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La cucina etnica è sempre stata la mia passione: cinese, vietnamita, iraniana etc... mi piacciono proprio tutte! L'atra sera ho avuto un incontro ravvicinato con un assaggio di quella colombiana e ovviamente ho gradito tantissimo! Trovo meraviglioso sperimentare nuovi sapori, tecniche di cottura, spezie, abbinamenti arditi...viva la novità. In fondo è un po' come viagiare senza spostarsi da casa, anzi dal mio fornello :) Purtroppo però ho sperimenatato a mie spese che spesso sui ricettari ci sono mille versioni dello stesso piatto, e ad oggi ancora non ho capito quale sia la vera ricetta degli Spring Rolls!Per questo l'atra sera, mentre mi rilassavo un po' facendo zapping davanti alla tv e ho visto lei...la mitica Laura Ravaioli che preparava un delizioso pollo glassato, ho preso subito nota della ricetta. Dico mitica Ravaioli perchè le sue ricette sono una certezza, di sicura riuscita! Bravissima nella cucina tradizionale, ma anche esperta di street food e di cucina orentale (credo abbia lavorato e viaggiato molto all'estero), ho sperimentato diverse sue ricette, e sino ad oggi sono tutte perfettamente riuscite. Questo pollo glassato non è da meno, vi assicuro davvero buono, esaltato anche dal contorno di delicati spinaci allo zenzero e uova sode. Volendo lo si può accompagnare con del riso cotto al vapore (io ne avevo uno rosso integrale), in maniera tale che tutto potrebbe essere contenuto in un pratico bento, proprio come usano i giapponesi nella pausa pranzo, ma anche in un occidentalissimo lunch box, per un pasto pratico e completo da consumare magari in ufficio. Ingredienti per 4 persone Pollo Glassato 2 cosce/sovracosce di pollo con la pelle (meglio se disossate) 4 cucchiaini di miele 4 cucchiai salsa di soia 4 cucchiai sake (o vino Mirin o Marsala) peperoncino q.b. Preparazione Preparare un'emulsione mescolando miele, sakè e salsa di soia, poi mettervi a marinare il pollo per almeno 30 minuti, fuori dal frigo, meglio ancora per una giornata intera in frigo, ricordando però di tirarlo fuori mezz'ora prima di cuocerlo. Scolare il pollo e rosolarlo in una padella rovente prima dalla parte della pelle, poi quando sarà ben croccante rigirarlo e cuocerlo dall'altro lato per altri 5 min, poi aggiungere la marinatura rimasta, un po' di peperoncino e ultimare la cotturra a fuoco moderato con un coperchio. La cottura sarà ultimata quando la marinatura si sarà ben ristretta e premendo un dito sul pollo, la carne non sarà più morbida ma ben soda. Spinaci allo zenzero 2 cucchiai di olio extravergine 2 uova 200g di spinaci zenzero fresco q.b. sale e olio q.b. Preparazione: Tagliare lo zenzero a pezzettini e farlo rosolare con un po' d'olio in una padella rovente, poi aggiungere gli spinaci mondati e farli cuocere senza coperchio a fuoco moderato sino a che non saranno appassiti. Servire il pollo scaloppato, con un po' di spinaci e un uovo sodo. Con questa ricetta partecipo al contest di Dolci a gogo..."Take away"

Fonte: unmisurinodolio.blogspot.it

La cicoria è una delle mie verdure preferite, poi ripassata semplicemente in padella con olio, aglio e peperoncino diventa deliziosa. Nel Lazio la cicoria è una verdura molto diffusa e amata, esistono tantissime ricette romane con la cicoria, la famosa focaccia ripiena di Gabriele Bonci , oppure la torta salata di Laura Ravaioli e altro ancora. Io amo la cicoria ripassata in padella, con quel pizzico di peperoncino che non guasta mai. Per saldare il colore brillante del verde e addolcire il gusto leggermente amarognolo della cicoria, dopo averla sbollentata, la verso pochi minuti in acqua fredda, poi elimino il residuo di acqua e la ripasso in padella con gli aromi citati prima. La regola per cuocere i vegetali a foglia larga è non coprire mai con il coperchio durante la cottura. Ecco la mia ricetta. Ingredienti • Cicoria • Aglio • Olio • Peperoncino Preparazione 1. Sbollentare la cicoria per 10 minuti. 2. A cottura, versarla in acqua fredda. 3. Dopo 10 minuti in acqua fredda, scolatela ben bene. 4. Scaldare in un filo d’olio, l’aglio e il peperoncino. 5. Quando gli aromi hanno sprigionato l’aroma nell’olio, versate la cicoria e ripassatela. 6. Dopo pochi passaggi, salate e servite. © Libera Ferrandino 2012

