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La terra in cui vivo è ospite cordiale da molti anni e di lei, nel tempo, ho imparato a conoscere le persone, gli usi, i costumi e anche le tradizioni culinarie, che sono entrate a far parte del mio repertorio gastronomico, da protagoniste. Vivere lontano dalla mia terra d’origine - ma non dalle sue tradizioni, trasmesse, con amore, dalla mia famiglia - è stato, per me, come viaggiare da turista attento, attraverso una cultura sconosciuta: osservatore diffidente prima, attore curioso e aperto poi. Questo ha fatto di me una persona attenta alle diversità, che sa coglierle, apprezzarle, e metabolizzarle. Ma io resto, orgogliosamente, una meridionale emigrata al Nord; una campana trapiantata in Emilia- Romagna; una beneventana che, dall’età di 8anni, vive in provincia di Modena e, da quasi 10anni, lavora * a Bologna o nella sua provincia. Nonostante il tempo però, ci sono cose che continuo a non capire! Una di queste è la torta di riso!!! Non saprei come dirlo diversamente… Non la capisco! Non ne capisco il sapore! Ma è un grande classico della tradizione bolognese e ha origini antichissime. La ricetta originale è depositata presso Camera di Commercio dell'Accademia Italiana della Cucina, e prima o poi la proverò e racconterò la sua storia, ma... Quella di seguito è la profumatissima variante dello Chef Laura Ravaioli! TORTA DI RISO & CARAMELLO PROFUMATA AGLI AGRUMI (ricetta di Laura Ravaioli) Ingredienti: 1 l di latte 200 g di riso tipo originario o comune 50 g di burro 150 g di zucchero 2 uova intere 2 tuorli 2 arance, la scorza grattugiata 2 limoni, la scorza grattugiata (o se preferite un gusto più esotico 2 lime) 1 pizzico abbondante di sale 250 g di zucchero per il caramello qualche goccia di limone Mettete il latte in un casseruola con lo zucchero e portate ad ebollizione sempre mescolando. Aggiungete il sale, il burro ed il riso. Mescolate bene, abbassate la fiamma e lasciate cuocere fino a che il latte non si sarà completamente assorbito. Lasciate raffreddare la crema di riso prima di unire le uova e le scorza degli agrumi, poi amalgamate bene il tutto. Intanto, in un pentolino di rame non stagnato, mettete lo zucchero, il succo di limone, bagnate con ½ bicchiere di acqua e lasciate cuocere fino ad ottenere un caramello biondo dorato, versatelo in uno stampo per torte quadrato, da 22 cm di lato e, facendo molta attenzione, ruotatelo in modo che il caramello lo rivesta completamente. Lasciate raffreddare il caramello prima di versare il composto di riso. Cuocete la torta in forno caldo a 180° per circa 30 minuti. Lasciate raffreddare la torta per qualche minuto prima di sformarla sul piatto di portata. Fate attenzione a che il caramello non si raffreddi troppo altimenti la torta rischia di rompersi quando la girate. Nel caso in cui si sia raffreddato troppo, scaldate il fondo dello stampo sulla fiamma del fornello per fluidificare di nuovo il rivestimento di caramello. * “LAVORA”, da qualche tempo, è un parolone! Si perché sono cassa (DIS)integrata – come dico io!- in attesa di mobilità, alla ricerca di lavoro e di una nuova strada... Il problema è che, come diceva il Grande Massimo Troisi, in un famoso sketch: “… solo lavoro non se ne trova, sempre co’ n’ata parola vicina addà sta???” Come? Non ho capito bene? ...M’era parso d’aver sentito… No, ma forse ho capito male… EH??? CRISI??? Allora ho capito bene! Quale CRISI??? Chi ha parlato di CRISI??? Non vi permetto…!!! J J J
Fonte: incantesimoculinario.blogspot.itQuante ricette di torte di mele conosciamo? Penso che non si riescano a contare, ognuno ha la sua preferita, o quella della nonna o della mamma ... Poi la torta di mele sa di casa, di coccole, infatti ieri era una giornata grigia, umida, una di quelle giornate da stare sotto le coperte a leggere! Peccato che i miei due bimbi non mi permettano questo lusso, così per non annoiarci più di tanto e per scaldare un po' di più la casa abbiamo fatto questa torta di mele soffice soffice, che è in assoluto la mia preferita. Non è una ricetta di famiglia ma è una ricetta di cucina di Laura Ravaioli , chef del Gambero Rosso. La ricetta è semplicissima e soprattutto veloce. TORTA DI MELE (di Laura Ravaioli) Ingredienti 3 mele renette 3 uova 150 gr di farina 150 gr di burro morbido 100 gr di zucchero 1 limone (scorza e succo) 3 cucchiaini di lievito per dolci 1 pizzico di sale zucchero di canna cannella Preparazione. Accendere il forno a 175/180°C. Per prima cosa grattare la scorza di limone. Pelare e tagliare le mele a cubetti, metterle in una ciotola e irrorarle con il succo di limone. Se si fa nel mixer: inserire la farina e il lievito setacciati, il burro a cubetti, le uova intere, il pizzico di sale, lo zucchero e la scorza di limone. Avviare il robot fino a formare una crema densa. Se la facciamo con le fruste elettriche: montare il burro morbido con lo zucchero, unire le uova (una per volta), amalgamare bene, poi unire i restanti ingredienti e amalgamare il tutto fino ad ottenere una crema densa. Imburrare e infarinare una tortiera a cerniera da 22/24 cm di diametro. Versale il composto cremoso, appoggiare in maniera disordinata le mele sulla crema e spingerle leggermente per affondarle un pochino. Cospargere la superficie con dello zucchero di canna e un po di cannella (io quest'ultima non lo messa). Infornare per circa 40/45 min. Servire tiepida. Inserisco una nota che non centra con la ricetta: Eliminiamo dai ns blog i captcha , che sono quelle paroline odiose da inserire quando si vuole pubblicare un ns commento ad un post. Magari molti pensano di non averli (come la sottoscritta), e invece li abbiamo quasi tutti... Vi rimando a due blog che hanno parlato molto bene di questa cosa: caffè col cioccolato e da Mary .
Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.itQuesti bicchierini molto semplici li ho preparati per una cena con amici, decisa all'ultimo momento. Infatti qs dessert si preparano velocemente e non vanno fatti riposare troppo in frigo, è un dolce dell'ultimo minuto. BICCHIERINI DI CIOCCOLATO BIANCO CON FRAGOLE Pasta frolla Santin 500 farina 140 zucchero velo 250 burro 1 uovo intero 3 tuorli Pizzico di sale Vaniglia bacca Crema bimby al cioccolato bianco 500 ml latte 2 uova intere ½ misurino di farina (circa 25/30 gr) 1 misurino di zucchero (100 gr) Pizzico di sale 100 gr cioccolato bianco Fragole Panna montata leggermente zuccherata Per la crema bimby al cioccolato bianco Si può fare sia con il bimby ( si mettono tutti gli ingredienti nel boccale, tranne il cioccolato, 7 min. 80° vel. 4 e una volta pronta si versa sul cioccolato a pezzi) o si fa come una crema pasticcera classica e anche in qs caso alla fine, fuori dal fuoco si unisce il cioccolato a pezzi. Composizione sul fondo del bicchiere ho messo della frolla sbriciolata, poi una cucchiaiata abbondante di crema fredda, poi le fragole e poi la panna a ciuffi, altro strato di frolla, crema, fragole e panna. Tutto qui. La ricetta è un mix di ricette prese un po’ sul sito di coquinaria e da una ricetta della Ravaioli ( la sua prevedeva al posto della frolla un pan di spagna alle mandorle e invece che la crema al cioccolato bianco una crema pasticcera classica).
Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.itLo scorso fine settimana ho dato il via ufficialmente al periodo natalizio, non vedevo l'ora, mi piace un sacco addobbare la casa per Natale! Ho sistemato gli addobbi natalizi in giro per la casa, addobbato il mio mini alberello luminoso e tirato fuori le nuove tovagliette natalizie per la colazione. Mi piacciono così tanto che ieri ho preparato apposta un dolcetto per poterle usare nelle foto. Ho preparato una torta di mele profumata alla cannella, non so per voi ma per me cannella uguale a Natale. Le foto questa volta sono state fatte da Guido, che ultimamente, se cucino di domenica, mi aiuta a fotografare. Io preparo il set e a lui faccio fare il lavoro duro, visto quanto pesa la nuova macchina...pure sulla scaletta l'ho messo a fotografare, ahahah! Questa torta è una libera interpretazione della ricetta di Laura Ravaioli, ho modificato il numero di mele e ho aggiunto l'amido di frumento. Ingredienti 120 g farina 00 30 g amido di frumento 100 g zucchero semolato 150 g burro morbido 3 uova 2 mele grandi mezza bustina di lievito per dolci pizzico di sale buccia di un limone grattugiata cannella e zucchero semolato Lavorate il burro con lo zucchero usando la frusta fino ad ottenere una bella crema morbida. Aggiungete le uova una per volta, facendo attenzione a farlo amalgamare perfettamente prima di aggiungere l'altro e per finire la scorza grattugiata di limone. Miscelate la farina, l'amido e il lievito setacciati e unitele un cucchiaio per volta con delicatezza alla crema. Per ultimo aggiungete un pizzico di sale. Trasferite l'impasto in una tortiera del diametro di 24 cm e livellatelo dolcemente con una spatola, quindi disponete sulla supercie le mele tagliate a fette dello spessore di mezzo centimetro. Mescolate 3 cucchiai di zucchero semolato con della cannella ( io ho usato un pezzo di stecca frantumata al mortaio) e versateli sulla torta. Infornate a 180 °C per 45 minuti, fate come sempre la prova stecchino. Vi consiglio di mangiarla tiepida, assaporerete meglio la cannella.
Fonte: dinneratmarys.blogspot.itEcco la mia ultima dolce creazione...tanto per cambiare una ricetta a stelle e strisce....buonissima ma davvero un po' pesantina, da usare nelle occasioni più golose!! Per farli ho seguito la ricetta di Laura Ravaioli che ne sa sempre un sacco!! Ingredienti: 21 gr lievito fresco (o 7 gr lievito secco) 30 ml di acqua tiepida 175 ml latte tiepido 40 gr burro 1 uovo 1 cucchiaino di sale raso 450 gr farina olio di semi per friggere Per la glassa: 75 gr burro 250 gr zucchero a velo 1 bustina di vanillina 80 ml acqua calda coloranti alimentari a piacere cioccolato fondente Procedimento: Unire acqua e latte e farli intiepidire sul fuoco, metterli in una bacinella capiente ed incorporarvi il sale e lo zucchero e mescolare, poi unire il lievito che dovrà sciogliersi per bene e da ultimo il burro che andrà sciolto anch'esso e poi amalgamiamo con l'aiuto dello sbattitore elettrico. Aggiungiamo l'uovo e continuiamo ad amalgamare anche aumentando un pochino la velocità, poi aggiungiamo in due volte la farina ed impastiamo un pochino a mano sulla spianatoia. Mettiamo l'impasto a lievitare per circa un'ora coperto da un canovaccio in luogo tiepido e poi riprendiamo il nostro impasto. Lo stendiamo sulla spianatoia infarinata avendo cura di stenderlo col mattarello in tutti i sensi in modo che poi la pasta non si ritiri. Lasciamo uno spessore di circa 1,5 cm e cominciamo a ritagliare i nostri donuts. Teniamo anche i bottoni centrali che saranno i primi ad essere fritti e che sono anche loro molto buoni! Una volta ritagliati i nostri donuts togliamo la pasta che avanza (e se abbiamo tempo possiamo farla lievitare di nuovo e poi ripetere il procedimento altrimenti senza lievitazione non va bene) e li adagiamo su una teglia che poi copriremo con un pochino di pellicola trasparente e li facciamo lievitare per circa una mezz'ora. Ora i donuts sono pronti per essere fritti, bastano 2 minuti per lato in olio bollente, quando diventano un po' scuri sono pronti. Facciamo la glassa: Scaldiamo l'acqua, uniamo il burro e lo facciamo sciogliere bene, uniamo lo zucchero con la vanillina e mescoliamo bene con le fruste (se vogliamo lo coloriamo) poi non resta altro che pucciare i donuts nella glassa, quando sono belli freddi, capovolgerli e sono pronti. Per glassarli al cioccolato basta fondere del cioccolato e fare la stessa operazione (in america uniscono il cioccolato alla glassa di zucchero preparata come sopra ma secondo me solo cioccolato va bene uguale)!!
Fonte: lemiericetteonline.blogspot.ite io riemergo dalla mia cucina, anzi, la mia tana che io chiamo cucina, come dice un mio amico di Flickr.... sono stati giorni faticosi, ma tanto intensi e belli, vissuti con gioia ed emozione....sono stanca davvero, profondamente stanca, ma anche molto contenta. La casa è silenziosa ora, ma fino a poco fa era accesa di risate, di confusione, di sentimento... i piatti e i bicchieri belli sono tornati al loro posto, la cucina è pulita e riordinata, non sembra nemmeno che ci sia passato il tornado di questi giorni, se non fosse per una ciotola di frutta secca, due fette di panettone e l'ultimo pezzo di torrone che stazionano sulla tavola...i gatti dormono abbracciati sul calorifero, mio marito pisola davanti alla Tv, e io finalmente mi siedo un attimo a raccogliere pensieri, scarico un poco la tensione e la stanchezza cercando di rivivere quello che è stato in questa quattro giorni di cuore e cucina.... Natale è il luogo in cui ci ritroviamo, noi e tutta la nostra famiglia, quella di mia sorella, e mia madre... durante l'anno non è sempre possibile ritrovarci al completo, per cui questi giorni sono un momento in cui cerchiamo di esserci tutti, ed è sempre bello ritrovarsi con tante cose da raccontarsi e da condividere fra un boccone e l'altro, col cuore allegro ma anche col pensiero a chi non è più fisicamente con noi, ma che è sempre presente, vicino... Quest'anno eravamo in 12, un bel numero......ognuno con delle preferenze. Cosa può e cosa non può mancare sulla nostra tavola di Natale....difficile quindi pensare a menù monoporzione, o meglio calibrati, fuori dalla tradizione.... la vigilia di Natale, per noi, è di rigore cucinare il baccalà.....ovvero, noi friulani lo chiamiamo baccalà ma effettivamente è lo stoccafisso. E deve essere esclusivamente qualità Ragno. Mio padre passava un paio d'ore a batterlo con un mazzuolo di gomma dura, per rompere le fibre e ammorbidirlo, senza romperlo. Non doveva assolutamente rompersi sotto i colpi del mazzuolo, non era una cosa semplice, dovevi dosare la forza per non romperlo e allo stesso tempo dovevi fare in modo che la sua carne così secca si ammorbidisse.. E' un vero lavoro, poi, la preparazione. Va tenuto a bagno per tre o quattro giorni, cambiando spessissimo l'acqua. Poi va spinato e pulito da pelle e lische, ed è un lavoro certosino. Poi di nuovo a bagno, e poi fatto a pezzetti piccoli, e poi cotto col latte e montato con l'olio, fino a farlo diventare morbido e omogeneo, tipo ricetta vicentina, ma da noi è leggermente diversa, si sporca il tutto con un'idea di pomodoro. Si serve rigorosamente con la polenta bianca. Così, si costruisce una specie di menù intorno al baccalà che è praticamente la portata principale quest'anno è andata così: Bocconcini di pesce spada in salmoriglio 4 o 5 fette di pesce spada, possibilmente nella parte centrale. 