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PASTA FROLLA: ( queste dosi sono del corso di pasticceria che ho frequentato) 270 gr farina 00 100 gr zucchero 150 gr burro 5 gr sale 25 gr tuorli d'uovo 25 gr latte 10 gr miele limone e arancia grattugiata vanillina CREMINA DI MANDORLE: 100 gr zucchero 100 gr farina di mandorle 100 gr burro 1 uovo intero 2 cucchiai di farina PERE: 5 pere tagliate e sbucciate a metà tagliate a fettine gelatina di pesche o di albicocche ( amalgamare a 1 cucchiaio di acqua per renderla piu fluida da poterla spalmare sulle pere dopo cotte) Questa crostata che oggi ho visto in televisione preparata da Laura Ravaioli è deliziosa al massimo.... La base è di pasta frolla.. la ricetta che ha dato la Ravaioli come dosi è un po diversa ma io ho voluto utilizzare gli ingredienti che mi hanno dato al corso di pasticceria e che io trovo stupenda..si stende che è una meraviglia e la sua consistenza eccezionale.... allora dicevo, si prepara una pasta frolla e si mette una mezz'ora in frigo..intanto si prepara la cremina alla mandorla..in un contenitore si mescolano lo zucchero, la farina di mandorle, il burro, l'uovo e i 2 cucchiai di farina..si ottiene una cremina delicata..si riprende la pasta frolla e si riveste uno stampo da crostata, sulla base si stende la cremina di mandorle e su questa si mettono le pere tagliate a fettine coprendo tutta la superficie...si mette in forno per circa 20/25 minuti a 180°....( o a secondo del proprio forno ma deve essere dorata)...si mette a raffreddare e dopo si stende con un pennello la gelatina di pesche diluita con un cucchiaio di acqua in modo da rendere lucida la superficie della crostata Vi scrivo anche le dosi della pasta frolla che ha dato la Ravaioli..a voi la scelta PASTA FROLLA di Laura Ravaioli: 300 gr di farina 00 150 gr di zucchero 150 gr di burro 3 tuorli d'uovo pizzico di sale vanillina o scorza di limone grattugiata

Fonte: patryval.blogspot.it

La cucina etnica è sempre stata la mia passione: cinese, vietnamita, iraniana etc... mi piacciono proprio tutte! L'atra sera ho avuto un incontro ravvicinato con un assaggio di quella colombiana e ovviamente ho gradito tantissimo! Trovo meraviglioso sperimentare nuovi sapori, tecniche di cottura, spezie, abbinamenti arditi...viva la novità. In fondo è un po' come viagiare senza spostarsi da casa, anzi dal mio fornello :) Purtroppo però ho sperimenatato a mie spese che spesso sui ricettari ci sono mille versioni dello stesso piatto, e ad oggi ancora non ho capito quale sia la vera ricetta degli Spring Rolls!Per questo l'atra sera, mentre mi rilassavo un po' facendo zapping davanti alla tv e ho visto lei...la mitica Laura Ravaioli che preparava un delizioso pollo glassato, ho preso subito nota della ricetta. Dico mitica Ravaioli perchè le sue ricette sono una certezza, di sicura riuscita! Bravissima nella cucina tradizionale, ma anche esperta di street food e di cucina orentale (credo abbia lavorato e viaggiato molto all'estero), ho sperimentato diverse sue ricette, e sino ad oggi sono tutte perfettamente riuscite. Questo pollo glassato non è da meno, vi assicuro davvero buono, esaltato anche dal contorno di delicati spinaci allo zenzero e uova sode. Volendo lo si può accompagnare con del riso cotto al vapore (io ne avevo uno rosso integrale), in maniera tale che tutto potrebbe essere contenuto in un pratico bento, proprio come usano i giapponesi nella pausa pranzo, ma anche in un occidentalissimo lunch box, per un pasto pratico e completo da consumare magari in ufficio. Ingredienti per 4 persone Pollo Glassato 2 cosce/sovracosce di pollo con la pelle (meglio se disossate) 4 cucchiaini di miele 4 cucchiai salsa di soia 4 cucchiai sake (o vino Mirin o Marsala) peperoncino q.b. Preparazione Preparare un'emulsione mescolando miele, sakè e salsa di soia, poi mettervi a marinare il pollo per almeno 30 minuti, fuori dal frigo, meglio ancora per una giornata intera in frigo, ricordando però di tirarlo fuori mezz'ora prima di cuocerlo. Scolare il pollo e rosolarlo in una padella rovente prima dalla parte della pelle, poi quando sarà ben croccante rigirarlo e cuocerlo dall'altro lato per altri 5 min, poi aggiungere la marinatura rimasta, un po' di peperoncino e ultimare la cotturra a fuoco moderato con un coperchio. La cottura sarà ultimata quando la marinatura si sarà ben ristretta e premendo un dito sul pollo, la carne non sarà più morbida ma ben soda. Spinaci allo zenzero 2 cucchiai di olio extravergine 2 uova 200g di spinaci zenzero fresco q.b. sale e olio q.b. Preparazione: Tagliare lo zenzero a pezzettini e farlo rosolare con un po' d'olio in una padella rovente, poi aggiungere gli spinaci mondati e farli cuocere senza coperchio a fuoco moderato sino a che non saranno appassiti. Servire il pollo scaloppato, con un po' di spinaci e un uovo sodo. Con questa ricetta partecipo al contest di Dolci a gogo..."Take away"