Fonte: fonduephoto.blogspot.it

Ma buongiorno! Eccomi ancora a proporvi una nuova versione stuzzichino di pasta da pizza condita e arrotolata, poi tagliata a rondelle. Le soluzioni sono realmente molteplici, basta assemblare quel che ci piace o quel che c'è nel frigorifero. In dieci minuti più il tempo di cottura in forno sono pronte, non resta che versare l'aperitivo nei calici, che sia analcolico, spumante, birra o succo di frutta. Se poi una volta cotte volete presentarle in maniera inusuale potete copiare l'idea che ho visto sulla pagina di Laura Ravaioli, e infilzarle in lunghi stecchini a mo' di leccalecca, o lollipop che dir si voglia, a loro volta appuntati su una grossa patata, mezzo meloncino o altro supporto rivestito di carta stagnola faranno bella mostra in un buffet. La tapenade me la faccio in casa, ma la trovate anche già pronta in vasetti. Come farla lo spiego qui: http://dallacucinadijo.blogspot.it/2011/11/tapenade-di-olive-nere.html Per velocità utilizzo la pasta di pizza che si trova al banco frigo già arrotolata, ma si può usare anche pasta da pane stesa allo spessore di 3 mm. -ricetta- 1 rotolo di pasta per pizza 100 g di speck a fettine 4 cucchiai di tapenade olio evo Stendo la pasta e con una spatola la spalmo di tapenade poi sopra distribuisco lo speck tagliato a listerelle fini. Arrotolo sul lato lungo la pasta piuttosto stretta, poi dal rotolo ricavo fettine larghe poco più di 1 cm che appoggio sulla placca rivestita di cartaforno ben distanziate tra loro. Verso sulle girelle un filino d'olio e faccio cuocere in forno già a 200° per circa 20'. Le sforno, lascio intiepidire poi le metto in un piatto di servizio oppure le infilo su stecchini per fare più scena.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Fare una buona polenta richiede tempo, pazienza, un paiolo di rame non stagnato ed il fuoco di legna. Se escludiamo il tempo e la pazienza io non avevo a disposizione nessuna di queste meraviglie ma, con un buona pentola dal fondo spesso ed i mie fornelletti a gas, sono riuscita ad ottenere comunque un buon risultato. Ho utilizzato farina di mais a grana grossa perché avevo bisogno di una polenta più soda. Per l’acqua, la proporzione è di 1 a 4: per 250g di farina di mais occorre circa 1 litro di acqua. Ma non esiste una regola precisa da seguire, regolatevi in base a quello che è il vostro gusto. Riducete la quantità di acqua se volete una polenta più soda, aumentatela se la preferite più morbida. Occorre inoltre mantenere costante il mescolamento della polenta, per almeno 40 minuti. Ma pare che esista un trucchetto salvatempo, che non ho ancora sperimentato, e che consiste nel coprire la pentola (contenente la polenta) con un canovaccio bagnato e mettere anche il coperchio, facendo in modo che aderisca bene alla pentola. La polenta dovrebbe cuocersi, senza mai mescolare, a fuoco basso e senza attaccarsi alle pareti. Crostini di polenta con radicchio e gorgonzola (da un'idea di Laura Ravaioli) Polenta di mais (anche avanzata dal giorno prima) 3-4 cespi di radicchio lungo trevigiano 100g di gorgonzola 1 scalogno 1/2 bicchiere di vino bianco olio sale, pepe Procedimento Mettete sul fuoco due litri di acqua e, al momento dell’ebollizione, aggiungete 20 g di sale e cominciate a versate 500g di farina di mais, una manciata per volta, lasciandola cadere a pioggia con la mano sinistra e, contemporaneamente, mescolate energicamente con una frusta in modo che non si formino grumi. Abbassate al fiamma a metà e continuate sempre a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungendo, se la polenta tenderà a rassodare troppo, poca acqua bollente. La polenta è pronta quando si staccherà facilmente dalle pareti del paiolo. Ricordate, più cuoce più diventa buona e digeribile. Quindi, niente fretta! Una volta pronta, rovesciatela in una teglia da forno rettangolare, unta o rivestita di carta forno. Livellate la superficie fino a raggiungere uno spessore di circa un centimetro. Lasciatela raffreddare. Pulite il radicchio, lavatelo, sgocciolatelo e separate le foglie incidendo, se necessario, la costa centrale che in cottura potrebbe rimanere più dura. Tritate lo scalogno e rosolatelo dolcemente nell’olio senza far colorire. Aggiungere le foglie di radicchio intere (non tritate), sfumare con del vino bianco e cuocere per qualche minuto coperto. Insaporite con sale e pepe. Sformare la polenta e con l’ausilio di un coppapasta rotondo ricavate tanti dischi che posizionerete su una placca da forno unta. Usate forchetta e cucchiaio per arrotolare il radicchio, e sistematelo sui dischi di polenta lasciando un buchetto al centro che fungerà da contenitore per i cubetti di gorgonzola che avrete precedentemente tagliato. Infornate a 200°- ancor meglio, usate il grill - per circa 10 minuti o fino a quando il formaggio non si sarà sciolto. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Fonte: croce-delizia.blogspot.it