1 ciuffo di prezzemolo 1 ciuffo di origano fresco (se manca va bene anche quello secco) 1 spicchio d'aglio, o più, a piacere 1 limone olio di ottima qualità, q.b. poca acqua sale, pepe arroventare una griglia o una bistecchiera, io uso quella di ghisa, e grigliare da entrambi i lati il pesce spada. Poi pulirlo da eventuale pelle laterale e ricavare dalla fetta dei bocconcini. Procedere così per tutte le fette e tenere da parte allineandoli in una pirofila o altro contenitore che li possa contenere agevolmente. Tritare il prezzemolo e l'origano insieme allo spicchio d'aglio, spremere il limone filtrandone il succo. In un pentolino che possa andare a bagnomaria, mettere abbondante olio, il succo del limone e un goccio d'acqua. Mettere quindi a bagnomaria su fuoco allegro il pentolino con il condimento e sbattere con la frusta fino a quando si avrà una emulsione ben amalgamata, a questo punto aggiungere il trito di erbe e mescolare bene. Versare caldissimo sui bocconcini e conservare in frigo una volta freddo. Meglio farli il giorno prima, così assorbono bene tutti i profumi delle erbe e rimangono morbidissimi. Al momento di portare in tavola, scaldare leggermente in micro onde. Carpaccio di spada affumicato marinato all'arancia 300 gr pesce spada affumicato q.b. il succo di 2 arance non trattate il succo di 1 limone prezzemolo aglio sale, pepe esotico olio d'oliva pepe rosa per guarnire tritare il prezzemolo insieme a poco aglio, in una ciotola miscelare l'olio, il succo delle arance, il succo del limone, aggiungere il trito di prezzemolo e il pepe rosa, regolare di sale (poco) e dare una macinata di pepe, sbattere bene il tutto per emulsionare. Disporre le fette di carpaccio su un piatto da portata magari un po' concavo e bagnare con l'emulsione, e lasciar marinare almeno 4 o 5 ore. Carpaccio di tonno affumicato alle erbe e zenzero carpaccio dit tonno il succo di due lime 1 pezzetto di zenzero fresco 1 trito di prezzemolo e aglio poca erba cipollina sale, pepe esotico (è un mix di pepi con aggiunta dell'anice stellato e altro, lo si trova al super nel pratico contenitore con tappo macina) bacche di pepe rosa per guarnire olio e.v. di ottima qualità spremere i lime, miscelarne il succo con olio e.v. regolare di sale e dare una generosa macinata di pepe esotico. Tritare il prezzemolo con poco aglio, e tagliuzzare con le forbici l'erba cipollina, grattugiare un pezzetto di zenzero, aggiungere il tutto all'emulsione di olio e lime, unire anche il pepe rosa, mescolare bene e versare la marinata sopra il carpaccio. Lasciar marinare per almeno 4 o 5 ore. eccolo qui, il baccalà della Luisa devo dire che non è fra i miei piatti preferiti, ma la tradizione va rispettata, altrimenti che tradizione è? In ogni caso, ho cucinato anche queste, si sa mai che manchi da mangiare... Cacciucchino di seppie con polenta bianca questa è una ricetta che la mia amica Elena di Livorno ha messo su Coquinaria molto tempo fa, e che io amo particolarmente. Mi ha fatto rivalutare le seppie questa ricetta... 4 o 5 belle seppie, le mie erano abbastanza grosse, ben pulite e spellate 2 spicchi d'aglio 3 belle foglie di salvia 1 bicchiere di vino bianco olio e. v. sale, pepe peperoncino 2 cucchiai conserva di pomodoro (in alternativa una scatola di polpa di pomodoro) tagliare a fettine le seppie, preventivamente pulite e spellate. In una larga padella mettere a rosolare l'aglio in abbondante olio insieme al peperoncino e la salvia, quindi aggiungerci le seppie tagliate, e far insaporire, quindi sfumare col vino bianco. Stemperare la conserva in un mezzo bicchiere di acqua calda, e unire alle seppie, oppure aggiungere la scatola di polpa di pomodoro. Regolare di sale e di pepe, coprire e portare a cottura. Sono pronte quando, toccandole, la forchetta entra come entrare nel burro. Per la polenta bianca, procurarsi della buona farina e procedere come al solito. La farina bianca è macinata leggermente più fine di quella bramata gialla, ed ha un sapore molto più delicato, perfetta per il pesce. A me piace abbastanza sostenuta, non troppo morbida e mi regolo di conseguenza, con la quantità d'acqua in proporzione. alla fine, via di panettoni, pandori, ecc. ecc......ma anche con questi: Datteri ripieni un modo goloso che ho copiato all' amico Dante per preparare i datteri, talmente goloso che non si resiste....uno tira l'altro... datteri a piacere, quelli naturali ovviamente sono meglio. 250 gr di mascarpone 1 bicchierino abbondante di rhum 2 cucchiai di zucchero di canna, a grana fine 1 cucchiaio di miele gherigli di noci per guarnire Sciogliere lo zucchero di canna nel rum. Miscelare bene il mascarpone con il miele e il rum zuccherato in una ciotola. Far riposare il composto per 24 ore al fresco coperto con una pellicola. Snocciolare i datteri, mettere un cucchiaio di ripieno e guarnire con metà o un quarto di gheriglio di noce. Tenere al fresco prima di servire. la tavola della vigilia, eravamo in tanti e lo spazio invece no... non ho avuto il tempo di fare di meglio e ho imbastito un centro tavola con quello che avevo e la tavola di Natale, riciclando il centrotavola.. Natale si parte sempre con un antipasto all'italiana, cioè affettati e sottoli e sottaceti home made, accompagnati anche dall'insalata russa, che non può assolutamente mancare, tanto che ne devo preparare una quantità da ristorante... Insalata russa a modo mio 3 o 4 carote 4 costole di sedano bianco 250 gr circa di fagiolini 3 belle patate 1 manciata di capperi dissalati 300 gr piselli surgelati 1 vasetto di cetriolini sottaceto 2 tuorli 1 uovo intero succo di limone q.b. olio di semi di arachide olio di oliva sale, pepe, poco aceto. cuocere le verdure tutte separatamente, avendo cura che restino al dente, tranne le patate che dovranno essere ben cotte. Lasciarle raffreddare completamente. Dissalare i capperi. Tagliare a pezzetti la verdura, raccoglierla in una larga pirofila, aggiungere i capperi dissalati e i cetriolini tagliati a pezzetti anch'essi. Salare, pepare e condire con un goccio d'olio e aceto. Mescolare bene. Spremere un paio di limoni e filtrarne il succo. Nel bicchiere del frullatore mettere i due tuorli e l'uovo intero, un pizzico di sale e fare una frullata, quindi, con il frullatore in azione, iniziare a versare a filo sia il limone che l'olio, alternando quello di semi a quello d'oliva. (Mia scelta perchè usando tutto olio di oliva trovo la maionese troppo pesante e di sapore troppo deciso") Continuare finchè la maionese è completamente montata. Di solito lo si avverte anche dal rumore del motore del frullatore, che cambia. Versare la maionese sulle verdure e mescolare bene in modo che si distribuisca in modo omogeneo. Sigillare bene con la pellicola e tenere in frigorifero. Variazioni di spume, mousses e paté spuma di prosciutto cotto 250 gr prosciutto cotto in una fetta sola 2 cucchiai Cognac 1 scalogno 100 gr ricotta freschissima 80 gr burro sale, pepe, kiwi per guarnire tagliare a dadini il prosciutto cotto. Tritare finemente lo scalogno e metterlo a stufare dolcemente in 20gr di burro, unire il prosciutto cotto a dadini, lasciarlo insaporire qualche minuto, poi sfumare con il cognac. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare una volta evaporato il liquore. Passare tutto al mixer insieme alla ricotta e al burro rimasto, tenuto a temperatura ambiente, per ottenere una morbida spuma. Versarla in uno stampo a piacere, lisciarne la superficie e tenere in frigorifero. Al momento di servire, guarnire con fettine di kiwi a piacere. Oppure con dei pistacchi sgusciati e tostati e pepe rosa. Mousse di tonno 400 gr circa tonno sottolio 180 gr burro il succo di un limone 2 filetti di acciuga sottolio qualche cappero dissalato sgocciolare bene il tonno dal suo olio di conserva. Nel mixer mettere i filetti di acciuga, qualche cappero, il tonno sminuzzato, e burro a pezzetti, metà del succo di limone e azionare il mixer, lasciandolo funzionare finchè il composto è perfettamente liscio e cremoso. Trasferire il tutto in una ciotola e aggiungere il resto del limone, pian piano, assaggiando di tanto in tanto per controllare che il limone non prevalga troppo. Nel caso la capienza del mixer non fosse sufficiente, procedere in due volte, raccogliendo il tutto in una terrina e mescolando finchè è perfettamente omogeneo. Mettere il composto in uno stampo a piacere e tenere in frigo fino al momento di servire. Decorare a piacere. Paté di radicchio tardivo 3 o 4 piccoli cespi di radicchio trevisano tardivo 100 gr ricotta 100 gr mascarpone 70 gr burro 1 piccola cipolla 1 bicchierino di Brandy sale, pepe gherigli di noce per guarnire mondare i cespi, lavare e ridurre a pezzetti il radicchio. Tritare finemente la cipolla, farla stufare in una noce di burro, quindi aggiungere il radicchio tagliato. Lasciar brasare dolcemente e quando è morbido, sfumare con il Brandy. Una volta assorbito il liquore, spegnere e lasciar raffreddare. Una volta freddo, passare tutto al mixer insieme al burro a pezzetti, alla ricotta e al mascarpone. Risulterà una crema morbida, dal colore certamente poco invitante. Ma non preoccupatevi, il sapore sarà ottimo. Trasferire il tutto in un piccolo stampo da terrina e tenere in frigorifero decorando, al momento di servire, con dei gherigli di noce. Terrina delicata di pollo al Grand Marnier 500 gr petto di pollo 250 gr fegatini di pollo 3 cipollotti freschi tritati 1 costa di sedano 1 carota 1 cipolla 3 foglie di alloro 1 rametto di timo 1 cucchiaio di prezzemolo tritato 2 foglie di salvia 1 arancia (il succo) 3 cucchiai abbondanti di Grand Marnier 50 gr burro 1 bicchiere di latte 15 gr di gelatina sale e pepe Pulire i fegatini, lavarli bene e metterli in una ciotola con il latte per almeno 15 minuti, poi toglierli e asciugarli bene. Pulire il sedano, la carota, la cipolla e mettere il tutto in una pentola con un litro e mezzo d'acqua. Unire il petto di pollo, salare e cuocere per un'ora circa a fuoco moderato. Togliere quindi il pollo, filtrare il brodo rimasto. Tritare grossolanamente il pollo. Scaldare il burro in una padella larga, unire i cipollotti tritati e lasciarli dorare, poi aggiungere i fegatini, unire le erbe e far rosolare per 15 minuti più o meno, mescolando spesso. Aggiungere il pollo tritato, salare e pepare, bagnare con il succo d'arancia e il Grand Marnier e lasciar insaporire qualche minuto. Eliminare salvia e alloro e versare tutto nel mixer frullando fino ad avere un composto del tutto omogeneo e liscio aiutandosi se è troppo asciutto, con del succo d'arancia e trasferire il tutto in una ciotola. Scaldare 2 dl. del brodo di pollo filtrato molto bene, magari anche attraverso una garza, e quando è bollente sciogliervi la gelatina. Lasciarla intiepidire, poi incorporarne metà alla crema di pollo, mescolando accuratamente per avere un composto ben amalgamato. Mettere in una ciotola o una piccola terrina , livellare la superficie con una spatola e lasciare in frigorifero per circa mezz'ora, dopodichè coprire la superficie con uno strato leggero di gelatina fredda ma fluida. Rimettere in frigorifero per almeno 3 ore. e per accompagnare tutto , naturalmente, Monsieur le Panbrioche Le voilà Panbrioche da una ricetta di Laura Ravaioli 400gr. di farina 00 100gr. di farina Manitoba 5 uova 60gr. di zucchero 10gr. di sale 20gr. di lievito di birra 25gr. di acqua 250gr. di burro ammorbidito Sciogliere il lievito con l'acqua tiepida e poi aggiungerlo alle due farine setacciate con il sale e lo zucchero, aggiungere le uova e per ultimo un po' per volta il burro tagliato a pezzetti. E' meglio lavorare con un'impastatrice perché l'impasto che ne risulterà è abbastanza appiccicoso e non lavorabile con le mani, ma non preoccupatevi deve essere così. A questo punto metterlo in una ciotola abbastanza capiente e coprire con la pellicola e tenere in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo riprendere l'impasto, lavorarlo un attimo a mano, quindi dividerlo in 4 o 6 parti uguali formando con la mano delle palline, Io ho pesato ogni pallina per fare in modo che avessero tutte la stessa pezzatura, e cuocendo crescessero tutte insieme, e le ho messo tutte vicine in uno stampo da ciambella precedentemente unto e infarinato. Lasciar lievitare ½ ora o finché non avrà raddoppiato di volume e poi infornarlo a 180°C per 45min./1ora, dipende dal forno. Mattonella di verdure 250gr. di prosciutto cotto 2 uova 2 carote 2 zucchine 2 patate 100gr. di fagiolini 100gr. di piselli anche surgelati 50gr. di emmenthal grattugiato 30gr. di grana grattugiato 60gr. di burro mezzo bicchiere di panna sale, pepe Mondare e lavare tutte le verdure. Portare ad ebollizione abbondante acqua leggermente salata e immergervi le patate e le carote divise a metà. Dopo 5 minuti unire i fagiolini e le zucchine e lasciar cuocere 15 minuti ancora. Infine unire i piselli a cui basteranno 5-6 minuti di cottura. Non appena la verdura sarà cotta (fare attenzione che resti comunque un po' al dente) scolarla e lasciarla raffreddare. Dopo di che tagliare carote, zucchine e patate a dadini e i fagiolini a tocchetti. Sciogliere 50gr. di burro in una padella, unirvi tutte le verdure e farle rosolare per qualche istante: salarle, peparle e infine bagnarle con la panna. Continuare la cottura per qualche istante a fuoco vivace, quindi toglierle dal fuoco e fare intiepidire la preparazione. In una ciotola sbattere le uova con il grana, l'emmethal e sale e pepe. Unire questo composto alle verdure, mescolare bene e regolare di sale e pepe. Con il burro rimasto imburrare uno stampo rettangolare, quindi foderarlo con il prosciutto cotto facendolo sbordare. Riempire lo stampo foderato con il composto di uova e verdure e ripiegare le fette di prosciutto verso il centro coprendo completamente il tutto. Chiudere con un foglio di alluminio, quindi mettere lo stampo in forno caldo a 180° per circa 40 minuti. Al termine della cottura lasciare intiepidire la mattonella e poi sformarla. questa mi è stata espressamente richiesta dalle mie figlie, che l'hanno molto apprezzata in occasione del pranzo del mio compleanno....dunque eccola Terrina di pollo e funghi 350 gr petto di pollo tritato 250 gr champignons 1 uovo 1 cucchiaio di parmigiano 20 cl panna liquida fresca 2 scalogni 1 spicchio d’aglio il verde di un quarto di zucchina sale, pepe bianco poco burro mondare e lavare i funghi, conservandone interi circa 7 o 8, i più sani belli e di misura pressocchè uguale.. Affettare gli altri. In una larga padella fondere una noce di burro e aggiungere i funghi, regolare di sale e di pepe. Lasciar cuocere circa 5 minuti, nel frattempo tritare gli scalogni e aggiungerli, proseguendo la cottura per altri 10 minuti circa. Aggiungere anche lo spicchio d’aglio e continuare a cuocere per altri 5 minuti. Dopodichè eliminare l’aglio e tritare il tutto. Lasciar intiepidire. Da un pezzetto di zucchina ricavare solo la parte verde con un poco di polpa. Ridurla in pezzetti molto piccoli. In una ciotola mettere il pollo tritato, aggiungere il parmigiano, l’uovo, salare e pepare, e mescolare ben bene il tutto, poi pian piano sempre mescolando