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Qualche giorno fa, cercando una ricetta in uno dei miei mille foglietti, è uscita fuori la ricetta dei bastoncini di pollo croccanti di Laura Ravaioli. (per la cronaca la ricetta che cercavo, ovviamente, non l'ho trovata!) Visto che avevo tutto in casa ho provato a farli. Premesso che io odio friggere, mi da proprio fastidio l'odore, mi fa pire venire mal di stomaco, (però se lo trovo fatto lo mangio volentieri!), qs ricetta prevedeva la frittura, con la variante del forno. Insomma per farla breve li ho preparati un po' a modo mio. Buonissimi, sono piaciuti pure ai miei bimbi, che sono noiosissimi nel mangiare! Niente foto! non ci sono arrivata... Bastoncini di pollo croccante (da un'idea di Laura Ravaioli) 1/2 Petto di pollo intero 1 yogurt (io avevo in casa solo il muller, e ho usato quello,) succo di 1/2 limone sale Per la panatura (le dosi sono un po' ad occhio) 100 gr di grana 70 gr di pangrattato 50 gr di farina di mais fioretto Ho tagliato a listarelle il petto di pollo (larghe circa 2 cm), poi li ho messi in una busta per congelare e ho aggiunto lo yogurt, il succo di limone e un pizzico di sale (volendo anche il pepe, ma io non l'ho messo). Mischiare bene il tutto e lasciarlo marinare per almeno 1 ora (la ricetta prevedeva anche una notte). Nel frattempo miscelare i componenti della panatura (io l'ho messa in un altro sacchetto per congelare). Impanare direttamente nel sacchetto le listarelle di pollo e adagiarle sulla placca del forno rivestita con carta forno, dare un giro d'olio sopra la carne e infornare a 200°C per circa 15/20 min. Controllare. I miei sono rimasti morbidissimi dentro e fuori avevano qs panatura (non croccante come se l'avessi fritta) molto gustosa. Ho preparato anche qs patatine, la ricetta l'ho sentita al volo alla prova del cuoco. Patatine fritte al forno (ho scoperto l'acqua calda!) ho pelato e tagliato le patate a bastoncini, le ho messe in acqua per 1 ora (almeno), scolate, asciugate e condite con 2 cucchiai di olio e un pizzico di sale. Messe su carta da forno, stese in un solo strato e cotte a 200° per circa 40/45 min, gli ultimi 5 min ho acceso il grill. Tenetele d'occhio, le cotture sono sempre particolari con qs forni.
Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.itLo scorso fine settimana ho dato il via ufficialmente al periodo natalizio, non vedevo l'ora, mi piace un sacco addobbare la casa per Natale! Ho sistemato gli addobbi natalizi in giro per la casa, addobbato il mio mini alberello luminoso e tirato fuori le nuove tovagliette natalizie per la colazione. Mi piacciono così tanto che ieri ho preparato apposta un dolcetto per poterle usare nelle foto. Ho preparato una torta di mele profumata alla cannella, non so per voi ma per me cannella uguale a Natale. Le foto questa volta sono state fatte da Guido, che ultimamente, se cucino di domenica, mi aiuta a fotografare. Io preparo il set e a lui faccio fare il lavoro duro, visto quanto pesa la nuova macchina...pure sulla scaletta l'ho messo a fotografare, ahahah! Questa torta è una libera interpretazione della ricetta di Laura Ravaioli, ho modificato il numero di mele e ho aggiunto l'amido di frumento. Ingredienti 120 g farina 00 30 g amido di frumento 100 g zucchero semolato 150 g burro morbido 3 uova 2 mele grandi mezza bustina di lievito per dolci pizzico di sale buccia di un limone grattugiata cannella e zucchero semolato Lavorate il burro con lo zucchero usando la frusta fino ad ottenere una bella crema morbida. Aggiungete le uova una per volta, facendo attenzione a farlo amalgamare perfettamente prima di aggiungere l'altro e per finire la scorza grattugiata di limone. Miscelate la farina, l'amido e il lievito setacciati e unitele un cucchiaio per volta con delicatezza alla crema. Per ultimo aggiungete un pizzico di sale. Trasferite l'impasto in una tortiera del diametro di 24 cm e livellatelo dolcemente con una spatola, quindi disponete sulla supercie le mele tagliate a fette dello spessore di mezzo centimetro. Mescolate 3 cucchiai di zucchero semolato con della cannella ( io ho usato un pezzo di stecca frantumata al mortaio) e versateli sulla torta. Infornate a 180 °C per 45 minuti, fate come sempre la prova stecchino. Vi consiglio di mangiarla tiepida, assaporerete meglio la cannella.