Appena ho visto questa ricetta di Laura Ravaioli su Gambero Rosso Channel ho desiderato provarla. Lei la ha adattata ai gusti occidentali ed è veramente buona. Laura Ravaioli è molto dettagliata nelle sue ricette, le spiega in modo ineccepibile e ci consente di ottenere ottimi risultati. La ringrazio per la sua precisione. Curry di pesce di Laura Ravaioli Ingredienti: 900 g. di pesce bianco 4/5 cucchiai di olio 1 cucchiaino di semi di senape 1 cucchiaino di semi di cumino 1 cipolla grossa 2 spicchi di aglio 4/5 cucchiaini di garam masala 1 cucchiaino di curcuma 4 pomodori 1 limone coriandolo Mettere in una pentola a bordo alto a tostare i semi di senape ed il cumino nell'olio, lasciarle tostare e allungarle ogni tanto con un pochino di acqua bollente. Tritare una grande cipolla e 2 spicchi di aglio. Aggiungere nella pentola prima l'aglio e, appena inizia ad insaporirsi, versare la cipolla. Appena risulta ambrata aggiungere il garam masala e la curcuma, dopo poco bagnare con acqua bollente e lasciare andare a fuoco lento. Tagliare i pomodori a pezzi e versare nella pentola. Tritare il coriandolo ed aggiungerlo. Coprire con il coperchio e lasciare cuocere lentamente. Versare il succo di limone. Tagliare il pesce a pezzi, metterlo nella salsa e lasciare cuocere per pochi minuti. Riso Pilaf Ingredienti: 300 g. di riso basmati 1 cipolla 600 ml circa di brodo vegetale cannella cardamomo pepe nero in grani 2/3 cucchiai di olio e.v.o. Lavare il riso basmati sotto l'acqua corrente. Versarlo su di un canovaccio pulito ed asciugarlo. Mettere in una pentola: cannella, cardamomo, pepe nero, olio e lasciare tostare le spezie, aggiungere la cipolla tritata e farla insaporire. Versare il riso basmati, farlo tostare, versare il brodo di vegetale bollente, girare, coprire con stagnola e coperchio e mettere in forno a 180°per il tempo necessario (circa 20 minuti). Una volta cotto il riso sgranarlo con una forchetta. Servire il curry di pesce accompagnato dal riso pilaf. I Forumisti del Gambero Rosso esperti in abbinamento cibo/vino, che ringrazio per i loro preziosi interventi, consigliano di accompagnare questo piatto con Gewurztraminer, PGris o Riesling.

