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PASTA FROLLA: ( queste dosi sono del corso di pasticceria che ho frequentato) 270 gr farina 00 100 gr zucchero 150 gr burro 5 gr sale 25 gr tuorli d'uovo 25 gr latte 10 gr miele limone e arancia grattugiata vanillina CREMINA DI MANDORLE: 100 gr zucchero 100 gr farina di mandorle 100 gr burro 1 uovo intero 2 cucchiai di farina PERE: 5 pere tagliate e sbucciate a metà tagliate a fettine gelatina di pesche o di albicocche ( amalgamare a 1 cucchiaio di acqua per renderla piu fluida da poterla spalmare sulle pere dopo cotte) Questa crostata che oggi ho visto in televisione preparata da Laura Ravaioli è deliziosa al massimo.... La base è di pasta frolla.. la ricetta che ha dato la Ravaioli come dosi è un po diversa ma io ho voluto utilizzare gli ingredienti che mi hanno dato al corso di pasticceria e che io trovo stupenda..si stende che è una meraviglia e la sua consistenza eccezionale.... allora dicevo, si prepara una pasta frolla e si mette una mezz'ora in frigo..intanto si prepara la cremina alla mandorla..in un contenitore si mescolano lo zucchero, la farina di mandorle, il burro, l'uovo e i 2 cucchiai di farina..si ottiene una cremina delicata..si riprende la pasta frolla e si riveste uno stampo da crostata, sulla base si stende la cremina di mandorle e su questa si mettono le pere tagliate a fettine coprendo tutta la superficie...si mette in forno per circa 20/25 minuti a 180°....( o a secondo del proprio forno ma deve essere dorata)...si mette a raffreddare e dopo si stende con un pennello la gelatina di pesche diluita con un cucchiaio di acqua in modo da rendere lucida la superficie della crostata Vi scrivo anche le dosi della pasta frolla che ha dato la Ravaioli..a voi la scelta PASTA FROLLA di Laura Ravaioli: 300 gr di farina 00 150 gr di zucchero 150 gr di burro 3 tuorli d'uovo pizzico di sale vanillina o scorza di limone grattugiata

Fonte: patryval.blogspot.it

La " Crostata di ricotta e visciole" fa parte delle ricette della tradizione romana, ma, in realtà, appartiene alla cucina ebraica. La ricetta che vi propongo è quella di Laura Ravaioli chef e donna fantastica. Ingredienti ( stampo da 26 cm ) per la frolla 400 g di farina 200 g di zucchero 200 g di burro 1 pizzico di sale 4 tuorli scorza di limone grattuggiato per il ripieno 400 g di ricotta 120 g di zucchero 2 uova 2 cucchiai di sambuca (a piacere) 1 barattolo di confettura di visciole (350 g circa) Preparazione Impastare la frolla assemblando tutti gli ingredienti secchi, il burro ed infine i tuorli. Mettere in frigo per 4 ore nella parte meno fredda, meglio ancora se preparata la sera prima, perchè sarà più facile da stendere. Tgliete lapasta dal frigorifero una decina di minuti prima di lavorarla. Fate scaldare il forno a 170° e intanto preparate il ripieno. Stendete la frolla ricoprite con la marmellata e la crema di ricotta. Completate con la classica grata e infornate. Un pensiero speciale in questo giorno a noi dedicato! Auguri a tutte le mamme!!! Felice giornata!

Fonte: silviaaifornelli.blogspot.it

La cicoria è una delle mie verdure preferite, poi ripassata semplicemente in padella con olio, aglio e peperoncino diventa deliziosa. Nel Lazio la cicoria è una verdura molto diffusa e amata, esistono tantissime ricette romane con la cicoria, la famosa focaccia ripiena di Gabriele Bonci, oppure la torta salata di Laura Ravaioli e altro ancora. Io amo la cicoria ripassata in padella, con quel pizzico di peperoncino che non guasta mai. Per saldare il colore brillante del verde e addolcire il gusto leggermente amarognolo della cicoria, dopo averla sbollentata, la verso pochi minuti in acqua fredda, poi elimino il residuo di acqua e la ripasso in padella con gli aromi citati prima. La regola per cuocere i vegetali a foglia larga è non coprire mai con il coperchio durante la cottura. Ecco la mia ricetta. Ingredienti • Cicoria • Aglio • Olio • Peperoncino Preparazione 1. Sbollentare la cicoria per 10 minuti. 2. A cottura, versarla in acqua fredda. 3. Dopo 10 minuti in acqua fredda, scolatela ben bene. 4. Scaldare in un filo d’olio, l’aglio e il peperoncino. 5. Quando gli aromi hanno sprigionato l’aroma nell’olio, versate la cicoria e ripassatela. 6. Dopo pochi passaggi, salate e servite. © Libera Ferrandino 2012

