Accedi per ricette999 per salvare le tue ricette preferite
Se non sei ancora registrato, registrati ora!
Siete come me appassionati (ossessionati) dai programmi di cucina? Ultimamente mi piace molto seguire lo chef Antonino Cannavacciuolo nel format televisivo Cucine da Incubo reso famoso da Gordon Ramsay. In una delle puntate (quella con i protagonisti che pensavano al rugby invece di pulire quella stalla ... Ops! Cucina, scusate!!!) lo chef di origine campana faceva vedere al personale di cucina come si teneva una padella in mano e come con pochi, semplici, selezionati, freschi ingredienti si potesse proporre un gran bel piatto ai commensali!! Io sono partita con la ferma convinzione di rifarlo identico spiccicato ... ma come spesso mi capita non ci sono riuscita!! Abbiate pietà di me, nun c'ha facc' proprj' ( proprio non ce la faccio). Questa è anche la primissima ricetta della mia primissima rubrica " Le famose rifatte ", cioè le ricette di chef e personaggi famosi riproposte da me ;) Sento che con lo Chef Cannavacciuolo questa rubrica avrà di che campare ;) "Spaghetti alla Cannavacciuolo con l'aggiunta" Ingredienti per 2 persone: 400 gr di vongole veraci 200 gr di cime di rapa 10 pomodorini pachino spellati (la mia prima aggiunta) 4 gamberi (la seconda aggiunta. Ma che ci posso fare se il pescivendolo me li regala sempre quando compro le vongole?) 180 gr di spaghetti 1 aglio prezzemolo, olio e sale q.b. Proooooooonti viaaaaaaaa!! Per prima cosa mettiamo dell'acqua a bollire. Poi occupiamoci delle vongole. Mettiamole in una padella calda e senza olio. Per farle aprire velocemente, così che rimangano belle morbide, versiamo un paio di dita d'acqua fredda nella padella bollente e copriamo con un coperchio. Il contrasto tra la pentola bollente e l'acqua fredda creerà il vapore che farà aprire i gusci delle vongole. Tempo due minuti e togliamo dal fuoco. Sgusciamo le vongole e mettiamo da parte, filtriamo il loro sugo per eliminare l'eventuale sabbia e teniamo anche questo da parte. Occupiamoci dei pomodorini. Li incidiamo con un coltello formando una X, poi li caliamo per un paio di minuti nell'acqua bollente. In questo modo la pellicina verrà via velocemente. Puliamo i gamberi, eliminando le teste, poi li sgusciamo e togliamo l'intestino (che è quel filamento nero che in cottura diventa amaro). Ci siamo quasi, è più lungo a scriverlo che a farlo sto spaghetto!! Vi ricordate la pentola d'acqua messa a bollire? Saliamola e versiamoci le cime di rapa, dopo 10 minuti versiamo anche gli spaghetti e portiamo a cottura (al dente mi raccomando!) Mentre gli spaghetti e le cime di rapa cuociono, in una padella mettiamo un paio di cucchiai d'olio extra vergine d'oliva e l'aglio spellato e schiacciato. Facciamo imbiondire e poi lo togliamo. Versiamo i gamberi e li facciamo appena scottare, aggiungiamo poi i pomodorini. Due minuti di cottura a fuoco vivace e spengiamo il fuoco. A fuoco spento mettiamo le vongole con il loro sugo ed il prezzemolo tritato. A questo punto scoliamo gli spaghetti e le cime di rapa (tenendo da parte un mestolo dell'acqua di cottura che potrebbe