Fonte: picetto.blogspot.it

Domenica abbiamo festeggiato il compleanno del mio bimbo, ha compiuto 5 anni! festicciola con parenti e compagni d'asilo (con genitori). Ecco alcune ricette. Premessa: (per tutte le tartellette ho usato la stessa frolla) Tartelletta alla crema caramellata e ganache al cioccolato fondente (idea presa e modificata dal libro non solo zucchero di Massari) PASTA FROLLA FINE Etoile 1 kg di farina 600 gr di burro 400 gr di zucchero al velo 160 gr di tuorli 1 bacca di vaniglia scorza di limone un pizzico di sale una punta di cucchiaino di lievito (qs è una mia aggiunta) Io la faccio in planetaria con il metodo Santin: nella ciotola inserisco 1/2 farina, burro, zucchero, tuorli, sale e aromi e l'altra farina. Impasto e conservo in frigo per una notte. Poi lo stesa ad un'altezza di circa 3 mm e rivestito gli stampini delle tartellette, fatte riposare nuovamente in frigo e cotto in bianco con una pallina di carta stagnola a 170/180 per 15 min. e altri 3-5 min. senza carta, (circa). Crema pasticcera (ho usato le dosi di Santin, perchè quella di Massari conteneva, per qs ricetta, troppi tuorli per i miei gusti) però ho modificato anche qs di Santin, perchè mi serviva una crema un po' sostenuta. 1/2 l latte vaniglia 4 tuorli 1 uovo intero (qs è la variante che ho inserito, doveva esserci solo il tuorlo) 130 gr zucchero 40 gr farina pizzico di sale Portare a bollore il latte con la stecca di vaniglia, nel frattempo mescolare i tuorli e l'uovo con lo zucchero, unire la farina e amalgamare il tutto. Stemperare, fuori dal fuoco, il composto con il latte caldo e riportare sul fuoco e cuocere finchè si addensa e inizia a bollire, da qs momento contare almeno 60 sec. (qs per cuocere la farina). Far raffreddare il più velocemente possibile. Ganache al cioccolato fondente (Santin) 200 gr cioccolato al 55% 100 gr cioccolato al 70% 300 gr panna 50 gr glucosio Scaldato panna e glucosio poi ho versato il composto sul cioccolato al pezzi. COMPOSIZIONE Sul fondo della tartelletta ho messo un po' di ganache e sopra la crema pasticcera. (a qs punto si possono anche congelare). Quando le devi servire le spolverizzi con zucchero a velo (io ho usato lo zucchero di canna) e si caramellizzano. Tartelletta ai frutti di bosco Di qs non metto neanche la ricetta: è solo crema pasticcera e frutti di bosco a decorare. Io ho usato una crema pasticcera profumata alla vaniglia, ma poteva andare benissimo anche una crema al limone . Tartelletta al cioccolato e caffè di Felder e mini tatin di Ducasse (entrambe prese da Pinella) Tartelletta al cioccolato e caffè di Felder Qui ho un po' variato la ricetta di Pinella, ho riempito la tartelletta di ganache al cioccolato (quella di prima) e il ricciolo l'ho fatto con la ganache al caffè (ho semplicemente aggiunto un po' di caffè liofilizzato alla ganache, quantità? A gusto personale) (ho congelato anche queste) Mini tatin Ducasse (Pinella) ho steso la frolla finemente (circa 2/3 mm), l'ho coppata con uno stampino di 4mm e cotta per circa 8 min. Per le mele 8 mele 50/60 ml acqua 250 gr di zucchero (volendo anche un po' di più) ho tagliato le mele a fette non troppo sottili e le ho messe in una teglia da lasagne con sotto carta da forno. Ho caramellato lo zucchero a secco e poi ho unito, poco per volta, l'acqua tiepida (attenzione che schizza!!) e lo versate sulle mele. Ho coperto la teglia con carta stagnola e cotte in forno a 180° per 45 min. (circa) Si deve asciugare il liquido. Poi le ho trasferite in una teglia più piccola in modo che le mele avessero un'altezza di circa 2 cm, e congelate. Il giorno della festa le ho coppate, da congelate e messe sul biscotto di frolla. Spennellate con gelatina di albicocca. (qs sono piaciute tanto) Mini cheesecake di Nigella (presa da Ross di Coquinaria) Ingredienti 125g biscotti digestive 75g burro a pomata 300g philadelphia 1/2 cucchiaino succo di limone 60g zucchero a velo 1 cucchiaino estratto di vaniglia 250ml mascarpone amarene Frullate grossolanamente i biscotti nel robot, unite il burro e lavorate fino a quando non otterrete un composto che si attacca. Rivestire il fondo degli stampini in silicone. Nel mixer unire il philadelphia con lo zucchero a velo, la vaniglia e il succo di limone fino a quando sarà liscio, unite il mascarpone. Lavorate leggermente per amalgamare. Versate il composto sui biscotti e lisciate con una spatola. Mettete in frigo per 3 ore o per tutta la notte (o congelare) Un'oretta prima di servire il cheesecake toglieteli dalgli stampini e decorare con mezza amarena sciroppata. Panna cotta al cioccolato bianco con ganache al caffè Poi ci sono i bicchierini: Panna cotta al gianduiotto (Di Guido Castagna) Ingredienti 250 g gianduiotti 200 g panna 85 g latte 2 g colla di pesce Procedimento Scaldate il latte Ammollare la gelatina in acqua fredda. Fondete i gianduiotti a bagnomaria. Mettere il latte caldo con la gelatina precedentemente ammollata nel gianduiotto fuso, emulsionare bene e lasciate raffreddare fino a temperatura ambiente. Unite la panna liquida fredda, colate nei bicchierini. Bicchierino con crema pasticcera, frutti di bosco e panna Qs è semplicemente la crema pasticcera di prima, a cui ho unito un po' di cioccolato bianco fuso (circa 50 gr per 300 gr di crema). Sul fondo del bicchierino ho fatto uno strato di crema, lampone, panna leggermente zuccherata e mirtillo. Spuma di marroni con salsa al cioccolato (Laura Ravaioli) Per la crema 800 gr marron glaccè con il loro sciroppo 2 C rum Latte qb Panna montata leggermente zuccherata Per la salsa 300 g ciocco 70% 2 dita di caffè o liquore al caffè (circa 1/2 tazzina da caffè) ¾ di bicchiere di latte Frullare i marron glacè con il loro sciroppo, il rum e unire a filo il latte qb x renderlo cremoso Salsa: sciogliere il tutto a b/m sul fondo del bicchiere: crema marroni – salsa ciocco – crema marroni – panna montata e un filo di salsa sulla panna.

Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.it

Qualche giorno fa ho visto questa ricetta sul canale Sky, Gambero Rosso in una trasmissione, condotta dallo Chef Laura Ravaioli, dedicata alla cucina kasher del ghetto di Roma. Le versioni sono molteplici, sfumature diverse da famiglia a famiglia. Ecco la mia. INGREDIENTI 4 persone 1 teglia forno 1 kg alici fresche (da pulire) 2 cespi grandi di insalata riccia sale, pepe olio extravergine di oliva aglio e peperoncino in polvere poco pangrattato PROCEDIMENTO Accendete il forno ventilato e portatelo a 180°C. Pulite bene l'insalata togliendo con un coltellino la parte centrale, capovolgendo il cespo e ruotando. Lavatela ripetutamente poi scolatela con l'apposito attrezzo o aiutandovi strizzandola con un panno. Mettetela in uno scolapasta, salatela abbondantemente e coprite con un piatto mettendo sopra una pentola piena di acqua per pressare per una ventina di minuti e fare uscire eventuale acqua. Foderate una teglia con carta da forno e infornatela con tutta l'insalata condita con un po' di olio e peperoncino con aglio i polvere, per 20 minuti a 180°C. Nel frattempo avrete pulito le alici togliendo la testa, la lisca, le viscere e la coda. Passate i filetti sotto l'acqua corrente e cercate di scolarli/asciugarli il più possibile. Sfornate la teglia, togliete metà dell'insalata che nel frattempo sarà molto diminuita di volume e sarà colorata e croccante. Distribuite bene nella teglia metà insalata poi mettete i filetti a coprire, salate e pepate aggiungete poco olio. Coprite con uno strato di insalata e condite nuovamente con poco olio. Infornate per 20 minuti a 180°C poi sfornate e spolverizzate con poco pangrattato e poco olio cuocendo ancora solo altri 5 minuti. Servite subito. CONSIDERAZIONI Una vera sorpresa per semplicità e sapori. Potete abbondare col peperoncino piccante perchè si sposa benissimo con l'equilibrio di amarognolo (non forte) dell'insalata riccia e il delicato delle alici. Ottime anche le consistenza che vanno dal croccante dell'insalata al cremoso delle alici al ruvido del pangrattato. Ricordatevi di acquistare due grossi caspi di insalata riccia perchè in cottura diminuiscono davvero tanto di volume così potrete scegliete poi se aumentare leggermente i due strati di verdura.