Fonte: fonduephoto.blogspot.it

Fare una buona polenta richiede tempo, pazienza, un paiolo di rame non stagnato ed il fuoco di legna. Se escludiamo il tempo e la pazienza io non avevo a disposizione nessuna di queste meraviglie ma, con un buona pentola dal fondo spesso ed i mie fornelletti a gas, sono riuscita ad ottenere comunque un buon risultato. Ho utilizzato farina di mais a grana grossa perché avevo bisogno di una polenta più soda. Per l’acqua, la proporzione è di 1 a 4: per 250g di farina di mais occorre circa 1 litro di acqua. Ma non esiste una regola precisa da seguire, regolatevi in base a quello che è il vostro gusto. Riducete la quantità di acqua se volete una polenta più soda, aumentatela se la preferite più morbida. Occorre inoltre mantenere costante il mescolamento della polenta, per almeno 40 minuti. Ma pare che esista un trucchetto salvatempo, che non ho ancora sperimentato, e che consiste nel coprire la pentola (contenente la polenta) con un canovaccio bagnato e mettere anche il coperchio, facendo in modo che aderisca bene alla pentola. La polenta dovrebbe cuocersi, senza mai mescolare, a fuoco basso e senza attaccarsi alle pareti. Crostini di polenta con radicchio e gorgonzola (da un'idea di Laura Ravaioli) Polenta di mais (anche avanzata dal giorno prima) 3-4 cespi di radicchio lungo trevigiano 100g di gorgonzola 1 scalogno 1/2 bicchiere di vino bianco olio sale, pepe Procedimento Mettete sul fuoco due litri di acqua e, al momento dell’ebollizione, aggiungete 20 g di sale e cominciate a versate 500g di farina di mais, una manciata per volta, lasciandola cadere a pioggia con la mano sinistra e, contemporaneamente, mescolate energicamente con una frusta in modo che non si formino grumi. Abbassate al fiamma a metà e continuate sempre a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungendo, se la polenta tenderà a rassodare troppo, poca acqua bollente. La polenta è pronta quando si staccherà facilmente dalle pareti del paiolo. Ricordate, più cuoce più diventa buona e digeribile. Quindi, niente fretta! Una volta pronta, rovesciatela in una teglia da forno rettangolare, unta o rivestita di carta forno. Livellate la superficie fino a raggiungere uno spessore di circa un centimetro. Lasciatela raffreddare. Pulite il radicchio, lavatelo, sgocciolatelo e separate le foglie incidendo, se necessario, la costa centrale che in cottura potrebbe rimanere più dura. Tritate lo scalogno e rosolatelo dolcemente nell’olio senza far colorire. Aggiungere le foglie di radicchio intere (non tritate), sfumare con del vino bianco e cuocere per qualche minuto coperto. Insaporite con sale e pepe. Sformare la polenta e con l’ausilio di un coppapasta rotondo ricavate tanti dischi che posizionerete su una placca da forno unta. Usate forchetta e cucchiaio per arrotolare il radicchio, e sistematelo sui dischi di polenta lasciando un buchetto al centro che fungerà da contenitore per i cubetti di gorgonzola che avrete precedentemente tagliato. Infornate a 200°- ancor meglio, usate il grill - per circa 10 minuti o fino a quando il formaggio non si sarà sciolto. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Fonte: croce-delizia.blogspot.it