servirci per mantecare la pasta con il sugo se si asciugasse troppo, l'acqua sarà verde) e mettiamoli in padella con il sugo. Saltiamo velocemente per far insaporire tutto e serviamo caldissimi. Se volete farlo proprio come l'ha fatto lo Chef Cannavacciuolo eliminate dagli ingredienti i gamberi ed i pomodorini. Prima o poi riuscirò anch'io a non modificare le ricette!! Il sapore è ottimo e l'amarognolo delle cime di rapa ci sta da paura, provate anche voi! Rosa “Quando mi incazzo e do qualche sberla è perché mi interesso delle persone, le prendo a cuore” Antonino Cannavacciuolo
Fonte: cookinginrosa.blogspot.itBigoli alle vongole con cime di rapa I bigoli alle vongole con cime di rapa, sono un primo sfizioso semplice e veloce da preparare tratta e rielaborata da una ricetta dello chef Antonino Cannavacciuolo. Con questa ricetta partecipo al contest Comfort food di La cucina delle streghe!! Difficoltà ** Costo *** Tempo di preparazione 30' Tempo di cottura 15' Ingredienti (per 4 persone) 500 gr di vongole veraci 200 gr di cime di rapa 320 gr di bigoli 1 spicchio d'aglio un mazzetto di prezzemolo olio e sale Preparazione Iniziamo pulendo le cime di rapa, togliamo i gambi più duri ed esterni e rimuoviamo le foglie immergendole nell'acqua fresca per lavarle. Durante questa fase toglieremo i fiori e li metteremo da parte in quanto cuociono più velocemente. Mettiamo a bollire l'acqua per la pasta nella quale cuoceremo però contemporaneamente sia la pasta che le foglie delle cime di rapa. Ora ci dedicheremo alle vongole. Anzitutto tritiamo il prezzemolo e separiamo i gambi, che ci serviranno appunto per le vongole. Io utilizzo questo simpatico strumento dell'ikea fa un trito abbastanza sottile e sopratutto si lava bene. Ora prendiamo una padella, facciamo un fondo d'olio e scaldiamolo per poi aggiungerci lo spicchio d'aglio schiacciato. Non appena l'aglio imbiondirà aggiungiamo le vongole ancora chiuse e i gambi del prezzemolo precedentemente preparati e dopo aver aggiunto un mestolo d'acqua lontano dal fuoco copriamo con un coperchio. L'acqua calda nell'olio sprigiona una grande quantità di vapore che ci serve per far aprire e cuocere le vongole. Intanto che le vongole si aprono mettiamo nell'acqua bollente salata le foglie di rapa e dopo 10 minuti aggiungiamo la pasta e i fiori. In questo caso la mia pasta aveva un tempo di cottura di 13 minuti. Nel frattempo le vongole dovrebbero essersi aperte, le andremo a pulire togliendo il muscolo dal guscio e filtreremo l'acqua di cottura con un colino. Ci servirà per far saltare la pasta. Come Impiattare Noi abbiamo utilizzato una fondina in quanto la struttura del bigolo non avendo un sugo denso tende a cadere. Per servirlo creiamo un nido al centro del piatto afferrando gli spaghetti con una pinza da cucina direttamente nella padella avvolgendoli su loro stessi con l'aiuto di un mestolo e deponiamo il nido al centro del piatto. Decoriamo col un ciuffo di prezzemolo fresco. Il vino Spaghetti alle vongole : questa pietanza si abbina con Vino Bianco di medio corpo , anche Spumante in particolare con vini prodotti in Sicilia .