Fonte: ilmondodiluvi.blogspot.it

Buongiorno buongiorno, buon lunedì...!!! Ho lasciato riposare il pc qui..per il week end..tanto non mi avrebbe fatto fare niente---°-°---e speravo che , magicamente, si risolvessero tutti i problemi. Invece eccomi qui ancora con le scritte in rima, dato che non mi accetta più manco l'allineamento a sinistra. Il fatto è che ho troppi post da spostare altrimenti un pensierino per cambiare da blogger a qualcosa d'altro lo avrei già fatto. Cambiamo discorso e veniamo al dunque. Io con questo caldo non amerei molto mangiare la pasta, anche se qui i bambini la gradiscono per cui la faccio ugualmente, sacrificandomi. Io preferirei insalatone e zuppe fredde. Le zuppe, per fortuna, le gradiscono pure loro, le insalate ancora no, invece. Questa è un piatto freddo, fresco, che proviene sempre da mia mamma e da sky. Al solito, non chiedetemi provenienza perchè non lo so--Laura Ravaioli forse?--le dosi..ormai lo sapete come fa mia mamma, no? così di queste --vedi Michela?--così, ti deve venire così...più di così non riesco a fare..la parte bella è che comincio a fare così anche io perchè tutto sommato è divertente, ed anche comodo. Io, per voi, solo per voi, ho pure pesato quello che ho usato. Ovviamente le proporzioni sono a scelta, e cambiando le proporzioni cambia anche il sapore di questo gustosissimo gazpacho che si può gustare come antipasto, come primo o come piatto unico..a me è piaciuto tantissimo..anzi quasi quasi me lo rifaccio pure oggi. GAZPACHO VERDE 400 gr fagiolini lessati al dente--io 10'-- 40 gr cipolla sale pepe 40 gr peperone verde privato di filamenti e semi un cucchiaino di caffe' di tabasco--se lo volete piccante..se lo volete più ''dolce'' aceto balsamico-- 60 gr cetriolo privato di buccia e semi Frullare tutte le verdure lavate e mondate con le zucchine. Unire tabasco, sale e pepe se serve. Servire con crostini. Ah dimenticavo! Se fosse troppo denso allungare con ghiaccio o acqua ghiacciata.    

Fonte: michela-pepepeperoncino.blogspot.com

La colazione più buona è sempre quella più semplice e la ciambella marmorizzata rimane la mia preferita. E ne mangio sempre più di una fetta perchè mi piace scoprire un disegno sempre nuovo!! Condivido con voi una ricetta semplicissima e di sicuro successo. Ciambella marmorizzata di Laura Ravaioli Ingredienti: 300 g farina 00 220 g zucchero 170 ml latte 120 g burro 4 uova 3 cucchiai rasi di cacao amaro 1 bustina di lievito 1 pizzico di sale buccia di 1 arancia Accendere il forno a 180°C. Imburrare e infarinare uno stampo da ciambella. Setacciare insieme farina e lievito. Fondere il burro. In una ciotola lavorare con le fruste elettriche zucchero e uova, aggiungere alternando il burro fuso, il latte e la farina con il lievito, mescolando con una spatola, infine il sale e la buccia di arancia. In una ciotolina setacciare il cacao e aggiungere meno di metà dell'impasto, mescolare bene. Versare l'impasto bianco nello stampo, versare a cucchiaiate l'impasto al cacao e con uno stecchino fare dei movimenti circolari nell'impasto per ottenere l'effetto variegato. Cuocere per circa 40-45 minuti, fare prova stecchino. Far raffreddare completamente su una griglia e spolverare con zucchero a velo.

