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La caratteristica fondamentale della pasta strudel è che quando la stendete sul canovaccio dovete intravederne il disegno. Così disse Max Mariola in una trasmissione del Gambero Rosso. La ricetta di riferimento per la pasta poi è quella di Laura Ravaioli ("La mia donna ideale", come direbbe un caro amico: indubbiamente una donna che ti prende per la gola), già pluricitata. Di proposito oggi al supermercato non ho comperato le uova: volevo fare lo strudel come se in casa non ne avessi (un poco squilibrata? sì, grazie!). Non si sa mai che mi venga questo ghiribizzo pur essendo a corto della preziosa materia prima...In casa però avevo la pluricitata maionese: uova ed olio, proprio come due ingredienti base della pasta strudel. Detto e fatto: 250g di farina 2 cucchiai di maionese un cucchaio di olio extravergine mezzo cucchiaio di zucchero un pizzico di sale acqua quanto basta per formare una "palla" da far riposare almeno un'oretta in luogo tiepido coperta da una terrina rovesciata. Si stende il tutto su un canovaccio infarinato, sottile sottile come detto prima (l'impasto tende un po' a rompersi, ma insistete, sarete premiati), poi vai di ripieno: propongo una crema di verdure in abbinamento ad un formaggio: io ho unito crema di radicchio (radicchio, olio exvo, aceto di mele, zucchero di canna, sale e pepe) a dadini di feta ed una salsa di pomodoro a scaglie di pecorino romano . Arrotolato il tutto, l'ho piazzato in forno già caldoa 200° per una ventina di minuti, spennellando a metà cottura con latte di soia (mucca va anche be ne). Il risultato è molto friabile ma "tonico", non si spacca. Da servire su un letto di verdure stufate o magari su un'insalata. e non siete a dieta insistete pure con la maionese...

Fonte: venereincucina.blogspot.com

Fare una buona polenta richiede tempo, pazienza, un paiolo di rame non stagnato ed il fuoco di legna. Se escludiamo il tempo e la pazienza io non avevo a disposizione nessuna di queste meraviglie ma, con un buona pentola dal fondo spesso ed i mie fornelletti a gas, sono riuscita ad ottenere comunque un buon risultato. Ho utilizzato farina di mais a grana grossa perché avevo bisogno di una polenta più soda. Per l’acqua, la proporzione è di 1 a 4: per 250g di farina di mais occorre circa 1 litro di acqua. Ma non esiste una regola precisa da seguire, regolatevi in base a quello che è il vostro gusto. Riducete la quantità di acqua se volete una polenta più soda, aumentatela se la preferite più morbida. Occorre inoltre mantenere costante il mescolamento della polenta, per almeno 40 minuti. Ma pare che esista un trucchetto salvatempo, che non ho ancora sperimentato, e che consiste nel coprire la pentola (contenente la polenta) con un canovaccio bagnato e mettere anche il coperchio, facendo in modo che aderisca bene alla pentola. La polenta dovrebbe cuocersi, senza mai mescolare, a fuoco basso e senza attaccarsi alle pareti. Crostini di polenta con radicchio e gorgonzola (da un'idea di Laura Ravaioli) Polenta di mais (anche avanzata dal giorno prima) 3-4 cespi di radicchio lungo trevigiano 100g di gorgonzola 1 scalogno 1/2 bicchiere di vino bianco olio sale, pepe Procedimento Mettete sul fuoco due litri di acqua e, al momento dell’ebollizione, aggiungete 20 g di sale e cominciate a versate 500g di farina di mais, una manciata per volta, lasciandola cadere a pioggia con la mano sinistra e, contemporaneamente, mescolate energicamente con una frusta in modo che non si formino grumi. Abbassate al fiamma a metà e continuate sempre a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungendo, se la polenta tenderà a rassodare troppo, poca acqua bollente. La polenta è pronta quando si staccherà facilmente dalle pareti del paiolo. Ricordate, più cuoce più diventa buona e digeribile. Quindi, niente fretta! Una volta pronta, rovesciatela in una teglia da forno rettangolare, unta o rivestita di carta forno. Livellate la superficie fino a raggiungere uno spessore di circa un centimetro. Lasciatela raffreddare. Pulite il radicchio, lavatelo, sgocciolatelo e separate le foglie incidendo, se necessario, la costa centrale che in cottura potrebbe rimanere più dura. Tritate lo scalogno e rosolatelo dolcemente nell’olio senza far colorire. Aggiungere le foglie di radicchio intere (non tritate), sfumare con del vino bianco e cuocere per qualche minuto coperto. Insaporite con sale e pepe. Sformare la polenta e con l’ausilio di un coppapasta rotondo ricavate tanti dischi che posizionerete su una placca da forno unta. Usate forchetta e cucchiaio per arrotolare il radicchio, e sistematelo sui dischi di polenta lasciando un buchetto al centro che fungerà da contenitore per i cubetti di gorgonzola che avrete precedentemente tagliato. Infornate a 200°- ancor meglio, usate il grill - per circa 10 minuti o fino a quando il formaggio non si sarà sciolto. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Fonte: croce-delizia.blogspot.it

La crostata di ricotta è uno dei miei dolci preferiti, la ricetta è di Laura Ravaioli (chef del Gambero Rosso). Non è un dolce tipico piemontese, infatti non lo conoscevo, ma per la precisione la ricetta, segreta, è di un famoso forno a Roma, che si trova nel ghetto ebraico di Roma. Però adoro la frolla e adoro la ricotta, la marmellata di visciole non l'ho mai assaggiata, perchè qua non riesco proprio a trovarla! Quando la faccio uso la mia marmellata di ciliegie, che non è proprio la stessa cosa, ma in assenza d'altro mi accontento, inoltre ho anche usato la solita frolla che uso sempre, quella di Santin. Crostata di ricotta e visciole di Laura Ravaioli Pasta frolla friabile di M. Santin 500g di farina 250g di burro morbido 140g di zucchero a velo 3 rossi d’uovo (90g) 1 uovo intero (65g) buccia di limone grattugiata pizzico di sale Per la farcia 1 vasetto di confettuta di visciole (io di ciliegie) 400gr.di ricotta di pecora 140gr.di zucchero (io usato 120 gr di zucchero, perchè la marmellata di ciliegie è parecchio dolce) 2 uova 2 cucchiai di sambuca (io ho messo il Rum) Preparazione Inserire nella ciotola della planetaria, nel seguente ordine, metà farina, lo zucchero, il burro a cubetti, la buccia di limone, le uova e la restante farina. Quando l’impasto comincia ad essere omogeneo togliela dalla planetaria e finire di impastare a mano, avvolgerla nella carta di forno e farla riposare in frigo per qualche ora, meglio farla il giorno prima. Imburrare una teglia a cerniera da 25 cm di diametro, stendere la frolla a circa mezzo centimetro di spessore, e mettere in frigo. Nel frattempo preparare la farcia: in una ciotola mischiare con una frusta a mano la ricotta con lo zucchero, unire le uova e gli aromi. Tirare fuori la tortiera con la pasta frolla già stesa, versare sul fondo la marmellata e poi la crema di ricotta, molto delicatamente. Fare le strisce sopra la crostata e cuocere in forno già caldo a 170 °C per 40/45 min. circa. Controllare! Buonisima! Appena riesco pubblico anche la foto...

Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.it

Qualche giorno fa, cercando una ricetta in uno dei miei mille foglietti, è uscita fuori la ricetta dei bastoncini di pollo croccanti di Laura Ravaioli. (per la cronaca la ricetta che cercavo, ovviamente, non l'ho trovata!) Visto che avevo tutto in casa ho provato a farli. Premesso che io odio friggere, mi da proprio fastidio l'odore, mi fa pire venire mal di stomaco, (però se lo trovo fatto lo mangio volentieri!), qs ricetta prevedeva la frittura, con la variante del forno. Insomma per farla breve li ho preparati un po' a modo mio. Buonissimi, sono piaciuti pure ai miei bimbi, che sono noiosissimi nel mangiare! Niente foto! non ci sono arrivata... Bastoncini di pollo croccante (da un'idea di Laura Ravaioli) 1/2 Petto di pollo intero 1 yogurt (io avevo in casa solo il muller, e ho usato quello,) succo di 1/2 limone sale Per la panatura (le dosi sono un po' ad occhio) 100 gr di grana 70 gr di pangrattato 50 gr di farina di mais fioretto Ho tagliato a listarelle il petto di pollo (larghe circa 2 cm), poi li ho messi in una busta per congelare e ho aggiunto lo yogurt, il succo di limone e un pizzico di sale (volendo anche il pepe, ma io non l'ho messo). Mischiare bene il tutto e lasciarlo marinare per almeno 1 ora (la ricetta prevedeva anche una notte). Nel frattempo miscelare i componenti della panatura (io l'ho messa in un altro sacchetto per congelare). Impanare direttamente nel sacchetto le listarelle di pollo e adagiarle sulla placca del forno rivestita con carta forno, dare un giro d'olio sopra la carne e infornare a 200°C per circa 15/20 min. Controllare. I miei sono rimasti morbidissimi dentro e fuori avevano qs panatura (non croccante come se l'avessi fritta) molto gustosa. Ho preparato anche qs patatine, la ricetta l'ho sentita al volo alla prova del cuoco. Patatine fritte al forno (ho scoperto l'acqua calda!) ho pelato e tagliato le patate a bastoncini, le ho messe in acqua per 1 ora (almeno), scolate, asciugate e condite con 2 cucchiai di olio e un pizzico di sale. Messe su carta da forno, stese in un solo strato e cotte a 200° per circa 40/45 min, gli ultimi 5 min ho acceso il grill. Tenetele d'occhio, le cotture sono sempre particolari con qs forni.

Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.it

Quante ricette di torte di mele conosciamo? Penso che non si riescano a contare, ognuno ha la sua preferita, o quella della nonna o della mamma ... Poi la torta di mele sa di casa, di coccole, infatti ieri era una giornata grigia, umida, una di quelle giornate da stare sotto le coperte a leggere! Peccato che i miei due bimbi non mi permettano questo lusso, così per non annoiarci più di tanto e per scaldare un po' di più la casa abbiamo fatto questa torta di mele soffice soffice, che è in assoluto la mia preferita. Non è una ricetta di famiglia ma è una ricetta di cucina di Laura Ravaioli , chef del Gambero Rosso. La ricetta è semplicissima e soprattutto veloce. TORTA DI MELE (di Laura Ravaioli) Ingredienti 3 mele renette 3 uova 150 gr di farina 150 gr di burro morbido 100 gr di zucchero 1 limone (scorza e succo) 3 cucchiaini di lievito per dolci 1 pizzico di sale zucchero di canna cannella Preparazione. Accendere il forno a 175/180°C. Per prima cosa grattare la scorza di limone. Pelare e tagliare le mele a cubetti, metterle in una ciotola e irrorarle con il succo di limone. Se si fa nel mixer: inserire la farina e il lievito setacciati, il burro a cubetti, le uova intere, il pizzico di sale, lo zucchero e la scorza di limone. Avviare il robot fino a formare una crema densa. Se la facciamo con le fruste elettriche: montare il burro morbido con lo zucchero, unire le uova (una per volta), amalgamare bene, poi unire i restanti ingredienti e amalgamare il tutto fino ad ottenere una crema densa. Imburrare e infarinare una tortiera a cerniera da 22/24 cm di diametro. Versale il composto cremoso, appoggiare in maniera disordinata le mele sulla crema e spingerle leggermente per affondarle un pochino. Cospargere la superficie con dello zucchero di canna e un po di cannella (io quest'ultima non lo messa). Infornare per circa 40/45 min. Servire tiepida. Inserisco una nota che non centra con la ricetta: Eliminiamo dai ns blog i captcha , che sono quelle paroline odiose da inserire quando si vuole pubblicare un ns commento ad un post. Magari molti pensano di non averli (come la sottoscritta), e invece li abbiamo quasi tutti... Vi rimando a due blog che hanno parlato molto bene di questa cosa: caffè col cioccolato e da Mary .

Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.it

Quante stelle cadenti avete contato ieri notte? Personalmente nemmeno una. Saranno anni che non mi capita di vederne, peccato perché un briciolo di fortuna mi farebbe comodo. Avrei giusto un paio di desideri da esprimere... li tengo lì, lo sciame di solito dura qualche giorno, magari stasera sarò più fortunata. Intanto la temuta Circe qui non si è mostrata e forse è un bene, piuttosto che subire danni... le temperature si sono mitigate perlomeno nelle ore notturne. Quasi niente pioggia ma tanto vento fresco, solo la mattina. Vi domanderete perché ho dato il mome La.Ra. all'insalata. Perché sono le prime sillabe di Laura Ravaioli, mitica chef italiana, una delle prime di cui andare orgogliosi sia all'estero che in patria, che mi piace assai in quanto non se la tira e propone spesso ricette di una semplicità disarmante ma concepite con intelligenza. Sulla sua pagina facebook pubblicò, settimane fa, la foto con la descrizione minimal di questa versione alla Laura di una classica insalata mediorientale. Pomodori, cipolla rossa di Tropea e cetrioli in parti uguali, il tutto condito con abbondante prezzemolo tritato. Vi garantisco che sarà molto apprezzata, noi non siamo troppo abituati ad abbondare col prezzemolo nelle insalate, invece all'estero spesso lo trattano come qualsiasi altra verdura a foglia, e altrettanto fanno col coriandolo. Missing qui da noi... Ecco le dosi per 4 persone. -ricetta- 1 pomodoro cuore di bue grande, o due/tre perini 1 cetriolo grande 1 cipolla rossa di Tropea un mazzetto di prezzemolo aceto rosso olio evo sale Sbuccio solo parzialmente il cetriolo, dopo averlo ben lavato, e lo taglio a dadi. Ricavo dadi delle stesse dimensioni dal pomodoro e dalla cipolla. Questa la metto a bagno per mezz'ora in aceto rosso, meglio ancora se aromatizzato ai lamponi, o di Sherry. Questo trucchetto serve a rendere la cipolla digeribile al 100%. Intanto trito il ciuffo di prezzemolo, per rendere l'idea devo riempirne una tazza. Scolo la cipolla, verso tutto in una terrina, condisco con sale e ottimo olio extravergine e porto in tavola dopo 10' di riposo.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