Fonte: unmisurinodolio.blogspot.it

Questo mese l'MTChallenge ci propone lo Strudel di Mari , del blog Lasagna Pazza . Nella versione dolce e in quella dell'omologo salato. E' un dolce che fa la felicità dell'ometto di casa. Ma non essendo veloce da preparare lo faccio raramente. Di solito uso una ricetta di Laura Ravaioli che mi ha sempre dato ottimi risultati. Ero proprio curiosa di provare questa versione. Ne ho fatto una identica in tutto e per tutto all'originale ed una con un ripieno diverso. Una per vedere come deve essere ed una per provare un nuovo abbinamento. La seconda versione ovviamente varia solo nel ripieno. L'altra variante è nelle salse. Per quello classico ho preparato una crema pasticcera e per il secondo una crema di yogurt. Ecco qui le ricette con le eventuali correzioioni. STRUDEL DI MELE Ingredienti per la sfoglia 150 g di farina 00 100 ml di acqua 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva 1 pizzico di sale per il ripieno 700 g di mele 80 g di zucchero di canna muscovado 3 cucchiai di rum 30 g di pinoli mandorle 30 g di uva passa 50 g di pangrattato 30 g di burro la scorza di ½ limone grattugiata 1 cucchiaino di cannella in polvere 20 g di burro fuso per spennellare la sfoglia zucchero a velo a piacere per la superficie Preparate l’impasto per la sfoglia. Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora. Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica. Preparate il ripieno. Fate sciogliere in un tegame il burro e poi fatevi rosolare il pangrattato fino a farlo dorare (attenzione, basta un attimo per passare dallo stadio della doratura a quello della bruciatura). Spegnete il fuoco, versate il pane in un recipiente, fatelo leggermente raffreddare, quindi aggiungete la scorza del limone grattugiata, la cannella e mettete il composto da parte. Lavate sotto l’acqua corrente le mele, sbucciatele, toglietene il torsolo, tagliatele in quattro e poi ciascun quarto in fettine sottili. Mettete le fettine di mela in un recipiente, aggiungete lo zucchero di canna muscovado, i pinoli le mandorle tritate grossolanamente, l’uva passa, il rum e mescolate bene il tutto. Stendete la sfoglia. Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla. Disponete sulla sfoglia il composto di pangrattato, quindi sopra ad esso il ripieno di mele, lasciando liberi circa due centimetri di bordo. A questo punto, aiutandovi con la tovaglia, cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine. Riponete la sfoglia in una teglia precedentemente imburrata, spennellate la superficie della sfoglia con il burro fuso e mettete a cuocere. Ci vorranno circa trenta/quaranta minuti, ma siccome la cottura dipende molto dal forno, fate attenzione perché la sfoglia non deve diventare troppo scura bensì deve rimanere dorata. Togliete la teglia dal forno e fate raffreddare lo strudel. Crema pasticcera al limone 1 tuorlo 2 cucchiai di zucchero 1 cucchiaio di maizena 250 gr di latte le scorze di un limone Con la frusta amalgamare il tuorlo con lo zucchero e la maizena. Stemperare il composto con poco latte fino a renderlo fluido. Aggiungere il resto del latte, le scorze e mettere sul fuoco. Cuocere finché prende il bollore. Lasciar freddare. STRUDEL DI PERE Ingredienti per la sfoglia 150 g di farina 00 100 ml di acqua 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva 1 pizzico di sale per il ripieno 500 g di pere Angélys 80 g di zucchero muscovado 3 cucchiai di acquavite 30 g di noci 50 g di biscotti secchi tritati 1 cucchiaio di zenzero in polvere 100 gr di cioccolato 20 g di burro fuso per spennellare la sfoglia zucchero a velo a piacere per la superficie Preparate l’impasto per la sfoglia. Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora. Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica. Preparate il ripieno. Mischiare i biscotti con la polvere di zenzero. Lavate sotto l’acqua corrente le pere, sbucciatele, toglietene il torsolo, tagliatele in quattro e poi ciascun quarto in fettine sottili. Mettete le fettine di pera in un recipiente, aggiungete lo zucchero muscovado, le noci tritate grossolanamente, l'acquavite e mescolate bene il tutto. Stendete la sfoglia. Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla. Disponete sulla sfoglia il composto di pangrattato, quindi sopra ad esso il ripieno di mele, lasciando liberi circa due centimetri di bordo. A questo punto, aiutandovi con la tovaglia, cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine. Riponete la sfoglia in una teglia precedentemente imburrata, spennellate la superficie della sfoglia con il burro fuso e mettete a cuocere. Ci vorranno circa trenta/quaranta minuti, ma siccome la cottura dipende molto dal forno, fate attenzione perché la sfoglia non deve diventare troppo scura bensì deve rimanere dorata. Togliete la teglia dal forno e fate raffreddare lo strudel. Crema di yogurt 70 gr di yogurt greco 1 arancia 2 cucchiai di zucchero 2 cucchiai di Grand Marnier Mescolare insieme gli ingredienti e lascia riposare perchè lo zucchero si sciolga. Con queste ricette partecipo alla sfida di febbraio dell' MTChallenge

Fonte: pinkopanino.blogspot.it

Quante ricette di torte di mele conosciamo? Penso che non si riescano a contare, ognuno ha la sua preferita, o quella della nonna o della mamma ... Poi la torta di mele sa di casa, di coccole, infatti ieri era una giornata grigia, umida, una di quelle giornate da stare sotto le coperte a leggere! Peccato che i miei due bimbi non mi permettano questo lusso, così per non annoiarci più di tanto e per scaldare un po' di più la casa abbiamo fatto questa torta di mele soffice soffice, che è in assoluto la mia preferita. Non è una ricetta di famiglia ma è una ricetta di cucina di Laura Ravaioli , chef del Gambero Rosso. La ricetta è semplicissima e soprattutto veloce. TORTA DI MELE (di Laura Ravaioli) Ingredienti 3 mele renette 3 uova 150 gr di farina 150 gr di burro morbido 100 gr di zucchero 1 limone (scorza e succo) 3 cucchiaini di lievito per dolci 1 pizzico di sale zucchero di canna cannella Preparazione. Accendere il forno a 175/180°C. Per prima cosa grattare la scorza di limone. Pelare e tagliare le mele a cubetti, metterle in una ciotola e irrorarle con il succo di limone. Se si fa nel mixer: inserire la farina e il lievito setacciati, il burro a cubetti, le uova intere, il pizzico di sale, lo zucchero e la scorza di limone. Avviare il robot fino a formare una crema densa. Se la facciamo con le fruste elettriche: montare il burro morbido con lo zucchero, unire le uova (una per volta), amalgamare bene, poi unire i restanti ingredienti e amalgamare il tutto fino ad ottenere una crema densa. Imburrare e infarinare una tortiera a cerniera da 22/24 cm di diametro. Versale il composto cremoso, appoggiare in maniera disordinata le mele sulla crema e spingerle leggermente per affondarle un pochino. Cospargere la superficie con dello zucchero di canna e un po di cannella (io quest'ultima non lo messa). Infornare per circa 40/45 min. Servire tiepida. Inserisco una nota che non centra con la ricetta: Eliminiamo dai ns blog i captcha , che sono quelle paroline odiose da inserire quando si vuole pubblicare un ns commento ad un post. Magari molti pensano di non averli (come la sottoscritta), e invece li abbiamo quasi tutti... Vi rimando a due blog che hanno parlato molto bene di questa cosa: caffè col cioccolato e da Mary .

Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.it

Quante stelle cadenti avete contato ieri notte? Personalmente nemmeno una. Saranno anni che non mi capita di vederne, peccato perché un briciolo di fortuna mi farebbe comodo. Avrei giusto un paio di desideri da esprimere... li tengo lì, lo sciame di solito dura qualche giorno, magari stasera sarò più fortunata. Intanto la temuta Circe qui non si è mostrata e forse è un bene, piuttosto che subire danni... le temperature si sono mitigate perlomeno nelle ore notturne. Quasi niente pioggia ma tanto vento fresco, solo la mattina. Vi domanderete perché ho dato il mome La.Ra. all'insalata. Perché sono le prime sillabe di Laura Ravaioli, mitica chef italiana, una delle prime di cui andare orgogliosi sia all'estero che in patria, che mi piace assai in quanto non se la tira e propone spesso ricette di una semplicità disarmante ma concepite con intelligenza. Sulla sua pagina facebook pubblicò, settimane fa, la foto con la descrizione minimal di questa versione alla Laura di una classica insalata mediorientale. Pomodori, cipolla rossa di Tropea e cetrioli in parti uguali, il tutto condito con abbondante prezzemolo tritato. Vi garantisco che sarà molto apprezzata, noi non siamo troppo abituati ad abbondare col prezzemolo nelle insalate, invece all'estero spesso lo trattano come qualsiasi altra verdura a foglia, e altrettanto fanno col coriandolo. Missing qui da noi... Ecco le dosi per 4 persone. -ricetta- 1 pomodoro cuore di bue grande, o due/tre perini 1 cetriolo grande 1 cipolla rossa di Tropea un mazzetto di prezzemolo aceto rosso olio evo sale Sbuccio solo parzialmente il cetriolo, dopo averlo ben lavato, e lo taglio a dadi. Ricavo dadi delle stesse dimensioni dal pomodoro e dalla cipolla. Questa la metto a bagno per mezz'ora in aceto rosso, meglio ancora se aromatizzato ai lamponi, o di Sherry. Questo trucchetto serve a rendere la cipolla digeribile al 100%. Intanto trito il ciuffo di prezzemolo, per rendere l'idea devo riempirne una tazza. Scolo la cipolla, verso tutto in una terrina, condisco con sale e ottimo olio extravergine e porto in tavola dopo 10' di riposo.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

