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La cucina etnica è sempre stata la mia passione: cinese, vietnamita, iraniana etc... mi piacciono proprio tutte! L'atra sera ho avuto un incontro ravvicinato con un assaggio di quella colombiana e ovviamente ho gradito tantissimo! Trovo meraviglioso sperimentare nuovi sapori, tecniche di cottura, spezie, abbinamenti arditi...viva la novità. In fondo è un po' come viagiare senza spostarsi da casa, anzi dal mio fornello :) Purtroppo però ho sperimenatato a mie spese che spesso sui ricettari ci sono mille versioni dello stesso piatto, e ad oggi ancora non ho capito quale sia la vera ricetta degli Spring Rolls!Per questo l'atra sera, mentre mi rilassavo un po' facendo zapping davanti alla tv e ho visto lei...la mitica Laura Ravaioli che preparava un delizioso pollo glassato, ho preso subito nota della ricetta. Dico mitica Ravaioli perchè le sue ricette sono una certezza, di sicura riuscita! Bravissima nella cucina tradizionale, ma anche esperta di street food e di cucina orentale (credo abbia lavorato e viaggiato molto all'estero), ho sperimentato diverse sue ricette, e sino ad oggi sono tutte perfettamente riuscite. Questo pollo glassato non è da meno, vi assicuro davvero buono, esaltato anche dal contorno di delicati spinaci allo zenzero e uova sode. Volendo lo si può accompagnare con del riso cotto al vapore (io ne avevo uno rosso integrale), in maniera tale che tutto potrebbe essere contenuto in un pratico bento, proprio come usano i giapponesi nella pausa pranzo, ma anche in un occidentalissimo lunch box, per un pasto pratico e completo da consumare magari in ufficio. Ingredienti per 4 persone Pollo Glassato 2 cosce/sovracosce di pollo con la pelle (meglio se disossate) 4 cucchiaini di miele 4 cucchiai salsa di soia 4 cucchiai sake (o vino Mirin o Marsala) peperoncino q.b. Preparazione Preparare un'emulsione mescolando miele, sakè e salsa di soia, poi mettervi a marinare il pollo per almeno 30 minuti, fuori dal frigo, meglio ancora per una giornata intera in frigo, ricordando però di tirarlo fuori mezz'ora prima di cuocerlo. Scolare il pollo e rosolarlo in una padella rovente prima dalla parte della pelle, poi quando sarà ben croccante rigirarlo e cuocerlo dall'altro lato per altri 5 min, poi aggiungere la marinatura rimasta, un po' di peperoncino e ultimare la cotturra a fuoco moderato con un coperchio. La cottura sarà ultimata quando la marinatura si sarà ben ristretta e premendo un dito sul pollo, la carne non sarà più morbida ma ben soda. Spinaci allo zenzero 2 cucchiai di olio extravergine 2 uova 200g di spinaci zenzero fresco q.b. sale e olio q.b. Preparazione: Tagliare lo zenzero a pezzettini e farlo rosolare con un po' d'olio in una padella rovente, poi aggiungere gli spinaci mondati e farli cuocere senza coperchio a fuoco moderato sino a che non saranno appassiti. Servire il pollo scaloppato, con un po' di spinaci e un uovo sodo. Con questa ricetta partecipo al contest di Dolci a gogo..."Take away"
Fonte: unmisurinodolio.blogspot.itriprendo il filo del discorso..... Un aperitivo per cominciare... ho fatto a malapena in tempo a fotografare il mio bicchiere....avevo preparato una bella caraffa da fotografare insieme al bicchiere ma il tempo di andare in cucina a controllare il forno e voilà, la caraffa era vuota... Vin d'Oranges 1 litro di vino meglio se rosato 4 arance non trattate 1 limone 1 baccello di vaniglia aperto per il lungo 200 gr di zucchero 25 cl di grappa 1 pezzetto di cannella tagliare in 4 arance e limone, mettere tutti gli ingredienti insieme in un boccale col tappo ermetico e riporre al buio e al fresco. Va preparato per tempo, perchè bisogna aspettare almeno 45 giorni , poi si filtra e si serve come aperitivo, mescolato a del prosecco in parti uguali.. Questa ricetta, che Federica ci ha regalato anni fa, è ormai un must di Coquinaria. e si parte con il solito antipasto al'italiana, con salumi, sottaceti e l'immancabile Insalata russa per 12/15 persone 3 carote 4 o 5 costole di sedano bianco 1 scatola di piselli fini 1 barattolino di cetriolini sottaceto 300 gr circa di fagiolini verdi 4 patate una manciata scarsa di capperi sottaceto sale, un paio di cucchiai di aceto, poco olio per la maionese 2 tuorli 1 uovo intero il succo di un limone e mezzo olio d'oliva delicato, q.b. oppure metà olio d'oliva e metà olio di semi 1 pizzico di sale 1 goccio di aceto lessare le verdure separatamente, lasciarle raffreddare e ridurle a pezzetti, raccogliere tutto in un grande recipiente, scolare e sciacquare i piselli dall'acqua di conserva, e aggiungerli. Unire anche i capperi. Condire con sale, un goccio d'olio e l'aceto, mescolare delicatamente. Preparare la maionese. Usando il frullatore si fa in un attimo. Rompere l'uovo intero dentro al bicchiere del frullatore, aggiungere i due tuorli e un pizzico di sale. Spremere i limoni, filtrarne il succo. Iniziare a dare una frullata alle uova con il sale, poi, mentre il frullatore è in funzione, dal foro superiore del bicchiere iniziare a versare l'olio a filo, alternandolo con il limone finchè la maionese è ben montata e densa. A questo punto aggiungere un goccio d'aceto, proprio un goccio e mescolare bene. Versare la maionese sulle verdure condite, mescolare sempre con delicatezza affinchè siano ben ricoperte Ora, a noi piacciono molto i paté in generale, ed è tradizione lombarda abbinare il paté di fegato con il prosciutto crudo, ma siamo in tanti e ognuno ha i suoi gusti e le sue esigenze, anche qualche intolleranza a volte. Per cui stavolta ho pensato di spaziare fra varie cose in modo da accontentare tutti. Per prima cosa ho preparato il panbrioche per accompagnare i vari paté ne ho provate molte di ricette per il panbrioche, ma quella che ritengo la migliore è questa, di Laura Ravaioli. L'aveva suggerita Paola Balestrini su Coquinaria e quando l'ho provata la prima volta ho