e io riemergo dalla mia cucina, anzi, la mia tana che io chiamo cucina, come dice un mio amico di Flickr.... sono stati giorni faticosi, ma tanto intensi e belli, vissuti con gioia ed emozione....sono stanca davvero, profondamente stanca, ma anche molto contenta. La casa è silenziosa ora, ma fino a poco fa era accesa di risate, di confusione, di sentimento... i piatti e i bicchieri belli sono tornati al loro posto, la cucina è pulita e riordinata, non sembra nemmeno che ci sia passato il tornado di questi giorni, se non fosse per una ciotola di frutta secca, due fette di panettone e l'ultimo pezzo di torrone che stazionano sulla tavola...i gatti dormono abbracciati sul calorifero, mio marito pisola davanti alla Tv, e io finalmente mi siedo un attimo a raccogliere pensieri, scarico un poco la tensione e la stanchezza cercando di rivivere quello che è stato in questa quattro giorni di cuore e cucina.... Natale è il luogo in cui ci ritroviamo, noi e tutta la nostra famiglia, quella di mia sorella, e mia madre... durante l'anno non è sempre possibile ritrovarci al completo, per cui questi giorni sono un momento in cui cerchiamo di esserci tutti, ed è sempre bello ritrovarsi con tante cose da raccontarsi e da condividere fra un boccone e l'altro, col cuore allegro ma anche col pensiero a chi non è più fisicamente con noi, ma che è sempre presente, vicino... Quest'anno eravamo in 12, un bel numero......ognuno con delle preferenze. Cosa può e cosa non può mancare sulla nostra tavola di Natale....difficile quindi pensare a menù monoporzione, o meglio calibrati, fuori dalla tradizione.... la vigilia di Natale, per noi, è di rigore cucinare il baccalà.....ovvero, noi friulani lo chiamiamo baccalà ma effettivamente è lo stoccafisso. E deve essere esclusivamente qualità Ragno. Mio padre passava un paio d'ore a batterlo con un mazzuolo di gomma dura, per rompere le fibre e ammorbidirlo, senza romperlo. Non doveva assolutamente rompersi sotto i colpi del mazzuolo, non era una cosa semplice, dovevi dosare la forza per non romperlo e allo stesso tempo dovevi fare in modo che la sua carne così secca si ammorbidisse.. E' un vero lavoro, poi, la preparazione. Va tenuto a bagno per tre o quattro giorni, cambiando spessissimo l'acqua. Poi va spinato e pulito da pelle e lische, ed è un lavoro certosino. Poi di nuovo a bagno, e poi fatto a pezzetti piccoli, e poi cotto col latte e montato con l'olio, fino a farlo diventare morbido e omogeneo, tipo ricetta vicentina, ma da noi è leggermente diversa, si sporca il tutto con un'idea di pomodoro. Si serve rigorosamente con la polenta bianca. Così, si costruisce una specie di menù intorno al baccalà che è praticamente la portata principale quest'anno è andata così: Bocconcini di pesce spada in salmoriglio 4 o 5 fette di pesce spada, possibilmente nella parte centrale. 1 ciuffo di prezzemolo 1 ciuffo di origano fresco (se manca va bene anche quello secco) 1 spicchio d'aglio, o più, a piacere 1 limone olio di ottima qualità, q.b. poca acqua sale, pepe arroventare una griglia o una bistecchiera, io uso quella di ghisa, e grigliare da entrambi i lati il pesce spada. Poi pulirlo da eventuale pelle laterale e ricavare dalla fetta dei bocconcini. Procedere così per tutte le fette e tenere da parte allineandoli in una pirofila o altro contenitore che li possa contenere agevolmente. Tritare il prezzemolo e l'origano insieme allo spicchio d'aglio, spremere il limone filtrandone il succo. In un pentolino che possa andare a bagnomaria, mettere abbondante olio, il succo del limone e un goccio d'acqua. Mettere quindi a bagnomaria su fuoco allegro il pentolino con il condimento e sbattere con la frusta fino a quando si avrà una emulsione ben amalgamata, a questo punto aggiungere il trito di erbe e mescolare bene. Versare caldissimo sui bocconcini e conservare in frigo una volta freddo. Meglio farli il giorno prima, così assorbono bene tutti i profumi delle erbe e rimangono morbidissimi. Al momento di portare in tavola, scaldare leggermente in micro onde. Carpaccio di spada affumicato marinato all'arancia 300 gr pesce spada affumicato q.b. il succo di 2 arance non trattate il succo di 1 limone prezzemolo aglio sale, pepe esotico olio d'oliva pepe rosa per guarnire tritare il prezzemolo insieme a poco aglio, in una ciotola miscelare l'olio, il succo delle arance, il succo del limone, aggiungere il trito di prezzemolo e il pepe rosa, regolare di sale (poco) e dare una macinata di pepe, sbattere bene il tutto per emulsionare. Disporre le fette di carpaccio su un piatto da portata magari un po' concavo e bagnare con l'emulsione, e lasciar marinare almeno 4 o 5 ore. Carpaccio di tonno affumicato alle erbe e zenzero carpaccio dit tonno il succo di due lime 1 pezzetto di zenzero fresco 1 trito di prezzemolo e aglio poca erba cipollina sale, pepe esotico (è un mix di pepi con aggiunta dell'anice stellato e altro, lo si trova al super nel pratico contenitore con tappo macina) bacche di pepe rosa per guarnire olio e.v. di ottima qualità spremere i lime, miscelarne il succo con olio e.v. regolare di sale e dare una generosa macinata di pepe esotico. Tritare il prezzemolo con poco aglio, e tagliuzzare con le forbici l'erba cipollina, grattugiare un pezzetto di zenzero, aggiungere il tutto all'emulsione di olio e lime, unire anche il pepe rosa, mescolare bene e versare la marinata sopra il carpaccio. Lasciar marinare per almeno 4 o 5 ore. eccolo qui, il baccalà della Luisa devo dire che non è fra i miei piatti preferiti, ma la tradizione va rispettata, altrimenti che tradizione è? In ogni caso, ho cucinato anche queste, si sa mai che manchi da mangiare... Cacciucchino di seppie con polenta bianca questa è una ricetta che la mia amica Elena di Livorno ha messo su Coquinaria molto tempo fa, e che io amo particolarmente. Mi ha fatto rivalutare le seppie questa ricetta... 