Fonte: siulagolosa.blogspot.it

La caratteristica fondamentale della pasta strudel è che quando la stendete sul canovaccio dovete intravederne il disegno. Così disse Max Mariola in una trasmissione del Gambero Rosso. La ricetta di riferimento per la pasta poi è quella di Laura Ravaioli ("La mia donna ideale", come direbbe un caro amico: indubbiamente una donna che ti prende per la gola), già pluricitata. Di proposito oggi al supermercato non ho comperato le uova: volevo fare lo strudel come se in casa non ne avessi (un poco squilibrata? sì, grazie!). Non si sa mai che mi venga questo ghiribizzo pur essendo a corto della preziosa materia prima...In casa però avevo la pluricitata maionese: uova ed olio, proprio come due ingredienti base della pasta strudel. Detto e fatto: 250g di farina 2 cucchiai di maionese un cucchaio di olio extravergine mezzo cucchiaio di zucchero un pizzico di sale acqua quanto basta per formare una "palla" da far riposare almeno un'oretta in luogo tiepido coperta da una terrina rovesciata. Si stende il tutto su un canovaccio infarinato, sottile sottile come detto prima (l'impasto tende un po' a rompersi, ma insistete, sarete premiati), poi vai di ripieno: propongo una crema di verdure in abbinamento ad un formaggio: io ho unito crema di radicchio (radicchio, olio exvo, aceto di mele, zucchero di canna, sale e pepe) a dadini di feta ed una salsa di pomodoro a scaglie di pecorino romano . Arrotolato il tutto, l'ho piazzato in forno già caldoa 200° per una ventina di minuti, spennellando a metà cottura con latte di soia (mucca va anche be ne). Il risultato è molto friabile ma "tonico", non si spacca. Da servire su un letto di verdure stufate o magari su un'insalata. e non siete a dieta insistete pure con la maionese...

Fonte: venereincucina.blogspot.com

Le ultime ricerche scientifiche hanno evidenziato un dato allucinante. Ben il 75% della popolazione mondiale soffre di insonnia. E, senza dubbio, in questa percentuale sono compresa anche io. Voi cosa fate quando non dormite? Io guardo trasmissioni di cucina. Ebbene sì, ho lo stomaco che lavora h24, non si stanca mai! La pasta al ragù di broccolo romanesco è figlia di una nottata insonne, buia e tempestosa. Il vento fuori faceva sbattere lo sportello dell'armadietto accidentiameeatuttelevoltechemidimenticodichiuderlo e il freddo intorpidiva le zampette della mia gatta, spingendola a ficcarmele nella giugulare nel disperato tentativo di: a) scaldarsi b) uccidermi Nel frattempo, la televisione parlava, parlava .... e io pensavo al freddo, alla gatta, alla giugulare finché una frase ha catturato la mia attenzione. Le meraviglie della cucina povera . Altolà, io adoro la cucina povera. Che poi di povero non ha nulla, anzi. Se ci riflettete bene la cucina povera risponde al diktat della cucina odierna. Pochi ingredienti , di stagione e soprattutto a km 0 . Quando trascorrevo le mie vacanze nel nostro casale umbro mio padre andava nell'orto, raccoglieva gli ortaggi maturi, li portava in casa e mia mamma improvvisava le ricette. Io facevo il giro nell'aia cercando di rubare da sotto al sedere le uova alle galline per poi consegnarle in casa. Questo era il nostro km 0! La cucina povera che aveva catturato la mia attenzione aveva come protagonista questa pasta. Broccolo romanesco di stagione, peperoncino , un'acciughina e il pane grattugiato, il formaggio dei poveri. Tutto qui. Il risultato? Beh la mattina mi sono alzata con un solo pensiero. Io 'sta pasta me la dovevo cucinare. Broccolo romanesco biologico (e mannaggia la barba di Zeus mentre lo lavavo mi sono ritrovata uno degli insetti che temo di più, la mozzicatenaglie a Roma o forbicina nel resto d'Italia, in mano)

Fonte: lemporio21.blogspot.it

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