deciso che questa è per me LA ricetta del panbrioche. Panbrioche 400gr. di farina 00 100gr. di farina Manitoba 5 uova 60gr. di zucchero 10gr. di sale 20gr. di lievito di birra 25gr. di acqua 250gr. di burro ammorbidito Sciogliere il lievito con l'acqua tiepida e poi aggiungerlo alle due farine setacciate con il sale e lo zucchero, unire le uova e per ultimo un po' per volta il burro tagliato a pezzetti. E' meglio lavorare con un'impastatrice perché l'impasto che ne risulterà è abbastanza appiccicoso e non lavorabile con le mani, ma non preoccupatevi deve essere così. A questo punto lo prendete e lo mettete in una ciotola abbastanza capiente, coprite con la pellicola e lo mettete in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo lo riprendete lo lavorate un attimo e poi lo dividete in parti uguali e con la mano formerete delle palline. Io le formo e le peso in modo che siano tutte uguali, stavolta erano tutte da 95/96 gr. e le ho messo tutte vicine in uno stampo da ciambella, precedentemente unto e infarinato.q Lasciar lievitare ½ ora o finché non avrà raddoppiato di volume e poi infornarlo a 180°C per 45min./1 ora ho aggiunto anche del pane con l'uvetta comprato dal fornaio e partiamo con i paté quelli di pesce: Mousse di aringa affumicata questa è una ricetta di Sandra Venturoli Vacchi, una cara amica e grande gourmet, con alcune modifiche 200 gr di filetti di aringa affumicata1 patata cotta al vapore 60 gr di caprino fresco (tipo Petit Suisse) 60 gr di burro morbido una tazza da caffe’ di panna liquida succo di ½ limone bacche di pepe rosa erba cipollina Lasciare a bagno nel latte le aringhe per mezza giornata, dopodichè scolarle e tamponarle bene con dello scottex per asciugarle. Tagliare a dadini 50 gr di filetti e tenere da parte. Lessare la patata e lasciarla rafreddare Mettere nel robot il resto delle aringhe spezzettate, la patata, il caprino, il burro, la panna liquida ed il succo del limone. Frullare bene a crema. In una ciotola mescolare la crema ottenuta con i pezzetti di aringa, le bacche rosa, l’erba cipollina. Foderare la ciotola o lo stampo scelto con la pellicola alimentare. Decorare il fondo con erba cipollina e bacche rosse. Versare la mousse di aringhe, sigillare bene e mettere in frigorifero fino al momento del consumo. Io ce l'ho lasciata una notte. la foto non le rende giustizia, perchè l'ho fatta quando era da un po' fuori dal frigorifero e si stava ammorbidendo un po' troppo... Spuma di trota affumicata 400 gr trota affumicata 60 gr burro morbido 1 limone 100 cc panna liquida poco cumino sale, pepe bianco eliminare la pelle dai filetti di trota, controllare che non vi siano ulteriori spine, ed eventualmente toglierle con una pinzetta. Tagliare a pezzetti il filetto pulito. nel tritatutto mettere un cucchiaino scarso di semi di cumino e frullare in modo che si polverizzino. Aggiungere i pezzetti di trota salmonata e il burro e tritare in modo che diventi una crema. trasferire il tutto in una ciotola, aggiungereil succo del limone, regolare di sale e di pepe. Montare la panna ben ferma e incorporarla con pazienza alla crema di trota. Una volta pronta, foderare di pellicola uno stampo a piacere e versarvi la spuma. Al momento di servire decorare con della menta e fettine di limone. Io ho fatto l'errore di mettere la menta nello stampo prima di versare la mousse, e la menta si è scurita, per cui la prossima volta la userò come decorazione solo dopo aver sformato la spuma... eh si che mi era venuto il dubbio....ma ormai avevo versato tutto nello stampo... quando si fanno le cose di fretta, succede così.. Spuma di tonno le dosi sono indicative, potete aumentarle in proporzione, secondo le necessità 280 gr tonno sott'olio, sgocciolato 180 gr burro qualche cappero sott'aceto 2 filetti di acciuga sott'olio il succo di un grosso limone Sgocciolare bene il tonno dall'olio di conserva. Lasciar ammorbidire il burro. Nel mixer mettere i capperi e i filetti di acciuga e tritarli finemente, quindi aggiungere il tonno, il burro e il limone. Azionare il mixer fino ad avere una crema molto molto liscia. Foderare uno stampo a piacere con della pellicola e versare il composto. Tenere in frigorifero e al momento di portare in tavola sformare e decorare con fettine sottili di limone e qualche cappero. i paté di carne: partiamo con quello più delicato. Paté di pernice e uva al passito 2 pernici non troppo grosse pancetta q.b. per bardarle 1 spicchio d'aglio 1 pezzetto di cannella 1 chiodo di garofano 2 bacche di ginepro mezza cipolla pulita 30 gr carota pesata pulita 30 gr sedano pesato pulito 100 gr burro mezzo bicchiere di Marsala secco poco Brandy salvia, rosmarino olio, sale e pepe poco brodo di carne per l'uva: 1 grappolo di uva bianca 1 bicchiere colmo di Passito di Pantelleria pulire, spiumare e fiammeggiare le pernici, prelevare il fegatino e tenerlo da parte in una tazza, spruzzato di Brandy. Tagliare a metà le pernici, bardare accuratamente ogni mezza pernice con la pancetta. Schiacciare con la lama piatta del coltello le bacche di ginepro, quindi tritarle insieme a salvia e rosmarino. Cospargere con il trito ottenuto le mezze pernici. Scaldare una noce di burro e un goccio d'olio in una casseruola, aggiungere sedano, carota e cipolla tutto a pezzetti, l'aglio schiacciato, la cannella e il chiodo di garofano, aggiungere le quattro parti di pernici e lasciarle rosolare bene da tutti i lati, sfumare con il Marsala, salare, pepare, unire poco brodo di carne, coprire la casseruola e portare a cottura su fuoco dolce girandole ogni tanto. Ci vorranno circa 40 mimuti, più o meno. Quando sono cotte, prelevarle dalla casseruola e lasciarle intiepidire. Filtrare il fondo di cottura, sgrassarlo e rimetterlo sul fuoco con il fegatino tenuto da parte, lasciate cuocere due o tre minuti, spruzzare con il brandy con cui era coperto, quindi togliere dal fuoco e lasciar intiepidire il