Fare una buona polenta richiede tempo, pazienza, un paiolo di rame non stagnato ed il fuoco di legna. Se escludiamo il tempo e la pazienza io non avevo a disposizione nessuna di queste meraviglie ma, con un buona pentola dal fondo spesso ed i mie fornelletti a gas, sono riuscita ad ottenere comunque un buon risultato. Ho utilizzato farina di mais a grana grossa perché avevo bisogno di una polenta più soda. Per l’acqua, la proporzione è di 1 a 4: per 250g di farina di mais occorre circa 1 litro di acqua. Ma non esiste una regola precisa da seguire, regolatevi in base a quello che è il vostro gusto. Riducete la quantità di acqua se volete una polenta più soda, aumentatela se la preferite più morbida. Occorre inoltre mantenere costante il mescolamento della polenta, per almeno 40 minuti. Ma pare che esista un trucchetto salvatempo, che non ho ancora sperimentato, e che consiste nel coprire la pentola (contenente la polenta) con un canovaccio bagnato e mettere anche il coperchio, facendo in modo che aderisca bene alla pentola. La polenta dovrebbe cuocersi, senza mai mescolare, a fuoco basso e senza attaccarsi alle pareti. Crostini di polenta con radicchio e gorgonzola (da un'idea di Laura Ravaioli) Polenta di mais (anche avanzata dal giorno prima) 3-4 cespi di radicchio lungo trevigiano 100g di gorgonzola 1 scalogno 1/2 bicchiere di vino bianco olio sale, pepe Procedimento Mettete sul fuoco due litri di acqua e, al momento dell’ebollizione, aggiungete 20 g di sale e cominciate a versate 500g di farina di mais, una manciata per volta, lasciandola cadere a pioggia con la mano sinistra e, contemporaneamente, mescolate energicamente con una frusta in modo che non si formino grumi. Abbassate al fiamma a metà e continuate sempre a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungendo, se la polenta tenderà a rassodare troppo, poca acqua bollente. La polenta è pronta quando si staccherà facilmente dalle pareti del paiolo. Ricordate, più cuoce più diventa buona e digeribile. Quindi, niente fretta! Una volta pronta, rovesciatela in una teglia da forno rettangolare, unta o rivestita di carta forno. Livellate la superficie fino a raggiungere uno spessore di circa un centimetro. Lasciatela raffreddare. Pulite il radicchio, lavatelo, sgocciolatelo e separate le foglie incidendo, se necessario, la costa centrale che in cottura potrebbe rimanere più dura. Tritate lo scalogno e rosolatelo dolcemente nell’olio senza far colorire. Aggiungere le foglie di radicchio intere (non tritate), sfumare con del vino bianco e cuocere per qualche minuto coperto. Insaporite con sale e pepe. Sformare la polenta e con l’ausilio di un coppapasta rotondo ricavate tanti dischi che posizionerete su una placca da forno unta. Usate forchetta e cucchiaio per arrotolare il radicchio, e sistematelo sui dischi di polenta lasciando un buchetto al centro che fungerà da contenitore per i cubetti di gorgonzola che avrete precedentemente tagliato. Infornate a 200°- ancor meglio, usate il grill - per circa 10 minuti o fino a quando il formaggio non si sarà sciolto. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Fonte: croce-delizia.blogspot.it

ingredienti   (per una ciotola di salsa) 2 pomodori rossi e sodi 1 peperoncino piccante fresco 1 falda di peperone verde 1 grosso cipollotto 1 ciuffetto di coriandolo/ prezzemolo olio extravergine di oliva, sale Questa ricetta è liberamente ispirata a una visione notturna del gambero rosso, in cui ricordo Laura Ravaioli che la spiegava in modo impeccabile, come è solita fare!!! Io non l’ho più rivista e quindi l’ho interpretata un po’ come me la ricordavo, è stata un successo tale che l’ho rifatta già 3 volte… Pelate i pomodori e tagliateli a quadretti piccoli piccoli, tagliate il cipollotto finissimo, e così tutti gli ingredienti, devono essere tritati bene, io l’ho sempre fatto a coltello. In una ciotola, non quella che userete per servire la salsa, mettete tutto il pomodoro a quadretti e gli altri ingredienti a piccole dosi aggiungendo man mano olio extravergine di oliva e sale fino, assaggiate spesso, la proporzione degli ingredienti varia molto dalla piccantezza del peperoncino , dalla dolcezza del cipollotto e dal gusto personale, quindi ogni volta che la rifate sarà un poco diversa. Sistemate la salsa in una bella ciotolina, Laura Ravaioli consigliava di mettere i nachos    nel forno una decina di minuti per aumentare la croccantezza, io l’ho fatto solo una volta , avevo il sacchetto dei nachos aperto da un po’ e così sono tornati bei croccanti!!!