aggiungere anche la panna liquida poca alla volta fino a che è stata completamente assorbita. L’impasto sarà molto morbido ma è giusto così. A questo punto unire i funghi tritati e il verde delle zucchine ridotte in mirepoix. Mescolare molto molto bene in modo che tutto sia ben omogeneo. Imburrare abbondantemente un piccolo stampo da plumcake. Versare metà dell’impasto sul fondo premendo perché si assesti e non lasci spazi vuoti. Inserire nell’impasto gli champignons tenuti da parte, formando una fila nel centro del composto. Coprire con il resto dell’impasto avendo cura che sia tutto ben coperto. Premere e sbattere dolcemente lo stampo sempre per evitare che restino spazi vuoti all’interno. Cuocere a bagnomaria in forno già caldo a 200° statico. Ho poi girato sulla ventilazione verso fine cottura, per dorare meglio la superficie. Quando sarà cotta, si sarà formato del liquido. Una volta tolta dal forno, eliminarlo con cautela e porre per qualche tempo un piccolo peso sulla terrina in modo che si compatti bene. Conservare in frigorifero e togliere un po' di tempo prima di servire, magari scaldandola già affettata in micro onde. e per finire gli antipasti: questa è una perparazione che mi piace molto. Una ricetta che la mia amica Bruna ha condiviso su Coquinaria dopo averla avuta dai fratelli Tonola, chefs stellati della Lanterna Verde di Villa di Chiavenna. Terrina di caprino fresco al salmone e aneto 200 gr salmone affumicato 400 gr caprino fresco 200 gr panna fresca 12 gr di gelatina in fogli Erba cipollina e aneto q.b Olio extra vergine d'oliva q.b Pepe nero Passare al setaccio il caprino ed aggiungere la colla di pesce (sciolta in poca panna,) quindi la panna leggermente sbattuta e l'erba cipollina tagliata fine, amalgamare delicatamente . Rivestire uno stampo con carta stagnola , quindi ricoprire con i ciuffi di aneto, riempire alternando uno strato di formaggio e uno di salmone , per due volte. Richiudere bene con la carta stagnola e mettere in frigorifero per 4 ore. Servire a fette, decorando con fili di erba cipollina e qualche pomodorino per dare colore. e finalmente arriva il classico brodo, che "lava giù" tutto. Ma è un brodo particolare, non i soliti cappelletti insomma: Cappelletti in brodo ai funghi per il brodo: 6/ 700 gr muscolo di manzo 600 gr circa di biancostato 1/2 gallina 1 piccolo porcino a fette, anche surgelato 1 costola di sedano 1 carota 1 cipolla 1 spicchio d'aglio 1 foglia di salvia sale volendo un buon brodo, ho messo tutto a freddo, tranne i funghi naturalmente. Ho portato a cottura schiumando e alla fine filtrando bene tutto. Ho rimesso sul fuoco la pentola con il brodo filtrato e ho cotto i cappelletti. Poco prima di spegnere ho aggiunto un porcino affettato che avevo in freezer, ancora surgelato. Una volta cotto anche quello, ci son voluti pochi minuti, ho impiattato. l'altro nostro classico tradizionale è il cappone. Quest'anno l'ho solo cotto in forno, niente farcitura, e l'ho accompagnato con patate al forno, insalata e spinaci al burro, di cui non ho foto. Cappone al forno 1 bel cappone 1 piccola cipolla 60 gr pancetta liscia 1 bicchiere di vino bianco 2 o 3 rametto di rosmarino 2 o 3 foglie di salvia 1 rametto di timo 1 foglia di alloro olio, sale, pepe pulire e fiammeggiare il cappone, lavarlo ed asciugarlo, salare e pepare l'interno.. Pulire una piccola cipolla, avvolgerla nella pancetta e infilarla nella pancia del cappone insieme a un rametto di rosmarino e a una foglia di salvia. in una teglia mettere un poco di olio e rosolare da tutte le parti il cappone con un altro rametto di rosmarino, il resto della salvia, l'alloro e il timo, regolare di sale e pepe e una volta rosolato sfumare con il vino bianco. Qundi trasferire in forno già caldo a 180° / 200° controllandolo spesso girandolo e bagnandolo col suo fondo ogni tanto. Portare a cottura e servire ben caldo con le verdure. S. Stefano con l'aperitivo: Tartine di pane nero al Brie e fichi caramellati. pane nero tagliato a quadrotti Brie q.b. fichi caramellati ricavare dei crostini dal pane nero, tostarli in forno, appoggiarvi sopra un pezzetto di Brie, e un mezzo fico caramellato. e cin cin.. Come antipasti avevamo quelli del giorno prima, e non ho previsto nessun primo. Ho preferito fare un secondo piatto un po' più ricercato. Rotolo di faraona ripiena alle castagne in crosta 1 faraona disossata 300 gr saslsiccia 150 gr ricotta 2 cucchiai di parmigiano grattugiato 300 gr circa di castagne precotte 1 rametto di timo 1 bicchiere di vino bianco. 1 rotolo di pasta sfoglia 100 gr prosciutto cotto 1 tuorlo per spennellare sale, pepe, olio e.v. Fatevi disossare una faraona dal vostro macellaio di fiducia, dopodichè fiammeggiatela comunque, lavatela e asciugatela benissimo. Stendetela su un tagliere con la parte interna verso di voi, salare e pepare. Preparare la farcia. In una ciotola mescolare della salsiccia spellata e sbriciolata insieme alla ricotta e al parmigiano, e una grattata di pepe nero, e poco sale. Aggiungere metà delle castagne spezzettate alla farcia e spalmarla sull'interno della faraona. Arrotolarla e legarla saldamente avendo cura che il ripieno non possa uscire. In una larga padella fondere una noce di burro in poco olio, quindi rosolarvi la faraona da tutti i lati, profumandola con un rametto di rosmarino e una foglia di salvia, quando è rosolata sfumare con il vino, aggiungere nel tegame le castagne rimaste quindi passarla in forno già caldo a 200° per circa un'ora rigirandola ogni tanto, ..trascorso il tempo, togliere la teglia dal forno, e dal tegame togliere il rotolo mettendolo a sgocciolare eventuale liquido su una gratella. Prendere la pasta sfoglia, tirarla ancora leggermente col mattarello, appoggiarvi sopra le fette del prosciutto cotto in modo da fare un letto. Riprendere il rotolo di faraona, appoggiarlo sulle fette di prosciutto e avvolgere il tutto nella pasta in modo che sia ben sigillato. in una tazzina sbattere il tuorlo d'uovo e con l'ausilio di un pennello, spennellare di uovo lo scrigno di pasta sfoglia . Cuocere in forno già caldo fino a doratura. Affettare e servire ben caldo. con questo piatto ho accompagnato dei carciofi in padella, spinaci al burro e.. Insalatina invernale 1 piccolo cespo di Castelfranco 1 cespi di radicchio tardivo poco songino o valerianella 1 piccolo finocchio 1 carciofo chicchi di melograno per la vinaigrette: 2 cucchiai senape 2 cucchiai miele d'acacia poco aceto bianco olio e.v. sale e pepe Pulire e mondare le insalate, lavarle e tenerle da parte. Mondare anche il carciofo, tagliandolo sottilissimo e mettendolo a bagno in acqua e limone fino all'ulitizzo. Mondare anche il finocchio, affettarlo sottilissimo con l'ausilio della mandolina, aggiungere alle insalate lavate e asciugate, unire anche il carciofo ben scolato dall'acqua di governo, aggiungere i chicchi di melagrana. A parte, con la forchetta, sbattere bene senape, miele l'olio e l'aceto, insieme al sale e al pepe, e una volta emulsionato il tutto, versare sull'insalata mista e mescolare molto bene. e così, fra un mandarino e una mela, una fetta di panettone e un paio di noci, un boccone di pandoro e un litchis, un pezzetto di torrone e un fico secco, anche un piccolo dono, graditissimo, di un amico le cartellate, che adoro! Anche Natale è passato, dicevo.......ora ci prepariamo al Capodanno, con la speranza che l'anno in arrivo sia un pochino, proprio solo un pochino più sereno di questo che si sta concludendo. Non mi sembra di chiedere troppo.... Ancora auguri bloggers!
