera o il baccalà con riso rosso e giardiniera fatta in casa. riso rosso con baccalà e giardiniera leggera Giampiero Cravero allunasulcucchiaio.blogspot.it Ma continuando a parlare di riso e risaie, Luca dell'Azienda Rizzotti di Vespolate mi porta per mano nel magico mondo nascosto dietro un semplice chicco di riso, in questa piccola azienda nulla è lasciato al caso, è infatti una delle uniche aziende che esegue il processo di essiccazione naturale con l'uso di pellet. risi Rizzotti Vespolate lalunasulcucchiaio.blogspot.it Certo questo novarese sa anche conservare i preziosi sapori autentici come la gallina ripiena, un piatto ricco e laborioso che compare sulla tavola dei più nelle grandi occasioni; prevede un ripieno di carne di maiale, carne di vitello, spinaci, erbe aromatiche, uova fresche e le frattaglie della gallina stessa o la fideghina, salume tradizionale che annovera il fegato tra gli ingredienti, parente stretto del salam de la duja, quello della Paniscia per capirci, conservato nel grasso. Le mani esperte di Paola Naggi si muovono sicure e veloci mentre, nella sua cucina del Ristorante Impero, disossa la gallina ruspante e prepara l'impasto per la farcitura. Paola Naggi Ristorante Impero Sizzano lalunasulcucchiaio.blogspot.it Lavorando racconta delle sue avventure televisive, è stata una dei primi partecipanti alla trasmissione "la prova del cuoco", della sua infanzia passata in un angolo della cucina di questo che era il ristorante di famiglia, la gallina ripiena di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it nelle sue parole si percepisce il profondo legame con la madre e con la zia e sorridendo dice: "e io che questo lavoro non lo volevo fare, ho studiato filosofia..." Tra le sue parole la malcelata emozione che ritrovo nei suoi piatti che comunicano passione, serenità e soddisfazione, professionalità, tradizione ed concretezza. Paola ha raggiunto la maturità e la consapevolezza di ciò che vuole e di tutto quello che non le piace in questo mondo della cucina troppo patinata. lo sformatino di cardi con fonduta al gorgonzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it lalunasulcucchiaio.blogspot.it la mosse al cioccolato su crema di cachi di Paola Naggi lalunasulcucchiaio.blogspot.it Anche i formaggi sono importanti da queste parti il principale e a denominazione d’origine controllata è il gorgonzola, che deve essere prodotto e stagionato nella zona per assumerne la denominazione. Il gorgonzola è un formaggio a pasta cruda di colore bianco paglierino, le cui screziature verdi sono dovute al processo di erborinatura, cioè alla formazione di muffe. Gorgonzola dolce e piccante di Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Si presenta quindi cremoso e morbido con sapore particolare e caratteristico, leggermente piccante il tipo dolce, sapore più deciso e forte il tipo piccante la cui pasta risulta più erborinata, consistente e friabile. Per goderne il massimo della cremosità è bene toglierlo dal frigorifero almeno mezz’ora prima di consumarlo. come nasce il gorgonzola DOP Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it Entrambe sono prodotti con latte pastorizzato proveniente da stalle situate nella zona di origine con aggiunta di fermenti lattici e muffe selezionate che conferiscono le caratteristiche venature. la lavorazione manuale del gorgonzola Palzola lalunasulcucchiaio.blogspot.it La stagionatura si protrae per almeno 50 giorni per il tipo dolce ed oltre 80 giorni per il tipo piccante ma all'Azienda PALZOLA del Cosorzio Gorgonzola il profondo rispetto di questo prodotto viene prolungata la stagionanatura a 80 e 120 giorni per portare sul mercato un prodotto dalle qualità eccezionali; qui parte della lavorazione è ancora eseguita a mano con pazienza e amore. Lascio solo immaginare la cremosità all'assaggio. lalunasulcucchiaio.blogspot.it Questo ci insegna che ancora oggi possiamo, nonostante sia ritenuto poco attuale anche nell’agricoltura moderna, lavorare sempre più manualmente anche preservando la storicità di chi si è impegnato prima di noi in questa bellissima realtà. A Boca, poco distante, affascina la coltivazione della vite detta a maggiorina, il tradizionale sistema di allevamento formato da quattro viti che si sviluppano secondo i quattro punti cardinali, è ancora presente in molte vigne e facilmente riconoscibile, anche se buona parte di esse è stata convertita a sistemi più moderni e maggiormente diffusi. Azienda Le Piane Boca vigneto coltivato a maggiorina lalunasulcucchiaio.blogspot.it Starei ore ad ascoltare i racconti della Signora Chiara dell'Azienda Le