tutto. Disossare bene le mezze pernici, avendo cura che non siano presenti eventuali pezzetti di osso, eliminare la pelle e la pancetta. Versare la carne nel mixer insieme al fegatino e al suo fondo di cottura, pepare il tutto e tritare fino a ridurre tutto a una crema, alla fine, a mixer in azione, unire anche il burro a pezzetti in modo da rendere tutto molto liscio e cremoso. Foderare di pellicola uno stampo a piacere e versarvi il composto, tenere in frigorifero fino al momento di servire. Poco prima di servire preparare l'uva. In un tegame antiaderente mettere un pezzetto di burro, aggiungere l'uva sgranata e lavata, il vino Passito e lasciar sobbollire finché l'uva comincia ad appassire e il vino si 'è consumato. Sformare il paté e contornarlo di uva al Passito. Paté di anatra e ribes rosso una vecchissima ricetta della Cucina Italiana che Elena Collini, una amica coquinaria, ha modificato nel tempo e che io ho fatto mia. 300 g petto d’anitra 150 g petto di pollo 300 g fegatini di pollo 200 g burro un bicchierino abbondante di Cognac 1 cipolla salvia, alloro poco olio sale e pepe. Marinare per una notte la carne con alloro, salvia, cipolla a pezzetti e un bicchierino di Cognac. Sgocciolare quindi il tutto, gettare la cipolla e le spezie e conservare la marinata. Rosolare tutta la carne a pezzi non troppo piccoli in burro e poco olio bagnare con il liquido della marinata, o, se fosse insufficiente, ancora con un goccio di Cognac, sale e pepe e cuocere per 30 minuti circa. Passare al mixer con il burro finché il tutto è una crema perfettamente liscia e mettere in forma come si preferisce. Paté di fegato di vitello, tartufato e frutta fresca 2 fette di fegato di vitello 1 fetta di noce di vitello 3 foglie di salvia 1 di alloro 1 piccolo scalogno 150 gr. di burro morbido 1 scodella di latte fresco intero 1 bicchierino di cognac pepe nero in grani 1 piccolo tartufo (o della pasta di tartufo bianco) sale. per l'accompagnamento con la frutta: 2 manghi 2 carambole 2 cachi mela Disporre le fette di fegato e di carne in un recipiente coprendole con il latte, completare con le foglie di salvia e di alloro. Coprire e tenere in frigorifero a marinare per 12 ore. In una casseruola sciogliere 30 gr. di burro, aggiungere lo scalogno pulito ma lasciato intero, unire la carne ben scolata dalla marinata, poi il bicchierino di cognac, il pepe nero in grani e lasciar cuocere a fiamma molto bassa con coperchio per circa 15/20 minuti. In cottura aggiustare di sale. Aspettare che il tutto si raffreddi, poi mettere nel mixer la carne senza il sugo di cottura e lo scalogno e il pepe, azionando la velocità media. Quando si sarà ridotto in crema, unire il burro a pezzi tenuto a temperatura ambiente. Azionare ancora il mixer e quando il composto sarà perfettamente liscio e omogeneo unire il tartufo o la pasta di tartufo. Versare in una piccola terrina e conservare in frigo coperta. Togliere dal frigorifero qualche minuto prima di servire, in modo che si ammorbidisca leggermente, regalando al meglio il suo sapore. Lavare e affettare la frutta lasciando la buccia e servire in accompagnamento. Il connubio con il mango è stato molto apprezzato da tutti! Terrina di carne al vino rosso, pistacchi e pere e salsa di pere 250 g petto di pollo 100 g carne di manzo 100 g carne di maiale (ho scelto un pezzetto di spalla) 100 g petto anitra 100 g speck 60 g lardo fresco in una fetta sola 150/180 gr circa di lardo a fette per foderare la terrina 3 cucchiai di vino rosso di ottima qualità 3 cucchiai di cognac poca noce moscata 1 cucchiaio parmigiano 1 pugno di pistacchi di Bronte 1 uovo trito sottile di salvia e rosmarino sale e pepe 1 pera kaiser vino rosso per la cottura della pera per la salsa di pere: 2 pere kaiser una noce di burro un bicchiere di vino bianco 1 cucchiaio di vino rosso, lo stesso usato per terrina. Tritate finemente il pollo insieme al manzo, al maiale e allo speck. tagliare a dadini minuscoli il petto d'anitra e il lardo, tenere da parte. Impastare la carne tritata con l'uovo, il trito di salvia e rosmarino, il formaggio grattugiato e la noce moscata, sale e pepe. Unire i pezzetti di anitra, il vino rosso e il cognac. Mescolare bene. Sbollentare i pistacchi in acqua bollente, lasciarli in immersione 5 minuti, poi sbucciarli e tenerli da parte. Sbucciare la pera kaiser lasciandole il picciolo. In un pentolino che la contenga di misura portare a ebollizione del vino rosso, lo stesso che si è usato nell'impasto della terrina. Tuffarci la pera e lasciarla cuocere per circa mezz'ora, forse meno, girandola ogni tanto. Scolarla, lasciarla intiepidire e tagliarla a piccoli pezzi. Imburrare generosamente una terrina di media capacità. Foderarla con le fette di lardo in modo che debordino un pochino. Iniziare a riempire la terrina con un terzo della farcia, premendo bene perchè riempia tutti gli spazi sul lardo. Saprgere su questo strato i pistacchi sbollentati e pelati e i pezzetti di lardo. Ricoprire con un altro terzo di composto di carne, sempre premendo bene in modo che copra tutto. Spargere qui i pezzetti di pera cotta nel vino e ricoprire tutto con il resto della farcia, sempre avendo cura che ricopra completamente tutto. Premere con delicatezza in modo che non restino bolle d'aria, compattando e unificando il tutto, quindi ricoprire la superficie con qualche fetta di pancetta e chiudendo con la parte debordante delle fette di lardo messe in precedenza. Sigillare la terrina col suo coperchio e cuocere in forno a bagnomaria a 150° per circa un'ora e mezza. Controllare comunque la cottura, è pronta quando al tatto è soda e consistente. Trascorso il tempo, togliere dal forno, e con le dovute cautele far uscire l'acqua che inevitabilmente si sarà formata. Coprire la terrina con un foglio di alluminio e appoggiarvi sopra un peso in modo che si compatti ed elimini i liquidi in eccesso. Una volta intiepidita, svuotare nuovamente