Fonte: lagallinavintage-giuliana.blogspot.itLo scorso fine settimana ho dato il via ufficialmente al periodo natalizio, non vedevo l'ora, mi piace un sacco addobbare la casa per Natale! Ho sistemato gli addobbi natalizi in giro per la casa, addobbato il mio mini alberello luminoso e tirato fuori le nuove tovagliette natalizie per la colazione. Mi piacciono così tanto che ieri ho preparato apposta un dolcetto per poterle usare nelle foto. Ho preparato una torta di mele profumata alla cannella, non so per voi ma per me cannella uguale a Natale. Le foto questa volta sono state fatte da Guido, che ultimamente, se cucino di domenica, mi aiuta a fotografare. Io preparo il set e a lui faccio fare il lavoro duro, visto quanto pesa la nuova macchina...pure sulla scaletta l'ho messo a fotografare, ahahah! Questa torta è una libera interpretazione della ricetta di Laura Ravaioli, ho modificato il numero di mele e ho aggiunto l'amido di frumento. Ingredienti 120 g farina 00 30 g amido di frumento 100 g zucchero semolato 150 g burro morbido 3 uova 2 mele grandi mezza bustina di lievito per dolci pizzico di sale buccia di un limone grattugiata cannella e zucchero semolato Lavorate il burro con lo zucchero usando la frusta fino ad ottenere una bella crema morbida. Aggiungete le uova una per volta, facendo attenzione a farlo amalgamare perfettamente prima di aggiungere l'altro e per finire la scorza grattugiata di limone. Miscelate la farina, l'amido e il lievito setacciati e unitele un cucchiaio per volta con delicatezza alla crema. Per ultimo aggiungete un pizzico di sale. Trasferite l'impasto in una tortiera del diametro di 24 cm e livellatelo dolcemente con una spatola, quindi disponete sulla supercie le mele tagliate a fette dello spessore di mezzo centimetro. Mescolate 3 cucchiai di zucchero semolato con della cannella ( io ho usato un pezzo di stecca frantumata al mortaio) e versateli sulla torta. Infornate a 180 °C per 45 minuti, fate come sempre la prova stecchino. Vi consiglio di mangiarla tiepida, assaporerete meglio la cannella.
Fonte: dinneratmarys.blogspot.itBenvenuti nella mia cucina! La cucina, il fulcro della mia casa, la stanza dove passo più tempo in assoluto… I miei libri di cucina, le mie ricette, i piccoli elettrodomestici e tutte le attrezzature che danno una mano alla mia voglia di cucinare, sono tutti qui! Quando torno a casa, la prima cosa a cui penso è: cosa posso cucinare? Che ricetta posso provare? Ed a seconda del tempo a disposizione, decido cosa posso fare e inizio a mettere da parte gli ingredienti, la mise en place necessaria, e via…si procede! Nella mia famiglia la chiamano la "cucina terapia”…che a me fa molto effetto! Mi rilassa, mi soddisfa, mi fa sorridere, mi fa stare serena e di questo ne sono felice! Faccio un lavoro che non ha nulla a che vedere con tutto questo, il mio lavoro non mi regala serenità, ahimè, mi piace ma non tira fuori la mia fantasia e la creatività che invece vengono fuori in cucina! E come tutte le passioni, mi ci butto a capofitto, coltivandola e curandola amorevolmente! E visto che l’autunno è arrivato…niente di meglio per me che iniziare proponendovi una buona torta di mele! E' una ricetta della mitica Laura Ravaioli , semplice e facile da realizzare, ma di grande gusto! Ecco la ricetta per 6/8 persone: 150 g burro morbido 100 g di zucchero semolato 3 uova 150 g di farina 3 cucchiaini di lievito in polvere 1 limone, la scorza 1 pizzico di sale 3 mele grandi 3 cucchiai di zucchero di canna e 2 cucchiaini di cannella in polvere Lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero, aggiungete le uova una alla volta facendole amalgamare bene e infine la farina setacciata con il lievito e il sale. Aromatizzate con la scorza di limone. Trasferite l'impasto in una tortiera imburrata e infarinata, livellare leggermente il composto e ricoprite il tutto con le mele tagliate a tocchetti, pressate bene con le mani, spolverizzate con lo zucchero di canna (io ho usato lo zucchero di canna Panela) e la cannella e mettete in forno a 180°C. per 40-45 minuti. Guarnire con zucchero a velo. Si può servire a piacere con del gelato alla crema o della salsa inglese.
Fonte: ladolcecucinadipaola.blogspot.itDomenica abbiamo festeggiato il compleanno del mio bimbo, ha compiuto 5 anni! festicciola con parenti e compagni d'asilo (con genitori). Ecco alcune ricette. Premessa: (per tutte le tartellette ho usato la stessa frolla) Tartelletta alla crema caramellata e ganache al cioccolato fondente (idea presa e modificata dal libro non solo zucchero di Massari) PASTA FROLLA FINE Etoile 1 kg di farina 600 gr di burro 400 gr di zucchero al velo 160 gr di tuorli 1 bacca di vaniglia scorza di limone un pizzico di sale una punta di cucchiaino di lievito (qs è una mia aggiunta) Io la faccio in planetaria con il metodo Santin: nella ciotola inserisco 1/2 farina, burro, zucchero, tuorli, sale e aromi e l'altra farina. Impasto e conservo in frigo per una notte. Poi lo stesa ad un'altezza di circa 3 mm e rivestito gli stampini delle tartellette, fatte riposare nuovamente in frigo e cotto in bianco con una pallina di carta stagnola a 170/180 per 15 min. e altri 3-5 min. senza carta, (circa). Crema pasticcera (ho usato le dosi di Santin, perchè quella di Massari conteneva, per qs ricetta, troppi tuorli per i miei gusti) però ho modificato anche qs di Santin, perchè mi serviva una crema un po' sostenuta. 1/2 l latte vaniglia 4 tuorli 1 uovo intero (qs è la variante che ho inserito, doveva esserci solo il tuorlo) 130 gr zucchero 40 gr farina pizzico di sale Portare a bollore il latte con la stecca di vaniglia, nel frattempo mescolare i tuorli e l'uovo con lo zucchero, unire la farina e amalgamare il tutto. Stemperare, fuori dal fuoco, il composto con il latte caldo e riportare sul fuoco e cuocere finchè si addensa e inizia a bollire, da qs momento contare almeno 60 sec. (qs per cuocere la farina). Far raffreddare il più velocemente possibile. Ganache al cioccolato fondente (Santin) 200 gr cioccolato al 55% 100 gr cioccolato al 70% 300 gr panna 50 gr glucosio Scaldato panna e glucosio poi ho versato il composto sul cioccolato al pezzi. COMPOSIZIONE Sul fondo della tartelletta ho messo un po' di ganache e sopra la crema pasticcera. (a qs punto si possono anche congelare). Quando le devi servire le spolverizzi con zucchero a velo (io ho usato lo zucchero di canna) e si caramellizzano. Tartelletta ai frutti di bosco Di qs non metto neanche la ricetta: è solo crema pasticcera e frutti di bosco a decorare. Io ho usato una crema pasticcera profumata alla vaniglia, ma poteva andare benissimo anche una crema al limone . Tartelletta al cioccolato e caffè di Felder e mini tatin di Ducasse (entrambe prese da Pinella) Tartelletta al cioccolato e caffè di Felder Qui ho un po' variato la ricetta di Pinella, ho riempito la tartelletta di ganache al cioccolato (quella di prima) e il ricciolo l'ho fatto con la ganache al caffè (ho semplicemente aggiunto un po' di caffè liofilizzato alla ganache, quantità? A gusto personale) (ho congelato anche queste) Mini tatin Ducasse (Pinella) ho steso la frolla finemente (circa 2/3 mm), l'ho coppata con uno stampino di 4mm e cotta per circa 8 min. Per le mele 8 mele 50/60 ml acqua 250 gr di zucchero (volendo anche un po' di più) ho tagliato le mele a fette non troppo sottili e le ho messe in una teglia da lasagne con sotto carta da forno. Ho caramellato lo zucchero a secco e poi ho unito, poco