Piane, mi spiega che qui il terreno porfido di origine vulcanica, ghiaioso in superficie è unico nel suo genere in Italia Il clima mite delle Prealpi con autunni caldi, privi di nebbia e il sole dell’esposizione a sud, ma con escursioni termiche importanti, sono le basi per una ottima maturazione dell’uva. Le colline a nord impediscono l’arrivo dei venti freddi. Rese basse favoriscono uve sane e mature. Tutte le vigne sono immerse nei boschi di un parco naturale che favorisce il ricco sviluppo di flora e fauna. Boca, Maggiorina e Mimmo solo alcune delle prestigiose etichette prodotte. Maggiorina Le Piane lalunasulcucchiaio.blogspot.it Prestigioso è anche il Bistrot Canavacciuolo, il nuovo indirizzo in città, proprio sotto i portici del Teatro Coccia. Ottima l’idea di Antonino di affiancare all’impegno principale quello del due stelle Micheline Villa Crespi e alle tre collaborazioni: Il Boscareto Resort a Serralunga d’Alba, Villa Cordevigo Wine Relais a Cavaion Veronese, Laqua Charme & Boutique a Meta di Sorrento), il nuovo Canavacciulo caffè & bistrot nello spazio completamente ristrutturato del Teatro Coccia. Bistrot Canavacciuolo Novara lalunasulcucchiaio.blogspot.it Pelle, ottone, resine, onice messi assieme in un mix eclettico fanno da cornice alla cucina: lo stile è quello a cavallo tra i '50 e i '60 con un accostamento inaspettato di materiali, non nascondo che in alcuni pezzi mi sono rivista bambina, un locale multitasking dalla colazione, e vi assicuro che la sfogliatella napoletana c’è, al dopo teatro passando dalla veloce pausa-pranzo all'aperitivo, con contorno di centrifughe, caffè e cocktail. sfogliatelle del Bistrot Canavacciuolo lalunasulcucchiaio.blogspot.it Dal menù la parmigiana partenopea con una mousse di Grana Padano e un milanesissimo risotto allo zafferano e l'immancabile bunet piemontese. Una pausa di relax non può mancare, un angolo silenzioso immerso nella natura a cinque minuti dal centro, a Lumellogno, alla Torre dei Canonici, un antico casale del'400 ristrutturato con gusto, dove coccolarsi e ritrovare i sapori del territorio a colazione. altare dei Canonici a Lumellogno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Ma c'è un luogo in questo variegato territorio in cui io, e sicuramente tanti altri, mi sono persa, ad Orfengo, a due passi da Novara c'è la sede di Sambonet Paderno S.p.A, per chi ama cucinare è il paese di Bengodi dove nascono pentole, padelle, posate e ogni altro tipo di accessorio per la cucina e la tavola. La sede della Sambonet-Paderno Spa lalunasulcucchiaio.blogspot.it Sambonet, fondata nel 1856 dall'orafo Giuseppe Sambonet, ha dimostrato negli anni una decisa aspirazione verso la modernità. Per questo la ricerca dello stile, della forma, della funzionalità e l’adattamento ai nuovi stili di vita è sempre stata imprescindibile dalla ricerca del riconoscimento del mercato. Per favorire questa ricerca di concordanze tra design-industria e mercato, è stato costituito un centro di progettazione Sambonet, formato da un gruppo di giovani designer che si avvalgono dei più avanzati strumenti di disegno e prototipazione. Risalente al 1925 e rilevata dai fratelli Pierluigi e Franco Coppo nel 1979, attuali proprietari del Gruppo, Paderno rappresenta oggi il partner di riferimento per i professionisti della ristorazione e per appassionati gourmant, grazie alla vasta gamma di articoli da cucina, di pentolame e utensili affini. la produzione della posateria Sambonet lalunasulcucchiaio.blogspot.it Con la gentilissima Giulia ho avuto modo di vedere da vicino la produzione e di stupirmi davanti alla cura dei minimi dettagli, come per le posate forgiate una alla volta. Che dire vorrei essere dimenticata nell'outlet, anche se già mi perdo nel sito sambonet.it . Pentolame Sambonet-Paderno lalunasulcucchiaio.blogspot.it Che dire: un Novara che non ti aspetti e dove sicuramente tornare perché le cose da scoprire non sono finite. Un ringraziamento particolare per la simpatia e la gentilezza a Paola, barbara e Paola di ATL Novara Baluardo Quintino Sella, 40 Novara e alla presidente Maria Rosa Fagnoni. www.turismonovara.it www.facebook.com/atlnovara Ristorante Convivium Baluardo Lamarmora Novara Bistrot Canavacciuolo Piazza Martiri della Libertà Novara Caffè Ristorante Impero Via Roma 13 Sizzano No www.palzola.it Azienda Le Piane Boca No www.sambonet.it www.risorizzotti.com www.latorredeicanonici.com Altri momenti di questa e altre esperienze le puoi vedere seguendomi qui https://instagram.com/lalunasulcucchiaio/ https://www.facebook.com/Lalunasulcucchiaio https://mobile.twitter.com/sul_luna