Fonte: dinneratmarys.blogspot.itera il titolo di una vecchissima canzone di Achille Togliani il cantante preferito di mia madre, classe 1928.... mai come questa volta mi pare una frase perfetta per fare gli auguri pensando all'anno che viene e, cercando allo stesso tempo di conservare un poco di ottimismo e un pizzico di leggerezza, vi dedico questa divertente filastrocca di Gianni Rodari.... Filastrocca di capodanno fammi gli auguri per tutto l'anno: voglio un gennaio col sole d'aprile, un luglio fresco, un marzo gentile; voglio un giorno senza sera voglio un mare senza bufera; voglio un pane sempre fresco, sul cipresso il fiore del pesco; che siano amici il gatto e il cane, che diano latte le fontane. Se voglio troppo, non darmi niente, dammi una faccia allegra solamente. ma neanche una ricetta?? Eccola, altrettanto augurale, e adatta agli ultimi giorni di festa.. è di Betti, una carissima amica. Paté di anatra al Porto 8-900 gr di petto d'anatra (più o meno 2 petti) 100 g. di pancetta tagliata a dadini 150 g. di burro 1 costa di sedano, 1 carota, 1 scalogno grossino salvia timo e rosmarino qualche bacca di ginepro 1,5 dl Porto di ottima qualità Incidere la pelle dei petti e rosolarli in padella, prima sul lato della pelle poi dall'altro. Scolare via il grasso, aggiungere appena un goccio di olio e le verdure tagliate grossolanamente, gli aromi e la pancetta Rosolare per alcuni minuti, salare, aggiungere il Porto e farlo sfumare bene. Coprire e proseguire la cottura lentamente per tre quarti d'ora circa aggiungendo se necessario un po' di brodo caldo. Diopodichè spellare i petti, affettarli e frullarli ancora caldi nel mixer (io ho usato il Bimby) aggiungendo anche le verdure e qualche cucchiaio del fondo di cottura, fino ad ottenere un composto omogeneo. Potete lasciarlo un poco grosso, ma se volete un risultato migliore, meglio passarlo al setaccio. A questo punto unire il burro e frullare ancora. Comporre il patè in uno stampo bagnato con acqua fredda oppure formare un salame e avvolgerlo con carta forno bagnata e strizzata. Io ho optato per un piccolo stampo da plumcake foderato di pellicola. Lasciarlo rassodare in frigorifero almeno 3-4 ore. per il panbrioche ho usato la ricetta di Laura Ravaioli, ne ho provate molte di ricette, ma questa è quella che preferisco in assoluto. Panbrioche di Laura Ravaioli 400 gr farina 00 100 gr farina Manitoba 5 uova intere 60 gr zucchero 10 gr sale 20 gr lievito di birra 25 gr acqua 250 gr burro ammorbidito Sciogliere il lievito con l'acqua tiepida e poi aggiungerlo alle due farine setacciate con il sale e lo zucchero, aggiungere le uova e per ultimo un po' per volta il burro tagliato a pezzetti. Meglio fare tutto nell'impastatore perchè l'impasto è abbastanza appiccicoso e non lavorabile con le mani, ma non preoccupatevi, deve essere così. Lasciar lavorare l'impastatore a vel ocità 3 per qualche minuto, in modo che tutto sia ben amalgamato . Una volta pronto l'im pasto, metterlo in una ciotola abbastanza capiente coprirlo con della pellicola e mette r lo a riposare in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo va r i preso, lavorat o per un attimo e poi diviso in 4 o 6 parti uguali . C on la mano formare delle palline, che andranno messe tutte ben vicine in uno stampo a piacere, imburrato e infarinato, io ho usato un o stampo a corona , da ciambella , di quelli col buco in mezz o. Per farle tutte uguali, ho pesato ogni pezzo, in modo che la cottura fosse uni forme . Lasciar lievitare ½ ora o finché non avrà raddoppiato di volume e poi cuocere in forno già caldo a 180°C per 45min./1ora Naturalmente mi son dimenticata di fotografarlo intero. Amen. Servire il pat é accompagnato dal panbrioche e ch icchi di melograno, oppure con una composta di frutti rossi... auguri di Buon Anno Nuovo a tutti voi ....che sia come lo sperate, anzi, meglio di come lo sperate.