per volta, l'acqua tiepida (attenzione che schizza!!) e lo versate sulle mele. Ho coperto la teglia con carta stagnola e cotte in forno a 180° per 45 min. (circa) Si deve asciugare il liquido. Poi le ho trasferite in una teglia più piccola in modo che le mele avessero un'altezza di circa 2 cm, e congelate. Il giorno della festa le ho coppate, da congelate e messe sul biscotto di frolla. Spennellate con gelatina di albicocca. (qs sono piaciute tanto) Mini cheesecake di Nigella (presa da Ross di Coquinaria) Ingredienti 125g biscotti digestive 75g burro a pomata 300g philadelphia 1/2 cucchiaino succo di limone 60g zucchero a velo 1 cucchiaino estratto di vaniglia 250ml mascarpone amarene Frullate grossolanamente i biscotti nel robot, unite il burro e lavorate fino a quando non otterrete un composto che si attacca. Rivestire il fondo degli stampini in silicone. Nel mixer unire il philadelphia con lo zucchero a velo, la vaniglia e il succo di limone fino a quando sarà liscio, unite il mascarpone. Lavorate leggermente per amalgamare. Versate il composto sui biscotti e lisciate con una spatola. Mettete in frigo per 3 ore o per tutta la notte (o congelare) Un'oretta prima di servire il cheesecake toglieteli dalgli stampini e decorare con mezza amarena sciroppata. Panna cotta al cioccolato bianco con ganache al caffè Poi ci sono i bicchierini: Panna cotta al gianduiotto (Di Guido Castagna) Ingredienti 250 g gianduiotti 200 g panna 85 g latte 2 g colla di pesce Procedimento Scaldate il latte Ammollare la gelatina in acqua fredda. Fondete i gianduiotti a bagnomaria. Mettere il latte caldo con la gelatina precedentemente ammollata nel gianduiotto fuso, emulsionare bene e lasciate raffreddare fino a temperatura ambiente. Unite la panna liquida fredda, colate nei bicchierini. Bicchierino con crema pasticcera, frutti di bosco e panna Qs è semplicemente la crema pasticcera di prima, a cui ho unito un po' di cioccolato bianco fuso (circa 50 gr per 300 gr di crema). Sul fondo del bicchierino ho fatto uno strato di crema, lampone, panna leggermente zuccherata e mirtillo. Spuma di marroni con salsa al cioccolato (Laura Ravaioli) Per la crema 800 gr marron glaccè con il loro sciroppo 2 C rum Latte qb Panna montata leggermente zuccherata Per la salsa 300 g ciocco 70% 2 dita di caffè o liquore al caffè (circa 1/2 tazzina da caffè) ¾ di bicchiere di latte Frullare i marron glacè con il loro sciroppo, il rum e unire a filo il latte qb x renderlo cremoso Salsa: sciogliere il tutto a b/m sul fondo del bicchiere: crema marroni – salsa ciocco – crema marroni – panna montata e un filo di salsa sulla panna.
Fonte: ilciliegiodellanonna.blogspot.itDa dove cominciare? Bè dall’inizio che è meglio (direbbe il puffo Quattrocchi...e pensare che a me i puffi con quel colore azzurro non mi son mai piaciuti ). Prof. Emerito Freddy Adams Oggi ho partecipato ad un interessantissimo seminario, organizzato da uno dei professori del mio laboratorio ed il relatore era Freddy Adams. E chi sarà mai costui? L’unica cosa che sapevo di lui prima che facesse la sua lecture era che si occupava di spettrometria di massa . Di solito i seminari internazionali organizzati da questo professore sono di estremo interesse. Quindi dopo Crutzen e l’Antropocene e dopo un interessantissimo seminario sul climate change, oggi Freddy Adams, Professore Emerito all’Università di Antwerp (Anversa), uno dei padri della spettrometria di massa, che annovera tra i suoi interessi oltre alla chimica analitica anche le nanotecnologie. Un link per informarsi ( http://www.ae-info.org/ae/User/Adams_Freddy ). Come previsto, le aspettative sono state confermate: seminario molto interessante, soprattutto per gli sviluppi futuri e le interconnessioni disciplinari tra la chimica analitica, le nanotecnologie e le biotecnologie. Un futuro prossimo. Inoltre, il prof. Adams ha giustamente menzionato il premio Nobel 2011 per la chimica, la cui scoperta è stata una rivoluzione per la chimica, che però è stata anche ignorata per quasi 2o anni. Anzi, il suo scopritore Daniel Shechtman, del Technion – Israel Institute of Technology di Haifa, è stato anche un po’ preso in giro per i suoi quasicristalli. Ed invece dopo più di vent’anni ecco che arriva il massimo riconoscimento! Quello che ho studiato sui banchi di scuola e dopo su quelli universitari era che la disposizione degli atomi in un reticolo cristallino era ordinata e con una forma geometrica semplice e ripetuta e periodica che, in base al centro di simmetria e al piano di simmetria, dava origine a sette diversi sistemi cristallini. il modello atomico di un quasicristallo (Fonte: Laboratori Ames, Dipartimento dell'energia degli USA) Quale la differenza tra cristalli e quasicristalli? I secondi hanno atomi disposti in maniera ordinata, ma non ripetitiva (ad esempio sono stati osservati cristalli pentagonali). I quasi cristalli seguono il rapporto aureo, che è basato sulla serie di Fibonacci, che è ad esempio alla base della struttura delle conchiglie delle chiocciole. I l professore emerito Freddy Adams ci ha spiegato che la struttura del quasicristallo può essere assimilata a quella di alcuni pavimenti tipici del mondo islamico, dove strutture pentagonali si ripetono a formare una struttura che può essere chiamata mosaico aperiodico (vedere Cairo pentagonal tiling ). Tra l’altro i pavimenti ed i mosaici a piastrelle dell’arte islamica seguono la serie di Fibonacci e si basano quindi sul rapporto aureo. Inoltre, un ricercatore italiano, Luca Bindi, in collaborazione con ricercatori Harvard e Princeton, ha scoperto un quasicristallo naturale, dimostrando che tali cristalli non solo esistono in natura ma sono anche stabili geologicamente parlando. Dopo i neutrini che riscrivono la fisica, i quasicristalli riscrivono la chimica e anche la geologia. Il prof. Adams ci ha parlato di nanotecnologie applicate alla spettrometria di massa, la miniaturizzazione di strumenti e strumenti sempre più sensibili fino ad arrivare allo yoctogrammo, che è 10 -24 g...praticamente siamo a livello di 1 dalton o di 1 atomo di idrogeno (altro che tracce ed ultratracce! Se penso a quanto è difficile a volte spiegare il concetto di tracce (ppm, mg/l o mg/kg),per arrivare allo yoctogrammo vedo una lunga, lunghissima strada...e non di mattoni gialli! ). Questi progressi aprono sentieri da battere in altri campi scientifici...come dicevo un futuro prossimo. Intanto dobbiamo vivere un presente dove bisogna affrontare diverse emergenze, compresa quella ambientale del cambiamento climatico globale e non solo...visto che cosa è accaduto a Tauranga in Nuova Zelanda ? Speriamo non sia un'altra BP... Dopo aver assaggiato pezzetti di futuro prossimo, torno a cose più ordinarie. Ho un po’ di ricette “in attesa”, archiviate per essere poi pubblicate, esperimenti e chaltron esperimenti fatti da me medesima con farine diverse, farine parallele, naturalmente senza glutine, spesso dietoterapiche. Sebbene io non sia una vera foodblogger nell’accezione propria del termine, cucinare cucino, panificare panifico e sperimentare sperimento. E mi piace molto condividere i miei risultati :-). Inoltre, mi entusiasmo quando vedo una bella ricetta e questa volta è toccato al Pane sfogliato all’olio di oliva di Sonia – La cassata Celiaca , che Sonia ha scoperto grazie al programma di Laura Ravaioli, che entrambe abbiamo scoperto essere il Pan hojaldre delle Simili. Questa ricetta l’ho fatta la scorsa