Fonte: loscalognodoro.blogspot.itLi avevo visti preparare a Luca Montersino (quelli originali con il ripieno di carne, che sono anche più piccoli), ieri sera li ho visti di nuovo fatti da Antonino Cannavacciuolo, più grandi con un ripieno di crema di broccoli... Non ho resistito... Solo che avendo gli asparagi a disposizione ho deciso di cambiare ripieno e vi assicuro che il risultato è eccezionale. Ravioli del Plin alla Curcuma con Crema di Asparagi Ingredienti per 4 persone Pasta: 300 gr di farina 00 3 uova 1 pizzico di sale mezzo cucchiaino di curcuma in polvere sciolto in pochissima acqua Ripieno e Salsa: 40-45 asparagi 1 cipolla bianca 1 spicchio d'aglio olio e.v.o. un cucchiaino di burro sale e pepe Prima di tutto preparate la pasta lavorando tutti gli ingredienti fino ad ottenere un panetto morbido e liscio. Avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo per un'ora, anche più. Preparate poi il ripieno: lavate gli asparagi, mettete da parte le punte e tagliate a rondelline i gambi. Affettate finemente la cipolla e fatela appassire in poco olio d'oliva. Aggiungete le rondelle degli asparagi e fate cuocere a fiamma alta, aggiungendo eventualmente poca acqua (devono rimanere verdi e croccanti), salate e pepate. Lasciateli raffreddare a parte. Frullateli con il mixer e poco olio d'oliva finchè non diventano una crema piuttosto liscia. Inserite la crema in una sac-à-poche e mettete in frigo a compattarsi. Cuocete nella stessa padella (per non sporcarne altre) le punte degli asparagi, tagliate a metà e insaporite stavolta con lo spicchio d'aglio schiacciato. Cottura veloce a fiamma alta, sale e pepe, aggiunta di poca acqua per terminare la cottura. Preparate i ravioli: stendete la pasta (con la Nonna Papera, la KitchenAid, il mattarello...) molto sottile, con la sac-à-poche stendete una striscia che chiuderete, arrotolando la pasta e pizzicate con pollice e indice in modo da formare delle caramelle (facendo cioè il PLIN con le dita). Tagliate la striscia ripiena e pizzicata e dividete con una rotellina tutti i ravioli. Metteteli su un vassoio infarinato e, se non li utilizzate subito, congelateli tranquillamente. Cuocete i ravioli in acqua bollente, leggermente salata, per 2-3 minuti. Fateli lucidare in una padella dove avrete sciolto il poco burro e disponeteli sul piatto, dove avrete adagiato la crema di asparagi (quella del ripieno per intendersi) intiepidita e decorate con le punte degli asparagi. Un'esplosione agli asparagi in bocca, perfetta per chi li adora come me.
Fonte: ilfrigochesussurravaricette.blogspot.itGragnano, nell’antica piazza S.Leone, oggi Piazza Marconi, all’interno della galleria commerciale Garofalo, che fu sede dell’omonimo pastificio. E’ qui, che lo chef Giulio Coppola, 29 enne, con le idee ben chiare, ha caparbiamente voluto il suo ristorante, che da circa 3 anni gestisce con la fidanzata Camilla. Allievo dello stellato Antonino Cannavacciuolo, come lui ha frequentato l’istituto alberghiero di Vico Equense e, ricorda, già dall’età di 13 anni guardava affascinato sua mamma o sua nonna cucinare e cominciava a rubare i segreti di cucina. Fortemente attaccato alla sua città e al suo territorio, realmente sostenitore del Km 0 per i prodotti che usa nella sua cucina: nessun nome ampolloso per le sue forniture, Giulio si affida ai piccoli produttori locali, e così, e non potrebbe essere altrimenti, anche e soprattutto per la pasta, che manco a dirlo, è quella dei pastifici locali. Ci accomodiamo nella bella sala, non ampia, ma accogliente, alle pareti quadri della Gragnano e della Valle dei Mulini dei tempi andati. Inusuale, ma non troppo, considerato il posto, una parete che dà all’esterno della sala: costituita da una vetrina con vari tipi di pasta, contribuisce a dare luminosità alla sala, mentre un’altra parete è caratterizzata da bottiglie vuote- Ci accomodiamo, e sbirciamo con malcelata indifferenza nei piatti degli altri commensali, cominciando ad avere già l’acquolina..qui non c’è menù, tutto dipende dalla disponibilità del giorno, per cui ci affidiamo allo Chef. Giulio ci conquista subito con lo “ scalda animo ”: una