da eventuale liquido e tenere in frigorifero. per la salsa di pere: sbucciare le pere, ridurle a tocchetti eliminando torsolo e filamenti. Metterli in una piccola casseruola insieme al vino bianco e portare a cottura. Una volta cotti, aggiungere il vino rosso e la noce di burro e passare tutto al minipimer fino ad ottenere una salsa fluida da accompagnare alla terrina. dopo tutti gli antipasti siamo passati al primo, e cosa c'è di meglio dei ravioli in brodo? la ricetta non credo serva, penso che ogni famiglia abbia la sua, o quella della propria tradizione. Il mio ripieno era a base di carne di maiale, mortadella, prosciutto crudo e parmigiano... passiamo ai secondi? Non tutti, ed io fra questi, ce l'hanno fatta ad assaggiare i secondi, e li abbiamo lasciati per S. Stefano... Anatra all'arancia Un classico a modo mio e che non facevo da molto molto tempo. Ho approfittato delle feste e della presenza di tutti per rimetterlo in tavola. 1 anitra 2 arance salvia abbondante pancetta liscia 1 bicchiere di vino bianco 1 bicchierino di Grand Marnier burro poco olio sale, pepe pulire e fiammeggiare l'anatra, salare e pepare l'interno e inserire nella cavità un rametto di salvia avvolto nella pancetta. Bardare l'anatra con altra pancetta, qualche fetta d'arancia e legarla bene. Spremere una arancia e tenere il succo da parte. In una noce di burro e poco olio rosolare l'anatra da tutti i lati, aggiungere la salvia, sfumarla con il vino, regolare di sale e pepe, unire il succo d'arancia e un goccio d'acqua e cuocere in casseruola coperta, girandola ogni tanto. Sbucciare l'arancia rimasta, eliminare il più possibile dalla scorza la parte bianca e ridurla in striscioline. Metterle a bollire in acqua fredda, quando si alza il bollore, lasciar cuocere qualche secondo, poi scolarle e ripetere l'operazione per tre volte. Scolarle e tenerle da parte. Una volta cotta l'anatra, toglierla dal tegame e metterla nel piatto di servizio, filtrare il fondo di cottura. Prenderne una tazza, unire il succo dell'altra arancia e il bicchierino di Grand Marnier, e rimettere tutto sul fuoco in un pentolino, a ridurre leggermente. Quando il liquido si è ridotto aggiungere le striscioline di scorza tenute da parte. Fuori dal fuoco aggiungere anche una noce di burro e aiutarla a sciogliersi roteando il pentolino. Quando il burro sarà completamente sciolto e la salsa addensata, versarla sull'anatra e portare in tavola, dove si faranno le porzioni. Tacchinella ripiena con mele e castagne 1 tacchinella (la mia era sui tre chili) per il ripieno 200 gr carne di maiale 100 gr petto di tacchino 100 gr salsiccia a nastro, spellata 1 uovo parmigiano grattugiato 1 spicchio d'aglio prezzemolo tritato 4 o 5 mele annurche 1 pacchetto di castagne cotte pronte, sottovuoto 1 bicchiere di vino bianco salvia, rosmarino noce moscata sale, pepe olio e burro pulire, fiammeggiare e lavare la tacchinella. Salare e pepare l'interno. Impastare il trito di carni miste insieme a un trito sottile di prezzemolo e aglio, all'uovo, al parmigiano grattugiato e alla noce moscata il sale e il pepe. Mescolare molto bene per rendere tutto omogeneo. Sbucciare una mela annurca, tagliarla a pezzettini. Mescolare all'impasto sia i pezzetti di mela che metà delle castagne cotte. Farcire con l'impasto di carne l'interno della tacchinella, quindi cucire il foro di apertura. Io ho dovuto farlo con degli stuzzicadenti perchè il macellaio non mi ha lasciato lembi tanto vicini da poter cucire. Sarebbe stato meglio disossarla, ma né io né il macellaio avevamo il tempo di farlo, per cui l'ho riempita senza disossarla. Legarla alle estremità in modo che in cottura non si allarghi troppo, e rosolarla in un largo tegame che vada in forno, insieme a uno spicchio d'aglio, salvia e rosmarino. Una volta rosolata, sfumare con il vino bianco, salare, pepare e mettere in forno a 180/200° girandola ogni tanto e bagnandola col suo fondo. Unire eventualmente poca acqua calda se il suo fondo si restringe troppo. A metà cottura nella teglia aggiungere le mele annurche rimaste, debitamente lavata e asciugate, e le restanti castagne. Portare a cottura. Servire ben calda. L'ho servita con una insalata mista e questi: Cardi gratinati un altro piatto della nostra tradizione, che a Natale non può mancare. per 12/14 persone 3 cespi di cardi gobbi acqua minerale gassata 2 cucchiai di farina bianca sale per la besciamella 1,5 l. di latte 150 gr burro 150 gr farina noce moscata sale, pepe abbondante parmigiano grattugiato burro il lavoro più antipatico e lungo è quello di pulire i cardi, bisogna raschiarli per eliminare i filamenti duri e anchead essere minuziosi e precisi, qualcosa scappa sempre. Comunque, man mano che si puliscono e tagliano a tocchi, tuffarli immediatamente in abbondante acqua minerale gassata. Impedirà che anneriscano. Funziona, garantito. Grazie a Bruna Cipriani che mi ha dato la dritta. Cuocerli in acqua bollente salata a cui andranno aggiunti un paio di cucchiai di farina bianca. Questo farà in modo che restino belli bianchi. Scolarli e lasciarli intiepidire. Fondere del burro in una larga padella, aggiungere uno spicchio d'aglio intero, che poi andrà tolto. Aggiungere i cardi scolati e lasciar insaporire ben bene nel burro. Regolare di sale e di pepe. Preparare la besciamella al solito modo. Stavolta però ho lasciato che il burro diventasse più nocciola prima di aggiungere la farina, e l'ho poi lasciata tostare un poco più a lungo. Una volta pronta la besciamella, profumarla con la noce moscata e versarne una parte nei cardi passati al burro, mescolarli bene affinché la besciamella si distribuisca in modo omogeneo. Prendere una teglia antiaderente, fare un leggero strato di besciamella sul fondo, fare uno strato di cardi, spolverarli abbondantemente di parmigiano e aggiungere altri cardi, coprire il tutto con altra besciamella, cospargerla di abbondante parmigiano