4 o 5 belle seppie, le mie erano abbastanza grosse, ben pulite e spellate 2 spicchi d'aglio 3 belle foglie di salvia 1 bicchiere di vino bianco olio e. v. sale, pepe peperoncino 2 cucchiai conserva di pomodoro (in alternativa una scatola di polpa di pomodoro) tagliare a fettine le seppie, preventivamente pulite e spellate. In una larga padella mettere a rosolare l'aglio in abbondante olio insieme al peperoncino e la salvia, quindi aggiungerci le seppie tagliate, e far insaporire, quindi sfumare col vino bianco. Stemperare la conserva in un mezzo bicchiere di acqua calda, e unire alle seppie, oppure aggiungere la scatola di polpa di pomodoro. Regolare di sale e di pepe, coprire e portare a cottura. Sono pronte quando, toccandole, la forchetta entra come entrare nel burro. Per la polenta bianca, procurarsi della buona farina e procedere come al solito. La farina bianca è macinata leggermente più fine di quella bramata gialla, ed ha un sapore molto più delicato, perfetta per il pesce. A me piace abbastanza sostenuta, non troppo morbida e mi regolo di conseguenza, con la quantità d'acqua in proporzione. alla fine, via di panettoni, pandori, ecc. ecc......ma anche con questi: Datteri ripieni un modo goloso che ho copiato all' amico Dante per preparare i datteri, talmente goloso che non si resiste....uno tira l'altro... datteri a piacere, quelli naturali ovviamente sono meglio. 250 gr di mascarpone 1 bicchierino abbondante di rhum 2 cucchiai di zucchero di canna, a grana fine 1 cucchiaio di miele gherigli di noci per guarnire Sciogliere lo zucchero di canna nel rum. Miscelare bene il mascarpone con il miele e il rum zuccherato in una ciotola. Far riposare il composto per 24 ore al fresco coperto con una pellicola. Snocciolare i datteri, mettere un cucchiaio di ripieno e guarnire con metà o un quarto di gheriglio di noce. Tenere al fresco prima di servire. la tavola della vigilia, eravamo in tanti e lo spazio invece no... non ho avuto il tempo di fare di meglio e ho imbastito un centro tavola con quello che avevo e la tavola di Natale, riciclando il centrotavola.. Natale si parte sempre con un antipasto all'italiana, cioè affettati e sottoli e sottaceti home made, accompagnati anche dall'insalata russa, che non può assolutamente mancare, tanto che ne devo preparare una quantità da ristorante... Insalata russa a modo mio 3 o 4 carote 4 costole di sedano bianco 250 gr circa di fagiolini 3 belle patate 1 manciata di capperi dissalati 300 gr piselli surgelati 1 vasetto di cetriolini sottaceto 2 tuorli 1 uovo intero succo di limone q.b. olio di semi di arachide olio di oliva sale, pepe, poco aceto. cuocere le verdure tutte separatamente, avendo cura che restino al dente, tranne le patate che dovranno essere ben cotte. Lasciarle raffreddare completamente. Dissalare i capperi. Tagliare a pezzetti la verdura, raccoglierla in una larga pirofila, aggiungere i capperi dissalati e i cetriolini tagliati a pezzetti anch'essi. Salare, pepare e condire con un goccio d'olio e aceto. Mescolare bene. Spremere un paio di limoni e filtrarne il succo. Nel bicchiere del frullatore mettere i due tuorli e l'uovo intero, un pizzico di sale e fare una frullata, quindi, con il frullatore in azione, iniziare a versare a filo sia il limone che l'olio, alternando quello di semi a quello d'oliva. (Mia scelta perchè usando tutto olio di oliva trovo la maionese troppo pesante e di sapore troppo deciso") Continuare finchè la maionese è completamente montata. Di solito lo si avverte anche dal rumore del motore del frullatore, che cambia. Versare la maionese sulle verdure e mescolare bene in modo che si distribuisca in modo omogeneo. Sigillare bene con la pellicola e tenere in frigorifero. Variazioni di spume, mousses e paté spuma di prosciutto cotto 250 gr prosciutto cotto in una fetta sola 2 cucchiai Cognac 1 scalogno 100 gr ricotta freschissima 80 gr burro sale, pepe, kiwi per guarnire tagliare a dadini il prosciutto cotto. Tritare finemente lo scalogno e metterlo a stufare dolcemente in 20gr di burro, unire il prosciutto cotto a dadini, lasciarlo insaporire qualche minuto, poi sfumare con il cognac. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare una volta evaporato il liquore. Passare tutto al mixer insieme alla ricotta e al burro rimasto, tenuto a temperatura ambiente, per ottenere una morbida spuma. Versarla in uno stampo a piacere, lisciarne la superficie e tenere in frigorifero. Al momento di servire, guarnire con fettine di kiwi a piacere. Oppure con dei pistacchi sgusciati e tostati e pepe rosa. Mousse di tonno 400 gr circa tonno sottolio 180 gr burro il succo di un limone 2 filetti di acciuga sottolio qualche cappero dissalato sgocciolare bene il tonno dal suo olio di conserva. Nel mixer mettere i filetti di acciuga, qualche cappero, il tonno sminuzzato, e burro a pezzetti, metà del succo di limone e azionare il mixer, lasciandolo funzionare finchè il composto è perfettamente liscio e cremoso. Trasferire il tutto in una ciotola e aggiungere il resto del limone, pian piano, assaggiando di tanto in tanto per controllare che il limone non prevalga troppo. Nel caso la capienza del mixer non fosse sufficiente, procedere in due volte, raccogliendo il tutto in una terrina e mescolando finchè è perfettamente omogeneo. Mettere il composto in uno stampo a piacere e tenere in frigo fino al momento di servire. Decorare a piacere. Paté di radicchio tardivo 3 o 4 piccoli cespi di radicchio trevisano tardivo 100 gr ricotta 100 gr mascarpone 70 gr burro 1 piccola cipolla 1 bicchierino di Brandy sale, pepe gherigli di noce per guarnire mondare i cespi, lavare e ridurre a pezzetti il radicchio. Tritare finemente la cipolla, farla stufare in una noce di burro, quindi aggiungere il radicchio tagliato. Lasciar brasare dolcemente e quando è morbido, sfumare con il Brandy. Una volta assorbito il liquore, spegnere e lasciar raffreddare. Una volta freddo, passare tutto al mixer insieme al burro a pezzetti, alla ricotta e al mascarpone. Risulterà una crema morbida, dal colore certamente poco invitante. Ma non preoccupatevi, il sapore sarà ottimo. Trasferire il tutto in un piccolo stampo da terrina e tenere in frigorifero decorando, al momento di servire, con dei gherigli di noce. Terrina delicata di pollo al Grand Marnier 500 gr petto di pollo 250 gr fegatini di pollo 3 cipollotti freschi tritati 1 costa di sedano 1 carota 1 cipolla 3 foglie di alloro 1 rametto di timo 1 cucchiaio di prezzemolo tritato 2 foglie di salvia 1 arancia (il succo) 3 cucchiai abbondanti di Grand Marnier 50 gr burro 1 bicchiere di latte 15 gr di gelatina sale e pepe Pulire i fegatini, lavarli bene e metterli in una ciotola con il latte per almeno 15 minuti, poi toglierli e asciugarli bene. Pulire il sedano, la carota, la cipolla e mettere il tutto in una pentola con un litro e mezzo d'acqua. Unire il petto di