sorprendente quanto delicata versione di un cibo di strada, che si veste di nuova eleganza: il brodo di polipo con gamberi di nassa, seppia cruda, vongole e rosmarino, accompagnato da un crostino di pane caldo, il tutto fatto fuori in men che non si dica… ci vorrebbe il bis… cosi, nell’attesa della seconda portata ci buttiamo sui pani, giunti in tavola ancora caldi e fragranti: un bell’assortimento di gusti, pani morbidi o croccanti, ci sono anche frittelle e focaccia… Le pietanze che seguono, alcune dalla presentazione molto singolare, sono un crescendo di sapori e profumi, che si snodando in un singolare percorso tra mare, terra e cucina povera, tra semplicità e garbo, talvolta un tocco di glamour dato dai petali di tartufo bianco, o dalle tecniche di cottura che rendono accattivanti ingredienti non proprio tali… Seppia scottata, su tagliatella di zucca e sfumature al nero di seppia…la tecnica di scottatura della zucca, la rende particolarmente appetibile… Bocconcino di cernia rossa con verdurine disidratate: i profumi si diffondono non appena si rompe la crosta che chiude ermeticamente il contenitore di cottura… Polipo scottato su maionese di cavolfiore, con pomodoro confit, limone e (un’eterea) cialda al nero di seppia… un tantino di limone in meno, non sarebbe stato male… Calamaro dorato con insalatina croccante di carciofi: ideale il punto di frittura e la croccantezza del calamaro, troppo accentuato il gusto di limone della marinatura dei carciofi. Ma qui va chiarito, per quelli che ancora non lo sanno, che Milady non ama molto i sapori acidi, quindi è una questione di gusto personale, considerato che per l’altra commensale, la preparazione era abbastanza equilibrata. Uovo in purgatorio: una versione bianca, “nobilitata” da petali di tartufo bianco, e con uno sfizioso sughetto con cipolle, che ci ha letteralmente obbligato alla “scarpetta”: si, non è fine, ma… quann ‘nce vo’ , nce vo’. i primi: dai classici Paccheri di Gragnano con sfoglie di seppia, vongole, cime di rapa e pomodorini, alla “munnezzaglia”, la pasta mista con ceci, baccalà e lattuga di mare: la croccantezza di quest’ultima aggiunge sfiziosità alla cremosità dei ceci. A questo punto preghiamo Giulio di fermarsi, siamo ormai piene e vorremmo passare ai dolci, ma ecco che arrivano ancora due secondi: Una scaloppa di ricciola, su vellutata di zucca con panna acida e lamelle di tartufo bianco, e un insuperabile agnello in doppia cottura, tenero e delicato e non secco, cosa non frequente per questo tipo di carni. Ma ora, reclamiamo a gran voce i dolci, Giulio è costretto a capitolare: Una sfiziosa bruschetta alla nocciola e pistacchio, affogata al caffè, un classico, delizioso pasticciotto crema e amarena di frolla allo strutto, tiepido e fragrante e un vassoio di piccola pasticceria della casa, che costituirà la nostra…doggy bag. Prima di congedarci, Giulio Coppola ci presenta il suo aiutante in campo, Carmine Sorrentino, e ci strappa la promessa di tornare ad assaggiare altre sue specialità… torneremo, senza ombra di dubbio!!! qui troverete altre foto della giornata. La Galleria Ristorante Piazza Guglielmo Marconi, interno Galleria Garofalo Telefono +39 081 873 30 29 . [email protected] Gragnano [Napoli] si parcheggia facilmente in strada.
Fonte: maisonmilady.blogspot.itHo conosciuto questo chef attraverso la televisione e sono rimasta affascinata dalla genialità con cui trasforma la semplicità e la freschezza in piccoli capolavori. Aggiungo volentieri anche le sue ricette a quegli "esercizi" cui voglio applicarmi per imparare a cucinare. Speriamo bene! RISOTTO CACIO E PEPE 300 g riso Carnaroli brodo vegetale 50 g pecorino 50 g Parmigiano reggiano 40 g burro sale e pepe prezzemolo Tostare il riso in una casseruola ampia senza condimento muovendo spesso con un cucchiaio di legno. Aggiungere gradualmente il brodo vegetale caldo e portare a a cottura da tenere al dente. Completare fuori fuoco con i formaggi grattugiati, il burro e una generosa macinata di pepe. Lasciar mantecare qualche minuto e servire con scaglie di pecorino, un'altra macinata di pepe, qualche ciuffo di verde per dare colore.