Fonte: lalunasulcucchiaio.blogspot.it

Gragnano, nell’antica piazza S.Leone, oggi Piazza Marconi, all’interno della galleria commerciale Garofalo, che fu sede dell’omonimo pastificio. E’ qui, che lo chef Giulio Coppola, 29 enne, con le idee ben chiare, ha caparbiamente voluto il suo ristorante, che da circa 3 anni gestisce con la fidanzata Camilla. Allievo dello stellato Antonino Cannavacciuolo, come lui ha frequentato l’istituto alberghiero di Vico Equense e, ricorda, già dall’età di 13 anni guardava affascinato sua mamma o sua nonna cucinare e cominciava a rubare i segreti di cucina. Fortemente attaccato alla sua città e al suo territorio, realmente sostenitore del Km 0 per i prodotti che usa nella sua cucina: nessun nome ampolloso per le sue forniture, Giulio si affida ai piccoli produttori locali, e così, e non potrebbe essere altrimenti, anche e soprattutto per la pasta, che manco a dirlo, è quella dei pastifici locali. Ci accomodiamo nella bella sala, non ampia, ma accogliente, alle pareti quadri della Gragnano e della Valle dei Mulini dei tempi andati. Inusuale, ma non troppo, considerato il posto, una parete che dà all’esterno della sala: costituita da una vetrina con vari tipi di pasta, contribuisce a dare luminosità alla sala, mentre un’altra parete è caratterizzata da bottiglie vuote- Ci accomodiamo, e sbirciamo con malcelata indifferenza nei piatti degli altri commensali, cominciando ad avere già l’acquolina..qui non c’è menù, tutto dipende dalla disponibilità del giorno, per cui ci affidiamo allo Chef. Giulio ci conquista subito con lo “ scalda animo ”: una sorprendente quanto delicata versione di un cibo di strada, che si veste di nuova eleganza: il brodo di polipo con gamberi di nassa, seppia cruda, vongole e rosmarino, accompagnato da un crostino di pane caldo, il tutto fatto fuori in men che non si dica… ci vorrebbe il bis… cosi, nell’attesa della seconda portata ci buttiamo sui pani, giunti in tavola ancora caldi e fragranti: un bell’assortimento di gusti, pani morbidi o croccanti, ci sono anche frittelle e focaccia… Le pietanze che seguono, alcune dalla presentazione molto singolare, sono un crescendo di sapori e profumi, che si snodando in un singolare percorso tra mare, terra e cucina povera, tra semplicità e garbo, talvolta un tocco di glamour dato dai petali di tartufo bianco, o dalle tecniche di cottura che rendono accattivanti ingredienti non proprio tali… Seppia scottata, su tagliatella di zucca e sfumature al nero di seppia…la tecnica di scottatura della zucca, la rende particolarmente appetibile… Bocconcino di cernia rossa con verdurine disidratate: i profumi si diffondono non appena si rompe la crosta che chiude ermeticamente il contenitore di cottura… Polipo scottato su maionese di cavolfiore, con pomodoro confit, limone e (un’eterea) cialda al nero di seppia… un tantino di limone in meno, non sarebbe stato male… Calamaro dorato con insalatina croccante di carciofi: ideale il punto di frittura e la croccantezza del calamaro, troppo accentuato il gusto di limone della marinatura dei carciofi. Ma qui va chiarito, per quelli che ancora non lo sanno, che Milady non ama molto i sapori acidi, quindi è una questione di gusto personale, considerato che per l’altra commensale, la preparazione era abbastanza equilibrata. Uovo in purgatorio: una versione bianca, “nobilitata” da petali di tartufo bianco, e con uno sfizioso sughetto con cipolle, che ci ha letteralmente obbligato alla “scarpetta”: si, non è fine, ma… quann ‘nce vo’ , nce vo’. i primi: dai classici Paccheri di Gragnano con sfoglie di seppia, vongole, cime di rapa e pomodorini, alla “munnezzaglia”, la pasta mista con ceci, baccalà e lattuga di mare: la croccantezza di quest’ultima aggiunge sfiziosità alla cremosità dei ceci. A questo punto preghiamo Giulio di fermarsi, siamo ormai piene e vorremmo passare ai dolci, ma ecco che arrivano ancora due secondi: Una scaloppa di ricciola, su vellutata di zucca con panna acida e lamelle di tartufo bianco, e un insuperabile agnello in doppia cottura, tenero e delicato e non secco, cosa non frequente per questo tipo di carni. Ma ora, reclamiamo a gran voce i dolci, Giulio è costretto a capitolare: Una sfiziosa bruschetta alla nocciola e pistacchio, affogata al caffè, un classico, delizioso pasticciotto crema e amarena di frolla allo strutto, tiepido e fragrante e un vassoio di piccola pasticceria della casa, che costituirà la nostra…doggy bag. Prima di congedarci, Giulio Coppola ci presenta il suo aiutante in campo, Carmine Sorrentino, e ci strappa la promessa di tornare ad assaggiare altre sue specialità… torneremo, senza ombra di dubbio!!! qui troverete altre foto della giornata. La Galleria Ristorante Piazza Guglielmo Marconi, interno Galleria Garofalo Telefono +39 081 873 30 29 . [email protected] Gragnano [Napoli] si parcheggia facilmente in strada.