pollo, salare e cuocere per un'ora circa a fuoco moderato. Togliere quindi il pollo, filtrare il brodo rimasto. Tritare grossolanamente il pollo. Scaldare il burro in una padella larga, unire i cipollotti tritati e lasciarli dorare, poi aggiungere i fegatini, unire le erbe e far rosolare per 15 minuti più o meno, mescolando spesso. Aggiungere il pollo tritato, salare e pepare, bagnare con il succo d'arancia e il Grand Marnier e lasciar insaporire qualche minuto. Eliminare salvia e alloro e versare tutto nel mixer frullando fino ad avere un composto del tutto omogeneo e liscio aiutandosi se è troppo asciutto, con del succo d'arancia e trasferire il tutto in una ciotola. Scaldare 2 dl. del brodo di pollo filtrato molto bene, magari anche attraverso una garza, e quando è bollente sciogliervi la gelatina. Lasciarla intiepidire, poi incorporarne metà alla crema di pollo, mescolando accuratamente per avere un composto ben amalgamato. Mettere in una ciotola o una piccola terrina , livellare la superficie con una spatola e lasciare in frigorifero per circa mezz'ora, dopodichè coprire la superficie con uno strato leggero di gelatina fredda ma fluida. Rimettere in frigorifero per almeno 3 ore. e per accompagnare tutto , naturalmente, Monsieur le Panbrioche Le voilà Panbrioche da una ricetta di Laura Ravaioli 400gr. di farina 00 100gr. di farina Manitoba 5 uova 60gr. di zucchero 10gr. di sale 20gr. di lievito di birra 25gr. di acqua 250gr. di burro ammorbidito Sciogliere il lievito con l'acqua tiepida e poi aggiungerlo alle due farine setacciate con il sale e lo zucchero, aggiungere le uova e per ultimo un po' per volta il burro tagliato a pezzetti. E' meglio lavorare con un'impastatrice perché l'impasto che ne risulterà è abbastanza appiccicoso e non lavorabile con le mani, ma non preoccupatevi deve essere così. A questo punto metterlo in una ciotola abbastanza capiente e coprire con la pellicola e tenere in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo riprendere l'impasto, lavorarlo un attimo a mano, quindi dividerlo in 4 o 6 parti uguali formando con la mano delle palline, Io ho pesato ogni pallina per fare in modo che avessero tutte la stessa pezzatura, e cuocendo crescessero tutte insieme, e le ho messo tutte vicine in uno stampo da ciambella precedentemente unto e infarinato. Lasciar lievitare ½ ora o finché non avrà raddoppiato di volume e poi infornarlo a 180°C per 45min./1ora, dipende dal forno. Mattonella di verdure 250gr. di prosciutto cotto 2 uova 2 carote 2 zucchine 2 patate 100gr. di fagiolini 100gr. di piselli anche surgelati 50gr. di emmenthal grattugiato 30gr. di grana grattugiato 60gr. di burro mezzo bicchiere di panna sale, pepe Mondare e lavare tutte le verdure. Portare ad ebollizione abbondante acqua leggermente salata e immergervi le patate e le carote divise a metà. Dopo 5 minuti unire i fagiolini e le zucchine e lasciar cuocere 15 minuti ancora. Infine unire i piselli a cui basteranno 5-6 minuti di cottura. Non appena la verdura sarà cotta (fare attenzione che resti comunque un po' al dente) scolarla e lasciarla raffreddare. Dopo di che tagliare carote, zucchine e patate a dadini e i fagiolini a tocchetti. Sciogliere 50gr. di burro in una padella, unirvi tutte le verdure e farle rosolare per qualche istante: salarle, peparle e infine bagnarle con la panna. Continuare la cottura per qualche istante a fuoco vivace, quindi toglierle dal fuoco e fare intiepidire la preparazione. In una ciotola sbattere le uova con il grana, l'emmethal e sale e pepe. Unire questo composto alle verdure, mescolare bene e regolare di sale e pepe. Con il burro rimasto imburrare uno stampo rettangolare, quindi foderarlo con il prosciutto cotto facendolo sbordare. Riempire lo stampo foderato con il composto di uova e verdure e ripiegare le fette di prosciutto verso il centro coprendo completamente il tutto. Chiudere con un foglio di alluminio, quindi mettere lo stampo in forno caldo a 180° per circa 40 minuti. Al termine della cottura lasciare intiepidire la mattonella e poi sformarla. questa mi è stata espressamente richiesta dalle mie figlie, che l'hanno molto apprezzata in occasione del pranzo del mio compleanno....dunque eccola Terrina di pollo e funghi 350 gr petto di pollo tritato 250 gr champignons 1 uovo 1 cucchiaio di parmigiano 20 cl panna liquida fresca 2 scalogni 1 spicchio d’aglio il verde di un quarto di zucchina sale, pepe bianco poco burro mondare e lavare i funghi, conservandone interi circa 7 o 8, i più sani belli e di misura pressocchè uguale.. Affettare gli altri. In una larga padella fondere una noce di burro e aggiungere i funghi, regolare di sale e di pepe. Lasciar cuocere circa 5 minuti, nel frattempo tritare gli scalogni e aggiungerli, proseguendo la cottura per altri 10 minuti circa. Aggiungere anche lo spicchio d’aglio e continuare a cuocere per altri 5 minuti. Dopodichè eliminare l’aglio e tritare il tutto. Lasciar intiepidire. Da un pezzetto di zucchina ricavare solo la parte verde con un poco di polpa. Ridurla in pezzetti molto piccoli. In una ciotola mettere il pollo tritato, aggiungere il parmigiano, l’uovo, salare e pepare, e mescolare ben bene il tutto, poi pian piano sempre mescolando aggiungere anche la panna liquida poca alla volta fino a che è stata completamente assorbita. L’impasto sarà molto morbido ma è giusto così. A questo punto unire i funghi tritati e il verde delle zucchine ridotte in mirepoix. Mescolare molto molto bene in modo che tutto sia ben omogeneo. Imburrare abbondantemente un piccolo stampo da plumcake. Versare metà dell’impasto sul fondo premendo perché si assesti e non lasci spazi vuoti. Inserire nell’impasto gli champignons tenuti da parte, formando una fila nel centro del composto. Coprire con il resto dell’impasto avendo cura che sia tutto ben coperto. Premere e sbattere dolcemente lo stampo sempre per evitare che restino spazi vuoti all’interno. Cuocere a bagnomaria in forno già caldo a 200° statico. Ho poi girato sulla ventilazione verso fine cottura, per dorare meglio la superficie. Quando sarà cotta, si sarà formato del liquido. Una volta tolta dal forno, eliminarlo con cautela e porre per qualche tempo un piccolo peso sulla terrina in modo che si compatti bene. Conservare in frigorifero e togliere un po' di tempo prima di servire, magari scaldandola già affettata in micro onde. e per finire