grattugiato e fiocchetti di burro e mettere in forno ventilato a 180/200° finchè la superficie è perfettamente gratinata. io li ho preparati un paio di giorni prima e congelati. Per comodità ne ho fatte due vaschette usa e getta di quelle grandi. Li ho tolti dal congelatore la notte della vigilia e la mattina di Natale li ho gratinati. e dopo frutta, vari caffè, frutta secca a volontà siamo passati ai dolci tradizionali....panettone e pandoro, torroncini e scorzette d'arancia candite... Serena ha fatto il pandoro, e a malapena sono riuscita a fare la foto di una metà prima che sparisse del tutto... semplicemente buonissimo, morbido e burroso, infatti è sparito in un nanosecondo. Accompagnato a questa Crema di mascarpone 500 gr mascarpone 5 cucchiai colmi di zucchero 5 tuorli d'uovo 300 gr panna liquida 5 mezzi gusci di uova (strana misura eh?) colmi di rhum montare i tuorli con lo zucchero a bagnomaria, usando le fruste elettriche finchè sono molto densi, se avete un termometro, la temperatura dovrà arrivare a 85°. Così le uova saranno pastorizzate e non si correranno rischi. una volta raggiunta la temperatura, togliere dal fuoco e continuare a montare con la frusta elettrica fino a raffreddamento completo. Unire a questo punto il mascarpone, sempre sbattendo finchè la crema sarà perfettamente liscia. Usare un mezzo guscio di uova per la misura del rhum. Aggiungerne 5 alla crema e mescolare con una spatola in silicone. Montare la panna a neve ben ferma, e con molta pazienza incorporare anche questa nella crema finchè sarà perfettamente liscia. Coprire accuratamente e tenere in frigorifero. Per noi, ma soprattutto per le mie nipoti, è d'obbligo per accompagnare panettone e pandoro. A Santo Stefano la famiglia si è dimezzata, mia madre non si sentiva di uscire da casa, Alice era da suo padre e mia sorella e la sua famiglia sono tornati a casa, per cui da dodici siamo rimasti in 6. Perciò, tavola abbastanza informale e riciclo degli avanzi!!! Così abbiamo avuto il tempo di gustare con calma quello che magari il giorno prima non siamo riusciti ad apprezzare pienamente.... soprattuto il paté di pernice e la terrina al vino rosso. L'unica cosa che ho cucinato a S. Stefano è stata questa: Rotolo di faraona ai marron glacé una ricetta di Sale&Pepe di questo mese che mi aveva incuriosito parecchio, che ho seguito per sommi capi, a modo mio insomma, come sempre. 1 faraona disossata 150 gr carne di vitello tritata 100 gr salsiccia poco parmigiano 150 gr pancetta tonda a fette 2 cipolle bionde 2 costole di sedano 1 carota 2 spicchi d'aglio 6 marron glacé interi salvia e rosmarino sale, pepe nero. lavare e asciugare la faraona disossata. Mescolare la carne tritata con la salsiccia, aggiungere uno spicchio d'aglio schiacciato e pestato a crema, il parmigiano, sale e pepe e mescolare bene. Appoggiare la faraona su un tagliere dalla parte della pelle. Riempire con la farcia preparata gli spazi nella carne dove la pelle è più sottile. Sciacquare sotto acqua corrente tiepida i marron glacé per eliminare il più della glassa di zucchero, e appoggiarli al centro del petto della faraona. Avvolgere strettamente la carne dal lato corto ,bardare il rotolo con la pancetta tonda e legare ben stretto il tutto. In una casseruola fondere una noce di burro insieme a un goccio d'olio, rosolarvi il rotolo da tutti i lati, aggiungere cipolle, carota e sedano ridotti a pezzettoni, il rosmarino e la salvia, l'altro spicchio d'aglio e sfumare con il vino bianco. Regolare di sale e di pepe aggiungere un goccio d'acqua calda e portare a cottura, girando il rotolo di tanto in tanto e avendo cura che il fondo non asciughi troppo. Ci vorrà poco più di un'ora. Togliere il rotolo dalla casseruola, affettarlo con delicatezza e napparlo con un po' del suo fondo debitamente filtrato. Anche questo Natale se ne è andato....
Fonte: lagallinavintage-giuliana.blogspot.itLo scorso fine settimana ho dato il via ufficialmente al periodo natalizio, non vedevo l'ora, mi piace un sacco addobbare la casa per Natale! Ho sistemato gli addobbi natalizi in giro per la casa, addobbato il mio mini alberello luminoso e tirato fuori le nuove tovagliette natalizie per la colazione. Mi piacciono così tanto che ieri ho preparato apposta un dolcetto per poterle usare nelle foto. Ho preparato una torta di mele profumata alla cannella, non so per voi ma per me cannella uguale a Natale. Le foto questa volta sono state fatte da Guido, che ultimamente, se cucino di domenica, mi aiuta a fotografare. Io preparo il set e a lui faccio fare il lavoro duro, visto quanto pesa la nuova macchina...pure sulla scaletta l'ho messo a fotografare, ahahah! Questa torta è una libera interpretazione della ricetta di Laura Ravaioli, ho modificato il numero di mele e ho aggiunto l'amido di frumento. Ingredienti 120 g farina 00 30 g amido di frumento 100 g zucchero semolato 150 g burro morbido 3 uova 2 mele grandi mezza bustina di lievito per dolci pizzico di sale buccia di un limone grattugiata cannella e zucchero semolato Lavorate il burro con lo zucchero usando la frusta fino ad ottenere una bella crema morbida. Aggiungete le uova una per volta, facendo attenzione a farlo amalgamare perfettamente prima di aggiungere l'altro e per finire la scorza grattugiata di limone. Miscelate la farina, l'amido e il lievito setacciati e unitele un cucchiaio per volta con delicatezza alla crema. Per ultimo aggiungete un pizzico di sale. Trasferite l'impasto in una tortiera del diametro di 24 cm e livellatelo dolcemente con una spatola, quindi disponete sulla supercie le mele tagliate a fette dello spessore di mezzo centimetro. Mescolate 3 cucchiai di zucchero semolato con della cannella ( io ho usato un pezzo di stecca frantumata al mortaio) e versateli sulla torta. Infornate a 180 °C per 45 minuti, fate come sempre la prova stecchino. Vi consiglio di mangiarla tiepida, assaporerete meglio la cannella.