Fonte: ilricettariodicinzia.blogspot.it

Buongiorno buongiorno, buon lunedì...!!! Ho lasciato riposare il pc qui..per il week end..tanto non mi avrebbe fatto fare niente---°-°---e speravo che , magicamente, si risolvessero tutti i problemi. Invece eccomi qui ancora con le scritte in rima, dato che non mi accetta più manco l'allineamento a sinistra. Il fatto è che ho troppi post da spostare altrimenti un pensierino per cambiare da blogger a qualcosa d'altro lo avrei già fatto. Cambiamo discorso e veniamo al dunque. Io con questo caldo non amerei molto mangiare la pasta, anche se qui i bambini la gradiscono per cui la faccio ugualmente, sacrificandomi. Io preferirei insalatone e zuppe fredde. Le zuppe, per fortuna, le gradiscono pure loro, le insalate ancora no, invece. Questa è un piatto freddo, fresco, che proviene sempre da mia mamma e da sky. Al solito, non chiedetemi provenienza perchè non lo so--Laura Ravaioli forse?--le dosi..ormai lo sapete come fa mia mamma, no? così di queste --vedi Michela?--così, ti deve venire così...più di così non riesco a fare..la parte bella è che comincio a fare così anche io perchè tutto sommato è divertente, ed anche comodo. Io, per voi, solo per voi, ho pure pesato quello che ho usato. Ovviamente le proporzioni sono a scelta, e cambiando le proporzioni cambia anche il sapore di questo gustosissimo gazpacho che si può gustare come antipasto, come primo o come piatto unico..a me è piaciuto tantissimo..anzi quasi quasi me lo rifaccio pure oggi. GAZPACHO VERDE 400 gr fagiolini lessati al dente--io 10'-- 40 gr cipolla sale pepe 40 gr peperone verde privato di filamenti e semi un cucchiaino di caffe' di tabasco--se lo volete piccante..se lo volete più ''dolce'' aceto balsamico-- 60 gr cetriolo privato di buccia e semi Frullare tutte le verdure lavate e mondate con le zucchine. Unire tabasco, sale e pepe se serve. Servire con crostini. Ah dimenticavo! Se fosse troppo denso allungare con ghiaccio o acqua ghiacciata.    

Fonte: michela-pepepeperoncino.blogspot.com

La colazione più buona è sempre quella più semplice e la ciambella marmorizzata rimane la mia preferita. E ne mangio sempre più di una fetta perchè mi piace scoprire un disegno sempre nuovo!! Condivido con voi una ricetta semplicissima e di sicuro successo. Ciambella marmorizzata di Laura Ravaioli Ingredienti: 300 g farina 00 220 g zucchero 170 ml latte 120 g burro 4 uova 3 cucchiai rasi di cacao amaro 1 bustina di lievito 1 pizzico di sale buccia di 1 arancia Accendere il forno a 180°C. Imburrare e infarinare uno stampo da ciambella. Setacciare insieme farina e lievito. Fondere il burro. In una ciotola lavorare con le fruste elettriche zucchero e uova, aggiungere alternando il burro fuso, il latte e la farina con il lievito, mescolando con una spatola, infine il sale e la buccia di arancia. In una ciotolina setacciare il cacao e aggiungere meno di metà dell'impasto, mescolare bene. Versare l'impasto bianco nello stampo, versare a cucchiaiate l'impasto al cacao e con uno stecchino fare dei movimenti circolari nell'impasto per ottenere l'effetto variegato. Cuocere per circa 40-45 minuti, fare prova stecchino. Far raffreddare completamente su una griglia e spolverare con zucchero a velo.