La crostata di ricotta è uno dei miei dolci preferiti, la ricetta è di Laura Ravaioli (chef del Gambero Rosso). Non è un dolce tipico piemontese, infatti non lo conoscevo, ma per la precisione la ricetta, segreta, è di un famoso forno a Roma, che si trova nel ghetto ebraico di Roma. Però adoro la frolla e adoro la ricotta, la marmellata di visciole non l'ho mai assaggiata, perchè qua non riesco proprio a trovarla! Quando la faccio uso la mia marmellata di ciliegie, che non è proprio la stessa cosa, ma in assenza d'altro mi accontento, inoltre ho anche usato la solita frolla che uso sempre, quella di Santin. Crostata di ricotta e visciole di Laura Ravaioli Pasta frolla friabile di M. Santin 500g di farina 250g di burro morbido 140g di zucchero a velo 3 rossi d’uovo (90g) 1 uovo intero (65g) buccia di limone grattugiata pizzico di sale Per la farcia 1 vasetto di confettuta di visciole (io di ciliegie) 400gr.di ricotta di pecora 140gr.di zucchero (io usato 120 gr di zucchero, perchè la marmellata di ciliegie è parecchio dolce) 2 uova 2 cucchiai di sambuca (io ho messo il Rum) Preparazione Inserire nella ciotola della planetaria, nel seguente ordine, metà farina, lo zucchero, il burro a cubetti, la buccia di limone, le uova e la restante farina. Quando l’impasto comincia ad essere omogeneo togliela dalla planetaria e finire di impastare a mano, avvolgerla nella carta di forno e farla riposare in frigo per qualche ora, meglio farla il giorno prima. Imburrare una teglia a cerniera da 25 cm di diametro, stendere la frolla a circa mezzo centimetro di spessore, e mettere in frigo. Nel frattempo preparare la farcia: in una ciotola mischiare con una frusta a mano la ricotta con lo zucchero, unire le uova e gli aromi. Tirare fuori la tortiera con la pasta frolla già stesa, versare sul fondo la marmellata e poi la crema di ricotta, molto delicatamente. Fare le strisce sopra la crostata e cuocere in forno già caldo a 170 °C per 40/45 min. circa. Controllare! Buonisima! Appena riesco pubblico anche la foto...

Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.it

Quante ricette di torte di mele conosciamo? Penso che non si riescano a contare, ognuno ha la sua preferita, o quella della nonna o della mamma ... Poi la torta di mele sa di casa, di coccole, infatti ieri era una giornata grigia, umida, una di quelle giornate da stare sotto le coperte a leggere! Peccato che i miei due bimbi non mi permettano questo lusso, così per non annoiarci più di tanto e per scaldare un po' di più la casa abbiamo fatto questa torta di mele soffice soffice, che è in assoluto la mia preferita. Non è una ricetta di famiglia ma è una ricetta di cucina di Laura Ravaioli , chef del Gambero Rosso. La ricetta è semplicissima e soprattutto veloce. TORTA DI MELE (di Laura Ravaioli) Ingredienti 3 mele renette 3 uova 150 gr di farina 150 gr di burro morbido 100 gr di zucchero 1 limone (scorza e succo) 3 cucchiaini di lievito per dolci 1 pizzico di sale zucchero di canna cannella Preparazione. Accendere il forno a 175/180°C. Per prima cosa grattare la scorza di limone. Pelare e tagliare le mele a cubetti, metterle in una ciotola e irrorarle con il succo di limone. Se si fa nel mixer: inserire la farina e il lievito setacciati, il burro a cubetti, le uova intere, il pizzico di sale, lo zucchero e la scorza di limone. Avviare il robot fino a formare una crema densa. Se la facciamo con le fruste elettriche: montare il burro morbido con lo zucchero, unire le uova (una per volta), amalgamare bene, poi unire i restanti ingredienti e amalgamare il tutto fino ad ottenere una crema densa. Imburrare e infarinare una tortiera a cerniera da 22/24 cm di diametro. Versale il composto cremoso, appoggiare in maniera disordinata le mele sulla crema e spingerle leggermente per affondarle un pochino. Cospargere la superficie con dello zucchero di canna e un po di cannella (io quest'ultima non lo messa). Infornare per circa 40/45 min. Servire tiepida. Inserisco una nota che non centra con la ricetta: Eliminiamo dai ns blog i captcha , che sono quelle paroline odiose da inserire quando si vuole pubblicare un ns commento ad un post. Magari molti pensano di non averli (come la sottoscritta), e invece li abbiamo quasi tutti... Vi rimando a due blog che hanno parlato molto bene di questa cosa: caffè col cioccolato e da Mary .

Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.it

Lo scorso fine settimana ho dato il via ufficialmente al periodo natalizio, non vedevo l'ora, mi piace un sacco addobbare la casa per Natale! Ho sistemato gli addobbi natalizi in giro per la casa, addobbato il mio mini alberello luminoso e tirato fuori le nuove tovagliette natalizie per la colazione. Mi piacciono così tanto che ieri ho preparato apposta un dolcetto per poterle usare nelle foto. Ho preparato una torta di mele profumata alla cannella, non so per voi ma per me cannella uguale a Natale. Le foto questa volta sono state fatte da Guido, che ultimamente, se cucino di domenica, mi aiuta a fotografare. Io preparo il set e a lui faccio fare il lavoro duro, visto quanto pesa la nuova macchina...pure sulla scaletta l'ho messo a fotografare, ahahah! Questa torta è una libera interpretazione della ricetta di Laura Ravaioli, ho modificato il numero di mele e ho aggiunto l'amido di frumento. Ingredienti 120 g farina 00 30 g amido di frumento 100 g zucchero semolato 150 g burro morbido 3 uova 2 mele grandi mezza bustina di lievito per dolci pizzico di sale buccia di un limone grattugiata cannella e zucchero semolato Lavorate il burro con lo zucchero usando la frusta fino ad ottenere una bella crema morbida. Aggiungete le uova una per volta, facendo attenzione a farlo amalgamare perfettamente prima di aggiungere l'altro e per finire la scorza grattugiata di limone. Miscelate la farina, l'amido e il lievito setacciati e unitele un cucchiaio per volta con delicatezza alla crema. Per ultimo aggiungete un pizzico di sale. Trasferite l'impasto in una tortiera del diametro di 24 cm e livellatelo dolcemente con una spatola, quindi disponete sulla supercie le mele tagliate a fette dello spessore di mezzo centimetro. Mescolate 3 cucchiai di zucchero semolato con della cannella ( io ho usato un pezzo di stecca frantumata al mortaio) e versateli sulla torta. Infornate a 180 °C per 45 minuti, fate come sempre la prova stecchino. Vi consiglio di mangiarla tiepida, assaporerete meglio la cannella.

Fonte: dinneratmarys.blogspot.it

Quante stelle cadenti avete contato ieri notte? Personalmente nemmeno una. Saranno anni che non mi capita di vederne, peccato perché un briciolo di fortuna mi farebbe comodo. Avrei giusto un paio di desideri da esprimere... li tengo lì, lo sciame di solito dura qualche giorno, magari stasera sarò più fortunata. Intanto la temuta Circe qui non si è mostrata e forse è un bene, piuttosto che subire danni... le temperature si sono mitigate perlomeno nelle ore notturne. Quasi niente pioggia ma tanto vento fresco, solo la mattina. Vi domanderete perché ho dato il mome La.Ra. all'insalata. Perché sono le prime sillabe di Laura Ravaioli, mitica chef italiana, una delle prime di cui andare orgogliosi sia all'estero che in patria, che mi piace assai in quanto non se la tira e propone spesso ricette di una semplicità disarmante ma concepite con intelligenza. Sulla sua pagina facebook pubblicò, settimane fa, la foto con la descrizione minimal di questa versione alla Laura di una classica insalata mediorientale. Pomodori, cipolla rossa di Tropea e cetrioli in parti uguali, il tutto condito con abbondante prezzemolo tritato. Vi garantisco che sarà molto apprezzata, noi non siamo troppo abituati ad abbondare col prezzemolo nelle insalate, invece all'estero spesso lo trattano come qualsiasi altra verdura a foglia, e altrettanto fanno col coriandolo. Missing qui da noi... Ecco le dosi per 4 persone. -ricetta- 1 pomodoro cuore di bue grande, o due/tre perini 1 cetriolo grande 1 cipolla rossa di Tropea un mazzetto di prezzemolo aceto rosso olio evo sale Sbuccio solo parzialmente il cetriolo, dopo averlo ben lavato, e lo taglio a dadi. Ricavo dadi delle stesse dimensioni dal pomodoro e dalla cipolla. Questa la metto a bagno per mezz'ora in aceto rosso, meglio ancora se aromatizzato ai lamponi, o di Sherry. Questo trucchetto serve a rendere la cipolla digeribile al 100%. Intanto trito il ciuffo di prezzemolo, per rendere l'idea devo riempirne una tazza. Scolo la cipolla, verso tutto in una terrina, condisco con sale e ottimo olio extravergine e porto in tavola dopo 10' di riposo.