Fonte: lagallinavintage-giuliana.blogspot.itFare una buona polenta richiede tempo, pazienza, un paiolo di rame non stagnato ed il fuoco di legna. Se escludiamo il tempo e la pazienza io non avevo a disposizione nessuna di queste meraviglie ma, con un buona pentola dal fondo spesso ed i mie fornelletti a gas, sono riuscita ad ottenere comunque un buon risultato. Ho utilizzato farina di mais a grana grossa perché avevo bisogno di una polenta più soda. Per l’acqua, la proporzione è di 1 a 4: per 250g di farina di mais occorre circa 1 litro di acqua. Ma non esiste una regola precisa da seguire, regolatevi in base a quello che è il vostro gusto. Riducete la quantità di acqua se volete una polenta più soda, aumentatela se la preferite più morbida. Occorre inoltre mantenere costante il mescolamento della polenta, per almeno 40 minuti. Ma pare che esista un trucchetto salvatempo, che non ho ancora sperimentato, e che consiste nel coprire la pentola (contenente la polenta) con un canovaccio bagnato e mettere anche il coperchio, facendo in modo che aderisca bene alla pentola. La polenta dovrebbe cuocersi, senza mai mescolare, a fuoco basso e senza attaccarsi alle pareti. Crostini di polenta con radicchio e gorgonzola (da un'idea di Laura Ravaioli) Polenta di mais (anche avanzata dal giorno prima) 3-4 cespi di radicchio lungo trevigiano 100g di gorgonzola 1 scalogno 1/2 bicchiere di vino bianco olio sale, pepe Procedimento Mettete sul fuoco due litri di acqua e, al momento dell’ebollizione, aggiungete 20 g di sale e cominciate a versate 500g di farina di mais, una manciata per volta, lasciandola cadere a pioggia con la mano sinistra e, contemporaneamente, mescolate energicamente con una frusta in modo che non si formino grumi. Abbassate al fiamma a metà e continuate sempre a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungendo, se la polenta tenderà a rassodare troppo, poca acqua bollente. La polenta è pronta quando si staccherà facilmente dalle pareti del paiolo. Ricordate, più cuoce più diventa buona e digeribile. Quindi, niente fretta! Una volta pronta, rovesciatela in una teglia da forno rettangolare, unta o rivestita di carta forno. Livellate la superficie fino a raggiungere uno spessore di circa un centimetro. Lasciatela raffreddare. Pulite il radicchio, lavatelo, sgocciolatelo e separate le foglie incidendo, se necessario, la costa centrale che in cottura potrebbe rimanere più dura. Tritate lo scalogno e rosolatelo dolcemente nell’olio senza far colorire. Aggiungere le foglie di radicchio intere (non tritate), sfumare con del vino bianco e cuocere per qualche minuto coperto. Insaporite con sale e pepe. Sformare la polenta e con l’ausilio di un coppapasta rotondo ricavate tanti dischi che posizionerete su una placca da forno unta. Usate forchetta e cucchiaio per arrotolare il radicchio, e sistematelo sui dischi di polenta lasciando un buchetto al centro che fungerà da contenitore per i cubetti di gorgonzola che avrete precedentemente tagliato. Infornate a 200°- ancor meglio, usate il grill - per circa 10 minuti o fino a quando il formaggio non si sarà sciolto. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook
Fonte: croce-delizia.blogspot.itingredienti (per una ciotola di salsa) 2 pomodori rossi e sodi 1 peperoncino piccante fresco 1 falda di peperone verde 1 grosso cipollotto 1 ciuffetto di coriandolo/ prezzemolo olio extravergine di oliva, sale Questa ricetta è liberamente ispirata a una visione notturna del gambero rosso, in cui ricordo Laura Ravaioli che la spiegava in modo impeccabile, come è solita fare!!! Io non l’ho più rivista e quindi l’ho interpretata un po’ come me la ricordavo, è stata un successo tale che l’ho rifatta già 3 volte… Pelate i pomodori e tagliateli a quadretti piccoli piccoli, tagliate il cipollotto finissimo, e così tutti gli ingredienti, devono essere tritati bene, io l’ho sempre fatto a coltello. In una ciotola, non quella che userete per servire la salsa, mettete tutto il pomodoro a quadretti e gli altri ingredienti a piccole dosi aggiungendo man mano olio extravergine di oliva e sale fino, assaggiate spesso, la proporzione degli ingredienti varia molto dalla piccantezza del peperoncino , dalla dolcezza del cipollotto e dal gusto personale, quindi ogni volta che la rifate sarà un poco diversa. Sistemate la salsa in una bella ciotolina, Laura Ravaioli consigliava di mettere i nachos nel forno una decina di minuti per aumentare la croccantezza, io l’ho fatto solo una volta , avevo il sacchetto dei nachos aperto da un po’ e così sono tornati bei croccanti!!!