Fonte: maisonmilady.blogspot.it

Una pasta come la famosa "Benedetto Cavalieri" merita un po' di impegno, soprattutto la Prima Volta . Acquistata una domenica uggiosa di primavera, -giusto nel momento in cui il tempio dei gastrofighetti Eataly! Manco a dirlo; -) pullulava di annoiati vogliosi di dare un senso alla propria giornata- è precipitata nella dispensa di casa, tra le altre altezzose del gruppo... Lei però, pur essendo l'ultima arrivata, si è fatta fin da subito un po' notare... (enoooorme... migliorassero un pochetto stò packaging, non sarebbe male!). Avendo questo gioellino in casa, la scelta di assaggiarla quanto prima è diventata una priorità. Pacchetto alla mano, l'ho girato e rigirato tra le mani un po' perplessa sul da farsi; buttarla nella cesta della spesa è stato semplice, pensare a cosa realizzarci poi, lì per lì non mi è passato neanche per la testa. L'idea mi è venuta in seguito, insieme ad un grande appetito, guardando in tv il mitico Chef Antonino Cannavacciuolo (esilarante personaggio a mio avviso, oltre che Maestro indiscusso). Io ho apportato qualche modifica di mio gusto al piatto e mi tocca riconoscere che il risultato ha reso onore alla qualità della pasta in questione. Grazie Chef! SPAGHETTONI CON CREMA DI MELANZANE, POMODORINI E FETA INGREDIENTI per 4 persone: 300 gr. di spaghettoni ( Benedetto Cavalieri ) 1 melanzana viola (grande) 10-15 pomodorini datterino 50 gr. di feta 2 rametti di origano fresco 100 ml. di brodo vegetale 1 cucchiaino di olio all'aglio olio EVO q.b. sale e pepe q.b. PREPARAZIONE: lavate e spuntate la melanzana, tagliatela in due nel senso della lunghezza e ungetela con un filo di olio EVO; sistematela in una teglia e infornate a 170° per circa un'ora. Trascorso il tempo di cottura, prelevate la polpa della melanzana aiutandovi con un cucchiaio. Trasferite la polpa in un frullatore, unite qualche fogliolina di origano, l'olio all'aglio e frullate aggiungendo del brodo fino a raggiungere una consistenza cremosa; infine unite un filo di olio EVO e regolate di sale e pepe. Riempite una pentola di acqua e portatela ad ebollizione, salatela e cuocete gli spaghettoni. Nel frattempo, lavate i pomodorini, tagliateli a metà, salateli e fateli saltare in padella con un filo di olio EVO per 3-4 minuti; aggiungete qualche fogliolina di origano fresco e metà della crema di melanzane. Appena la pasta sarà cotta, scolatela e mantecatela direttamente nella padella con i pomodorini e la crema. Sistemate sul fondo di ogni piatto un velo di crema di melanzane, adagiate sopra gli spaghettoni e terminate il piatto con un filo di olio EVO e la feta sbriciolata.