Fonte: dallacucinadijo.blogspot.it

La Crostata di Visciole e Ricotta , appartenente alla cucina ebraica/kosher, è forse il dolce più famoso prodotto dalla pasticceria Boccione a Roma, nel ghetto ebraico. E' una ricetta chiaramente segreta, che la famiglia Boccione si tramanda da generazioni, per cui vi propongo la versione, a mio giudizio veramente buona, della chef Laura Ravaioli. Ingredienti per la pasta frolla: 400 gr di farina 200 gr di zucchero 200 gr di burro 4 tuorli d'uova scorza di limone sale Ingredienti per il ripieno: 400 gr di ricotta romana di pecora 140 gr di zucchero 2 uova 2 cucchiai di rum o sambuca, a piacere 1 barattolo di confettura di visciole da 350 gr Preparazione: Preparate la pasta frolla con gli ingredienti sopraelencati e fatela riposare (io la metto almeno 30 minuti in frigo). Poi mescolate insieme tutti gli ingredienti per la crema di ricotta fino ad ottenere una crema perfettamente liscia. Con parte della pasta frolla rivestite il fondo e i bordi di una tortiera imburrata e infarinata, di 26 cm. di diametro, fate uno strato di confettura quindi versate sopra la crema di ricotta. Con la pasta rimasta ricavate, con l'aiuto di una rotella dentellata, le strisce per la copertura. Fate cuocere la torta in forno a 170°C per circa 1 ora (io a 150°C nel forno ventilato), quindi aspettate che sia ben fredda prima di tagliarla e servirla spolverata di zucchero a velo.

Fonte: italiansdoeatbetter.blogspot.it

era il titolo di una vecchissima canzone di Achille Togliani il cantante preferito di mia madre, classe 1928.... mai come questa volta mi pare una frase perfetta per fare gli auguri pensando all'anno che viene e, cercando allo stesso tempo di conservare un poco di ottimismo e un pizzico di leggerezza, vi dedico questa divertente filastrocca di Gianni Rodari.... Filastrocca di capodanno fammi gli auguri per tutto l'anno: voglio un gennaio col sole d'aprile, un luglio fresco, un marzo gentile; voglio un giorno senza sera voglio un mare senza bufera; voglio un pane sempre fresco, sul cipresso il fiore del pesco; che siano amici il gatto e il cane, che diano latte le fontane. Se voglio troppo, non darmi niente, dammi una faccia allegra solamente. ma neanche una ricetta?? Eccola, altrettanto augurale, e adatta agli ultimi giorni di festa.. è di Betti, una carissima amica. Paté di anatra al Porto 8-900 gr di petto d'anatra (più o meno 2 petti) 100 g. di pancetta tagliata a dadini 150 g. di burro 1 costa di sedano, 1 carota, 1 scalogno grossino salvia timo e rosmarino qualche bacca di ginepro 1,5 dl Porto di ottima qualità Incidere la pelle dei petti e rosolarli in padella, prima sul lato della pelle poi dall'altro. Scolare via il grasso, aggiungere appena un goccio di olio e le verdure tagliate grossolanamente, gli aromi e la pancetta Rosolare per alcuni minuti, salare, aggiungere il Porto e farlo sfumare bene. Coprire e proseguire la cottura lentamente per tre quarti d'ora circa aggiungendo se necessario un po' di brodo caldo. Diopodichè spellare i petti, affettarli e frullarli ancora caldi nel mixer (io ho usato il Bimby) aggiungendo anche le verdure e qualche cucchiaio del fondo di cottura, fino ad ottenere un composto omogeneo. Potete lasciarlo un poco grosso, ma se volete un risultato migliore, meglio passarlo al setaccio. A questo punto unire il burro e frullare ancora. Comporre il patè in uno stampo bagnato con acqua fredda oppure formare un salame e avvolgerlo con carta forno bagnata e strizzata. Io ho optato per un piccolo stampo da plumcake foderato di pellicola. Lasciarlo rassodare in frigorifero almeno 3-4 ore. per il panbrioche ho usato la ricetta di Laura Ravaioli, ne ho provate molte di ricette, ma questa è quella che preferisco in assoluto. Panbrioche di Laura Ravaioli 400 gr farina 00 100 gr farina Manitoba 5 uova intere 60 gr zucchero 10 gr sale 20 gr lievito di birra 25 gr acqua 250 gr burro ammorbidito Sciogliere il lievito con l'acqua tiepida e poi aggiungerlo alle due farine setacciate con il sale e lo zucchero, aggiungere le uova e per ultimo un po' per volta il burro tagliato a pezzetti. Meglio fare tutto nell'impastatore perchè l'impasto è abbastanza appiccicoso e non lavorabile con le mani, ma non preoccupatevi, deve essere così. Lasciar lavorare l'impastatore a vel ocità 3 per qualche minuto, in modo che tutto sia ben amalgamato . Una volta pronto l'im pasto, metterlo in una ciotola abbastanza capiente coprirlo con della pellicola e mette r lo a riposare in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo va r i preso, lavorat o per un attimo e poi diviso in 4 o 6 parti uguali . C on la mano formare delle palline, che andranno messe tutte ben vicine in uno stampo a piacere, imburrato e infarinato, io ho usato un o stampo a corona , da ciambella , di quelli col buco in mezz o. Per farle tutte uguali, ho pesato ogni pezzo, in modo che la cottura fosse uni forme . Lasciar lievitare ½ ora o finché non avrà raddoppiato di volume e poi cuocere in forno già caldo a 180°C per 45min./1ora Naturalmente mi son dimenticata di fotografarlo intero. Amen. Servire il pat é accompagnato dal panbrioche e ch icchi di melograno, oppure con una composta di frutti rossi... auguri di Buon Anno Nuovo a tutti voi ....che sia come lo sperate, anzi, meglio di come lo sperate.