Fonte: dinneratmarys.blogspot.itFare una buona polenta richiede tempo, pazienza, un paiolo di rame non stagnato ed il fuoco di legna. Se escludiamo il tempo e la pazienza io non avevo a disposizione nessuna di queste meraviglie ma, con un buona pentola dal fondo spesso ed i mie fornelletti a gas, sono riuscita ad ottenere comunque un buon risultato. Ho utilizzato farina di mais a grana grossa perché avevo bisogno di una polenta più soda. Per l’acqua, la proporzione è di 1 a 4: per 250g di farina di mais occorre circa 1 litro di acqua. Ma non esiste una regola precisa da seguire, regolatevi in base a quello che è il vostro gusto. Riducete la quantità di acqua se volete una polenta più soda, aumentatela se la preferite più morbida. Occorre inoltre mantenere costante il mescolamento della polenta, per almeno 40 minuti. Ma pare che esista un trucchetto salvatempo, che non ho ancora sperimentato, e che consiste nel coprire la pentola (contenente la polenta) con un canovaccio bagnato e mettere anche il coperchio, facendo in modo che aderisca bene alla pentola. La polenta dovrebbe cuocersi, senza mai mescolare, a fuoco basso e senza attaccarsi alle pareti. Crostini di polenta con radicchio e gorgonzola (da un'idea di Laura Ravaioli) Polenta di mais (anche avanzata dal giorno prima) 3-4 cespi di radicchio lungo trevigiano 100g di gorgonzola 1 scalogno 1/2 bicchiere di vino bianco olio sale, pepe Procedimento Mettete sul fuoco due litri di acqua e, al momento dell’ebollizione, aggiungete 20 g di sale e cominciate a versate 500g di farina di mais, una manciata per volta, lasciandola cadere a pioggia con la mano sinistra e, contemporaneamente, mescolate energicamente con una frusta in modo che non si formino grumi. Abbassate al fiamma a metà e continuate sempre a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungendo, se la polenta tenderà a rassodare troppo, poca acqua bollente. La polenta è pronta quando si staccherà facilmente dalle pareti del paiolo. Ricordate, più cuoce più diventa buona e digeribile. Quindi, niente fretta! Una volta pronta, rovesciatela in una teglia da forno rettangolare, unta o rivestita di carta forno. Livellate la superficie fino a raggiungere uno spessore di circa un centimetro. Lasciatela raffreddare. Pulite il radicchio, lavatelo, sgocciolatelo e separate le foglie incidendo, se necessario, la costa centrale che in cottura potrebbe rimanere più dura. Tritate lo scalogno e rosolatelo dolcemente nell’olio senza far colorire. Aggiungere le foglie di radicchio intere (non tritate), sfumare con del vino bianco e cuocere per qualche minuto coperto. Insaporite con sale e pepe. Sformare la polenta e con l’ausilio di un coppapasta rotondo ricavate tanti dischi che posizionerete su una placca da forno unta. Usate forchetta e cucchiaio per arrotolare il radicchio, e sistematelo sui dischi di polenta lasciando un buchetto al centro che fungerà da contenitore per i cubetti di gorgonzola che avrete precedentemente tagliato. Infornate a 200°- ancor meglio, usate il grill - per circa 10 minuti o fino a quando il formaggio non si sarà sciolto. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook
Fonte: croce-delizia.blogspot.itAppena ho visto questa ricetta di Laura Ravaioli su Gambero Rosso Channel ho desiderato provarla. Lei la ha adattata ai gusti occidentali ed è veramente buona. Laura Ravaioli è molto dettagliata nelle sue ricette, le spiega in modo ineccepibile e ci consente di ottenere ottimi risultati. La ringrazio per la sua precisione. Curry di pesce di Laura Ravaioli Ingredienti: 900 g. di pesce bianco 4/5 cucchiai di olio 1 cucchiaino di semi di senape 1 cucchiaino di semi di cumino 1 cipolla grossa 2 spicchi di aglio 4/5 cucchiaini di garam masala 1 cucchiaino di curcuma 4 pomodori 1 limone coriandolo Mettere in una pentola a bordo alto a tostare i semi di senape ed il cumino nell'olio, lasciarle tostare e allungarle ogni tanto con un pochino di acqua bollente. Tritare una grande cipolla e 2 spicchi di aglio. Aggiungere nella pentola prima l'aglio e, appena inizia ad insaporirsi, versare la cipolla. Appena risulta ambrata aggiungere il garam masala e la curcuma, dopo poco bagnare con acqua bollente e lasciare andare a fuoco lento. Tagliare i pomodori a pezzi e versare nella pentola. Tritare il coriandolo ed aggiungerlo. Coprire con il coperchio e lasciare cuocere lentamente. Versare il succo di limone. Tagliare il pesce a pezzi, metterlo nella salsa e lasciare cuocere per pochi minuti. Riso Pilaf Ingredienti: 300 g. di riso basmati 1 cipolla 600 ml circa di brodo vegetale cannella cardamomo pepe nero in grani 2/3 cucchiai di olio e.v.o. Lavare il riso basmati sotto l'acqua corrente. Versarlo su di un canovaccio pulito ed asciugarlo. Mettere in una pentola: cannella, cardamomo, pepe nero, olio e lasciare tostare le spezie, aggiungere la cipolla tritata e farla insaporire. Versare il riso basmati, farlo tostare, versare il brodo di vegetale bollente, girare, coprire con stagnola e coperchio e mettere in forno a 180°per il tempo necessario (circa 20 minuti). Una volta cotto il riso sgranarlo con una forchetta. Servire il curry di pesce accompagnato dal riso pilaf. I Forumisti del Gambero Rosso esperti in abbinamento cibo/vino, che ringrazio per i loro preziosi interventi, consigliano di accompagnare questo piatto con Gewurztraminer, PGris o Riesling.