Fonte: siulagolosa.blogspot.it

La caratteristica fondamentale della pasta strudel è che quando la stendete sul canovaccio dovete intravederne il disegno. Così disse Max Mariola in una trasmissione del Gambero Rosso. La ricetta di riferimento per la pasta poi è quella di Laura Ravaioli ("La mia donna ideale", come direbbe un caro amico: indubbiamente una donna che ti prende per la gola), già pluricitata. Di proposito oggi al supermercato non ho comperato le uova: volevo fare lo strudel come se in casa non ne avessi (un poco squilibrata? sì, grazie!). Non si sa mai che mi venga questo ghiribizzo pur essendo a corto della preziosa materia prima...In casa però avevo la pluricitata maionese: uova ed olio, proprio come due ingredienti base della pasta strudel. Detto e fatto: 250g di farina 2 cucchiai di maionese un cucchaio di olio extravergine mezzo cucchiaio di zucchero un pizzico di sale acqua quanto basta per formare una "palla" da far riposare almeno un'oretta in luogo tiepido coperta da una terrina rovesciata. Si stende il tutto su un canovaccio infarinato, sottile sottile come detto prima (l'impasto tende un po' a rompersi, ma insistete, sarete premiati), poi vai di ripieno: propongo una crema di verdure in abbinamento ad un formaggio: io ho unito crema di radicchio (radicchio, olio exvo, aceto di mele, zucchero di canna, sale e pepe) a dadini di feta ed una salsa di pomodoro a scaglie di pecorino romano . Arrotolato il tutto, l'ho piazzato in forno già caldoa 200° per una ventina di minuti, spennellando a metà cottura con latte di soia (mucca va anche be ne). Il risultato è molto friabile ma "tonico", non si spacca. Da servire su un letto di verdure stufate o magari su un'insalata. e non siete a dieta insistete pure con la maionese...

Fonte: venereincucina.blogspot.com

Le ultime ricerche scientifiche hanno evidenziato un dato allucinante. Ben il 75% della popolazione mondiale soffre di insonnia. E, senza dubbio, in questa percentuale sono compresa anche io. Voi cosa fate quando non dormite? Io guardo trasmissioni di cucina. Ebbene sì, ho lo stomaco che lavora h24, non si stanca mai! La pasta al ragù di broccolo romanesco è figlia di una nottata insonne, buia e tempestosa. Il vento fuori faceva sbattere lo sportello dell'armadietto accidentiameeatuttelevoltechemidimenticodichiuderlo e il freddo intorpidiva le zampette della mia gatta, spingendola a ficcarmele nella giugulare nel disperato tentativo di: a) scaldarsi b) uccidermi Nel frattempo, la televisione parlava, parlava .... e io pensavo al freddo, alla gatta, alla giugulare finché una frase ha catturato la mia attenzione. Le meraviglie della cucina povera . Altolà, io adoro la cucina povera. Che poi di povero non ha nulla, anzi. Se ci riflettete bene la cucina povera risponde al diktat della cucina odierna. Pochi ingredienti , di stagione e soprattutto a km 0 . Quando trascorrevo le mie vacanze nel nostro casale umbro mio padre andava nell'orto, raccoglieva gli ortaggi maturi, li portava in casa e mia mamma improvvisava le ricette. Io facevo il giro nell'aia cercando di rubare da sotto al sedere le uova alle galline per poi consegnarle in casa. Questo era il nostro km 0! La cucina povera che aveva catturato la mia attenzione aveva come protagonista questa pasta. Broccolo romanesco di stagione, peperoncino , un'acciughina e il pane grattugiato, il formaggio dei poveri. Tutto qui. Il risultato? Beh la mattina mi sono alzata con un solo pensiero. Io 'sta pasta me la dovevo cucinare. Broccolo romanesco biologico (e mannaggia la barba di Zeus mentre lo lavavo mi sono ritrovata uno degli insetti che temo di più, la mozzicatenaglie a Roma o forbicina nel resto d'Italia, in mano)

Fonte: lemporio21.blogspot.it

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