Fonte: feelcook.blogspot.it

Antonino Cannavacciuolo Villa Crespi Dal Sud al Nord Italia, fusione di sapori e piaceri: Antonino Cannavacciuolo Antonino Cannavacciuolo Chef patron del Ristorante Hotel Villa Crespi ad Orta San Giulio, pluripremiato con due stelle Michelin, e riconoscimenti nelle guide italiane più importanti che lo annoverano tra gli chef più distinti. Un uomo, un ragazzo dal temperamento forte e determinato…allegria, costanza, passione, istinto. Un’artista: si destreggia con abilità giocando con i prodotti della Sua amata terra partenopea, integrandoli, mixandoli e combinandoli con quelli Piemontesi, terra del suo amore, terra di sua moglie. Niente limiti, niente scrupoli, osa, cambia, tenta….un crescendo di approvazioni, consensi e sorrisi da parte dei commensali: il regalo per lui più grande. Ascolta consigli, accetta le critiche e non lascia nulla al caso, la cosa più importante per lui è che il messaggio dei suoi piatti venga compreso. Le presentazioni delle sue creazioni, sono il suo modo di comunicare quello che sente, la sua interiorità, la sua arte. Chi con una canzone, chi con una poesia, chi con film…lo Chef Antonino Cannavacciuolo è un artista che coinvolge gli spettatori con i colori, gli accostamenti ed i sapori. Non abbandona la tradizione e la semplicità dei sapori, cucina mai banale, sempre sorprendente, utilizzo di materie prime d’eccellenza fusine tra il passato ed il presente per una cucina mediterraneo -creativa d’eccellenza. Non scorda mai le sue origini, il duro inizio nelle cucine, la “gavetta”; la determinazione a crescere, la volontà di imparare; nel 2000 ha effettuato importanti stage in rinomati ristoranti francesi come l’”Auberge de l’Ille” 3 stelle Michelin a Illerhausen e il “Ristorante Buerehiesel” sempre 3 stelle Michelin. E poi la fermezza, la tenacia, la costanza….una ricerca continua, volontà di sorprendere e sorprendersi, giocando, ispirandosi, crescendo, e come il suo amato mare, in costante fermento e movimento…il bello, è, che non ha ancora finito! A scuola di cucina da Antonino Cannavacciuolo Osservare e apprendere i segreti della cucina due stelle Michelin dello Chef Cannavacciuolo con due ore di corso di cucina per imparare a preparare deliziosi piatti e metterli subito in pratica per sorprendere i Vostri ospiti a casa. Tutti i giorni su richiesta dalle ore 09.30 alle ore 11.30 presso le cucine con l'intera brigata di Villa Crespi. Muniti di grembiule personalizzato, ricettario e certificato di partecipazione affronterete una lezione ricca di curiosità e aneddoti dell'arte culinaria. A fine corso è possibile abbinare il pranzo proprio con le portate preparate durante la lezione. Tariffe per persona con pranzo (bevande non incluse): * Euro 230,00 se cliente individuale * Euro 180,00 se due persone * Euro 120,00 da tre a sei persone Tariffe per persona per il solo corso di cucina: * Euro 145,00 se cliente individuale * Euro 120,00 se due persone * Euro 95,00 da tre a sei persone Per ricevere maggiori informazioni e/o per prenotazioni, scriveteci a [email protected] La cucina economica ha selezionato per voi una ricetta di Antonino Cannavacciolo, riso affumicato con broccoli e vongole . Ingredienti per 4 persone Per i broccoli 4 broccoli 2 spicchi d’aglio olio extravergine di oliva sale e pepe Per il limone candito 3 limoni ½ l di sciroppo al 50% Per il risotto 400 g di riso Carnaroli Acquerello 2 l di brodo vegetale 150 g di cime di rapa 1 kg di vongole veraci 100 g di burro 100 g di Grana Padano grattugiato 1 cucchiaio di succo di limone olio all’aglio (ottenuto frullando aglio crudo senz’anima in olio exravergine nella proporzione di 1 a 3) 1 spicchio d’aglio senz’anima peperoncino vino bianco olio extravergine di oliva sale e pepe Per l’ “affumicatura” 2 mozzarelle affumicate PROCEDIMENTO Per i broccoli Sbollentare in acqua salata i broccoli e raffreddarle in acqua e ghiaccio. Soffriggere l’aglio nell’olio, unire i broccoli e portare a cottura con il coperchio. Frullare, regolare di sale e di pepe e passare al setaccio. Per il limone candito Tagliare il frutto in 8 parti, privarlo dei semi e sbianchirlo più volte in acqua bollente. Coprire i limoni di sciroppo e candirli finché non diventano traslucidi. Aprire le vongole classicamente con olio e vino bianco. Per il risotto Tostare il riso a secco, bagnare con il brodo vegetale e l’acqua di vongole, a ¾ di cottura aggiungere le cime di rapa, precedentemente sbollentate e saltate con olio, aglio e peperoncino, poi 4 cucchiai di purea di broccoli. Quando il riso sarà cotto incorporare il burro, il Grana Padano, 40 g di limone candito a brunoise, il succo di limone, qualche goccia di olio all’aglio e dell’olio extravergine di oliva. Regolare di sale e di pepe. Per l’"affumicatura" Spezzettare grossolanamente le mozzarelle affumicate, metterle in una ciotola di vetro, coprirle di pellicola da cucina e passarle nel microonde a velocità minima fino al rilascio della parte liquida. Finitura Inserire il risotto mantecato sulle fondine dentro un disco del diametro di 10 cm, appoggiare sopra le vongole aperte e con l’ausilio di due cucchiai creare una quenelle di purea di broccoli. Sfilare il cerchio e colmare lo spazio intorno al riso con il siero affumicato. credit/ilgustoperlaricerca.org/villacrespi.it