Fonte: picetto.blogspot.itI Supplì sono un must in tutti i ristoranti e pizzerie del Lazio, di solito si servono come antipasto o si mangiano in piedi mentre si aspetta la pizza da asporto, quello che è sicuro comunque è che sono molto golosi e piacciono proprio a tutti! La ricetta che seguo ormai da anni è quella di Laura Ravaioli la mia chef preferita e devo dire che il risultato è notevole. Questi supplì sono un po’ diversi da quelli che ho mangiato in giro, perché prevedono l’uso di un ragù con carne macinata mentre di solito il sugo è liscio o, come nella tradizione laziale, con interiora di pollo. Ingredienti per 32 supplì: 600 g di ragù 1 pezzetto di burro, olio ½ cipolla tritata ½ bicchiere di vino bianco secco 300 g di riso arborio o vialone nano Brodo di carne 180 g di mozzarella di qualche giorno (o galbanino) Farina 00 2 uova 80 g di grana grattugiato Pane grattugiato Preparare un ragù molto denso. Mettere il brodo sul fuoco ed in un tegame mettere la cipolla, un filo d’olio e un pezzettino di burro e farla diventare trasparente Aggiungere il vino e farlo sfumare Aggiungere il riso e farlo tostare è pronto appena si attacca sul fondo della pentola così Aggiungere un po’ del brodo ed il ragù ora stare attenti alla quantità di brodo che si aggiunge perché si dovrà ottenere un risotto molto denso per la mia qualità di riso ho previsto una cottura di 15’, dato che dovrà restare molto al dente terminare col formaggio grattugiato ed un pezzetto di burro, assaggiare se è il caso di salarlo metterlo in una teglia e farlo freddare preparare gli ingredienti per il ripieno e la panatura usiamo come misura un porzionatore da gelato basta fare una fossetta e metterci il pezzetto di formaggio poi si ricopre con altro riso e si pressa bene con un cucchiaino si solleva e si dà la forma tipica del supplì, con le punte appuntite e si passa alla panatura ora non resta che friggerli in abbondante olio di semi io alzo la temperatura dell’olio e quando vi ci butto i supplì la abbasso, in modo da permettere alla mozzarella di sciogliersi e farli diventare belli dorati eccoli pronti, farli freddare leggermente VOTO 8 1/2
Fonte: storiegolose.blogspot.itQualche giorno fa ho visto questa ricetta sul canale Sky, Gambero Rosso in una trasmissione, condotta dallo Chef Laura Ravaioli, dedicata alla cucina kasher del ghetto di Roma. Le versioni sono molteplici, sfumature diverse da famiglia a famiglia. Ecco la mia. INGREDIENTI 4 persone 1 teglia forno 1 kg alici fresche (da pulire) 2 cespi grandi di insalata riccia sale, pepe olio extravergine di oliva aglio e peperoncino in polvere poco pangrattato PROCEDIMENTO Accendete il forno ventilato e portatelo a 180°C. Pulite bene l'insalata togliendo con un coltellino la parte centrale, capovolgendo il cespo e ruotando. Lavatela ripetutamente poi scolatela con l'apposito attrezzo o aiutandovi strizzandola con un panno. Mettetela in uno scolapasta, salatela abbondantemente e coprite con un piatto mettendo sopra una pentola piena di acqua per pressare per una ventina di minuti e fare uscire eventuale acqua. Foderate una teglia con carta da forno e infornatela con tutta l'insalata condita con un po' di olio e peperoncino con aglio i polvere, per 20 minuti a 180°C. Nel frattempo avrete pulito le alici togliendo la testa, la lisca, le viscere e la coda. Passate i filetti sotto l'acqua corrente e cercate di scolarli/asciugarli il più possibile. Sfornate la teglia, togliete metà dell'insalata che nel frattempo sarà molto diminuita di volume e sarà colorata e croccante. Distribuite bene nella teglia metà insalata poi mettete i filetti a coprire, salate e pepate aggiungete poco olio. Coprite con uno strato di insalata e condite nuovamente con poco olio. Infornate per 20 minuti a 180°C poi sfornate e spolverizzate con poco pangrattato e poco olio cuocendo ancora solo altri 5 minuti. Servite subito. CONSIDERAZIONI Una vera sorpresa per semplicità e sapori. Potete abbondare col peperoncino piccante perchè si sposa benissimo con l'equilibrio di amarognolo (non forte) dell'insalata riccia e il delicato delle alici. Ottime anche le consistenza che vanno dal croccante dell'insalata al cremoso delle alici al ruvido del pangrattato. Ricordatevi di acquistare due grossi caspi di insalata riccia perchè in cottura diminuiscono davvero tanto di volume così potrete scegliete poi se aumentare leggermente i due strati di verdura.
Fonte: ilmondodiluvi.blogspot.itBuongiorno buongiorno, buon lunedì...!!! Ho lasciato riposare il pc qui..per il week end..tanto non mi avrebbe fatto fare niente---°-°---e speravo che , magicamente, si risolvessero tutti i problemi. Invece eccomi qui ancora con le scritte in rima, dato che non mi accetta più manco l'allineamento a sinistra. Il fatto è che ho troppi post da spostare altrimenti un pensierino per cambiare da blogger a qualcosa d'altro lo avrei già fatto. Cambiamo discorso e veniamo al dunque. Io con questo caldo non amerei molto mangiare la pasta, anche se qui i bambini la gradiscono per cui la faccio ugualmente, sacrificandomi. Io preferirei insalatone e zuppe fredde. Le zuppe, per fortuna, le gradiscono pure loro, le insalate ancora no, invece. Questa è un piatto freddo, fresco, che proviene sempre da mia mamma e da sky. Al solito, non chiedetemi provenienza perchè non lo so--Laura Ravaioli forse?--le dosi..ormai lo sapete come fa mia mamma, no? così di queste --vedi Michela?--così, ti deve venire così...più di così non riesco a fare..la parte bella è che comincio a fare così anche io perchè tutto sommato è divertente, ed anche comodo. Io, per voi, solo per voi, ho pure pesato quello che ho usato. Ovviamente le proporzioni sono a scelta, e cambiando le proporzioni cambia anche il sapore di questo gustosissimo gazpacho che si può gustare come antipasto, come primo o come piatto unico..a me è piaciuto tantissimo..anzi quasi quasi me lo rifaccio pure oggi. GAZPACHO VERDE 400 gr fagiolini lessati al dente--io 10'-- 40 gr cipolla sale pepe 40 gr peperone verde privato di filamenti e semi un cucchiaino di caffe' di tabasco--se lo volete piccante..se lo volete più ''dolce'' aceto balsamico-- 60 gr cetriolo privato di buccia e semi Frullare tutte le verdure lavate e mondate con le zucchine. Unire tabasco, sale e pepe se serve. Servire con crostini. Ah dimenticavo! Se fosse troppo denso allungare con ghiaccio o acqua ghiacciata.