Fonte: ilricettariodicinzia.blogspot.itForse questa è una ricetta banale che tutti già conosceranno, ma per me è stata una scoperta, e da quando li preparo così li mangiamo più volentieri! La mia fonte è la bravissima chef Laura Ravaioli, io ho fatto mezza dose. Ingredienti: 12 fiori di zucca 3 filetti di acciuga 100 g di mozzarella sgocciolata Per la pastella: 250 g di farina 00 275 g di acqua a temperatura ambiente 1 uovo piccolo 3 g di lievito di birra 1 pizzico di sale Olio di semi per la frittura Si inizia dalla pastella che va fatta lievitare almeno 6-8 ore, l’unica noia è questa, bisogna deciderlo prima se vogliamo prepararli! In una ciotola sbriciolare il lievito nell’acqua Mischiare il lievito alla farina setacciata e messa in un’ampia ciotola Aggiungere l’uovo ed il sale Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo Coprire con pellicola e mettere nella parte bassa del frigo per 6-8 ore Ecco come appare dopo la lievitazione, sarà pieno di bollicine e cresciuto Pulire i fiori di zucca levando il pistillo e i filamenti esterni, lasciare un pezzetto del gambo e fare tanta attenzione a non romperli. Fare a pezzetti la mozzarella, disporre un pezzetto di mozzarella un pezzettino di acciuga e richiudere con un altro pezzetto di mozzarella Con il ripieno imbottire il fiore di zucca Chiuderne l’estremità girandola a caramella Passarli nella pastella girandoli sempre alla punta, questo permetterà al ripieno di non fuoriuscire in cottura Ora non resta che passare alla frittura Mangiarli appena tiepidi Sono veramente buoni, la pastella è sottile, ma avvolgente VOTO 9
Fonte: storiegolose.blogspot.itQualche giorno fa ho visto questa ricetta sul canale Sky, Gambero Rosso in una trasmissione, condotta dallo Chef Laura Ravaioli, dedicata alla cucina kasher del ghetto di Roma. Le versioni sono molteplici, sfumature diverse da famiglia a famiglia. Ecco la mia. INGREDIENTI 4 persone 1 teglia forno 1 kg alici fresche (da pulire) 2 cespi grandi di insalata riccia sale, pepe olio extravergine di oliva aglio e peperoncino in polvere poco pangrattato PROCEDIMENTO Accendete il forno ventilato e portatelo a 180°C. Pulite bene l'insalata togliendo con un coltellino la parte centrale, capovolgendo il cespo e ruotando. Lavatela ripetutamente poi scolatela con l'apposito attrezzo o aiutandovi strizzandola con un panno. Mettetela in uno scolapasta, salatela abbondantemente e coprite con un piatto mettendo sopra una pentola piena di acqua per pressare per una ventina di minuti e fare uscire eventuale acqua. Foderate una teglia con carta da forno e infornatela con tutta l'insalata condita con un po' di olio e peperoncino con aglio i polvere, per 20 minuti a 180°C. Nel frattempo avrete pulito le alici togliendo la testa, la lisca, le viscere e la coda. Passate i filetti sotto l'acqua corrente e cercate di scolarli/asciugarli il più possibile. Sfornate la teglia, togliete metà dell'insalata che nel frattempo sarà molto diminuita di volume e sarà colorata e croccante. Distribuite bene nella teglia metà insalata poi mettete i filetti a coprire, salate e pepate aggiungete poco olio. Coprite con uno strato di insalata e condite nuovamente con poco olio. Infornate per 20 minuti a 180°C poi sfornate e spolverizzate con poco pangrattato e poco olio cuocendo ancora solo altri 5 minuti. Servite subito. CONSIDERAZIONI Una vera sorpresa per semplicità e sapori. Potete abbondare col peperoncino piccante perchè si sposa benissimo con l'equilibrio di amarognolo (non forte) dell'insalata riccia e il delicato delle alici. Ottime anche le consistenza che vanno dal croccante dell'insalata al cremoso delle alici al ruvido del pangrattato. Ricordatevi di acquistare due grossi caspi di insalata riccia perchè in cottura diminuiscono davvero tanto di volume così potrete scegliete poi se aumentare leggermente i due strati di verdura.