gli antipasti: questa è una perparazione che mi piace molto. Una ricetta che la mia amica Bruna ha condiviso su Coquinaria dopo averla avuta dai fratelli Tonola, chefs stellati della Lanterna Verde di Villa di Chiavenna. Terrina di caprino fresco al salmone e aneto 200 gr salmone affumicato 400 gr caprino fresco 200 gr panna fresca 12 gr di gelatina in fogli Erba cipollina e aneto q.b Olio extra vergine d'oliva q.b Pepe nero Passare al setaccio il caprino ed aggiungere la colla di pesce (sciolta in poca panna,) quindi la panna leggermente sbattuta e l'erba cipollina tagliata fine, amalgamare delicatamente . Rivestire uno stampo con carta stagnola , quindi ricoprire con i ciuffi di aneto, riempire alternando uno strato di formaggio e uno di salmone , per due volte. Richiudere bene con la carta stagnola e mettere in frigorifero per 4 ore. Servire a fette, decorando con fili di erba cipollina e qualche pomodorino per dare colore. e finalmente arriva il classico brodo, che "lava giù" tutto. Ma è un brodo particolare, non i soliti cappelletti insomma: Cappelletti in brodo ai funghi per il brodo: 6/ 700 gr muscolo di manzo 600 gr circa di biancostato 1/2 gallina 1 piccolo porcino a fette, anche surgelato 1 costola di sedano 1 carota 1 cipolla 1 spicchio d'aglio 1 foglia di salvia sale volendo un buon brodo, ho messo tutto a freddo, tranne i funghi naturalmente. Ho portato a cottura schiumando e alla fine filtrando bene tutto. Ho rimesso sul fuoco la pentola con il brodo filtrato e ho cotto i cappelletti. Poco prima di spegnere ho aggiunto un porcino affettato che avevo in freezer, ancora surgelato. Una volta cotto anche quello, ci son voluti pochi minuti, ho impiattato. l'altro nostro classico tradizionale è il cappone. Quest'anno l'ho solo cotto in forno, niente farcitura, e l'ho accompagnato con patate al forno, insalata e spinaci al burro, di cui non ho foto. Cappone al forno 1 bel cappone 1 piccola cipolla 60 gr pancetta liscia 1 bicchiere di vino bianco 2 o 3 rametto di rosmarino 2 o 3 foglie di salvia 1 rametto di timo 1 foglia di alloro olio, sale, pepe pulire e fiammeggiare il cappone, lavarlo ed asciugarlo, salare e pepare l'interno.. Pulire una piccola cipolla, avvolgerla nella pancetta e infilarla nella pancia del cappone insieme a un rametto di rosmarino e a una foglia di salvia. in una teglia mettere un poco di olio e rosolare da tutte le parti il cappone con un altro rametto di rosmarino, il resto della salvia, l'alloro e il timo, regolare di sale e pepe e una volta rosolato sfumare con il vino bianco. Qundi trasferire in forno già caldo a 180° / 200° controllandolo spesso girandolo e bagnandolo col suo fondo ogni tanto. Portare a cottura e servire ben caldo con le verdure. S. Stefano con l'aperitivo: Tartine di pane nero al Brie e fichi caramellati. pane nero tagliato a quadrotti Brie q.b. fichi caramellati ricavare dei crostini dal pane nero, tostarli in forno, appoggiarvi sopra un pezzetto di Brie, e un mezzo fico caramellato. e cin cin.. Come antipasti avevamo quelli del giorno prima, e non ho previsto nessun primo. Ho preferito fare un secondo piatto un po' più ricercato. Rotolo di faraona ripiena alle castagne in crosta 1 faraona disossata 300 gr saslsiccia 150 gr ricotta 2 cucchiai di parmigiano grattugiato 300 gr circa di castagne precotte 1 rametto di timo 1 bicchiere di vino bianco. 1 rotolo di pasta sfoglia 100 gr prosciutto cotto 1 tuorlo per spennellare sale, pepe, olio e.v. Fatevi disossare una faraona dal vostro macellaio di fiducia, dopodichè fiammeggiatela comunque, lavatela e asciugatela benissimo. Stendetela su un tagliere con la parte interna verso di voi, salare e pepare. Preparare la farcia. In una ciotola mescolare della salsiccia spellata e sbriciolata insieme alla ricotta e al parmigiano, e una grattata di pepe nero, e poco sale. Aggiungere metà delle castagne spezzettate alla farcia e spalmarla sull'interno della faraona. Arrotolarla e legarla saldamente avendo cura che il ripieno non possa uscire. In una larga padella fondere una noce di burro in poco olio, quindi rosolarvi la faraona da tutti i lati, profumandola con un rametto di rosmarino e una foglia di salvia, quando è rosolata sfumare con il vino, aggiungere nel tegame le castagne rimaste quindi passarla in forno già caldo a 200° per circa un'ora rigirandola ogni tanto, ..trascorso il tempo, togliere la teglia dal forno, e dal tegame togliere il rotolo mettendolo a sgocciolare eventuale liquido su una gratella. Prendere la pasta sfoglia, tirarla ancora leggermente col mattarello, appoggiarvi sopra le fette del prosciutto cotto in modo da fare un letto. Riprendere il rotolo di faraona, appoggiarlo sulle fette di prosciutto e avvolgere il tutto nella pasta in modo che sia ben sigillato. in una tazzina sbattere il tuorlo d'uovo e con l'ausilio di un pennello, spennellare di uovo lo scrigno di pasta sfoglia . Cuocere in forno già caldo fino a doratura. Affettare e servire ben caldo. con questo piatto ho accompagnato dei carciofi in padella, spinaci al burro e.. Insalatina invernale 1 piccolo cespo di Castelfranco 1 cespi di radicchio tardivo poco songino o valerianella 1 piccolo finocchio 1 carciofo chicchi di melograno per la vinaigrette: 2 cucchiai senape 2 cucchiai miele d'acacia poco aceto bianco olio e.v. sale e pepe Pulire e mondare le insalate, lavarle e tenerle da parte. Mondare anche il carciofo, tagliandolo sottilissimo e mettendolo a bagno in acqua e limone fino all'ulitizzo. Mondare anche il finocchio, affettarlo sottilissimo con l'ausilio della mandolina, aggiungere alle insalate lavate e asciugate, unire anche il carciofo ben scolato dall'acqua di governo, aggiungere i chicchi di melagrana. A parte, con la forchetta, sbattere bene senape, miele l'olio e l'aceto, insieme al sale e al pepe, e una volta emulsionato il tutto, versare sull'insalata mista e mescolare molto bene. e così, fra un mandarino e una mela, una fetta di panettone e un paio di noci, un boccone di pandoro e un litchis, un pezzetto di torrone e un fico secco, anche un piccolo dono, graditissimo, di un amico le cartellate, che adoro! Anche Natale è passato, dicevo.......ora ci prepariamo al Capodanno, con la speranza che l'anno in arrivo sia un pochino, proprio solo un pochino più sereno di questo che si sta concludendo. Non mi sembra di chiedere troppo.... Ancora auguri bloggers!