Fonte: lagallinavintage-giuliana.blogspot.it

Stavolta lascio in pace la planetaria e faccio tutto a mano, mi serve solo una ciotola capiente, una frusta e tanta voglia di fare una colazione buonissima!!!!! La ricetta è di Laura Ravaioli, è il ciambellone che fa la sua mamma. Ora entrerà nella mia classifica dei dolci preferiti per la colazione e quando lo proverete diventerà anche il vostro preferito, è cioccolatoso e sofficissimo...lo adoro!!! Dico la verità...io una fettina la mangio anche dopo cena, perchè se a casa c'è un dolce al cioccolato non riesco proprio a resistere! CIAMBELLONE AL CIOCCOLATO di Laura Ravaioli Ingredienti: 275 g zucchero 4 uova 100 g burro morbido 120 g cioccolato fondente 150 g latte intero fresco 300 g farina 00 debole 1 bustina di lievito (16 g) 1 pizzico di sale Accendere il forno a 180°C, imburrare e infarinare uno stampo a ciambella. Sciogliere a bagnomaria o al microonde il cioccolato (io ho utilizzato un fondente al 55%) e lasciare intiepidire. Setacciare la farina con il lievito. In una ciotola capiente sbattere con una frusta a mano le uova con lo zucchero e il sale, aggiungere il burro morbido a tocchetti e mescolare. Aggiungere il cioccolato fondente e mescolare accuratamente, in maniera tale che gli eventuali pezzetti di burro si sciolgano col calore del cioccolato e ottenere così un impasto ben amalgamato. Aggiungere un pò per volta la farina con il lievito alternando con il latte, mescolando sempre con la frusta. Versare il composto nello stampo, infornare e abbassare la temperatura a 175°C. Cuocere per circa 45-50 minuti, fare prova stecchino. Far raffreddare completamente su una gratella. Servire con una spolverata di zucchero a velo.

Fonte: siulagolosa.blogspot.it

La caratteristica fondamentale della pasta strudel è che quando la stendete sul canovaccio dovete intravederne il disegno. Così disse Max Mariola in una trasmissione del Gambero Rosso. La ricetta di riferimento per la pasta poi è quella di Laura Ravaioli ("La mia donna ideale", come direbbe un caro amico: indubbiamente una donna che ti prende per la gola), già pluricitata. Di proposito oggi al supermercato non ho comperato le uova: volevo fare lo strudel come se in casa non ne avessi (un poco squilibrata? sì, grazie!). Non si sa mai che mi venga questo ghiribizzo pur essendo a corto della preziosa materia prima...In casa però avevo la pluricitata maionese: uova ed olio, proprio come due ingredienti base della pasta strudel. Detto e fatto: 250g di farina 2 cucchiai di maionese un cucchaio di olio extravergine mezzo cucchiaio di zucchero un pizzico di sale acqua quanto basta per formare una "palla" da far riposare almeno un'oretta in luogo tiepido coperta da una terrina rovesciata. Si stende il tutto su un canovaccio infarinato, sottile sottile come detto prima (l'impasto tende un po' a rompersi, ma insistete, sarete premiati), poi vai di ripieno: propongo una crema di verdure in abbinamento ad un formaggio: io ho unito crema di radicchio (radicchio, olio exvo, aceto di mele, zucchero di canna, sale e pepe) a dadini di feta ed una salsa di pomodoro a scaglie di pecorino romano . Arrotolato il tutto, l'ho piazzato in forno già caldoa 200° per una ventina di minuti, spennellando a metà cottura con latte di soia (mucca va anche be ne). Il risultato è molto friabile ma "tonico", non si spacca. Da servire su un letto di verdure stufate o magari su un'insalata. e non siete a dieta insistete pure con la maionese...

Fonte: venereincucina.blogspot.com

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