Fonte: ilmondodiluvi.blogspot.itBuongiorno buongiorno, buon lunedì...!!! Ho lasciato riposare il pc qui..per il week end..tanto non mi avrebbe fatto fare niente---°-°---e speravo che , magicamente, si risolvessero tutti i problemi. Invece eccomi qui ancora con le scritte in rima, dato che non mi accetta più manco l'allineamento a sinistra. Il fatto è che ho troppi post da spostare altrimenti un pensierino per cambiare da blogger a qualcosa d'altro lo avrei già fatto. Cambiamo discorso e veniamo al dunque. Io con questo caldo non amerei molto mangiare la pasta, anche se qui i bambini la gradiscono per cui la faccio ugualmente, sacrificandomi. Io preferirei insalatone e zuppe fredde. Le zuppe, per fortuna, le gradiscono pure loro, le insalate ancora no, invece. Questa è un piatto freddo, fresco, che proviene sempre da mia mamma e da sky. Al solito, non chiedetemi provenienza perchè non lo so--Laura Ravaioli forse?--le dosi..ormai lo sapete come fa mia mamma, no? così di queste --vedi Michela?--così, ti deve venire così...più di così non riesco a fare..la parte bella è che comincio a fare così anche io perchè tutto sommato è divertente, ed anche comodo. Io, per voi, solo per voi, ho pure pesato quello che ho usato. Ovviamente le proporzioni sono a scelta, e cambiando le proporzioni cambia anche il sapore di questo gustosissimo gazpacho che si può gustare come antipasto, come primo o come piatto unico..a me è piaciuto tantissimo..anzi quasi quasi me lo rifaccio pure oggi. GAZPACHO VERDE 400 gr fagiolini lessati al dente--io 10'-- 40 gr cipolla sale pepe 40 gr peperone verde privato di filamenti e semi un cucchiaino di caffe' di tabasco--se lo volete piccante..se lo volete più ''dolce'' aceto balsamico-- 60 gr cetriolo privato di buccia e semi Frullare tutte le verdure lavate e mondate con le zucchine. Unire tabasco, sale e pepe se serve. Servire con crostini. Ah dimenticavo! Se fosse troppo denso allungare con ghiaccio o acqua ghiacciata.
Fonte: michela-pepepeperoncino.blogspot.comLa colazione più buona è sempre quella più semplice e la ciambella marmorizzata rimane la mia preferita. E ne mangio sempre più di una fetta perchè mi piace scoprire un disegno sempre nuovo!! Condivido con voi una ricetta semplicissima e di sicuro successo. Ciambella marmorizzata di Laura Ravaioli Ingredienti: 300 g farina 00 220 g zucchero 170 ml latte 120 g burro 4 uova 3 cucchiai rasi di cacao amaro 1 bustina di lievito 1 pizzico di sale buccia di 1 arancia Accendere il forno a 180°C. Imburrare e infarinare uno stampo da ciambella. Setacciare insieme farina e lievito. Fondere il burro. In una ciotola lavorare con le fruste elettriche zucchero e uova, aggiungere alternando il burro fuso, il latte e la farina con il lievito, mescolando con una spatola, infine il sale e la buccia di arancia. In una ciotolina setacciare il cacao e aggiungere meno di metà dell'impasto, mescolare bene. Versare l'impasto bianco nello stampo, versare a cucchiaiate l'impasto al cacao e con uno stecchino fare dei movimenti circolari nell'impasto per ottenere l'effetto variegato. Cuocere per circa 40-45 minuti, fare prova stecchino. Far raffreddare completamente su una griglia e spolverare con zucchero a velo.