Fonte: fatemicucinare.blogspot.itCi siamo innamorati di questo panino a prima vista, è stato presentato da Antonino Cannavacciuolo in una delle puntate di cucine da incubo...ed eccolo adesso realizzato da me per il compleanno di mio figlio...non lo lascerò più! Per 8 panini servirà... 24 fette di pane da tramezzino con fetta grande...spennellare di burro e private della crosta esterna...infornate sotto il gril per dorarle... pomodori tagliati a fette ...uovo cotto all'occhio di bue...insalata lattuga con dentro petto di tacchino grigliato e tagliato a listarelle e condita con solo maionese...bakon arrostito in padella...
Fonte: cucinachetipassa.blogspot.itLenticchie e salsiccia . Come dire il cacio sui maccheroni. E non solo perché insieme stanno proprio bene, come la sottoscritta davanti ad una Sacher, ma per via di quella leggera brezza che ci schiaffeggia appena mettiamo il naso fuori di casa. Condizioni atmosferiche esagerate? Ma no, solo che nella piazza del paese ormai prendono l'aperitivo le lepri artiche e stamattina un bue muschiato mi ha fatto ciao con la zampa. Quisquilie, direbbe Totò. Quisquilie che risolvo con un piatto robusto e caldo, come le lenticchie e salsicce della mia amica Roberta. Partiamo da un grande preambolo. Il fatto che io abbia un blog non vuol dire che io sia Cannavacciuolo senza barba e panza (oddio per la panza...)
Fonte: lemporio21.blogspot.itPer il mio compleanno i miei figli mi hanno regalato alcuni libri, tra questi vi era "Mettici il cuore" di Antonino Cannavacciuolo. Tra le varie ricette ho trovato quella dei pomodorini datterini confit, è ottima! Questi pomodorini sono deliziosi per accompagnare il pesce, da aggiungere ad un'insalata di pasta ecc., inoltre si possono conservare in frigorifero sott'olio. "Ingredienti: 1 kg di pomodorini datterini 25 g di zucchero di canna 10 g di sale 250 ml di olio e.v.o. (se si vogliono conservare sott'olio) aglio timo maggiorana Lavare i pomodorni, sbianchirli in acqua salata e raffreddarli in acqua e ghiaccio (lasciarli bollire pochisso, giusto il tempo che inizia a creparsi la buccia) . Levare loro la pelle e condirli con lo zucchero, il sale e l'olio (un filo) , quindi disporli ben distanziati su placche con carta forno. Aggiungere l'aglio, il timo e la maggiorana e cuocere in forno a 80° C per 4 ore circa. Togliere dal forno, eliminare gli aromi e lasciare riposare i pomodori. Una volta freddi conservarli in frigorifero sott'olio."
Fonte: picetto.blogspot.itEra da un po' che volevo provare questa ricetta, mi ripromettevo di dedicarmici e poi chissà perchè non trovavo mai la motivazione. Probabilmente il fatto che utilizzi poco i latticini (che tra l'altro mi piacciono proprio tanto!) mi ha fatto rallentare un po'... boh... comunque sia , il sapore del Rocher di caprino era conservato da qualche parte nella mia mente. Qualche anno fa infatti, grazie ad un'incursione al Bistrot di Cannavacciuolo di Novara, menù alla mano, ordinai il mitico Rocher che, già solo dal nome, mi fece venire l'acquolina in bocca... dopo l'assaggio avrei voluto ordinarne un secondo ma di solito non si fa, non è elegante. Nessuno saprà mai che ci sarà stato lì dentro, quale ingrediente segreto possa aver utilizzato lo Chef, noi però un'idea ce la siamo fatta e onestamente applicarsi in questa ricetta è stato di una banalità sconvolgente. Pure chiamarla ricetta mi mette in imbarazzo;-) Per fortuna questa è la conferma che molte cose semplici spesso sono le più riuscite, sicuramente quelle con due/tre ingredienti incontrano sempre i miei gusti. Naturalmente questa è la nostra interpretazione, molto simile all'originale.. l'abbiamo abbinata ad una crema di zucca perchè il periodo invernale ci offre questa