settimana, mentre ero in malattia. Il pane sfogliato all'olio di oliva di Sonia – La Cassata Celiaca senza lattosio senza glutine senza latte vaccino Pan de Hojaldre with extravirgin olive oil dairy free gluten free cow milk free Le farine da me utilizzate sono farine senza glutine, dietoterapiche ma acquistabili in qualsiasi supermercato e/o ipermercato. Ecco la ricetta. Ingredienti ovvero che ci ho messo dentro 240 g di farina DESPAR FREE 160 g di CEREAL APROTEICA 60 g di NUOVA TERRA 11 g di lievito di birra fresco 1 cucchiaino di sale 425 ml di latte di soia senza zucchero olio per spennellare § per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 Procedimento ovvero come diamine ho fatto? Ho messo tutte le farine pesate nella planetaria, ho sbriciolato il lievito di birra e ho aggiunto il liquido. Ho azionato la planetaria con la frusta a gancio perchè si amalgamasse il tutto. Poi, come dice Richard Ploner nel suo libro “Il pane delle Dolomiti), ho aspettato 15 minuti. Ho aggiunto il sale e e reimpastato. Poi ho messo a lievitare, ma in una ciotola oleata, sempre in forno precedente riscaldato a 50° C (uso sempre il forno come cella di lievitazione). Ho aspettato che lievitasse e dopo due ore e mezza, anche tre ho steso la pasta sulla carta forno infarinata con la farina Cereal aproteica e ho fatto i 4 giri come descritto da Sonia nel suo post, proprio come se fosse pasta sfoglia. Ad ogni giro ho spennellato la superficie con olio evo. Poi ho diviso a metà...ed ecco il mio chaltron istinto che viene fuori: non ho fatto i tagli e ho messo in due stampi da plum cake. E ho rimesso a lievitare per un’altra ora sempre in forno. I tagli sono necessari affinchè il pan sfogliato, che poi è il Pan hojaldre delle Simili – hojaldre in spagnolo significa pasta sfoglia, sfoglia, sfogliato – abbia la sua caratteristica forma. Mi sono dimenticata. Quindi ho ottenuto un pane ben lievitato, con una folding-sfogliatura ;-). Poi ho cotto come dice Sonia: 250°C per 10 minuti e30 minuti a 200°C. Per vedere se era cotto ho bussato sul fondo e suonava vuoto. Profumo ottimo e buona crosta... L’ho messo a raffreddare su una gratella e mi son goduta il profumo. Dopo essere tornato da scuola Ale se ne mangiò due fette con la nutella per merenda e diede la sua completa approvazione. La prossima volta mi ricordo dei tagli ;-). Quindi si rifarà :-D Dulcis in fundo piccolo aggiornamento: sempre in quella settimana di malattia feci nuovamente il panbrioche veloce , ma seguendo il consiglio di Olga - Felix di uncuoredifarinasenzaglutine, usando cioè 11-12 grammi di lievito per evitare che si sedesse. Ebbene, lievitò moltissimo :-), da castrona misi l’impasto in due stampi a plum cake, ma li riempì troppo e dopo la seconda lievitazione erano al bordo in cottura gonfiandosi dell’impasto sbordò fuori ed io, per evitare ulteriori disastri, aprii lo sportello del forno e ...l’impasto si sedette. Ocio! Con il metodo empirico si impara sempre. La prossima volta, più stampi, meno impasto e non aprire il forno ;-). Quindi si rifarà pure questo :-D Che musica per una serena notte??? Sarah Vaughn o...Bobby Mcferrin and Chick Corea? fate vobis ! Serena notte
Fonte: fabipasticcio.blogspot.itQualche giorno fa ho visto questa ricetta sul canale Sky, Gambero Rosso in una trasmissione, condotta dallo Chef Laura Ravaioli, dedicata alla cucina kasher del ghetto di Roma. Le versioni sono molteplici, sfumature diverse da famiglia a famiglia. Ecco la mia. INGREDIENTI 4 persone 1 teglia forno 1 kg alici fresche (da pulire) 2 cespi grandi di insalata riccia sale, pepe olio extravergine di oliva aglio e peperoncino in polvere poco pangrattato PROCEDIMENTO Accendete il forno ventilato e portatelo a 180°C. Pulite bene l'insalata togliendo con un coltellino la parte centrale, capovolgendo il cespo e ruotando. Lavatela ripetutamente poi scolatela con l'apposito attrezzo o aiutandovi strizzandola con un panno. Mettetela in uno scolapasta, salatela abbondantemente e coprite con un piatto mettendo sopra una pentola piena di acqua per pressare per una ventina di minuti e fare uscire eventuale acqua. Foderate una teglia con carta da forno e infornatela con tutta l'insalata condita con un po' di olio e peperoncino con aglio i polvere, per 20 minuti a 180°C. Nel frattempo avrete pulito le alici togliendo la testa, la lisca, le viscere e la coda. Passate i filetti sotto l'acqua corrente e cercate di scolarli/asciugarli il più possibile. Sfornate la teglia, togliete metà dell'insalata che nel frattempo sarà molto diminuita di volume e sarà colorata e croccante. Distribuite bene nella teglia metà insalata poi mettete i filetti a coprire, salate e pepate aggiungete poco olio. Coprite con uno strato di insalata e condite nuovamente con poco olio. Infornate per 20 minuti a 180°C poi sfornate e spolverizzate con poco pangrattato e poco olio cuocendo ancora solo altri 5 minuti. Servite subito. CONSIDERAZIONI Una vera sorpresa per semplicità e sapori. Potete abbondare col peperoncino piccante perchè si sposa benissimo con l'equilibrio di amarognolo (non forte) dell'insalata riccia e il delicato delle alici. Ottime anche le consistenza che vanno dal croccante dell'insalata al cremoso delle alici al ruvido del pangrattato. Ricordatevi di acquistare due grossi caspi di insalata riccia perchè in cottura diminuiscono davvero tanto di volume così potrete scegliete poi se aumentare leggermente i due strati di verdura.
Fonte: ilmondodiluvi.blogspot.itBuongiorno buongiorno, buon lunedì...!!! Ho lasciato riposare il pc qui..per il week end..tanto non mi avrebbe fatto fare niente---°-°---e speravo che , magicamente, si risolvessero tutti i problemi. Invece eccomi qui ancora con le scritte in rima, dato che non mi accetta più manco l'allineamento a sinistra. Il fatto è che ho troppi post da spostare altrimenti un pensierino per cambiare da blogger a qualcosa d'altro lo avrei già fatto. Cambiamo discorso e veniamo al dunque. Io con questo caldo non amerei molto mangiare la pasta, anche se qui i bambini la gradiscono per cui la faccio ugualmente, sacrificandomi. Io preferirei insalatone e zuppe fredde. Le zuppe, per fortuna, le gradiscono pure loro, le insalate ancora no, invece. Questa è un piatto freddo, fresco, che proviene sempre da mia mamma e da sky. Al solito, non chiedetemi provenienza perchè non lo so--Laura Ravaioli forse?--le dosi..ormai lo sapete come fa mia mamma, no? così di queste --vedi Michela?--così, ti deve venire così...più di così non riesco a fare..la parte bella è che comincio a fare così anche io perchè tutto sommato è divertente, ed anche comodo. Io, per voi, solo per voi, ho pure pesato quello che ho usato. Ovviamente le proporzioni sono a scelta, e cambiando le proporzioni cambia anche il sapore di questo gustosissimo gazpacho che si può gustare come antipasto, come primo o come piatto unico..a me è piaciuto tantissimo..anzi quasi quasi me lo rifaccio pure oggi. GAZPACHO VERDE 400 gr fagiolini lessati al dente--io 10'-- 40 gr cipolla sale pepe 40 gr peperone verde privato di filamenti e semi un cucchiaino di caffe' di tabasco--se lo volete piccante..se lo volete più ''dolce'' aceto balsamico-- 60 gr cetriolo privato di buccia e semi Frullare tutte le verdure lavate e mondate con le zucchine. Unire tabasco, sale e pepe se serve. Servire con crostini. Ah dimenticavo! Se fosse troppo denso allungare con ghiaccio o acqua ghiacciata.
Fonte: michela-pepepeperoncino.blogspot.com