Fonte: siulagolosa.blogspot.itLa caratteristica fondamentale della pasta strudel è che quando la stendete sul canovaccio dovete intravederne il disegno. Così disse Max Mariola in una trasmissione del Gambero Rosso. La ricetta di riferimento per la pasta poi è quella di Laura Ravaioli ("La mia donna ideale", come direbbe un caro amico: indubbiamente una donna che ti prende per la gola), già pluricitata. Di proposito oggi al supermercato non ho comperato le uova: volevo fare lo strudel come se in casa non ne avessi (un poco squilibrata? sì, grazie!). Non si sa mai che mi venga questo ghiribizzo pur essendo a corto della preziosa materia prima...In casa però avevo la pluricitata maionese: uova ed olio, proprio come due ingredienti base della pasta strudel. Detto e fatto: 250g di farina 2 cucchiai di maionese un cucchaio di olio extravergine mezzo cucchiaio di zucchero un pizzico di sale acqua quanto basta per formare una "palla" da far riposare almeno un'oretta in luogo tiepido coperta da una terrina rovesciata. Si stende il tutto su un canovaccio infarinato, sottile sottile come detto prima (l'impasto tende un po' a rompersi, ma insistete, sarete premiati), poi vai di ripieno: propongo una crema di verdure in abbinamento ad un formaggio: io ho unito crema di radicchio (radicchio, olio exvo, aceto di mele, zucchero di canna, sale e pepe) a dadini di feta ed una salsa di pomodoro a scaglie di pecorino romano . Arrotolato il tutto, l'ho piazzato in forno già caldoa 200° per una ventina di minuti, spennellando a metà cottura con latte di soia (mucca va anche be ne). Il risultato è molto friabile ma "tonico", non si spacca. Da servire su un letto di verdure stufate o magari su un'insalata. e non siete a dieta insistete pure con la maionese...
Fonte: venereincucina.blogspot.comLe ultime ricerche scientifiche hanno evidenziato un dato allucinante. Ben il 75% della popolazione mondiale soffre di insonnia. E, senza dubbio, in questa percentuale sono compresa anche io. Voi cosa fate quando non dormite? Io guardo trasmissioni di cucina. Ebbene sì, ho lo stomaco che lavora h24, non si stanca mai! La pasta al ragù di broccolo romanesco è figlia di una nottata insonne, buia e tempestosa. Il vento fuori faceva sbattere lo sportello dell'armadietto accidentiameeatuttelevoltechemidimenticodichiuderlo e il freddo intorpidiva le zampette della mia gatta, spingendola a ficcarmele nella giugulare nel disperato tentativo di: a) scaldarsi b) uccidermi Nel frattempo, la televisione parlava, parlava .... e io pensavo al freddo, alla gatta, alla giugulare finché una frase ha catturato la mia attenzione. Le meraviglie della cucina povera . Altolà, io adoro la cucina povera. Che poi di povero non ha nulla, anzi. Se ci riflettete bene la cucina povera risponde al diktat della cucina odierna. Pochi ingredienti , di stagione e soprattutto a km 0 . Quando trascorrevo le mie vacanze nel nostro casale umbro mio padre andava nell'orto, raccoglieva gli ortaggi maturi, li portava in casa e mia mamma improvvisava le ricette. Io facevo il giro nell'aia cercando di rubare da sotto al sedere le uova alle galline per poi consegnarle in casa. Questo era il nostro km 0! La cucina povera che aveva catturato la mia attenzione aveva come protagonista questa pasta. Broccolo romanesco di stagione, peperoncino , un'acciughina e il pane grattugiato, il formaggio dei poveri. Tutto qui. Il risultato? Beh la mattina mi sono alzata con un solo pensiero. Io 'sta pasta me la dovevo cucinare. Broccolo romanesco biologico (e mannaggia la barba di Zeus mentre lo lavavo mi sono ritrovata uno degli insetti che temo di più, la mozzicatenaglie a Roma o forbicina nel resto d'Italia, in mano)
Fonte: lemporio21.blogspot.it