meraviglia, ma abbiamo sperimentato anche con crema di cima di rapa oppure di asparagi, sempre squisito! n.b. contrariamente ai latticini di origine vaccina, i formaggi di capra sono antinfiammatori per l'intestino e nutrono la flora batterica, buona notizia no??? CREMA DI ZUCCA CON ROCHER DI CAPRINO INGREDIENTI per 6 persone: 500 gr. di zucca 100 gr. di robiola 200 gr. di caprino fresco 100 gr. di granella di nocciole tostate 3-4 rametti di timo olio EVO q.b. sale e pepe PREPARAZIONE: Amalgamate in una terrina la robiola, il caprino, le foglioline del timo e un filo di olio EVO, Infine regolate di sale e pepe. Ponete la terrina in frigorifero. Mondate e lavate la zucca, tagliatela a cubetti e cuocetela a vapore per circa 15 minuti. Appena sarà cotta, mettete la polpa nel bicchiere del frullatore, unite un filo di olio EVO e 2-3 mestoli dell'acqua utilizzata per la cottura al vapore. Frullate fino ad ottenere una crema liscia e morbida, se necessario unite altra acqua di cottura. Infine regolate di sale. Con l'aiuto di un dosa gelato, formate delle palline con il caprino, passatele nella granella di nocciole in modo da ricoprire l'intera superficie. Stendete un velo di crema alla zucca nei piatti, sistemate al centro un rocher di caprino e ultimate con qualche fogliolina di timo.
Fonte: feelcook.blogspot.itApprezzo moltissimo il polpo cucinato in qualunque modo. In estate lo gradisco particolarmente in insalata, con l'aggiunta delle patate abbiamo secondo e contorno contemporaneamente, questa preparazione è saporitissima e molto facile da replicare. Per la cottura del polpo e delle patate seguo le indicazioni dello Chef Antonino Cannavacciuolo e quelle che ho ricevuto tanti anni fa sul Forum del Gambero Rosso da uno chef che lavorava presso un ristorante milanese con nickname Bruciapadelle di cui non conosco il nome. I consigli di Bruciapadelle sono fondamentali per ottenere un polpo dal bell'aspetto e la pelle non viscida, inoltre aveva dato anche tante sfiziose ricette con questo spettacolare mollusco. Qui troverete tutte le sue preziose indicazioni: "Polpo tante ricette" Ma ora andiamo alla nostra insalata di polpo e patate. Insalata di polpo e patate saporita alla calabrese Ingredienti per 6 persone: 1 polpo grande o due piccoli (viene meglio se il polpo è stato precedentemente congelato). In questo caso erano due polpi piccoli. 4/5 patate silane olive nere infornate q.b. capperi q.b. prezzemolo q.b. uno spicchio d'aglio pomodori secchi sott'olio (nella preparazione raffigurata mancano, non li avevo) q.b. pepe nero in grani poco aceto o mezzo bicchiere di vino bianco 1 peperoncino calabrese o, in mancanza, un cucchiaino di peperoncino sott'olio sale q.b. olio extra ergine di oliva q.b. Insalata di patate Mettere le patate intere con la buccia in una pentola piena d'acqua con 3 bei pizzichi di sale e portare a cottura, scolarle, lasciarle intiepidire, giusto il necessario per riuscire a manipolarle, sbucciarle e condirle quando sono ancora calde, saranno più saporite. Tagliare le patate a tocchetti. Preparare un trito di prezzemolo, aglio e peperoncino, metterlo nella ciotola per la nostra insalata, aggiungere olio e preparare un intingolo in cui inseriremo le patate ancora calde e le mescoliamo bene per farle insaporire, poi aggiungiamo le olive, i capperi, i pomodori secchi a pezzettini e mescoliamo bene nuovamente. Ci sta anche molto bene la cipolla di Tropea a fette. Cottura del polpo Preparare un court bouillon (brodo aromatico) con acqua, gambi di prezzemolo, pepe nero in grani, una spruzzata di aceto o un pochino di vino bianco e sale (Cannavacciuolo mette anche sedano, carota e cipolla), quando bolle inserire il polpo tenendolo dalla testa prima dai tentacoli