Fonte: lagallinavintage-giuliana.blogspot.it

Fare una buona polenta richiede tempo, pazienza, un paiolo di rame non stagnato ed il fuoco di legna. Se escludiamo il tempo e la pazienza io non avevo a disposizione nessuna di queste meraviglie ma, con un buona pentola dal fondo spesso ed i mie fornelletti a gas, sono riuscita ad ottenere comunque un buon risultato. Ho utilizzato farina di mais a grana grossa perché avevo bisogno di una polenta più soda. Per l’acqua, la proporzione è di 1 a 4: per 250g di farina di mais occorre circa 1 litro di acqua. Ma non esiste una regola precisa da seguire, regolatevi in base a quello che è il vostro gusto. Riducete la quantità di acqua se volete una polenta più soda, aumentatela se la preferite più morbida. Occorre inoltre mantenere costante il mescolamento della polenta, per almeno 40 minuti. Ma pare che esista un trucchetto salvatempo, che non ho ancora sperimentato, e che consiste nel coprire la pentola (contenente la polenta) con un canovaccio bagnato e mettere anche il coperchio, facendo in modo che aderisca bene alla pentola. La polenta dovrebbe cuocersi, senza mai mescolare, a fuoco basso e senza attaccarsi alle pareti. Crostini di polenta con radicchio e gorgonzola (da un'idea di Laura Ravaioli) Polenta di mais (anche avanzata dal giorno prima) 3-4 cespi di radicchio lungo trevigiano 100g di gorgonzola 1 scalogno 1/2 bicchiere di vino bianco olio sale, pepe Procedimento Mettete sul fuoco due litri di acqua e, al momento dell’ebollizione, aggiungete 20 g di sale e cominciate a versate 500g di farina di mais, una manciata per volta, lasciandola cadere a pioggia con la mano sinistra e, contemporaneamente, mescolate energicamente con una frusta in modo che non si formino grumi. Abbassate al fiamma a metà e continuate sempre a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungendo, se la polenta tenderà a rassodare troppo, poca acqua bollente. La polenta è pronta quando si staccherà facilmente dalle pareti del paiolo. Ricordate, più cuoce più diventa buona e digeribile. Quindi, niente fretta! Una volta pronta, rovesciatela in una teglia da forno rettangolare, unta o rivestita di carta forno. Livellate la superficie fino a raggiungere uno spessore di circa un centimetro. Lasciatela raffreddare. Pulite il radicchio, lavatelo, sgocciolatelo e separate le foglie incidendo, se necessario, la costa centrale che in cottura potrebbe rimanere più dura. Tritate lo scalogno e rosolatelo dolcemente nell’olio senza far colorire. Aggiungere le foglie di radicchio intere (non tritate), sfumare con del vino bianco e cuocere per qualche minuto coperto. Insaporite con sale e pepe. Sformare la polenta e con l’ausilio di un coppapasta rotondo ricavate tanti dischi che posizionerete su una placca da forno unta. Usate forchetta e cucchiaio per arrotolare il radicchio, e sistematelo sui dischi di polenta lasciando un buchetto al centro che fungerà da contenitore per i cubetti di gorgonzola che avrete precedentemente tagliato. Infornate a 200°- ancor meglio, usate il grill - per circa 10 minuti o fino a quando il formaggio non si sarà sciolto. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Fonte: croce-delizia.blogspot.it

Buongiorno buongiorno, buon lunedì...!!! Ho lasciato riposare il pc qui..per il week end..tanto non mi avrebbe fatto fare niente---°-°---e speravo che , magicamente, si risolvessero tutti i problemi. Invece eccomi qui ancora con le scritte in rima, dato che non mi accetta più manco l'allineamento a sinistra. Il fatto è che ho troppi post da spostare altrimenti un pensierino per cambiare da blogger a qualcosa d'altro lo avrei già fatto. Cambiamo discorso e veniamo al dunque. Io con questo caldo non amerei molto mangiare la pasta, anche se qui i bambini la gradiscono per cui la faccio ugualmente, sacrificandomi. Io preferirei insalatone e zuppe fredde. Le zuppe, per fortuna, le gradiscono pure loro, le insalate ancora no, invece. Questa è un piatto freddo, fresco, che proviene sempre da mia mamma e da sky. Al solito, non chiedetemi provenienza perchè non lo so--Laura Ravaioli forse?--le dosi..ormai lo sapete come fa mia mamma, no? così di queste --vedi Michela?--così, ti deve venire così...più di così non riesco a fare..la parte bella è che comincio a fare così anche io perchè tutto sommato è divertente, ed anche comodo. Io, per voi, solo per voi, ho pure pesato quello che ho usato. Ovviamente le proporzioni sono a scelta, e cambiando le proporzioni cambia anche il sapore di questo gustosissimo gazpacho che si può gustare come antipasto, come primo o come piatto unico..a me è piaciuto tantissimo..anzi quasi quasi me lo rifaccio pure oggi. GAZPACHO VERDE 400 gr fagiolini lessati al dente--io 10'-- 40 gr cipolla sale pepe 40 gr peperone verde privato di filamenti e semi un cucchiaino di caffe' di tabasco--se lo volete piccante..se lo volete più ''dolce'' aceto balsamico-- 60 gr cetriolo privato di buccia e semi Frullare tutte le verdure lavate e mondate con le zucchine. Unire tabasco, sale e pepe se serve. Servire con crostini. Ah dimenticavo! Se fosse troppo denso allungare con ghiaccio o acqua ghiacciata.    

Fonte: michela-pepepeperoncino.blogspot.com

Le ultime ricerche scientifiche hanno evidenziato un dato allucinante. Ben il 75% della popolazione mondiale soffre di insonnia. E, senza dubbio, in questa percentuale sono compresa anche io. Voi cosa fate quando non dormite? Io guardo trasmissioni di cucina. Ebbene sì, ho lo stomaco che lavora h24, non si stanca mai! La pasta al ragù di broccolo romanesco è figlia di una nottata insonne, buia e tempestosa. Il vento fuori faceva sbattere lo sportello dell'armadietto accidentiameeatuttelevoltechemidimenticodichiuderlo e il freddo intorpidiva le zampette della mia gatta, spingendola a ficcarmele nella giugulare nel disperato tentativo di: a) scaldarsi b) uccidermi Nel frattempo, la televisione parlava, parlava .... e io pensavo al freddo, alla gatta, alla giugulare finché una frase ha catturato la mia attenzione. Le meraviglie della cucina povera . Altolà, io adoro la cucina povera. Che poi di povero non ha nulla, anzi. Se ci riflettete bene la cucina povera risponde al diktat della cucina odierna. Pochi ingredienti , di stagione e soprattutto a km 0 . Quando trascorrevo le mie vacanze nel nostro casale umbro mio padre andava nell'orto, raccoglieva gli ortaggi maturi, li portava in casa e mia mamma improvvisava le ricette. Io facevo il giro nell'aia cercando di rubare da sotto al sedere le uova alle galline per poi consegnarle in casa. Questo era il nostro km 0! La cucina povera che aveva catturato la mia attenzione aveva come protagonista questa pasta. Broccolo romanesco di stagione, peperoncino , un'acciughina e il pane grattugiato, il formaggio dei poveri. Tutto qui. Il risultato? Beh la mattina mi sono alzata con un solo pensiero. Io 'sta pasta me la dovevo cucinare. Broccolo romanesco biologico (e mannaggia la barba di Zeus mentre lo lavavo mi sono ritrovata uno degli insetti che temo di più, la mozzicatenaglie a Roma o forbicina nel resto d'Italia, in mano)

Fonte: lemporio21.blogspot.it

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