Fonte: lacucinaeconomica.blogspot.it

Ci siamo innamorati di questo panino a prima vista, è stato presentato da Antonino Cannavacciuolo in una delle puntate di cucine da incubo...ed eccolo adesso realizzato da me per il compleanno di mio figlio...non lo lascerò più! Per 8 panini servirà... 24 fette di pane da tramezzino con fetta grande...spennellare di burro e private della crosta esterna...infornate sotto il gril per dorarle... pomodori tagliati a fette ...uovo cotto all'occhio di bue...insalata lattuga con dentro petto di tacchino grigliato e tagliato a listarelle e condita con solo maionese...bakon arrostito in padella...

Fonte: cucinachetipassa.blogspot.it

Lenticchie e salsiccia . Come dire il cacio sui maccheroni. E non solo perché insieme stanno proprio bene, come la sottoscritta davanti ad una Sacher, ma per via di quella leggera brezza che ci schiaffeggia appena mettiamo il naso fuori di casa. Condizioni atmosferiche esagerate? Ma no, solo che nella piazza del paese ormai prendono l'aperitivo le lepri artiche e stamattina un bue muschiato mi ha fatto ciao con la zampa. Quisquilie, direbbe Totò. Quisquilie che risolvo con un piatto robusto e caldo, come le lenticchie e salsicce della mia amica Roberta. Partiamo da un grande preambolo. Il fatto che io abbia un blog non vuol dire che io sia Cannavacciuolo senza barba e panza (oddio per la panza...)