facendo su e giù, immergendo e cacciando per tre volte in modo che gli stessi si arriccino e poi infilarlo definitivamente nel brodo e farlo cuocere per circa 1 ora, dipende dalla grandezza del polpo. Controllare la cottura con una forchetta, quando s'infila nel polpo è cotto. Lasciarlo intiepidire nella sua acqua di cottura, poi scolarlo e tenerlo all'aria una trentina di minuti o più per farlo asciugare. Ancora meglio, riporlo in frigo per 3 ore sempre senza coprirlo per far asciugare e rassodare la pelle. Tagliarlo a pezzettini e aggiungerlo alla nostra insalata di patate già pronta. Far insaporire per qualche ora prima di servire. E' sicuramente una ricetta da provare, un grandioso saluto a tutti Post scritto da Maria Grazia Trocini (Picetto)
Fonte: picetto.blogspot.itCROSTATA DI FRUTTA FRESCA - Il Blog di PicettoCrea sito Scritto il 10 Febbraio 2017 La crostata alla frutta è un dolce sempre piacevole da mangiare, oltre ad essere anche bello ed invitante. In questo caso ho fatto una pasta frolla all’olio. Per la crema ho utilizzato la ricetta di Cannavacciuolo. Per decorare la torta, si può usare qualunque tipo di frutta, ma se si utilizzano mele, pere e banane, occorre prima passarle nel succo di limone per non farle annerire. Ingredienti per la pasta frolla:g. 200 di farina 00g. 100 di zuccherog. 100 di burro o olio1 uovobuccia di un limone grattugiata Impastare tutti gli ingredienti con l’ausilio di un robot da cucina, avvolgere l’impasto in pellicola e farlo raffreddare in frigo per almeno 30 minuti. Stendere la pasta con il mattarello su di un foglio di carta forno e posizionarlo su di una teglia per crostata. Posizionare sopra un altro foglio di carta forno e riempirla di fagioli secchi per evitare che in cottura perda la forma. Cuocere per circa 20 minuti, togliere la carta forno con i fagioli e continuare la cottura per altri 10 minuti. Sfornare e fare raffreddare. Per la crema pasticcera 250 ml di latte intero 2 tuorli 80 g di zucchero semolato 15 g di fatina 00 10 g di maizena 1/2 baccello di vanigliaPortate il latte a leggera ebollizione con mezzo baccello di vaniglia inciso per il lungo; lavorate a parte lo zucchero e i tuorli con la frusta ed aggiungete la farina 00 setacciata e la maizena; versatevi il latte caldo a filo, amalgamate bene e rimettete sul fuoco continuando a mescolare con un cucchiaio di legno; fate bollire per un minuto. Togliete il baccello di vaniglia e versarla ancora calda nella base di pasta frolla. Lasciare raffreddare completamente prima di decorare con la frutta.Per la gelatina che ricopre la frutta 1 bustina di tortagel chiaroSeguire le indicazioni sulla confezioneVersala sulla frutta e spennellare anche il bordo dalla crostata. La nostra CROSTATA DI FRUTTA FRESCA è pronta. Un grandioso saluto Post e foto di Maria Grazia Trocini (Picetto) Troverete Picetto su Facebook: Profilo personalePagina – “Il Blog di Picetto”Gruppo – “Dieta Mediterranea con Nonna Picetto”Pagina – “La Nostra Cucina Calabrese” con altre spettacolari e competenti blogger calabresiSono anche su: InstagramTwitter LinkedinGambero Rosso ForumPinterest Pubblicato inDolci Tags: Dolci Tema Seamless Altervista René, sviluppato da AltervistaApri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso - Privacy Policy - Personalizza tracciamento pubblicitario