Fonte: michela-pepepeperoncino.blogspot.comLa colazione più buona è sempre quella più semplice e la ciambella marmorizzata rimane la mia preferita. E ne mangio sempre più di una fetta perchè mi piace scoprire un disegno sempre nuovo!! Condivido con voi una ricetta semplicissima e di sicuro successo. Ciambella marmorizzata di Laura Ravaioli Ingredienti: 300 g farina 00 220 g zucchero 170 ml latte 120 g burro 4 uova 3 cucchiai rasi di cacao amaro 1 bustina di lievito 1 pizzico di sale buccia di 1 arancia Accendere il forno a 180°C. Imburrare e infarinare uno stampo da ciambella. Setacciare insieme farina e lievito. Fondere il burro. In una ciotola lavorare con le fruste elettriche zucchero e uova, aggiungere alternando il burro fuso, il latte e la farina con il lievito, mescolando con una spatola, infine il sale e la buccia di arancia. In una ciotolina setacciare il cacao e aggiungere meno di metà dell'impasto, mescolare bene. Versare l'impasto bianco nello stampo, versare a cucchiaiate l'impasto al cacao e con uno stecchino fare dei movimenti circolari nell'impasto per ottenere l'effetto variegato. Cuocere per circa 40-45 minuti, fare prova stecchino. Far raffreddare completamente su una griglia e spolverare con zucchero a velo.
Fonte: siulagolosa.blogspot.itLa caratteristica fondamentale della pasta strudel è che quando la stendete sul canovaccio dovete intravederne il disegno. Così disse Max Mariola in una trasmissione del Gambero Rosso. La ricetta di riferimento per la pasta poi è quella di Laura Ravaioli ("La mia donna ideale", come direbbe un caro amico: indubbiamente una donna che ti prende per la gola), già pluricitata. Di proposito oggi al supermercato non ho comperato le uova: volevo fare lo strudel come se in casa non ne avessi (un poco squilibrata? sì, grazie!). Non si sa mai che mi venga questo ghiribizzo pur essendo a corto della preziosa materia prima...In casa però avevo la pluricitata maionese: uova ed olio, proprio come due ingredienti base della pasta strudel. Detto e fatto: 250g di farina 2 cucchiai di maionese un cucchaio di olio extravergine mezzo cucchiaio di zucchero un pizzico di sale acqua quanto basta per formare una "palla" da far riposare almeno un'oretta in luogo tiepido coperta da una terrina rovesciata. Si stende il tutto su un canovaccio infarinato, sottile sottile come detto prima (l'impasto tende un po' a rompersi, ma insistete, sarete premiati), poi vai di ripieno: propongo una crema di verdure in abbinamento ad un formaggio: io ho unito crema di radicchio (radicchio, olio exvo, aceto di mele, zucchero di canna, sale e pepe) a dadini di feta ed una salsa di pomodoro a scaglie di pecorino romano . Arrotolato il tutto, l'ho piazzato in forno già caldoa 200° per una ventina di minuti, spennellando a metà cottura con latte di soia (mucca va anche be ne). Il risultato è molto friabile ma "tonico", non si spacca. Da servire su un letto di verdure stufate o magari su un'insalata. e non siete a dieta insistete pure con la maionese...
Fonte: venereincucina.blogspot.comLe ultime ricerche scientifiche hanno evidenziato un dato allucinante. Ben il 75% della popolazione mondiale soffre di insonnia. E, senza dubbio, in questa percentuale sono compresa anche io. Voi cosa fate quando non dormite? Io guardo trasmissioni di cucina. Ebbene sì, ho lo stomaco che lavora h24, non si stanca mai! La pasta al ragù di broccolo romanesco è figlia di una nottata insonne, buia e tempestosa. Il vento fuori faceva sbattere lo sportello dell'armadietto accidentiameeatuttelevoltechemidimenticodichiuderlo e il freddo intorpidiva le zampette della mia gatta, spingendola a ficcarmele nella giugulare nel disperato tentativo di: a) scaldarsi b) uccidermi Nel frattempo, la televisione parlava, parlava .... e io pensavo al freddo, alla gatta, alla giugulare finché una frase ha catturato la mia attenzione. Le meraviglie della cucina povera . Altolà, io adoro la cucina povera. Che poi di povero non ha nulla, anzi. Se ci riflettete bene la cucina povera risponde al diktat della cucina odierna. Pochi ingredienti , di stagione e soprattutto a km 0 . Quando trascorrevo le mie vacanze nel nostro casale umbro mio padre andava nell'orto, raccoglieva gli ortaggi maturi, li portava in casa e mia mamma improvvisava le ricette. Io facevo il giro nell'aia cercando di rubare da sotto al sedere le uova alle galline per poi consegnarle in casa. Questo era il nostro km 0! La cucina povera che aveva catturato la mia attenzione aveva come protagonista questa pasta. Broccolo romanesco di stagione, peperoncino , un'acciughina e il pane grattugiato, il formaggio dei poveri. Tutto qui. Il risultato? Beh la mattina mi sono alzata con un solo pensiero. Io 'sta pasta me la dovevo cucinare. Broccolo romanesco biologico (e mannaggia la barba di Zeus mentre lo lavavo mi sono ritrovata uno degli insetti che temo di più, la mozzicatenaglie a Roma o forbicina nel resto d'Italia, in mano)
Fonte: lemporio21.blogspot.it