Fonte: lemporio21.blogspot.it

Io e la fantasia siamo come il polo Sud e il polo Nord, ci amiamo forse ci stimiamo anche ma solo da lontano, ecco perché avrei fatto bene a non partecipare a questa sfida di mtc e stava per succedere. Una sfida dove la fantasia dovrebbe essere al primo posto e so che ci saranno delle vere meraviglie, potevo saltarla il mio posto in classe me l’ero guadagnato con la sfida precedente, ma solo mettendosi in gioco anche in sfide che non ci rappresentano possiamo crescere e poi la cucina è gioia bisogna pur esprimerlo. La mia proposta è semplice e poco fantasiosa, però è gioiosa mi piacerebbe solo non deludere e ottenere almeno la sufficienza. La sfida consisteva in una MysTeryCloche : creare una ricetta con 4 dei 7 ingredienti proposti, FRAGOLE, RISO, FARAONA, TRIGLIA, PISTACCHI, CAFFE’, LIMONE, più qualche ingrediente base disponibile. Dovendo eliminare faraona e triglie, per l’impossibilità di trovarle o per il periodo o per lontananza da un buon mercato del pesce, ho dovuto concentrarmi sugli altri ingredienti. GELEE CON FRAGOLE, CHIPS DI RISO E CRUMBLE AI PISTACCHI Cubo di gelee con fragole 500 g di fragole 9 g di gelatina in fogli 100 g di zucchero 1 bicchierino di grappa alla fragola Buccia limone a filamenti brinati Ammorbidite in acqua fredda i fogli di gelatina. Frullate 200 g di fragole, mettetele in un pentolino, aggiungete lo zucchero e fatelo sciogliere. Portate ad ebollizione poi togliete dal fuoco e incorporate i fogli di gelatina ben strizzata, mescolate bene e aggiungete la grappa alle fragole e lasciate raffreddare. Tagliate a fettine le altre fragole e mettetele in una coppa, aggiungete il passato di fragole con la gelatina, amalgamate bene poi trasferite nello stampo o in stampini monodose e mettete a raffreddare per una notte. Chips di riso 100 g di riso Roma 350 ml di acqua buccia di un limone timo limone olio di girasole per friggere Questa è un procedimento/ricetta preso da un video dello chef Cannavacciuolo In un pentolino fate cuocere il riso, con le bucce di limone e l’acqua fino a quando avrà assorbito tutta l’acqua e sarà perfettamente cotto, eventualmente aggiungete ancora un goccio d’acqua. Frullate il riso cotto con le scorze di limone fino a quando otterrete una crema vellutata. Spalmate la crema di riso in uno strato sottilissimo su un tappetino in silicone o su della carta forno appoggiata su una teglia. Infornate la teglia e il tappetino in forno preriscaldato a 100 °C per circa un ora o fino a quando la sfoglia sarà asciutta. Quando volete usare la sfoglia di riso, rompetela in pezzi grossolani, riscaldate a 170 °C l’olio di girasole e friggete i pezzi di cialda per pochi secondi, si accartocceranno e gonfieranno in pochi secondi diventando croccantissimi, scolateli trasferiteli su della carta da cucina o per fritti. Le chips di riso sono pronte Crumble ai pistacchi 50 g di burro 50 g di zucchero di canna 50 g di pistacchi (tritati molto sottili) 50 g di farina Amalgamate tutti gli ingredienti, poi coprite l’impasto con della pellicola e trasferite in freezer a raffreddare. Preriscaldare il forno a 160 °C. Prendete l’impasto di pistacchi e grattugiatelo su un foglio di carta forno e infornate per circa 10 minuti, non deve colorare troppo. Sfornate e fate raffreddare. Servire appoggiando sul piatto un po’ di crumble al pistacchio, poi aggiungere una chips di riso su cui appoggeremo un cubo di fragole. Decorare a superficie del cubo con dei pistacchi tritati sottili e qualche fiammifero brinato di limone. Decorare il piatto con qualche altra chips di riso, una fragola a fettine qualche fiorellino di timo limone. Un grazie alla mitica Mai che riesce sempre a stupire con i suoi meravigliosi banner Stampa tutto il post

Fonte: profumiecolori.blogspot.it

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