Fonte: dietamediterraneapicetto.altervista.orgSul libro “In cucina comando io” di Antonino Cannavacciuolo ho trovato questa deliziosa ricetta, in famiglia sono tutti contenti quando la preparo. Come lui stesso dice si possono utilizzare molte variazioni come ripieno. Io in base a quello che ho in frigo mi sbizzarrisco. Ultimamente l’ho riempita con dei cipollotti freschi di Tropea stufati in padella con olio e.v.o., salvia, sale e pepe nero, caciocavallo, parmigiano grattugiato e ricotta affumicata grattugiata. La ricetta originale prevede un ripieno di salame Napoli, 2 fette grosse di prosciutto cotto tagliato a cubetti, scamorza affumicata, mozzarella di bufala, parmigiano, timo fresco e pepe nero. Le ricette dello chef Cannavacciuolo mi hanno dato tutte soddisfazione, ho provato le Zeppole di San Giuseppe, i Pomodorini datterini confit, le Cozze gratinate al forno, il Polpo e patate in insalata, la Pasta alla genovese, la Pizza di scarola e le Patate sotto la cenere e ce ne sono tante altre che desidero provare, del resto ho tutti i suoi libri. Trascrivo la ricetta originale in corsivo e tra virgolette. “Ingredienti per 4 persone: 800 g di patate rosse 2 uova 60 g di salame Napoli 2 fette grosse di prosciutto cotto (circa 100 g) 100 g di scamorza affumicata 100 g di mozzarella di bufala 40 g di parmigiano grattugiato un rametto di timo fresco sfogliato pepe nero 40 ml di olio extravergine di oliva 40 g di burro 60 g di pan grattato sale Preparazione del Gateau di patate o “gattò” ricetta di Antonino Cannavacciuolo Lessate le patate con la buccia in acqua salata, scolatele, sbucciatele e schiacciatele con una forchetta, in modo da ottenere un composto morbido, ma nel quale si sentano i pezzi. Quando il composto è tiepido, aggiungetevi le uova sbattute e le foglie di timo tritato. Una volta a temperatura ambiente, aggiungete anche metà del parmigiano grattugiato, l’olio extravergine di oliva, il prosciutto, il salame, la mozzarella e la scamorza tagliate a brunoise. Regolate di sale e pepe nero. Con parte del burro imburrate una teglia da forno, spolverizzate con pangrattato e parmigiano e unite il composto di patate livellandolo con una spatola. Cospargete anche la parte superiore con pangrattato e parmigiano e mettete qualche fiocco di burro qua e là; infornate a 190 °C per 30 minuti circa, fino a quando la superficie sarà ben dorata. Lasciate intiepidire e servite.” Io, in questo caso ho usato: 1.200 Kg di patate rosse o a pasta gialla 4/5 cipollotti freschi di Tropea un ciuffo di salvia fresca olio e.v.o. q.b. ricotta affumicata stagionata parmigiano grattugiato q.b. 200 g di caciocavallo silano pangrattato q.b. burro q.b. sale q.b. pepe nero q.b. noce moscata q.b. 4 uova Preparazione: Bollire le patate con la buccia, sbucciarle e schiacciarle con il passapatate in una ciotola quando sono ancora calde (lo chef preferisce schiacciarle con la forchetta). Farle intiepidire. Nel frattempo stufare a fuoco lento in una padella antiaderente con il coperchio i cipollotti tagliati a fettine con un filo di olio e.v.o., sale, pepe nero macinato al momento ed un ciuffetto di salvia tritata. Appena sono cotti aggiungerli alle patate. Quando le patate sono tiepide aggiungere le uova, la ricotta affumicata stagionata grattugiata, il parmigiano grattugiato, il sale, la noce moscata grattugiata, il caciocavallo tritato o tagliato a cubetti e se necessario un pochino di olio e.v.o. Amalgamare bene il tutto. Io, in questo caso, avevo aggiunto prima i rossi e montato a neve le chiare d’uovo, poi inserite alla fine al composto mescolando dal basso verso l’alto facendo attenzione a non farle smontarle. Imburrare una teglia e cospargerla di pangrattato ed un pochino di parmigiano. Versarvi il composto a cucchiaiate, livellarlo bene con un leccapentole bagnato e cospargere di parmigiano, pangrattato e qualche fiocchettino di burro. Infornare a 180° per 30/40 minuti, fino a quando è ben colorito. Lasciare intiepidire e sformare con attenzione. il Gateau di patate o “gattò” ricetta di Antonino Cannavacciuolo è pronto per essere gustato.
Fonte: dietamediterraneapicetto.altervista.org